per capirci

GIACOMO 1, 2-4

Fratelli, considerate come motivo di gaudio perfetto le diverse prove alle quali voi potete essere esposti, sapendo che la fede messa
alla prova produce la pazienza. E' necessario però che la pazienza compia perfettamente l'opera sua, affinché voi siate pure perfetti ed
integri, senza mancare in niente.(Giacomo 1; 2-4)

Emmanuel

venerdì 19 novembre 2010

"Calma: lascia correre il tempo"

Sei inquieto. —Ascolta: succeda quel che succeda nella tua vita interiore o nel mondo che ti circonda, non dimenticare mai che l'importanza degli avvenimenti o delle persone è assai relativa. —Calma: lascia correre il tempo; e poi, vedrai da lontano e senza passione i fatti e la gente, acquisterai il senso della prospettiva, metterai ogni cosa al suo posto secondo la sua vera dimensione. Se agisci in questo modo, sarai più giusto e ti risparmierai molte preoccupazioni. (Cammino, 702)

giovedì 18 novembre 2010

Il sapere e il Timor di Dio

Ogni uomo, per sua natura, desidera sapere: ma che importa il sapere, senza timor di Dio?
Vale più un umile contadino che serve a Dio, di un superbio filosofo che, invece che pensare a sè stesso, scruta il movimento delle stelle.
Chi conosce bene sè stesso, diventa spregevole agli occhi propri e non si compiace delle lodi umane.
Se conoscessi tutte le cose che sono nel mondo e non avessi l'amore di Dio e del prossimo : che mi gioverebbe dinanzi al Signore, il quale mi giudicherà secondo le opere?


Lilly

mercoledì 17 novembre 2010

Testi di vita ascetica

51. L'adempimento dei precetti non basta

a purificare le potenze dell'anima, deve esser completato da una corrispondente contemplazione.



52. L'operazione degli angeli produce in noi uno stato di pace;

quella dei demoni l'agitazione.



53. La liberazione dagli impulsi passionali è figlia dell'amore; la liberazione dagli impulsi passionali è il fiore della vita ascetica, che a sua volta consiste nel compimento dei comandamenti.

Il custode vigile dell'osservanza dei comandamenti è il timor di Dio, frutto del giusto credere.

Il credere è l'intimo tesoro dell'anima, ed è frequente anche in coloro che non son giunti alla fede cristiana in Dio.



55. La mente che si apparecchia alla pugna con passionalità, rischia di non vedere i piani del nemico; è simile al guerriero che combatte al buio.

Dopo aver raggiunto l'impassibilità, è facile conoscere le mire dell'avversario.




continua...

S.Antonio abate

La modestia: la virtù dei grandi

Gesù, nostro Signore, ci propone con frequenza l'esempio della sua umiltà: Imparate da me, che sono mite e umile di cuore [Mt 11, 29]. Così tu e io impariamo che non c'è un altro cammino, perché solo la sincera conoscenza del nostro nulla ha la forza di attirare su di noi la grazia divina. Per noi Gesù venne a soffrire la fame e a dare cibo, venne a soffrire la sete e a dare da bere, venne rivestito della nostra mortalità e a rivestirci dell'immortalità, venne povero per farci ricchi.

Dio resiste ai superbi, ma dà grazia agli umili [1 Pt 5, 5], insegna l'Apostolo Pietro. In ogni epoca, in ogni situazione umana, non esiste altra via — per vivere una vita divina — che quella dell'umiltà. Forse il Signore si compiace della nostra umiliazione? No. Che cosa guadagnerebbe con la nostra prostrazione colui che tutto ha creato, e regge e governa ciò che esiste? Dio desidera la nostra umiltà, lo svuotarci di noi stessi, unicamente perché Lui possa riempirci; vuole che non gli poniamo ostacoli e che — per dirla in modo umano — ci sia più posto per la sua grazia nel nostro povero cuore. Perché il Dio che ci ispira l'umiltà è lo stesso che trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso, in virtù del potere che ha di sottomettere a sé tutte le cose [Fil 3, 21]. Il Signore ci fa suoi, ci riempie di sé; è Lui che ci ottiene la 'divinizzazione buona'.
(Amici di Dio, nn. 97-98)

martedì 16 novembre 2010

Cosa vuoi che io faccia per te?

