per capirci

GIACOMO 1, 2-4

Fratelli, considerate come motivo di gaudio perfetto le diverse prove alle quali voi potete essere esposti, sapendo che la fede messa
alla prova produce la pazienza. E' necessario però che la pazienza compia perfettamente l'opera sua, affinché voi siate pure perfetti ed
integri, senza mancare in niente.(Giacomo 1; 2-4)

Emmanuel

sabato 16 marzo 2013

La mia speranza è solo in Dio


“Anima mia, riposati in Dio solo, perché la mia speranza viene da Lui”
Salmo 62:5

Sperare, una tra le parole più belle del nostro vocabolario. Speranza: attesa viva e fiduciosa di un bene futuro. La speranza in Dio è quella che ti permette di sognare, di credere, di continuare, che ti proietta nel futuro. Oggigiorno, le persone si abbandonano alle situazioni difficili che vivono. I problemi sono troppi, mancanza di lavoro, affitto da pagare, mantenimento di una famiglia…
Oggi ce speranza per me e per te, perché Gesù Cristo morì duemila anni fa sulla croce. Il Suo sacrificio ha dato speranza all’intera umanità, per questo oggi io posso scrivere e tu puoi leggere queste righe perché il sangue di Cristo ci ha perdonati, donandoci speranza per un futuro migliore.
Metti la tua speranza solo in Dio, affida con speranza la tua vita, la tua famiglia, la tua economia, i tuoi figli nelle sue mani. Solo così vivrai la certezza che DIO nostro padre si prende cura di noi. C’e’ chi spera nei santi, nelle statue, nella politica, nelle istituzioni. Ma io grido con tutto il mio cuore alzando le mie mani al cielo perché l’aiuto mi viene solo dall’Eterno. Spera solo in colui che un giorno ti ha creato, per dirti "Ti amo figlio mio, spera in me, io non ti deluderò mai!" Dio non ci ha creati per essere disperati, Lui e la mia e la tua unica speranza.
Avere fede in Dio e sperare in lui non significa non avere piu' problemi, ma sapere a chi portarli, avere fede e sperare in lui anche se le tempeste della vita ci assalgono, credendo con tutto il cuore che ogni cosa coopera per il nostro bene anche se non comprendiamo.
Oggi con questo messaggio caro fratello o sorella o amico/a che leggi voglio incoraggiarti, come mi insegna il mio Gesù, che c'e' speranza per te, io non so quale sia o siano i tuoi problemi ma voglio presentarti colui a cui puoi portarli "Gesu' Cristo" .
Con amore in Cristo, Daniele. Pace a tutti.

 http://vocechegrida.ning.com/profiles/blogs/speranza

domenica 3 marzo 2013

Il potere dello Spirito Santo


"Il potere dello Spirito Santo."(Romani 15:13)


Il potere è la prerogativa speciale e peculiare di Dio e di Dio soltanto. "Due volte ho udito questo, che il potere appartiene a Dio". Dio è Dio e il potere Gli appartiene. Se Egli ne delega una parte alle Sue creature, tuttavia è ancora il Suo potere. Il sole, anche se è "simile ad uno sposo che esce dalla sua camera nuziale e gioisce come un prode a correre l'arringo", non ha ancora alcun potere per muoversi, eccetto per ciò in cui Dio lo dirige. Le stelle, anche se seguono la propria orbita e nessuna di esse potrebbe fermarsi, tuttavia non hanno né potere, né forza, se non quella che Dio infonde loro ogni giorno. Il sommo arcangelo, vicino al trono dell'Altissimo, che mette in ombra una cometa nel suo fulgore, anche se è uno di quelli che eccelle nella forza ed ubbidisce alla voce degli ordini di Dio, tuttavia, è ancora senza potere, se non quello che il suo Creatore gli dà. Quanto al Leviathan, che fa ribollire tanto il mare come una pentola, che uno penserebbe che le profondità marine siano bianche come un uomo canuto; come per il Behemoth, che beve l'acqua del Giordano in un sorso e si vanta di poter prosciugare i fiumi; come per tutte le maestose creature che si trovano sulla terra,  essi devono la loro forza a Colui che plasmò le loro ossa d'acciaio ed i loro muscoli di bronzo. E quando pensiamo all'uomo, se ha forza o potenza, è così piccola che a malapena possiamo definirla tale, perché quando è al massimo della sua espressione, quando agita il suo scettro, quando comanda gli eserciti, quando governa le nazioni, ancora il potere appartiene a Dio ed è vero: "Due volte ho udito questo: Che il potere appartiene a Dio". 

