4 aprile 2008
Cara sorella,
continuo a vivere momenti difficili e sono sottoposto a grandi prove. Non capisco cosa mi stia veramente succedendo. Vorrei essere gioioso e non lo sono, vorrei essere capito e invece mi sento sempre più incompreso. Ho bisogno di pace, ma non trovo la tranquillità per riprendermi. Insomma i giorni si fanno sempre più pesanti.
Ma quando sembra che tutto debba precipitare, ecco che Gesù interviene.
Mi accorgo che Lui è vivo e mi viene in aiuto.
In uno dei momenti più tormentati, appena ho invocato il Suo nome subito non solo mi sono rasserenato, ma ho cominciato a provare una gioia spirituale inesprimibile, una pace straordinaria, un bisogno di ringraziare e benedire il Signore per tutto l'amore che mi aveva concesso.
Vedi, figlia mia, se mi dicessero che Cristo non è mai esistito, io direi che non solo l'ho incontrato ma ho assistito ai suoi prodigi. Quanti fatti straordinari mi sono capitati in questi ultimi tempi! E proprio quando sono stato più angosciato, smarrito, impaurito, assediato. Ma il Signore non mi ha soltanto consolato, mi ha protetto, mi ha liberato, mi ha curato. È la verità. Mi ha anche fatto sentire la sua voce attraverso i passi della Sacra Scrittura.
Ricordo ancora una domenica, mentre partecipavo alla santa messa ed ero in uno stato angoscioso, un uomo che non avevo mai visto, mi si avvicina e mi dona un passo del Vangelo (Luca 10, 19-22).
Appena l'ho letto sono rimasto trasecolato. Quella parola era tutta per me, mi dava forza e mi aiutava a rianimarmi.
Dopo qualche giorno un sacerdote carismatico mi ha detto: "Quello che ti sta capitando serve perché ti prepari a compiere un gran bene".
Ora so che la bufera presto passerà, che niente potrà impedirmi di camminare per il Signore, che la luce dello Spirito seguirà i miei passi e non vacillerò nell'ora della calura. Mi affido alle tue preghiere. Sento che il Signore ti ascolta. Un'anima quanto più semplice è tanto più tocca il cuore di Dio. La tua innocenza, la tua umiltà, la tua purezza intercederanno certamente favorevolmente dinanzi all'Altissimo per la mia povera anima e per la mia vita. E tutto questo mi consola e mi riempie il cuore di gioia.
S.Li Bassi
Portale di impronta cristiana.Messaggi da Gesù. Preghiere,video,pensieri e ricerche sulla Parola di Dio
per capirci
Pagine
GIACOMO 1, 2-4
Fratelli, considerate come motivo di gaudio perfetto le diverse prove alle quali voi potete essere esposti, sapendo che la fede messa
alla prova produce la pazienza. E' necessario però che la pazienza compia perfettamente l'opera sua, affinché voi siate pure perfetti ed
integri, senza mancare in niente.(Giacomo 1; 2-4)
Emmanuel
martedì 28 settembre 2010
domenica 26 settembre 2010
Meditazione
Prendi, Signore, e accetta tutta la mia libertà, la mia memoria,
il mio intelletto e tutta la mia volontà, tutto ciò che ho e possiedo;
tu me lo hai dato, a te, Signore, lo ridono;
tutto è tuo, disponine a tuo piacimento;
dammi il tuo amore e la tua grazia, che questa mi basta.
(Ignazio di Lodola)
il mio intelletto e tutta la mia volontà, tutto ciò che ho e possiedo;
tu me lo hai dato, a te, Signore, lo ridono;
tutto è tuo, disponine a tuo piacimento;
dammi il tuo amore e la tua grazia, che questa mi basta.
(Ignazio di Lodola)
Amici dei poveri nel cuore di Dio
La parabola del ricco senza nome e del povero Lazzaro è una di quelle pagine che ci portiamo dentro come sorgente di comportamenti più umani.
Il ricco è senza nome perché si identifica con le sue ric chezze, spesso il denaro di venta come la seconda na tura, la seconda pelle di una persona. Il povero ha il no me dell'amico di Gesù, Laz zaro. Il Vangelo non usa mai dei nomi propri nelle parabole, solo qui fa un'eccezio ne, per dire che ogni povero è un amico di Dio.
