per capirci

GIACOMO 1, 2-4

Fratelli, considerate come motivo di gaudio perfetto le diverse prove alle quali voi potete essere esposti, sapendo che la fede messa
alla prova produce la pazienza. E' necessario però che la pazienza compia perfettamente l'opera sua, affinché voi siate pure perfetti ed
integri, senza mancare in niente.(Giacomo 1; 2-4)

Emmanuel

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mercoledì 7 marzo 2012

Rapimento: cosa credeva la prima chiesa?



La prima Chiesa credeva nel rapimento post-tribolazione. Leggendo gli scritti e gli insegnamenti dei padri della prima Chiesa verremo affrancati da ogni possibile confusione a riguardo. Vorrei far notare che tutti costoro non pensavano minimamente di dover scampare alla persecuzione o alla sofferenza durante gli ultimi giorni.
Nel corso dei secoli, infatti, a motivo delle persecuzioni, o per le svariate tribolazioni in cui venivano a trovarsi, i nostri fratelli pensavano appunto di vivere già negli ultimi tempi. I documenti storici confermano che per 1.800 anni non c’è mai stato un tentativo o un impegno da parte di nessun autorevole esponente della Chiesa volto a promuovere un “rapimento pre-tribolazione”!
Solo attorno al 1830 vi fu un primo assalto alla verità della Bibbia per mano di John Nelson Darby, allorché egli dedusse, che nelle parti escatologiche, il Nuovo Testamento operasse una distinzione tra la Chiesa e Israele. Con questa sua congettura in mente, decise di reinterpretare le Scritture. Il risultato che ne conseguì fu proprio la teoria del rapimento della Chiesa prima della Tribolazione, presumendo, erroneamente, che alcune scritture fossero da applicare alla Chiesa, mentre altre ad Israele. Risultato: congedò ben presto, la un tempo onorata interpretazione del rapimento post-tribolazione. Fu come se lui, Darby, credesse di essere stato unto da Dio per raddrizzare l’ermeneutica della prima Chiesa. Ecco che allora, fece uscire anche la sua personale traduzione della Bibbia e nel 1835 realizzò che il libro di Apocalisse non fosse rilevante per la Chiesa e che l’inserimento di un rapimento segreto potesse tornar comodo a questo scopo. Nel 1838 Darby aveva già in pugno la situazione, tanto che, tutti coloro che si opponevano alla sua teoria venivano prontamente scomunicati, come pure furono messe da parte tutte le Scritture che potessero confliggere con la sua dottrina, sostenendo che erano per Israele, dunque non importanti per la Chiesa, in quanto in quel periodo essa sarebbe già decollata.
E’ importante notare che Darby non pensasse di essere in una condizione spirituale particolarmente elevata quando propose l’idea del dispensazionalismo. Personalmente credo che egli non stesse pregando come avrebbe dovuto, non mantenendo così un’intima comunione con Dio, ma che abbia iniziato ad investigare la Bibbia con uno spirito sbagliato.  Egli mise in piedi un nuovo piano per Dio, divenendo livido di rabbia ogniqualvolta qualcuno tentasse di rigettarlo. Leggiamo le sue parole con le quali egli descrive il suo stato spirituale, mentre convalescente da una caduta da cavallo, durante il periodo in cui teorizzò il dispensazionalismo.
In quel periodo dovevo far uso di stampelle per muovermi, così non avevo nessuna possibilità di far conoscere le mie convinzioni in pubblico; oltre a ciò, siccome lo stato della mia salute non mi permetteva di partecipare al culto, ero costretto a restare a distanza. Mi sembrò che la buona mano del mio Dio fosse venuta in mio aiuto, per nascondere la mia debolezza spirituale dietro una incapacità fisica.
Gli esponenti della Prima Chiesa non avevano simili motivi alla base dei loro scritti. A coloro che sostengono che ci sono prove che i padri dell’epoca primitiva sostenessero la tesi del rapimento pre-tribolazione rispondo di studiare attentamente quegli scritti. Questo lo ripeto anche a tutti i lettori. Se non potete avere accesso ai volumi dei loro scritti, potrete trovare e scaricare liberamente l’intera collezione in rete. Qui di seguito vi diamo qualche stralcio di questi documenti che mostrano ciò in cui i padri Ante Nicene (Concilio di Nicea) credevano.

LA DIDACHE’
 
