per capirci

GIACOMO 1, 2-4

Fratelli, considerate come motivo di gaudio perfetto le diverse prove alle quali voi potete essere esposti, sapendo che la fede messa
alla prova produce la pazienza. E' necessario però che la pazienza compia perfettamente l'opera sua, affinché voi siate pure perfetti ed
integri, senza mancare in niente.(Giacomo 1; 2-4)

Emmanuel

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sabato 11 maggio 2013

Spirito, Anima e Corpo



Uno dei maggiori problemi che i cristiani che credono nella Grazia hanno nel capire come possiamo essere pienamente giusti (perché non sempre ci "sentiamo" giusti), è il concetto di spirito, anima e corpo.

La Bibbia dice chiaramente che abbiamo tutti e tre:

"Ora il Dio della pace vi santifichi egli stesso completamente; e l'intero vostro spirito, anima e corpo siano conservati irreprensibili per la venuta del Signor nostro Gesú Cristo." (1 Ts 5:23 )

Abbiamo lo spirito, abbiamo un'anima, e viviamo in un corpo. Questo è di gran lunga opposto a quanto il mondo creda e cioè che abbiamo solo un corpo e una mente.

Li esamineremo quindi uno per uno.
I. Lo spirito
Quando nasciamo di nuovo, il nostro spirito diventa vivo per Dio.. In precedenza il nostro spirito era in uno stato di morte nei confronti di Dio, ma vivo al peccato (eravamo nel peccato):

"anche quando eravamo morti nei falli, ci ha vivificati con Cristo (voi siete salvati per grazia)" (Ef 2, 5 )

Quando mettiamo la nostra fede in Gesù, questa vecchia natura peccaminosa è crocifissa (e sepolta) nella morte di Cristo:

"sapendo questo: che il nostro vecchio uomo è stato crocifisso con lui" (Rom. 6:6)

"perché voi siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio." (Col. 3:3)

Ora il nostro spirito diviene vivente a Dio:

"Allo stesso modo anche voi, fate conto di essere morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore."   (Rom 6:11)

Ed ecco la parte più sorprendente: Nel momento in cui mettiamo la nostra fede in Gesù Cristo, il nostro spirito rinato viene creato altrettanto giusto come Gesù, perfettamente santo e glorioso, e ha la stessa natura di Gesù Cristo stesso! Il Padre ha fatto sì che Gesù divenisse peccato al nostro posto, così abbiamo potuto ricevere la Sua giustizia come un dono gratuito!

"Egli ha fatto Colui che non aveva conosciuto peccato essere peccato per noi, affinché noi potessimo diventare giustizia di Dio in Lui." (2 Corinzi 5:21)

Il nostro spirito rinato è talvolta chiamato anche il "nuovo uomo" o "uomo interiore"
.
" e per essere rivestiti dell'uomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e santità della verità." (Ef 4,24 )

Questa parte di noi non potrà mai cambiare, ma è resa giusta per sempre!

II. L'Anima
Questo è il regno della psiche e comprende la mente, la volontà, l'intelletto, la personalità e le emozioni.
Questa parte non cambia immediatamente quando siamo nati di nuovo.
Sì abbiamo fatto una scelta per Cristo, ma questa parte di noi ha ancora i vecchi modelli di pensiero e le abitudini della nostra vita prima della fede in Cristo.
Queste abitudini possono essere state formate dal semplice istinto di auto- conservazione, oppure da noi stessi, avendo ceduto ai desideri della nostra vecchia natura peccaminosa.  Anche se noi non desideriamo peccare più, ancora cadiamo e commettiamo errori.
Questo è ciò di cui Paolo parla in Romani 7:15-23:
"Giacché non capisco quel che faccio, perché non faccio quello che vorrei, ma faccio quello che odio. 16 Ora, se faccio ciò che non voglio, io riconosco che la legge è buona. 17 Quindi non sono piú io ad agire, ma è il peccato che abita in me. 18 Infatti io so che in me, cioè nella mia carne, non abita alcun bene, poiché ben si trova in me la volontà di fare il bene, ma io non trovo il modo di compierlo. 19 Infatti il bene che io voglio, non lo faccio; ma il male che non voglio, quello faccio. 20 Ora, se faccio ciò che non voglio, non sono piú io che lo faccio, ma è il peccato che abita in me. 21 Io scopro dunque questa legge: che volendo fare il bene, in me è presente il male. 22 Infatti io mi diletto nella legge di Dio secondo l'uomo interiore, 23 ma vedo un'altra legge nelle mie membra, che combatte contro la legge della mia mente e che mi rende schiavo della legge del peccato che è nelle mie membra."

La nostra anima / mente è la parte di noi che passeremo il resto della nostra vita a rinnovare.
Dobbiamo allenare la nostra mente ad essere in accordo con quello che è successo nel nostro spirito. Come possiamo fare questo? Con passare tempo in comunione con Dio, lo studio della parola, pregare, andare in chiesa, etc..

"E non vi conformate a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza qual sia la buona, accettevole e perfetta volontà di Dio."  (Rm 12,2)

Questo è il motivo per cui ci viene detto "Abbiate in mente le cose di lassú, non quelle che sono sulla terra" (Col 3,2), perché più si pensa ai pensieri di Dio, più velocemente le nostre menti saranno trasformate. I nostri vecchi modelli di pensiero peccaminosi moriranno di fame, e la nostra mente entrerà in accordo con il nostro spirito rinato.
La nostra anima è la parte di noi che deve essere santificata.

Ricordate il nostro spirito è già santificato e santo: "Perché con un'unica offerta egli ha reso perfetti per sempre quelli che sono santificati." Eb 10:14


III. Il corpo:
Quando Gesù morì, Egli ti ha acquistato mediante il Suo sangue. Il tuo spirito è diventato vivo verso Dio, e il tuo corpo ora è un tempio di Dio.

"19 Non sapete che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi, il quale voi avete da Dio, e che voi non appartenete a voi stessi? 20 Infatti siete stati comprati a caro prezzo, glorificate dunque Dio nel vostro corpo e nel vostro spirito, che appartengono a Dio."  (1 Cor 6,19-20)

Il nostro corpo tenderà a seguire o lo spirito o la mente. Se cediamo controllo alla mente (e la nostra mente non è stata ancora rinnovata), allora camminiamo secondo la carne, e il frutto di questo è la morte (la morte nel senso che raccoglieremo i risultati delle nostre azioni empie).

"Quale frutto dunque avevate allora dalle cose delle quali ora vi vergognate? Poiché la loro fine è la morte." (Rom 6:21)

Ma ora, dal momento che siamo stati resi vivi nello spirito (nato di nuovo), camminiamo secondo lo spirito! Se la nostra vecchia natura peccaminosa ora è stata crocifissa con Cristo, perché abbiamo ancora voglia di camminare in base ad essa? Man mano che la nostra mente diventa sempre più rinnovata il nostro corpo e la nostra mente (anima) cammineranno sempre più in linea con quanto già accaduto nel nostro spirito, diventando più impegnati a fini giusti di Dio.

"Perché, come un tempo prestaste le vostre membra per essere serve dell'impurità e dell'iniquità per commettere l'iniquità, così ora prestate le vostre membra per essere serve della giustizia, per la santificazione." (Rom 6:19)

"Or io dico: Camminate secondo lo Spirito e non adempirete i desideri della carne, 17 la carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; e queste cose sono opposte l'una all'altra, cosicché voi non fate quel che vorreste." (Galati 5,16-17)

Ricordate che siete uno spirito, avete un'anima e vivete in un corpo. Il vostro spirito è del tutto giusto e santo, così siete diventati la giustizia di Dio!

Andre van der Merwe

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lunedì 29 aprile 2013

Facciamo parte di un unico corpo

 
Quanto piacere ha un membro del tuo corpo nel vedere un altro membro che soffre? La mano forse gioisce quando il piede calpesta un chiodo? Lo stomaco ride quando c’è un mal di testa? Quanta concorrenza esiste fra le varie membra del nostro corpo? L’occhio si vanta con la bocca, perché l’occhio può vedere e la bocca no?

Chiaramente, un comportamento simile sarebbe assurdo. 
Sarebbe assurdo perché il corpo, pur essendo fatto di tante membra, è un corpo unico. Ogni membro del corpo si impegna per il bene di tutto il corpo.

Ogni membro del corpo ha un ruolo diverso. Però, tutte le membra sono essenziali per il buon funzionamento del corpo e per una buona crescita.

Gesù Cristo è il Capo della Chiesa, ovvero, il capo del corpo. L’unico modo che il corpo ha per godere di buona salute è di ascoltare e ubbidire attentamente al suo Capo. Quindi, ascoltiamo e ubbidiamo alla guida di Cristo Gesù, che troviamo nella Parola di Dio.

Ora voglio approfondire il discorso che noi credenti siamo il corpo di Cristo, considerando i rapporti che dobbiamo avere gli uni con gli altri essendo membra dello stesso corpo.

1Corinzi 12 il Corpo



Un brano chiave che ci aiuta a capire meglio i nostri rapporti gli uni con gli altri come membra del corpo di Cristo è 1Corinzi 12:12-27.