«Morì il povero e fu portato nel seno di Abramo, morì il ricco e fu sepolto nell'inferno». In che cosa consiste il peccato del ricco? Nella cul tura del piacere? Negli ec cessi della gola? No. Il suo peccato è l'indifferenza: non un gesto, non una briciola, non una parola al povero Lazzaro. Il vero contrario dell'amore non è l'odio, ma l'indifferenza, per cui l'altro neppure esiste, è solo un'ombra fra i cani. Lazzaro è così vicino da inciampar ci, e il ricco neppure lo vede. Il male più grande che noi possiamo fare è di non fare il bene.
Il povero, è portato in alto; il ricco è sepolto in basso: ai due estremi della società in questa vita, ai due estremi dell'abisso dopo. Allora ca piamo che l'eternità è già iniziata ora, che l'inferno è solo il prolungamento delle nostre scelte senza cuore. Nella parabola Dio non è mai nominato, eppure in tuiamo che era presente, pronto a contare ad una ad una tutte le briciole date al povero Lazzaro, a ricordarle per sempre.
«Ti prego, manda Lazzaro con una goccia d'acqua sul dito (il ricco vede il povero in funzione di se stesso dei suoi interessi) mandalo ad avvisare i miei cinque fratelli...!» «Neanche se vedono un morto tornare si converti ranno!». Non è la morte che conver te, ma la vita stessa. Dio è nella vita. Chi non si è posto il problema di Dio e dei fra telli davanti al mistero ma gnifico e dolente che è la vi ta non se lo porrà nemme no davanti al mistero più piccolo che è la morte.
Non sono i miracoli o le vi sioni a cambiare il cuore. Non c'è miracolo che valga il grido dei poveri: sono pa rola di Dio e carne di Dio: «qualsiasi cosa avete fatto a uno di questi piccoli l'avete fatto a me!» Nella loro fame è Dio che ha fame, nelle lo ro piaghe è Dio che è piaga to. La terra è piena di Lazza ri. Cerchi Dio? Non è nel ric co, benedetto nella sua pro sperità; è nel piccolo, nello straniero, nel più piagato. È lì dove un uomo non ha at torno a sé nessuno, se non dei cani. Lì dove io ho pau ra di essere, Lui c'è. Se Gesù dà al povero il nome del suo amico Lazzaro, ogni povero abbia anche per me un no me d'amico.
padre Ermes Ronchi
Il ricco è senza nome perché si identifica con le sue ric chezze, spesso il denaro di venta come la seconda na tura, la seconda pelle di una persona. Il povero ha il no me dell'amico di Gesù, Laz zaro. Il Vangelo non usa mai dei nomi propri nelle parabole, solo qui fa un'eccezio ne, per dire che ogni povero è un amico di Dio.
«Morì il povero e fu portato nel seno di Abramo, morì il ricco e fu sepolto nell'inferno». In che cosa consiste il peccato del ricco? Nella cul tura del piacere? Negli ec cessi della gola? No. Il suo peccato è l'indifferenza: non un gesto, non una briciola, non una parola al povero Lazzaro. Il vero contrario dell'amore non è l'odio, ma l'indifferenza, per cui l'altro neppure esiste, è solo un'ombra fra i cani. Lazzaro è così vicino da inciampar ci, e il ricco neppure lo vede. Il male più grande che noi possiamo fare è di non fare il bene.
Il povero, è portato in alto; il ricco è sepolto in basso: ai due estremi della società in questa vita, ai due estremi dell'abisso dopo. Allora ca piamo che l'eternità è già iniziata ora, che l'inferno è solo il prolungamento delle nostre scelte senza cuore. Nella parabola Dio non è mai nominato, eppure in tuiamo che era presente, pronto a contare ad una ad una tutte le briciole date al povero Lazzaro, a ricordarle per sempre.