(Dottrina dei 12 Apostoli – scritta attorno al 50 d.c. quasi in contemporanea con i vangeli di Matteo, Marco e Luca, certamente da qualcuno che aveva seguito le predicazioni di Gesù’) 
Capitolo 16°
Il Signore viene.
Vegliate per la vostra salvezza, le vostre fiaccole non si spengano, non siano discinti i vostri fianchi, ma state preparati perché non sapete l’ora in cui il nostro Signore verrà.
Adunatevi spesso ed in gruppo, alla ricerca di ciò che torna utile alle anime vostre; non vi gioverà infatti tutto il tempo della vostra fede se nell’estremo momento non sarete perfetti. Poiché nei giorni novissimi, falsi profeti e corrompitori si moltiplicheranno, le pecore si muteranno in lupi e l’amore si muterà in odio.
Col crescere della iniquità infatti, gli empi si odieranno l’un l’altro, si perseguiteranno e si tradiranno; e allora l’ingannatore del mondo si mostrerà come Figlio di Dio e farà segni e prodigi; la terra cadrà nelle sue mani, mentre opererà l’iniquità come mai non fu dal principio del mondo.
Allora, il genere umano sarà posto alla prova del fuoco e molti patiranno scandalo e andranno perduti; quelli poi che avranno perseverato nella loro fede saranno salvati da quella rovina. E allora appariranno i segni della verità: prima il segno dell’aprirsi dei cieli; quindi il segno del Suono della Tromba e infine il terzo, la resurrezione dei morti. Non di tutti però, ma come fu detto: “Verrà il Signore e tutti i santi con lui”. Il mondo vedrà il Signore venire sulle nubi del cielo.
  • EPISTOLA DI BARNABA (Collaboratore di Paolo 70-132 d.c.)
“L’ostacolo finale concernente ciò che è scritto si avvicina, come dice Enoc: “Per questo il Signore ha accorciato i tempi e i giorni, che il Suo Amato possa affrettarsi; ed Egli verrà all’eredità”. Ed il profeta parla anche così: “Dieci re regneranno sulla terra, ed un piccolo re sorgerà in mezzo a loro, che ne sopprimerà tre”. Conformemente Daniele si esprime così sullo stesso argomento, “….ed io vidi la quarta bestia, spaventosa e forte, più feroce di tutte le bestie sulla terra e come da essa spuntassero dieci corna, e in mezzo ad esse un piccolo corno, e come esso facesse fuori tre delle dieci corna” (vedere Daniele 7:7-8) …. Facciamo seria attenzione in questi ultimi giorni, perché l’intero tempo della vostra fede non vi gioverà a nulla, salvo che ora, in questo tempo malvagio, anche noi affrontiamo le sorgenti del pericolo che sta per arrivare, alla maniera dei figli di Dio. Solo questo potrebbe impedire all’Uomo delle Tenebre di entrare. Se fuggiamo ogni vanità e se odiamo le opere della via della malvagità”.
  • GIUSTINO MARTIRE (110-165 d.c.)
“Due ritorni di Cristo sono stati annunciati: uno, nel quale Egli ha patito come sofferente, umile, disonorato, crocifisso. E un altro, nel quale Egli verrà dal cielo con gloria, quando l’uomo dell’apostasia, il quale proferisce cose estranee contro l’Altissimo, oserà fare azioni illegali sulla terracontro noi Cristiani …. Ora è evidente che nessuno può spaventare o sottomettere noi che abbiamo creduto in Gesù. Poiché è chiaro che, anche se decapitati, e crocifissi, e gettati alle bestie selvagge, e incatenati, arsi, o sottoposti a tutti gli altri tipi di torture, noi non confesseremo; ma più queste cose avverranno, più altre persone diverranno credenti e adoratori di Dio in gran numero per mezzo del nome di Gesù”.
  • IL PASTORE DI ERMA (130- de gloria.140 d.c.)
“Tu dirai, dunque, a coloro che sono a capo della Chiesa, di dirigere le loro vie in rettitudine, che essi possano ricevere pienamente le promesse con gran gloria. Rimanete fermi, voi che praticate la giustizia, e non dubitate che il vostro passaggio possa essere coi santi angeli. Beati voi che sopporterete la grande tribolazione che sta arrivando, e beati coloro che non negheranno la loro propria vita. Poiché il Signore l’ha giurato per mezzo del Suo Figlio, che coloro che hanno negato il loro Signore hanno abbandonato la loro vita alla disperazione, perché  questi  ancora Lo negheranno nei giorni che stanno per arrivare.”  (Terza visione)
(Quarta visione) – Questa, fratelli, la visione che ebbi a venti giorni da quando era avvenuta la prima, a prefigurazione della prova che si avvicina. Per la via Campana andavo al podere situato a dieci stadi dalla via pubblica. Il luogo si raggiunge con facilità. Camminando da solo prego il Signore di completare le rivelazioni e le visioni che manifestò per mezzo della Sua Santa Chiesa  perchéfortificasse me e facesse pentire i Suoi servi che si erano scandalizzati e glorificasse il Suo nome grande e glorioso, avendomi stimato degno che mi si mostrassero le sue meraviglie. E quando lo stavo esaltando e ringraziando, come l’eco di una voce mi disse: “Non dubitare, Erma”. Tra me incominciai a pensare e a dire: “In che cosa ho io da dubitare, io che sono sostenuto dal Signore e ho visto cose meravigliose?” Avanzai un po’ ed ecco, fratelli, vedo un polverone sollevarsi verso il cielo e cominciai a dire a me stesso: “Vengono forse degli armenti e sollevano polvere?” Era lontano da me uno stadio. Poiché la nube di polvere diventava sempre più grande, pensavo che fosse qualcosa di divino. Per poco risplendette il sole ed ecco vidi una grossissima bestia come un cetaceo e dalla sua bocca uscire locuste di fuoco. La bestia era di cento piedi di altezza ed aveva la testa come un vaso. Cominciai a piangere e pregare il Signore che mi liberasse. Mi ricordai della parola che avevo udito “Non dubitare, Erma”. Rivestito, fratelli, della fede di Dio e memore delle grandi cose che mi aveva insegnato, fattomi coraggio, mi esposi alla belva. La bestia procedeva con strepito tale quasi si schiantasse una città. Mi avvicinai e l’enorme cetaceo si stesse per terra. Non tirava fuori che la lingua e non si mosse per nulla sino a quando lo oltrepassai. La bestia aveva la testa di 4 colori: nero, igneo-sanguigno, aureo e bianco.
Dopo che oltrepassai la bestia e proseguii per circa trenta piedi, eccomi incontro una vergine adorna come se uscisse dalla camera nuziale, tutta in bianco e con calzari bianchi, coperta sino alla fronte ed aveva come berretto una mitra. Aveva i capelli bianchi. Riconobbi dalle precedenti visioni che era la Chiesa e divenni sereno. Mi salutò dicendomi: “Salve, uomo.” Io ricambiai: “Salve, Signora”. Rispondendomi mi disse: “Nulla ti si è presentato?” “Signora, una belva enorme capace di distruggere delle moltitudini, ma per la potenza del Signore e la Sua misericordia le sono sfuggito”. “Orbene, le sei sfuggito perché hai rimesso in Dio il tuo affanno e hai aperto il tuo cuore al Signore, credendo che mediante nessun altro potresti essere salvato, se non per mezzo del suo grande e glorioso nome. Per questo il Signore inviò il suo angelo di nome Tegri che sovrintende alle belve, il quale chiuse la bocca della bestia perché non ti sbranasse. Sei sfuggito a un grande pericolo per la tua fede e per non essere stato incerto, vedendo un simile mostro. Va, dunque, e narra agli eletti di Dio le Sue meraviglie e dì loro che questa bestia è il simbolo di una grande tribolazione che sta per venire. Se vi preparate e vi convertite con tutto il cuore al Signore potrete evitarla, purché il vostro cuore diventi puro e irreprensibile e per il resto dei vostri giorni di vita serviate con slancio il Signore. Gettate i vostri affanni sul Signore ed Egli li allevierà. E voi incerti, credete nel Signore che può tutto; Egli allontana la Sua ira da Voi e manda flagelli se rimanete esitanti. Guai a coloro che ascoltano queste parole senza accoglierle: Sarebbe meglio per loro non essere nati”.
La interrogai sui quattro colori che la bestia aveva sulla testa. Rispondendo mi disse: “ Sei ancora curioso di queste cose?”, “Sì, Signora, fammi conoscere che cosa esse sono”. “Ascolta – mi dice – il nero è questo mondo in cui abitate. L’igneo-sanguigno perché questo mondo deve dissolversi nel sangue e nel fuoco. La parte aurea siete voi che fuggite questo mondo. Come l’oro si prova col fuoco e diventa prezioso, così siete anche voi che abitate tra quelli del mondo. Voi, dunque, rimanendo e bruciando, da essi sarete purificati. Come l’oro getta la scoria, così anche voi lasciando ogni tristezza e angustia, sarete purificati e adatti alla costruzione della torre. La parte bianca è il mondo che viene, in cui abiteranno gli eletti di Dio. Immacolati e puri saranno gli eletti di Dio per la vita eterna.
Tu non lasciare di parlare agli orecchi dei fedeli. Avete l’immagine della grande prova che è imminente. Se volete non sarà nulla. Ricordatevi di ciò che è stato scritto”.
Ciò detto, andò via e non vidi dove si dirigesse. Vi fu un fragore ed io mi voltai sgomento, credendo che tornasse la bestia.
  • IRENEO  (120-202 d.c.)
Giovanni ha indicato ai discepoli del Signore, in una luce ancora più chiara, in Apocalisse, quello che avverrà negli ultimi tempi e ciò che concerne i dieci re che dovranno sorgere, … Questi hanno una mente e daranno la loro forza e potere alla bestia. Essi faranno guerra all’Agnello, e l’Agnello li vincerà, perché Egli è il Signore dei signori, e Re dei re…… Ed essi renderanno deserta Babilonia, la bruceranno col fuoco, e daranno il loro regno alla bestia, e metteranno in fuga la chiesa. Dopo di ché saranno distrutti alla venuta del Signore.
Ma egli indica ora il numero del nome, affinché quando questo uomo verrà possiamo evitarlo, sapendo chi egli sia:….. Ma quando questo Anticristo avrà devastato tutte le cose in questo mondo, regnerà per tre anni e sei mesi e si siederà nel tempio in Gerusalemme; e allora Il Signore verrà dal cielo nelle nuvole, nella gloria del Padre, mandando questo uomo e coloro che lo seguono nello stagno di fuoco, introducendo per i giusti i tempi del regno, che è il riposo, la santificazione del settimo giorno e ristabilendo l’eredità promessa ad Abramo, nel regno, per cui il Signore ha dichiarato che “molti verranno dall’est e dall’ovest e si siederanno con Abramo, Isacco e Giacobbe”.