"Poiché, come il corpo è uno e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, benché siano molte, formano un solo corpo, così è anche di Cristo. Infatti noi tutti siamo stati battezzati mediante un unico Spirito per formare un unico corpo, Giudei e Greci, schiavi e liberi; e tutti siamo stati abbeverati di un solo Spirito. Infatti il corpo non si compone di un membro solo, ma di molte membra. Se il piede dicesse: «Siccome io non sono mano, non sono del corpo», non per questo non sarebbe del corpo. Se l’orecchio dicesse: «Siccome io non sono occhio, non sono del corpo», non per questo non sarebbe del corpo. Se tutto il corpo fosse occhio, dove sarebbe l’udito? Se tutto fosse udito, dove sarebbe l’odorato? Ma ora Dio ha collocato ciascun membro nel corpo, come ha voluto. Se tutte le membra fossero un unico membro, dove sarebbe il corpo? Ci son dunque molte membra, ma c’è un unico corpo; l’occhio non può dire alla mano: «Non ho bisogno di te»; né il capo può dire ai piedi: «Non ho bisogno di voi».  Al contrario, le membra del corpo che sembrano essere più deboli, sono invece necessarie; e quelle parti del corpo che stimiamo essere le meno onorevoli, le circondiamo di maggior onore; le nostre parti indecorose sono trattate con maggior decoro,  mentre le parti nostre decorose non ne hanno bisogno; ma Dio ha formato il corpo in modo da dare maggior onore alla parte che ne mancava, perché non ci fosse divisione nel corpo, ma le membra avessero la medesima cura le une per le altre. Se un membro soffre, tutte le membra soffrono con lui; se un membro è onorato, tutte le membra ne gioiscono con lui. Ora voi siete il corpo di Cristo e membra di esso, ciascuno per parte sua."


Questo brano mette molta enfasi sul fatto che siamo tutti membra dell'unico corpo di Cristo. Siamo diventati membra di questo corpo quando lo Spirito Santo ci ha battezzati in Cristo, e ci ha fatto nascere, spiritualmente, come figli di Dio.

Dobbiamo capire che siamo tutti membri dello stesso corpo. Chiaramente, ci sono delle diversità fra le varie membra, ma ogni membro è parte del corpo, e quindi, ogni membro è importante.

Come sarebbe se il piede, non accontentandosi del suo ruolo, a parere suo meno importante della mano, dicesse che visto che non è una mano, non fa parte del corpo? Comunque farebbe parte del corpo. Se tutto il corpo fosse un unico membro, che corpo sarebbe? Se tutto il corpo fosse un gigantesco occhio, certo, potrebbe vedere molto bene, ma non potrebbe udire, non potrebbe camminare, non potrebbe parlare, non avrebbe mani per fare le cose. Se tutto il corpo fosse un grande orecchio, potrebbe sentire bene, ma non potrebbe fare nient’altro.

Ed è così anche per noi. Ognuno di noi ha un ruolo diverso nel corpo, e ognuno ha dei doni e delle capacità, diverse, e ad ognuno Dio dà opportunità diverse,  diverse da ogni altro membro. Però, ogni membro è importante, ed ha un ruolo importante nel corpo. Non bisogna né vantarci, credendo di essere più importante degli altri, né pensare che qualcuno sia inutile. Ogni membro è importante.

Dio ha collocato ogni membro


Quando consideriamo che abbiamo tutti ruoli diversi, e doni e capacità e situazioni diversi, è importante ricordare sempre la verità che troviamo nel v.18. Ma ora Dio ha collocato ciascun membro nel corpo, come ha voluto. 
È Dio stesso che decide come collocare ogni membro del corpo. Cioè, è Dio che decide a chi e quali doni spirituali dare, per esempio, a chi dare il dono di insegnamento, a chi il dono di servire, a chi il dono di incoraggiare, e così per ogni altro dono. È Dio che decide chi dovrebbe essere un pastore, chi dovrebbero essere diaconi, e chi evangelisti. Dio può dare tante capacità ad un credente, e ad un altro meno. Ad uno dà certe prove, ad un altro altre prove. Dio colloca i membri nel corpo secondo il suo piano e il suo desiderio, non secondo il nostro piano. La nostra responsabilità è di impegnarci per il bene degli altri in base a come Dio ci ha collocato nel corpo.

Troviamo lo stesso principio per quanto riguarda i vari ruoli e le varie responsabilità che hanno i membri della famiglia. È Dio che stabilisce il ruolo e la responsabilità del marito, della moglie, dei genitori e dei figli.

A volte, ad un membro della famiglia o all’altro possono sembrare pesanti o ingiusti il suo ruolo e le sue responsabilità. In questi momenti, è importante ricordare che Colui che ha creato la Famiglia non sbaglia mai. Camminiamo per fede in Lui.

Similmente, Dio ha collocato ogni membro del corpo di Cristo al posto giusto, dando i doni, le prove, le responsabilità e le circostanze perfetti, secondo il suo piano eterno. È essenziale che ogni credente abbia fede nella sovrana scelta di Dio.

Non accettare i ruoli stabiliti da Dio è un grave peccato di ribellione. Inoltre, non accettare il nostro ruolo indebolisce tutto il corpo. Se un orecchio dovesse scoraggiarsi perché non è un occhio, e perciò non volesse più impegnarsi ad udire, volendo cercare di vedere, a quel corpo mancherebbe l’udito. Se i piedi dovessero abbandonare il loro lavoro di camminare, per cercare di essere anche loro delle mani in più, quel corpo sarebbe zoppo, e non potrebbe spostarsi.

Oh che possiamo imparare ad accontentarci del ruolo che Dio ci dà di essere, e non solo accontentarci, ma impegnarci a fare il nostro meglio con quello che abbiamo ricevuto da Dio. Solo così la Chiesa può essere sana e compiere tutto quello che Dio le ha dato da compiere. Lasciamo a Dio la scelta di come collocare le membra nel corpo. Via da noi ogni gelosia, ogni lamentela, ogni scontentezza.

La medesima cura gli uni per gli altri


C’è un altra verità importante da riconoscere in questo brano, e la troviamo nei vv. 24,25.

Dio ha formato il corpo in modo da dare maggior onore alla parte che ne mancava,  perché non ci fosse divisione nel corpo, ma le membra avessero la medesima cura le une per le altre. Se un membro soffre, tutte le membra soffrono con lui; se un membro è onorato, tutte le membra ne gioiscono con lui.

Dio vuole che ogni membro del corpo abbia cura delle altre membra. Cioè, ogni membro del corpo, e non solo le guide, dovrebbe impegnarsi a cercare il bene di tutte le altre membra, e non solo di qualcuno preferito.

È importante evitare divisioni nel corpo. Certamente, è naturale che ognuno si trovi meglio con certi piuttosto che con altri. Però, non dobbiamo curare solamente coloro con i quali ci troviamo meglio. Invece, dobbiamo cercare il bene di tutti, entro le nostre possibilità e in base ai loro bisogni.

Se il piede viene morso da una vipera, la mano non può ignorare il problema. Il corpo è tutto collegato. Se il cuore o la testa o lo stomaco soffre, tutto il corpo soffre. Dobbiamo avere premura per il bene di tutto il corpo.

Il v.26 ci ricorda di questa realtà, Se un membro soffre, tutte le membra soffrono con lui; se un membro è onorato, tutte le membra ne gioiscono con lui.

Fratelli, apparteniamo tutti allo stesso corpo. Quando un membro soffre, soffriamo tutti con lui. Se un membro è onorato, siamo tutti onorati.

Troviamo questo stesso principio in questo versetto, "Rallegratevi con quelli che sono allegri; piangete con quelli che piangono." (Romani 12:15).

Questo principio non è difficile da capire. Basta pensare ad una famiglia. Se un figlio viene onorato a scuola, questa lode diventa motivo per tutta la famiglia di gioire. Se un figlio viene maltrattato o ferito, tutta la famiglia soffre con lui. Anche noi siamo una famiglia in Cristo. Quindi, anche noi dobbiamo vivere così. Dobbiamo identificarci così tanto gli uni con gli altri, che possiamo gioire con chi gioisce, e piangere con chi piange.

Quando viviamo così, avremo molto più gioia, perché allora le benedizioni degli altri diventeranno motivi di gioia anche per noi.

Amici, se non avete questo cuore per gli altri membri del corpo, pregate Dio, e chiedeteGli di cambiare il vostro cuore. Non avere un vero amore per tutti gli altri membri del corpo è qualcosa di molto grave, come leggiamo qui.

“Se uno dice: «Io amo Dio», ma odia suo fratello, è bugiardo; perché chi non ama suo fratello che ha visto, non può amare Dio che non ha visto. Questo è il comandamento che abbiamo ricevuto da lui: che chi ama Dio ami anche suo fratello.” (1Giov 4:20-21)

Preghiamo affinchè possiamo avere un vero amore gli uni per gli altri, e veramente identificarci gli uni con gli altri, perché siamo tutti membri dello stesso corpo, il corpo di Cristo.

Adoperarci per il bene del corpo


Ho menzionato prima che è Dio che colloca ogni membro nel corpo, ed è Dio che decide quali doni dare ad ogni persona. Ora, voglio considerare come dovremmo impegnare i doni spirituali, le capacità e i mezzi che Dio ci ha dato.

“Poiché, come in un solo corpo abbiamo molte membra e tutte le membra non hanno una medesima funzione, così noi, che siamo molti, siamo un solo corpo in Cristo, e, individualmente, siamo membra l’uno dell’altro. Avendo pertanto doni differenti secondo la grazia che ci è stata concessa, se abbiamo dono di profezia, profetizziamo conformemente alla fede; se di ministero, attendiamo al ministero; se d’insegnamento, all’insegnare; se di esortazione, all’esortare; chi dà, dia con semplicità; chi presiede, lo faccia con diligenza; chi fa opere di misericordia, le faccia con gioia.” (Rom 12:4-8).

