per capirci

GIACOMO 1, 2-4

Fratelli, considerate come motivo di gaudio perfetto le diverse prove alle quali voi potete essere esposti, sapendo che la fede messa
alla prova produce la pazienza. E' necessario però che la pazienza compia perfettamente l'opera sua, affinché voi siate pure perfetti ed
integri, senza mancare in niente.(Giacomo 1; 2-4)

Emmanuel

lunedì 25 aprile 2011

Qualcosa sul vangelo di Tommaso

Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, è simile a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia. (Matteo 7:26)


I vangeli gnostici

i vangeli gnostici di Tommaso e di Filippo e altri testi

A qualcuno sarà capitato di sentir parlare di altri vangeli che conterrebbero i veri insegnamenti di Gesù, e che sarebbero assai più antichi e autorevoli dei vangeli canonici. Ne sono un esempio il vangelo di san Tommaso (o Quinto Vangelo di Tommaso apostolo), e il vangelo di san Filippo, ai quali si aggiungono altri libri come il vangelo della verità, la sofia di Gesù Cristo, l'apocrifo di Giovanni, il vangelo di Maria e il vangelo degli Egizi.

Si tratta di libri apocrifi, non riconosciuti dai primi cristiani e dai discepoli di Cristo. Il termine "apocrifo" (dal greco
apokryphos) significa nascosto, segreto. La comprensione del termine va cercata nell'ambito dello gnosticismo; furono infatti gli gnostici (seguaci di varie religioni misteriche e correnti magico-astrologiche) ad affermare di possedere "libri segreti".

Tra i tanti testi apocrifi, particolarmente interessanti sono quelli sull'infanzia di Gesù, un periodo di cui i testi canonici non parlano. Trattandosi di una letteratura che si sviluppò al di fuori o ai margini del cristianesimo, essa poté sbizzarrirsi, dando libero sfogo alla fantasia popolare.
Ma il rifiuto di tali scritti da parte della chiesa cristiana, non portò alla loro immediata scomparsa, anzi erano diffusamente letti. Fu invece l'uso che ne fecero gruppi eretici come i manichei, i priscillianisti ed altri, a causare un energico rifiuto da parte della chiesa e quindi alla loro conseguente e lenta scomparsa, per lo meno apparente. Infatti dopo diversi secoli riaffiorarono, seppur in modo ambiguo e celato, tanto da ispirare vari dipinti e sculture.

ORIGINE E SIGNIFICATO DEI TESTI GNOSTICI
Buona parte dei vangeli gnostici furono rinvenuti nella biblioteca di Nag Hammâdi nel 1945. Al principio alcuni di questi testi furono pubblicati singolarmente o in piccole raccolte, ma la prima collezione completa fu pubblicata solo nel 1977.

I seguaci dello 
gnosticismo asseriscono che i vangeli gnostici contengono degli insegnamenti esoterici di Gesù rivelati a pochi eletti. Si tratta di un sapere segreto ed elitario, in opposizione dunque agli insegnamenti e alla dottrina di Gesù Cristo stesso, che parlava apertamente e si indirizzava proprio a coloro che sono semplici di cuore.
Gesù si rallegrava di spiegare le cose di Dio non ai sapienti,ma a pescatori ignoranti, vedove attempate, fanciulli, umili peccatori che riconoscevano la loro condizione e il loro bisogno di salvezza e del suo amore. Due frasi tra le tante pronunciate da Gesù testimoniano in particolare l'imprescindibile necessità di essere semplici per potersi accostare a Lui: 
"Io ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli" (Luca 10:21). "In verità vi dico: se non cambiate e non diventate come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli."(Matteo 18:3).
I seguaci dello gnosticismo asseriscono che i vangeli gnostici sono "erroneamente confusi con l'idea di vangeli falsi". Quello attribuito a Tommaso, in particolare, è da essi reputato "probabilmente il vangelo più antico in assoluto" e quindi più degno di fiducia dei Vangeli canonici.
Ma uno studioso precisa: 
"Se alcuni hanno considerato eccessivo e di parte l'impegno degli apologeti cristiani nel combattere lo gnosticismo e nel considerarlo estraneo al cristianesimo, nonostante le pretese di alcuni gruppi di rappresentarne addirittura la tradizione più autentica, i ritrovamenti di Nag Hammâdi confermano le tesi degli apologeti. Ad esempio, uno dei testi ritrovati è La Sofia di Gesù Cristo, in cui viene descritto Cristo che ammaestra alcuni discepoli rispondendo alle loro domande: ebbene, risulta essere trascrizione in forma di dialogo di un testo gnostico più antico, Eugnosto il Beato, forse risalente al primo secolo a.C., quindiconferma l'origine precristiana o almeno non cristiana di temi fondamentali per lo gnosticismo, anche prescindendo dal fatto che contatti secolari con il cristianesimo possono aver portato a una certa cristianizzazione di uno gnosticismo originariamente estraneo ad esso".

I vangeli gnostici esercitano un fascino romantico su numerosi "cercatori di verità nascoste", ignari del fatto che gli gnostici utilizzarono un linguaggio cristiano per supportare concezioni antitetiche agli insegnamenti di Cristo.

Tralasciando per motivi di spazio l'analisi dei diversi libri gnostici elencati prima, in questo studio vogliamo brevemente considerare proprio il cosiddetto vangelo di Tommaso, o quinto vangelo, che gli gnostici stimano autentico e più antico dei quattro Vangeli canonici.

STUDI SUL VANGELO DI TOMMASO
Il vangelo apocrifo di Tommaso è dovuto a una comunità gnostica egiziana (
Chenoboschion) identificata nel 1945-46. Sebbene gli studiosi non credano che esso sia stato realmente scritto dall'apostolo Tommaso, ha ricevuto comunque da essi molta attenzione.

Lo studioso R. Hayes afferma che l'idea di una datazione "straordinarimente antica" di questo vangelo apocrifo è
"una proposta molto controversa" che "ha un tremolante fondamento metodologico" (cit. da Bock, in JUF:90).
Un altro studioso, Blomberg, conferma tale critica, sottolineando che l'apocrifo di Tommaso può essere stato scritto non prima del 150 dopo Cristo, e che in ogni caso non ci sono elementi per portare la datazione al secolo precedente.


H. Drijvers, un importante specialista che opera nell'area siriana, ha stabilito che questo vangelo è dipendente da un testo databile agli anni 
successivi al 180 dopo Cristo (cfr. H.J.W. Drijvers, in "Facts and Problems in Early Syriac-Speaking Christianity", 1982, pp. 157-175).

Così, otteniamo l'intervallo 150-180 d.C. per la sua probabile stesura. Questo implica, ovviamente, che tale data non può precedere la composizione dei Vangeli canonici e rappresenta il limite temporale per la stesura di questi.

Inoltre, se il vangelo di Tommaso fosse autentico e costituisse realmente la raccolta di materiale indipendente più antica, allora come è possibile spiegare la presenza della considerevole quantità di elementi attinti proprio dai Vangeli canonici?

