per capirci

GIACOMO 1, 2-4

Fratelli, considerate come motivo di gaudio perfetto le diverse prove alle quali voi potete essere esposti, sapendo che la fede messa
alla prova produce la pazienza. E' necessario però che la pazienza compia perfettamente l'opera sua, affinché voi siate pure perfetti ed
integri, senza mancare in niente.(Giacomo 1; 2-4)

Emmanuel

mercoledì 14 settembre 2011

La grande Apostasia



chiesa


"Voi dunque, carissimi, conoscendo già queste cose, state in guardia per non venir meno nella vostra fermezza, portati via dall'errore degli empi." (2 Pietro 3:17)

Un segno della fine del mondo è l’apostasia. "Apostasia" è una parola greca che significaallontanamento. Trovate questa parola nel greco originale menzionata come segno della fine in II Tessalonicesi 2:3: "quel giorno (cioè, il giorno di Cristo, il giorno della seconda venuta di Cristo) non verrà se prima non sia venuta l’apostasia." L’apostolo dice che il ritorno di Cristo sarà preceduto da un’apostasia.

L’apostasia è qualcosa che ha luogo all’interno delle chiese. Le persone che una volta conoscevano e confessavano la verità si allontanano da essa, chi una volta era vicino a Cristo si allontana da Lui.

Gesù ha predetto quest’apostasia in Matteo 24 in risposta alla domanda dei Suoi discepoli:"Quale sarà il segno della tua venuta, e della fine del mondo?" Anche se non troviamo la parola "apostasia," questo è ciò di cui il Signore parlò ai versi 11-13:

"E molti falsi profeti sorgeranno e inganneranno molti. E siccome l’iniquità abbonderà, l’amore di molti si raffredderà. Ma colui che persevererà fino alla fine, quello sarà salvato."

Anche il verso 24 parla di questo:

"Perchè sorgeranno falsi cristi, e falsi profeti, e mostreranno grandi segni e prodigi, tanto che, se fosse possibile, ingannerebbero perfino gli eletti."

La causa dell’apostasia, secondo Gesù, saranno i falsi profeti. Molti falsi profeti inganneranno molte persone, in modo che esse si allontanano dalla verità. La serietà dell’essere ingannati e dall’allontanarsi è indicata dalle parole di Gesù: "Ma colui che persevererà fino alla fine … sarà salvato." L’implicazione è che coloro che sono ingannati non saranno salvati.

lupo

I falsi profeti, quindi, sono una minaccia per la chiesa, per noi e i nostri figli. Era il proposito di Gesù quello di avvertirci in anticipo a riguardo dei falsi profeti per metterci in guardia contro questi astuti, distruttivi emissari del diavolo. Per scuoterci e farci vigilare, Gesù ha pronunciato le stupefacenti parole del verso 24: "Se fosse possibile ingannerebbero perfino gli eletti." Quindi, la domanda è urgente: chi e cosa sono questi falsi profeti, e qual è la natura della loro opera?

Possiamo rispondere alla domanda: "Cos’è un falso profeta?" solo prima ponendoci e rispondendo ad un’altra domanda: "Cos’è un vero profeta?" Un profeta è un uomo mandato da Dio per pronunciare la Parola di Dio da parte di Dio. Due cose spiccano in un profeta: Dio lo manda, ed egli pronuncia la Parola di Dio. L’importanza dell’opera del profeta è che Dio la usa per salvare il Suo popolo. Perché il profeta porta la Parola di Dio, ed il contenuto di quella Parola è l’amore di Dio e la grazia nel Suo Figlio, Gesù Cristo, alla salvezza di chiunque crede. Attraverso quella Parola del profeta, Dio porta gli eletti alla fede in Gesù Cristo, per la quale fede sono salvati. Dio salva uomini per mezzo della verità! Dio salva uomini per mezzo della predicazione della verità! Romani 10:13-15 insegna questo: chiunque invoca Dio sarà salvato, ma nessuno invoca Dio a meno che creda in Dio, e nessuno può credere a meno che ha udito Dio, ma nessuno può udire senza un predicatore, o profeta.

Il Principale Profeta ed Insegnante è Gesù Cristo Stesso. Egli è il grande Servo di Dio mandato nel mondo per rivelarci pienamente il consiglio di Dio concernente la nostra redenzione. Egli è Colui che in ogni epoca rivela la verità nei cuori e menti del popolo di Dio. E’ Cristo Gesù che oggi dà alla chiesa pastori ed insegnanti (Efesini 4:11), ed è Lui che parla nella loro predicazione, così che gli eletti di Dio odono Gesù Cristo e sono istruiti da Gesù Cristo (Efesini 4:21).

In questa luce, possiamo comprendere cosa sono i falsi profeti. Essi sono predicatori ed insegnanti che dicono di essere mandati da Dio ma non lo sono. Essi sono falsi per quanto riguarda la loro origine e le loro credenziali. Esteriormente appaiono pii e religiosi. Per questa ragione Paolo in II Corinzi 11:13, 15 fa riferimento a loro come persone che "trasformano se stessi in apostoli di Cristo" e "ministri di luce" (v. 14). In Matteo 7:15 Gesù notò la loro ingannevole e falsa apparenza quando li chiamò lupi in vesti di pecoraIl fatto è che essi sono mandati dal diavolo, e, quindi, Paolo li chiama ministri di Satana in II Corinzi 11:15.

falsità

Questi profeti e predicatori sono falsi anche per quanto riguarda il loro messaggio, o parola.Essa non è la verità, ma la menzogna, anche se essi la annunciano come il vangelo. Essi reclamano di insegnare la verità. Essi vengono con le loro Bibbie in mano e citano testi da ogni parte. Ma essi corrompono ed adulterano la verità, e pervertono il vangelo.

Dunque, i falsi profeti ingannano molti. Molti sono ingannati dalla loro apparenza e dal loro messaggio. Il lupo è benvenuto nel gregge come una pecora, e lì egli divora prontamente le anime degli uomini.

La presenza di falsi profeti non è una cosa nuova alla fine delle epoche. I falsi profeti hanno piagato la chiesa durante tutto il periodo dell’Antico Testamento. Si pensi alla loro opposizione a Geremia. Essi furono in larga parte responsabili del declino spirituale di Giuda che risultò nella distruzione di Gerusalemme e nella cattività Babilonese. I falsi profeti sorsero all’interno della chiesa del Nuovo Testamento poco dopo i periodi apostolici e ingannarono molti. Infatti gli apostoli stessi dovettero opporre gli Gnostici, che negavano che Gesù Cristo era venuto nella carne, come mostra I Giovanni. Poi apparvero gli Ariani, che negavano che Gesù è Dio. Vi era anche il falso profeta Pelagio, che negava che l’uomo è per natura totalmente depravato e che insegnava che la salvezza dell’uomo dipende dall’uomo stesso. Vi è stata una continua successione di falsi profeti nel mondo, che hanno operato nella sfera della chiesa, dal tempo in cui il padre delle menzogne, quell’antico ingannatore, il diavolo, ha contraddetto la Parola di Dio nel Giardino di Eden. Ma essi aumentano man mano che la fine si avvicina.Alla fine, dice Cristo, i falsi profeti saranno una moltitudine, ed essi inganneranno molti. Culminando nel falso profeta dell’Anticristo, essi inganneranno il mondo intero, eccetto coloro i cui nomi sono scritti nel libro della vita dell’Agnello (Apocalisse 13).

L’attitudine di Gesù e di tutta la Scrittura nei confronti del falso profeta è abbastanza differente dalla tolleranza religiosa così caldamente lodata oggi nelle chiese. La Scrittura li chiama lupi, seduttori, uomini malvagi, anticristi, ed eretici.Questa deve essere l’attitudine di noi che siamo discepoli di Gesù, anche se ci guadagna il vituperio di essere chiamati, ingiustamente, fanatici e bigotti. Perché solo allora noi metteremo in guardia dai falsi profeti e solo allora li terremmo fuori dalla nostra congregazione e dalle nostre chiese. Tollerare il falso profeta è arrendersi a lui. Anche parlare, come si fa nel nostro periodo, di "liberali" e "conservatori" nella chiesa è una cosa non biblica e pericolosa. Essa presto conduce a supporre che i liberali e i conservatori sono egualmente Cristiani ed hanno egualmente un posto nella congregazione. La Bibbia non ne sa niente di "liberali" e "conservatori", la politica può darsi, ma non la Scrittura. La Scrittura conosce solo pastori fedeli che portano la parola di Dio e santi fedeli che ricevono e confessano la Parola, che appartengono alla chiesa, ed eretici che corrompono le Scritture e coloro che essi ingannano, che non hanno posto nella chiesa e devono essere tagliati fuori da essa.

