per capirci

GIACOMO 1, 2-4

Fratelli, considerate come motivo di gaudio perfetto le diverse prove alle quali voi potete essere esposti, sapendo che la fede messa
alla prova produce la pazienza. E' necessario però che la pazienza compia perfettamente l'opera sua, affinché voi siate pure perfetti ed
integri, senza mancare in niente.(Giacomo 1; 2-4)

Emmanuel

venerdì 27 gennaio 2017

Una Pentecoste senza Cristo

Ciò che segue è un avvertimento profetico da Azusa Street di 75 anni fa che riguarda il pericolo di una Pentecoste senza Cristo.
Frank Bartleman fu un testimone oculare dell'effusione dello Spirito Santo nel 1907 in Azusa Street, a Los Angeles. È stato definito "il Reporter del risveglio di Azusa Street". Circa 75 anni fa, durante l'effusione, scrisse un trattato mettendo in guardia da una Pentecoste senza Cristo. Egli ammonì:
"Noi non possiamo sostenere una dottrina o cercare un'esperienza se non in Cristo. Molti sono desiderosi di cercare la potenza al fine di operare miracoli, attirare l'attenzione e l'adorazione della gente verso loro stessi, derubando così Gesù Cristo della Sua gloria e facendo bella mostra carnale. 
Il bisogno più grande sembrerebbe essere vero per i veri discepoli del mite e umile Gesù. L'entusiasmo religioso sedimenta facilmente, e lo spirito umano predomina così sullo spirito religioso che si ostenta. Ma noi dobbiamo tenerci saldi al nostro teste, Cristo".
"Qualsiasi opera che esalti lo Spirito Santo o i ‘doni' al di sopra di Cristo, finirà in fanatismo. Qualsiasi cosa che ci porti ad esaltare e ad amare Cristo è buona e sicura, ma il contrario rovinerà tutto. Lo Spirito Santo è una luce grandiosa, ma sempre concentrata unicamente su Gesù affinché sia davvero rivelato".
"Laddove lo Spirito Santo ha il controllo, Gesù è proclamato il Capo e lo Spirito Santo il Suo esecutore".
In un'altra occasione il fratello Bartleman avvertì:
"La tentazione sembra muoversi verso manifestazioni vuote perché queste non richiedono nessuna croce particolare e nessuna morte per la propria vita. Per questo è sempre una cosa per cui le masse sono attirate".
"Non possiamo mettere ne potenza, ne doni, ne lo Spirito Santo, e nessun altra cosa davanti a Gesù. Qualsiasi missione che esalti perfino lo Spirito Santo al di sopra del Signore Gesù Cristo è destinata a schiantarsi nell'errore e nel fanatismo".
"Sembra ci sia un gran pericolo di perdere di vista il fatto che Gesù è ‘tutto in tutti'. L'opera del Calvario e l'espiazione devono essere il fulcro delle nostre considerazioni. Lo Spirito Santo non attirerà mai l'attenzione da Cristo su di Sé, ma piuttosto rivelerà Cristo nella pienezza. Siamo nel pericolo di scansare Gesù, di lasciarlo ‘perso nel tempio' attraverso l'esaltazione dello Spirito Santo e dei doni dello Spirito. E' Gesù che deve essere il centro di ogni cosa".
Io non prendo alla leggera l'avvertimento di Bartleman. Il pericolo di una Pentecoste senza Cristo è molto attuale oggi. Vi dico che è possibile raccogliere gente ripiena di Spirito da qualche parte, che loda e che alza le mani... e Gesù che cammina come un estraneo tra loro!
È vero che è scritto: "dove due o tre sono riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro" (Matteo 18:20). Ma Egli può essere nel mezzo di noi come un estraneo, ignorato e disconosciuto persino da coloro che si incontrano nel Suo nome! I giudei si uniscono ogni Sabato nella sinagoga per parlare del Suo nome e profetizzare la Sua venuta. Lodano il nome del Padre che promise di inviarlo. Pronunciano il nome del Messia con venerazione e riverenza. Però quando è venuto e ha camminato tra loro, non lo hanno riconosciuto. Era un perfetto estraneo tra loro.
Cristo Gesù, un estraneo nel mezzo di una comunità riempita di Spirito? Un estraneo in mezzo a coloro che confessano il Suo nome, e che adorano il Padre che lo ha mandato? Un estraneo tra quelli che cantano Osanna e che lo chiamano "Signore, Signore"?
Assolutamente si, non solo è possibile, ma sta succedendo tra il popolo di Dio oggi! Vi mostrerò alcuni modi per cui questo avviene, possa lo Spirito di Dio togliere la nostra cecità spirituale affinché possiamo vederlo ancora una volta come Egli è veramente: SIGNORE DI TUTTO!


Rendiamo Cristo un estraneo quando si dà preminenza allo Spirito Santo.

