per capirci

GIACOMO 1, 2-4

Fratelli, considerate come motivo di gaudio perfetto le diverse prove alle quali voi potete essere esposti, sapendo che la fede messa
alla prova produce la pazienza. E' necessario però che la pazienza compia perfettamente l'opera sua, affinché voi siate pure perfetti ed
integri, senza mancare in niente.(Giacomo 1; 2-4)

Emmanuel

mercoledì 11 gennaio 2012

La Babilonia degli ultimi tempi



Nel 18° capitolo dell'ultimo libro della Bibbia ci viene delineato uno scenario a estensione mondiale. A livello economico e sociale, sarà presente il dominio di un sistema totalitario che investirà tutta l'esistenza. Il livellamento e l'unità si manifesteranno anche in ambito religioso. Il carattere di questa immagine è a livello cittadino. L'immoralità e la bestemmia saranno di casa, come anche l'occultismo e l'esoterismo, accoppiati a un' indescrivibile superbia. Da un lato ci sarà favolosa ricchezza, dall'altro estrema miseria. Questo quadro, descritto molto dettagliatamente dalla Bibbia, alla fine dei tempi dominerà la scena mondiale e il motore che spinge questi sviluppi è costituito dalla superba ribellione contro Dio. Si vuole essere uguali a Dio. Ma questa scena tramonterà nel giro di pochissimo tempo:

"E si getteranno della polvere sul capo e grideranno, piangeranno e faranno cordoglio dicendo: "Ahi! ahi! La gran città nella quale tutti quelli che avevano navi in mare si erano arricchiti con la sua opulenza! In un attimo è stata ridotta a un deserto". …Così, con violenza, sarà precipitata Babilonia, la gran città, e non sarà più trovata." (Ap 18,19.21).

Vogliamo esaminare più da vicino questa Babilonia degli ultimi tempi e chiederci se non ci troviamo già nel mezzo degli eventi in cui potrebbe verificarsi la fine di questa Babilonia di cui si parla in Apocalisse 18. 

Babilonia come civiltà urbana

globalizzazione
Per prima cosa salta agli occhi che questa Babilonia degli ultimi tempi viene descritta come una grande e potente città. Troviamo più volte espressioni quali "Babilonia, la gran città, la potente città".
Con questa città non sembra essere indicato un luogo in particolare, non un insediamento isolato di uomini ma una civiltà urbana, che si estende intorno al globo terracqueo:"Perché tutte le nazioni hanno bevuto del vino della sua prostituzione furente, e i re della terra hanno fornicato con lei, (la città di Babilonia) e i mercanti della terra si sono arricchiti con gli eccessi del suo lusso" (Ap 18,3). Da ciò possiamo concludere che Babilonia non sembra essere una singola città ma piuttosto una civiltà urbana. Alla conferenza mondiale "Urban 21", svoltasi a giugno del 2000 a Berlino, il segretario generale dell'ONU Kofi Annan ha dichiarato: "Siamo entrati nel millennio delle città." Due terzi dell'umanità entro venticinque anni vivranno nelle città, pronostica Annan. Alla domanda: quanto è reale la globalizzazione? Franz Jäger scrive nel libro Mega-Fusionen (Megafusioni): "Il processo di globalizzazione della rete economica e comunicativa non procede affatto coprendo le superfici ma si muove soprattutto fra gli agglomerati urbani delle aree economiche progredite."
Agglomerati urbani, ovvero concentrazioni di quartieri cittadini. In quest'ambito notiamo al momento una tendenza interessante. Le città si uniscono in cosiddette zone metro e cominciano a condurre una specie di vita propria. Così la regione di confine nordorientale degli USA viene definita "Portcouver". Si tratta della regione delle città americane di Portland e Seattle e di quella canadese Vancouver. Queste zone metro vengono di regola dominate da gruppi multinazionali che sono insediati lì. I loro abitanti si sentono eccelsi cosmopoliti, una specie di élite di cittadini del mondo, i cui collegamenti ad amici e colleghi all'estero, che vivono in altre zone analoghe, sono molto più forti dei rapporti con gli abitanti delle zone più povere. Una caratteristica peculiare dello sviluppo globale sociale dei nostri giorni è l'inurbamento, la civiltà urbana e la nascita di élite di cittadini del mondo che sono impiegati in cosiddette Spa mondiali.
L'Apocalisse di Giovanni come descrive la civiltà urbana? Il fulcro e cardine di questaBabilonia degli ultimi tempi è costituito dal commercio. Le figure centrali di questo impero mondiale degli ultimi giorni non sono i politici o gli ingegneri, ma i mercanti. I politici vengono citati in soli due punti del versetto 24 nel diciottesimo capitolo, mentre i mercanti in vari passaggi: "… i mercanti della terra si sono arricchiti con gli eccessi del suo lusso. … I mercanti di queste cose che sono stati arricchiti da lei se ne staranno lontani … perché i tuoi mercanti erano i prìncipi della terra …" (v 3.15.23) ecc.
Qui si parla del fatto che i mercanti saranno una specie di stirpe principesca.

Se il profeta Giovanni collega uno sviluppo degli ultimi tempi con i concetti "Babilonia" e "Babele", allora è appropriato dare uno sguardo alla storia. Nel VI e VII secolo a.C. Babilonia rappresentava il radioso centro del mondo. La città Babilonia, il cui nome significa"portoni degli dei", era leggendaria per il suo splendore e il suo lusso ma anche per la sua decadenza pagana. In un'esegesi sulla Babilonia degli ultimi tempi, il teologo Adolf Pohl, scrive:

"A Babele, i mercanti non solo erano potenti ma rappresentavano una forza che esercitava anche potere spirituale. La loro ideologia mercantile imbeveva qualsiasi cosa e abusava di tutto, trasformava tutto in utili e profitti … Tale ideologia rappresentava un'unica orgia di egoismo in cui la pura ricerca dell'interesse metteva da parte qualsiasi remora morale." (ndr. sembra quasi che stia parlando dei banchieri di oggi vero?).

Questa ideologia mercantile la constatiamo oggi con il motto "globalizzazione". Tutto viene trasformato in utile e profitto. Le imprese che "liquidano" la maggior parte dei dipendenti, come si dice oggi in modo tanto elegante, cercando di ottenere i massimi indici di Borsa.Ciò che conta è soltanto il profitto.
Nel 18° capitolo dell'Apocalisse, dal versetto 12 troviamo una lunga lista di merci. Fra di esse sono presenti trenta articoli con cui si commercerà nella Babilonia degli ultimi tempi, come ad esempio: oro, argento e pietre preziose; legno, metalli e ferro; fior di farina e olio, bestiame; profumi e mirra; corpi e anime delle persone. Si tratta di un'ampia gamma, che fondamentalmente rispecchia l'offerta completa delle merci di uso quotidiano. Adolf Pohl commenta nella Bibbia da studio Wuppertal:

"Per quanto la lista delle merci venga riportata senza commenti, essa parla chiaramente degli abusi sociali presenti a Babele. Indirettamente parla di persone raffinate, viziate, amanti del piacere, ma anche di persone cieche e confuse. Alla fine, l'accusa appare chiara. Questa cultura è una cultura mercantile, in cui tutto diventa oggetto di commercio. Ciò che è spirituale e ideale, ciò che è religioso, intimo, tutto viene manipolato, in modo da confluire alla fine negli interessi di singoli o di un gruppo."

Cose spirituali, religiose, intime, tutto diviene merce di scambio. Non è forse ciò che avviene oggi? Le nonne americane regalano alle loro nipoti di 14-15 anni, in occasione del ballo di fine anno, operazioni di chirurgia estetica al seno.Un'operazione di protesi per aumentare le dimensioni del seno costa circa 5 000 dollari. Il fotografo americano Ron Harris, tramite Internet, offre ovuli di fotomodelle a scopo di fecondazione artificiale che garantiscano bei bambini creati in laboratorio. Tutto diventa merce con cui guadagnare denaro e Internet diventa il grande magazzino in cui si offre qualsiasi cosa. "E si getteranno della polvere sul capo e grideranno, piangeranno e faranno cordoglio dicendo: "Ahi! ahi! La gran città nella quale tutti quelli che avevano navi in mare si erano arricchiti con la sua opulenza! In un attimo è stata ridotta a un deserto". Poi un potente angelo sollevò una pietra grossa come una grande macina, e la gettò nel mare dicendo: "Così, con violenza, sarà precipitata Babilonia, la gran città, e non sarà più trovata." (Ap 18,19.21). In un attimo tutto avrà fine?
Se scoppia un'unica bomba atomica all'altezza di 40 km al di sopra della terra, la cosiddetta "pulsazione elettromagnetica" (EMP) distruggerà o bloccherà tutti i sistemi elettronici sul pianeta terra nel giro di pochi secondi. Niente funzionerebbe più nel nostro mondo. Ma in Apocalisse non si parla di bombe atomiche. Al versetto 21 sta scritto: "Così, con violenza, sarà precipitata Babilonia, la gran città, e non sarà più trovata"Che cosa potrebbe significare? In un articolo intitolato "Tempeste dall'universo", all'inizio di ottobre del 1999, la rivista tedesca FOCUS ha preso in esame le esplosioni di gas sul sole. Nei prossimi mesi e anni, il sole emetterà massicce ed enormi nuvole di gas. In tal modo, si originerà una cosiddetta tempesta di particelle che possono alterare il campo magnetico terrestre e minacciare tutto ciò che funziona elettricamente ed elettronicamente, così come avverrebbe con la già citata EMP. A marzo del 1989, a causa di una tempesta di particelle causata dal sole, in Canada andò fuori uso una rete di alimentazione elettrica. Sei milioni di persone restarono senza corrente per quattro giorni. Il satellite televisivo Galaxy IV, sempre a causa della tempesta di particelle dall'universo, smise di funzionare lasciando senza collegamento i 45 milioni di clienti di servizi satellitari. Il produttore di computer IBM, durante la produzione di microchip, notò un tasso di errori triplicato.
Gli astrofisici per i prossimi anni attendono forti tempeste magnetiche, che saranno le più forti dall'inizio delle registrazioni. "Così, con violenza, sarà precipitata Babilonia, la gran città, e non sarà più trovata." Gli annunci della Bibbia sulla caduta di Babilonia non sono un prodotto della fantasia e neanche della fantascienza! Il Creatore del cielo e della terra è onnipotente, a differenza di noi uomini. In Apocalisse 18,11 leggiamo:"I mercanti della terra piangeranno e faranno cordoglio per lei (per Babilonia), perché nessuno compra più le loro merci." I mercanti sono ancora là, le loro merci sono ancora presenti, così come le persone che possono acquistarle. Solo Babilonia cadrà. Immaginiamoci che cosa succederebbe se tutti i sistemi elettronici del mondo si guastassero. Non funzionerebbe più alcuna cassa computerizzata, gli sportelli automatici delle banche sarebbero bloccati, l'auto non funzionerebbe più perché anch'essa conterrebbe sicuramente componenti elettroniche (ad es. l'antifurto), gli ascensori si fermerebbero, le porte automatiche non si aprirebbero più, sarebbe impossibile telefonare, ricevere o inviare fax. Il computer sicuramente regolerebbe quasi tutti gli ambiti della vita e anche le imprese operanti a livello globali sono collegate tramite connessioni per la trasmissione di dati. Questo riguarderà anche i già citati agglomerati urbani, i grossi quartieri cittadini. Soprattutto nel mondo occidentale, viviamo grazie al collegamento elettronico di tutto il globo. La Babele degli ultimi tempi è al contempo anche una Babilonia elettronica con una lingua unitaria mondiale, un codice elettronico che nel giro di pochi istanti nessuno comprenderà più? 