Vi è un buon motivo per la condanna del falso profeta da parte di Gesù. Primo, il falso profeta nega la verità che glorifica Dio. Secondo, egli nega Gesù Cristo, che è la verità. E, terzo, il falso profeta conduce l’uomo via dalla salvezza alla dannazione.Niente meno che questa è la sua opera. Matteo 24 implica questo quando al verso 13 afferma che solo coloro che perseverano, solo coloro che non sono adescati dai falsi profeti, saranno salvati. Il falso profeta fa allontanare molti!

Siccome il significato di "apostasia" è che le persone che una volta professavano Cristo non lo fanno più, che molti che una volta manifestavano essere buoni membri della chiesa la abbandonano, e che molti che una volta confessavano la verità si allontanano da essa, sorge la domanda: possono sviarsi i credenti?

Questo è impossibile. Nessun santo, scelto da Dio dall’eternità, nato di nuovo dallo Spirito e che crede in Cristo con una vera fede, può essere ingannato, sviarsi e perire all’inferno. Le parole stesse di Cristo al verso 24, che sono un forte avvertimento per noi concernente i falsi profeti, provano che i santi non possono apostatare. Cristo dice: "se fosse possibile, essi ingannerebbero perfino gli eletti." La chiara implicazione è: non è possibile, e quindi non inganneranno gli eletti. Come Gesù ha insegnato in Giovanni 10, nessuno di quelli che il Padre ha dato Gesù come Sue pecore perirà. Questo è un necessario conforto per noi che crediamo, mentre vediamo il numero e le sottigliezze dei falsi profeti e ci aspettiamo un loro incremento nel futuro. Essi non ci inganneranno, né noi ci svieremo. Ma questo conforto non è una base per la trascuratezza. Dio preserva noi e i nostri figli nella via del darci questo avvertimento a riguardo dei falsi profeti e nella via del nostro prestare attenzione a questo avvertimento col rigettare i falsi profeti e i loro messaggi.
falsa chiesa

Se l’apostasia prima della fine non vuol dire apostasia dei santi, che vuol dire? In che modo l’apostasia accade, in realtà? Primo, il fatto che molti sono ingannati, e il loro sviarsi nella perdizione, accade in un periodo di tempo nel corso di varie generazioni. In un certo momento, una chiesa diviene sprezzante della verità o accetta la falsa dottrinaDa quel momento in poi, l’inganno aumenta e l’allontanamento dalla verità diviene sempre più grande. L’inevitabile risultato è che l’inganno diviene totale: la Parola di Dio sparisce del tutto, i nipoti e i pronipoti di coloro che in origine hanno la colpa di aver prestato ascolto a falsi profeti sono increduli e si perdono. Questo è uno dei modi in cui le parole di Gesù: "Molti saranno ingannati,"sono adempiute. Vi è inganno in scala gigantesca. Non sono ingannati degli individui qui e lì, ma intere denominazioni di chiese!

Un secondo modo in cui avviene l’apostasia è l’allontanamento da parte di individui che per un tempo, e magari anche un lungo tempo, sono stati membri della chiesa, hanno confessato la verità, hanno mostrato di  amare Gesù Cristo, e hanno mostrato se stessi come credenti.Sotto l’influenza di qualche strano vento di dottrina o il fascino delle ricchezze e dei piaceri del mondo, essi si sviano. Essi lasciano la chiesa, non amano più Cristo, negano e disprezzano la verità. Invariabilmente, essi portano le loro famiglie a distruzione con loro, non solo moglie e figli, ma anche i loro nipoti. Ora, essi non sono mai stati veri credenti. Essi erano la discendenza reproba che il diavolo costantemente semina nel campo di grano di Gesù. L’apostolo Giovanni aveva il suo occhio su loro quando scrisse inI Giovanni 2:19: "Essi sono usciti di mezzo a noi, ma essi non erano dei nostri, ma essi sono usciti così che potesse essere reso manifesto che non tutti erano dei nostri." Il problema con loro è che essi non si curano della verità. Spesso rimangono piuttosto ignoranti a riguardo d’essa. Soprattutto, essi non amano la veritàPer questo sono capaci di abbandonarla.

La mancanza di amore per la verità della Parola di Dio da parte dell’uomo è la ragione per cui Dio li punisce consegnandoli all’inganno, così che essi si sviino. Perché l’apostasia non è solo l’opera del diavolo. E’ anche un giudizio di Dio sugli uomini. Questo è l’insegnamento di Paolo in II Tessalonicesi 2:10-12. Dio manda a molte persone una forte delusione (spirito di inganno), così che esse credano la menzogna, in modo che siano tutti dannati coloro che non hanno creduto la verità, ma hanno preso piacere nell’ingiustizia. La ragione per questo terribile, ma giusto giudizio è: "perché essi non hanno ricevuto l’amore della verità, così che fossero salvati." Dio non può sopportare il disprezzo per la verità della Sua Parola.

E’ importante che i discepoli di Gesù, cioè la chiesa, conoscano che l’apostasia è un segno della fine del mondo. Perché noi non ci aspettiamo che la chiesa debba crescere tremendamente in numero e che quasi il mondo intero sarà convertito a Cristo. Questa non è Scrittura, non è Matteo 24. Non soltanto molti non si uniscono mai alla chiesa, ma vi sono molti che sono ingannati e il cui amore si raffredda. Non soltanto la chiesa non cresce numericamente, ma vi sono molti che si sviano. Noi predichiamo e insegniamo diligentemente, sia ai santi all’interno che ai non credenti al di fuori, e lasciamo il risultato nelle mani di Dio; ma alla luce delle Scritture, noi ci aspettiamo che la chiesa diventi sempre più piccola. Noi non disperiamo quando vediamo che l’apostasia ha luogo, anche se ci affliggiamo.

anticristo

In quanto segno della fine, l’apostasia ci parla della certezza e della vicinanza della fine del mondo. L’apostasia prepara la via per l’AnticristoL’Anticristo perseguiterà la chiesa. Poi, Cristo verrà sulle nuvole. E il tempo della grande apostasia è ora! E’ impossibile farsi sfuggire questo segno al giorno d’oggi. Un’enorme parte di quella che ha il nome di Chiesa Cristiana rimane schiavizzata alla menzogna della salvezza per opere dalla quale lo Spirito Santo ci ha liberati attraverso il suo vangelo della giustificazione per sola fede in Cristo solo. I culti crescono con tutta la sbalorditiva forza di un cancro, e la loro crescita proviene dal corpo delle chiese Cristiane, cioè mediante l’apostasia di molte di esse. E quale lamento sarà sufficiente per la pietosa condizione delle chiese odierne? Vi è un abbandono della verità dell’ispirazione infallibile della Sacra Scrittura, della verità della Deità di Gesù Cristo, della verità dell’espiazione nel sangue della croce, della verità della salvezza per sola grazia, e non per le opere del libero arbitrio dell’uomo. Con l’abbandono della verità, essi abbandonano anche la santità di vita, permettendo la violazione di tutti i comandamenti di Dio. E tutto questo deve passare come Cristianesimo. Fino a tal punto gli uomini sono ingannati.

Cristo ti dà occhi per vedere questo segno? Allora aspetta la venuta di Cristo, che è vicina. E sii sveglio spiritualmente, sobrio e vigilante. Questo era il proposito di Gesù quando disse ai Suoi discepoli della venuta di falsi profeti e dell’inganno di molti da parte loro. Questo è in risalto nelle parole del verso 13: "Ma chi avrà perseverato fino alla fine, quello sarà salvato." Da noi è richiesta perseveranza. I falsi profeti ci tentano. Fanno uno sforzo per ingannarci. Solo coloro che perseverano saranno salvati. Dobbiamo perseverare.

Come?

Conoscendo ed amando la verità! Conoscete ed amate il vangelo delle Scritture!Ogni settimana studiate la Bibbia con altri santi che amano la verità, e leggetela giornalmente da voi stessi.