Tutte queste ed altre parole sono state incontestabilmente dette in riferimento alla risurrezione dei giusti che avrà luogo dopo la venuta dell’Anticristo e la distruzione di tutte le nazioni da lui sottomesse, tempi in cui i giusti regneranno sulla terra e saranno resi più forti per la conoscenza del Signore. Nel regno, per mezzo di Lui, essi prenderanno parte alla gloria di Dio il Padre e gioiranno della comunione e relazione con i santi angeli e dell’unione con esseri spirituali, e con coloro che il Signore troverà viventi, in attesa della Sua venuta dal cielo, e che hanno sofferto tribolazione e anche sono sfuggiti dalle mani del malvagio.
  • IPPOLITO (AD 170-236)
Quando i tempi saranno terminati e le dieci corna spunteranno dalla bestia alla fine dei tempi, allora l’Anticristo apparirà in mezzo a loro. Quando egli farà guerra ai santi e li perseguiterà, allora noi possiamo aspettarci la manifestazione del Signore dal cielo.
È più che opportuno aprire le Sacre Scritture e trovare in esse in che modo verrà l’Anticristo e in che cosa consisterà, in quale occasione e in che tempo quell’empio si rivelerà, da dove e da quale tribù e quale sarà il suo nome, che è indicato da un numero nella Scrittura, e come opererà l’errore in mezzo ai popoli, radunandoli dalle estremità della terra, come egli fomenterà la tribolazione e persecuzione contro i santi, come egli glorificherà se stesso come Dio e quale sarà la sua fine, come la rapida apparizione del Signore sarà rivelata del cielo e quale sarà l’intera conflagrazione del mondo, quale sarà il glorioso e celeste regno dei santi, quando regneranno insieme a Cristo e quale sarà la punizione dei malvagi nel fuoco.
Riguardo al suo nome, non è in nostro potere spiegarlo esattamente, come il caro Giovanni lo comprese e fu ammaestrato, ma solo per darne un congetturale acconto; perché quando egli apparirà, il benedetto ci mostrerà ciò che cerchiamo di sapere…….Perciò noi non dobbiamo né annunciarlo come se questo fosse per certo il suo nome, né ancora ignorare il fatto che egli non possa essere chiamato diversamente. Ma avendo il mistero di Dio nel nostro cuore, noi dobbiamo prendere fedelmente, nel timore, ciò che ci è stato detto dai benedetti profeti, secondo i quali, quando queste cose stanno per accadere, possiamo essere preparati per esse, e non ingannati. Con l’avvicinarsi dei tempi, colui di cui sono state dette queste cose, sarà manifestato.
Ora, per quanto riguarda la tribolazione della persecuzione che verrà sulla Chiesa da parte dell’avversario, Giovanni ci dice così: “Poi un grande segno apparve nel cielo: una donna rivestita del sole, …..e alla donna furono date le due ali della grande aquila affinché se ne volasse nel deserto, dove  è nutrita per un tempo, dei tempi e la metà di un tempo, lontana dalla presenza del serpente”. Ciò è riferito ai 1260 giorni (metà della settimana) durante i quali il tiranno regnerà e perseguiterà la Chiesa……. Amati, dovendo avvenire queste cose, ed essendo la settimana divisa in due parti, verificandosi allora l’abominazione della desolazione, avvicinandosi l’intero mondo alla fine, e avendo finito il loro corso (i due profeti e messaggeri del Signore), cosa rimane se non la venuta del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo dal cielo, a cui abbiamo guardato con speranza?
  •  CIPRIANO (AD 200-258)
Il Signore ha predetto che queste cose sarebbero avvenute. Con l’esortazione della Sua Parola, il popolo della Sua Chiesa viene messo in guardia, istruito, ammaestrato, preparato e reso forte per affrontare le cose che verranno. Egli ha predetto e affermato che guerre, fame, terremoti e pestilenze si sarebbero manifestati in ogni luogo; e per evitare che lo spavento di nuovi guai possano farci vacillare, ci ha anche avvertito preventivamente che negli ultimi tempi l’avversità si sarebbe moltiplicata.
Perché Voi dovete sapere e credere, e tenerlo per certo, che il giorno dell’afflizione incombe già sulle nostre teste e che la fine del mondo e il tempo dell’Anticristo è a un tiro dall’arrivare, così che noi tutti dobbiamo essere preparati per la battaglia; di non considerare altro che la gloria della vita eterna e la corona della confessione del Signore.
Ora ci minaccia un più severo combattimento, per il quale i soldati di Cristo debbono prepararsi confede incorrotta e robusto coraggio, considerando che essi bevono la coppa del sangue di Cristo ogni giorno, per la qual ragione  anch’essi possano essere in grado di versare il proprio sangue per Cristo. Per questo motivo, c’e da augurarsi di essere trovati ben fondati in Cristo, per imitare quello che Cristo ha insegnato e fatto, in accordo con l’apostolo Giovanni, che disse: “Chi dice di dimorare in Cristo, deve anch’egli camminare come Egli camminò”.  Inoltre, l’apostolo Paolo esorta e insegna dicendo: “Noi siamo figli di Dio; e se figlioli, allora eredi di Dio e coeredi di Cristo; se pur soffriamo con Lui, così che possiamo anche essere insieme glorificati”. “….perché viene il tempo, cari fratelli, come il nostro Signore ha già da molto tempo predetto e insegnato si sta avvicinando, dicendo:“Verrà il tempo che chiunque vi ucciderà penserà di aver reso un servizio a Dio. E vi faranno queste cose perché non hanno conosciuto né il Padre, né me. Ma io vi ho detto queste cose, affinché quando verrà il momento voi vi ricordiate che ve le avevo dette.” Né lasciate che nessuno si meravigli se noi saremo oppressi da crescenti afflizioni, dal momento che il Signore ci ha predetto anzitempo che queste cose dovranno avvenire negli ultimi tempi avendoci istruiti per la battaglia per mezzo degli insegnamenti e delle esortazioni delle Sue parole.
Anche Pietro, il Suo Apostolo, ha detto che saremo perseguitati a causa della prova che dovremo affrontare, e che anche noi, come dall’esempio dei giusti che ci hanno preceduti, saremo uniti all’amore di Dio per mezzo della morte e delle sofferenze. Come egli ha scritto nella sua epistola, “Carissimi, non vi stupite per l’incendio che divampa in mezzo a voi per provarvi, come se vi accadesse qualcosa di strano. Anzi rallegratevi in quanto partecipate alle sofferenze di Cristo, perché anche al momento della rivelazione della sua gloria possiate rallegrarvi ed esultare.”
Non lasciate che nessuno di voi, cari fratelli, sia così terrorizzato dalla paura della futura persecuzione o per la minacciosa venuta dell’Anticristo, come se non foste trovati armati per ogni cosa dalle esortazioni e precetti evangelici e dagli avvertimenti divini. L’Anticristo verrà, ma subito dopo anche Cristo verrà. Il nemico avanzerà con furore, ma il Signore seguirà immediatamente per vendicare le nostre sofferenze e le nostre ferite. L’avversario è arrabbiato e minaccia, ma c’è UNO che può liberarci dalle sue mani. Deve essere temuto Lui, dalla cui ira nessuno può scampare, come Egli stesso ha predetto, e ancora dice: “Non temete coloro che possono uccidere il corpo, ma non possono uccidere l’anima; temete invece Colui che è in grado di distruggere sia il corpo che l’anima nell’inferno.” E ancora “Colui che ama la sua vita, la perderà, e colui che odia la sua vita in questo mondo, la conserverà nella vita eterna.” E in Apocalisse Egli istruisce e mette in guardia, dicendo: “Chiunque adora la bestia e la sua immagine e ne prende il marchio sulla fronte o sulla mano, egli pure berrà il vino dell’ira di Dio, versato puro nel calice della Sua indignazione e sarà tormentato con fuoco e zolfo davanti ai santi angeli e davanti all’Agnello. Il fumo del loro tormento sale nei secoli dei secoli. Chiunque adora la bestia e la sua immagine e prende il marchio del suo nome, non ha riposo né giorno, né notte.”
Gli uomini sono addestrati e preparati alla competizione secolare, e si gloriano dell’onore che dovesse loro derivare dall’ essere incoronati in presenza del popolo ed in presenza dell’imperatore. Voi disputate una gara elevata e grande, gloriosa ed anche con la ricompensa di una corona celeste, poiché Dio stima il nostro modo di lottare, e, estendendo il Suo sguardo sopra coloro che tratta come Suoi figli, Egli si compiace nel guardare la nostra competizione. Dio ci stima nella guerra e nel combattimento della fede; siamo considerati dai Suoi Angeli e siamo considerati da Cristo. Grande è la dignità, la gioia e la gloria, nell’impegnarsi alla presenza di Dio, ed essere coronati con Cristo come giudice. Armiamoci, fratelli amati, con tutta la nostra forza, e prepariamoci per la battaglia con una mente incorrotta, con una fede fatta sentire, con devoto coraggio. Lasciamo che l’accampamento di Dio avanzi nel campo di battaglia che ci è stato assegnato. Che coloro che fino a poco tempo fa sono rimasti in piedi, si armino per non perdere il vantaggio che hanno avuto; si armino coloro che sono venuti meno affinché possano riguadagnare ciò che avevano perduto; ogni cosa sia guidata dall’onore; il pentimento sospinga alla battaglia coloro che erano nell’errore. L’Apostolo Paolo ci insegna ad armarci e a prepararci, dicendo: “Il nostro combattimento non è contro carne e sangue, ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità che sono nei luoghi celesti. Perciò prendete la completa armatura di Dio affinché possiate resistere nel giorno malvagio, e restare in piedi dopo aver compiuto tutto il vostro dovere. State dunque saldi: prendete la verità per cintura dei vostri fianchi; rivestitevi della corazza della giustizia; mettete come calzature ai vostri piedi lo zelo dato dal vangelo della pace; prendete oltre a tutto ciò lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno. Prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito che è la Parola di Dio.”
  • VITTORINO  (AD 304)
Egli parla del profeta Elia, che è il precursore dei tempi dell’Anticristo per il restauro e la conferma delle chiese dalla grande e intollerabile persecuzione.
La donna rivestita del sole, con la luna sotto i piedi e una corona di dodici stelle sul capo, che gridava nelle doglie, è la Chiesa antica dei padri, profeti, santi e apostoli, ……..
Egli farà sì che un’immagine d’oro dell’Anticristo sia posta nel tempio di Gerusalemme, dove l’angelo apostata entrerà, e di là pronuncerà parole e oracoli…… .Il Signore, ammonendo la Sua Chiesa per quello che concerne gli ultimi tempi e i loro pericoli, dice: “Ma quando vedrete l’abominazione della desolazione, della quale ha parlato il profeta Daniele, posta in luogo santo, chi legge faccia attenzione.”

