Portale di impronta cristiana.Messaggi da Gesù. Preghiere,video,pensieri e ricerche sulla Parola di Dio
per capirci
Pagine
GIACOMO 1, 2-4
Fratelli, considerate come motivo di gaudio perfetto le diverse prove alle quali voi potete essere esposti, sapendo che la fede messa
alla prova produce la pazienza. E' necessario però che la pazienza compia perfettamente l'opera sua, affinché voi siate pure perfetti ed
integri, senza mancare in niente.(Giacomo 1; 2-4)
Emmanuel
mercoledì 30 giugno 2010
martedì 29 giugno 2010
La mia Gloria ha santificato la vostra gloria
Mamma del Cielo
Figli miei del mio santo Figlio Gesù, sono la vostra Mamma d’amore. Sono la Mamma che, dal suo sì alla Divina Volontà, diede suo Figlio Gesù affinché abbiate la vita eterna.
Figli miei, io sono con voi. sono anche con il mio Figlio. Vedete la mia sofferenza di vedervi noncuranti davanti ai miei appelli incessanti. Constato le vostre storditezze. Sono, io, la Regina degli angeli. Sono la Regina del Cielo. Il mio posto, figli miei è presso del mio santo Figlio nella sua gloria. Sì, figli miei, la sua gloria sarà fra poco proclamata da tutti i figli, sulla terra come nel Cielo. Sono con voi per prepararvi alla sua venuta di visto(1) in voi. Visito la terra distribuendo le mie grazie per aiutarvi a capire la Volontà di Dio. Vi amo. Amate il mio Figlio, sono la Regina della
Pace.
Figli miei, ascoltate la vostra Mamma del Cielo. Mi preme di aggiungervi al mio figlio Gesù, il Figlio del Padre Eterno, che siede sul suo trono di gloria. Questa gloria, figli miei della terra, è quella che gli costò la sua vita terrestre. Questa morte che subì per voi, figli miei, fu offerta al Padre per la sua gloria. La gloria del mio Figlio è la vostra gloria come figli santificati dal suo Sangue versato per voi tutti. Dal suo Sangue prezioso, vi purificò, vi salvò da una morte eterna.
Siete, figli miei, stati purificati dal suo amore. Soffrì per voi. Vi ama. Datevi al vostro turno amando i vostri fratelli e sorelle. Se non li amate, è che rifiutate la vostra purificazione. Miei figli d’amore, sono la vostra Mamma. Soffrii nel mio essere la passione del mio Figlio. Fui anch’io all’agonia con il mio Figlio. Partecipai, al momento della sua morte, alla vostra purificazione. Se, presentemente, non volete sopportare la sofferenza che vi causano i vostri fratelli e sorelle, non partecipate alla nostra sofferenza e, quando vi ributtate contro di loro non accettando le loro debolezze, non accettate di lasciarvi purificare.
Figli miei, sono la Mamma dell’Amore. Vidi il mio Figlio soffrire per voi. E voi, continuate a farmi soffrire mostrandomi uno spettacolo di figli che rifiutano di amare i loro fratelli e sorelle. Miei dolci amori, sono la vostra Mamma. Vi amo. Perché volere continuare a farmi soffrire?
Non sapete che l’Amore che è in voi può salvarvi? Amatevi. Amate quelli che vi fanno soffrire. È la vostra purificazione. La sofferenza è santificante. Questa sofferenza d’amore è alle volte necessaria per la purificazione delle vostre anime, affinché la vostra gloria sia santificata dalla gloria del mio santo Figlio. Figli miei, ciascuno di voi sarà glorificato nel mio Figlio dalle mie preghiere presso il Padre. Capite bene! Mi preme che il tempo della grande purificazione venga. Davanti tanta insistenza alla preghiera, non sono senza sofferenza di fronte ai vostri caparbietà
a non pregare.
Figli miei, sono una mamma che ama i suoi figli, tutto come voi, le mamme, che amate i vostri figli. Il mio amore per il mio santo Figlio è grande, ma più grande è il mio santo amore per il mio Dio. Figli miei, non posso insistere ancora per molto tempo: il tempo della grande purificazione sta venendo.
