per capirci

GIACOMO 1, 2-4

Fratelli, considerate come motivo di gaudio perfetto le diverse prove alle quali voi potete essere esposti, sapendo che la fede messa
alla prova produce la pazienza. E' necessario però che la pazienza compia perfettamente l'opera sua, affinché voi siate pure perfetti ed
integri, senza mancare in niente.(Giacomo 1; 2-4)

Emmanuel

sabato 19 marzo 2011

IL SUO VOLTO BRILLO' COME IL SOLE


La trasfigurazione deve essere situata nella prospettiva della Pasqua: non per nulla ha le caratteristiche di un'apparizione del Cristo risorto.
L'elemto fondamentale è la "voce" celeste: "Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo".
Nel Vangelo. questa "voce" risuona in tre scene disposte simmetricamente così da costituire una specie di struttura dell'esistenza terrena di Gesù.
All'inizio, nel battesimo, una voce dal cielo dice: "Questi è il figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto" (Mt 3,17); alla fine, quando il Cristo è elevato in croce davanti al mondo, il centurione esclama: "Davvero costui era Figlio di Dio!".
Al centro della vita di Gesù, c'è la stessa "voce" che proclama la filiazione divina del Cristo.
La "voce" è, quindi, la grande proclamazione che il Padre fà della vera realtà messianica e divina del Figlio.
E i discepoli sono invitati a scoprire chi sia veramente Gesù, a camminare con Lui verso la Pasqua, pur percorrendo l'itinerario oscuro della passione.

venerdì 18 marzo 2011

L'amore infinito

Gesù vuole farci “salire” con lui a Gerusalemme: egli non vuole che noi restiamo nella “pianura”. Vuole che siamo “perfetti come il nostro Padre”! Com’è possibile questo? La perfezione che Gesù ci mostra, non lo capiremo mai abbastanza, non si pone sul piano della giustizia: non si tratta di voler esercitare alla perfezione tutte le virtù morali, di non commettere nessun errore nei confronti della legge di Dio. Ne siamo veramente incapaci! Si tratta piuttosto di imitare prontamente il Padre in ciò che più gli è proprio: il suo amore misericordioso e senza limiti.
Si tratta di avere nei nostri cuori i sentimenti di veri figli e figli del Padre. Con ciò, Gesù ci chiede soprattutto una delicatezza estrema nei nostri rapporti di fratellanza. Non arrabbiarsi mai con un fratello, non trattarlo mai da stupido, non fosse che con il pensiero, non è cosa da poco! Ma Gesù che conosce benissimo il cuore del Padre, dà una tale importanza all’amore fraterno da arrivare a raccomandarci di “lasciare il dono davanti all’altare” per andare a riconciliarci con un nostro fratello. Difatti, ci capita talvolta di percepire come un’ombra, come un peso sul nostro cuore, e abbiamo un bel pregare: nostro Padre sembra lontano; è probabilmente perché serbiamo un risentimento, una tentazione di collera, un rancore nei confronti di un fratello. E Dio attende che noi perdoniamo. Tale è la legge costante della misericordia: la riceviamo dal Padre nella misura in cui la professiamo con i nostri fratelli. Ma è l’amore infinito che abita nei nostri cuori che ce ne rende capaci.

giovedì 17 marzo 2011

La preghiera del cuore


La preghiera del cuore consiste nel “dire” qualcosa a Dio. Essa rappresenta un livello ancora più alto di quello della meditazione.
Quando la persona giunge a sentire il bisogno di “parlare” a Dio, di aprirgli il cuore con fiducia, di esprimergli l’affetto filiale e la lode senza formule prestabilite, ma con parole che vengono dall’intimo, come quelle che siamo soliti dire alle persone che più amiamo, allora significa che si è giunti alla preghiera del cuore e che si è ben avanti nello sviluppo della carità teologale.
Questo tipo di preghiera si manifesta sia in momenti celebrativi comunitari, sia nella preghiera intima e individuale, e assume quindi sia il carattere vocale che mentale.
Negli incontri di preghiera, quando la comunità si raduna per l’ascolto della Parola o per l’Adorazione, allora la preghiera del cuore si presenta come preghiera spontanea, perlopiù sotto la forma della lode.
Nella preghiera individuale, la preghiera del cuore si ha nella spontanea e filiale consegna della propria vita quotidiana a Dio, sentito come Padre.
La conoscenza di Dio come “mio” Padre è essenziale alla preghiera del cuore; senza questo rapporto veramente filiale con Dio non può esserci alcuna preghiera del cuore. Sarebbe inautentica se ci fosse.
 
 
don Enzo Cuffaro

VANGELO DEL GIORNO


Signore, da chi andremo ? Tu hai parole di vita eterna Gv 6, 68


Giovedì 17 Marzo 2011

Giovedì della I settimana di Quaresima


Santo(i) del giorno : S. PATRIZIO, Vescovo - Patrono d'Irlanda -, B. BARBARA Maix, Missionaria in Brasile

Meditazione del giorno
Omelia anonima del 4° secolo: « Chiedete e vi sarà dato..., bussate e vi sarà aperto »

Libro di Ester 14,1.3-5.12-14.