Questa prerogativa esclusiva di Dio si trova in ognuna delle tre Persone della gloriosa Trinità. Il Padre ha potere: perché per la Sua Parola furono fatti i cieli ed il loro esercito; mediante la Sua potenza tutte le cose sussistono e per attraverso di Lui compiono il loro destino.
Il Figlio ha il potere, perché come il Padre è il Creatore di tutte le cose: "Senza di Lui neppure una delle cose fatte è stata fatta" e " attraverso di Lui tutte le Cose sussistono".

E lo Spirito Santo ha il potere. E' in relazione a questa potenza che parlerò questa mattina e potrete avere un'esemplificazione pratica di quel medesimo attributo nei vostri cuori, quando sentirete che l'influenza dello Spirito Santo viene sparsa su di me, così che possa esprimere le parole del Dio vivente all'anima vostra e  che viene conferita a voi quando sentirete gli effetti di questa potenza nei vostri propri spiriti.
Considereremo la potenza dello Spirito Santo in tre modi questa mattina. I primo luogo, le manifestazioni esteriori e visibili di essa, in secondo luogo, le manifestazioni interiori e spirituali di essa ed infine le attese opere future di essa. La potenza dello Spirito sarà in questo modo, spero, chiaramente donata alle vostre anime.


I. LA POTENZA DELLO SPIRITO SANTO NELLE MANIFESTAZIONI ESTERIORI E VISIBILI DI ESSA
 
La potenza dello Spirito non è rimasta dormiente, ma si è esercitata sempre. Molto  già è stato fatto per mezzo dello Spirito di Dio; molto più di quanto potesse essere compiuto da chiunque, tranne l'Infinito, Eterno, Onnipotente Jehovah, del quale lo Spirito Santo è una Persona.
Ci sono quattro opere che sono i segni esteriori e manifesti del potere dello Spirito, opere di creazione, opere di risurrezione, opere di attestazione, o di testimonianza, e opere di grazia. Di ciascuna di queste opere parlerò molto brevemente.

1.
In primo luogo, lo Spirito ha manifestato l'onnipotenza del Suo potere nelle opere di creazione, perché, anche se non molto frequente, nella Scrittura, tuttavia a volte la creazione è attribuita allo Spirito Santo, così come al Padre e al Figlio. La creazione dei cieli sopra noi, si dice che sia opera dello Spirito di Dio. Questo si vedrà subito, facendo riferimento alle  Sacre Scritture in Giobbe 26,13: "Per il suo Spirito egli ha guarnito i cieli, la sua mano ha formato il serpente tortuoso." Tutte le stelle del cielo si dice che siano state poste in alto dallo Spirito, e una particolare costellazione chiamata "serpente tortuoso," è appositamente sottolineata come Sua opera. Egli sciolse le fasce di Orione, Lui che fissò le dolci influenze delle Pleiadi, e fissò Arturo con i suoi soli.