Cristo e solo Lui deve essere il centro delle nostra vita e della nostra adorazione! "Egli è il capo del corpo, cioè della chiesa; è lui il principio, il primogenito dai morti, affinché in ogni cosa abbia il primato. Poiché al Padre piacque di far abitare in lui tutta la pienezza" (Colossesi 1:18-19)
"Affinché in ogni cosa abbia il primato..."cioè distinto e confessato su tutto il resto, che ha il primo posto in tutto. Nemmeno lo Spirito Santo deve essere esaltato al di sopra di Quel nome! Non deve mai ombreggiare la Croce! Non si deve neppure pensare che Gesù abbia mandato qualcuno di meglio. Gesù ha mandato lo Spirito Santo per rivelare la Sua pienezza in noi.
Quando lo Spirito Santo diventa il centro della nostra attenzione, la chiesa perde l'obiettivo! Lo Spirito Santo discese su Cristo mentre Lui usciva dalle acque battesimali e il Padre disse di Lui "...Questo è il mio diletto Figlio, nel quale mi sono compiaciuto..." Lo Spirito discese in forma di colomba, ma l'attenzione era sull'Agnello di Dio che toglie i peccati dal mondo. Non la colomba, ma l'Agnello!
Cristo ha parlato ai Suoi discepoli di un'imminente Pentecoste, quando lo Spirito sarebbe stato effuso per un solo scopo: POTENZA per innalzare il nome di Cristo! "Ma riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all'estremità della terra" (Atti 1:8). Gesù rende chiaro che quando lo Spirito verrà, non attirerà l'attenzione su di se, ma si concentrerà sulle parole di Cristo. Egli esalterà Cristo: "quando però sarà venuto lui, lo Spirito della verità... non parlerà di suo... Egli mi glorificherà perché prenderà del mio e ve lo annuncerà. Tutte le cose che ha il Padre, sono mie; per questo ho detto che prenderà del mio e ve lo annuncerà" (Giovanni 16:13-15).
Gesù ha detto: "Egli vi mostrerà la Mia gloria, la Mia potenza, il Mio regno. Egli vi ricorderà tutte le Mie parole". L'opera principale dello Spirito Santo non è semplice compagnia sebbene Egli riunisce i credenti in uno in Cristo. Non è un'estasi. Non è solo per farci parlare in qualche lingua. Lo Spirito è venuto per esaltare Cristo e per condurre l'umanità alla Sua Signoria.
Non è sufficiente dire che lo Spirito ci avvicina gli uni agli altri, ma Egli ci avvicina sempre più a Cristo. La pienezza dello Spirito è la pienezza di Cristo. Se tu non provi un amore consumante per Cristo, non hai un battesimo nello Spirito Santo. Cristo, il battezzatore, ha mandato lo Spirito Santo per infiammare le nostre anime verso l'umanità perduta, perché andassimo nelle strade e sui cigli per raggiungere gli inconvertiti. Per scrollarci di dosso il nostro pigro stile di vita e per farci fare la Sua opera.
Nel momento in cui gli uomini cercheranno di esaltarlo al di sopra del Figlio di Dio il benedetto Spirito Santo resterà contristato e alla fine si ritirerà. Egli non permetterà che la Sua potenza venga abusata da coloro che vogliono solo doni e non Cristo il Donatore!
Che cos'è un vero incontro nello Spirito Santo? È dove la gente parla in lingue? O dove la gente viene guarita? Dove i santi saltano dalla gioia? Dove i santi profetizzano? Più, molto di più di ciò! È dove Cristo viene esaltato, dove la Sua santità penetra le anime, dove uomini e donne cadono davanti al Suo santo trono, umiliati e in lacrime gridando "Santo! Santo!".
Il movimento dello Spirito Santo è un movimento più vicino a Cristo, più profondo in Cristo, con una vera sottomissione alla Sua Maestà.


Cristo è reso un estraneo quando lo si loda e basta.

Noi lodiamo un Cristo che non preghiamo, siamo diventati un popolo che loda? Per molti del popolo di Dio, la cameretta per pregare è diventata una reliquia del passato. Quanti dicono: "perché chiedere a Dio qualcosa che Egli ha già promesso? Atteniamoci alle promesse e semplicemente comandiamo liberazioni!".
Vedete? Noi vogliamo non tanto Cristo, ma quello che Lui può fare per noi. Vogliamo una via d'uscita alle nostre pene e sofferenze. Vogliamo che i nostri guai spariscano. E siamo così impegnati nella nostra fuga dal dolore, che perdiamo il vero significato della Croce. Rifiutiamo croci e perdite... nessun Getsemani per noi! Nessuna notte d'agonia! Noi questo Cristo sofferente, sanguinante e risorto, non lo conosciamo proprio!
Vogliamo il potere di guarigione. Vogliamo le Sue promesse di prosperità. Vogliamo la Sua protezione. Vogliamo di più di beni terreni. Vogliamo la Sua felicità, etc. ma non vogliamo Lui senza queste cose!
Preghiamo noi? Oh, si! Quando abbiamo bisogno di qualcosa. Abbiamo la formula pronta "nel nome di Gesù". Tutto ciò che abbiamo bisogno da Lui è che Egli consegni i tagliandi delle nostre richieste al Padre.
Sono stanco di ascoltare la gente dire, cose del tipo "questa è un'epoca talmente indaffarata... non ho tempo per pregare, mi piacerebbe, ma non ne ho il tempo...". No, non è mancanza di tempo, ma una mancanza di desiderio. Perché ognuno trova il tempo per ciò che veramente vuole fare.
Guardate i nostri giovani cristiani, perdono le ore a giocare alla play-station, sbuffando annoiati, senza posa in cerca di qualcosa da fare, ma non c'è tempo per pregare! Non c'è tempo per Gesù! Oh Dio, in qualsiasi maniera e in qualsiasi modo metti in ginocchio questa generazione, non soltanto in preghiera verso il Signore, ma in una comunione quotidiana con Cristo!
Il nostro Salvatore che ha in cura di noi e che si occupa dei nostri multipli universi, ha tempo per pregare proprio per te! Egli trova il tempo per intercedere per te davanti al trono di Dio (vedi Ebrei 7:25), e tu dici che non hai il tempo per pregare a Lui?
Noi lavoriamo in maniera fervente per un Cristo che ignoriamo. Noi andremmo ovunque, faremmo qualsiasi cosa nel Suo nome. Ma non preghiamo. Canteremo in una corale, visiteremo i malati e le prigioni. Ma non preghiamo. Daremo consiglio ai deboli e ai bisognosi; staremo notti alzati a confortare un amico, ma non preghiamo. Combatteremo la corruzione! Faremo crociate per la moralità! Ci opporremo alle armi nucleari! Ma non preghiamo!
Più che altro, non preghiamo perché in fondo non crediamo che davvero funziona. La preghiera è un campo di battaglia insanguinato! È dove si conquistano le vittorie! Un luogo dove si muore a sé stessi! Un luogo dove un Dio Santo espone peccati segreti! Non ci si deve meravigliare se Satana cerca di eludere la preghiera. Un uomo che prega manda scosse all'inferno! L'uomo o la donna sono marchiati perché Satana sa che la preghiera è la potenza con la quale si spezza il suo regno, egli non ha paura di santi affamati di potenza, ma trema al suono di santi che pregano!


Cristo diventa un estraneo tra noi quando pretendiamo potenza.

