per capirci

GIACOMO 1, 2-4

Fratelli, considerate come motivo di gaudio perfetto le diverse prove alle quali voi potete essere esposti, sapendo che la fede messa
alla prova produce la pazienza. E' necessario però che la pazienza compia perfettamente l'opera sua, affinché voi siate pure perfetti ed
integri, senza mancare in niente.(Giacomo 1; 2-4)

Emmanuel

mercoledì 12 maggio 2010

Festa al castello

Festa al castello
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Il villaggio ai piedi del castello fu svegliato dalla voce dell'araldo del castellano che leggeva un proclama nella piazza.
"Il nostro signore beneamato invita tutti i suoi buoni e fedeli sudditi a partecipare alla festa del suo compleanno. Ognuno riceverà una piacevole sorpresa. Domanda a tutti però un piccolo favore: chi partecipa alla festa abbia la gentilezza di portare un po' d'acqua per riempire la riserva del castello che è vuota...".
L'araldo ripeté più volte il proclama, poi fece dietrofront e scortato dalle guardie ritornò al castello.
Nel villaggio scoppiarono i commenti più diversi.
"Bah! E' il solito tiranno! Ha abbastanza servitori per farsi riempire il serbatoio... Io porterò un bicchiere d'acqua, e sarà abbastanza!".
"Ma no! E' sempre stato buono e generoso! Io ne porterò un barile!".
"Io un... ditale!".
"Io una botte!".
Il mattino della festa, si vide uno strano corteo salire al castello.
Alcuni spingevano con tutte le loro forze dei grossi barili o ansimavano portando grossi secchi colmi d'acqua. Altri, sbeffeggiando i compagni di strada, portavano piccole caraffe o un bicchierino su un vassoio.
La processione entrò nel cortile del castello. Ognuno vuotava il proprio recipiente nella grande vasca, verso la sala del banchetto.
Arrosti e vino, danze e canti si succedettero, finché verso sera il signore del castello ringraziò tutti con parole gentili e si ritirò nei suoi appartamenti.
"E la sorpresa promessa?", brontolarono alcuni con disappunto e delusione.
Altri dimostravano una gioia soddisfatta: "Il nostro signore ci ha regalato la più magnifica delle feste!".
Ciascuno, prima di ripartire, passò a riprendersi il recipiente. Esplosero allora delle grida che si intensificarono rapidamente. Esclamazioni di gioia e rabbia.
I recipienti erano stati riempiti fino all'orlo di monete d'oro!
"Ah! Se avessi portato più acqua...".

"Date agli altri e Dio darà a voi: riceverete da lui una misura buona, pigiata, scossa e traboccante. Dio infatti tratterà voi allo stesso modo con il quale voi avrete trattato gli altri" (Luca 6,38)



Gesù annuncia al suo popolo il Suo ritorno

Marta Garcia 12 maggio alle ore 9.22 Rispondi

La Voce di Dio è Giustizia!
Domenica 09 Maggio 2010 20:12 |
La Voce di Dio è Giustizia!

Questa è l’ora della scelta urgente: o Gesù o satana!


Carbonia, 09 maggio 2010
Ore 10.20/10.29

Gesù e Maria con te o ancella dell’amore.

Abbiate pietà di questo Mio Amore per voi, mettete in voi la Mia carità e venite alla Mia chiamata in totus tuus. Il tempo volge alla fine, il tuono del Cielo è per essere sentito su tutta la Terra, le nubi pioveranno tutta l’ira di Dio per l’iniquità dell’uomo.

La Voce di Dio è Giustizia! Attenti o figli, tornate ora prima che tutto accada perché in voi non venga la morte eterna!

L’uragano è già su di voi o uomini, eppure voi fate finta di nulla, i vostri occhi sono sempre più rivolti al mondo, non cercate neppure per un solo istante l’Amore che vi tuona il Suo Amore, che vi richiama alla vera conversione del cuore, che vi dice di tornare in fretta a Lui, perché tutti possiate essere salvati.

Venite, venite a Me o uomini, IO vi attendo per donarvi la Mia Pace e il Mio Amore infinito, mettervi dove tutto è Cielo, saziarvi dell’amore infinito.

Fate in fretta a tornare a Me o uomini, domani non sarà più possibile, perché l’inferno scenderà su chi non Mi avrà creduto e non avrà avuto pietà del Mio Amore.
Questa è l’ora della scelta urgente: o Gesù o satana! Attenti o figli a non fare la scelta sbagliata, IO sono la Risurrezione e la Vita, satana è la morte eterna!