Anche la regina Ester cercò rifugio presso il Signore, presa da un'angoscia mortale.
Poi supplicò il Signore e disse: "Mio Signore, nostro re, tu sei l'unico! Vieni in aiuto a me che sono sola e non ho altro soccorso se non te,
perché un grande pericolo mi sovrasta.
Io ho sentito fin dalla mia nascita, in seno alla mia famiglia, che tu, Signore, hai scelto Israele da tutte le nazioni e i nostri padri da tutti i loro antenati come tua eterna eredità, e hai fatto loro secondo quanto avevi promesso.
Ricordati, Signore; manifèstati nel giorno della nostra afflizione e a me dà coraggio, o re degli dei e signore di ogni autorità.
Metti nella mia bocca una parola ben misurata di fronte al leone e volgi il suo cuore all'odio contro colui che ci combatte, allo sterminio di lui e di coloro che sono d'accordo con lui.
Quanto a noi, salvaci con la tua mano e vieni in mio aiuto, perché sono sola e non ho altri che te, Signore!

Salmi 138(137),1-2.3.7-8.

Di Davide. Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore: hai ascoltato le parole della mia bocca. A te voglio cantare davanti agli angeli,
mi prostro verso il tuo tempio santo. Rendo grazie al tuo nome per la tua fedeltà e la tua misericordia: hai reso la tua promessa più grande di ogni fama.
Nel giorno in cui t'ho invocato, mi hai risposto, hai accresciuto in me la forza.
Se cammino in mezzo alla sventura tu mi ridoni vita; contro l'ira dei miei nemici stendi la mano e la tua destra mi salva.

Il Signore completerà per me l'opera sua. Signore, la tua bontà dura per sempre: non abbandonare l'opera delle tue mani.


Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 7,7-12.

Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto;
perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.
Chi tra di voi al figlio che gli chiede un pane darà una pietra?
O se gli chiede un pesce, darà una serpe?
Se voi dunque che siete cattivi sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele domandano!
Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge ed i Profeti.


Traduzione liturgica della Bibbia


mercoledì 16 marzo 2011

Dinanzi alla colpa



Mio Dio, com'è duro aver torto!
E accettarlo così;
senza cercare scuse,
senza cercare di fuggire
questo peso dell'atto compiuto,
senza cercare di addossarlo ad altri,
o alla società, o al caso,
o alla cattiva sorte.

Senza cercare dieci ragioni valide,
dieci spiegazioni prolisse
per provare agli altri,
e soprattutto a se stessi,
che sono le cose che hanno torto,
e che il mondo è fatto male.
Com'è duro accettare di aver torto!
Senza adirarmi perché nella mia autodifesa
m'intrappolo sempre più,
portando argomenti che non reggono.
Senza voler ad ogni costo
essere infallibile, impeccabile;
e che ancora?

Signore, liberami
dalla paura dinanzi alla colpa
di cui debbo portare le conseguenze.


LUCIEN JERPHAGNON

Signore, abbi pietà di me


O Cristo,
dispensatore di grazia e di misericordia,
che purifichi i peccatori dalle colpe:
abbi pietà di me.

Io non ho sopportato le fatiche del giorno,
né la canicola bruciante del sole:
sono infatti un operaio dell’undecima ora.

Salvami, abbi pietà di me.

I miei peccati,
gettandomi dall’altezza raggiunta,
mi hanno schiacciato al suolo.

Sono precipitato nell’abisso.

Chi potrà riportarmi in alto
se non tu, creatore e sapienza infinita,
che mi hai foggiato fin dall’infanzia
a tua immagine e somiglianza?

Per mia colpa sono diventato
complice del demonio, schiavo del peccato:
liberami, Signore, abbi pietà di me.

Rabbula di Edessa, Inno penitenziale


lunedì 14 marzo 2011

VANGELO DEL GIORNO


Signore, da chi andremo ? Tu hai parole di vita eterna Gv 6, 68


Lunedì 14 Marzo 2011

Lunedì della I settimana di Quaresima




Meditazione del giorno
San Simeone il Nuovo Teologo : « L'avete fatto a me »

Lv 19,1-2.11-18.