Egli creò tutte quelle stelle che brillano nel cielo. I cieli furono guarniti dalle Sue mani, e formò il serpente guizzante per mezzo della Sua potenza. Così è anche di tutti gli atti continui della creazione, che sono ancora compiuti nel mondo, come la creazione dell'uomo e degli animali, la loro nascita e tutte le loro generazioni. Tutti questi atti sono anche attribuiti allo Spirito Santo. Nel Salmo 104 verso 29 è scritto: "Tu nascondi la tua faccia, essi sono smarriti, tu ritiri il loro fiato, ed essi muoiono e tornano nella loro polvere. Tu mandi il tuo spirito, essi sono creati, e tu rinnovi la faccia della terra".  Così, anche, in quei continui atti di creazione, che sono ancora eseguiti in tutto il mondo, come la procreazione dell'uomo e degli animali, la loro nascita e la generazione dell'età. Questi sono attribuiti anche allo Spirito Santo, come la prima guarnizione dei cieli , o il modellamento del serpente guizzante. Ma se considerate quanto è scritto nel primo capitolo della Genesi, vedrete in maniera più particolareggiata quell'opera peculiare di potenza rintracciabile nell'universo che è stata manifestata dallo Spirito Santo e scoprirete quale è stata la Sua opera speciale. In Genesi 1:2 leggiamo: "E la terra era informe e vuota e le tenebre coprivano la faccia dell'abisso, e lo Spirito di Dio aleggiava sulla superficie delle acque". Non sappiamo quanto remoto sia il periodo della creazione di questo globo terrestre, certamente molti milioni di anni prima di Adamo. Il nostro pianeta è passato attraverso diversi stadi di esistenza e differenti tipi di creature hanno vissuto sulla sua superficie, ognuna delle quali però fu plasmata da Dio. Ma prima di quell'era, quando l'uomo doveva divenire il principale abitante e signore, il Creatore abbandonò il mondo alla confusione. Egli permise che il fuoco interno esplodesse dall'abisso e distruggesse tutta la materia solida, cosicché ogni tipo di sostanza fosse mescolata in una vasta massa in disordine.

L'unica definizione che potreste dare al mondo di allora è che consisteva in una massa caotica di materia e quello che sarebbe diventato nessuno lo avrebbe potuto immaginare o definire. Era totalmente "informe e vuota e le tenebre coprivano la faccia dell'abisso".

Lo Spirito di Dio venne, allargò le Sue immense ali, e ordinò alle tenebre di disperdersi mentre aleggiava su di esse, tutte le diverse porzioni di materia andarono al loro posto e la terra non fu più "informe e vuota", ma divenne rotonda come i pianeti suoi simili e si mise in movimento, cantando gioiose lodi a Dio, non suoni senza alcuna armonia, ma un'unica grande nota nella vasta scala della creazione. Milton descrive, in modo bellissimo, quest'opera dello Spirito che produsse ordine dalla confusione, quando il Re di Gloria con la Sua potente Parola e lo Spirito vennero per creare nuovi mondi.


"Sulla terra celeste si trovavano, e dalla riva
videro il vasto, incommensurabile abisso,
Scandaloso come un mare, scuro, inutile, selvaggio,
Fino dal basso agitato da venti furiosi
E impetuose onde, come montagne, aggredivano
l'altezza del cielo, e con il centro mescolato ai poli.

"Silenzio, voi onde agitate, e tu profondità, pace,
Disse allora la Parola Onnimagnifica, la tua discordia termina.
Allora fu calma sulle acque,
Le sue ali solenni lo Spirito di Dio spiegò
E la virtù vitale fu infusa, e il calore vitale fu in
tutta la massa fluida. "

Questa che vedete, quindi, è la potenza dello Spirito. Se avessimo potuto vedere quella terra tutta in confusione avremmo detto: "Chi può creare un mondo da questo caos?". La risposta sarebbe stata: "La potenza dello Spirito può farlo. Semplicemente allargando le Sue ali come una colomba può far tornare tutte le cose insieme. Dopo di che vi sarà ordine dove non c'era altro che confusione". Questo non è tutto il potere dello Spirito. Abbiamo visto solo alcune delle Sue opere nella creazione. Ma ci fu, soprattutto, un caso della creazione in cui lo Spirito Santo fu particolarmente interessato, cioè nella formazione del corpo del nostro Signore Gesù Cristo. Sebbene il nostro Signore Gesù Cristo, nacque da una donna e reso a somiglianza di carne di peccato, tuttavia, il potere che Lo generò fu interamente in Dio e nello Spirito Santo, come le Scritture si esprimono: "Lo Spirito Santo verrà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà dell'ombra sua" (Luca 1:35).
Gesù fu generato, come è detto nel Credo Apostolico, generato dallo Spirito Santo. "Questa cosa santa che è nata da te sarà chiamata Figlio dell'Altissimo". La struttura corporea del Signore Gesù Cristo fu un capolavoro dello Spirito Santo. Suppongo che il Suo corpo eccelse su tutti gli altri in bellezza. Deve essere stato come quello del primo uomo, il cui modello è  i
l modello stesso di ciò che il corpo dovrà essere in paradiso, quando esso dovrà risplendere in tutta la sua gloria. Questa meravigliosa forma, in tutta la sua bellezza e perfezione, fu modellata dallo Spirito. "Nel Suo libro furono scritti tutti i membri, quando ancora non esisteva nessuno di loro". Egli Lo ha modellato e formato e,  anche qui, abbiamo un altro caso della potenza creatrice dello Spirito.