Tutto il Mio Amore,
Gesù, vostro Maestro e Dio Eterno d’Amore.
AvvisiLa traduzione dei testi del sito in altre lingue, potrebbe non essere conforme ai testi scritti in italiano, poichè affidati a un sistema automatico di traduzione.
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Gesù ci dice:

"Siano divulgati tutti i libri tramite internet e pubblicati come IO ho chiesto"

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Dettati di Gesù a Myriam, scrivana di Dio: "
Gesù parla al Suo popolo"
"Gesù annuncia al Suo popolo il Suo Ritorno".
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martedì 11 maggio 2010

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L'ATTO DI ABBANDONO A GESU’

(contro le ansie e le afflizioni)

 

Don Dolindo Ruotolo, sacerdote napoletano vissuto e morto in concetto di santità, ha scritto questo insegnamento sull'ab­bandono in Dio ispiratogli da Gesù stesso.

               

«Perchè vi confondete agitandovi? Lasciate a me la cura delle vostre cose e tutto si calmerà Vi dico in verità che ogni atto di vero, cieco, completo abbando­no in me, produce l'effetto che desiderate e risolve le situazioni spinose. Abbandonarsi a me non significa arrovellarsi, sconvolgersi e disperarsi, volgendo poi a me una preghiera agitata perché io segua voi e cam­biare così l'agitazione in preghiera. Abbandonarsi significa chiudere placidamente gli occhi dell'anima, stornare il pensiero della tribolazione, e rimettersi a me perché io solo vi faccia trovare, come bimbi addor­mentati nelle braccia materne, all'altra riva.

Quello che vi sconvolge e vi fa un male immenso è il vostro ragionamento, il vostro pensiero, il vostro assillo e il volere ad ogni costo provvedere voi a ciò che vi aflligge.

