per capirci

GIACOMO 1, 2-4

Fratelli, considerate come motivo di gaudio perfetto le diverse prove alle quali voi potete essere esposti, sapendo che la fede messa
alla prova produce la pazienza. E' necessario però che la pazienza compia perfettamente l'opera sua, affinché voi siate pure perfetti ed
integri, senza mancare in niente.(Giacomo 1; 2-4)

Emmanuel

sabato 5 marzo 2011

Signore, prendi me!

Signore, prendi questa fame che ho di Te e trasformala in pane per chi non ha da mangiare.
Signore, prendi questa sete che ho di te e trasformala in acqua che purifica i peccati, quella voglia di volare insieme a Te quella voglia di parlarti sempre, ora c'è. Signore, non abbandonarmi ora, a me basta una parola per tirare il meglio che c'è in me.
Signore, prendi questi occhi che ho per Te e dà luce ai disperati, che sian sempre meno soli. Signore, prendi queste mani, Tu lo puoi e raccogli i Nostri cuori, dona loro un giorno nuovo, dà speranza a chi sperare non sa più.
Io volevo, che arrivasse il giorno in cui, avrei detto di non poter più fare a meno di te, tu che hai dato un senso alla mia vita, questa strada non sarà mai in salita, se al mio fianco ci sei tu.
Ora si, credo io Signore. Tu sarai per sempre il mio Dio.


Lilly

VANGELO DEL GIORNO

Signore, da chi andremo ? Tu hai parole di vita eterna Gv 6, 68



Sabato 05 Marzo 2011

Sabato della VIII settimana delle ferie del Tempo Ordinario

Santo(i) del giorno : S. GIOVANNI GIUSEPPE della Croce, Sacerdote O.F.M.

Meditazione del giorno
Sant'Ilario di Poitiers : « Con quale autorità fai queste cose ? »


Libro dell’Ecclesiastico 51,12-20.

Ti ringrazierò e ti loderò, benedirò il nome del Signore. Quando ero ancora giovane, prima di viaggiare, ricercai assiduamente la sapienza nella preghiera. Davanti al santuario pregando la domandavo, e sino alla fine la ricercherò. Del suo fiorire, come uva vicina a maturare, il mio cuore si rallegrò. Il mio piede si incamminò per la via retta; dalla giovinezza ho seguito le sue orme. Chinai un poco l'orecchio per riceverla; vi trovai un insegnamento abbondante. Con essa feci progresso; renderò gloria a chi mi ha concesso la sapienza. Sì, ho deciso di metterla in pratica; sono stato zelante nel bene, non resterò confuso. La mia anima si è allenata in essa; fui diligente nel praticare la legge. Ho steso le mani verso l'alto; ho deplorato che la si ignori. A lei rivolsi il mio desiderio, e la trovai nella purezza. In essa acquistai senno fin da principio; per questo non la abbandonerò.

Salmi 19,8.9.10.11.

La legge del Signore è perfetta, rinfranca l'anima; la testimonianza del Signore è verace, rende saggio il semplice.
Gli ordini del Signore sono giusti, fanno gioire il cuore; i comandi del Signore sono limpidi, danno luce agli occhi.
Il timore del Signore è puro, dura sempre; i giudizi del Signore sono tutti fedeli e giusti,
più preziosi dell'oro, di molto oro fino, più dolci del miele e di un favo stillante.


Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 11,27-33.

Andarono di nuovo a Gerusalemme. E mentre egli si aggirava per il tempio, gli si avvicinarono i sommi sacerdoti, gli scribi e gli anziani e gli dissero: «Con quale autorità fai queste cose? O chi ti ha dato l'autorità di farlo?». Ma Gesù disse loro: «Vi farò anch'io una domanda e, se mi risponderete, vi dirò con quale potere lo faccio. Il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini? Rispondetemi». Ed essi discutevano tra sé dicendo: «Se rispondiamo "dal cielo", dirà: Perché allora non gli avete creduto? Diciamo dunque "dagli uomini"?». Però temevano la folla, perché tutti consideravano Giovanni come un vero profeta. Allora diedero a Gesù questa risposta: «Non sappiamo». E Gesù disse loro: «Neanch'io vi dico con quale autorità faccio queste cose».

Traduzione liturgica della Bibbia

« Con quale autorità fai queste cose ? »

Dipende dal Padre, il fatto che il Figlio gli assomigli.

Viene da lui, quel Figlio che gli si può paragonare, perché è simile a lui. È pari a lui, il Figlio che compie le stesse opere di lui (Gv 5,36)...



