per capirci

GIACOMO 1, 2-4

Fratelli, considerate come motivo di gaudio perfetto le diverse prove alle quali voi potete essere esposti, sapendo che la fede messa
alla prova produce la pazienza. E' necessario però che la pazienza compia perfettamente l'opera sua, affinché voi siate pure perfetti ed
integri, senza mancare in niente.(Giacomo 1; 2-4)

Emmanuel

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mercoledì 10 settembre 2014

Gesù Cristo è il Figlio di Dio


In che modo Dio ha volto il peccato dell’uomo a Sua gloria

Non sarebbe restato altro al mondo intero che andare alla rovina (Rom. 3:19). Ma Dio, essendo non solo giusto, ma anche misericordioso, aveva, secondo la sua infinita sapienza, stabilito dall’eternità una via per volgere tutti i mali alla Sua grande gloria e alla maggiore manifestazione della Sua infinita benevolenza (Rom. 3:21-25), verso coloro che Egli ha scelto dall’eternità per essere glorificati nella loro salvezza (Rom. 8:29; 9:23). E, d’altra parte, Egli ha volto il peccato dell’uomo alla manifestazione della Sua sovrana potenza e della Sua ira, mediante la giusta condanna dei vasi d’ira preparati per la distruzione (Rom. 9:22; Eso. 9:6).

Come ben dice S. Agostino: “Se tutti fossero salvati, il salario del peccato richiesto dalla giustizia sarebbe nascosto. Se nessuno fosse salvato, nessuno vedrebbe quale grazia Egli elargisce.”

Gesù Cristo è l’unico Mediatore scelto e promesso da Dio

Questa sola e unica via è il mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio con tutto ciò che da essa procede. Poco a poco questo fu promesso da Adamo a Giovanni Battista, fu pubblicato e predicato dai patriarchi e dai profeti, e fu anche tipizzato in vari modi sotto la Legge (Gen. 3:15; 12:3; 18:18; 22:18; Deu. 18:15-18; 2 Sam. 7:12; Rom. 1:2-3; ecc.) In questo modo, il Figlio fu pienamente incluso nei libri dell’Antico Testamento, così che gli uomini di quei tempi fossero salvati per fede in Gesù Cristo che doveva venire.

Le somiglianze e le differenze tra l’Antico e il Nuovo Testamento

Quindi, non vi fu mai e mai vi sarà che un solo patto di salvezza tra Dio e gli uomini (Ebr. 13:8; Rom. 3:25; 1 Tim. 2:5-6; 1 Cor. 10:1-11; Efe. 1:7-10; vedi l’intera Epistola agli Ebrei). La sostanza di questo patto è Gesù Cristo. Ma, riguardo alle circostanze, esistono due Testamenti o ‘Patti’. Ne abbiamo gli autentici titoli e contenuti, che chiamiamo ‘Sacra Scrittura’ e la ‘Parola di Dio’. Uno è chiamato ‘Vecchio’ e l’altro ‘Nuovo’ (Ger. 31:31, 32; Ebr. 8:6). Il secondo è molto migliore del primo, perché il primo dichiarava Gesù Cristo, ma da molto lontano, e nascosto dietro le ombre e le immagini che svanirono alla Sua venuta; Egli stesso è il Sole della Giustizia (Giovanni 4:23, 24).

Perché era necessario che Gesù Cristo fosse vero uomo nella natura, nel Suo corpo e nella Sua anima, ma privo di qualsiasi peccato

Era necessario che il Mediatore di questo patto e di questa riconciliazione fosse vero uomo, ma privo di qualsiasi macchia di peccato originale o di altro tipo, per le seguenti ragioni:

Primo, poiché Dio è veramente giusto e l’uomo è l’oggetto della Sua ira, a causa della corruzione naturale (1 Tim. 2:5; Gv. 1:14; Rom. 1:3; Gal. 4:4; Rom. 8:2-4; 1 Cor. 1:30), per poter riconciliare gli uomini con Dio era necessario che vi fosse un vero uomo nel quale le rovine causate da questa corruzione fossero totalmente riparate.

Secondo, l’uomo è obbligato ad adempiere tutta la giustizia che Dio esige da lui per poter essere glorificato (Mat. 3:15; Rom. 5:18; 2 Cor. 5:21). Era dunque necessario che vi fosse un uomo che adempisse perfettamente tutta la giustizia per poter compiacere Dio.

Terzo, tutti gli uomini sono ricoperti da un’infinità di peccati, tanto interni quanto esterni; questo è il motivo per cui essi sono soggetti alla maledizione di Dio (Rom. 3:23-26; Isa. 53: 11, ecc.). Era dunque necessario che vi fosse un uomo che potesse soddisfare la giustizia di Dio per poterlo placare.

Infine, nessun uomo corrotto sarebbe stato capace, in alcun modo, neppure di intraprendere la realizzazione della minima di queste azioni. Egli prima di tutto avrebbe avuto bisogno di un Redentore per sé stesso (Rom. 8:2; 2 Cor. 5:21; Ebr. 4:15; 1 Pie. 2:22; 3:18; 1 Gv. 2:1-2). Tanto era necessario per sé prima che egli potesse riscattare gli altri, o potesse fare alcuna cosa per compiacere o soddisfare Dio (Rom. 14:23; Ebr. 11:6). Era dunque necessario che il Mediatore e Redentore degli uomini fosse vero uomo nel suo corpo e nella sua anima, e che egli fosse, nondimeno, interamente puro e libero da ogni peccato.

Perché era necessario che Gesù fosse vero Dio

Era necessario che questo stesso Mediatore fosse vero Dio e non solo un uomo (Gv. 1:14, ecc.); almeno per le seguenti ragioni:

Primo, se Egli non fosse stato vero Dio, non sarebbe stato affatto un Salvatore, ma avrebbe avuto bisogno Egli stesso di un Salvatore (Isa. 43:11; Os. 13:4; Ger. 17:5-8).

Secondo, era necessario, per la giustizia di Dio, che vi fosse una proporzione tra il crimine e la sua punizione. Il crimine è infinito, perché è commesso contro Colui la cui maestà è infinita. Quindi è necessario che vi sia qui una soddisfazione infinita; per la medesima ragione, era necessario che chi l’avesse realizzata come vero uomo fosse anch’egli infinito, come dire, vero Dio.

Terzo, essendo l’ira di Dio infinita, non esisteva alcuna forza umana o angelica nota che avrebbe potuto sopportare un tale peso senza esserne sopraffatta (Gv. 14:10, 12, 31; 16:32; 2 Cor. 5:19). Chi doveva vivere di nuovo, dopo aver conquistato il diavolo, il peccato, il mondo e la morte insieme all’ira di Dio, doveva quindi essere non solo un uomo perfetto, ma anche vero Dio.

Infine, per poter manifestare meglio questa illimitata bontà, Iddio non solo desiderava che la Sua grazia fosse pari al nostro crimine, ma voleva che dove il peccato abbondava, la grazia sovrabbondasse (Rom. 5:15-21). Per questa ragione, sebbene fosse creato ad immagine di Dio, il primo Adamo, autore del nostro peccato, era terreno, e la sua fragilità era ben visibile (1 Cor. 15:45-47). Gesù Cristo, al contrario, il secondo Adamo attraverso cui noi siamo salvati, pur essendo vero e perfetto uomo, è nondimeno il Signore dal Cielo, come dire, vero Dio. Perché, in sostanza, tutta la pienezza della deità abita in Lui (Col. 2:9). Se la disobbedienza di Adamo ci fece cadere, la giustizia di Gesù Cristo ci ha dato più sicurezza di quanta ne avessimo prima. Noi speriamo nella vita procurata da Gesù Cristo, migliore di quella che perdemmo in Adamo; tanto più quanto Gesù è superiore ad Adamo.

Come il mistero della nostra salvezza è stato realizzato in Gesù Cristo

Di conseguenza noi confessiamo che, per adempiere il patto promesso agli antichi padri e predetto per bocca dei profeti (Isa. 7:14; Lu. 1:31, 35, 55, 70), il vero, unico ed eterno Figlio di Dio Padre (Rom. 1:3; Gv. 17:5; 16:28; Fil. 2:6-7) prese, nel tempo stabilito dal Padre, la forma di un servo. Essendo concepito nel seno della beata vergine Maria, per la potenza dello Spirito Santo, e senza alcun intervento dell’uomo (Mat. 1:20; Lu. 1:28, 35), Egli prese la natura umana con tutte le sue debolezze, eccetto il peccato (Ebr. 4:15; 5:2).

Le due nature, quella di Dio e quella di uomo, sono unite in una sola Persona dal momento della concepimento della carne di Cristo.

Noi confessiamo che, dal momento di questo concepimento, la Persona del Figlio è stata inseparabilmente unita alla natura umana (Mat. 1:20; Lu. 1:31, 32, 35, 42, 43). Non vi sono due Figli di Dio, o due Gesù Cristo; ma Uno solo è propriamente il Figlio di Dio, Gesù Cristo. In ogni momento le proprietà di ognuna delle due nature rimangono intere e distinte. Perché la divinità separata dall’umanità, o l’umanità disgiunta dalla divinità, o l’una confusa con l’altra, non ci sarebbero di alcun profitto.