Il "progetto di assalto al cielo"

torre
Al capitolo 11 del primo libro di Mosè, compare per la prima volta nella Bibbia il nome "Babilonia", e cioè nella storia della costruzione della torre di Babele. Gli uomini dell'epoca avevano un'unica lingua, così riporta la Bibbia. E poi cominciarono a costruire: "Poi dissero: "Venite, costruiamoci una città e una torre la cui cima giunga fino al cielo; acquistiamoci fama, affinché non siamo dispersi sulla faccia di tutta la terra" (Ge 11,4). Babele divenne il "progetto di assalto al cielo"! Da questa prima citazione nella Bibbia, la storia di Babele pervade tutta la Sacra Scrittura, da Babilonia come grande conglomerato urbano del mondo fino alla superba ribellione contro Dio, Creatore del cielo e della terra, e così si potrebbe oggi descrivere anche la nostra moderna epoca.

governo globale
L'elite di questo mondo siede insieme allo stesso tavolo,  pone le basi per la nascita di una nuova civiltà globale ed elabora la prossima fase dello sviluppo umano. Le sedie di questo tavolo sono occupate dai rappresentanti dell'ideologia mercantile, che tramite il loro programma di globalizzazione, tengono sempre meglio in pugno tutto il mondo. Lì siedono rappresentanti della New Age, dell'esoterismo, del misticismo, che hanno scritto sulle loro bandiere che ogni uomo in realtà ha natura divina; con l'aiuto di tecniche esoteriche deve scoprire in sé questa scintilla divina. Lì siedono i rappresentanti della scienza, che con la decodifica dei fondamenti della vita si sentono già divini e con l'impiego delle manipolazioni genetica vogliono già diventare creatori di nuova vita, e tutti costoro non credono all'Iddio della Bibbia, al Dio di Abraamo, Isacco e Giacobbe, al Padre Celeste. Nessuna gratitudine e nessun onore tributano a questo Dio che ha creato il cielo, la terra, e tutto ciò che essa contiene. Perciò l'opera umana di "Babilonia" cadrà, non a causa dell'accumulo dei capitali, non a causa dell'invenzione di Internet, ma a causa dei motivi egoistici che la sottendono. In Apocalisse 18,7-8leggiamo: "Datele tormento e afflizione nella stessa misura in cui ha glorificato sé stessa e vissuto nel lusso. Poiché dice in cuor suo: "Io sono regina, non sono vedova e non vedrò mai lutto". Perciò in uno stesso giorno verranno i suoi flagelli: morte, lutto e fame, e sarà consumata dal fuoco; poiché potente è Dio, il Signore che l'ha giudicata." 

Il naufragio del Titanic - un avvertimento per noi

titanic

Quando nel 1912, la nave passeggeri Titanic, dichiarata inaffondabile, naufragò, questo evento rappresentò la prima grande catastrofe dell'era della tecnologia. Ci volle circa un'ora perché il "capolavoro opera di mano d'uomo" finisse nei flutti marini, opera della mano di Dio. L'ottimismo allora appena sbocciato, che voleva dare avvio a un mondo nuovo e migliore con l'aiuto della tecnologia, con l'affondamento del Titanic subì un durissimo colpo. Questa tragedia rappresentava un monito, un avvertimento contro la superbia umana.
All'inizio del XXI secolo, l'umanità fa enormi conquiste tecnologiche per costruire intorno a sé un paradiso, una bella vita sul vaporetto di lusso "Occidente", ma nessuno si accorge degli iceberg che silenziosamente si avvicinano minacciosi alla nave. E in una sola ora, tutto finirà! Quando nell'aprile del 1912, il Titanic affondò, a bordo c'era anche una certa Eva Hard. Lei sopravvisse alla tragedia e ricorda: "Quando mia madre lesse che la nave era stata definita inaffondabile, disse: ‹Nessun uomo deve fare simili affermazioni di ciò che ha inventato. Questo significa tentare Dio›." La giovane tenne addosso il cappotto per tutto il tempo in cui si trovava sulla nave, dormiva di giorno e vegliava di notte. Quando un urto spaventoso scosse la nave, capì subito: "Era successo qualcosa, fummo i primi a salire sul ponte." Eva Hard fu salvata, perché sua madre, con lo sguardo rivolto a Dio, non ebbe fiducia nell'opera umana e restò in guardia.
Chiunque legge questo articolo attentamente riceva dentro di sè il buon consiglio di ascoltare Dio, il Creatore del cielo e della terra. Ciò che Egli ci comunica è significativo e ha un fondamento. Tutto il resto, prima o poi, si infrangerà contro l'iceberg della storia.

giovedì 5 gennaio 2012

Nessuno, ma Gesù!


Sermone tenuto nella mattinata di Domenica, 17 Febbraio 1861 dal Rev. C. H. Spurgeon, A Exeter Hall, Strand

"Chi crede in lui non è condannato"-Giovanni 3:18

La via della salvezza è descritta nella Scrittura in termini veramente semplici, eppure, forse, non esiste una verità su cui siano stati proferiti così tanti errori, come ciò che concerne la fede che salva l'anima. Bene è stato dimostrato dall'esperienza, che tutte le dottrine di Cristo sono misteri, misteri, non tanto in se stessi, ma perché esse sono nascoste a coloro che sono perduti, ai quali il dio di questo mondo ha accecato gli occhi. E' così semplice la Scrittura, che sarebbe stato detto, "Uno che corre può leggere"; ma l'occhio dell'uomo è così debole, ed è così distorta la sua comprensione, che la più semplice verità della Scrittura viene travisata e distorta.
E infatti, fratelli miei, anche per quelli che sanno cosa è la fede, personalmente e in via sperimentale, non sempre è facile dare una buona definizione di essa. Pensano di avere colpito nel segno, e poi dopo si lamentano che hanno fallito. Sforzando se stessi per descrivere alcune parti della fede, scoprono di averne dimenticate altre, e nell'eccesso di zelo per togliere al peccatore anche un solo errore, spesso lo portano ad un errore peggiore. Così credo di poter dire che, anche se la fede è la cosa più semplice del mondo, essa è uno degli argomenti più difficili su cui predicare, perché dalla sua grande importanza, la nostra anima inizia a tremare appena parliamo di essa, e così non siamo in grado di descriverla come vorremmo. Io intendo, questa mattina, con l'aiuto di Dio, mettere insieme vari pensieri sulla fede, su ognuno dei quali posso aver parlato alle vostre orecchie in tempi diversi, ma che non sono mai stati raccolti insieme in un sermone prima di oggi, e che, non ho dubbi, sono stati fraintesi, per non essere stati messi nel loro giusto ordine consecutivo. Parlerò un pò su ognuno di questi punti; primo, l'oggetto della fede, o ciò che appare, dopo, la ragione della fede, da dove viene, in terzo luogo, il terreno della fede, o come si usa quando arriva; quarto, il mandato della fede, o perché essa si affronta per arrivare a Cristo, in quinto luogo, il risultato della fede, o, come essa accelera quando ti fa andare a Cristo.