STATUTO DEI SANTI APOSTOLI

“Vigilate sulla vostra vita. I vostri fianchi siano cinti, e le vostre lampade accese, siate simili a quelli che aspettano il loro padrone e conoscono il tempo di quando Egli arriverà, alla sera, o al mattino, o al canto del gallo, o a mezzanotte. Perché nell’ora che essi non pensano, il Signore verrà; e se gli aprono, quei servi saranno benedetti, perche saranno trovati vigilanti. Egli stesso si cingerà, e li farà sedere a tavola, e passerà a servirli. Vegliate dunque, e pregate perché non cadiate in un sonno mortale. Poiché non vi gioveranno a nulla le vostre precedenti buone azioni, se nell’ultima parte della vostra vita devierete dalla vera fede. Poiché negli ultimi tempi si moltiplicheranno i falsi profeti, tanto da alterare la Parola; e le pecore saranno mutate in lupi, e l’amore in odio: per l’aumentare dell’iniquità l’amore di molti si raffredderà. Perché gli uomini si odieranno, si perseguiteranno e si tradiranno gli uni gli altri. E allora apparirà l’ingannatore del mondo, il nemico della verità, il principe della menzogna, che il Signore Gesù distruggerà con lo Spirito della Sua bocca, che porta via i malvagi con le Sue labbra. Ma coloro che persevererannofino alla fine saranno salvati. Ed allora apparirà il segno del Figliolo dell’uomo nel cielo;  subito dopo un arcangelo suonerà la tromba; e in quell’intervallo ci sarà la risurrezione di coloro che dormivano. E allora verrà il Signore e tutti i santi con Lui, con gran suono e sulle nuvole, con gli angeli della sua potenza, sul trono del Suo Regno, per condannare il diavolo, l’ingannatore del mondo, e per rendere a ciascuno secondo le proprie azioni. Allora i malvagi se ne andranno a eterna punizione, ma i giusti a vita eterna, per ereditare quelle cose che occhio non ha visto, né orecchio ha udito, che non sono entrate nel cuore dell’uomo,  ma cose che Dio ha preparato per coloro che Lo amano.”
Da tutto questo resoconto, avrete potuto evincere facilmente che i padri della prima Chiesa fossero esplicitamente post-tribolazionisti. Tutti costoro credevano che il Signore Gesù Cristo sarebbe ritornato una sola volta, cioè alla fine dell’età presente.
Sono altresì d’accordo con chi sostiene che la Chiesa dei primi tre secoli credesse ad un rapimentoimminente, ma non certo in un rapimento che sarebbe avvenuto prima del periodo della Tribolazione.
A fronte di questo, abbiamo la necessità di conoscere la verità sui futuri eventi così da non essere vittime della valanga di nuove e insidiose ipotesi che dilagheranno nei giorni che verranno. Ricordate quando i discepoli chiesero a questo proposito “il segno ….. della fine dell’età”? Cristo li mise subito in guardia, dicendo: “Fate attenzione che nessuno vi inganni, perché molti verranno nel mio nome dicendo ‘Io sono Cristo’, e inganneranno molti” (Matteo 24:4-5).
Concludendo, è più che mai urgente e necessario un ritorno alla verità, la quale non si può trovare negli scritti di questa o quella persona, specie tra le idee di coloro che hanno avuto l’ardire di creare nuove dottrine. Solo l’infallibile Parola di Dio è Verità, che per mezzo dello Spirito Santo ci ammaestrerà e ci guiderà, se pur ci sottometteremo con umiltà cercando Cristo Gesù con tutto il nostro cuore, nella santificazione.
Dice infatti la Parola: “Ma quanto a voi, l’unzione che avete ricevuta da lui rimane in voi e non avete bisogno dell’insegnamento di nessuno; ma siccome la sua unzione vi insegna ogni cosa ed è veritiera, e non è menzogna, rimanete in lui come essa vi ha insegnato.” (I Giov. 2:27-28).
Titolo originale: Pretribulation Rapture (What if it isn’t true?) di C. H. Fisher
Copyright © 1998 TRUTH KEEPERS INTERNATIONAL 
Per gentile concessione di Sequenza Profetica