Questa è la via dello Spirito per preservarvi fino alla fine, così che possiate essere salvati.

martedì 13 settembre 2011

I tormenti dell'inferno



Un giorno fu chiesto a due predicatori di esporre un sermone sul soggetto biblico dell'"inferno" in una chiesa che, a quel tempo, era senza pastore. Uno dei predicatori, sarebbe stato scelto come responsabile di quella comunità. Dopo aver ascoltato i loro sermoni, la chiesa fece la sua scelta. Il pastore che iniziò a prendersi cura di quella comunità, chiese ai credenti le ragioni che li avevano convinti a far cadere la scelta su di lui. Essi gli risposero: "Quando ascoltavamo l'altro fratello abbiamo avuto l'impressione che mentre predicava voleva mandarci all'inferno. Quando, invece, ascoltavamo il tuo sermone abbiamo avuto la convinzione che volevi liberarci dall'inferno!".

Quando oggi si menziona l'esistenza di un luogo di punizione, si è generalmente derisi. Alcuni ritengono che parlare dell'inferno sia un'idea antiquata e serva a tenere buoni i bambini capricciosi. Altri pensano che solo gli ingenui e gli ignoranti possano credere che un tale luogo esista davvero.
Non è difficile capire i motivi di quest'atteggiamento. L'uomo naturale non accetta la verità che un giorno dovrà dare conto della sua vita al Dio santo, perché ama il peccato e non vuole rinunciarvi. La mente carnale rigetta l'insegnamento sull'esistenza dell'inferno perché non vuole affrontarne la realtà. Gli uomini vivono la loro vita pensando che se ignorano la realtà dell'inferno, alla fine non ci sarà. In questi tempi, perfino le persone religiose mettono in discussione l'esistenza dell'inferno. Gli uomini possono dire quello che vogliono, le obiezioni mosse da menti vane non annullano la verità di quest'insegnamento biblico.
Nonostante la totale indifferenza nei confronti della dottrina dell'inferno, coloro che credono che la Bibbia è la Parola di Dio, non possono nascondere questa verità. Considerare i tormenti dell'inferno è una delle cose più importanti che si possono fare in questa vita.
inferno

"Se qualcuno pur udendo il suono del corno, non se ne cura, e la spada viene e lo porta via, il sangue di quel tale sarà sopra il suo capo" (Ezechiele 33:4).
Perché dobbiamo parlare dell'inferno? Perché dobbiamo spendere il nostro tempo a considerare quest'argomento? 
Vi sono alcune ragioni importanti che incoraggiano a fare ciò:
  • La dottrina dell'inferno è una verità biblica, quindi deve essere conosciuta e insegnata come le altre dottrine delle Sacre Scritture.
  • Se la dottrina dei tormenti dell'inferno è insegnata, le coscienze possono essere toccate e svegliarsi da una falsa sicurezza. Conoscere i tormenti dell'inferno potrebbe destare coloro che pensano di essere salvati perché conoscono i fatti narrati dal Vangelo, ma non hanno ancora fatto una reale esperienza di salvezza.Costoro si trovano sulla via che porta all'inferno, ma non lo sanno.
  • Parlare dell'esistenza dell'inferno potrebbe trattenere gli uomini dal commettere certi peccati. Sia il credente, sia il non credente possono essere persuasi a non peccare se sono avvertiti intorno alle conseguenze dei loro peccati.
Pare che oggi l'esistenza di un luogo di punizione sia ignorata dalla stragrande maggioranza delle persone. Perché gli uomini non conoscono i tormenti dell'inferno? Questa domanda è posta sia a coloro che appartengono ad una chiesa, sia a quelli che non sono credenti. La gente non crede all'esistenza dell'inferno. Perché? Rispondo a queste domande con un esempio. Sicuramente, non si ha paura di un leone che è dipinto in un quadro. Perché è solo un quadro. Sappiamo che non è reale. Ma se fossimo lasciati da soli in una giungla e ci trovassimo faccia a faccia con un leone vero che ci sta ruggendo ferocemente contro, resteremmo certamente terrorizzati dalla paura. La coscienza degli uomini è molto simile alla persona che vede il leone dipinto sul quadro. Si è ingannati, pensando che le verità della Bibbia non sono tutte reali. La Parola di Dio rivela chiaramente l'esistenza dell'inferno e dei suoi tormenti. Leggendo i Vangeli notiamo che il Signore Gesù parlò dell'inferno più di quanto hanno fatto altri nelle Sacre Scritture. Forse gli uomini non credono all'esistenza dell'inferno perché non hanno mai ascoltato questa verità biblica. Probabilmente nemmeno i credenti studiano ciò che la Bibbia insegna sull'inferno. Quello che ascoltiamo dalla Parola di Dio è ciò che crediamo, ma se non udiamo una verità come possiamo crederla? Solo lo Spirito di Dio può presentare i tormenti dell'inferno al nostro cuore in modo da farceli vedere reali e quindi veri. Per comprendere l'importanza della dottrina dell'inferno, basti pensare che nelle Sacre Scritture è stata usata da Dio per convertire i peccatori. 

I. La necessità dell'inferno

peccatori

La maggior parte delle persone ridicolizza l'esistenza dell'inferno, per diverse ragioni. In primo luogo, costoro desiderano perseguire le loro vie di peccato senza avere la coscienza agitata dalle conseguenze delle loro azioni. In secondo luogo, non vogliono che si dica loro che quello che fanno è sbagliato. Infine, non vogliono udire che il loro peccato un giorno sarà punito.
Posso sentire queste persone affermare: "Ma non è un'incoerenza parlare dei tormenti eterni dell'inferno e di un Dio misericordioso ed amoroso? Come potrebbe il Dio buono punire la gente mandandola per sempre all'inferno?".
Se non si conoscono il carattere di Dio e la natura del peccato si può essere facilmente sedotti da tali pensieri. 

Esaminiamo alcune ragioni sulla necessità dell'inferno.
  • La santità di Dio e la gravità del peccato
La difficoltà di comprendere la necessità dell'inferno, proviene dalla mancata conoscenza di come il peccato è terribile e come glorioso è Dio. Quando non vediamo nel più piccolo peccato il grande male che c'è, non comprendiamo neppure la santità di Dio, la Sua giustizia e la Sua collera. Se considerassimo che tutti i mali e le sofferenze del mondo sono conseguenza del peccato, cominceremmo a capire quello che il peccato è per Dio. Peccare significa rifiutare la volontà di Dio, prendersi gioco di Lui e offendere la Sua santità. Ogni volta che pecchiamo o accogliamo nel nostro cuore una concupiscenza, innalziamo noi stessi come se fossimo Dio. Il peccato rigetta il Creatore e innalza la creatura al Suo posto.
Se riuscissimo a percepire la santità di Dio e cosa significa essere puro, perfetto, giusto, e senza la presenza della più piccola imperfezione, avremmo una migliore comprensione delle ragioni che inducono Dio a odiare così tanto il peccato. La santità assoluta non può tollerare il minimo peccato: "Tu, hai gli occhi troppo puri per sopportare la vista del male, e non puoi tollerare lo spettacolo dell'iniquità" (Abacuc 1:13). Se potessimo comprendere pienamente la santità gloriosa e la purezza di Dio ed anche la natura abominevole del peccato, non avremmo alcuna esitazione ad accettare la necessità dell'inferno.
Purtroppo il cuore dell'uomo non comprende le verità divine perché è spiritualmente malato. Il cuore è cattivo, ingannevole! La corruzione che è nel cuore, inganna l'uomo sulle terribili conseguenze del suo peccato. "Il cuore è ingannevole più di ogni altra cosa, e insanabilmente maligno; chi potrà conoscerlo?" (Geremia 17:9).
  • La natura infinita di Dio
Per comprendere ciò che il peccato è realmente, dobbiamo vederlo attraverso gli occhi di Dio. Dio è un Essere infinito ed eterno. Ogni peccato è un atto commesso contro il Dio infinito e santo. Nel commettere il peccato, l'uomo detronizza Dio e innalza se stesso al di sopra di Lui. Quando si pecca, occorre chiedersi: "La volontà di chi è stata fatta, la propria o quella di Dio?". Peccando, si pone la propria volontà al di sopra e si calpesta quella di Dio. Un solo peccato commesso contro il Dio santo e infinito merita una punizione giusta e infinita. Ogni peccato, è un errore immenso che offende un Dio immenso.
  • La giustizia perfetta di Dio
Quando una persona pecca, se non si ravvede, attira su di sé il giusto giudizio di Dio. Il peccatore impenitente chiama Dio a reclamare il Suo carattere santo e la Sua giustizia e, quindi, a punirlo tanto quanto merita. Dio può e vuole rivendicare la Sua giustizia. InRomani 12:19 è scritto: "Cedete il posto all'ira di Dio, poiché sta scritto A me la vendetta; io darò la retribuzione, dice il Signore ".
Un noto predicatore ha scritto: "La gloria di Dio è la più grande virtù; è il principale scopo della creazione; è la necessità più grande di qualunque altra cosa. E questo è il modo con cui Dio glorificherà Se stesso: nel condannare eternamente gli uomini iniqui, Egli glorificherà la Sua giustizia. Riguardo a ciò, Dio apparirà come il giusto Giudice del mondo. Il giusto giudizio di Dio si manifesterà severo, preciso, terribile, e perciò glorioso".