Leggiamo anche 1Corinzi 12:7, che parla dello stesso argomento.

“Ora a ciascuno è data la manifestazione dello Spirito per il bene comune.” (1Cor 12:7).

Infine, un terzo brano che ci aiuta a capire come dobbiamo adoperare quello che abbiamo ricevuto da Dio.

“Come buoni amministratori della svariata grazia di Dio, ciascuno, secondo il dono che ha ricevuto, lo metta a servizio degli altri.” (1Piet 4:10).

Dobbiamo adoperare tutto quello che Dio ci ha dato per il bene di tutto il corpo. A ciascun membro del corpo, Dio dà certe capacità, ovvero, certi doni spirituali. Lo scopo di questi doni è il bene comune. Questo è esattamente quello che fanno le membra del corpo umano. Ogni membro ha un ruolo diverso, ma tutte collaborano per il bene comune.

Quindi, ogni credente dovrebbe impegnarsi, attivamente, a cercare il bene degli altri.

Nel mondo in cui viviamo, è normale che ognuno si impegni a cercare il proprio bene. Ma così non deve essere nel corpo di Cristo. Infatti, se le varie membra di un corpo dovessero vivere così, il corpo morirebbe ben presto. Il corpo più sano è quel corpo in cui ogni membro si impegna per il bene comune, anziché per il proprio bene.


L’amore fraterno


"Quanto all’amore fraterno, siate pieni di affetto gli uni per gli altri. Quanto all’onore, fate a gara nel rendervelo reciprocamente." (Romani 12:10).

Questo brano ci aiuta a capire il cuore che dobbiamo avere gli uni per gli altri nel corpo di Cristo. Dobbiamo avere un amore fraterno che ci spinge ad essere pieni di affetto gli uni per gli altri.

Questo è quel tenero affetto che dovrebbe esistere in ogni famiglia.

Sappiamo tutti che è abbastanza facile avere vero affetto per certi fratelli, mentre è molto più difficile avere affetto per altri. Che cosa dobbiamo fare quando ci troviamo in una situazione così?

Quando ci è difficile essere pieni di affetto per qualcuno, dobbiamo impegnarci a pregare di più per quella persona, e dobbiamo anche impegnarci a cercare attivamente il suo bene. Inoltre sarebbe molto utile passare del tempo con quella persona. L’affetto non arriva magicamente, non arriva se non c’è un impegno, e non arriva se non abbiamo contatto con quella persona. È anche importante pregare, chiedendo a Dio di cambiare il nostro cuore verso quella persona, e di farci comprendere che facciamo parte dello stesso corpo.

La gara del rendere onore


Oltre a comandarci di essere pieni di affetto gli uni per gli altri, Romani 12:10 ci comanda di onorare gli uni gli altri. “Quanto all’amore fraterno, siate pieni di affetto gli uni per gli altri. Quanto all’onore, fate a gara nel rendervelo reciprocamente.” (Rom 12:10).

In 1Corinizi 12, abbiamo letto una verità simile:

Dio ha formato il corpo in modo da dare maggior onore alla parte che ne mancava,”

Dio ci comanda a rendere onore gli uni agli altri.

Attenzione: questo comandamento non è legato a quanto onore una persona si merita di per sé. Infatti, come dichiara 1Corinzi 12, si dà maggior onore a quelle parti che ne mancano. Allora, in base a che cosa dobbiamo onorare gli uni gli altri? Dobbiamo onorare gli altri in base al vero valore di ogni altro membro.

Qual è questo grande valore di ogni altro membro? Se ci pensiamo, non è difficile da capire. Se aveste un carissimo amico, che volete onorare, e uno dei suoi figli venisse a trovarvi, chiaramente, essendo questi il figlio del vostro caro amico, lo onorereste trattandolo bene, come se fosse il vostro amico in persona. Questo onore non gli viene dato in base a qualche sua qualità o merito, ma in base al fatto che egli è il figlio del vostro caro amico, e naturalmente quel figlio ha un grande valore per suo padre. Se doveste trattare quel figlio con dispetto, o anche solo se doveste trascurarlo, sarebbe un'offesa grande nei confronti del vostro amico.

Allora, tenendo questo esempio in mente, ricordiamo che ogni membro del corpo di Cristo è un figlio di Dio. L’onore che diamo ad un altro credente non deve dipendere dal suo merito, ma dal fatto che è un figlio di Dio, e quindi, dal fatto che è prezioso per Lui. Disprezzare, o solo trascurare un figlio di Dio, è un’offesa contro Dio.

A livello pratico, in che modo dobbiamo rendere onore gli uni agli altri? Ci sono tanti modi. Per esempio, onoro una persona quando mi vedo con lei, avendo premura di informarmi come sta e di ascoltare quello ha da dire, anziché cercare solamente di raccontare le mie cose.

Si onorano gli altri quando si cerca di prendere il posto meno comodo, lasciando il miglior posto agli altri. Quando ci sono dei lavori da distribuire, o delle cose da preparare per una cena insieme, si dimostra onore per gli altri, non cercando il lavoro o la responsabilità più facile, ma cercando di lasciare quelle cose agli altri.

Dio ci comanda di fare a gara per rendere l’onore gli uni agli altri. Questo riguarda anche le piccole cose di ogni giorno, e non solo quelle grandi. Ricordiamo che onorando i figli di Dio, onoriamo Dio.

Avere le medesime cure


In 1Corinzi 12, abbiamo letto che Dio ha creato il corpo in modo che le membra avessero la medesima cura gli uni per gli altri.

Questa cura comprende sia una cura spirituale, sia una cura pratica e, se serve, anche economica, come viene insegnato in tanti brani.

"provvedendo alle necessità dei santi, esercitando con premura l’ospitalità." (Romani 12:13)

Ma se qualcuno possiede dei beni di questo mondo e vede suo fratello nel bisogno e non ha pietà di lui, come potrebbe l’amore di Dio essere in lui?” (1Giov 3:17)

Dobbiamo curare gli uni gli altri base alle necessità e in base alle nostre possibilità. Nella Bibbia, in Atti 5, leggiamo di come tanti credenti a Gerusalemme vendettero campi e proprietà per provvedere economicamente ad altri credenti che ne avevano bisogno. In 2Corinzi 8, Paolo spiega come i credenti di Macedonia avevano dato oltre i loro mezzi, per aiutare i credenti di Gerusalemme, che stavano nel bisogno.

Quindi, l’amore e la cura che dobbiamo avere gli uni per gli altri non è solo simbolica, ma riguarda tutto l’essere nostro: i nostri pensieri, i nostri desideri, le nostre preghiere, i nostri beni e le nostre azioni.

Tutto questo, perché siamo veramente tutti membra dello stesso corpo, il corpo di Cristo Gesù, il nostro Capo.

Applicazione


Oggi, abbiamo considerato brevemente la meravigliosa verità che siamo tutti membra dello stesso corpo, e che quindi siamo membri gli uni degli altri.

Essendo membra dello stesso corpo, Dio ci comanda di avere amore, premura, cura e onore gli uni per gli altri. Questo vuol dire avere una cura vera, in base al bisogno.

Ricordiamo che è Dio che colloca ogni membro del corpo come vuole Lui, con i doni, le capacità, e le prove giuste. Quindi, è molto importante accettare di cuore il ruolo che Dio ci ha dato, e impegnarci a fare del nostro meglio per il bene del corpo con i doni e le capacità che abbiamo. Non dobbiamo mai confrontare le nostre capacità o le nostre prove con quelle degli altri. Piuttosto, lodiamo Dio per le sue vie perfette, e mettiamoci da fare, essendo in questo modo fedeli con quello che abbiamo ricevuto da Dio.

Il corpo sta al suo meglio quando ogni membro si impegna quanto possibile per il bene del resto del corpo. In realtà, quando tutte le membra si sacrificano per il bene comune, tutte le membra staranno bene e cresceranno.

Impegniamoci ad essere pieni di affetto gli uni per gli altri. Quando non ci è facile, ricordiamoci dell’importanza di pregare gli uni per gli altri, e di passare del tempo insieme cercando il bene di quella persona.

Ricordiamo anche quanto è importante onorare gli uni gli altri. Questo onore non dipende dal merito che hanno gli altri, ma piuttosto dipende dal fatto che gli altri sono figli di Dio, e quindi, sono preziosi a Lui. Onorare gli altri equivale a onorare Dio, disprezzare o trascurare gli altri è un’offesa a Dio.

Infine, ricordiamo l’importanza di impegnarci per il bene degli altri, anche in senso pratico. Che beato sarà quel corpo in cui ogni membro si impegna per il progresso di tutto il corpo! Similmente, noi saremo più benedetti quando ogni membro si impegnerà per il bene di tutto il corpo, anziché cercare il proprio.

Quando noi, come corpo, abbiamo cura l’uno per l’altro, quando portiamo i pesi gli uni degli altri, quando abbiamo umiltà, quando abbiamo grande affetto l’uno per l’altro, quando facciamo a gara per rendere onore l’uno all’altro, quando non cerchiamo di calpestare l’uno l’altro, ma invece quando ognuno è pronto a fare il lavoro più umile, allora, come corpo, saremo forti. Allora, come corpo, ogni membro sarà ben curato. Allora, come corpo, saremo pronti a compiere grandi cose per il Signore.

Quando consideriamo il corpo umano, è veramente una meraviglia. Infatti, nel Salmo 139 il Salmista, considerando il suo corpo, dichiara: Salmi 139:14 "Io ti celebrerò, perché sono stato fatto in modo stupendo. Meravigliose sono le tue opere, e l’anima mia lo sa molto bene."