domenica 4 marzo 2012

Io sono amore

La conversione di un barbone di nome Aissa Burtin
"Da quando ho accettato Gesù nel mio cuore la mia vita è cambiata.
Mi chiamo Aissa Burtin, il mio passaporto è francese, mia madre è tedesca e mio padre è arabo,
ed era un sacerdote mussulmano.
Io sono un ex tossicomane, ex alcolizzato, ho viaggiato tanto tempo dormendo sotto i ponti e mangiavo nei bidoni dell'immondizia.
Quando scappai da casa avevo l'età di 17 anni, dissi a mia madre: “io vado girando il mondo e ricercando la verità, ti prometto che la verità la troverò”.
Ho letto centinaia di libri di filosofia, di psicologia, ho fatto una ricerca anche nella meditazione trascendentale, nell'esoterismo, ma nessuno di questi campi, né la droga, né l'alcolismo, né la depravazione, né il satanismo, non hanno mai potuto darmi la risposta!
L'unica cosa che ero arrivato a desiderare era una bella morte!
Ero diventato peggio di uno scheletro; bevevo appena alzato. Mentre oggi bevo il caffè appena mi alzo, allora bevevo il mio fiasco di vino, prendendo delle sostanze una peggio dell'altra.
Desideravo morire, avere almeno il diritto di una bella morte.
Ho tentato il suicidio nel 1976.
Ma per grazia di Dio, un giorno, mentre stavo vivendo in piazza Navona a Roma, nel 1979 incontrai un gruppo di giovani ragazzi e li guardai da lontano; una cosa mi toccava, la pace che avevano sul viso; la pace che potevano esprimere; non ascoltavo le loro parole, non ero interessato alle parole, perché avevo vissuto una vita piena di parole, avevo conosciuto le parole più belle dei filosofi, avevo letto i libri più belli di Freud, di Hagler, non ero interessato più alle parole; vedevo la pace nel loro cuore, nel loro viso.
Guardai, chiamai una di loro e le dissi gentilmente: “Informami di cosa stai prendendo, per avere questa gioia, questa pace”.
Questa ragazza mi disse: “Noi non prendiamo niente!”
Io replicai: “Ma come fai ad avere ed esprimere gioia, pace e tranquillità?”
La ragazza mi rispose: “Da quando ho dato il mio cuore a Gesù la mia vita è cambiata!”
Con sincerità vi dico che la insultai, le dissi: “tu sei bugiarda, tu stai prendendo un nuovo tipo di droga, di sostanza e non mi vuoi aiutare!”
Me ne andai arrabbiato e per una settimana continuai a fare le mie attività, furti, ladronerie, a mangiare a destra ed a sinistra nei bidoni e ad intossicare la mia anima ed il mio corpo di alcool e di sostanze. Però questa frase: “Da quando accettai Gesù la mia vita è cambiata!” Questa frase girava nel mio cuore e nella mia mente, perché all'età di 14 anni avevo già sentito questa frase. Mentre ero a casa di mia sorella in Germania (ho sei sorelle che vivono in Germania), mentre ero lì, qualcuno aveva bussato alla casa di mia sorella, io avevo avuto appena il tempo di sentire la frase: “da quando ho accettato Gesù la mia vita è cambiata”.
Proprio questa frase io voglio dirti! Proprio questa frase voglio proclamare! Proprio questa frase devi sentire: “Da quando ho accettato Gesù la mia vita è cambiata”.
Una settimana dopo, io dormivo sotto al teatro Marcello di Roma, adesso è chiuso, dormivo lì, per una settimana ho meditato attorno a queste parole, mi sono posto tante domande, ma alla fine ho detto: “Aissa, la filosofia non ti ha aiutato; la psicologia non ti ha aiutato; l'esoterismo non ti ha aiutato; la droga non ti ha aiutato; l'alcolismo non ti ha aiutato; la depravazione non ti ha aiutato; vagare il mondo non ti ha aiutato; papà non ti ha aiutato; mamma non ti ha aiutato; e per tutto questo hai dovuto sempre pagare, cosa ti costa provarci? Cosa ti costa provarci?
Ritornai a piazza Navona, era il 25 maggio 1979; ritrovai questo gruppo, ritrovai quelle persone e andai da quella ragazza a dirle: “ma sei proprio sicura?”
Ella mi guardò e mi disse: “certo! Da quando ho accettato Gesù la mia vita è cambiata.”
L'ho guardata e ho detto: “Io non so pregare, non ho mai pregato!”
Ella mi disse: “dammi le mani! Ripeti dopo di me, lo ripeti con la bocca ma lo credi nel cuore: ‘Gesù, se tu esisti entra nel mio cuore'.”
Io ho semplicemente detto quella frase, il 25 maggio 1979, alle ore 19:30 in piazza Navona in Roma, ho pronunciato la frase: “Gesù, se tu esisti entra nel mio cuore”.
All'istante il mondo si è aperto dinanzi a me; all'istante, finalmente ho potuto gustare l'amore di Dio! finalmente ho potuto gustare la pace, la gioia che ho tanto desiderato! Un peso si è levato da sopra la mia anima, mi sono sentito libero! libero! All'istante sono stato liberato dalla droga, dall'alcolismo, dalle sigarette e da ogni altra cosa. All'istante! Da quando ho accettato Gesù la mia vita è cambiata.
Io ho un solo dovere, un solo piacere, girare il mondo per dire: “da quando ho accettato Gesù la mia vita è cambiata”; ad invitarti, tu che stai ascoltando; ad invitarti tu che stai in un letto di malattia; ad invitarti a te che stai seduto vicino al frigorifero che è sulla tua destra; ascolta questa frase: “Da quando ho accettato Gesù la mia vita è cambiata ed anche la tua può cambiare! Anche la tua deve cambiare! Dio è interessato alla tua vita!”
Profeticamente parlando possiamo proclamare, ma la più bella profezia che un uomo possa dare è: “che solo Gesù salva!”
Gesù è interessato a te; sì proprio a te! Gesù è interessato a te!
Non potevo più rubare. Io non avevo chiesa. Questo gruppo di giovani apparteneva ad un gruppo che si chiama “Gioventù in Missione”. Io non potevo più rubare; non avevo casa, non c'erano comunità e non conoscevo l'indirizzo. Dovevo continuare a vivere. Ero lì solo, straniero, senza padre e senza madre, senza amici. Con Gesù nel cuore, però senza soldi, senza denari, le tasche
erano vuote, e un sogno, perché l'opera di Dio è completa e perfetta. Non avevo indirizzi, questo gruppo se ne andò via, ma io dovevo mangiare, dovevo vivere, dovevo continuare ad esistere, perché non basta solo nascere.
La prima settimana che ero lì, in poche ore mi sono letto tutto il Nuovo Testamento, e mi sono ricordato un passaggio di Matteo capitolo 6:31 “Non siate dunque con ansietà solleciti, dicendo: Che mangeremo? Che berremo? O di che ci vestiremo? Poiché sono i pagani che ricercano tutte queste cose; e il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose. Ma cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno sopraggiunte.” Sono belle parole, però i fatti sono concreti, io dovevo mangiare, non potevo più rubare.
Dio sì mi aveva liberato! Dio sì ti libera e ti può liberare, ma noi viviamo nella realtà, e ho preso l'impegno di non rubare mai più. Io dissi al Signore: “io non ruberò mai più! Però dammi da mangiare.” In quel giorno le circostanze erano moltiplicate, mentre una volta dovevo lavorare per mettere le mani nelle tasche degli altri, per rubare dentro gli hotel, negli alberghi, nelle case, nelle macchine, portare via le macchine. Io dissi al Signore: “Tu mi darai da mangiare, perché la tua Parola così dice: che tu hai piacere ad usare amore e misericordia inverso il tuo popolo. Tu mi darai da mangiare! E non ruberò.”
Mi alzai, i miei ex colleghi di lavoro (se posso utilizzare questa frase, perché eravamo un gruppo di ladri) mi dissero: “Aissa! andiamo lì, abbiamo trovato quell’ hotel, abbiamo quell'appartamento, abbiamo quest’opportunità”.
Io risposi: “No! Sono cristiano e appartengo a Dio e non posso più rubare.”
Loro dissero: “ma come farai a mangiare?”
Risposi: “Dio mi manderà da mangiare.”
“Cosa credi che il pane ti possa cadere dal cielo?”
Io li guardai e dissi: “volesse Iddio, il pane scenderà dal cielo, ma io mangerò!”
Arrivò mezzogiorno, ma io non avevo mangiato; arrivarono le due, non avevo mangiato. Ma io dicevo: “non posso, non voglio credere che Tu ti puoi dimenticare di me. Mi hai salvato, mi hai liberato, ho letto nella tua Parola che sei un Padre e non sei solamente un Dio, l'Iddio vivente. Non voglio credere che tu ti scordi di me.”
Arrivarono le quattro e non mangiai, io ho detto: “Signore, tu entro mezzanotte tu devi darmi da mangiare.”
Arrivarono le cinque e non avevo mangiato e le occasioni si moltiplicavano, trovavo le borse sempre aperte, le tentazioni, mentre una volta dovevo aprirle io le borse e i portafogli, in quel giorno tutto mi era facile e potevo farlo. Io dissi: “No, io appartengo a Dio e non ruberò mai più!”
Arrivarono le sette, e ancora non avevo mangiato. Il nemico mi disse: “vai, tanto Dio sa che hai bisogno di vivere.” Io dissi: “no! Dio non si può scordare delle sue promesse, perché il suo parlare è sì ed amen. Ciò che Dio promette lo mantiene, perché Lui è fedele.”
Arrivarono le dieci di sera e non avevo mangiato. E continuavo a dire: “io non voglio dubitare. Non posso accettare che Dio non può operare, o non vuole operare.”
Arrivarono le undici di sera e non avevo ancora mangiato. I pensieri, le domande, le circostanze, ma io dissi: “no! Questa parola dice: ‘ricercate prima il regno dei cieli e la sua giustizia, e tutte le altre cose vi saranno sopraggiunte. Io non voglio dubitare. Non voglio! Non voglio!”
Erano le undici e mezza di sera. Andai a prendere il mio cartone, entrai in un bar a prendere un giornale vecchio, presi il mio sacco a pelo, e ritornai al teatro Marcello. Si mette prima il cartone, poi si mette il giornale, per evitare che l'umidità del terreno salga, e dopo si aggiunge il sacco a pelo sopra. Però sempre dicevo: “ma non è possibile che Dio non possa essere fedele, perché Dio è fedele. Non voglio dubitare.”
Ero solo, solo! Senza amici, senza parenti e senza comunità.
Era mezzanotte meno cinque, mentre entravo nel mio sacco a pelo. Io avevo detto: “entro mezzanotte!”
Mentre entravo nel mio sacco a pelo nel teatro Marcello, c'erano diverse persone che dormivano lì, come alla stazione Termini, come tante piazze in Italia a quei tempi.
Mentre entravo nel mio sacco a pelo senza volerlo svegliai una persona sulla mia destra, un uomo di una certa età; mi scusai: “perdonami che ti ho svegliato.”
Lui mi guardò e mi disse: “No, non ti preoccupare, non è successo niente.”
E continuai a pensare: “entro mezzanotte.” Ed era mezzanotte meno cinque, non capivo, non comprendevo perché, eppure la Bibbia dice che Dio è fedele; eppure la sua Parola mi aveva liberato, mi aveva cambiato; come mai una cosa così banale: il mangiare!
Quell'uomo mi guardò e mi disse: “Figliolo, hai mangiato?”
Una domanda impossibile da ricevere in mezzo a quelli della strada. Io viaggiavo sempre con un coltello, ero più veloce a tirare un pugno, una testata o una ginocchiata o un calcio, per difendermi. La vita della strada rende l'uomo molto crudele, molto duro. La sofferenza di tempra come l'acciaio alla crudeltà. La pietà non esiste, ognuno deve sopravvivere. Ho dovuto affrontare delle situazione e circostanze allucinanti.
Perciò, sentire una frase simile era impossibile, non credevo alle mie orecchie, dissi: “no, non ho mangiato.”
Egli mi disse: “perché non sai fare il furbo?”
Io risposi: “sì, ero molto bravo. Sono tuttora molto bravo nella specialità mia, però sono cristiano ed ho abbandonato quella vita.”
Mi disse: “Bene hai fatto.” Mi diede un pezzo di pane, mi diede un pezzo di formaggio; mi diede una mela e mi diede un bicchiere di vino bianco.
Io li mangiai, e mentre io stavo per dare il primo morso, le campane della chiesa suonavano, era mezzanotte. Io mangiavo, mi sentivo come in paradiso (scusatemi la parola). Questo cibo era come mangiare l'aragosta, come mangiare il cibo più succulento, mi sentivo bene, mi sentivo felice ed appagato, perché Dio all'ultimo istante ha dimostrato la sua fedeltà.
In quella notte, mentre dormivo lì, ero lì sotto il ponte, sotto il teatro Marcello, e quell'uomo era lì accanto a me, mi sentivo benedetto, appagato, il grande Iddio si era occupato e preoccupato di un barbone, di un ex delinquente, di una montagna di immondizia di cui ero io.
Il grande Dio si era abbassato nuovamente inverso un insignificante essere umano, spregevole per la società. Dio è occupato e preoccupato per ognuno di noi; anche per te che stai leggendo. Forse sei spregevole per l'umanità, per la società, ma sei prezioso agli occhi di Dio.
Al mattino, verso le cinque si alzò quell’uomo, prese la sua bici, raccolse tutto; così anch'io rapidamente raccolsi tutto e gli dissi: “uomo, posso accompagnarti in questo giorno, sarò silenzioso dietro di te, voglio solo stare un po' con te oggi, perché sono solo, non ho nessuno.”
Quest'uomo mi guardò negli occhi, il suo sguardo toccò il più profondo della mia anima, e mi disse: “Figliolo, dove vado io non puoi venire tu.”
‘Dove vado io non puoi venire tu!' Compresi che era Gesù, che era venuto vicino a me, si era occupato di me tutto quella notte. Compresi che Gesù non era solo disposto a salvare l'anima dell'essere umano, non era disposto solamente a cibare anche il nostro corpo, ma che Gesù ha intenzione di prendersi cura personalmente di ciascuno di noi.
Una frase avevo detto centinaia di volte, pronunciato con la bocca e creduto nel mio cuore: “Non voglio dubitare del mio Dio. Non voglio dubitare del mio Signore.”
Oggi, dopo quasi trent' anni, posso dire una cosa sola e voglio dire una cosa sola: ‘da quando accettai Gesù la mia vita è cambiata.
A Gesù la lode e la gloria; a Gesù tutto il mio ringraziamento.
Io non potevo avere figli, ero ammalato per colpa del peccato. Oggi, grazie a Dio, sono padre di solo quattro bambini. Dopo anni di solitudine e di sofferenze, dopo dieci anni di conversione, Iddio mi ha benedetto anche dandomi una compagna che serve Dio insieme a me. Io e la mia casa serviamo l'Eterno.
Garufo M.Teresa

