Meditazione del giorno
Giovanni Paolo II
Angelus, 6 febbraio 1994
<< Il Creatore da principio li creò maschio e femmina >>
Dio fin dal principio, ha creato l'uomo e la donna a sua immagine. Dice la Scrittura: "A immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò" (Gen 1,27). E' importante allora cogliere, nel libro della Genesi, questa grande verità: l'immagine di sé, che Dio ha posto nell'uomo, passa anche attraverso la complementarità dei sessi. L'uomo e la donna, che si uniscono in matrimonio, riflettono l'immagine di Dio e sono in qualche modo "rivelazione" del suo amore. Non solo dell'amore che Dio nutre verso l'essere umano, ma anche di quella misteriosa comunione che caratterizza la vita intima delle tre Persone divine.
Immagine di Dio si può considerare, inoltre, la stessa generazione, che fa di ogni famiglia un santuario della vita. L'apostolo Paolo ci dice che da Dio trae nome ogni paternità e maternità (Ef 3,15). E' lui la sorgente ultima della vita. Si può dunque affermare che la genealogia di ogni persona affonda le radici nell'eterno. Nella generazione di un figlio i genitori agiscono come collaboratori di Dio. Missione veramente sublime! Non meraviglia pertanto che Gesù abbia voluto elevare il matrimonio alla dignità di sacramento, mentre San Paolo ne parla come di un "grande mistero", ponendolo in rapporto all'unione di Cristo con la sua Chiesa (Ef 5,32).
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per capirci
Pagine
GIACOMO 1, 2-4
Fratelli, considerate come motivo di gaudio perfetto le diverse prove alle quali voi potete essere esposti, sapendo che la fede messa
alla prova produce la pazienza. E' necessario però che la pazienza compia perfettamente l'opera sua, affinché voi siate pure perfetti ed
integri, senza mancare in niente.(Giacomo 1; 2-4)
Emmanuel
venerdì 13 agosto 2010
Il Creatore da principio li creò maschio e femmina
Pensiero di Padre Pio 13/08/2010
Che cos'è la felicità se non il possedimento di ogni sorta di bene, che rende l'uomo del tutto pago? Ma su questa terra si trova mai qualcuno che sia pienamente felice? No, certamente. L'uomo sarebbe stato tale, se si fosse mantenuto fedele al suo Dio. Ma giacché l'uomo è pieno di delitti, cioè pieno di peccati, non può mai essere pienamente felice. Quindi solo in cielo si trova la felicità: ivi non pericoli di perdere Dio, non patimenti, non morte, ma sempiterna vita con Gesù Cristo.(CS, n. 67, p. 172).
giovedì 12 agosto 2010
Ti lodo o Signore per l'amore che sempre mi doni
Ti lodo o Signore per l'amore che sempre mi doni, ti lodo o Altissimo perché ogni giorno mi sostieni, ti lodo Onnipotente perché ami questa tua creatura, ti lodo Santissimo perché sei misericordioso. Ti ringrazio per avermi donato l'esistenza, per avermi immerso tra le altre creature, per l'affetto dei miei cari che mi hai messo accanto , per il dono giornaliero delle cose necessarie. Ti lodo perché mi hai fatto meravigliosamente, per i sensi corporali che continuamente esercito, Ti lodo per il respiro che ritempra il mio corpo, per ogni battito del cuore che tu mi concedi. Riconosco, o Signore, la tua grande magnificenza, il sublime mistero della tua Incarnazione che ti ha reso solidale con noi peccatori per portarci alle vette della tua divinità. Ti lodo, o Signore, per il tuo fecondo Spirito che è sempre pronto e sollecito con noi. Ti lodo, o Signore, perché mai ci abbandoni anche quando noi abbandoniamo Te.
mercoledì 11 agosto 2010
da Madre Teresa di Calcutta
«Compresi che l'amore racchiudeva tutte le vocazioni, che era tutto, che abbracciava tutti i tempi e tutti i luoghi. La mia vocazione finalmente l'ho trovata...è l'amore!»
Coscienza del nostro peccato
Signore, Ti prego, donami un senso vivo dei miei peccati perché, se io perdo questa sensibilità e la mia coscienza diventa sorda ai tuoi richiami divini, il mio peccato da debolezza, diventa peccato di malizia. Fammi capire che se io, accondiscendo al mio peccato giustificandolo, commetto il peccato più grave: quello contro lo Spirito Santo; in questo modo la mia coscienza non sarà più in grado di discernere ciò che è buono e giusto in quanto in me non ci sarà più alcuna apertura al tuo amore e al vero pentimento che scaturisce dal cuore contrito perché Ti ha offeso. Dio, Padre mio, Ti mi hai donato Gesù, tuo Figlio, perché morendo sulla croce mi liberasse da ogni peccato, ma se io non lo riconosco perché la mia coscienza si è chiusa al tuo amore, rifiuto la salvezza e posso perdermi per sempre. Donami, Padre Una perfetta conoscenza Della mia fragilità e debolezza, che non mi nasconda dietro scuse meschine che hanno origine dal mio orgoglio, ma che tutte le volte che sbaglio lo possa subito riconoscere dall’inquietudine del mio cuore per dirti con tanta umiltà: "Perdono, Signore, non sono più degno di essere riconosciuto come tuo figlio, ma per l’immensa tua misericordia, abbi pietà di me che sono peccatore!". Stendi la tua mano protettiva e benedicente su di me Perché io non voglio più smarrirmi Per strade diverse dalla tua santa volontà E non voglio altro amore che il tuo. Guidami, Signore, sulla retta via, e mostrami il Tuo Volto amorevole e misericordioso, perché non mi scoraggi mai anche di fronte al più grave peccato, ma proprio perché ho un debito più grande verso di Te, Ti possa essere ancor più grato. Grazie, Signore, per il tuo perdono. .
S.Chiara
Dio misericordioso,
che hai ispirato a santa Chiara
un ardente amore per la povertà evangelica,
per sua intercessione concedi anche a noi
di seguire Cristo povero e umile,
per godere della tua visione
nella perfetta letizia del tuo regno.
Per il nostro Signore Gesù Cristo,
tuo Figlio che è Dio, e vive e regna con te,
nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
che hai ispirato a santa Chiara
un ardente amore per la povertà evangelica,
per sua intercessione concedi anche a noi
di seguire Cristo povero e umile,
per godere della tua visione
nella perfetta letizia del tuo regno.
Per il nostro Signore Gesù Cristo,
tuo Figlio che è Dio, e vive e regna con te,
nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
martedì 10 agosto 2010
Pensiero di Padre Pio
In questo mondo nessuno di noi merita nulla; è il Signore che è benevolo nei nostri confronti, ed è la sua infinita bontà che concede, perché tutto perdona.(CE,47)
venerdì 6 agosto 2010
L'acquisizione dello Spirito Santo
Una lettura molto bella... riflessione per l'estate
da parte di Enzo...
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Salve a tutti, vi invito a leggere il colloquio che San Serafino di Sarov
ebbe con il giovane Motovilov, sull'acquisizione dello Spirito Santo.
E' un po' lungo, ma vale la pena leggerlo.
Secondo San Serafino il fine ultimo della vita cristiana è l'acquisizione
dello Spirito Santo. Come dargli torto? Gesù stesso, infatti, promette che Egli e il Padre
verranno ad abitare in chi osserva i Suoi Comandamenti.
Naturalmente anche lo Spirito Santo viene ad abitare in noi, fin dal Battesimo.
Lo Spirito Santo è Dio Stesso in noi. Quale dono è più grande?
Eppure siamo attratti da tante cose, anche dal superfluo.
Purtroppo i nostri sensi sono continuamente bombardati da stimoli
che ci inducono a volere, mangiare, comprare, etc.
Che Dio, con l'intercessione di San Serafino e della Vergine Santissima,
ci aiuti sempre a scegliere ciò che è conforme al nome di Cristiano.
Era un giovedì. Il cielo era grigio. La terra era coperta di neve. Spessi fiocchi continuavano a turbinare nell'aria quando Padre Serafino iniziò a conversare con me in una radura vicina al suo "piccolo eremitaggio" di fronte al fiume Sarovka che scorreva ai piedi della collina. Mi fece sedere sul ceppo d'un albero da poco abbattuto mentre lui si rannicchiò di fronte a me.
- Il Signore mi ha rivelato - disse il grande starez - che dalla vostra infanzia avete sempre desiderato sapere quale sia il fine della vita cristiana. Per questo avete interrogato diverse persone alcune dei quali ricoprivano anche alte cariche ecclesiastiche.
Devo dire che dall'età di dodici anni ero perseguitato da quest'idea e che, per questo, avevo rivolto tale domanda a parecchie personalità ecclesiastiche senza mai aver ricevuto una risposta soddisfacente. Lo starez avrebbe dovuto ignorare tutto questo.
Ma nessuno - continuò Padre Serafino - vi ha mai detto niente di preciso. Vi consigliarono di andare in chiesa, di pregare, di vivere secondo i comandamenti di Dio, di fare del bene. Tale, vi dissero, era lo scopo della vita cristiana. Alcuni giunsero pure a disapprovare la vostra curiosità, trovandola fuori posto ed empia. Essi avevano torto. Quanto a me, miserabile Serafino, ora vi spiegherò in che consiste realmente questo fine.
La preghiera, il digiuno, le veglie e le altre attività cristiane, per quanto possano parere buone, non costituiscono il fine della vita cristiana ma sono il mezzo attraverso il quale vi si può pervenire. Il vero fine della vita cristiana consiste nell'acquisire lo Spirito Santo. Per quel che riguarda la preghiera, il digiuno, le veglie, l'elemosina ed ogni altro tipo di buona azione fatta in nome di Cristo, non sono che dei mezzi per acquisire lo stesso Spirito.