Quante cose io opero quando l'anima, nelle sue neces­sità spirituali e in quelle materiali si volge a me, mi guarda, e dicendomi PENSACI TU” chiude gli occhi e riposa! Avete poche grazie quando vi assillate per produrle; ne avete moltissime quando in preghiera è un affidamento pieno a me. Voi nel dolore pregate perché lo tolga, ma perché lo tolga come voi credete... Vi rivol­gete a me, ma volete che io mi adatti alle vostre idee; non siete infermi che domandano al medico la cura, ma che gliela suggeriscono. Non fate così, ma pregate come vi ho insegnato nel Pater: SIA SANTIFICATO IL TUO NOME”, cioè sii glo­rificato in questa mia necessità - VENGA IL TUO REGNO”, cioè tutto concorra al Tuo regno in noi e nel mondo: SIA FATTA LA TUA VOLONTÀ”, ossia pensaci Tu. Io intervengo con tutta la mia onnipotenza, e risolvo le situazioni più chiuse. Ecco, tu vedi che il malanno incalza invece di decadere? Non ti agitare, chiudi gli occhi e dimmi con fiducia: "Sia fatta la Tua Volontà, pensaci Tu". Ti dico che io ci penso, e che intervengo come medico, e compio anche un miracolo quando occorre. Tu vedi che l'infermo peggiora? Non ti sconvolgere, ma chiudi gli occhi e dì: PENSACI TU”. Ti dico che io ci penso. É contro l'abbandono la preoccupazione, l'agitazione e il voler pensare alle conseguenze di un fatto. E’ come la confusione dei fanciulli quando pretendono che la mamma pensi alle loro necessità, e vogliono pensarci loro, intralciando con le loro idee e i loro capricci infantili il suo lavoro. Chiudete gli occhi e lasciatevi portare dalla corrente della mia grazia, chiudete gli occhi e lasciatemi lavo­rare, chiudete gli occhi e non pensate al momento presente, stornate il pensiero dal futuro come da una tentazione. Riposate in me credendo alla mia bontà, e vi giuro per il mio amore che, dicendomi con queste disposizioni: PENSACI TU”, io ci penso in pieno, vi consolo, vi libero vi conduco. E quando debbo portar­vi in una via diversa da quella che vedete voi, io vi addestro, vi porto nelle mie braccia, poiché non c'è medicina più potente di un mio intervento di amore. Ci penso solo quando chiudete gli occhi. Voi siete insonni, voi volete tutto valutare, tutto scrutare, a tutto pensare, e vi abbandonate così alle forze umane, o peggio agli uomini, confidando nel loro intervento. E’ questo che intralcia le mie parole e le mie vedute. Oh, come io desidero da voi questo abbandono per beneficarvi e come mi accoro nel vedervi agitati! Satana tende proprio a questo: ad agitarvi per sottrar­vi alla mia azione e gettarvi in preda delle iniziative umane. Confidate perciò in me solo, riposate in me, abbandonatevi a me in tutto. Io faccio miracoli in proporzione del pieno abbandono in me, e del nessun affidamento in voi: io spargo tesori di grazie quando voi siete nella piena povertà! Se avete vostre risorse, anche in poco, o se le cercate, siete nel campo naturale, seguite quindi il percorso naturale delle cose che è spesso intralciato da Satana. Nessun ragionatore o ponderatore ha fatto miracoli, neppure fra i Santi. Opera divinamente chi si abbandona a Dio. Quando vedi che le cose si complicano, dì con gli occhi dell'a­nima chiusi: “GESÙ PENSACI TU”. E distraiti, perché la tua mente è acuta... per te è difficile vedere il male. Confidare in me spesso, distraendoti da te stesso. Fa così per tutte le tue necessità. Fate così tutti, e vedrete grandi, continui e silenziosi miracoli. Ve lo giuro per il mio Amore. Io ci penserò, ve lo assicuro. Pregate sempre con questa disposizione di abbando­no, e ne avrete grande pace e grande frutto, anche quando io vi faccio la grazia dell'immolazione di ripa­razione e di amore che impone la sofferenza. Ti sem­bra impossibile? Chiudi gli occhi e dì con tutta l'ani­ma “GESÙ PENSACI TU”. Non temere ci penso io. E tu benedirai il tuo nome umiliando te stesso. Le tue pre­ghiere non valgono un patto di fiducioso abbandono; ricordatelo bene. Non c'è novena più efficace di questa: O GESÙ, MI ABBANDONO IN TE, PENSACI TU” “ABBANDONATI AL MIO CUORE... E VEDRAI” Voglio che tu creda nella mia onnipotenza, e non nella tua azione: che tu cerchi di mettere in azione Me, non te negli altri. Tu cerca la mia intimità, esaudisci il mio desiderio di averti, di arricchirti, di amarti come voglio. Lasciati andare, lasciami riposare in te, lasciami sfogare su di te continuamente la mia onnipotenza. Se tu rimarrai vicino a me e non ti preoccuperai di fare per conto tuo, di correre per uscire, per dire di avere fatto, mi dimostrerai che credi nella mia onnipotenza e io lavorerò intensamente con te quando parlerai, andrai, lavorerai, starai in preghiera o dormirai per­ché “ai miei diletti dò il necessario anche nel sonno” (salmo 126). Se starai con Me senza voler correre, nè preoccuparti di cosa alcuna per te, ma la rimetterai con totale fiducia a Me, Io ti darò tutto quello che ti necessita, secondo il mio disegno eterno. Ti darò i sentimenti che voglio da te, ti darò una grande com­passione verso il tuo prossimo e ti farò dire e fare quello che Io vorrò. Allora la tua azione verrà dal mio Amore. Io solo, non tu con tutta la tua attività, potrò fare dei figli nuovi, che nascono da Me. Io ne farò tanti di più quanto più tu vorrai essere un vero figlio quanto il mio Unigenito, perché lo sai che "se farai la Mia Volontà mi sarai fratello, sorella e madre" per generarmi negli altri, perché Io produrrò nuovi figli, servendomi di veri figli. Quello che tu farai per riuscire è tutto fumo in confronto a quello che faccio Io nel segreto dei cuori per quelli che amano. “Rimanete nel Mio Amore..  se rimarrete in Me e rimangono in voi le mie parole, chiedete quello che volete e vi sarà dato” (Gv 15)».

