per capirci

GIACOMO 1, 2-4

Fratelli, considerate come motivo di gaudio perfetto le diverse prove alle quali voi potete essere esposti, sapendo che la fede messa
alla prova produce la pazienza. E' necessario però che la pazienza compia perfettamente l'opera sua, affinché voi siate pure perfetti ed
integri, senza mancare in niente.(Giacomo 1; 2-4)

Emmanuel

sabato 11 febbraio 2012

Spiritualità contraffatta



Era la Festa dei Tabernacoli e Gerusalemme era piena di religiosi giudei provenienti da ovunque. Gesù trascorse due giorni insegnando nel tempio; dormì quella prima notte sul monte degli Ulivi, svegliandosi presto al mattino per cominciare ad insegnare. Il grande interrogativo che si poneva in Gerusalemme, era: “Chi è quest’uomo?” Mi domando se i Suoi discepoli non si scoraggiassero per tale incredulità e tali accuse da parte degli scribi e dei farisei. Mi chiedo se dissero a Gesù: “Siamo senza speranza; la città stessa e questo sistema religioso sono contro di te. Andiamocene!”

Ma nel secondo giorno sembrò esserci una breccia spirituale, sembrava che la Parola fosse finalmente penetrata: “Mentre egli parlava così, molti credettero in Lui.” (Giovanni 8:30). Posso proprio vedere l’eccitamento dei Suoi discepoli, che pensavano: “È  meraviglioso! Finalmente una breccia! L’inizio del risveglio!”
Oggi, molti pastori non avrebbero posto altre domande; questi neoconvertiti sarebbero stai accettati come membri di chiesa; gli avrebbero detto di credere per essere salvati; sarebbero stati chiamati “Cristiani”. Gli direbbero che sono figlioli di Dio nel loro cammino verso il cielo, in qualità di santi ed eredi, insieme agli altri eredi!

Ma non sarebbe stato così con Gesù! Egli sa discernere la fede simulata, la spiritualità contraffatta, conosce che qualcosa non va bene, non è reale, non è veritiera. È come se Gesù dicesse: “Fermate tutto! Non andate così veloci con questi ‘credenti’. Loro non vengono a Me con i loro cuori; c’è uno spirito menzognero all’opera. Giudicatelo tramite la Parola!”
La verità è che tali “credenti” sono effettivamente dei bugiardi – peccatori bugiardi! “Gesù allora disse a quei Giudei che avevano creduto in lui: … non l'avete conosciuto; ma io lo conosco, e se dicessi di non conoscerlo, sarei un bugiardo come voi…” (Giovanni 8:31,55). Il Signore Gesù Cristo non vuole avere nulla a che fare con una fede superficiale. Da Giovanni 8:31 fino alla fine del capitolo, vediamo Gesù rimproverarli spietatamente, mostrando la loro ipocrisia, esponendogli che la loro cosiddetta “fede” in Lui non ha affatto toccato i loro cuori.
L’intransigenza dimostrata dal Signore contro tali “credenti” giudei, ha aperto i miei occhi su quanto sta accadendo alla chiesa odierna. La stessa cosa succede in questi ultimi giorni: conversioni contraffatte! Ciò ha avuto come risultato di portare dentro la chiesa una spiritualità contraffatta che è satanica fin dall’origine; l’Evangelo è stato così annacquato che perfino dei demoni possono appartenere a molte chiese! Essi possono anche dire “amen” a molte predicazioni! Giacome scrive: “Tu credi che c'è un solo Dio, e fai bene; anche i demòni lo credono e tremano.” (Giacomo 2:19).

Perché la chiesa attuale è inquinata da rocchettari e punk,  i quali indossano pantaloni elastici aderentissimi, sono tempestati di borchie, hanno capelli coloratissimi, guance incavate e aspetto demoniaco; essi stanno portando dentro le chiese la stessa musica ed ideologia Heavy-metal che ha condotto una intera generazione verso il crack e l’eroina? Perché danzano lungo i corridoi delle chiese al suono della musica heavy-metal, con i loro occhi pieni di lussuria, spacciandola per una esperienza spirituale?
Perché non c’è più molta differenza tra gli empi e i religiosi?  La televisione cristiana fa sfoggio di una intera generazione di credenti celebri; un giorno si trovano a parlare in raduni spirituali, testimoniando sulle TV cristiane della loro fede in Gesù, il giorno dopo vengono visti in spettacoli di TV empie e film immorali, oppure mentre suonano e cantano in empi night clubs e bar di Las Vegas!
Cosa è accaduto alla separazione ed all’uscire dal mezzo di loro? O del sedere in mezzo agli schernitori? Isaia, il profeta dalla voce sommessa, griderebbe al giorno d’oggi: “I guardiani d'Israele sono tutti ciechi, senza intelligenza; sono tutti cani muti, incapaci di abbaiare; sognano, stanno sdraiati, amano sonnecchiare. Sono cani ingordi…” (Isaia 56:10-11).
Non c’è alcun “latrato” dal pulpito, troppi pastori sono pigri, troppo preoccupati dai loro sogni e dal guadagno personale, rifiutandosi di alzare la voce contro gli spiriti menzogneri, la fede fasulla, la spiritualità contraffatta. Abbiamo perduto i santi “cani da guardia” di Dio, coloro che possono cacciare via le potenze demoniache, che possono alzare la voce contro il compromesso “Incapaci di abbaiare!”. Costoro sono addormentati, pigri verso il peccato ed interessati solo a se stessi. Mentre loro si sono addormentati, il nemico è strisciato dentro, piantando un evangelo di miscuglio! Quello che state leggendo è un messaggio che “abbaia!”
Gesù ha rivelato nel passo di Giovanni 8, come possiamo riconoscere la spiritualità contraffatta; essa è distinta da tre caratteristiche ben delineate.

La cecità verso i propri legami e la propria schiavitù

Quando Gesù disse a questi cosiddetti “credenti” che non potevano essere Suoi discepoli, a meno che non avessero permesso alla Sua Parola di spezzare i loro peccati, si offesero. Gesù li avvertì:“Potrete essere Miei discepoli solo se persevererete nella Mia Parola fino a quando non sarete liberi dalla schiavitù; non siete liberi, siete legati, la vostra fede deve includere l’obbedienza alla Mia Parola!”
Essi erano schiavi del peccato, ma non volevano ammetterlo. “Gesù rispose loro: «In verità, in verità vi dico che chi commette il peccato è schiavo del peccato.” (Giovanni 8:34). Nell’originale greco è meglio esposto: “Chiunque pratica (o continua) il peccato, è servo del peccato”.
Il Signore cerca di mostrare loro che egli vuole molto più che la loro fede mentale, senza alcun costo. Egli vuole renderli figlioli e figliole; nelle loro menti essi sono già figli di Dio, dicendo: “Dio è nostro padre! Servitù? Schiavitù al peccato? Noi? Non siamo mai stai in servitù. Come ti permetti di dire tali cose?” Direbbero: “Maestro, tu hai detto a Nicodemo, che è uno di noi: ‘Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. Infatti Dio non ha mandato suo Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.’. a questo noi crediamo! Non è sufficiente?”

Gesù affermerebbe: ho detto molto di più di quanto non abbia detto a Nicodemo. Non avete preso a cuore tutta la Mia Parola; ho anche detto: “…gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie. Perché chiunque fa cose malvagie odia la luce e non viene alla luce, affinché le sue opere non siano scoperte; ma chi mette in pratica la verità viene alla luce, affinché le sue opere siano manifestate, perché sono fatte in Dio».” (Giovanni 3:19-21).
Secondo Gesù nessuno è un vero credente fino a che la Parola non ha “un posto dentro al suo cuore”.Fino a che la Parola non diventi sia una speranza che un terrore alla sua anima, fino a quando egli non è impegnato ad obbedire ad ogni Parola che procede dalla bocca di Dio, fino a quando la Parola non mostra e rompe i legami di tutti i peccati, tutte le tradizioni e tutte le false dottrine! A questi credenti Gesù dice: “…ma ora cercate di uccidermi, …Chi è da Dio ascolta le parole di Dio. Per questo voi non le ascoltate…” Egli è la Parola, la Parola fatta carne. Se voi distruggete la Parola di Dio in voi, state crocifiggendo Cristo! State rifiutando l’esigenza della Sua parola, Lo state rigettando. Gesù sta dicendo loro: non siete facitore della Mia Parola perché non avete mai abbandonato i vostri peccati, state ancora prendendo ordini da Satana, “Voi siete figli del diavolo, che è vostro padre, e volete fare i desideri del padre vostro” (Giovanni 8:38-47).