Anche il corpo spirituale, la Chiesa, è una cosa stupenda. Oh che possiamo capire di più la meraviglia di quello che siamo in Cristo. Oh che Dio ci aiuti a capire la realtà che siamo tutti membri dello stesso corpo, il corpo di Cristo Gesù. 
di Marco deFelice


"Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri"  
(Giovanni 13:35)
 
http://consapevolinellaparola.blogspot.it/2013/04/facciamo-parte-di-un-corpo.html

domenica 14 ottobre 2012

L'opportunità di una visione



Il messaggio contenuto nel capitolo 37 del libro di Ezechiele è la magnifica parola che Dio ha usato e che ancora oggi usa per infondere una visione di vita e di speranza a chi ha perduto ogni speranza; e dovunque Dio ha ritenuto di doverla ripresentare come un messaggio attuale, essa è stata sempre il preludio di miracoli straordinari.
La prima volta che questo messaggio venne lanciato, Dio voleva che fosse rivolto al popolo di Israele deportato in Babilonia affinché credesse alla promessa della loro prossima liberazione, ritorno e ristabilimento come nazione unita, prospera ed indipendente. Erano stati smembrati, dispersi a forza in un vasto impero, affinché perdessero la loro identità nazionale, culturale e religiosa, erano passati decenni dopo decenni, ed avevano perduto ogni speranza di ritornare ad essere quello che erano un tempo. Si dichiaravano sconfitti definitivamente. Ecco però la voce potente di un profeta di Dio che annuncia loro che niente e nessuno può ostacolare i propositi di Dio, che Dio non fallisce nell'adempimento delle Sue promesse, e che essi vedranno presto la loro prossima risurrezione miracolosa come popolo.
Ai più questo pareva assurdo ed impossibile, come pensare che fosse possibile rimettere insieme le ossa di coloro che sono morti da lungo tempo, far ricrescere su di esse la carne e i nervi, e rivederli saltare in piedi come veri uomini e donne pieni di vita. A Dio però nulla è impossibile, e quello che promette Egli realizza anche se a noi pare un sogno assurdo. Quanti sogni apparentemente assurdi, però, si sono realizzati! E quanto Dio aveva loro annunciato Egli l'avrebbe di fatto realizzato. La visione sarebbe diventata per il popolo un potente magnete che per dare loro forza, speranza ed azione.
Questo messaggio Dio lo ha usato molte volte per trasformare chiese di cristiani nominali in palese decadenza e prive di forza ed entusiasmo in un esercito di cristiani viventi e consacrati, strumento di opere potenti alla gloria di Dio. Si, perché il Signore può e vuole risvegliare a novità di vita quelle chiese che hanno perduto la loro vita spirituale e la capacità di essere effettivamente utili alla causa del loro Signore.
Dio ha usato molte volte il messaggio di Ezechiele per risvegliare uomini e donne che, come morti, sono privi di vita spirituale e totalmente ciechi di fronte ai danni umanamente irreparabili che il peccato produce sulla loro esistenza, totalmente ciechi di fronte alle terribili conseguenze del loro vivere senza Dio in questo mondo e del disperato loro bisogno del Salvatore Gesù Cristo.
Infine Dio ha usato molte volte il messaggio di Ezechiele per insegnare quello che fisicamente un giorno avverrà, per preciso proposito e promessa di Dio, al corpo di coloro che sono morti. No, coloro che sono morti non sono scomparsi per sempre, ma risorgeranno, anche se sembra impossibile, riprendendo la loro integrità fisica e spirituale, per essere giudicati e per avviarsi verso il loro destino eterno.
Quale aspetto del messaggio di Ezechiele, Dio vuole che tu riceva quest'oggi per rispondere alla situazione nella quale tu ora ti trovi? Esaminiamo gli aspetti di questo testo.

Una visione opportuna
tempi
Oggi è l'epoca della televisione. Molti passano davanti alla televisione parecchie ore ogni giorno. Televisione vuol dire "vedere lontano", e la televisione è senza dubbio uno strumento incomparabile che ci rende possibile vedere molto lontano. Certamente noi oggi, grazie anche alla televisione, abbiamo orizzonti molto più aperti delle precedenti generazioni.
Uno strumento tecnico come la televisione, però, non ci darà mai la possibilità di vedere la natura intima e nascosta delle cose, delle situazioni e delle persone, come pure le possibilità che per grazia di Dio sono aperte davanti a noi. La televisione può certamente farci prendere coscienza, quando evidentemente non è solo spettacolo, della grave situazione in cui si trova il nostro mondo, ma non potrà mai darci la visione di ciò che Dio si è proposto di fare per il futuro e del nostro ruolo in esso. Abbiamo bisogno di una visione che solo lo Spirito Santo di Dio può darci, Egli solo può essere per noi strumento di rivelazione. Abbiamo bisogno della verace parola di rivelazione che solo Dio può darci e che sola ci può interpretare e farci vedere con chiarezza passato, presente e futuro.
Ezechiele dice: "La mano dell'Eterno fu sopra di me, mi portò fuori nello Spirito dell'Eterno". Noi dobbiamo essere "portati fuori" dalle condizioni normali di visione che ci possono servire solo fino a un certo punto, per vedere le cose come veramente sono e soprattutto per vederle come Dio le vede.
E' tragica la condizione di un popolo senza visioni, senza ideali, apatico e insipido, senza obiettivi da raggiungere e verso i quali attivamente muoversi, obiettivi il cui esito è garantito dall'indefettibile promessa di Dio. Come vivete voi? Vivete voi "alla giornata", così come capita, rassegnati di stare al buio, temendo un futuro minaccioso oppure cullandovi in vane quanto incerte speranze? Lo Spirito Santo di Dio, spirito di rivelazione, può darvi una visione in grado di sostenervi e di impegnarvi costruttivamente, di darvi serenità ed entusiasmo nei propositi buoni e giusti di Dio. Per questo noi prestiamo attenzione alla Parola di Dio e vogliamo rimanere aperti al vivente Spirito di Dio.

Una scoperta opportuna
ossa secche
Ezechiele così viene deposto "in una valle che era piena di ossa". Cadaveri e ossa: è un'immagine terribile, un'immagine di totale desolazione, un popolo sconfitto, devastato, distrutto, un'immagine sconvolgente, un'immagine vista veramente dai soldati degli eserciti di liberazione che avevano messo piede per la prima volta nei lager nazisti alla fine della seconda guerra mondiale. E le ossa viste da Ezechiele "erano in grandissima quantità sulla superficie della valle... e molto secche".

E' la stessa sensazione di orrore che ti sorprende quando apri gli occhi per la prima volta sulla realtà della miseria materiale, morale e spirituale dell'umanità e comprendi che di questo mondo anche tu sei parte integrante, e forse corresponsabile.
Non è però solo il sentimento di orrore che ti sorprende quando "tocchi con mano" la malattia, la guerra, la morte, la tortura e le indicibili sofferenze che molta parte dell'umanità sperimenta giorno per giorno: questo, potremmo dire, è lontano da noi (ma poi neanche tanto, quando contempli le devastazioni fisiche, mentali, morali e spirituali prodotte per esempio dalla droga, dell'alcoolismo, dallo sfruttamento e dalla violenza sui bambini, dall'aborto...). E' anche l'orrore che ti sopravviene quando ti rendi conto per la prima volta della miseria morale e spirituale di tanta gente apparentemente benestante; quando ti accorgi che sotto l'immagine luccicante e sorridente di tante persone "di successo" c'è... quello che solo Gesù ha saputo descrivere quando diceva: "rassomigliate a sepolcri imbiancati, i quali di fuori appaiono belli, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putredine", belli di fuori, ma dentro "pieni di ipocrisia e di iniquità".
Si, ossa di morti imbiancate dall'indifferenza a Dio e alla Sua legge, in cui non c'è evidenza alcuna di vera vita, e di vita spirituale, rinsecchite dall'orgoglio, dalla mondanità, dall'indipendenza da Dio.
...E' l'orrenda visione che ti sopravviene soprattutto quando tutto questo panorama di morte lo vedi per la prima volta dentro di te, dentro la tua anima. ...una società che potrebbe in comunione con Dio vivere nella gioia e nella salute, individui che nel Salvatore Gesù Cristo potrebbero trovare tutto ciò di cui hanno bisogno, e anche chiese che lo sono solo di nome..., gusci vuoti ed inutili completamente inconsapevoli delle ricchezze di cui potrebbero godere se solo fossero fedeli ed obbedienti al loro conclamato Signore.
E' terrificante vedere "spettacoli" di questo genere, e lascia un segno indelebile sulla coscienza: per questo queste visioni sono salutari: esse portano lo spettatore non solo allo sgomento, ma anche all'umiliazione e soprattutto a reagire perché non si può far finta di niente, vivere come se niente fosse dopo aver visto tutto questo. Allora sono opportune delle domande!

Domande opportune
valle
Davanti ad una visione di questo genere il Signore ci fa una domanda, una domanda che anche noi spesso ci facciamo: "Figlio d'uomo, possono queste ossa rivivere?". Già, è una domanda che può solo venire a coloro i cui occhi sono stati aperti per vedere il terribile bisogno materiale, morale, e spirituale in cui si dibatte al presente la persona umana. Il cieco risponderebbe: "Ma quali ossa? Io non ne vedo di ossa! Le cose sembrano tranquille e pacifiche, la valle è così bella ed attraente!".

