per capirci

GIACOMO 1, 2-4

Fratelli, considerate come motivo di gaudio perfetto le diverse prove alle quali voi potete essere esposti, sapendo che la fede messa
alla prova produce la pazienza. E' necessario però che la pazienza compia perfettamente l'opera sua, affinché voi siate pure perfetti ed
integri, senza mancare in niente.(Giacomo 1; 2-4)

Emmanuel

Visualizzazione post con etichetta legge. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta legge. Mostra tutti i post

martedì 29 ottobre 2013

Melchisedec


IL RE DI SHALEM
Melchisedec, re di Salem (= shâlêm), fece portare del pane e del vino. Egli era sacerdote del Dio altissimo. Egli benedisse Abramo, dicendo: «Benedetto sia Abramo dal Dio altissimo, padrone dei cieli e della terra! Benedetto sia il Dio altissimo, che t'ha dato in mano i tuoi nemici!» E Abramo gli diede la decima di ogni cosa.  Genesi 14:18-20 
Analisi del termine "shâlêm"
Nella narrazione della Genesi, il patriarca Abramo ad un certo punto incontra un personaggio misterioso mai comparso prima, che viene presentato come re di Salem. Viene descritto come sacerdote del Dio altissimo in un tempo in cui non esistevano ancora lo stesso popolo di Israele e la tribù sacerdotale dei Leviti. Questo re fece portare del pane e del vino, benedicendo Abramo nel momento in cui era di ritorno da una battaglia per la liberazione di suo fratello e del popolo che era stato catturato dagli eserciti di Chedorlaomer re di Elam, Tideal re dei Goim, Amrafel re di Scinear e Arioc re di Ellasar.
Dopo averlo benedetto, il re di Salem scompare dalla scena senza comparire mai più nei libri del pentateuco. Chi era dunque questo Melchisedec? Inizialmente la città di Gerusalemme era indicata con il nome di Salem, per cui si è portati a pensare che egli fosse il re di Gerusalemme addirittura mille anni prima che diventasse la capitale di Israele durante il regno di Davide. Tuttavia credo sia importante riflettere sul fatto che shâlêm sia in realtà un'aggettivo con i seguenti significati:
irreprensibile, completo, del tutto, intero, solo, perfetto, preparato, sicuro, non tagliato, con tutto il cuore, interamente dedicato.
Nello stesso pentateuco infatti il termine ricorre più volte, in contesti che rivelano queste stesse accezioni. Possiamo vedere un esempio tratto dal libro del Deuteronomio:
Deuteronomio 25:15 Terrai pesi esatti (= shâlêm) e giusti, terrai misure esatte e giuste, affinché i tuoi giorni siano prolungati sulla terra che il SIGNORE, il tuo Dio, ti dà.
In questo contesto troviamo la traduzione di "esatto" per rendere l'aggettivo shâlêm. Un peso pieno, esatto, corretto. Tornando al testo iniziale di Genesi quindi, possiamo comprendere come Melchisedec sia presentato potenzialmente come re di Salem (in quanto città) ma anche come re di giustizia, re di pace, di completezza, di perfezione, di interezza. Un re perfetto, completo, giusto ed esatto. Un re speciale e sovrannaturale. 

