per capirci

GIACOMO 1, 2-4

Fratelli, considerate come motivo di gaudio perfetto le diverse prove alle quali voi potete essere esposti, sapendo che la fede messa
alla prova produce la pazienza. E' necessario però che la pazienza compia perfettamente l'opera sua, affinché voi siate pure perfetti ed
integri, senza mancare in niente.(Giacomo 1; 2-4)

Emmanuel

lunedì 31 gennaio 2011

L'amore del dono

Prego per voi, perché possiate conservare nei vostri cuori la gioia di amare Dio, la gioia dell'amore e della bontà, e di condividere questa gioia con tutti quelli con i quali vi trovate, con le persone che lavorano al vostro fianco, davanti a tutti i membri della vostra stessa famiglia.
Quello che importa non è la quantità del dono, bensì l'intensità dell'amore con cui lo diamo.
C'è qualcosa in più di cui vi posso parlare: della mia esperienza con i Poveri più poveri.
Devo ancora trovare la prima donna Povera disposta ad abortire.
Senza dubbio darà alla luce suo figlio.
È possibile che abbandoni la sua creatura sulla strada, ma non sarà lei a eliminare suo figlio.
È un qualcosa che dobbiamo imparare dai Poveri: la grandezza del loro amore per il figlio.





Preghiamo:

Chiediamo a nostro Signore che non si allontani dal nostro fianco nel momento della tentazione.
Perché allo stesso modo in cui fu tentato Gesù, il diavolo tenterà anche noi.
Non dobbiamo aver paura, perché Dio è amore.
Se Dio ci ama, dal momento che lui è Padre amoroso, non smetterà di aiutarci.
Quando ci rendiamo conto di aver commesso un errore, andiamo da lui e diciamogli:
« Dio mio, mi spiace! Sono pentito! ».

madre Teresa di Calcutta

Benediciamo tutti

Non rendere male per male ,ne ingiuria per ingiuria ,ma al contrario, rispondete benedicendo perchè é questo che siamo chiamati a fare

O signore ti presento ogni creatura con la quale ho qualiasi tipi di rapporto e con te li Benedico, Benedico chi mi perseguita benedico i miei antenati Benedico tutti coloro

che sono stati e saranno sul mio cammino BENEDICO tutta L'UMANITA

domenica 30 gennaio 2011

Le Beatitudini...

« Di essi è il regno di Dio »

« Beati i poveri in spirito, perché di essi è il Regno dei cieli ».

Sì, beati coloro che rigettano i fardelli senza valore, pur pesantissimi, di questo mondo ; coloro che non vogliono più diventare ricchi, se non per possedere il Creatore del mondo, e lui solo, per lui solo ; coloro che sono come la gente che non ha nulla e invece in lui possiedono tutto (2 Cor 6,10). Non possiedono forse tutto coloro che possiedono colui che tutto contiene e tutto dispone, coloro la cui « parte e il cui possesso » è Dio (Num 18,20) ? « Nulla manca a coloro che lo temono » (Sal 33,10). A loro, Dio dà quanto sa che è loro necessario ; verrà un giorno in cui darà loro se stesso, perché siano nella gioia... Gloriamoci, fratelli, di essere poveri per Cristo, ma cerchiamo di essere umili con Cristo. Non c'è niente di più odioso del povero superbo, niente di più miserabile...



« Il regno di Dio, non è questione di cibo o di bevanda, ma è giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo » (Rm 14,17). Se dunque sentiamo così nel nostro intimo, perché non proclamiamo con fiducia che il Regno di Dio è dentro di noi (Lc 17,21) ? Ciò che è dentro di noi, è veramente nostro, perché nessuno può rapircelo contro la nostra volontà. Per questo motivo, quando proclama la beatitudine dei poveri, a ragione il Signore non dice : « Di essi sarà il Regno dei cieli », bensì « di essi è ». È loro non soltanto a motivo di un diritto saldamente stabilito, ma anche a motivo di un pegno assolutamente sicuro, di un'esperienza già fatta della beatitudine perfetta.

Non soltanto perché il Regno è stato preparato per loro fin dalla fondazione del mondo (Mt 25,34), ma anche perché sono già entrati in suo possesso. Possiedono già il tesoro celeste in vasi di creta (2 Cor 4,7) ; portano già Dio nel loro corpo e nel loro cuore.

sabato 29 gennaio 2011

Perchè avete paura?

VANGELO DEL GIORNO
Signore, da chi andremo ? Tu hai parole di vita eterna Gv 6, 68






Lettera agli Ebrei 11,1-2.8-19.