Nel nome di Cristo
Ricordate che solo una buona azione fatta nel nome di Cristo ci procura i frutti dello Spirito Santo. Tutto quanto non è fatto in suo nome, fosse pure il bene, non ci può ottenere alcuna ricompensa, né nel secolo futuro, né in questa vita mentre su questa terra non ci dona la Grazia divina. E' per questo che Gesù Cristo diceva:
"Colui che non accumula con me disperde" (Lc 11, 23).
Pertanto, si è obbligati a chiamare una buona azione "cumulo" o "raccolta", perché essa resta buona anche se non è fatta in Nome di Cristo. La Scrittura dice: "In ogni nazione colui che teme Dio e pratica la giustizia gli è accetto" (At 10, 35). Il centurione Cornelio, che temeva Dio e agiva secondo giustizia, fu visitato mentre pregava da un angelo del Signore che gli disse: "Manda dunque due uomini a Ioppe e fa' venire un certo Simone soprannominato Pietro. Da lui ascolterai della parole di vita eterna con le quali sarai salvato con tutta la tua casa" (At 10, 5).
Vediamo, dunque, che il Signore utilizza i suoi mezzi divini per permettere a un simile uomo di non essere privato nell'eternità della ricompensa che gli è dovuta. Per ottenerla è necessario che si cominci già da ora a credere in Nostro Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio disceso sulla terra per salvare i peccatori e per far acquisire loro la Grazia dello Spirito Santo che introduce i nostri cuori nel Regno di Dio e ci apre la via della beatitudine nella prossima vita. Non va oltre a ciò la soddisfazione arrecata a Dio dalle buone azioni compiute indipendentemente dal Nome di Cristo. Il Signore ci dona i mezzi per perfezionarle. Sta all'uomo approfittarne o meno. E' per questo che il Signore dice ai giudei: "Se voi foste ciechi, sareste senza peccato ma voi stessi dite: 'Noi vediamo!' Perciò il vostro peccato rimane (Gv 9, 41). Quando un uomo come Cornelio le cui opere non erano fatte nel Nome di Cristo, ma erano gradite a Dio, comincia a credere nel Suo Figlio, queste opere gli sono attribuite come se fossero fatte nel nome di Cristo a causa della sua fede in Lui. (Ebr 11, 6). In caso contrario, l'uomo non ha il diritto di contestare se il bene compiuto non gli è servito a nulla. Questo non succede mai quando una buona azione viene fatta nel Nome di Cristo, perché il bene compiuto in suo Nome non porta solo una corona di gloria nel secolo venturo, ma già ora riempie l'uomo della grazia dello Spirito Santo, com'è stato detto: "Dio dona lo Spirito senza misura. Il Padre ama i Figli; Egli ha posto tutto nelle loro mani" (Gv 3, 34-35).
L'acquisizione dello Spirito Santo
Acquisire lo Spirito di Dio è dunque il vero fine della nostra vita cristiana al punto che la preghiera, le veglie, il digiuno, l'elemosina e le altre azioni virtuose fatte in Nome di Cristo non sono che dei mezzi per tal fine.
- Che significa acquisirlo? Domandai a Padre Serafino. Non ne capisco bene il significato.
- Acquisire, ha lo stesso significato di ottenere. Sapete cosa vuol dire acquisire del denaro? Per quanto riguarda lo Spirito Santo è la stessa cosa. Il fine della vita delle persone comuni consiste nell'acquisire denaro, nel fare un guadagno. I nobili, inoltre, desiderano ottenere onori, titoli di distinzione e altre ricompense che lo Stato accorda loro per determinati servizi. L'acquisizione dello Spirito Santo è anche un capitale, ma un capitale eterno, dispensatore di grazie; è molto simile ai capitali temporali e si ottiene con gli stessi procedimenti. Nostro Signore Gesù Cristo, Dio-Uomo, paragona la nostra vita ad un mercato e la nostra attività sulla terra ad un commercio. Egli ci raccomanda: "Negoziate prima ch'io ritorni economizzando il tempo perché i giorni sono incerti" (Lc 19, 12-13; Ep 5,15-16), il che vuol dire: "Sbrigatevi ad ottenere dei beni celesti negoziando i prodotti terreni". Questi prodotti terreni non sono altro che le azioni virtuose fatte in Nome di Cristo le quali ci ottengono la Grazia dello Spirito Santo.
La parabola delle vergini
Nella parabola delle vergini sagge e delle vergini stolte (Mt. 25, 1-13) quando quest'ultime finiscono l'olio viene detto loro: "Andate a comperarlo al mercato". Tornando esse trovano la porta della camera nuziale chiusa e non possono entrare. Alcuni pensano che la mancanza d'olio delle vergini stolte simbolizzi l'insufficienza di azioni virtuose nel corso della loro vita. Tale interpretazione non è esatta. Quale mancanza d'azioni virtuose potevano avere, visto che vengono chiamate comunque vergini, anche se stolte? La verginità è una grande virtù, uno stato quasi angelico che può sostituire tutte le altre virtù. Io, miserabile, penso che mancasse loro proprio lo Spirito Santo di Dio. Praticando le virtù, queste vergini spiritualmente ignoranti, credevano che la vita cristiana consistesse in tali pratiche. Ci siamo comportate in maniera virtuosa, abbiamo fatto delle opere pie - pensavano loro - senza preoccuparsi se avessero ricevuto o no la Grazia dello Spirito Santo. Su questo genere di vita, basato unicamente sulla pratica delle virtù morali senza alcun esame minuzioso per sapere se esse ci rendono - e in quale quantità - la Grazia dello Spirito di Dio, è stato detto: "Alcune vie che paiono inizialmente buone conducono all'abisso infernale" (Pr 14,12)
Parlando di queste vergini, nelle sue Epistole ai Monaci Antonio il Grande dice:
"Parecchi tra i monaci e le vergini ignorano completamente la differenza che esiste tra le tre volontà che agiscono dentro l'uomo. La prima è la volontà di Dio, perfetta e salvatrice; la seconda è la nostra volontà umana, che per se stessa non e ne rovinosa né salvatrice; la terza - quella diabolica - è decisamente nefasta. E' questa terza nemica volontà che obbliga l'uomo a non praticare assolutamente la virtù o a praticarla per vanità o unicamente per il "bene" e non per Cristo. La nostra seconda volontà ci incita a soddisfare i nostri istinti malvagi o, come quella del nemico, c'insegna a fare il "bene" in nome del bene, senza preoccuparsi della grazia che possiamo acquisire. Quanto alla terza volontà, quella salvatrice di Dio, essa ci insegna a fare il bene unicamente per il fine di acquisire lo Spirito Santo, tesoro eterno ed inestimabile, che non può essere uguagliato con nulla al mondo".
E' proprio la Grazia dello Spirito Santo simbolizzata dall'olio che mancava alle vergini stolte. Esse sono chiamate "stolte" perché non si preoccupano del frutto indispensabile della virtù cioè la Grazia dello Spirito Santo senza la quale nessuno può essere salvato perché "ogni anima è vivificata dallo Spirito Santo per essere illuminata dal sacro mistero dell'Unità Trinitaria" (Prima Antifona al Vangelo del Mattutino). Lo stesso Spirito Santo viene ad abitare nelle nostre anime e questa presenza dell'Onnipotente in noi, questa coesistenza della sua Unità Trinitaria con il nostro spirito non ci è donata che a condizione di lavorare con tutti i mezzi a nostra disposizione per ottenere lo Spirito Santo il quale prepara in noi un luogo degno per quest'incontro, secondo l'immutabile parola di Dio: "Io verrò e abiterò in essi. Sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo" (Ap 3, 20; Gv 14, 23). E' questo l'olio che le vergini sagge avevano nelle loro lampade, olio in grado di bruciare per molto tempo diffondendo una luce forte e chiara per poter permettere l'attesa dello Sposo a mezzanotte ed entrare con lui nella camera nuziale dell'eterna gioia.
Quanto alle vergini stolte, vedendo che le loro lampade rischiavano di spegnersi, esse si recarono al mercato ma non poterono tornare prima della chiusura della porta. Il mercato è la nostra vita. La porta della camera nuziale, chiusa per impedire di raggiungere lo Sposo, è la nostra morte umana; le vergini, sia quelle sagge che quelle stolte, sono le anime dei cristiani. L'olio non simbolizza le nostre azioni, ma la Grazia attraverso la quale lo Spirito Santo riempie il nostro essere trasformandoci da corrotti ad incorrotti. Così la Grazia trasforma la morte fisica in vita spirituale, le tenebre in luce, la schiavitù verso le passioni alle quali è incatenato il nostro corpo in tempio di Dio, cioè in camera nuziale dove incontriamo Nostro Signore, Creatore e Salvatore, Sposo delle nostre anime. Grande è la compassione che Dio ha verso la nostra disgrazia. E la nostra disgrazia non è altro che la nostra negligenza verso la sua sollecitudine. Egli dice: "Io sono alla porta e busso..." (Ap 3, 20), intendendo per "porta" la nostra vita presente non ancora conclusa con la morte.
La preghiera
Oh! Quanto vorrei, amico di Dio, che in questa vita voi siate sempre con lo Spirito Santo. "Vi giudicherò nella situazione in cui vi troverete" dice il Signore (Mt 24, 42; Mc 13, 33-37; Lc 19, 12 e seguenti). E' una disgrazia veramente grande se egli ci trova appesantiti dalle preoccupazioni e dalle pene della terra perché Egli potrebbe adirarsi nel qual caso chi gli potrebbe resistere? E' per questo che è stato detto: "Vegliate e pregate per non essere indotti in tentazione" (Mt 26, 41), il che comporta non essere privati dallo Spirito di Dio visto che le veglie e la preghiera ci donano la Sua Grazia.