Una grande maggioranza di credenti che vanno in chiesa non sono mai stati salvati!

Molti di coloro che vanno in chiesa non sono mai stati toccati dalla Parola di Dio che convince di peccato; sono ancora schiavi delle loro vecchie vie, vecchie abitudini, vecchi amici. Non hanno cambiato neppure uno iota, hanno ancora un piede nel mondo; vivono in una menzogna esponendo Cristo ad aperta vergogna. Danneggiano Gesù molto più di tutti i comici di Hollywood messi insieme. Sotto il diretto controllo di spiriti menzogneri, sono incapaci di vedere che sono incatenati, diventando furiosi se cercate di mostrare loro che stanno per essere gettati fuori come servi inutili. Stanno andando verso l’inferno, continuando a pensare di essere dei credenti! Sono dannati dall’inganno, credendo in false dottrine di sicurezza. Costoro sono ingannati più di quei tossicodipendenti mezzi morti che sono in strada, poiché hanno permesso a Satana di accalappiarli in una bugia, attraverso uno spirito menzognero proveniente dall’inferno.
Vediamo qui la bugia che aveva preso in trappola i giudei al tempo di Gesù e di sicuro anche quei “credenti” di oggi. “Dio è con me, tutto ciò che ho me lo ha dato Lui; tutti i miei talenti ed abilità sono dei doni per me. Sto facendo esattamente quello che Dio vuole da me; tra Dio e me ci sono buoni rapporti! Sono un figlio di Dio, Egli ha aperto tutte le porte per me. Certo, mi esibisco nei night club; si , li dentro si beve e si bestemmia, certamente mi trovo nel mezzo della depravazione, ma mi ci ha messo Dio. Io sono il Suo rappresentante, Dio mi ha detto che va bene così. Bar e club? Io porto Gesù con me; è vero che interpreto dei ruoli in trasmissioni e film indecenti, ma non rappresento il vero me stesso! Il vero me stesso, ama Gesù!”

Questa è una grande bugia ed è il peggior tipo di fede contraffatta. Non c’è stato alcun arrendimento, nessuna separazione, nessun cuore rotto per il peccato, nessun abbandono della vita passata! Gesù ci dice le cose come stanno: voi non volete veramente la Mia Parola, non tremate davanti ad essa; non l’ascoltate, non vi fermate per lasciarla penetrare. Non ha alcun significato per voi! Voi credete di essere miei discepoli, ma non lo siete. “Se uno ama il mondo, l'amore del Padre non è in lui.” (1Giovanni 2:15). Dio dice attraverso Malachia: “… se dunque io sono padre, dov'è l'onore che m'è dovuto? Se sono padrone, dov'è il timore che mi è dovuto? …” (Malachia 1:6).
Non sentono nessun tipo di senso del bisogno; per loro non c’è alcun bisogno di pentimento o cambiamento, niente da abbandonare o rinunciare. Semplicemente si caricano delle loro vie mondane e seguono Gesù. Queste persone usano Gesù come un miglioratore delle loro vie egoiste. Egli è visto non come qualcuno che li libera, ma come qualcuno da aggiungere a quanto già hanno, uno che migliori i loro talenti, apra le porte, benedica, aggiunge una nuova dimensione alle loro carriere. Pregano che Dio li renda pieni di successo nelle loro carriere peccaminose!
La grande maggioranza dei cosiddetti gruppi rock “Cristiani”, non avrebbero successo nel mondo secolare, quindi usano la religione e Gesù per manipolare le masse di giovani cristiani poveri, malguidati, senza pastore, per costruirsi un nome ed una carriera. Vogliono buttarsi nel mercato secolare alla prima opportunità se il diavolo mette sotto il loro naso un lucroso contratto! Ascoltate Cristo: , “Voi siete figli del diavolo, che è vostro padre, e volete fare i desideri del padre vostro”. Gesù non ha nulla a che fare con questo, perché tutto ciò è diretto dall’inferno!

Essi non credono a Gesù neppure quando li chiama fornicatori ed idolatri!

Gesù parla molto chiaro a loro: “Ciò che voi fate è dal diavolo; tutte queste opere che voi pensate siano approvate da Dio, sono opere del padre delle menzogne.” “ Voi fate le opere del padre vostro.” (Giovanni 8:41).
Essi si indignarono: “…Noi non siamo nati da fornicazione; abbiamo un solo Padre: Dio.”(Giovanni 8:41). Ascoltate le loro scuse: “Non stiamo facendo nulla di sbagliato! Non siamo peccaminosi, amiamo Dio! Non vediamo assolutamente nulla di sbagliato nel fare queste cose; il diavolo non è in noi e non ci dirige. Lo Spirito Santo è in noi! Noi siamo figli di Dio: speciali, scelti. Gesù non poteva comprarli! Egli disse: “vi ho reso chiaramente chi sono i Miei Figlioli; essi sono liberi dai legami di questo mondo. I miei figli non sono sotto lo stesso giogo con gli increduli; non hanno amicizia con i malvagi, non hanno comunione con gli operatori d’iniquità, i Miei figlioli si rifiutano di portare il Mio tempio dentro dei covi d’idolatria, sono separati da questo mondo; non toccano cose impure” (vedi 2 Corinzi 6:14.18).
Essi risposero: “Noi non commettiamo idolatria, Dio ci parla!”. Erano disperatamente ciechi verso il loro orribile peccato.
Gesù sembrava esasperato con loro: “Perché non comprendete il mio parlare? …” (Giovanni 8:43). In altre parole: perché la Mia Parola non vi convince di peccato? Perché non riuscite ad ascoltare queste semplici e chiare parole? “…Perché non potete dare ascolto alla mia parola.” (Giovanni 8:43). Essi erano degli ascoltatori del passato, le loro orecchie erano chiuse! Perché non riuscivano ad udire e comprendere? Perché non riuscivano a capire che Gesù stava loro dicendo, che erano loro stessi gli idolatri guidati dal diavolo? “Chi è da Dio ascolta le parole di Dio. Per questo voi non le ascoltate; perché non siete da Dio.”(Giovanni 8:47).
Gesù avverte che ogni idolatria nel mezzo dei credenti viene guidata personalmente dal diavolo. Immediatamente dopo aver detto a questi “credenti” che non ascoltavano la verità, Egli dice loro da dove proviene la loro guida. “Voi siete figli del diavolo, che è vostro padre, e volete fare i desideri del padre vostro. … Quando dice il falso, parla di quel che è suo perché è bugiardo e padre della menzogna.” (Giovanni 8:44).
Ho ricevuto una lettera da un uomo piangente dalla disperazione per un particolare peccato che lo assediava. Chiedeva nella lettera: “è una influenza esterna oppure è proprio il mio cuore malvagio?” Molte dimore cristiane permettono di governare ad “una influenza esterna”.
In tutta onestà vi chiedo: chi vi dice che va bene star seduti per ore, bevendo nel sudiciume davanti alla TV? Chi vi dice non essere idolatria vedere spettacoli che sono totalmente corrotti? È forse Gesù che vi dice: “ Guardare film violenti, sensuali, sanguinari va bene! Sei un credente maturo, quindi non ne sarai accalappiato…? Chi lo ha detto? Chi vi ha messo in tale tranquillità? Chi è che sta parlando così forte tramite me in questo momento, gridando: “Questa è idolatria, non è legalismo! Sbarazzatevi di tutte queste influenze esterne”. È forse il diavolo che vi sta predicando questo messaggio? È forse questa un monito che fuoriesce dall’inferno, per dirvi di svegliarvi? Se è da parte di Dio e voi siete di Dio lo ascolterete, crederete in esso e ne sarete cambiati.
Chi vi ha detto che va bene amoreggiare con la moglie di un altro uomo o il marito di qualcun’altra? Chi vi ha detto che va bene non tenere fede alle vostre promesse? Chi vi ha detto che va bene portare in casa vostra dei video empi? Chi vi ha detto che va bene fare una scappatella ogni tanto dentro i night-club? È stato forse Dio? Oppure è stato il diavolo?
Vi dirò cosa scuote la mia anima. Gesù sta dicendo a coloro che confessano di essere credenti: “Tu sei del diavolo, stai commettendo la lussuria di tuo padre”. Sei forse cieco verso quello che fai, mettendo davanti a te scuse come: “Non sono io! Io amo Dio e non sono un fornicatore”. Dio si sta addolorando per i milioni di “cristiani” che peccano, amoreggiano con il diavolo, diventano duri di cuore e ciechi verso le loro stesse vie e che dicono: “Io sono a posto, va tutto bene. Dio è con me, non sono un peccatore e neanche un idolatra!”