Sì, il Figlio compie le opere del Padre ; perciò ci chiede di credere che egli è il Figlio di Dio. Non si arroga in questo un titolo che non gli sarebbe dovuto ; non fonda la sua rivendicazione sulle sue opere. No, rende testimonianza che queste non sono le sue opere, bensì quelle del Padre suo.

E attesta così che lo splendore delle sue azioni è dovuto alla sua divina nascita.

Ma come gli uomini avrebbero potuto riconoscere in lui il Figlio di Dio, nel mistero di questo corpo che aveva assunto, in questo uomo nato da Maria ? Il Signore compieva dunque tutte queste opere allo scopo di fare penetrare nel loro cuore la fede in lui : « Se compio le opere del Padre mio, anche se non volete credere in me, credete almeno alle opere ! » (Gv 10,38).



Se l'umile condizione del suo corpo sembra costituire un ostacolo per credere alla sua parola, ci chiede di credere almeno alle sue opere. Perché, infatti, il mistero della sua nascita umana ci impedirebbe di percepire la sua nascita divina ? ... « Se non volete credere a me, credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me e io nel Padre »...



Tale è la natura che egli possiede fin dalla sua nascita ; tale è il mistero di una fede che ci garantirà la salvezza : occorre non dividere coloro che sono una cosa sola, non privare il Figlio dalla sua natura e proclamare la verità del Dio Vivo nato dal Dio Vivo... « Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me, così io vivo per il Padre » (Gv 6,57). « Come il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso al Figlio di avere la vita in se stesso » (Gv 5,26).

Luce dalla Parola di Dio

Preghiera



O nostro Maestro, Gesù Cristo,

che sei Via, Verità e Vita,

fa’ che noi impariamo la sovraeminente scienza della tua carità

nello spirito di S. Paolo Apostolo e della Chiesa Cattolica.


Manda il tuo Spirito Santo

affinché ci insegni e ci suggerisca

ciò che hai insegnato nel beneplacito del Padre.

Illumina le nostre intelligenze a comprendere e

a meditare le divine Scritture.





Rendi docili le nostre volontà agli esempi

e ai precetti della tua dolcezza.

Insegnaci a pregare degnamente,

attentamente e devotamente

con le parole dello Spirito divino.



O Signore, che io Ti conosca, Ti ami, viva di Te e

Ti possa godere in eterno.

Amen.

venerdì 4 marzo 2011

VANGELO DEL GIORNO

Signore, da chi andremo ? Tu hai parole di vita eterna Gv 6, 68



Venerdì 04 Marzo 2011

Venerdì della VIII settimana delle ferie del Tempo Ordinario

Santo(i) del giorno : S. CASIMIRO, Principe, figlio del re di Polonia

Meditazione del giorno
San Cirillo di Gerusalemme : « Abbiate fede in Dio »


Libro dell’Ecclesiastico 44,1.9-13.

Facciamo dunque l'elogio degli uomini illustri, dei nostri antenati per generazione. Di altri non sussiste memoria; svanirono come se non fossero esistiti; furono come se non fossero mai stati, loro e i loro figli dopo di essi. Invece questi furono uomini virtuosi, i cui meriti non furono dimenticati. Nella loro discendenza dimora una preziosa eredità, i loro nipoti. La loro discendenza resta fedele alle promesse e i loro figli in grazia dei padri. Per sempre ne rimarrà la discendenza e la loro gloria non sarà offuscata.

Salmi 149(148),1-2.3-4.5-6.9.

Alleluia. Cantate al Signore un canto nuovo; la sua lode nell'assemblea dei fedeli.
Gioisca Israele nel suo Creatore, esultino nel loro Re i figli di Sion.
Lodino il suo nome con danze, con timpani e cetre gli cantino inni.
Il Signore ama il suo popolo, incorona gli umili di vittoria.
Esultino i fedeli nella gloria, sorgano lieti dai loro giacigli.
Le lodi di Dio sulla loro bocca e la spada a due tagli nelle loro mani,
per eseguire su di essi il giudizio già scritto: questa è la gloria per tutti i suoi fedeli. Alleluia.


Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 11,11-26.