lunedì 27 febbraio 2012

L'Evangelo di Gesù Cristo




Qual è il vero evangelo di Gesù Cristo? Anche la maggior parte dei non credenti sa che la Bibbia contiene quattro racconti, Matteo, Marco, Luca e Giovanni. Ma qual è l’essenza di questi evangeli, o “buona novella”? Quando i cristiani parlando del vangelo di Gesù Cristo, di cosa parlano in realtà?
La Scrittura ci dà diverse definizioni di cosa è il vangelo. E dobbiamo usare queste definizioni bibliche per determinare se nella sua chiesa è vivo il vero evangelo di Cristo. Considerate:


Il Signore disse a Pietro: “Se qualcuno mi vuole seguire, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua” (Matteo 16:24). È chiaro che appartenere alla chiesa di Gesù significa molto più che credere in Lui. Molti cristiani oggi “fanno un voto per Gesù”. La loro attitudine è: “Ho votato per Cristo. Questo mi rende un membro del suo partito”. Ma una volta che hanno dato il voto, se ne vanno via e dimenticano tutta la sua Signoria sulle loro vite.
Gesù dice che appartenere alla sua chiesa va oltre tutto questo. Significa impegnarsi a seguirlo. E questo vuol dire vivere in abnegazione e prendere la propria croce“E chi non prende la sua croce e non viene dietro a me, non è degno di me” (Matteo 10:38).
Il nostro Signore lo dice chiaramente: “Se sei nella mia chiesa, allora preparati a soffrire e ad essere perseguitato per la tua fede in me. Preparati a rinnegare la tua fama, la reputazione e ogni ricerca del piacere. La gente ti inchioderà alla croce della beffa, della condiscendenza, dell’alienazione. E lo farà perché hai fame e sete di me. Se appartieni alla mia chiesa, sicuramente dovrai prendere una croce”.
Il fatto è che la chiesa di Cristo non è mai stata approvata o accettata dal mondo. E non lo sarà mai. Se vivi per Gesù, non dovrai separarti dalla compagnia altrui; saranno loro a lasciarti. Devi solo vivere per Lui. Improvvisamente, ti ritroverai rigettato e scartato, chiamato persino malvagio:“Gli uomini vi odieranno, vi scomunicheranno e vitupereranno, e bandiranno il vostro nome come malvagio, a causa del Figlio dell'uomo” (Luca 6:22).
Eppure, Gesù aggiunge, questa è la strada che porta al vero appagamento. “Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi avrà perduto la propria vita per amor mio, la ritroverà” (Matteo 16:25). In altre parole: “L’unico modo per trovare il significato della vita è vendere tutto quello che hai per me. Allora troverai la vera gioia, la pace e la soddisfazione”. Cristo ci dice: “La mia chiesa è senza macchia o ruga. Perciò, quando verrai da me, dovrai essere disposto a deporre ogni peccato. Devi arrendere tutto a me, morire completamente a te stesso, a tutte le tue ambizioni impure e al tuo egoismo. Per fede, sarai sepolto con me. Ma risorgerai a nuova vita”.
Pensate a cosa significa essere senza macchia o ruga. Sappiamo che una macchia è una chiazza. Ma cos’è una ruga? Avete mai sentito la frase: “una nuova ruga”? Significa aggiungere una nuova idea ad un concetto già esistente. Una ruga, in quel senso, si applica a quelli che cercano di migliorare l’evangelo. Suggerisce un modo facile per raggiungere il cielo, senza arrendersi completamente a Cristo.
Questo è il genere di evangelo che viene predicato oggi in molte chiese. I sermoni hanno l’unico obiettivo di incontrare i bisogni della gente. Eppure, mentre leggo le parole di Gesù, vedo che questo genere di predicazione non funziona. Non compie la vera opera dell’evangelo.
Non fraintendetemi: non sono contro il predicare la consolazione e la forza al popolo di Dio. Come pastore del Signore, sono chiamato a fare esattamente questo. Ma se predico solo per I bisogni della gente, ed ignoro l’invito rivoltoci da Cristo a deporre le nostre vite, allora i veri bisogni non potranno mai essere soddisfatti. Le parole di Gesù sono chiare: i nostri bisogni potranno essere soddisfatti solo se moriamo a noi stessi e prendiamo la sua croce.