Vedere però questa triste situazione umana è veramente scoraggiante, e nell'impossibilità di trovare una risposta a queste domande molti si incamminano sulla strada del suicidio, lento od immediato che sia. Molti dicono: lasciamo che tutto vada alla malora... meglio non pensarci, meglio stordirci con quanto di meglio il nostro mondo offre per distrarci, evadere, renderci imbambolati e "felici" nell'incoscienza e nell'ignoranza. Queste domande però le dobbiamo fare affinché noi ne cerchiamo la risposta là dove si trovano affinché noi passiamo all'azione, altro che "non pensarci"!
Pensate alla responsabilità che incombe a coloro ai quali lo Spirito Santo ha aperto gli occhi! Gli occhi aperti sono una possibilità per passare all'azione, per lavorare, e trovare in Dio la risposta, e lavorare nella prospettiva che solo Dio ci dà significa lavorare con speranza autentica.
Se Dio ci ha dato di vedere il bisogno che c'è dentro di noi e negli altri, non intende Egli forse usarci per mobilitarci a prendere in Lui le misure necessarie per sovvenire ad esso?

Una risposta opportuna
croce
La risposta a questa domanda esiste. Dio ci ha fatto vedere questa situazione non per umiliarci ancora di più e per gettarci nella più nera disperazione. Ascoltate: "Figlio d'uomo, possono queste ossa rivivere?" Io risposi: "O Signore, o Eterno, tu lo sai". Ezechiele sembra rispondere sconsolato: "Signore, io non lo so proprio, perché umanamente a questa situazione non c'è risposta. Ma Tu, si, Tu potresti rispondere. Tu solo potresti darci una speranza. Solo tu potresti fare rivivere queste ossa!".

Non c'è risposta in questo mondo alla triste condizione umana, ma solo patetiche ed impotenti misure d'emergenza che nulla risolvono radicalmente. La scienza, l'arte, e tutte le filosofie di questo mondo non hanno rimedio alcuno che sia efficace contro i disastrosi effetti del peccato e contro il peccato stesso, nessun rimedio per un'anima morta nel peccato e rinsecchita nella sua iniquità. "O Signore, o Eterno, tu lo sai". L'unica salvezza possibile proviene dal Signore. E' bene in un tempo di crisi affidarci totalmente alla sapienza ed alla potenza del Signore. L'apostolo Pietro diceva: "Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, affinché egli vi innalzi al tempo opportuno, gettando su di lui ogni vostra sollecitudine, perché egli ha cura di voi". Qual è la risposta che in Dio solo possiamo trovare?

Un rimedio opportuno

Il rimedio che Dio fornisce alla triste situazione umana viene rivelato quando è stato visto il bisogno, e soprattutto quando tutto l'amaro peso del bisogno umano è stato assaggiato. Il rimedio è duplice e traspare da due comandi che il Signore rivolge ad Ezechiele:
1. "Profetizza a queste ossa e di' loro: 'Ossa secche, ascoltate la parola dell'Eterno'". Ad Ezechiele viene comandato di profetizzare, cioè di predicare, di parlare alle ossa da parte di Dio, di annunciare loro la Parola della conversione e della fede, l'Evangelo, la buona notizia della grazia di Dio: una parola potente! Dice l'apostolo Paolo: "l'Evangelo di Cristo è la potenza di Dio, per la salvezza di chiunque crede". Si, l'Evangelo di Gesù Cristo -quando è stato annunciato e vissuto fedelmente- è sempre stato potenza di trasformazione, per individui, per società, per chiese infedeli ed addormentate!
Questo però è un curioso comando davvero! Come si può predicare "a dei morti": non ti ascolteranno! E' lo stesso pensiero che mi viene in testa quando sono li che predico la parola del Signore con convinzione e con forza, sicuro che questo è proprio ciò di cui i miei uditori avrebbero più bisogno, e ne vedi alcuni, distratti, che magari guardano dalla finestra, che sono tutti immersi in chissà quali loro pensieri estranei, o che sbuffano come se queste cose non interessassero loro! ...predicare a dei morti? predicare a dei sordi? Eppure è proprio questo che il predicatore deve fare per esplicito comando del Signore. Che senso ha? E' chiaro che questo sarebbe un esercizio inutile se nel contempo non ci fosse anche il secondo rimedio che Dio prescrive a Ezechiele:
2. "Profetizza allo Spirito, profetizza figlio d'uomo e di' allo Spirito: 'Così dice il Signore, l'Eterno: Spirito, vieni dai quattro venti e soffia su questi uccisi perché vivano". Si, Ezechiele riceve pure il comando di profetizzare allo Spirito, cioè di invocare in preghiera lo Spirito Santo, il quale solo può entrare in quelle ossa secche e ridare loro vita. "Così dice il Signore, l'Eterno, a queste ossa: Ecco, io faccio entrare in voi lo Spirito, e voi rivivrete!""E' lo Spirito che vivifica!".
Se non si pregasse prima, durante, e dopo la predicazione dell'Evangelo affinché lo Spirito Santo intervenisse negli uditori con la Sua potenza di persuasione, il predicatore sarebbe veramente solo un poveretto che parla al vento. Ringraziando il Signore, però non è così, perché uomini e donne vengono pur tuttavia alla conversione a Gesù Cristo, comportamenti negativi ed immorali vengono trasformati. Perché? Perché lo Spirito Santo, onorato, glorificato, e invocato, è all'opera!

Un risultato opportuno
salvezza
Il risultato dell'applicazione di questo rimedio allo "ossa secche" era proprio come era stato predetto: "Così profetizzai come mi aveva comandato e lo spirito entrò in essi, e ritornarono in vita, e si alzarono in piedi; erano un esercito grande, grandissimo". Un'armata di uomini, rialzati dalla morte, pronti ad esercitare la vita appena ricevuta al servizio di Dio!
Nessuno così dica: "Le nostre ossa sono secche, la nostra speranza è svanita, e noi siamo perduti!"perché questo testo della Parola di Dio aveva avuto la potenza di seminare una gloriosa visione di risurrezione nell'antico popolo di Dio disperso ed umiliato a Babilonia e, tramite la predicazione e la potenza dello Spirito Santo,aveva avuto la virtù di instillare forza e speranza nel popolo, di riunirlo, di mobilitarlo, di portarlo al ravvedimento e ad una rinnovata fede, per renderlo così pronto quando Dio, secondo le Sue promesse, le avrebbe fedelmente, a suo tempo, portate a compimento.

Nessuno dica: La mia situazione è disperata e senza speranza, perché Dio in Gesù Cristo è pronto a guarirti, a perdonarti, a darti nuova vita! Egli dice: "Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi a Dio, in Gesù Cristo, nostro Signore!". Dio vuole proprio oggi darti una splendida visione di vittoria, un meraviglioso obiettivo verso il quale tendere fiduciosamente con tutto te stesso! Devi credere con tutto te stesso a questa visione di vittoria sul peccato e sulla morte, devi lasciare che questa visione positiva condizioni fin da ora tutta la tua vita, ed a quel punto arriverai, per grazia di Dio.
Se non vivi oggi nella prospettiva di vittoria che solo Dio ti può dare, tu condizionerai te stesso sempre di più nelle immagini negative e disperate che nutri nel tuo cuore, ed otterrai quello che temi, ed anche peggio.
Guai allora a nascondere la testa sotto la sabbia per non vedere, guai a disperare della situazione personale, sociale, di chiesa, per quanto triste e mortificante possa essere. Bisogna abbracciare risolutamente la visione positiva di grazia e di vittoria che Dio ci propone, conformare ad essa la nostra esistenza, lasciarcene illuminare e, come l'antico popolo di Israele il Signore ci dice: "'Ecco, io aprirò i vostri sepolcri, vi farò uscire dalle vostre tombe, o popolo mio, metterò su di voi il mio Spirito e voi vivrete; allora riconoscerete che io, l'Eterno, ho parlato e ho portato a compimento la cosa' dice l'Eterno".
tratto da: http://www.riforma.net/
Rielaborato da: Consapevoli nella Parola


 

"Perciò la Scrittura dice: «Risvegliati, o tu che dormi, risorgi dai morti, e Cristo risplenderà su di te»."
(Efesini 5:14)

mercoledì 7 marzo 2012

Rapimento: cosa credeva la prima chiesa?