Sicuramente ogni buona azione fatta in Nome di Cristo dona la Grazia dello Spirito Santo, ma è soprattutto la preghiera che ottiene ciò al di sopra d'ogni altro mezzo, essendo essa sempre nelle nostre possibilità. Ad esempio, voi avete il desiderio di recarvi in chiesa, ma essa è troppo distante o la liturgia è finita; avete il desiderio di fare l'elemosina, ma non vedete alcun povero o non avete il denaro; volete rimanere vergini ma non avete sufficiente forza per esserlo a causa della vostra costituzione o a causa degli attacchi del nemico davanti ai quali non potete resistere per la debolezza della vostra carne; vorreste fare una buona azione nel Nome di Cristo ma non avete sufficiente forza per eseguirla oppure l'occasione non si presenta. Per quel che riguarda la preghiera nulla la impedisce: ognuno ha la possibilità di pregare, il ricco e il povero, l'uomo benestante e quello indigente, il forte e il debole, il sano e il malato, il virtuoso e il peccatore.
Possiamo constatare la potenza della preghiera se osserviamo che essa ottiene i suoi risultati pure se è fatta da un peccatore, basta che sia sincera, come nell'esempio seguente riportato dalla Santa Tradizione. Una prostituta toccata dalla disgrazia d'una madre che stava per perdere il suo unico figlio vedendone la disperazione osò gridare verso il Signore benché fosse ancora insozzata dal suo peccato: "Non per me, orribile peccatrice, ma per le lacrime di questa madre che piange il suo figlio credendo fermamente nella tua misericordia e nella tua Onnipotenza, risuscitaglielo, oh Signore!" E il Signore la esaudì (cfr. Lc 7, 11-15).
Questa, amico di Dio, è la potenza della preghiera. Al di sopra d'ogni altra cosa essa ci dona la grazia dello Spirito di Dio ed essa rientra sempre nelle nostre possibilità. Beati saremo noi se Dio ci troverà vigilanti nella pienezza dei doni del suo Santo Spirito. Potremo allora sperare d'essere rapiti al di sopra delle nuvole per incontrare Nostro Signore rivestito di potenza e di gloria il quale giudicherà i vivi e i morti dando a ciascuno il dovuto. [...]
Vedere Dio
- Padre, gli dissi, voi parlate sempre dell'acquisizione della Grazia dello Spirito Santo come il fine della vita cristiana. Ma come la posso riconoscere? Le buone azioni sono visibili. Ma lo Spirito Santo può essere visto? Come posso sapere se Egli è in me oppure no?
- Nell'epoca nella quale viviamo, rispose lo starez, si è giunti ad una tale tiepidezza nella fede, a una tale insensibilità nei riguardi della comunione con Dio che ci siamo praticamente distanziati quasi totalmente dalla vera vita cristiana. Oggi alcuni passi della Santa Scrittura ci paiono strani. Ad esempio quello in cui lo Spirito Santo, attraverso la bocca di Mosé, dice: "Adamo vedeva Dio mentre passeggiava nel paradiso" (Gn 3, 8), o quando leggiamo nelle lettere di San Paolo che l'Apostolo viene impedito dallo Spirito Santo a proclamare la parola in Asia e invece lo accompagna in Macedonia (At 16, 6-9). In molti altri passi della Sacra Scrittura si ritrovano simili temi sull'apparizione di Dio agli uomini. [...]
Devo ancora io, miserabile Serafino, spiegarvi, amico di Dio, in che consiste la differenza tra l'azione dello Spirito Santo mentre prende misteriosamente possesso dei cuori di coloro che credono in nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo e l'azione tenebrosa del peccato che viene come un ladro sotto l'istigazione del Demonio.
Lo Spirito Santo ci ricorda le parole di Cristo e lavora assieme a Lui, guidando i nostri passi solennemente e gioiosamente nella via della pace. L'agitazione prodotta dallo spirito diabolico che si oppone a Cristo ci incita, invece, alla rivolta e ci rende schiavi della lussuria, della vanità e dell'orgoglio.
"In verità, in verità vi dico, colui che crede in me non morirà mai" (Gv 6, 47). Colui che per la sua fede in Cristo e in possesso dello Spirito Santo, pure dopo aver commesso per debolezza umana qualsiasi peccato che causa la morte dell'anima, non morirà per sempre, ma sarà resuscitato per la Grazia di Nostro Signore Gesù Cristo il quale ha preso su di sé i peccati del mondo donando gratuitamente grazia su grazia.
E' proprio parlando di questa Grazia manifestata all'intero mondo e al nostro genere umano dall'Uomo-Dio che il Vangelo dice: "Di ogni essere egli era la vita e la vita era la luce degli uomini" aggiungendo: "la luce illumina le tenebre ma le tenebre non hanno voluto accoglierla" (Gv 1, 4-5). Questo significa che la Grazia dello Spirito Santo ricevuta con il battesimo nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, malgrado le cadute peccaminose, malgrado le tenebre che circondano la nostra anima continua a brillare nel nostro cuore della sua eterna luce divina per gli inestimabili meriti di Cristo. Di fronte ad un peccatore abituale, questa luce di Cristo dice al Padre: "Abbà, Padre, non si infiammi la tua collera contro questo indurimento". Ed in seguito, quando il peccatore si sarà pentito, essa cancellerà completamente le tracce dei crimini commessi, rivestendo l'antico peccatore d'un vestito incorruttibile intessuto con la grazia dello Spirito Santo della cui acquisizione sto continuamente parlando.
La grazia dello Spirito Santo è Luce
Egli fu trasfigurato davanti a loro e i suoi vestiti divennero bianchi come la neve... (Mt 17, 2)
Bisogna ancora che vi dica qualcosa in più affinché comprendiate meglio cosa si intende quando si parla di Grazia divina, come la si può riconoscere, com'è ch'essa si manifesta agli uomini che vengono da essa illuminati poiché la Grazia dello Spirito Santo è Luce.
Tutta la Sacra Scrittura ne parla. Davide, l'antenato dell'Uomo-Dio dice: "Un lampo sotto i miei piedi, la tua parola, una luce sulla mia strada" (Ps 118, 105). In altri termini, la Grazia dello Spirito Santo che la legge rivela sotto la forma dei comandamenti divini è il mio faro, la mia luce. E' questa la Grazia dello Spirito Santo "che con tanta pena mi sforzo di acquisire, cercando sette volte al giorno la Sua verità" (Ps 118, 164). Come potrò trovare in me, tra le numerose preoccupazioni della mia situazione, una sola scintilla di luce per schiarire il mio cammino ottenebrato dall'odio dei miei nemici?
Effettivamente il Signore ha mostrato spesso, davanti a numerosi testimoni, l'azione della Grazia dello Spirito Santo sugli uomini che aveva illuminato e istruito attraverso grandiosi avvenimenti. Ricordate Mosé dopo che si era incontrato con Dio sul Monte Sinai (Es 34, 30-35). Gli uomini non potevano guardarlo perché il suo volto brillava d'una luce straordinaria. Egli fu obbligato a mostrarsi al popolo con il viso coperto da un velo. Ricordate la trasfigurazione del Signore sul monte Tabor: "Egli fu trasfigurato davanti a loro; i suoi vestiti divennero bianchi come la neve.., i discepoli spaventati caddero con il viso a terra mentre Mosé ed Elia apparvero rivestiti della medesima luce. Allora una nube li ricoprì in modo ch'essi non divenissero ciechi". (Mt 17, 1-8 ; Mc 9, 2-8 ; Lc 9, 28-37). E' così la Grazia dello Spirito Santo appare come una luce ineffabile a coloro a cui Dio manifesta la sua azione.
- Allora, domandai a padre Serafino, come potrò riconoscere in me la grazia dello Spirito Santo?
- E' semplicissimo, mi rispose il santo. Dio dice: "Tutto è semplice per coloro che acquisiscono la saggezza" (Pr 14, 6). La nostra sfortuna sta nel fatto che noi non la ricerchiamo proprio, questa Saggezza divina la quale, non essendo di questo mondo, non è presuntuosa. Essa è piena d'amore per Dio e per il prossimo e spinge l'uomo alla propria salvezza. Parlando di questa saggezza il Signore dice:
"Dio vuole che tutti siano salvati e giungano alla Saggezza della verità" (1 Tm 2, 4). Ai suoi apostoli ai quali mancava questa Saggezza Egli disse: "Come siete privi di Saggezza! Non avete letto le Sacre Scritture? " (Lc 24, 25-27). Il Vangelo aggiunge "Aprì loro l'intelligenza affinché potessero comprendere le Scritture". Avendo acquisito questa Saggezza, gli Apostoli sapevano sempre se lo Spirito di Dio era con loro oppure no e, pieni di questo Spirito, affermavano che il loro operato era santo e gradito a Dio. E' per questo che potevano scrivere nelle loro epistole: "E' piaciuto allo Spirito Santo e a noi..." (At 15, 28). Essi inviavano i loro messaggi solo dopo che erano persuasi dalla sua presenza sensibile. Allora, amico di Dio, vedete com'è semplice?
- Tuttavia io non comprendo come posso essere assolutamente sicuro di trovarmi nello Spirito Santo. Come posso scoprire in me la sua manifestazione?
Il Padre Serafino mi disse:
- Vi ho già detto che è estremamente semplice e ve l'ho spiegato in dettaglio com'è che gli uomini si trovano nello Spirito Santo e come bisogna comprendere la sua manifestazione in noi... Che ci vuole ancora?
- Occorre, risposi io, che lo capisca veramente bene - Risposi.
Allora Padre Serafino mi prese le spalle e, stringendole molto forte, aggiunse:
- Siamo tutti e due, tu ed io, nella pienezza dello Spirito Santo. Perché non mi guardi?
- Non posso guardarvi, Padre. Dei fulmini lampeggiano dai vostri occhi. Il vostro viso è divenuto più luminoso del sole. Ho male agli occhi...
Il Padre Serafino disse:
- Non abbiate paura, amico di Dio. Siete diventato anche voi altrettanto luminoso perché anche voi ora siete nella pienezza dello Spirito Santo, altrimenti non avreste potuto vedermi così.