I. Primo, L'OGGETTO DELLA FEDE, o ciò che la fede appare
Nella Parola di Dio mi viene detto di credere... in cosa devo credere? Mi è stato ordinato di guardare...a cosa devo guardare? Quale deve essere l'oggetto della mia speranza, fede, e confidenza?...La risposta è semplice. L'oggetto della fede per un peccatore è Gesù Cristo. Quanti sbagliano su questo pensando che devono credere in Dio Padre! Ora credere in Dio è il risultato successivo della fede in Gesù. Noi arriviamo a credere nell'amore eterno del Padre come risultato della fede nel prezioso sangue di Gesù.
Molti uomini dicono: " Io crederei in Cristo se sapessi che sono stato eletto". Questo è arrivare al Padre, e nessun uomo può arrivare al Padre se non attraverso Cristo. Questa elezione è opera del Padre, tu non puoi arrivare direttamente a Lui, pertanto non puoi sapere se sei stato eletto finché non hai creduto in Cristo il Redentore, solo attraverso la redenzione tu puoi arrivare al Padre e conoscere la tua elezione.
Alcuni, inoltre, commettono l'errore di cercare l'opera dello Spirito Santo Di Dio. Essi guardano dentro se stessi per vedere se hanno certi sentimenti, e se li trovano, allora la loro fede diventa forte, ma se questi sentimenti non sono in loro, allora la loro fede diventa debole, così che essi la cercano attraverso l'opera dello Spirito, che non è l'oggetto che rafforza la fede del peccatore. Sia il Padre che lo Spirito devono essere considerati degni di Fede, al fine di completare la redenzione, ma per la particolare grazia della giustificazione e del perdono, il sangue del Mediatore è l'unico motivo richiesto. I cristiani devono avere fede nello Spirito dopo la conversione, ma l'occupazione del peccatore, se egli vuole essere salvato, non è attraverso la fede nello Spirito né cercando lo Spirito, ma guardando a Gesù Cristo, e solo a Lui. So che la tua salvezza dipende dall'intera Trinità, tuttavia il primo e immediato oggetto della fede giustificatrice di un peccatore non è nè Dio Padre, nè Dio Spirito Santo, ma Dio Figlio, incarnatosi per offrire l'espiazione per i peccatori.
Hai l'occhio della fede? Allora guarda a Cristo come Dio. Se vuoi essere salvato, credi che Egli è Dio su ogni cosa e benedetto nei secoli. Inchinati di fronte a Lui e accettaLo come " Vero Dio da Vero Dio", perché se tu non lo fai, non avrai nessuna parte in Lui. Quando avrai creduto a questo, crederai in Lui anche come uomo. Credere alla meravigliosa storia della Sua incarnazione, significa affidarti alla testimonianza degli evangelisti che presentano l'Infinito nei panni di un bambino, che dichiarano che l'Eterno era celato all'interno di un uomo mortale; che Colui che era il Re del cielo si fece servo dei servi e Figlio dell'uomo.
Credere e ammirare il mistero della Sua incarnazione, perché a meno che tu non creda a questo, tu non potrai essere salvato. Poi, specialmente, se vorrai essere salvato, lascia che la tua fede si spalanchi a Cristo nella Sua perfetta giustizia. Vedere Lui, l'osservanza della legge senza macchia, obbedire a Suo Padre senza errori; preservare la Sua integrità, senza difetto. Tutto questo devi considerarlo come fatto per tuo conto. Tu non avresti potuto osservare la legge, Egli l'ha osservata per te. Tu non avresti potuto obbedire a Dio perfettamente - la Sua obbedienza permane in luogo della tua obbedienza, ma tu sei salvato. Ma fa attenzione che la tua fede si fissi, principalmente, su Cristo morente e su come è morto. Visualizza l'agnello come muto di fronte ai suoi tosatori; vediLo come uomo di dolori, familiare con la sofferenza; vai con Lui nel Getsemani, e guardaLo sudare sangue. Distingui che la tua fede non ha nulla a che fare con te stesso, ma con un qualcosa che è al di fuori di te. Credi in Lui, allora, mentre è là sul legno inchiodato mani e piedi che offre la Sua vita per i peccatori. Ecco l'oggetto della tua fede per la giustificazione; non in te stesso, non in qualcosa che lo Spirito Santo ha fatto in te, o qualcosa che ha promesso di fare al tuo posto, ma tu che stai guardando Cristo e solo Cristo. Allora ecco la tua fede seguire Cristo che sta risorgendo dalla morte. Vedilo- Egli ha sopportato la maledizione, e ora riceve la giustificazione. Egli muore per pagare il debito; egli risorge affinché i segni dei chiodi sulle mani testimonino del debito pagato sulla croce. VediLo salire in cielo, e guardaLo, quel giorno, intercedere davanti al trono del Padre. Lui è lì e supplica per il suo popolo, offrendo ancora oggi la Sua autorevole intercessione per tutti quelli che vanno a Dio attraverso di Lui.
Lui, come Dio, come uomo, come vivente, come morto, come risorto, e come Re su tutto, Lui, e solo Lui, deve essere l'oggetto della tua fede per il perdono dei peccati.
Su niente altro devi riporre la tua fede; Lui deve essere il solo sostegno e pilastro su cui confidare; e ogni altra cosa tu volessi aggiungervi sarebbe empia e contro Cristo, sarebbe come una ribellione alla sovranità del Signore Gesù.
Ma fa attenzione affinchè la tua fede ti salvi, che mentre guardi a Cristo in tutte queste cose, che tu lo veda come un sostituto. Questa dottrina della sostituzione è così essenziale per tutto il piano della salvezza che devo spiegarla qui per la millesima volta. Dio è giusto, deve punire il peccato, Dio è misericordioso, vuole  perdonare coloro che credono in Gesù. Come può essere fatto questo? Come può Egli essere giusto ed eseguire la pena,- graziando, ed accettando il peccatore? Lo ha fatto così: ha preso i peccati del suo popolo sollevandoli da loro e mettendoli su Cristo, così che essi potessero di nuovo essere innnocenti, come se non avessero mai peccato, e Cristo, invece, è stato visto da Dio come se Egli fosse stato tutti i peccatori del mondo in uno solo. I peccato del suo popolo sono stati tolti dalle loro persone, e realmente ed effettivamente, non metaforicamente, ma in realtà e di fatto, posti su Cristo. Poi Dio è arrivato con la Sua spada fiammeggiante per incontrare il peccatore e per punirlo. Egli ha incontrato Cristo. Egli non aveva mai peccato, ma gli erano stati imputati tutti i peccati del Suo popolo.
La Giustizia dunque ha incontrato Cristo come se fosse stato davvero Lui il peccatore e Lo ha punito per i peccati del Suo popolo, tanto quanto i suoi diritti potevano esigere, fino all’ultimo atomo di pena senza lasciare nella coppa alcun residuo.
Ed ora, chi considera Cristo il suo sostituto, e ripone in Lui la sua fiducia, è pertanto liberato dalla maledizione della Legge. Quando guardi Cristo che ubbidisce alla Legge, la tua fede deve esclamare: "La sta osservando per il Suo popolo".
Quando Lo vedi morire, devi contare ogni goccia di sangue e dire: "Così Egli ha tolto via i miei peccati". Quando Lo vedi risorgere dai morti, devi dichiarare: "Egli risorge per essere il capo e la primizia di tutti i Suoi eletti". Quando Lo vedi seduto alla destra del Padre, devi considerarLo come la garanzia che tutti quelli per cui è morto arriveranno sicuramente a sedere alla destra del Padre.
Impara a considerare Cristo come se, agli occhi di Dio, fosse Lui il peccatore. "In Lui non c'era peccato", Egli era "il Giusto", ma ha sofferto per gli ingiusti. Egli era il giusto, ma si è messo al posto degli ingiusti; e tutto ciò che gli ingiusti avrebbero dovuto sopportare, Cristo l’ha sopportato una volta per tutte, ed ha, per sempre, eliminato i loro peccati con il sacrificio di Sé stesso.
Questo è il grande "oggetto" della fede. Io ti prego di non sbagliare mai su questo punto, poiché un errore sarebbe molto pericoloso, per non dire fatale.
Per mezzo della fede, considera Cristo come sostituto nella vita, nella morte, nella sofferenza e nella risurrezione, di tutti coloro che il Padre Gli ha dato, e come sacrificio vicario per i peccati di tutti coloro che confidano in Lui. Visto in questa prospettiva, Cristo, così come lo abbiamo presentato, è l'oggetto della fede salvifica.
Vorrei sottolineare ancora che, sicuramente vi sarà qualcuno, dopo aver letto questo dirà: "Io crederei e sarei salvato, se...". Se cosa? Se Cristo fosse morto? " No, il mio dubbio non riguarda Cristo". Quale è allora il dubbio? "Ebbene, crederei se lo sentissi , se io avessi fatto quello”.
Ma io ti dico che non potresti credere in Gesù sulla base dei tuoi sentimenti od opere, perché in tal caso crederesti in te stesso e non in Cristo. La cosa è chiara: se tu fossi così o così allora potresti avere fiducia. Fiducia in che cosa? Ovvio, fiducia nei tuoi sentimenti, fiducia nelle tue azioni, e questo è esattamente l’opposto della fiducia in Cristo. Questo dev'essere ben chiaro. Se tu ragioni così, allora confidi nelle tue sensazioni e nelle tue opere, il che è l'esatto contrario della fede in Cristo!
Fede non significa dedurre, sulla base di qualcosa di buono che c'è dentro di me, che sarò salvato; significa ammettere, tra i denti e anche a dispetto dei fatti, che sono colpevole agli occhi di Dio e che merito la Sua condanna. E ciononostante credo che il sangue di Gesù Cristo Suo Figlio, mi purifica da ogni peccato; e nonostante che la mia attuale consapevolezza mi condanni, la mia fede prevale sulla mia consapevolezza ed io credo che Egli salva "perfettamente quelli che per mezzo di lui si avvicinano a Dio" (Ebrei 7:25).
Venire a Cristo come santi è facile. Anche confidare nelle cure del dottore quando sai di stare migliorando è facile; ma conservare la tua fiducia nel medico quando ti senti come se la condanna a morte fosse nel tuo corpo, rialzarti quando la malattia si palesa sulla tua stessa pelle, e quando l’ulcera sta accumulando il suo veleno; credere persino allora nell’efficacia della medicina, quella è fede.
Analogamente, quando il peccato ti domina, quando senti che la legge ti condanna, allora, persino allora, come peccatore, confidare in Cristo, questa è l’impresa più ardita che vi sia al mondo.
La fede che ha fatto crollare le mura di Gerico, la fede che ha risuscitato i morti, la fede che ha tappato la bocca dei leoni non era maggiore della fede necessaria ad un povero peccatore per confidare nel sangue e nella giustificazione di Gesù Cristo. Fa questo, ed allora sarai salvato, chiunque tu sia. Ma se crederai sarai salvato, chiunque tu sia.
L'oggetto della fede, quindi, è Cristo come sostituto per ogni peccatore. Dio in Cristo, ma non Dio indipendentemente da Cristo, né una qualsiasi opera dello Spirito, ma l’opera di Gesù soltanto deve essere considerata da te come fondamento della tua speranza.
II. Ed ora, in secondo luogo, la Ragione della fede, o perché l'uomo uomo crede, e da dove viene la sua fede
"La fede viene dall'udire."
Certo, la fede viene dall'udire, ma non tutti gli uomini odono, e come mai molti ancora rimangono increduli? Come, allora, uno arriva alla fede?
Dal punto di vista dell'uomo la sua fede si presenta come il risultato di un senso di bisogno. Egli sente il bisogno di un Salvatore, che trova in Cristo perchè è proprio il Salvatore di cui ha bisogno, e quindi perché non può farne a meno, crede in Gesù.
Non avendo nulla in se stesso, sente di dover accettare Cristo, oppure perire per sempre, e quindi lo fa perché non può fare altrimenti. E' stretto in un angolo, e non c'è, che questa via di fuga, cioè tramite la giustizia di un altro, perché egli sente che non può sfuggire la condanna mediante buone azioni, o le sue sofferenze, e così va a Cristo e umilia se stesso, perché non può fare a meno di Cristo, e perirebbe se non Lo afferrasse.
Ma per portare la questione più indietro, da cosa nasce nell'uomo il suo senso di bisogno? Come è possibile che lui, piuttosto che altri, senta il bisogno di Cristo? È certo che ha necessità di Cristo come gli altri uomini. Come viene a sapere, quindi, che è perduto e rovinato? Come è possibile che egli sia spinto dal suo senso di rovina a dover afferrare Cristo il restauratore?
La risposta è, questo è il dono di Dio, questa è l'opera dello Spirito. Nessuno vene a Cristo se lo Spirito non lo attira, e lo Spirito attira gli uomini a Cristo richiudendoli sotto la Legge, convincendoli che se non vengono a Cristo periranno. A questo punto sotto questo stress emotivo, virano, come una nave, e corrono al sicuro in questo porto celeste. La salvezza di Cristo è così sgradevole alla nostra mente carnale, in un modo incompatibile con il nostro amore per i meriti umani, che non avremmo mai voluto Cristo, come il nostro tutto, se lo Spirito non ci avesse convinto che siamo delle nullità, e così ci ha spinti ad afferrare Cristo.
Ma, poi, la questione va ancora più indietro, come è possibile che lo Spirito di Dio insegni ad alcuni uomini il loro bisogno di salvezza, e ad altri uomini no? Perché mai alcuni di voi sono stati spinti dal senso di bisogno di Cristo, mentre altri continuano nella loro ipocrisia a morire?
Non c'è nessuna altra risposta da dare se non questa:
"Perché così, o Padre, è piaciuto a te."
Si tratta di sovranità divina. Il Signore ha "nascosto queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le ha rivelate ai piccoli."
Secondo il modo in cui Cristo mette le cose: "Le mie pecore, ascoltano la mia voce", "voi non credete perché non siete delle mie pecore, come vi ho già detto."
Alcuni teologi vorrebbero leggere questo come, "Voi non siete mie pecore, perché voi non credete".
Come se fosse il credere a renderci pecore di Cristo, ma il testo dice:
"Voi non credete, perché non siete delle mie pecore".
"Tutto ciò che il Padre mi dà verrà a me".
Se non vanno a Gesù è una prova evidente che non gli sono mai stati dati, perché coloro che sono stati dati dall'eternità a Cristo, eletti da Dio Padre, e poi redenti da Dio Figlio, questi sono guidati dallo Spirito, attraverso un senso di bisogno per venire e tenersi stretti a Cristo.
Nessun uomo ancora ha mai creduto o mai crederà in Cristo, a meno che non senta il bisogno di Lui. Nessun uomo lo ha mai fatto nè mai sentirà il bisogno di Cristo, a meno che lo Spirito glielo faccia sentire, e lo Spirito non farà sentire a nessuno il bisogno di Gesù per la salvezza, a meno che non sia scritto il suo nome in quel libro eterno, in cui Dio ha sicuramente inciso i nomi dei suoi eletti.
Così, ora penso che non dovrei essere frainteso su questo punto, che la ragione della fede, o il perché gli uomini credono, è l'amore di Dio che li elegge e che opera mediante lo Spirito che dà loro un senso di bisogno, e così li porta a Gesù Cristo.
II. Ma ora io voglio tutta la vostra attenzione, mentre arrivo ad un altro punto, sul quale forse penserete che mi stia contraddicendo, il quale è:
LA BASE DELLA FEDE del peccatore, o su quale motivo uno osa credere nel Signore Gesù Cristo
Miei cari amici, ho già detto che nessuno crederà in Gesù, a meno che non senta il bisogno di Lui. Voi mi avete spesso sentito dire, e lo ripeto ancora una volta, che non vengo a Cristo sostenendo che sento il bisogno di Lui, la mia ragione di credere in Cristo, non è perchè sento il bisogno di Lui, ma che io ho bisogno di Lui. La base su cui un uomo viene a Gesù, non è come peccatore sensibile, ma come un peccatore, e nient'altro che un peccatore.
Egli non verrà a meno che non sia risvegliato, ma quando viene, egli non dice:
"Signore, io vengo a te perché io sono un peccatore risvegliato, salvami".
Ma egli dice: "Signore, io sono un peccatore, salvami".
Non il suo risveglio, ma la sua peccaminosità è il metodo e il piano sul quale egli osa venire. Si, forse, intuite quello che voglio dire, perché io non posso spiegarmi più esattamente in questo momento.
Se faccio riferimento alla predicazione  di molti grandi teologi calvinisti, essi dicono a un peccatore: "Ora, se senti il tuo bisogno di Cristo, se tu ti sei pentito davvero, se sei stato straziato dalla legge a tale livello, allora puoi venire a Cristo per il fatto che sei un peccatore risvegliato ".
Io, invece, dico che questo è falso. Nessun uomo può venire a Cristo sulla base del suo stato di peccatore risvegliato, lui deve venire a Cristo solo come un peccatore. Quando vengo a Gesù, so che non sarei venuto se non fossi stato risvegliato, eppure non vengo come un peccatore risvegliato. Io non potrei stare ai piedi della Sua croce ed essere lavato perché mi sono pentito, quando giungo lì non porto niente se non il peccato. Un senso di bisogno è una bella sensazione, ma quando mi trovo ai piedi della croce, io non credo in Cristo, perché ho dei buoni sentimenti, ma credo in Lui, sia che abbia dei buoni sentimenti oppure no.

