per capirci

GIACOMO 1, 2-4

Fratelli, considerate come motivo di gaudio perfetto le diverse prove alle quali voi potete essere esposti, sapendo che la fede messa
alla prova produce la pazienza. E' necessario però che la pazienza compia perfettamente l'opera sua, affinché voi siate pure perfetti ed
integri, senza mancare in niente.(Giacomo 1; 2-4)

Emmanuel

sabato 4 agosto 2012

Una religione e Cristo: due cose diverse



Il tempio di Gerusalemme

Vorrei che provaste ad immaginare il grande e glorioso tempio di Dio che si trovava a Gerusalemme. Era collocato dove ora sorge la moschea islamica di Omar in un'area chiamata appunto "la spianata del tempio". Era un edificio splendido e glorioso dove Dio aveva scelto di rivelare la Sua presenza. Era luogo di pellegrinaggio di innumerevoli fedeli che provenivano da ogni dove per pregare, per offrire a Dio sacrifici, e per udire la Parola di Dio proclamata. Potete assomigliarlo con la marea di pellegrini che si recano a Roma, o a qualsiasi famoso santuario cattolico-romano. Quello era il centro del culto di Israele, un luogo di estrema importanza. Distrutto alcune volte dai nemici di Israele, ancora oggi gli ebrei conservatori sognano di ricostruirlo, dopo aver cacciato, naturalmente, i mussulmani, per loro degli estranei, degli intrusi, che essi pure hanno fatto del luogo un centro molto importante della loro fede. Ebrei, Mussulmani ed anche certi cristiani: uomini religiosi che si contendono - anche con la violenza - un "santo" luogo di culto e che ritengono importante celebrare lì i loro riti e le loro cerimonie. 

Gesù, nemico della religione?
Matteo 21,12
Immaginate però il tempio di Gerusalemme nel massimo del suo splendore, al tempo di Gesù di Nazareth. Al tempio Gesù era stato portato nella sua prima infanzia per essere presentato a Dio, com'era tradizione. Al tempio era stato portato quando Gesù aveva 12 anni e lì aveva discusso con i teologi ed i sacerdoti. Ecco però Gesù che, trentenne, nel pieno della Sua missione come Figlio e inviato di Dio, torna a Gerusalemme. Che fa? Onora con la Sua presenza un luogo importante? Viene per fare un devoto pellegrinaggio come tutti gli altri e a portare sacrifici di animali? Applaude alle personalità religiose ivi presenti? Davvero? Ascoltate: "Poi Gesù entrò nel tempio di Dio, ne scacciò tutti coloro che nel tempio vendevano e compravano, e rovesciò le tavole dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombi. E disse loro: Sta scritto: "La mia casa sarà chiamata casa di orazione ma voi ne avete fatto un covo di ladroni. Allora vennero da lui nel tempio ciechi e zoppi, ed egli li guarì. Ma i capi dei sacerdoti e gli scribi, viste le meraviglie che egli aveva fatto e i fanciulli che gridavano nel tempio dicendo: Osanna al Figlio di Davide!, ne furono indignati, e gli dissero: Senti tu ciò che questi dicono?. Gesù disse loro: Si! Non avete mai letto: "Dalla bocca dei bambini e dei lattanti, tu ti sei procurato lode"(Mt. 21:12-16).
Avete udito? Gesù contesta radicalmente il tempio e la religione che vi si pratica, dà dei brutti titoli a coloro che gestivano il culto, e ne caccia via i presenti. Non era la prima volta che Gesù si opponeva alle pratiche religiose del suo tempo, si opponeva ai sacerdoti ed ai teologi, ed essi lo chiamano empio e bestemmiatore, come pure complottano per ucciderlo.
Si, Gesù pare contestare radicalmente i luoghi e le pratiche religiose, Lui, il Figlio di Dio. Gesù  dimostra essere un temibile sovversivo e un riformatore, un "disturbatore della quiete pubblica" e delle pratiche religiose. E' vero: nel Suo tempo Gesù veniva considerato un "nemico della religione", e la fede cristiana stessa una "pericolosa setta". Se leggiamo accuratamente il Nuovo Testamento potremmo dire che c'era e c'è una netta contrapposizione fra Gesù e la religione in genere. Non avete mai considerato Gesù da questa prospettiva? 

Una contrapposizione sempre valida 

Una persona a cui volevo parlare un giorno del Signore e Salvatore Gesù Cristo, mi rispose: "Io non sono una persona religiosa e la religione non mi interessa". E io sapete che cosa gli ho risposto: "Neanch'io sono una persona religiosa e neanche a me interessa la religione: mi piacerebbe solo che lei potesseconoscere Gesù Cristo!"...
Un'altra volta dissi questa frase: "Io non sono qui per insegnarvi una religione: io sono qui per accompagnarvi a conoscere il Signore e Salvatore Gesù Cristo, e fra le due cose c'è una grande differenza". Quest'affermazione li lasciò - come potete immaginare - piuttosto perplessi: Gesù Cristo e la religione non sono forse la stessa cosa? No, e questo desidero che comprendano tutti coloro ai quali mi rivolgo: "Io non voglio che voi diventiate religiosi, ma che diventiate autentici discepoli di Cristo".
Tutto dipende - evidentemente - da che cosa si intende per "religione". Si, perché se si guarda bene che cosa si intende oggi generalmente per religione e lo si confronta con il messaggio di Cristo, ebbene, un credente che voglia veramente seguire Cristo dirà: "La mia non è una religione ma un genuino modo di vivere e di pensare"! 