II. La descrizione dell'inferno

fuoco

La Bibbia descrive l'inferno come una fornace di fuoco inestinguibile, un luogo di punizione eterna, dove gli empi saranno tormentati sia nei loro corpi, sia nelle loro menti in proporzione ai peccati che hanno commesso e alla luce spirituale che hanno ricevuto, ma hanno rigettato. L'inferno è descritto anche come un luogo in cui la misericordia e la bontà di Dio sono assenti, mentre la Sua ira e il Suo giudizio sono manifestati attraverso un fuoco terrificante. L'inferno è il posto dove gli uomini vivranno per sempre in uno stato di tormento senza poter soddisfare le loro concupiscenze e i loro desideri corrotti.

In Matteo 13:47-50, Gesù insegna una parabola che si riferisce al giudizio che Dio eseguirà alla fine dei tempi. Nei versi 49-50, il Signore descrive la condanna degli empi: "Così avverrà alla fine dell'età presente. Verranno gli angeli, e separeranno i malvagi dai giusti e li getteranno nella fornace ardente. Li sarà il pianto e lo stridor dei denti ".
Se consideriamo attentamente le parole di Gesù, notiamo che l'inferno è descritto come una "fornace ardente". La fornace del re Nabucodonosor fu arroventata sette volte più del solito ed è descritta come "una fornace ardente" (Daniele 3:23). Ma quanto più ardente sarà la fornace dell'inferno? Giovanni Battista descrivendo le pene dei reprobi, affermò: "(Dio) brucerà la pula con fuoco inestinguibile" (Matteo 3:12), e l'apostolo Giovanni in Apocalisse 19:20 descrive l'inferno come "uno stagno ardente di fuoco e di zolfo". Riusciamo a comprendere pienamente l'orrore con cui è descritto questo luogo? L'immagine presentataci dalle Sacre Scritture è di un corpo che brucia interamente sul fuoco senza però consumarsi. Ogni fibra di esso, pur avvertendo un tormento intenso, non muore mai (Marco 9:48). Per quanto tempo si potrà sopportare una tale punizione? Cristo dichiara che lì ci sarà "pianto e stridor di denti" (Matteo 8:12). I perduti piangeranno e strideranno i loro denti perché non sopporteranno una pena così grande e intensa. Le sofferenze saranno continue ed eterne perché non ci sarà mai alcun sollievo.

Un  pastore descrisse i tormenti dell'inferno in questo modo: "Alcuni di voi avete visto degli edifici completamente distrutti dalla potenza di un incendio. Ora domandiamoci come una persona potrebbe contrastare la forza di un fuoco così devastante. Spesso, abbiamo osservato un moscerino o qualche altro insetto cadere in mezzo al fuoco. Non c'è stata alcuna resistenza, nessun tentativo di combattere contro il fuoco, nessuna forza ha potuto opporsi alle fiamme, non è stato possibile volare via. Immediatamente il fuoco ha preso possesso dell'intero suo corpo e lo abbiamo visto in un attimo essere consumato dalla potenza delle fiamme".
Questa è solo una piccola immagine di ciò che subiranno gli empi all'inferno se non si volgono a Cristo mentre sono in vita sulla terra, pentendosi dei loro peccati e chidendoGli di essere salvati. Incoraggiamo noi stessi a vivere secondo la volontà di Dio e così essere liberati da un luogo tanto terribile.
L'inferno è descritto anche come un "luogo di oscurità o di tenebre". Nella parabola delle nozze, Gesù ci parla di una persona che fu gettata "nelle tenebre di fuori" perché non vestiva l'abito di nozze (Matteo 22:13). Nella sua lettera, Giuda si riferisce agli empi come a persone"a cui è riservata l'oscurità delle tenebre in eterno" (Giuda 13). L'oscurità mette una tale paura nel cuore da farlo tremare come una foglia. Gli uomini, perfino quelli che pensano di essere i più forti e coraggiosi, tremerebbero se sapessero di dover trascorrere l'eternità in un luogo di oscurità e di tenebre.
In Isaia 30:33, l'inferno è paragonato ad un luogo chiamato Tofet, una "valle dove si bruciavano le immondizie". Tofet era anche il luogo dove i Giudei idolatri sacrificavano i loro bambini al dio pagano Moloc gettandoli nel fuoco. Giorno e notte, grida e pianti sono stati uditi in quel luogo di atroci e cruenti sofferenze. Così sarà all'inferno: si udranno grida, pianti e lamenti nei secoli dei secoli.
Le persone irriverenti e gli schernitori mettono a tacere la loro coscienza quando ascoltano i pastori predicare sull'amore e la misericordia di Dio. Costoro pensano che alla fine il Signore non terrà conto dei loro peccati. Ma se non si ravvedono davvero, saranno delusi. Alla fine della loro vita si troveranno davanti ad un Supremo Giudice che non passerà sopra i loro peccati. Per loro Dio sarà un terribile fuoco che li consumerà per l'eternità. Ebrei 10:30, 31 avverte: "Noi conosciamo, infatti, colui che ha detto: A me appartiene la vendetta! Io darò la retribuzione! E ancora: "Il Signore giudicherà il suo popolo. È terribile cadere nelle mani del Dio vivente". È terribile, veramente terribile, cadere nelle mani del Dio vivente. Il peccatore impenitente non potrà evitare la condanna dell'inferno. Il giudizio di Dio sarà veritiero e la sua giusta collera si abbatterà su coloro che avranno rifiutato la salvezza. "Chi conosce la forza della tua ira?" (Salmo 90:11)
In Luca 16:19-26 Cristo parla di due uomini. Uno di loro era ricco, l'altro uomo povero: il suo nome era Lazzaro. Entrambi questi uomini morirono. L'uomo povero fu portato dagli angeli in cielo e l'uomo ricco andò all'inferno. L'uomo ricco andò all'inferno non perché era ricco, né il povero andò in cielo semplicemente perché era povero. Attraverso questo contrasto, Dio ci mostra che le nostre circostanze possono cambiare drasticamente quando passiamo dal tempo all'eternità.
Il luogo eterno della benedizione, così come quello della punizione, esistono, e sono veri, come insegna Gesù. L'eternità nell'uno o nell'altro luogo dipenderà dalla condizione del cuore degli uomini davanti a Dio mentre erano sulla terra.Lazzaro era un vero figlio di Dio, un vero credente. Il ricco non lo era affatto. Notiamo attentamente quello che le Sacre Scritture ci dicono del ricco e della sua condizione dopo la morte, affinché conosciamo le sofferenze dell'inferno. I versi 23 e 24 riportano le parole del ricco: "Sono tormentato in questa fiamma ". Cosa significa "essere tormentato"? Questo tormento si riferisce tanto al corpo, perché il ricco aveva chiesto a Padre Abramo un po' di refrigerio, quanto all'anima. Egli era consapevole del suo passato e quindi provava rammarico e rimorso per aver condotto una vita di peccato, inutile, e senza Dio. Ne è prova il fatto che avrebbe voluto che i suoi fratelli, ancora in vita sulla terra, fossero avvertiti dei suoi dolori ed aver così la possibilità di cambiare vita.