Gesù Cristo è dunque vero Dio e vero uomo (Mat. 1:21-23; Lu. 1:35). Egli ha una vera anima umana, e un vero corpo umano formato dalla sostanza della vergine Maria, e per la potenza della Spirito Santo. In questo modo, egli fu concepito e nacque dalla vergine Maria, vergine, dico, prima e dopo la nascita. E tutto questo fu realizzato per la nostra redenzione.

Sintesi della realizzazione della nostra salvezza in Gesù Cristo

Egli quindi discese sulla terra per attirarci in Cielo (Efe. 2:6). Dal momento del Suo concepimento fino alla Sua risurrezione, Egli portò la pena per i nostri peccati per alleviarci di essi (Mat. 11:28; 1 Pie. 2:24; 3:18; Isa. 53:11). Egli adempì perfettamente ad ogni giustizia in modo da coprire la nostra ingiustizia (Rom. 5:19; Mat. 3:15). Egli ci ha rivelato l’intera volontà di Dio Suo Padre, con le Sue parole e con l’esempio della Sua vita, in modo da mostrarci la vera via di salvezza (Gv. 15:15; At. 1:1-2).

Infine, per coronare la soddisfazione per i nostri peccati che Egli prese su di Sé (Isa. 53:4-5), Egli fu imprigionato perché noi fossimo liberati, fu condannato perché noi potessimo essere assolti. Egli soffrì infinito sdegno per poter porre noi al riparo da ogni vergogna. Fu inchiodato alla croce perché i nostri peccati fossero là inchiodati (Col. 2:14). Morì portando la maledizione che noi meritavamo, in modo da placare per sempre l’ira di Dio mediante il compimento del Suo unico sacrificio (Gal. 3:13; 2 Cor. 5:21; Ebr. 10:10,14). Fu rinchiuso nel sepolcro per mostrarci la verità della Sua morte, e per sconfiggere la morte proprio nella sua casa, come dire, sin nella tomba; non vi sperimentò alcuna corruzione, per dimostrare che, anche nella morte, egli aveva conquistato la morte (Atti 2:31). Fu risuscitato vittorioso affinché, essendo tutta la corruzione morta e sepolta, noi potessimo essere rinnovati nella nuova vita spirituale ed eterna (Rom. 6; e quasi ovunque in S. Paolo). Con questi mezzi, la prima morte non è più per noi una punizione per il peccato e l’ingresso nella seconda morte, ma, al contrario, è la fine della nostra corruzione e l’ingresso nella vita eterna. Per ultimo, dopo esser risorto e aver parlato per quaranta giorni qui giù per fornire la prova della Sua risurrezione (Atti 1:3, 9-11), Egli ascese visibilmente e realmente nell’alto dei cieli, dove siede alla destra di Dio Suo Padre (Gv. 14:2). Avendo preso possesso per noi del Suo regno eterno, Egli è per noi anche il solo Mediatore e Avvocato (1 Tim. 2:5; Ebr. 1:3; 9:24), e governa la Sua chiesa mediante il Suo Spirito Santo, finché il numero degli eletti di Dio, Suo Padre, sia completo (Mat. 28:20, ecc.).

In che modo Gesù Cristo, dopo essere andato in cielo, è nondimeno qui giù insieme ai Suoi

Noi comprendiamo che la glorificazione recò l’immortalità al corpo di Gesù Cristo, oltre alla gloria sovrana; ma questo non cambiò in alcun modo la natura del Suo vero corpo, un corpo confinato ad un solo spazio e dotato di limiti (Lu. 24:39; Gv. 20:25; Atti 1:3). Per questa ragione, Egli condusse in Cielo, da mezzo a noi, la Sua natura umana, il Suo vero corpo (Atti 1:9-11; 3:21). Là Egli resterà fino alla Sua venuta per giudicare i vivi e i morti.

Ma, riguardo all’efficacia del Suo Spirito Santo, come alla Sua Divinità, (mediante il quale noi siamo resi partecipi non solo di metà di Cristo, ma di Lui intero e di tutti i Suoi beni, come sarà detto a breve), noi riconosciamo che Egli è e sarà con i Suoi fino alla fine del mondo (Mat. 28:20; Gv. 16:13; Efe. 4:8). Questo è ciò che Gesù disse riguardo a sé, “Sempre avete i poveri con voi; ma me non mi avete sempre,” (Mat. 26:11); ancora, dopo la Sua ascensione, gli angeli dissero agli Apostoli: “Gesù, il quale è stato accolto in cielo d’appresso voi, verrà nella medesima maniera che voi l’avete veduto andare in cielo” (Atti 1:11). E S. Pietro dice ai Giudei che il Cielo deve tenerlo accolto fino al tempo della restaurazione di tutte le cose (Atti 3:21). Per la stessa ragione, S. Agostino, seguendo la Scrittura, ha ben detto che è necessario guardarsi dall’enfatizzare la Divinità al punto tale da giungere a negare la verità del corpo; il corpo è in Dio, ma non è necessario trarre la conclusione che esso sia ovunque, come Dio è ovunque.

Non può esistere alcun’altra vera religione

In questo mistero della nostra redenzione, incomprensibile dalla ragione umana, Iddio ha rivelato sé stesso come vero Dio, come dire, perfettamente giusto e perfettamente misericordioso.

Perfettamente giusto, primo, perché Egli ha punito tutti i nostri peccati con piena severità (Rom. 3:25; 2 Cor. 5:21), nella Persona di Colui che si rese garante e sicurezza al posto nostro, ovvero, in Gesù Cristo (1 Tim. 2:6; 1 Pie. 2:24). In secondo luogo, Egli ci riceve e ci riconosce come Suoi se siamo coperti e rivestiti con l’innocenza, la santificazione e la perfetta rettitudine di Gesù Cristo (2 Cor. 5:21; Rom. 5:19; Col. 2:14).

D’altra parte, Egli si è rivelato come perfettamente misericordioso, perché, pur trovando in noi solo motivo di condanna, Egli volle che Suo Figlio prendesse la nostra natura al fine di trovare in Lui il rimedio che placasse la Sua giustizia (Rom. 5:8; 1 Cor. 1:30). Comunicandolo liberamente a noi, con tutti i tesori che Egli possiede (Rom. 8:32), Egli ci rende partecipi della vita eterna, unicamente per la Sua bontà e misericordia, a condizione che noi ci affidiamo a Gesù Cristo per fede.

Ma, al contrario, qualunque religione che oppone all’ira di Dio qualunque cosa diversa dalla sola innocenza, rettitudine e soddisfazione di Gesù Cristo, ricevute per fede, priva Dio della Sua perfetta giustizia e della Sua misericordia. Per questa ragione, una simile religione deve essere considerata come falsa e ingannevole.
Theodore Beza (1519–1605)

 
"Lui ha Dio preordinato per far l'espiazione mediante la fede nel suo sangue, per dimostrare cosí la sua giustizia per il perdono dei peccati, che sono stati precedentemente commessi durante il tempo della pazienza di Dio"
(Romani 3:25)

http://consapevolinellaparola.blogspot.it/2014/09/gesu-cristo-il-figlio-di-dio.html

giovedì 24 aprile 2014

Il Dio Giusto!



Tutti gli uomini divengono simili alle cose che adorano. Il nostro carattere interiore viene silenziosamente modellato dalla concezione di Dio che ci siamo fatta e dal modo in cui ce lo rappresentiamo. Il carattere cristiano è frutto dell’adorazione cristiana, il carattere pagano è prodotto dell’adorazione pagana; il carattere semi-cristiano è il risultato di una comprensione di Dio che è vera solo per metà. Il principio è sempre verificato: noi diveniamo simili a ciò che adoriamo, nel bene e nel male. “Come loro sono quelli che li fanno” (Salmo 115:8).
Se questo è vero, ne consegue che ciò in cui dobbiamo impegnarci, al di sopra di tutte le cose, è nell’ottenere una concezione e una comprensione del carattere e della persona di Dio le più perfette possibili. Sbagliare nella concezione dell’idea di Dio, infatti, significa sbagliare in tutto ciò che riguarda la nostra religione. Questo, probabilmente, è il problema più difficile di tutti. È il problema dei problemi. Oh, se solamente potessimo conoscere Dio per com’egli è; se solamente potessimo pensare a lui e comprendere com’è veramente! Se giungessimo a ciò, ci ritroveremmo sul pinnacolo più elevato di tutta la conoscenza e, allora, potremmo cominciare sul serio a progredire nel nostro cammino cristiano. Non ci meravigliamo, perciò se Mosè chiese a Dio: “Mostrami la tua gloria”! (Es. 33:18). Noi non saremo mai in grado di condurre altri o di insegnare nulla di profittevole fino a quando non avremo visto la gloria di Dio e non saremo giunti ad apprezzare l’eccellenza della sua supremazia.