"Così come io sono...senza altro...Ma solo per il Tuo sangue che è stato versato per me, che tu mi chiami a te, O Agnello di Dio, io vengo ".


Questo è quello che il signor Roger, il signor Sheppard, il signor Flavel, e molti eccellenti teologi, in età Puritana, e soprattutto Richard Baxter, usavano dire per dare la descrizione di quello che un uomo deve sentirsi prima di poter osare venire a Cristo.
Ora, io dico nel linguaggio del buon Mr. Fenner, un altro di quei teologi, che si è dichiarato un bimbo in grazia confrontato a loro- " Io oso dire, che tutto questo non è biblico. I peccatori si sentono tali prima che queste cose accadano, non vengono sulla base di averle provate, ma vengono sulla base di sentirsi peccatori, e per nessun altro motivo ".
Il cancello della Misericordia è aperto, e sopra la porta è scritto:

"Questo è un fedele detto e degno di essere pienamente accettato: che Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori".

Tra la parola "salvare" e la successiva parola "peccatori", non c'è nessun aggettivo.
Non dice, "peccatori pentiti", "peccatori risvegliati", "sensibili peccatori", " peccatori in cordoglio" o "peccatori allarmati".
No, dice solo: "peccatori", e io so questo, che quando vengo, vengo a Cristo oggi, perché ritengo che sia altrettanto necessario nella mia vita di venire alla croce di Cristo oggi come lo era stato venirci dieci anni fa; quando vengo a Lui non oso venire come un peccatore cosciente o un peccatore risvegliato, ma devo venire ancora come un peccatore con nulla in mano.
Ho visto un uomo anziano, questa settimana, nella sagrestia di una cappella nello Yorkshire. Il vecchio era stato un cristiano per anni, e disse: "Non ho mai visto nessuno dirlo esattamente così, ma so che questo è il mio solo modo di venire, io dico "Signore:

"Nulla nelle mie mani porto, semplicemente alla Tua croce mi aggrappo. Nudo, guardando a te per esser vestito. Indifeso, vengo a te per ottenere grazia. Sporco ("Abbastanza sporco" , disse il vecchio) io alla fonte mi affretto..lavami, o Salvatore, altrimenti muoio"".