L'ORDINE DI MELCHISEDEC
Salmo 110 Salmo di Davide.
Il SIGNORE (=YHWH) ha detto 
al mio Signore (= 'âdôn):
«Siedi alla mia destra
finché io abbia fatto dei tuoi nemici lo sgabello dei tuoi piedi».
Il SIGNORE (=YHWH) stenderà da Sion lo scettro del tuo potere.
Domina in mezzo ai tuoi nemici!
Il tuo popolo si offre volenteroso
quando raduni il tuo esercito.
Parata di santità, dal seno dell'alba
la tua gioventù viene a te come rugiada.
Il SIGNORE (=YHWH) ha giurato e non si pentirà:
«Tu sei Sacerdote in eterno,
secondo l'ordine di Melchisedec».
Signore (= 'ădônây), alla tua destra,
schiaccia dei re nel giorno della sua ira,
giudica i popoli,
ammucchia i cadaveri,
stritola la testa ai nemici in un vasto territorio.
Si disseta al torrente lungo il cammino,
e perciò terrà alta la testa.
Per ritrovare il nome di Melchisedec nel panorama biblico, dobbiamo aspettare il Salmo 110. Un salmo la cui paternità è tradizionalmente associata a Davide, e che dal punto di vista ebraico risulta essere particolarmente enigmatico e di difficile comprensione. Le stesse parole di apertura pongono un ostacolo: "Il Signore ha detto al mio Signore". Di chi sta parlando il salmista? I versi successivi si svolgono nella presentazione di questa figura che siede alla destra di YHWH e riceve tutti i suoi nemici come sgabello dei suoi piedi. Mostrano la potenza di Dio, la sua autorità sul popolo e un'incredibile giuramento rivolto al protagonista iniziale:

«Tu sei Sacerdote in eterno,
secondo l'ordine di Melchisedec»

Ancora una volta dal nulla emerge il nome di Melchisedec che viene però ora associato addirittura ad un ordine sacerdotale! L'intero pentateuco non dà alcuna informazione a riguardo di questo "ordine" che viene accennato ma che resta nel più profondo mistero. Il salmo è chiaramente messianico ma presenta degli incredibili elementi di novità. Le azioni e il giuramento infatti rimbalzano tra YHWH e 'ădônây (il nome che veniva sovrapposto al vero nome di Dio, ossia appunto YHWH). Leggendo in questo modo quindi è come se il Signore dicesse al Signore, dicesse a sé stesso! Nella Scrittura infatti nessun uomo può stare alla destra di Dio, nessun uomo ha mai ricevuto o potrà ricevere per giuramento divino un ruolo sacerdotale al di sopra di quello levitico! Nessun uomo, nessun angelo, nessuna creatura. 
Come vedremo più tardi, il salmo si riferisce senza ombra di dubbio al decreto eterno di Dio Padre di conferire a Dio Figlio un sacerdozio eterno, per un'espiazione eterna - ossia fuori dal tempo - rivolta al popolo di Dio. 
Il misterioso Melchisedec, re perfetto, presentato nel libro della Genesi dunque, viene qui ripreso in relazione ad un ordine di sacerdozio non umano associato a Dio stesso. Senza la consapevolezza spirituale della pienezza di Dio nel Padre e nel Figlio, queste scritture non hanno alcun senso. E Gesù lo sapeva molto bene.