La grande trappola che Satana ha preparato da sempre all’umanità, nel corso di tutta la sua storia, è stata quella di offrire false rappresentazioni di Dio. L’avversario ha impiegato tutta la sua abilità di venditore per piazzare immagini falsate e contraffatte del vero Dio. Lo ha fatto fin dal principio guadagnando un catastrofico successo: “Come! Dio vi ha detto…?” Le energie dell’inferno sono impiegate continuamente in quest’unico intento: dipingere Dio con falsi colori e porlo in una falsa luce. La storia della religione è il lungo e triste commentario di questa propaganda diabolica: la guerra contro Dio. Se il dio di turno è Giove, Baal o Thor o qualunque altro, in fondo non importa. Ciò che conta è che Dio non sia Dio. Sia dio il legno, la pietra, l’oro o il pane, “l’essenza dell’Essere”, o anche “il grande Spirito universale”, o qualunque cosa vogliate. L’importante è che Dio non sia ciò che realmente egli è. Nessuno è mai riuscito ad usare tale abilità nell’inganno come il nostro Arcinemico. La sua arte la potrete trovare dietro ogni idolatria, antica e moderna. 
E vi assicuro che le idolatrie moderne non sono meno dannate e distruttive di quelle antiche.

Prima che un uomo cominci a predicare bisogna che abbia una chiara conoscenza di Dio per come egli è. Questa è la prima e la maggiore qualifica d’ogni profeta.  Deve conoscere Dio nel suo carattere essenziale. Il profeta è uno che dichiara chi è Dio. Tra le migliaia di false rappresentazioni di Dio sbandierate e accettate in questo mondo, il profeta proclama chi è Dio secondo verità. Il vero profeta, sotto questo aspetto, è radicalmente differente dal falso profeta.  Il falso profeta conforma la propria concezione di Dio all’opinione popolare. La sua predicazione intorno alla persona di Dio non offende nessuno perché egli lo presenta in modo convenzionale e, quindi, accettabile. Il falso profeta parla sempre di un Dio che è mansueto e pacifico. Il suo Dio si adatta perfettamente all’ordine costituito. Il suo Dio non fa paura a nessuno, non suscita alcuno sconvolgimento nella mente di chi ascolta, non disturba le loro coscienze addormentate, non suscita alcuna santa indignazione, non ispira alcuna giusta rivoluzione. Se il popolo vuole costruire un vitello d’oro, il debole profeta glielo cesella. Se il re o la regina patrocinano l’adorazione a Baal, il falso profeta li sostiene con ardore. Se l’imperatore Romano in carica avoca prerogative divine, il falso profeta offrirà la sua manciata d’incenso sull’altare, insieme a molti altri. È un amicone, rimane sempre sulla cresta dell’onda, è sempre popolare.

Il vero profeta invece, è sempre rifiutato e indesiderato. Egli è sempre troppo rude nel rompere i codici e le tradizioni della sua epoca. Egli guarda dritto al suo Dio e lo proclama com’egli è; anche se è molto diverso da come lo vorrebbero gli uomini del suo tempo. Egli parla del Dio Giusto. Egli annuncia l’Iddio che è – più di tutte le altre cose – geloso della propria gloria. Proclama un Dio che è il legislatore e il Giudice, che è trascendente e che non può essere addomesticato come un cagnolino messo al guinzaglio che non fa paura a nessuno.

Questa differenza tra i falsi e i veri profeti è molto evidente in tutta la Scrittura. Ci spiega perché Mosè, alla vista del vitello d’oro, infranse le tavole della Legge, in preda ad una santa indignazione. Ci fa intendere perché Micaia, il figlio di Imla, non poteva dire altro che male al re Acab (1 Re 22:8). Ci chiarisce perché Amos si guadagnò la reputazione di essere “uno che cospirava contro il re” (Amos 7:10). Dimostra con chiarezza la vera ragione della morte di Giovanni il Battista, di Stefano e di un esercito di martiri Cristiani. Tutti quanti loro proclamarono l’Iddio giusto che odia il peccato. Se avessero predicato “cose piacevoli” (Isaia 30:20) non li avrebbero ammazzati e avrebbero prolungato i loro giorni.

Gli dei falsi sono sempre “intra-mondani”. Vale a dire, appartengono a questo mondo e sono parte di esso. Essi sono inclusi negli schemi precostituiti di questo mondo e sorridono bonariamente all’umanità. Mentre ciò che è insopportabile dell’Iddio della Bibbia è che, continuamente, egli insiste nel proclamarsi a di sopra di tutto e di tutti. Egli è l’Iddio degli dei e il Signore dei signori. Non si può porre appello alle sue sentenze. Né uomini né governi possono porre il loro veto alle sue decisioni né mutare i suoi piani.
Il vero Dio è “extra-mondano”. Egli è al di fuori di questo piccolo mondo nel quale viviamo, e parla in modo da farci sentire terribilmente piccoli.“Egli è assiso sulla volta della terra, da lì gli abitanti appaiono come cavallette” (Isaia 40:22). Il Dio della Bibbia, in effetti, non ha una grande opinione di ciò che noi amiamo definire “la grandezza umana”. Egli annuncia senza mezzi termini: “Gli uomini del volgo non sono che vanità e i nobili non sono che menzogna; messi sulla bilancia vanno su, tutti insieme sono più leggeri della vanità.”(Salmo 62.9). Questa è una lezione che gli uomini orgogliosi hanno dovuto imparare a costo di grandi sofferenze. Faraone l’ha dovuta imparare. Allo stesso modo degli Erodi e dei Cesari. E tutti gli orgogliosi l’impareranno.. alla fine.

La nostra generazione ha grande urgenza di porre a se stessa questa domanda: “Chi è e cos’è Dio?” Alla radice di tutta la falsa adorazione di Dio nel mondo contemporaneo c’è proprio questa causa: l’ignoranza del carattere di Dio.
Cosa ancora più difficile è: che si giunga a possedere una corretta concezione di Dio e la si mantenga senza sviarsene. Una corretta concezione di Dio deve ruotare intorno a questi due cardini: “Dio è luce” (1 Giov. 1:5) e “Dio è amore” (1 Giov. 4:16). Dio è perfetto in amore e santità. Entrambi gli attributi sono veri. Noi siamo al sicuro solamente se ci appoggiamo con uguale forza su entrambe le affermazioni. Diversamente, ci svieremo. La chiesa del Medioevo perse di vista l’Iddio d’amore; la nostra epoca è in grave pericolo di perdere di vista la giustizia dell’Iddio d’amore. Quando il cristianesimo perde contatto con la giustizia di Dio, scivola nel burrone del “paganesimo battezzato”. Se il Vangelo dell’amore di Dio in Cristo non è innalzato dall’amore per la Legge e per la giustizia di Dio, non è mai entrato in modo salutare nel nostro cuore. “Chi pratica la giustizia è giusto, com'egli è giusto.” (1 Giov. 3:7)Chiunque non pratica la giustizia non è da Dio; come pure chi non ama suo fratello.” (1 Giov. 3:10). Coloro che qui sono descritti come “non da Dio” non sono di certo gli irreligiosi che non frequentano le chiese, ma sono certamente quei religiosi che frequentano le comunità cristiane senza possedere la grazia salvifica nel loro cuore..

I cristiani nominali appaiono agli occhi del mondo come veri cristiani, ma essi non amano né i fratelli né la giustizia. L’amore per la giustizia sorge dal cuore che è nato di nuovo. Se non c’è in un’anima è perché quell’anima non è ancora stata trasformata e si trova ancora nei propri peccati.
Ogniqualvolta è sorta una razza d’uomini che sono stati posseduti e sopraffatti dal senso dell’amore e della giustizia di Dio, allora il mondo è stato messo sottosopra. Ciò si verificò al tempo di Cristo e degli apostoli. La stessa cosa accadde al tempo della Riforma Protestante. I cuori di Lutero, di Calvino, di Knox furono infiammati dall’amore per la Verità e per la giustizia. Questi furono uomini controllati da Dio. Essi ebbero la corretta concezione del suo carattere e lo videro come l’Iddio di perfetta luce e amore. Essi sentirono che la loro chiamata era quella di difendere la verità e la giustizia ad ogni costo. Essi non avrebbero mai potuto sopportare tutta l’opposizione che furono costretti a sostenere se non avessero conosciuto, nel modo più potente, l’Iddio che è “sopra tutte le cose benedetto in eterno” (Ro. 9:5).

