per capirci

GIACOMO 1, 2-4

Fratelli, considerate come motivo di gaudio perfetto le diverse prove alle quali voi potete essere esposti, sapendo che la fede messa
alla prova produce la pazienza. E' necessario però che la pazienza compia perfettamente l'opera sua, affinché voi siate pure perfetti ed
integri, senza mancare in niente.(Giacomo 1; 2-4)

Emmanuel

domenica 27 marzo 2016

Essere poveri in spirito, essere simili a Gesù

A un tratto, come egli usciva dall'acqua, vide aprirsi i cieli e lo Spirito scendere su di lui come una colomba. Una voce venne dai cieli: «Tu sei il mio diletto Figlio; in te mi sono compiaciuto».
Vangelo secondo Marco 1:10,11

1.LO SPIRITO SANTO: TERZA PERSONA DELLA TRINITA'



Nei primi cinque secoli del cristianesimo, i padri della Chiesa hanno contribuito con le loro riflessioni ed i loro insegnamenti alla sistematizzazione dottrinale del pensiero cristiano. Fin da subito, i libri di quello che sarebbe stato considerato Antico Testamento vennero riconosciuti come Parola di Dio, ma con il tempo questa considerazione incluse anche i Vangeli, le Lettere e l'Apocalisse che tutti noi possiamo trovare nel Nuovo Testamento, in qualsiasi Bibbia. Il processo di definizione del canone neotestamentario è durato centinaia di anni, svolgendosi parallelamente al processo di definizione della relazione esistente tra Dio Padre, e suo Figlio Gesù. Lo Spirito di Dio, ottenne in questi tempi una minore riflessione teologica: al Concilio di Nicea del 325 sarà protagonista all'interno del Credo qui formulato solamente della frase "crediamo nello Spirito Santo". Soltanto cinquantasei anni più tardi, tuttavia, per contrastare gli insegnamenti di Macedonio di Costantinopoli (che negava la divinità dello Spirito Santo, rielaborando le concezioni subordinazioniste ariane) il Concilio di Costantinopoli riprenderà in mano il precedente Credo aggiungendo una nuova sezione dedicata proprio allo Spirito Santo:

Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre. Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti.1

Questa definizione traccerà definitivamente la linea di ortodossia su questo argomento, confermando la divinità dello Spirito, e portando l'intera Chiesa cristiana a fare un ulteriore passo in avanti verso il riconoscimento del Dio Uno e Trino rivelato nelle Sacre Scritture. 


2.BEATI I POVERI IN SPIRITO

Gesù, vedendo le folle, salì sul monte e si mise a sedere. I suoi discepoli si accostarono a lui, ed egli, aperta la bocca, insegnava loro dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di loro è il regno dei cieli.
Matteo 5:1-3

La prima frase di Gesù in quello che è conosciuto come "sermone sul monte", parla della beatitudine dei "poveri in spirito". I diretti ascoltatori potevano comprendere immediatamente quello a cui Gesù si riferiva, in quanto era già ben conosciuto il tema veterotestamentario dei "mansueti", ossia di coloro che umilmente si affidano a Dio anche quando questo affidamento porta all'oppressione e all'essere svantaggiati.2 Ne parlano in abbondanza i profeti e gli scritti con il termine ebraico 'anav, che significa appunto: povero, debole, afflitto, bisognoso. 

I mansueti saranno coloro che potranno stare al sicuro nel giorno escatologico del Signore:

Cercate il SIGNORE, voi tutti umili della terra,
che mettete in pratica i suoi precetti!
Cercate la giustizia, cercate l'umiltà!
Forse sarete messi al sicuro nel giorno dell'ira del SIGNORE.

Sofonia 2:3

I mansueti sono i principali destinatari del messaggio e del ministero di Gesù Cristo:

Lo spirito del Signore, di DIO, è su di me,
perché il SIGNORE mi ha unto per recare una buona notizia agli umili;
mi ha inviato per fasciare quelli che hanno il cuore spezzato,
per proclamare la libertà a quelli che sono schiavi,
l'apertura del carcere ai prigionieri,
per proclamare l'anno di grazia del SIGNORE,
il giorno di vendetta del nostro Dio;
per consolare tutti quelli che sono afflitti;
per mettere, per dare agli afflitti di Sion
un diadema invece di cenere,
olio di gioia invece di dolore,
il mantello di lode invece di uno spirito abbattuto,
affinché siano chiamati querce di giustizia,
la piantagione del SIGNORE per mostrare la sua gloria.
Isaia 61:1-3 (cfr. Lc 4:16-20)

I mansueti sono coloro che prendono coscienza di non essere autosufficienti e si pongono davanti al Signore per chiedere l'intervento della sua provvidenza in ogni ambito della vita:

Riponi la tua sorte nel SIGNORE;
confida in lui, ed egli agirà.
Salmi 37:5 

I mansueti, infine, compaiono anche negli scritti giudaici più tardi, nei Salmi di Salomone e nella letteratura di Qumran, identificando ancora una volta il popolo di Dio fedele e perseguitato, che alla fine sarà vendicato dal Signore.

