per capirci

GIACOMO 1, 2-4

Fratelli, considerate come motivo di gaudio perfetto le diverse prove alle quali voi potete essere esposti, sapendo che la fede messa
alla prova produce la pazienza. E' necessario però che la pazienza compia perfettamente l'opera sua, affinché voi siate pure perfetti ed
integri, senza mancare in niente.(Giacomo 1; 2-4)

Emmanuel

martedì 30 novembre 2010

Testi sulla vita ascetica

PADRI DEL DESERTO
ABBA EVAGRIO IL MONACO -Testi sulla vita ascetica
Ad Anatolio: sulle otto radici dell'agitato pensare



11. Se desideri, pur rimanendo nel tuo corpo carnale, servire Dio imitando le creature incorporee, cerca di alimentare nel cuore la silenziosa incessante preghiera.



La tua anima giungerà ad assomigliare da vicino agli angeli, anche prima di separarsi dal corpo.



12. Il tuo corpo separato dall'anima diventa morto e fetido, così l'anima è, quando la preghiera non vive in lei.



Il non poter pregare è cosa più acerba della morte, il profeta Daniele preferì la morte, piuttosto che esser privato della preghiera un solo istante.



Ognuno di noi dovrebbe ricordare Dio più frequentemente del respiro.



13. Unisci ad ogni tuo respiro una sobria invocazione al nome di Gesù insieme al pensiero della morte, con umiltà.

Questi due esercizi aiutano molto l'anima.

domenica 28 novembre 2010

Nella tua Luce noi vediamo la Luce

Padre della luce, non permettere che il potere delle tenebre

domini il nostro cuore, ma apri con la grazia del tuo Spirito i nostri occhi!

Cristo Gesù, vera luce venuta nel mondo a illuminare il mondo,

guarisci le nostre cecità, vinci il buio che ci assedia,

perché impariamo a vedere le meraviglie dell’amore di Dio per noi!

Amen.

Marana thà, vieni Signore Gesù!



Buon Avvento

nel Signore

A Dio Padre

Credo, sì io credo che un giorno,
il tuo giorno, o mio Dio,
avanzerò verso di te coi miei passi titubanti,
con tutte le mie lacrime nel palmo della mano,
e questo cuore meraviglioso che tu mi hai donato,
questo cuore troppo grande per noi
perché è fatto per te…
Un giorno io verrò, e tu leggerai sul mio viso
tutto lo sconforto, tutte le lotte,
tutti gli scacchi dei cammini della libertà.
E vedrai tutto il mio peccato.
Ma io so, mio Dio,
che non è grave il peccato,
quando si è alla tua presenza.
Poiché davanti a te è meraviglioso esser così poveri,
perché si è tanto amati!
Un giorno, il tuo giorno, mio Dio, io verrò verso di te.
E nella autentica esplosione della mia risurrezione,
saprò allora che la tenerezza sei tu,
che la mia libertà sei ancora tu.
Verrò verso di te, mio Dio,
e tu mi donerai il tuo volto.
Verrò verso di te con il mio sogno più folle:
portarti il mondo fra le braccia.
Verrò verso di te, e griderò a piena voce
tutta la verità della vita sulla terra.
Ti griderò il mio grido che viene dal profondo dei secoli:
“Padre! Ho tentato di essere un uomo,
e sono tuo figlio”.

Davina

sabato 27 novembre 2010

Pensiero

Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,
i capelli diventano bianchi,
i giorni si trasformano in anni.

Però ciò che è importante non cambia;
la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito è la colla di qualsiasi tela di ragno.

Dietro ogni linea di arrivo c'è una linea di partenza.
Dietro ogni successo c'è un'altra delusione.

Fino a quando sei viva, sentiti viva.
Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite...
insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.

Non lasciare che si arruginisca il ferro che c'è in te.
Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.

Quando a causa degli anni
non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Però non trattenerti mai!

madre Teresa di Calcutta

Esempi di intelligenza

ESEMPI

Visitavo un manicomio; mi accompa­gnava il vice Direttore. Quante miserie! Nel reparto furiosi risuonavano urli e be­stemmie. Quanta tristezza a veder legati con la camicia di forza certi infelici!

L'impressione più dolorosa io l'ebbi quando assistetti alla refezione.

Un uomo trentenne teneva in mano una scodella e mangiava come i bruti. Chiesi a chi mi guidava: Chi sarebbe costui?