 


lunedì 10 maggio 2010

Allo Spirito Santo

PRESENZA DELLO SPIRITO SANTO NELL'ANIMA IN GRAZIA
Tratto da: â?oLâ?Tazione dello Spirito Santo nelle animeâ? p. Vincenzo Ferreri di san Gerolamo
Veni, Sancte Spiritus. Vieni, o Santo Spirito. SEQUENZA.
La santa Chiesa desiderosa di vedere nei suoi fedeli quel fervore di spirito, quella perfezione e santità , che con tanta gloria del Signore fiorivano nei cristiani pri­mitivi, chiama a gran voce, alle porte del cielo, per invitare lo Spirito Santo a scendere nei cuori dei suoi eletti. Sa che questi sono il tempio vivo nel quale il divino Spirito gode di manifestare la sua maestà , di spargere le sue grazie e di erigere il suo altare, sopra il quale egli desidera che gli si offrano i cuori in perfetto olo­causto. La Chiesa che è madre, sa che non vi può essere santità dove non abita lo Spirito Santo, per cui mossa da pietà verso i suoi figli, lo supplica dicendo: « Veni, Sancte Spiritus ».
Vieni, o Spirito Paraclito, vieni o bontà infinita, vieni, o nostro Dio, e fa' dei cuori degli uomini un'abi­tazione perpetua della tua maestà .
Ma perchè s'accendano maggiormente i nostri desi­deri di ricevere in noi questo divino ospite, sarà bene, perchè molto utile alle anime devote, spiegare come si rinnova questa singolare missione dello Spirito Santo. Già sappiamo che Iddio è dappertutto ed è presente in ogni creatura: come dunque la Chiesa lo invita a venire di nuovo? Non s'invita a venire se non chi è assente e, non potendo il Signore essere assente a cosa alcuna, è necessaria dichiarare con quale ragione ed in quale senso si faccia questo amoroso invito allo Spirito Santo, perche venga in noi: « Veni, Sancte Spiritus ».
Iddio si trova necessariamente presente in ogni cosa in tre maniere, e cioè: per essenza, per presenza e per potenza. Per essenza, in quanto egli è la causa univer­sale che dà l'essere ad ogni cosa e ne conserva l'esisten­za; data la sua immensità egli riempie ogni luogo senza occuparlo, e contiene e rinchiude in se medesimo, mera­vigliosamente, ogni cosa.
Per presenza, in quanto non v'è, nè vi può essere nascondiglio così segreto, o abisso così profondo, in cui non arrivi la vista dell'occhio di Dio, che vede minutis­simamente ogni cosa.
Per potenza, in quanto egli è sommo Re e Signore di tutto il creato, come tale lo regge e lo governa, e con la forza del suo braccio onnipotente lo sostiene affìnchè non rovini nel nulla.
Iddio si trova nel cielo perchè lassù premia e corona i beati; si trova nell'inferno perchè vi castiga e tormen­ta i dannati; si trova nel mondo e tutto regge e dispone al fine con la sua infinita sapienza.
Ma nè la Chiesa, né l'anima santa, dicendo: « Veni, Sancte Spiritus » cercano e desiderano questa forma di unione o questo modo di presenza di Dio. La divina bontà ha trovato un'altra maniera, anzi un modo singo­larissimo per unirsi all'anima cristiana, maniera e modo che eccedono le suddette forme, precisamente infon­dendo in essa la grazia, mediante la quale l'uomo strin­ge con Dio un'amicizia meravigliosa ed una unione che lo costituisce tempio vivo dello Spirito Santo e figlio adottivo di Dio. Tutto questo si compie mediante la grazia, partecipazione formale della natura divina, per la quale, come dice l'apostolo san Pietro, diventiamo « partecipi della divina natura ».
E qui si deve riflettere all'eccesso della bontà del Signore, il quale a questa unione accidentale con l'ani­ma in grazia ne fa seguire un'altra più ammirabile, sin­golare e sublime. Supposta la grazia nell'anima, grazia che la tiene unita con Dio perchè essa è una parteci­pazione accidentale della divina natura, avviene una più eccellente comunicazione tra Dio e l'anima. Il me­desimo Spirito Santo viene realmente e personalmente ad abitare nel giusto, e per conseguenza vengono le tre divine Persone, in modo che tutte le anime giuste non solo partecipano di Dio per la grazia, ma ancora per la medesima sostanza della natura divina, in quanto che lo Spirito Santo abita nell'anima con la sua persona medesima e si compiace di stare in essa con questa particolare presenza.
Da ciò si deduce che il giusto partecipa doppia­mente della natura divina: accidentalmente, per ra­gione della grazia; sostanzialmente, per la presenza reale dello Spirito Santo, il quale insieme alla natura divina attira la grazia. Questa dottrina la si ricava da san Tommaso, il quale afferma che il medesimo Spirito Santo discende realmente ed in persona ad unirsi con l'anima del giusto: « Nel medesimo dono della grazia che ci fa grati a Dio, si possiede lo Spirito Santo che si dona all'uomo e viene ad abitare in esso ».