Inclinando la sua testa al mio orecchio aggiunse:
Ringraziate il Signore di averci donato questa grazia indicibile. Non ho nemmeno fatto il segno della croce. In cuore ho semplicemente pensato e pregato "Signore, rendilo degno di vedere chiaramente, con gli occhi della carne, la discesa dello Spirito Santo, come ai tuoi eletti servitori quando tu ti sei degnato di apparire loro nella magnificenza della tua gloria!" Ed immediatamente Dio ha esaudito l'umile preghiera del miserabile Serafino. Come non ringraziarlo per questo dono straordinario che ci ha accordato? Non sempre Dio manifesta in tal modo la sua grazia ai grandi eremiti. Come una madre amorevole, questa grazia ha consolato il vostro cuore desolato, con la preghiera della stessa Madre di Dio... Ma perché non osate guardarmi negli occhi? Osate farlo senza paura, Dio è con noi.
Dopo queste parole sollevai i miei occhi sul suo viso e una paura ancor più grande si impossessò di me. Immaginatevi di vedere al centro del sole, mentre l'astro risplende con i suoi raggi più luminosi del mezzogiorno, il viso d'un uomo che vi parla. Vedete il movimento delle sue labbra, l'espressione cangiante dei suoi occhi, sentite il suono della sua voce, avvertite la pressione delle sue mani sulle vostre spalle ma, allo stesso tempo, non scorgete né le sue mani, né il suo corpo, né il vostro. Non vedete altro che una luce splendente che si propaga tutt'intorno ad una distanza di parecchi metri. Così tale luce era in grado di schiarire la neve che ricopriva il prato e di riflettersi sul grande starez e su me stesso. Si potrebbe mai descrivere bene la situazione nella quale mi trovai allora?
- Cosa sentite ora? Domandò Padre Serafino.
- Mi sento straordinariamente bene.
- Come "bene"? Cosa volete dire per "bene"?
- La mia anima è piena d'un silenzio e d'una pace inesprimibili.
- Amico di Dio, questa è la pace di cui parla il Signore quando dice ai suoi discepoli: "Io vi dono la pace ma non come la lascia il mondo. Sono io che ve la dono. Se voi foste di questo mondo il mondo vi amerebbe. Ma io vi ho eletti e il mondo vi odia. Comunque non abbiate timore perché io ho vinto il mondo" (Gv 14, 27 ; 15, 19, 16, 33). E' proprio a questi uomini eletti da Dio ma odiati dal mondo che Dio dona la pace da voi sperimentata in questo momento. "Questa pace - dice l'Apostolo - sorpassa ogni comprensione" (Fil 4, 7). L'Apostolo la chiama così perché nessuna parola può esprimere il ben essere dello spirito ch'essa fa nascere nei cuori degli uomini quando il Signore la concede. Lui stesso la chiama "la mia pace" (Gv 14, 27). Essa è frutto della generosità di Cristo e non di questo mondo; nessuna felicità terrena la può dare. Inviata dall'alto, dallo stesso Dio, essa è la pace "di Dio"... Cosa sentite ancora?
- Una dolcezza straordinaria.
- E' la dolcezza di cui parlano le Scritture: "Essi berranno la bevanda della tua casa e tu li colmerai con il torrente della tua dolcezza" (Ps 35, 9). Tale dolcezza trabocca dai nostri cuori, scorre nelle nostre vene, procura una sensazione e una delizia inesprimibile... Cosa sentite ancora?
- Una straordinaria gioia in tutto il cuore.
- Quando lo Spirito Santo scende sull'uomo con la pienezza dei suoi doni, l'animo umano è riempito d'una gioia indescrivibile; lo Spirito Santo ricrea nella gioia tutto quanto sfiora. E' di questa gioia che il Signore parla nel Vangelo quando dice: "Una donna quando giunge la sua ora partorisce nel dolore; ma dopo che ha fatto nascere un bimbo non si ricorda più i suoi dolori, tant'è grande la sua gioia. Anche voi avrete da soffrire in questo mondo, ma quando vi visiterò i vostri cuori saranno nella gioia, una gioia che nessuno potrà rapirvi" (Gv 16, 21-22).
Per quanto grande e consolante sia la gioia che sperimentate in questo momento, essa non è nulla se paragonata a quella accennata dal Signore attraverso il suo Apostolo: "La gioia che Dio riserva a coloro che lo amano è al di là di ogni cosa che può essere vista, intesa e sentita dal cuore umano in questo mondo" (1 Cor 2, 9). Quanto ci viene concesso al momento presente non è altro che un acconto di questa gioia suprema. E se, in questo momento, sentiamo dolcezza, giubilo, ben essere, cosa diremo di quell'altra gioia che ci è riservata in cielo, dopo aver pianto su questa terra? Voi avete già abbastanza pianto nella vostra vita e vedete quale consolazione nella gioia via abbia donato il Signore. Ora tocca a noi, amico di Dio, lavorare con tutte le nostre forze per salire di gloria in gloria al fine di "costituire quest'Uomo perfetto, nella forza dell'età, che realizza la pienezza del Cristo" (Ef 4, 13). "Coloro che sperano nel Signore rinnovano le loro forze, hanno le ali delle aquile, corrono senza stancarsi e marciano senza fatica" (Is 40, 31). "Essi procederanno da altezza in altezza e Dio apparirà loro in Sion" (Ps 83, 8). E' allora che la nostra attuale gioia, piccola e breve, si manifesterà in tutta la sua pienezza e nessuno potrà rapircela, dato che saremo riempiti di voluttà celesti... Cosa sentite ancora, amico di Dio?
- Uno straordinario calore.
- Come un calore? Non siamo forse nella foresta in pieno inverno? La neve e sotto i nostri piedi, noi ne siamo coperti ed essa continua a cadere... Di quale caldo si tratta?
- D'un caldo simile a quello dei bagni a vapore.
- E l'odore è come è come quello del bagno?
- Oh no! Nulla sulla terra può essere simile a questo profumo. Quando mia madre viveva ancora amavo ballare e, andando a divertirmi, mi cospargevo del profumo ch'essa comperava nei migliori negozi di Kazan pagandolo molto caro. Il suo odore non era per niente simile a questo sublime aroma.
Il padre Serafino sorrise.
- Lo conosco, amico mio, lo conosco altrettanto bene come voi ed è per questo che ve l'ho chiesto. E' proprio vero. Nessun profumo sulla terra può essere comparato al buon odore che respiriamo in questo momento, il buon profumo dello Spirito Santo. Sulla terra cosa può assomigliargli? Avete appena detto di sentire caldo come in un bagno. Osservate! La neve che ci sta coprendo non si scioglie al pari di quella che sta sotto i nostri piedi. Il caldo non è dunque nell'aria ma dentro di noi. E' quel caldo che lo Spirito Santo ci fa chiedere nella preghiera:
"Che il tuo Santo Spirito ci riscaldi!" Con tale calore gli eremiti, uomini e donne, potevano permettersi di sfidare il freddo dell'inverno, circondati com'erano d'un manto di pelliccia, d'un vestito intessuto dallo Spirito Santo.
In realtà è così che la Grazia divina abita nel più profondo della nostra anima e nel nostro cuore. Il Signore ha detto "Il Regno dei Cieli è dentro di voi" (Lc 17, 21). Per "Regno dei Cieli" Egli intende la Grazia dello Spirito Santo. Questo Regno di Dio ora è in noi. Lo Spirito Santo ci illumina e ci riscalda. Egli riempie l'aria con diverse profumazioni, fa gioire i nostri sensi e abbevera i nostri cuori con una gioia indicibile. Il nostro attuale stato è simile a quello di cui parla l'Apostolo Paolo "Il Regno dei Cieli non è questione di cibo o di bevanda ma di giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo" (Rm 14, 17). La nostra fede non si appoggia su parole di saggezza terrena ma sulla manifestazione della potenza dello Spirito. Lo stato nel quale ci troviamo in questo momento è quello che il Signore aveva visto quando disse: "In verità vi dico, alcuni tra coloro che sono qui non moriranno prima d'aver visto il Regno di Dio venire con potenza" (Mc 9, 1).
Ecco, amico di Dio, quale gioia incomparabile il Signore si è degnato di accordarci. Ecco cosa vuol dire essere "nella pienezza dello Spirito Santo". E' questo che intendeva san Macario l'egiziano quando scriveva: "Io stesso fui nella pienezza dello Spirito Santo". Da umili che siamo il Signore ci ha riempiti con la pienezza del suo Spirito. Mi sembra che a partire da questo momento voi non avrete più bisogno d'interrogarmi sul modo in cui si manifesta nell'uomo la presenza della Grazia dello Spirito Santo.
Diffusione del messaggio
- Questa manifestazione resterà per sempre incisa nella vostra memoria?
- Non lo so, Padre, se Dio mi renderà degno di ricordare sempre questi fatti con la precisione di questo momento.
- Ma io, mi rispose lo starez, penso che Dio vi aiuterà a conservare queste cose per sempre. Altrimenti non sarebbe stato così velocemente toccato dall'umile preghiera del miserabile Serafino e non avrebbe esaudito così velocemente il suo desiderio. D'altra parte non è solamente a voi che è stato concesso vedere la manifestazione d'una tale grazia, ma attraverso voi, al mondo intero. Fatevi forza perché sarete utile ad altri.
da parte di Enzo...
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Salve a tutti, vi invito a leggere il colloquio che San Serafino di Sarov
ebbe con il giovane Motovilov, sull'acquisizione dello Spirito Santo.
E' un po' lungo, ma vale la pena leggerlo.
Secondo San Serafino il fine ultimo della vita cristiana è l'acquisizione
dello Spirito Santo. Come dargli torto? Gesù stesso, infatti, promette che Egli e il Padre
verranno ad abitare in chi osserva i Suoi Comandamenti.
Naturalmente anche lo Spirito Santo viene ad abitare in noi, fin dal Battesimo.
Lo Spirito Santo è Dio Stesso in noi. Quale dono è più grande?
Eppure siamo attratti da tante cose, anche dal superfluo.
Purtroppo i nostri sensi sono continuamente bombardati da stimoli
che ci inducono a volere, mangiare, comprare, etc.