- E' un ragioniere, da tempo ricove­rato... Quel tale, silenzioso, che passeg­gia, è un Sacerdote. Quell'altro è un pro­fessore di lettere. Guardi quel signore, fiero nel volto! E' un Tenente Colonnel­lo d'artiglieria, che crede di essere dive­nuto re. Quest'altro è un medico... -

Sentendo ciò, rientrai seriamente in me: Un giorno costoro ragionavano be­ne; la loro intelligenza era limpida e for­se tra i colleghi di studio erano i più eminenti. Oggi invece sono pazzi!...

E chi potrebbe ardire d'insuperbirsi di un talento, che si potrebbe perdere da un momento all'altro? La natura uma­na è cosi debole!

A Marsala mi fu presentata dai pa­renti una signorina, affinchè la benedi­cessi. La giovane era robusta e rubicon­da. Dall'aspetto si sarebbe detta sanissima; ma l'improvviso ridere e lo sguar­do irrequieto rivelarono il suo stato mi­serevole.

Chiesi ai parenti: E' stata sempre così la giovane?

- No; è impazzita due anni addietro. - E la causa?

- Un sogno spaventoso. Sino alla se­ra precedente era tranquilla. Nella not­te sognò cose terrificanti e l'indomani si alzò pazza! -

A voler riflettere sulla debolezza del sistema nervoso, ci sarebbe davvero da preoccuparsi. Che Iddio ci liberi da si­mili disgrazie!


IL GRANDE ABUSO

Quanto si è detto serva a mantenerci nell'umiltà, qualora avessimo un'intelli­genza superiore.

Intratteniamoci ora sulla responsabi­lità del talento dell'intelligenza. Quale uso si fa, d'ordinario, di questa nobile facoltà mentale? Osserviamo quello che si fa nel mondo e che è frutto d'intelli­genza.

Taluni, avendo un buon corredo di istruzione ed anche capacità di scrivere, si dànno alla pubblicazione di romanzi o di riviste. Non è il bene del prossimo che li sprona al lavoro, bensì l'interesse personale, che ordinariamente è il dena­ro. Conoscendo i pubblicisti che facil­mente vengono letti gli scritti che acca­rezzano le impure passioni, mettono su dei libri pornografici, seminando così la immoralità. Un libro cattivo in circola­zione è come un demonio che va in giro per il mondo. Chi può misurare il male della cattiva lettura?

Allorchè lo scrittore immorale si pre­senterà a Dio per rendere conto della sua vita, si sentirà dire: Servo iniquo! Io ti affidai il talento dell'intelligenza. Se tu non l'avessi trafficato per niente, se avessi nascosto il talento sotto terra, io ti avrei giudicato con un certo qual ri­gore. Ma poichè te ne sei servito per rovinare le anime, per spingerle al pec­cato, poichè mi hai rapito coloro che io avevo redento, quale rigore devo ora u­sare con te?... Va' a soffrire tanti infer­ni, quante anime mi hai rubato!... Se a­vessi io dato la tua intelligenza ad altra persona, quanto bene avrebbe fatto!... -

Certi scrittori, che hanno la penna di oro e la intingono nel fango, meditino il rendiconto finale e facciano marcia in­dietro.

La musica diletta. Iddio fa sorgere qua e là dei piccoli o grandi geni musicali. Alcuni si danno alla musica sacra, altri a quella profana, ma moralmente sana. Taluni invece impiegano il talento mu­sicale per spingere le anime alla disone­stà, al fango del vizio, con quelle armo­nie che dovrebbero sollevare gli animi al Creatore.

Questi musici compositori che adope­rano in male il talento ricevuto, come si troveranno un giorno davanti al sommo Dio?

La pittura e la scultura sono arti bel­le. Ma quando gli artisti riproducono immagini indecenti, di quanti sguardi e desideri cattivi sono causa?... Questo è l'uso dei talenti dell'arte?

Gli artisti della televisione e dei films, che impiegano la loro intelligenza nel­l'escogitare scene provocanti, pensano alla loro grande responsabilità?

L'inferno c'è; Gesù Cristo l'ha assicu­rato ripetutamente. Vi andranno ineso­rabilmente gli operatori del male. A co­loro che abusano del talento avuto, dirà un giorno Gesù: Andate nel luogo dei tormenti, servi infedeli! A voi è riserva­to il pianto e lo stridore dei denti! -

venerdì 26 novembre 2010

Apocalisse 20,1-4.11-15.21,1-2.