Lo studioso G. Mugnaio, infatti, fa notare che 
"l'autore del vangelo di san Tommaso mostra una dipendenza decisa dai Vangeli canonici, dimostrando una datazione posteriore a quella della composizione di questi testi".

Il materiale appartenente unicamente a Matteo è chiamato "M Speciale" in letteratura. Esso costituisce materiale disponibile in Matteo (ed usato solo da lui) ma che non appare in Marco, Luca e Giovanni. Ci sono numerosi passaggi nel VdT (vangelo di Tommaso) che trovano riscontri nell'M Speciale:
Matt 5.10--VdT 69a
Matt 5.14--VdT 32 (= POxy1.7)
Matt 6.2-4--VdT 6,14 (= POxy654.6)
Matt 6.3--VdT 62
Matt 7.6--VdT 93
Matt 10.16--VdT 39
Matt 11.30--VdT 90
Matt 13.24-30--VdT 57
Matt 13.44--VdT 109
Matt 13.45-46--VdT 76
Matt 13.47-50--VdT 8
Matt 15.13--VdT 40
Matt 18.20--VdT 30 (= POxy1.5)
Matt 23.13--VdT 39, 102 (= POxy655.2)
Questo prova una innegabile familiarità con il vangelo di Matteo da parte dell'autore del vangelo gnostico di Tommaso!

Allo stesso modo, il materiale unico in Luca è chiamato "L speciale" in letteratura. Ci sono diversi passaggi nel VdT riferibili al L Speciale:
Luca 11.27-28+ 23: 29--VdT 79
Luca 12.13-14--VdT 72
Luca 12.16-21--VdT 63
Luca 12.49--VdT 10
Luca 17.20-21--VdT 3 (= POxy654.2), 113
L'autore del vangelo di Tommaso ha dunque familiarità anche con il vangelo di Luca!

Poi, ci sono anche diversi passaggi ove appaiono familiarità con il materiale di Giovanni:
Giov 1.9--VdT 24 (= POxy655.24)
Giov 1.14--VdT 28 (= POxy1.28)
Giov 4.13-15--VdT 13
Giov 7.32-36--VdT 38 (= POxy655.38)
Giov 8.12; 9.5--VdT 77
Questo prova la familiarità dell'autore anche rispetto al Vangelo di Giovanni.
Se Tommaso costituisse realmente la raccolta di materiale indipendente più antica, allora come è possibile spiegare la presenza di un numero così considerevole di materiale tratto da Matteo, da Luca, e da Giovanni?
Ciò ci fornisce elementi molto forti per affermare una decisa dipendenza letteraria sulle scritture canoniche del Vangelo.

Il vangelo gnostico di Tommaso è dunque un falso storico, elaborato sulla base del materiale estratto e condensato dai Vangeli canonici, o più probabilmente da alcune riduzioni composte in greco.

IL MESSAGGIO GNOSTICO
Il vangelo di Tommaso è basato sul sistema gnostico, che nel suo complesso non dà alcuno spazio agli insegnamenti di Gesù riguardanti la rivelazione di Dio e la salvezza. La "salvezza" per gli gnostici era la mera conoscenza di sè.

Nel vangelo apocrifo di Tommaso vi è un rifiuto della storiadella salvezza, del significato delle 
profezie bibliche, e di qualunque cosa che dia un'importanza reale al ministero terreno di Gesù centrato sulla sua vittoria sulla morte e sulla resurrezione corporale, e sulla missione universale della sua chiesa per tutti i popoli (anziché per quella elitè spirituale che gli gnostici ritengono di rappresentare) e sulla futura venuta di Gesù per inaugurare un nuovo regno e un nuovo mondo.

In altre parole, la visione della salvezza nel vangelo apocrifo di Tommaso è astorica, atemporale, amateriale, così l'autore rimuove dai quattro Vangeli, cui si ispira, ogni cosa che contraddice questa visione. Severin, per esempio, dimostra convincentemente come l'apocrifo mette insieme tre diverse parabole nei detti 63, 64, e 65 per sviluppare la polemica gnostica contro il "capitalismo", mentre censura rigorosamente nelle parabole qualunque riferimento alla storia della salvezza, e qualche prospettiva escatologica.
"Chi va oltre e non rimane nella dottrina di Cristo, non ha Dio. Chi rimane nella dottrina, ha il Padre e il Figlio."
(2 Giovanni 1:9)



(Riporto il seguente intervento di un lettore, con le relative risposte, per utilità degli altri lettori)

Lettore: "Nel sito ho letto che non è teorizzabile una precedenza storica del vangelo di Tommaso rispetto a quelli canonici in quanto sono presenti molti passi ripressi da questi ultimi. Ma non è più probabile che sia stato il vangelo di Tommaso ad essere preso d'esempio o come punto di partenza, essendo questo più vicino a quella dottrina cristiana degli albori che era indirizzata alle persone più povere e semplici?"
Come probabilmente sai il VGdT (vangelo gnostico di Tommaso) è stato rinvenuto in una raccolta di documenti gnostici. Tutti i documenti rinvenuti mostrano una chiara e completa dipendenza sia dai Vangeli canonici che da altre tradizioni non cristiane. Questo è già un precedente. Il VGdT non è da meno, e presenta una lunga serie di compressioni, espansioni e adattamenti di materiale proveniente dai Vangeli.
I motivi? Due studiosi, Grant e Freedman, hanno commentato: "Coloro i quali hanno trasmesso questo materiale [VGdT] non facevano parte della comunità Cristiana; non credevano in ciò che la nascente chiesa credeva; essi ricevevano quello che l'apostolo Paolo chiama 'un altro vangelo'. Proclamavano un altro Gesù". Quello Gnostico, appunto.
Uno dei testi ritrovati a Nag Hammâdi, "La Sofia di Gesù Cristo", contiene il classico formato in domande e risposte di Gesù ai discepoli. È stato dimostrato che questo testo in realtà non è altro che la rielaborazione di un testo gnostico del primo secolo avanti Cristo (quindi in origine solo gnosticismo, senza riferimenti cristiani), con l'aggiunta successiva di temi "cristiani" (Gesù e i discepoli, inseriti nel contesto e utilizzati come mezzi per la diffusione degli insegnamenti gnostici). Ciò dovrebbe far riflettere quanti sono disposti ad ascoltare qualunque novità, purché sia estranea ai testi canonici.
I vangeli canonici hanno poi una particolarità che gli gnostici non hanno: l'AT (Antico Testamento) contiene centinaia di profezie che si sono adempiute durante la vita di Gesù e che si trovano nei vangeli canonici. Persone, simboli e riti dell'AT diventano chiari nel NT (Nuovo Testamento), e il NT è contenuto sotto simboli nell'AT... E' una coerenza presente solo negli scritti ispirati. Niente di tutto questo per gli gnostici che, lo ricordo, non nascono come testi cristiani, ma sfruttano il "filone" del cristianesimo come via di diffusione, un po' come hanno fatto il culto romano di Mitra e simili.
Il VGdT comunque non è unico "Tommaso". Diversi studiosi hanno rilevato che il VGdT potrebbe basarsi anche sul Libro di Tommaso e sugli Atti di Tommaso, entrambi apocrifi di provenienza siriana (come pure il VGdT). Questo naturalmente non depone a favore della presunta vicinanza del VGdT al cristianesimo degli albori.