«Ti prego, manda Lazzaro con una goccia d'acqua sul dito (il ricco vede il povero in funzione di se stesso dei suoi interessi) mandalo ad avvisare i miei cinque fratelli...!» «Neanche se vedono un morto tornare si converti ranno!». Non è la morte che conver te, ma la vita stessa. Dio è nella vita. Chi non si è posto il problema di Dio e dei fra telli davanti al mistero ma gnifico e dolente che è la vi ta non se lo porrà nemme no davanti al mistero più piccolo che è la morte.
Non sono i miracoli o le vi sioni a cambiare il cuore. Non c'è miracolo che valga il grido dei poveri: sono pa rola di Dio e carne di Dio: «qualsiasi cosa avete fatto a uno di questi piccoli l'avete fatto a me!» Nella loro fame è Dio che ha fame, nelle lo ro piaghe è Dio che è piaga to. La terra è piena di Lazza ri. Cerchi Dio? Non è nel ric co, benedetto nella sua pro sperità; è nel piccolo, nello straniero, nel più piagato. È lì dove un uomo non ha at torno a sé nessuno, se non dei cani. Lì dove io ho pau ra di essere, Lui c'è. Se Gesù dà al povero il nome del suo amico Lazzaro, ogni povero abbia anche per me un no me d'amico.
padre Ermes Ronchi
La vera ricchezza e la vera povertà
Non fraintendete, fratelli, il mio dire! Le parole: "Dio non china il suo orecchio al ricco" non significano che egli non esaudisce coloro che posseggono oro e argento, famiglia e proprietà, sia che così siano nati o comunque occupino tale posizione sociale. Basta però che si ricordino di quello che dice l'Apostolo: « Ordina ai ricchi di questo mondo di non insuperbire » (1 Tm 6, 17). I possidenti che non insuperbiscono, in Dio sono poveri; e ai poveri, ai miseri, ai bisognosi Dio china il suo orecchio (Sal 85, 1). Sanno infatti che la loro speranza non è nell'oro e nell'argento e neppure nelle altre cose di cui sembrano abbondare nel tempo. Basta che la ricchezza non li porti alla perdizione; basta che non sia loro di ostacolo, dato che di vero giovamento la ricchezza non ne reca... Se uno disprezza in se stesso tutto quello di cui la superbia suole gonfiarsi, è un povero di Dio, e a lui Dio china l'orecchio, perché sa che il suo cuore è umile.
sabato 25 settembre 2010
Cara sorella (da Suore francescane di Santa Chiara)
Carissima,
oggi è una giornata di sole, non spira un alito di vento, gli uccelli scorazzano per il cielo e fuggono lontano, io rimango solo.
Sto provando ad immaginare cosa stanno facendo gli angeli, i santi e tutte le creature celesti. Immagino che mi stiano guardando e preghino per me e il mio cuore si rallegra.
Sai, figlia mia, un solo scopo ho nella vita: salvare la mia anima. Eppure mi accorgo che è così difficile... !
L'eternità nel cuore di Dio si conquista attimo per attimo. Non si può abitare nella casa del Signore se su questa terra non ci si procura un abito bianco per presentarci dinanzi all'Altissimo e far parte dei suoi convitati.
Dobbiamo, perciò, rivestirci di Cristo, inebriarci del profumo della sua Grazia, lavarci con l'acqua del suo costato e purificarci col balsamo del suo perdono.
Noi pensiamo che la misericordia di Dio sia infinita e che alla fine dei nostri giorni il Suo cuore non può resistere ai lamenti dell'anima. Ed è vero, ma non dobbiamo abusare della sua bontà.
Potremo trovarci di fronte a quelle parole: Andate via, non vi conosco.
Poveri noi, peccatori incalliti!
Non abbiamo compreso che per stare col Signore dobbiamo risplendere della sua luce e della sua Grazia. Invece abbiamo abusato della sua misericordia e abbiamo continuato a peccare, a mortificare lo spirito, a sporcare l'anima, a deturpare il corpo. Ma c'è un limite a tutto.
Beati i puri di cuore perché vedranno Dio. Beati i misericordiosi perché troveranno misericordia.
Ma in questa terra di insolenti, di iracondi, di violenti, di lussuriosi, quando avverrà la conversione?
L'ipocrisia ha invaso il mondo, anche la Chiesa di Dio.