Ogni religione "si assomiglia"
religioni
Quali sono - ci domandiamo - le caratteristiche della religione, di una qualsiasi religione?
Si, in un certo senso, ogni religione "si assomiglia" e non mi sorprende che alcuni oggi, da una parte, ed è anche logico vogliano mettere tutte insieme le religioni in un unico "abbraccio ecumenico" (o economico, si perché sarebbe anche questione di fare economia), e dall'altra vi siano persone che con tutto questo non vogliano avere a che fare: queste non le biasimo!
Quanto vi ho descritto e che i più considerano "normale" e che gli uni seguono devotamente e gli altri respingono magari in blocco, da quando ho conosciuto il Signore e Salvatore Gesù Cristo, ebbene ...mi interessa relativamente poco...tutto questo non mi attira quasi per niente. Non sono però - evidentemente - diventato ateo... ma ho scelto una terza via, quella di Cristo. Io non seguo una "religione", seguo una Persona, il Signore Gesù Cristo.
Voglio seguire la via di Cristo, quella autentica, e questa via la trovo scarsamente compatibile con ciò che di solito si intende per religione. Sono riuscito a confondervi le idee? 

C'è di più...

Voglio apposta ora rincarare la dose: secondo la Bibbia, l'inferno sarà pieno di persone religiose che avevano pensato di guadagnarsi il paradiso con riti, pratiche religiose o alle proprie condizioni. Saranno gente che credeva in Dio (anche il diavolo crede in Dio, e lui forse più di tutti, ma questo non lo salva), gente che era andata in chiesa, in sinagoga o alla moschea per tutta la loro vita senza aver mai scoperto la vera differenza fra la religione e Cristo.
I profeti dell'Antico Testamento dicevano che tutto il culto giudaico era inutile. Gesù aveva detto ad un uomo molto religioso che era venuto a trovarlo che lui doveva "nascere di nuovo", cioè rivedere radicalmente tutto il suo modo di essere! L'apostolo Paolo, andando in missione ad Atene, aveva osservato: "Ateniesi, vedo che sotto ogni aspetto siete estremamente religiosi..." (At. 17:22). E come pensate avesse proseguito il suo discorso? Forse dicendo: "...e quindi non c'è nessun bisogno che io vi parli della religione cristiana, io me ne andrò altrove..."No, aveva annunziato loro il Salvatore Gesù Cristo, nella convinzione che tutta la religiosità del mondo non sarebbe valsa a salvarli. Lo stesso Paolo aveva detto ai suoi fratelli in fede ebrei che essi avevano zelo per Dio, ma nessun rapporto con Cristo, la cosa che per lui contava di più....
Riassumendo... sin dall'inizio dei tempi, il vero bisogno dell'uomo non è quello di "religione" ma di un Salvatore. Qualcuno ha detto: "Cristo è venuto nel mondo per salvare gli uomini da due cose: dal peccato e dalla religione. Certamente è molto più difficile salvare la gente religiosa, perché a causa della loro religione, essi ritengono di non avere bisogno di un salvatore". 

Qual è la differenza?
Gesù
 Nel testo biblico che abbiamo letto all'inizio, chiamato come "la purificazione del tempio" notate la sostanza della contrapposizione fra Gesù e la religione.

1. La "casa" di Dio. In primo luogo la "casa" di Dio, il luogo dove Egli può essere incontrato non è più un "tempio" costruito da mani d'uomo. Quando, in un brano parallelo, Gesù dice: "Distruggete questo tempio e in tre giorni io lo ricostruirò", Egli "parlava del tempio del suo corpo" (Gv. 2:19,21). Si, Dio non si incontra in un luogo fisico o in un rito religioso, ma si incontra nella Persona di Gesù.

2. Nel contesto di un rapporto. Gesù poi dice: "La mia casa sarà chiamata casa di orazione", cioè di preghiera. La preghiera non è una filastrocca rituale da recitare, preghiera vuol dire entrare in un vivo rapporto personale e avere colloquio con Dio. Non incontreremo Dio in gesti rituali e celebrazioni in un luogo sacro, ma stabilendo un rapporto personale con il Signore e Salvatore Gesù Cristo.

3. Non un commercio. Stabiliti questi due punti, notate che Gesù dice: "...voi ne avete fatto un covo di ladroni". La concezione popolare della religione crede che con Dio si possa fare un commercio: io ti do qualcosa e tu mi dai il tuo favore, la tua benedizione, le tue grazie. Io ti do le mie imposte di chiesa, io ti do la mia presenza a qualche culto, io ti do la celebrazione di qualche rito, io ti do qualche buona azione, ecco qualcuno che può garantire per me e tu, o Dio, mi dai ...il paradiso, la salvezza eterna! "Ladroni!"dice Gesù a chi crede così di comprare Dio, di corrompere Dio, di "rubare" a Dio, e li scaccia dalla Sua presenza! Se non è così, qual è il giusto atteggiamento?

