per capirci

GIACOMO 1, 2-4

Fratelli, considerate come motivo di gaudio perfetto le diverse prove alle quali voi potete essere esposti, sapendo che la fede messa
alla prova produce la pazienza. E' necessario però che la pazienza compia perfettamente l'opera sua, affinché voi siate pure perfetti ed
integri, senza mancare in niente.(Giacomo 1; 2-4)

Emmanuel

domenica 22 maggio 2011

CONOSCERE DIO



E IL SUO PIANO DI REDENZIONE PER L'UMANITÀ

DIO ESISTE

L'uomo ha la capacità e la sensibilità di percepire la presenza di Dio. Il nostro essere spirituale, che è stato creato da Dio a Sua immagine e somiglianza, può realizzare la comunione con Dio.
La nostra anima ci porta a ragionare, a riflettere ed a sperimentare quelle cose che hanno a che fare con i sentimenti, le emozioni , etc.. Queste cose ci fanno comprendere che siamo speciali; Dio ci ha creati diversi dalle altre creature. (1° Corinzi 11:7).
Con lo spirito che Dio ci ha dato, possiamo sentire la sua presenza.
Con i sensi del nostro corpo abbiamo il contatto diretto con la natura, con tutto quello che ci circonda, e questi ci dimostrano l'esistenza di Dio, di un Essere più potente, delle stesse cose che vediamo, che è stato capace di crearle. (Romani 1:20).

DIO É IL CREATORE

Esiste un solo Dio che è creatore di tutte le cose, visibili ed invisibili, delle cose che sono nel cielo (angeli, arcangeli, etc.), dell'universo, delle cose che sono sulla terra e sotto la terra. Egli è il creatore del tempo e da Lui ha origine ogni cosa (Colossesi 1:16). Dio ha anche creato l'uomo e la donna a sua immagine e somiglianza. Dio, in seguito all'allontanamento volontario della prima coppia, si è manifestato ad alcuni uomini, scelti da Lui, con i quali ha stabilito dei patti e fatto delle promesse inerenti il piano di salvezza per l'umanità, che è quello di riportare l'uomo allo stato originale, stare vicino a Lui e godere, oltre che della Sua meravigliosa presenza, di tutto quello che si può ricevere dalla Divinità.

DIO COMUNICA CON GLI UOMINI

Dio, dopo aver parlato anticamente solo a pochi uomini ed in altre occasioni tramite i Suoi portavoce, i profeti, negli ultimi tempi ci ha parlato direttamente tramite il Suo Unico Figlio: Gesù Cristo, il quale è nato come uomo ed è stato per breve tempo sulla terra, annunziando, con parole di grazia e dimostrazione di potenza, il messaggio della Buona Novella (Ebrei 1:1-2).

Dio comunica con noi, indirettamente, con la comunicazione visiva del creato; direttamente, al nostro spirito, con il Suo Spirito; alla nostra anima (l'intelletto) tramite la Sua Parola ascoltata o letta. In questo modo è coinvolto tutto il nostro essere: il fisico, il razionale e lo spirituale. Con questo possiamo comprendere, che sin dalla creazione Dio non ha avuto mai l'intenzione di abbandonare l'uomo. Soltanto una precisa condizione interferisce e impedisce questa comunicazione, ed è soltanto un difetto dell'uomo. E' il peccato.

DIO É UNA PERSONA 

La Sacra Scrittura, oltre che come Creatore, ci presenta Dio come una Persona, con una propria personalità e con i propri sentimenti. La Sua caratteristica principale è L'AMORE, infatti come dice l'Apostolo Giovanni:
"Dio è Amore" (I Giovanni 4:16).
Egli essendo una Persona può avere un'intima relazione con l'unico essere creato a Sua immagine: l'uomo.
Dio ha un cuore, percepisce le nostre difficoltà, soffre per il nostro peccato, e si contrista quando non vogliamo andare da Lui e corriamo verso la rovina a causa del nostro peccato. Tutto l'essere di Dio è indirizzato verso le Sue creature. Egli non solo soffre per loro e con loro, ma si rallegra quando una persona si pente del suo peccato, si ravvede e torna a Lui. Dio ci ama in modo personale e ci conosce uno per uno.
Avendo il vero Dio queste caratteristiche, è ovvio che i vari dei che sono venerati in tutto il mondo non sono la stessa Persona, avendo essi caratteristiche e personalità diverse.
A prescindere dal nome di come i vari popoli chiamano Dio, soltanto se presenta le caratteristiche del Vero Dio ( che sono quelle presentateci prima dalle Sacre Scritture e poi dal Figlio di Dio direttamente), può essere riconosciuto come tale.

DIO SI PRENDE CURA DELL'UOMO

Dio, malgrado l'uomo si sia volontariamente allontanato da Lui, durante tutto il corso della storia, ha cercato di instaurare un rapporto diretto con i discendenti dalla prima coppia. Il distacco, ancora esistente, tra Dio e l'uomo si è venuto a creare, a causa del peccato, e non per incompatibilità o per incapacità di adattamento date le diversità che abbiamo con Lui. Peccato è tutto quello che, trasgredendo la legge e la volontà di Dio, reca del male, prima a noi, poi al nostro prossimo, e offende Dio.
Dio vuole che l'umanità e, singolarmente, ogni uomo, ritornino a Lui. Solo con l'avvicinamento dell'uomo a Dio si possono realizzare tutte quelle realtà e condizioni di vita che sono state programmate da Dio, ma che sono state rifiutate dalla prima coppia: la pace sulla terra, il benessere dell'umanità e la convivenza armoniosa degli uomini tra di loro, con gli animali e con la natura.

DIO ACCOGLIE L'UOMO

Per far sì che l'uomo potesse ricongiungersi a Lui, Dio ha progettato il Piano della Salvezza, che consiste nella morte espiatoria di Suo Figlio Gesù, il quale per mezzo della sua giustizia ci rende giusti, per mezzo della sua morte ci da la vita eterna e per mezzo della sua risurrezione ci fa rinascere, nello spirito, figli di Dio. Da nostro creatore Dio può diventare nostro Padre. Dio desidera che tutti gli uomini giungano alla VERITÀ e che tutti possano ricevere la SALVEZZA. La Verità è che esiste un solo DIO ed un solo Mediatore tra Lui e l'uomo ed è Suo Figlio Cristo Gesù Uomo, e che accettandolo si ottiene la Salvezza.

DIO vuole riportare a se l'uomo togliendolo dalla condizione di peccatore e dalle conseguenze dannose e mortali che si e' attirato incominciando dal peccato originale, dalla morte, dalle malattie, dalle maledizioni, dalla condanna eterna, dall'inferno, etc..
Ricongiungendosi a Dio, l'uomo riceve quella realtà di vita e le benedizioni che Dio aveva programmate per lui. Per prima cosa la Vita Eterna e la Figliolanza di Dio. Per realizzare questo, Dio, ha provveduto un mezzo, e questo mezzo è una persona: SUO FIGLIO GESÙ.
Questo mezzo, oltre la persona di Gesù, comprende L'OPERA DI GESÙ, cioè quello che lui ha fatto per realizzare il Piano della Salvezza. Dio ha stabilito soltanto questo mezzo per ricondurre l'uomo a se. Non ci sono altri metodi, altre vie o scorciatoie.

CHI É GESÙ CRISTO?