Il modo in cui gli uomini conoscono Dio si riflette nel grado in cui essi rispondono alle richieste che egli fa alle loro vite. La nostra epoca, tristemente, ha prodotto gran quantità d’adorazione e di cristianesimo pratico di bassa leva. Questa è la prova migliore che la nostra conoscenza di Dio è veramente misera. Abbiamo saputo di uomini che ebbero grande zelo per il Signore, come Cromwell, Whitefield, Chalmers… ma ciò che determinò il loro cristianesimo e lo rese così efficace, sono stati in pochi a comprenderlo.
La potenza della religione autentica è la passione di applicare i principi della giustizia negli affari pratici della nostra vita sulla terra: a casa al lavoro, in chiesa, nella società e nella vita della Nazione. Gli apostoli lo hanno insegnato continuamente nelle loro epistole. La nostra difficoltà, oggi, è proprio in questo: “Da dove cominceremo in una società dove ormai la giustizia è quasi morta e sepolta?”
Possiamo cominciare con l’impegnarci personalmente a conoscere di più questo Dio di giustizia, e poi col supplicarlo chiedendogli che stenda ancora la sua mano potente ed abbia pietà di noi.

di Maurice Roberts (da “The Banner of Truth” magazine, July 1999) 

Per gentile concessione di http://www.solagrazia.it

  

 "Egli è la Roccia, l'opera sua è perfetta, poiché tutte le sue vie sono giustizia. E' un Dio di fedeltà e senza ingiustizia; egli è giusto e retto."
(Deuteronomio 32:4)

http://consapevolinellaparola.blogspot.it/2014/04/liddio-giusto.html

domenica 16 marzo 2014

La fine dei peccatori


"Finché non sono entrato nel santuario di Dio, e non ho considerata la fine di costoro. Certo, tu li metti in luoghi sdrucciolevoli, tu li fai cadere in rovina."(Salmo 73:17-18)
La mancanza di comprensione ha distrutto molti. Il pozzo buio dell'ignoranza ha travolto le sue migliaia. Dove la mancanza di comprensione non è sufficiente ad uccidere, è stata in grado di ferire seriamente. La mancanza di comprensione sulla verità dottrinale, la condotta provvidenziale, o l'esperienza interiore, hanno spesso provocato al popolo di Dio una grande quantità di perplessità e di dolore,  gran parte del quale avrebbe potuto essere evitata se si fosse stati più attenti a considerare e a comprendere le vie del Signore. Fratelli miei, se i nostri occhi sono deboli, e il nostro cuore smemorato quanto alle cose eterne, noi saremo molto dibattuti e tormentati nella mente, come fu Davide quando non capiva la fine del peccatore, perché effettivamente è un grande mistero per la ragione ordinaria vedere prosperare e coccolare gli empi, mentre i giusti vengono castigati e afflitti.  
Vediamo, comunque, che in seguuito riceviamo una chiara comprensione per quanto riguarda la morte, il giudizio e la condanna del peccatore orgoglioso, una volta che le nostre sofferenze e i nostri sospetti vengono rimossi, e la petulanza dà luogo alla gratitudine. Vedete il bue sfilare per le strade ricoperte di ghirlande, che si risente per il suo destino quando si ricorda dell'ascia e dell'altare? Il bambino potrebbe non vedere altro che i fiori, tuttavia è da uomo intendere che nessun ornamento infantile  può celare la miseria della vittima. Il posto migliore nel quale essere istruiti con sapienza celeste è il santuario di Dio. Fino a quando Davide non andò lì fu avvolto da una nebbia, tuttavia entrando attraverso i portali sacri, si trovò sulla sommità di una montagna, e le nuvole fluttuarono lontano sotto i suoi piedi. 
Voi mi chiedete cosa avrebbe potuto esserci nell'antico santuario che poteva illuminare  Davide su come sarebbe stata la fine degli empi. Può essere, fratelli miei, che mentre egli sedeva davanti al Signore in preghiera, il suo spirito ebbe una tale comunione con il Dio invisibile, che egli vide dentro le cose invisibili, e vide, come in una visione aperta, il destino ultimo dei senza grazia; oppure può essere che i canti sacri della congregazione di Israele avessero predetto il rovesciamento dei nemici di dell'Eterno e agitato l'anima reale. Forse in quel santo giorno i sacerdoti lessero, nelle esigue pagine dell'opera scritta in seguito,  qualche storia antica, che, ad esempio, riportò la memoria del Salmista alle sue stagioni più felici. 
Può  essere che narrassero alle orecchie del popolo gli anni successivi al diluvio, e la morte universale che  spazzò via un mondo di peccatori, verso le loro prigioni eterne per mezzo di un diluvio di ira, oppure può essere che leggessero qualcosa concernente Sodoma e Gomorra, e la pioggia di fuoco che  consumò completamente  le città di pianura. Non è impossibile  che il tema della meditazione guidasse il devoto monarca a tornare indietro verso le piaghe d'Egitto, e al giorno della vendetta del Signore, quando Egli sommerse l'orgoglioso Faraone e il suo esercito nel bel mezzo del Mar Rosso. Il libro delle guerre del Signore è ricco di documenti importanti, tutti chiaramente rivelatori che la mano destra del Signore prima o poi annienta tutti i suoi nemici. 
Probabilmente quando Davide andò nel santuario di Dio, la Legge venne letta nelle sue orecchie. Egli udì le benedizioni per l'obbedienza, le maledizioni per la ribellione, e mentre ascoltava i roboanti anatemi della legge che non maledicono mai nessuno invano, può essere che disse: "Ora io comprendo la loro fine."Sicuramente una dovuta stima della legge di Dio, e della giustizia, che mantiene sempre la propria dignità, chiarirà tutte le paure concernenti  l'ultima via d'uscita dei malvagi. Tale legge e tale giudice non permettono il minimo sospetto che il peccato  possa prosperare per sempre. 
Inoltre, fratelli, Davide  non avrebbe potuto salire al santuario, senza la testimonianza di un sacrificio, e quando vide il coltello sollevato e guidato nella gola della vittima,  e capì che egli stesso era stato preservato dalla distruzione attraverso le sofferenze di un sostituto, rappresentato da quell'agnello, potrebbe aver compreso che i malvagi, non avendo tale sacrificio su cui confidare, devono essere condotti come pecore al macello, e come il torello viene abbattuto dall'ascia, così bisogna che essi siano completamente distrutti.  Attraverso alcuni di questi strumenti, mediante la vista del sacrificio, o mediante le sue meditazioni, o attraverso la lettura della parola e le esposizioni date da profeti o dai sacerdoti nel santuario, fu proprio nella casa di Dio, che egli apprese la fine del malvagio. Confido, amati, se vi manca la comprensione in tutte le questioni spirituali, che andrete alla casa del Signore per chiederla nel Suo tempio. 
La parola di Dio è per noi come l'Urim e il Thummim del Sommo Sacerdote, la preghiera chiede consiglio alla mano del Signore, e spesso il labbro del ministro è l'oracolo di Dio per i nostri cuori. Se siete, in qualunque momento, irritati, perché la Provvidenza sembra trattare con indulgenza il vile, e duramente voi, venite nel posto dove la preghiera suole essere fatta, e mentre apprenderete la giustizia di Dio, e il rovesciamento che Egli certamente porterà sull' impenitente, voi andrete nelle vostre case placati nella mente e disciplinati nello spirito.Possiate cantare come il dottor Watts dice:

"Ho visto l'ascesa degli empi, 
E sentito il mio cuore lagnarsi, 
Mentre gli sciocchi arroganti, con gli occhi sprezzanti, 
In vesti d'onore splendono. 
I tumulti del mio pensiero 
Mi tengono sospeso nell'oscurità, 

Fino alla Tua casa i miei piedi sono stati portati, 
Per conoscere là la Tua giustizia . 
La Tua parola con luce e potenza 
rettificò i miei errori; 
Io prima avevo visto la vita del peccatore , 
Ma qui ho appreso la loro fine." 

Questa mattina abbiamo scelto il nostro soggetto per molti scopi, tuttavia soprattutto con il desiderio ansioso che noi si possa vincere anime per Cristo, affinché si possa vedere una festa del raccolto alla fine dell'anno; che questo possa essere il migliore dei giorni per molti, il compleanno di molte anime immortali. 

L'onere del Signore appesantisce la mia anima questa mattina, il mio cuore è così pieno che scoppia persino dell'agonia del desiderio che i peccatori possano essere salvati. O Signore esponi il tuo braccio questo giorno, persino in questo giorno. 

In ampliamento al nostro tema solenne, in primo luogo, vedremo di capire la fine del peccatore, in secondo luogo, cercheremo di mettere a profitto la nostra comprensione di essa, in terzo luogo, dopo aver ricevuto questa comprensione, ansiosamente e sinceramente vi informerò su quale deve essere questa fine, se non si ravvedono.

 I. In primo luogo, quindi, raccogliendo tutte le competenze della nostra mente e del pensiero, ci sforzemo di comprendere la fine del peccatore. Lasciatemi provarla per voi.
 