Lettore: "Penso che sia più probabile che ci sia una presenza di Tommaso in tutti gli evangelisti che il contrario, anche i suoi motti sono privi di tutti quei ragionamenti filosofici e dogmatici, presenti soprattutto nel vangelo di Luca, che ritengo troppo distanti dalle persone a cui erano indirizzati."
Mi pare che il VGdT presenti temi tutt'altro che vicini alle persone: esoterismo, sapere occulto da decifrare, riferimenti ad alcune tipiche tradizioni gnostiche...
Luca era un medico che, a differenza degli altre tre evangelisti, è l'unico a non essere un testimone oculare, ma ha fatto comunque parte del gruppo degli apostoli (cfr. Colos. 4:14, 2 Tim. 4:11, Filemone 24) e ha scritto il libro degli Atti.
Se con "ragionamenti filosofici e dogmatici" ti riferisci alle parabole di Gesù, esse non sono una peculiarità di Luca. Gesù ha parlato in parabole come era stato profetizzato dall'Antico Testamento, per un motivo preciso (che non è il sapere gnostico). E non c'è insegnamento di Gesù che non sia comprensibile alle persone cui ti riferisci, proprio perché gli insegnamenti di Gesù non vanno studiati come un testo di storia o come dottrine o aforismi, insomma esclusivamente con l'intelletto e lo studio. Senza la guida dello Spirito Santo di Dio, la Bibbia intera rimane un libro chiuso. Gesù ebbe a dire: "È lo Spirito che vivifica, la carne non giova a nulla; le parole che vi ho dette sono spirito e vita" (Giovanni 6:63).

Nella comunità che frequento, che si trova in una periferia abbastanza povera, ci sono diverse persone che non hanno neppure la terza media, eppure ti confesso che spesso proprio loro comprendono la Parola di Dio meglio e più profondamente di un teologo. La chiave non è né il sapere iniziatico, né anni di studi in seminario, né diplomi o lauree di qualche tipo, ma semplicemente accostarsi con un cuore semplice, e con tutto il cuore, a Gesù e riceverLo personalmente nella propria vita, perché Lui non è una figura del passato, ma è vivente e potente oggi come ieri.
Come disse Gesù: "Io ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascoste queste cose ai savi e agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli fanciulli." (Matteo 11:25, Luca 10:21). "In verità vi dico: se non cambiate e non diventate come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli." (Matteo 18:3).
Riguardo alla questione della datazione, elenco di seguito alcune motivazioni per cui il VGdT (vangelo gnostico di Tommaso) si dimostra essere un documento compilato successivamente ai Vangeli canonici.
Il VGdT, ad esempio:
1) Usa tipici elementi redazionali degli scrittori dei Vangeli. Le prove raccolte indicano un'evidente familiarità con i Vangeli di Matteo, Luca e di Giovanni (puoi trovare l'elenco dei paralleli nel seguente libro, in lingua inglese: Grant, Robert M. e David Noel Freedman, "The Secret Sayings of Jesus According to the Gospel of Thomas", Fontana Books, 1960, pagine 103-104). Considerate le relazioni tra il VGdT e altri documenti, è evidente che non può essere stato redatto prima dei Vangeli canonici.
2) Usa passaggi (tradizioni) che sono unici e provenienti da uno specifico Vangelo (uno studioso, Miller, ha estratto dal VGdT un lungo elenco di elementi unici provenienti dai Vangeli). L'autore del VGdT era quindi familiare con la forma finale dei Vangeli. Come è possibile allora datare il VGdT a un'epoca precedente?
3) Riguardo al fatto che il VGdT abbia una forma che è considerata "più primitiva", faccio un esempio: Tommaso 9 contiene la parabola del seminatore, ma manca però dell'interpretazione data da Gesù nei Vangeli canonici. Questo perché gli Gnostici ritenevano che la salvezza si raggiungesse attraverso l'interpretazione occulta degli insegnamenti (come è indicato chiaramente all'inizio del VdT: "chiunque trova l'interpretazione di questi detti non passerà per la morte") e ovviamente, se l'interpretazione fosse stata offerta dal testo stesso, non ci sarebbe più stato alcun segreto da "decifrare"!
Uno studioso, Montefiore, ha osservato che "probabilmente il motivo per cui i dettagli allegorici non sono inclusi nel testo di Tommaso, e non vengono aggiunte spiegazioni allegoriche alle parabole, è da ricercarsi nel desiderio di riservare la 'vera' interpretazione spirituale dei detti ai soli iniziati gnostici".
4) Il VdT tende a "nascondere" e a rendere meno univoci gli insegnamenti di Gesù, in linea con l'abitudine gnostica di rendere le cose occulte e poco comprensibili ai non iniziati(tra l'altro anche il formato in detti e "domande e risposte", che è tipico degli insegnamenti gnostici, si trova in buona quantità nel VdT).
5) Una nota studiosa dello Gnosticismo, Elaine Pagels, ha rilevato che il VGdT "afferma di trasmettere insegnamenti che Gesù non dava in pubblico. Ciò sarebbe incomprensibile se il lettore non sapesse di Gesù e dei suoi insegnamenti". In altre parole, l'esistenza di presunti "insegnamenti segreti", implica l'esistenza e la diffusione di quelli pubblici prima. Come possono gli insegnamenti Gnostici aver preceduto quelli riportati nei Vangeli?

6) Il VGdT presenta insegnamenti non certamente attribuibili a Gesù o agli apostoli, ma una tradizione esoterica, del tutto estranea al messaggio del Vangelo cristiano. Ad esempio, nel VGdT, Pietro pensa che Maria Maddalena debba lasciare il gruppo dei discepoli "perché le donne non sono degne della Vita". Gesù gli risponde: "In verità la guiderò fino a che diventi maschio, così che possa diventare anche lei uno spirito vivente come voi che siete maschi. Perché ogni donna che diventerà maschio entrerà nel Regno dei Cieli". Cosa hanno a che fare l'ermetismo e il tema esoterico dell'androgino, con gli insegnamenti che Gesù amava rivolgere ai semplici di cuore? "Non ho mai detto nulla di nascosto" (Gv 18,20)!
In conclusione cito Grant e Freedman: il VGdT è "probabilmente la più antica testimonianza che abbiamo delle prime alterazioni al Cristianesimo da parte di coloro i quali volevano creare un Gesù a loro stessa immagine"Il VGdT "in conclusione testimonia non quello che Gesù ha detto, ma quello che degli uomini avrebbero voluto che avesse detto".
Per approfondire ulteriormente puoi leggere anche il seguente studio (in lingua inglese): http://www.iclnet.org/pub/resources/text/cri/cri-jrnl/web/crj0088a.html
Una domanda vorrei farla anch'io: perché tante persone cercano la verità il più lontano possibile dalla Sacra Scrittura? Intendo dire: piuttosto che nei vangeli canonici, si cerca nei vangeli gnostici; invece che nei libri canonici, si cerca nei libri apocrifi. La scusa di molti è ciò che ha fatto o ha detto la chiesa cattolica. Si sospetta, si pensa, si dubita... Eppure la chiesa cattolica è solo UNA chiesa, quella con sede a Roma. Indipendentemente da questo, tutta la Chiesa Cristiana usa la Sacra Scrittura: abbiamo più di 24000 copie del testo originale del NT, un numero superiore a qualsiasi altro testo tramandatoci dal passato. La Bibbia non è monopolio del papa o dei protestanti o di altre persone che avrebbero interesse a ingannare le persone (e, se così fosse, aggiungo io, prima di tutto se stesse). Non sarà che non si è preso seriamente in considerazione e con sincerità di cuore il "vecchio" Vangelo?