La parola di Gesù è viva, attuale, moderna. L'unico vero Profeta della storia degli uomini ogni giorno parla all'umanità. Oh se l'ascoltassimo! Ritroveremmo la strada per arrivare alla Sorgente e potremmo abbeverarci all'acqua che lava, purifica e risana.
Invece beviamo ogni giorno l'acqua sporca della nostra rovina.
Bisogna fare sul serio. Gesù è la Via, la Verità e la Vita.
L'abbiamo ormai sperimentato più volte nel cammino del nostro deserto.
Oggi molti parlano di Dio, proclamano a gran voce la sua parola, cercano in tutti i modi di farlo conoscere, ma pochi lo conoscono e parlano con Dio.
Figlia mia, non smettere mai di credere, neppure per un solo istante nell'amore di Dio. Anche quando ti assalgono i dubbi, non dare mai retta alla tua mente, lasciati guidare dal tuo cuore. Gesù non ti tradisce, non si allontana mai da te, non ti abbandona. È pronto sempre a tenderti la mano, anche quando non ne senti il respiro e neppure l'amore.
Lo Sposo ti dona la sua vita, non scordarlo mai. Se vuoi farti santa, devi stare nel suo cuore, devi respirare con la sua anima, devi entrare in confidenza col suo Spirito.
Io prego per te, anima di Dio. Il tuo cuore è innestato nello Spirito di Dio. Tu sei custode dei segreti di Gesù e obbediente al suo cuore. Quando ti prostri ai piedi della sua croce, Gesù ti accarezza, ti parla e ti consola. Conserva dentro di te, come fece Maria, tutto quello che Gesù ogni giorno ti dice. Rimani con gli occhi fissi a Lui e non lasciarti mai sedurre dagli occhi del nemico, che non toglie mai lo sguardo dalla tua anima.
La tua anima ha il sorriso di Dio, colloquia con lo Spirito Santo e lo benedice per la purezza di cui l'ha rivestita.
Non so perché scrivo queste cose. Ma il Signore le mette nel mio cuore e le offro a tutti come dono di grazia. Immagino che in questo momento sia affaccendata a prepararti per il giorno di Pasqua per gioire con Gesù, con Maria e tutti i santi.
Ancora ho davanti a me i tuoi occhi azzurri, pieni di cielo, dolci e rugiadosi, ma anche il tuo sorriso gentile, delicato, tenero, come pure la tua anima candida e ripulita dal sangue dell'Agnello.
Gesù ti ha messo l'anello al dito. Beata la sposa che al ritorno dello Sposo farà trovare la sua casa ordinata e pulita. Allora il bacio dello Spirito Santo li terrà uniti per sempre nel regno della gloria.
Continua....
di Salvatore Li Bassi
oggi è una giornata di sole, non spira un alito di vento, gli uccelli scorazzano per il cielo e fuggono lontano, io rimango solo.
Sto provando ad immaginare cosa stanno facendo gli angeli, i santi e tutte le creature celesti. Immagino che mi stiano guardando e preghino per me e il mio cuore si rallegra.
Sai, figlia mia, un solo scopo ho nella vita: salvare la mia anima. Eppure mi accorgo che è così difficile... !
L'eternità nel cuore di Dio si conquista attimo per attimo. Non si può abitare nella casa del Signore se su questa terra non ci si procura un abito bianco per presentarci dinanzi all'Altissimo e far parte dei suoi convitati.
Dobbiamo, perciò, rivestirci di Cristo, inebriarci del profumo della sua Grazia, lavarci con l'acqua del suo costato e purificarci col balsamo del suo perdono.
Noi pensiamo che la misericordia di Dio sia infinita e che alla fine dei nostri giorni il Suo cuore non può resistere ai lamenti dell'anima. Ed è vero, ma non dobbiamo abusare della sua bontà.
Potremo trovarci di fronte a quelle parole: Andate via, non vi conosco.
Poveri noi, peccatori incalliti!
Non abbiamo compreso che per stare col Signore dobbiamo risplendere della sua luce e della sua Grazia. Invece abbiamo abusato della sua misericordia e abbiamo continuato a peccare, a mortificare lo spirito, a sporcare l'anima, a deturpare il corpo. Ma c'è un limite a tutto.