L’odio che una volta era diretto verso i propri peccati, è ora diretto contro la riprensione 

Hanno cercato di deviare la colpa, gridando: Non giudicate! 
“I Giudei gli risposero: «Non diciamo noi con ragione che sei un Samaritano e che hai un demonio? … chi pretendi di essere?» (Giovanni 8:48,53).
Questo è lo stratagemma di Satana  che ancora usa per mascherare il peccato. Ciò che essi stavano dicendo a Gesù, era: “Sei tu che sbagli! Noi non siamo guidati da Satana, tu lo sei! È il diavolo che ti incita a giudicarci; giudicare è peccato, chi sei tu per giudicarci! Noi sappiamo di essere da parte di Dio!
Questo astuto stratagemma viene usato dal diavolo in questi ultimi giorni per mascherare molte false dottrine. Lo usa per coprire i segreti peccati che si annidano dentro i pulpiti e sopra le panche delle chiese. Il grido di oggi che si ascolta ovunque è: “Non giudicate! Satana cerca di ostacolare l’unità; è un peccato giudicare; i predicatori che predicano la santità sono considerati nell’errore: sono giudici autonominatisi!”
Gesù è la Parola e la Parola stava giudicando e riprovando i loro peccati ed invece che permettere alla Parola di purificarli e guarirli, essi proteggevano il loro orgoglio e si tenevano i propri peccati! Dopo ciò cercarono di far assomigliare i profeti di Dio a dei peccatori! È vero la Bibbia dice: “Non giudicare”, ma subito dopo spiega: “Non giudicate secondo la carne!” “Voi giudicate secondo la carne; io non giudico nessuno. 
Anche se giudico, il mio giudizio è veritiero…Ho molte cose da dire e da giudicare sul conto vostro…” (Giovanni 8:15-16, 26). Paolo ebbe a dire: “Non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre; piuttosto denunciatele” (Efesini 5:11).
E continua: “Ti scongiuro, davanti a Dio e a Cristo Gesù che deve giudicare i vivi e i morti, per la sua apparizione e il suo regno: predica la parola, insisti in ogni occasione favorevole e sfavorevole, convinci, rimprovera, esorta con ogni tipo di insegnamento e pazienza. Infatti verrà il tempo che non sopporteranno più la sana dottrina, ma, per prurito di udire, si cercheranno maestri in gran numero secondo le proprie voglie, e distoglieranno le orecchie dalla verità e si volgeranno alle favole.”
La maggiore priorità di Satana in questi giorni è quella di zittire qualunque rimprovero, di chiudere la bocca di qualunque profeta o sentinella e di screditare tutte le predicazioni contro il peccato accusandole di giudicare troppo.
Se non stai in guardia, il nemico oppure qualche credente deluso, cercherà di dirvi: “Non andate alla Chiesa di Times Square! La loro predicazione causa divisione! Loro non credono nell’unità, cercano di mettere in cattiva luce gli altri pastori!” Noi diciamo con Paolo: “… essi vegliano per le vostre anime come chi deve renderne conto…” (Ebrei 13:17)“Infatti vi sono molti ribelli, ciarloni e seduttori delle menti, specialmente tra quelli della circoncisione, ai quali bisogna chiudere la bocca; uomini che sconvolgono intere famiglie, insegnando cose che non dovrebbero, per amore di un guadagno disonesto. Uno dei loro, proprio un loro profeta, disse: «I Cretesi sono sempre bugiardi, male bestie, ventri pigri». Questa testimonianza è vera. Perciò riprendili severamente, perché siano sani nella fede” (Tito 1:10-13).

Giudicare secondo la carne significa giudicare in modo vendicativo, spesso ciò significa giustizia personale ed arrogante; questo è proprio il modo che la Parola proibisce; ma giudicare in modo retto significa giudicare in modo da redimere. Questo nasce dall’amore: per primo dall’amore della Sua preziosa parola, dopo dall’amore verso coloro per cui stai piangendo perché li vedi in pericolo.
Un giudizio santo viene da un cuore rotto, che dice: “Vi sto dicendo la verità: così sarete liberi e grandemente usati da Dio”. Gesù dovette dir loro la verità, che erano ipocriti, bugiardi, fornicatori, figli di Satana e ciechi! Eppure il Suo amore per loro era così forte sebbene si fossero adirati: “Allora essi presero delle pietre per tirargliele…” (Giovanni 8:59)Ma Gesù, nel Suo giorno finale, pianse per loro; tornò ancora ad implorarli, supplicarli, blandirli e cercarli!
Ho chiesto allo Spirito Santo di farmi comprendere questi otto capitoli di Giovanni, è così semplice… il credente contraffatto è colui che non vuole lasciare le proprie abitudini, mentre invece il vero credente lascia la propria vita a Gesù! I contraffatti credono in Gesù, che Egli è Dio; accettano tutta la Parola, ma non la mettono mai in pratica. La Parola, in fin dei conti, non ha alcun effetto su di loro!

È possibile credere in Gesù, senza però confessarlo al Mondo: “Ciò nonostante, molti, anche tra i capi, credettero in lui; ma a causa dei farisei non lo confessavano, per non essere espulsi dalla sinagoga [li avrebbero espulsi da un lavoro?]; perché preferirono la gloria degli uomini alla gloria di Dio.” (Giovanni 12:42). Possa Dio aiutarci ad essere onesti di fronte a Lui e darci una buona disposizione ad essere investigati e rimproverati dalla Sua Parola.
Il mondo ha necessità della testimonianza di una vera spiritualità, vera santità, senza alcuna mistura d’ipocrisia.