Ed entrò a Gerusalemme, nel tempio. E dopo aver guardato ogni cosa attorno, essendo ormai l'ora tarda, uscì con i Dodici diretto a Betània. La mattina seguente, mentre uscivano da Betània, ebbe fame. E avendo visto di lontano un fico che aveva delle foglie, si avvicinò per vedere se mai vi trovasse qualche cosa; ma giuntovi sotto, non trovò altro che foglie. Non era infatti quella la stagione dei fichi. E gli disse: «Nessuno possa mai più mangiare i tuoi frutti». E i discepoli l'udirono. Andarono intanto a Gerusalemme. Ed entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano e comperavano nel tempio; rovesciò i tavoli dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombe e non permetteva che si portassero cose attraverso il tempio. Ed insegnava loro dicendo: «Non sta forse scritto: La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le genti? Voi invece ne avete fatto una spelonca di ladri!». L'udirono i sommi sacerdoti e gli scribi e cercavano il modo di farlo morire. Avevano infatti paura di lui, perché tutto il popolo era ammirato del suo insegnamento. Quando venne la sera uscirono dalla città. La mattina seguente, passando, videro il fico seccato fin dalle radici. Allora Pietro, ricordatosi, gli disse: «Maestro, guarda: il fico che hai maledetto si è seccato». Gesù allora disse loro: «Abbiate fede in Dio! In verità vi dico: chi dicesse a questo monte: Lèvati e gettati nel mare, senza dubitare in cuor suo ma credendo che quanto dice avverrà, ciò gli sarà accordato. Per questo vi dico: tutto quello che domandate nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi sarà accordato. Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi i vostri peccati». .

Traduzione liturgica della Bibbia

LA SCALA CELESTE

Alla tradizione spirituale è nota l'immagine della scala del cielo.
Il cammino spirituale è senz'altro paragonabile a una scala che sale verso l'alto. Ma questa scala è anche conficcata profondamente nel terreno. Ci conduce oltre solo se accettiamo il nostro essere uomini.
Ecco il paradosso cristiano: chi si abbassa, s'innalza.
Chi vorrebbe salire per sfuggire alla propria umanità, finirà per rotolare sempre giù, nel fallimento del suo proposito.
Le parole di Gesù non affermano nulla di diverso: chi si umilia sarà esaltato, chi si esalta sarà umiliato.
O, per dirla con le parole della lettera agli Efesini, ascende al cielo solamente colui che prima è sceso giù, sulla terra o nel suo proprio Ade.

Anselm Grun

IL PENSIERO DELLA MORTE

Se pensassi più di frequente alla tua morte che a quanto sarà lunga la tua vita, senza dubbio ti emenderesti con più fervore.
Se meditassi seriamente le pene dell'inferno e del purgatorio, credo che volentieri sopporteresti fatica e dolore e nessuna austerità ti metterebbe paura.
Ma siccome queste cose non vanno fino al cuore, e amiamo ancora di più i piaceri sensibili, per questo restiamo freddi e pigri nelle cose divine.
Procede spesso da languore di spirito, che il nostro miserabile corpo si lamenti per un nonnulla.
Prega dunque umilmente il Signore che ti dia lo spirito di compunzione e ripeti col Profeta: "Cibami, o Signore, col pane delle lacrime e dammi bevanda di pianto".


Lilly

giovedì 3 marzo 2011

FRUTTI DI CONVERSIONE

Il 9 Marzo inizia la Santa Quaresima



Di quali frutti parliamo?Di noi stessi che a volte siamo alberi con pochi frutti.Ecco perchè il Signore in questo periodo ci pota: ci toglie ciò che è superfluo, ci toglie ciò che portiamo con noi come ricchezza e su cui pensiamo di contare.Gesù ci ama così tanto da volere che il nostro albero sia sempre fresco, giovane, pronto ad emettere nuova frutta, per diventare persone nuove che affondano le radici nell'umiltà nelle profondità della terra.Maria ha portato il frutto del grembo, Gesù, concepito già prima nell'anima.Gesu' ha portato frutto dall'albero della croce...Gli apostoli hanno portato i loro frutti con la predicazione e il martirio..Anche noi dobbiamo portare i nostri frutti: "come alberi piantati lungo il fiume, noi aspettiamo la nostra primavera e porteremo i nostri frutti" (Salmo 1,1-3), "Io vi ho mandato affinchè il vostro frutto sia abbondante e il vostro frutto rimanga" (Giovanni 15,1-17).Il frutto che Gesù vuole da noi lo vuole copioso e altresì che res
ti.Non vuole frutti caduchi, mortali, passeggeri, vuole frutti eterni.Dice Gesù: "Chi rimane in me ed io in lui porta molto frutto" (Giovanni 15, 1-18).Ci sono poi vari motivi per cui un cristiano non porta frutto. Certi tralci non mettono gemme oppure producono solo foglie e il fiore nemmeno si lascia fecondare. Sembra che sia uno stato riduttivo quello che il Signore compie su un'anima con la potatura.Un tralcio si può estendere, trovare spazi nuovi, arrampicarsi da qualche parte, ma sul più bello viene impedito perchè tranciato su quella che è la sua personale iniziativa.Di fronte a tanto il tralcio geme, si dice che la vite piange, quando è potata. Tutto questo sembra che sia una rovina a discapito del tralcio, della vite stessa, ma non è così perchè la potatura è in relazione al fatto che porti più frutto.Lasciamoci, dunque, potare da Gesù e lo Spirito Santo farà il resto in ciascuno di noi.Buona Quaresima a tutti!
Vi sono vicino ed insieme preghiamo, affinchè il Signore ci guidi sempre sulle Vie del Santo Vangelo, aiutando il nostro Prossimo, nella Carità e nell'Amore.