La fede è sempre uscire fuori da voi stessi e entrare in Cristo. So che molte centinaia di povere anime sono turbate perché un ministro ha detto: "Se tu ne senti bisogno, puoi venire a Cristo". "Ma", dicono, "io non sento abbastanza il mio bisogno, sono sicuro che non lo sento."
Molte delle lettere che ho ricevuto da povere anime inquiete dicevano: "Mi permetterei di credere in Cristo, per salvarmi, se avessi una coscienza tenera; se avessi un cuore morbido, ma il mio cuore è come una roccia di ghiaccio che non si scioglie. Non riesco a sentirmi dentro come vorrei sentirmi, e quindi non posso credere in Gesù ".
Oh! basta, basta con queste cose! Si tratta di una malvagia dottrina anti-Cristo, è Papismo! Non è il tuo cuore morbido che ti dà diritto a credere. Devi credere in Cristo per rinnovare il tuo cuore duro, e venire a Lui con niente di te, solo il peccato.
La base sulla quale un peccatore viene a Cristo è che lui è sporco, che è morto, e non perchè sa di essere morto, che si è perso, e non perchè sa che è perduto. So che non andrà a meno che non lo saprà, ma questa non è la base che comprende.
E 'la ragione segreta perché egli viene, ma non è la ragione pubblica che lui capisce. Eccomi qui, anno dopo anno, avendo paura di venire a Cristo perché pensavo di non sentire abbastanza, e leggevo quell'inno di Cowper sull'essere insensibile come l'acciaio- "Se qualche cosa si fa sentire è solo il dolore di scoprire non riesco a sentire ".
Quando ho creduto in Cristo, ho pensato che non sentissi proprio. Ora invece, quando mi guardo indietro trovo che per tutto il tempo sentivo dentro più acutamente e intensamente, e, soprattutto, perché pensavo di non sentire. Generalmente la maggior parte delle persone che si pentono, pensa di essere impenitente, e le persone sentono maggiore bisogno quando pensano di non sentirlo affatto, perchè noi non siamo i giudici dei nostri sentimenti, e quindi l'invito del Vangelo non è messo sulla base di qualsiasi cosa di cui possiamo essere un giudice, ma viene messo sulla base del nostro essere peccatori niente altro che peccatori.
"Bene," dice uno, " ma essa dice: 'Venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi e io vi darò riposo', allora dobbiamo essere stanchi e stanchi".
Proprio così, così è nel testo, ma poi c'è ne è un altro. "Chiunque voglia venire venga" e che non dice "affaticati e stanchi".
Inoltre, mentre l'invito è rivolto agli stanchi e gli oppressi, si percepisce che la promessa non è per loro come affaticati e stanchi, ma è rivolta a loro come a coloro che vengono a Cristo. Non sapevano che erano affaticati e stanchi, quando vennero, pensavano non lo fossero.
Essi lo erano davvero, ma parte della loro stanchezza era che non potevano essere così stanchi come desideravano esserlo, e parte del loro carico era perchè non sentivano il loro carico sufficientemente pesante. Sono venuti a Cristo, così come erano, e Lui li ha salvati, non perché non vi era alcun merito nella loro stanchezza, o alcuna efficacia nel loro essere stanchi, ma li ha salvati in quanto peccatori e solo come peccatori, e quindi sono stati lavati nel Suo sangue e resi puri.
Mio caro ascoltatore, lascia che esponga in questa sede la verità per te. Se tu vuoi venire a Cristo questa mattina, come nient'altro che un peccatore, Egli non ti scaccerà.
Il vecchio Tobias Crisp dice, in uno dei suoi sermoni, su questo grande punto "Io oso affermarlo, ma se tu vuoi venire a Cristo, chiunque tu sia, se Egli non ti riceve, allora non è fedele alla Sua parola, perché Egli dice: 'Colui che viene a me, io non lo caccerò via.' "Se tu vieni, non importa qualifica o preparazione. Egli non necessità di nessuna qualifica di mansioni e nè di sentimenti.
Tu puoi venire così come sei, e se tu sei il più grande peccatore fuori dall'inferno, tu sei idoneo per venire a Cristo come se tu fossi il più morale e il più eccellente degli uomini.
C'è un bagno: chi è idoneo ad essere lavato? La scellerataggine di un uomo non è una ragione per cui non dovrebbe essere lavato, ma è il motivo più chiaro e il motivo per cui dovrebbe esserlo.
Quando le nostre autorità cittadine portano sollievo ai poveri, nessuno dice: ‘Io sono così povero, pertanto non sono degno di ricevere sollievo!’. La tua povertà è la tua preparazione, qui il nero è bianco. Strana contraddizione!
L'unica cosa che può portarti a Cristo è il tuo peccato e la tua malvagità. Tutto ciò che Egli chiede è che si venga a mani vuote. Se hai qualcosa di tuo, devi lasciare tutto prima di venire. Se c'è qualcosa di buono in te, non puoi confidare in Cristo, devi venire con niente in mano.
Accettatelo nella totalità, questa è l'unica base su cui una povera anima può essere salvata, come peccatore, e nient'altro che un peccatore. 

IV. Ma per non prolungarmi, il mio quarto punto tratta della GIUSTIFICAZIONE PER FEDE, o perché un uomo dà fiducia a Cristo
Non è imprudente per qualunque uomo affidarsi a Cristo per salvare se stesso, e soprattutto quando non ha alcunchè di buono? Non è una arrogante presunzione per qualunque uomo affidarsi a Cristo?
No, signori, non lo è. E' l'opera grandiosa e nobile di Dio Spirito Santo per l'uomo per rivelare tutti i suoi peccati, e ancora per porre ai Suoi il sigillo per credere che Dio è verace, e credere nella virtù del sangue di Cristo.
Ma perché qualche uomo ha il coraggio di credere in Cristo, ti chiedo ora. "Bene", dice un uomo:
"Ho richiesto la fede per credere in Cristo, perché io sentivo che c'era un'opera dello Spirito dentro di me". Tu non credi in Cristo affatto.
"Bene," dice un altro, "ho pensato che avessi il diritto di credere in Cristo, perché ho avvertito un pò di emozione ."
Non avevi affatto alcun diritto di credere in Cristo su una garanzia come quella.
Quindi qual'è è la garanzia di un uomo per credere in Cristo. Eccola. Cristo gli dice di farlo, quella è la sua garanzia. La Parola di Cristo è la garanzia del peccatore per credere in Cristo, non ciò che uno sente e non quello che è, né ciò che non è, ma che Cristo gli ha detto di farlo.
Il Vangelo funziona così: "Credi nel Signore Gesù Cristo e sarai salvato.
Chi non avrà creduto sarà condannato.".
La fede in Cristo è quindi un dovere comandato così come un privilegio benedetto, e ciò che una grazia è, è che è un dovere, perché non ci può essere alcun dubbio che un uomo abbia il diritto di compiere il proprio dovere.
Ora per il fatto che Dio mi comanda di credere, ho il diritto di credere, che potrei essere io. Il Vangelo viene inviato ad ogni creatura. Bene, io appartengo a quella tribù, io sono una di tutte le creature, e questo evangelo mi comanda di credere e io lo faccio.
Non posso essermi sbagliato nell'obbedire ad un comando di Dio. E' un comando di Dio donato ad ogni creatura che dovrebbe credere subito che Dio ha inviato Gesù Cristo.
Questa è la tua garanzia peccatore, e è una garanzia benedetta, è quella per la quale l'inferno non si può negare, e per la quale il cielo non può ritirarsi. Non c'è bisogno di guardarti dentro alla ricerca di garanzie nebbiose della tua esperienza, non hai bisogno di stare a guardare alle tue opere e ai tuoi sentimenti, per ottenere alcune garanzie scialbe e insufficienti per avere fiducia in Cristo. Tu puoi credere in Cristo perchè Lui ti dice di fare così. Questa è una base sicura per stare fermi, e una che non ammette dubbi.
Io supporrò che stiamo tutti morendo di fame, che la città sia stata assediata e chiusa, e vi sia stata una lunga, lunga carestia, e noi siamo pronti a morire di fame. Lì ci appare un invito per riparare immediatamente al palazzo di qualche grande per mangiare e bere, ma siamo diventati stolti, e non accetteremo l'invito.
Supponiamo ora che qualche follia orribile si sia impossessata di noi, e noi preferiamo morire di fame, piuttosto che venire.
Supponiamo che l'araldo del re dicesse: "Venite e banchettate, povere anime affamate, ma poichè so che non sono disposti a venire, io aggiungo questa minaccia, se voi non verrete i miei guerrieri saranno su di voi; essi vi faranno sentire l'asprezza delle loro spade ".
Penso miei cari amici, che dovremmo dire: "Benediciamo il grande uomo per tale minaccia, perché adesso non c'è bisogno di dire: 'io non posso venire', mentre il fatto è che noi non possiamo fermarci.
Ora non ho bisogno di dire che non sono degno di venire perché mi è stato comandato di venire, e sono minacciato se non vengo; e io anche vado".
Quella terribile sentenza- "Chi non crede sarà condannato", non è stata aggiunta per rabbia, ma perché il Signore conosceva la nostra stupida follia, e che avremmo rifiutato la nostra misericordia se Lui stesso non avesse tuonato contro di noi per farci venire al banchetto, "Costringeteli ad entrare", questa era la Parola dell'antico Maestro, e questo testo è parte della realizzazione di tale esortazione, "Costringili ad entrare".
Peccatore, non puoi essere perduto confidando in Cristo, ma tu sarai perduto se non ti fidi di Lui, sì, e perduto per non aver confidato in Lui.
L'ho posta arditamente peccatore, non solo puoi venire ora, ma oh! Io ti prego di non sfidare l'ira di Dio, rifiutando di venire.
La porta della misericordia si trova spalancata: perché non vieni? Perché non è vero? Perché sei così orgoglioso? Perché vuoi ancora rifiutare la Sua voce e perire nei tuoi peccati?
Segnatevelo, se perite, ognuno di voi , il vostro sangue non è alla porta di Dio, né alla porta di Cristo, ma alla vostra.
Egli può dire di voi, "Voi non venite a me, voi che potreste avere la vita".
Oh! povero fremente, se tu vuoi venire, non c'è nulla nella Parola di Dio a trattenerti dal venire, ma ci sono sia le minacce per guidarti che la forza per attrarti. Tuttavia ti sento dire: "Io non devo confidare in Cristo". Si può, dico io, ad ogni creatura sotto il cielo è comandato di farlo, e quello che ti è stato comandato di fare, tu devi fare.
"Ah bene", dice uno, "ancora non sento che posso." Ci risiete di nuovo, voi dite che Dio non farà quello che vi dice, a causa dei vostri stupidi sentimenti. Non ti è stato detto di confidare in Cristo, perché senti qualcosa, ma semplicemente perché sei un peccatore. Ora sai che sei un peccatore. "Io lo sono", dice uno, "e questo è il mio dolore".
Perché il tuo dolore? Questo è un segno che tu stai credendo. "Sì," dice uno, "ma non credo a sufficienza, e per questo motivo soffro. Io non credo come avrei dovuto".
Bene, supponiamo che tu creda, o supponiamo che tu non lo faccia, sei un peccatore, e "Certa è quest'affermazione e degna di essere pienamente accettata: che Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori". "Oh, ma io sono talmente un vecchio peccatore, io sono stato 60 anni nel peccato.". Dove sta scritto che dopo sessanta anni non puoi essere salvato?
Signore, Cristo ti potrebbe salvare a cento anni, se tu fossi un Matusalemme in colpa. "Il sangue di Gesù Cristo, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato". "Chiunque vuole lasciatelo venire". "Egli è in grado di salvare, fino all'estremo, quelli che accostano a Dio tramite Lui."
"Sì," dice uno, "ma sono stato un ubriacone, un bestemmiatore, o lascivio, o profano." Allora sei un peccatore, non ti sei spinto oltre l'estremo, ed è in grado di salvarti ancora.
"Sì," dice un altro, "ma non so come la mia colpa sia stata aggravata". Questo ti dimostra soltanto di essere un peccatore, e che ti è stato comandato di fidarti di Cristo ed essere salvato.
"Sì," grida ancora un altro ", ma tu non sai quanto spesso ho rigettato Cristo." Sì, ma questo ti rende solo molto più peccatore. "Voi non sapete quanto sia duro il mio cuore".
Proprio così, ma ciò ti dimostra soltanto di essere un peccatore, e continua a dimostrarti di essere uno di quelli che Cristo è venuto a salvare.
"Oh, ma, signore, non ho alcun bene in me. Se l'avessi avuto, sai, avrei avuto qualcosa per incoraggiarmi.".
Il fatto di non avere proprio alcuna cosa buona mi dimostra solo che tu sei l'uomo al quale sono stato inviato per predicare. Cristo è venuto a salvare ciò che era perduto, e tutto quello che hai detto prova solo che sei perduto, e dunque che Egli è venuto per salvarti.
Fidati di Lui, fidati di Lui. "Ma se io sono stato salvato", dice uno, "io sarò il più grande peccatore che sia mai stato salvato."
Allora la musica sarà più forte in cielo quando tu arriverai lì, una maggior gloria per Cristo, perché più grande è il peccatore e più è grande l'onore per Cristo, quando alla fine egli sarà portato a casa.
"Sì, ma il mio peccato è abbondato". La Sua grazia sarà molto più sovrabbondante. "Ma il mio peccato ha raggiunto anche in cielo". Sì, ma la Sua grazia arriva al di sopra dei cieli. "Oh, ma la mia colpa è ampia come il mondo". Sì, ma la Sua giustizia è più ampia di migliaia di mondi. "Sì, ma il mio peccato è scarlatto". Sì, ma il suo sangue è più scarlatto dei tuoi peccati, e può rimuovere lo scarlatto dal più ricco scarlatto.
"Ahi! Ma io merito di essere perduto e piangere morte e inferno per la mia dannazione." Sì, in questo modo, puoi, ma il sangue di Gesù Cristo può piangere più forte della morte o dell'inferno, e grida anche oggi, "Padre, lascia che il peccatore viva".
Oh! Io desidererei poter fare uscire questo pensiero dalla mia bocca, e metterlo nelle vostre teste, che quando Dio ti salva, non è per qualcosa in voi, è per via di qualcosa dentro in Lui stesso.
L'amore di Dio non ha alcun motivo se non nelle Sue stesse viscere, la ragione di Dio per perdonare un peccatore si trova nel Suo stesso cuore, e non nel peccatore. E vi è una ragione, altrettanto,  in te perchè dovresti essere salvato come perché altri dovrebbero essere salvati, vale a dire, nessuna ragione per tutti.
Non c'è alcuna ragione in te perché avrebbe dovuto avere pietà di te, ma non c'è ragione perchè abbia voluto, perchè il motivo risiede in Dio e in Dio solo.