Figli miei d’amore, sì, siete i miei figli d’amore. Mi piace chiarmarvi così. Sono la Madre dell’Amore. Ogni speranza è in quello che crede che l’Amore è tutto per lui. La speranza è nel mio Figlio. Venite in me. Venite a pregare con me per la gloria del mio santo Figlio, Dio. Tutto fu creato per la gloria della Trinità. Siete dei figli creati per rendere a Dio quello che gli è dovuto di ricevere: il suo amore.
La Santa Trinità mi ha associata all’Amore. Sono la Mamma del vostro Gesù Amore, sono anche la vostra Mamma. Quando dite di sì al mio Figlio Gesù, voi, figli miei, che siete nel mio Figlio, dite di sì al mio appello. Questo, figli miei, è urgente! Sono la Madre dell’amore. Grazie, voi che avete detto di sì al mio santo Figlio.
(1) La venuta di visto di Gesù in voi si farà dall’Amore, nell’Amore, con l’Amore. Sarete nella sua Presenza.Lo vedrete in tutta la sua bellezza.
Origine: Amore per tutti i miei, Gesù. Libro 2 Dalla Figlia del Sì a Gesù. Messaggio No. 160, 28 giugno 2001. Les Éditions FJ.
Figli miei del mio santo Figlio Gesù, sono la vostra Mamma d’amore. Sono la Mamma che, dal suo sì alla Divina Volontà, diede suo Figlio Gesù affinché abbiate la vita eterna.
Figli miei, io sono con voi. sono anche con il mio Figlio. Vedete la mia sofferenza di vedervi noncuranti davanti ai miei appelli incessanti. Constato le vostre storditezze. Sono, io, la Regina degli angeli. Sono la Regina del Cielo. Il mio posto, figli miei è presso del mio santo Figlio nella sua gloria. Sì, figli miei, la sua gloria sarà fra poco proclamata da tutti i figli, sulla terra come nel Cielo. Sono con voi per prepararvi alla sua venuta di visto(1) in voi. Visito la terra distribuendo le mie grazie per aiutarvi a capire la Volontà di Dio. Vi amo. Amate il mio Figlio, sono la Regina della
Pace.
Figli miei, ascoltate la vostra Mamma del Cielo. Mi preme di aggiungervi al mio figlio Gesù, il Figlio del Padre Eterno, che siede sul suo trono di gloria. Questa gloria, figli miei della terra, è quella che gli costò la sua vita terrestre. Questa morte che subì per voi, figli miei, fu offerta al Padre per la sua gloria. La gloria del mio Figlio è la vostra gloria come figli santificati dal suo Sangue versato per voi tutti. Dal suo Sangue prezioso, vi purificò, vi salvò da una morte eterna.
Siete, figli miei, stati purificati dal suo amore. Soffrì per voi. Vi ama. Datevi al vostro turno amando i vostri fratelli e sorelle. Se non li amate, è che rifiutate la vostra purificazione. Miei figli d’amore, sono la vostra Mamma. Soffrii nel mio essere la passione del mio Figlio. Fui anch’io all’agonia con il mio Figlio. Partecipai, al momento della sua morte, alla vostra purificazione. Se, presentemente, non volete sopportare la sofferenza che vi causano i vostri fratelli e sorelle, non partecipate alla nostra sofferenza e, quando vi ributtate contro di loro non accettando le loro debolezze, non accettate di lasciarvi purificare.
Figli miei, sono la Mamma dell’Amore. Vidi il mio Figlio soffrire per voi. E voi, continuate a farmi soffrire mostrandomi uno spettacolo di figli che rifiutano di amare i loro fratelli e sorelle. Miei dolci amori, sono la vostra Mamma. Vi amo. Perché volere continuare a farmi soffrire?
Non sapete che l’Amore che è in voi può salvarvi? Amatevi. Amate quelli che vi fanno soffrire. È la vostra purificazione. La sofferenza è santificante. Questa sofferenza d’amore è alle volte necessaria per la purificazione delle vostre anime, affinché la vostra gloria sia santificata dalla gloria del mio santo Figlio. Figli miei, ciascuno di voi sarà glorificato nel mio Figlio dalle mie preghiere presso il Padre. Capite bene! Mi preme che il tempo della grande purificazione venga. Davanti tanta insistenza alla preghiera, non sono senza sofferenza di fronte ai vostri caparbietà
a non pregare.