4. I "poveri". Notate il versetto seguente: "...allora vennero da Lui nel tempio ciechi e zoppi ed Egli li guarì" (14). Notate già questo: "vennero da Lui". Qualcuno ode, qualcuno comprende, qualcuno "riforma la sua religione", qualcuno va. Dove? Dai sacerdoti, a fare un sacrificio, a fare dei gesti religiosi? No,"vennero da Lui", cioè da Cristo. Avevano capito!!!! E chi va da Lui? I ricchi, gli orgogliosi, i religiosi? No! I"ciechi e gli zoppi" cioè i miseri, i poveri! Chi si rende conto della propria miseria e bisogno, chi sa di non aver nulla da offrire a Dio in cambio della salvezza, e lo ammette. Va da Lui per ricevere guarigione e salvezza chi dice: "Io rinuncio a qualsiasi preteso merito che possa vantare davanti a Dio. Rinuncio a pensare che qualche pratica religiosa mi possa servire, perché Tu, o Signore me lo hai fatto capire. Sono un misero peccatore da sempre. Non vengo a Dio nel mio nome, ma nel nome di Cristo. Io credo che Egli è il Figlio di Dio ed il Salvatore. Io accetto che Egli paghi per me ciò che io non potrò mai pagare per comprarmi la salvezza! Io ho messo in Cristo soltanto la mia fiducia affinché Lui mi salvi. Vado da Cristo a mani vuote, Gli confesso la mia miseria. Affido a Lui tutta la mia vita. Lo seguo!". E qual è la risposta di Gesù: "Ed egli li guari!". Capite? ... Ma, meraviglia delle meraviglie: notate anche che cosa succede dopo!

5. I bambini. Qualcuno grida nel tempio! Chi è? I sacerdoti ed i fedeli scandalizzati? Forse, ma c'è qualcuno che nel Tempio grida ancora più forte. Chi? I bambini! I fanciulli! Oh, questo non è casuale. Gesù aveva sempre detto che "dei bambini è il regno dei cieli". Anche loro non sono certo i tipi da far commercio con Dio, ma sono proprio loro che capiscono che cosa sta accadendo e cantano: "Osanna al Figlio di Davide!". Che dice il versetto? "Ma i capi dei sacerdoti e gli scribi, viste le meraviglie che egli aveva fatto e i fanciulli che gridavano nel tempio dicendo: Osanna al Figlio di Davide!, ne furono indignati e gli dissero: Senti tu ciò che questi dicono?. Gesù disse loro: Si! Non avete mai letto: "Dalla bocca dei bambini e dei lattanti, tu ti sei procurato lode" (15,16). Si, il Regno di Dio è per coloro che come bambini sono pronti ad accogliere il dono di grazia che Iddio fa a ciascuno nella Persona di Gesù Cristo. Accogliere Cristo spontaneamente, con disponibilità, senza complicazioni, senza "pensare di essere chissà chi", senza accampare pretese o meriti. "Così qual sono", dice  un inno cristiano.
Ecco perché la fede cristiana non è seguire una religione: è seguire una persona, il Signore Gesù: Gesù Cristo è Qualcuno da conoscere e di cui avere fiducia.
Egli vuole esserci vicino, ha autorità per aiutarci, per perdonarci, per dichiararci giusti, per portare noi a Dio e Dio a noi, per includerci nella Sua volontà, per guidarci, per insegnarci, per essere il nostro esempio. Egli non ci lascerà mai soli, di Lui ci possiamo fidare. Egli ci può difendere. Egli intercede per noi. Egli ci fortifica. Egli può rispondere alle nostre emozioni. Egli può partecipare al nostro dolore, darci gioia, pace, speranza, amore. Gesù ha provato l'amore di Dio per noi perché per noi è morto, per noi è risorto dai morti. Egli può vivere la nostra vita in noi, portarci fino al cielo, assicurarci la salvezza. Cristo può fare questo, non "una religione". 

E la religione?

Certo la bibbia contiene pratiche religiose che servono o per indirizzarci verso Dio oppure per fornirci un modello per esprimere il nostro rapporto con Lui. Sia l'Antico che il Nuovo Testamento sono colmi di leggi religiose, di princìpi, di articoli di fede, di rituali. Se pensiamo alla religione come un'azione o una condotta che ci conduce a credere in Dio, ad aver rispetto per Lui e desiderio di compiacerGli, allora è buona. Essa serve come modello di dottrina e di fede, è un'esperienza condivisa, è l'espressione esteriore di una fede interiore.
La religione però è priva di valore se noi dipendiamo da azioni esterne per "essere a posto" con Dio. Sia prima che dopo la salvezza, non c'è alcuna quantità di conoscenza o di azioni religiose che ci possa salvare. La conoscenza e l'azione possono solo fornirci il modo per esprimere la nostra  personale fede in Cristo. E' in questo senso che dobbiamo evitare ogni tentativo di "comprarci Dio", ogni illusione di perfezionarci da soli, qualunque cosa che dispiaccia a Cristo.
La religione è pericolosa, non perché sia cattiva, ma perché spesso è sufficiente per farci rivolgere ad altre cose diverse da Cristo. La nostra tendenza è infatti quella di mettere da parte la fiducia in ciò che Cristo può fare per noi e sostituirla con ciò che noi riteniamo di poter fare per noi stessi. 