Vidi poi un angelo che scendeva dal cielo con la chiave dell'Abisso e una gran catena in mano. Afferrò il dragone, il serpente antico - cioè il diavolo, satana - e lo incatenò per mille anni; lo gettò nell'Abisso, ve lo rinchiuse e ne sigillò la porta sopra di lui, perché non seducesse più le nazioni, fino al compimento dei mille anni. Dopo questi dovrà essere sciolto per un pò di tempo. Poi vidi alcuni troni e a quelli che vi si sedettero fu dato il potere di giudicare. Vidi anche le anime dei decapitati a causa della testimonanza di Gesù e della parola di Dio, e quanti non avevano adorato la bestia e la sua statua e non ne avevano ricevuto il marchio sulla fronte e sulla mano. Essi ripresero vita e regnarono con Cristo per mille anni; Vidi poi un grande trono bianco e Colui che sedeva su di esso. Dalla sua presenza erano scomparsi la terra e il cielo senza lasciar traccia di sé. Poi vidi i morti, grandi e piccoli, ritti davanti al trono. Furono aperti dei libri. Fu aperto anche un altro libro, quello della vita. I morti vennero giudicati in base a ciò che era scritto in quei libri, ciascuno secondo le sue opere. Il mare restituì i morti che esso custodiva e la morte e gli inferi resero i morti da loro custoditi e ciascuno venne giudicato secondo le sue opere. Poi la morte e gli inferi furono gettati nello stagno di fuoco. Questa è la seconda morte, lo stagno di fuoco. E chi non era scritto nel libro della vita fu gettato nello stagno di fuoco. Vidi poi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il cielo e la terra di prima erano scomparsi e il mare non c'era più. Vidi anche la città santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo.

Salmi 84(83),3-6.8.

L'anima mia languisce e brama gli atri del Signore. Il mio cuore e la mia carne esultano nel Dio vivente.
Anche il passero trova la casa, la rondine il nido, dove porre i suoi piccoli, presso i tuoi altari, Signore degli eserciti, mio re e mio Dio.
Beato chi abita la tua casa: sempre canta le tue lodi!
Beato chi trova in te la sua forza e decide nel suo cuore il santo viaggio.
Cresce lungo il cammino il suo vigore, finché compare davanti a Dio in Sion.


Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 21,29-33.

E disse loro una parabola: «Guardate il fico e tutte le piante; quando gia germogliano, guardandoli capite da voi stessi che ormai l'estate è vicina. Così pure, quando voi vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino. In verità vi dico: non passerà questa generazione finché tutto ciò sia avvenuto. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.

Traduzione liturgica della Bibbia

giovedì 25 novembre 2010

I ricordi

Abbiamo finora considerato i doni pu­ramente materiali, quali sono il corpo con i suoi sensi e le ricchezze. Ma il Si­gnore ha dato ad ognuno altri talenti, cioè le facoltà dell'anima: la memoria, l'intelligenza e la volontà. Quanto più è nobile il dono, tanto più dev'esserne la responsabilità.

Ora cominciamo a considerare la memoria, cioè la facoltà di ricordare, per cui si rende presente alla mente ciò che è già passato. Anche gli animali hanno la memoria, ma questa è puramente sen­sitiva; le creature ragionevoli hanno in­vece la memoria sensitiva e quella intel­lettiva.

Non tutti hanno la stessa capacità di ricordare. Coloro che hanno avuto dal Signore una buona memoria, non attri­buiscano a sé il merito. La memoria si potrebbe perdere in un attimo ed anche irreparabilmente.


PERCHE' CHIAMARMI PRETE?


In un manicomio della Sicilia è attual­mente ricoverato un Sacerdote di mia conoscenza. Eravamo compagni d'infan­zia, frequentavamo la stessa classe e di­venimmo tutti e due Ministri del Signore. Dopo pochi anni di vita sacerdotale, trascorsi nel ministero della predicazio­ne ed in opere di apostolato, il mio amico, in seguito a forte esaurimento ner­voso dovuto a troppo studio, fu ricove­rato nel manicomio, ove sta da circa trenta anni.

Chi va a visitarlo, resta meravigliato a constatare come l'infelice abbia per­duto completamente la memoria. Infat­ti la risposta è questa: Ma perchè mi chiamate Prete? Io non sono stato mai Prete! -

Dunque, chi ha felice memoria non monti in superbia, ma la utilizzi in be­ne, finchè Iddio gliela conserva.


FRENARE CERTI RICORDI

Potrebbe esserci abuso di memoria e quindi motivo di responsabilità? Di cer­to; è necessario vigilare affinché questo talento frutti soltanto in bene.

Per mezzo della memoria, come si è detto, il passato si rende presente. Se quello che si ricorda è un male, potrebbe divenire una spinta al peccato.