La sedia



sediaIn un villaggio della Spagna, la figlia di un uomo chiese al sacerdote di recarsi a casa sua per un momento di preghiera con suo padre che era molto malato.Quando il sacerdote arrivò nella povera casa, trovò l’uomo nel suo letto con il capo sollevato da due cuscini. C’era una sedia a lato del letto, e il sacerdote pensò che fosse stata messa lì per la sua visita. - Suppongo che mi stesse aspettando - gli disse. - No, chi è lei? - disse l’uomo malato.- Sono il sacerdote che sua figlia ha chiamato perché pregasse con lei; quando sono entrato ho notato la sedia vuota a lato del suo letto, e ho pensato che fosse stata messa qui per me. - Ah, la Sedia. - disse l’altro. E poi: - Le dispiace chiudere la porta? - Il sacerdote, sorpreso, chiuse la porta.L’uomo malato gli disse: - Questo non l’ho mai detto a nessuno, però ho trascorso tutta la mia vita senza sapere come pregare. Quando andavo in chiesa ascoltavo sempre quanto mi veniva detto circa la necessità della preghiera, come si deve pregare ed i benefici che porta......però tutte queste cose, non so perché, mi entravano da un orecchio e mi uscivano dall’altro. Insomma, non avevo idea di come fare. Infine, molto tempo fa smisi completamente di pregare.Ho continuato così fino a circa quattro anni fa, poi un giorno ne parlai con il mio migliore amico e lui mi disse: - Giuseppe, la preghiera è semplicemente avere una conversazione con Gesù. Ti suggerisco di fare così: Siedi su una sedia e colloca un’altra sedia vuota davanti a te, quindi con fede guarda Gesù seduto davanti a te. Non è una stupidata farlo, perché Lui stesso ci ha detto: “Io sarò sempre con voi” Quindi parlagli ed ascoltalo allo stesso modo in cui lo stai facendo con me ora. - Ho provato una volta, poi altre volte, e mi è piaciuto talmente che da allora lo faccio almeno un paio d’ore al giorno. Presto sempre molta attenzione a non farmi vedere da mia figlia... altrimenti mi internerebbe subito in un manicomio. - Il sacerdote a questo racconto provò una grande emozione e disse a Giuseppe che ciò che faceva era molto buono, e lo consigliò di non smettere mai. Quindi pregò con lui, gli impartì la benedizione e tornò alla chiesa. Due giorni dopo, la figlia di Giuseppe lo chiamò per dirgli che suo padre era morto. Il sacerdote le chiese: - È morto in pace? - Sì. Quando lei uscì di casa, alle due del pomeriggio, mi chiamò. Andai da lui e lo vidi nel suo letto. Mi disse che mi amava molto e mi dette un bacio. Uscii per delle commissioni, e quando ritornai un’ora dopo lo trovai morto. C’è però qualcosa di strano: poco prima di morire deve essersi alzato e avvicinato alla sedia che era accanto al letto, infatti l’ho ritrovato con la testa appoggiata su di essa. Lei cosa ne pensa?-Il sacerdote, profondamente commosso, si asciugò le lacrime dell’emozione e rispose: - Magari tutti noi potessimo andarcene in questo modo!

I due lupi



lupiUn vecchio capo tribù indiano stava parlando ai suoi nipotini riguardo alla vita, e all'importanza di avere sani valori. Disse loro: "Dentro di me ci sono come due lupi che litigano; uno è il lupo della malvagità, della paura, dell'ira, dell'invidia, del dolore, del rancore, dell'avarizia, dell'arroganza, del risentimento, delle bugie, dell'orgoglio, della competizione, dell'egocentrismo. L'altro è il lupo della bontà, della gioia, della pace, dell'amore, della rassicurazione, della serenità, dell'umiltà, della dolcezza, della generosità, della benevolenza, dell'amicizia, della simpatia, della verità, della compassione e della fede. E sapete, io credo che questa stessa lotta avviene all'interno di ogni essere della terra". I ragazzi rimasero pensierosi, ed uno di loro domandò al nonno: "Nonno, quale lupo vincerà? Il vecchio capo tribù rispose semplicemente:
"Vincerà il lupo a cui darai da mangiare!"

Il falegname



Due fratelli vivevano in due fattorie adiacenti. Un giorno ebbero il primo litigio serio in 40 anni di quieto vicinato, di macchinari, lavoro e beni condivisi. All'improvviso tutto terminò. Era iniziato tutto con uno scambio di parole amare seguite da settimane di silenzio. Una mattina, qualcuno bussò alla porta del fratello maggiore, che aprì, e lì davanti a lui c'era un falegname con una cassetta di attrezzi. "Cerco lavoro per pochi giorni", disse, "forse avete qualche lavoro per me qui, potrei aiutarvi?" "Si", disse il fratello maggiore, "ho un lavoro per te. Vedi quella voragine nella fattoria? L'ha fatta il mio vicino, che in realtà è mio fratello minore. La scorsa settimana c'era un campo di fiori tra le due fattorie, ma lui ha preso il trattore e ha arato il campo, creando questa grande voragine. Certamente io non lo tratterò meglio! Vedi quel legname là?" disse l'uomo al falegname, "Voglio che tu costruisca un recinto così alto, che non mi permetta più di vedere quel posto; gliela farò pagare!" "Ho capito molto bene la situazione", disse il falegname che si mise al lavoro e lavorò per tutto il giorno misurando, segando e inchiodando. Al tramonto aveva finito il lavoro e, quando il contadino tornò, non vide nessun recinto, solo un ponte, un ponte che si stendeva da una parte all'altra; un lavoro fatto a opera d'arte! In quel momento vide suo fratello minore che attraversava di corsa quel ponte a braccia aperte. Avvicinatosi al fratello maggiore gli disse: "Hai avuto proprio coraggio a costruire questo ponte dopo quello che ti ho detto e quello che ti ho fatto!" I due si perdonarono a vicenda e si abbracciarono, poi, voltatosi dietro, videro il falegname prendere la sua cassetta d'attrezzi per andarsene. "No aspetta! Resta ancora qualche giorno, ho altri lavori per te", disse il fratello maggiore al falegname. "Mi piacerebbe restare", rispose il falegname, "ma ho molti altri ponti da costruire". E tu, come stai spendendo il tuo tempo, stai costruendo ponti o stai erigendo recinti?
"Noi dunque facciamo da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro; e noi vi esortiamo per amore di Cristo: Siate riconciliati con Dio". (2Corinzi 5:20)