La fine del peccatore, come la fine di ogni altro uomo in questo mondo, è la morte. Quando egli muore, può essere, che muoia dolcemente, perché spesso una coscienza inaridita dà una tranquillità di stoltezza, proprio come un perdono completo dei peccati dà una tranquillità di riposo perfetto. Essi parlano dell'altro mondo, come se non ne avessero alcun timore; essi parlano di alzarsi in piedi davanti a Dio, come se non avessero alcuna trasgressione. "Come pecore essi vengono deposti nella tomba", "Si è addormentato come un bambino", dicono i suoi amici, ed altri esclamano: "Era così felice, che doveva essere un santo". Ah! questo costituisce soltanto la loro fine apparente. Dio conosce quello che è il riposo mortale dei peccatori,  solo una calma terribile che annuncia l'uragano eterno. Il sole tramonta in colori luminosi, però oh,  l'oscurità della nera notte tempestosa. Le acque lampeggiano come argento appena l'anima scende nel loro seno, ma  chi potrà raccontare gli orrori decuplicati che si assemblano nei loro abissi terribili.
Frequentemente, d'altro canto, la morte degli empi non è neanche così pacifica. Non sempre è possibile per l'ipocrita portare a termine la sua partita fino alla fine, la maschera scivola via troppo presto e la coscienza dice la verità. Anche in questo mondo, per alcuni uomini, la tempesta dell'ira eterna inizia a colpire  l'anima prima che essa lasci il rifugio del corpo. Ah, allora, le grida, i gemiti! Quali terribili presentimenti in quegli spiriti inquieti!Quali visioni di giudizio! Quali sguardi ansiosi verso la mezzanotte del futuro esilio e rovina! 
Ah, allora i desideri ardenti, dopo un arco di vita più o meno lungo, il non potersi aggrappare a nulla, per le possibilità spoglie di speranza. Possano le vostre orecchie essere risparmiate dal grido terribile dello spirito quando ci si sente afferrati dalla mano invisibile e trascinati verso il basso al proprio destino certo. Fatemi essere rinchiuso in carcere per mesi e anni piuttosto che trovarmi con la morte nel letto così come ho io stesso appena testimoniato. Essi hanno scritto il loro ricordo sul mio giovane cuore, le cicatrici delle ferite che mi hanno dato ci sono ancora. Perché i volti di alcuni uomini, come specchi, riflettono le fiamme dell'inferno, mentre ancora vivono. Tutto questo, comunque, è, tuttavia, di secondaria importanza rispetto a quello che segue la morte. Per l'empio vi è un significato terribile in questo versetto dell'Apocalisse: "E io vidi, ed ecco un cavallo giallastro; e colui che lo cavalcava aveva nome la Morte, e dietro ad essa veniva l'Inferno."Un guaio è passato, ma ci sono altri guai a venire. Se la morte fosse tutto, non sarei qui questa mattina, perchè poco importerebbe in quale modo un uomo muore, se non fosse che egli vivrà di nuovo. La morte del peccatore è la morte di tutto quello in cui lui ha preso delizia. 
Nessuna coppa di ubriachezza per te ancora una volta, nessuna viola, nessun liuto, nessun suono di musica, non più la danza allegra, non più la canzone lasciva ad alta voce, nessuna compagnia gioviale, nessuna bestemmia ad alta voce; tutte queste cose se ne sono andate per sempre. Uomo ricco, la tua veste di porpora è stata strappata via da te, i giochi rossi delle fiamme saranno il tuo mantello. Dove sono ora i tuoi bissi, poiché  la tua nudità viene così rivelata a tua vergogna e disprezzo? Dove sono ora le tue tavolate delicate, O Tu che mangiavi pietanze sontuose ogni giorno? Le tue labbra riarse desidereranno ardentemente e invano il cadere di una goccia benedetta per raffreddare la tua lingua. Dove sono ora le tue ricchezze, O tu ricco stolto? I tuoi granai sono  stati infatti abbattuti, il tuo grano, il tuo vino, il tuo olio sono svaniti come un sogno, e tu sei povero davvero, sfortunato con una profondità di miseria come i cani che leccavano Lazzaro senza averlo mai conosciuto. La morte toglie ogni piacere dal senza grazia. Essa toglie dal suo occhio, dal suo orecchio, dalla sua mano, dal suo cuore, tutto ciò che potrebbe concedergli conforto. I crudeli Moabiti della morte devono abbattere ogni fiero albero di speranza, e riempire con enormi pietre ogni bene di conforto, perchè là non rimarrà più nulla per lo spirito, ma solo un deserto desolato, arido di ogni gioia e speranza, che l'anima deve attraversare con piedi stanchi per sempre! 
Neppure questo è tutto. Cerchiamo di comprendere la loro fine ancora più da lontano. Non appena il peccatore che è morto si trova davanti alla sbarra di Dio nel suo stato disincarnato. Quello spirito impuro si trova davanti all'occhio ardente di Dio. Le sue azioni sono ben note a lui stesso, non ha bisogno di alcuna apertura dei grandi libri finora. Un movimento del dito eterno gli ordina di andare per la sua strada. Dove può andare? Esso non osa salire verso il cielo, non vi è che una sola strada aperta: affondare nel suo luogo stabilito. L'aspettativa del futuro tormento affliggerà l'anima con un inferno acceso da se stessa, la coscienza diviene immortale,  e sarà continuamente rosa dal verme. 
La coscienza, vi dico, grida nelle anime degli uomini, "Ora dove sei? Sei perduto, e questa tua perdita di te stesso, tu l'hai fatta ricadere su di te. Tu non sei ancora giudicato", dice la coscienza, "eppure tu sei perduto, quando quei libri verranno aperti, tu sai che le loro registrazioni ti condanneranno. "La memoria si sveglia e conferma la voce della coscienza,  "E' vero", essa dice: "E' vero". Ora l'anima ricorda i suoi mille difetti e crimini. Il giudizio scuote anche via il suo torpore, sostiene le sue bilance, e rammenta all'uomo che la coscienza proclamò di non fare il male. La speranza è stata sconfitta verso il basso, tuttavia tutte le paure sono vive e piene di vigore, e come serpenti dalle cento teste pungono il cuore fino in fondo. Il cuore è prostrato sotto timori innumerevoli e geme dentro di sé: "La terribile tromba presto suonerà, il mio corpo risorgerà, e io dovrò soffrire sia nel corpo che nell'anima per tutte le mie malefatte, non c'è speranza per me, nessuna speranza per me. Avessi ascoltato Dio quando venivo avvertito! Ah! Fosse piaciuto a Dio che avessi cambiato via al fedele ammonimento, che quando Gesù Cristo mi fu presentato nel Vangelo avessi  creduto in Lui! Ma no, ho disprezzato la mia salvezza. Ho scelto i piaceri fugaci di un tempo, e per quel misero prezzo ho guadagnato la rovina eterna. Invece ho scelto  di affogare la mia coscienza piuttosto che lasciare che mi guidasse alla gloria. Ho voltato le spalle alla giustizia, e ora eccomi qui, in attesa, come un prigioniero in una cella dannata, fino a che verrà la grande assise e io mi troverò davanti al Giudice." 
Andiamo ad esaminare la loro fine. Il giorno dei giorni, quel giorno terribile è arrivato. Il riposo del millennio è finito, i giusti hanno avuto i loro mille anni di gloria sulla terra. Ascoltate! la tromba temuta, più forte di mille tuoni, spaventa la morte e l'inferno. Il suo suono terribile scuote la terra ed il cielo, ogni tomba è aperta e svuotata. Dal grembo brulicante vermi della terra, che feconda la madre del genere umano, si rimettono in movimento moltitudini su moltitudini di corpi, come se fossero appena nati; ecco, dall'Ade provengono gli spiriti di quelli perduti e ciascuno di loro entra nel corpo in cui, una volta peccò, mentre i giusti siedono sui loro troni di gloria, i loro corpi trasformati e ricreati come il corpo glorioso di Cristo Gesù, il Signore del cielo. La voce della tromba cresce di tono forte e lunga, il mare fornisce la sua morte, dalle lingue di fuoco, dalle fauci del leone, e dal verme della corruzione, ogni carne mortale viene rigenerata, atomo per atomo, osso per osso, al soffio dell'Onnipotenza tutti i corpi vengono rimodellati. 
Ed ora il grande trono bianco viene collocato con magnificenza dagli angeli. Ogni occhio lo contempla. I grandi libri vengono aperti, e tutti gli uomini ascoltano il fruscio dei loro fogli terribili. Il dito della mano che un tempo fu crocifissa volge foglio dopo foglio, e i nomi degli uomini risuonano profondamente via via, chi verso la gloria, chi verso la distruzione: "Venite voi benedetti", "allontanatevi voi maledetti": questi sono gli arbitri finali di gloria o rovina. 
E ora dove sei tu, peccatore, poiché il tuo turno è venuto? I tuoi peccati vengono letti e pubblicati! La vergogna ti consuma. Il tuo volto fiero ora si ammanta con mille rossori. Tu vorresti nasconderti, ma non puoi, e, soprattutto, hai paura del volto di Colui che oggi guarda su di te con occhi prima di compassione, ma successivamente con sguardi d'ira ardente, il volto di Gesù, il volto dell'Agnello, l'Agnello morente, ora sul trono in giudizio. 
Oh quanta vergogna, penserai che Lo disprezzavi, penserai che sebbene sia morto per i peccatori, tu ne avesti disprezzo e Lo beffasti, facesti calunniare i Suoi seguaci e diffamare la Sua religione! Quanto miseramente tu implorerai un velo di granito per nascondere il tuo volto vergognoso a Lui. "Rocce nascondetemi! Monti cadete su di me! Nascondetemi dalla faccia di Colui che siede sul trono." Ma non sarà così, non potrà essere così.

"Dove adesso, oh, dove  i peccatori potranno cercare,
per ripararsi tra le rovine correnti?
Staranno cadendo massi gettati oltre di loro?
Vedete le rocce, come la neve, si dissolvono venendo giù."