2. Una seconda manifestazione della potenza dello Spirito Santo si può trovare nella resurrezione del Signore Gesù Cristo. Se avete studiato quest'argomento, sarete rimasti un pò perplessi nello scoprire che a  volte la resurrezione di Cristo è attribuita a Lui personalmente. Per la propria potenza e divinità Egli non poté essere trattenuto dal legame della morte, ma come,  volontariamente, Egli depose la propria vita, così ebbe anche il potere di riprenderla. In un altro testo della Scrittura trovate che la resurrezione di Gesù è attribuita a Dio Padre: "Egli lo risuscitò dai morti". "Lui che Dio Padre ha esaltato", e molti altri passi della stessa importanza. Tuttavia viene detto anche, nella Scrittura, che Gesù Cristo fu risuscitato dallo Spirito Santo. Ora tutte queste cose sono vere; Gesù fu risuscitato dal Padre perchè il Padre disse: "Sciogliete il prigioniero, lasciatelo libero; lasciatelo andare. La giustizia è soddisfatta. La mia legge non richiede maggiore soddisfazione, la vendetta ha avuto il suo compimento, lasciatelo andare". Ecco il messaggio ufficiale che liberò Gesù dalla tomba. Egli risorse per la propria maestà e potenza, perché aveva diritto di uscire dal sepolcro, ed Egli era consapevole di possedere questa prerogativa e perciò "sciolse gli angosciosi legami della morte, perché non era possibile che fosse da essi ritenuto". Ma risorse per mezzo dello Spirito Santo, tramite quell'energia che la Sua struttura mortale aveva ricevuto, per mezzo della quale risorse dalla tomba dopo esservi rimasto per tre giorni e tre notti. Se volete una ulteriore evidenza di questo, aprite le Bibbie di nuovo, 1 Pietro 3:18 "
Perché anche Cristo ha sofferto una volta per i peccati, il giusto per gl'ingiusti, per condurci a Dio. Fu messo a morte nella carne, ma vivificato dallo Spirito". Un ulteriore evidenza la potete trovare in Romani 8:11, (amo, a volte, essere testuale, perché io credo che il grande errore dei cristiani è che essi non esaminino le Scritture abbastanza, e io li farò cercare mentre si trovano qui, se non lo fanno da nessun'altra parte), "E se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, Colui che ha risuscitato Cristo dai morti, vivificherà anche i vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi".
Perciò, la resurrezione di Gesù si compì per l'azione dello Spirito Santo e qui abbiamo una nobile illustrazione della Sua onnipotenza. Se foste potuti entrare, come fecero gli angeli, nel sepolcro di Gesù e aveste visto il Suo corpo addormentato, Lo avreste trovato gelido come qualsiasi altro cadavere. Sollevate la Sua mano cade di peso di lato, guardate i Suoi occhi sono vitrei.
E questa è una vera morte che aveva annientato la vita. Guardate le Sue mani, il sangue non ne sgorga più, sono fredde ed immobili. Può quel corpo rivivere? Può muoversi? Sì ed è un'illustrazione della potenza dello Spirito Santo. Infatti quando la potenza dello Spirito venne su Lui, fu come quando scese sulle ossa secche della valle: "Egli risorse nella maestà della Sua divinità, e splendente e maestoso, stupì le guardie al punto che esse fuggirono. Sì, Egli risorse per non morire più, ma per vivere in eterno, Re dei re e Principe dei re della terra."