Figli miei, sono una mamma che ama i suoi figli, tutto come voi, le mamme, che amate i vostri figli. Il mio amore per il mio santo Figlio è grande, ma più grande è il mio santo amore per il mio Dio. Figli miei, non posso insistere ancora per molto tempo: il tempo della grande purificazione sta venendo.
Figli miei d’amore, sì, siete i miei figli d’amore. Mi piace chiarmarvi così. Sono la Madre dell’Amore. Ogni speranza è in quello che crede che l’Amore è tutto per lui. La speranza è nel mio Figlio. Venite in me. Venite a pregare con me per la gloria del mio santo Figlio, Dio. Tutto fu creato per la gloria della Trinità. Siete dei figli creati per rendere a Dio quello che gli è dovuto di ricevere: il suo amore.
La Santa Trinità mi ha associata all’Amore. Sono la Mamma del vostro Gesù Amore, sono anche la vostra Mamma. Quando dite di sì al mio Figlio Gesù, voi, figli miei, che siete nel mio Figlio, dite di sì al mio appello. Questo, figli miei, è urgente! Sono la Madre dell’amore. Grazie, voi che avete detto di sì al mio santo Figlio.
(1) La venuta di visto di Gesù in voi si farà dall’Amore, nell’Amore, con l’Amore. Sarete nella sua Presenza.Lo vedrete in tutta la sua bellezza.
Origine: Amore per tutti i miei, Gesù. Libro 2 Dalla Figlia del Sì a Gesù. Messaggio No. 160, 28 giugno 2001. Les Éditions FJ.
domenica 27 giugno 2010
Apparizione strordinaria 25/06/2010
Apparizione straordinaria del 25 giugno 2010 al veggente Ivan sul Podbrdo
Ecco quanto Krizan ci ha comunicato sull’apparizione avuta da Ivan ieri sera, 25 Giugno 2010:“L’incontro di stasera con la Madonna è stato particolare e così gioioso, perché veramente oggi io direi: in tutti questi 29 anni di apparizioni oggi la Madonna è venuta così tanto gioiosa e felice, più che mai. E’ venuta come con un vestito dorato e all’inizio ha salutato tutti noi in una grande gioia con le parole: “Sia lodato Gesù, cari figli miei!”. Dopo questo, la Madonna ha detto:“Cari figli, anche oggi la Madre con gioia vi invita: siate, cari figli, i miei portatori, i portatori dei miei messaggi. Diffondete i miei messaggi in questo mondo stanco. Cari figli, desidero che siate il mio segno, il mio segno vivo. Perciò anche stasera vi invito: accogliete il messaggio che vi ho dato oggi, vivetelo. Sappiate, cari figli, che la Madre prega sempre con voi e prega per voi presso Suo Figlio. Grazie, cari figli, anche oggi perché avete accolto i miei messaggi e vivete i miei messaggi”.
Dopo questo la Madonna ha pregato su tutti noi un tempo più lungo con le mani distese, ci ha benedetti con la Sua Benedizione materna ed ha benedetto tutto quello che avete portato per la benedizione. Dopo questo io ho raccomandato in modo speciale tutti noi, i nostri bisogni, le nostre intenzioni, le nostre famiglie ed in particolare i malati. Dopo questo è seguito ancora un tempo di preghiera della Madonna su tutti noi qui. Ho pregato insieme a Lei un Padre nostro ed un Gloria al Padre. Dopo questo la Madonna se n’è andata in preghiera, se n’è andata nella gioia nel segno della luce e della croce col saluto: “Andate in pace, cari figli miei!”.
sabato 26 giugno 2010
Offrite la vostra sofferenza a Gesù
ACCETTATE ED OFFRITE LA VOSTRA SOFFERENZA A GESÙ”Compartir
Hoy a las 10:33
Cari figli miei amatissimi in Cristo Gesù, sono Maria la Mamma della divina misericordia, la pace di mio Figlio sia in voi; figlioli, con gioia, vi invito tutti a vivete i miei messaggi con gioia, così potrete essere più vicini a mio Figlio e potrete camminare nella gioia insieme a Lui. Conosco le vostre tribolazioni, le vostre sofferenze ed è per questo che Io desidero guidarvi tutti soltanto a Lui perché solo in Lui troverete la vera pace, nell’accettazione, nella donazione e nella gioia. Oggi, giorno di gaudio e di amore desidero parlare a voi, mie care anime, di queste vostre tribolazioni e sofferenze, desidero parlare a voi che vi sentite derelitte, sole ed emarginate, a voi, mie care anime dolenti, ammalate ed inferme, chiedo di vivere tutta questa sofferenza accettandola nel silenzio del vostro cuore ed offrendo tutto a mio Figlio per la salvezza di tante anime indigenti e peccatrici. La vostra sofferenza, alla luce della fede, se l’accettata in silenzio e l’offrite a mio figlio, diventa un atto d’amore, un atto di misericordia, un atto di carità, che Gesù saprà ricompensare lautamente con grazie e doni speciali, per voi e per le vostre famiglie, senza parlare del posto, per voi, preparato nel suo regno.