V. Ed ora sono arrivato alla conclusione, e spero che avrete pazienza con me, perché il mio ultimo punto è veramente un punto glorioso, e pieno di gioia per quelle anime che come peccatori osano credere in Cristo - IL RISULTATO DELLA FEDE , o come essa è accellerata quando giunge da Cristo
Il testo dice: "Colui che ha creduto non è condannato". C'è un uomo che vi ha appena creduto in questo momento , egli non è condannato. Ma è stato 50 anni nel peccato, ed è stato immerso in ogni genere di vizio, i suoi peccati, che sono molti, gli sono tutti perdonati.
Egli si trova al cospetto di Dio, ora come innocente, come se non avesse mai peccato. Tale è il potere del sangue di Gesù, che "colui che ha creduto non è condannato".
Questo riguarda ciò che avverrà nel giorno del Giudizio? Vi prego guardate il testo, e troverete che non dice, "Chi ha creduto non sarà condannato", ma non lo è, non lo è ora.
E se non lo è ora, ne consegue che egli lo non sarà mai, perchè avendo creduto in Cristo questa promessa si attua ora, "Chi crede non è condannato".
Io credo oggi, io non sono condannato; nel tempo di 50 anni 'questa promessa sarà la stessa cosa- "Chi ha creduto non è condannato".
In un modo che nel momento in cui un uomo ripone la sua fiducia in Cristo, egli è liberato da tutte le condanne, passate, presenti e future, e da quel giorno egli si trova agli occhi di Dio, come se fosse senza macchia né ruga o alcunché di simile.
"Ma egli pecca", tu dici. Egli effettivamente lo fa, ma i suoi peccati non sono stabiliti a suo carico. Furono stabiliti molto tempo fa in carico per l'imputazione di Cristo, e Dio non può caricare il reato su due persone, prima su Cristo, e poi sul peccatore.
"Sì, ma cade spesso nel peccato". Questo può essere possibile, però se lo Spirito di Dio si trova in lui non ha peccato, come soleva fare. Pecca a causa della debolezza, non a motivo del suo amore per il peccato, perchè ora lo odia.
Ma distinguete, voi la sottoporrete a modo vostro qualora vorrete, e io risponderò: "Sì, ma sebbene egli pecchi, tuttavia egli non è più colpevole agli occhi di Dio, perchè tutta la sua colpa è stata sollevata da Lui, e posta su Cristo, - concretamente, letteralmente, ed effettivamente sollevata da Lui, e messa su Gesù Cristo ".
Vedete il sacrificio ebraico? Vi è il capro espiatorio portato fuori, il Sommo Sacerdote confessa il peccato del popolo sulla testa del capro espiatorio. Il peccato è tutto scomparso dal popolo, e riversato sopra al capro espiatorio. Il capro espiatorio scompare nel deserto. C'è qualche il peccato lasciato sul popolo? Se c'è, allora il capro espiatorio non lo ha portato via. Perché non può essere qui e anche lì. Non può essere portato via e anche lasciato indietro.
"No", dite voi, "La Scrittura dice che il capro espiatorio ha portato via il peccato; non uno era stato lasciato sul popolo quando il capro espiatorio aveva portato via il peccato. E così, quando per fede poniamo la nostra mano sul capo di Cristo, Cristo toglie il nostro peccato, o non lo fa ? Se non lo fa, allora è inutile di credere in Lui; ma qualora Egli faccia realmente portar via il nostro peccato, allora il nostro peccato non può essere su di Lui e anche su noi, se esso è su Cristo, siamo liberi, nettati, accettati, giustificati, e questa è la vera dottrina della giustificazione per fede.
Non appena l'uomo crede in Cristo Gesù, i suoi peccati sono andati da lui e andati via per sempre. Sono cancellati oggi. Che accadrebbe se un uomo fosse debitore di un centinaio di sterline, tuttavia se avesse avuto una quietanza per esso, egli è libero, esso è cancellato, c'è una cancellatura fatta nel libro, e il debito è andato. Anche se l'uomo commettesse un peccato, essendo stato pagato il debito precedente anche il debito fino ad ora è stato acquisito, egli non è più un debitore alla legge di Dio. La Scrittura non dice che Dio ha gettato i peccati del suo popolo nelle profondità del mare?
Ora, se sono nelle profondità del mare, non possono essere anche sul Suo popolo.
Benedetto sia il Suo nome nel giorno in cui getta i nostri peccati nel profondo del mare, Egli ci vede come puri davanti a Lui, e ci troviamo accettati nell' amato.
Poi dice: "così lontano come l'oriente dall'occidente così lontano egli ha rimosso le nostre trasgressioni da noi." Esse non possono essere rimosse ed essere tuttora qui. Quindi se tu hai creduto in Cristo, tu non sei più un peccatore al cospetto di Dio; tu sei accettato come se fossi stato perfetto, come se tu avessi osservato la legge, - perchè Cristo l'ha osservata, e la Sua giustizia è tua. Tu l'hai infranta, ma il tuo peccato è Suo, ed è stato punito per questo. L'errore non viene più da te stesso, non sei più quello che eri; quando credi, ti trovi al posto di Cristo, addirittura come se Cristo si trovasse al tuo vecchio posto.
La trasformazione è completa, lo scambio è positivo ed eterno. Coloro che credono in Gesù sono altrettanto accettati da Dio Padre, come anche il Suo Figlio Eterno è accettato, e quelli che non credono, verranno lasciati fare quello che vogliono, ma essi saranno lasciati andare, per risolvere la loro propria giustizia; ma essi dovranno conformarsi sotto la legge, e comunque essi saranno sotto la maledizione.
Ora, voi che credete in Gesù, percorrete su e giù la terra nella gloria di questa grande verità. Voi siete peccatori in voi stessi, ma voi siete stati lavati nel sangue di Cristo.
Davide dice: "Lavami, e diventerò più bianco della neve." Ultimamente avete visto cadere la neve- come è chiara! come è bianca! Cosa potrebbe esserci di più bianco? Perché, il cristiano è più bianco di questa. Tu dici: "Lui è nero." Io so che è nero come chiunque, così nero come l'inferno - ma il sangue sgocciolante cade su di lui, e lui è come bianco "più bianco della neve."
La prossima volta che vedrai i cristalli bianchi della neve che cadono dal cielo, guardali e di': "Ah, sebbene debba confessare dentro di me che io sono indegno e sporco, tuttavia, credendo in Cristo, Egli mi ha dato la Sua giustizia così completamente, che io sono ancora più bianco della neve mentre scende dal tesoro di Dio".
Oh! per fede afferrati a questo. Oh! per una fede travolgente che otterrà la vittoria su dubbi e paure, e ci farà godere della libertà con la quale Cristo rende gli uomini liberi. Va' a casa, tu che credi in Cristo, e va' nel tuo letto questa notte, e di': "Se muoio nel mio letto non posso essere condannato". Nel caso ti svegliassi la mattina successiva, va' nel mondo e di': "Io non sono condannato." Quando il diavolo ti urla, digli, "Ah! tu puoi accusarmi, ma io non sono condannato.". E se a volte i tuoi peccati si rialzassero di': "Ah, vi conosco, ma voi siete tutti andati per sempre. Io non sono condannato" E quando verrà il tuo turno per morire chiudi gli occhi in pace.