Ecco degli esempi. Con l'andare del tempo, sogliono dimenticarsi o attutirsi grandi dolori. In un momento di oziosità si presenta alla memoria una grave of­fesa, già passata in oblio. Se si dà liber­tà alla memoria, richiamando persone, parole e circostanze, entra il turbamento nell'anima, rivivono le impressioni e su­bito si può riaccendere in cuore il fuoco dell'odio, con pensieri di avversione, di vendetta o d'imprecazione.

Si è avuta la disgrazia di una cattiva occasione di peccato. Dopo anni, in con­seguenza di uno scritto che si rivede, di una fotografia che capita tra le mani, di un fulmineo ricordo, ecco farsi di nuovo presente là scena del male, con tutte le sué attrattive. Se non si tronca subito il brutto ricordo, se non si frena la me­moria, pullulano in mente i cattivi pen­sieri, insorgono i perfidi desideri del ma­i e si risveglia la passione.

Iddio potrebbe dire in simili circostan­ze - Ma perchè, o anima, t’ho dato la memoria? Vuoi servirtene per offender­mi?... Dimentica... pensa ad altro!... In­vece di ricordare i torti ricevuti dagli al­tri, ricorda i torti che nel passato hai fat­to a me! Domandamene perdono con tut­to il cuore e tu perdona di cuore chi ti ha offeso!... Invece di ricordare, o mia creatura, quella persona scandalosa quell'ora di peccato... serviti della me­moria che ti ho dato per ricordare la mia Passione! Pensa quanto ho dovuto sof­frire a motivo dei tuoi peccati e serviti del ricordo del male operato per piange­re le tue colpe!...

Tutto a gloria di Dio

Quanto più uno è unito in sè e diventa semplice di cuore, tanto più comprende molte e sublimi cose senza fatica, perchè riceve dall'alto la luce dell'intelligenza.
L'anima pura, semplice e costante non si dissipa nelle tante occupazioni, perchè tutto fà a onore di Dio e, quanto a sè, procura di liberarsi dal cercare sè stessa.
Quale cosa ti dà più imciampo e molestia, se non gli affetti non mortificati dal tuo cuore?
L'uomo buono e devoto, dispone prima dentro di sè le opere che deve poi fare esteriormente. E non sono le cose a trascinarlo nei desideri sregolati, ma è lui che le piega secondo le direttive della sana ragione.
Chi ha più aspra battaglia di chi si sforza di vincere sè stesso?
E questa dovrebbe essere la nostra preoccupazione: vincere, cioè, noi stessi e ogni giorno renderci più forti e progredire nel bene.


Lilly

Servire una comunità

Abbi l'ansia dell'unità;
niente è più importante di questo.
Porta pazienza con tutti
perché anche il Signore porta pazienza con te.
Prega incessantemente:
chiedi uno spirito di comprensione
maggiore di quello che hai.
Sii instancabile nella preghiera.
Crea il dialogo con il singolo come fa Dio.
Porta su di te i problemi di tutti, come un atleta:
dove c'è più sofferenza ci sarà più guadagno.
Se ami tanto chi è buono, non c'è da dirti grazie:
ma sono i più malati che devi curare con dolcezza.
Sei di carne e spirito per trattare con dolcezza i problemi
che percepisci:
i problemi che non percepisci cerca di capirli pregando.
Non impressionarti di chi sembrava fedele e poi tradisce:
sta saldo sotto i colpi come fa l'incudine.
E' proprio di un atleta resistere sotto i colpi.
E' soprattutto in vista di Dio che bisogna
che sopportiamo tutti, affinché anche Lui sopporti noi.
Diventa più zelante di quello che sei.
Nulla si faccia senza la tua approvazione.
Ma tu non far nulla senza quella di Dio.

Ignazio di Antiochia

Quelli che lo incontrano

E' un fatto innegabile che una parte non trascurabile dell'umanità, creda che Gesù sia vivo e presente nella vita degli uomini, illuminandoli e guidandoli verso la salvezza.
L'incontro con Gesù è un evento di tutti i giorni e nessuno lo può escludere, neppure chi non crede in Lui.
Le persone che che cambiano radicalmente, anche e soprattutto in questo nostro tempo, sono un segno che richiede una spiegazione plausibile.
Perchè gli uomini si convertono e cambianovita, non di rado dopo aver speso i loro anni migliori su sponde opposte, nell'indifferenza o nella negazione ostile?
Ciò che i nemici di Gesù temono più di ogni altra cosa, sono le conversioni.
Si rendono conto che la conversione, quando è autentica, rappresenta per la ragione un enigma insolubile.
Infatti provoca un cambiamento radicale non solo nei pensieri, ma anche e più ancora nel cuore e nell'impostazione della vita.

ciao

per tutti coloro che mi vogliono bene un invito a riflettere

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