Gesù di Nazareth visse in Palestina duemila anni fa. La sua vita e i suoi insegnamenti sono descritti nei quattro Vangeli, che si trovano nel Nuovo Testamento, che insieme all'Antico Testamento, compongono la Bibbia, ovvero "Le Sacre Scritture". Nell'Antico Testamento ci sono molte profezie che parlano della nascita, della vita, della morte, della resurrezione e della seconda venuta di Cristo sulla terra; sono state scritte centinaia di anni prima della nascita di Cristo, e si sono adempiute alla lettera.
Alcune profezie, per esempio, preannunziavano che Gesù Cristo sarebbe nato da una vergine a Betlemme, che sarebbe entrato a Gerusalemme cavalcando un asino, che sarebbe stato tradito e messo a morte per trenta monete d'argento, che sarebbe risuscitato, ed altro ancora. Gesù Cristo stesso disse che sarebbe stato ucciso e che sarebbe risuscitato il terzo giorno (Matteo 28:6).

La Bibbia dichiara molte cose straordinarie su Gesù. Afferma che è il Figlio di Dio (Giovanni 3:18), che è Dio (Giovanni 1:1) e che non commise mai alcun peccato (Ebrei 4:15).

Racconta che compì molti miracoli (Matteo 14:35-36), risuscitò i morti (Giov 11:43-44 ), consolò e diede la serenità interiore a molte persone (Luca 7:47-50).
Le persone che vissero con Gesù ed osservarono la sua vita da vicino, credettero che lui era veramente il Figlio di Dio ed alcuni suoi discepoli hanno messo per iscritto i suoi insegnamenti e i suoi miracoli, affermando che sono stati fatti realmente accaduti. La certezza e la fede che i discepoli avevano in Cristo erano talmente forti da condurli anche alla morte, infatti, secondo dati storici, tutti i dodici Apostoli e molti altri suoi discepoli hanno subito il martirio.

LO SCOPO DI CRISTO

Duemila anni fa, circa, quando Gesù era fisicamente presente in Palestina, tutte le persone che lo hanno riconosciuto come il Salvatore mandato da Dio, il MESSIA, hanno ricevuto i benefici della Grazia di Dio col perdono dei peccati, guarigioni da malattie e da infermità, liberazioni da oppressioni e da possessioni diaboliche, etc...
Gesù operava potentemente in risposta alla FEDE che esercitavano coloro che accorrevano a lui, ma il più grande miracolo che Gesù faceva, e che fa ancora oggi, era la trasformazione del cuore delle persone che lo accoglievano.
Esempi sono gli Apostoli, Maria Maddalena, Zaccheo, Lazzaro, il Centurione Romano e molti altri ancora; di altri non vengono riportati i nomi, ma sono descritti i meravigliosi e sconvolgenti incontri che hanno fatto con Cristo.
Anche dopo la sua ascensione al cielo le persone che lo accoglievano nel loro cuore sperimentavano la gloria, la potenza e l'amore di Dio in Cristo. Tra i più famosi ci sono: Paolo, che in seguito Gesù lo ha costituito apostolo, Luca, colui che ha scritto l'omonimo vangelo, Timoteo, Tito e molti altri. Dopo circa tre anni dalla sua apparizione pubblica, secondo come programmato da Dio, Gesù venne arrestato sotto falsa accusa e fu condannato a morte per mezzo della pena capitale utilizzata allora dai Romani: la Crocifissione.
Sulla croce, prima di spirare, Gesù pronunziò una frase, che ci da il senso della sua consapevolezza del compito a lui affidato e di quello che stava in quel momento realizzando.
Gesù disse:
"Tutto è compiuto".

LA MORTE ESPIATRICE DI CRISTO

Con quell'atto ed in quel momento si realizzava alla perfezione il Piano di Salvezza per l'uomo. Gesù, morendo come l'Agnello di Dio, si sacrificava al posto di tutto il genere umano corrotto. Con la sua morte ha pagato la giustizia di Dio liberando dalla condanna tutti coloro che da quel momento in poi si sarebbero voluti accostare a Dio, più quelli del passato che, secondo le rivelazioni dello Spirito Santo, avevano posto fede in lui e nella sua opera.
Come segno di approvazione e garanzia della Redenzione, Dio ha risuscitato suo Figlio Gesù, il quale si è presentato vivente ai suoi discepoli, insegnando ancora le cose relative il Regno di Dio per quaranta giorni.
Gesù Cristo morendo sulla croce ha portato i peccati degli uomini liberandoli dall'ira e dal giudizio di Dio. Solo Cristo ha potuto essere il sostituto, in quanto non aveva commesso alcun peccato. Egli ha preso il posto dei peccatori e ha subito la punizione che l'uomo meritava. Gesù è morto, lui giusto per gli ingiusti, per condurci a Dio. Per questo Gesù è l'unica persona che ci avvicina a Dio.

QUELLO CHE CRISTO PUÒ FARE OGGI

Al terzo giorno, dopo essere stato crocifisso, morto e sepolto, è risuscitato e si è fatto vedere, prima dagli Apostoli e poi da altri discepoli. Dopo la risurrezione è rimasto con i discepoli per 40 giorni, dopodiché è asceso al cielo. Prima di ascendere al cielo ha comandato ai suoi discepoli di andare per tutto il mondo ad annunziare il VANGELO, la Buona Notizia: Dio ha provveduto per l'uomo un Salvatore e per mezzo suo si riceve il perdono dei peccati e la Vita Eterna. Gesù ha pure promesso che sarebbe stato insieme a loro, ed insieme a quelli che sarebbero venuti in seguito, sino alla fine del mondo. Il peccato è stato annullato per Cristo, la giustizia divina è stata completamente soddisfatta. Gesù Cristo ha pagato il prezzo pieno. Gesù è il solo Salvatore che Dio ha provveduto per l'uomo, come sta scritto:
"In nessun altro è la salvezza, perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati" (Atti 4:12).
Gesù adesso ci dice:
"Venite a me, voi tutti che siete travagliati ed aggravati, ed io vi darò riposo".
Egli può risolvere i problemi e può togliere le conseguenze presenti e future dei nostri peccati lavandoci come fonte di purezza dalla nostra fragilità di uomini fallibili.

Quindi che aspettiamo a cercare Dio attraverso il Nostro Salvatore Gesù?

Dio vuole che tutti gli uomini possano conoscere la verità e possano essere salvati (1°Tim 2:4).



da: Servitori di Cristo Gesù

sabato 21 maggio 2011

Gesù nella mia casa

"Ecco, io sto alla porta e busso: se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me."  (Apocalisse 3:2).

