per capirci

GIACOMO 1, 2-4

Fratelli, considerate come motivo di gaudio perfetto le diverse prove alle quali voi potete essere esposti, sapendo che la fede messa
alla prova produce la pazienza. E' necessario però che la pazienza compia perfettamente l'opera sua, affinché voi siate pure perfetti ed
integri, senza mancare in niente.(Giacomo 1; 2-4)

Emmanuel

giovedì 7 luglio 2016

Tentazione o prova?


......voglio condividere questo insegnamento,scritto da un fratello in CRISTO GESU',
perchè DIO possa consolare,edificare e fortificare altri,come lo ha fatto con me....
La vita è piena di tante cose belle, ma la vita è anche piena di cose pesanti, di grandi dolori. La vita è piena di situazioni difficili, e affrontando queste situazioni, spesso cadiamo nel peccato. Ci sono prove che sono afflizioni, e spesso, ci portano allo scoraggiamento.
Oggi, voglio considerare le prove e le tentazioni della vita. Vorremo capire: qual è la differenza fra una prova e una tentazione? Vorremo capire da dove vengono le prove, e da dove vengono le tentazioni. Poi, a che cosa servono? Vogliamo capire come affrontarle, per poterle superare vittoriosamente, anziché cadendo.
Chiaramente, per considerare queste cose, non dobbiamo appoggiarci sul nostro intendimento, piuttosto dobbiamo andare alla Parola di Dio per scoprire ciò che Dio ci insegna in questo campo.
Prima di tutto, cosa intendiamo quando usiamo le parole “prova” e “tentazione”? È importante sapere che nel Nuovo Testamento, entrambe le parole derivano dalla stessa parola greca. La stessa situazione può essere vista come una prova o come una tentazione, in base alla prospettiva. Quindi, vogliamo imparare la prospettiva di Dio.
Spesso una prova o tentazione è una situazione difficile, che serve per verificare la vera condizione del cuore o del carattere di un uomo. Può anche essere un'opportunità di peccare.
Anche questo rivela il cuore dell'uomo. Se la persona non guarda a Dio, può rispondere alla prova peccando. Se invece guarda a Dio, quella prova fortifica la sua fede. Quindi, la prova è un qualcosa che rivela la condizione del cuore dell'uomo. Può essere un conflitto con un'altra persona, può essere un problema di salute, o un problema economico, o un'opportunità di peccare in qualsiasi modo.
Per capire meglio le prove e le tentazioni, e da dove originano e come servono, iniziamo considerando un brano importante, 2 Corinzi 12.
Nella prima parte di questo capitolo, Paolo descrive come ebbe il privilegio unico di essere rapito fino al terzo cielo, e anche in paradiso, per udire parole ineffabili, che non è lecito ad alcun uomo di proferire.
È importante cercare di comprendere l'immensità di questo privilegio enorme, che solitamente non viene dato mai agli uomini. Da ciò che sappiamo, in quel momento della storia, nessuno altro apostolo aveva ricevuto questo privilegio. Sappiamo che anni dopo la morte di Paolo, l'apostolo Giovanni fu anche lui portato in cielo in modo da poter trasmetterci il libro della Apocalisse. Quindi Paolo aveva ricevuto un privilegio che nessuno degli altri apostoli avevano ricevuto. Certamente sarebbe stato facile insuperbirsi. Perciò Dio, che aveva dato questo privilegio a Paolo, gli mandò anche una terribile sofferenza, per proteggerlo dalla superbia.
Notate attentamente ciò che Paolo descrive nel versetto 7. Ve lo leggo:
“inoltre, affinché non m’insuperbisca per l’eccellenza delle rivelazioni, mi è stata data una spina nella carne, un angelo di Satana per schiaffeggiarmi affinché non m’insuperbisca.” (2Cor 12:7)
Notiamo attentamente i verbi. A Paolo è stata data una spina nella carne. Questa spina serviva per proteggerlo dalla superbia. Quindi, è chiarissimo che è stato Dio a dare questa spina a Paolo, perché è solo Dio che avrebbe voluto proteggerlo dalla superbia. Quindi Dio ha dato a Paolo una spina nella carne, per proteggerlo dal peccato.
Però, notate che questa spina era un angelo di Satana, che potremmo anche chiamare un demone, che serviva per schiaffeggiarlo per tenerlo lontano dalla superbia.
Questa spina era un grave e difficile problema fisico, che faceva soffrire molto Paolo. Il dolore veniva da Satana, in questo caso da un angelo di Satana. Però è stato mandato da Dio, per proteggere Paolo dalla superbia.
Chiaramente Satana non vuole proteggerci dalla superbia, anzi, la superbia è uno dei suoi peccati principali. Satana vuole farci cadere nel peccato, e perciò vuole che abbiamo superbia. Quindi, nonostante che Satana facesse soffrire Paolo, in realtà questa sofferenza aveva origine non in Satana, ma in Dio. Dio ha dato questa sofferenza per il bene di Paolo, Satana cercava di usare questa sofferenza per far cadere Paolo nel peccato. In altre parole, lo stessa avvenimento era una prova da parte di Dio per fortificare la fede di Paolo e per proteggerlo dal peccato, e da parte di Satana era una tentazione, per farlo cadere.
Paolo scelse di guardare a Dio in questa prova, e perciò anziché provocare il male nella sua vita, provocò un immenso bene, come leggiamo nei versetti 8-10.
“8 A questo riguardo ho pregato tre volte il signore che lo allontanasse da me. 9 Ma egli mi ha detto: "la mia grazia ti basta, perché la mia potenza è portata a compimento nella debolezza". Perciò molto volentieri mi glorierò piuttosto delle mie debolezze, affinché la potenza di Cristo riposi su di me. 10 Perciò io mi diletto nelle debolezze, nelle ingiurie, nelle necessità, nelle persecuzioni, nelle avversità per amore di Cristo, perché quando io sono debole, allora sono forte.” (2Cor 12:8-10 LND)
Questa prova era così pesante che ha spinto Paolo a pregare in tre occasioni implorando Dio di toglierla. Ma Dio ha fatto un'opera molto più grande che togliere la prova. Tramite la sofferenza, Paolo imparò di più della potenza di Cristo in lui, che era più visibile nella sua debolezza. Avendo capito questo, Paolo trovava diletto nelle debolezze, nelle ingiurie, nelle necessità, nelle persecuzioni, e nelle distrette, perché in questo modo poteva conoscere la potenza di Cristo in lui.
Questo brano è estremamente importante per aiutarci a capire che ciò che Satana intende per male, Dio lo intende per bene. Il sovrano controllo di Dio è tale che perfino ciò che Satana intende per male è uno strumento per il bene nelle mani di Dio.
Giuseppe in Egitto
Pensiamo alla storia di Giuseppe, il figlio di Giacobbe. Fu odiato dai suoi fratelli, e venduto come schiavo e portato in Egitto. Conosciamo la storia, e come Dio benedisse Giuseppe, ma poi fece sì che egli si trovasse ingiustamente in prigione, dove rimase per vari anni, per poi diventare secondo al comando in tutto l'Egitto. Nella provvidenza di Dio, tutte queste vicissitudini servivano per far arrivare i suoi fratelli in Egitto, per portare avanti il piano di Dio. Dopo che i suoi fratelli si furono trasferiti, e che il padre Giacobbe morì, i fratelli ebbero paura che Giuseppe avrebbe cercato di vendicarsi contro di loro. Vi leggo le parole di Giuseppe a loro che troviamo in Genesi 50:
19 Giuseppe disse loro: "non temete; sono io forse al posto di DIO? 20 Voi avete macchinato del male contro di me; ma DIO ha voluto farlo servire al bene, per compiere quello che oggi avviene: conservare in vita un popolo numeroso. ” (Gen 50:19-20)
Notate le parole di Giuseppe: voi avete macchinato del male contro di me, ma Dio ha voluto farlo servire al bene. Le situazioni brutte sono mandate da Satana per farci del male, ma Dio le usa per farci del bene. Le prove, perfino le cose più terribili, sono strumenti nelle mani di Dio per portare il bene ai suoi figli.
Romani 8:28-30
Passiamo ora a Romani 8:28-30. Questo brano dichiara in modo chiaro che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio. Chiaramente, non succede niente per caso, ma succede perché Dio è sovrano su tutte le cose. Leggo Romani 8:28-30.
“28 or noi sappiamo che tutte le cose cooperano al bene per coloro che amano dio, i quali sono chiamati secondo il suo proponimento. 29 Poiché quelli che egli ha preconosciuti, li ha anche predestinati ad essere conformi all’immagine del suo figlio affinché egli sia il primogenito fra molti fratelli. 30 E quelli che ha predestinati, li ha pure chiamati, quelli che ha chiamati, li ha pure giustificati e quelli che ha giustificati, li ha pure glorificati.” (Rom 8:28-30 LND)
