per capirci

GIACOMO 1, 2-4

Fratelli, considerate come motivo di gaudio perfetto le diverse prove alle quali voi potete essere esposti, sapendo che la fede messa
alla prova produce la pazienza. E' necessario però che la pazienza compia perfettamente l'opera sua, affinché voi siate pure perfetti ed
integri, senza mancare in niente.(Giacomo 1; 2-4)

Emmanuel

martedì 23 novembre 2010

Padre, dammi Gesù

PADRE! Dammi il dono più bello, più grande e più prezioso che possiedi: Gesù!

PADRE! Quando sono ammalato dammi Gesù, per ché Egli è la Salute.

PADRE! Quando mi sento triste dammi Gesù, per ché Egli è la Gioia.

PADRE! Quando mi sento debole dammi Gesù, per ché Egli è la Forza.

PADRE! Quando mi sento solo dammi Gesù, per ché Egli è l'Amico.

PADRE! Quando mi sento legato dammi Gesù, per ché Egli è la Libertà.

PADRE! Quando mi sento scoraggiato dammi Gesù, perché Egli è la Vittoria.

PADRE! Quando mi sento nelle tenebre dammi Gesù, perché Egli è la Luce.

PADRE! Quando mi sento peccatore dammi Gesù, perché Egli è il Salvatore.

PADRE! (Quando ho bisogno d'amore dammi Gesù, perché Egli è Amore.

PADRE! Quando ho bisogno di pane dammi Gesù, perché Egli è il Pane della Vita.

PADRE! Quando ho bisogno di denaro dammi Gesù, perché Egli è la ricchezza infinita.

PADRE! a qualsiasi mia richiesta, per qualsiasi mio bisogno, rispondimi con una sola parola, la tua Parola eterna: Gesù!

lunedì 22 novembre 2010

Testi di vita ascetica

PADRI DEL DESERTO
ABBA EVAGRIO IL MONACO Ad Anatolio: Testi sulla vita ascetica.


70. Quando la mente depone il vecchio uomo e si riveste del nuovo che è la grazia, vede la sua realtà durante la preghiera simile a zaffiro o al colore del cielo azzurro che nella Sacra Scrittura è chiamato la Dimora di Dio e che fu veduto dagli Anziani sul monte Sion (Esodo 14, 10).



71. La mente non vede la Dimora di Dio in sé stesso finché non riesce a sorpassare tutte le raffigurazioni delle realtà materiali e create.



Il potere di andare oltre ad esse le è dato dalla liberazione raggiunta da ogni istinto passionale che la tenga avvinta agli oggetti sensibili ed ai pensieri che da essi scaturiscono.



La liberazione suddetta si ottiene mediante le energie di bene che sono in noi, e attraverso la semplificazione dei pensieri ottenuta con la contemplazione.



Anche tutto questo deve essere superato quando appare la luce che, durante la preghiera, contrassegna la Dimora di Dio.

Testi sulla vita ascetica

PADRI DEL DESERTO
ABBA EVAGRIO IL MONACO Testi sulla vita ascetica

Ad Anatolio: sulle otto radici dell'agitato pensare



1. Otto sono le radici dalle quali nascono tutte le altre forme del pensare agitato.

Esse sono la golosità, la sensualità, l'avidità del denaro, il risentimento, l'iracondia, lo scoraggiamento, la vanagloria, l'orgoglio.



Non dipende da noi se queste radici ci tormentano oppure no;

da noi dipende il permetterne o l'ostacolarne la crescita e l'azione suscitatrice di passioni.