Quanto sono care ai nostri cuori le parole di Gesù: "Oggi debbo fermarmi a casa tua"! Che posto gli diamo nella nostra vita, noi che diciamo di appartenergli?
È sempre il benvenuto a casa nostra, o lo incontriamo soltanto la domenica fuori dalla nostra casa? C'è forse a casa nostra una situazione tale che preferiremmo incontrarlo fuori?
È l'ospite che riceviamo a casa nostra solo quando abbiamo bisogno d'aiuto o di consiglio, ma che dimentichiamo quando tutto va bene?
Ci rivolgiamo a lui solo la mattina, la sera o prima di ogni pasto? Oppure, come è suo desiderio, Gesù è il benvenuto in ogni momento, di modo che condividiamo con lui gioie e dolori, successi e problemi, vittorie e sconfitte?
Ci sono forse ancora nella mia vita delle stanze di cui tengo nascoste le chiavi, perché Gesù non vi entri? Forse la chiave del solaio, perché non veda i miei pensieri segreti, la mia invidia, la mia amarezza, o insoddisfazione? O la chiave della cassaforte, perché non veda come sono egoista con il mio denaro? O la chiave della mia biblioteca dove ci sono libri che sarebbe meglio che non trovasse?
Sì, se amo Gesù come mio Salvatore gli apro con gioia tutta la mia casa e la mia vita, e lo lascio entrare in qualsiasi momento nel più recondito angolo del mio cuore.



da: Il Cammino Cristiano

Un sicuro rifugio



" Il SIGNORE è la mia luce e la mia salvezza; di chi temerò? Il SIGNORE è il baluardo della mia vita; di chi avrò paura?" (Salmo 27,1)

Questo salmo ci parla di un luogo dove Davide, desiderava potersi rifugiare per scampare ai nemici, alle angosce, in effetti, il termine rifugio significa: "Luogo di scampo, luogo di riposo o di protezione" e nel suo caso questo luogo era la "casa dell'Eterno".
Meditando su questo significato, però, non ho potuto fare a meno di pensare alla morte, o meglio a coloro che, braccati dai loro inseguitori: problemi: "Malattie, tradimenti, ingiustizie, oppressioni", alla fine stanchi, esausti, depressi e delusi, per assurdo cercano rifugio(scampo, riposo e protezione), nella morte.


Casi limite, potrà dire qualcuno, ma sempre più frequenti, e ci danno la misura del dolore e della sofferenza, che alcune persone vivono intimamente, angosce così insopportabili da indurre a cercare scampo nell'oblio della morte, pensando di trovare finalmente la pace.
Non voglio esprimere facili giudizi nei confronti di nessuno, specialmente di coloro che soffrono,ma prestiamo attenzione perché anche in questo caso la Parola di Dio c'insegna qualche cosa, essa, non afferma che tutti i morti saranno per forza beati, ma solo coloro che durante la loro vita hanno accettato Gesù Cristo come loro Signore e ne hanno fatto il loro rifugio e il loro Salvatore"Beati coloro che muoiono nel Signore!".
Vi sono anche persone che però non arrivano all'estremo limite del ricercare nella morte un luogo di scampo, ma si rifugiano a volte nell'alcool, nella droga, e chissà quante altre cose, lecite e meno lecite l'uomo è capace di inventare o di escogitare, illudendosi di scampare alle avversità, al peso delle responsabilità, alle sofferenze, l'anima stanca reclama e grida: "Ho bisogno di un rifugio!"   

I Rifugi umani:



" Guai a quelli che scendono in Egitto in cerca di soccorso, e s’appoggian su cavalli; e confidano nei carri perché son numerosi; e ne’ cavalieri, perché molto potenti, ma non guardano al Santo d’Israele, e non cercano l’Eterno! "(Isaia 31:1)

La vita d'ogni giorno ci mette di fronte ad una vasta gamma di problemi, con i quali dobbiamo inevitabilmente confrontarci, le avversità, malattie, problemi di lavoro, sofferenze spirituali, nascono ansie e paure a volte incontrollabili, ci troviamo a ripetere le parole del Salmo 55:5-7e quando ci troviamo in queste condizioni, quale rifugio ricerchiamo? Spesso questo rifugio è formato solo ed esclusivamente di risorse umane:

La nostra buona volontà


E' il tipico atteggiamento di chi ha molta fiducia in se stesso. Sono coloro che cercano di reagire con le proprie forze, s'inventano mille soluzioni, stringono eroicamente i denti, alla fine stanchi anche loro a volte sono costretti a cedere.

L'aiuto del prossimo

Mi riferisco a coloro che avendo perso la fiducia in se stessi si rivolgono sempre agli altri, cercano rifugio nell'amico, nel fratello nella sorella, sperano di trovare forza e convinzione per vincere i loro problemi nelle capacità e nei consigli d'altri uomini.

L'autocommiserazione

Anche il vittimismo, chiudersi in se stessi avvolti nei propri pensieri, schiacciati dal peso dei problemi, può a volte diventare un rifugio, c'isoliamo, cerchiamo di proteggerci, per difenderci dal pericolo di dover affrontare l'ennesima, umiliante battaglia.

La religione

Nella sofferenza, ci si sente spinti a cercare un contatto con Dio, per trovare le forze la consolazione, ma il più delle volte si parte dal presupposto di ciò che noi dobbiamo fare per Dio, al posto di credere che Dio vuole fare qualche cosa per noi. Il rifugio allora diventa: cerimonie, difficili quanto inutili pratiche religiose, sacrifici e fioretti. Nel migliore dei casi nasce l'eroica convinzione che più sopportiamo le sofferenze, maggiore sarà la probabilità di entrare in contatto con Dio, e forse un giorno nel regno dei cieli.


Dio non gradisce simili atteggiamenti, e ci mette in guardia dal confidare nelle nostre risorse, che inevitabilmente risulteranno essere "rifugi" inefficaci. Il re Ezechia, consapevole di dover affrontare un nemico potente, prima di rivolgersi a Dio, cercò aiuto alleandosi con l'Egitto, ma al momento della difficoltà quest'alleanza si rivelò essere "Una canna rotta che penetra la mano di chi vi si appoggia, e gliela fora."(II Re 18:19-21)Nella Sacra Scrittura il Signore condanna con fermezza questo tipo di comportamento, (cfr.Isaia 31:1). 

Le false teorie sul rifugiarsi in Dio 

Se le risorse dell'uomo non sono un rifugio sicuro, perché allora non rivolgersi a Dio? Molti lo fanno a causa dei loro problemi, spinti dall' urgente necessità, ma presto si arrendono perché non ottengono ciò che vogliono, si arrabbiano con Dio e ritornano a disperarsi, ma il problema non è in Dio, ma in coloro che hanno frainteso il significato e lo scopo del rifugiarsi in Dio, in modo particolare su due punti:

Credere che Dio ci liberi dalle conseguenze dei nostri peccati e delle nostre scelte sbagliate


Non possiamo assolutamente pensare che Dio ci possa proteggere, liberare, se da parte nostra continuiamo a vivere nella disubbidienza e nel peccato. Il peccato di per se stesso genera sempre delle conseguenze spiacevoli, consideriamo invece il fatto che ubbidire saggiamente alla Parola di Dio ci può aiutare a scampare da determinati problemi, preoccupazioni e ansie,(cfr.Efesini 6:1-9)quello che ci viene proposto in questi versetti lo possiamo fare, è la nostra parte di responsabilità, ed è garanzia di serenità e prosperità spirituale, ci sono però delle battaglie che potremo vincere solo ed esclusivamente con l'aiuto e la protezione di Dio, "Del rimanente, fortificatevi nel Signore.."( Efesini 6:10).

Pensare che il cammino di un cristiano sia privo di problemi



"Rifugiarsi in Dio", non equivale all'avere stipulato una polizza assicurativa, il fatto che Dio ci possa proteggere, che veglia su di noi, non significa però, che non sperimenteremo più la malattia, la sofferenza, che non dovremo più incontrare difficoltà e problemi, Dio non ha creato una razza nuova di super uomini, ma ha fatto di coloro che credono nel suo Figliolo Gesù Cristo, delle nuove creature, che per l'incessante azione dello Spirito Santo, vivono,ubbidiscono alla sua Parola e camminano per fede, "giorno e notte"quando c'è il sole, e anche quando c'è la tempesta, avendo la costante consolazione e speranza di una meta gloriosa già preparata per ogni credente vincitore in Cristo, e con la certezza ben radicata nel cuore dallo Spirito Santo, di essere un figliolo dell'Iddio vivente e vero, qualunque sia la situazione che stiamo vivendo.