Il Dottore angelico soggiunge ancora che per il beneficio della grazia divina si perfeziona anche la creatura razionale, qualora essa si valga non solo del dono creato della grazia ma goda ancora della medesima Persona divina. Così mentre l'anima s'immedesima fino ad unirsi intrinsecamente con la perfezione per essenza, increata ed infinita, dello Spirito Santo, acquista una sublime perfezione, un dolce godimento perchè si uni­sce a Dio e gode di lui, sommo bene.
O ricca possessione, poichè possiede gli infiniti te­sori della sapienza di Dio! O preziosa missione, in cui chi manda e chi è mandato è Dio, e chi viene non per altro è mandato, se non per condurre ed unire l'anima al suo principio, al suo Creatore! Pareva non vi fosse, nè vi potesse essere tra Dio e l'anima altra unione al­l'infuori di quella prodotta dalla grazia santificante, che rende l'anima partecipe della natura divina, eppure non è così, perchè la bontà del Signore ed il suo amore infinito oltrepassano questa linea d'unione, ed il mede­simo Spirito Santo si unisce sostanzialmente con l'anima del giusto.
Questa unione è così superiore all'altra, che, nei confronti, quella è solamente la disposizione a questa, come dice il santo Dottore angelico: « La grazia che rende graditi, dispone l'anima ad avere la divina Per­sona ». Dio non si contenta di concedere all'anima la sola grazia, ma vuol darle con essa un perfetto pos­sesso di Dio.
San Bonaventura dice che il dono della grazia non sarebbe un regalo perfetto se non vi si unisse il dono increato, che è lo Spirito Santo, ed uno creato, che è la grazia; e qui bisogna dire in verità che c'è l'uno e l'altro. Quindi si deduce, come dicono altri, che nella missione dello Spirito Santo, che avviene per la grazia, non si dà solamente lo Spirito Santo e la grazia ma ancora molti altri doni: Dio che si fa presente al giusto lo arricchisce delle virtù infuse e lo solleva all'altissimo stato di essere divino; gli comunica una sapienza cele­stiale, una qualità e grazia divina con la quale lo rende forte e potente in ogni cosa buona. L'apostolo san Paolo, appoggiandosi a questo, dice: « Ogni cosa io posso in colui che mi dà forza ». Questa è l'unione tra Dio e l'uomo, la quale li congiunge ed immedesima tanto che l'uomo non vive più vita d'uomo, ma vita di Dio. Questo ancora diceva san Paolo: « Vivo non più io, ma vive in me Cristo
 Â». Tale è il beneficio singolare che la divina misericordia comunica a quelle anime che con ogni diligenza si sanno sbrigare dalle cose ter­rene, massime dalle colpe, perchè: « in animo malevolo non entrerà la sapienza, nè farà dimora in un corpo schiavo del peccato ». Questa è la missione che lo Spi­rito svolge nelle anime sante, per cui viene ad accen­dersi in esse un grande ed intenso amore verso la bontà divina, dalla quale sono tanto copiosamente beneficate. L'Apostolo ne parla così ai Romani: « L'amore divino s'è riversato nei nostri cuori per lo Spirito Santo che ci fu dato ».
O cuori degli uomini, perchè amate la vanità , cer­cate la menzogna e non vi curate di conseguire questa beatitudine di paradiso, questo essere e questa vita che sola vi può dare il vero moto con il quale potete giustamente vivere in colui che solo è immobile, per­manente ed eterno? O uomini peccatori e figli di questo secolo, perchè non aspirate a quel Dio per mezzo del quale la onnipotenza divina « stabilì i secoli » e che, come autore d'ogni nostro bene, desidera di entrare nel nostro segreto? O anime redente con il sangue di Gesù Cristo, perchè non la finite con la colpa e non offrite in perfetto olocausto ogni vostro affetto a quel Signore che in voi vuole fissare la sua dimora e far di voi il suo tempio per la grazia? Venite, se volete amare, unitevi allo Spirito Santo ed arderete tutti di puro amo­re e diverrete abitazione della Santissima Trinità .
Gesù promise: « Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paraclito perchè rimanga in eterno con voi », e con lo Spirito Santo promise la sua stessa pre­senza insieme al Padre: «Verremo a lui e faremo dimora presso di lui».
Lo Spirito Santo stabilisce la sua abitazione nel centro dell'anima, come termine di tutti i suoi affetti, come il caro oggetto dei suoi amori. E l'anima sempre più conosce ed ama il suo Creatore, presente in lei con questo specialissimo modo.