di David Wilkerson

giovedì 2 febbraio 2012

Il rischio pentecostalista



Ciò che segue è un avvertimento profetico da Azusa Street di 75 anni fa che riguarda il pericolo di una Pentecoste senza Cristo.
Frank Bartleman fu un testimone oculare dell'effusione dello Spirito Santo nel 1907 in Azusa Street, a Los Angeles. È stato definito "il Reporter del risveglio di Azusa Street". Circa 75 anni fa, durante l'effusione, scrisse un trattato mettendo in guardia da una Pentecoste senza Cristo. Egli ammonì:
"Noi non possiamo sostenere una dottrina o cercare un'esperienza se non in Cristo. Molti sono desiderosi di cercare la potenza al fine di operare miracoli, attirare l'attenzione e l'adorazione della gente verso loro stessi, derubando così Gesù Cristo della Sua gloria e facendo bella mostra carnale.Il bisogno più grande sembrerebbe essere vero per i veri discepoli del mite e umile Gesù. L'entusiasmo religioso sedimenta facilmente, e lo spirito umano predomina così sullo spirito religioso che si ostenta. Ma noi dobbiamo tenerci saldi al nostro teste, Cristo".
"Qualsiasi opera che esalti lo Spirito Santo o i ‘doni' al di sopra di Cristo, finirà in fanatismo. Qualsiasi cosa che ci porti ad esaltare e ad amare Cristo è buona e sicura, ma il contrario rovinerà tutto. Lo Spirito Santo è una luce grandiosa, ma sempre concentrata unicamente su Gesù affinché sia davvero rivelato".
"Laddove lo Spirito Santo ha il controllo, Gesù è proclamato il Capo e lo Spirito Santo il Suo esecutore".
In un'altra occasione il fratello Bartleman avvertì:
"La tentazione sembra muoversi verso manifestazioni vuote perché queste non richiedono nessuna croce particolare e nessuna morte per la propria vita. Per questo è sempre una cosa per cui le masse sono attirate".
"Non possiamo mettere ne potenza, ne doni, ne lo Spirito Santo, e nessun altra cosa davanti a Gesù. Qualsiasi missione che esalti perfino lo Spirito Santo al di sopra del Signore Gesù Cristo è destinata a schiantarsi nell'errore e nel fanatismo".
"Sembra ci sia un gran pericolo di perdere di vista il fatto che Gesù è ‘tutto in tutti'. L'opera del Calvario e l'espiazione devono essere il fulcro delle nostre considerazioni. Lo Spirito Santo non attirerà mai l'attenzione da Cristo su di Sé, ma piuttosto rivelerà Cristo nella pienezza. Siamo nel pericolo di scansare Gesù, di lasciarlo ‘perso nel tempio' attraverso l'esaltazione dello Spirito Santo e dei doni dello Spirito. E' Gesù che deve essere il centro di ogni cosa".
Io non prendo alla leggera l'avvertimento di Bartleman. Il pericolo di una Pentecoste senza Cristo è molto attuale oggi. Vi dico che è possibile raccogliere gente ripiena di Spirito da qualche parte, che loda e che alza le mani... e Gesù che cammina come un estraneo tra loro!
È vero che è scritto: "dove due o tre sono riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro" (Matteo 18:20). Ma Egli può essere nel mezzo di noi come un estraneo, ignorato e disconosciuto persino da coloro che si incontrano nel Suo nome! I giudei si uniscono ogni Sabato nella sinagoga per parlare del Suo nome e profetizzare la Sua venuta. Lodano il nome del Padre che promise di inviarlo. Pronunciano il nome del Messia con venerazione e riverenza. Però quando è venuto e ha camminato tra loro, non lo hanno riconosciuto. Era un perfetto estraneo tra loro.
Cristo Gesù, un estraneo nel mezzo di una comunità riempita di Spirito? Un estraneo in mezzo a coloro che confessano il Suo nome, e che adorano il Padre che lo ha mandato? Un estraneo tra quelli che cantano Osanna e che lo chiamano "Signore, Signore"?
Assolutamente si, non solo è possibile, ma sta succedendo tra il popolo di Dio oggi! Vi mostrerò alcuni modi per cui questo avviene, possa lo Spirito di Dio togliere la nostra cecità spirituale affinché possiamo vederlo ancora una volta come Egli è veramente: SIGNORE DI TUTTO!


Rendiamo Cristo un estraneo quando si dà preminenza allo Spirito Santo.

Cristo e solo Lui deve essere il centro delle nostra vita e della nostra adorazione! "Egli è il capo del corpo, cioè della chiesa; è lui il principio, il primogenito dai morti, affinché in ogni cosa abbia il primato. Poiché al Padre piacque di far abitare in lui tutta la pienezza" (Colossesi 1:18-19)
"Affinché in ogni cosa abbia il primato..."cioè distinto e confessato su tutto il resto, che ha il primo posto in tutto. Nemmeno lo Spirito Santo deve essere esaltato al di sopra di Quel nome! Non deve mai ombreggiare la Croce! Non si deve neppure pensare che Gesù abbia mandato qualcuno di meglio. Gesù ha mandato lo Spirito Santo per rivelare la Sua pienezza in noi.
Quando lo Spirito Santo diventa il centro della nostra attenzione, la chiesa perde l'obiettivo! Lo Spirito Santo discese su Cristo mentre Lui usciva dalle acque battesimali e il Padre disse di Lui "...Questo è il mio diletto Figlio, nel quale mi sono compiaciuto..." Lo Spirito discese in forma di colomba, ma l'attenzione era sull'Agnello di Dio che toglie i peccati dal mondo. Non la colomba, ma l'Agnello!
Cristo ha parlato ai Suoi discepoli di un'imminente Pentecoste, quando lo Spirito sarebbe stato effuso per un solo scopo: POTENZA per innalzare il nome di Cristo! "Ma riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all'estremità della terra" (Atti 1:8). Gesù rende chiaro che quando lo Spirito verrà, non attirerà l'attenzione su di se, ma si concentrerà sulle parole di Cristo. Egli esalterà Cristo: "quando però sarà venuto lui, lo Spirito della verità... non parlerà di suo... Egli mi glorificherà perché prenderà del mio e ve lo annuncerà. Tutte le cose che ha il Padre, sono mie; per questo ho detto che prenderà del mio e ve lo annuncerà" (Giovanni 16:13-15).
Gesù ha detto: "Egli vi mostrerà la Mia gloria, la Mia potenza, il Mio regno. Egli vi ricorderà tutte le Mie parole". L'opera principale dello Spirito Santo non è semplice compagnia sebbene Egli riunisce i credenti in uno in Cristo. Non è un'estasi. Non è per solo per farci parlare in qualche lingua. Lo Spirito è venuto per esaltare Cristo e per condurre l'umanità alla sua signoria.
Non è sufficiente dire che lo Spirito ci avvicina gli uni agli altri, ma Egli ci avvicina sempre più a Cristo. La pienezza dello Spirito è la pienezza di Cristo. Se tu non provi un amore consumante per Cristo, non hai un battesimo nello Spirito Santo. Cristo, il battezzatore, ha mandato lo Spirito Santo per infiammare le nostre anime verso l'umanità perduta, perché andassimo nelle strade e sui cigli per raggiungere gli inconvertiti. Per scrollarci di dosso il nostro pigro stile di vita e per farci fare la Sua opera.
Nel momento in cui gli uomini cercheranno di esaltarlo al di sopra del Figlio di Dio il benedetto Spirito Santo resterà contristato e alla fine si ritirerà. Egli non permetterà che la Sua potenza venga abusata da coloro che vogliono solo doni e non Cristo il Donatore!
Che cos'è un vero incontro nello Spirito Santo? È dove la gente parla in lingue? O dove la gente viene guarita? Dove i santi saltano dalla gioia? Dove i santi profetizzano? Più, molto di più di ciò! È dove Cristo viene esaltato, dove la Sua santità penetra le anime, dove uomini e donne cadono davanti al Suo santo trono, umiliati e in lacrime gridando "Santo! Santo!".
Il movimento dello Spirito Santo è un movimento più vicino a Cristo, più profondo in Cristo, con una vera sottomissione alla Sua Maestà.


Cristo è reso un estraneo quando lo si loda e basta.

Noi lodiamo un Cristo che non preghiamo, siamo diventati un popolo che loda? Per molti del popolo di Dio, la cameretta per pregare è diventata una reliquia del passato. Quanti dicono: "perché chiedere a Dio qualcosa che Egli ha già promesso? Atteniamoci alle promesse e semplicemente comandiamo liberazioni!".
Vedete? Noi vogliamo non tanto Cristo, ma quello che Lui può fare per noi. Vogliamo una via d'uscita alle nostre pene e sofferenze. Vogliamo che i nostri guai spariscano. E siamo così impegnati nella nostra fuga dal dolore, che perdiamo il vero significato della Croce. Rifiutiamo croci e perdite... nessun Getsemani per noi! Nessuna notte d'agonia! Noi questo Cristo sofferente, sanguinante e risorto, non lo conosciamo proprio!
Vogliamo il potere di guarigione. Vogliamo le Sue promesse di prosperità. Vogliamo la Sua protezione. Vogliamo di più di beni terreni. Vogliamo la Sua felicità, etc. ma non vogliamo Lui senza queste cose!
Preghiamo noi? Oh, si! Quando abbiamo bisogno di qualcosa. Abbiamo la formula pronta "nel nome di Gesù". Tutto ciò che abbiamo bisogno da Lui è che Egli consegni i tagliandi delle nostre richieste al Padre.
Sono stanco di ascoltare la gente dire, cose del tipo "questa è un'epoca talmente indaffarata... non ho tempo per pregare, mi piacerebbe, ma non ne ho il tempo..." No, non è mancanza di tempo, ma una mancanza di desiderio. Perché ognuno trova il tempo per ciò che veramente vuole fare. Guardate i nostri giovani cristiani, perdono le ore a giocare alla play-station, sbuffando annoiati, senza posa in cerca di qualcosa da fare, ma non c'è tempo per pregare! Non c'è tempo per Gesù! Oh Dio, in qualsiasi maniera e in qualsiasi modo metti in ginocchio questa generazione, non soltanto in preghiera verso il Signore, ma in una comunione quotidiana con Cristo!
Il nostro Salvatore che ha in cura di noi e che si occupa dei nostri multipli universi, ha tempo per pregare proprio per te! Egli trova il tempo per intercedere per te davanti al trono di Dio (vedi Ebrei 7:25), e tu dici che non hai il tempo per pregare a Lui?
Noi lavoriamo in maniera fervente per un Cristo che ignoriamo. Noi andremmo ovunque, faremmo qualsiasi cosa nel Suo nome. Ma non preghiamo. Canteremo in una corale, visiteremo i malati e le prigioni. Ma non preghiamo. Daremo consiglio ai deboli e ai bisognosi; staremo notti alzati a confortare un amico, ma non preghiamo. Combatteremo la corruzione! Faremo crociate per la moralità! Ci opporremo alle armi nucleari! Ma non preghiamo!
Più che altro, non preghiamo perché in fondo non crediamo che davvero funziona. La preghiera è un campo di battaglia insanguinato! È dove si conquistano le vittorie! Un luogo dove si muore a sé stessi! Un luogo dove un Dio Santo espone peccati segreti! Non ci si deve meravigliare se Satana cerca di eludere la preghiera. Un uomo che prega manda scosse all'inferno! L'uomo o la donna sono marchiati perché Satana sa che la preghiera è la potenza con la quale si spezza il suo regno, egli non ha paura di santi affamati di potenza, ma trema al suono di santi che pregano!