"La casa dell'Eterno", il vero e unico rifugio sicuro




Cosa significa "dimorare nella casa dell'Eterno?" Non è autoconvinzione, così come non si tratta di fare esaltanti proclamazioni di fede, non sono scaramantiche dichiarazioni buttate lì a caso, per convincere noi stessi e il nemico che noi siamo dalla parte di Dio, non si tratta del nostro rifugio, ma del rifugio di Dio, non lo dobbiamo costruire noi, ma esiste già, noi ci dobbiamo entrare e dimorare. Essere nel rifugio di Dio significa essere in una posizione diversa, prima eravamo esposti al pericolo, vulnerabili di fronte al nemico, ora siamo al coperto in un luogo sicuro, questo però non vuol dire che le circostanze di fuori siano obbligatoriamente cambiate, io sono convinta che Dio vuole essere per noi "un rifugio e una forza, un'aiuto sempre pronto nella distretta", e che noi possiamo per grazia usufruire di questa protezione, ma se consideriamo lo scopo di un rifugio, dobbiamo anche considerare che non è creato per far cessare i bombardamenti in caso di guerra, o di fermare o fare cessare le intemperie, ma lo scopo è quello di proteggere dalle conseguenze. Dio ci ha posto "in Cristo", il nemico potrà attaccarci, ma in Cristo siamo più che vincitori, ci potrà accusare, ma in Cristo siamo giustificati, potrà ruggire per spaventarci, ma noi possiamo resistergli stando fermi nella fede, forse a volte subiremo le conseguenze fisiche e materiali degli attacchi del nemico, e del peccato che ci circonda, ma spiritualmente non ci può vincere, e nulla e nessuno potrà mai separarci dall'amore di Dio. Consideriamo ora la struttura portante di questo rifugio, affinché possiamo entrarci, ripararci e restarci, e riposarci con fiducia, (cfr.Isaia 30:15).

Prima d'ogni altra cosa consideriamo cosa vi è scritto sulla porta:



"Ogni cosa coopera al bene di coloro che amano Dio". 

 E' così difficile crederlo fino a quando stiamo all'esterno di questa porta, come poteva Asaf, autore del Salmo 73, credere in un Dio giusto, buono e amorevole, se tutte le cose funzionavano al rovescio, coloro che ubbidivano e temevano Dio, erano oppressi, maltrattati e umiliati, aggiungiamo pure malati e poveri, mentre coloro che vivevano come se Dio non esistesse, prosperavano, erano ricchi e sani, "ma quale Dio...", dicono ancora oggi, come anche Asaf, che era in difficoltà di fronte ad una simile contraddizione, tutto questo fino al momento che Dio stesso non gli fece vedere le cose da una prospettiva diversa, è entrato nel rifugio di Dio, e da lì ha potuto considerare la fine di queste persone! Fino a quando resteremo fuori dal rifugio di Dio, non solo resteremo vulnerabili, ma ci sarà impossibile comprendere il pensiero di Dio, e quand'anche i piani e il modo di agire, dettati dall'infinita sapienza di Dio rimangano per noi una visione appannata e frammentaria, sarà sicuramente cosa migliore accettare il riparo sicuro "In Cristo", il luogo santissimo, il segreto del Suo padiglione, la Roccia elevata, piuttosto che perderci nelle nostre contraddizioni, questo rifugio ha una struttura particolare:

L'amore di Dio 



" Che diremo dunque a queste cose? Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?"(Romani 8:31)


Quando entriamo in questo rifugio siamo circondati dall'amore di Dio, un amore tenero e forte, tenace, che non si è fermato di fronte alle barriere della nostra malvagità, un amore che è costante nel tempo, un amore eterno, che non è stato promosso dalla nostra amabilità, e non sussiste per la nostra giustizia, ma per la volontà di Dio, il quale desidera amarci per la nostra felicità, per il nostro bene. Mi chiedo però se abbiamo ben compreso cosa significhi l'amore di Dio.
Quando parliamo di questo amore facciamo attenzione, perché non stiamo parlando di un nobile sentimento in virtù del quale l'uomo si dispone a fare qualunque cosa pur di vedere l'altro soddisfatto e contento, senza curarsi però del bene, dell'educazione morale e spirituale della persona amata. Cosa pensereste di un padre che per amore nei riguardi del figlio, per vederlo sorridere felice e contento lo riempie di regali, ma nello stesso tempo si disinteressa delle sue condizioni morali, lo lascia crescere indisciplinato, desiste dal correggerlo per non offenderlo, per paura di renderlo infelice, sicuramente mi direste che questo non è amore.
Dio non si comporta così con i suoi figlioli, il suo scopo e di farci felici, ma sa anche che la felicità non consiste nel riempirci di regali, permettendo che cresciamo indisciplinati, Dio non ci darà nulla che possa procurarci del male, né cose che non siano necessarie alla nostra maturazione spirituale, affinché noi possiamo entrare nella vita eterna, il Suo amore desidera il meglio per noi, perchè  ci vuole portare alla perfetta statura di Cristo, a volte questo ci spaventa,ma è il vero amore di Dio!  
"Colui che ha cominciato un'opera buona in voi, per certo la porterà a compimento".


In quel rifugio sentiremo la testimonianza di Paolo, il quale era consapevole della potenza di Dio che operava in lui, ma sapeva che questo "tesoro era in vasi di terra"lo sentiremo con grande fiducia proclamare la fedeltà di Dio, "Poiché noi siamo tribolati in ogni maniera, ma non ridotti allo stremo, perplessi, ma non disperati, siamo perseguitati, ma non abbandonati, abbattuti ma non uccisi, portiamo sempre nel nostro corpo la morte di Gesù, affinché anche la vita di Gesù si manifesti in noi". Siamo circondati da tanti testimoni, e incoraggiati dalle meravigliose esperienze di coloro che hanno camminato con il Signore prima di noi. E cosa dovremmo dire delle nostre esperienze passate, quante volte il Signore è stato un potente liberatore, quante volte in passato ci ha consolato e cullato nel suo rifugio. Mi domando perché a volte ci ritroviamo a pensare che Dio ci abbia abbandonato, quando Egli stesso ci ha promesso di essere con noi tutti i giorni della nostra vita. Non dipenderà forse dal fatto che, a volte, cerchiamo di strumentalizzare la fedeltà di Dio, e, per tanto, ci sentiamo autorizzati a pensare che Dio sia costretto a fare tutto quello che noi gli chiediamo, e quando questo non accade siamo delusi?

La grazia di Dio



" Ond’è che può anche salvar appieno quelli che per mezzo di lui si accostano a Dio, vivendo egli sempre per intercedere per loro. "(Ebrei 7:25)

La grazia di Dio è un rifugio sicuro contro gli attacchi del nemico, contro le sue accuse diffamatorie, che ci avviliscono e ci privano della forza e della dignità, "a che ti serve pregare, tanto il Signore non ti risponde a causa dei tuoi peccati, come puoi lodare il Signore con i tuoi fratelli se ancora oggi hai commesso quella azione così meschina, a cosa ti serve continuare a camminare con Dio, se tanto sei sempre lo stesso...", queste sono le insidie del diavolo, ma nel rifugio di Dio possiamo contemplare la Grazia di Dio in Cristo Gesù, "il quale c'è stato fatto da Dio sapienza giustizia santificazione e redenzione"Siamo peccatori, è una realtà, e questo non significa che possiamo giustificare la nostra condizione, ma non potremmo cercare di reagire alle accuse del nemico fornendogli delle buone argomentazioni sulla nostra buona condotta, saremo sconfitti e sempre delusi di noi stessi. Sei stanco degli attacchi e delle accuse del nemico, entra nel rifugio della Grazia, contempla e vinci per  Gesù.