Figli miei, nella sofferenza, prendete coscienza dei vostri limiti e della vostra povertà di spirito, accettate la dipendenza dagli altri in silenzio, perché è in questa dipendenza che sperimenterete, in voi, l’umiltà e la mitezza, l’amore e la misericordia, doni che, nella sofferenza, aiutano a camminare nell’accettazione silenziosa e nella donazione a Gesù. Accettazione e donazione che nell’amore, nella misericordia e nella preghiera aiuteranno Gesù a salvare anime peccatrici, anime che soffrono, nell’anima e nel corpo, la loro lontananza da Lui; a salvare le anime di quei consacrati a lui cari, che si sono allontanati dalla strada maestra, o che non sanno svolgere la missione, per la quale sono stati chiamati. Ma voi offrite sempre la vostra sofferenza per la conversione dei vostri cari, dei vostri amici e conoscenti, per tutti i peccatori ostinati e per tutta l’umanità peccatrice e indolente, al resto penserà mio Figlio.
Figli miei sofferenti, umiltà e mitezza non vuol dire però rassegnazione, non vuol dire piegare la testa e basta, aspettando, ma aspettando cosa? Niente affatto, voi dovete imparare a reagire con positività, sempre, attimo dopo attimo, non con rassegnazione ma con viva fede, aspettando la vostra guarigione, se essa fa parte dei disegni di Dio o accettandone la sua volontà, perché Lui vuole solo il vostro bene, la vostra salvezza, la vostra santità, Gesù non abbandona mai, ma vi da forza nel bussare, nel chiedere, nel cercare. Non dimenticando mai, che voi siete sempre forti nella vostra debolezza, perché è quando siete deboli che siete più forti, perché nella vostra debolezza non sarete mai soli ma Gesù è in voi facendovi sentire il suo amore, è con voi, aiutandovi nel cammino, e per voi fonte di salvezza, è Lui che, quando vi sentite giù pronti ad arrendervi, vi dà coraggio e sostegno nel portare la vostra croce con amore e dignità, è Lui che, insieme a voi, cammina sulla strada della sofferenza passo dopo passo, dandovi il suo braccio per appoggiarvi, quando inciampate, ed è sempre Lui che, per voi, porta la croce quando questa diventa insostenibile, insopportabile e pesante da portare e da accettare.
Figli miei ricordatevi sempre che nella sofferenza, non siete né sconfitti, né dei deboli, anzi siete più che vincitori in Cristo Gesù, perché è la vostra sofferenza che vi fa partecipi della sua passione e vi rende degni del regno di Dio. O anime predilette di Gesù, a voi che attraverso la sofferenza siete diventati suoi discepoli, a voi che attraverso la sofferenza siete esempio di umiltà e di mitezza, a voi che attraverso la sofferenza fate apostolato, a voi che attraverso la vostra sofferenza siete testimonianza vivente della parola di mio Figlio, a voi che attraverso la sofferenza avete portato anime a Gesù, a voi che con la vostra viva fede siete forza indistruttibile dell’amore di Gesù, perché anche se siete sofferenti per il mondo, siete felici di donare tutto voi stessi alla causa dell’amore di Gesù per l’umanità, a voi dico grazie con le lacrime agli occhi, per l’accettazione silenziosa e per la donazione, della vostra sofferenza, dico grazie, per tutte le anime salvate da mio Figlio per merito vostro, grazie per le conversioni, che con il vostro esempio avete, elargito, grazie.