 O, peccatore, tuttavia questo è l'inizio della fine, perchè ora la tua sentenza è stata letta, il tuo destino è stato pronunciato, l'inferno apre le sue ampie fauci, e tu precipiti verso la distruzione. Dove andrai ora? Corpo e anima si risposano in un'unione eterna, avendo peccato insieme ora devono soffrire insieme, e questo per sempre. Io non posso descrivere questo, la più profonda tinta dell'immaginazione non dipinge questa notte neanche dieci volte tanto. Io non posso ritrarre l'angoscia che l'anima e il corpo devono sopportare, ogni nervo è una via per i piedi bollenti dal dolore del peregrinare, ogni forza mentale una fornace ardente riscaldata, sette volte più calda delle furiose fiamme della miseria. Oh, mio Dio, liberaci dal conoscere mai tutto questo per le nostre persone! 
Soffermiamoci ora e riesaminiamo la questione. Ci conviene riportare alla mente ciò che concerne la parte finale del peccatore, che è assolutamente certa. La stessa "Parola" che dice: "Colui che crede sarà salvato", rende anche ugualmente certo e chiaro che "colui che non crede sarà condannato." Se Dio è verità, allora  i peccatori devono soffrire. Se i peccatori non soffrono, allora i santi non hanno alcuna gloria, la nostra fede è vana, la morte di Cristo è stata vana, e noi possiamo anche dimorare comodamente nei nostri peccati. Peccatore, in qualunque momento la filosofia può incoraggiare con i suoi sillogismi, in qualunque momento lo scetticismo può dichiararsi con la proprie risate e sogghigni, ma è assolutamente certo che, morendo come tu sei, l'ira di Dio verrà su di te fino al culmine. Se ci fosse tuttavia una millesima parte di timore che voi o io potremmo perire, questa dovrebbe darci la saggezza di volare a Cristo; ma quando ciò non è un "forse" o "un dubbio", ma una certezza assoluta che colui che disprezza Cristo deve essere perso per sempre, vi scongiuro, se voi siete uomini razionali, di guardare ad essa, e impostare le vostre case in ordine, perché Dio sicuramente colpirà, anche se indugiasse mai così a lungo. Anche se per 90 anni tu eviterai le frecce del Suo arco, il Suo dardo valuterà a tempo debito di trovarti e trafiggerti, e dove sarai allora? E come la fine è certa, così cerchiamo di ricordare che per il peccatore essa è spesso improvvisa. In un'ora qualsiasi, mentre egli non ci pensa , il Figlio dell'uomo verrà da lui.
Come il dolore  su una donna in travaglio, come il turbine del vento sul viaggiatore, come l'aquila sulla sua preda, così la morte verrà all'improvviso. Comprando e vendendo, prendendo moglie e andando in sposo, impuro e pieno di lascivia, l'uomo empio dice,"Segui la tua via per questa volta, quando avrai una stagione più conveniente, lo manderai a cercare per te",  ma come il gelo spesso arriva quando le gemme si ingrossano pronte per la primavera ed esse vengono gelate all'improvviso, quanto spesso il gelo della morte brucia tutta la felicità speranzosa degli uomini empi ed essa inaridisce, una volta per tutte. Hai un contratto d'affitto della tua vita? C'è qui un uomo che possa assicurare che tu respirerai un'altra ora? Lascia che il tuo sangue geli nelle sue vene, lascia che il tuo respiro si fermi per un attimo, e dove sarai tu? Una ragnatela è un forte cavo se confrontato con il filo da cui dipende la vita mortale. Vi abbiamo detto un migliaio di volte, finché il dirlo è diventato così banale da farvi sorridere quando lo ripetiamo, che la vita è fragile, e tuttavia voi vivete o uomini, come se le vostre ossa fossero di ottone, e la vostra carne fosse inamovibile, e il vostro vivere come gli anni del Dio Eterno. Come si spezza il sogno del dormiente, come vola la nube prima del vento, come si scioglie la schiuma dell'onda, come muore la meteora del cielo, così improvvisamente le gioie del peccatore passeranno da lui per sempre, e chi misurerà la grandezza del suo stupore?
Ricordate, O figli degli uomini, quanto terribile sia la fine degli empi. Pensate che sia facile per me parlare della morte e della dannazione ora, e questo non è molto pesante per voi da ascoltare, ma quando voi ed io arriveremo a morire, ah! allora ogni parola che abbiamo pronunciato avrà un significato più gravoso di quanto questa ora noiosa può farvi dedurre da tutto ciò.
Immaginate il peccatore morente. Gli amici, in lacrime, sono presso di lui, stancamente egli tossisce scosso avanti e indietro su un divano. L'uomo forte è piegato verso il basso. L'ultima battaglia è giunta. Gli amici guardano il vitreo degli occhi, essi puliscono il sudore viscido dalla fronte. Alla fine dicono: "Se ne è andato! Se ne è andato!" Oh, fratelli miei, quale stupore deve cogliere lo spirito non santificato in quel momento! Ah, se il suo spirito potesse ancora parlare, esso direbbe, "E'tutto vero quello che ero solito ascoltare. Parlai male del ministro, l'ultimo sabato dell'anno, perchè aveva cercato di spaventarci, come dissi, ma non parlò neanche la metà di quanto intensamente egli avrebbe invece dovuto fare. Oh, mi domando perchè egli non cadde in ginocchio e mi pregò di pentirmi, ma anche se lo avesse fatto, avrei rifiutato le sue suppliche. Oh, se avessi saputo! Se avessi saputo! Se avessi saputo tutto questo, se avessi potuto avrei creduto, se non fossi stato così sciocco da dubitare della parola di Dio e pensare che fosse tutto un racconto per spaventare i bambini. Oh, se avessi saputo tutto questo! ma ora io sono perduto! perduto! perduto per sempre!"
Mi sembra di sentire quel gemito di totale sbigottimento dello spirito, come esclama:  "Sì, è giunta, la cosa della quale mi parlarono è tutta accaduta. Il mio stato eterno è stato determinato, nessuna offerta di misericordia ora, nessun sangue dell'aspersione ora, nessuna tromba d'argento del Vangelo ora, niente inviti verso un amorevole seno del Salvatore ora! I suoi terrori mi hanno rotto in pezzi, e come una foglia è condotta dal turbine del vento, anch'io sono condotto non so dove! ma questo lo so, io sono perduto, perduto, perduto di là di ogni speranza."
Orribile è la fine del peccatore. Tremo mentre così brevemente parlo di essa. O, credente, fa' attenzione che tu comprenda bene. Non mancare di ricordare che l'orrore della fine del peccatore consisterà molto nella riflessione che egli avrà perso il cielo. È questa una piccola cosa? Le arpe dagli angeli, la compagnia dei redenti, il sorriso di Dio, la compagnia di Cristo;  si tratta di una sciocchezza perdere il miglior riposo del santo, quell'eredità per la quale i martiri hanno guadato attraverso fiumi di sangue, quella porzione per la quale Gesù ha pensato che valesse la pena di morire affinchè essi potessero acquistarla. Essi perdono tutto questo, e quindi guadagnano in cambio le pene dell'inferno, che sono più disperate di quanto la lingua possa raccontare.
Consideriamo un attimo! Colui che addossa la punizione è Dio stesso. Quello che Egli soffia colpirà! Puntò il Suo dito e colpì Rahab e ferì il dragone nel Mar Rosso. Cosa accadrà quando dalla Sua forte mano cadranno colpi su colpi? Di Onnipotenza, in Onnipotenza, quanto tremendamente sarai colpito! Peccatore, guarda e trema; Dio stesso viene fuori in battaglia contro di te! Perché se le frecce di un uomo, quando si conficcano nella tua coscienza, sono molto forti, quanto mai lo saranno le frecce di Dio! Come berranno il tuo sangue e infonderanno veleno nelle tue vene. Anche ora, quando ti senti un po' malato hai paura di morire, e quando senti un sermone che cerca il cuore, esso ti rende malinconico. Ma che cosa sarà quando Dio vestito di tuoni, uscirà contro di te e il Suo fuoco ti consumerà  come le stoppie. Dio ti punirà? O peccatore, quale punizione sarà quella che Egli ti infliggerà? Tremo per te. Fuggi, ti prego, alla croce di Cristo, dove è stato preparato il rifugio.
Ricorda, inoltre, che sarà un Dio senza alcuna pietà, che poi ti ridurrà in pezzi. Egli è tutto misericordia per te, oggi, o peccatore. Nelle parole del corteggiamento del Vangelo, Egli dichiara che vuole che tu viva, e nel Suo nome ti dico, come fa Dio, di vivere; Egli non desidera la tua morte, ma vorrebbe piuttosto tu ti rivolgessi a Lui e vivessi, ma se non vuoi vivere, se sei  il Suo nemico, se vuoi correre sulla punta della Sua lancia, allora Egli sarà ancora insieme a  te nel giorno in cui la misericordia regnerà  in cielo, e la giustizia terrà la propria corte solitaria nell'inferno. O siate saggi, e credete in Gesù per la salvezza delle vostre anime! Io vorrei che lo sappiate, o voi che scegliete la vostra distruzione, che voi soffrirete totalmente.
Ora, se il nostro mal di testa, o se il nostro cuore è palpitante, o un arto è dolorante, ci sono altre parti del corpo, che sono a proprio agio, ma allora, ogni potere del corpo e della mente dovrà soffrire contemporaneamente. Tutte le corde della natura umana dovranno vibrare per azione del disaccordo della desolazione. Allora la sofferenza sarà incessante. Qui abbiamo una pausa nel nostro dolore, la febbre ha le sue pause, i parossismi dell'agonia hanno le loro stagioni di tranquillità, ma nell'inferno lo stridore dei denti sarà incessante, l'assillo del verme non conoscerà alcuna sosta, in eterno, avanti all'infinito, per sempre,  una corsa bollente di miseria.  Per questo, la cosa peggiore di tutto, sarà che tutto è senza fine. Quando 10 mila anni saranno passati, tu non sarai neanche un pò più vicino alla fine, rispetto all'inizio. Quando milioni su milioni di persone saranno stati ammassati, ancora l'ira dovrà venire, come se non ci fosse stata fino ad allora ira per tutti.
Ah! queste sono cose terribili di cui parlare, e voi che ascoltate o leggete i miei sermoni sapete che io vengo falsamente accusato quando gli uomini dicono che mi soffermo spesso su questo tema terribile, ma io sento che oggi è come se non ci fosse speranza per alcuni di voi, a meno che io non tuoni su di voi. So che spesso Dio ha infranto alcuni cuori, con un sermone allarmante, a coloro che non sarebbe mai stati vinti da un invitante e discorsivo corteggiamento. La mia esperienza vuole mostravi che il grande martello di Dio spezza molti cuori, e alcuni dei miei sermoni più terribili sono stati ancora più utili di quelli in cui ho alzato la croce e teneramente supplicato gli uomini. Entrambi devono essere utilizzati, a volte l'amore che attira, e altre volte la vendetta che aziona. 
Oh, miei ascoltatori, non posso sopportare il pensiero che possiate essere perduti! 
Mentre io meditavo, ho avuto la visione di alcuni di voi che trapassavano da questo mondo, e loro avrebbero voluto maledirmi! Avrebbero voluto maledirmi per come scendevano nella fossa! Avrebbero voluto accusarmi, "Tu non sei stato fedele con me Pastore, tu non mi avevi avvisato. Ministro, perchè non ti sei sforzato con me?" No, con l'aiuto del mio Signore, per la cui grazia sono stato chiamato all'opera di questo ministero, io devo essere chiaro perchè ne va del vostro sangue. Non farete il vostro letto nell'inferno senza conoscere quale inquieto luogo di riposo voi avrete scelto. Voi ascolterete l'avvertimento. Esso squillerà nelle vostre orecchie."Chi tra noi dimorerà insieme con il fuoco eterno? Chi tra noi dovrà subire i roghi eterni?" Io vi assicuro  vero amore parlandovi con ogni parola dura che pronuncio, un amore che si preoccupa troppo per voi per lusingarvi, un amore che deve dirvi queste cose senza mitigarle in alcun modo, affinché non periate attraverso la mia futilità. "Colui che non crede sarà condannato." "Pentitevi, pentitevi perché mai dovreste morire?" Perché volete rifiutare le vostre misericordie? Dio vi aiuti attraverso il Suo Spirito Santo per comprendere la vostra fine ultima e afferrarvi a Gesù ora.