Come entrare nel rifugio:



Questa è la parte che compete a noi, tenendo in considerazione che non ci si entra automaticamente, o d'ufficio come si usa dire, ma è necessaria la nostra collaborazione.

Il desiderio. "una cosa ho chiesto..."


Non dobbiamo permettere ai nostri problemi di impedirci di cercare rifugio in Dio, qualunque sia la difficoltà, la prova, il combattimento, una cosa chiediamo al Signore, prima ancora della guarigione della liberazione, chiediamo di dimorare nella Sua casa, alla Sua presenza!Chiediamo a Gesù, come fece Pietro, di poter camminare sulle acque, in mezzo alle onde e alla tempesta, e di raggiungerlo: "Signore, se sei tu, comandami di venire da te sulle acque!"

La fede



 

"Perché non abbiamo un Sommo Sacerdote che non possa simpatizzare con noi nelle nostre infermità; ma ne abbiamo uno che in ogni cosa è stato tentato come noi, però senza peccare. Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, affinché otteniamo misericordia e troviamo grazia per esser soccorsi al momento opportuno. "(Ebrei 4:15-16)


Dobbiamo credere che quella porta è sempre aperta, e che li troveremo "soccorso al momento opportuno", non possiamo avere dubbi, perché è Dio stesso che c'invita.

La preghiera



"Il Signore è vicino. Non siate con ansietà solleciti di cosa alcuna; ma in ogni cosa siano le vostre richieste rese note a Dio in preghiera e supplicazione con azioni di grazie. E la pace di Dio che sopravanza ogni intelligenza, guarderà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù."(Filippesi 4:6-7

Il consiglio di Paolo è di togliere la nostra concentrazione dal problema in se stesso e affidarlo al Signore, ed ecco che potremo entrare nella pace di Dio, nota bene, non dice che avremo semplicemente un senso di pace e di sollievo, ma che la pace di Dio custodirà i nostri cuori, significa che saremo avvolti, circondati dalla pace di Dio.


Vuoi avere una vita vittoriosa? Entra nel rifugio, non guardare alle circostanze attorno a te,non cercare di cambiare le circostanze attorno a tema entra alla presenza di Dio, e lascia che sia Lui a cambiare te. Vuoi essere vincitore, togli il problema dal centro dei tuoi pensieri e della tua attenzione, e sostituiscilo con l'amore, la fedeltà, la grazia di Dio,"Tutte le cose onorevoli, le cose giuste, tutte le cose pure, tutte le cose amabili, tutte le cose di buona fama, quelle in cui c'è qualche virtù e qualche lode siano oggetto dei vostri pensieri... e l'Iddio della pace sarà con voi"forse per il momento il tuo problema non si risolverà, vedrai ancora attorno a te cose che ti sconvolgono, che ti feriscono, che ti spaventano, ma fai come Abacuc, lui sapeva che doveva affrontare tempi difficili, ma sapeva anche in chi rifugiarsi ed era sicuro di trovare conforto e forza.

da:Consapevoli nella Parola

domenica 15 maggio 2011

Tornerò e vi accoglierò

Cristo 


"Or, fratelli, non vogliamo che siate in ignoranza circa quelli che dormono, affinché non siate contristati come gli altri che non hanno speranza. Poiché, se crediamo che Gesù morì e risuscitò, così pure, quelli che si sono addormentati, Iddio, per mezzo di Gesù, li ricondurrà con esso lui. Poiché questo vi diciamo per parola del Signore: che noi viventi, i quali saremo rimasti fino alla venuta del Signore, non precederemo quelli che si sono addormentati; perché il Signore stesso, con potente grido, con voce d'arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e i morti in Cristo risusciteranno i primi; poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo insiem con loro rapiti sulle nuvole, a incontrare il Signore nell'aria; e così saremo sempre col Signore. Consolatevi dunque gli uni gli altri con queste parole".


"Or quanto ai tempi ed ai momenti, fratelli, non avete bisogno che vi se ne scriva; perché voi stessi sapete molto bene che il giorno del Signore verrà come viene un ladro nella notte. Quando diranno: Pace e sicurezza, allora di subito una improvvisa ruina verrà loro addosso, come le doglie alla donna incinta; e non scamperanno affatto. Ma voi, fratelli, non siete nelle tenebre, sì che quel giorno abbia a cogliervi a guisa di ladro; poiché voi tutti siete figliuoli di luce e figliuoli del giorno; noi non siamo della notte né delle tenebre;  non dormiamo dunque come gli altri, ma vegliamo e siamo sobri. Poiché quelli che dormono, dormono di notte; e quelli che s'inebriano, s'inebriano di notte; ma noi, che siamo del giorno, siamo sobri, avendo rivestito la corazza della fede e dell'amore, e preso per elmo la speranza della salvezza. Poiché Iddio non ci ha destinati ad ira, ma ad ottener salvezza per mezzo del Signor nostro Gesù Cristo, il quale è morto per noi affinché, sia che vegliamo sia che dormiamo, viviamo insieme con lui. Perciò, consolatevi gli uni gli altri, ed edificatevi l'un l'altro, come d'altronde già fate".(I Tess.4:13-18; 5:1-11)
 

Gesù ha fatto delle promesse molto chiare, una di queste riguarda il Suo secondo ritorno visibile:"Il vostro cuore non sia turbato; abbiate fede in Dio, e abbiate fede anche in me!   Nella casa del Padre mio ci son molte dimore; se no, ve l'avrei detto; io vo a prepararvi un luogo; e quando sarò andato e v'avrò preparato un luogo, tornerò, e v'accoglierò presso di me, affinché dove son io, siate anche voi;" Giov.14:1-3;
Gli uomini sono pronti a credere ad alcune delle parole di Gesù, ma non a tutte, infatti, il ritorno del Signore, è un argomento che suscita diverse reazioni: gli increduli, ridono e scherniscono coloro che ci credono … però nello stesso tempo leggono rapiti e affascinati, notizie di strane apparizioni, di misteri, ecc… e sono disposti a credere alle più assurde teorie fantascientifiche.
I credenti invece, si dividono in diverse categorie: quelli che spiritualizzano tutto, perciò affermano che il ritorno di Cristo in realtà è solo un evento spirituale e soggettivo, non un fatto visibile e reale, altri ne discutono, di tanto in tanto toccano l'argomento, ne parlano … ma poiché la Bibbia afferma che non possiamo saperne né il giorno né l'ora, quasi se ne stanno dimenticando, altri invece imbastiscono teorie e calcoli, e strumentalizzando la Parola profetica, non smettono mai di fare pronostici, ma noi personalmente, in che condizione ci troviamo oggi di fronte a questa promessa, cosa ne facciamo e quale effetto produce sul nostro cammino spirituale e su tutta la nostra vita?
Una Parola di conoscenza

Per gli increduli, gli scettici e i materialisti 


 Giov.5:25-29 "In verità, in verità io vi dico: L'ora viene, anzi è già venuta, che i morti udranno la voce del Figliuol di Dio; e quelli che l'avranno udita, vivranno. Perché come il Padre ha vita in se stesso, così ha dato anche al Figliuolo d'aver vita in se stesso; e gli ha dato autorità di giudicare, perché è il Figliuol dell'uomo. Non vi meravigliate di questo; perché l'ora viene in cui tutti quelli che sono nei sepolcri, udranno la sua voce e ne verranno fuori: quelli che hanno operato bene, in risurrezione di vita; e quelli che hanno operato male, in risurrezione di giudicio".

