per capirci

GIACOMO 1, 2-4

Fratelli, considerate come motivo di gaudio perfetto le diverse prove alle quali voi potete essere esposti, sapendo che la fede messa
alla prova produce la pazienza. E' necessario però che la pazienza compia perfettamente l'opera sua, affinché voi siate pure perfetti ed
integri, senza mancare in niente.(Giacomo 1; 2-4)

Emmanuel

venerdì 11 dicembre 2015

Perfettamente conosciuti

Salmi 139:6 La conoscenza che hai di me è meravigliosa,
troppo alta perché io possa arrivarci.
  

 
1Corinzi 13:12 Poiché ora vediamo come in uno specchio, in modo oscuro; ma allora vedremo faccia a faccia; ora conosco in parte; ma allora conoscerò pienamente, come anche sono stato perfettamente conosciuto.

Come afferma la Scrittura, ciascuno di noi è conosciuto dal Signore in modo perfetto e meraviglioso. Non c'è nessuno che ci conosca meglio di Lui, neanche noi stessi. Per questo motivo possiamo avvicinarci a Dio, stare alla sua presenza, e chiedergli di mostrarci parte di questa conoscenza che ha di noi. Questo è utile e buono per riconoscere i peccati che abbiamo commesso e ravvederci, ma anche per crescere nella nostra vera identità in Cristo. Questa attitudine, manifesta inoltre il rapporto di esclusività che ciascuno di noi ha con il Signore: ascoltare ciò che lo Spirito dice a noi personalmente, vivere questo aspetto di Dio che è solamente nostro. Come nel matrimonio ci sono degli aspetti della vita di coppia conosciuti dai parenti e dagli amici, ma altri aspetti conosciuti solo dai coniugi, allo stesso modo nella nostra relazione personale con il Signore ci sono aspetti conosciuti dalla società ma altri riservati per il tempo di intima preghiera.
 
Nella prima lettera ai Corinzi, c'è un tema che è predominante su tutti gli altri: il tema della crescita. Leggendo gli scritti paolini, traspare con chiarezza l'analisi di una realtà che è in via di sviluppo: un tempo eravamo prigionieri, ora siamo liberi, ma anche in questa libertà possiamo essere bambini in Cristo oppure uomini maturi cresciuti a sua immagine. Anche chi è maturo però sente una profonda sofferenza, perché al tempo presente non vive nella nuova creazione, non vive con un corpo di resurrezione. Solo nella nuova creazione infatti potremo essere liberi da ogni fardello e conoscere pienamente, come anche siamo stati perfettamente conosciuti. C'è dunque questo processo che porta dal mondo delle tenebre al regno del Figlio, e dall'immaturità nel regno del Figlio alla maturità. In questo processo, noi possiamo soltanto intravedere quello che sarà. Possiamo conoscere e profetizzare in parte, ma sappiamo che il Signore conosce già ora tutto pienamente. Noi infatti siamo stati perfettamente conosciuti (al passato!), siamo conosciuti con tutte le nostre debolezze e tutti i nostri punti forti, siamo conosciuti con il nostro carattere e con i cambiamenti che assumiamo mentre il tempo scorre e le esperienze si accumulano, siamo conosciuti nelle limitatezze del nostro corpo soggetto al peccato, e siamo conosciuti nella forma che raggiungeremo al tempo della completezza. Questa conoscenza di Dio non deve spaventarci, ma al contrario deve far crescere in noi la fede nell'azione e nella direzione del Signore nella nostra vita. La conoscenza che il Signore ha di noi è meravigliosa, è una conoscenza che non nasce da un' osservazione esterna ma piuttosto da una consapevolezza interna. Questa è l'onniscienza di Dio: una conoscenza di noi che Lui trova in lui e non in noi o in qualunque altro posto. Per conoscere meglio noi stessi, dunque, la cosa migliore non è quella di guardarci allo specchio, e neanche meditare su noi stessi, ma piuttosto portare il nostro cuore al Signore, e chiedere a Lui chi siamo, chi siamo davvero. Da questa intimità potremo comporre canti al Signore come ha fatto il salmista, potremo vedere le cose da una nuova prospettiva come ha fatto l'apostolo Paolo, potremo continuare a correre la corsa cristiana che ci è posta davanti con rinnovata forza....il tutto alla sola gloria del Suo Nome.
 Davide Galliani.com

Fede o accomodamento (Il pane, il circo e il Colosseo)



Tranquilli, cristiani: non siete in pericolo perché non costituite un pericolo. Basta che accettiate anche solo formalmente le regole che vi vengono imposte, non mettiate in questione il sistema, stiate buoni, non diate fastidio, e poi, in privato, potete credere e fare tutto quel che volete.