"Ardito ti leverai in piedi in quel gran giorno,
perchè chi potrà deporre alcunché a tuo carico? "

Alla fine sarete trovati completamente assolti per grazia e la maledizione tremenda e la colpa di tutti i peccati saranno portate via, non perchè voi abbiate fatto qualcosa. Vi prego fate tutto il possibile verso Cristo in segno di gratitudine, ma anche quando avete fatto tutto, non riposatevi lì. Riposate ancora nella sostituzione e nel sacrificio.
Siate ciò che Cristo era al cospetto del Padre Suo, e quando la coscienza si risveglia, voi potete dirle che Cristo era per voi tutto ciò che voi avreste dovuto essere stati, che Egli ha sofferto tutte le vostre pene, ed ora né la misericordia né la giustizia possono punirvi, poiché la giustizia ha le mani giunte con la misericordia in un fermo decreto per salvare l'uomo la cui fede è nella croce di Cristo.
Il Signore benedica queste parole per la Sua causa. Amen.

lunedì 2 gennaio 2012

la potenza del sangue di Cristo


sangue
"La potenza appartiene a Dio". Pertanto è a disposizione dell'uomo. Vi è una cosa che crea la separazione tra Dio e l'uomo: il peccato. Leggiamo in Isaia: "Ecco, la mano del Signore non è troppo corta per salvare, né il suo orecchio troppo duro per udire; ma sono le nostre iniquità quelle che han posto una barriera fra voi e il vostro Dio; sono i vostri peccati quelli che han fatto sì ch'Egli nasconda la sua faccia da voi, per non darvi più ascolto" (Isaia 59:1,2). Il peccato deve essere tolto fra Dio e noi, se vogliamo conoscere la potenza di Dio nella nostra vita. E' il sangue che toglie il peccato(Ebrei 9:26). Pertanto, prima ancora di conoscere la potenza di Dio dobbiamo esperimentare l'efficacia purificatrice del sangue di Cristo Gesù. Il sangue di Cristo è una propiziazione per il peccato."... il quale Iddio ha prestabilito come propiziazione mediante la fede nel sangue d'esso, per dimostrare la sua giustizia, avendo Egli usato tolleranza verso i peccati commessi in passato, al tempo della sua divina pazienza" (Romani 3:25). Nei primi versi di questo capitolo Paolo ha dimostrato che tutti gli uomini sono peccatori, "ogni bocca sia turata", tutto il mondo "è colpevole dinanzi a Dio".
sacrificio
Dio è santo ed Egli odia il peccato. L'odio di Dio verso il peccato è una cosa seria: è reale, è vivo, è attivo. L'ira di Dio contro il peccato colpisce sempre in qualche modo. Che speranza vi è dunque per noi, dal momento che "tutti abbiamo peccato e siamo privi della gloria di Dio"? Al verso 25 troviamo la risposta di Dio a questa domanda di massima importanza. Vi è speranza per noi, perché Dio ha provveduto una propiziazione, il sangue versato da Cristo. "Il quale (Cristo) Dio ha prestabilito come propiziazione mediante la fede nel sangue d'esso". L'ira di Dio contro il peccato ha colpito Lui invece di colpire noi. Di questa grande verità il profeta Isaia aveva ricevuto una pallida rivelazione centinaia d'anni prima della nascita di Cristo. "Noi tutti eravamo erranti come pecore, ognun di noi seguiva la sua propria via; e l'Eterno ha fatto cadere su lui l'iniquità di noi tutti" (Isaia 53:6).

Il sangue di Cristo è prima di tutto una propiziazione per il peccato, un segno che soddisfa l'ira santa di Dio contro il peccato. Egli è la "nostra pasqua" (1 Corinzi 5:7), nel vedere il Suo sangue Dio passa oltre e ci risparmia, peccatori come siamo. Questa propiziazione è principalmente per il credente "una propiziazione mediante la fede". Tutta l'ira di Dio contro i peccati del credente è pienamente soddisfatta nel sangue di Cristo.

Se qualcuno si domanda, come ha potuto Dio aver misericordia dei peccatori prima della venuta e morte di Cristo, la risposta è semplice. Gesù è l'agnello che è stato "ucciso avanti la fondazione del mondo" (Apocalisse 13:8). Nello stesso istante in cui il peccato entrava nel mondo Dio ebbe i suoi occhi volti sul sacrificio ch'Egli stesso aveva predisposto prima della fondazione del mondo. Nello stesso giardino d'Eden il sangue dei sacrifici che raffigurava quello del vero sacrificio cominciò a scorrere.
In Efesini 1:7 si legge "In Lui noi abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, la remissione dei peccati, secondo le ricchezze della sua grazia". La remissione dei peccati non è qualche cosa che il credente deve aspettare che avvenga nel futuro, ma un qualche cosa ch'egli già possiede. "Noi abbiamo" dice Paolo "la remissione dei peccati". Non dobbiamo fare nulla per assicurarcela, perché il sangue di Cristo già ce l'ha assicurata, è per la fede che ce ne appropriamo e la godiamo. Il perdono è già stato provveduto in Cristo per la potenza del Suo sangue.
Un'anziana signora era morente. Un pastore andò a vistarla e le chiese: "Avete fatto pace con Dio?" "No", fu la risposta.
"Non avete timore d'incontrare Dio, senza prima aver fatto pace con Lui?" "Niente affatto!". Un sorriso si dipinse sul volto della donna morente: "Non ho fatto io la mia pace con Dio perché non ne ho bisogno. Cristo l'ha fatta per me, con il sangue della Croce. Io riposo sulla pace ch'Egli ha fatto. Abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, la remissione dei peccati, secondo le ricchezze della sua grazia". Ecco la fede!