II Pietro 1:20-21 "sapendo prima di tutto questo: che nessuna profezia della Scrittura procede da vedute particolari; poiché non è dalla volontà dell'uomo che venne mai alcuna profezia, ma degli uomini hanno parlato da parte di Dio, perché sospinti dallo Spirito Santo".
Molte persone, apparentemente vivono senza preoccuparsi di tutto ciò che accadrà dopo la morte, pensano che non sia importante, altri non si fidano della Bibbia perché dicono che in fondo è stata scritta da uomini, ma la Parola di Dio resta l'unica fonte vera e attendibile. 

Per coloro che cercano, ma sono stati ingannati
  
 
Isaia 8:19-20 "Se vi si dice: ' Consultate quelli che evocano gli spiriti e gli indovini, quelli che susurranno e bisbigliano ', rispondete: ' Un popolo non dev'egli consultare il suo Dio? Si rivolgerà egli ai morti a pro de' vivi? ' Alla legge! alla testimonianza! Se il popolo non parla così, non vi sarà per lui alcuna aurora!"

Vi sono persone che desiderano conoscere il proprio futuro, il mistero della vita e della morte, ma per soddisfare il loro bisogno non si rivolgono alla Parola di Dio, perché pensano, o gli hanno "suggerito" che è piena d'incomprensibili misteri, celati ai più e riservati solo a pochi eletti illuminati, e così trovano più facile e meno impegnativo (credono loro) rivolgersi a maghi, indovini, cartomanti, medium ecc …, senza sapere che, oltre a spendere un sacco di danaro inutilmente, resteranno senza speranza, rischiando di cadere nella trappola mortale del maligno, e tutta la conoscenza che potranno ricevere in realtà sarà solo illusione, perché solo Dio conosce il futuro, e solo Lui può, e vuole rivelarci quello che c'è necessario.
Dio non vuole lasciarci nell'ignoranza per quanto riguarda ciò che accadrà sulla scena mondiale nel futuro, ma soprattutto per quanto riguarda il nostro personale futuro, prima e dopo la morte in relazione al destino eterno dell'uomo. 

Per i credenti 


Le parole di Paolo però si rivolgono anche, e forse in modo particolare, ai credenti, che purtroppo spesso languono e soffrono spiritualmente proprio per la mancanza di una giusta, corretta e sobria visione profetica, "Il mio popolo muore per mancanza di conoscenza" dice il Signore.
Credenti che vivono e vagano nella via della fede senza una meta precisa e nessun indirizzo spirituale, eppure Pietro afferma che: "Abbiamo pure la parola profetica, più ferma, alla quale fate bene di prestare attenzione, come una lampada splendente in luogo oscuro, finché spunti il giorno e la stella mattutina sorga nei  vostri cuori". II Pietro 1:19.

Una parola di speranza  



Ebrei 9:27-28 "E come è stabilito che gli uomini muoiano una volta sola, dopo di che viene il giudizio, così anche Cristo, dopo essere stato offerto una volta sola, per portare i peccati di molti, apparirà una seconda volta, senza peccato, a quelli che l'aspettano per la loro salvezza".
Romani 8:20-24 "perché la creazione è stata sottoposta alla vanità, non di sua propria volontà, ma a cagion di colui che ve l'ha sottoposta, non senza speranza però che la creazione stessa sarà anch'ella liberata dalla servitù della corruzione, per entrare nella libertà della gloria dei figliuoli di Dio. Poiché sappiamo che fino ad ora tutta la creazione geme insieme ed è in travaglio; non solo essa, ma anche noi, che abbiamo le primizie dello Spirito, anche noi stessi gemiamo in noi medesimi, aspettando l'adozione, la redenzione del nostro corpo. Poiché noi siamo stati salvati in isperanza. Or la speranza di quel che si vede, non è speranza; difatti, quello che uno vede, perché lo spererebbe egli ancora?".


 Coloro che credono in Cristo, vale a dire tutti coloro che si sono pentiti, ravveduti dei propri peccati, e che per grazia sono stati salvati perdonati e rigenerati a nuova vita mediante lo Spirito Santo, ricevono anche una buona speranza, sanno che in ogni momento difficile, nelle malattie, nelle prove, nelle sofferenze, nelle scelte della vita, non saranno mai soli.
Gesù ha promesso di essere sempre con noi, ha mandato lo Spirito Santo, ed è proprio lo Spirito Santo che ci porta a sperare ben oltre a quello che è il semplice confidare nella provvidenza divina per questa vita, la nostra speranza va oltre la morte.
Forse non riceveremo una guarigione, forse sarà proprio una malattia per la quale abbiamo chiesto guarigione che in realtà metterà fine ai nostri giorni, ma la nostra speranza non è nella guarigione, ma nella risurrezione, che è molto di più. Per molti la morte è la fine di ogni cosa, per noi è l'inizio della vera vita, potremmo perdere tutto su questa terra, ma abbiamo un tesoro lassù nei cieli, custodito dal Signore.

II Cor.4:16-18   "Perciò noi non veniamo meno nell'animo; ma quantunque il nostro uomo esterno si disfaccia, pure il nostro uomo interno si rinnova di giorno in giorno. Perché la nostra momentanea, leggera afflizione ci produce un sempre più grande, smisurato peso eterno di gloria, mentre abbiamo lo sguardo intento non alle cose che si vedono, ma a quelle che non si vedono; poiché le cose che si vedono son solo per un tempo, ma quelle che non si vedono sono eterne".

Una parola di consolazione


Il Signore stesso

Siamo veramente preziosi per il Signore, per tanto Gesù non manderà un delegato, un sostituto, ma verrà Lui personalmente a prenderci. 

Il termine delle sofferenze


II Cor.5:1-9 "Noi sappiamo infatti che se questa tenda ch'è la nostra dimora terrena viene disfatta, noi abbiamo da Dio un edificio, una casa non fatta da mano d'uomo, eterna nei cieli. Poiché in questa tenda noi gemiamo, bramando di esser sopravvestiti della nostra abitazione che è celeste,  se pur sarem trovati vestiti e non ignudi. Poiché noi che stiamo in questa tenda, gemiamo, aggravati; e perciò desideriamo non già d'esser spogliati, ma d'esser sopravvestiti, onde ciò che è mortale sia assorbito dalla vita. Or Colui che ci ha formati per questo stesso è Dio, il quale ci ha dato la caparra dello Spirito. Noi siamo dunque sempre pieni di fiducia, e sappiamo che mentre abitiamo nel corpo, siamo assenti dal Signore (poiché camminiamo per fede e non per visione); ma siamo pieni di fiducia e abbiamo molto più caro di partire dal corpo e d'abitare col Signore".  

Trasformati e resi perfetti 
 

Filippesi 3:20-21 "Quanto a noi, la nostra cittadinanza è ne' cieli, d'onde anche aspettiamo come Salvatore il Signor Gesù Cristo, il quale trasformerà il corpo della nostra umiliazione rendendolo conforme al corpo della sua gloria, in virtù della potenza per la quale egli può anche sottoporsi ogni cosa". 