Il regno dei cieli dunque appartiene ai poveri in spirito, ai mansueti, perché essi sono il popolo di Dio: sono coloro che vivono con una fede sincera, genuina e coerente con la loro condotta e la loro vita quotidiana. Essere poveri in spirito non significa aderire a un determinato codice morale oppure adempiere a determinati rituali religiosi, ma piuttosto coltivare una sincera devozione personale verso il Signore e preservarla in ogni momento della vita. Questa è la "vera Chiesa", una assemblea di persona chiamate da Dio che trovano in lui il centro della propria vita presente, e, di conseguenza, che riceveranno il futuro regno dei cieli. Essi sono beati, ossia così felici da essere invidiati, perché il loro premio è eterno, e il regno che gli appartiene non avrà mai fine. 

Sebbene questa descrizione possa apparire ad alcuni molto semplice, se non addirittura scontata, in realtà non è così. E non è stato così neanche per le prime generazioni di cristiani, che hanno vissuto con i racconti diretti della testimonianza dei dodici apostoli, e con le persone che loro stessi avevano stabilito come successori e responsabili nelle varie comunità. Abbiamo un esempio proprio nel Nuovo Testamento, all'interno dell'Apocalisse di Giovanni:
All'angelo della chiesa di Laodicea scrivi:
Queste cose dice l'Amen, il testimone fedele e veritiero, il principio della creazione di Dio:
"Io conosco le tue opere: tu non sei né freddo né fervente. Oh, fossi tu pur freddo o fervente! Così, perché sei tiepido e non sei né freddo né fervente, io ti vomiterò dalla mia bocca. Tu dici: 'Sono ricco, mi sono arricchito e non ho bisogno di niente!' Tu non sai, invece, che sei infelice fra tutti, miserabile, povero, cieco e nudo. Perciò io ti consiglio di comperare da me dell'oro purificato dal fuoco, per arricchirti; e delle vesti bianche per vestirti e perché non appaia la vergogna della tua nudità; e del collirio per ungerti gli occhi e vedere. Tutti quelli che amo, io li riprendo e li correggo; sii dunque zelante e ravvediti. Ecco, io sto alla porta e busso: se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me.

Apocalisse 3:14-20


Questo messaggio di riprensione, è per noi qualcosa di incredibilmente prezioso. Immaginiamo di incamminarci per un sentiero di montagna, cercando di arrivare alla cima dove possiamo godere del bel panorama. Ebbene ad un certo punto dal sentiero principale si forma un bivio, dove nasce un sentiero secondario che sembra una scorciatoia per raggiungere più velocemente la nostra meta. Ecco, in questa immagine il presente brano si potrebbe raffigurare come un grosso cartello posto nel sentiero secondario che dice "PERICOLO DI MORTE, IL SENTIERO E' FRANOSO". Cambiando il nostro percorso verso questa strada alternativa, saremmo morti, precipitando a valle. Ma questo cartello ci ha avvisato che il sentiero che apparentemente è più agevole in realtà mette in pericolo di vita tutti coloro che lo percorrono. E così, con questa indicazione, possiamo restare nel sentiero principale e continuare la nostra faticosa - ma sicura - passeggiata verso la cima della montagna.