Conclusione
salvezza
Attenzione dunque, non inganniamo noi stessi pensando che "una religione" ci salvi. Rituali, cerimonie, leggi, pratiche religiose, una conclamata moralità, di per sé stessi non ci possono salvare davanti a Dio. Il Signore Gesù era contro questa religione: per questo ha cacciato dal tempio "i venditori". La fede cristiana è un modo di pensare e di vivere radicalmente diverso da ciò che una qualsiasi religione o non-religione ci suggerisca.
Quello che conta è il nostro personale rapporto con Colui che Dio ha mandato come artefice della nostra salvezza temporale ed eterna: il Signore Gesù Cristo. Abbandonando ogni pretesa ed ogni "commercio" con Dio, affidiamoci a Lui con fiducia ed ubbidienza, lasciamoci cambiare da Lui come Suoi fedeli discepoli: questo è ciò che più conta.

di Paolo Castellina 
 

E questo dobbiamo fare, consci del momento cruciale: è ora ormai che vi svegliate dal sonno; perché adesso la salvezza ci è piú vicina di quando credemmo. La notte è avanzata, il giorno è vicino; gettiamo dunque via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce. "
(Romani 13:11-12)

domenica 29 luglio 2012

Vivere con l'Eternità nel cuore



Tutto si logora, ma…
 

Sembra che tutti gli oggetti e gli apparecchi di cui oggi disponiamo e che ci rendono la vita comoda e piacevole, siano fatti per non durare a lungo, che i loro costruttori appositamente abbiano già posto nei loro congegni qualcosa che si logora e che prima opoi si romperà e ci costringerà a comprarne dei nuovi. E’ la logica del mercato e dell’economia: dobbiamo spendere, comprare sempre nuovi modelli di automobili, computer, telefonini... Non era così un tempo, dove certi oggetti e strumenti duravano anche per generazioni. Allora non ci si poteva neanche permettere di comprarne di nuovi. 
Oggi, però, si dice che “l’economia deve girare”, “la tecnologia è così che progredisce”…Esiste persino una pubblicità dove si vede un uomo che va a fare la spesa e che tutti coloro che incontra gli dicono grazie e gli fanno i complimenti, perché spendendo, contribuisce al benessere generale ed al progresso…. 
Vorrei attirare la vostra attenzione sul fatto che continuamente il nostro mondo ci rammenta come tutto sia provvisorio, temporaneo, relativo, sostituibile, soggetto all’obsolescenza. …tutto, anche la nostra persona, il nostro corpo, che si deteriora, si ammala, si guasta, fino a non funzionare più ed a portarci alla morte. Siamo anche noi come la tecnologia che ci circonda? Temporanei, provvisori, “usa e getta”? Pur ben comprendendo tutto questo, questo pensiero “non ci convince del tutto”: nel nostro cuore abbiamo il pensiero dell’eternità, un pensiero che ci affascina e che ci attira e che talvolta ci ossessiona, non riuscendo a liberarcene! La provvisorietà, per quanto comprensibile, non ci sembra “naturale”. La chirurgia moderna sostituisce oggi parti del nostro corpo che non funzionano più. Ci piacerebbe, ad un certo punto, poter cambiare anche tutto il nostro corpo, come si cambia un’automobile.

Il pensiero dell’eternità 
eternità
Perché in noi c’è questo pensiero d’eternità? Risponde a questa domanda la Bibbia, la Parola di Dio, nel libro dell’Ecclesiaste al capitolo 3, versetto 11: “Dio ha fatto ogni cosa bella al suo tempo: egli ha perfino messo nei loro cuori il pensiero dell'eternità, sebbene l'uomo non possa comprendere dal principio alla fine l'opera che Dio ha fatta” (Ec. 3:11). Si, è stato Iddio, l’eterno Iddio, a porre nel cuore delle creature umane il pensiero dell’eternità. Perché? Perché il nostro destino ultimo è diverso da quello del resto della creazione. Noi siamo unici! 

Tutto è “usa e getta”? 
divorzi
Pensate a tutto ciò che usate ed ha una vita molto temporanea. Nelle nostre case abbiamo rasoi usa e getta, penne usa e getta, contenitori usa e getta di vario tipo, tazze e piatti di carta: la lista potrebbe essere molto lunga. Ormai ci siamo abituati a pensare nei termini di usare qualcosa solo per un breve tempo e poi diventa obsoleto. Spesso si pensa allo stesso modo delle creature umane. Quando trasportiamo il concetto di “usa e getta” per le creature umane, ci rendiamo ben presto conto, anche se talvolta ci è comodo il pensarlo, che “qui c’è qualcosa che non va”! Sappiamo che siamo qui solo per breve tempo e, a meno che non abbiate una qualche nozione di qualcosa che stia “al di là” di questa vita, questa sembra tutto ciò che esiste. Se questa vita è per noi tutto, allora anche noi, come i piatti di carta, diventiamo degli“usa e getta”, qualcosa che presto diventerà obsoleto, inutile. 
Un tempo, ad esempio, il matrimonio, le promesse matrimoniali, si intendevano “per tutta la vita”. Oggi il concetto “non è più di moda”: ci piace un uomo, una donna? Quando non ci piace più per qualche motivo, quando diventa “difettoso” e malato, lo buttiamo via e lo sostituiamo con un altro, con “un modello nuovo”! Forse è per questo che il matrimonio è sempre più raro. Meglio “convivere” così si può cambiare il nostro partner che non ci piace più senza avere il fastidio di dovere divorziare! Vi sono alcuni che vorrebbero che si eliminasse dalla formula di matrimonio ogni promessa perché “onestamente” non si ha intenzione alcuna di mantenerla! …“nella buona come nella cattiva sorte, in salute e in malattia …finché la morte non vi separi?”.
Niente affatto…finché mi farà comodo! Lo stesso oggi sembra valere con “i vecchi”? Non servono più? Non sono più produttivi? Fanno solo spendere le casse malati? Ammazziamoli “legalmente”! Tutto questo non solo è immorale, ma gravemente lesivo della dignità umana, che trasforma una persona in un oggetto “usa e getta”! 