I barbieri non esistono



Un tizio si reca da un barbiere per farsi tagliare i capelli e radere la barba. Appena il barbiere comincia a lavorare, iniziano ad avere una buona conversazione. Parlano di tante cose e di vari argomenti. Quando alla fine toccano l'argomento Dio, il barbiere dice: Io non credo che Dio esista. Perché dice questo? chiede il cliente. Beh, basta uscire per strada per rendersi conto che Dio non esiste. Mi dica, se Dio esistesse, ci sarebbero così tante persone malate? Ci sarebbero bambini abbandonati? Se Dio esistesse, non ci sarebbero più sofferenza né dolore. Io non posso immaginare che un Dio amorevole permetta tutte queste cose. Il cliente pensa per un momento, ma non replica perchè non vuole iniziare una discussione. Il barbiere finisce il suo lavoro ed il cliente lascia il negozio. Appena dopo aver lasciato il negozio del barbiere, vede un uomo in strada con dei capelli lunghi, annodati e sporchi e con la barba sfatta. Sembrava sporco e trasandato. Il cliente torna indietro ed entra di nuovo nel negozio del barbiere e gli dice: La sa una cosa? I barbieri non esistono. Come può dire ciò? chiede il barbiere sorpreso. Io sono qui e sono un barbiere. Ed ho appena lavorato su di lei! No! esclama il cliente. I barbieri non esistono perché se esistessero non ci sarebbero persone con lunghi capelli sporchi e barbe sfatte come quell'uomo là fuori. Ma i barbieri ESISTONO! Questo è ciò che succede quando la gente non viene da me. Esattamente! afferma il cliente. Questo è proprio il punto! Anche Dio ESISTE! Questo è ciò che succede quando la gente non va da Lui e cerca il Suo aiuto. Questo è il motivo per cui c'è tanto dolore e sofferenza nel mondo.

Il mantello cristiano



In un paese dell’Est, un credente fa conoscenza di un uomo anziano che gli racconta quanto egli abbia sofferto nella sua vita. Per incoraggiarlo, il nostro amico gli parla dell’amore di Gesù Cristo, ma l’altro non vuole sentire nulla concernente la fede cristiana. Dice di essere stato troppo scandalizzato dalla condotta di un responsabile religioso. «Posso farle una domanda? – gli chiese il credente -, supponiamo che io le rubi il mantello, che lo indossi e che commetta una rapina a mano armata in una banca. La polizia mi ha visto fuggire, senza riuscire ad arrestarmi. Dispone però di un indizio importante che la conduce nella sua abitazione: il suo mantello. Che cosa direbbe lei se fosse accusato del colpo alla banca? ». « Lo negherei – rispose l’anziano – per la semplice ragione che io non sono il mio mantello ». « Ebbene, neanche Gesù Cristo si lascia ingannare da coloro che indegnamente portano il Suo Nome ».

Le mani



Un pò di tempo fa in Inghilterra ci fu una vecchina che stava per morire; lei era una vera cristiana avendo vissuto la sua vita alla Luce della Parola di Dio. I suoi parenti religiosi però, preoccupati per la salvezza della sua anima, chiamarono un sacerdote. Quando l'uomo arrivò, andò dalla vecchietta e le disse che era venuto per la sua salvezza e per assolverla dai suoi peccati e le chiese di confessarsi; a quel punto la vecchina guardando l'uomo negli occhi gli sorrise e tutta contenta disse che era veramente felice della sua presenza e gli chiese di porgerle le mani. Il sacerdote guardò allibito la donnina ma le mostrò comunque le mani, che la donnina prese e rigirò tra le sue. A questo punto la vecchina disse all'uomo che lui non poteva fare nulla per lei perchè, non avendo il segno dei chiodi sulle mani lui non aveva nessun potere di salvarla, e che l'unico che poteva farlo era Gesù che lasciandosi uccidere sulla croce aveva operato in modo da dare la salvezza per tutti i suoi peccati e di quelli che credevano e avevano fiducia in Lui.
«In lui noi abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, la remissione dei peccati, secondo le ricchezze della sua grazia» (Ef 1:7).

Il sorriso di Dio



sorrisoC’era una volta un bambino che voleva andare ad incontrare Dio. Sapeva che il viaggio sarebbe stato lungo, così riempì lo zainetto di biscotti e vi aggiunse delle lattine di aranciata. Poi incominciò il suo cammino. Era arrivato a pochi isolati di distanza da casa, quando incontrò un vecchio signore. Era seduto nel parco vicino al laghetto e stava osservando degli uccelli. Il bambino si sedette al suo fianco e aprì lo zainetto. Stava per dare una sorsata alla sua aranciata, quando gli sembrò di notare che il vecchio aveva fame, così gli offrì un biscotto. Il vecchio lo accettò con gratitudine e gli sorrise. Il suo sorriso aveva qualcosa di incredibile e il bambino voleva vederlo di nuovo, così gli offrì un’aranciata. Ancora una volta quello gli sorrise. Il bambino ne rimase estasiato. Rimasero lì seduti tutto il pomeriggio a mangiare e sorridere, senza mai dire una parola. Cominciò a imbrunire e il piccolo si rese conto di essere stanco. Si alzò per andarsene, ma dopo pochi passi si voltò, ritornò di corsa dal vecchio e gli diede un abbraccio. Il vecchio gli rispose con un sorriso più grande che mai. Quando poco tempo dopo il bambino aprì la porta di casa, sua madre rimase stupita dal suo sguardo felice. “Cos’hai fatto oggi che ti ha reso così contento?” gli chiese. “Ho fatto pranzo con Dio”. Poi, prima che la madre potesse rispondere, aggiunse: “Sai una cosa? Ha il sorriso più bello che abbia mai visto!” Nel frattempo il vecchio, anch’egli raggiante di gioia, era tornato a casa sua. Suo figlio rimase stupito nel vedere il suo aspetto così sereno e gli chiese: “Papà, cos’hai fatto oggi che ti ha reso così contento?” “Ho mangiato biscotti al parco insieme a Dio”. Poi, prima che il figlio rispondesse, aggiunse: “Sai, è molto più giovane di quel che credessi”.