Non dobbiamo sottovalutare i pericolosi pensieri che prima o poi sorgono in ciascuno di noi: "ora che abbiamo un bel locale, per la vita della chiesa è tutto in discesa!", o "ho studiato per vent'anni e ora non ho più nulla da imparare spiritualmente", oppure "il Signore mi ha dato un ministero benedetto ed ora lo devo solo esercitare, non ho bisogno di null'altro", o ancora "è tutta la vita che la domenica vengo in chiesa, cosa mai potrà accadere di nuovo questa settimana?". Il Signore Gesù, nel suo messaggio alla chiesa di Laodicea, è straordinariamente lucido nel citare pensieri e frasi di questo tipo e denunciarli come ragionamenti deleteri e mortali. Quando una chiesa nel suo insieme crede di essersi arricchita, di non avere bisogno di nulla, ebbene questo è il momento in cui in realtà è miserabile, povera, cieca e nuda. E' l'opposto degli umili del regno dei cieli, è diventata così vanagloriosa e superba da allontanarsi dal resto del popolo di Dio in un autoisolamento che può portare soltanto alla cancrena e successivamente alla morte. Nella sua misericordia, il Signore ordina alla chiesa di ravvedersi e tornare a lui per comperare nuovamente ciò che è veramente importante: tornare, cioè, ad un sentimento di mansuetudine e di santa dipendenza da Dio! Tanto la ricchezza materiale quanto l'orgoglio travestito da ricchezza spirituale sono il banco di prova più duro per i santi del Signore. Quando è costantemente sazio, l'essere umano si insuperbisce innalzandosi sopra le altre persone e circostanze, sia consciamente che inconsciamente. Salomone, nella sua saggezza, ha trattato il tema con questa preghiera scritta:
Io ti ho chiesto due cose;
non me le rifiutare, prima che io muoia;
allontana da me vanità e parola bugiarda;
non darmi né povertà né ricchezze,
cibami del pane che mi è necessario,
perché io, una volta sazio, non ti rinneghi
e dica: «Chi è il SIGNORE?»
oppure, diventato povero, non rubi,
e profani il nome del mio Dio.

Proverbi 30:7-9   

L'uomo spirituale vive in modo sobrio ed equilibrato, è consapevole del grande inganno dell'orgoglio e combatte contro di esso per tutta la sua vita. Ma, in questo combattimento non è solo. Alla vigilia della passione di Cristo, il Signore rivolge queste parole particolari ai suoi discepoli, delle parole che hanno un enorme importanza per ciascuno di noi:

«Se voi mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre, ed Egli vi darà un altro consolatore, perché stia con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché dimora con voi, e sarà in voi.
Giovanni 14:15-17
Come abbiamo letto precedentemente, il ministero terreno di Gesù si è svolto con lo scopo di portare una buona notizia agli umili, fasciare quelli che hanno il cuore spezzato, liberare i prigionieri e consolare gli afflitti. Ma dopo aver ricevuto questa notizia, dopo essere stati fasciati, liberati e consolati, cosa devono fare i mansueti? Come devono vivere i figli di Dio, ora che il Signore Gesù è asceso alla destra del Padre? Sono forse stati restaurati da Cristo e poi lasciati a loro stessi? Siamo forse orfani anche ora, che siamo stati adottati dal Padre? No, non è così. I poveri in spirito sono stati consolati dall'opera di Cristo, esortati ad osservare i suoi comandamenti, ma sono sostenuti continuamente dallo Spirito di verità, dallo Spirito di Dio. Il Nuovo Testamento insegna innumerevoli aspetti del ministero dello Spirito Santo, e sono tutte realtà molto importanti da conoscere e vivere per ogni cristiano. Solo questo tema richiederebbe anni interi per essere affrontato nel modo dovuto. In questo limitato contesto però, ho scelto di approfondire prevalentemente tre particolari significati dell'azione dello Spirito Santo, presenti in una sequenza naturale e fisiologica nella magnifica esposizione che l'apostolo Paolo presenta nella sua lettera ai Romani, all'ottavo capitolo.

3.LO SPIRITO DELLA VITA

Non c'è dunque più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù, perché la legge dello Spirito della vita in Cristo Gesù mi ha liberato dalla legge del peccato e della morte. Infatti, ciò che era impossibile alla legge, perché la carne la rendeva impotente, Dio lo ha fatto; mandando il proprio Figlio in carne simile a carne di peccato e, a motivo del peccato, ha condannato il peccato nella carne, affinché il comandamento della legge fosse adempiuto in noi, che camminiamo non secondo la carne, ma secondo lo Spirito.
Romani 8:1-4
[...]
Ma se Cristo è in voi, nonostante il corpo sia morto a causa del peccato, lo Spirito dà vita a causa della giustificazione. Se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo Gesù dai morti vivificherà anche i vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi.
Romani 8:10-11