Cristo diventa un estraneo tra noi quando pretendiamo potenza.

Reader Harris, un inglese direttore della Lega Pentecostale per la Preghiera, una volta sfidò una comunità su questo tema di potenza e purezza. Disse: "Quelli che vogliono la potenza, si allineino alla mia destra. Quelli che vogliono la purezza, alla mia sinistra". La comunità si allineò in proporzione di dieci per la potenza e uno per la purezza!
Nel libro degli Atti, dalla pentecoste in poi, c'era più risultato di purezza che di potenza. Cosa disse Pietro al Concilio di Gerusalemme? Che cosa fece Dio alla Casa di Cornelio? "E Dio... dando lo Spirito Santo a loro, come a noi... purificando i loro cuori mediante la fede" (Atti 15:8-9).
Chi è l'uomo di Dio o la donna di Dio che ha potenza? È forse quello che può guarire gli ammalati o quella che risuscita i morti? È quello che sa parlare in lingue straniere e quella che sa profetare? È quello che attira la maggior parte della gente e costruisce le chiese più grandi? Ma no, quello che ha potenza è quello che possiede vera purezza "... il giusto se ne sta sicuro come un leone" (Proverbi 28:1).
Il profeta Malachia profetizzò riguardo un repulisti soprannaturale che sarebbe sopraggiunto nella Casa di Dio: "... il Signore, che voi cercate, l'Angelo del patto, che voi desiderate, entrerà nel suo tempio... Chi potrà resistere nel giorno della sua venuta? Chi potrà rimanere in piedi quando egli apparirà? Egli infatti è come il fuoco del fonditore, come la potassa dei lavatori di panni. Egli si metterà seduto, come chi raffina e purifica l'argento, e purificherà i figli di Levi e li raffinerà come si fa dell'oro e dell'argento; ed essi offriranno al SIGNORE offerte giuste" (Malachia 3:1-3).
Questa è una duplice profezia. Sta parlando della prima venuta di Cristo, ma anche della seconda. Tornerà ancora improvvisamente come un ladro nella notte. Ma prima, purificherà la Sua Chiesa. Noi non siamo pronti per il ritorno di Cristo. Ditemi, è forse questa la chiesa vittoriosa? Cupidigia, divorzi, depressione, menti rivolte alle cose mondane che arrancano materialismo e successo, competitività, tiepidezza, adulteri, ricchi e abbondanti di beni, incoscienza della povertà e cecità spirituale, amore per il piacere, menti rivolte al tempo libero consumate dallo sport, dalla politica e dal potere...
E' questa la chiesa per cui Gesù sta tornando? Una chiesa che sta convivendo con l'ansietà di cui è ripiena, soddisfatta solo per avere buona salute e benessere? Ma la mia Bibbia dice invece che sta tornando per una Chiesa trionfante! Una Chiesa senza macchia e rughe! Un popolo le cui affezione sono riposte per le cose dell'Alto! Un popolo dalle mani pulite e dai cuori puri! Un popolo che non vede l'ora che Egli torni! Un popolo con uno stato d'animo da "nuova Gerusalemme".
La domanda non è più "che cosa mi procurerà la mia fede? Che miracolo farà Egli per me?".
La domanda ora è "come potrò stare di fronte a Lui? Come me la caverò nel giorno del Giudizio?"... chi potrà rimanere in piedi quando egli apparirà?" (Malachia 3:2).
La domanda non è più "Come mi sento, come mi procurerò la felicità, come soddisferò i desideri del mio cuore...".
Ma la domanda è "potrò affrontare quel momento quando sarò davanti al trono di Cristo? Come potrò resistere, sapendo che ho vissuto così incurante, così egoisticamente e in modo così trascurato la sua grande salvezza?".
Il punto centrale e davvero importante su cui riflettere è: "ho trascurato Cristo in quest'ora notturna?"
La purga comincerà dal pulpito! "...purificherà i figli di Levi..." (Malachia 3:3). Dio compierà ciò alzando la temperatura, farà cose così bollenti, così fieramente, così intense, che gli uomini di Dio saranno messi in ginocchio perché sarà attizzato il fuoco della persecuzione, della tribolazione, e di incredibili difficoltà, come beffardaggini, pettegolezzi e problemi finanziari. Egli scuoterà qualsiasi cosa che può essere scossa. Dio sta per scuotere, raschiare, bruciare, purgare, e purificare!
Nessun uomo di Dio e nessuna donna di Dio scamperà alla purga! Dio ci scrollerà di dosso lo schifo e il luridume, e la purga si estenderà dal pulpito fino a tutte le panche. Tenetevi pronti santi! Dio si sta preparando per esporre tutti i peccati, tutti gli adultèri, tutte le stoltezze! Lo Spirito Santo sta per farci una riprensione di tutti i nostri peccati!
Dimmi, come puoi stare a divertirti quando sai che Dio ti metterà nel crogiolo per accendere il fuoco? Il tuo battesimo in Spirito... sta per ricevere una colata di FUOCO!
Malachia disse "... il giorno viene, ardente come una fornace; allora tutti i superbi e tutti i malfattori saranno come stoppia. Il giorno che viene li incendierà..." (Malachia 4:1).
L'autore di questo messaggio non sono io.

domenica 29 gennaio 2012

Sei a letto con Jezebel?


Tutte le chiese conosceranno
che Io sono Colui che investiga le menti e i cuori,
e renderò a ciascuno secondo le sue opere.
Apocalisse 2:23