Che Dio, con l'intercessione di San Serafino e della Vergine Santissima,
ci aiuti sempre a scegliere ciò che è conforme al nome di Cristiano.
Era un giovedì. Il cielo era grigio. La terra era coperta di neve. Spessi fiocchi continuavano a turbinare nell'aria quando Padre Serafino iniziò a conversare con me in una radura vicina al suo "piccolo eremitaggio" di fronte al fiume Sarovka che scorreva ai piedi della collina. Mi fece sedere sul ceppo d'un albero da poco abbattuto mentre lui si rannicchiò di fronte a me.
- Il Signore mi ha rivelato - disse il grande starez - che dalla vostra infanzia avete sempre desiderato sapere quale sia il fine della vita cristiana. Per questo avete interrogato diverse persone alcune dei quali ricoprivano anche alte cariche ecclesiastiche.
Devo dire che dall'età di dodici anni ero perseguitato da quest'idea e che, per questo, avevo rivolto tale domanda a parecchie personalità ecclesiastiche senza mai aver ricevuto una risposta soddisfacente. Lo starez avrebbe dovuto ignorare tutto questo.
Ma nessuno - continuò Padre Serafino - vi ha mai detto niente di preciso. Vi consigliarono di andare in chiesa, di pregare, di vivere secondo i comandamenti di Dio, di fare del bene. Tale, vi dissero, era lo scopo della vita cristiana. Alcuni giunsero pure a disapprovare la vostra curiosità, trovandola fuori posto ed empia. Essi avevano torto. Quanto a me, miserabile Serafino, ora vi spiegherò in che consiste realmente questo fine.
La preghiera, il digiuno, le veglie e le altre attività cristiane, per quanto possano parere buone, non costituiscono il fine della vita cristiana ma sono il mezzo attraverso il quale vi si può pervenire. Il vero fine della vita cristiana consiste nell'acquisire lo Spirito Santo. Per quel che riguarda la preghiera, il digiuno, le veglie, l'elemosina ed ogni altro tipo di buona azione fatta in nome di Cristo, non sono che dei mezzi per acquisire lo stesso Spirito.
Nel nome di Cristo
Ricordate che solo una buona azione fatta nel nome di Cristo ci procura i frutti dello Spirito Santo. Tutto quanto non è fatto in suo nome, fosse pure il bene, non ci può ottenere alcuna ricompensa, né nel secolo futuro, né in questa vita mentre su questa terra non ci dona la Grazia divina. E' per questo che Gesù Cristo diceva:
"Colui che non accumula con me disperde" (Lc 11, 23).
Pertanto, si è obbligati a chiamare una buona azione "cumulo" o "raccolta", perché essa resta buona anche se non è fatta in Nome di Cristo. La Scrittura dice: "In ogni nazione colui che teme Dio e pratica la giustizia gli è accetto" (At 10, 35). Il centurione Cornelio, che temeva Dio e agiva secondo giustizia, fu visitato mentre pregava da un angelo del Signore che gli disse: "Manda dunque due uomini a Ioppe e fa' venire un certo Simone soprannominato Pietro. Da lui ascolterai della parole di vita eterna con le quali sarai salvato con tutta la tua casa" (At 10, 5).
Vediamo, dunque, che il Signore utilizza i suoi mezzi divini per permettere a un simile uomo di non essere privato nell'eternità della ricompensa che gli è dovuta. Per ottenerla è necessario che si cominci già da ora a credere in Nostro Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio disceso sulla terra per salvare i peccatori e per far acquisire loro la Grazia dello Spirito Santo che introduce i nostri cuori nel Regno di Dio e ci apre la via della beatitudine nella prossima vita. Non va oltre a ciò la soddisfazione arrecata a Dio dalle buone azioni compiute indipendentemente dal Nome di Cristo. Il Signore ci dona i mezzi per perfezionarle. Sta all'uomo approfittarne o meno. E' per questo che il Signore dice ai giudei: "Se voi foste ciechi, sareste senza peccato ma voi stessi dite: 'Noi vediamo!' Perciò il vostro peccato rimane (Gv 9, 41). Quando un uomo come Cornelio le cui opere non erano fatte nel Nome di Cristo, ma erano gradite a Dio, comincia a credere nel Suo Figlio, queste opere gli sono attribuite come se fossero fatte nel nome di Cristo a causa della sua fede in Lui. (Ebr 11, 6). In caso contrario, l'uomo non ha il diritto di contestare se il bene compiuto non gli è servito a nulla. Questo non succede mai quando una buona azione viene fatta nel Nome di Cristo, perché il bene compiuto in suo Nome non porta solo una corona di gloria nel secolo venturo, ma già ora riempie l'uomo della grazia dello Spirito Santo, com'è stato detto: "Dio dona lo Spirito senza misura. Il Padre ama i Figli; Egli ha posto tutto nelle loro mani" (Gv 3, 34-35).
L'acquisizione dello Spirito Santo
Acquisire lo Spirito di Dio è dunque il vero fine della nostra vita cristiana al punto che la preghiera, le veglie, il digiuno, l'elemosina e le altre azioni virtuose fatte in Nome di Cristo non sono che dei mezzi per tal fine.
- Che significa acquisirlo? Domandai a Padre Serafino. Non ne capisco bene il significato.
- Acquisire, ha lo stesso significato di ottenere. Sapete cosa vuol dire acquisire del denaro? Per quanto riguarda lo Spirito Santo è la stessa cosa. Il fine della vita delle persone comuni consiste nell'acquisire denaro, nel fare un guadagno. I nobili, inoltre, desiderano ottenere onori, titoli di distinzione e altre ricompense che lo Stato accorda loro per determinati servizi. L'acquisizione dello Spirito Santo è anche un capitale, ma un capitale eterno, dispensatore di grazie; è molto simile ai capitali temporali e si ottiene con gli stessi procedimenti. Nostro Signore Gesù Cristo, Dio-Uomo, paragona la nostra vita ad un mercato e la nostra attività sulla terra ad un commercio. Egli ci raccomanda: "Negoziate prima ch'io ritorni economizzando il tempo perché i giorni sono incerti" (Lc 19, 12-13; Ep 5,15-16), il che vuol dire: "Sbrigatevi ad ottenere dei beni celesti negoziando i prodotti terreni". Questi prodotti terreni non sono altro che le azioni virtuose fatte in Nome di Cristo le quali ci ottengono la Grazia dello Spirito Santo.
La parabola delle vergini
Nella parabola delle vergini sagge e delle vergini stolte (Mt. 25, 1-13) quando quest'ultime finiscono l'olio viene detto loro: "Andate a comperarlo al mercato". Tornando esse trovano la porta della camera nuziale chiusa e non possono entrare. Alcuni pensano che la mancanza d'olio delle vergini stolte simbolizzi l'insufficienza di azioni virtuose nel corso della loro vita. Tale interpretazione non è esatta. Quale mancanza d'azioni virtuose potevano avere, visto che vengono chiamate comunque vergini, anche se stolte? La verginità è una grande virtù, uno stato quasi angelico che può sostituire tutte le altre virtù. Io, miserabile, penso che mancasse loro proprio lo Spirito Santo di Dio. Praticando le virtù, queste vergini spiritualmente ignoranti, credevano che la vita cristiana consistesse in tali pratiche. Ci siamo comportate in maniera virtuosa, abbiamo fatto delle opere pie - pensavano loro - senza preoccuparsi se avessero ricevuto o no la Grazia dello Spirito Santo. Su questo genere di vita, basato unicamente sulla pratica delle virtù morali senza alcun esame minuzioso per sapere se esse ci rendono - e in quale quantità - la Grazia dello Spirito di Dio, è stato detto: "Alcune vie che paiono inizialmente buone conducono all'abisso infernale" (Pr 14,12)
Parlando di queste vergini, nelle sue Epistole ai Monaci Antonio il Grande dice:
"Parecchi tra i monaci e le vergini ignorano completamente la differenza che esiste tra le tre volontà che agiscono dentro l'uomo. La prima è la volontà di Dio, perfetta e salvatrice; la seconda è la nostra volontà umana, che per se stessa non e ne rovinosa né salvatrice; la terza - quella diabolica - è decisamente nefasta. E' questa terza nemica volontà che obbliga l'uomo a non praticare assolutamente la virtù o a praticarla per vanità o unicamente per il "bene" e non per Cristo. La nostra seconda volontà ci incita a soddisfare i nostri istinti malvagi o, come quella del nemico, c'insegna a fare il "bene" in nome del bene, senza preoccuparsi della grazia che possiamo acquisire. Quanto alla terza volontà, quella salvatrice di Dio, essa ci insegna a fare il bene unicamente per il fine di acquisire lo Spirito Santo, tesoro eterno ed inestimabile, che non può essere uguagliato con nulla al mondo".
E' proprio la Grazia dello Spirito Santo simbolizzata dall'olio che mancava alle vergini stolte. Esse sono chiamate "stolte" perché non si preoccupano del frutto indispensabile della virtù cioè la Grazia dello Spirito Santo senza la quale nessuno può essere salvato perché "ogni anima è vivificata dallo Spirito Santo per essere illuminata dal sacro mistero dell'Unità Trinitaria" (Prima Antifona al Vangelo del Mattutino). Lo stesso Spirito Santo viene ad abitare nelle nostre anime e questa presenza dell'Onnipotente in noi, questa coesistenza della sua Unità Trinitaria con il nostro spirito non ci è donata che a condizione di lavorare con tutti i mezzi a nostra disposizione per ottenere lo Spirito Santo il quale prepara in noi un luogo degno per quest'incontro, secondo l'immutabile parola di Dio: "Io verrò e abiterò in essi. Sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo" (Ap 3, 20; Gv 14, 23). E' questo l'olio che le vergini sagge avevano nelle loro lampade, olio in grado di bruciare per molto tempo diffondendo una luce forte e chiara per poter permettere l'attesa dello Sposo a mezzanotte ed entrare con lui nella camera nuziale dell'eterna gioia.