II. Questo ci porta alla nostra seconda considerazione. Se abbiamo compreso la fine del peccatore, traiamo ora profitto attraverso di questo. Come possiamo farlo?

Possiamo trarre profitto da essa, in primo luogo, dal non invidiare di nuovo gli empi. Se in qualsiasi momento ci sentiamo come il Salmista, in modo che non possiamo comprendere com'è che i nemici di Dio godono le dolcezze della vita, smettiamo subito dal farci tali domande, perché ricorderemo la loro ultima fine. 
Lasciate che la confessione di Davide ci avverta:

"Signore, che miserabile sconsiderato sono stato
Per piangere, e mormorare, e lagnarmi,
Per vedere il malvagio posto in alto,
Risplendendo nell'orgoglio e vestito d'onore!
Ma oh, la loro fine! la loro fine terribile!
Il Tuo santuario mi ha insegnato così:

Su rocce scivolose li vedo stare,
E vapori di fuoco si muovono in basso,
Ora lasciate che si vantino di quanto in alto si ergono,
Non sarò mai invidio di nuovo;
Possono stare lì con gli occhi superbi,
Fino a che sprofonderanno nel profondo del dolore senza fine."

 
Se la fine del peccatore sarà così terribile, quanto grati dovremmo essere, se siamo stati strappati da questi nomi divoratori! Fratelli e sorelle, che cosa c'era in noi perché Dio abbia dovuto avere pietà di noi? Possiamo attribuire il fatto al motivo che siamo stati lavati dal peccato nel sangue di Gesù, e resi capaci di scegliere la via della giustizia, possiamo attribuire questo a qualsiasi cosa ma purchè sia attraverso la libera grazia, ricca,sovrana grazia! Venite allora, cerchiamo, attraverso le nostre lacrime per gli altri, di unire la gratitudine gioiosa verso Dio, per quell'amore eterno che ha liberato le nostre anime dalla morte, i nostri occhi dalle lacrime, ed i nostri piedi dalla caduta. Ma soprattutto stimiamo le sofferenze di Cristo al di là di ogni prezzo. Oh, benedetta croce, che ci ha sollevati dall'inferno. Oh, care ferite, che sono diventate cancelli  del cielo per noi. Si può rifiutare di amare quel Figlio dell'uomo, quel Figlio di Dio? Non riusciremo a darci a Lui nuovamente, oggi, ai piedi della Sua cara croce, e a chiederGli di elargirci più grazia, affinché possiamo vivere più a Suo onore, e trascorrere la vita ed essere spesi al Suo servizio? 
Salvato dall'inferno, io devo amarTi, Gesù, e durante la sola vita che ho, io devo vivere e essere pronto a morire per te. 
Ancora una volta, amati amici, come un tale soggetto come questo dovrebbe condurvi ad essere tra quelli che professano di essere seguaci di Cristo per rendere la vostra chiamata ed elezione sicura! Se la fine dell' impenitente sarà così terribile non lasciate che nulla vi soddisfi, ma solamente le certezze per quanto riguarda il nostro sfuggire da questo dolore. Avete qualche dubbio questa mattina? Non avrete la pace della mente finché questi dubbi non saranno tutti risolti. C'è qualche domanda sulla vostra vita spirituale come ad esempio sul fatto se avete vera fede nel Salvatore vivente? Se è così, non riposate, vi prego, finché in preghiera e umile fede non avrete rinnovato i vostri voti e andrete di nuovo a Cristo. Esaminate voi stessi se siete nella fede; provate voi stessi, costruite sulla roccia, assicuratevi di lavorare per l'eternità, affinchè non possa accadere, dopo tutto, che siate stati ingannati. Oh, se dovesse risultare così. Ahimè! ahimè! ahimè! perchè voi pur essendo stati così vicino al cielo potreste ancora essere gettati giù all'inferno.
Ora questo soggetto deve insegnare ai Cristiani di essere molto coscienziosi circa la salvezza degli altri. Se il cielo fosse un nonnulla non avremmo bisogno di essere zelanti per la salvezza degli uomini. Se la punizione del peccato fosse solo qualche leggero dolore non avremmo bisogno di esercitarci diligentemente per liberare gli uomini da questo, ma oh, se "l'eternità" è una parola solenne, e se l'ira a venire è terribile da sopportare, quanto dovremmo essere immediati di stagione in stagione, sforzandoci di vincere gli altri dalle fiamme! Che cosa hanno fatto quest'anno, alcuni di voi? Io temo, fratelli Cristiani, che alcuni di voi abbiano fatto molto poco. Benedetto sia Dio, perché ci sono molti cuori sinceri tra di voi, non siete tutti addormentati, ci sono alcuni di voi che lottano con entrambe le mani per fare il lavoro del Maestro, ma ognuno di voi non è serio come dovrebbe essere. Il predicatore si pone in questo elenco, tristemente confessando che lui non predica come desidera predicare. Oh, se avessi le lacrime e le grida di Baxter, o lo zelo serafico e fervente di Whitfield, la mia anima sarebbe ben contenta, ma, ahimè! noi predichiamo freddamente su temi brucianti e distrattamente su questioni che dovrebbero rendere i nostri cuori come fiamme di fuoco.
Ma dico, fratelli, non ci sono uomini e donne presenti, membri di questa Chiesa, che stiano facendo qualcosa per Cristo, nessuna anima è stata salvata quest'anno da voi, Cristo non è stato onorato da voi, nessuna gemma è stata posta nella Sua corona? Come avete lavorato, voi persone totalmente inutili? Perché ve ne state nella Chiesa, voi alberi infruttuosi? Dio vi conceda, oh voi che fate così poco per Lui, di umiliarvi dinanzi a Lui, e di iniziare il prossimo anno con questa determinazione, che conoscendo i terrori del Signore, possiate persuadere gli uomini, e lavorare, e sforzarvi di portare i peccatori alla croce di Cristo.

III. Dobbiamo però lasciare questo punto e arrivare all'ultima parte della nostra supplica, perchè questa è estremamente seria e deve mettere in guardia coloro la cui fine  sarà tutto questo, se essi non dovessero ravvedersi.

E chi sono? Vi prego di ricordare che oggi non stiamo parlando di persone di strada, di ubriaconi e prostitute, e di bestemmiatori profani, e cose simili, noi conosciamo che la loro dannazione è certa e non solo, ma, ahimè, ho bisogno di guardare lontano. Se io getto uno sguardo lungo questi posti a sedere e guardo nei volti su cui il mio occhio si posa ogni giorno del Signore, ci sono alcuni di voi, alcuni di voi che non sono ancora convertiti. Voi non siete immorali ma non siete ancora rigenerati, non siete cattivi, ma siete ancora senza grazia, non siete lontani dal regno, ma non siete nel regno. E' della vostra fine di cui ora sto parlando, di voi, voi figli di madri devote, di voi, voi figlie di santi genitori, della vostra fine, a meno che Dio vi conceda di pentirvi. Voglio che vediate dove vi trovate oggi. 