"Ma io so che, venendo da voi, verrò nella pienezza della benedizione dell'evangelo di Cristo" (Romani 15:29). Paolo scriveva queste parole ai cristiani in Roma. Stava dicendo loro "non ho dubbi che, quando vi rincontrerò, sarà nella piena misura della benedizione di Cristo".
Le parole dell'apostolo implicano qui qualcosa che ogni credente deve sapere. Cioè, ci sono vari gradi - o misure - della benedizione di Cristo. Alcuni credenti ottengono una misura piena di questa benedizione, che è il nostro obiettivo. Tutti noi dovremmo giungere ad una misura piena della benedizione di Cristo. Eppure altri cristiani acquistano solo una piccola misura della benedizione di Cristo.
Nella sua lettera agli Efesini, Paolo esorta ognuno a perseguire la piena misura di questa benedizione:"a ciascuno di noi è stata data la grazia, secondo la misura del dono di Cristo... finché giungiamo tutti all'unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio a un uomo perfetto, alla misura della statura della pienezza di Cristo... e conoscere l'amore di Cristo che sopravanza ogni conoscenza, affinché siate ripieni di tutta la pienezza di Dio"(Efesini 4:7,13 e 3:19).
Notate la parola "pienezza" in questi versi. Il vocabolo greco che Paolo usa qui significa "completare il compito di riempirsi fino al colmo". Questo è il compito che Dio ci ha dato: perseguire la pienezza della benedizione di Cristo nelle nostre vite.
Paolo elabora ancora questo concetto, scrivendo: "C'è un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo, un Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, fra tutti e in voi tutti" (4:4-6). In breve, Dio il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo abita in tutti i suoi figli. Gesù promise: "Noi verremo e faremo dimora in voi" (vedi Giovanni 14:23). Paolo sta specificando che tutti abbiamo lo stesso accesso al Signore. Perciò, abbiamo tutti la stessa opportunità di ottenere la sua benedizione sempre crescente. In effetti, le nostre vite dovrebbero continuamente crescere in quella che Paolo definisce "la benedizione di Cristo".
Considerate l'incredibile misura della benedizione di Cristo nella vita di Paolo. Quest'uomo ricevette rivelazioni da Gesù in persona. Egli scrisse che Cristo si rivelò in sé. Naturalmente, Paolo sapeva di non essere giunto alla perfezione. Ma sapeva anche, senza dubbio, che non c'era niente nella sua vita che impedisse il flusso della benedizione di Cristo.
Per questo Paolo poteva dire: "Sono sicuro che quando verrò da voi, verrò nella pienezza della benedizione del vangelo di Cristo" (Romani 15:29). Aveva una santa certezza nel suo cammino con Cristo. Egli affermava:"Per questo io mi sforzo di avere continuamente una coscienza irreprensibile davanti a Dio e davanti agli uomini"(Atti 24:16).
Paolo stava dicendo, in effetti: "La mia vita è un libro aperto davanti al Signore. Non ho alcun peccato segreto nascosto nel cuore, e Lui non ha alcuna controversia con me. E la Sua benedizione su di me è un continuo flusso di rivelazioni. Perciò, quando vi predico, voi non state ascoltando le parole umane. Non vi consegno un messaggio morto pieno di sapiente teologia. Ciò che udite sono le esatte parole provenienti dal cuore di Dio".
Vedete, la pienezza della benedizione di Cristo ha poco a che fare con i beni materiali. Naturalmente, tutto il benessere e le risorse terrene debbono essere considerate come una benedizione dalla mano provvidente di Dio. Ma Paolo sta parlando qui di benedizioni ancora maggiori. Il vocabolo greco che usa per benedizioni, significa: "raccomandazione di Dio" oppure il "Suo beneplacito".
In breve, la benedizione di Cristo significa avere una vita che piace al Signore. E' una rivelazione interiore che viene dallo Spirito Santo che, mentre Dio osserva la tua vita, dice: "Sono compiaciuto di te, figlio mio, figlia mia. Non c'è niente fra di noi che impedisce la nostra comunione e la nostra relazione".
Lo scrittore agli Ebrei riassume la pienezza della benedizione di Cristo in questo modo: "Ora il Dio della pace, che in virtù del sangue del patto eterno ha fatto risalire dai morti il Signor nostro Gesù, il grande Pastore delle pecore, vi perfezioni in ogni buona opera, per fare la sua volontà, operando in voi ciò che è gradito davanti a lui per mezzo di Gesù Cristo, al quale sia la gloria nei secoli dei secoli" (Ebrei 13:20-21).
Mi piace stare con persone che vivono questo genere di vita cristiana. Hanno quell'aroma della comunione con Gesù. Come Paolo, questi santi si soddisfano di questa vita, desiderano essere nella presenza di Cristo, e hanno fame di ottenere più e più intimità con lui. Parlano molto di Gesù, e trasudano il Suo amore e la Sua santità.
Queste persone si godono la vita, ma evitano ogni conversazione stolta. Vivono completamente separati dalle cose di questo mondo. E il favore di Dio è evidente nelle loro vite e nelle loro famiglie. Potranno forse essere poveri, ma le loro vite sono completamente benedette dal Signore.
Non mi fraintendete, queste persone soffrono come chiunque altro. Attraversano momenti di prove dure e di afflizioni. Ma come Paolo, benché possono essere abbattuti, non sono distrutti e non lasciano mai la presa. Sono determinati ad ultimare il loro cammino di fede e ministrano in un modo che piace a Dio.

Lo scopo di questo messaggio è evidenziare
ciò che ci impedisce di entrare nella pienezza della benedizione di Dio.