O cara missione divina, o sacrosanto dono, o desi­derata unione! Come a ragione la Chiesa si adopera per procurarla ai suoi fedeli, quanto opportuni sono i suoi desideri: « Veni, Sancte Spiritus! ».
Oh sì, vieni, o Santo Spirito! Avrò certo ogni bene, anzi tutto il Paradiso dentro di me, divenendo tuo tempio! Allora non vivrò più io ma tu in me, e mia vita sarà il morire a tutto quello che a te non mi con­duce. Oh, quando sarà quel giorno nel quale potrò dire con il santo re Davide: « Apro la mia bocca e aspiro »?
O Signore, apro la bocca del mio cuore e famelico di questo cibo divino ti supplico di darmi pascolo abbon­dante, secondo le tue promesse: « Apri la tua bocca ed io la riempirò ».
So bene che di simile grazia è solo degno colui che osserva esattamente la tua legge ed è pronto ed obbe­diente alle tue ispirazioni, perchè questi con un solo aprire di bocca, cioè con un atto di desiderio, riceve subito lo Spirito consolatore. Il Profeta stesso ne dà la ragione, perchè tutti i desideri del giusto sono di essere perfetto esecutore dei tuoi comandamenti. Lo voglio essere, mio Dio, affinchè mai più tolga da me il tuo Santo Spirito.
Rinnova, o Signore, nelle mie viscere lo Spirito retto, moltiplica in me i suoi doni celesti affinchè cresca ogni giorno nel tuo amore.
O anima mia, se tu conoscessi la grazia del Signore che hai in te, quanto più vivi sarebbero i tuoi desideri, quanto più grandi le tue disposizioni ad accogliere in te colui che i cieli non possono contenere! Egli dice di sè: « Ricolmo di me il cielo e la terra » e tu sei quella dentro cui egli si lascia contenere! Solamente in te egli trova luogo sufficiente per fabbricare il suo tem­pio ed il suo ricco e spazioso palazzo. San Bernardo an­dava cercando un luogo dove si potesse apparecchiare l'abitazione a questo grande Signore e diceva: Dov'è il luogo per questo edificio? Chi ne potrà essere l'architetto? ». Il Santo si affannava per trovare un'abi­tazione degna di una sì grande maestà , ma poi consolato soggiungeva: « So già dove sarà preparata per lui la casa: Egli non può stare che nella sua immagine, e solo l'anima lo può contenere, perchè è stata creata a sua immagine ».
Su dunque, consolati, anima mia, perchè in te sta la casa del Signore, in te il talamo nuziale ed il letto fiorito del tuo divino Sposo. Levati dunque con grande sollecitudine e adorna di santi desideri e di opere vir­tuose la stanza del tuo Sposo celeste. O benignità infi­nita del nostro Dio, che si compiace di fabbricare il suo Paradiso in terra nelle nostre anime! O felicità e gloria di queste anime, che son fatte degne di ricevere e contenere dentro di sè il Signore di tutte le cose!
Affrettiamoci tutti ad apparecchiare dentro di noi l'abitazione all'ospite divino, applichiamoci con ogni studio a mondare il nostro cuore ed a purificare la no­stra coscienza, e venga lo Spirito Santo poichè egli nes­suno rifiuta ed in nessuno sdegna di abitare. Chiunque tu sia, religioso o laico, giovane o vecchio, ricco o po­vero, puoi essere, se lo vuoi, tempio vivo dello Spirito Santo, anzi lo sei già , se ti trovi senza peccato; sei tempio d'una divinità così sublime e casa capace di ospitare una maestà sì grande.
Senti ciò che ti dice il glorioso patriarca di Costan­tinopoli, san Giovanni Crisostomo, il quale tutto pieno di meraviglia nel vedere la immensità d'un Dio rin­chiusa nel cuore d'ogni cristiano fedele che sta in grazia, esclama: « Tu sei il tempio di Dio, il vero tabernacolo del testi­monio, la casa dello Spirito Santo nella quale abita sempre ».
Qui lo Spirito Santo vuole essere continuamente adorato con l'esercizio delle virtù, e tu dentro questo tempio devi custodire le tavole della legge di Dio, se­condo la quale devi vivere sempre, per onorare il datore e l'autore di essa, consacrando a lui tutto te stesso, anima e corpo. In questo tempio devi mortificare tutti gli affetti della tua volontà e tutte le passioni del tuo appetito sensitivo. Qui devi offrire a Dio quale vittima la tua mente e darti d'attorno per presentare a lui, in sacrificio quotidiano, generose opere di virtù e santi esercizi del tuo spirito.Il fuoco dell'altare sia la compunzione del tuo cuore; il tempio santo fabbricato da Dio, a lui dovuto e con­sacrato, sia la tua anima; e il tuo cuore mondo e netto sia la sua abitazione, nella quale egli tanto piace e brama di trovarsi.