"I tuoi occhi vedranno il re nel suo splendore …"


Non sarà mai speso male il tempo che passiamo a considerare la grandezza e lo splendore di Cristo, ma oggi conosciamo solo in parte, quel giorno lo vedremo "faccia a faccia" sarà una visione sfolgorante, maestosa, cosa che i nostri occhi non hanno mai visto, che la nostra mente non può immaginare. Molti di fronte alla visione della gloria di Dio sono rimasti come morti, senza vigore … e noi ne parliamo con così poco timore, che poca stima a volte facciamo dell'onore che Dio ci ha riservato, Lui stesso verrà a prenderci e noi neanche ci prepariamo!   

" … Saremo sempre con il Signore"

  

Il vero desiderio dei credenti deve essere questo, non i doni, ma il donatore, non le benedizioni, ma colui che benedice, e quel giorno avremo "guadagnato Cristo" per sempre, i problemi, le debolezze, non potranno più separarci dalla presenza reale e personale del Signore.

Consideriamo attentamente queste cose, lasciamo che lo Spirito Santo ci faccia abitare nei luoghi celesti in Cristo, ricerchiamo le cose di lassù, allora anche noi potremo affermare con Paolo: "Lo Spirito stesso attesta insieme col nostro spirito, che siamo figliuoli di Dio; e se siamo figliuoli, siamo anche eredi; eredi di Dio e coeredi di Cristo, se pur soffriamo con lui, affinché siamo anche glorificati con lui. Perché io stimo che le sofferenze del tempo presente non siano punto da paragonare con la gloria che ha da essere manifestata a nostro riguardo" Rom.8:16. 

Una parola d'esortazione, d'avvertimento e di giudizio 

Per la vera Chiesa

La dottrina del ritorno del Signore era fondamentale per i primi credenti, I Tess. 1:9"perché eglino stessi raccontano di noi quale sia stata la nostra venuta tra voi, e come vi siete convertiti dagl'idoli a Dio per servire all'Iddio vivente e vero, e per aspettare dai cieli il suo Figliuolo".
Il che non significa che facciamo del ritorno del Signore un motivo di speculazione dottrinale:prima, in mezzo, o dopo la grande tribolazione?
Personalmente credo dopo. Gesù ritornerà per liberarci dall'ira a venire finale, I Tess.1:10 "il quale Egli ha risuscitato dai morti; cioè, Gesù che ci libera dall'ira a venire".
Ma del resto, non perdiamo tempo in inutili e sterili discussioni, usiamola per consolarci gli uni gli altri, non per dividerci, una comunità si divise per la diversa veduta sulla posizione di Gesù alla destra del Padre, chi diceva in piedi, chi seduto, tutt'e due avevano ragione. Consideriamo piuttosto che nell'attesa del ritorno del Signore la chiesa ha delle precise responsabilità:

Discernimento


II Tess.2:1…"Or, fratelli, circa la venuta del Signor nostro Gesù Cristo e il nostro adunamento con lui, vi preghiamo di non lasciarvi così presto travolgere la mente, né turbare sia da ispirazioni, sia da discorsi, sia da qualche epistola data come nostra, quasi che il giorno del Signore fosse imminente.   Nessuno vi tragga in errore in alcuna maniera; poiché quel giorno non verrà se prima non sia venuta l'apostasia e non sia stato manifestato l'uomo del peccato, il figliuolo della perdizione…".

Vegliare, camminare nell'amore e nella sobrietà


Romani 13: 10-14 "L'amore non fa male alcuno al prossimo; l'amore, quindi, è l'adempimento della legge. E questo tanto più dovete fare, conoscendo il tempo nel quale siamo; poiché è ora ormai che vi svegliate dal sonno; perché la salvezza ci è adesso più vicina di quando credemmo. La notte è avanzata, il giorno è vicino; gettiamo dunque via le opere delle tenebre, e indossiamo le armi della luce. Camminiamo onestamente, come di giorno; non in gozzoviglie ed ebbrezze; non in lussuria e lascivie; non in contese ed invidie; ma rivestitevi del Signor Gesù Cristo, e non abbiate cura della carne per soddisfarne le concupiscenze".

La santificazione, senza la quale nessuno vedrà il Signore 


I Tess.5:23-24 "Or l'Iddio della pace vi santifichi Egli stesso completamente; e l'intero essere vostro, lo spirito, l'anima ed il corpo, sia conservato irreprensibile, per la venuta del Signor nostro Gesù Cristo. Fedele è Colui che vi chiama, ed Egli farà anche questo".

Fedeltà, impegno e consacrazione


Ecclesiaste 9:10 "Tutto quello che la tua mano trova da fare, fallo con tutte le tue forze; poiché nel soggiorno de' morti dove vai, non v'è più né lavoro, né pensiero, né scienza, né sapienza".
Nel servire, il Signore, i fratelli, nella preghiera, nell'essere testimoni, nel predicare con zelo l'evangelo, fedeltà nelle piccole cose, perché dovremo rendere conto al Signore di tutto ciò che avremo fatto: II Cor. 5:9-10 "Ed è perciò che ci studiamo d'essergli grati, sia che abitiamo nel corpo, sia che ne partiamo. Poiché dobbiamo tutti comparire davanti al tribunale di Cristo, affinché ciascuno riceva la retribuzione delle cose fatte quand'era nel corpo, secondo quel che avrà operato, o bene, o male".

Pazienza


Giacomo 5:7-8. "Siate dunque pazienti, fratelli, fino alla venuta del Signore. Ecco, l'agricoltore aspetta il prezioso frutto della terra pazientando, finché esso abbia ricevuto la pioggia della prima e dell'ultima stagione. Siate anche voi pazienti; rinfrancate i vostri cuori, perché la venuta del Signore è vicina".
Non sappiamo ne l'ora, ne il giorno, ma sappiamo di certo che verrà, per tanto siamo pazienti nelle prove, nelle sofferenze, sapendo che la nostra redenzione è vicina. 

Chiediamoci come stiamo spendendo il tempo che Dio ci ha concesso


Quali sono i nostri interessi, le nostre aspirazioni, in quale condizione è il nostro cuore? Pieno di amarezza, di rancore, di risentimenti, di malumore? In quali attività siamo impegnati, in qualipensieri siamo coinvolti, come ci troverà il Signore quando ritornerà? Sei pronto?
Molti predicano come se alcuni credenti non saranno rapiti, io non la penso così, o siamo credenti e per tanto saremo rapiti, o lo siamo solo di nome, e resteremo, o siamo sposa o non lo siamo, ma se siamo credenti il Signore non permetterà che saremo giudicati con il mondo … meno male … bella notizia! Attenzione perché l'apostolo Paolo dice: "Se esaminassimo noi stessi non saremmo giudicati, ma quando siamo giudicati, siamo corretti dal Signore affinché non siamo condannati con il mondo"significa disciplina, verga, correzione fino a quando non avremo capito la lezione e giudicato noi stessi: la nostra infedeltà, la nostra superficialità, il nostro peccato, la nostra pigrizia e la poca stima che facciamo della grazia di Dio. 

Per i credenti nominali, gli ipocriti e gli addormentati


Non tutti coloro che si definiscono credenti saranno rapiti, ricordiamoci della parabola delle dieci vergini. Vi sono persone che intellettualmente conoscono tanta dottrina, altre che sono molto religiose, e usano la loro religiosità come un mantello per coprire la loro incredulità e la loro mancanza di vera fede, possiamo conoscere tutta la Bibbia a memoria, discutere tesi teologiche, appartenere a grandi e potenti chiese, grandi e famose denominazioni, ma in realtà saranno rapiti solo coloro che appartengono a Cristo, in altre parole quelle persone che compunte dallo Spirito Santo, hanno creduto alla Parola di Dio, si sono umiliate, pentite e ravvedute sinceramente dei loro peccati, hanno riconosciuto Gesù come Signore e Salvatore e oggi ubbidiscono alla Parola di Dio,camminano nella santità, nella pienezza e nella potenza dello Spirito Santo, cioè hanno la lampada e l'olio. Ricordati"Il Signore conosce quelli che sono suoi, e ritraggasi dall'iniquità chiunque nomina il nome del Signore".