3. Il terzo tipo delle opere dello Spirito Santo, che hanno così meravigliosamente dimostrato la Sua potenza, sono le opere di attestazione. E con questo intendo le opere di testimonianza. Quando Gesù Cristo entrò nelle acque del battesimo nel fiume Giordano, lo Spirito Santo discese su Lui come una colomba e Lo proclamò Figlio
diletto  di Dio. Questo è quello che io definisco l'opera di attestazione. E quando, in seguito, Gesù Cristo fece tornare in vita i morti, quando guarì il lebbroso, quando ordinò alle infermità di abbandonare i corpi malati e queste fuggirono rapidamente, quando i demoni lasciarono a migliaia coloro che ne erano posseduti, tutto questo fu compiuto mediante la potenza dello Spirito. Lo Spirito dimorava in Gesù senza misura e per mezzo di questo potere tutti quei miracoli furono compiuti. Queste furono tutte opere di attestazione. Quando Gesù Cristo ascese al cielo, ricorderete che la testimonianza principale dello Spirito Santo si manifestò quando Egli arrivò come un vento impetuoso sui discepoli riuniti, e "lingue come di fuoco che si dividevano" si posarono su di loro ed Egli attestò il loro ministerio, dando loro di "parlare in altre lingue, come Egli dava loro di esprimersi"; e ricorderete come dagli apostoli furono compiuti atti miracolosi e come abbiano insegnato con autorità, come Pietro fece tornare in vita Tabita, come Paolo fece tornare in vita Eutico e come grandi gesta furono compiute dagli Apostoli così come furono compiute dal loro Maestro, così che "potenti segni e prodigi erano compiuti mediante lo Spirito Santo e, molti credettero in tal modo", chi avrebbe potuto dubitare della potenza dello Spirito Santo dopo di questi fatti? Forse quei sociniani che negano l'esistenza dello Spirito Santo e la Sua personalità, ma che faranno quando forniremo loro le evidenze della creazione, della resurrezione e dell'attestazione? Cadranno nel giudizio stabilito per loro dalla Scrittura: "La pietra torna addosso a chi la rotola" (Proverbi 26:26) e ne rimarrà ferito, ma se resiste lo ridurrà in polvere. Lo Spirito Santo possiede la potenza onnipotente come è quella di Dio.

4. Inoltre, se vogliamo un altro segno visibile ed esteriore della potenza dello Spirito di Dio, possiamo esaminare le opere della Grazia. Ecco una città dove un indovino manifestava il suo potere, "dandosi per qualcosa di grande", ma Filippo arriva e predica la Parola di Dio; immediatamente Simon Mago perde il suo potere potere ed egli stesso cerca la potenza dello Spirito Santo, credendo che si possa acquistare tramite il denaro.
Vedete ai nostri giorni, un paese in cui gli abitanti vivono in capanne miserabili, si cibano di rettili e delle più immonde creature, osservateli inchinarsi davanti ai loro idoli e adorare i loro falsi dèi e così sprofondati nella superstizione, così degradati e abbruttiti, che sorge l'interrogativo, se questi possiedano un'anima o meno, ecco arrivare un missionario, con la Parola di Dio nelle mani, lo ascoltano predicare come lo Spirito gli dà d'esprimersi e accompagna la Parola con segni e prodigi.  Abbandonano i loro idoli, odiano ed aborriscono le loro passioni precedenti; costruiscono case per abitare, si vestono e rinsaviscono. Spezzano gli archi e rompono le lance, gli incivili divengono civili, i selvaggi divengono gentili, loro che non conoscevano nulla iniziano a leggere le Scritture e così dalle labbra degli ottentotti, Dio testimonia la forza  del Suo Spirito potente.