Destinati all’eternità 

L’essere umano, però, non è un oggetto. Esso non solo va valorizzato, onorato e sostenuto sempre, nonostante le sue debolezze, malattie e infermità, con amore costante e con spirito di sacrificio, ma l’essere umano è destinato all’eternità, per l’esplicito progetto creativo divino. Questa vita non è tutto ciò che abbiamo. Noi siamo stati creati in vista dell’eternità. Sappiamo anche solo intuitivamente che è così . Perché vogliamo continuare a vivere? Perché abbiamo un’incredibile pulsione ad estendere la nostra vita? Sappiamo che, nella nostra generazione, la speranza di vita è stata allungata di parecchi anni a causa delle ricerche e delle cure mediche. 
Oggi c’è persino chi vorrebbe farsi “congelare” mediante particolari tecniche, in modo da potersi “risvegliare” in un determinato futuro in cui si pensa che la medicina abbia avuto successo nel curare certe malattie. Tutto questo mostra che in noi c’è un grande desiderio di preservare la nostra vita: è qualcosa di radicato in noi. Dio ha messo nei nostri cuori il pensiero dell’eternità. Noi siamo stati fatti ad immagine di Dio, ricordate? E uno dei modi in cui siamo “a Sua immagine” è il fatto che siamo destinati ad un’esistenza che va ben oltre lo spazio della nostra vita sulla terra. Già, “sulla terra”, perché questo non è il luogo dove noi continueremo a vivere! Questo è proprio il punto che fin troppi non comprendono quando vorrebbero una vita sempre più lunga. I giorni di Matusalemme, che visse moltissimo, sono ormai molto lontani e, se leggete il libro della Genesi, riconoscerete come l’estensione della vita umana si sia drammaticamente abbreviata dopo il Diluvio. Giungiamo così ora a vivere in media, per un uomo 74 anni, e per una donna, che, come sappiamo è molto di più che un tempo. 

Una prospettiva diversa 
prospettiva
L’apostolo Paolo comprendeva qualcosa di molto importante, che egli riporta della sualettera ai cristiani di Corinto. In 2 Corinzi 5:2 egli scrive: “Perciò in questa tenda gemiamo, desiderando intensamente di essere rivestiti della nostra abitazione celeste”. Qui egli parla di due corpi, che chiama “tende” o “case”. Il primo è temporaneo. Noi potremmo andare in campeggio ed usare una tenda, ma non la usiamo come nostra dimora permanente. Alcune civiltà usano delle tende perché sono nomadi. Una tenda non implica mai stabilità e, con essa, dobbiamo intendere la sua provvisorietà. Qui noi tutti siamo provvisori. Questo non vuol dire, però, che siamo provvisori dovunque. Avremo una dimora stabile, una casa. A noi piace avere una casa, offre un senso di permanenza, anche qui. Quando compriamo una casa, lo facciamo nella speranza di abitarvi per lungo tempo. La vita, qui, offre molte scelte, ma l’eternità ce ne offre due, per quanto riguarda il luogo dove vivremo per sempre. Il “per sempre” non è in questione. E’ il piano che Dio ha disposto per tutti. Egli desidera che noi si possa dimorare per sempre in comunione con Lui, nella dimensione che, tradizionalmente, si chiama paradiso. Possiamo però scegliere di non volere avere a che fare con Dio, nemmeno nell’aldilà edi vivere per sempre lontani da Lui. Qualcuno dice che …l’inferno sarà molto più interessante perché vi incontrerà tutti i suoi amici e non quei credenti “stupidi e noiosi”che, in questo mondo, tanto disprezzava ed evitava. Dubito, però, che sarà “tanto bello” come si illudeva che fosse! Altri dicono che semplicemente spariremo nel nulla e “chi si è visto si è visto”. Poveri illusi! Dio ci avrebbe mentito al riguardo? E’ la qualità del nostro rapporto con Dio che determinerà dove saremo e, dato che ora ci è data la scelta, come ci rapportiamo oggi con Lui è di importanza capitale ed eterna. E’ veramente da irresponsabili ignorarlo o trascurarlo. C. S. Lewis, uno dei più grandi scrittori cristiani del XX secolo, disse: “ Vi sono due tipi di persone: quelli che dicono a Dio: ‘Sia fatta la Tua volontà’, e quelli ai quali Dio dice: ‘Va bene, che sia fatto secondo la vostra volontà!’ ”. E’ desiderio di Dio che nessuno passi l’eternità senza di Lui, ma permolti, purtroppo, sarà così. Dio non costringerà nessuno a “sopportare la Sua presenza”. 