Beati i puri di cuore perché vedranno Dio. Beati i misericordiosi perché troveranno misericordia.
Ma in questa terra di insolenti, di iracondi, di violenti, di lussuriosi, quando avverrà la conversione?
L'ipocrisia ha invaso il mondo, anche la Chiesa di Dio.
La parola di Gesù è viva, attuale, moderna. L'unico vero Profeta della storia degli uomini ogni giorno parla all'umanità. Oh se l'ascoltassimo! Ritroveremmo la strada per arrivare alla Sorgente e potremmo abbeverarci all'acqua che lava, purifica e risana.
Invece beviamo ogni giorno l'acqua sporca della nostra rovina.
Bisogna fare sul serio. Gesù è la Via, la Verità e la Vita.
L'abbiamo ormai sperimentato più volte nel cammino del nostro deserto.
Oggi molti parlano di Dio, proclamano a gran voce la sua parola, cercano in tutti i modi di farlo conoscere, ma pochi lo conoscono e parlano con Dio.
Figlia mia, non smettere mai di credere, neppure per un solo istante nell'amore di Dio. Anche quando ti assalgono i dubbi, non dare mai retta alla tua mente, lasciati guidare dal tuo cuore. Gesù non ti tradisce, non si allontana mai da te, non ti abbandona. È pronto sempre a tenderti la mano, anche quando non ne senti il respiro e neppure l'amore.
Lo Sposo ti dona la sua vita, non scordarlo mai. Se vuoi farti santa, devi stare nel suo cuore, devi respirare con la sua anima, devi entrare in confidenza col suo Spirito.
Io prego per te, anima di Dio. Il tuo cuore è innestato nello Spirito di Dio. Tu sei custode dei segreti di Gesù e obbediente al suo cuore. Quando ti prostri ai piedi della sua croce, Gesù ti accarezza, ti parla e ti consola. Conserva dentro di te, come fece Maria, tutto quello che Gesù ogni giorno ti dice. Rimani con gli occhi fissi a Lui e non lasciarti mai sedurre dagli occhi del nemico, che non toglie mai lo sguardo dalla tua anima.
La tua anima ha il sorriso di Dio, colloquia con lo Spirito Santo e lo benedice per la purezza di cui l'ha rivestita.
Non so perché scrivo queste cose. Ma il Signore le mette nel mio cuore e le offro a tutti come dono di grazia. Immagino che in questo momento sia affaccendata a prepararti per il giorno di Pasqua per gioire con Gesù, con Maria e tutti i santi.
Ancora ho davanti a me i tuoi occhi azzurri, pieni di cielo, dolci e rugiadosi, ma anche il tuo sorriso gentile, delicato, tenero, come pure la tua anima candida e ripulita dal sangue dell'Agnello.
Gesù ti ha messo l'anello al dito. Beata la sposa che al ritorno dello Sposo farà trovare la sua casa ordinata e pulita. Allora il bacio dello Spirito Santo li terrà uniti per sempre nel regno della gloria.
Continua....
di Salvatore Li Bassi
Ci sia sempre la preghiera
Molti si lamentano delle difficoltà che incontrano nella ripresa del lavoro
dopo le vacanze estive. Questo purtroppo avviene perchè non ci siamo
riposati in Gesù, come ci aveva esortato la Madonna: "Riposatevi, riposatevi
in mio Figlio".
Il rimedio più efficace e urgente è quello di ripristinare la preghiera all
interno della nostra giornata. Al mattino e alla sera ci sia sempre la
preghiera, esorta la Regina della pace.
La preghiera ci apre alla luce di Dio, ci comunica la sua pace e la sua
forza. Con la preghiera affrontiamo la fatica della giornata senza cedere
all'impazienza e allo scoraggiamento.
Durante la giornata teniamo viva la presenza di Gesù nel nostro cuore, dove
dimora irradiando il suo amore. Il Maestro ci incoraggia dicendo: "Venire a
me voi tutti che siete affaticati e oppressi ed io vi ristorerò".
Proprio perchè siamo stanchi dobbiamo pregare. La preghiera è il balsamo
dell'anima e il riposo del corpo.