Gesù dichiara: “La mia chiesa è un luogo di pentimento incondizionato ed aperto”. Infatti l’apostolo Paolo attesa: “La parola è vicino a te, nella tua bocca e nel tuo cuore: cioè la parola di fede, che noi predichiamo; se confessi con la tua bocca il Signore Gesù, e se credi con il cuor che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato.
“Perché con il cuore un uomo crede a giustizia; e con la bocca confessa per la salvezza. Perché la Scrittura dice: Chiunque crede in lui non sarà svergognato” (Romani 10:8-11). Per dirla in poche parole, otteniamo la salvezza quando confessiamo apertamente il pentimento. Gesù afferma: “Non sono venuto a chiamare a pentimento i giusti, ma i peccatori” (Matteo 9:13). E, dice, il pentimento è il mezzo attraverso il quale si può essere guariti e ristorati: “Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Io non sono venuto per chiamare a pentimento i giusti, ma i peccatori” (Luca 5:31-32).
Carissimi, questa è la buona novella. Gesù ci sta dicendo: “Nella mia chiesa, tutti vengono guariti attraverso il pentimento. Non importa chi sei – il malato fisico, mentale o spirituale. Tutti devono venire a me attraverso la stessa via. E tutti trovano guarigione attraverso il pentimento”.
Io vi chiedo: quante chiese aprono ancora i loro altari a quelli dal cuore rotto, affinché vengano avanti e si pentano? Quanti pastori hanno smesso di fare l’appello in quest’opera spirituale così importante? E quanti credenti hanno perso il senso del loro bisogno di confessare il peccato? Allora, qual è il messaggio centrale del vangelo di Cristo? Lo dice chiaramente in Matteo, Marco, Luca e Giovanni. In questi quattro evangeli, egli ci dice: “Ecco cosa predico nella mia chiesa. Questo è il mio messaggio per tutti i peccatori”.
Prima di tutto, “Gesù è venuto… predicando l’evangelo del regno di Dio, e dicendo: Il tempo è compiuto, e il regno di Dio è vicino: ravvedetevi e credete all’evangelo” (Marco 1:14-15). Qual è stato il primo messaggio di Gesù? Egli predicò il pentimento.
Per alcuni cristiani, questo potrebbe essere un linguaggio forte. Potrebbero rispondere: “Va bene, ma quanto forte Gesù ha predicato il pentimento?”. Luca risponde nel suo evangelo. Gesù disse ai suoi ascoltatori: “Se non vi pentite, perirete allo stesso modo” (Luca 13:5).


Penserai forse che l’evangelo di pentimento di Cristo sembri quasi depressivo. Ma Paolo dice il contrario. Un cuore pentito porta vera vita: “La tristezza secondo Dio infatti produce ravvedimento a salvezza, che non ha rimpianto; ma la tristezza del mondo produce la morte” (2 Corinzi 7:10). Il pentimento fu il fulcro del primissimo sermone dopo la risurrezione di Cristo. Pietro disse alle folle radunate a Pentecoste: “Gesù di Nazaret… che voi avete preso, e con mani inique avete crocifisso ed immolato” (Atti 2:22-23).
Udendo ciò, il popolo fu colto da un potente convincimento. La Parola predicata compunse i loro cuori, perché lo Spirito Santo era giunto in tutta la sua potenza. E secondo Gesù, è proprio questa l’opera dello Spirito. Egli disse che lo Spirito Santo viene per “convincere il mondo di peccato, di giustizia e di giudizio” (Giovanni 16:8).
La folla era così emozionata, da non riuscirsi a muovere. Improvvisamente, davanti a loro c’erano la morte e la vita. Perciò gridarono a Pietro, chiedendogli cosa potessero fare. E lui rispose:“Pentitevi, e siate battezzati nel nome di Gesù Cristo per la remissione dei peccati… Salvatevi da questa perversa generazione” (Atti 2:38, 40).
Questo brano illustra il pentimento al centro del messaggio di Gesù. Se nel messaggio non c’è convincimento – non si predica la verità sul peccato e sulla colpa, e non c’è la persuasione del cuore – allora vuol dire semplicemente che in esso non vi è lo Spirito Santo. In queste predicazioni non c’è e basta.
Penso ai tanti predicatori “senza convinzione” che sono responsabili delle anime di migliaia di cristiani. Le loro congregazioni sono schiave del peccato, e le loro iniquità crocifiggono Cristo ogni giorno. È assolutamente tragico. Ciò di cui queste persone hanno bisogno è un messaggio di un predicatore che non abbia paura di dire loro: “Avete peccato contro Cristo”. Ma avviene esattamente il contrario. La gente si radica nel peccato a causa di pastori compromessi.
Ezechiele dice di questi predicatori: “Infatti avete rattristato il cuore del giusto con menzogne, quando io non lo rattristavo, e avete fortificato le mani dell'empio, perché non si convertisse dalla sua via malvagia per rimanere in vita” (Ezechiele 13:22). Il profeta sta dicendo: “Avete rattristato il giusto con delle predicazioni frivole. Ed avete fortificato ancora di più il peccato sensuale, senza incolparlo. Avete detto loro delle menzogne a proposito della vita eterna. No! State privando queste persone della vita eterna. Avete trasformato la grazia di Dio in lascivia!”.
Paolo dice che presto arriverà il giorno del giudizio. E per questo, dobbiamo predicare l’evangelo con ancora più convinzione, visto che il giorno si avvicina. Dobbiamo riprovare e rigettare, agendo nello stesso tempo con longanimità ed amore. Infatti, sta giungendo il giorno in cui tutti i pastori dovranno comparire davanti al Signore per rendere conto di cos’hanno predicato. Hanno rattristato il giusto? Hanno rafforzato le mani del debole? Oppure hanno predicato una parola impavida che convince, sotto una santa unzione?
Il fatto è che a Pietro non interessava di offendere quelle persone a Pentecoste. Il suo unico scopo era quello di mostrare loro la verità. E quando lo Spirito Santo rivela la verità, convince. Va in profondità e sradica ogni area del cuore.
Purtroppo, oggi questo non accade in molte chiese. Non solo lo Spirito Santo non è presente in tali chiese, ma non è neanche il benvenuto. Il nostro ministero di recente ha ricevuto lettera dopo lettera in cui riecheggiava lo stesso ritornello: “Ho un vicino al quale ho testimoniato per mesi. Sta per divorziare… ha problemi di alcolismo… ha una relazione adultera…
“Perciò l’ho portato in chiesa, sperando che vi potesse sentire una parola sulla sua condizione e sul suo bisogno del Signore. Ma il mio pastore non parla mai di peccato. Non dice mai niente che possa portare convinzione, che parli del bisogno della purificazione di Gesù, della sua potenza liberatrice. Perciò il mio vicino rimane comodo nel suo peccato”.
Che tragedia! Quanto sarà afflitto Dio per un popolo che continua a rimanere nel suo peccato, nella chiesa stessa.
Altri scrivono: “Frequento una chiesa che prende alla leggera il peccato, ma non ne posso più. Ogni settimana, ti porgono un’inchiesta per sapere se ci è piaciuto il servizio. Vogliono sapere: La musica era troppo alta? Le riunioni erano troppo lunghe? Il sermone vi è piaciuto? Pastore David, vado in chiesa per trovare speranza per i miei parenti perduti. Ma invece mi viene chiesto di giudicare se l’intrattenimento mi è piaciuto”.
Secondo Gesù, nessuno può essere liberato dal peccato – nessuno potrà mai trovarsi davanti alla verità – senza la presenza convincente e la potenza dello Spirito Santo.