L'INSEGNAMENTO DI CRISTO
Il Salmo 110 infatti è citato direttamente da Gesù in un contesto riportato da tutti i Vangeli sinottici:
Gesù, mentre insegnava nel tempio, disse: «Come mai gli scribi dicono che il Cristo è Figlio di Davide?  Davide stesso disse per lo Spirito Santo: "Il SIGNORE (= kyrios) ha detto al mio Signore (= kyrios)'Siedi alla mia destra, finché io abbia messo i tuoi nemici sotto i tuoi piedi'". Davide stesso lo chiama Signore; dunque come può essere suo figlio?» E una gran folla lo ascoltava con piacere. Marco 12:35-37 
Essendo i farisei riuniti, Gesù li interrogò, dicendo: «Che cosa pensate del Cristo? Di chi è figlio?»  Essi gli risposero: «di Davide».  Ed egli a loro: «Come mai dunque Davide, ispirato dallo Spirito, lo chiama Signore, dicendo: "Il SIGNORE (= kyrios) ha detto al mio Signore (=kyrios)'Siedi alla mia destra finché io abbia messo i tuoi nemici sotto i tuoi piedi'"? Se dunque Davide lo chiama Signore, come può essere suo figlio?»  E nessuno poteva replicargli parola; da quel giorno nessuno ardì più interrogarlo. Matteo 22:41-46 
Ed egli disse loro: «Come mai si dice che il Cristo è Figlio di Davide? Poiché Davide stesso, nel libro dei Salmi, dice: "Il SIGNORE (= kyrios) ha detto al mio Signore (= kyrios)'Siedi alla mia destra, finché io abbia messo i tuoi nemici come sgabello dei tuoi piedi'". Davide dunque lo chiama Signore; come può essere suo figlio?» Luca 20:41-44 
Gesù nel Tempio di Gerusalemme si rivolge ai farisei e, citando appunto questo salmo, chiede spiegazioni a riguardo di un paradosso per la dottrina ebraica. L'Antico Testamento infatti descrive il Messia come discendente di Davide, ma in questo salmo, Davide stesso descrive il Messia come suo Signore. Come è possibile che un uomo, un suo discendente possa contemporaneamente essere suo Signore? I migliori conoscitori della Tanakh non poterono rispondergli.
Perché all'epoca, così come al giorno d'oggi, non vi è alcuna risposta a questo fatto paradossale al di fuori che riconoscere Gesù Cristo come Messia e come Dio. E' degno di nota il fatto che TUTTI gli evangelisti riportano nei rispettivi Vangeli la citazione del Salmo 110 usando per ogni ricorrenza del termine "Signore", lo stesso identico termine. Laddove in ebraico vi era una piccola sfumatura differente, il greco evangelico prende una chiara e netta posizione nel riconoscere in Dio il soggetto unico della citazione. Il Signore ha detto al mio Signore, ossia DIO ha detto al mio DIO. Una conversazione, un patto, un giuramento che coinvolge senza alcuna possibilità di errore le due Persone della divinità. Non due dèi ma un unico Dio in tre Persone, due delle quali si accordano promulgando un decreto eterno.
I farisei da quel giorno non ardirono più interrogarlo per paura. La conoscenza sovrannaturale è infinitamente più alta della conoscenza religiosa e umana, tanto più alta da atterrire coloro che non la conoscono. La conoscenza di Dio tura la bocca a tutti coloro che si reputano dottori della legge, dottori della Parola unicamente per la propria vanagloria, per il proprio tornaconto o per il proprio potere religioso. La verità, è che non vi è alcuna conoscenza al di fuori della conoscenza di Dio. Non vi è alcuna sapienza al di fuori della sapienza di Dio. 
1Corinzi 1:20 Dov'è il sapiente? Dov'è lo scriba? Dov'è il contestatore di questo secolo? Non ha forse Dio reso pazza la sapienza di questo mondo? 
[...]
Tuttavia, a quelli tra di voi che sono maturi esponiamo una sapienza, però non una sapienza di questo mondo né dei dominatori di questo mondo, i quali stanno per essere annientati; ma esponiamo la sapienza di Dio misteriosa e nascosta, che Dio aveva prima dei secoli predestinata a nostra gloria e che nessuno dei dominatori di questo mondo ha conosciuta; perché, se l'avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria. 1Corinzi 2:6-8 

La sapienza di Dio è stata nascosta e predestinata a gloria di coloro che hanno conosciuto il Signore. Chi non lo ha conosciuto come vero uomo e vero Dio, tale quale è, può solo inseguire i propri ragionamenti umani senza afferrare mai la verità. Il Vangelo di Marco testimonia che una gran folla ascoltava con piacere Gesù, mentre molti altri non osavano più interrogarlo per paura della sua sapienza. Così è anche al giorno d'oggi. La vera Chiesa - invisibile e conosciuta da Dio - riconosce la voce del buon Pastore e lo ascolta con piacere. Ma tanto nel mondo quando nella Chiesa visibile, molte sono anche le persone che anziché convertirsi si allontanano da Cristo per paura di riconoscersi vuoti e in errore.
Una dottrina non potrà mai essere il fondamento della fede, perché il fondamento della fede è Cristo. Lo scopo delle Scritture è testimoniare di Lui, lo scopo dello Spirito Santo è quello di glorificarlo. Egli è la sapienza di Dio, che rende pazza e insensata la sapienza di questo mondo.