"Cosa vuoi che io faccia per te?". Questa è una domanda che Gesù rivolge
molto spesso a chi lo incontra. Attraverso questa domanda Gesù invita, quasi
costringe, il suo interlocutore a prendere coscienza del suo male, del suo
bisogno di salvezza. La richiesta che ne sgorga non è generica, astratta, ma
precisa e concreta:" Signore che io veda di nuovo". La salvezza è sempre una
realtà concreta nella vita del credente; è la trasformazione radicale della
profonda incapacità che intacca la qualità della vita. Qual è la mia ? Qual
è la nostra? Gesù vuole che chiamiamo con nome questa incapacità, che ne
prendiamo coscienza, chiara e netta...e che, per esserne liberati,
riconosciamo di essere bisognosi del Suo aiuto.
Antonio

lunedì 15 novembre 2010

Il sassolino

Il potente re Milinda disse al vecchio sacerdote: "Tu dici che l'uomo che ha compiuto tutto il male possibile per cent'anni e prima di morire chiede perdono a Dio, otterrà di rinascere in cielo. Se invece uno compie un solo delitto e non si pente, finirà all'inferno. E' giusto questo? Cento elitti sono più leggeri di uno?".
Il vecchio sacerdote rispose al re:
"Se prendo un sassolino grosso così, e lo depongo sulla superficie del lago, andrà a fondo o galleggerà?".
"Andrà a fondo", rispose il re.
"E se prendo cento grosse pietre, le metto in una barca e spingo la barca in mezzo al lago, andranno a fondo o galleggeranno?".
"Galleggeranno".
"Allora cento pietre e una barca sono più leggere di un sassolino?".
Il re non sapeva che cosa rispondere. E il vecchio spiegò:
"Così, o re, avviene agli uomini. Un uomo anche se ha molto peccato ma si appoggia a Dio, non cadrà nell'inferno. Invece l'uomo che fa il male anche una volta sola, e non ricorre alla misericordia di Dio, andrà perduto".

Lilly

domenica 14 novembre 2010

Testi sulla vita ascetica

24. Gli impulsi passionali dell'anima sono provocati dalle persone con cui veniamo a contatto; quelli carnali nascono dalla carne.

Il movimento degli impulsi carnali è controllato dal dominio di sé, stessi, quello delle forze del l'anima dall'amore che nasce nello spirito.



25. Non è sempre possibile l'adempiere i compiti ordinari della vita; ciascuno deve tener conto delle circostanze, e fare ciò che gli è possibile, nella misura in cui è capace.

Gli spiriti del male son ben consapevoli di questa legge.

Per impedirci di fare quanto ci è possibile, ci spingono a compiere l'impossibile.

Cosi, per esempio, dissuadono l'infermo dal ringraziare Dio e dal sopportare, con cuore lieto, ciò che è per lui un bene.

Spingono il debole ad affrontare dure astinenze, e quelli che sono gravati dall'età o dalle fatiche, a cantare i salmi rimanendo in piedi


continua...






Il Santo Abba Antonio, Padre del Deserto, Patriarca del Monachesimo.

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 21,5-19.

Mentre alcuni parlavano del tempio e delle belle pietre e dei doni votivi che lo adornavano, disse: «Verranno giorni in cui, di tutto quello che ammirate, non resterà pietra su pietra che non venga distrutta». Gli domandarono: «Maestro, quando accadrà questo e quale sarà il segno che ciò sta per compiersi?». Rispose: «Guardate di non lasciarvi ingannare. Molti verranno sotto il mio nome dicendo: "Sono io" e: "Il tempo è prossimo"; non seguiteli. Quando sentirete parlare di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate. Devono infatti accadere prima queste cose, ma non sarà subito la fine». Poi disse loro: «Si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno, e vi saranno di luogo in luogo terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandi dal cielo. Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e a governatori, a causa del mio nome. Questo vi darà occasione di render testimonianza. Mettetevi bene in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò lingua e sapienza, a cui tutti i vostri avversari non potranno resistere, né controbattere. Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e metteranno a morte alcuni di voi; sarete odiati da tutti per causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo perirà. Con la vostra perseveranza salverete le vostre anime.

Libro di Malachia 3,19-20.

Libro di Malachia 3,19-20.

Ecco infatti sta per venire il giorno rovente come un forno. Allora tutti i superbi e tutti coloro che commettono ingiustizia saranno come paglia; quel giorno venendo li incendierà - dice il Signore degli eserciti - in modo da non lasciar loro né radice né germoglio. Per voi invece, cultori del mio nome, sorgerà il sole di giustizia con raggi benefici e voi uscirete saltellanti come vitelli di stalla.

Seconda lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicesi 3,7-12.

Sapete infatti come dovete imitarci: poiché noi non abbiamo vissuto oziosamente fra voi, né abbiamo mangiato gratuitamente il pane di alcuno, ma abbiamo lavorato con fatica e sforzo notte e giorno per non essere di peso ad alcuno di voi. Non che non ne avessimo diritto, ma per darvi noi stessi come esempio da imitare. E infatti quando eravamo presso di voi, vi demmo questa regola: chi non vuol lavorare neppure mangi. Sentiamo infatti che alcuni fra di voi vivono disordinatamente, senza far nulla e in continua agitazione. A questi tali ordiniamo, esortandoli nel Signore Gesù Cristo, di mangiare il proprio pane lavorando in pace.

ciao

per tutti coloro che mi vogliono bene un invito a riflettere

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