Il Re sulla Croce

Gesù Cristo Signore, tu sei nostro Re fin dall’eternità, perché da sempre ci guidi con dolce e misericordiosa autorevolezza. La tua regalità non ti allontana da noi, ma ci fa sentire la tua vicinanza, perché tu sei Re sulla croce: non hai salvato te stesso, ma tutti noi. A te Gesù Figlio di Dio, che hai condiviso le nostre sofferenze, guardiamo con speranza e fiducia, col cuore del ladrone pentito, dolorante fratello in umanità, speranza che c’è un po’ di Paradiso anche per me. Non ho niente nelle mie mani e il mio cuore arido non sa dir parole; eppure oso sussurrarti: “Abbi pietà... ricordati di me!” Lo dico per me e per chi non sa più dirlo, lo chiedo per tutti i derelitti del mondo, per gli sconfitti e per chi, credendo di far bene, ha distrutto la propria e l’altrui dignità. Pietà per tutti, Signore Crocifisso, per chi spera e chi dispera; per chi ama e per chi odia; per chi piange e per chi prega. Pietà per tutti, o Re della Croce, pietà per il mondo del denaro che ti irride; per quello del piacere che ti offende; per la giustizia di parte che dimentica l’uomo. Abbiamo tutti bisogno della tua pietà se vogliamo ancora sperare. Mai la tua Chiesa si prostituisca con le regalità di questo mondo; mai dimentichi che tu sei il Re di tutti i crocifissi del mondo, di ieri, di oggi e di domani; almeno in essa ritrovino la gioia della tua accoglienza che salva e ha per tutti certezze di vera santità: “Oggi sarai con me, in Paradiso”.

p. Pierluigi

E' sufficente (racconto)

(Bruno Ferrero)

Una tremenda siccità aveva ghermito la regione. L'erba era prima ingiallita e poi appassita.

Erano morti i cespugli e gli alberi più fragili. Neppure una goccia d'acqua pioveva dal cielo e le mattine si presentavano alla terra senza la fugace frescura della rugiada.

A migliaia gli animali piccoli e grandi stavano morendo. Pochissimi avevano la forza per sfuggire al deserto che ingoiava ogni cosa.

La siccità si faceva ogni giorno più dura.

Persino i forti, vecchi alberi, che affondavano le radici nelle profondità della terra, persero le foglie.

Tutte le fontane e le sorgenti erano esaurite.

Ruscelli e fiumi erano inariditi.

Solo un piccolo fiore era rimasto in vita, perché una piccolissima sorgente dava ancora un paio di gocce d'acqua.

Ma la sorgente si disperava: "Tutto è arido e assetato e muore. E io non posso farci nulla. Che senso hanno le mie due gocce d'acqua?".

Lì vicino c'era un vecchio, robusto albero.

Udì il lamento e, prima di morire, disse alla sorgente: "Nessuno si aspetta da te che tu faccia rinverdire tutto il deserto. Il tuo compito è tenere in vita quel fiorellino. Niente di più".



Siamo tutti responsabili di un fiorellino. Ma ce ne dimentichiamo spesso per lamentarci di tutto quello che non riusciamo a fare






Lisa

Il Signore è Misericordioso

Sono santi coloro che lottano fino alla fine della loro vita: coloro che sanno sempre rialzarsi dopo ogni inciampo, dopo ogni caduta, per proseguire coraggiosamente il cammino con umiltà, con amore, con speranza. (Forgia, 186)


Il Signore si è avvicinato tanto alle creature, che tutti conserviamo in cuore aneliti di altezza, ansia di salire in alto, di fare il bene. Se ora ridesto in te tali aspirazioni, è perché voglio che ti convinca della sicurezza che Egli ha posto nella tua anima: se lo lasci operare, servirai — dal tuo posto — come strumento utile, dall'efficacia insospettata. E affinché tu non ti allontani, per viltà, dalla fiducia che Dio ripone in te, evita la presunzione di disprezzare ingenuamente le difficoltà che appariranno sul tuo cammino di cristiano.

Non dobbiamo stupircene. Trasciniamo in noi stessi — conseguenza della natura caduta — un principio di opposizione, di resistenza alla grazia: sono le ferite del peccato originale, esacerbate dai nostri peccati personali. Pertanto, dobbiamo intraprendere quelle ascensioni, quei compiti divini e umani di ogni giorno — che sempre sfociano nell'Amore di Dio —, con umiltà, con cuore contrito, fiduciosi nell'assistenza divina, e tuttavia dedicando ad essi le nostre migliori energie, come se tutto dipendesse da noi.

Mentre lotti — una lotta che durerà fino alla morte —, non escludere la possibilità che insorgano, violenti, i nemici di dentro e di fuori. E, come se questo peso non bastasse, a volte faranno ressa nella tua mente gli errori commessi, forse abbondanti. Te lo dico in nome di Dio: non disperare. Se ciò avviene — non deve succedere necessariamente, né sarà cosa abituale —, trasforma la prova in un'occasione per unirti maggiormente al Signore, perché Lui, che ti ha scelto come figlio, non ti abbandonerà. Permette la prova, per spingerti ad amare di più e farti scoprire con maggiore chiarezza la sua continua protezione, il suo Amore.