Figli miei il mondo ha bisogno di voi, a bisogno della vostra accettazione silenziosa, ha bisogno della vostra offerta d’amore, Gesù ha bisogno di voi e della vostra sofferenza, e Lui vi accudirà come una Mamma amorevole; Lui sarà la vostra forza, nella sofferenza; Lui sarà la vostra accettazione, nel cammino della salvezza; Lui sarà la vostra offerta, nella salvezza delle anime; Lui sarà la vostra salvezza, per l’eternità, perché il suo amore è così grande che non potete né capirne né conoscerne tutta la sua profondità. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. Vi amo con amore immenso e vi benedico tutti attraverso la Divina Misericordia nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito santo eterno amore, amen.
(ISPIRAZIONE DEL 25.06.2010)
maria miriam.
Hoy a las 10:33
Cari figli miei amatissimi in Cristo Gesù, sono Maria la Mamma della divina misericordia, la pace di mio Figlio sia in voi; figlioli, con gioia, vi invito tutti a vivete i miei messaggi con gioia, così potrete essere più vicini a mio Figlio e potrete camminare nella gioia insieme a Lui. Conosco le vostre tribolazioni, le vostre sofferenze ed è per questo che Io desidero guidarvi tutti soltanto a Lui perché solo in Lui troverete la vera pace, nell’accettazione, nella donazione e nella gioia. Oggi, giorno di gaudio e di amore desidero parlare a voi, mie care anime, di queste vostre tribolazioni e sofferenze, desidero parlare a voi che vi sentite derelitte, sole ed emarginate, a voi, mie care anime dolenti, ammalate ed inferme, chiedo di vivere tutta questa sofferenza accettandola nel silenzio del vostro cuore ed offrendo tutto a mio Figlio per la salvezza di tante anime indigenti e peccatrici. La vostra sofferenza, alla luce della fede, se l’accettata in silenzio e l’offrite a mio figlio, diventa un atto d’amore, un atto di misericordia, un atto di carità, che Gesù saprà ricompensare lautamente con grazie e doni speciali, per voi e per le vostre famiglie, senza parlare del posto, per voi, preparato nel suo regno.
Figli miei, nella sofferenza, prendete coscienza dei vostri limiti e della vostra povertà di spirito, accettate la dipendenza dagli altri in silenzio, perché è in questa dipendenza che sperimenterete, in voi, l’umiltà e la mitezza, l’amore e la misericordia, doni che, nella sofferenza, aiutano a camminare nell’accettazione silenziosa e nella donazione a Gesù. Accettazione e donazione che nell’amore, nella misericordia e nella preghiera aiuteranno Gesù a salvare anime peccatrici, anime che soffrono, nell’anima e nel corpo, la loro lontananza da Lui; a salvare le anime di quei consacrati a lui cari, che si sono allontanati dalla strada maestra, o che non sanno svolgere la missione, per la quale sono stati chiamati. Ma voi offrite sempre la vostra sofferenza per la conversione dei vostri cari, dei vostri amici e conoscenti, per tutti i peccatori ostinati e per tutta l’umanità peccatrice e indolente, al resto penserà mio Figlio.
Figli miei sofferenti, umiltà e mitezza non vuol dire però rassegnazione, non vuol dire piegare la testa e basta, aspettando, ma aspettando cosa? Niente affatto, voi dovete imparare a reagire con positività, sempre, attimo dopo attimo, non con rassegnazione ma con viva fede, aspettando la vostra guarigione, se essa fa parte dei disegni di Dio o accettandone la sua volontà, perché Lui vuole solo il vostro bene, la vostra salvezza, la vostra santità, Gesù non abbandona mai, ma vi da forza nel bussare, nel chiedere, nel cercare. Non dimenticando mai, che voi siete sempre forti nella vostra debolezza, perché è quando siete deboli che siete più forti, perché nella vostra debolezza non sarete mai soli ma Gesù è in voi facendovi sentire il suo amore, è con voi, aiutandovi nel cammino, e per voi fonte di salvezza, è Lui che, quando vi sentite giù pronti ad arrendervi, vi dà coraggio e sostegno nel portare la vostra croce con amore e dignità, è Lui che, insieme a voi, cammina sulla strada della sofferenza passo dopo passo, dandovi il suo braccio per appoggiarvi, quando inciampate, ed è sempre Lui che, per voi, porta la croce quando questa diventa insostenibile, insopportabile e pesante da portare e da accettare.