Reader Harris, un inglese direttore della Lega Pentecostale per la Preghiera, una volta sfidò una comunità su questo tema di potenza e purezza. Disse: "Quelli che vogliono la potenza, si allineino alla mia destra. Quelli che vogliono la purezza, alla mia sinistra". La comunità si allineò in proporzione di dieci per la potenza e uno per la purezza!
Nel libro degli Atti, dalla pentecoste in poi, c'era più risultato di purezza che di potenza. Cosa disse Pietro al Concilio di Gerusalemme? Che cosa fece Dio alla Casa di Cornelio? "E Dio... dando lo Spirito Santo a loro, come a noi... purificando i loro cuori mediante la fede" (Atti 15:8-9).
Chi è l'uomo di Dio o la donna di Dio che ha potenza? È forse quello che può guarire gli ammalati o quella che risuscita i morti? È quello che sa parlare in lingue straniere e quella che sa profetare? È quello che attira la maggior parte della gente e costruisce le chiese più grandi? Ma no, quello che ha potenza è quello che possiede vera purezza "... il giusto se ne sta sicuro come un leone" (Proverbi 28:1).
Il profeta Malachia profetizzò riguardo un repulisti soprannaturale che sarebbe sopraggiunto nella Casa di Dio: "... il Signore, che voi cercate, l'Angelo del patto, che voi desiderate, entrerà nel suo tempio... Chi potrà resistere nel giorno della sua venuta? Chi potrà rimanere in piedi quando egli apparirà? Egli infatti è come il fuoco del fonditore, come la potassa dei lavatori di panni. Egli si metterà seduto, come chi raffina e purifica l'argento, e purificherà i figli di Levi e li raffinerà come si fa dell'oro e dell'argento; ed essi offriranno al SIGNORE offerte giuste" (Malachia 3:1-3).
Questa è una duplice profezia. Sta parlando della prima venuta di Cristo, ma anche della seconda. Tornerà ancora improvvisamente come un ladro nella notte. Ma prima, purificherà la Sua Chiesa. Noi non siamo pronti per il ritorno di Cristo. Ditemi, è forse questa la chiesa vittoriosa? Cupidigia, divorzi, depressione, menti rivolte alle cose mondane che arrancano materialismo e successo, competitività, tiepidezza, adulteri, ricchi e abbondanti di beni, incoscienza della povertà e cecità spirituale, amore per il piacere, menti rivolte al tempo libero consumate dallo sport, dalla politica e dal potere...
E' questa la chiesa per cui Gesù sta tornando? Una chiesa che sta convivendo con l'ansietà di cui è ripiena, soddisfatta solo per avere buona salute e benessere? Ma la mia Bibbia dice invece che sta tornando per una Chiesa trionfante! Una Chiesa senza macchia e rughe! Un popolo le cui affezione sono riposte per le cose dell'Alto! Un popolo dalle mani pulite e dai cuori puri! Un popolo che non vede l'ora che Egli torni! Un popolo con uno stato d'animo da "nuova Gerusalemme".
La domanda non è più "che cosa mi procurerà la mia fede? Che miracolo farà Egli per me?".
La domanda ora è "come potrò stare di fronte a Lui? Come me la caverò nel giorno del Giudizio?"... chi potrà rimanere in piedi quando egli apparirà?" (Malachia 3:2).
La domanda non è più "Come mi sento, come mi procurerò la felicità, come soddisferò i desideri del mio cuore...".
Ma la domanda è "potrò affrontare quel momento quando sarò davanti al trono di Cristo? Come potrò resistere, sapendo che ho vissuto così incurante, così egoisticamente e in modo così trascurato la sua grande salvezza?".
Il punto centrale e davvero importante su cui riflettere è: "ho trascurato Cristo in quest'ora notturna?"
La purga comincerà dal pulpito! "...purificherà i figli di Levi..." (Malachia 3:3). Dio compierà ciò alzando la temperatura, farà cose così bollenti, così fieramente, così intense, che gli uomini di Dio saranno messi in ginocchio perché sarà attizzato il fuoco della persecuzione, della tribolazione, e di incredibili difficoltà, come beffardaggini, pettegolezzi e problemi finanziari. Egli scuoterà qualsiasi cosa che può essere scossa. Dio sta per scuotere, raschiare, bruciare, purgare, e purificare!
Nessun uomo di Dio e nessuna donna di Dio scamperà alla purga! Dio ci scrollerà di dosso lo schifo e il luridume, e la purga si estenderà dal pulpito fino a tutte le panche. Tenetevi pronti santi! Dio si sta preparando per esporre tutti i peccati, tutti gli adultèri, tutte le stoltezze! Lo Spirito Santo sta per farci una riprensione di tutti i nostri peccati!
Dimmi, come puoi stare a divertirti quando sai che Dio ti metterà nel crogiolo per accendere il fuoco? Il tuo battesimo in Spirito... sta per ricevere una colata di FUOCO!
Malachia disse "... il giorno viene, ardente come una fornace; allora tutti i superbi e tutti i malfattori saranno come stoppia. Il giorno che viene li incendierà..." (Malachia 4:1).
Una Pentecoste senza Cristo
di David Wilkerson
a cura di :
http://vocechegrida.ning.com/profiles/blogs/il-rischio-pentecostalista