tormento

All'inferno, le coscienze degli uomini saranno agitate da tormenti atroci. La coscienza è il verme che non morrà mai come dichiarano le Sacre Scritture (Marco 9:48; Isaia 66:24). Al ricco fu detto: "Figlio, ricordati che tu nella tua vita". Gli uomini saranno tormentati da pene atroci, ma saranno tormentati anche dal rimorso dei loro ricordi. Ricorderanno che sulla terra udirono parlare dell'inferno e del cielo, ma non tennero in alcun conto queste verità, anzi le derisero. Ricorderanno che furono avvertiti delle conseguenze dei loro peccati e invitati a pentirsi.
Ricorderanno che fu loro offerto il Cristo crocifisso per la salvezza della loro vita, ricorderanno che furono invitati a cercare le benedizioni del cielo e a sottomettersi alla volontà di Dio. Ricorderanno i ripetuti e dolci inviti che Dio rivolse loro in terra perché riflettessero sulla loro condizione, ma ricorderanno anche i loro sfrontati rifiuti, il loro cuore duro e insensibile alla voce divina. Saranno tormentati perché vedranno quale infinita distanza li separa eternamente dalla gloria del cielo. Come il ricco, saranno consapevoli che per tutta l'eternità saranno dannati. Saranno tormentati perché nessuno dei loro desideri sarà soddisfatto. Il ricco non poté ricevere una sola goccia d'acqua per rinfrescare la sua lingua. Saranno tormentati dalla consapevolezza che non potranno mai fuggire dall'inferno. Al ricco fu detto:"Quelli che vorrebbero passar di qui a voi non possono, né di là si passi da noi". Saranno tormentati dalle grida e dalle maledizioni degli altri condannati che sono insieme a loro.
Un predicatore affermò queste parole a proposito delle pene eterne dei reprobi: "Gli uomini saranno incapaci di trovare un solo angolo segreto dove trovare calma, dove avere una piccola tregua, una piccola diminuzione dei loro tormenti. Non troveranno mai un corso d'acqua che possa dissetarli o una fontana che possa rinfrescarli. In nessuna parte di quel luogo di tormenti ci sarà una sola goccia d'acqua per rinfrescare le loro lingue. Non troveranno alcuna compagnia per ricevere un minimo conforto, nessuno farà loro del bene. Non troveranno un piccolo spazio dove poter rimanere e riposare per un solo istante, andranno per l'inferno senza posa, senza prendere fiato, senza via d'uscita, senza speranza. Saranno solo tormentati con fuoco e zolfo, nelle tenebre e nell'oscurità; non avranno né giorno per sperare, né notte per riposare. Resteranno nei tormenti per sempre".

III. L'eternità dell'inferno

bruciare

Il più terrificante aspetto di tutti i tormenti dell'inferno, è la sua durata. L'inferno è eterno. L'inferno durerà per sempre! Riusciamo a comprendere cosa sia l'eternità? Nessuna equazione o formula matematica può spiegare l'eternità. La mente umana non può concepire l'eternità, ma nulla è più vero che quest'insegnamento biblico. La realtà di un luogo di punizione eterna dovrebbe spingere gli uomini subito a pentirsi e ravvedersi. Non sorprende che in tutte le epoche, gli scettici hanno respinto l'eternità dell'inferno e hanno cercato di sostituire questa dottrina biblica con l'annichilamento (distruzione) dell'anima dell'uomo dopo la morte.
Consideriamo ora cosa insegnano le Sacre Scritture sulla natura eterna dell'inferno. Cercheremo di comprendere meglio l'eternità e spiegheremo perché l'inferno deve essere eterno: "E il diavolo che le aveva sedotte fu gettato nello stagno di fuoco e di zolfo, dove sono anche la bestia ed il falso profeta; e saranno tormentati giorno e notte, nei secoli dei secoli" (Apocalisse 20:10).
Questo verso rivela chiaramente la durata dell'inferno. Esso sarà eterno, durerà nei secoli dei secoli. Una tale verità poteva essere espressa solo con parole così forti. Lo Spirito di Dio ha voluto comunicare la natura eterna dell'inferno agli uomini, impiegando parole chiare e inequivocabili: "nei secoli dei secoli". Le Sacre Scritture usano le stesse parole per descrivere l'esistenza eterna di Dio: "A colui che siede sul trono, e che vive nei secoli dei secoli" (Apocalisse 4:9). Qualcuno dubita che Dio vivrà per tutta l'eternità? Assolutamente no! Come è possibile allora pensare che l'inferno non sia un luogo eterno di tormenti se sono usate le stesse parole per l'eternità di Dio e per quella dell'inferno?
Forse non riusciamo a comprendere pienamente i tormenti eterni dell'inferno. Tuttavia per aiutare la nostra mente, immaginiamo una persona che accidentalmente prende un carbone ardente fra le sue mani. Appena la sua pelle comincerà a bruciare per l'ustione, avvertirà un intenso dolore e subito si libererà di quel piccolo fuoco. Immaginiamo ora una persona che è gettata in una fornace ardente. Immaginiamo che il suo corpo deve rimanere in mezzo al fuoco solo quindici minuti; che orribile dolore si avverte all'interno di una tale fornace! E quanto lunghi sembreranno quei minuti! Dopo aver sopportato per un solo minuto un tale tormento, che terribile agonia pensare che dovrà restare altri quattordici minuti nel fuoco! Ma cosa proverebbe questa persona nella sua anima, se sapesse che deve restare in quel tormento per ventiquattro ore, per un anno intero, per mille anni, "nei secoli dei secoli"! Ahimè, quale disperazione proverà il suo cuore, al pensiero che dovrà rimanere nei tormenti nei secoli dei secoli! Che la sua sofferenza non cesserà mai! Che dopo milioni di milioni di anni, il suo tormento non sarà che all'inizio, e che egli non sarà mai, e poi mai, liberato dall'inferno! Voglio tuttavia dirvi, che il tormento di una persona all'inferno sarà molto più grande dell'illustrazione che è stata appena fatta.
Gesù afferma che nel grande giorno del giudizio, avverrà la separazione degli empi dai giusti:"Questi se ne andranno a punizione eterna; ma i giusti a vita eterna" (Matteo 25:46). Qualcuno osa negare che il cielo esisterà eternamente? Le vite dei benedetti in cielo dovranno un giorno finire? Assolutamente no! La stessa parola greca è usata in Matteo 25:46 sia per la vita "eterna" dei giusti, sia per la punizione "eterna" dei malvagi. Ogni giorno che i peccatori continuano a vivere, ogni attimo di respiro qui sulla terra senza pentirsi, senza Cristo, senza salvezza, aggiungono altri tormenti. Romani 2:5 dichiara: "Tu, invece, con la tua ostinazione e con l'impenitenza del tuo cuore, ti accumuli un tesoro d'ira per il giorno dell'ira e della rivelazione del giusto giudizio di Dio". Tutti i giorni della sua vita terrena, l'empio continuando a peccare aumenta l'ira futura e il tormento che subirà all'inferno. La loro punizione cresce quotidianamente. All'inferno, gli uomini desidereranno non essere mai nati.
Un pastore mentre predicava su questo soggetto affermò: "Nell'inferno non ci sarà nessuna speranza. Non ci sarà la speranza di morire, la speranza di essere distrutto. Le grida dei reprobi saranno: "Sono per sempre - per sempre - per sempre perduto"! Su ogni catena dell'inferno, ci sarà scritto: "Per sempre". In ogni fiamma di fuoco, si udranno, insieme a gemiti e lamenti, queste parole: "Per sempre". Su i loro capi, i condannati leggeranno: "Per sempre". I loro occhi saranno terrorizzati e i loro cuori spaventati al pensiero che questo sarà "per sempre". Oh, se dicessi che un giorno l'inferno sarà distrutto e quelli che sono lì perduti saranno salvati, in questo momento ci sarebbe una grande festa all'inferno a motivo delle mie parole. Ma ciò non è la verità. L'inferno è per sempre.
In quel luogo di tormenti gli uomini malediranno Dio, loro stessi e quelli che sono nelle loro stesse sofferenze. Con un linguaggio blasfemo accuseranno, offenderanno e condanneranno Dio. Nemmeno all'inferno si pentiranno perché il carattere dei peccatori non cambia. Resteranno peccatori anche lì. Essi peccheranno per l'eternità, perciò Dio li punirà eternamente!

