per capirci

GIACOMO 1, 2-4

Fratelli, considerate come motivo di gaudio perfetto le diverse prove alle quali voi potete essere esposti, sapendo che la fede messa
alla prova produce la pazienza. E' necessario però che la pazienza compia perfettamente l'opera sua, affinché voi siate pure perfetti ed
integri, senza mancare in niente.(Giacomo 1; 2-4)

Emmanuel

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lunedì 13 giugno 2016

La Consapevolezza Profetica


Siamo in un momento molto importante nella storia. E' un momento in cui la Chiesa è, francamente, in gran parte cieca a ciò che sta accadendo. Questo perché vi è una zona della Parola di Dio che la Chiesa non ha verificato costantemente con ogni mezzo di controllo e che è l'escatologia, o lo studio dei tempi. Questo è preoccupante considerando come gran parte della Bibbia è profezia dei tempi finali. 

Una ragione di ciò, è che nella Chiesa è stata creata una situazione per cui non crediamo che la  profezia possa essere comprensibile e così non ci preoccupiamo neanche di studiarla, ma Dio ci ha dato così tante profezie solo per farle rimanere incomprensibili? Non ci credo. Questo fatto sta facendo, sia ai salvati e che ai non salvati, un pessimo servizio in molti modi in quanto, semplicemente, non è vero. 

Un altro motivo, altrettanto distruttivo, è che crediamo, anche, che tutto sia stato ormai compreso da altri e così noi possiamo riposare su alcune interpretazioni tradizionali che ci sono state tramandate. Possiamo onestamente dire che tutto è stato ormai davvero compreso? Non ci credo. Considerate ciò che uno degli angeli che hanno contribuito a fornire la profezia di Daniele disse allo stesso Daniele:

"Ma tu, Daniele, tieni nascoste queste parole e sigilla il libro fino al tempo della fine, molti andranno avanti e indietro e la conoscenza aumenterà" [Daniele 12: 4]

Nel contesto adeguato, questo significa che la profezia del tempo della fine è stata sigillata per una piena comprensione fino al tempo della fine e, solo in quel tempo, molte persone saranno alla ricerca, per intuito profetico, delle pagine del libro di Daniele poichè la loro conoscenza verrà aumentata, ma la conoscenza di cosa? La conoscenza della storia e delle tendenze attuali del mondo e degli eventi. Questo può avvenire solo con il dispiegarsi del tempo finale, che rivelerà queste cose per noi che le studieremo.

 “Io udii, ma non compresi, perciò chiesi: «Mio signore, quale sarà la fine di queste cose?».Egli rispose: «Va Daniele, perché queste parole sono nascoste e sigillate fino al tempo della fine.”[Daniele 12: 8-9]

Si consideri, che questo significa come minimo che alcune interpretazioni della profezia del tempo della fine insegnate prima del momento in cui esse saranno dissigillate, necessariamente, saranno errate. In altre parole, la Bibbia dice quello che ha sempre detto, ma solo al giusto tempo saremo in grado di conoscere correttamente e identificare queste cose.

Vi annuncio che ora ci troviamo in quel tempo


E' mia costante preghiera, speranza e desiderio che gli occhi della Chiesa vengano aperti per la profezia in un modo in cui non sono stati mai aperti prima e che avremo in effetti risposte alle domande, piuttosto che un'ambigua e continua crescita di montagne di speculazioni, che non sembrano mai ottenere  qualcosa di specifico che possiamo accettare.

Di fatto, si consideri che, la ragione per cui abbiamo avuto da fare congetture su così tante cose, è perché abbiamo avuto le risposte sbagliate ed esse non ci sono sembrate affatto adeguate.Pensate che ciò è come cercare di aggiornare un nuovo computer con un vecchio sistema operativo. Non verrà affatto aggiornato correttamente su un qualcosa che non è stato progettato per farlo funzionare bene. Non sarà possibile ottenerne il massimo beneficio, perché non farà ciò che si ipotizzava dovesse fare.

Mantenete le cose sante semplici


Noi abbiamo bisogno di riprendere una parte da tutti i piccoli dettagli iniziando alla radice della profezia per ottenere il quadro più ampio, la storia più grande.
Una volta che fissiamo ogni cosa sulla sue proprie fondamenta e lasciamo che sia la storia che racconti la storia, saremo sorpresi di come il resto scatterà e cadrà al posto giusto. Vi chiederete perché non lo abbiamo mai visto prima.


La sfida


E 'qua dove desidero lanciare la sfida che è stata lanciata a me:

I profeti del Vecchio Testamento sono disseminati con i nomi delle nazioni che Cristo giudicherà al suo ritorno sulla terra. Potete trovare una nazione tra quelle elencate che non sia situata in Medio Oriente?

