per capirci

GIACOMO 1, 2-4

Fratelli, considerate come motivo di gaudio perfetto le diverse prove alle quali voi potete essere esposti, sapendo che la fede messa
alla prova produce la pazienza. E' necessario però che la pazienza compia perfettamente l'opera sua, affinché voi siate pure perfetti ed
integri, senza mancare in niente.(Giacomo 1; 2-4)

Emmanuel

martedì 5 aprile 2016

La completa armatura di Dio (parte IV) : lo scudo della Fede

Egli è pieno d'orgoglio, non agisce rettamente;
ma il giusto per la sua fede vivrà.
Abacuc 2:4 

1. LO SCUDO DELLA FEDE
[...] prendete oltre a tutto ciò lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infocati del maligno.
Efesini 6:16


In questa serie di studi biblici abbiamo già visto i primi tre elementi della completa armatura di Dio descritta dall'apostolo Paolo nella lettera agli Efesini, un'armatura "spirituale" ispirata nella sua descrizione a quella dei soldati romani. Nello specifico, abbiamo approfondito la cintura della verità, la corazza della giustizia e i calzari dello zelo dato dal vangelo della pace. Il quarto componente descritto dall'apostolo invece è proprio lo scudo della fede, necessario per spegnere tutti i dardi infuocati del maligno.

Lo scudo romano del I secolo era di forma rettangolare, e di grandezza sufficiente a coprire interamente il corpo del fante1.
Lo scudo era utilizzato non solo come arma di difesa ma come vera e propria arma di attacco: l'umbone era utile per colpire i nemici, mentre il bordo, rinforzato, poteva essere utilizzato per colpi al volto. Tale sistema è significantemente descritto in alcune sculture che descrivono combattimenti gladiatori e nulla ci vieta di pensare, anzi, che lo stesso sistema fosse utilizzato dai legionari, anche per far perdere l'equilibrio al nemico, e permettere, quindi, una maggiore facilità nel colpirlo e nel penetrare le sue difese con il gladio2.
Esso era quindi fondamentale ai fini del combattimento, tanto per la difesa quanto per l'attacco. Similmente, anche la fede riveste nel contesto dell'armatura di Dio uno scopo analogo, avendo una funzione di difesa dai "dardi infuocati del maligno", ma anche di attacco inteso come avanzamento dei propositi di Dio per ogni credente. Un avanzamento iniziato al momento della conversione e portato avanti per tutti i successivi giorni della propria vita. 

2. SALVATI PER GRAZIA MEDIANTE LA FEDE


Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio.
Efesini 2:8

La salvezza di Dio è un dono offerto per grazia mediante la fede. Proprio la fede, infatti, consente di avvicinarsi a Dio e ricevere la sua grazia e giustizia. Il messaggio del vangelo ha la caratteristica di spostare il baricentro della relazione con il Signore, dalle opere (derivanti dalla legge) alla fede (e alle conseguenti opere di fede), dalla frustrazione della ricerca dell'approvazione di Dio alla gratitudine che scaturisce dal ricevere questa riconciliazione gratuitamente e immeritatamente. 

Che diremo dunque che il nostro antenato Abraamo abbia ottenuto secondo la carne? Poiché se Abraamo fosse stato giustificato per le opere, egli avrebbe di che vantarsi; ma non davanti a Dio; infatti, che dice la Scrittura? «Abraamo credette a Dio e ciò gli fu messo in conto come giustizia».