Le conseguenze di una prospettiva 

Sapendo, quindi, che abbiamo questa scelta e sapendo che dovremo vivere ben al dilà di questa nostra esistenza terrena, se Dio non è un bugiardo, allora questo pensiero non potrà che avere delle conseguenze sull’attuale nostra vita. Se non lo comprendiamo, allora viviamo allegramente come se non avessimo futuro! La chiave di tutto questo è vivere con l’eternità nel cuore e vivere con l’eternità di fronte ai nostri occhi e nella nostra mente tutti i giorni, ciascun giorno. La vostra vita, vedete, ha conseguenze eterne. Quando comprendiamo che c’è molto di più che la vita qui ed oggi, allora ci rendiamo conto che questa vita è solo una preparazione per l’eternità, ed allora vivremo in modo diverso. Cominceremo a vivere alla luce dell’eternità, e questo sarà ciò che colorerà ogni nostro rapporto, lavoro, opportunità, e circostanze che ci verranno incontro. Alcune cose che sembrano importanti si riveleranno per ciò che in effetti sono, cioè banali, e questo è giusto e molto buono. Quando viviamo con l’eternità di fronte a noi, i valori della nostra vita cambieranno, e cominceremo ad usare del nostro tempo e del nostro denaro, in modo più saggio, e daremo peso ai rapporti e al carattere più di quanto facciamo sulla fama, sulla ricchezza, i successi della vita e persino del divertimento. Tutto questo ha la sua importanza quaggiù, ma non è la cosa più importante, non dovrà avere per noi il posto centrale nella vita. Allora, rimetteremo in ordine le nostre priorità e ci importerà ben poco l’essere “alla moda” e seguire ciò che oggi “va per la maggiore”. Quando Paolo lo comprese, avvennero nella sua vita cambiamenti radicali. Egli scrive: “…ciò che per me era un guadagno, l'ho considerato come un danno, a causa di Cristo” (Fl. 3:7). Se questa vita è tutto ciò che abbiamo, allora certamente è tempo sprecato stare qui ad ascoltare “queste cose”: andiamo subito a “goderci la vita”. Sono molti coloro che la pensano così ! Facciamo allora tutto ciò che ci passa per la testa e che crediamo farci piacere, senza più nessuno scrupolo morale. Se questa vita non è tutto ciò che abbiamo, allora vivremo differentemente, rendendoci conto che tutto ciò che facciamo qui su questa terra, ha conseguenze eterne. Ogni atto della nostra vita farà differenza nell’eternità. Penseremo maggiormente “a lungo termine”, piuttosto che a breve termine, come molti oggi. 

In serbo per noi c’è molto di più 

Per noi Dio ha in serbo molto di più di quanto possiamo vedere qui ed ora. “com'è scritto: «Le cose che occhio non vide, e che orecchio non udì , e che mai salirono nel cuore dell'uomo, sono quelle che Dio ha preparate per coloro che lo amano»” (1 Co. 2:9). E’ Dio che, nella Sua Parola, ci fornisce una prospettiva sull’eternità. Ricordate che cosa Gesù dice a proposito di coloro che Dio accoglierà nella Sua gloria: “Venite, voi, benedetti del Padre mio; ereditate il regno che v'è stato preparato fin dalla fondazione del mondo” (Mt. 25:34). Ecco ciò a cui guardiamo. 
Lo scrittore C. S. Lewis, che scrisse “Le cronache di Narnia”, una serie di sette libria llegorici per bambini, conclude i suoi libri con queste parole: “Per noi questa è la fine di tutte le storie, ma per loro era solo l’inizio della vera storia. Tutta la loro vita in questo mondo, se fosse stata racchiusa fra le copertine di questo libro dal titolo alla parola ‘fine’, sarebbe stata ben poco. Ora, però, finalmente possono iniziare il Capitolo Uno della loro Grande Storia, che va avanti per sempre e nel quale ogni capitolo è migliore di quello che lo precede”. Apocalisse 21 descrive la dimensione dell’esistenza alla quale siamo chiamati: ecco dove inizia la vera storia. Dio ha dei propositi per la nostra vita sulla terra, ma la cosa non finisce qui! I Suoi piani includono molto di più che le poche decine d’anni che passiamo sulla terra. Sono propositi veramente entusiasmanti. 

Pensarci oggi, senza ritardo! 
decisione
Un salmo dice: “La volontà del SIGNORE sussiste per sempre, i disegni del suo cuore durano d'età in età” (Sl. 33:11). Oggi dobbiamo pensare all’eternità, e senza ritardo,qualunque sia la nostra età, e pensarci molto. Non è un argomento morboso. E’esattamente ciò che si suppone che dobbiamo fare nella nostra esistenza terrena –tenere i nostri occhi fissi a quella realtà, la realtà per eccellenza. Agli orecchi moderni è incomprensibile ed assurdo che la Bibbia ci dica: “È meglio andare in una casa in lutto, che andare in una casa in festa; poiché là è la fine di ogni uomo, e colui che vive vi porrà mente” (Ec. 7:2), eppure dobbiamo pensare molto alla fine di questa nostra vita e all’inizio della seguente. Perché? “Perché non abbiamo quaggiù una città stabile, ma cerchiamo quella futura” (Eb.13:14). Possiamo ben farci progetti per costruirci una casa quaggiù, ma dobbiamo guardare alla nostra dimora permanente in cielo, il che è molto più importante. L’apostolo dice: “Siamo dunque sempre pieni di fiducia, e sappiamo che mentre abitiamo nel corpo siamo assenti dal Signore” (2 Co. 5:6). Qui Paolo si rende conto che ogni giorno quaggiù è un giorno lontano dalla piena presenza di Dio. Viviamo noi con questa realtà nella nostra vita? Molti cercano solo di rimuoverne lo stesso pensiero, e potremmo essere tentati di fare lo stesso.Per nove mesi, nel corpo di nostra madre, ci siamo preparati per questa vita. Per più di nove mesi, per diverse decine d’anni, noi ci prepariamo per la vita piena: ecco perché per noi Dio è importante e cerchiamo di conoscerlo sempre meglio, amarlo e servirlo. Vi sono molti, però, che vivono come se quaggiù dovessero vivere secoli. E’ nostro compito quotidiano prepararci per il nostro giorno finale e per l’eternità che ci aspetterà. Come potremmo farlo con la fiducia di fare la cosa giusta? Ascoltando con attenzione ciò che ci dice l’Evangelo del Signore Gesù Cristo, ubbidendo ad esso con piena fiducia ed accogliendo la grazia che in esso il Signore ci concede. Perché mai dovremmo finire come rifiuti in una discarica nauseabonda, quando il Signore ci dà la grazia in Gesù Cristo dell’eterna comunione con Lui? Giosuè disse: “E se vi sembra sbagliato servire il SIGNORE, scegliete oggi chi volete servire: o gli dèi che i vostri padri servirono di là dal fiume o gli dèi […] del paese dei quali abitate; quanto a me e alla casa mia, serviremo il SIGNORE»” (Gs. 24:15).