Quanto alle vergini stolte, vedendo che le loro lampade rischiavano di spegnersi, esse si recarono al mercato ma non poterono tornare prima della chiusura della porta. Il mercato è la nostra vita. La porta della camera nuziale, chiusa per impedire di raggiungere lo Sposo, è la nostra morte umana; le vergini, sia quelle sagge che quelle stolte, sono le anime dei cristiani. L'olio non simbolizza le nostre azioni, ma la Grazia attraverso la quale lo Spirito Santo riempie il nostro essere trasformandoci da corrotti ad incorrotti. Così la Grazia trasforma la morte fisica in vita spirituale, le tenebre in luce, la schiavitù verso le passioni alle quali è incatenato il nostro corpo in tempio di Dio, cioè in camera nuziale dove incontriamo Nostro Signore, Creatore e Salvatore, Sposo delle nostre anime. Grande è la compassione che Dio ha verso la nostra disgrazia. E la nostra disgrazia non è altro che la nostra negligenza verso la sua sollecitudine. Egli dice: "Io sono alla porta e busso..." (Ap 3, 20), intendendo per "porta" la nostra vita presente non ancora conclusa con la morte.
La preghiera
Oh! Quanto vorrei, amico di Dio, che in questa vita voi siate sempre con lo Spirito Santo. "Vi giudicherò nella situazione in cui vi troverete" dice il Signore (Mt 24, 42; Mc 13, 33-37; Lc 19, 12 e seguenti). E' una disgrazia veramente grande se egli ci trova appesantiti dalle preoccupazioni e dalle pene della terra perché Egli potrebbe adirarsi nel qual caso chi gli potrebbe resistere? E' per questo che è stato detto: "Vegliate e pregate per non essere indotti in tentazione" (Mt 26, 41), il che comporta non essere privati dallo Spirito di Dio visto che le veglie e la preghiera ci donano la Sua Grazia.
Sicuramente ogni buona azione fatta in Nome di Cristo dona la Grazia dello Spirito Santo, ma è soprattutto la preghiera che ottiene ciò al di sopra d'ogni altro mezzo, essendo essa sempre nelle nostre possibilità. Ad esempio, voi avete il desiderio di recarvi in chiesa, ma essa è troppo distante o la liturgia è finita; avete il desiderio di fare l'elemosina, ma non vedete alcun povero o non avete il denaro; volete rimanere vergini ma non avete sufficiente forza per esserlo a causa della vostra costituzione o a causa degli attacchi del nemico davanti ai quali non potete resistere per la debolezza della vostra carne; vorreste fare una buona azione nel Nome di Cristo ma non avete sufficiente forza per eseguirla oppure l'occasione non si presenta. Per quel che riguarda la preghiera nulla la impedisce: ognuno ha la possibilità di pregare, il ricco e il povero, l'uomo benestante e quello indigente, il forte e il debole, il sano e il malato, il virtuoso e il peccatore.
Possiamo constatare la potenza della preghiera se osserviamo che essa ottiene i suoi risultati pure se è fatta da un peccatore, basta che sia sincera, come nell'esempio seguente riportato dalla Santa Tradizione. Una prostituta toccata dalla disgrazia d'una madre che stava per perdere il suo unico figlio vedendone la disperazione osò gridare verso il Signore benché fosse ancora insozzata dal suo peccato: "Non per me, orribile peccatrice, ma per le lacrime di questa madre che piange il suo figlio credendo fermamente nella tua misericordia e nella tua Onnipotenza, risuscitaglielo, oh Signore!" E il Signore la esaudì (cfr. Lc 7, 11-15).
Questa, amico di Dio, è la potenza della preghiera. Al di sopra d'ogni altra cosa essa ci dona la grazia dello Spirito di Dio ed essa rientra sempre nelle nostre possibilità. Beati saremo noi se Dio ci troverà vigilanti nella pienezza dei doni del suo Santo Spirito. Potremo allora sperare d'essere rapiti al di sopra delle nuvole per incontrare Nostro Signore rivestito di potenza e di gloria il quale giudicherà i vivi e i morti dando a ciascuno il dovuto. [...]
Vedere Dio
- Padre, gli dissi, voi parlate sempre dell'acquisizione della Grazia dello Spirito Santo come il fine della vita cristiana. Ma come la posso riconoscere? Le buone azioni sono visibili. Ma lo Spirito Santo può essere visto? Come posso sapere se Egli è in me oppure no?
- Nell'epoca nella quale viviamo, rispose lo starez, si è giunti ad una tale tiepidezza nella fede, a una tale insensibilità nei riguardi della comunione con Dio che ci siamo praticamente distanziati quasi totalmente dalla vera vita cristiana. Oggi alcuni passi della Santa Scrittura ci paiono strani. Ad esempio quello in cui lo Spirito Santo, attraverso la bocca di Mosé, dice: "Adamo vedeva Dio mentre passeggiava nel paradiso" (Gn 3, 8), o quando leggiamo nelle lettere di San Paolo che l'Apostolo viene impedito dallo Spirito Santo a proclamare la parola in Asia e invece lo accompagna in Macedonia (At 16, 6-9). In molti altri passi della Sacra Scrittura si ritrovano simili temi sull'apparizione di Dio agli uomini. [...]
Devo ancora io, miserabile Serafino, spiegarvi, amico di Dio, in che consiste la differenza tra l'azione dello Spirito Santo mentre prende misteriosamente possesso dei cuori di coloro che credono in nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo e l'azione tenebrosa del peccato che viene come un ladro sotto l'istigazione del Demonio.
Lo Spirito Santo ci ricorda le parole di Cristo e lavora assieme a Lui, guidando i nostri passi solennemente e gioiosamente nella via della pace. L'agitazione prodotta dallo spirito diabolico che si oppone a Cristo ci incita, invece, alla rivolta e ci rende schiavi della lussuria, della vanità e dell'orgoglio.
"In verità, in verità vi dico, colui che crede in me non morirà mai" (Gv 6, 47). Colui che per la sua fede in Cristo e in possesso dello Spirito Santo, pure dopo aver commesso per debolezza umana qualsiasi peccato che causa la morte dell'anima, non morirà per sempre, ma sarà resuscitato per la Grazia di Nostro Signore Gesù Cristo il quale ha preso su di sé i peccati del mondo donando gratuitamente grazia su grazia.
E' proprio parlando di questa Grazia manifestata all'intero mondo e al nostro genere umano dall'Uomo-Dio che il Vangelo dice: "Di ogni essere egli era la vita e la vita era la luce degli uomini" aggiungendo: "la luce illumina le tenebre ma le tenebre non hanno voluto accoglierla" (Gv 1, 4-5). Questo significa che la Grazia dello Spirito Santo ricevuta con il battesimo nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, malgrado le cadute peccaminose, malgrado le tenebre che circondano la nostra anima continua a brillare nel nostro cuore della sua eterna luce divina per gli inestimabili meriti di Cristo. Di fronte ad un peccatore abituale, questa luce di Cristo dice al Padre: "Abbà, Padre, non si infiammi la tua collera contro questo indurimento". Ed in seguito, quando il peccatore si sarà pentito, essa cancellerà completamente le tracce dei crimini commessi, rivestendo l'antico peccatore d'un vestito incorruttibile intessuto con la grazia dello Spirito Santo della cui acquisizione sto continuamente parlando.
La grazia dello Spirito Santo è Luce
Egli fu trasfigurato davanti a loro e i suoi vestiti divennero bianchi come la neve... (Mt 17, 2)
Bisogna ancora che vi dica qualcosa in più affinché comprendiate meglio cosa si intende quando si parla di Grazia divina, come la si può riconoscere, com'è ch'essa si manifesta agli uomini che vengono da essa illuminati poiché la Grazia dello Spirito Santo è Luce.
Tutta la Sacra Scrittura ne parla. Davide, l'antenato dell'Uomo-Dio dice: "Un lampo sotto i miei piedi, la tua parola, una luce sulla mia strada" (Ps 118, 105). In altri termini, la Grazia dello Spirito Santo che la legge rivela sotto la forma dei comandamenti divini è il mio faro, la mia luce. E' questa la Grazia dello Spirito Santo "che con tanta pena mi sforzo di acquisire, cercando sette volte al giorno la Sua verità" (Ps 118, 164). Come potrò trovare in me, tra le numerose preoccupazioni della mia situazione, una sola scintilla di luce per schiarire il mio cammino ottenebrato dall'odio dei miei nemici?
Effettivamente il Signore ha mostrato spesso, davanti a numerosi testimoni, l'azione della Grazia dello Spirito Santo sugli uomini che aveva illuminato e istruito attraverso grandiosi avvenimenti. Ricordate Mosé dopo che si era incontrato con Dio sul Monte Sinai (Es 34, 30-35). Gli uomini non potevano guardarlo perché il suo volto brillava d'una luce straordinaria. Egli fu obbligato a mostrarsi al popolo con il viso coperto da un velo. Ricordate la trasfigurazione del Signore sul monte Tabor: "Egli fu trasfigurato davanti a loro; i suoi vestiti divennero bianchi come la neve.., i discepoli spaventati caddero con il viso a terra mentre Mosé ed Elia apparvero rivestiti della medesima luce. Allora una nube li ricoprì in modo ch'essi non divenissero ciechi". (Mt 17, 1-8 ; Mc 9, 2-8 ; Lc 9, 28-37). E' così la Grazia dello Spirito Santo appare come una luce ineffabile a coloro a cui Dio manifesta la sua azione.
- Allora, domandai a padre Serafino, come potrò riconoscere in me la grazia dello Spirito Santo?