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domenica 9 maggio 2010

Gesù, ti offro tutta la mia sofferenza

Marta Garcia 09 maggio alle ore 15.41 Rispondi
Gesù mio, ti offro tutta questa mia sofferenza,
per la santificazione della mia anima,
per la mia risurrezione alla vita e alla verità,
per la conversione di tutti i miei cari,
per coloro che mi fanno del male,
per tutti quelli che sono lontani da te.
O Gesù, fanne ciò che vuoi, usala per i tuoi fini,
per la salvezza di tutte le anime a te care,
per quelle che si sentono abbandonate da te,
per quelle che ti cercano, ma non ti trovano,
per quelle che soffrono e danno la colpa a te,
per quelle che peccano, ma che vogliono cambiare.

Gesù mio, ti offro tutta questa mia sofferenza,
però umilmente ti chiedo che quando questa,
si farà sentire più forte che mai, in me,
e la paura mi attanaglierà il cuore,
gettandomi nella prostrazione e nel terrore,
fai che possa inabissarmi nel tuo cuore,
per riposarmi in esso e ritrovare la pace.
O Gesù, ti chiedo, dato che la mia natura umana,
nella sofferenza, è fragile, debole e paurosa,
fai che io non mi arrenda mai ad essa,
ma tu donami la tua forza e il tuo coraggio,
per combatterla e vincerla, trionfando in te. Amen.

(ISPIRAZIONE DEL 08.05.2010)

Per la mamma

Per la mamma
(Liana Paciaroni)
Signore,
con questa preghiera vogliamo ringraziarti per il regalo più bello che ci hai fatto.
Dopo le stelle nel cielo di notte, la luce e il calore del sole germe di vita, la profondità degli oceani,
l'armonia del canto degli uccelli, i mille colori del mondo, il profumo dei fiori più rari,
la vastità dell'orizzonte lontano�
dopo tutto questo, hai dato ad ognuno di noi un pezzetto del tuo cuore:
l'amore della mamma.
Lei ci tiene sotto al suo cuore per nove mesi già con tanto amore.
Mamma,
è la prima parola che ogni figlio del cielo pronuncia
e l'ultima che ogni figlio sussurra prima che al cielo torni.
Quando la pronunciamo per la prima volta ancora non ne conosciamo il senso,
ma sorridiamo quando lei si avvicina.
Mamma,
sei l'unica al mondo che dona tutto senza chiedere nulla
come Gesù, sai soltanto amare.
Sei la nostra ancora di salvezza, lo spiraglio di luce in mezzo a un cielo scuro,
un guerriero pieno d'amore che combatte per noi, una dolce melodia che consola il dolore,
la spinta giusta per scavalcare ogni barriera,
sei il riparo dal freddo e dalle tempeste, il camino che nelle notti gelide riscalda il cuore.
Sei l'angelo custode della nostra esistenza.
Un angelo al quale il Signore ha donato un corpo e un anima
e ti ha avvolta nel fuoco dello Spirito Santo per esserne sempre illuminata.
Ci accompagni per le ripide strade della vita,
schiarendoci il cammino col bagliore dei tuoi sorrisi carichi di un amore eterno ed immortale
e ci segui passo dopo passo col tuo cuore,
anche quando cominciamo a volare da soli.
Ci hai dato la luce, tu, che la luce sei.
Ci dai sicurezza con la tua dolcezza, serenità con la tua bontà ,
stabilità con il tuo amore per il papà , l'unica che sa adorare i nostri difetti
e il tuo saper perdonare ci insegna ad amare.
Vivi in simbiosi con noi nei pensieri, ci vedi anche se ci nascondiamo,
ci senti anche se stiamo zitti, in segreto asciughi le nostre lacrime,
incoraggi i nostri passi, correggi i nostri errori,
e ci consoli quando siamo inconsolabili.
Sei l'arbitro indiscusso della difficile partita della vita di ogni figlio.
Ci insegni ad essere migliori, non i migliori.
In ogni tuo respiro, sguardo, sorriso, in ogni tuo gesto si legge sempre una grande felicità dell'essere mamma,
la mamma di figli come noi, forti o fragili, belli o brutti, bravi o stolti, sani o malati,
in ogni angolo di te si legge che siamo il tuo bene più prezioso,
pur sapendo che non siamo di tua proprietà .
Mamma,
non ci siamo scelti
ma Dio ti scelse per ognuno di noi perché voleva anticiparci il Paradiso.
Sei il filo sottile dell'immortalità , che lega lo spirito al corpo.
Come il Signore, anche tu operi il mistero della creazione.
Sei la serva fedele al progetto di Dio.
Nel suo progetto d'amore per te c'eravamo noi,
nel suo progetto di vita per noi
c'eri tu.
In questo momento della Santa Comunione vogliamo ringraziare il Signore,
per questo dono inestimabile,
e pregare lo Spirito Santo, che in te li ha risposti tutti i suoi sette doni,
perché ogni figlio sappia sempre curarlo e custodirlo come merita.
Amen
Â
Â
Lisa