Vostro Padre Livio
dopo le vacanze estive. Questo purtroppo avviene perchè non ci siamo
riposati in Gesù, come ci aveva esortato la Madonna: "Riposatevi, riposatevi
in mio Figlio".
Il rimedio più efficace e urgente è quello di ripristinare la preghiera all
interno della nostra giornata. Al mattino e alla sera ci sia sempre la
preghiera, esorta la Regina della pace.
La preghiera ci apre alla luce di Dio, ci comunica la sua pace e la sua
forza. Con la preghiera affrontiamo la fatica della giornata senza cedere
all'impazienza e allo scoraggiamento.
Durante la giornata teniamo viva la presenza di Gesù nel nostro cuore, dove
dimora irradiando il suo amore. Il Maestro ci incoraggia dicendo: "Venire a
me voi tutti che siete affaticati e oppressi ed io vi ristorerò".
Proprio perchè siamo stanchi dobbiamo pregare. La preghiera è il balsamo
dell'anima e il riposo del corpo.
Vostro Padre Livio
Dai pensieri di Padre Pio
Piacesse a Dio che si ravvedessero queste povere creature e ritornassero davvero a lui!
Per queste persone bisogna essere tutte viscere di madre e per queste bisogna avere somma cura, poiché Gesù ci fa sapere che in cielo si fa più festa per un peccatore pentito, che per la perseveranza di novantanove giusti.
È veramente confortante questa sentenza del Redentore per tante anime che disgraziatamente peccarono e poi vogliono ravvedersi e tornare a Gesù. (T. 106)
Per queste persone bisogna essere tutte viscere di madre e per queste bisogna avere somma cura, poiché Gesù ci fa sapere che in cielo si fa più festa per un peccatore pentito, che per la perseveranza di novantanove giusti.
È veramente confortante questa sentenza del Redentore per tante anime che disgraziatamente peccarono e poi vogliono ravvedersi e tornare a Gesù. (T. 106)
venerdì 24 settembre 2010
E' un onore di andare a vedere la mia Nonna
u
Gesù vi ama
Mia dolcezza delle mie piaghe, tu sei qui, a Sainte-Anne-de-Beaupré, per rendere omaggio alla mia Nonna Sant’Anna. Figlia mia che amo, impara da me, Gesù, che ho per la mia Nonna Anna un amore di predilezione. È la mia Nonna e, tutto come voi che avete una nonna, ella mi ama con tutto il suo essere.
Quando seppe che sua figlia era l’eletta del mondo per essere la Madre del Salvatore, la gioia riempì tutto il suo essere. Era tanto felice di sapere che stava per essere la Nonna del Salvatore del mondo che ne sarebbe morta di gioia se non le avevo fatto il favore di versare in lei delle grazie speciali. La sua gioia fu completa. Tutto ciò che avrebbe potuto dare soddisfazione ad una madre, lei lo ricevè. Ebbe come figlia quella che fu elevata sopra tutte le giovani figlie della terra. Mia Nonna viveva in questa gioia. Tale fu il suo amore per me, il suo piccolo Gesù Amore.
Guardava con degli occhi d’amore, tale una nonna che riguarda i suoi nipoti, ma gli occhi di lei vedevano non soltanto il suo Nipote, ma anche il Salvatore del mondo! Mi guardava con un tale rispetto che ne se rallegrava senza sosta. Mia Nonna era per me, Gesù Bambino, una grande gioia. Avevo per lei un tale rispetto che neanche il più grande dei rispetti di questo mondo era più grande di quello che avevo per lei.
Tutto di lei era soltanto bellezza interiore. La sua bellezza interiore non aveva uguale, perché non era forse la madre della Regina della bellezza celeste? Tutto era grazioso in lei! La sua semplicità incantava i futuri beati che, loro, aspettavano la loro liberazione. Quanto fu grande la loro gioia di vedere tanto amore nella mia Nonna che accoglieva entro le sue braccia il loro Salvatore tanto aspettato, loro che erano nei limbi! Mia cara Nonna chiamava il suo Nipote ’mio Carissimo’ con una tale grandezza di anima che i serafini ne diventavano rossi di piacere.