Tutte le cose vuol dire tutte le cose! Dio controlla tutto in modo tale che tutte le cose, compresi il dolore e le difficoltà, che vengono usate per portare del vero bene nella vita di noi che siamo stati salvati. Abbiamo appena considerato come Dio ha usato la terribile sofferenza di Paolo per fortificare la sua fede, per fargli conoscere di più la potenza di Dio all'opera in lui, e per proteggerlo dalla superbia. Quindi anche ciò che Satana usa per cercare di far cadere nel peccato, Dio lo usa come strumento per il bene dei suoi figli.
Per poterci fidare del fatto che Dio fa cooperare tutto al bene, dobbiamo assolutamente capire e tenere in mente che solo il bene che Dio intende è il vero bene, non è vero il bene che è secondo il metro del mondo. Il mondo pensa al bene come una vita con poche difficoltà e poca sofferenza, una vita in cui tutti ci trattano con giustizia, e ci sono poche frustrazioni. Quello è il bene secondo il metro del mondo.
Dio intende tutta un'altra cosa per bene. Il bene che Dio produce in noi è il bene eterno di farci essere conformati all'immagine di Cristo.
Pensando all'esempio di Paolo, il bene che Dio ha prodotto nella sua prova non era di togliere il dolore, che evidentemente è rimasto, ma era di santificare Paolo e di fargli imparare una buona lezione che ricordava Gesù Cristo e la sua potenza in Paolo. Agli occhi del mondo, non c'era bene in quella prova, in quanto il dolore continuava. Agli occhi di Dio, e anche agli occhi di Paolo dopo che aveva capito, quella prova, quella sofferenza stava producendo un profondo bene. Quindi, quando pensiamo al fatto che Dio fa cooperare tutto per il bene di quelli che amano Dio, è essenziale ricordare che il bene non è una vita meno pesante, ma è una vita in cui conosciamo Dio di più.
1 Corinzi 10
Passiamo ora a considerare 1Corinzi 10. Questo capitolo inizia avvertendoci di non peccare come peccarono i figli di Israele. Leggiamolo insieme iniziando dal versetto 1. 1Corinzi 10:1-6.
“1 Ora, fratelli, non voglio che ignoriate che i nostri padri furono tutti sotto la nuvola e tutti passarono attraverso il mare, 2 tutti furono battezzati per Mosé nella nuvola e nel mare, 3 tutti mangiarono il medesimo cibo spirituale, 4 e tutti bevvero la medesima bevanda spirituale, perché bevevano dalla roccia spirituale che li seguiva; or quella roccia era Cristo. 5 Ma Dio non gradì la maggior parte di loro; infatti furono abbattuti nel deserto, 6 Or queste cose avvennero come esempi per noi, affinché non desideriamo cose malvagie come essi fecero,” (1Cor 10:1-6 LND)
Non tutti coloro che sono usciti dall'Egitto appartenevano veramente a Dio. Similmente, non tutti coloro che si dichiarano credenti sono veramente salvati. Ciò che accadde ai figli d'Israele è un avvertimento per noi, per aiutarci a non cadere in quei peccati in cui loro sono caduti, e per cui furono abbattuti nel deserto.
Leggo alcuni di questi peccati dal versetto 7 a 10.
“7 e affinché non diventiate idolatri come alcuni di loro, secondo quanto sta scritto: "il popolo si sedette per mangiare e per bere, e poi si alzò per divertirsi". 8 E non fornichiamo, come alcuni di loro fornicarono, per cui ne caddero in un giorno ventitremila. 9 E non tentiamo Cristo, come alcuni di loro lo tentarono, per cui perirono per mezzo dei serpenti, 10 E non mormorate, come alcuni di loro mormorarono, per cui perirono per mezzo del distruttore.” (1Cor 10:7-10 LND)
Notate che questi peccati erano così gravi che Dio uccise tanti di loro. Questi peccati comprendevano anche i peccati di mormorare e di tentare Dio, lamentandosi di ciò che Egli aveva provveduto per loro, e mormorando quando non c'era cibo e non c'era acqua.
Attenzione: mancare cibo e acqua nel deserto è un problema gravissimo. Al popolo di Dio poteva sembrare che sarebbero morti. Però, il fatto che scelsero di mormorare per questo vero problema fu considerato da Dio come un grave peccato. Infatti, e Egli uccise vari di loro per questo motivo.
Nonostante che il problema fosse così grave, non avrebbero dovuto mormorare. Era stato Dio stesso a guidarli fino a quel punto. Avrebbero dovuto fidarsi di Dio. Egli aveva promesso che li avrebbe fatti arrivare nella terra promessa.
Similmente per noi, dobbiamo ricordare che Dio è sovranamente in controllo degli avvenimenti della nostra vita, e quando arrivano situazioni difficili, è perché sono state ordinate così da Dio. Queste situazioni, queste prove, non dovrebbero farci cadere nel peccato, piuttosto dovrebbero servire per stimolare la nostra fede, in modo che possiamo vedere più l'opera di Dio.
Infatti, vi faccio una domanda. Che cosa fortifica di più la fede? Quando Dio provvede tutto per noi in modo che non ci sono prove, oppure, quando Dio ci manda le profonde prove, ma poi provvede la via di uscita in modo visibile, come vediamo tante volte nella Bibbia, e anche nella vita?
Chiaramente, è quando ci sono gravi prove che riconosciamo di più la provvisione di Dio, e questo aumenta la nostra fede. Quindi, l'opera di Dio nella nostra vita non è per darci una vita comoda con pochi problemi, piuttosto l'opera più grande di Dio è di aumentare la nostra fede, in modo da santificarci.
Vado avanti, e leggo il versetto 11:
“or tutte queste cose avvennero loro come esempio, e sono scritte per nostro avvertimento, per noi, che ci troviamo alla fine delle età.” (1Cor 10:11 LND)
Il racconto dei figli d'Israele serve per il nostro avvertimento. Serve per farci capire che il nostro modo di rispondere alle circostanze trasforma la stessa situazione in una prova che fortifica la nostra fede, o in una tentazione che ci porta a peccare. Non è la situazione che ci fa peccare, ma è come noi viviamo quella situazione. Questo è il messaggio di questo brano.
E perciò dobbiamo tenere in mente che se non guardiamo a Dio, peccheremo. Infatti, il prossimo versetto, il versetto 12, ci avverte del pericolo di cadere nel peccato come loro. Leggo il versetto 12.
“perciò, chi pensa di stare in piedi, guardi di non cadere.” (1Cor 10:12 LND)
Chi pensa di stare in piedi, ovvero chi si ritiene forte, può facilmente cadere nel peccato. Perciò, dobbiamo considerare ogni difficoltà ed ogni prova come un'opportunità di guardare a Dio con fede.
Un versetto chiave
Infatti, ora arriviamo al versetto 13, un versetto molto importante per quanto riguarda il comprendere le prove della vita. Ho detto all'inizio di questo sermone che nel Nuovo Testamento, la parola “prova” è la parola “tentazione” derivano dalla stessa parola greca. Per esempio, qui in 1Corinzi 10:13 troviamo questa parola greca tradotta con “tentazione”, mentre in Giacomo 1 troviamo la stessa parola tradotta con “prova”. Tenete in mente questo mentre leggo ora il versetto 13.
“nessuna tentazione vi ha finora colti se non umana, or Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze, ma con la tentazione vi darà anche la via d’uscita, affinché la possiate
Nel leggere questo versetto, è indifferente che diciamo tentazione o prova. Il senso è uguale. Tutte le prove, tutte le cosiddette tentazioni, che arrivano nella nostra vita sono umane. Non succede nulla a noi che non succede anche ad altri. Questo è una verità importante da ricordare, perché molto facilmente crediamo alla menzogna che le nostre prove, le nostre difficoltà sono più dure di quelle degli altri. Non è vero! Tutte le nostre tentazioni sono umane!
Poi troviamo la meravigliosa e preziosa verità che Dio è fedele. Dio è fedele, Egli non cambia mai, Egli mantiene sempre la sua parola. Dio è fedele, e non permetterà che siamo tentati oltre le nostre forze. Satana non ha il potere di mandarci una prova o una tentazione se non è quella stabilita da Dio. Vediamo questa realtà più volte nella Bibbia, come nell'esempio di Giobbe e di Paolo. Satana non può decidere quale prova mandarci. Questa è una decisione che Dio tiene sempre per sé.
Dio sa quante forze ci ha dato, e sa dosare la prova in modo esatto e preciso. Egli non permette che arrivi una prova oltre le nostre forze. È vero che spesso a noi sembra che una prova sia troppo pesante, ma questo è perché Dio conosce le nostre forze meglio di quanto le conosciamo noi.