Conclusione

speranza

Le Sacre Scritture avvertono continuamente intorno ai pericoli dell'inferno: "I peccatori sono presi da spavento...un tremito si è impadronito degli empi. Chi di noi potrà resistere al fuoco divorante?" (Isaia 33:14)"Chi può resistere davanti alla sua indignazione? Chi può sopportare l'ardore della sua ira? Il suo furore si spande come fuoco" (Naaum 1:6). Chi è tanto arrogante da pensare di poter sopportare l'ira che Dio manifesterà nel giorno del suo giusto giudizio? Pensi forse che i tormenti dell'inferno non siano così terribili? C'è forse qualcuno che sarà capace di sopportarli? I tormenti dell'inferno fanno tremare dalla paura perfino i demoni.
Non bisogna cadere in una falsa sicurezza pensando semplicemente che perché si va in chiesa o si crede nell'esistenza di Dio, si eviterà la condanna dell'inferno. Non è sufficiente aderire intellettualmente alle verità della Bibbia. Un'esteriore e formale religiosità non salverà il peccatore separato da Dio. Professarsi cristiano, senza possedere Cristo nel cuore, senza avere sperimentato il perdono dei peccati attraverso il Suo sangue prezioso, senza amarlo, servirlo significa che non si è salvati. Vivere come se Dio non esistesse, senza leggere la Bibbia, senza pregare, senza parlare con Lui, significa non conoscere Dio. Condurre una vita nel peccato e disubbidire alla Sua Parola , significa non essere stati rigenerati. Se pensi che il Regno di Dio consista in una professione verbale di Cristo o in un'adesione intellettuale alla fede, ma vivi ancora nel peccato e non sei interessato ad una vita santa, sappi che stai camminando nella "via larga e spaziosa, che porta all'inferno". Non essere ingannato dai tuoi pensieri! La salvezza in Cristo non consiste in parole, o asserzioni religiose, o fede intellettuale, ma nell'aver sperimentato un cuore nuovo ed una vita nuova. Chi è veramente salvato non vive più nel peccato, ma per la gloria di Dio. Se il tuo cuore e la tua vita non sono stati cambiati da Dio, sei ancora schiavo del peccato. Se vivi disubbidendo alla Parola di Dio e resti indifferente agli inviti preziosi di Dio a ravvederti, non hai diritto di pretendere che un giorno andrai in cielo: sei sulla via che ti porta all'inferno!

Rivolgiti a Cristo Gesù e pentiti veramente di tutti i tuoi peccati, Egli è morto sulla croce per la salvezza dei peccatori. Arrenditi a Lui poiché Egli è l'unico che può salvarti. Ascolta le parole di Cristo: "Se il tuo occhio ti fa cadere in peccato, cavalo e gettalo via da te; meglio è per te entrare nella vita con un occhio solo, che avere due occhi, ed essere gettato nella geenna del fuoco" (Matteo 18:9). Queste parole di Gesù significano che dobbiamo immediatamente eliminare tutto ciò che ci induce a peccare, anche a costo di rinunciare a qualcosa. Spesso ciò non è indolore, ma vale la pena farlo per non perdere la vita eterna. Il taglio di una mano, la perdita di un occhio, rappresentano la rinuncia a peccare per avere vera comunione con Dio. Ricorda che la condizione richiesta di abbandonare il peccato per amare Cristo non è nulla se si confronta alla sorte di coloro che rifiutando la grazia di Dio saranno condannati all'inferno.
Sono convinta che chi non è salvato, dovrebbe conoscere quali tormenti ci sono all'inferno, perché possa cominciare a cercare Dio con tutto il suo cuore ed implorare davvero la misericordia di Cristo sulla sua vita. Gli uomini stanno in piedi sull'orlo dell'inferno, pronti a cadervi precipitosamente dentro, e sono del tutto ignari del pericolo che corrono.
La vita di ogni persona è tenuta da un filo sottilissimo che può spezzarsi improvvisamente.Con il sopraggiungere della morte, si aprono, senza alcun'altra possibilità, le porte dell'eternità per il cielo o per l'inferno. Se ascoltare che esiste un luogo di punizione incoraggerà gli uomini a considerare la necessità di Dio, allora occorre far conoscere questa verità biblica. È meglio conoscere ora i terribili tormenti dell'inferno ed esserne per grazia di Dio liberati, che vivere ignorandoli e poi doverli subire per sempre perché si è morti senza la salvezza in Cristo.

Non dico che devi avere più paura dell'inferno che del peccato. Il peccato è il vero nemico. Il peccato è peggiore dell'inferno perché è a causa del peccato che esiste l'inferno.Vorresti andare all'inferno per l'eternità per aver goduto per breve tempo il falso, futile e ingannevole piacere del peccato qui sulla terra? Fuggi dal peccatoSmetti di vivere per te stesso e prendi piacere nel vivere per Cristo. Gesù ti dà molto più del peccato! La Sua gioia è duratura, la Sua pace è vera, il Suo amore è sincero, la Sua fedeltà è grande. Nessuno che ha conosciuto Cristo e lo ama sinceramente si è mai pentito di essere un vero cristiano.
Non aspettare la morte per conoscere Gesù, perché è troppo tardi. Tutte le opportunità di pentirti ed essere salvato finiscono con la morte. Oggi è il giorno della salvezza, domani non sappiamo se saremo ancora in vita. Ricorda le parole di Gesù: "Chi vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi avrà perduto la sua vita per amor mio, la troverà" (Matteo 16:25).

Un cristiano che ha un santo timore di Dio nel suo cuore ha anche rispetto per la Sua Parola.Colui che veramente ama Dio non avrà paura dell'inferno.
Considerare che l'inferno esiste, dovrebbe far crescere la tua fedeltà e gioia in Cristo, perché sei stato liberato dai tormenti dell'inferno. Quale grazia sapere di essere stati liberati dalle sofferenze eterne dell'inferno. Meditare su questo insegnamento, aumenterà il nostro amore per Cristo che ha subito l'ira di Dio sulla croce per noi. La dottrina dell'inferno dovrebbe suscitare in te un santo timore e aiutarti a non peccare o offendere Dio. Dovrebbe infondere in te un giusto timore anche per i "piccoli" peccati, e incoraggiarti a confessarli ed abbandonarli subito.L'insegnamento biblico dell'inferno ci dovrebbe trattenere dal peccare.
La certezza dell'inferno dovrebbe aiutare il cristiano ad essere paziente quando è afflitto da prove. Qualunque afflizione, per quanto grande possa essere, sarà sempre meno dei tormenti dell'inferno da cui Dio ti ha liberato. Anche se avrai delle sofferenze sulla terra, ricorda che saranno momentanee. Rallegrati di essere stato liberato da quelle eterne!

Questa certezza ti incoraggerà a parlare ad altri della salvezza di Cristo. Le sofferenze eterne dell'inferno dovrebbero farci più zelanti ed ansiosi nel testimoniare alla gente che solo Gesù può liberarli. Esiteremo a dichiarare questa solenne verità? Il pensiero dell'inferno ci dispiace? Ricorda che Dio sarà glorificato anche dalla condanna degli empi.
Nella salvezza dei santi in Cristo l'amore di Dio sarà esaltato, mentre nella condanna dei reprobi la sua giustizia e santità saranno esaltate. Nel frattempo è nostra responsabilità pregare e lavorare per la salvezza dei peccatori. Poiché conosciamo i tormenti eterni dell'inferno, non teniamo nascosta la via della salvezza in Cristo al mondo perduto!

sabato 3 settembre 2011

Un fondamento stabile


sabbia e roccia

"Perché mi chiamate Signore, Signore, e non fate quel che dico? Chiunque viene a me ed ascolta le mie parole e le mette in pratica, io vi mostrerò a chi somiglia. Somiglia ad un uomo il quale, edificando una casa, ha scavato e scavato profondo, ed ha posto il fondamento sulla roccia; e venuta una piena, la fiumana ha investito quella casa e non ha potuto scrollarla perché era stata edificata bene. Ma chi ha udito e non ha messo in pratica, somiglia ad un uomo che ha edificato una casa sulla terra, senza fondamento; la fiumana l'ha investita, e subito è crollata; e la ruina di quella casa è stata grande." (Luca 6:46-49)

Ogni persona indubbiamente desidera una vita serena e tranquilla, ma poiché tutti siamo ormai consapevoli che le vicende della vita ci possano privare facilmente di questa serenità, ci si adopera allora per acquisire, non si sa bene come, le energie necessarie per reagire positivamente alle difficoltà. Si lavora sulla propria personalità per sviluppare un carattere più deciso, s’indaga sulle proprie debolezze per accrescere l’autocontrollo e affrontare così la vita non più come dei perdenti, ma come vincitori. Abbondano le soluzioni umane, religioni, psicoanalisi, tecniche di rilassamento, magia bianca e nera, e altro ancora, ma una vita spirituale sicura, prospera, che non cede di fronte agl’inevitabili rovesci della vita e ci rende vincitori nei confronti delle ansie delle paure, non è frutto del caso e neppure dei semplici sforzi dell’uomo. La soluzione? Ancora una volta è la Parola di Dio che ci viene in aiuto, non con una soluzione alternativa, ma con l’unica soluzione valida, una fedefondata sulla “Roccia”, Gesù Cristo il Signore. 

Due condizioni

  • Gesù richiama i presenti alle proprie responsabilità
Alla fine del suo discorso Gesù si appella alla coscienza dei presenti, compresi i discepoli, per richiamarli alle proprie responsabilità, le parole pronunciate sono belle, più che validi i concetti espressi, molti riconoscono in lui un’autorità particolare per il modo con cui li ammaestra, ma Gesù dichiara fermamente che se questi insegnamenti non sono messi in pratica a nulla servono, se accolti solo intellettualmente senza tradursi in azione non produrranno nessun beneficio e nessun frutto positivo nella vita dell’ascoltatore.