Romani 4:1-3


L'apostolo Paolo dimostra con le sue argomentazioni che la fede è stata da sempre lo strumento privilegiato da Dio per approvare gli uomini e stabilire con loro profondi legami. Nonostante l'importanza della legge data a Mosè, è grazie alla fede che al patriarca Abraamo fu precedentemente accordata la giustizia. In questo passo, l'espressione "messo in conto" traduce il verbo greco logizomai che possiede un significato di calcolo matematico. Abbiamo quindi questa unione paradossale tra la fede - un'attitudine immateriale e squisitamente personale e soggettiva - e il calcolo matematico - un'operazione di ferrea logica oggettiva - . La fede di Abraamo fu computata, fu calcolata da Dio come giustizia. Ed è così ancora oggi, tanto per i Giudei quanto per i Gentili. Entrambi infatti sono giustificati per la loro fede in Cristo, fede che viene "calcolata" da Dio come giustizia. La fede è l'elemento che agli occhi del Signore permette di unire i credenti con la giustizia di Cristo, facendoli raggiungere in questo modo grazia e riconciliazione. Ecco quindi come lo scudo della fede permette tanto di spegnere le accuse (a volte veritiere e a volte menzognere) di Satana, quanto di camminare in vittoria nella propria comunione e ubbidienza con il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Lo scudo della fede rende inefficaci le accuse (nostre, di altre persone e di Satana) contro i nostri peccati (credendo nell'espiazione di Cristo) e permette di "attaccare" le forze spirituali della malvagità conseguendo le vittorie che scaturiscono da ogni singola liberazione dal peccato ottenuta durante le tentazioni che attraversiamo, credendo e invocando lo Spirito della vita in Cristo Gesù (Ro 8:11). Mediante la fede nel sacrificio di Cristo siamo perdonati dai nostri peccati e mediante la fede nella resurrezione di Cristo siamo rigenerati e allontanati sempre più dai nostri peccati.

Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di realtà che non si vedono. Infatti, per essa fu resa buona testimonianza agli antichi. Per fede comprendiamo che i mondi sono stati formati dalla parola di Dio; così le cose che si vedono non sono state tratte da cose apparenti. Per fede Abele offrì a Dio un sacrificio più eccellente di quello di Caino; per mezzo di essa gli fu resa testimonianza che egli era giusto, quando Dio attestò di gradire le sue offerte; e per mezzo di essa, benché morto, egli parla ancora. Per fede Enoc fu rapito perché non vedesse la morte; e non fu più trovato, perché Dio lo aveva portato via; infatti prima che fosse portato via ebbe la testimonianza di essere stato gradito a Dio. Or senza fede è impossibile piacergli; poiché chi si accosta a Dio deve credere che egli è, e che ricompensa tutti quelli che lo cercano.
Ebrei 11:1-6


La fede porta chiunque si accosta a Dio a credere che egli ricompensa coloro che lo cercano, consentendo di raggiungere queste stesse ricompense! La fede nel sacrificio e nella resurrezione di Cristo è la dimostrazione di una realtà che ad oggi non si può toccare o vedere se non nelle persone che - per l'appunto - vi  credono e che hanno vissuto una tangibile trasformazione nella propria vita. La Chiesa stessa, composta da ogni singolo credente, è quindi la dimostrazione di una realtà che di per sé è invisibile e che sarà invece pienamente manifestata al ritorno del Signore.  
 
3. UN ESEMPIO DI FEDE IN AZIONE

Quando Gesù fu entrato in Capernaum, un centurione venne da lui, pregandolo e dicendo: «Signore, il mio servo giace in casa paralitico e soffre moltissimo». Gesù gli disse: «Io verrò e lo guarirò». Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di' soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Perché anche io sono uomo sottoposto ad altri e ho sotto di me dei soldati; e dico a uno: "Va'", ed egli va; e a un altro: "Vieni", ed egli viene; e al mio servo: "Fa' questo", ed egli lo fa». Gesù, udito questo, ne restò meravigliato, e disse a quelli che lo seguivano: «Io vi dico in verità che in nessuno, in Israele, ho trovato una fede così grande!
Matteo 8:5-10  
[...]
Gesù disse al centurione: «Va' e ti sia fatto come hai creduto». E il servitore fu guarito in quella stessa ora.