di P. Castellina



"Beati coloro che adempiono i suoi comandamenti per avere diritto all'albero della vita, e per entrare per le porte nella città." 
(Apocalisse 22:14)

sabato 21 luglio 2012

Giusti o giustificati?



V
i sia dunque noto, fratelli, che per mezzo di lui vi è annunciato il perdono dei peccati; e, per mezzo di lui, chiunque crede è giustificato di tutte le cose, delle quali voi non avete potuto essere giustificati mediante la legge di Mosè. (Atti 13: 38-39)
Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù. (Romani 3: 23-24)
Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore, mediante il quale abbiamo anche avuto, per la fede, l'accesso a questa grazia nella quale stiamo fermi; e ci gloriamo nella speranza della gloria di Dio (Romani 5: 1-2)
In questo si è manifestato per noi l'amore di Dio: che Dio ha mandato il suo Figlio unigenito nel mondo affinché, per mezzo di lui, vivessimo. In questo è l'amore: non che noi abbiamo amato Dio, ma che egli ha amato noi, e ha mandato suo Figlio per essere il sacrificio propiziatorio per i nostri peccati (1 Gv 4: 9-10)
Egli ci ha salvati non per opere giuste da noi compiute, ma per la sua misericordia, mediante il bagno della rigenerazione e del rinnovamento dello Spirito Santo, che egli ha sparso abbondantemente su di noi per mezzo di Cristo Gesù, nostro Salvatore, affinché, giustificati dalla sua grazia, diventassimo, in speranza, eredi della vita eterna. (Tito 3: 5-7)
Noi Giudei di nascita, non stranieri peccatori, sappiamo che l'uomo non è giustificato per le opere della legge ma soltanto per mezzo della fede in Cristo Gesù, e abbiamo anche noi creduto in Cristo Gesù per essere giustificati dalla fede in Cristo e non dalle opere della legge; perché dalle opere della legge nessuno sarà giustificato. Ma se nel cercare di essere giustificati in Cristo, siamo anche noi trovati peccatori, vuol dire che Cristo è un servitore del peccato? No di certo! (Galati 2: 15-17)
Voi che volete essere giustificati dalla legge, siete separati da Cristo; siete scaduti dalla grazia. Poiché quanto a noi, è in spirito, per fede, che aspettiamo la speranza della giustizia. Infatti, in Cristo Gesù non ha valore né la circoncisione né l'incirconcisione; quello che vale è la fede che opera per mezzo dell'amore.(Galati 5: 4-6)
Cari fratelli, Gloria a Dio!......................................................
GLORIA A DIO! Per la Sua santa e verace Parola!
Vorrei riuscire ad esprimere ciò che il Signore ha piantato nel mio cuore!
Vorrei poterlo dire semplicemente e se è Volontà del Signore, sicuramente riuscirò!..................................
Chi può reputarsi giusto? Quali sono le opere, che possano testimoniare la sua giustizia?
Dio afferma: una figura mi stava davanti agli occhi e udii una voce sommessa che diceva: "Può il mortale essere giusto davanti a Dio? Può l'uomo essere puro davanti al suo creatore? Ecco, Dio non si fida dei suoi servi, e trova difetti nei suoi angeli; quanto più in quelli che stanno in case d'argilla, che hanno per fondamento la polvere e sono schiacciati al pari delle tignole! (Giobbe 4: 16-19)
SIGNORE, ascolta la mia preghiera, porgi orecchio alle mie suppliche;
nella tua fedeltà e nella tua giustizia, rispondimi, e non chiamare in giudizio il tuo servo, perché nessun vivente sarà trovato giusto davanti a te. (Salmi 143: 1-2)
Fratelli e sorelle, oggi si assiste alla continua battaglia teologica che diversi schieramenti combattono a difesa delle proprie ideologie e dottrine, chiamando a propria difesa la Fede in Cristo e nella Sua Parola!
Questi cari fratelli e sorelle agiscono in buona sostanza, ritenendo quello in cui credono, che è stato il più delle volte insegnato e riferito da un altro uomo sia giusto!
Possiamo tranquillamente affermare che ad oggi la giustizia e la verità non risiede in nessuna umana concezione della fede!
Chi di tutti, professando di dimorare nelle verità bibliche è veramente giusto?
La varietà di formulazione dottrinale, professata dalle varie denominazioni, chiese cattoliche, geoviste e cristianamente libere è tutta verità?.......Giusta?
Paolo affermava, per mezzo dello Spirito Santo che non c'è nessun giusto, nemmeno uno! Sia mai che ad oggi la giustizia sia diventata cosi multiforme e profondamente diversa nella sostanza?
La Risposta è un secco, NO! Non c'è nessun giusto nemmeno uno! Paolo aveva ed ha ragione!
Paolo non era neanche egli giusto, ma chi risiedeva in lui, chi guidava le sue parole........Egli era il giusto il Divino il Creatore! Dio soltanto è giusto!
Difatti, io so che in me, cioè nella mia carne, non abita alcun bene; poiché in me si trova il volere, ma il modo di compiere il bene, no. Infatti il bene che voglio, non lo faccio; ma il male che non voglio, quello faccio. (Romani 7: 18-19)