Per molto tempo, nell’Impero romano, sono stati tanti i cristiani che sono morti martiri a causa della loro fede. Sottolineo “della loro fede” perché temo che non sia più la nostra. Perché? In primo luogo dobbiamo comprendere perché il potere politico di Roma ce l’avesse tanto con i cristiani. L’impero romano, in fondo, eccelleva per la sua “apertura mentale”. Non erano dei “barbari distruttori”. Il genio del loro dominio era la loro abitudine di assimilare. Come avevano fatto con i Farisei in Palestina, con loro essi facevano un patto: domineremo su di voi, ma voi potrete in larga misura continuare a fare quel che fate. Tenetevi il vostro tempio e praticatevi il vostro culto. Conservate le vostre tradizioni, la vostra maniera di vivere. Tutto ciò che vi chiediamo è di pagarci le imposte, riconoscere la nostra autorità e, sì, c’è ancora un’altra cosa: dovete riconoscere che Cesare è il signore. Bruciate in suo onore un pizzico di incenso, fategli un inchino. Non dovete neanche crederci, basta che lo facciate e poi ritornate pure a fare ciò che stavate facendo.

Il problema dei cristiani era più politico che strettamente teologico. Il primissimo Credo della Chiesa era lungo appena tre parole, ma riusciva a colpire Roma al cuore. I cristiani erano quelli che confessavano che Gesù Cristo è il Signore. Morivano a migliaia perché rifiutavano di confessare che Cesare è il Signore.

Il che ci porta alla nostra fede. Noi siamo più simili a quei Farisei che a quei cristiani. Abbiamo i nostri culti, le nostre persuasioni private e lì è dove termina la nostra fede. Per il resto della nostra vita siamo sottomessi al sistema, all’autorità dello stato, e ai divertimenti e distrazioni che ci fornisce la cultura più ampia in cui viviamo. Non siamo in pericolo perché non costituiamo un pericolo.
Quando il mondo chiama “odio” le nostre persuasioni, noi semplicemente le cambiamo, insistendo che la nostra risposta al sovvertimento dell’ordinamento creato da Dio è semplicemente più amore, maggiore conciliazione, maggiori assicurazioni che noi non costituiamo un pericolo. Alcuni fra noi interpretano la Bibbia in modo tale da conciliarla allo spirito dei tempi. Dobbiamo “aggiornare” la nostra fede. Quando la Bibbia ci imbarazza, noi semplicemente guardiamo da un’altra parte. 
Assimiliamo la nozione biblica che ogni peccato è ribellione contro il Dio vivente e che merita il suo giudizio di condanna con la nozione molto più prudente che tutti i peccati si equivalgono, rendendoli così innocui, non degni di essere menzionati. Quando le istituzioni sanciscono ufficialmente ciò che sovverte l’ordine creato naturale, noi lo ignoriamo. Quando finalmente ci svegliamo, troviamo dei modi sicuri, ragionevoli, approvati da “Roma”, per “lottare” contro questi problemi. Con l’aborto, per esempio, avvengono ogni giorno migliaia di omicidi legali e noi siamo più interessati alla nostra squadra di calcio. 

Rendiamo culto ad un Gesù che ci salva dai nostri peccati, ma il cui regnare noi siamo disposti a negoziare per conciliarlo con ben altri signori. Adoriamo un sistema, un “ordinamento civile”, che semplicemente richiede che noi ce stiamo buoni e che teniamo per noi stessi le nostre persuasioni. Adoriamo le nostre distrazioni così da non dover mai affrontare la nostra idolatria. Adoriamo l’accettazione della più vasta cultura in cui viviamo e per essa sacrifichiamo tutto il resto. Non siamo come i cristiani del passato che morivano per Gesù, ma siamo più simili a coloro che hanno ucciso Lui ed i profeti che Dio ci ha mandato per chiamarci al ravvedimento, perché essi, come noi, adoravano il dio di questa età.