Nonostante quelle interpretazioni e tradizioni che potremmo portare al testo, la geografia non mente circa la posizione degli eventi profetici. 
L'ambientazione profetica della Bibbia nella sua corretta ambientazione geografica è assolutamente essenziale per comprendere il momento nel quale ci troviamo proprio adesso.  

Cristiani, pastori e insegnanti della profezia della Bibbia, volete prendere seriamente questa sfida? 

Essa potrebbe avere un effetto diretto su come interagite con le persone proprio adesso, oggi. La gente ha bisogno di conoscere Cristo o conoscerlo meglio, perché l'ora è molto più tarda di quanto ci rendiamo conto.

Tratto da: "Calling the Church to Prophetic Awareness"

Traduzione a cura di Consapevoli nella Parola 



"Mi gridano da Seir: «Sentinella, a che punto è giunta la notte? Sentinella, a che punto è giunta la notte?». 
La sentinella risponde: «Vien la mattina, poi anche la notte. Se volete interrogare interrogate pure; ritornate, venite»"
(Isaia 21:11-12)
http://consapevolinellaparola.blogspot.com/2016/06/chiamata-alla-consapevolezza-profetica.html

giovedì 24 marzo 2016

Vicini alla fine

In vista dell’attuale crisi mediorientale, le seguenti osservazioni registrate da Derek Prince nel suo diario di preghiera (n° 60 del novembre 1990), costituiscono delle ottime indicazioni per l’intercessione a favore del Medio Oriente. Siamo grati del fatto che questi frammenti siano incredibilmente pertinenti alla situazione attuale. Infatti, nonostante l’autore si riferisca in modo particolare all’invasione irachena del Kuwait nell’agosto del 1990, le sue osservazioni sono applicabili perfettamente all’attuale situazione che attraversa tutto il Medio Oriente.

 Uno sguardo indietro


Suppongo che tutti siano d’accordo sul fatto che il punto focale delle notizie dal mondo, oggigiorno, sia il Medio Oriente. Questo fatto è molto significativo, poiché rappresenta il totale cambiamento che ha avuto luogo nelle ultime quattro, cinque o sei decadi.
Essendo cresciuto in Inghilterra tra le due guerre mondiali, ricordo che ai miei tempi si poteva leggere il giornale ogni giorno per una settimana intera senza trovare alcuna menzione dei paesi mediorientali, né alcun nome delle nazioni menzionate nella Bibbia. Ma oggi la situazione è molto diversa e, come ho detto, il fulcro delle notizie e dell’attenzione mondiale si trova nel Medio Oriente.
Questo fatto, di per sé, è molto interessante, infatti si allinea totalmente con il quadro degli ultimi tempi che viene descritto nelle Scritture, il cui centro è appunto il Medio Oriente, l’Europa e il bacino del Mediterraneo. Perciò, questo spostamento del perno dell’attenzione, è un modo che Dio sta usando per dirci che siamo ormai giunti presso la fine dei tempi.

 Comprendere l’Islam


Il potere spirituale dominante in Medio Oriente è l’Islam, la religione dei musulmani, a proposito della quale è importante conoscere alcuni fatti cruciali. Sfortunatamente, la maggior parte dei cristiani occidentali è molto ignorante a proposito della vera natura dell’Islam che rappresenta, senza dubbio, il naturale nemico sia di Israele, che della chiesa di Cristo. La sua ostilità si concentra, in questo momento, principalmente su Israele, poiché quest’ultimo vanta una sconfitta su di esso. Inoltre, esso non prende sul serio la chiesa, poiché la ritiene inconsistente e facile da sottomettere, mentre invece Israele si è rivelato un ostacolo molto duro. In ogni caso, l’obiettivo ultimo dell’Islam è quello di imporsi, con la sua religione, sul mondo intero.
Dobbiamo comprendere un fatto molto importante ed interessante a proposito del dominio e dell’influenza spirituale dell’Islam nel Medio Oriente oggi. Perché? Perché c’è un’importantissima lezione che noi, come cristiani, dobbiamo imparare. Voglio esporla semplicemente, ma senza implicare che sia semplice di per sé. La base del potere spirituale dell’Islam nel Medio Oriente e nel nord Africa è riassumibile in una sola parola: proclamazione. Gli arabi, consciamente o inconsciamente, hanno compreso il tremendo potere spirituale di una persistente proclamazione.
Io credo che questa sia la vera base del tremendo dominio spirituale islamico. È questa costante, inesauribile proclamazione delle forze spirituali che essi tentano di stabilire. Come cristiani, questo fatto costituisce una sfida poiché, personalmente, io credo che la risposta alla proclamazione sia la contro-proclamazione. Credo che noi, nella chiesa cristiana, abbiamo tristemente fallito nell’apprezzare e praticare il potere e il valore della proclamazione.
In Luca 11, Gesù dice: “Quando l’uomo forte, ben armato, guarda l’ingresso della sua casa, ciò che egli possiede è al sicuro; ma quando uno più forte di lui sopraggiunge e lo vince, gli toglie tutta l’armatura nella quale confidava e ne divide il bottino”. Io credo che, in un certo senso, noi possiamo invocare Colui che è più forte dell’Islam, cioè Gesù, a smuovere questa situazione, aprire la fortezza e liberare i prigionieri, mettendoci in grado di conquistare il bottino. Questo è il soggetto delle mie preghiere, e vorrei sottolineare il fatto che io prego serbando nel cuore una profonda pena e compassione per il popolo musulmano.
Lasciatemi dire che io non sono contro i musulmani. Io li compatisco sinceramente. Ho vissuto personalmente in vari paesi musulmani e conosco l’oscurità, la miseria e la schiavitù che l’Islam impone su uomini e donne, e soprattutto sulle donne. Il desiderio, il grido e la preghiera del mio cuore a Dio è che Egli intervenga e distrugga la fortezza dell’Islam, che tiene prigionieri gli uomini, e crei una via di liberazione per tutti loro.