IL GARANTE DI UN PATTO MIGLIORE
Benché fosse Figlio, imparò l'ubbidienza dalle cose che soffrì; e, reso perfetto, divenne per tutti quelli che gli ubbidiscono, autore di salvezza eterna, essendo da Dio proclamato sommo sacerdote secondo l'ordine di Melchisedec. Ebrei 5:8-10 
Questo Melchisedec, re di Salem, era sacerdote del Dio altissimo. Egli andò incontro ad Abraamo, mentre questi ritornava dopo aver sconfitto dei re, e lo benedisse. E Abraamo diede a lui la decima di ogni cosa. Egli è anzitutto, traducendo il suo nome, Re di giustizia; e poi anche re di Salem, vale a dire Re di pace. È senza padre, senza madre, senza genealogia, senza inizio di giorni né fin di vita, simile quindi al Figlio di Dio. Questo Melchisedec rimane sacerdote in eterno. Ebrei 7:1-3 

Ne consegue che Gesù è divenuto garante di un patto migliore del primo. Ebrei 7:22

La Lettera agli Ebrei è il libro neotestamentario che spiega meglio il significato delle pratiche del culto ebraico alla luce della rivelazione di Cristo. Anche per questo tema, la lettera non aggira l'argomento del sacerdozio di Melchisedec ma anzi, al contrario, lo affronta per la prima volta nelle Scritture in un modo chiaro e completo. Egli è Gesù Cristo che, reso perfetto, è stato proclamato da Dio come sommo sacerdote secondo quest'ordine profetizzato dal Salmo 110.  Melchisedec stesso quindi, senza padre, madre o genealogia, senza inizio di giorni né fin di vita è in realtà il Figlio di Dio. Questa è la rivelazione spirituale che apre la chiave di comprensione di Genesi 14, del Salmo 110 e dello stesso insegnamento di Cristo che anche ai giorni d'oggi rimane coperto da un velo per tante persone. Questa è la sapienza di Dio, sapienza che esponiamo a coloro che sono maturi nella fede, una sapienza che nessuno tra i dominatori di questo mondo ha conosciuto. Una sapienza che per il mondo è pazzia ma per coloro che sono chiamati è la potenza stessa del Signore.
Davide Galliani

sabato 19 ottobre 2013

Gesù Cristo, vero uomo e vero Dio


Come dunque avete ricevuto Cristo Gesù, il Signore [= Kyrios], così camminate in lui; radicati, edificati in lui e rafforzati dalla fede, come vi è stata insegnata, abbondate nel ringraziamento. Guardate che nessuno faccia di voi sua preda con la filosofia e con vani raggiri secondo la tradizione degli uomini e gli elementi del mondo e non secondo Cristo; perché in lui abita corporalmente tutta la pienezza della Deità [=Theotētos]; e voi avete tutto pienamente in lui, che è il capo di ogni principato e di ogni potenza; in lui siete anche stati circoncisi di una circoncisione non fatta da mano d'uomo, ma della circoncisione di Cristo, che consiste nello spogliamento del corpo della carne: siete stati con lui sepolti nel battesimo, nel quale siete anche stati risuscitati con lui mediante la fede nella potenza di Dio che lo ha risuscitato dai morti. Colossesi 2:6-12 
Questo brano della Lettera ai Colossesi, manifesta pienamente tutta l'attenzione che l'Apostolo Paolo rivolgeva nel mettere al centro di ogni cosa Gesù Cristo. Egli lo chiama "Signore", utilizzando il termine greco "Kyrios".  Questo termine veniva utilizzato nell'Antico Testamento tradotto in greco per rendere la parola ebraica "Adonai" che è il modo in cui ancora oggi viene letto il tetragramma divino YHWH altrimenti impronunciabile. "Adonai" quindi sostituiva il nome di Dio nell'Antico Testamento, e veniva tradotto in greco con lo stesso termine utilizzato dall'Apostolo Paolo in relazione a Cristo.
esù Crist               
Questo è il "nome al di sopra di ogni altro nome" con cui Cristo è stato sovranamente innalzato (Fil 2:9), ed è il fulcro di tutto il cambiamento della comunità cristiana successiva alla resurrezione.
Se durante il ministero terreno di Cristo, il messaggio era rivolto ai Giudei e riguardava il pentimento e il Regno di Dio in modo generico (leggi Luca 10, Matteo 10), dopo la Sua resurrezione le cose cambiarono in modo radicale in un modo che l'Apostolo Giovanni descrive direttamente per bocca di Cristo:

Ho ancora molte cose da dirvi; ma non sono per ora alla vostra portata; quando però sarà venuto lui, lo Spirito della verità, egli vi guiderà in tutta la verità, perché non parlerà di suo, ma dirà tutto quello che avrà udito, e vi annuncerà le cose a venire. Egli mi glorificherà perché prenderà del mio e ve lo annuncerà. Giovanni 16:12-14 

Durante la vita di Gesù, la sua identità e il suo ruolo non furono compresi neanche dai dodici discepoli, tant'è che alla sua domanda "e voi, chi dite che io sia", soltanto Pietro rispose grazie alla rivelazione del Padre (Mt 16:13-16). Alcuni pensavano che fosse Giovanni battista risorto oppure Elia, Geremia o uno dei profeti. Alla resurrezione però, ogni consapevolezza fu rivista alla luce di questo evento e i discepoli furono trasformati e riempiti dallo Spirito Santo.

L'identità di Cristo fu rivelata in modo più completo, lo scopo del suo sacrificio e della resurrezione poté essere interpretato alla luce delle Scritture. Il messaggio stesso del Vangelo acquisì piena maturità. L'evangelizzazione non riguardava più il fatto che il regno dei cieli si fosse avvicinato ma riguardava la salvezza ottenuta per grazia mediante la fede (Efesini 2:8), attraverso il sacrificio di Cristo. Pietro fece una nuova esperienza che lo portò alla consapevolezza che la salvezza offerta da Dio era destinata anche alle persone di origine non ebraica (Atti 10). L'Apostolo Paolo fu chiamato da Gesù stesso (Atti 9) e messo da parte dallo Spirito Santo (Atti 13) per essere "l'apostolo degli stranieri" (Ro 11:13). Contemporaneamente a tutte queste novità e rivelazioni portate da Dio però, alcune persone cercarono fin da subito di parlare male della "nuova via" (Atti 19:9), mentre altri rimasero ancorati alla tradizione ebraica rinnegando queste nuove esperienze e dando luogo al fenomeno del giudeo cristianesimoQuesto pensiero, insieme allo gnosticismo, rappresentò il più grande pericolo per l'insegnamento cristiano delle origini che si trovò fin da subito a combattere con tutto quello che riguardava le tradizioni degli uomini e non le indicazioni di Dio. Anche i rituali ebraici infatti, pur essendo comunicati direttamente da Dio nel pentateuco, furono ben presto svuotati del loro significato per promuovere un tradizionalismo umano e sterile, così come possiamo leggere già dal primo capitolo del libro di Isaia, intorno al 700 a.C. 

«Che m'importa dei vostri numerosi sacrifici?», dice il SIGNORE;
«io sono sazio degli olocausti di montoni e del grasso di bestie ingrassate;
il sangue dei tori, degli agnelli e dei capri,
io non lo gradisco
Quando venite a presentarvi davanti a me,
chi vi ha chiesto di contaminare i miei cortili?
Smettete di portare offerte inutili;
l'incenso io lo detesto;
e quanto ai noviluni, ai sabati, al convocare riunioni,
io non posso sopportare l'iniquità unita all'assemblea solenne.
L'anima mia odia i vostri noviluni e le vostre feste stabilite;
mi sono un peso che sono stanco di portare.
Quando stendete le mani, distolgo gli occhi da voi;
anche quando moltiplicate le preghiere, io non ascolto;
le vostre mani sono piene di sangue.
Lavatevi, purificatevi,
togliete davanti ai miei occhi la malvagità delle vostre azioni;
smettete di fare il male;
imparate a fare il bene; cercate la giustizia,nosti
rialzate l'oppresso,
fate giustizia all'orfano,
difendete la causa della vedova!
Poi venite, e discutiamo», dice il SIGNORE;
«anche se i vostri peccati fossero come scarlatto,
diventeranno bianchi come la neve;
anche se fossero rossi come porpora, diventeranno come la lana.
Isaia 1:11-18 