Per coloro che si stanno trastullando con la loro religiosità, si vantano della loro fede, della loro devozione, si definiscono cristiani, ma non hanno lo Spirito di Cristo, non camminano per lo Spirito, e non compiono quelle opere di fede che Dio ha preparato per i suoi, il Signore dice:" Io conosco le tue opere: tu hai nome di vivere e sei morto" …"Non tutti coloro che dicono Signore, Signore entreranno nel regno dei cieli, ma solo chi ha fatto la volontà...".

Per coloro che frequentano le chiese, ascoltano, ma poi escono e tornano ad amare il mondo il Signore dice: "Non amate il mondo né le cose che sono nel mondo. Se uno ama il mondo, l'amor del Padre non è in lui".

Per coloro che sono soddisfati di se stessi, della propria condizione e dicono: "posso ritenermi soddisfatto, una bella famiglia, casa, lavoro, una buona reputazione, un futuro discreto, certo non ho molto tempo per il Signore, ma non sono poi così cattivo, vado in chiesa, ascolto la predica, leggo la Bibbia, prego … è vero non sempre … ma Dio è buono, Lui capisce, Lui conosce il cuore …" Già, è proprio così Lui il Signore conosce il cuore e a queste persone dice: "Io conosco le tue opere: tu non sei né freddo né fervente. Oh fossi tu pur freddo o fervente! Così, perché sei tiepido, e non sei né freddo né fervente, io ti vomiterò dalla mia bocca.  Apocalisse 3:14-20. 

Per gli increduli che non ubbidiscono all'Evangelo


La Scrittura afferma che: "Poiché è giunto il tempo in cui il giudicio ha da cominciare dalla casa di Dio; e se comincia prima da noi, qual sarà la fine di quelli che non ubbidiscono al Vangelo di Dio? E se il giusto è appena salvato, dove comparirà l'empio e il peccatore?  che il giudizio ha da cominciare dalla casa di Dio … cosa ne sarà degli altri" I Pietro 4:17-18
Ai peccatori increduli e schernitori il Signore dice:
" sapendo questo, prima di tutto: che negli ultimi giorni verranno degli schernitori coi loro scherni i quali si condurranno secondo le loro concupiscenze e diranno: Dov'è la promessa della sua venuta? perché dal giorno in cui i padri si sono addormentati, tutte le cose continuano nel medesimo stato come dal principio della creazione. Poiché costoro dimenticano questo volontariamente: che ab antico, per effetto della parola di Dio, esistettero de' cieli e una terra tratta dall'acqua e sussistente in mezzo all'acqua; per i quali mezzi il mondo d'allora, sommerso dall'acqua, perì; mentre i cieli d'adesso e la terra, per la medesima Parola son custoditi, essendo riservati al fuoco per il giorno del giudizio e della distruzione degli uomini empi. Ma voi, diletti, non dimenticate quest'unica cosa, che per il Signore, un giorno è come mille anni, e mille anni son come un giorno.  Il Signore non ritarda l'adempimento della sua promessa, come alcuni reputano che faccia; ma egli è paziente verso voi, non volendo che alcuni periscano, ma che tutti giungano a ravvedersi. Ma il giorno del Signore verrà come un ladro; in esso i cieli passeranno stridendo, e gli elementi infiammati si dissolveranno, e la terra e le opere che sono in essa saranno arse".
Come ai tempi di Noè le persone scherzavano, volevano solo divertirsi, mangiavano e bevevano ecc.., senza ascoltare gli avvertimenti di Noè, ma improvvisamente arrivò il diluvio e tutti morirono.


Il ritorno del Signore, alla fine della tribolazione, per rapire la Chiesa, darà inizio al "giorno del Signore", cioè ai suoi giudizi giusti ed irrevocabili, dopo che la malvagità avrà raggiunto il suo culmine e l'anticristo avrà manifestato tutto il suo potere diabolico ingannando e tormentando gli uomini.
Gli increduli non scamperanno alla prova che si abbatterà su tutta la terra, non per puntiglio di Dio, ma perché non hanno aperto il loro cuore alla veritàPoi verrà la fine, i libri saranno aperti e coloro che non furono trovati scritti nel libro della vita dell'Agnello, saranno gettati nello stagno di fuoco che è la morte seconda … mito o realtà? Al tuo posto non scherzerei troppo, ma comincerei seriamente a riflettere: cosa sarà di me dopo la morte? E se veramente il Signore torna adesso, resterò o mi porterà con Lui? Pensaci!!
E' un invito a decidere, quanto tempo pensi di avere ancora a disposizione? Dio sta portando pazienza perché vuole che tutti gli uomini siano salvati.  Ricordati che in paradiso come all'inferno ci saranno solo dei volontari, persone che con le loro scelte avranno determinato la loro destinazione finale.


Conclusione



Non importa quello che tu pensi, che vuoi, oppure che ti fa comodo credere o che ti hanno raccontato, questa è la realtà: il Signore ritorna, e viene improvvisamente come un lampo, il tempo di un battito di ciglia, non ci sarà tempo per decidere, per recriminare, per fare quello che manca, per dire quello che non abbiamo detto, per chiedere perdono … 

Chiesa risvegliati! Rivestiti delle tue vesti più splendenti, cammina nella santità, nella dignità, nell'amore, nella verità, mantieni alto lo stendardo che Dio ha spiegato sopra di te, che è: amore. 
Ai religiosi ipocriti il Signore dice: "Stracciatevi il cuore e non le vesti" umiliatevi, pentitevi sinceramente. 
Ai credenti tiepidi il Signore dice: "Tornate a me ed Io tornerò a voi ", c'è ancora una possibilità per coloro che vogliono ascoltare la Sua voce: "Tutti quelli che amo, io li riprendo e li castigo; abbi dunque zelo e ravvediti. Ecco, io sto alla porta e picchio: se uno ode la mia voce ed apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli meco".
Ai peccatori increduli il Signore lancia un avvertimento ed un appello: "Ecco ei viene, dice l'Eterno degli eserciti; e chi potrà sostenere il giorno della sua venuta? Chi potrà rimanere in piè quand'egli apparirà? Poich'egli è come un fuoco d'affinatore, come la potassa dei lavatori di panni… Poiché, ecco, il giorno viene, ardente come una fornace; e tutti i superbi e chiunque opera empiamente saranno come stoppia; e il giorno che viene li divamperà, dice l'Eterno degli eserciti, e non lascerà loro né radice né ramo", ma dice anche: "se con la bocca avrai confessato Gesù come Signore, e avrai creduto col cuore che Dio l'ha risuscitato dai morti, sarai salvato; infatti col cuore si crede per ottener la giustizia e con la bocca si fa confessione per esser salvati. Difatti la Scrittura dice: Chiunque crede in lui, non sarà svergognato. poiché chiunque avrà invocato il nome del Signore, sarà salvato".

da: Consapevoli nella Parola

ciao

per tutti coloro che mi vogliono bene un invito a riflettere

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