Se ricordiamo questa verità, non diremo mai di non farcela più. Certamente, può facilmente sembrare che non ce la facciamo, però quel pensiero è una menzogna, nega questa promessa da parte di Dio. Dio è fedele, e anche se sembra che non ce la facciamo più, in realtà possiamo superare qualunque prova che Dio ci dà, perché Egli, essendo fedele, non permette che siamo provati oltre le nostre forze.
Con ogni tentazione, ci dà anche la via di uscirne. La via di uscire da una prova non è una via di evitare la prova, ma è la via per passare la prova e uscire dall'altra parte. Infatti, Dio non ci fa evitare le prove perché le prove sono gli strumenti che Egli usa per fortificare la nostra fede e per conformarci all'immagine di Gesù Cristo.
Il versetto conclude dicendo "affinché la possiate sostenere". Ciò che ci permette di superare la prova vittoriosamente è il fatto di sapere che Dio è in controllo, e che ci farà superare la prova. La chiave per superare le prove è di tenere i nostri occhi su Dio, e ricordare le sue promesse, e che Dio è fedele, ed è con noi! Se dimentichiamo queste cose, allora a noi potrà sembrare impossibile sostenere la prova.
Alla luce di questo, vi esorto e vi incoraggio a tenere in mente in ogni prova e tentazione che Dio, il nostro Padre celeste, è in controllo, ha disegnato questa prova per te, e sta usando questa prova per portare buon frutto nella tua vita. Non dobbiamo mai disperarci nelle prove, non dobbiamo mai credere la menzogna che non riusciamo più a sopportarne il peso, perché Dio è fedele, e non permetterà una prova troppo pesante per noi. Dio è sempre in pieno controllo delle nostre prove.
Giacomo 1:2-18
La chiave è nel capire e ricordare che non è la prova in sé che produce la gioia, è piuttosto ciò che la prova produce in noi che ci dà gioia. La gioia sta nel ricordare che Dio sta usando quella prova per produrre un bene eterno in noi.
Notate qui che la prova viene chiamata “la prova della nostra fede”. Le prove sono strumenti che Dio usa per mettere alla prova la nostra fede, per raffinarla e rinforzarla. Abbiamo visto che il terribile dolore di Paolo aveva creato in lui una fede più grande, per cui egli era grato a Dio. Vediamo questa realtà volta dopo volta nella Bibbia, e anche nella vita di oggi osservando tanti credenti.
Notiamo ciò che la prova della nostra fede produce. Prima di tutto, produce costanza, che è costanza della fede. Questa costanza compie in noi un'opera perfetta. Tramite le prove Dio opera per renderci perfetti e completi, in nulla mancanti. In altre parole, senza le prove siamo molto mancanti ed imperfetti, e siamo incompleti. La nostra fede non è matura, non è perfetta. Sono proprio le prove che Dio usa per maturare e purificare e rinforzare la nostra fede.
Caro credenti(e), è vero che le prove sono difficili al momento, ma sono strumenti nelle mani di Dio per prepararti per l'eternità con Lui.
Andando avanti, dal versetto 5 a 8 leggiamo che se abbiamo bisogno di sapienza, la possiamo chiedere con fede a Dio, ed Egli ce la darà. Leggo dal versetto 5:
“5 ma se qualcuno di voi manca di sapienza, la chieda a Dio che dona a tutti liberamente senza rimproverare, e gli sarà data. 6 Ma la chieda con fede senza dubitare, perché chi dubita è simile all’onda del mare, agitata dal vento e spinta qua e là. 7 Non pensi infatti un tal uomo di ricevere qualcosa dal Signore, 8 perché è un uomo dal cuore doppio instabile in tutte le sue vie.” (Giacomo 1:5-8 LND)
Spesso, in mezzo alle prove profonde, al dolore difficile, alle afflizioni ardue, abbiamo bisogno di chiedere a Dio la sapienza, per capire come procedere. Quando chiediamo fidandoci che Dio ama rispondere a questa preghiera, Egli risponderà, e ci darà la sapienza che serve. Non ci spiegherà il perché di ogni prova, perché quello Dio non ce lo rivela. Piuttosto, ci ricorderà che Egli è in controllo, e che sta facendo tutto per portare avanti la sua buona opera in noi.
Saltiamo giù e leggiamo il versetto 12.
“beato l’uomo che persevera nella prova, perché, uscendone approvato, riceverà la corona della vita, che il Signore ha promesso a coloro che l’amano.” (Giacomo 1:12 LND)
Qua, Dio ci ricorda che chi persevera nella prova, ovvero chi continua a guardare a Dio, sarà beato, e riceverà la corona della vita. Qua troviamo una chiave per superare le prove. Dobbiamo perseverare, dobbiamo continuare a guardare a Dio, fidandoci che Egli è in controllo, non perché
Bibbia, e ci fidiamo della sua Parola!
Quando siamo tentati, nessuno deve dire che è stato Dio a tentarlo. Dio non tenta nessuno, ovvero, Dio non spinge mai qualcuno a peccare. Eppure, tendiamo ad accusare Dio, anche in modo indiretto, accusando la provvidenza di Dio. Quando Adamo ed Eva peccarono, e Dio chiese ad Adamo che cosa avesse fatto, Adamo rispose accusando indirettamente Dio, dicendo che era stata la donna che Dio gli aveva messo al fianco che gli aveva dato da mangiare il frutto proibito. Però in realtà, Dio non ci spinge mai a peccare.
Piuttosto, questo brano ci spiega che siamo tentati a causa della nostra propria concupiscenza. Non sono le cose al di fuori di noi che ci portano a peccare, ma piuttosto è la concupiscenza dentro di noi. La nostra concupiscenza utilizza le opportunità che le prove e le tentazioni danno, per spingerci al peccato. Il peccato quando è consumato, genera la morte.
Vediamo tanti esempi di questa verità nella Bibbia, come anche nella vita. Per esempio in Matteo 5 Gesù insegna che anche se un uomo guarda una donna con desiderio ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore. Il desiderio è nel cuore. In Matteo 15 Gesù spiega che ciò che contamina l'uomo è ciò che esce dal suo cuore. Il peccato è dentro di noi, non è una tentazione esterna che ci porta a peccare.
In Giacomo 4, leggiamo che pecchiamo perché abbiamo passioni sbagliate, che sono le nostre concupiscenze. Leggo Giacomo 4:1-3.
“1 Da dove vengono le guerre e le contese fra voi? Non provengono forse dalle passioni che guerreggiano nelle vostre membra? 2 Voi desiderate e non avete, voi uccidete e portate invidia, e non riuscite ad ottenere; voi litigate e combattete, e non avete, perché non domandate. 3 voi domandate e non ricevete, perché domandate male per spendere nei vostri piaceri.” (Giacomo 4:1-3 LND)
Ciò che in questo brano viene chiamato “le passioni” non sono altro che le nostre concupiscenze. Quindi, ricordate che Dio non tenta mai nessuno, e non è ciò che succede intorno a noi che ci fa peccare. Piuttosto il peccato è dovuto a causa della nostra concupiscenza, che ci porta a desiderare ciò Dio non ci ha dato.
Dio non tenta nessuno. Dio ci manda le prove che ci portano del bene se guardiamo a Lui. È la nostra concupiscenza che trasforma quella prova, che dovrebbe portarci del bene, in una tentazione in cui cadiamo. La colpa non è mai di Dio, la colpa è della nostra concupiscenza.
In realtà, ogni buona donazione e ogni dono perfetto vengono dall'alto, vengono da Dio. Dio è la fonte di ogni buon dono che riceviamo in tutta la vita. Ed è per questo che è importante abbondare nel ringraziamento.
Ricordati che le prove servono per proteggerti dal peccato, non per farti peccare. Dio sapeva esattamente ciò che serviva a Paolo per proteggerlo dalla superbia. E Dio sa quali sofferenze servono a noi, per proteggerci dai nostri peccati.
Tramite le prove, Dio sta portando a compimento la sua buona opera in noi, fino al giorno di Cristo.
Quindi, la chiave per superare le nostre prove è di tenere gli occhi su Dio, di ricordare le sue promesse, e di fidarci di Lui. Quando facciamo così, ciò che prima ci affliggeva e ci faceva stare molto male può essere motivo di grande gioia, perché ricorderemo ciò che Dio sta facendo tramite le prove della nostra fede.
E quando cadiamo in tentazione, non dobbiamo mai attribuire la nostra caduta alle circostanze intorno a noi. Piuttosto dobbiamo riconoscere che abbiamo peccato a causa della concupiscenza dentro di noi. Perciò confessiamo ogni peccato, e riposiamoci in Cristo mentre aspettiamo il suo ritorno.
Ringrazio Dio che Egli è in controllo. Prego che possiamo tenere in mente le preziose promesse di Dio.