- E' semplicissimo, mi rispose il santo. Dio dice: "Tutto è semplice per coloro che acquisiscono la saggezza" (Pr 14, 6). La nostra sfortuna sta nel fatto che noi non la ricerchiamo proprio, questa Saggezza divina la quale, non essendo di questo mondo, non è presuntuosa. Essa è piena d'amore per Dio e per il prossimo e spinge l'uomo alla propria salvezza. Parlando di questa saggezza il Signore dice:
"Dio vuole che tutti siano salvati e giungano alla Saggezza della verità" (1 Tm 2, 4). Ai suoi apostoli ai quali mancava questa Saggezza Egli disse: "Come siete privi di Saggezza! Non avete letto le Sacre Scritture? " (Lc 24, 25-27). Il Vangelo aggiunge "Aprì loro l'intelligenza affinché potessero comprendere le Scritture". Avendo acquisito questa Saggezza, gli Apostoli sapevano sempre se lo Spirito di Dio era con loro oppure no e, pieni di questo Spirito, affermavano che il loro operato era santo e gradito a Dio. E' per questo che potevano scrivere nelle loro epistole: "E' piaciuto allo Spirito Santo e a noi..." (At 15, 28). Essi inviavano i loro messaggi solo dopo che erano persuasi dalla sua presenza sensibile. Allora, amico di Dio, vedete com'è semplice?
- Tuttavia io non comprendo come posso essere assolutamente sicuro di trovarmi nello Spirito Santo. Come posso scoprire in me la sua manifestazione?
Il Padre Serafino mi disse:
- Vi ho già detto che è estremamente semplice e ve l'ho spiegato in dettaglio com'è che gli uomini si trovano nello Spirito Santo e come bisogna comprendere la sua manifestazione in noi... Che ci vuole ancora?
- Occorre, risposi io, che lo capisca veramente bene - Risposi.
Allora Padre Serafino mi prese le spalle e, stringendole molto forte, aggiunse:
- Siamo tutti e due, tu ed io, nella pienezza dello Spirito Santo. Perché non mi guardi?
- Non posso guardarvi, Padre. Dei fulmini lampeggiano dai vostri occhi. Il vostro viso è divenuto più luminoso del sole. Ho male agli occhi...
Il Padre Serafino disse:
- Non abbiate paura, amico di Dio. Siete diventato anche voi altrettanto luminoso perché anche voi ora siete nella pienezza dello Spirito Santo, altrimenti non avreste potuto vedermi così.
Inclinando la sua testa al mio orecchio aggiunse:
Ringraziate il Signore di averci donato questa grazia indicibile. Non ho nemmeno fatto il segno della croce. In cuore ho semplicemente pensato e pregato "Signore, rendilo degno di vedere chiaramente, con gli occhi della carne, la discesa dello Spirito Santo, come ai tuoi eletti servitori quando tu ti sei degnato di apparire loro nella magnificenza della tua gloria!" Ed immediatamente Dio ha esaudito l'umile preghiera del miserabile Serafino. Come non ringraziarlo per questo dono straordinario che ci ha accordato? Non sempre Dio manifesta in tal modo la sua grazia ai grandi eremiti. Come una madre amorevole, questa grazia ha consolato il vostro cuore desolato, con la preghiera della stessa Madre di Dio... Ma perché non osate guardarmi negli occhi? Osate farlo senza paura, Dio è con noi.
Dopo queste parole sollevai i miei occhi sul suo viso e una paura ancor più grande si impossessò di me. Immaginatevi di vedere al centro del sole, mentre l'astro risplende con i suoi raggi più luminosi del mezzogiorno, il viso d'un uomo che vi parla. Vedete il movimento delle sue labbra, l'espressione cangiante dei suoi occhi, sentite il suono della sua voce, avvertite la pressione delle sue mani sulle vostre spalle ma, allo stesso tempo, non scorgete né le sue mani, né il suo corpo, né il vostro. Non vedete altro che una luce splendente che si propaga tutt'intorno ad una distanza di parecchi metri. Così tale luce era in grado di schiarire la neve che ricopriva il prato e di riflettersi sul grande starez e su me stesso. Si potrebbe mai descrivere bene la situazione nella quale mi trovai allora?
- Cosa sentite ora? Domandò Padre Serafino.
- Mi sento straordinariamente bene.
- Come "bene"? Cosa volete dire per "bene"?
- La mia anima è piena d'un silenzio e d'una pace inesprimibili.
- Amico di Dio, questa è la pace di cui parla il Signore quando dice ai suoi discepoli: "Io vi dono la pace ma non come la lascia il mondo. Sono io che ve la dono. Se voi foste di questo mondo il mondo vi amerebbe. Ma io vi ho eletti e il mondo vi odia. Comunque non abbiate timore perché io ho vinto il mondo" (Gv 14, 27 ; 15, 19, 16, 33). E' proprio a questi uomini eletti da Dio ma odiati dal mondo che Dio dona la pace da voi sperimentata in questo momento. "Questa pace - dice l'Apostolo - sorpassa ogni comprensione" (Fil 4, 7). L'Apostolo la chiama così perché nessuna parola può esprimere il ben essere dello spirito ch'essa fa nascere nei cuori degli uomini quando il Signore la concede. Lui stesso la chiama "la mia pace" (Gv 14, 27). Essa è frutto della generosità di Cristo e non di questo mondo; nessuna felicità terrena la può dare. Inviata dall'alto, dallo stesso Dio, essa è la pace "di Dio"... Cosa sentite ancora?
- Una dolcezza straordinaria.
- E' la dolcezza di cui parlano le Scritture: "Essi berranno la bevanda della tua casa e tu li colmerai con il torrente della tua dolcezza" (Ps 35, 9). Tale dolcezza trabocca dai nostri cuori, scorre nelle nostre vene, procura una sensazione e una delizia inesprimibile... Cosa sentite ancora?
- Una straordinaria gioia in tutto il cuore.
- Quando lo Spirito Santo scende sull'uomo con la pienezza dei suoi doni, l'animo umano è riempito d'una gioia indescrivibile; lo Spirito Santo ricrea nella gioia tutto quanto sfiora. E' di questa gioia che il Signore parla nel Vangelo quando dice: "Una donna quando giunge la sua ora partorisce nel dolore; ma dopo che ha fatto nascere un bimbo non si ricorda più i suoi dolori, tant'è grande la sua gioia. Anche voi avrete da soffrire in questo mondo, ma quando vi visiterò i vostri cuori saranno nella gioia, una gioia che nessuno potrà rapirvi" (Gv 16, 21-22).
Per quanto grande e consolante sia la gioia che sperimentate in questo momento, essa non è nulla se paragonata a quella accennata dal Signore attraverso il suo Apostolo: "La gioia che Dio riserva a coloro che lo amano è al di là di ogni cosa che può essere vista, intesa e sentita dal cuore umano in questo mondo" (1 Cor 2, 9). Quanto ci viene concesso al momento presente non è altro che un acconto di questa gioia suprema. E se, in questo momento, sentiamo dolcezza, giubilo, ben essere, cosa diremo di quell'altra gioia che ci è riservata in cielo, dopo aver pianto su questa terra? Voi avete già abbastanza pianto nella vostra vita e vedete quale consolazione nella gioia via abbia donato il Signore. Ora tocca a noi, amico di Dio, lavorare con tutte le nostre forze per salire di gloria in gloria al fine di "costituire quest'Uomo perfetto, nella forza dell'età, che realizza la pienezza del Cristo" (Ef 4, 13). "Coloro che sperano nel Signore rinnovano le loro forze, hanno le ali delle aquile, corrono senza stancarsi e marciano senza fatica" (Is 40, 31). "Essi procederanno da altezza in altezza e Dio apparirà loro in Sion" (Ps 83, 8). E' allora che la nostra attuale gioia, piccola e breve, si manifesterà in tutta la sua pienezza e nessuno potrà rapircela, dato che saremo riempiti di voluttà celesti... Cosa sentite ancora, amico di Dio?
- Uno straordinario calore.
- Come un calore? Non siamo forse nella foresta in pieno inverno? La neve e sotto i nostri piedi, noi ne siamo coperti ed essa continua a cadere... Di quale caldo si tratta?
- D'un caldo simile a quello dei bagni a vapore.
- E l'odore è come è come quello del bagno?
- Oh no! Nulla sulla terra può essere simile a questo profumo. Quando mia madre viveva ancora amavo ballare e, andando a divertirmi, mi cospargevo del profumo ch'essa comperava nei migliori negozi di Kazan pagandolo molto caro. Il suo odore non era per niente simile a questo sublime aroma.
Il padre Serafino sorrise.
- Lo conosco, amico mio, lo conosco altrettanto bene come voi ed è per questo che ve l'ho chiesto. E' proprio vero. Nessun profumo sulla terra può essere comparato al buon odore che respiriamo in questo momento, il buon profumo dello Spirito Santo. Sulla terra cosa può assomigliargli? Avete appena detto di sentire caldo come in un bagno. Osservate! La neve che ci sta coprendo non si scioglie al pari di quella che sta sotto i nostri piedi. Il caldo non è dunque nell'aria ma dentro di noi. E' quel caldo che lo Spirito Santo ci fa chiedere nella preghiera:
"Che il tuo Santo Spirito ci riscaldi!" Con tale calore gli eremiti, uomini e donne, potevano permettersi di sfidare il freddo dell'inverno, circondati com'erano d'un manto di pelliccia, d'un vestito intessuto dallo Spirito Santo.
In realtà è così che la Grazia divina abita nel più profondo della nostra anima e nel nostro cuore. Il Signore ha detto "Il Regno dei Cieli è dentro di voi" (Lc 17, 21). Per "Regno dei Cieli" Egli intende la Grazia dello Spirito Santo. Questo Regno di Dio ora è in noi. Lo Spirito Santo ci illumina e ci riscalda. Egli riempie l'aria con diverse profumazioni, fa gioire i nostri sensi e abbevera i nostri cuori con una gioia indicibile. Il nostro attuale stato è simile a quello di cui parla l'Apostolo Paolo "Il Regno dei Cieli non è questione di cibo o di bevanda ma di giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo" (Rm 14, 17). La nostra fede non si appoggia su parole di saggezza terrena ma sulla manifestazione della potenza dello Spirito. Lo stato nel quale ci troviamo in questo momento è quello che il Signore aveva visto quando disse: "In verità vi dico, alcuni tra coloro che sono qui non moriranno prima d'aver visto il Regno di Dio venire con potenza" (Mc 9, 1).
