per capirci

GIACOMO 1, 2-4

Fratelli, considerate come motivo di gaudio perfetto le diverse prove alle quali voi potete essere esposti, sapendo che la fede messa
alla prova produce la pazienza. E' necessario però che la pazienza compia perfettamente l'opera sua, affinché voi siate pure perfetti ed
integri, senza mancare in niente.(Giacomo 1; 2-4)

Emmanuel

martedì 22 febbraio 2011

Gesù non chiede di rinnegare "ciò che siamo", ma ciò che "siamo diventati"

San Paolo diceva, Sono uno sventurato! Chi mi libererà da questo corpo votato alla morte? (Rm 7,24). Parlava del suo corpo immerso e schiavo del pecccato. Abbiamo bisogno di dire di no al peccato? Certamente. Ce la facciamo sempre? No! Si sa. Non peccare che è rinnegare se stessi. Giusto? Se siamo un corpo di peccato dicendolo con San Paolo. - cosa vuol dire: Gesù non chiede di rinnegare "ciò che siamo", ma ciò che "siamo diventati" con il peccato.

Noi siamo immagine di Dio, siamo perciò qualcosa di "molto buono", come ebbe a dire Dio stesso, subito dopo aver creato l'uomo e la donna. Quello che dobbiamo rinnegare non è quello che ha fatto Dio, ma quello che facciamo noi, usando male della nostra libertà. In altre parole, le tendenze cattive, il peccato, tutte cose che sono come incrostazioni posteriori sovrapposte all'originale.



Questa è una grande verità. Noi siamo le prime vittime di noi stessi. Quando sappiamo di peccare e non lo rinneghiamo, siamo le prime vittime del male che vogliamo avere. E cosi arrivano come ospiti d’onore dello spirito, la tristezza, e il peso dello spirito, contrariamente alla leggerezza che provoca la presenza di Dio e il profumo del suo Santo Spirito. Per la lebbra del peccato, invece di essere nella gioia e nella felicita in Dio diventiamo “infedeltà a lui in persona” ed è brutto. Ci allontaniamo dalla fonte. E’ brutto perche non scappiamo via da questa lebbra perche il peccato ci parla da dentro di noi e ci accompagna. (Salmo 36,2).



Il peccato provoca la tristezza e soltanto Gesù ci può devolvere la gioia vera. Egli ci libera dal male, uccide la nostra lebbra e cambia il nostro cuore di pietra se glielo lasciamo fare dentro di noi.



Non disperiamo mai, nel peccato non disperiamo! Anche quando sembra impossibile il perdono, la disperazione è fonte di tristezza. Rinnova il tuo cuore sempre che il peccato si presenta e abbi fiducia nell’amore del nostro Papa celeste.

Il Signore ti benedica e ti custodisca,

don Tonino Lima.

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