Quando andate verso della mia Nonna per domandarle dei favori, è con amore e rispetto che dovete presentarvi. Io, suo Nipote, sono in voi, figli miei; sono io che si presenta davanti alla mia santa Nonna. È per voi un privilegio di andare verso di lei.
Per tutti quelli che passarono davanti a lei per avere un favore, intercedè presso di me, senza un momento di esitazione, affinché voi abbiate al più presto questo favore. È nella tenerezza per ciascuno di voi che compiva degli atti di ringraziamento per il favore ottenuto.
Quando, nella Divina Volontà, questo era nell’impossibilità di essere concesso, perché questo avrebbe nociuto alla vostra vita spirituale, prendeva cura di consolarvi ottenendo per voi una grazia di luce. Questa grazia vi aiutava a realizzare che ciò che non era concesso dalla Divina Volontà era per il vostro bene. In cambio, otteneva per voi delle grazie di abbandono nella Divina Volontà affinché diventiate amore.
“Io, suo Nipote, presi ben cura di compiere ciò che mi domandava, perché non posso non essere al suo ascolto, tanto è importante la mia Nonna! Il mio amore per la mia Nonna è tanto grande che posso descriverlo soltanto con delle parole provenienti dalla mia tenerezza divina. Figli miei, siete tanto favoriti quando passate per lei, niente le è rifiutato. Anche le domande le più banali prendono un’importanza tanto grande che mi faccio azione d’amore per colmarle.
La mia Nonna è la santa, dopo la mia Madre la più alta nel grado di santità. Fatevi onore andando a vederla, vi aspetta con amore, impaziente di ottenervi ciò che vi è dovuto nella Divina Volontà. Gesù vi ama. Amen.
Origine: Amore per tutti i miei, Gesù. Libro 3 Dalla Figlia del Sì a Gesù. Messaggio No. 194. Les Éditions FJ.
Gesù vi ama
Mia dolcezza delle mie piaghe, tu sei qui, a Sainte-Anne-de-Beaupré, per rendere omaggio alla mia Nonna Sant’Anna. Figlia mia che amo, impara da me, Gesù, che ho per la mia Nonna Anna un amore di predilezione. È la mia Nonna e, tutto come voi che avete una nonna, ella mi ama con tutto il suo essere.
Quando seppe che sua figlia era l’eletta del mondo per essere la Madre del Salvatore, la gioia riempì tutto il suo essere. Era tanto felice di sapere che stava per essere la Nonna del Salvatore del mondo che ne sarebbe morta di gioia se non le avevo fatto il favore di versare in lei delle grazie speciali. La sua gioia fu completa. Tutto ciò che avrebbe potuto dare soddisfazione ad una madre, lei lo ricevè. Ebbe come figlia quella che fu elevata sopra tutte le giovani figlie della terra. Mia Nonna viveva in questa gioia. Tale fu il suo amore per me, il suo piccolo Gesù Amore.
Guardava con degli occhi d’amore, tale una nonna che riguarda i suoi nipoti, ma gli occhi di lei vedevano non soltanto il suo Nipote, ma anche il Salvatore del mondo! Mi guardava con un tale rispetto che ne se rallegrava senza sosta. Mia Nonna era per me, Gesù Bambino, una grande gioia. Avevo per lei un tale rispetto che neanche il più grande dei rispetti di questo mondo era più grande di quello che avevo per lei.
Tutto di lei era soltanto bellezza interiore. La sua bellezza interiore non aveva uguale, perché non era forse la madre della Regina della bellezza celeste? Tutto era grazioso in lei! La sua semplicità incantava i futuri beati che, loro, aspettavano la loro liberazione. Quanto fu grande la loro gioia di vedere tanto amore nella mia Nonna che accoglieva entro le sue braccia il loro Salvatore tanto aspettato, loro che erano nei limbi! Mia cara Nonna chiamava il suo Nipote ’mio Carissimo’ con una tale grandezza di anima che i serafini ne diventavano rossi di piacere.
Quando andate verso della mia Nonna per domandarle dei favori, è con amore e rispetto che dovete presentarvi. Io, suo Nipote, sono in voi, figli miei; sono io che si presenta davanti alla mia santa Nonna. È per voi un privilegio di andare verso di lei.