La fede è fondamento delle cose che si sperano e prova di quelle che non si vedono. Per mezzo di questa fede gli antichi ricevettero buona testimonianza. Per fede Abramo, chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo che doveva ricevere in eredità, e partì senza sapere dove andava. Per fede soggiornò nella terra promessa come in una regione straniera, abitando sotto le tende, come anche Isacco e Giacobbe, coeredi della medesima promessa. Egli aspettava infatti la città dalle salde fondamenta, il cui architetto e costruttore è Dio stesso. Per fede anche Sara, sebbene fuori dell'età, ricevette la possibilità di diventare madre perché ritenne fedele colui che glielo aveva promesso. Per questo da un uomo solo, e inoltre già segnato dalla morte, nacque una discendenza numerosa come le stelle del cielo e come la sabbia innumerevole che si trova lungo la spiaggia del mare. Nella fede morirono tutti costoro, pur non avendo conseguito i beni promessi, ma avendoli solo veduti e salutati di lontano, dichiarando di essere stranieri e pellegrini sopra la terra. Chi dice così, infatti, dimostra di essere alla ricerca di una patria. Se avessero pensato a quella da cui erano usciti, avrebbero avuto possibilità di ritornarvi; ora invece essi aspirano a una migliore, cioè a quella celeste. Per questo Dio non disdegna di chiamarsi loro Dio: ha preparato infatti per loro una città. Per fede Abramo, messo alla prova, offrì Isacco e proprio lui, che aveva ricevuto le promesse, offrì il suo unico figlio, del quale era stato detto: In Isacco avrai una discendenza che porterà il tuo nome. Egli pensava infatti che Dio è capace di far risorgere anche dai morti: per questo lo riebbe e fu come un simbolo.

Lc 1,68-75.

«Benedetto il Signore Dio d'Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo,
e ha suscitato per noi una salvezza potente nella casa di Davide, suo servo,
come aveva promesso per bocca dei suoi santi profeti d'un tempo:
salvezza dai nostri nemici, e dalle mani di quanti ci odiano.
Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri e si è ricordato della sua santa alleanza,
del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre,
di concederci, liberati dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore,
in santità e giustizia al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.


Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 4,35-41.

In quel medesimo giorno, verso sera, disse loro: «Passiamo all'altra riva». E lasciata la folla, lo presero con sé, così com'era, nella barca. C'erano anche altre barche con lui. Nel frattempo si sollevò una gran tempesta di vento e gettava le onde nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t'importa che moriamo?». Destatosi, sgridò il vento e disse al mare: «Taci, calmati!». Il vento cessò e vi fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché siete così paurosi? Non avete ancora fede?». E furono presi da grande timore e si dicevano l'un l'altro: «Chi è dunque costui, al quale anche il vento e il mare obbediscono?».

Traduzione liturgica della Bibbia

giovedì 27 gennaio 2011

Simon Pietro, il primo fra i "Dodici apostoli"...

Quando Gesù chiese ai discepoli: “Chi credete che io sia?”, Pietro rispose per tutti: “Tu sei il Cristo, il figlio d’Iddio il vivente!”. Allora Gesù rispose: “Beato sei tu, Simone figlio di Giona, perchè non la carne e il sangue, ma il Padre mio dei cieli ti ha rivelato ciò”.
E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli». Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo. (Mt 16, 13-19)

Ma Pietro era un uomo, e nel momento della prova, nell’ora in cui Gesù veniva condannato, lo rinnegò. Ebbe paura, e solo quando Gesù, dopo il terzo rinnegamento, gli passò vicino e lo guardò, Pietro comprese, ricordò la predizione di Gesù, scoperse la sua profonda vigliaccheria e scoppiò in pianto. Fu l’inizio della sua conversione definitiva. La fede che lo sosteneva, anche grazie alla preghiera del suo Maestro, sarebbe rimasta salda. Era necessario che lo fosse perchè con essa doveva confermare e dirigere quella degli altri.

San Pietro apostolo come Cristo
Pietro, come Cristo, è il punto di riferimento della prima comunità cristiana.



Nella Chiesa appena nata, Pietro diventa il punto di riferimento: è lui che amministra il battesimo ai nuovi cristiani, annuncia il Vangelo a uomini di ogni paese, opera miracoli. E cosa più importante è lui che parla quando occorre decidere qualcosa.

Nel momento in cui viene portato in carcere la Chiesa intera si raccoglie in preghiera. Durante il sonno, Pietro viene liberato dalla prigione in modo soprannaturale.




Dagli atti degli apostoli la figura di Pietro emerge come il protagonista e il responsabile principale della Chiesa-madre di Gerusalemme. La fede delle prime chiese si fonda principalmente sulla predicazione e sui “segni” che egli compie.