Fintanto che non cesseremo di sottometterci benevolmente al dio di questo mondo ed inchinarci ad esso, saremo sempre messi sotto le scarpe. Fintanto che noi non faremo cordoglio per i nostri peccati, togliamo via dagli altari gli dei stranieri e gli alti luoghi, abbattiamo le statue e gli idoli di questa nostra epoca, fintanto che noi non cessiamo di affidare i nostri figli a Moloch, continueremo a bruciare il nostro incenso agli dei ed ai signori di “Roma”. Signore, abbi pietà d noi peccatori.
Traduzione di Paolo Castellina

[Adattamento di R. C. Sproul Jr. “Bread, Circuses and the Coliseum” 



"Come udii queste parole, mi posi a sedere e piansi, quindi feci cordoglio per vari giorni, e digiunai e pregai davanti al DIO del cielo."
Neemia 1:4)

domenica 6 dicembre 2015

L'importanza di pregare al mattino


"Preferisco insegnare ad un uomo a pregare che a dieci uomini a predicare."
- Charles Spurgeon
Sono molti i Cristiani che nel corso della storia hanno testimoniato l'importanza della preghiera del mattino, e penso che ogni Cristiano capisca che dovrebbe iniziare la giornata ricercando il volto di Dio, conoscendoLo nella Sua Parola, spandendo il suo cuore a Lui nella preghiera.
Se il nostro Signore Gesù Cristo pregava mentre gli altri dormivano, perché dobbiamo fare di meno? (Marco 1:35). Perché non dedicare al Signore più pienamente le ore in cui siamo più vigili e attenti?
- VERITA' SULLA PREGHIERA PER INIZIARE LA GIORNATA -
Pregare la mattina non è sempre facile. O almeno non per me. Comprendo le persone che mi hanno detto: "Fratello Josué, trovo difficile pregare presto la mattina".
Personalmente, penso che la mia carne non mi dia tanto fastidio quando sto imparando, attraverso la lettura, come quando ho voglia di gridare a Dio, umiliarmi davanti a Lui in preghiera (perché la conoscenza può farmi orgoglioso se non penetra nel mio cuore). Ho visto predicatori testimoniare la stessa cosa, questo è un fatto molto comune! Pregare non è molto confortevole per la nostra carne!
Ciò che è peggio, è che quando di rado non prego la mattina perché mi sveglio tardi e ho impegni, e dico "pregherò più tardi" di solito non lo faccio o mi risulta davvero difficile.
 
Sicuramente al diavolo non importa quanto io voglia pregare, a patto che il mio proposito sia quello di farlo "più tardi". Egli è disposto a tutto, anche a distrarmi con cose buone cercando di persuadermi a "pregare più tardi".
Inoltre, il mondo ci chiama ad affannarci per fare molte cose presto e il prima possibile così da essere persone "produttive". Tuttavia, una grande quantità di attività non è sempre sinonimo di reale produttività. Io stesso ho potuto sperimentare che ogni volta che mi prendo del tempo per pregare la mattina, poi Dio si prende cura che tutto il resto della mia giornata sia produttiva come a Lui piace.
"E 'inutile fare un milione di cose se non facciamo ciò che Dio vuole che noi facciamo".
 
Non importa ciò che il mondo, il diavolo e la nostra carne dicano, la preghiera è fondamentale, ed avere il nostro tempo devozionale giornaliero è la cosa più produttiva che possiamo fare. E 'inutile fare un milione di cose se non facciamo ciò che Dio vuole che noi facciamo e quello che più necessitiamo. Non possiamo vivere per la gloria di Dio senza pregare.
Umiliarci davanti a Dio al risveglio è fondamentale per mortificare in noi qualsiasi idea di indipendenza da Dio. Quando preghiamo per iniziare la giornata, il Signore modella il nostro modo di pensare per le ore successive e fissa in noi la centralità di ciò che è veramente prezioso e necessario. In altre parole, con la preghiera mattutina testimoniamo a noi stessi che la cosa più importante e degna della nostra attenzione è Dio, e quindi vivere in adorazione a Lui in tutto ciò che facciamo, e ciò viene utilizzato dal Signore per portarci a distrarci di meno. Inoltre, anticipiamo molte tentazioni della giornata che sta per venire prima che bussino alle porte della nostra mente con più forza.
 