"Ma se camminiamo nella luce, com'Egli è nella luce, abbiamo comunione l'uno con l'altro, e il sangue di Gesù suo Figliolo, ci purifica da ogni peccato" (1 Giovanni 1:7). Questo ci offre la completezza del perdono per mezzo del sangue. Il sangue di Cristo ha la potenza di purificare il credente da "ogni peccato". Esso continuamente "purifica", ogni giorno, ogni ora, ogni minuto. Questa purificazione è dalla colpa del peccato. Dovunque nella Bibbia è menzionata che la purificazione dalla potenza e dalla presenza del peccato si ha per mezzo della Parola di Dio, per mezzo dello Spirito Santo, e per mezzo del Cristo vivente e dimorante. Cristo sulla Croce ci salva dalla colpa del peccato.
blood
Se camminiamo nella luce in Cristo che è la vera  Luce, il sangue di Cristo ci purga da ogni peccato. Il sangue di Cristo è potente per lavare il più nero dei peccatori e farlo bianco. Noi tutti abbiamo avuto un passato nero, perché se avessimo potuto vedere il nostro passato con gli occhi di Dio anche il migliore di noi si sarebbe visto nero, nero, nero. Ma se camminiamo nella luce, sottomessi alla verità di Dio, credendo in Cristo, veniamo imbiancati dentro, come bianche erano le vesti di Cristo quando i discepoli lo videro sul Monte della Trasfigurazione (Matteo 17:2; Luca 9:29; Marco 9:3). Chi accuserà gli eletti di Dio? (Romani 8:33). Non v'è dunque ora alcuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù (Romani 8:1). Nuovamente, in Romani 5:9 si legge: "tanto più dunque, essendo ora giustificati per il suo sangue, saremo per mezzo di lui salvati dall'ira". Il sangue di Cristo è l'unica cosa potente per giustificare. Ogni credente in Cristo è già giustificato per il sangue di Cristo. Giustificato significa qualche cosa di più di perdonato e purificato. Il perdono, per quanto è glorioso, è una cosa negativa; significa che i nostri peccati sono allontanati da noi  ma  noi non appariamo come se non avessimo mai peccato, prima li avevamo e ora non più. La giustificazione è positiva; significa che ormai siamo considerati giusti, significa che ci è stata accreditata la giustizia perfetta di Cristo.
Se è buono essere stati spogliati dei propri cenci sozzi e vili, è di gran lunga migliore essere rivestiti di vesti di gloria e bellezza. Con il perdono noi siamo spogliati dei cenci vili e maleodoranti dei nostri peccati, ma con la giustificazione siamo rivestiti della gloria e della bellezza di Cristo. È la potenza del sangue che ci assicura questo. Nel versare il suo sangue quale prezzo di riscatto per il peccato, Cristo ha preso il nostro posto, credendo in Lui noi prendiamo il Suo posto come giusti. "Colui che non ha conosciuto peccato, Egli l'ha fatto esser peccato per noi, affinché noi diventassimo giustizia di Dio in lui" (2 Corinzi 5:21).
Leggiamo ora Ebrei 9:14"Quanto più il sangue di Cristo che mediante lo Spirito Santo eterno ha offerto sé stesso puro d'ogni colpa a Dio, purificherà la vostra coscienza dalle opere morte per servire al Dio vivente?" Il sangue di Cristo è potente di purificare la coscienza dalle opere morte per servire al Dio vivente. Comprendi ciò che vuol dire? È una gloriosa verità che cercherò di rendere semplice. Quando l'uomo prende coscienza dei suoi peccati e s'accorge d'essere un peccatore e che Dio è santo, sente di dover fare qualche cosa per piacere a Dio ed espiare per il peccato.Egli deve "fare penitenze", "osservare la Quaresima", "fare elemosine", ed altre cose per espiare per i suoi peccati. Tutti questi sforzi sono "opere morte". Non possono mai compiere ciò che si prefiggono e non possono mai dare pace. Ma quando scopriamo la potenza del sangue, che ha già perfettamente espiato per il peccato, che ci ha già purificati dai nostri peccati e giustificati davanti a Dio, che ci ha resi graditi e accettevoli agli occhi di Dio, allora le nostre coscienze non soltanto sono alleggerite dal peso della colpa, ma anche dal peso di questi sforzi, e possiamo con libertà servire il Dio vivente, non nella schiavitù della paura, ma nella libertà e nella gloria di coloro che sanno d'esserefiglioli graditi ed amati.
Vi sono molti cristiani oggi che non hanno permesso al sangue di Cristo di purificare le loro coscienze dalle opere morte. Essi continuamente sentono di dover fare qualche cosa per espiare. Caro fratello e cara sorella, guarda a quel che guarda Dio, al sangue, e vedi che tutto è stato fatto, già fatto! Dio è soddisfatto, il peccato è espiato, noi siamo giustificati e non dobbiamo più fare opere morte per raccomandarci a Dio; ma, considerando che già siamo stati raccomandati, serviamoLo nella libertà della gratitudine e dell'amore, e non nei legami della paura.
In Atti 20:28 si legge: "Badate a voi stessi ed a tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha costituiti vescovi, per pascere la chiesa di Dio, la quale Egli ha acquistato col proprio sangue". Ed ancora in Apocalisse 5:9"E cantavano un nuovo cantico dicendo: Tu sei degno di prendere il libro e d'aprirne i suggelli, perché sei stato immolato e hai comprato a Dio, col tuo sangue, gente d'ogni tribù e lingua e popolo e nazione". Il sangue di Cristo mi rende proprietà di Dio. Questo pensiero mi da' un senso di responsabilità: se appartengo a Dio, vuol dire che debbo servirLo interamente, corpo, anima e spirito, devo appartenerGli tutto. Ma il pensiero che sono proprietà di Dio mi da' anche un senso di sicurezza: Dio  si prenderà cura di ciò che Gli appartiene. Il sangue di Cristo è potente da darmi sicurezza eterna.
agnello
Apprendiamo qualche cosa di più della potenza del sangue in Ebrei 10:19-20"Avendo dunque, fratelli, libertà d'entrare nel santuario in virtù del sangue di Gesù, per quella via recente e vivente che Egli ha inaugurata per noi, attraverso la cortina, vale a dire la sua carne". Il sangue di Cristo è potente da dare al credente franchezza per entrare nel santuario, di accostarsi alla presenza stessa di Dio. Nei giorni del giudaismo antico del tabernacolo e del Tempio, Dio si manifestava nel luogo santissimo. Quello era il luogo designato per incontrare Dio. Ma in quel luogo era permesso l'accesso ad un solo Giudeo in tutta la nazione, al sommo sacerdote; ed a questi,  soltanto una volta all'anno, nel giorno dell'espiazione, e soltanto con il sangue. Dio insegnò ai giudei, e tramite loro a tutto il mondo, tre grandi verità: la santità inaccessibile di Dio, la peccaminosità dell'uomo, e che l'uomo peccatore poteva accedere al Dio santo soltanto tramite il sangue dell'espiazione, perché "senza versamento di sangue" non poteva esservi "remissione di peccato", e di conseguenza non poteva esserci accesso a Dio (Ebrei 9:22). Il sangue dei sacrifici del Vecchio Testamento era soltanto una figura del vero sacrificio, Gesù Cristo "Non con sangue di capri e di vitelli, ma con il proprio sangue entrò una volta per sempre nel santuario, procurandoci così una redenzione eterna!" (Ebrei 9:12); e, a motivo del Suo sangue versato, il più vile dei peccatori che oggi crede in Lui ha il diritto di accedere a Dio, di entrare nella Sua presenza ogni qualvolta che lo desideri "senza timore e in piena certezza di fede".
Non siamo più sotto condanna o timori.
redenzione
Molta gente è stata riscattata e liberata dal Sangue,  ma non lo sanno perché vivono in condanna e timore. Hanno fede in Dio, ma non hanno ancora assaporato la gloria di essere giustificati dal sangue.
Sono come un uomo che ha contratto un grande debito che non può pagare. Così il suo benestante datore di lavoro, va e paga quel debito senza dire niente al suo impiegato,  per poi chiamarlo e dargli la buona notizia. L'uomo si siede, ha in mano le carte riguardanti i debiti, sfoglia le pagine cercando la lista delle fatture che ha accumulato. E pensa, "Non ce la farò mai a pagare tutto questo. Mi sbatteranno in galera!" Quando il direttore vede l'aspetto spaventato di quell'uomo, gli dice perplesso: "Mi scusi, ha già letto la prima pagina?" Così l'uomo va a leggere quella prima pagina dove vi è scritto: "Tutto pagato."
Oh, la meravigliosa potenza del sangue di Cristo che allontana ogni timore allorché mi avvicino al Dio che è santo e che è "un fuoco consumante"! Dio è santo? Sì! Ed io sono un peccatore? Sì! Ma in virtù dell'offerta meravigliosa di Cristo, valevole per sempre, "una volta per sempre" il mio peccato è stato per sempre allontanato, ed io sono stato "giustificato" e "reso perfetto", e grazie a quel sangue tanto prezioso e accettevole a Dio posso accostarmi con franchezza nella presenza stessa di Dio, grazie al Secondo uomo il primo uomo è finalmente reso perfetto.
Il sangue di Cristo ha ancora maggior potenza. In Apocalisse 22:14 si legge "Beati coloro che lavano le loro vesti per aver diritto all'albero della vita e per entrare per le porte della gloria"! Facendo un confronto con il verso 14 del cap. 7 si comprende chiaramente che è tramite il sangue di Cristo che le vesti possono essere lavate. Il sangue di Cristo dunque è potente di dare a coloro che credono in lui il diritto all'albero della vita e accesso nella città di Dio. Il peccato nel giardino dell'Eden ha tolto all'uomo il diritto all'albero della vita e lo ha cacciato via (Genesi 3:22-24). Il sangue di Cristo ci riapre la via all'albero della vita e alla Nuova Gerusalemme. Il sangue di Cristo ci fa riavere tutto ciò che Adamo perse a cagione del peccato ed ancora di più.
Abbiamo visto qualche cosa che si riferisce alla potenza del sangue di Cristo. Hai fatto tesoro di quel sangue? Gli hai permesso di operare nella tua vita come si deve? Alcuni oggi cercano di escogitare una teologia che tagli fuori il sangue. Quale stoltezza! Il cristianesimo senza il sangue espiatore è un cristianesimo senza misericordia per il peccatore, senza pace per la coscienza, senza perdono autentico, senza giustificazione, senza purificazione, senza libertà d'accesso alla presenza di Dio, senza potenza.
Non è affatto Cristianesimo, ma la contraffazione stessa del diavolo.
Se vogliamo conoscere la pienezza della potenza nella vita e nel servizio cristiano,dobbiamo prima di tutto conoscere la potenza del sangue di Cristo, perché è quella che ci da' il perdono, la giustificazione e la libertà di appressarci a Dio.
Non possiamo conoscere la potenza dello Spirito prima ancora della potenza del sangue; non possiamo neppure conoscere la potenza della preghiera prima ancora della potenza del sangue per mezzo del quale possiamo appressarci a Dio. Vi sono alcuni che insegnano "la vita più elevata" ignorando la verità fondamentale del sangue. Costoro cercano di erigere una sovrastruttura senza fondamenta sicure. È necessario cominciare dal sangue per arrivare al "luogo santissimo"."Io mi rallegrerò grandemente nell'Eterno la mia anima festeggerà nel mio DIO, perché mi ha rivestito con le vesti della salvezza, mi ha coperto col manto della giustizia, come uno sposo che si mette un diadema, come una sposa che si adorna dei suoi gioielli" (Isaia 61:10).
Proclama la vittoria del sangue di Gesù nella tua vita. E comincia a lodarLo per le promesse del grande giorno di redenzione che sta per arrivare.

ciao

per tutti coloro che mi vogliono bene un invito a riflettere

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