Matteo 8:13

Riflettendo su questo importante brano del vangelo di Matteo, possiamo trarre alcune considerazioni sull'azione della fede nella vita quotidiana di ogni credente. Come abbiamo visto, infatti, per fede si riceve la grazia di Dio nel momento della propria conversione, ma essa va esercitata ogni giorno per poter crescere nella maturità spirituale in modo sano e naturale. Il centurione di questo racconto incontra Gesù e lo prega di guarire il suo servo, sapendo per fede che una sua sola parola sarebbe bastata ad operare a distanza questa guarigione miracolosa. La caratteristica della fede di questo centurione, la caratteristica che la rende così "grande", è spiegata nel racconto stesso: egli sapeva con certezza che Gesù aveva potere sulla malattia esattamente come lui aveva potere militare sui suoi sottoposti. Era consapevole, cioè, che Gesù aveva potere regale di compiere qualsiasi opera sovrannaturale essendo il Figlio di Dio. La sua fede era basata sulla certezza (dimostrata nei fatti, non da una dichiarazione) della reale identità di Gesù come Figlio del Dio vivente. Questa rivelazione sarebbe arrivata a Pietro soltanto nel sedicesimo capitolo di questo vangelo, e da questo possiamo capire lo stupore di Gesù, che prima di questa confessione ha incontrato una fede così salda in un uomo romano che non apparteneva neanche al popolo di Israele! I capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo non capivano chi fosse realmente Gesù e da dove venisse la sua autorità, tanto che alla fine posero direttamente a lui queste domande, con animo incredulo (Mt 21:23). Ma questo centurione, che nel racconto evangelico compare e scompare nel giro di poche frasi, aveva capito bene chi fosse Gesù e quale autorità egli avesse. Per questo motivo, Gesù ha lodato la sua fede, accordandogli la guarigione richiesta pronunciando una singola frase. Dal mio punto di vista, questo racconto non intende sottolinare il potere della fede in sé, ma piuttosto della fede in Cristo. La vera fede infatti non ha un potere magico intrinseco, e non esistono parole più efficaci di altre. Quello che fa la differenza è la comprensione e l'esperienza che abbiamo della persona di Cristo. Leggendo la Scrittura e ascoltando la voce dello Spirito Santo, ogni cristiano cresce nella conoscenza del proprio Maestro divenendo sempre più simile a lui ed esercitando una fede sempre meno egoistica, sempre meno egocentrica e sempre più vicina al cuore stesso del Signore, accrescendo inoltre per esperienza la comprensione della sua autorità e superiorità assoluta (Col 1:13-20). Crescendo nella conoscenza del Signore si rimane saldi nella fede (2 Pt 3:17,18), dimostrando in modo sempre più completo la realtà invisibile del regno di Dio, esattamente come questo centurione poté dimostrare a tutti i presenti l'autorità assoluta di Gesù sopra ogni tipo di malattia.
 

Da questo racconto evangelico possiamo però imparare ancora qualcosa. Avendo definito le caratteristiche di questa "grande fede" infatti, possiamo ora identificare anche le attitudini più lontane dal comportamento di questo centurione. Definendo quindi "al contrario" cosa non contraddistingue una fede di questo tipo. Sicuramente ci sarebbero moltissimi fattori da tenere in considerazione, ma in questo contesto ho scelto di semplificare alcune dinamiche per sottolineare principalmente quattro attitudini molto pericolose, attualizzate al nostro contesto moderno. Questi sono i pericolosi dardi infuocati dal maligno, che cercano di penetrare lo scudo della fede.

A - VERGOGNA: "Io sono troppo peccatore per chiedere qualsiasi cosa al Signore. Egli ha cose più importanti da fare che ascoltarmi."


Lo scudo della fede si contrappone con vigore a questo tipo di pensiero. La sua potenza infatti non trae origine dalle virtù umane, ma dalle virtù di Cristo. Grazie al suo sacrificio, non c'è peccato troppo grande che Dio non possa perdonarci.


Dio invece mostra la grandezza del proprio amore per noi in questo: che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.Tanto più dunque, essendo ora giustificati per il suo sangue, saremo per mezzo di lui salvati dall'ira.

Romani 5:8,9 

Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, per ottenere misericordia e trovar grazia ed essere soccorsi al momento opportuno.
Ebrei 4:16

B - ORGOGLIO: "Io ho raggiunto un livello di maturità spirituale tale da riuscire ad affrontare da solo i problemi personali e ministeriali, potendo trascurare il mio tempo personale di preghiera."