Cari fratelli e sorelle, vi ricordate quando per mezzo della predicazione della Parola, Il Suo seme fece breccia nei nostri cuori?
Ricordate la felicità, la libertà, l'amarezza delle lacrime per aver compreso il peccato che è innestato in noi?
Se ad oggi amici miei, avete la certezza che le vostre vie sono giuste, abbandonate questo sentiero di appagamento spirituale auto prodotto!
Cristo soltanto è Giusto, nessun uomo potrà giustificarsi perché frequenta l'associazione religiosa giusta!
Tu metodista, tu luterano, tu pentecostale, tu chiunque sia!
Abbandona immediatamente ogni minuta pretesa di giustizia derivante dal tuo credo dottrinale! NON vedi?
Ragionando un attimo sulla situazione storica ed odierna, guardando alla miriade di vie cristiane esistenti ed esistite. Non può essere che TU che stai leggendo sei nella verità! Perché ugualmente l'ateo o il cattolico o mormone o chi che sia, leggendo queste pagine è sicuro della sua verità!
Sappiamo benissimo, dove risiede la verità, qual'è la via e che questa soltanto porta alla vita! Tutto il resto è un'imitazione dell'originale fatta su misura alle esigenze svariate e variopinte di ogni essere umano! Sia Cristiano o di altra religione o credo.............
L'unicità della vera chiesa, risiede nell'opera del suo capo (Cristo), i versetti evidenziati all'inizio di questa riflessione, credo che facciano ben comprendere che nessun uomo ha realmente e totalmente afferrato che è Cristo che comanda, Cristo che conduce e per l'ennesima volta Cristo che rivela!
Se ciò fosse stato realmente considerato, se il nostro primario ravvedimento fosse stato mantenuto........L'era presente sarebbe UNA SOLA UNANIME EKKLESIA, AVENTE UN UNICO BATTESIMO, UN UNICO SPIRITO, UN SOLO SIGNORE! CAPO DI TUTTO E TUTTI ED ETERNA BASE.
Ma l'odierno Cristianesimo non è così!
Quindi ragionevolmente pensando, c'è qualcuno che non è giusto ed ha commesso molti errori e quel qualcuno sicuramente NON è Cristo!
Il signore mio e vostro, è stato molto categorico e risolutivo nel Suo ministero terrestre! Gesù condannava apertamente e senza mezzi termini gli ipocriti religiosi, che si mascheravano di giustizia d'avanti al popolo!
Questi uomini,Il Signore li definì sepolcri imbiancati, ciechi guide di ciechi!
Quegli stessi uomini che si ritenevano sani, operanti e zelanti nella legge, che non avevano nessun bisogno del medico! Credevano di essere così giusti, in fondo essi erano i farisei! Gli uomini che si attenevano alla legge! Digiunando almeno due volte la settimana e pregando tre volte al giorno! Pagavano la decima su tutti i propri averi, e tante altre simili cose!
Cosa gli rispose Gesù? Mentre Gesù era a tavola in casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e si misero a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. I farisei, veduto ciò, dicevano ai suoi discepoli: «Perché il vostro maestro mangia con i pubblicani e con i peccatori?» Ma Gesù, avendoli uditi, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Ora andate e imparate che cosa significhi: "Voglio misericordia e non sacrificio"; poiché io non sono venuto a chiamare dei giusti, ma dei peccatori»(Matteo 9: 10-13)
Non cadiamo nello stesso errore della gente di quel tempo, il signore non sopporta l'ipocrisia! Ricordiamo anche le sue parole sul racconto del fariseo ed il pubblicano nella sinagoga! Gesù è venuto per chiunque si riconosca malato ed inguaribile! Egli ha promesso che guarirà e medicherà qualsiasi ferita! Anche se non è oggi o domani o nell'immediato! Ma credi per Fede che un dì Gesù asciugherà ogni tua lacrima, perché la Tua preghiera non è ipocrita e tu non hai nessuna coscienza di giustizia! Ma battendoti il petto, piangendo! Invocando il Signore da inguaribile malato agonizzante! Riconoscendo che non avrai nessuna possibilità se Dio non dimora in te!
Ammetti la tua totale incapacità nell'operare la giustizia, riconosci il Bisogno che egli sia il tuo Consolatore!
Quando testimonierai della Sua immensa grazia, confida al tuo prossimo la tua incapacità, le tue attuali debolezze! Non essere ipocrita dicendo che se non ci si attiene a questo o quest'altro Dio ti punirà!
Ma si amorevole e cortese, come il Signore ha detto che è venuto per i malati, Dio ti ha fatto testimone per tutti quelli che si riconosceranno tali!
Io mi riconosco malato, bisognoso delle Sue cure e sin quando non tornerà e mi rivestirà con la Sua gloria ne avrò sempre bisogno............. Tu di cosa hai bisogno?
Dio ci benedica  

di Antonino Frenda

ciao

per tutti coloro che mi vogliono bene un invito a riflettere

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