In questo prezioso capitolo della Scrittura, l'apostolo Paolo parla dello Spirito di Dio prima di tutto con il nome di "Spirito di vita", proprio per sottolineare questo aspetto principale della sua azione nella vita dei credenti. Il sacrificio di Gesù Cristo ha provveduto una giustificazione forense a tutti i cristiani, e proprio in virtù di questa giustificazione si realizza la salvezza dei figli di Dio, che possono con questo presupposto essere vivificati dallo Spirito della vita, lo stesso Spirito che ha resuscitato Gesù dai morti. Il corpo attuale degli uomini e delle donne di Dio è ancora soggetto al peccato, alla malattia e alla morte, ma lo Spirito della vita è colui che può intervenire per offrire la liberazione dalla legge del peccato, portando ad una progressiva santificazione realizzata non per giustizia umana ma per azione divina. Lo Spirito Santo, aleggiava sulla superficie delle acque quando la terra era informe e vuota, come un'aquila che volteggia sopra i suoi piccini.4 Similmente, al presente lo Spirito Santo è la persona della divinità che abita nella Chiesa, offrendo la sua vita in modo continuo e costante, per rendere possibile l'impossibile. Se Gesù è la vite, il Padre è il vignaiolo e noi siamo i tralci (cfr. Gv 15), lo Spirito Santo può essere rappresentato dai rami di unione e dalla linfa che collega tutte le estremità della pianta facendo in modo che possa essere un unica realtà e non l'unione di più grappoli scollegati tra di loro, e di conseguenza morti. Per questo motivo, al Concilio di Calcedonia i vescovi presenti si sono accordati per esplicitare nella nuova formula del Credo l'espressione "Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita". Lo Spirito Santo è Dio e dà la vita, poiché egli è lo Spirito della vita. Senza lo Spirito Santo tutti i poveri in spirito rimarrebbero nella loro condizione di necessità, e non potrebbero essere invece soddisfatti con la potenza sovrannaturale della vita di Dio, in modo continuo e quotidiano.


4.LO SPIRITO DI ADOZIONE

Così dunque, fratelli, non siamo debitori alla carne per vivere secondo la carne; perché se vivete secondo la carne voi morrete; ma se mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, voi vivrete; infatti tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, sono figli di Dio. E voi non avete ricevuto uno spirito di servitù per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito di adozione, mediante il quale gridiamo: «Abbà! Padre!» Lo Spirito stesso attesta insieme con il nostro spirito che siamo figli di Dio. Se siamo figli, siamo anche eredi; eredi di Dio e coeredi di Cristo, se veramente soffriamo con lui, per essere anche glorificati con lui.
Romani 8:12-17


Dopo aver presentato lo Spirito Santo come lo Spirito della vita, l'apostolo Paolo passa velocemente ad un altro aspetto della sua azione, parlando in questo caso dello Spirito di adozione. Lo Spirito di Dio trasmette la vita in Cristo Gesù, permettendo la vittoria sulla legge del peccato e della morte, ma compie anche un'ulteriore opera strettamente legata a questa. Insieme alla vivificazione infatti, lo Spirito attesta agli uomini di essere diventati figli di Dio. Con la conversione il credente riceve la vita in Cristo attraverso lo Spirito, e per lo stesso Spirito riceve anche la consapevolezza nella propria coscienza di essere diventato un figlio di Dio, esattamente come Gesù. 

Grazie a questo secondo aspetto iniziamo a riconoscere un disegno e uno scopo ben preciso, una sequenza di interventi dello Spirito Santo atta a portare ogni singolo cristiano da una situazione di empietà, attraverso la conversione e la sua vita di fede fino ad una piena somiglianza con Gesù Cristo. Sappiamo infatti che la vita dei credenti ha lo scopo di arrivare alla perfetta statura di Cristo (Ef 4:13), e questo è possibile proprio camminando con lo Spirito Santo. Ecco quindi come ciascuno di noi per grazia immeritata può ricevere la vita spirituale necessaria per essere liberati dal peccato e la certezza sovrannaturale dell'essere figli di Dio proprio come Gesù Cristo è Figlio di Dio. La vita di Cristo e la figliolanza di Cristo vengono trasmessi ai credenti in modo sovrannaturale, come espressione della sovrana volontà di Dio di acquistarsi figli adottivi, un popolo consacrato formato da persone di ogni lingua, tribù e nazione. L'uomo naturale è separato da Dio e destinato alla morte, ma l'intervento del Signore con la rigenerazione spirituale porta alla condizione di mansuetudine necessaria per ricevere e vivere la sua vita e la sua paternità. E' un processo completo, è un processo spirituale, è un processo che l'uomo non si può procurare ma può solamente ricevere dalla grazia di Dio.           