La prima Chiesa credeva nel rapimento post-tribolazione. Leggendo gli scritti e gli insegnamenti dei padri della prima Chiesa verremo affrancati da ogni possibile confusione a riguardo. Vorrei far notare che tutti costoro non pensavano minimamente di dover scampare alla persecuzione o alla sofferenza durante gli ultimi giorni.
Nel corso dei secoli, infatti, a motivo delle persecuzioni, o per le svariate tribolazioni in cui venivano a trovarsi, i nostri fratelli pensavano appunto di vivere già negli ultimi tempi. I documenti storici confermano che per 1.800 anni non c’è mai stato un tentativo o un impegno da parte di nessun autorevole esponente della Chiesa volto a promuovere un “rapimento pre-tribolazione”!
Solo attorno al 1830 vi fu un primo assalto alla verità della Bibbia per mano di John Nelson Darby, allorché egli dedusse, che nelle parti escatologiche, il Nuovo Testamento operasse una distinzione tra la Chiesa e Israele. Con questa sua congettura in mente, decise di reinterpretare le Scritture. Il risultato che ne conseguì fu proprio la teoria del rapimento della Chiesa prima della Tribolazione, presumendo, erroneamente, che alcune scritture fossero da applicare alla Chiesa, mentre altre ad Israele. Risultato: congedò ben presto, la un tempo onorata interpretazione del rapimento post-tribolazione. Fu come se lui, Darby, credesse di essere stato unto da Dio per raddrizzare l’ermeneutica della prima Chiesa. Ecco che allora, fece uscire anche la sua personale traduzione della Bibbia e nel 1835 realizzò che il libro di Apocalisse non fosse rilevante per la Chiesa e che l’inserimento di un rapimento segreto potesse tornar comodo a questo scopo. Nel 1838 Darby aveva già in pugno la situazione, tanto che, tutti coloro che si opponevano alla sua teoria venivano prontamente scomunicati, come pure furono messe da parte tutte le Scritture che potessero confliggere con la sua dottrina, sostenendo che erano per Israele, dunque non importanti per la Chiesa, in quanto in quel periodo essa sarebbe già decollata.
E’ importante notare che Darby non pensasse di essere in una condizione spirituale particolarmente elevata quando propose l’idea del dispensazionalismo. Personalmente credo che egli non stesse pregando come avrebbe dovuto, non mantenendo così un’intima comunione con Dio, ma che abbia iniziato ad investigare la Bibbia con uno spirito sbagliato.  Egli mise in piedi un nuovo piano per Dio, divenendo livido di rabbia ogniqualvolta qualcuno tentasse di rigettarlo. Leggiamo le sue parole con le quali egli descrive il suo stato spirituale, mentre convalescente da una caduta da cavallo, durante il periodo in cui teorizzò il dispensazionalismo.
In quel periodo dovevo far uso di stampelle per muovermi, così non avevo nessuna possibilità di far conoscere le mie convinzioni in pubblico; oltre a ciò, siccome lo stato della mia salute non mi permetteva di partecipare al culto, ero costretto a restare a distanza. Mi sembrò che la buona mano del mio Dio fosse venuta in mio aiuto, per nascondere la mia debolezza spirituale dietro una incapacità fisica.
Gli esponenti della Prima Chiesa non avevano simili motivi alla base dei loro scritti. A coloro che sostengono che ci sono prove che i padri dell’epoca primitiva sostenessero la tesi del rapimento pre-tribolazione rispondo di studiare attentamente quegli scritti. Questo lo ripeto anche a tutti i lettori. Se non potete avere accesso ai volumi dei loro scritti, potrete trovare e scaricare liberamente l’intera collezione in rete. Qui di seguito vi diamo qualche stralcio di questi documenti che mostrano ciò in cui i padri Ante Nicene (Concilio di Nicea) credevano.

LA DIDACHE’
 