da una riflessione della sorella Rosa Chiara Anna Pascuzzi

lunedì 13 giugno 2016

La Consapevolezza Profetica


Siamo in un momento molto importante nella storia. E' un momento in cui la Chiesa è, francamente, in gran parte cieca a ciò che sta accadendo. Questo perché vi è una zona della Parola di Dio che la Chiesa non ha verificato costantemente con ogni mezzo di controllo e che è l'escatologia, o lo studio dei tempi. Questo è preoccupante considerando come gran parte della Bibbia è profezia dei tempi finali. 

Una ragione di ciò, è che nella Chiesa è stata creata una situazione per cui non crediamo che la  profezia possa essere comprensibile e così non ci preoccupiamo neanche di studiarla, ma Dio ci ha dato così tante profezie solo per farle rimanere incomprensibili? Non ci credo. Questo fatto sta facendo, sia ai salvati e che ai non salvati, un pessimo servizio in molti modi in quanto, semplicemente, non è vero. 

Un altro motivo, altrettanto distruttivo, è che crediamo, anche, che tutto sia stato ormai compreso da altri e così noi possiamo riposare su alcune interpretazioni tradizionali che ci sono state tramandate. Possiamo onestamente dire che tutto è stato ormai davvero compreso? Non ci credo. Considerate ciò che uno degli angeli che hanno contribuito a fornire la profezia di Daniele disse allo stesso Daniele:

"Ma tu, Daniele, tieni nascoste queste parole e sigilla il libro fino al tempo della fine, molti andranno avanti e indietro e la conoscenza aumenterà" [Daniele 12: 4]

Nel contesto adeguato, questo significa che la profezia del tempo della fine è stata sigillata per una piena comprensione fino al tempo della fine e, solo in quel tempo, molte persone saranno alla ricerca, per intuito profetico, delle pagine del libro di Daniele poichè la loro conoscenza verrà aumentata, ma la conoscenza di cosa? La conoscenza della storia e delle tendenze attuali del mondo e degli eventi. Questo può avvenire solo con il dispiegarsi del tempo finale, che rivelerà queste cose per noi che le studieremo.