Paolo chiedeva ai Galati: "Voi correvate bene; chi vi ha ostacolato a impedendovi di ubbidire alla verità? Questa persuasione non viene da colui che vi chiama. Un po' di lievito fa fermentare tutta la pasta" (Galati 5:7-9).
Paolo si riferisce qui ad un tipo di mentalità, ad una convinzione dottrinale o a una teologia. Sta chiedendo: "Cos'è nella vostra vita che vi impedisce di proseguire nella piena benedizione di Cristo? Stavate facendo bene in passato. Vi conoscevo come un popolo che pregava, che lavorava diligentemente e faceva buone opere. Ma qualcosa è andato storto. Non vi vedo più crescere. Al contrario, siete ritornati a confidare nella vostra carne. Non sento più quell'aroma di Cristo che avevate una volta. La vostra certezza, la vostra chiarezza, la vostra visione sono sparite. Qualcosa vi sta ostacolando".
"Cosa mai vi avrà persuaso a stanziarvi in questa condizione? Qualunque cosa sia, vi dico che non viene da Dio. Infatti, sento che in voi c'è del lievito - qualche compromesso. Qualcosa vi sta offuscando, qualcosa su cui forse vi state adagiando. E questo fa sì che Dio abbia una controversia con voi. Ditemi, che cos'è?"
Conosco tanti cristiani oggi che una volta venivano usati potentemente da Dio. Queste persone erano devote, pregavano, erano santi fiduciosi. Ma poi è accaduto loro qualcosa. In un modo o nell'altro, sono stati ostacolati dallo sperimentare la pienezza della benedizione di Cristo.
Questo riguarda anche molti ministri che conosco. Questi uomini hanno visto vittorie dopo vittorie nel loro cammino col Signore. Ma qualcosa si è intromesso nelle loro vite, qualche compromesso con il quale, nel corso del tempo, hanno fatto pace. Spesso quel lievito nascosto è un piccolissimo peccato.
A queste persone, Paolo chiede: "Cos'è successo? Cosa sta impedendo il flusso della benedizione di Cristo nella vostra vita? Quale lievito è rimasto?"
Persino il pio e timorato Elia non poté entrare nella pienezza della benedizione di Dio.
Il profeta Elia fu usato potentemente da Dio. Egli condivise il peso di Dio per Israele. Il suo cuore fu rotto a causa dell'allontanamento del popolo. E compì grandi miracoli e prodigi nel nome di Dio. Eppure, proprio come Mosè non riuscì ad entrare nella Terra Promessa, così Elia non poté sperimentare la completa pienezza della benedizione di Dio.
Conoscete la storia della vittoria di Elia sul Monte Carmel. Il pio profeta fece scendere fuoco dal cielo e massacrò i profeti di Baal. Poi pregò per la pioggia, e le cateratte si aprirono, ponendo fine alla lunga siccità in Israele. Quando il popolo vide queste cose, si pentì immediatamente della sua idolatria e ritornò al Signore.
Voglio riprendere la storia dal momento in cui il popolo partì per Iezreel, la capitale, per riportare la notizia. Incredibilmente, Elia corse al punto di sorpassare il carro, giungendo alla città, distante oltre quaranta chilometri. La Scrittura dice che "la mano del Signore fu sopra Elia" (1 Re 18:46) mentre egli correva. Questo mi dice che Elia stava compiendo una missione divina. "La mano del Signore" indica la sua guida. Dio stava guidando Elia a Iezreel con uno scopo. Perché, esattamente, il profeta stava correndo verso la capitale?
Troviamo un accenno nella testimonianza di Elia sul Monte Carmel: "Ho fatto tutte queste cose per tuo comando" (1 Re 18:36). Il profeta stava dicendo, in altre parole: "Signore, che tutti sappiano che ho compiuto tutte queste cose per sottomissione alla tua guida. Ciò che ho fatto oggi è semplicemente ciò che mi hai detto di fare in preghiera".
Ma poi la malvagia regina Jezebel ricevette la notizia. Quando ella venne a sapere che Elia aveva sgozzato tutti i suoi falsi profeti, minacciò di ucciderlo. La Scrittura dice che "Achab riferì a Jezebel tutto ciò che Elia aveva fatto e come aveva ucciso con la spada tutti i profeti. Allora Jezebel inviò un messaggero a Elia per dirgli: - Gli dèi mi facciano così e anche peggio, se domani a quest'ora non avrò fatto di te come uno di loro - . Quando sentì questo, Elia si levò e se ne andò per mettersi in salvo. Giunse a Beer-Sceba, che appartiene a Giuda, e vi lasciò il suo servo" (1 Re 19:1-3). Udendo la notizia, Elia corse per mettersi in salvo.
Molti commentatori della Bibbia credono che Elia non avesse paura di Jezebel. Dicono che la sua missione si compì sul Monte Carmel, a che ora Dio lo stesse guidando nel deserto per insegnargli qualche lezione importante. In altre parola, il Signore non aveva mai voluto che Elia affrontasse Jezebel a Jezreel.
Non sono d'accordo. Penso che questa interpretazione tralasci completamente il fulcro di questo brano. Mentre immagino Elia tutto baldanzoso che corre verso Jezreel, credo che lui stesse per compiere quest'ultima cosa che Dio gli aveva chiesto di fare: uccidere Jezebel.
Pensateci un po', il Signore non avrebbe permesso a Jezebel di procurarsi un altro stuolo di sacerdoti malvagi. Perché avrebbe detto ad Elia di uccidere i 400 profeti, permettendo invece la sopravvivenza della madre dell'idolatria? Sarebbe stato come potare i rami del peccato, lasciandone intatta la radice. Quando Dio prepara il suo popolo ad entrare nella pienezza della sua benedizione, lo chiama a fare qualcosa in più che pentirsi semplicemente. Ci chiama anche ad estirpare il nostro peccato, in modo che possiamo entrare in una vita di purezza e santità. Soltanto allora potremo sperimentare la sua pienezza.
Credo che la Bibbia dimostri che Jezebel andava abbattuta. In Apocalisse, Gesù istruisce la chiesa di Tiatira: "Io conosco le tue opere, il tuo amore, la tua fede, il tuo servizio e la tua costanza, e so che le tue ultime opere sono più numerose delle prime. Ma ho alcune cose contro di te: tu permetti a quella donna Iezabel, che si dice profetessa, di insegnare e di sedurre i miei servi inducendoli a fornicare e a mangiare cose sacrificate agli idoli...
"Ecco, io la getto in un letto di sofferenze e quelli che commettono adulterio con lei, in una grande tribolazione, se non si ravvedono dalle loro opere. E farò perire con la morte i suoi figli; e tutte le chiese conosceranno che io sono colui che investiga le menti e i cuori, e renderò a ciascuno di voi secondo le sue opere" (Apocalisse 2:19-23).
Cristo sta parlando qui ad un popolo che è caritatevole, pieno di fede, paziente, che cresce nelle buone opere. Eppure questi santi devoti non avevano ancora la piena benedizione del Signore. Perché? Gesù dice loro: "C'è solo una cosa, un solo vincolo, che vi impedisce di sperimentare appieno il mio favore. Ed è il fatto che non volete affrontare lo spirito di Jezebel che è in mezzo a voi. Permettete ancora a quello spirito di sedurvi". Cristo è assolutamente chiaro: se vogliamo entrare nella sua pienezza, dobbiamo sradicare ogni idolatria e peccato.
Ma qual è il peccato che Jezebel rappresenta? Jezebel è un nome simbolico. In ebraico significa "casta?" con un punto interrogativo intenzionale. Questo suggerisce sorpresa al solo pensiero della castità - e significa in realtà "certamente non casta, non pura; qualcosa che è chiaramente impuro". In breve, Jezebel è lo spirito di grossolana impurità e cupidigia.
Alcuni commentatori non credono che Jezebel fosse il vero nome della moglie di Achab. Piuttosto, dicono che lo scrittore abbia usato il nome come un epiteto umiliante a motivo del comportamento odioso della regina. Era una pratica comune fra gli scrittori biblici. Ad esempio, Giovanni usa il termine "anticristo" non solo per descrivere la persona che giungerà, ma anche uno spirito. Lo stesso vale per il termine "dragone": non solo viene usato per descrivere Satana, ma anche qualsiasi entità da lui controllata, compresi gli esseri umani.
Per dirla in breve, Jezebel è una propaganda seduttrice che viene dall'inferno, ed ha l'unico scopo di colpire i servi di Dio. Vuole abbattere e distruggere tutti quelli che sono stati toccati e unti dal Signore. Il brano sul Monte Carmel lo evidenzia. Vi siete mai chiesti da dove sono usciti fuori i profeti di Baal? Non erano dei sacerdoti importati, immigrati. Erano Israeliti, gli eletti di Dio. Erano stati sedotti da Jezebel, condotti alla fornicazione dal suo indottrinamento diabolico.
Non c'è dubbio secondo me che Elia fosse chiamato ad essere uno strumento per abbattere quella fortezza in Israele. Elia aveva una storia con il Signore, ed era addestrato ad ascoltare la voce di Dio. Pregò con una tale potenza che i cieli si chiusero e si riaprirono di nuovo. Quando colpì il fiume col suo mantello, le acque si divisero. E fece risuscitare dai morti un ragazzino. Elia visse e si mosse chiaramente nel miracoloso. Una volta dichiarò ad Achab con autorità: "Elia è qui!" Quale coraggio! Che risolutezza! Eppure adesso il potente profeta stava scappando, pieno di paura.

La battaglia che ebbe inizio fra Elia e Jezebel
è la stessa battaglia che combattiamo noi oggi.