 Proclamazione


Mentre osservate la situazione nel Medio Oriente, vi voglio esortare e incoraggiare, come cristiani, a non restare passivi, come semplici spettatori, senza sapere cosa fare. Voglio incoraggiarvi a rispondere con la proclamazione – preghiera, intercessione e lode – in qualsiasi modo riteniate opportuno.
Prima di tutto, proclamiamo il futuro di Israele. Proclamiamo che Israele sarà protetto da tutti i suoi nemici dalla grazia e dal potere soprannaturale di Dio, e che Israele tornerà a Dio. In Geremia 31 c’è un piccolo esempio di questo ed è indirizzato a noi credenti. Geremia 31:7 dice: “Infatti così parla il Signore: «Innalzate canti di gioia per Giacobbe, prorompete in grida, per il capo delle nazioni; proclamate le vostre lodi, e dite: Signore, salva il tuo popolo, il residuo d’Israele!»”.
Si noti il termine proclamare. Quale dovrebbe essere la nostra risposta a ciò che sta accadendo in Israele? Dovremmo pregare, ma dovremmo anche proclamare. Nel versetto 10 dello stesso capitolo è scritto: “Voi nazioni, ascoltate la parola del Signore, e proclamatela alle isole lontane; dite: Colui che ha disperso Israele lo raccoglie, lo custodisce come fa il pastore con il suo gregge”.
Questo è il messaggio di Dio alle nazioni, ma io credo che, in qualche modo, sia nostro dovere proclamarlo. Proclamarlo alla nostra nazione e alle nazioni di tutto il mondo. Quello che dobbiamo proclamare è molto semplice: “Colui che ha disperso Israele lo raccoglie, lo custodisce come fa il pastore con il suo gregge”. È Dio che ha disperso Israele 19 secoli fa ed è Dio che lo sta raccogliendo oggi.
Dio non dice solo che Egli raccoglierà Israele, ma anche che lo custodirà. Egli proteggerà Israele. Questa è una verità che dovremmo proclamare regolarmente. Lo stesso Dio che ha disperso Israele lo sta ora radunando.
Il Dio che ha radunato Israele lo custodirà, veglierà su di lui e lo proteggerà. In un certo senso, Dio garantisce la sicurezza e il futuro di Israele, anche se non privo di minacce, pericoli o tempi di crisi. Eppure, da ultimo, Dio dice: “Io li custodirò”. E noi dobbiamo proclamare queste cose in un’atmosfera spirituale, senza sosta.

È tempo di pregare


Quello che sta accadendo nel Medio Oriente, dunque, è emozionante, drammatico e cruciale. Sulla base di quanto sta accadendo, io voglio spronare i cristiani, come ho già detto, a non restare passivi. A non restare semplicemente seduti a guardare i notiziari dicendo: “Non posso farci molto”; oppure “Speriamo che le cose si sistemino”. Se siete veri cristiani e sapete pregare e conoscete la potenza della Parola di Dio e l’autorità del nome di Gesù, allora potete avere un ruolo decisivo negli eventi che si stanno verificando in Medio Oriente.

 di Derek Prince

per gentile concessione di Sequenza profetica


"Ora, quando queste cose cominceranno ad accadere, guardate in alto e alzate le vostre teste, perché la vostra redenzione è vicina
(Luca 21:28)
http://consapevolinellaparola.blogspot.com/2016/03/vicini-alla-fine.html

ciao

per tutti coloro che mi vogliono bene un invito a riflettere

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