"Uno di quelli vivi!"



vivoPerchè i cristiani – specialmente quelli attivi – sembrano avere a volte più problemi di quanto si meritino? Questa piccola storia ce lo spiega. Giovanni e Samuele erano amici. Un giorno, Giovanni chiese: “Sam, perchè tu, pur essendo credente, hai così tanti problemi, prove e tribolazioni? Guarda me, non credo nemmeno in Dio, eppure non ho tutti i problemi che hai tu!” - “A dire il vero non lo so. Ci devo pensare un po' prima di rispondere”, disse Samuele. Qualche giorno dopo, Samuele accompagnò Giovanni a caccia d'anatre. Giovanni sparò ad uno stormo d'anatre, alcune ricaddero nell'acqua del laghetto da cui avevano appena spiccato il volo. Alcune erano morte, altre erano solo ferite. Giovanni sapeva per esperienza che a volte le anatre ferite si rialzano di nuovo in volo se non sono catturate in tempo. Così, mentre Samuele correva verso il punto dove le anatre erano cadute, si mise a gridare: “Prendi quelle vive! Mettile nel sacco! Lascia perdere quelle morte! Le puoi raccogliere dopo”. Quando Samuele tornò con le anatre aveva un sorriso sul volto. “Penso di avere una risposta alla tua domanda!”, disse. “Vedi, io sono uno di quelli vivi! Il diavolo ha paura che io scappi, quindi cerca di prendermi per primo. Tu... beh, tu sei già morto. Lui ti ha già preso, così non è minimamente preoccupato di quello che fai!” ed è proprio così che funziona anche con noi. Se siamo salvi il diavolo non può riprenderci perchè apparteniamo al Signore per sempre. Lui, però, fa di tutto per evitare che diventiamo dei cristiani attivi. Non permettere ai suoi attacchi di rallentarti o di ostacolarti, perchè se perseveri vincerai la battaglia e riceverai la ricompensa che il Signore ha in serbo per te! “Beato l'uomo che persevera nella prova, perchè, uscendone approvato, riceverà la corona della vita che il Signore ha promesso a coloro che l'amano”. (Giacomo1:12)

domenica 24 aprile 2011

La Resurrezione

Il Signore è risuscitato

 
"Egli non è qui, ma è risuscitato; ricordatevi come vi parlò, mentre era ancora in Galilea, dicendo che il Figlio dell'uomo doveva esser dato nelle mani di uomini peccatori, essere crocifisso e risuscitare il terzo giorno"(Luca 24:6,7)

Tutti i movimenti, o gruppi di qualunque genere, sia politico, religioso, culturale, filosofico, hanno il loro capo storico, il fondatore, l'ispiratore, un leader che ha fatto discepoli, e li guidati secondo una linea di pensiero, molte di queste persone famose sono morte, e benché siano ricordati, onorati, rimpianti, sono definitivamente morti, di loro resta solo una bell'immagine, biografie, fotografie; nei casi estremi, come quello di Lenin, troviamo un corpo imbalsamato, esposto al pubblico, per essere ricordato e venerato. Un altro personaggio tanto ricordato e amato dalla passata generazione, può essere il famoso Ernesto "Che" Guevara, gran rivoluzionario, e combattente per la libertà, tanti lo hanno seguito fino alla morte, aveva il piglio ed il carisma di un vero leader, ma tutte le sue imprese non restano che un lontano ricordo, i sogni le aspirazioni, sono finite con la sua morte, certo pur di non vedere morire le proprie speranze ci si attacca anche a strane fantasie, ma la realtà è che tutti questi personaggi non torneranno in vita, e pian piano con il tempo, anche la forza delle loro imprese perderà d'importanza. 


Lo stesso vale per i vari movimenti religiosi, Maometto è morto, Confucio è morto, e così tutti gli altri fondatori e ispiratori di varie religioni. Per i cristiani la cosa risulta essere molto diversa, il cristianesimo è l'unico movimento che può vantarsi di avere un Capo, un Maestro risorto dai morti, certo, ma qualcuno può dire che Gesù non è l'unico ad essere risorto, anche altre persone sono risorte dai morti, ed alcune proprio per i miracoli che Lui operava! Gesù Cristo il Signore però è l'unico risorto e vivente nei secoli e per l'eternità, questa è la differenza che fa del cristianesimo non una delle tante religioni, ma l'unico e vero credo che ci lega a Dio, perché non è fondato, guidato, ispirata da un uomo, ma è fondato su Gesù, vero Dio e vero uomo, Colui che è morto, ma è anche risorto, Lui è il principio e la fine.  

Le diverse posizioni nei confronti della risurrezione
 

 Quando si parla della risurrezione di Gesù Cristo, e di conseguenza della risurrezione dei morti ci si scontra con l'incredulità, il cinismo, l'ironia, Gesù stesso dovette riprendere i Sadducei, per la loro ignoranza e incredulità "Voi errate perché non conoscete né le Scritture, né la potenza di Dio", allo stesso modo oggi tante persone si ritengono colte, istruite, scientificamente preparate, e per tanto non si fanno abbindolare da simili fantasie, eppure sono disposte a credere alle teorie più strane, reincarnazione, trasmigrazione delle anime, tutto fuorché alla realtà che Dio è potente per resuscitare i morti, e che Gesù è veramente morto e risuscitato il terzo giorno.
Vi è poi la categoria dei religiosi per tradizione, o meglio credenti nominali, essi, credono alla risurrezione, ma per loro in realtà rimane più che altro un fatto storico, una data da ricordare una volta l'anno, un fatto accaduto tanto tempo fa, e che oggi si può ricordare attraverso delle belle e commoventi immagini sulle pareti di una chiesa, o rivivere emozionalmente per mezzo di una lettura evangelica d'occasione, il tutto si dissolve dopo i bei pranzi e le feste, senza avere prodotto cambiamenti, e soprattutto senza avere ricevuto consolazione e speranza.
Ma noi che ci riteniamo cristiani di fatto, perché crediamo in Cristo morto e risorto, come interpretiamo e viviamo realmente il fatto della risurrezione di Gesù? Cosa ha portato, e cosa porta ogni giorno nella nostra vita la fede in Cristo risorto? 

L'importanza di un'esperienza personale "L'incontro con il Signore risorto dai morti"


Leggendo nella Scrittura, notiamo inevitabilmente che, il fatto della risurrezione di Gesù, non provocò immediatamente nei discepoli quella gioia e quell'entusiasmo tipici di chi vede adempiersi ciò che tanto si è desiderato e sperato, vediamo piuttosto che la sua morte aveva prodotto, sgomento e rassegnazione, e la tomba vuota invece di generare speranza, è al contrario motivo di tristezza sbigottimento, paura, dubbio, perplessità, tutto questo però, cessò nel momento stesso in cui Gesù si presentò a loro e si fece riconoscere, aprì i loro occhi, gli ricordò le Scritture, cenò con loro.
Questo ci fa capire, che per comprendere la risurrezione di Gesù, non è sufficiente conoscerlo intellettualmente, avere ascoltato i Suoi insegnamenti, fare parte del "gruppo dei discepoli", non saranno efficaci le prove o le dimostrazioni scientifiche per convincere le persone della sua risurrezione, le donne, Pietro, gli altri discepoli di fronte alla realtà della tomba vuota, della pesante pietra rotolata, dei lenzuoli piegati, rimasero pur sempre perplessi stupiti, increduli. 
  