  • Due uomini, due terreni, due modi di edificare, due risultati diversi

Gesù in questa parabola vuole mettere a confronto due modi differenti di accostarsi a Lui e di vivere la fede, ci presenta due persone l'uno accorto l’altro disavveduto, ambedue decidono di costruire una casa, uno sceglie un terreno solido dove porre le fondamenta, l’altro disavveduto, si accontenta di costruire senza spendere troppo tempo in ciò che non si vede “le fondamenta”, l’unico elemento comune è la tempesta, l’inondazione, di fronte alle quali una casa regge l’altra inevitabilmente a causa della sua instabilità crolla ed è la rovina completa.

  • Due tipi di fede, due tipi di credenti

Così anche nell’ambito della fede vi sono due categorie di persone, coloro che si avvicinano alla religione, simpatizzano per Cristo, condividono intellettualmente, ma non realizzano mai un vero ravvedimento, vi sono invece persone che colpite dalla forza della Parola di Dio si pentono dei loro peccati, si ravvedono, diventano delle nuove creature riconoscendo in Gesù Cristo l’unico Signore e Salvatore, entrano a fare parte della schiera dei salvati per grazia.
Per i primi tutta la loro religiosità risulterà un vano aiuto nel momento della prova, e quando saranno aperti i libri davanti al “trono bianco”, con grand’amarezza scopriranno che i loro nomi non si trovano scritti, perché in realtà non hanno mai riconosciuto veramente in Gesù Cristo l’unico Salvatore, ma hanno continuato a confidare nelle loro opere, nella loro apparente giustizia.
Per la seconda categoria non vi sarà prova troppo grande e difficile da sopportare,perché nulla li potrà separare dall’amore di Gesù, e poiché in Lui hanno ricevuto il perdono e la grazia, su di loro non vi è più alcun giudizio, sono passati dalla morte alla vita.
Purtroppo anche fra i credenti si crea una divisione. Vi sono coloro che edificano saggiamente e pongono delle basi solide per la loro vita spirituale, vivono la loro fede con la dignità dei figlioli di Dio, cercando di crescere e maturare nella fede,avvalendosi degli strumenti di grazia che il Signore mette loro a disposizione, poiché noi non siamo di quelli che dicono: “Aiutati che il cielo ti aiuta”, ma crediamo che: “ il nostro aiuto viene dal Signore che ha fatto il cielo e la terra”, un aiuto che va’ richiesto per mezzo della preghiera, va' realizzato per mezzo dello Spirito Santo, va' vissuto per esperienza nell’ubbidienza alla Parola di Dio. Vi sono invece credenti che restano fermi al punto di partenza, non curandosi del loro progresso spirituale, per nulla preoccupati di dove stanno andando e di ciò che stanno facendo e se veramente camminano nella volontà di Dio, ma ricordiamoci che benché il Signore ci abbia salvati per mezzo del Suo sacrificio, e nulla possiamo aggiungere a tale fondamento, resta sempre da parte nostra la responsabilità di vegliare e crescere nella grazia e nella conoscenza, l’Apostolo Paolo scrive a Timoteo suo giovane collaboratore: “Io so in chi ho creduto …” (2 Timoteo 1:12), ma afferma anche: “Custodisci il buon deposito ...” 2 (Timoteo 1:14).
Partiamo dall’esempio negativo, per giungere poi a conoscere quali sono i presupposti corretti per vivere una vita spirituale esuberante piena di frutti di giustizia alla gloria di Dio, sia nei giorni di sole sia nel mezzo delle inevitabili tempeste.

Una casa instabile - Le cause:


  • Un costruttore disavveduto
Sono tante le persone che si adoperano con estrema diligenza per assicurarsi un futuro tranquillo, accantonano qualche risparmio per i tempi difficili o per gli imprevisti, cercano di pianificare la propria vita per essere più sereni, nelle decisioni difficili valutano con molta attenzione i pro e i contro, sono definiti “avveduti”, ciò non è sbagliato, se non diventa un’ossessione, ma domandiamoci piuttosto quanti sono così avveduti nelle cose spirituali, quanti si preoccupano di farsi un tesoro lassù nel cielo, quanti si curano delle cose che non si vedono (quelle spirituali), ma che sono quelle eterne, quanti si curano di rendere la propria vita spirituale più sicura per affrontare i momenti difficili, le prove, le tentazioni, e se pensiamo di esserne esenti forse dobbiamo rivedere il nostro modo di credere! Quanti sono disposti a “perdere” del tempo per scavare delle solide fondamenta, quanti piuttosto preferiscono al contrario costruire in fretta per mostrare al mondo un bell’edificio? Nella fretta non valutano attentamente i rischi, non prevedono, si accontentano di fare, ma non di essere, si corre il rischio dell’irruente Pietro: “Simone, Satana ha chiesto di vagliarvi … Signore con te andrò fin’anche alla morte”, pochi giorni dopo miseramente tradì il Signor Gesù.

  • Un terreno instabile

Superficialità.Tanti hanno una visione unilaterale della fede, accettare la parte che non crea problemi, riconoscere Cristo crocefisso, ma rifiutare di prendere la propria croce. Credenti convinti che vivere una vita esuberante sia fare, fare e poi ancora fare, credenti che non trovano il tempo per fermarsi ai piedi del Signore semplicemente per adorare, che non amano lasciarsi investigare dallo Spirito Santo, perché ciò richiede tempo e pazienza ma noi abbiamo fretta di costruire, ma quante volte l’Eterno diceva al suo popolo: “Ascolta Israele”, e ancora la scrittura dice: “Sta’ in silenzio davanti all’Eterno”, e l’Apostolo Paolo consigliava ai Corinti ed anche a noi “esaminate voi stessi per vedere se siete nella fede”.

Religiosità. Cercare di piacere a Dio sulla base dei nostri sforzi. Un’ubbidienza formale a tante belle regole per quanto ortodosse possano essere, non ci sarà di aiuto per gettare fondamenta sicure, anzi è proprio un comportamento religioso che può produrre un pericoloso senso di autocompiacimento e giustizia fondati sulle proprie capacità, ma ciò che conta per Dio non sono i nostri formalismi, ci avevano già provato senza successo gli scribi e i farisei, il Signore desidera un cuore umile, disponibile, “stracciatevi il cuore e non le vesti” (Gioele 2:13), “Io sono con colui che è umile e contrito di cuore” dice il Signore in (Isaia 57:15).
Tutta la nostra religiosità non servirà a nulla nel giorno della prova. Potrebbe non accadere mai, ma immaginiamo se un giorno dovessimo trovarci nella persecuzione, non più le nostre belle corali, niente musica evangelica, addio alla possibilità di frequentare la comunità, forse ci troveremo soli, forse in prigione, non più i fratelli con cui rallegrarci, allora ci resterà solo il Signore, e se non avremo imparato ad avere comunione intima con Lui, come potremo resistere?  Spesso dichiariamo che Dio è vivente, ma lo realizziamo veramente, o rischia di diventare una dichiarazione religiosa?

Carnalità. E' molto pericoloso valutare il livello della propria maturità spirituale, o quella d’altri credenti, sulla base delle esperienze emotive, le emozioni fanno parte della nostra vita, qualcuno ha affermato che siamo fatti d’emozioni, ma potremo noi costruire un edificio importante come quello della nostra vita spirituale, su di un terreno instabile come lo è quello dell’emotività? Le emozioni variano e i nostri sentimenti sono mutevoli, oggi abbiamo avuto una buona giornata, ci sentiamo bene, ci viene così facile lodare il Signore, ci sentiamo ferventi, il giorno dopo siamo afflitti, la nostra preghiera è silenziosa e sofferta, ma il Signore è sempre lo stesso, a volte sentiamo particolarmente la presenza del Signore, un fremito particolare percorre tutto il nostro corpo allora tutto è bello, si afferma che è stata una riunione benedetta, come se le benedizioni scaturiscano dalle nostre emozioni, ma in quello stato d’animo tutto sembra più facile il cammino più percorribile, svaniscono timori e perplessità, ci sentiamo in pace con tutti, come amiamo i fratelli in quei momenti, ma poi tutto passa, alla riunione successiva ci sentiamo freddi, non avvertiamo nulla, che faremo allora? Non ameremo più, non saremo più spirituali perché “non sentiamo” nessuna emozione, insieme alle emozioni avremo perso tutto il nostro vigore. No! Il signore dice: “ Nel tornare a me e nel tenervi in riposo starà la vostra salvezza; nella calma e nella fiducia starà la vostra forza” (Isaia 30:15).