Figli miei ricordatevi sempre che nella sofferenza, non siete né sconfitti, né dei deboli, anzi siete più che vincitori in Cristo Gesù, perché è la vostra sofferenza che vi fa partecipi della sua passione e vi rende degni del regno di Dio. O anime predilette di Gesù, a voi che attraverso la sofferenza siete diventati suoi discepoli, a voi che attraverso la sofferenza siete esempio di umiltà e di mitezza, a voi che attraverso la sofferenza fate apostolato, a voi che attraverso la vostra sofferenza siete testimonianza vivente della parola di mio Figlio, a voi che attraverso la sofferenza avete portato anime a Gesù, a voi che con la vostra viva fede siete forza indistruttibile dell’amore di Gesù, perché anche se siete sofferenti per il mondo, siete felici di donare tutto voi stessi alla causa dell’amore di Gesù per l’umanità, a voi dico grazie con le lacrime agli occhi, per l’accettazione silenziosa e per la donazione, della vostra sofferenza, dico grazie, per tutte le anime salvate da mio Figlio per merito vostro, grazie per le conversioni, che con il vostro esempio avete, elargito, grazie.
Figli miei il mondo ha bisogno di voi, a bisogno della vostra accettazione silenziosa, ha bisogno della vostra offerta d’amore, Gesù ha bisogno di voi e della vostra sofferenza, e Lui vi accudirà come una Mamma amorevole; Lui sarà la vostra forza, nella sofferenza; Lui sarà la vostra accettazione, nel cammino della salvezza; Lui sarà la vostra offerta, nella salvezza delle anime; Lui sarà la vostra salvezza, per l’eternità, perché il suo amore è così grande che non potete né capirne né conoscerne tutta la sua profondità. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. Vi amo con amore immenso e vi benedico tutti attraverso la Divina Misericordia nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito santo eterno amore, amen.
(ISPIRAZIONE DEL 25.06.2010)
maria miriam.
giovedì 24 giugno 2010
Va dove ti porta il cuore
ad ogni passo c’era una freccia che indicava una direzione diversa; da lì si dipartiva un viottolo, da là una stradina erbosa che si perdeva nei boschi. Qualcuna di queste deviazioni l’hai imboccata senza accorgertene, qualcun’altra non l’avevi neanche vista; quelle che hai trascurato non sai dove ti avrebbero condotto, se in un posto migliore o peggiore; non lo sai ma ugualmente provi rimpianto. Potevi fare una cosa e non l’hai fatta, sei tornata indietro invece di andare avanti. Il gioco dell’oca, te lo ricordi? La vita procede pressapoco allo stesso modo.
Va dove ti porta il cuore, di Susanna Tamaro
Va dove ti porta il cuore, di Susanna Tamaro
Pensiero di Padre Pio
Se non ti è concesso di poterti trattenere a lungo in preghiera, in letture, ecc., non devi per questo sconfortarti. Finché avrai Gesú sacramentato ogni mattina, devi stimarti fortunatissima. Nel corso del giorno, quando non ti è permesso di fare altro, chiama Gesú, anche in mezzo a tutte le tue occupazioni, con gemito rassegnato dell'anima ed egli verrà e resterà sempre unito con l'anima mediante la sua grazia ed il suo santo amore.
Vola con lo spirito dinanzi al tabernacolo, quando non ci puoi andare col corpo, e là sfoga le ardenti brame e parla e prega ed abbraccia il Diletto delle anime meglio che se ti fosse dato di riceverlo sacramentalmente (Ep. III, p. 448)
Vola con lo spirito dinanzi al tabernacolo, quando non ci puoi andare col corpo, e là sfoga le ardenti brame e parla e prega ed abbraccia il Diletto delle anime meglio che se ti fosse dato di riceverlo sacramentalmente (Ep. III, p. 448)
Dai frutti ci riconosceranno
Impegnatevi a riunirvi più di frequente nell'azione di grazie e di gloria verso Dio. Quando vi riunite spesso, le forze di Satana vengono abbattute e il suo flagello si dissolve nella concordia della fede. Niente è più bello della pace nella quale si frustra ogni guerra di potenze celesti e terrestri.