 “Io udii, ma non compresi, perciò chiesi: «Mio signore, quale sarà la fine di queste cose?».Egli rispose: «Va Daniele, perché queste parole sono nascoste e sigillate fino al tempo della fine.”[Daniele 12: 8-9]

Si consideri, che questo significa come minimo che alcune interpretazioni della profezia del tempo della fine insegnate prima del momento in cui esse saranno dissigillate, necessariamente, saranno errate. In altre parole, la Bibbia dice quello che ha sempre detto, ma solo al giusto tempo saremo in grado di conoscere correttamente e identificare queste cose.

Vi annuncio che ora ci troviamo in quel tempo


E' mia costante preghiera, speranza e desiderio che gli occhi della Chiesa vengano aperti per la profezia in un modo in cui non sono stati mai aperti prima e che avremo in effetti risposte alle domande, piuttosto che un'ambigua e continua crescita di montagne di speculazioni, che non sembrano mai ottenere  qualcosa di specifico che possiamo accettare.

Di fatto, si consideri che, la ragione per cui abbiamo avuto da fare congetture su così tante cose, è perché abbiamo avuto le risposte sbagliate ed esse non ci sono sembrate affatto adeguate.Pensate che ciò è come cercare di aggiornare un nuovo computer con un vecchio sistema operativo. Non verrà affatto aggiornato correttamente su un qualcosa che non è stato progettato per farlo funzionare bene. Non sarà possibile ottenerne il massimo beneficio, perché non farà ciò che si ipotizzava dovesse fare.

Mantenete le cose sante semplici


Noi abbiamo bisogno di riprendere una parte da tutti i piccoli dettagli iniziando alla radice della profezia per ottenere il quadro più ampio, la storia più grande.
Una volta che fissiamo ogni cosa sulla sue proprie fondamenta e lasciamo che sia la storia che racconti la storia, saremo sorpresi di come il resto scatterà e cadrà al posto giusto. Vi chiederete perché non lo abbiamo mai visto prima.


La sfida


E 'qua dove desidero lanciare la sfida che è stata lanciata a me:

I profeti del Vecchio Testamento sono disseminati con i nomi delle nazioni che Cristo giudicherà al suo ritorno sulla terra. Potete trovare una nazione tra quelle elencate che non sia situata in Medio Oriente?

Nonostante quelle interpretazioni e tradizioni che potremmo portare al testo, la geografia non mente circa la posizione degli eventi profetici. 
L'ambientazione profetica della Bibbia nella sua corretta ambientazione geografica è assolutamente essenziale per comprendere il momento nel quale ci troviamo proprio adesso.  

Cristiani, pastori e insegnanti della profezia della Bibbia, volete prendere seriamente questa sfida? 

Essa potrebbe avere un effetto diretto su come interagite con le persone proprio adesso, oggi. La gente ha bisogno di conoscere Cristo o conoscerlo meglio, perché l'ora è molto più tarda di quanto ci rendiamo conto.

Tratto da: "Calling the Church to Prophetic Awareness"

Traduzione a cura di Consapevoli nella Parola 



"Mi gridano da Seir: «Sentinella, a che punto è giunta la notte? Sentinella, a che punto è giunta la notte?». 
La sentinella risponde: «Vien la mattina, poi anche la notte. Se volete interrogare interrogate pure; ritornate, venite»"
(Isaia 21:11-12)
http://consapevolinellaparola.blogspot.com/2016/06/chiamata-alla-consapevolezza-profetica.html

domenica 29 maggio 2016

Cronologia del libro dell'Apocalisse di Giovanni



Il libro dell’Apocalisse può sembrare a volte scoraggiante perché il suo è un linguaggio simbolico e figurativo, o perché ti porta da una parte all’altra. Io lo vedo come un vecchio amico, una volta che lo impari a conoscere, non è poi così male. È dunque importante conoscere l’ordine degli eventi, ciò che accadrà e quando. L’Apocalisse non è così difficile da capire se ne afferri il tema principale: la testimonianza di Gesù Cristo rivelata per mezzo dei suoi due popoli (i suoi testimoni): Israele e la Chiesa. La tempistica quindi è tutto.

SOMMARIO CRONOLOGICO DELL’APOCALISSE
cronologia
Capitolo 1 Il primo capitolo è un bel quadro raffigurante il Figlio dell’Uomo risorto che si muove in mezzo le chiese. Qui abbiamo la rivelazione e la testimonianza di Gesù Cristo. Il titolo del libro potrebbe essere: Rivelazione di Gesù Cristo.
Capitoli 2,3 Lettere a sette chiese diverse (sia figurative di chiese attuali che rappresentative di chiese storiche a cui viene rivolta un’esortazione ad ascoltare ciò che dice lo Spirito e ad essere vittoriose).
Capitolo 4 Qui abbiamo uno scorcio dei cieli e del trono di Dio.
Capitolo 5 Rivelazione dell’Agnello di Dio, l’unico degno di aprire i sette sigilli o rotoli. I rotoli ci spiegano cosa deve avvenire in questa rivelazione di Gesù Cristo.
Capitolo 6 Descrizione del principio dei dolori e dei sei sigilli che hanno luogo durante la prima parte della tribolazione.
Capitolo 7 Qui abbiamo Israele e la Chiesa davanti al trono. “Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione”. (7:14). Il sigillo li protegge dall’ira di Dio anche se molti di loro soffrono e muoiono.Israele è il primo gruppo di 144.000 (non in senso numerico ma come popolo nel suo insieme di salvati).
Capitoli 8,9 Le sette trombe vengono fuori dai sette sigilli.
Capitolo 10 Giovanni ingoia il libro.
Capitolo 11 È la storia dei due testimoni a partire dall’inizio della tribolazione fino alla sua fine, quando l’ultima tromba verrà suonata e il Signore tornerà e quando vengono riportati in vita e sono rapiti col Signore.
Capitolo 12 Questa è un’espansione di quello che succede durante la terza e la quarta tromba e satana e i suoi angeli vengono gettati a terra.
Capitolo 13 Questo capitolo è parallelo alla quinta tromba di Apocalisse 9:1-12 descrivente la parte centrale della tribolazione, l’abominazione della desolazione quando la bestia imporrà il suo marchio. Qui la bestia è descritta come proveniente dal mare: “Le fu pure dato di far guerra ai santi e di vincerli, di avere autorità sopra ogni tribù, popolo, lingua e nazione” (Apocalisse 13:7). Qui vogliamo essere chiari. Questa non è l’ira di Dio, ma è l’ira di satana diretta nei confronti della Chiesa (come nel capitolo 11)!
Capitolo 14 Il secondo gruppo di 144.000 rappresenta la Chiesa. “Essi sono stati riscattati tra gli uomini (v. 5). Qui c’è un’altra figura del rapimento laddove la terra viene mietuta proprio prima del versamento dell’ira di Dio (la seconda parte del capitolo).
Capitolo 15 Gli angeli preparano le coppe finali dell’ira.
Capitolo 16 Le sette trombe introducono le coppe dell’ira. La settima coppa rappresenta il giudizio su Babilonia. La grande città si divise in tre parti, e le città delle nazioni crollarono” (v. 19)Babiloniasi riferisce chiaramente a tutte le nazioni della terra che a questo punto sono sotto il governo dell’Anticristo. La settima coppa dell’ira è la distruzione dell’impero formato da tre parti, descritte dai prossimi tre capitoli.