Questa stessa battaglia si combatte ancora oggi nella casa di Dio. Pensate a un cristiano devoto, a qualcuno come Elia. E' dedito all'opera di Dio, è diligente, paziente, cammina per fede, serve gli altri, cresce nelle buone opere. Ma c'è un impedimento nella sua vita. Questo servo ha una misura di Cristo: è salvato, giustificato, occupato dai fatti del Padre. Eppure ora il Signore viene da lui, dicendogli: "Ho questo contro di te. Hai permesso a qualcosa di distruggere la tua vita. Uno spirito di Jezebel ti ha sedotto. E sta ostruendo il tuo cammino con me".
"Tu permetti a quella donna Jezebel... di insegnare e sedurre i miei servi a commettere fornicazione, a mangiare le cose sacrificate agli idoli" (Apocalisse 2:20). Gesù non sta parlando qui di una vera donna, che sta in mezzo ad una chiesa e insegna su come fornicare. No, si sta riferendo alle cose che ci indottrinano: la tv, internet, le concupiscenze della nostra carne. Questi sono tutti potenziali seduttori.
Allo stesso modo, quando Cristo parla di "mangiare le cose sacrificate agli idoli", non sta parlando di cibo. Si sta riferendo ai cristiani che indugiano nella spazzatura del diavolo. Questi credenti possono anche alzare la voce in preghiera in chiesa, ma quando tornano a casa, volgono la loro mente alle spazzature più inimmaginabili: sesso, violenza, abominazioni.
Persino il mondo riconosce il male di queste cose. In una intervista con il New York Times, ad un giovane attore famoso fu chiesto se avesse mai indugiato nella pornografia, come fanno molte star di Hollywood. Il giovane rispose:
"Non posso permettermi di nutrire la mia mente con questa spazzatura. Quelli che indugiano nella pornografia non riescono a controllare i loro pensieri. La loro mente corre sempre alle immagini tratte dalla pornografia. Non posso permettermelo, nessun attore professionista potrebbe".
Tristemente, molti cristiani non potrebbero affermare di avere una disciplina del genere.
Spesso, quando lo spirito di Jezebel viene a sedurci, sussurra: "Hai lavorato sodo, adesso hai bisogno di rilassarti. E' tempo che ti permetti una qualche ricreazione. Questo è il giorno della grazia, e Dio non è duro col suo popolo. Vai avanti, vediti quello spogliarello in tv. Oppure affittati quel film peccaminoso. Se indugi troppo, potrai sempre reclamare la purificazione del sangue di Gesù, che ti pulirà di nuovo".
No! Gesù ha detto che se concupiamo nel cuore, abbiamo già commesso adulterio. Lo dice chiaramente, con occhi fiammeggianti: "Le ho dato tempo per ravvedersi da ogni sua fornicazione, ma lei non lo ha fatto" (Apocalisse 2:21). Il "sua" in questo verso significa l'aver ingannato i figli di Dio, quelli sedotti dallo spirito di Jezebel.
Il Signore sta dicendo: "Sono misericordioso verso di te, e sono stato molto paziente. Ti ho dato molto tempo per pentirti e perdonare i tuoi peccati. Ti ho mandato profeti, sermoni dal pulpito, avvertimenti dai tuoi amici. Il mio Spirito ti ha convinto e ti ha ammonito con amore. Ma tu non ti sei pentito".
"Desidero che tu entri nella mia pienezza. Ho usato tutte le risorse per te. Eppure continui a vivere come un disperato. Ho una controversia con te, che non si risolverà finché non affronterai questo impedimento".
Considera le penose conseguenze di lasciare viva Jezebel. Gesù ci dice quali sono queste conseguenze:
"Io la getterò in letto" (Apocalisse 2:22). La traduzione greca qui è "sconfiggere, mettere in fuga". Significa continua paura, debolezza, un fuggi-fuggi continuo.
"Grande tribolazione" (2:22). Il greco suggerisce pressione, problemi, depressione.
"Ucciderò i suoi figli" (2:23). A meno che non si pentano, quelli che fanno un patto con Jezebel finiranno letteralmente con il morire.
Come mai il Signore tratta così severamente quelli che vanno a letto con Jezebel? Perché vuole che questa questione venga presa sul serio da tutti quelli che Lo servono: "E tutte le chiese sapranno che io sono colui che investiga le reni e i cuori: e io retribuirò a ciascuno secondo le sue opere" (2:23).
Queste non sono parole di uno dei profeti dell'Antico Testamento. E' un avvertimento che viene da Gesù stesso, in questi giorni di grazia. Egli ci sta dicendo: "Ogni individuo nella mia chiesa deve sapere che Jezebel va abbattuta. Bisogna affrontare questa fortezza spirituale, altrimenti non avrete una misura maggiore di me".
Adesso ritorniamo ad Elia. Lo considero uno dei più potenti uomini di Dio di tutta la Scrittura. Eppure permise a Jezebel di sopravvivere. Elia fallì in questa missione, senza giustificative.
Ma cosa ci fu alla radice del fallimento di Elia? Una mancanza di fede. Elia ritenne più potente Jezebel che Dio. Pensateci: dopo la sua vittoria sul Monte Carmel, nel paese c'era un risveglio, fra la gente c'era convinzione ed un pentimento un po' ovunque. Jezebel non aveva più potere. Se avesse cercato di uccidere Elia, il popolo sarebbe insorto per proteggerlo. Ma al contrario, quando venne minacciato, Elia perse la fede.
Siete riusciti a cogliere il punto di questo messaggio? L'Iddio che vi ha salvato - che vi ha dato vittoria sul peccato, e ha compiuto miracoli per voi - ha lo stesso potere per uccidere qualsiasi cupidigia - Jezebel - in voi. Lui può distruggere ogni fortezza, mortificare ogni peccato nascosto e liberarti da ogni potestà del nemico.
Molti cristiani tribolati pensano: "Quest'abitudine in me è così forte, che ne sono ripieno. Dov'è la vittoria?" E' allora che il nemico sussurra: "Dio non ti ha ascoltato. Non ce la farai. Nonostante tutte le tue preghiere, fallirai". Ma il Signore risponde: "No! Nessuna fortezza, nessuno spirito di Jezebel, avrà dominio sopra di te".
Elia fece ciò che molti credenti stanno considerando di fare: corse via. Davide scrive di aver voglia di volare via dal deserto, come un uccello. Geremia desiderò di aver una casa isolata, lontano nel deserto. Eppure la maggior parte di quei cristiani che "corre via", in realtà non va mai da nessuna parte. Per loro, è una questione di mentalità, è un desiderio di scappare dalla prova.
Infine, Davide concluse: "Non temerò male alcuno". Ma Elia scelse di correre via e di nascondersi. Rinunciò a combattere. E Jezebel continuò a vivere.

Dio ama i suoi servi nonostante tutte le loro paure e i loro fallimenti, ma...

Credo che la storia di Elia riveli uno dei più grandi atti compassionevoli che Dio abbia mai mostrato ad uno dei suoi servi fedeli. Elia finì sotto un cespuglio, nel deserto, così depresso da cadere in un sonno profondo. Ma il Signore mandò un angelo per svegliarlo e per nutrirlo con delle focacce e dell'acqua. Perciò Elia mangiò e bevve, ma era ancora così depresso che si mise di nuovo a dormire.
Ancora una volta l'angelo lo svegliò e gli portò un altro pasto. Poi Dio pronunciò queste meravigliose parole al suo servo: "Elia, il viaggio è troppo lungo per te. Ecco, siedi e mangia" (vedi 1 Re 19:7). Stava dicendo: "Amico, non puoi gestire da solo questa situazione. Sono con te".
Vedete, l'amore di Dio per Elia era fuori dubbio. Non importava che il suo servo avesse fallito miseramente. Persino nella sua paura, nella sua depressione e nel desiderio di scappare via, Elia era amato ancora molto dal Padre. Lo stesso vale per tutti noi che amiamo e serviamo il Signore.
Eppure Dio ebbe un altro messaggio per Elia. Era un avvertimento misericordioso che vale anche per noi oggi. "Cosa fai qui Elia?" (19:13). Anche se il Signore aveva perdonato Elia, non avrebbe nascosto il suo problema sotto al tappeto. Lo amava troppo.
Elia rispose con una scusa, ma Dio non volle accettarla. Ancora chiese: "Perché sei qui, Elia?" Stava dicendo, in effetti: "Perché hai smesso di combattere, Elia? Perché hai rassegnato le dimissioni dal tuo ministero? Da dove è venuta questa debolezza?"
Alla fine, sembra che Dio abbia accettato le dimissioni di Elia. Il Signore diceva, in altre parole: "Non voglio costringerti ad andare avanti, Elia. Ma voglio che ungi Jehu al posto tuo. Sarà lui ad adempiere la tua missione di uccidere Jezebel".
Il fatto è che se vogliamo smettere, il Signore ce lo permetterà. E non ci amerà meno di prima. Semplicemente, ci permetterà di proseguire con una misura limitata di Cristo. Certamente, quando venne il momento per Elia di ritornare a casa dal Signore, fu trasportato in cielo con un carro di fuoco. Fu un uomo grandemente onorato. Ma, come Mosè che non poté entrare nella Terra Promessa, anche Elia non entrò mai nella pienezza della benedizione di Dio.
Forse dirai: "Io non ho problemi di cupidigia. Non sono un fornicatore né un adultero. Grazie a Dio, non sono stato sedotto dallo spirito di Jezebel". Gioisco con te. Ma per ogni credente che desidera entrare nella piena benedizione di Cristo, un momento di Elia verrà di sicuro. Incontrerai il nemico più grande e più sopraffacente che avrai mai affrontato. E lo spirito di Jezebel ti dirà: "Questa volta fallirai. E' tutto finito per te".
Quando giungerà quel tempo, non potrai pensare di mollare tutto. Non smettere di combattere né dimenticare le promesse che Dio ti ha dato. Abbatti lo spirito di Jezebel. Il Signore dice che non ha potestà su di te.
Ecco un'immagine finale della misericordia divina. Anche se Elia ha fallito, il Signore diede al suo servo una parola finale. La Scrittura dice che Elia profetizzò: "I cani mangeranno Jezebel sulle mura di Jezreel" (1 Re 21:23). Ed accadde esattamente questo. Jezebel fu uccisa proprio lì dove Elia era scappato, e i cani leccarono il suo sangue. Dio diede ad Elia quell'ultima parola.
Cari fratelli, il nostro Signore ci ha resi più che vincitori. Questa è la sua ultima parola sull'argomento. Perciò, leviamoci e combattiamo. E lasciamoci condurre nella pienezza della sua benedizione.

David Wilkerson

ciao

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