giovedì 22 dicembre 2016

Il rifiuto del Ravvedimento

Se il vostro pastore non predica il ravvedimento e la conversione a Cristo per entrare nel regno di Dio e anche si rifiuta di chiamare il peccato con il suo vero nome, predicando e mettendo in guardia le persone da esso, sappiate che si tratta in realtà di un agente di Satana sotto mentite spoglie, incaricato dal diavolo in persona per sedurre quante più anime possibili, col fine ultimo di mandarle in perdizione per tutta l'eternità. Il ravvedimento è il cuore dell'evangelo. È infatti una dottrina fondamentale: “Perciò, lasciando l'insegnamento elementare intorno a Cristo, tendiamo a quello perfetto, e non stiamo a porre di nuovo il fondamento del ravvedimento dalle opere morte e della fede in Dio” (Ebrei 6:1). Purtroppo però, oggigiorno il ravvedimento costituisce il pezzo mancante del vangelo moderno, che è un altro vangelo, e coloro che lo predicano sono sotto la maledizione di Dio, secondo che è scritto: “Ma quand'anche noi, quand'anche un angelo del cielo vi annunziasse un vangelo diverso da quello che v'abbiamo annunziato, sia egli anatema. Come l'abbiamo detto prima d'ora, torno a ripeterlo anche adesso: Se alcuno vi annunzia un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anatema” (Galati 1:8-9).
La Scrittura ci ha messo più volte in guardia e ci ha anche esortati a vegliare sempre per non cadere vittime dei falsi profeti e dottori degli ultimi tempi. Il bisogno di avere discernimento spirituale è cruciale proprio perché costoro sorgeranno di mezzo a noi (Atti 20:30 ; 2 Pietro 2:1), avendo nell'esteriore l'apparenza di pecore ma essendo dentro dei lupi rapaci (Matteo 7:15), si sono intrusi in mezzo a noi (Giuda 1:4), per introdurre di soppiatto le loro eresie di perdizione (2 Pietro 2:1). Addirittura possono fare “gran segni e prodigî da sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti” (Matteo 24:24). Costoro sono dei “falsi apostoli, degli operai fraudolenti, che si travestono da apostoli di Cristo. E non c'è da maravigliarsene, perché anche Satana si traveste da angelo di luce. Non è dunque gran che se anche i suoi ministri si travestono da ministri di giustizia; la fine loro sarà secondo le loro opere” (2 Corinzi 11:13-15).
Il pericolo è aggravato dal fatto che negli ultimi tempi molti “non sopporteranno la sana dottrina; ma per prurito d'udire si accumuleranno dottori secondo le loro proprie voglie e distoglieranno le orecchie dalla verità e si volgeranno alle favole” (2 Timoteo 4:3-4). Questa condizione è simile a quella vissuta dal profeta Geremia ai suoi tempi: “Cose spaventevoli e orride si fanno nel paese: i profeti profetano bugiardamente; i sacerdoti governano agli ordini de' profeti; e il mio popolo ha piacere che sia così. E che farete voi quando verrà la fine?” (Geremia 5:30-31). Sono veramente tanti oggi a spalancare le porte e dare il benvenuto, nonché ad abbracciare il messaggio falso ed ingannevole predicato dai falsi ministri del Vangelo.
Grazie a Dio, non solo il Signore ci mette in guardia dai falsi ministri (apostoli, profeti, pastori, evangelisti e dottori), ma ci mostra anche nella Sua Parola come riconoscerli e distinguerli dai veri ministri del Vangelo.
Innanzitutto i falsi ministri minimizzano e banalizzano il peccato, mentre quelli veri predicano il ravvedimento e condannano il peccato che è “la violazione della legge” (1 Giovanni 3:4). Esortare le persone a ravvedersi dai loro peccati e a tornare a Dio è parte integrale del messaggio che un uomo di Dio deve predicare. Prendiamo ad esempio il profeta Michea. Egli contrastò con il suo ministerio i falsi profeti e sacerdoti del suo tempo che amavano il male e avevano in odio il bene, sviando quindi il popolo da Dio: “Ma, quanto a me, io son pieno di forza, dello spirito dell'Eterno, di retto giudizio e di coraggio, per far conoscere a Giacobbe la sua trasgressione, e ad Israele il suo peccato” (Michea 3:8). Infatti non è un caso che tutti i profeti mandati da Dio predicassero il ravvedimento: “ho continuato a mandarvi ogni mattina tutti i miei servitori i profeti per dirvi: - Convertitevi dunque ciascuno dalla sua via malvagia, emendate le vostre azioni, non andate dietro ad altri dèi per servirli...” (Geremia 35:15) ed anche: “Eppure l'Eterno avea avvertito Israele e Giuda per mezzo di tutti i profeti e di tutti i veggenti, dicendo: 'Convertitevi dalle vostre vie malvage, e osservate i miei comandamenti e i miei precetti, seguendo in tutto la legge che io prescrissi ai vostri padri, e che ho mandata a voi per mezzo dei miei servi, i profeti'” (2 Re 17:13).
Il ravvedimento rimane sempre un elemento essenziale anche negli scritti del Nuovo Testamento. Giovanni Battista predicava il ravvedimento (Matteo 3:1-2). Gesù predicava il ravvedimento (Matteo 4:17). Pietro e Paolo predicavano il ravvedimento (Atti 2:38 ; 3:19 ; 26:20). Nelle sette lettere indirizzate alle Chiese dell'Asia Minore, Gesù continuò ad evidenziare l'importanza del ravvedimento (Apocalisse 2:5,16,21-22 ; 3:3,19). Chi è davvero pio e devoto non eluderà il problema reale del peccato, ma continuerà a battere sull'argomento, esortando duramente le persone a ravvedersi dai loro peccati, ad abbandonare le loro vie malvagie e a convertirsi dalle loro opere infruttuose.
Invece i falsi profeti e dottori attenuano la gravità del peccato. Di loro dice il Signore: “Dicono del continuo a quei che mi sprezzano: 'L'Eterno ha detto: Avrete pace'; e a tutti quelli che camminano seguendo la caparbietà del proprio cuore: 'Nessun male v'incoglierà'” (Geremia 23:17) ed anche: “La mia mano sarà contro i profeti dalle visioni vane e dalle divinazioni menzognere; essi non saranno più nel consiglio del mio popolo, non saranno più iscritti nel registro della casa d'Israele, e non entreranno nel paese d'Israele; e voi conoscerete che io sono il Signore, l'Eterno. Giacché, sì, giacché sviano il mio popolo, dicendo: Pace! quando non v'è alcuna pace, e giacché quando il popolo edifica un muro, ecco che costoro lo intònacano di malta che non regge, di' a quelli che lo intònacano di malta che non regge, ch'esso cadrà” (Ezechiele 13:9-11). Anziché condannare il peccato e riprendere coloro che si danno ad esso, loro fortificano le mani dell'empio perché non si converta dalla sua via malvagia per ottenere la vita (Ezechiele 13:22).
Il ravvedimento biblico è composto da tre elementi base: una tristezza genuina verso Dio (2 Corinzi 7:9-10), una separazione radicale dal peccato (Ebrei 6:1 ; Atti 26:20) ed una vera e propria sottomissione alla volontà di Dio (Atti 9:6 ; 1 Tessalonicesi 1:9). In altre parole, il ravvedimento comporta un cambiamento radicale nella vita di una persona: “Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie son passate: ecco, son diventate nuove” (2 Corinzi 5:17). Esso è necessario ai fini della salvezza. Una persona non potrà mai credere se prima non si è ravveduta dei suoi peccati.
Le Chiese oggi sono piene di persone che non si sono mai ravvedute dai loro peccati e non hanno mai sperimentato la nuova nascita. La colpa è da ricercare nella negligenza dei pastori e anche nella loro ignoranza biblica. Riguardo alle persone loro sembrano ragionare in questi termini: "se riusciamo a portarle prima al locale di culto, dopo sarà più facile lavorare sulla loro salvezza" o anche: "non diciamo niente che possa turbarli, men che meno spaventarli". Naturalmente la parola "ravvedimento" e "peccato" provocano entrambi questi sentimenti nella persona perduta e morta spiritualmente. Ma Dio non lascerà impuniti coloro che pur sapendo fare il bene, non lo fanno e commettono quindi peccato (Giacomo 4:17). Di costoro il Signore avverte chiaramente che dovranno rispondere direttamente a Lui del sangue dell'empio: “Quando io dirò all'empio: - Certo morrai, - se tu non l'avverti, e non parli per avvertire quell'empio di abbandonar la sua via malvagia, e salvargli così la vita, quell'empio morrà per la sua iniquità; ma io domanderò conto del suo sangue alla tua mano” (Ezechiele 3:18).
Pastori e voi tutti che temete Iddio siete quindi avvisati. Fate tesoro di queste parole e studiatevi di predicare tutto il consiglio di Dio senza tralasciare la dottrina del ravvedimento. Non limitatevi a dire alle persone: “Credi nel Signor Gesù, e sarai salvato tu e la casa tua” (Atti 16:31). Questo passo è successivo all'annuncio del Vangelo all'incredulo e quindi anche all'esortazione a ravvedimento. Cristo predicò: “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; ravvedetevi e credete all'evangelo” (Marco 1:15). In altre parole Egli voleva dire: "prima ravvedetevi e poi credete". Altrimenti come potrebbe una persona credere se non ha prima la consapevolezza di essere perduto a causa del suo peccato? Non possiamo far credere alla gente di essere guarita dal peccato quando non sa neppure di essere malata. Mettiamo loro le vesti della giustizia quando non conoscono neppure il bisogno che hanno di credere. Questa gente finisce per pensare: "Non può essere sconveniente aggiungere Gesù alla mia vita".
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lunedì 12 settembre 2016