babilonia
Capitolo 17 La Babilonia religiosa è raffigurata cavalcare la bestia politica che alla fine si rivolta su di lei.
Capitolo 18 Questo capitolo riguarda il giudizio e la distruzione della Babilonia commerciale.
Capitolo 19 Questo è il giudizio finale della Babilonia civile e politica e la descrizione della battaglia di Armaggedon.
Capitolo 20 Descrizione del regno del Millennio di Cristo, della battaglia finale e del giudizio dell’umanità, del diavolo e dei suoi angeli.
Capitolo 21 Dopo il giudizio, ecco che appaiono i nuovi cieli e la nuova terra assieme alla nuova Gerusalemme.
I primi 5 capitoli riguardano il Signore, le sette chiese e l’Agnello di Dio che è degno di aprire il libro e i sigilli. I capitoli da a 14 hanno a che fare con la testimonianza dei due testimoni. In diversi punti c’è un riferimento al rapimento:
  • nel cap. 11 all’ultima tromba
  • nel cap. 14 al raccolto finale
  • nel cap. 18 nel riferimento all’uscita e alla chiamata fuori della chiesa da Babilonia.
Il rapimento è un singolo evento menzionato in diverse parti del libro dell’Apocalisse.
Dal cap. 15 al cap. 20 si parla dei giudizi, in particolare del giudizio di quella grande nazione, Babilonia la grande, descritto nei capitoli 17, 18, 19.
Ora torniamo indietro ai sigilli e facciamo luce sulla cronologia.

I PRIMI SETTE SIGILLI

cavalieri
I primi sette sigilli riguardano gli eventi che avranno luogo prima dell’abominazione della desolazione e della Grande Tribolazione e che cominciano prima dell’inizio della settantesima settimana e che conducono alla metà di quel periodo di sette anni, a tre anni e mezzo. L’unico modo che avremo per identificare con chiarezza l’inizio dei sette anni finali sarà quando il patto con la morte e il soggiorno dei morti verrà firmato (leggere bene Daniele 9:27 e Isaia 28:15-18), un patto di difesa tra l’Anticristo e Israele.
Ma se parliamo di Chiesa nella Tribolazione, questo è il periodo in cui la Chiesa dovrà affrontare un sacco di problemi:
Primo sigillo. "Poi, quando l’Agnello aprì uno dei sette sigilli, vidi e udii una delle quattro creature viventi, che diceva con voce come di tuono: «Vieni». Guardai e vidi un cavallo bianco. Colui che lo cavalcava aveva un arco; e gli fu data una corona, ed egli venne fuori da vincitore, e per vincere." (Apocalisse 6:1-2). Il primo sigillo descrive l’Anticristo che cavalca un cavallo bianco che esce allo scopo di far conquiste. Non è dotato di frecce ma di un arco. Questo significa che quando uscirà montando il cavallo bianco, apparentemente avrà successo senza neanche sferzare un colpo! Egli agirà inizialmente in nome della pace e porterà prosperità, celando però la minaccia (l’arco). Questo, assieme al secondo sigillo corrono in parallelo a quanto descritto nel vangelo di Marco 13:7, “Quando udrete guerre e rumori di guerre, non vi turbate; è necessario che ciò avvenga, ma non sarà ancora la fine”.
Secondo sigillo. “E venne fuori un altro cavallo, rosso; e a colui che lo cavalcava fu dato di togliere la pace dalla terra affinché gli uomini si uccidessero gli uni gli altri, e gli fu data una grande spada” (Apocalisse 6:4). Ancora una volta questo verso corre in concomitanza con quanto descritto in Matteo 24:7- 8: “Perché insorgerà nazione contro nazione e regno contro regno; ci saranno carestie e terremoti in vari luoghi; ma tutto questo non sarà che principio di dolori”. A questo punto l’Anticristo si sarà tolto i guanti e non sarà più il sig. Dolcezza di prima, non più un cavallo bianco! Fate attenzione quando vedrete la nazione più potente della terra introdursi in altre nazioni con modi fraudolenti.
Terzo sigillo. Apocalisse 6:5 preannuncia scarsità, caos economico, inflazione e concentrazione di ricchezza nelle mani di pochi. “Quando l’Agnello aprì il terzo sigillo, udii la terza creatura vivente che diceva: «Vieni». Guardai e vidi un cavallo nero; e colui che lo cavalcava aveva una bilancia in mano. E udii come una voce in mezzo alle quattro creature viventi, che diceva: «Una misura di frumento per un denaro e tre misure d’orzo per un denaro, ma non danneggiare né l’olio né il vino»”. Quest’ultima frase sta a significare che la persona media dovrà lavorare tutto il giorno giusto per riuscire a comprare il necessario per andare avanti, mentre i ricchi godono dei loro eccessi.
Quarto sigillo, il cavallo giallastro. Apocalisse 6:8 “Guardai e vidi un cavallo giallastro; e colui che lo cavalcava si chiamava Morte; e gli veniva dietro l’Ades. Fu loro dato potere sulla quarta parte della terra, per uccidere con la spada, con la fame, con la mortalità e con le belve della terra”. Anche qui siamo in parallelo alla cronologia descritta nei vangeli, ad esempio, “Insorgerà nazione contro nazione e regno contro regno; vi saranno grandi terremoti, e in vari luoghi pestilenze e carestie; vi saranno fenomeni spaventosi e grandi segni dal cielo”. In questo periodo la potenza dell’Anticristo sarà incontestabile.
Quinto sigillo. Qui siamo giunti alla persecuzione! “Quando l’Agnello aprì il quinto sigillo, vidi sotto l’altare le anime di quelli che erano stati uccisi per la parola di Dio e per la testimonianza che gli avevano resa” (Apocalisse 6:9). Ancora una volta c’è un parallelo nel racconto dei vangeli, “Allora vi abbandoneranno all’oppressione e vi uccideranno e sarete odiati da tutte le genti a motivo del mio nome. Allora molti si svieranno, si tradiranno e si odieranno a vicenda. Molti falsi profeti sorgeranno e sedurranno molti. Poiché l’iniquità aumenterà, l’amore dei più si raffredderà, ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato” (Matteo 24:9-12).
Sesto sigillo. Questo sigillo descrive l’abominazione della desolazione, che vedremo anche descritta nella terza, quarta e quinta tromba, nella figura della stella che cade dal cielo. Questo evento è menzionato nel vangelo, ad esempio, “Quando dunque vedrete l’abominazione della desolazione, della quale ha parlato il profeta Daniele, posta in luogo santo (chi legge faccia attenzione!)” (Matteo 24:15) e anche nella terza, quarta e quinta tromba (Apocalisse 8:10-9:12), così come anche in Apocalisse 13 dove si vede la bestia che viene dalla terra far guerra ai santi per poi istituire il proprio marchio. Un’altra conferma della cronologia degli eventi l’abbiamo in II Tessalonicesi 2 dove si legge che il ritorno del Signore e il nostro incontro con lui (il rapimento) non avverrà “se prima non sia venuta l’apostasia e non sia stato manifestato l’uomo del peccato, il figlio della perdizione, l’avversario, colui che s’innalza sopra tutto ciò che è chiamato Dio od oggetto di culto; fino al punto da porsi a sedere nel tempio di Dio, mostrando se stesso e proclamandosi Dio”. L’abominazione della desolazione è anche descritta in Daniele 7:25; 8:25; 11:36.
Settimo sigillo. Il settimo sigillo conduce alle sette trombe, laddove le sette trombe corrono parallelamente alle sette coppe. La tromba introduce sempre il soggetto e la coppa lo traduce in un giudizio. Vi prego di notare che le coppe dell’ira di Dio sono destinate ai non credenti, non ai santi! I santi vengono risparmiati perché saranno rapiti prima che le coppe siano riversate sulla terra.