 In termini attuali, possiamo affermare che, non basta sapere che Cristo è risorto, averne le prove scientifiche, ascoltare le predicazioni, fare studi biblici, fare parte di una denominazione evangelica che crede nella risurrezione, tutto questo non è sufficiente. Per comprendere pienamente, e vivere spiritualmente la risurrezione di Gesù, dobbiamo prima d'ogni altra cosa incontrarlo personalmente come "Il Vivente, risorto dai morti". Non è l'incontro della nostra intelligenza con un fatto razionale, chiaramente spiegabile e comprensibile, e per tanto accettabile, ma prima di tutto è il nostro incontro con la Parola di Dio, "la fede viene dall'udire, udire la parola di Dio"quella parola che ci toglie dall'ignoranza, e che va accettata per fede, (cfr.I Cor.15:1-9). L'incontro con Cristo risorto, non nasce quindi nella nostra fantasia, e non vive sulle ali delle emozioni, ma si realizza oggi per mezzo della Parola, che accettata per fede, opera potentemente in noi per mezzo dello Spirito Santo, portandoci a quell'esperienza profonda e spirituale che la Scrittura definisce nuova nascita, così come allora Gesù risorto soffiò sui discepoli lo Spirito Santo, dandogli la vita spirituale, allo stesso modo tutti coloro che lo incontrano oggi come il Signore Gesù risorto e vivente, ricevono la vita dello Spirito Santo.  

Il significato spirituale della risurrezione
 

La risurrezione di Gesù, è la dimostrazione che Egli non era semplicemente un profeta, un dottore venuto da Dio, uomo potente in opere, Gesù è veramente chi diceva di essere, il Figlio di Dio, il Messia, colui che la scrittura profetica definisce come "Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre eterno, Principe della pace", Lui aveva annunciato la sua morte e la sua risurrezione, ed ora portava a compimento ciò che aveva dichiarato di fronte ai Giudei, "Disfate questo tempio, e in tre giorni lo farò risorgere", Gesù parlava del suo corpo, e dopo la sua risurrezione, i discepoli si ricordarono di quelle parole. Egli aveva dichiarato "Io sono la risurrezione e la vita", Lui tiene le chiavi dell'ades, Lui solo può aprire e nessuno può chiudere, Lui può chiudere e nessuno può aprire. 


La tomba vuota era, ed è la dimostrazione, la prova della Sua perfetta divinità, il mondo lo voleva crocefisso, maledetto, sconfitto e umiliato, ma Dio Padre lo ha potentemente innalzato e gli ha dato il nome che è al di sopra d'ogni altro nome, e davanti al quale ogni ginocchio si piegherà, gli uomini lo hanno incoronato di spine, il Padre gli ha ridato la corona della gloria, che gli apparteneva, e lo scettro di un regno che non avrà mai fine.
La risurrezione di Gesù, è l'adempimento di tutte le promesse di Dio.
Tutto ciò che Dio aveva annunciato, per mezzo dei profeti, e quello che ancora oggi ci annuncia, e promette per mezzo delle Scritture, è stato sigillato con la morte e la risurrezione di Gesù, perché, la sola morte non sarebbe stata una prova sufficiente, molte brave e stimate persone sono morte per delle cause nobili, ma la loro morte, il più delle volte non è servita, e non è stata sufficiente a concretizzare e rendere efficaci i loro progetti e le loro promesse, ma Gesù ha fatto molto di più, ha deposto la sua vita per ripigliarla poi, dimostrando così in modo inappellabile che in Lui solo tutte le promesse di Dio hanno il loro "Si", Lui può portare a compimento perfetto ogni promessa, perché Cristo è morto, ma è anche risorto ed è salito alla destra del Padre, e vive per sempre, la nostra fede e la nostra speranza non sussistono perché la "tomba è vuota", ma perché Cristo è vivente e glorificato! 

Le conseguenze nella nostra vita spirituale
 

La certezza della salvezza e del perdono dei peccati 
Sulla croce Gesù prima di morire disse "Tutto è compiuto", e noi sappiamo bene che egli è stato il sacrificio unico e perfetto che ci libera da ogni colpa e ingiustizia, perché senza spargimento di sangue non vi può essere remissione dei peccati, così dichiara la Scrittura, quindi non per opere o per meriti noi potremmo essere perdonati, ma solo ponendo fede nel sacrificio espiatorio di Gesù, ma la Scrittura dice anche: "Se con la tua bocca avrai confessato Gesù come Signore, e avrai creduto con il cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti sarai salvato". Un salvatore morto, incapace di salvare se stesso, non ci sarebbe stato d'alcuna efficacia, ma noi crediamo in un Salvatore e Signore risorto con potenza dai morti, Egli non solo ha inchiodato l'atto accusatore che ci condannava, ma ha spezzato i legami della morte, e la sua risurrezione è la dimostrazione, e la certezza per tutti noi, che Dio ha pienamente accettato e gradito il suo sacrificio, se al contrario fosse rimasto nella tomba chi ci assicurava che eravamo veramente giustificati davanti alla giustizia di Dio?  
  

In ogni caso come avremmo mai potuto avere l'opportunità di avvicinarci a Dio, se Gesù risorto non avesse inaugurata per gli uomini, la via per accostarsi al trono della grazia, (cfr.Ebrei 10:19-20)e nel nome di chi potremmo noi innalzare le preghiere, le richieste sperando di essere ascoltati, se Gesù non fosse risorto, saremmo costretti a pregare un intermediario morto, e impotente, e sappiamo bene che Dio, non esaudisce, e non gradisce le preghiere rivolte ai morti, ma Gesù Cristo, il figliolo dell'Iddio vivente è risorto e siede alla destra del Padre, e ancora di più Egli intercede per noi.
 
La risurrezione di Gesù, è sorgente di forza spirituale
 

Come peccatori, non solo abbiamo bisogno di perdono e giustificazione, ma anche di santificazione, e di forza spirituale e la stessa potenza che Dio ha mandato ad effetto in Cristo Gesù uomo per farlo risorgere dai morti, è la stessa che Dio manda ad effetto nella vita dei peccatori pentiti e ravveduti, per farli risorgere spiritualmente, e non solo,  ma la risurrezione di Gesù, offre a tutti i credenti la certezza di ricevere vigore e vita spirituale in esuberanza, perché Cristo risorto e glorificato ci ha mandato lo Spirito Santo. Oggi ogni figliolo di Dio può e deve camminare in novità di vita perché non solo è morto con Cristo, ma è stato risuscitato in modo simile a Lui.
 