Considera questa scena, mentre Gesù parlava ai suoi seguaci: “«Questo è il pane che è disceso dal cielo; non è come la manna che mangiarono i vostri padri e morirono; chi si ciba di questo pane vivrà in eterno. Queste cose disse nella sinagoga, insegnando a Capernaum. Udito questo, molti dei suoi discepoli dissero: «Questo parlare è duro, chi lo può capire?». Ma Gesù, conoscendo in se stesso che i suoi discepoli mormoravano di questo, disse loro: «Questo vi scandalizza?»” (Giovanni 6:58-61).
Notate che Cristo qui stava parlando ai credenti. Qual era il parlare duro a cui avevano reagito? Era: “Dovete mangiare la mia carne e bere il mio sangue, altrimenti non avrete vita in voi. La mia carne è cibo, ed il mio sangue è vera bevanda. E la vita eterna viene solo se li consumate”.
Ora, l’evangelo che strizza l’occhio al peccato dice: “Non puoi predicare quel genere di cose. I peccatori non lo comprenderebbero mai. Bere sangue e mangiare carne? Penserebbero che siamo barbari. Dobbiamo cambiare le parole per renderle più appetibili. Altrimenti si offenderebbero, specialmente i non credenti”.
Nella vera chiesa di Cristo ci saranno delle parole offensive. Sì, in questa chiesa sentirete un messaggio di buone notizie, un evangelo di amore, misericordia, grazia e longanimità. Ma nella chiesa di Cristo, ci sono anche messaggi che non ci si può azzardare a manomettere. E quei messaggi comprendono la predicazione del sangue di Cristo e della sua croce.
Gesù vide che la gente era scioccata dalle sue parole. Perciò chiese loro, in effetti: “Vi siete offesi? Vi sentite oltraggiati dalle mie parole di verità?”. Poi dichiarò: “Le parole che vi dico sono spirito e vita” (Giovanni 6:63). Lo disse chiaro e tondo: “Le cose che vi offendono sono proprio quelle che vi portano vita”. Come reagirono i suoi seguaci? “Da quel momento molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e non andavano più con lui”.
Cosa sta dicendo Gesù a proposito del suo evangelo? Per dirla in parole povere, sta dichiarando che il messaggio del suo sangue e della croce è offensivo. Eppure è l’unico evangelo che porta alla vita eterna. Nonostante ciò, sono molti quelli che non lo accettano. “Ma vi sono tra voi alcuni che non credono”.
Oggi le parole di Gesù sono svendute da molte chiese. Incredibilmente, alcune congregazioni hanno tolto qualsiasi riferimento al sangue di Cristo persino dai loro servizi di adorazione. I pastori non lo menzionano nei loro sermoni. Gli inni sul sangue sono stati tolti dalle chiese. Tutto viene considerato troppo offensivo.
Ma Gesù ci avverte: “Non importa quanto vi possano sembrare offensive le mie parole. Non potete cambiarle. Le mie parole producono vita. E dovete consumarle come se fossero del cibo e delle bevande, renderle una fibra del vostro essere. Perciò, non potete alleggerire quello che ho detto. Se togliete il sangue e la croce dalle vostre predicazioni, state impedendo alla gente di ottenere la speranza della vita eterna.
“Il messaggio della salvezza attraverso il sangue si può comprendere solo mediante lo Spirito. Ma deve essere predicato anche a costo di essere fraintesi. Perciò, siate coraggiosi e predicate il mio evangelo, non importa quale risposta otteniate. È solo la Parola quella che salva”.
Vediamo una scena molto simile in Matteo. “E venuto nella sua patria, li ammaestrava nella loro sinagoga… Ed essi si scandalizzavano di lui” (Matteo 13:54, 57). Persino la cerchia dei discepoli più intimi di Gesù venne a dirgli che il suo messaggio era troppo offensivo: “Sai tu che a sentire queste parole i farisei si sono scandalizzati?” (15:12). In questa scena, non era la gente che si scandalizzava, ma i leader religiosi. Apparentemente, le moltitudini ricevevano quello che Gesù insegnava. Ma i pastori si sentivano oltraggiati.


Se sei nella chiesa di Gesù, allora sentirai dei messaggi duri da parte dello Spirito Santo. Perché? Perché lo Spirito grida contro tutto ciò che pensiamo, diciamo o facciamo che viene dalla carne. Gesù dice: “Poiché dal cuore provengono pensieri malvagi, omicidi, adultèri, fornicazioni, furti, false testimonianze, maldicenze” (Matteo 15:19).
Eppure, il segno di ogni vero seguace di Gesù è che si arrende ad ogni parola di Cristo. Questo servo ama la riprensione perché sa quello che produce nel suo cuore. Vede i cambiamenti che porta, e sa che sono vita per lui. Nel suo profondo, è anche questo il motivo per cui un peccatore viene nella casa di Dio. Non solo per essere contato fra il numero di una grande congregazione. È per essere trovato da Dio, perché nel suo cuore sa di essere perduto. La sua anima non è in pace, e lui ha trascorso troppe notti insonni. Vuole delle risposte, la verità, un cambiamento reale, perché sa di essere destinato all’inferno. E non ha bisogno di un credente o di un ministro che gli dica che va tutto bene. Naturalmente, se questo peccatore ode il messaggio di Cristo, ne potrà essere offeso. Potrebbe arrabbiarsi e scalciare. Ma non dimenticherà ciò che ha udito. E lo Spirito Santo userà quelle parole per rivelargli la verità.
Ci hanno insegnato che Cristo è la testata d’angolo della sua chiesa. Paolo dice che questa pietra è una roccia d’offesa: “Come sta scritto: Ecco, io pongo in Sion una pietra d'inciampo e una roccia di scandalo, ma chiunque crede in lui non sarà svergognato” (Romani 9:33). Anche Pietro definisce Gesù una roccia di offesa: “La pietra, che gli edificatori hanno rigettato, è divenuta la testata d'angolo, pietra d'inciampo e roccia d'intoppo che li fa cadere. Essendo disubbidienti, essi inciampano nella parola, e a questo sono altresì stati destinati” (1 Pietro 2:7-8).
Pietro avrebbe potuto dirci per esperienza che succede quando ci si vuole sbarazzare del messaggio della croce. Lui si scandalizzò quando Gesù predisse la sua morte ai discepoli. Perciò, “Pietro lo prese da parte e cominciò a rimproverarlo, dicendo: Lungi da te, Signore, così non sia” (Matteo 16:22).
Ma Gesù gli rispose con queste parole pungenti: “Ma egli, voltatosi, disse a Pietro: «Vattene via da me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non hai il senso delle cose di Dio, ma delle cose degli uomini»” (16:23).
Ecco un chiaro esempio di come Satana può piantare l’inganno anche in un pastore giusto, che ama Cristo. E ci puoi scommettere che Pietro non dimenticò mai più le parole del Maestro. Allo stesso modo oggi, ogni ministro e credente deve prestare ascolto agli avvertimenti di Cristo: “Il mio sangue e la mia croce forse ti scandalizzano. Ma se ti vergogni del mio messaggio, se cerchi di alleggerirlo, allora sei tu a scandalizzare me. Non rappresenti la mia Parola o la mia chiesa”.


La prima cosa che Gesù farebbe sarebbe quella di fare un giro della città, piangendo. La Scrittura ci dice: “E come egli si avvicinava, vide la città e pianse a su di essa, dicendo: «Oh, se tu, proprio tu, avessi riconosciuto almeno in questo tuo giorno le cose necessarie alla tua pace! Ma ora esse sono nascoste agli occhi tuoi » ” (Luca 19:41-42).
Cosa fece piangere Gesù? Iniziò con un giro commovente della città. Fu sopraffatto dal dolore alla vista dei cosiddetti religiosi che non avevano pace. Queste persone avevano rigettato la verità in cambio di favole. Ed ora stavano seguendo una forma di religione morta. Erano come pecore senza pastore.
Ora, non sono qui per giudicare nessuno. Ma voglio chiedere a chiunque legge questo messaggio: riesci ad immaginare il tuo pastore che fa il giro della tua città e pianga per essa? Quale immagine diversa Gesù ci dà dai vari pianificatori e progettatori delle grandi chiese odierne. Queste persone vanno di casa in casa, fanno inchieste, chiedono alla gente cosa vorrebbe vedere in chiesa: “Quanto ti piacerebbe fosse lungo il sermone? Quindici minuti? Dieci?”.
Gesù fu testimone di una cosa del genere ai suoi tempi. Mentre camminava verso il tempio, vide le tavole dei cambiavalute, ministri che mercanteggiavano le cose di Dio. Non c’era una vera preghiera, né timore del Signore. E Cristo pianse per tutto questo, gridando: “Sta scritto: La mia casa è una casa di preghiera, ma voi ne avete fatto un covo di ladroni” (Luca 19:46).
Io vi chiedo: Gesù piangerebbe per quello che vedrebbe oggi nella tua chiesa? Troverebbe il tuo pastore angosciato per le anime perdute? O lo troverebbe ad approfittarsi delle cose sacre agli occhi di Dio? Cristo troverebbe il suo popolo in preghiera? O lo troverebbe occupato negli affari e nei programmi, concentrato sui propri interessi?
Una volta concluso il giro nella tua città, Gesù approverebbe il suo popolo? O lo avvertirebbe in questi termini: “Siete ciechi. Il giudizio è alle porte, ma voi sembrate più che mai come il mondo. Perché non pregate, perché non cercate la mia forza e la mia saggezza per redimere i tempi?”.
Dio ci aiuti a non mitigare il suo evangelo. Se hai un pastore che predica il vero evangelo di Gesù Cristo, io ti esorto ad incoraggiarlo. E a pregare per lui. Grazie al Signore che il tuo pastore non si fida dei predicatori famosi per avvicinare le folle.
E sii grato che la presenza dello Spirito Santo abbia spazio di compiere la sua vera opera in mezzo a noi. Quando l’evangelo di Gesù Cristo viene predicato con convinzione, i cieli si aprono ed il diavolo è costretto a scappare.

di David Wilkerson 


ciao

per tutti coloro che mi vogliono bene un invito a riflettere

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