I SETTE SIGILLI E LE SETTE COPPE DELL’IRA

sigilli
Qui sotto vediamo in parallelo ciascuna tromba con la coppa corrispondente. Ogni tromba introduce un soggetto, come la terra, il mare, satana, l’uomo, ecc… e ciascuna coppa descrive il giudizio sullo stesso soggetto.



SOGGETTO
LE 7 TROMBE (Apocalisse 8-9)
LE COPPE DELL’IRA (Apocalisse 16)
PRIMA TROMBA e PRIMA COPPA 
Viene colpita la terra
v. 7. Il primo sonò la tromba, e grandine e fuoco, mescolati con sangue, furono scagliati sulla terra. Un terzo della terra bruciò, un terzo degli alberi pure e ogni erba verde fu arsa.v. 2. Il primo andò e versò la sua coppa sulla terra; e un’ulcera maligna e dolorosa colpì gli uomini che avevano il marchio della bestia e che adoravano la sua immagine.
SECONDA TROMBA e SECONDA COPPA 

Viene colpito il mare

Ulteriore giudizio sull’uomo
v. 8. Poi il secondo angelo sonò la tromba e una massa simile a una grande montagna ardente fu gettata nel mare. Un terzo del mare diventò sangue, 9. un terzo delle creature viventi che erano nel mare morì e un terzo delle navi andò distrutto.v. 3. Poi il secondo angelo versò la sua coppa nelmare; esso divenne sangue simile a quello di un morto, e ogni essere vivente che si trovava nel mare morì.
TERZA TROMBA e TERZA COPPA 
Vengono colpiti i fiumi

Satana viene gettato a terra e poi giudicato
v. 10. Poi il terzo angelo sonò la tromba e dal cielo cadde una grande stella, ardente come una torcia, che piombò su un terzo dei fiumi e sulle sorgenti delle acque. 11 Il nome della stella è Assenzio; e un terzo delle acque diventò assenzio. Molti uomini morirono a causa di quelle acque, perché erano diventate amare.v. 4. Poi il terzo angelo versò la sua coppa neifiumi e nelle sorgenti; e le acque diventarono sangue. 5 Udii l’angelo delle acque che diceva: «Sei giusto, tu che sei e che eri, tu, il Santo, per aver così giudicato. 6 Essi infatti hanno versato il sangue dei santi e dei profeti, e tu hai dato loro sangue da bere; è quello che meritano». 7 E udii dall’altare una voce che diceva: «Sì, o Signore, Dio onnipotente, veritieri e giusti sono i tuoi giudizi».
QUARTA TROMBA e QUARTA COPPA 
Viene colpito il sole

Ulteriore giudizio sull’uomo impenitente
v. 12. Quando il quarto angelo sonò la tromba, fu colpito un terzo del sole, della luna e delle stelle: un terzo della loro luce si spense e il chiarore del giorno, come quello della notte, diminuì di un terzo.v. 8. Poi il quarto angelo versò la sua coppa sulsole e al sole fu concesso di bruciare gli uomini con il fuoco. 9 E gli uomini furono bruciati dal gran calore; e bestemmiarono il nome di Dio che ha il potere su questi flagelli, e non si ravvidero per dargli gloria.
QUINTA TROMBA e QUINTA COPPA 
Il pozzo dell’abisso, il seggio della bestia

La bestia e gli angeli decaduti escono dall’abisso per tormentare l’uomo corrotto

La bestia e il suo regno ricevono il giudizio
V. 1. Poi il quinto angelo sonò la tromba e io vidi un astro che era caduto dal cielo sulla terra; e a lui fu data la chiave del pozzo dell’abisso. 2 Egli aprì il pozzo dell’abisso e ne salì un fumo, come quello di una grande fornace; il sole e l’aria furono oscurati dal fumo del pozzo. 3 Dal fumo uscirono sulla terra delle cavallette a cui fu dato un potere simile a quello degli scorpioni della terra.4 E fu detto loro di non danneggiare l’erba della terra, né la verdura, né gli alberi, ma solo gli uomini che non avessero il sigillo di Dio sulla frontev. 10. Poi il quinto angelo versò la sua coppa sul trono della bestia. Il suo regno fu avvolto dalle tenebre. Gli uomini si mordevano la lingua per il dolore, 11 e bestemmiarono il Dio del cielo a causa dei loro dolori e delle loro ulcere, ma non si ravvidero dalle loro opere
SESTA TROMBA e SESTA COPPA 
L’Eufrate riporta ad Harmaghedon


La prima raccolta alla battaglia al suono della tromba. L’uomo non si pente.