(Dottrina dei 12 Apostoli – scritta attorno al 50 d.c. quasi in contemporanea con i vangeli di Matteo, Marco e Luca, certamente da qualcuno che aveva seguito le predicazioni di Gesù’) 
Capitolo 16°
Il Signore viene.
Vegliate per la vostra salvezza, le vostre fiaccole non si spengano, non siano discinti i vostri fianchi, ma state preparati perché non sapete l’ora in cui il nostro Signore verrà.
Adunatevi spesso ed in gruppo, alla ricerca di ciò che torna utile alle anime vostre; non vi gioverà infatti tutto il tempo della vostra fede se nell’estremo momento non sarete perfetti. Poiché nei giorni novissimi, falsi profeti e corrompitori si moltiplicheranno, le pecore si muteranno in lupi e l’amore si muterà in odio.
Col crescere della iniquità infatti, gli empi si odieranno l’un l’altro, si perseguiteranno e si tradiranno; e allora l’ingannatore del mondo si mostrerà come Figlio di Dio e farà segni e prodigi; la terra cadrà nelle sue mani, mentre opererà l’iniquità come mai non fu dal principio del mondo.
Allora, il genere umano sarà posto alla prova del fuoco e molti patiranno scandalo e andranno perduti; quelli poi che avranno perseverato nella loro fede saranno salvati da quella rovina. E allora appariranno i segni della verità: prima il segno dell’aprirsi dei cieli; quindi il segno del Suono della Tromba e infine il terzo, la resurrezione dei morti. Non di tutti però, ma come fu detto: “Verrà il Signore e tutti i santi con lui”. Il mondo vedrà il Signore venire sulle nubi del cielo.
  • EPISTOLA DI BARNABA (Collaboratore di Paolo 70-132 d.c.)
“L’ostacolo finale concernente ciò che è scritto si avvicina, come dice Enoc: “Per questo il Signore ha accorciato i tempi e i giorni, che il Suo Amato possa affrettarsi; ed Egli verrà all’eredità”. Ed il profeta parla anche così: “Dieci re regneranno sulla terra, ed un piccolo re sorgerà in mezzo a loro, che ne sopprimerà tre”. Conformemente Daniele si esprime così sullo stesso argomento, “….ed io vidi la quarta bestia, spaventosa e forte, più feroce di tutte le bestie sulla terra e come da essa spuntassero dieci corna, e in mezzo ad esse un piccolo corno, e come esso facesse fuori tre delle dieci corna” (vedere Daniele 7:7-8) …. Facciamo seria attenzione in questi ultimi giorni, perché l’intero tempo della vostra fede non vi gioverà a nulla, salvo che ora, in questo tempo malvagio, anche noi affrontiamo le sorgenti del pericolo che sta per arrivare, alla maniera dei figli di Dio. Solo questo potrebbe impedire all’Uomo delle Tenebre di entrare. Se fuggiamo ogni vanità e se odiamo le opere della via della malvagità”.
  • GIUSTINO MARTIRE (110-165 d.c.)
“Due ritorni di Cristo sono stati annunciati: uno, nel quale Egli ha patito come sofferente, umile, disonorato, crocifisso. E un altro, nel quale Egli verrà dal cielo con gloria, quando l’uomo dell’apostasia, il quale proferisce cose estranee contro l’Altissimo, oserà fare azioni illegali sulla terracontro noi Cristiani …. Ora è evidente che nessuno può spaventare o sottomettere noi che abbiamo creduto in Gesù. Poiché è chiaro che, anche se decapitati, e crocifissi, e gettati alle bestie selvagge, e incatenati, arsi, o sottoposti a tutti gli altri tipi di torture, noi non confesseremo; ma più queste cose avverranno, più altre persone diverranno credenti e adoratori di Dio in gran numero per mezzo del nome di Gesù”.
  • IL PASTORE DI ERMA (130- de gloria.140 d.c.)
“Tu dirai, dunque, a coloro che sono a capo della Chiesa, di dirigere le loro vie in rettitudine, che essi possano ricevere pienamente le promesse con gran gloria. Rimanete fermi, voi che praticate la giustizia, e non dubitate che il vostro passaggio possa essere coi santi angeli. Beati voi che sopporterete la grande tribolazione che sta arrivando, e beati coloro che non negheranno la loro propria vita. Poiché il Signore l’ha giurato per mezzo del Suo Figlio, che coloro che hanno negato il loro Signore hanno abbandonato la loro vita alla disperazione, perché  questi  ancora Lo negheranno nei giorni che stanno per arrivare.”  (Terza visione)
(Quarta visione) – Questa, fratelli, la visione che ebbi a venti giorni da quando era avvenuta la prima, a prefigurazione della prova che si avvicina. Per la via Campana andavo al podere situato a dieci stadi dalla via pubblica. Il luogo si raggiunge con facilità. Camminando da solo prego il Signore di completare le rivelazioni e le visioni che manifestò per mezzo della Sua Santa Chiesa  perchéfortificasse me e facesse pentire i Suoi servi che si erano scandalizzati e glorificasse il Suo nome grande e glorioso, avendomi stimato degno che mi si mostrassero le sue meraviglie. E quando lo stavo esaltando e ringraziando, come l’eco di una voce mi disse: “Non dubitare, Erma”. Tra me incominciai a pensare e a dire: “In che cosa ho io da dubitare, io che sono sostenuto dal Signore e ho visto cose meravigliose?” Avanzai un po’ ed ecco, fratelli, vedo un polverone sollevarsi verso il cielo e cominciai a dire a me stesso: “Vengono forse degli armenti e sollevano polvere?” Era lontano da me uno stadio. Poiché la nube di polvere diventava sempre più grande, pensavo che fosse qualcosa di divino. Per poco risplendette il sole ed ecco vidi una grossissima bestia come un cetaceo e dalla sua bocca uscire locuste di fuoco. La bestia era di cento piedi di altezza ed aveva la testa come un vaso. Cominciai a piangere e pregare il Signore che mi liberasse. Mi ricordai della parola che avevo udito “Non dubitare, Erma”. Rivestito, fratelli, della fede di Dio e memore delle grandi cose che mi aveva insegnato, fattomi coraggio, mi esposi alla belva. La bestia procedeva con strepito tale quasi si schiantasse una città. Mi avvicinai e l’enorme cetaceo si stesse per terra. Non tirava fuori che la lingua e non si mosse per nulla sino a quando lo oltrepassai. La bestia aveva la testa di 4 colori: nero, igneo-sanguigno, aureo e bianco.
Dopo che oltrepassai la bestia e proseguii per circa trenta piedi, eccomi incontro una vergine adorna come se uscisse dalla camera nuziale, tutta in bianco e con calzari bianchi, coperta sino alla fronte ed aveva come berretto una mitra. Aveva i capelli bianchi. Riconobbi dalle precedenti visioni che era la Chiesa e divenni sereno. Mi salutò dicendomi: “Salve, uomo.” Io ricambiai: “Salve, Signora”. Rispondendomi mi disse: “Nulla ti si è presentato?” “Signora, una belva enorme capace di distruggere delle moltitudini, ma per la potenza del Signore e la Sua misericordia le sono sfuggito”. “Orbene, le sei sfuggito perché hai rimesso in Dio il tuo affanno e hai aperto il tuo cuore al Signore, credendo che mediante nessun altro potresti essere salvato, se non per mezzo del suo grande e glorioso nome. Per questo il Signore inviò il suo angelo di nome Tegri che sovrintende alle belve, il quale chiuse la bocca della bestia perché non ti sbranasse. Sei sfuggito a un grande pericolo per la tua fede e per non essere stato incerto, vedendo un simile mostro. Va, dunque, e narra agli eletti di Dio le Sue meraviglie e dì loro che questa bestia è il simbolo di una grande tribolazione che sta per venire. Se vi preparate e vi convertite con tutto il cuore al Signore potrete evitarla, purché il vostro cuore diventi puro e irreprensibile e per il resto dei vostri giorni di vita serviate con slancio il Signore. Gettate i vostri affanni sul Signore ed Egli li allevierà. E voi incerti, credete nel Signore che può tutto; Egli allontana la Sua ira da Voi e manda flagelli se rimanete esitanti. Guai a coloro che ascoltano queste parole senza accoglierle: Sarebbe meglio per loro non essere nati”.
La interrogai sui quattro colori che la bestia aveva sulla testa. Rispondendo mi disse: “ Sei ancora curioso di queste cose?”, “Sì, Signora, fammi conoscere che cosa esse sono”. “Ascolta – mi dice – il nero è questo mondo in cui abitate. L’igneo-sanguigno perché questo mondo deve dissolversi nel sangue e nel fuoco. La parte aurea siete voi che fuggite questo mondo. Come l’oro si prova col fuoco e diventa prezioso, così siete anche voi che abitate tra quelli del mondo. Voi, dunque, rimanendo e bruciando, da essi sarete purificati. Come l’oro getta la scoria, così anche voi lasciando ogni tristezza e angustia, sarete purificati e adatti alla costruzione della torre. La parte bianca è il mondo che viene, in cui abiteranno gli eletti di Dio. Immacolati e puri saranno gli eletti di Dio per la vita eterna.
Tu non lasciare di parlare agli orecchi dei fedeli. Avete l’immagine della grande prova che è imminente. Se volete non sarà nulla. Ricordatevi di ciò che è stato scritto”.
Ciò detto, andò via e non vidi dove si dirigesse. Vi fu un fragore ed io mi voltai sgomento, credendo che tornasse la bestia.
  • IRENEO  (120-202 d.c.)
Giovanni ha indicato ai discepoli del Signore, in una luce ancora più chiara, in Apocalisse, quello che avverrà negli ultimi tempi e ciò che concerne i dieci re che dovranno sorgere, … Questi hanno una mente e daranno la loro forza e potere alla bestia. Essi faranno guerra all’Agnello, e l’Agnello li vincerà, perché Egli è il Signore dei signori, e Re dei re…… Ed essi renderanno deserta Babilonia, la bruceranno col fuoco, e daranno il loro regno alla bestia, e metteranno in fuga la chiesa. Dopo di ché saranno distrutti alla venuta del Signore.
Ma egli indica ora il numero del nome, affinché quando questo uomo verrà possiamo evitarlo, sapendo chi egli sia:….. Ma quando questo Anticristo avrà devastato tutte le cose in questo mondo, regnerà per tre anni e sei mesi e si siederà nel tempio in Gerusalemme; e allora Il Signore verrà dal cielo nelle nuvole, nella gloria del Padre, mandando questo uomo e coloro che lo seguono nello stagno di fuoco, introducendo per i giusti i tempi del regno, che è il riposo, la santificazione del settimo giorno e ristabilendo l’eredità promessa ad Abramo, nel regno, per cui il Signore ha dichiarato che “molti verranno dall’est e dall’ovest e si siederanno con Abramo, Isacco e Giacobbe”.
Tutte queste ed altre parole sono state incontestabilmente dette in riferimento alla risurrezione dei giusti che avrà luogo dopo la venuta dell’Anticristo e la distruzione di tutte le nazioni da lui sottomesse, tempi in cui i giusti regneranno sulla terra e saranno resi più forti per la conoscenza del Signore. Nel regno, per mezzo di Lui, essi prenderanno parte alla gloria di Dio il Padre e gioiranno della comunione e relazione con i santi angeli e dell’unione con esseri spirituali, e con coloro che il Signore troverà viventi, in attesa della Sua venuta dal cielo, e che hanno sofferto tribolazione e anche sono sfuggiti dalle mani del malvagio.
  • IPPOLITO (AD 170-236)
Quando i tempi saranno terminati e le dieci corna spunteranno dalla bestia alla fine dei tempi, allora l’Anticristo apparirà in mezzo a loro. Quando egli farà guerra ai santi e li perseguiterà, allora noi possiamo aspettarci la manifestazione del Signore dal cielo.
È più che opportuno aprire le Sacre Scritture e trovare in esse in che modo verrà l’Anticristo e in che cosa consisterà, in quale occasione e in che tempo quell’empio si rivelerà, da dove e da quale tribù e quale sarà il suo nome, che è indicato da un numero nella Scrittura, e come opererà l’errore in mezzo ai popoli, radunandoli dalle estremità della terra, come egli fomenterà la tribolazione e persecuzione contro i santi, come egli glorificherà se stesso come Dio e quale sarà la sua fine, come la rapida apparizione del Signore sarà rivelata del cielo e quale sarà l’intera conflagrazione del mondo, quale sarà il glorioso e celeste regno dei santi, quando regneranno insieme a Cristo e quale sarà la punizione dei malvagi nel fuoco.
Riguardo al suo nome, non è in nostro potere spiegarlo esattamente, come il caro Giovanni lo comprese e fu ammaestrato, ma solo per darne un congetturale acconto; perché quando egli apparirà, il benedetto ci mostrerà ciò che cerchiamo di sapere…….Perciò noi non dobbiamo né annunciarlo come se questo fosse per certo il suo nome, né ancora ignorare il fatto che egli non possa essere chiamato diversamente. Ma avendo il mistero di Dio nel nostro cuore, noi dobbiamo prendere fedelmente, nel timore, ciò che ci è stato detto dai benedetti profeti, secondo i quali, quando queste cose stanno per accadere, possiamo essere preparati per esse, e non ingannati. Con l’avvicinarsi dei tempi, colui di cui sono state dette queste cose, sarà manifestato.
Ora, per quanto riguarda la tribolazione della persecuzione che verrà sulla Chiesa da parte dell’avversario, Giovanni ci dice così: “Poi un grande segno apparve nel cielo: una donna rivestita del sole, …..e alla donna furono date le due ali della grande aquila affinché se ne volasse nel deserto, dove  è nutrita per un tempo, dei tempi e la metà di un tempo, lontana dalla presenza del serpente”. Ciò è riferito ai 1260 giorni (metà della settimana) durante i quali il tiranno regnerà e perseguiterà la Chiesa……. Amati, dovendo avvenire queste cose, ed essendo la settimana divisa in due parti, verificandosi allora l’abominazione della desolazione, avvicinandosi l’intero mondo alla fine, e avendo finito il loro corso (i due profeti e messaggeri del Signore), cosa rimane se non la venuta del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo dal cielo, a cui abbiamo guardato con speranza?
  •  CIPRIANO (AD 200-258)
Il Signore ha predetto che queste cose sarebbero avvenute. Con l’esortazione della Sua Parola, il popolo della Sua Chiesa viene messo in guardia, istruito, ammaestrato, preparato e reso forte per affrontare le cose che verranno. Egli ha predetto e affermato che guerre, fame, terremoti e pestilenze si sarebbero manifestati in ogni luogo; e per evitare che lo spavento di nuovi guai possano farci vacillare, ci ha anche avvertito preventivamente che negli ultimi tempi l’avversità si sarebbe moltiplicata.
Perché Voi dovete sapere e credere, e tenerlo per certo, che il giorno dell’afflizione incombe già sulle nostre teste e che la fine del mondo e il tempo dell’Anticristo è a un tiro dall’arrivare, così che noi tutti dobbiamo essere preparati per la battaglia; di non considerare altro che la gloria della vita eterna e la corona della confessione del Signore.
Ora ci minaccia un più severo combattimento, per il quale i soldati di Cristo debbono prepararsi confede incorrotta e robusto coraggio, considerando che essi bevono la coppa del sangue di Cristo ogni giorno, per la qual ragione  anch’essi possano essere in grado di versare il proprio sangue per Cristo. Per questo motivo, c’e da augurarsi di essere trovati ben fondati in Cristo, per imitare quello che Cristo ha insegnato e fatto, in accordo con l’apostolo Giovanni, che disse: “Chi dice di dimorare in Cristo, deve anch’egli camminare come Egli camminò”.  Inoltre, l’apostolo Paolo esorta e insegna dicendo: “Noi siamo figli di Dio; e se figlioli, allora eredi di Dio e coeredi di Cristo; se pur soffriamo con Lui, così che possiamo anche essere insieme glorificati”. “….perché viene il tempo, cari fratelli, come il nostro Signore ha già da molto tempo predetto e insegnato si sta avvicinando, dicendo:“Verrà il tempo che chiunque vi ucciderà penserà di aver reso un servizio a Dio. E vi faranno queste cose perché non hanno conosciuto né il Padre, né me. Ma io vi ho detto queste cose, affinché quando verrà il momento voi vi ricordiate che ve le avevo dette.” Né lasciate che nessuno si meravigli se noi saremo oppressi da crescenti afflizioni, dal momento che il Signore ci ha predetto anzitempo che queste cose dovranno avvenire negli ultimi tempi avendoci istruiti per la battaglia per mezzo degli insegnamenti e delle esortazioni delle Sue parole.
Anche Pietro, il Suo Apostolo, ha detto che saremo perseguitati a causa della prova che dovremo affrontare, e che anche noi, come dall’esempio dei giusti che ci hanno preceduti, saremo uniti all’amore di Dio per mezzo della morte e delle sofferenze. Come egli ha scritto nella sua epistola, “Carissimi, non vi stupite per l’incendio che divampa in mezzo a voi per provarvi, come se vi accadesse qualcosa di strano. Anzi rallegratevi in quanto partecipate alle sofferenze di Cristo, perché anche al momento della rivelazione della sua gloria possiate rallegrarvi ed esultare.”
Non lasciate che nessuno di voi, cari fratelli, sia così terrorizzato dalla paura della futura persecuzione o per la minacciosa venuta dell’Anticristo, come se non foste trovati armati per ogni cosa dalle esortazioni e precetti evangelici e dagli avvertimenti divini. L’Anticristo verrà, ma subito dopo anche Cristo verrà. Il nemico avanzerà con furore, ma il Signore seguirà immediatamente per vendicare le nostre sofferenze e le nostre ferite. L’avversario è arrabbiato e minaccia, ma c’è UNO che può liberarci dalle sue mani. Deve essere temuto Lui, dalla cui ira nessuno può scampare, come Egli stesso ha predetto, e ancora dice: “Non temete coloro che possono uccidere il corpo, ma non possono uccidere l’anima; temete invece Colui che è in grado di distruggere sia il corpo che l’anima nell’inferno.” E ancora “Colui che ama la sua vita, la perderà, e colui che odia la sua vita in questo mondo, la conserverà nella vita eterna.” E in Apocalisse Egli istruisce e mette in guardia, dicendo: “Chiunque adora la bestia e la sua immagine e ne prende il marchio sulla fronte o sulla mano, egli pure berrà il vino dell’ira di Dio, versato puro nel calice della Sua indignazione e sarà tormentato con fuoco e zolfo davanti ai santi angeli e davanti all’Agnello. Il fumo del loro tormento sale nei secoli dei secoli. Chiunque adora la bestia e la sua immagine e prende il marchio del suo nome, non ha riposo né giorno, né notte.”
Gli uomini sono addestrati e preparati alla competizione secolare, e si gloriano dell’onore che dovesse loro derivare dall’ essere incoronati in presenza del popolo ed in presenza dell’imperatore. Voi disputate una gara elevata e grande, gloriosa ed anche con la ricompensa di una corona celeste, poiché Dio stima il nostro modo di lottare, e, estendendo il Suo sguardo sopra coloro che tratta come Suoi figli, Egli si compiace nel guardare la nostra competizione. Dio ci stima nella guerra e nel combattimento della fede; siamo considerati dai Suoi Angeli e siamo considerati da Cristo. Grande è la dignità, la gioia e la gloria, nell’impegnarsi alla presenza di Dio, ed essere coronati con Cristo come giudice. Armiamoci, fratelli amati, con tutta la nostra forza, e prepariamoci per la battaglia con una mente incorrotta, con una fede fatta sentire, con devoto coraggio. Lasciamo che l’accampamento di Dio avanzi nel campo di battaglia che ci è stato assegnato. Che coloro che fino a poco tempo fa sono rimasti in piedi, si armino per non perdere il vantaggio che hanno avuto; si armino coloro che sono venuti meno affinché possano riguadagnare ciò che avevano perduto; ogni cosa sia guidata dall’onore; il pentimento sospinga alla battaglia coloro che erano nell’errore. L’Apostolo Paolo ci insegna ad armarci e a prepararci, dicendo: “Il nostro combattimento non è contro carne e sangue, ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità che sono nei luoghi celesti. Perciò prendete la completa armatura di Dio affinché possiate resistere nel giorno malvagio, e restare in piedi dopo aver compiuto tutto il vostro dovere. State dunque saldi: prendete la verità per cintura dei vostri fianchi; rivestitevi della corazza della giustizia; mettete come calzature ai vostri piedi lo zelo dato dal vangelo della pace; prendete oltre a tutto ciò lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno. Prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito che è la Parola di Dio.”
  • VITTORINO  (AD 304)
Egli parla del profeta Elia, che è il precursore dei tempi dell’Anticristo per il restauro e la conferma delle chiese dalla grande e intollerabile persecuzione.
La donna rivestita del sole, con la luna sotto i piedi e una corona di dodici stelle sul capo, che gridava nelle doglie, è la Chiesa antica dei padri, profeti, santi e apostoli, ……..
Egli farà sì che un’immagine d’oro dell’Anticristo sia posta nel tempio di Gerusalemme, dove l’angelo apostata entrerà, e di là pronuncerà parole e oracoli…… .Il Signore, ammonendo la Sua Chiesa per quello che concerne gli ultimi tempi e i loro pericoli, dice: “Ma quando vedrete l’abominazione della desolazione, della quale ha parlato il profeta Daniele, posta in luogo santo, chi legge faccia attenzione.”