Pietro è la pietra di fondamento della chiesa?


Pietro è la pietra?

Ciò che afferma la Scrittura a riguardo è molto chiaro ed evidente per chiunque abbia un minimo di intelligenza e un pensiero onesto. E' sempre stato evidente e chiaro anche per i cosiddetti “padri della chiesa” dei primi secoli.

<< “Sopra questa pietra” si deve così comprendere: su ciò che Pietro ha riconosciuto con le parole: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente” e così Pietro, che trae il suo nome da quella pietra, rappresenta la persona della Chiesa che sarà costruita su quella pietra (la confessione di fede).
Infatti non gli è stato detto: “Tu sei la pietra”, ma: “Tu sei Pietro”, perché la pietra era il Cristo che fu confessato da Simone [cfr. Efesini 2,20; Pietro 2,4].
Noi siamo cristiani non petriani.
Cristo è il capo della Chiesa, il primogenito, Egli stesso ha il primato >>. Agostino d'Ippona.

<< Siete stati edificati sul fondamento degli apostoli e dei profeti, essendo Cristo Gesù stesso la pietra angolare >>Efesini 2,20

Di seguito riporto quanto scrisse Ignazio Von Doellinger scienziato tedesco e più grande teologo della Chiesa cattolica del 19° secolo, condannato all'oblio dall'imperante gesuitismo italiano a causa della sua lotta contro l'infallibilità papale e l'immacolata concezione. Allo stesso modo scrissero il vescovo Kettler e il Langen (Das Vaticanische Dogma).

Negli scritti dei Padri, il senso delle note parole del Cristo riferentisi a S. Pietro, nessuno dei Padri di quel tempo spiegando esegeticamente i passi del vangelo sulla potenza trasmessa a Pietro (Matteo XVI 18, e Giov. XXI, 18) l'ha applicata ai vescovi di Roma quali successori di Pietro. Quanti Padri si sono occupati di questi passi! Pure, nessuno di quelli di cui possediamo tuttora i commentari, Origene, Crisostomo, Ilario, Agostino, Cirillo, Teodoreto, né quelli le spiegazioni dei quali sono raccolte nelle Catene hanno designato, sia pur con una sillaba, il primato di Roma come conseguenza della missione data a Pietro e delle promesse ch'egli aveva ricevuto. Neppur uno fra loro ha interpretato la <<pietra>> o fondamento sul quale Cristo vuol edificare la Chiesa come un'incarico particolarmente fornito a Pietro e, dopo di lui, trasmissibile ereditariamente; essi intendevano con ciò il Cristo stesso o la fede di Pietro confessata in Cristo: queste due idee si confondevano spesso nel loro spirito. Spesso altresì nel pensier loro, Pietro, come gli altri apostoli, era il <<fondamento>>; gli apostoli cioè tutti riuniti, rappresentavano le dodici pietre fondamentali della Chiesa. (Apocal. 21, 24).
Per quanto si riferisce alla concessione della potenza delle chiavi e del potere di legare e sciogliere, i Padri potevano tanto meno riconoscervi un privilegio o una sovranità qualsiasi attribuita ai vescovi romani in quanto che non consideravano (cosa che a prima vista sembrerà strana) una piena potenza attribuita prima a Pietro, poi a tutti gli altri apostoli con le stesse parole, come una grazia speciale accordata a Pietro ed ereditata esclusivamente dei vescovi romani.
Tutti, infine, consideravano il simbolo delle chiavi come assoluto sinonimo dell'espressione figurata << legare e sciogliere >> (Ciascun vescovo è janitor, deve custodire le << janua coeli >> e vegliare all' << ovile Christi >>: idea già espressa da Cipriano in tanti passi).
E' noto che il passo classico che deve servir di base all'edificio dell'infallibilità del papa è la parola del Cristo a Pietro: << Ho pregato per te affinché la tua fede non si affievolisca; tu dunque, quando sarai convertito, rafforza i tuoi fratelli >> (Luca, XXII, 32). Ma è chiaro che queste parole debbono riferirsi unicamente a Pietro e alla sua conversione dopo che ebbe rinnegato il Cristo. Si tratta infatti di una esortazione a convincere gli altri apostoli la cui fede nel Cristo ha ugualmente vacillato. Ci sembra dunque insensato voler trovare, là dove si tratta solamente della fede nella dignità messianica di Gesù, fede dapprima vacillante e che bisognava rafforzare, una promessa dell'infallibilità futura di una serie di papi, unicamente perché costoro hanno preso poi nella Chiesa romana il posto occupato in origine da Pietro. Una simile interpretazione non è stata data da nessuno degli antichi dottori della Chiesa fino alla fine del VII secolo.
Tutti e diciotto, senza eccezione videro in quelle parole una semplice preghiera del Cristo perché il suo apostolo non soccombesse alla pericolosa e imminente tentazione e non vi perdesse del tutto la sua fede.