DAVINA

La Parola di Dio (Vangelo del giorno)

Libro dell’Ecclesiastico 42,15-25.

Ricorderò ora le opere del Signore e descriverò quanto ho visto. Con le parole del Signore sono state create le sue opere. Il sole con il suo splendore illumina tutto, della gloria del Signore è piena la sua opera. Neppure i santi del Signore sono in grado di narrare tutte le sue meraviglie, ciò che il Signore onnipotente ha stabilito perché l'universo stesse saldo a sua gloria. Egli scruta l'abisso e il cuore e penetra tutti i loro segreti. L'Altissimo conosce tutta la scienza e osserva i segni dei tempi, annunziando le cose passate e future e svelando le tracce di quelle nascoste. Nessun pensiero gli sfugge, neppure una parola gli è nascosta. Ha ordinato le meraviglie della sua sapienza, poiché egli è da sempre e per sempre. Nulla può essergli aggiunto e nulla tolto, non ha bisogno di alcun consigliere. Quanto sono amabili tutte le sue opere! E appena una scintilla se ne può osservare. Tutte queste cose vivono e resteranno per sempre in tutte le circostanze e tutte gli obbediscono. Tutte sono a coppia, una di fronte all'altra, egli non ha fatto nulla di incompleto. L'una conferma i meriti dell'altra, chi si sazierà nel contemplare la sua gloria?

Salmi 33(32),2-3.4-5.6-7.8-9.

Lodate il Signore con la cetra, con l'arpa a dieci corde a lui cantate.
Cantate al Signore un canto nuovo, suonate la cetra con arte e acclamate.
Poiché retta è la parola del Signore e fedele ogni sua opera.
Egli ama il diritto e la giustizia, della sua grazia è piena la terra.
Dalla parola del Signore furono fatti i cieli, dal soffio della sua bocca ogni loro schiera.
Come in un otre raccoglie le acque del mare, chiude in riserve gli abissi.
Tema il Signore tutta la terra, tremino davanti a lui gli abitanti del mondo,
perché egli parla e tutto è fatto, comanda e tutto esiste.


Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 10,46-52.

E giunsero a Gerico. E mentre partiva da Gerico insieme ai discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Costui, al sentire che c'era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!». Molti lo sgridavano per farlo tacere, ma egli gridava più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Allora Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». E chiamarono il cieco dicendogli: «Coraggio! Alzati, ti chiama!». Egli, gettato via il mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. Allora Gesù gli disse: «Che vuoi che io ti faccia?». E il cieco a lui: «Rabbunì, che io riabbia la vista!». E Gesù gli disse: «Và, la tua fede ti ha salvato». E subito riacquistò la vista e prese a seguirlo per la strada.

Traduzione liturgica della Bibbia

Scegliersi ogni giorno

Signore, insegnami che la fedeltà
è scegliersi di nuovo ogni giorno.
Scoprire dentro di noi
strade inesplorate.
Vivere insieme, non con l’amore di ieri,
ma quello di oggi.
Amarsi, non per le ragioni di ieri,
ma per quelle di oggi.
Signore, insegnami che la fedeltà
non può essere chiusa,
soffocata, in schemi, in strutture.
La fedeltà s’inventa momento per momento.
Scoprendo che l’amore, se è vero,
ha sempre nuove esigenze interiori.
Quando non ne ha, è morto.
E allora la fedeltà non serve più.
Diventa al massimo un pezzo archeologico.
Magari di valore.
Perché è una cosa rara.
Ma molto spesso inutile.
Insegnami che la fedeltà è una dura conquista.
È tracciare insieme un solco profondo.
Incancellabile.
Contro il quale né venti né maree possono nulla.
Un solco scavato nel vivo dell’esistenza,
che segue sempre la stessa direzione:
quella dell’amore.


ANNIE CAGIATI

ciao

per tutti coloro che mi vogliono bene un invito a riflettere

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