La bestia, i demoni e gli eserciti vengono distrutti.
v. 13. Poi il sesto angelo sonò la tromba e udii una voce dai quattro corni dell’altare d’oro che era davanti a Dio. 14 La voce diceva al sesto angelo che aveva la tromba: «Sciogli i quattro angeli che sono legati sul gran fiume Eufrate». 15 E furono sciolti i quattro angeli che erano stati preparati per quell’ora, quel giorno, quel mese e quell’anno, per uccidere la terza parte degli uomini. 16 Il numero dei soldati a cavallo era di duecento milioni e io udii il loro numero. 17 Ed ecco come mi apparvero nella visione i cavalli e quelli che li cavalcavano: avevano delle corazze color di fuoco, di giacinto e di zolfo; i cavalli avevano delle teste simili a quelle dei leoni e dalle loro bocche usciva fuoco, fumo e zolfo. 18 Un terzo degli uomini fu ucciso da questi tre flagelli: dal fuoco, dal fumo e dallo zolfo che usciva dalle bocche dei cavalli. 19 Il potere dei cavalli era nella loro bocca e nelle loro code; perché le loro code erano simili a serpenti e avevano delle teste, e con esse ferivano. 20 Il resto degli uomini che non furono uccisi da questi flagelli, non si ravviderodalle opere delle loro mani; non cessarono di adorare i demòni e gli idoli d’oro, d’argento, di bronzo, di pietra e di legno, che non possono né vedere, né udire, né camminare. 21 Non si ravvidero neppure dai loro omicidi, né dalle loro magie, né dalla loro fornicazione, né dai loro furti.v. 12. Poi il sesto angelo versò la sua coppa sul gran fiume Eufrate, e le sue acque si prosciugarono perché fosse preparata la via ai re che vengono dall’Oriente. 13 E vidi uscire dalla bocca del dragone, da quella della bestia e da quella del falso profeta tre spiriti immondi, simili a rane. 14 Essi sono spiriti di demòni capaci di compiere dei miracoli. Essi vanno dai re di tutta la terra per radunarli per la battaglia del gran giorno del Dio onnipotente…… 

v. 16. E radunarono i re nel luogo che in ebraico si chiama Harmaghedon.
SETTIMA TROMBA (Apocalisse 11:12-15) e SETTIMA COPPA (Apocalisse 16:17-21)Alla settima tromba avviene il rapimento della Chiesa e il ritorno del Signore e hanno inizio le coppe dell’ira.Le sette coppe sono il giudizio finale di Dio sulla terra nei confronti del regno tripartito di Babilonia (così come descritto nei cap. 17-18-19).


COMMENTI CONCLUSIVI



3 trombe
Avrete notato come ai due testimoni sia dato il potere di chiudere il cielo affinché non cada pioggia, durante i giorni della loro profezia. Hanno pure il potere di mutare l’acqua in sangue e di percuotere la terra con qualsiasi flagello, quante volte vorranno (Ap. 11:6). Questo avverrà in concomitanza con le prime tre trombe della terra, del mare e delle acque e sta ad indicare anche che Dio è in grado di proteggere e di rendere forti i suoi testimoni. Quando le locuste usciranno dall’abisso per tormentare gli abitanti della terra, è scritto che è dato loro potere “solo sugli uomini che non avessero il sigillo di Dio sulla fronte” (Ap. 9:4). In altre parole, prima che le coppe dell’ira vengano riversate sulla terra i santi hanno ricevuto già il marchio di Dio sulla fronte e sono stati protetti da ogni giudizio di Dio. Prima delle coppe, e immediatamente dopo il suono della settima tromba, la chiesa è già stata rapita.
Quasi tutti gli studiosi concordano nel dire che il rapimento avverrà all’ultima tromba, alla settima tromba. Per chi crede che il rapimento avvenga prima e che sia segreto, II Tessalonicesi 2 dice che il rapimento non può avvenire se non prima che sia stata eretta l’abominazione della desolazione. Inoltre, da Apocalisse 11:19 vediamo che il rapimento avviene all’ultima tromba, per non parlare poi del raccolto finale prima che l’ira di Dio sia riversata. Dopo di che, non esistono più “santi della tribolazione” e non ci sono più possibilità di ravvedimento. Il tempo è scaduto. Infatti, questi giudizi avvengono alla fine del periodo di sette anni durante un periodo addizionale di 75 giorni.
Capisco che tutto ciò possa sembrare un po’ tecnico, ma se leggete e studiate questi passaggi, la cronologia esatta apparirà anche a voi. L’armonia delle scritture è perfetta, così come lo è il carattere stesso di Dio. Sì, egli permetterà che i suoi figli soffrano la persecuzione e la tribolazione. Perciò non ci scoraggiamo; ma, anche se il nostro uomo esteriore si va disfacendo, il nostro uomo interiore si rinnova di giorno in giorno” (II Cor. 4:16). “Infatti io ritengo che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria che dev’essere manifestata a nostro riguardo” (Romani 8:18). “Tutto questo allo scopo di conoscere Cristo, la potenza della sua risurrezione, la comunione delle sue sofferenze, divenendo conforme a lui nella sua morte” (Filippesi 3:10).Resistetegli stando fermi nella fede, sapendo che le medesime sofferenze affliggono i vostri fratelli sparsi per il mondo” (I Pietro 5:9).


persecuzione
Ma Dio non rivolgerà mai la sua ira verso i suoi figli! Persecuzione e tribolazione sono sempre state un mezzo per affinare i cristiani e per separare i veri cristiani da quelli falsi, le pecore dalle capre e il grano dalla paglia. Riuscite a vedere Dio, che permette alla tiepida chiesa occidentale (caduta nel peccato, immersa nel mondo e nell’errore) di farla franca, scappare, esser rapita, senza mai vedere di che pasta è fatta? Non penso proprio (neanche tu se sei onesto con te stesso). Considerando che in tutto il mondo i cristiani stanno morendo come mai è successo nella storia precedente, noi stiamo qui comodi comodi aspettando col rapimento una fuga anticipata! Vergognamoci! Dio permetterà che saremo testati dal fuoco della tribolazione. Dio sa quello che fa!
C’è solo un’ultima domanda. Se, come dice Matteo 21:21 “perché allora vi sarà una grande tribolazione, quale non v’è stata dal principio del mondo fino ad ora, né mai più vi sarà”, non dovremmo almeno cominciare a considerare le implicazioni che ciò ha per la chiesa di oggi? Pensi proprio che la chiesa occidentale (l’unica parte del corpo di Cristo che non è ancora soggetta a persecuzione) abbia fatto qualcosa di straordinario per meritarsi di scappare dalla sofferenza? Nel corso degli anni tanti cristiani hanno detto che “Dio non permetterà mai alla sua chiesa di soffrire”. Questo pensiero non si scontra solo con i 2000 anni di storia passata, ma diffama i sacrifici delle migliaia di martiri della fede.
Vorrei incoraggiarti a rileggere tutti questi passi e permettere al Signore di illuminarti. Quello che io dico non ha importanza. Quello che dice Dio ha importanza.
La posizione pre-tribolazionista toglie a Dio uno dei suoi due attori principali, Israele. La posizione “pan-tribolazionista” (gioco di parole con l’inglese pan out, riuscire) che sostiene che non ci si deve preoccupare perché alla fine tutto riuscirà e si sistemerà da sé, è un aperto invito all’apatia. Invece, i cristiani dovrebbero cominciare a considerare la testimonianza e il martirio come l’onore più alto che potrebbero essere chiamati a pagare.

di Dene Mc Griff 
 Si ringrazia-  Sequenza Profetica per la gentile concessione


  

"Ma essi lo hanno vinto per mezzo del sangue dell’Agnello, e con la parola della loro testimonianza; e non hanno amato la loro vita, anzi l’hanno esposta alla morte."
(Apocalisse 12:11) 

http://consapevolinellaparola.blogspot.com/2012/02/la-cronologia-del-libro-dellapocalisse.html

ciao

per tutti coloro che mi vogliono bene un invito a riflettere

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