Il Signore disse ancora a Mosè:
"Parla a tutta la comunità degli Israeliti e ordina loro: Siate santi, perché io, il Signore, Dio vostro, sono santo.
Non ruberete né userete inganno o menzogna gli uni a danno degli altri.
Non giurerete il falso servendovi del mio nome; perché profaneresti il nome del tuo Dio. Io sono il Signore.
Non opprimerai il tuo prossimo, né lo spoglierai di ciò che è suo; il salario del bracciante al tuo servizio non resti la notte presso di te fino al mattino dopo.
Non disprezzerai il sordo, né metterai inciampo davanti al cieco, ma temerai il tuo Dio. Io sono il Signore.
Non commetterete ingiustizia in giudizio; non tratterai con parzialità il povero, né userai preferenze verso il potente; ma giudicherai il tuo prossimo con giustizia.
Non andrai in giro a spargere calunnie fra il tuo popolo né coopererai alla morte del tuo prossimo. Io sono il Signore.
Non coverai nel tuo cuore odio contro il tuo fratello; rimprovera apertamente il tuo prossimo, così non ti caricherai d'un peccato per lui.
Non ti vendicherai e non serberai rancore contro i figli del tuo popolo, ma amerai il tuo prossimo come te stesso. Io sono il Signore.

Sal 19,8.9.10.15.

La legge del Signore è perfetta, rinfranca l'anima; la testimonianza del Signore è verace, rende saggio il semplice.
Gli ordini del Signore sono giusti, fanno gioire il cuore; i comandi del Signore sono limpidi, danno luce agli occhi.
Il timore del Signore è puro, dura sempre; i giudizi del Signore sono tutti fedeli e giusti,
Ti siano gradite le parole della mia bocca, davanti a te i pensieri del mio cuore. Signore, mia rupe e mio redentore.






Mt 25,31-46.

Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria.
E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri,
e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra.
Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo.
Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato,
nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi.
Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere?
Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito?
E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti?
Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me.
Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli.
Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere;
ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato.
Anch'essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito?
Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l'avete fatto a me.
E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna».


Traduzione liturgica della Bibbia

SPERIMENTARE IL PERDONO


Vorrei dire a chi si preoccupa troppo della perfezione: persino il peccato può indurmi ad abbandonare il progetto di vita che mi sono edificato da solo, che mi soffoca e mi circonda come un muro; persino il peccato può indurmi a buttare all'aria la recinzione per lasciare che Dio mi si accosti.
Non per niente Gesù si è rivolto ai peccatori.
I peccatori percepiscono ancora la loro dipendenza da Dio, mentre chi è perfetto, si isola da tutto e, alla fine, non lascia entrare più neanche Dio.
Ovviamente diventiamo continuamente colpevoli, che lo vogliamo o no. Ma nella colpa rientra innanzitutto anche l'ammissione della mia umanità, quindi il protendersi verso Dio e l'esperienza del suo perdono, e questo significa che sono accolto anche con la mia colpa, che il mio passato non mi inchioda in una posizione irreversibile.
Si tratta del cuore dell'annuncio cristiano: possiamo ogni volta ricominciare da capo, non siamo dei falliti a motivo del peccato, ma possiamo rinnovare in ogni momento la nostra vita.
 
Anselm Grun

domenica 13 marzo 2011

Dio ha pietà di noi




Se uno si affida a Dio con tutto il cuore, allora al Padre ha misericordia di lui e gli dona lo Spirito di conversione e lo Spirito gli farà conoscere ogni suo peccato perché non vi ricada; gli fa conoscere gli avversari che si ergono davanti a lui e che non vogliono che si separi da loro e che lo combattono affinché non perseveri nella conversione.

Ma se egli persevera e obbedisce allo Spirito che lo esorta a conversione, allora il creatore ha pietà della sua fatica.

E vedendo le afflizioni che impone al suo corpo - molte preghiere, digiuno, suppliche, studio della parola di Dio, rinuncia a ogni male, umiltà, povertà di spirito, lacrime, compunzione - Dio, vedendo la sua fatica e la sua pazienza, ha pietà di lui e lo salva. Amen.

Grazie del giorno



SignoreTu ci affidi il giorno ogni giorno.
Lo deponi nelle nostre mani
affinché noi lo rendiamo
bello utile ricco.
Signore ogni giorno è un dono
che Tu ci fai
per la nostra gioia.
Tu infatti
non hai bisogno di niente
perché non potresti
essere più grande perché non potresti
essere più felice.
Il tuo unico desiderio
è che noi siamo felici
come sentiamo
di voler essere di dover essere.
Signore aiutaci a conquistare
la nostra gioia perché ogni momento
possiamo lodarti perché ogni giorno
possiamo ringraziarti.
 
Tonino Lasconi
 

ciao

per tutti coloro che mi vogliono bene un invito a riflettere

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