STATUTO DEI SANTI APOSTOLI

“Vigilate sulla vostra vita. I vostri fianchi siano cinti, e le vostre lampade accese, siate simili a quelli che aspettano il loro padrone e conoscono il tempo di quando Egli arriverà, alla sera, o al mattino, o al canto del gallo, o a mezzanotte. Perché nell’ora che essi non pensano, il Signore verrà; e se gli aprono, quei servi saranno benedetti, perche saranno trovati vigilanti. Egli stesso si cingerà, e li farà sedere a tavola, e passerà a servirli. Vegliate dunque, e pregate perché non cadiate in un sonno mortale. Poiché non vi gioveranno a nulla le vostre precedenti buone azioni, se nell’ultima parte della vostra vita devierete dalla vera fede. Poiché negli ultimi tempi si moltiplicheranno i falsi profeti, tanto da alterare la Parola; e le pecore saranno mutate in lupi, e l’amore in odio: per l’aumentare dell’iniquità l’amore di molti si raffredderà. Perché gli uomini si odieranno, si perseguiteranno e si tradiranno gli uni gli altri. E allora apparirà l’ingannatore del mondo, il nemico della verità, il principe della menzogna, che il Signore Gesù distruggerà con lo Spirito della Sua bocca, che porta via i malvagi con le Sue labbra. Ma coloro che persevererannofino alla fine saranno salvati. Ed allora apparirà il segno del Figliolo dell’uomo nel cielo;  subito dopo un arcangelo suonerà la tromba; e in quell’intervallo ci sarà la risurrezione di coloro che dormivano. E allora verrà il Signore e tutti i santi con Lui, con gran suono e sulle nuvole, con gli angeli della sua potenza, sul trono del Suo Regno, per condannare il diavolo, l’ingannatore del mondo, e per rendere a ciascuno secondo le proprie azioni. Allora i malvagi se ne andranno a eterna punizione, ma i giusti a vita eterna, per ereditare quelle cose che occhio non ha visto, né orecchio ha udito, che non sono entrate nel cuore dell’uomo,  ma cose che Dio ha preparato per coloro che Lo amano.”
Da tutto questo resoconto, avrete potuto evincere facilmente che i padri della prima Chiesa fossero esplicitamente post-tribolazionisti. Tutti costoro credevano che il Signore Gesù Cristo sarebbe ritornato una sola volta, cioè alla fine dell’età presente.
Sono altresì d’accordo con chi sostiene che la Chiesa dei primi tre secoli credesse ad un rapimentoimminente, ma non certo in un rapimento che sarebbe avvenuto prima del periodo della Tribolazione.
A fronte di questo, abbiamo la necessità di conoscere la verità sui futuri eventi così da non essere vittime della valanga di nuove e insidiose ipotesi che dilagheranno nei giorni che verranno. Ricordate quando i discepoli chiesero a questo proposito “il segno ….. della fine dell’età”? Cristo li mise subito in guardia, dicendo: “Fate attenzione che nessuno vi inganni, perché molti verranno nel mio nome dicendo ‘Io sono Cristo’, e inganneranno molti” (Matteo 24:4-5).
Concludendo, è più che mai urgente e necessario un ritorno alla verità, la quale non si può trovare negli scritti di questa o quella persona, specie tra le idee di coloro che hanno avuto l’ardire di creare nuove dottrine. Solo l’infallibile Parola di Dio è Verità, che per mezzo dello Spirito Santo ci ammaestrerà e ci guiderà, se pur ci sottometteremo con umiltà cercando Cristo Gesù con tutto il nostro cuore, nella santificazione.
Dice infatti la Parola: “Ma quanto a voi, l’unzione che avete ricevuta da lui rimane in voi e non avete bisogno dell’insegnamento di nessuno; ma siccome la sua unzione vi insegna ogni cosa ed è veritiera, e non è menzogna, rimanete in lui come essa vi ha insegnato.” (I Giov. 2:27-28).
Titolo originale: Pretribulation Rapture (What if it isn’t true?) di C. H. Fisher
Copyright © 1998 TRUTH KEEPERS INTERNATIONAL 
Per gentile concessione di Sequenza Profetica

ciao

per tutti coloro che mi vogliono bene un invito a riflettere

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