Nulla di tutto questo vi sfuggirà, se avete perfettamente la fede e la carità in Gesù Cristo, che sono il principio e lo scopo della vita. Il principio è la fede, il fine la carità. L'una e l'altra insieme riunite sono Dio, e tutto il resto segue la grande bontà. Nessuno che professi la fede pecca, nessuno che abbia la carità odia. «L'albero si conosce dal suo frutto». Così coloro che si professano di appartenere a Cristo saranno riconosciuti da quello che operano. Ora l'opera non è di professione di fede, ma che ognuno si trovi nella forza della fede sino all'ultimo.
È meglio tacere ed essere, che dire e non essere. È bello insegnare se chi parla opera. Uno solo è il maestro e «ha detto e ha fatto» (Sal 32,9) e ciò che tacendo ha fatto è degno del Padre. Chi possiede veramente la parola di Gesù può avvertire anche il suo silenzio per essere perfetto, per compiere le cose di cui parla o di essere conosciuto per le cose che tace. Nulla sfugge al Signore, anche i nostri segreti gli sono vicino. Tutto facciamo considerando che abita in noi templi suoi ed egli il Dio che è in noi, come è e apparirà al nostro volto amandolo giustamente.
Nulla di tutto questo vi sfuggirà, se avete perfettamente la fede e la carità in Gesù Cristo, che sono il principio e lo scopo della vita. Il principio è la fede, il fine la carità. L'una e l'altra insieme riunite sono Dio, e tutto il resto segue la grande bontà. Nessuno che professi la fede pecca, nessuno che abbia la carità odia. «L'albero si conosce dal suo frutto». Così coloro che si professano di appartenere a Cristo saranno riconosciuti da quello che operano. Ora l'opera non è di professione di fede, ma che ognuno si trovi nella forza della fede sino all'ultimo.
È meglio tacere ed essere, che dire e non essere. È bello insegnare se chi parla opera. Uno solo è il maestro e «ha detto e ha fatto» (Sal 32,9) e ciò che tacendo ha fatto è degno del Padre. Chi possiede veramente la parola di Gesù può avvertire anche il suo silenzio per essere perfetto, per compiere le cose di cui parla o di essere conosciuto per le cose che tace. Nulla sfugge al Signore, anche i nostri segreti gli sono vicino. Tutto facciamo considerando che abita in noi templi suoi ed egli il Dio che è in noi, come è e apparirà al nostro volto amandolo giustamente.
martedì 22 giugno 2010
Il figlio prodigo
Il figlio prodigo aveva bisogno di quello che l’apostolo Paolo definisce
“rinnovamento della mente”. Mi piace leggere queste parole dalla parabola:
“Ma il padre disse ai suoi servi: "Portate qui la veste più bella e
rivestitelo, mettetegli un anello al dito e dei sandali ai piedi. Portate fuori
il vitello ingrassato e ammazzatelo; mangiamo e rallegriamoci"” (Luca
15:22-23).
Il figlio prodigo aveva la mente piena di condanne inflittegli da Satana. Oggi
accade la stessa cosa a molti dei figli di Dio. Il nostro Padre gioisce per
noi, ci abbraccia con gesti amorevoli. Ma noi pensiamo che umiltà significhi
dire a Dio quanto siamo stati cattivi, o scavare nei nostri peccati passati
piuttosto che fidarci delle sue espressioni di amore. E nel frattempo pensiamo:
“Sicuramente Dio sarà arrabbiato con me. Ho peccato peggio degli altri”.
I servi del padre portarono il vestito migliore e rivestirono il figlio; questo
è sinonimo dei nostri panni di giustizia in Cristo. Poi il padre mise un anello
al dito del figlio, e ciò simboleggia la nostra unione con Cristo. Infine, mise
dei sandali ai piedi del ragazzo, e ciò simboleggia l’essere rivestiti del
vangelo della pace di Cristo. Questo padre amorevole stava mostrando a suo
figlio: “Togli via quei panni della carne, i tuoi sforzi inutili per
piacermi. Permettimi di mostrarti cosa vedo in te. Sei entrato in casa mia,
alla mia presenza, come un uomo completamente nuovo, un figlio reale. Non sei
più un mendicante o uno schiavo, ma sei mio figlio nel quale mi compiaccio!
Ora puoi entrare alla mia presenza con coraggio e fiducia”.