  • Le conseguenze

Le prove evidenziano le false o infondate professioni di fede. Nel momento della prova non serviranno a nulla i nostri sforzi, le nostre convinzioni, le nostre apparenze, la conoscenza teorica non ci potrà essere d’aiuto, saremo come una casa senza fondamenta.

Una casa stabile


fondamento
  • Un fondamento sicuro, “La roccia”
“Gesù”! Certamente, Cristo è il fondamento sicuro su cui poggiano le basi della nostra fede della nostra salvezza ma tutto questo rischia di rimanere solo un concetto teorico astratto, se non produce qualche cosa di concreto, se non lo sperimentiamo personalmente, e non solo per sentito dire!

Certamente quando nel campo della fede si parla di operare, il nostro spirito d’estrazione puramente evangelico-protestante si ribella, giammai! Siamo salvati solo ed esclusivamente per grazia, ed è assolutamente vero, ma in questo caso scavare non significa compiere opere meritorie per guadagnare la salvezza, non sono i nostri sforzi umani piacere a Dio, non si tratta di una particolare attitudine al misticismo e alla meditazione profonda, o qualche forma di penitenza religiosa.

  • Quale significato ha scavare?

Scavare, e scavare profondo significa, per quanto rientra nella nostra competenza, adoperarsi per rendere sicuro il nostro cammino, e portare frutto.

  • Scavare profondo è paragonato al mettere in pratica la Parola di Dio

"Questo libro della legge non si diparta mai dalla tua bocca, ma meditalo giorno e notte, avendo cura di mettere in pratica tutto ciò che v'è scritto; poiché allora riuscirai in tutte le tue imprese, allora prospererai" (Giosuè 1:8).
Molti pensano che sia sufficiente conoscere l’Evangelo perché la propria vita sia trasformata, ma se non lo mettiamo in pratica resteremo dei religiosi teorici. Voglio fare l’esempio della prescrizione del medico, sarà idonea alla malattia, sicuramente, la cura indicata, ma se non si va' in farmacia per comprare il farmaco e poi non è somministrato secondo le indicazioni, non sarà d’alcun beneficio per il malato. Solo l’ubbidienza alla Parola di Dio rende sicuro il nostro cammino spirituale, "La tua parola è una lampada al mio piè ed una luce sul mio sentiero" (Salmo 119:105).
Per edificare su di un terreno solido è necessario vivere concretamente l’Evangelo. Non basta ascoltare, conoscere, non è sufficiente sapere che bisogna ravvedersi, dobbiamo ravvederci! Non basta essere informati che Gesù era mite ed umile, ma dobbiamo anche noi manifestare il frutto dello Spirito Santo che è: amore, pace, mansuetudine, non basta sapere che Gesù è morto sulla croce, dobbiamo prendere la nostra croce, rinunciare a noi stessi e seguirlo. Non basta ascoltare, imparare, bisogna mettere in pratica, in altro modo illudiamo noi stessi, "Perciò, deposta ogni lordura e resto di malizia, ricevete con mansuetudine la Parola che è stata piantata in voi, e che può salvare le anime vostre. Ma siate facitori della Parola e non soltanto uditori, illudendo voi stessi" (Giacomo 1:21-22).
L’ubbidienza è il fondamento della comunione con il Padre, senza la quale siamo privi di vita,"E Colui che mi ha mandato è meco; Egli non mi ha lasciato solo, perché fo del continuo le cose che gli piacciono" (Giovanni 8:29).

  • Scavare profondo è una vera conversione

I frutti del vero ravvedimento sono un terreno stabile e rendono sicuro il nostro edificio spirituale. Non possiamo assolutamente pensare di edificare una casa stabile rimanendo legati a qualche peccato non confessato, mantenendo nel cuore delle impurità, fate morire le vostre membra che sono sulla terra” dice Paolo, (Colossesi 3:5-6). Il peccato indebolisce la nostra vita spirituale, contrista lo Spirito Santo, che è il nostro aiutante, il Consolatore, ci condanna nella coscienza e ci fa sentire colpevoli e lontani da Dio, per tanto mancherà la pace. Se desideriamo una vita spirituale prospera dobbiamo confessare e abbandonare il peccato. Ma la vita del credente non può e non deve essere solo “non fare il male”, deve esserci anche un’azione positiva, dobbiamo imparare a fare il bene,"lavatevi, purificatevi, togliete d'innanzi agli occhi miei la malvagità delle vostre azioni; cessate del far il male; imparate a fare il bene; cercate la giustizia, rialzate l'oppresso, fate ragione all'orfano, difendete la causa della vedova!" (Isaia 1:16-17)e più saremo impegnati nel fare il bene, secondo la volontà di Dio, più le radici della nostra fede andranno in profondità.

  • Scavare profondo è il nostro progresso nella santificazione

La volontà di Dio è che ci santifichiamo, che significa separarsi da ogni forma di contaminazione per consacrarsi a Dio. Non possiamo di conseguenza pensare di eliminare dalla nostra vita i peccati più grossolani, e tollerare una serie di “cattive abitudini”, che guastano la vigna del Signore, "le mosche morte fanno puzzare e imputridire l'olio del profumiere; un po' di follia guasta il pregio della sapienza e della gloria" (Ecclessiaste 10:1).
Immaginate un costruttore che debba edificare una casa, il quale sapendo che nel terreno si trovano degli ordigni bellici inesplosi, non li faccia eliminare dagli artificieri, sarebbe una follia, prima o poi potrebbero esplodere, così potrebbe essere per tutti quei peccati sottovalutati, quei desideri impuri che a volte restano assopiti nel cuore, non tolleriamoli, non accarezziamoli,gridiamo al Signore che investighi il nostro cuore e che ci liberi, non limitiamoci a “falciare il giardino”, pareggiando erba ed erbaccia velenosa, rendendolo apparentemente ordinato, dobbiamo lasciare che il Signore tolga le radici dell’erbaccia, affinché non ricresca più.

  • Scavare profondo significa passare del tempo in preghiera

Per ultima cosa, anche se non meno importante, perché la nostra casa spirituale sia sicura, ed abbia solide fondamenta non può assolutamente mancare la preghiera. La Scrittura invita tutti i credenti ad indossare la perfetta armatura che il Signore mette a nostra disposizione per resistere nelle difficoltà e ad ogni sorta d’attacco spirituale, ma se manca la preghiera saremo come un soldato abbandonato a se stesso privo di direttive, ben armato, con delle buone difese, ma che non può ricevere ordini perché a perso il contatto con il proprio comandante e per tanto in difficoltà. "orando in ogni tempo, per lo Spirito, con ogni sorta di preghiere e di supplicazioni; ed a questo vegliando con ogni perseveranza e supplicazione per tutti i santi" (Efesini 6:18).

Conclusione


roccia

Oggi il Signore interpella anche noi per mezzo della sua Parola, chiedendoci su quale terreno vogliamo gettare le fondamenta della nostra vita spirituale? In base alla nostra scelta ed all’impegno con cui siamo disposti a scavare possiamo già fin da ora stabilire se la nostra sarà una casa che resisterà alle intemperie, o se crollerà inesorabilmente alla prima tempesta.
Adoperiamoci per costruire sulla roccia, non accontentiamoci di una fede apparente, non affidiamoci a delle semplici emozioni, ravvediamoci e abbandoniamo il peccato che ancora signoreggia sulla nostra vita.
Per la grandezza del suo amore, il Signore non permette che tu possa continuare ad edificare su di un terreno così instabile, desidera toglierti dal terreno pericoloso delle facili illusioni, vuole che tu cresca sicuro, forte, e con dolcezza ma con estrema fermezza desidera debellare il peccato che ancora ti rende debole e a volte addirittura dubbioso.
Tutto questo non significa che non troveremo più nessuna difficoltà lungo il cammino, prove ne avremo sempre, forse ci sarà forse una malattia, una sofferenza spirituale, oppure potremmo essere attaccati a motivo della nostra fede e di certo come tutti gli uomini incontreremo difficoltà di vario genere, ma se abbiamo edificato sulla roccia non saremo abbattuti e per mezzo dello Spirito Santo il Signore ci farà udire la sua voce.

ciao

per tutti coloro che mi vogliono bene un invito a riflettere

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