venerdì 7 maggio 2010

Messaggio di Gesù

Marta Garcia 07 maggio alle ore 15.05 Rispondi
GIAMPILIERI MARINA 28/04/2010
MESSAGGIO DI GESU’
Figli miei,
molti non credono al Purgatorio, dicono sì al Paradiso, sì all’Inferno ma no al Purgatorio. Il Purgatorio esiste, è reale e molti ci finiscono. Il Purgatorio non dovrebbe essere inteso come un posto dove si soffre e si soffre, ma più come un posto in cui ci si pente dei propri peccati; un posto dove lo spirito si purifica per poter entrare in Paradiso. Un’ anima impura non può entrare in Paradiso per quanto piccola possa essere la sua macchia. È per questo che esiste il Purgatorio, per pulire lo spirito dai peccati. Quando l’anima entra in Purgatorio lo fa con la consapevolezza del modo in cui ha offeso Dio. Questa stessa consapevolezza è sufficiente per farla sprofondare nello strazio causato dai suoi errori perché conosce la pena per aver offeso Dio e si riempie di vergogna, di dolore, di dispiacere. Allora nel buio di quell’esperienza risplende una luce così calda, così amorevole che si avvicina sempre più finché davanti all’anima c’è il Signore che l’abbraccia e le dice:”hai fatto ammenda, il tuo spirito è pulito, sei benvenuta in Paradiso”.
Gesù prende quindi per mano l’anima e la conduce nell’eterno amore del Paradiso, un amore che è sempre stato lì, ma che l’anima aveva rifiutato.
Figli miei, l’Inferno è un luogo in cui nessuno dovrebbe andare, un luogo che non dovrebbe ospitare nessun figlio di Dio, un luogo che non dovrebbe accogliere nemmeno un’anima. L’Inferno esiste per chi sprofonda completamente nel peccato, per chi è senza speranza, per chi è un abominio per l’amore di Dio. l’Inferno è un posto da evitare, un posto di sofferenza infinita che aumenta sempre. Comprendete cos’è l’Inferno e rifiutatelo adesso perché Io vi amo e non voglio che nessuno ci vada.
Ora che vi ho parlato della gloria del Paradiso, della tristezza del Purgatorio e del terrore dell’Inferno, credete, rivalutate la vostra condotta di vita, rendetevi conto di ciò che potete avere se deciderete di seguire i comandamenti di Dio e di vivere nel suo amore.
Figli, so che molti non credono, molti diranno che se c’è un Dio è un Dio d’amore che perdona qualsiasi cosa. Ebbene è vero, ma Dio perdona solo chi si pente. Ogni sofferenza che affrontate viene a voi per vostra libera volontà, non per volontà di Dio. Sappiate che siete voi a scegliere e che sarete voi a pagare se scegliete il male.
Ora vi benedico nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

ciao

per tutti coloro che mi vogliono bene un invito a riflettere

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