Lo stesso vale anche per noi oggi. Dobbiamo essere rinnovati nel nostro
pensiero, cercando di capire come Dio ci riceve alla sua presenza. Ritorno al
verso di apertura di questo messaggio: “Avendo dunque, fratelli, libertà di
entrare nel santuario, in virtù del sangue di Gesù, che è la via recente e
vivente che egli ha inaugurato per noi attraverso il velo, cioè la sua carne,
e avendo un sommo sacerdote sopra la casa di Dio, accostiamoci con cuore
sincero, in piena certezza di fede, avendo i cuori aspersi per purificarli da
una cattiva coscienza e il corpo lavato con acqua pura” (Ebrei 10:19-20,22,).
La parola “piena certezza” qui deriva da una radice che lascia intendere
uno schiavo emancipato. Significa non essere più sotto la legge del peccato e
della morte, ma essere sotto il dominio della grazia. In breve, è per amore
del Padre – solo per la sua grazia – che abbiamo la possibilità di entrare
alla sua presenza. Ed ecco la qualifica: “Rendendo grazie a Dio e Padre, che
ci ha fatti degni di partecipare alla sorte dei santi nella luce. Poiché egli
ci ha riscossi dalla potestà delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del
suo amato Figlio” (Colossesi 1:12-13).
“rinnovamento della mente”. Mi piace leggere queste parole dalla parabola:
“Ma il padre disse ai suoi servi: "Portate qui la veste più bella e
rivestitelo, mettetegli un anello al dito e dei sandali ai piedi. Portate fuori
il vitello ingrassato e ammazzatelo; mangiamo e rallegriamoci"” (Luca
15:22-23).
Il figlio prodigo aveva la mente piena di condanne inflittegli da Satana. Oggi
accade la stessa cosa a molti dei figli di Dio. Il nostro Padre gioisce per
noi, ci abbraccia con gesti amorevoli. Ma noi pensiamo che umiltà significhi
dire a Dio quanto siamo stati cattivi, o scavare nei nostri peccati passati
piuttosto che fidarci delle sue espressioni di amore. E nel frattempo pensiamo:
“Sicuramente Dio sarà arrabbiato con me. Ho peccato peggio degli altri”.
I servi del padre portarono il vestito migliore e rivestirono il figlio; questo
è sinonimo dei nostri panni di giustizia in Cristo. Poi il padre mise un anello
al dito del figlio, e ciò simboleggia la nostra unione con Cristo. Infine, mise
dei sandali ai piedi del ragazzo, e ciò simboleggia l’essere rivestiti del
vangelo della pace di Cristo. Questo padre amorevole stava mostrando a suo
figlio: “Togli via quei panni della carne, i tuoi sforzi inutili per
piacermi. Permettimi di mostrarti cosa vedo in te. Sei entrato in casa mia,
alla mia presenza, come un uomo completamente nuovo, un figlio reale. Non sei
più un mendicante o uno schiavo, ma sei mio figlio nel quale mi compiaccio!
Ora puoi entrare alla mia presenza con coraggio e fiducia”.
Lo stesso vale anche per noi oggi. Dobbiamo essere rinnovati nel nostro
pensiero, cercando di capire come Dio ci riceve alla sua presenza. Ritorno al
verso di apertura di questo messaggio: “Avendo dunque, fratelli, libertà di
entrare nel santuario, in virtù del sangue di Gesù, che è la via recente e
vivente che egli ha inaugurato per noi attraverso il velo, cioè la sua carne,
e avendo un sommo sacerdote sopra la casa di Dio, accostiamoci con cuore
sincero, in piena certezza di fede, avendo i cuori aspersi per purificarli da
una cattiva coscienza e il corpo lavato con acqua pura” (Ebrei 10:19-20,22,).
La parola “piena certezza” qui deriva da una radice che lascia intendere
uno schiavo emancipato. Significa non essere più sotto la legge del peccato e
della morte, ma essere sotto il dominio della grazia. In breve, è per amore
del Padre – solo per la sua grazia – che abbiamo la possibilità di entrare
alla sua presenza. Ed ecco la qualifica: “Rendendo grazie a Dio e Padre, che
ci ha fatti degni di partecipare alla sorte dei santi nella luce. Poiché egli
ci ha riscossi dalla potestà delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del
suo amato Figlio” (Colossesi 1:12-13).
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ciao
per tutti coloro che mi vogliono bene un invito a riflettere