Ma possiamo anche ascoltare direttamente le parole che Gesù rivolse ai farisei del suo tempo:

Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, perché pagate la decima della menta, dell'aneto e del comino, e trascurate le cose più importanti della legge: il giudizio, la misericordia, e la fede. Queste sono le cose che bisognava fare, senza tralasciare le altre. Matteo 23:23 

Laddove il giudizio, la misericordia e la fede vennero trasportati in un nuovo patto dunque (Ebrei 8:13), le tradizioni umane continuarono ad essere osservate e idolatrate da alcuni che le reputavano più importanti di ogni altra cosa, e che non riconoscevano il "nome nuovo" di Cristo, la nuova rivelazione che mostrava la sua identità come quella di vero uomo e vero Dio. 
A questo riguardo, l'Apostolo Paolo mette in guardia la comunità di Colossi, esortando a stare attenti del fatto che nessuno tra di loro possa essere fatto preda, possa essere raggirato, sedotto con la [falsa]filosofia e con le tradizioni degli uomini e gli elementi del mondo. 
Infatti, in Cristo abita corporalmente tutta la pienezza della Deità.
Colossesi 2:9

       [Fonte]

Corporalmente, in quanto Egli si è incarnato, e chi non riconosce questo fatto pubblicamente è un anticristo (2 Gv 7). Ma oltre ad essere pienamente uomo Egli è anche pienamente Dio, e questo è reso con "Theotētos" un termine presente solo in questo passo del Nuovo Testamento e che deriva
da "Theósossia "Dio". 

Giovanni 1:1 Nel principio era la Parola, la Parola era con Dio, e la Parola era Dio [= Theós].
Giovanni 20:28 Tommaso gli rispose: «Signor mio e Dio [= Theós] mio!»
1Giovanni 5:20 Sappiamo pure che il Figlio di Dio è venuto e ci ha dato intelligenza per conoscere colui che è il Vero; e noi siamo in colui che è il Vero, cioè, nel suo Figlio Gesù Cristo. Egli è il vero Dio [= Theós] e la vita eterna.
Romani 9:5 ai quali appartengono i padri e dai quali proviene, secondo la carne, il Cristo, che è sopra tutte le cose Dio [= Theós] benedetto in eterno. Amen!
Tito 2:13 aspettando la beata speranza e l'apparizione della gloria del nostro grande Dio [= Theós] e Salvatore, Cristo Gesù.
Ebrei 1:8 parlando del Figlio dice: il tuo trono, o Dio [= Theós], dura di secolo in secolo [...]
Il significato che sta dietro a queste parole è chiaro, e designa Gesù Cristo come Dio. Egli non è una divinità minore, Egli non ha solo una parte della divinità perché in Lui abita corporalmente TUTTA la pienezza della Deità. Proprio questo concetto infatti è la sorgente di tutta la fede cristiana che vede di conseguenza avere tutto pienamente in LuiDal tempo della lettera ai Colossesi sono passati interi millenni ma la situazione in realtà non è cambiata di molto. Ancora oggi sono presenti coloro che vivono secondo la tradizione degli uomini e gli elementi del mondo e non secondo Cristo, e che cercano di predare con la [falsa]filosofia e con vani raggiri chi non è ancora ben radicato ed edificato in Cristo. Ecco quindi l'attualità di questo insegnamento biblico, che deve mettere in guardia ogni credente sincero affinché possiamo non essere più come bambini sballottati e portati qua e là da ogni vento di dottrina per la frode degli uomini, per l'astuzia loro nelle arti seduttrici dell'errore; ma, seguendo la verità nell'amore, possiamo crescere in ogni cosa verso colui che è il capo, cioè Cristo. Efesini 4:14,15

Solo a Dio ogni onore e gloria.
Amen.

ciao

per tutti coloro che mi vogliono bene un invito a riflettere

contatori

Lettori fissi

Informazioni personali

La mia foto
Alla ricerca di me stesso con l'aiuto di Gesù

Badge di Facebook