"Certamente tu li metti in luoghi sdrucciolevoli." 

Se siete mai stati con il vostro sacco a scalare i ghiacciai delle Alpi avrete visto su quel grande fiume di ghiaccio, enormi montagne di cristallo oscillante e profonde fessure dalle profondità sconosciute di un colore blu intenso. Se condannati a stare su una di queste altezze di ghiaccio con un crepaccio aperto alla sua base, il nostro pericolo sarebbe estremo. Colui che pecca è su tale luogo scivoloso che si trova, solo che il rischio è di gran lunga più grande di quanto la mia metafora espone. La vostra posizione è liscia; voi la percorrete con piacere, la vostra non è la via ruvida della penitenza e della contrizione, la strada del peccato è liscia, ma ah, quanto è scivolosa per la sua levigatezza. O siete stati avvertiti, dovrete cadere prima o poi, rimaneteci così fermamente e voi lo potrete. Peccatore tu puoi cadere anche ora, subito. La montagna cede sotto i tuoi piedi, il ghiaccio scivoloso si sta sciogliendo sempre di più ad ogni momento. Guarda in basso e comprendi  il tuo destino velocemente. Laggiù l'abisso aperto potrà riceverti presto, mentre noi ti osserviamo con lacrime senza speranza. Le nostre preghiere non possono seguirti, dal tuo posto scivoloso dove sei, se tu cadi sei andato per sempre. La morte rende il luogo dove stai scivoloso, perché dissolve la tua vita ad ogni ora. Il tempo lo rende scivoloso, perchè in ogni istante esso toglie terreno da sotto i piedi. Le vanità che ti danno piacere rendono il tuo posto scivoloso, perché sono tutte come il ghiaccio che deve sciogliersi prima del sole. Non hai un piede fermo, peccatore, non hai speranza certa, non hai alcuna fiducia. E' un qualcosa che scioglie anche la fiducia. Se stai dipendendo da qualcosa che intendi fare te, questo non renderà il tuo piede fermo. Se pensi di ottenere pace da ciò che tu senti o da ciò che pensi che hai fatto, allora il tuo piede non è fermo.  
E' un luogo sdrucciolevole quello in cui ti trovi.
Ho letto ieri di un cacciatore di camosci che saltò fuori da una rupe per balzare subito dopo sulla preda che aveva ferito. La creatura saltò giù verso un precipizio molto minaccioso, ma il cacciatore senza alcuna paura la seguì come meglio poteva. Accaldato dalla fretta si ritrovò a scivolare su uno spunzone della roccia. La pietra si sbricolò appena venne a contatto con le sue scarpe tutte chiodate, che cercavano di puntellarsi per evitare la sua discesa. Egli cercò di aggrapparsi ad ogni piccola sporgenza senza badare ai bordi taglienti, ma le sue dita, piegate convulsamente come artigli, raschiarono la pietra, che si sbriciolò via come fosse stata argilla cotta,  strappando a brandelli la  pelle dalle sue mani e tagliandone la carne. Avendo lasciato andare il suo lungo bastone, lo sentì scivolare verso il basso dietro di lui, la sua punta di ferro era cangiante mentre passava, e poi volò oltre la sporgenza di delimitazione nelle profondità sottostanti. In un attimo egli lo seguì, perchè nonostante tutti i suoi sforzi non riescì a fermarsi. Il suo compagno lo guardò con orrore senza parole. Ma il cielo intervenne. Proprio mentre si aspettava di andare oltre la delimitazione, un piede fu arrestato nella sua discesa da una piccola sporgenza. Quasi non osava muoversi per timore che il movimento potesse rompere la fermezza del suo piede, ma girando delicatamente la testa per vedere quanto fosse vicino al baratro, percepì che il suo piede si era fermato neanche ad un paio di centimetri dal bordo della roccia; ancora due pollici e la distruzione sarebbe stata la fine della sua partita. 
Empio, in questo specchio osserva te stesso, tu stai scivolando giù in un luogo scivoloso, non hai  né un piede fermo, né una mano ferma. Tutte le tue speranze crollano sotto il tuo peso. Solo il Signore conosce quanto vicino tu sia alla rovina eterna. Forse questa mattina sei neanche a due centimetri dal bordo del precipizio. Il tuo compagno ubriaco che è morto pochi giorni fa, ne ha proprio ora superato il margine. Non lo hai sentito cadere e tu stesso sei in procinto di perire. Buon Dio! l'uomo è quasi scomparso! Oh se io potessi fermarti nella tua discesa verso il basso. Ma solo il Signore può farlo, operando attraverso i miei mezzi. Voltati a contemplare la tua vita passata, ecco l'ira di Dio che deve venire a causa di essa. Stai scivolando verso il basso dei luoghi scivolosi, verso una fine spaventosa, ma l'angelo della misericordia ti chiama, e la mano dell'amore può salvarti. Ascolta come Gesù supplica con te. "Metti la tua mano nella mia," dice, "tu sei perduto, uomo, ma Io posso salvarti ora."
Povero disgraziato! vorresti non farlo. Allora sarai perduto. Oh perché non vorresti, quando l'amore e la tenerezza ti starebbero corteggiando, perché non vorresti mettere la tua fiducia in Lui. Egli è in grado e disposto a salvarti, anche ora. Credi in Gesù, e anche se tu ti trovi ora in luoghi sdrucciolevoli i tuoi piedi saranno presto posti su una roccia di sicurezza.  
Io non so com'è, quanto più seriamente bramo di parlare, e quanto più appassionatamente voglio esporre il pericolo degli uomini empi, più la mia lingua si rifiuta. Tali oneri pesanti del Signore non sono affidati perché possa apparire il potere dell'oratoria. Devo balbettarli e gemerli a voi. Devo in brevi frasi dirvi il mio messaggio e lasciarlo a voi. Ho la convinzione solenne, questa mattina, che ci siano decine e centinaia di voi che sono sulla strada per l'inferno. Voi sapete chi siete. Se la coscienza parla veramente per te, sai che non hai mai cercato Cristo, non hai mai messo la tua fiducia in Lui, tu sei ancora quello che sei sempre stato, empio, non convertito.
Questa è una sciocchezza? Oh, vi chiedo, lo pongo ai vostri propri giudizi, questa è una cosa di cui si dovrebbe pensare con noncuranza? Vi prego lasciate che i vostri cuori parlino. Non è forse tempo che alcuni di voi inizino a pensare a queste cose? Nove anni fa avevamo delle speranze per voi, queste speranze sono state deluse fino ad ora. Come ogni anno volge al termine, promettete a voi stessi che il prossimo sarà diverso, ma non c'è stato ancora nessun cambiamento. Possiamo non temere che continuerete impigliati nella grande rete dell'indugio finché alla fine dovrete eternamente rimpiangere quello che non avete mantenuto, rinviando e rinviando e rinviando, finché non sarà stato troppo tardi. La via della salvezza non è difficile da comprendere, essa non è un gran mistero, è semplicemente "Credi nel Signore Gesù Cristo e sarai salvato." Fidati di Cristo con tutta la tua anima e la salverà. So che non farete questo a meno che lo Spirito Santo vi costringa, ma questo non rimuove la vostra responsabilità. Se rifiutate questa grande salvezza vi meritate di perire.  Quando ciò,  che vi è stato spiegato prima così chiaramente, voi lo rifiutate, nessun occhio, tra tutte le migliaia nell'inferno e tutti i milioni in cielo, avrà pietà di voi.

"Come meritano l'inferno più profondo
Coloro che insultano le gioie superiori;
Quali catene di vendetta devono sentire
Coloro che spezzano le corde dell'amore." 

 
Posso chiedere a tutto la gente Cristiana di unirsi in preghiera per gli empi. Quando non posso supplicare come predicatore, benedico Dio che posso invocare come intercessore. Cerchiamo di spendere, tutti noi, un po 'di tempo questo pomeriggio nell'intercessione privata. Posso chiederlo, come un grande favore, di occupare un po' di tempo questo pomeriggio; ogni figlio di Dio, in preghiera per il non convertito in mezzo a noi. L'opera di conversione vada avanti, ci sono molti, da sempre, che vengono ad unirsi alla Chiesa, ma vogliamo di più, e noi avremo più, se pregheremo di più.
Rendiamo questo pomeriggio un tempo travagliato, e se noi partoriremo nel dolore Dio ci darà il seme spirituale. E' allo Spirito Santo che bisogna guardare per ogni vera rigenerazione e conversione, quindi preghiamo per la discesa della Sua influenza, e facendo affidamento alla Sua onnipotenza, il grande lavoro che deve essere fatto sarà fatto. Avrei potuto indirizzarvi con toni angelici, ma non ho potuto avere altro da dire di questo, "Peccatore, vola Cristo". Sono felice di essere debole, perchè ora il potere del Maestro sarà visto come il migliore. 
Signore, opera la conversione del peccatore, e fagli  sentire il pericolo del suo stato, e trovare in Cristo il riscatto e un soccorso, e il Tuo nome sia glorificato.
Amen.

Spurgeon




Traduzione a cura di Consapevoli nella Parola


http://consapevolinellaparola.blogspot.it/2014/03/la-fine-del-peccatore.html

ciao

per tutti coloro che mi vogliono bene un invito a riflettere

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