- MA PERCHÉ ALLORA MOLTI NON PREGANO DI MATTINO? -
Dio mi ha portato a capire che approfondire la nostra comunione con Lui è una questione che richiede una pianificazione.
Se voglio iniziare la giornata di domani da solo con Dio, devo iniziare già da stasera ed andare a dormire prima (di solito non è facile per i nottambuli come me). Quando si tratta di leggere la Bibbia e pregare, è infinitamente meglio avere un piano che non averne nessuno.
Inoltre, devo pregare il Signore che di mattina inclini il mio cuore alla Sua Parola più che al mio cuscino o Facebook, e che inclini di più i miei affetti a Lui che ai compiti quotidiani del giorno (cfr Salmi 119:36).
John Piper mi ha aiutato a comprendere questo. Egli scrive:
"A meno che mi stia completamente sbagliando, uno dei motivi principali per cui i figli di Dio non hanno una significativa vita di preghiera non è tanto che non la vogliamo, quanto il fatto che non la pianifichiamo. Se desideri fare una vacanza di quattro settimane, non puoi semplicemente limitarti ad alzarti una mattina d'estate e dire: Andiamo! Non avrai nulla di preparato. Non saprai dove andare. Non hai programmato nulla. Ma è così che molti di noi trattano la preghiera. Ci alziamo giorno dopo giorno, ci rendiamo conto che momenti importanti di preghiera dovrebbero essere parte della nostra vita, ma non abbiamo preparato niente. Non sai dove andare. Non abbiamo pianificato nulla. Né il momento né il procedimento. E sappiamo tutti che l'opposto del pianificare non è un meraviglioso fluire di esperienze profonde e spontanee nella preghiera. L'opposto della pianificazione è la routine. Se non pianifichi una vacanza, probabilmente te ne starai in casa e vedere la TV. Il flusso naturale e non pianificato della vita spirituale, conduce al decadimento totale della vitalità. C'è una gara da correre e una lotta da combattere. Se desideri un rinnovamento nella tua vita di preghiera la devi pianificare".
In Daniele vedo l'intenzione di condurre una vita di preghiera (Daniele 6:7-10). Lo vedo anche nel salmista (Salmo 119:164). Loro pregavano al mattino perché erano disciplinati, e la disciplina porta alla naturalità.
E 'un paradosso: Quanto più sono disciplinato nel cercare di pregare al mattino, tanto più mi diventa naturale farlo nonostante le opposizioni che mi si presentano davanti. Smette di essere solo un'abitudine per diventare parte della mia vita.
 
- COS'É CHE RAVVIVA IL NOSTRO CUORE AL MATTINO? -
 
"Ma fratello Josué, ho provato molte volte a pregare la mattina e non sento il mio cuore ravvivato per questo." Questo lo capisco. Come ho detto prima, anch'io sto combattendo con la carne. Non tutti i giorni mi sveglio con il desiderio di umiliarmi davanti a Dio e riconoscere quanto dipendo da Lui. Ma per la Sua grazia ho imparato molte cose.
In primo luogo, il classico detto puritano è vero: "Pregate fino a quando pregate". Dobbiamo pregare sufficientemente in una sessione, con sincerità, in modo da poter superare la barriera della superficialità nel rivolgerci a Dio. Se "preghiamo fino a quando preghiamo", entreremo in momenti di maggiore devozione spirituale nel nostro grido verso Dio.
In secondo luogo, è bene pregare per le nostre preghiere. Dio ha promesso di ascoltarci. Quando è stata l'ultima volta che hai pregato Dio di farti una persona di preghiera sincera?
E in terzo luogo, ciò che ravviva il nostro cuore è la Parola di Dio (cfr. Salmo 19:17). Posso testimoniare che quendo di mattina leggo la Bibbia chiedendo a Dio di aprire i miei occhi per vedere le meraviglie della Sua legge (Salmo 119:18), ciò mi porta naturalmente all'adorazione, alle azioni di grazie e all'intercessione. Mi guida nella preghiera.
Questa è stata una grande scoperta per me, George Müller testimonia a riguardo:
 