Persistere in questo pensiero significa lasciare cadere lo scudo della fede restando di conseguenza completamente inermi. Questa infatti è fede in sé stessi non in Dio, e costituisce in realtà un atto di ribellione. Gesù stesso, nel suo ministero terreno, passava lunghe notti in preghiera per restare in comunione con il Padre e compiere durante le giornate la sua perfetta volontà (P. es. Mt 14:23). Nessuno può essere nella condizione di indipendenza dal Signore, ma anzi, chi è più maturo nella fede non può far altro di essere ancora più zelante nella preghiera e comunione con lo Spirito Santo. 


[...] non cessate mai di pregare [...]
1Tessalonicesi 5:17 

Non ubriacatevi! Il vino porta alla dissolutezza. Ma siate ricolmi di Spirito, parlandovi con salmi, inni e cantici spirituali, cantando e salmeggiando con il vostro cuore al Signore; ringraziando continuamente per ogni cosa Dio Padre, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo; sottomettendovi gli uni agli altri nel timore di Cristo.
Efesini 5:18-21

C - INCREDULITA': "Tanto il Signore non opererà."

La genuina fiducia nel Signore, è radicata nella conoscenza del suo carattere e nella consapevolezza che ogni cosa coopera al bene di chi lo ama e serve (Ro 8:28). Possono sorgere pensieri di incredulità, ma la fede li spegne ristabilendo le verità bibliche come verità fondamentali ancora più stabili di quelle che possono percepire i nostri sensi naturali. La Parola di Dio è eterna e il nostro Signore è lo stesso ieri, oggi e in eterno.

Confessate dunque i vostri peccati gli uni agli altri, pregate gli uni per gli altri affinché siate guariti; la preghiera del giusto ha una grande efficacia

Giacomo 5:16 

D - FATALISMO
"Tutto quel che succede è secondo la sua volontà quindi non ha senso pregare."

Sebbene il Signore sia sovrano sopra ogni aspetto del creato, egli insegna ed esorta ripetutamente a pregare, tanto con preghiere di richiesta (Mt c. 7, Gv 16:24) quanto con preghiere di ringraziamento (Ef 5:4), di guarigione (Gc 5:16) e fortificazione spirituale (Ef 3:16).

[...] pregate in ogni tempo, per mezzo dello Spirito, con ogni preghiera e supplica; vegliate a questo scopo con ogni perseveranza. Pregate per tutti i santi [...]
Efesini 6:18 

La preghiera sincera è espressione dell'amore per Dio e dell'amore per il prossimo. La preghiera è parte fondamentale della propria fede e devozione, ed elemento indispensabile per la propria crescita spirituale. Pregare non cambia la volontà di Dio, ma allinea la nostra volontà alla sua, rendendoci più sensibili e maturi. Il Signore, in modo incomprensibile, riesce a costruire il futuro coinvolgendo le preghiere che egli stesso suscita nel cuore dei credenti, realizzando in questo modo la sua piena volontà (Dan 9:2).

4. CONCLUSIONE












Lo scudo della fede è un componente fondamentale nella completa armatura di Dio. E' la fede infatti che consente di raggiungere la grazia di Dio, e con essa la salvezza. E' la fede che consente di vincere le proprie battaglie contro il peccato e crescere in modo sano. E' la fede che spegne ogni pensiero e ogni accusa del diavolo, ristabilendo la verità di Dio sopra ogni cosa. Come lo scudo romano proteggeva tutto il corpo del soldato, allo stesso modo la fede difende ogni aspetto della vita del credente. Come lo scudo poteva essere usato con scopo offensivo nel combattimento, in modo simile la fede è utile ad avanzare nei propositi di Dio, sottomettere i propri pensieri a Cristo, e manifestare il regno di Dio attraverso la propria vita.

Un'armatura senza scudo porterebbe a soffrire immediatamente per ogni singolo colpo subìto, e a soccombere a causa di una difesa inadeguata. Analogamente, una vita cristiana priva di fede è in completa balìa del proprio peccato e delle forze spirituali della malvagità. Ma dobbiamo ringraziare il Signore per lo scudo di fede che egli dona a tutti i suoi figli, uno scudo che dobbiamo impugnare e ricercare sempre più spesso per poter infine resistere nel giorno malvagio, e restare in piedi dopo aver compiuto tutto il nostro dovere.

da davidegalliani.com 

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