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NEL CIELO APPARVE UN SEGNO GRANDIOSO

"Non dobbiamo dimenticare che l'evento cristianamente inteso, non è solo un traguardo posto nel futuro, ma è una realtà già iniziata con la venuta storica di Cristo.
La Sua Passione, la Sua morte e la Sua resurrezione, costituiscono l'avvenimento supremo della storia dell'umanità" (Giovanni Paolo II9).
Come sono consolanti queste parole! Ci ricordano che il futuro del mondo è già iniziato in Gesù Crocifisso e Risorto, anche se non è ancora concluso.
Noi abbiamo la certezza che il mondo resterà sempre così come noi oggi lo vediamo: il mondo, infatti, cammina verso un salto in Alto, che avverrà al ritorno e con il ritorno di Cristo.
Questo movimento verso l'Alto, presente dentro la storia come un impero irresistibile, riescono a vederlo soltanto coloro che credono, cioè coloro che sanno che Gesù ritornerà.
Sì, Gesù ritornerà: la Chiesa, fragile barca sballottata dalle onde agitate della storia, è tutta protesa verso questo "ritorno" ed è rasserenata soltanto dall'attesa di questo "ritorno".
Gesù ritornerà! Cioè: la storia avrà una conclusione nella quale Dio dirà l'ultima e definitiva parola, attraverso la quale ognuno sarà pesato non sulla bilancia della giustizia, ma sulla bilancia dell'amore.

Angelo Comastri

La lampada sul lucerniere

Lettera agli Ebrei 10,19-25.

Avendo dunque, fratelli, piena libertà di entrare nel santuario per mezzo del sangue di Gesù, per questa via nuova e vivente che egli ha inaugurato per noi attraverso il velo, cioè la sua carne; avendo noi un sacerdote grande sopra la casa di Dio, accostiamoci con cuore sincero nella pienezza della fede, con i cuori purificati da ogni cattiva coscienza e il corpo lavato con acqua pura. Manteniamo senza vacillare la professione della nostra speranza, perché è fedele colui che ha promesso. Cerchiamo anche di stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone, senza disertare le nostre riunioni, come alcuni hanno l'abitudine di fare, ma invece esortandoci a vicenda; tanto più che potete vedere come il giorno si avvicina.

Salmi 24(23),1-2.3-4.5-6.

Di Davide. Salmo. Del Signore è la terra e quanto contiene, l'universo e i suoi abitanti.
È lui che l'ha fondata sui mari, e sui fiumi l'ha stabilita.
Chi salirà il monte del Signore, chi starà nel suo luogo santo?
Chi ha mani innocenti e cuore puro, chi non pronunzia menzogna, chi non giura a danno del suo prossimo.
Otterrà benedizione dal Signore, giustizia da Dio sua salvezza.
Ecco la generazione che lo cerca, che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe.


Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 4,21-25.

Diceva loro: «Si porta forse la lampada per metterla sotto il moggio o sotto il letto? O piuttosto per metterla sul lucerniere? Non c'è nulla infatti di nascosto che non debba essere manifestato e nulla di segreto che non debba essere messo in luce. Se uno ha orecchi per intendere, intenda!». Diceva loro: «Fate attenzione a quello che udite: Con la stessa misura con la quale misurate, sarete misurati anche voi; anzi vi sarà dato di più. Poiché a chi ha, sarà dato e a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha».

Traduzione liturgica della Bibbia

mercoledì 26 gennaio 2011

SII PAZIENTE

Se qualcuno, ammonito una o due volte, non ti dà retta, non ti mettere a questionare con lui, ma lascia fare a Dio, che sà mutare il male in bene, perchè sia fatta la sua volontà.
Procura di essere paziente nel tollerare i difetti altrui e qualunque debolezza, perchè tu pure hai molte cosa che gli altri devono sopportare.
Se non vuoi diventare quale vorresti, come farai a trasformare gli altri come piace a te?
Vorremmo vedere gli altri perfetti, ma intanto non emendiamo i difetti nostri.


Lilly

lunedì 24 gennaio 2011

Ti ascolto

(Tonino Lasconi)


Mio Dio mi hanno detto che Tu molte volte hai parlato ai Tuoi amici:
ad Abramo a Mosè a David, al Tuo figlio Gesù
quando viveva tra noi,
a San Francesco....

Mio Dio mi hanno detto che Tu
parli sempre a chi vuole ascoltarti.

L'universo intero, le creature della terra, le opere dell'uomo i fatti e le persone,
le pagine della Bibbia
sono pieni di te.

Io mi siedo.

Tante voci mi piovono addosso ogni giorno, ogni istante.
I genitori, i professori e gli amici,
i cantanti e i campioni, la televisione e i giornali...
tutti vogliono dirmi la loro.

Io mi siedo con la testa in silenzio ,con il cuore tranquillo ,con il corpo disteso.

Ecco tra mille emittenti voglio sintonizzarmi
con Te.

Sono pronto.

Mio Dio parla.
Io ti ascolto.

ciao

per tutti coloro che mi vogliono bene un invito a riflettere

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