L'antica teologia cattolica fa consistere il periodo dei padri della Chiesa nei primi secoli. La teologia dei gesuiti ritiene assurdo il pretendere che Cristo non siasi trovato nella chiesa altro che fino al 600. Quando la compagnia stava preparando la definizione dell'Immacolata Concezione, il gesuita Perrone ebbe il coraggio di dichiarare che la Bibbia ed i padri della Chiesa, in quanto fonti di fede, erano superflui: egli attribuiva un peso eguale a leggende, anche se apocrife, sì che la semplice autorità della Chiesa ed il sentimento momentaneo dei credenti potevano eventualmente bastare, poiché, secondo lui, questi due elementi dimostrano l'antichità di una tradizione divina od apostolica. In breve volger di tempo, la nuova scuola è arrivata a dire che tutt'al più non era affatto necessario qualche documento dell'antichità od anche che esisteva una << tradizione precedente >>. Il card. Her. Genrother, discepolo dei gesuiti, dice pure che anche scritti apocrifi potevano essere fonti della fede.

<<Guai a voi dottori della legge! Perché avete sottratto la chiave della scienza; voi stessi non siete entrati e ne avete impedito l'accesso a coloro che entravano>>. Luca 11,52


tratto da: Evangelo del Regno

domenica 24 luglio 2016

Il dialogo con l'islam è possibile?


Ultimamente si tende a rimarcare somiglianze piuttosto che differenze. E se i credenti non sono preparati, possono essere erroneamente influenzati e confusi.

Infatti, mai come prima si sono moltiplicate le iniziative e le proposte per facilitare l’ “incontro tra le tre fedi” . La Chiesa cattolica si distingue in questo “avvicinamento" insieme a certi missionari evangelici recentemente giunti dall’estero in Italia, mediante i loro libri pubblicati attraverso case editrici evangeliche italiane.

Alcuni missionari stranieri attribuiscono ai musulmani almeno tre aspetti: 
- rendono culto al DIO del Cristianesimo 
- il “comune patrimonio spirituale” in Abramo, grazie a Ismaele. 
- riconoscono l’islam come “fra le tre grandi religioni monoteiste”.
I punti in comune sarebbero così evidenti da rendere ‘incoerente’ qualsiasi pretesa di vedere negli appartenenti ad altre religioni persone da farne proseliti. Cioè, si traduce, non evangelizzare i musulmani!
Le false nozioni di quest’epoca devono essere esaminate per non essere condotti fuori strada dalle filosofie.
1. Il nuovo Abramo islamico (taroccato)

Si ode spesso che la figura biblica che unisce più di tutte con l’islam è quella di Abramo. I musulmani sono fieri di spiegare che, traendo le loro origini da Abramo, ne seguono le tradizioni; in virtù di questa affermazione ritengono di avere il monopolio della verità. Il Corano avrebbe quindi sostituito la Bibbia, ecc. ecc.
Abramo si fece circoncidere in risposta al comando di YHWH, (l’Io sono). Contrariamente a quanto molti potrebbero essere indotti a pensare, non sono i musulmani ad aver introdotto questa pratica e tradizione.
E a te [Abrahamo] e alla tua progenie dopo di te darò il paese dove abiti come straniero: tutto il paese di Canaan, in possesso perpetuo; e sarò loro Dio". Poi Dio disse ad Abrahamo: Quanto a te, tu osserverai il mio patto: tu la tua progenie dopo di te, di generazione in generazione. Questo è il mio patto che voi osserverete, patto fra me e voi e la tua progenie dopo di te: ogni maschio fra voi sia circonciso. E sarete circoncisi; e questo sarà un segno del patto fra me e voi (Genesi 17:8-11).