Ti ripeto, fatti coraggio, perché Cristo, che ci ha perdonato sulla Croce, continua a offrire il suo perdono nel sacramento della Penitenza, e sempre, per giungere alla vittoria abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo giusto Egli è vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo [1 Gv 2, 1-2]. (Amici di Dio,

domenica 21 novembre 2010

DAL VANGELO di LUCA (Lc 23,35-43)

VANGELO(Lc 23,35-43)
In quel tempo, [dopo che ebbero crocifisso Gesù,] il popolo stava a vedere; i capi invece deridevano Gesù dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto».
Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male».
E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».

Parola del Signore

Quando entrerai nel tuo regno

Il paradiso chiuso da migliaia di anni è stato aperto per noi "oggi" dalla croce. Infatti, oggi, Dio vi ha introdotto il ladrone. Compie, in questo, due meraviglie: apre il paradiso e vi fa entrare un ladro. Oggi Dio ci ha reso la nostra antica patria, oggi ci ha ricondotti nella città eterna, oggi ha aperto la sua casa all'intera umanità. "Oggi, dice, sarai con me in paradiso". Cosa stai dicendo, Signore? Sei crocifisso, inchiodato e prometti il paradiso? – Sì, affinché tu possa imparare quale è la mia potenza sulla croce...

Non è risuscitando un morto, né comandando il mare e i venti, né cacciando i demoni, bensì crocifisso, inchiodato, coperto d'insulti, di sputi, di scherzi e di oltraggi, che egli ha potuto cambiare il cattivo destino del ladro, affinché tu vedessi i due aspetti della sua potenza. Scosse tutta la creazione, spezzò le rocce e attirò l'anima del ladro, più dura della pietra...

Sicuramente, nessun re permetterebbe a un ladro o a un altro suo soggetto di sedersi con lui mentre fa il suo ingresso in una città. Questo, invece, Cristo l'ha fatto: quando entra nella sua santa patria, vi introduce un ladro insieme con lui. Facendo questo, non disprezza il paradiso, non lo disonora con la presenza di una ladro; proprio al contrario egli onora il paradiso perché è un onore per il paradiso avere un padrone capace di rendere un ladro degno delle sue delizie. Nello stesso modo, quando egli introduce i pubblicani e le prostitute nel Regno dei cieli, non è per disprezzarlo ma piuttosto per il suo onore, perché gli mostra che il padrone del Regno dei cieli è abbastanza forte per rendere prostitute e pubblicani rispettabili al punto di essere degni di tale onore e di tale dono.

venerdì 19 novembre 2010

"Calma: lascia correre il tempo"

Sei inquieto. —Ascolta: succeda quel che succeda nella tua vita interiore o nel mondo che ti circonda, non dimenticare mai che l'importanza degli avvenimenti o delle persone è assai relativa. —Calma: lascia correre il tempo; e poi, vedrai da lontano e senza passione i fatti e la gente, acquisterai il senso della prospettiva, metterai ogni cosa al suo posto secondo la sua vera dimensione. Se agisci in questo modo, sarai più giusto e ti risparmierai molte preoccupazioni. (Cammino, 702)

giovedì 18 novembre 2010

Il sapere e il Timor di Dio

Ogni uomo, per sua natura, desidera sapere: ma che importa il sapere, senza timor di Dio?
Vale più un umile contadino che serve a Dio, di un superbio filosofo che, invece che pensare a sè stesso, scruta il movimento delle stelle.
Chi conosce bene sè stesso, diventa spregevole agli occhi propri e non si compiace delle lodi umane.
Se conoscessi tutte le cose che sono nel mondo e non avessi l'amore di Dio e del prossimo : che mi gioverebbe dinanzi al Signore, il quale mi giudicherà secondo le opere?


Lilly

ciao

per tutti coloro che mi vogliono bene un invito a riflettere

contatori

Lettori fissi

Informazioni personali

La mia foto
Alla ricerca di me stesso con l'aiuto di Gesù

Badge di Facebook