5.LO SPIRITO CHE INTERCEDE

Allo stesso modo ancora, lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché non sappiamo pregare come si conviene; ma lo Spirito intercede egli stesso per noi con sospiri ineffabili; e colui che esamina i cuori sa quale sia il desiderio dello Spirito, perché egli intercede per i santi secondo il volere di Dio.
Romani 8:26,27

Oltre alla vita e alla figliolanza, il cristiano riceve però ancora qualcosa in più dallo Spirito Santo: riceve infatti anche l'intercessione. Il teologo riformato Karl Barth commenta questi versetti nel seguente modo:

Noi aspettiamo, ma soltanto perché aspettiamo Dio la nostra attesa non è vana. Noi guardiamo fuori, ma soltanto il fatto che siamo stati guardati prima ci distingue da coloro che guardano nel vuoto. Noi parliamo, ma soltanto il fatto che le nostre parole dicono quello che noi non possiamo dire distingue le nostre parole dalle vane ciance. E così noi preghiamo, ma il fatto che lo Spirito stesso intercede per noi con sospiri che rimangono inespressi sulle nostre labbra, perché tradotti nel nostro linguaggio dovrebbero essere inni di giubilo dei quali non siamo capaci, distingue la nostra preghiera, i nostri sospiri, dai sospiri che non sono altro che debolezza.5 

Nello stesso modo in cui viviamo le altre realtà grazie allo Spirito, siamo aiutati nella nostra debolezza grazie all'intercessione dello Spirito Santo, che ancora una volta rende possibile e realizzato nella vita cristiana un ulteriore aspetto dell'identità e della statura di Cristo. La sua vita, la sua figliolanza e la sua fervente e incessante preghiera si realizza in questo modo in ciascuno di noi, rendendoci giorno dopo giorno sempre più simili a Gesù. Pochi versetti dopo infatti leggiamo:

Chi li condannerà? Cristo Gesù è colui che è morto e, ancor più, è risuscitato, è alla destra di Dio e anche intercede per noi.

Romani 8:34 

Cristo Gesù è alla destra del Padre e intercede per noi, mentre lo Spirito Santo intercede anch'egli in accordo, portando i figli di Dio a esprimere l'inesprimibile e unirsi spiritualmente con la pienezza dei pensieri e dei desideri di Dio. 

Lo scopo ultimo dei credenti di ogni tempo, è racchiuso in quella che viene conosciuta come preghiera sacerdotale di Gesù, nel vangelo secondo Giovanni:

Non prego soltanto per questi, ma anche per quelli che credono in me per mezzo della loro parola: che siano tutti uno; e come tu, o Padre, sei in me e io sono in te, anch'essi siano in noi: affinché il mondo creda che tu mi hai mandato. 
Giovanni 17:20,21   

"Anch'essi siano in noi": questa è la meta, la direzione, il senso della vita! Essere grazie a Cristo con Dio, uniti nella liberazione dal peccato, nella figliolanza, negli stessi desideri espressi incessantemente in preghiera. 


6.CONCLUSIONE 


I poveri in spirito, i mansueti, sono beati perché è loro il regno dei cieli. 
La vita eterna appartiene a tutti coloro che hanno accettato la salvezza di Gesù Cristo per grazia mediante la fede, e così facendo sono stati resi simili al Figlio dallo Spirito Santo. La vita, la figliolanza e l'intercessione del Cristo sono portati ai credenti per opera dello Spirito Santo, in virtù della giustificazione forense acquisita grazie al suo sacrificio. Nei pensieri del Signore, infatti, lo scopo della Chiesa militante è quello di crescere individualmente e collettivamente fino alla piena conoscenza (intellettuale ed esperienziale) di lui, ed essere finalmente quel popolo che Dio ha tanto desiderato per sé. Un popolo di figli, dove il Signore possa ravvisare una somiglianza in santità, in umiltà, in ubbidienza, in amore, in giustizia. La pienezza di Dio nella persona del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, si manifesta appieno proprio in questo processo di salvezza, in questo disegno che prende l'uomo nella sua miseria e nella sua ribellione per renderlo figlio adottivo e per condurlo attraverso l'esperienza fino ad una completa affinità con Gesù. Un'amore infinito, un'adozione esclusiva, una grazia unica, un desiderio di comunione che si estende da prima che il tempo fosse fino a quando il tempo non sarà più. Una testimonianza vivente ed eterna dell'immensa gloria dell'Onnipotente Dio. 

[...] per mettere, per dare agli afflitti di Sion
un diadema invece di cenere,
olio di gioia invece di dolore,
il mantello di lode invece di uno spirito abbattuto,
affinché siano chiamati querce di giustizia,
la piantagione del SIGNORE per mostrare la sua gloria.

Isaia 61:3 

da Davide Galliani. com

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