2. Una sola progenie...
Gli Ebrei sono stati i primi e gli unici! Infatti dal testo biblico emerge che YHWH sta parlando di un’unica progenie e non di altre progenie. E’ risaputo che da Abrahamo sono scaturite tre progenie: dalla concubina Hagar e dalle due mogli legittime: Sarah e Chetura (ps. quest’ultima dopo che egli rimase vedovo di Sarah).
Ci chiediamo quindi perché Dio sta parlando di una sola progenie in particolare piuttosto che di ‘alcune’? YHWH preannunciò il figlio della promessa (in Isacco) dal quale avrebbe tratto l’unica progenie del popolo prediletto: quello Ebraico. 
YHWH comandò alla progenie di Abramo, in Isacco e Giacobbe, di aderire al Patto stipulato con Dio, poi più tardi riconfermato a Davide. 
Ciò significa che YHWH, per la grazia concessa in Abramo, estese l’aderenza al Patto anche agli stranieri, ovvero “agli incirconcisi di cuore e di carne”. 
Anche i Cristiani hanno tratto gli esempi di fede di Abramo. Infatti, benedicendolo, YHWH lo ha fatto divenire il punto di riferimento per tutte le generazioni a lui successive, provenienti da Isacco e Giacobbe suoi discendenti. 
Il Messia, Yeshua (YHWH salva) discenderà proprio dalla progenie di Isacco e Giacobbe. 
Storicamente, il mondo islamico si è radicato molti secoli dopo, ma non perché i musulmani si sono sottoposti al comando di YHWH, bensì per propria iniziativa ad un dio esterno alla rivelazione biblica.
3. Arabi, veramente discendenti di Ismaele?
YHWH fece un Patto con Abramo e verso la sua discendenza attraverso Isacco e Giacobbe ma benedirà Ismaele perché figlio di Abramo, ed egli diventerà fondatore di un vasto popolo.
A questo punto molti ritengono che tale promessa si sia adempiuta suscitando da Ismaele il grande popolo Arabo. Però, come La Bibbia ci dimostra, gli Arabi non sono discendenti né di Ismaele e né di Abramo. Dalla Bibbia, cronologicamente, si apprende che sia Abramo e sia Ismaele sono nati qualche centinaio di anni dopo gli Arabi. Infatti, gli Arabi sono discendenti di Joctan (cfr Genesi 10:26 e ss). 
La confusione aumenta perché in tal senso, se gli Arabi sono discendenti di Abramo, implica una sorta di legittimazione dell’islam in quanto diventerebbe una religione ispirata dallo ‘stesso Dio che nella Bibbia parlò ad Abramo’. 
Quindi implicherebbero due patti divini anziché uno soltanto; quindi due progenie...e non di una sola progenie (Genesi17:8-11), non una sola fede, ma due fedi!
Ma che dice la Scrittura?
«Caccia via la schiava e suo figlio, perché il figlio della schiava non potrà essere tuo erede insieme col figlio della donna libera». 31 Cari fratelli, noi non siamo figli schiavi, dipendenti dalle leggi ebraiche, ma figli della donna libera, accettati da Dio grazie alla nostra fede. (Galati 4:30,31; Genesi 21:10)
E Dio rispose: "No, ma Sara tua moglie ti partorirà un figlio, e tu gli porrai nome Isacco; e io fermerò il mio patto con lui, un patto perpetuo per la sua progenie dopo di lui. 20 Quanto a Ismaele, io t’ho esaudito. Ecco, io l’ho benedetto, e farò che moltiplichi e s’accresca grandissimamente. Egli genererà dodici principi, e io farò di lui una grande nazione. 21 Ma fermerò il mio patto con Isacco che Sara ti partorirà in questo tempo, l’anno venturo". 
Un solo ed unico Patto: con Isacco!!

4. Si ode spesso che l'Islam riconosce i profeti biblici, della tradizione ebraica, la figura di Gesù e molti altri.

L’ Abramo 'taroccato' in versione islamica, è presentato come il prototipo del ‘sottomesso ad Allah’ (musulmano) perché avrebbe professato un monoteismo rigidamente indivisibile, rappresentato da una incondizionata sottomissione ad un Allah del Corano: 
“Io, in verità, volgo il viso verso colui che ha creato i cieli e la terra, da monoteista (hanif), e non sono politeista” (6 : 79).

5. Si ode spesso che Abramo è il padre delle tre fedi monoteiste.
Varrebbe nuovamente a dire che noi Cristiani e i musulmani avremmo la stessa fede riposta nel Dio manifestatosi allo stesso Abramo, ragion per cui adoriamo tutti lo stesso Dio/Allah.
Che confusione! Questo è un concetto chiave dell’attuale “dialogo” con l’islam, concetto però del tutto insostenibile per l’islam stesso, già per il semplice motivo che l’Abramo che troviamo descritto nel Corano non corrisponde a quello storico della Bibbia.
Si legge,a questo proposito, nel Corano: 
“O gente del Libro [ebrei e cristiani], perché disputate riguardo ad Abramo, mentre il Pentateuco e il Vangelo non sono stati fatti scendere se non dopo di lui? Non comprenderete dunque mai la verità? Abramo non era giudeo né cristiano: era bensì musulmano e non era politeista” (Corano 3,67).
Abramo risulta essere il progenitore soltanto per i musulmani, mentre silurano Abramo quale progenitore della fede degli Ebrei e “padre nella fede” anche dai cristiani!
Ancora nel Corano: 
(O Voi Gente del Libro) non adorate all’infuori di Allah altro che nomi che voi e i vostri avi avete inventato, e a proposito dei quali Allah non ha fatto scendere nessuna prova. In verità il giudizio appartiene solo ad Allah. Egli vi ha ordinato di non adorare altri che Lui. Questa è la religione immutabile, eppure la maggior parte degli uomini lo ignora. (Corano 12:40)

6. Gesù/Yeshua
Maometto negò troppi fattori cruciali della vita e del ministero di Gesù/Yeshua, contrariamente ai Vangeli sinottici.
Si ode, ad esempio, che il Corano attribuisce a Isa e alla vergine Maria una posizione straordinaria. In verità, benché tale libro non riconosca Gesù, Dio fattosi uomo, ne lo accetta come Figlio di Dio, lo accetta tuttavia come profeta; riconosce la ‘Vergine Maria’, e talvolta pure i musulmani la invocano con devozione (Una Dichiarazione conciliare Nostra Aetate, sulla Chiesa e le religioni non cristiane, 3.1).
Le info coraniche sulla “cristologia” ci forniscono altri risultati inesatti dai dati autentici della Bibbia. Vediamone alcuni:
a. Gesù/Isa, come riportato nel Corano, sarebbe il precursore del profeta dell’islam, Maometto, in quanto pre-annunciato nel Vangelo di Giovanni (ps: capp. 14 &16, si veda ‘il parakletos).
b. Isa, figlio di Maria (Isa ibn Maria) nel Corano é un Cristo ‘taroccato’ che compie miracoli, NON è morto crocifisso ma Allah lo avrebbe elevato in cielo vivo mentre avrebbe fatto crocifiggere un sosia al suo posto.
c. I musulmani credono nel giorno del giudizio, ma credono che Isa tornerà sulla Terra per condannare i cristiani colpevoli di averlo adorato come Figlio di Dio, combatterà l’Anticristo e infine affermerà il trionfo dell’islam, unica religione universale; in ciò non vedono alcuna contraddizione.
Inoltre, i Cristiani praticanti sarebbero politeisti ai quali Maometto addebita l’eresia di credere in una triade (tre dei), quando invece li ha confusi con qualche setta cristiana gnostica, i Basilidiani con i quali venne a contatto.
Le fonti da cui Maometto può aver largamente udito molte informazioni imprecise su Gesù/Yeshua, provengono dai racconti e leggende del suo tempo (raccolte anche nei vangeli apocrifi, come il Proto-Evangelo di Giacomo e soprattutto dal Vangelo di Tommaso).
Invece, quel che il Corano dimentica a proposito di Gesù/ Yeshua...
a. Il Corano non cita a proposito dell’entrata nel mondo del peccato originale partendo da Adamo ed Eva.
b. Il Corano non dà nessuna spiegazione al riguardo della ragione della Sua nascita verginale.
A questo proposito, la Sua nascita verginale lo esentò dall’essere imputato del peccato originale di Adamo ed Eva e del quale tutti noi siamo stati imputati. 
Adamo è stato da DIO creato, modellato dalla terra, e ha insufflato in lui l’alito vivente, mentre Cristo è nato dalla nascita verginale mediante il concepimento dallo Spirito Santo. Unica la sua nascita, come unica l’assenza di qualsiasi traccia di peccato in lui.
c. Il Gesù islamico, di nome Isa, non ha il Padre. 
Isa non ha nulla a che vedere con il vero Gesù/Yeshua dei Vangeli. È invece un falso Gesù! Disse bene l’apostolo Paolo... a stare attenti da chi annuncia un altro vangelo e un altro Gesù. Sia egli anatema. Quindi ci è stato dato un solo Nome: Yeshua!