Ecco, amico di Dio, quale gioia incomparabile il Signore si è degnato di accordarci. Ecco cosa vuol dire essere "nella pienezza dello Spirito Santo". E' questo che intendeva san Macario l'egiziano quando scriveva: "Io stesso fui nella pienezza dello Spirito Santo". Da umili che siamo il Signore ci ha riempiti con la pienezza del suo Spirito. Mi sembra che a partire da questo momento voi non avrete più bisogno d'interrogarmi sul modo in cui si manifesta nell'uomo la presenza della Grazia dello Spirito Santo.
Diffusione del messaggio
- Questa manifestazione resterà per sempre incisa nella vostra memoria?
- Non lo so, Padre, se Dio mi renderà degno di ricordare sempre questi fatti con la precisione di questo momento.
- Ma io, mi rispose lo starez, penso che Dio vi aiuterà a conservare queste cose per sempre. Altrimenti non sarebbe stato così velocemente toccato dall'umile preghiera del miserabile Serafino e non avrebbe esaudito così velocemente il suo desiderio. D'altra parte non è solamente a voi che è stato concesso vedere la manifestazione d'una tale grazia, ma attraverso voi, al mondo intero. Fatevi forza perché sarete utile ad altri.
martedì 3 agosto 2010
Ecco che vengo.
.Messaggio dalla figlia del sì a Gesù
Gesù
Solo Dio può ridarvi la salute avendo un anima pura, ma avete rigettato le mie leggi d’amore. Perché non potevate fare quello che vi tentava, avete detto che, nella religione, tutto era vietato perché, per la Chiesa, tutto era peccato. Figli miei, avete rigettato quello che vi proteggeva di Satana perché è lui che vi voleva in questa falsa libertà, per potere manipolarvi alla sua guisa.
Oggi, confondete il mio Nutrimento, sorgente di vita, con i vostri errori. La vita è sorgente di gioia, di felicità. Non è l’energia che dà alla vostra vita l’amore, sono io, l’Amore. La pratica di questi metodi, sotto tutte le loro forme, vi fu mostrata da figli pagani. E voi, avete creduto a questi errori che vi fanno credere che ciò vi rida della salute in uno Spirito sano. Rinnegate le mie leggi d’amore per darvi a queste pratiche ingannatori.
Figli miei, vi creai per l’amore, per vivere in me nella fiducia e nell’abbandono al mio Volere. Amori della mia Vita, realizzate che il vostro comportamento è in errore di fronte ai miei comandamenti. Vi diedi dei tavoli d’amore da Moise affinché siate nella mia verità. Non siete veri quando vivete in queste controverità.
Vedete tutte queste sette religiose, rinnegano quello che i miei apostoli scrissero nel Santo Spirito. Questi scritti sono verità. Continuo ad istruirvi da figli che sono sotto il moto del Santo Spirito rammentandovi i miei insegnamenti. Parecchi deformano i miei insegnamenti volendo dimostrarvi che loro sono nella verità, allorché li interpretano al loro modo.
Dio è la Verità. Se qualcuno parla nel mio nome e proclama di essere nella mia verità, allorché trascura una sola dei miei leggi, è un falso testimonio del mio Agire. Ecco il mio comandamento che congloba ogni verità: “Amerai il tuo Dio con tutto il tuo cuore, tutta la tua anima, tutte le tue forze e tutto il tuo Spirito.” Ed ecco il suo simile: “Amerete il vostro prossimo come io vi amo.”
Ogni figlio che si dice di essere nella verità e fa la sua propria volontà non può amarmi con tutto il suo essere. E se denigra uno solo fra i miei figli, non è nella mia legge d’amore; fa il contrario di quello che io gli insegnai nei miei santi scritti. Non può avere in sé la mia Volontà, perché io sono soltanto amore.
“Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa”, ecco la mia casa. Chi abita la mia Chiesa non può dire che io abbia due case. Sono il Fondatore della mia Chiesa che è io. Chi abita in me è membro della mia Chiesa. La Chiesa è la mia dimora. Sono il Maestro della mia dimora. Sono il solo che sia il Maestro di quello che il mio Padre mi diede.
Non sono io nella discordia, sono Amore. Non c’è divergenza in me, tutto in me è luce. Sono la Luce. Tutto è verità in me. Sono la Verità. Sono io, il Figlio del Padre che vi conduce al Padre. Sono il Cammino. Figli miei, si deve morire in me per avere la vita eterna. Nessuno può andare al Padre senza passare per me. Sono la Vita.
Figli miei, ogni sette religiosa che non è con me come io sono con il mio Padre non può essere vera. Vivo in lui. Egli vive in me. Viviamo nel Santo Spirito che è noi. Ogni figlio che parla e scrive in noi è nel moto del Santo Spirito. È nella verità. Nessuno, dico bene, nessuno altro di noi è la Verità. Si deve morire in me, Gesù, per vivere in me. Sono la Verità.
Che quello che crede riceva delle grazie d’amore dal mio amore. Che tutti quelli che non credono possano, un giorno, vedere la mia luce in loro. Dalle preghiere dei miei scelti che pronunciarono il loro sì all’Amore, verso in questi figli increduli delle grazie d’amore. Nella Divina Volontà, i miei scelti offrono i loro sacrifici per i loro fratelli e sorelle. Sono in ciascuno di voi. Vi amo, figli miei. Ecco che vengo. Amen.
Origine: Amore per tutti i miei, Gesù. Libro 2 Dalla Figlia del Sì a Gesù. Messaggio No. 176 (parte). Les Éditions FJ.
Gesù
Solo Dio può ridarvi la salute avendo un anima pura, ma avete rigettato le mie leggi d’amore. Perché non potevate fare quello che vi tentava, avete detto che, nella religione, tutto era vietato perché, per la Chiesa, tutto era peccato. Figli miei, avete rigettato quello che vi proteggeva di Satana perché è lui che vi voleva in questa falsa libertà, per potere manipolarvi alla sua guisa.
Oggi, confondete il mio Nutrimento, sorgente di vita, con i vostri errori. La vita è sorgente di gioia, di felicità. Non è l’energia che dà alla vostra vita l’amore, sono io, l’Amore. La pratica di questi metodi, sotto tutte le loro forme, vi fu mostrata da figli pagani. E voi, avete creduto a questi errori che vi fanno credere che ciò vi rida della salute in uno Spirito sano. Rinnegate le mie leggi d’amore per darvi a queste pratiche ingannatori.
Figli miei, vi creai per l’amore, per vivere in me nella fiducia e nell’abbandono al mio Volere. Amori della mia Vita, realizzate che il vostro comportamento è in errore di fronte ai miei comandamenti. Vi diedi dei tavoli d’amore da Moise affinché siate nella mia verità. Non siete veri quando vivete in queste controverità.
Vedete tutte queste sette religiose, rinnegano quello che i miei apostoli scrissero nel Santo Spirito. Questi scritti sono verità. Continuo ad istruirvi da figli che sono sotto il moto del Santo Spirito rammentandovi i miei insegnamenti. Parecchi deformano i miei insegnamenti volendo dimostrarvi che loro sono nella verità, allorché li interpretano al loro modo.
Dio è la Verità. Se qualcuno parla nel mio nome e proclama di essere nella mia verità, allorché trascura una sola dei miei leggi, è un falso testimonio del mio Agire. Ecco il mio comandamento che congloba ogni verità: “Amerai il tuo Dio con tutto il tuo cuore, tutta la tua anima, tutte le tue forze e tutto il tuo Spirito.” Ed ecco il suo simile: “Amerete il vostro prossimo come io vi amo.”
Ogni figlio che si dice di essere nella verità e fa la sua propria volontà non può amarmi con tutto il suo essere. E se denigra uno solo fra i miei figli, non è nella mia legge d’amore; fa il contrario di quello che io gli insegnai nei miei santi scritti. Non può avere in sé la mia Volontà, perché io sono soltanto amore.
“Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa”, ecco la mia casa. Chi abita la mia Chiesa non può dire che io abbia due case. Sono il Fondatore della mia Chiesa che è io. Chi abita in me è membro della mia Chiesa. La Chiesa è la mia dimora. Sono il Maestro della mia dimora. Sono il solo che sia il Maestro di quello che il mio Padre mi diede.
Non sono io nella discordia, sono Amore. Non c’è divergenza in me, tutto in me è luce. Sono la Luce. Tutto è verità in me. Sono la Verità. Sono io, il Figlio del Padre che vi conduce al Padre. Sono il Cammino. Figli miei, si deve morire in me per avere la vita eterna. Nessuno può andare al Padre senza passare per me. Sono la Vita.
Figli miei, ogni sette religiosa che non è con me come io sono con il mio Padre non può essere vera. Vivo in lui. Egli vive in me. Viviamo nel Santo Spirito che è noi. Ogni figlio che parla e scrive in noi è nel moto del Santo Spirito. È nella verità. Nessuno, dico bene, nessuno altro di noi è la Verità. Si deve morire in me, Gesù, per vivere in me. Sono la Verità.
Che quello che crede riceva delle grazie d’amore dal mio amore. Che tutti quelli che non credono possano, un giorno, vedere la mia luce in loro. Dalle preghiere dei miei scelti che pronunciarono il loro sì all’Amore, verso in questi figli increduli delle grazie d’amore. Nella Divina Volontà, i miei scelti offrono i loro sacrifici per i loro fratelli e sorelle. Sono in ciascuno di voi. Vi amo, figli miei. Ecco che vengo. Amen.
Origine: Amore per tutti i miei, Gesù. Libro 2 Dalla Figlia del Sì a Gesù. Messaggio No. 176 (parte). Les Éditions FJ.
domenica 1 agosto 2010
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ciao
per tutti coloro che mi vogliono bene un invito a riflettere