Per tutti quelli che passarono davanti a lei per avere un favore, intercedè presso di me, senza un momento di esitazione, affinché voi abbiate al più presto questo favore. È nella tenerezza per ciascuno di voi che compiva degli atti di ringraziamento per il favore ottenuto.
Quando, nella Divina Volontà, questo era nell’impossibilità di essere concesso, perché questo avrebbe nociuto alla vostra vita spirituale, prendeva cura di consolarvi ottenendo per voi una grazia di luce. Questa grazia vi aiutava a realizzare che ciò che non era concesso dalla Divina Volontà era per il vostro bene. In cambio, otteneva per voi delle grazie di abbandono nella Divina Volontà affinché diventiate amore.
“Io, suo Nipote, presi ben cura di compiere ciò che mi domandava, perché non posso non essere al suo ascolto, tanto è importante la mia Nonna! Il mio amore per la mia Nonna è tanto grande che posso descriverlo soltanto con delle parole provenienti dalla mia tenerezza divina. Figli miei, siete tanto favoriti quando passate per lei, niente le è rifiutato. Anche le domande le più banali prendono un’importanza tanto grande che mi faccio azione d’amore per colmarle.
La mia Nonna è la santa, dopo la mia Madre la più alta nel grado di santità. Fatevi onore andando a vederla, vi aspetta con amore, impaziente di ottenervi ciò che vi è dovuto nella Divina Volontà. Gesù vi ama. Amen.
Origine: Amore per tutti i miei, Gesù. Libro 3 Dalla Figlia del Sì a Gesù. Messaggio No. 194. Les Éditions FJ.
L'allegrezza cristiana
Figliuoli, state allegri, state allegri. Voglio che non facciate peccati, ma che siate
allegri.
- Non voglio scrupoli, non voglio malinconie. Scrupoli e malinconie, lontani da casa
mia.
- L'allegrezza cristiana interiore è un dono di Dio, derivato dalla buona coscienza,
mercé il disprezzo delle cose terrene, unito con la contemplazione delle celesti...Si
oppone alla nostra allegrezza il peccato; anzi, chi è servo del peccato non può
neanche assaporarla: le si oppone principalmente l'ambizione: le è nemico il senso, e
molto altresì la vanità e la detrazione. La nostra allegrezza corre gran pericolo e
spesso si perde col trattare cose mondane, col consorzio degli ambiziosi, col diletto
degli spettacoli.
- Ai giovani che facevano chiasso, a proposito di coloro che si lamentavano, diceva:
Lasciateli, miei cari, brontolare quanto vogliono. Voi seguitate il fatto vostro, e state
allegramente, perché altro non voglio da voi se non che non facciate peccati. E
quando doveva frenare l'irrequietezza dei ragazzi diceva: State fermi, e, sotto voce, se
potete.
S.Filippo Neri
allegri.
- Non voglio scrupoli, non voglio malinconie. Scrupoli e malinconie, lontani da casa
mia.
- L'allegrezza cristiana interiore è un dono di Dio, derivato dalla buona coscienza,
mercé il disprezzo delle cose terrene, unito con la contemplazione delle celesti...Si
oppone alla nostra allegrezza il peccato; anzi, chi è servo del peccato non può
neanche assaporarla: le si oppone principalmente l'ambizione: le è nemico il senso, e
molto altresì la vanità e la detrazione. La nostra allegrezza corre gran pericolo e
spesso si perde col trattare cose mondane, col consorzio degli ambiziosi, col diletto
degli spettacoli.
- Ai giovani che facevano chiasso, a proposito di coloro che si lamentavano, diceva:
Lasciateli, miei cari, brontolare quanto vogliono. Voi seguitate il fatto vostro, e state
allegramente, perché altro non voglio da voi se non che non facciate peccati. E
quando doveva frenare l'irrequietezza dei ragazzi diceva: State fermi, e, sotto voce, se
potete.
S.Filippo Neri
mercoledì 22 settembre 2010
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ciao
per tutti coloro che mi vogliono bene un invito a riflettere