La risurrezione è sorgente di speranza  


Noi credenti abbiamo davanti una speranza eterna, grazie alla risurrezione di Gesù. Paolo parlando della risurrezione affermava che la fede di coloro che non vi credono è vana, e saremmo i più miserabili degli uomini se la nostra fede fosse solo terrena, se Cristo non fosse risorto, saremmo ancora nei nostri peccati e per di più senza speranza, a che ci servirebbe lottare, soffrire, perseverare? Tanto vale mangiare, bere, e divertirsi, un giorno saremmo tutti morti senza alcuna possibilità di rifarci e ricominciare, ogni cosa persa sarebbe persa per sempre, ma Cristo, dice Paolo "è risorto, e anche noi risorgeremo"nella risurrezione di Gesù troviamo certezza, e speranza per affrontare e superare le inevitabili crisi, stanchezza nel cammino cristiano, paure, difficoltà, avversità, in tutto questo siamo più che vincitori in virtù di colui che ci ha amato, ed è risorto a garanzia della nostra fede, coraggio anche per affrontare la morte, perché Cristo ha vinto la morte, e noi con Lui. 

Le conseguenze pratiche nella nostra vita, e nel nostro cammino di fede
  

 "Ricordati di Gesù risorto d'infra i morti", anche noi se vogliamo continuare a perseverare e progredire nella fede dobbiamo costantemente ricordarci e considerare Gesù risorto e vivente. 

Era il tema centrale della predicazione apostolica
  

Il fatto e la certezza dell'avvenuta risurrezione avevano completamente cambiato la vita dei discepoli, sapevano di avere riposto la loro fede in un Dio vivente, che aveva parlato con loro, che aveva mangiato con loro, aveva camminato e sofferto con loro, lo avevano visto vivente, poi crocefisso, in fine risorto dai morti, questo dava loro forza per annunciare e predicare l'evangelo, a fronte d'ogni avversità e opposizione. Loro erano testimoni della risurrezione, come potevano tacere! 

Un cambiamento di vita
  

Il messaggio della risurrezione aveva anche cambiato il modo di vivere dei primi discepoli,avevano compreso che il fine della fede in Cristo non era un regno terreno, ma il regno eterno di cui il loro Signore era il sovrano, ben presto cominciarono a realizzare la portata delle parole di Gesù e cominciarono a capire che quando Gesù diceva che si sarebbero incontrati di nuovo, intendeva parlare della sua risurrezione e della loro risurrezione, la vita eterna e il regno dei cieli, non furono più concetti astratti, ma una fondamentale certezza, questo li portò a vivere in modo diverso, a praticare con coraggio e fede gli insegnamenti di Gesù,realmente non ricercavano più le ricchezze e gli onori del mondo, sapevano di essere destinati a possedere un'eredità molto migliore.  


Rinunciavano alle loro case, ai loro averi, mettevano tutto in comune, un po' eccessivo, diciamo noi, forse, ma noi di fronte alla realtà della risurrezione come reagiamo, non dovrebbe la risurrezione di Gesù, pegno della nostra risurrezione, costringerci a vivere in modo più sobrio, sapendo che non siamo cittadini di questo mondo, ricordarci di Cristo risorto, non dovrebbe aiutarci a considerare la vita terrena in modo diverso, sapendo che non saremo sempre su questa terra. Sapendo di essere destinati ad una meta così gloriosa non dovremmo affrontare diversamente le nostre avversità, imparare ad essere più sereni, a vivere con più gioia, sapendo che: "La nostra fatica non è vana nel Signore", possiamo ottenere ogni giorno le forze necessarie per affrontare le fatiche dell'essere coerenti con la nostra confessione di fede, in ogni circostanza, e questa certezza di ricevere un giorno la corona della vita, grazie alla risurrezione di Gesù, dovrebbe accendere un fuoco nel nostro cuore, e spronarci a lottare per l'evangelo, con ogni costanza senza aspettarci nessun premio oggi, "perché grande è il nostro premio lassù nel regno dei cieli"ma non dimentichiamo che non vi può essere alcuna risurrezione, se prima non si passa per la croce e la morte! 

Conclusione 
 

" Ma le cose che mi erano guadagno, le ho ritenute una perdita per Cristo. Anzi, ritengo anche tutte queste cose essere una perdita di fronte all'eccellenza della conoscenza di Cristo Gesú mio Signore, per il quale ho perso tutte queste cose e le ritengo come tanta spazzatura per guadagnare Cristo, e per essere trovato in lui, avendo non già la mia giustizia che deriva dalla legge, ma quella che deriva dalla fede di Cristo: giustizia che proviene da Dio mediante la fede, per conoscere lui, Cristo la potenza della sua risurrezione e la comunione delle sue sofferenze, essendo reso conforme alla sua morte. "(Filippesi 3:7-10)

Paolo era disposto a tutto pur di avere maggior comunione con Gesù, e non solo, ma di poter conoscere più intensamente e in modo sperimentale la potenza della sua risurrezione, perché sapeva che la forza per continuare e progredire nel cammino verso la meta risiedeva proprio nel ricevere e realizzare giorno dopo giorno questa potenza che scaturisce da Cristo risorto, questo ci aiuta a comprendere che non sarà mai sufficiente quello che abbiamo realizzato fino ad oggi, la manna nel deserto durava giusto un giorno, all'indomani bisognava uscire per raccoglierne ancora, così noi dobbiamo impegnarci con costanza e serietà a ricercare ogni giorno la comunione con il Signore, Gesù risorto e vivente che presto ritornerà. Per noi credenti questa deve essere la speranza che ci accompagna "notte e giorno", nelle prove, continua ad avere fede, passeranno il primo, e il secondo giorno, e arriverà il terzo, il giorno della risurrezione, la liberazione dai legami della morte.


Ma per tutti coloro che non credono, la certezza della risurrezione di Gesù, dovrebbe produrre sgomento e timore, perché se Cristo è risorto, significa che esiste una risurrezione dai morti, un giorno il Signore farà udire la sua voce maestosa e potente, e i morti usciranno dalle tombe, in risurrezione di vita eterna per quelli che hanno operato bene, in risurrezione di giudizio per tutti coloro che non avendo ricevuto Gesù Cristo come loro Signore e Salvatore, dovranno rendere conto di tutte le loro opere, ed essere giudicati per tutti i loro peccati, non v'illudete ogni promessa di Dio ha il suo compimento in Gesù risorto, ed è scritto che: "L'uomo muore una sola volta dopo di che viene il giudizio e la morte eterna". 


 Ma per ogni persona che per fede oggi lo vuole ricevere nel proprio cuore, Gesù Cristo, il Signore risorto dai morti, proclama a gran voce:
"Io sono la risurrezione e la vita, chi crede in me anche se muore vivrà, e chiunque vive e crede in me non morirà mai".


  

“Poiché se confesserai con la tua bocca che Gesù è il Signore, e crederai con il tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo. Con il cuore infatti si crede per ottenere la giustizia e con la bocca si fa la professione di fede per avere la salvezza. Dice infatti la Scrittura: Chiunque crede in lui non sarà deluso. Poiché non c'è distinzione fra Giudeo e Greco, dato che lui stesso è il Signore di tutti, ricco verso tutti quelli che l'invocano. Infatti: Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato.”
(Romani 10:9-13 )
da: Consapevoli nella Parola

ciao

per tutti coloro che mi vogliono bene un invito a riflettere

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