"Vidi più chiaramente che mai che il compito principale e più grande al quale dovevo partecipare ogni giorno era di mantenere la mia anima felice nel Signore. La prima cosa di cui mi dovevo preoccupare non era quanto potevo servire il Signore o come avrei potuto glorificarLo, ma come potevo mantenere la mia anima in uno stato di felicità e come potevo sfamare il mio uomo interiore. Perché potevo pretendere di mostrare la verità ai non salvati, essere utile ai credenti, liberare gli afflitti, trovare altre maniere di comportarmi come un figlio di Dio in questo mondo, eppure, se non ero felice nel Signore e non mi alimentavo e mi rafforzavo nell'uomo interiore giorno dopo giorno, non mi sarei preso cura di tutte quelle cose con lo spirito giusto.
In precedenza, era stata mia abitudine, almeno durante i primi dieci anni, quella di darmi alla preghiera come al solito dopo essermi vestito al mattino. Ma poi vidi che la cosa più importante che dovevo fare era darmi alla lettura della Parola di Dio e la sua meditazione, in modo che il mio cuore fosse confortato, incoraggiato, avvertito, rimproverato, istruito; e così, durante la meditazione, il mio cuore poteva essere portato a sperimentare la comunione con il Signore. Così cominciai a meditare leggendo il Nuovo Testamento fin da subito, nelle prime ore del mattino.
 
La prima cosa che iniziai a fare, dopo aver chiesto con poche parole la benedizione del Signore sulla sua preziosa Parola, era quella di iniziare a meditare la Parola di Dio, cercando di estrapolare qualche benedizione da ogni versetto, non per il ministero pubblico della Parola, né per predicare ciò che avevo meditato, ma per ottenere cibo per la mia anima. Il risultato ottenuto è quasi sempre stato questo: che dopo pochi minuti la mia anima è stata portata alla confessione, alla gratitudine, alla intercessione o alla supplica; così, anche se non mi ero proposto di darmi alla preghiera, ma alla meditazione, quasi immediatamente ero portato più o meno nella preghiera.
... La differenza tra ciò che è stato prima e quello che faccio ora è questo: Prima, quando mi svegliavo, cominciavo a pregare il più presto possibile, e di solito investendo tutto o quasi tutto il mio tempo fino all'ora di colazione in preghiera. Tutte le cose le iniziavo sempre con la preghiera ... Ma qual'è stato il risultato? Spesso spendevo un quarto d'ora, o mezz'ora o anche un'ora in ginocchio prima di essere consapevole di ricevere conforto, incoraggiamento, l'umiliazione della mia anima, ecc, e, spesso, dopo aver sofferto molto, perché la mia mente volava da un luogo all'altro durante i primi dieci minuti o un quarto d'ora, o anche mezz'ora, quando realmente iniziavo a pregare.
Ora mi succede raramente. Perché il mio cuore si nutre della verità ed è portato a sperimentare la comunione con Dio. Parlo al Padre mio e al mio amico (pur essendo peccatore e indegno di esso) riguardo alle cose che mi ha posto davanti nella Sua preziosa Parola.
 
.... Come sono differenti le cose quando l'anima trova refrigerio e felicità di primo mattino, rispetto a quando ci addentriamo nel servizio, nelle prove e nelle tentazioni della giornata senza preparazione spirituale!"
La mia preghiera è che queste confessioni e consigli siano di beneficio per te, quanto e più di quello che sono stati per me. Che il Signore ci conceda di dilettarci in Lui, così che possiamo pianificare con gioia il tempo per pregare al mattino.
Josué Barrios

ciao

per tutti coloro che mi vogliono bene un invito a riflettere

contatori

Lettori fissi

Informazioni personali

La mia foto
Alla ricerca di me stesso con l'aiuto di Gesù

Badge di Facebook