7. E’ sostenibile pregare con i musulmani?
Di recente si ode, da parte di alcuni evangelici, suggerire di pregare anche insieme con i musulmani; altri evangelici si sono spinti fino ad invitarli nelle Chiese evangeliche per far loro portare un sermone islamico dal pulpito; altri ancora, offrire i locali evangelici di culto per agevolare i musulmani a svolgere le loro liturgie nel periodo di ramadan ove mancano spazi pubblici.
C’è però un grave problema... 
E’ arcinoto che i musulmani si rivolgano ad Allah 5 volte al giorno. La prima Sura del Corano [Apertura] - di appena sette versetti, é recitata tutta la vita come preghiera liturgica di apertura della preghiera islamica (salat) assolutamente obbligatoria, la quale contiene:
5. Te adoriamo, Te chiamiamo in aiuto 6. Guidaci alla diritta via, 7. la via di quelli che hai colmato di grazia, non quelli che ti fanno adirare, non quelli che errano.
Nel verso 7, secondo la consueta esegesi islamica, si crede che “quelli che ti fanno adirare”, sarebbero gli Ebrei e “maledetti da Allah”; mentre ‘quelli che errano’ è riferito ai Cristiani, tacciati di essere ‘sviati’.
Con questi presupposti della preghiera di ‘Apertura’,“pregare con i musulmani” è una farsa, oltre che insostenibile, sia da parte degli islamici (perché dovrebbero pregare con gli ‘sviati’ cristiani?) e, ovviamente, anche da parte dei Cristiani praticanti. 
Il concedere luoghi di culto cristiani ai musulmani, equivale a dissacrare i luoghi di culto cristiani; per loro vale una vera dichiarazione di apostasia. Naturalmente quei responsabili evangelici non si rendono conto delle implicazioni o della gravità.

Tirando le somme

Islam, una religione esclusivista! Come abbiamo fin qui considerato, contrariamente alle posizioni inclusiviste e pluraliste di molti Cristiani, il Corano stesso esclude sul nascere l’ecumenismo quando afferma che:
a. Giudaismo e Cristianesimo non sono ‘fedi’ ben riposte. 
b. L’ Abramo islamico NON è il padre delle tre fedi monoteiste (contrariamente a quanto si ode affermare). 
c. L’islam rifiuta l’esistenza di altre cosiddette ‘fedi Abramitiche’.
In realtà, l’ Abramo islamico avrebbe creduto in un dio che non corrisponde all’IDDIO (YHWH) del Patto dell’Antica Alleanza. Ciò si evince quando i dati tratti dai versetti coranici (3:67; 12:40), per costruire la figura di Abramo quale prototipo del “musulmano”, di fatto escludono a priori Antico e Nuovo Testamento dalla Rivelazione e cancellano Giudei e Cristiani come destinatari delle promesse in Abrahamo.
Nel Corano: “CHI VUOLE UNA RELIGIONE DIVERSA DALL'ISLAM, IL SUO CULTO NON SARÀ ACCETTATO” Corano 5:3 
Fin qui, il Corano ha dichiarato che: l’Islam è una religione del tutto divergente dall’Ebraismo e dal Cristianesimo (Sure 3:67; 12:40). 
Non rientra ‘fra le tre fedi’ ma ne sottolinea l’estraneità dalla ‘rivelazione coranica’, né ha nulla in comune con IDDIO (YHWH) della Bibbia. 
In effetti è vero perché YHWH non è paragonabile ne sostituibile con Allah, anche religiosamente non c'è nessun punto di contatto. 
Poiché il Figlio di Dio è già venuto quale portatore di eterna salvezza non c’è bisogno di un altra religione per annunciare un ribaltone della Rivelazione, o di ‘aggiungere’ un ulteriore presunto libro sacro.
Anche il concetto cristiano del ruolo paterno di Dio Padre, condivisa in parte dal Giudaismo, è percepito dai musulmani come blasfemo, da incrinarne l’unicità assoluta di Allah. 
Nondimeno, tu sei nostro padre; poiché Abrahamo non sa chi siamo, e Israele non ci riconosce; tu, o Eterno, sei nostro padre, il tuo nome, in ogni tempo, è "Redentore nostro” Isaia 63.16
La visione del Corano (Sure 3:67; 12:40) distrugge sul nascere la possibilità di un ecumenismo col cristianesimo. Dall’altro lato, la Bibbia stabilisce il Cristianesimo come fede esclusivista, che cioè è stato dato un SOLO nome al di sopra di ogni altro nome, affinché gli uomini siano salvati, salvati per grazia mediante una SOLA Fede, in Gesù Cristo.

La prossima volta che udiamo affermazioni ecumeniche dai molti cattolici ed evangelici, chiediamo loro di mostrarci le evidenze empiriche su quanto affermano. 
Anche Il linguaggio della nostra appartenenza sia esclusivista perché la nostra identità è in Cristo. Guardiamoci dall'usare questo linguaggio ecumenico qui presentato e non fermiamoci al "si ode che..."
di Francesco Maggio

http://vocechegrida.ning.com/forum/topics/dialogo-con-l-islam-possibile

ciao

per tutti coloro che mi vogliono bene un invito a riflettere

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