Prendete ad esempio una famiglia in questa città, il padre è un ubriacone, è un esempio di disperazione; guardatelo nella sua follia e avrete la possibilità di incontrare una tigre in libertà. Se qualcuno l'offende, potrebbe ritrovarsi squarciato in mille brandelli. Notate sua moglie. Anche lei ha un suo carattere e quando la maltratta, ella resiste; molte risse sono state viste da
quella casa. Spesso i vicini sono stati disturbati dal clamore che si è creato in quel luogo.Per quanto riguarda i loro poveri piccoli figli, guardateli nei loro stracci e nella loro nudità, povere creature senza istruzione. Ho detto, senza istruzione? No, essi sono istruiti e ben istruiti alla scuola del diavolo, stanno crescendo per essere eredi della dannazione.

Ma qualcuno che Dio ha benedetto con il Suo Spirito è guidato sino alla casa. Forse un umile missionario di città, ma dice a quell'uomo: "Oh", dice, "vieni e ascolta la voce di Dio" e, sia che si tratti di una sua opera personale o di un ministero di predicazione, la Parola di Dio, che è rapida e potente, spezza il cuore del peccatore. Le lacrime scorrono sulle sue guance, come non si era  mai visto prima. Trema e freme. Quell'uomo forte si piega verso il basso, l'uomo possente trema e quelle ginocchia, che mai vacillarono, iniziano a battere l'una contro l'altra. Quel cuore, che non si è mai perso d'animo ora comincia a tremare dinanzi alla potenza dello Spirito. Si siede sull'umile banco del penitente, lascia che le sue ginocchia si pieghino, mentre le sue labbra pronunciano la preghiera di un bambino, ma nel contempo la preghiera si trasforma nella preghiera di un figlio di Dio. egli diventa una persona trasformata. Notate ora la trasformazione nella sua casa! Quella moglie diventa una decorosa madre di famiglia. I figli sono il vanto della casa e a tempo debito cresceranno come piante d'ulivo intorno alla sua tavola e adorneranno la sua casa come pietre raffinate. Passate da quella casa, non sentirete nessun rumore, o grida, ma i canti di Sion. Guardate l'uomo, non più baldorie da ubriaco; egli ha bevuto l'ultimo bicchiere e  ora vi ha rinunciato per sempre, è andato a Dio ed è divenuto Suo servitore. Non udrete più ora, a mezzanotte, le grida da baccanali, ma se ci dovesse essere un suono sarà quello di un inno solenne di lode a Dio. E ora non esiste una cosa come la potenza dello Spirito? Si! E quelli che l'hanno vista devono esserne testimoni. Conosco un villaggio, una volta forse il più profano d'Inghilterra, un villaggio sommerso dall'ubriachezza e alla dissolutezza della peggior specie, dove  era quasi impossibile, per
un onesto viaggiatore, fermarsi presso un edificio pubblico, senza essere infastidito dalle bestemmie; un luogo noto ad incendiari e ladri. Un uomo, il capobanda, ascoltò la voce di Dio, e il cuore di quell'uomo fu rotto. L'intera banda venne ad ascoltare predicare l'Evangelo, e si sedettero con tale riverenza davanti al predicatore, che sembrò che questi fosse Dio stesso e non un uomo. Questi uomini furono cambiati e trasformati dalla potenza di Dio e tutti coloro che conoscevano quel luogo affermano che tale cambiamento non avrebbe mai potuto compiersi se non per la potenza dello Spirito Santo. Lasciate che il Vangelo sia predicato e lo Spirito effuso, e vedrete che ha un tale potere di cambiare le coscienze, di migliorare il comportamento, di sollevare i degradati, di castigare e di frenare la corsa della malvagità , che dovrete darGli gloria. Vi dico che non vi è nulla come  la potenza dello Spirito. Lasciate solo che arrivi e sicuramente ogni cosa potrà essere compiuta.

Passiamo ora al secondo punto:

II. LA POTENZA INTERIORE E SPIRITUALE DELLO SPIRITO SANTO 


Quello di cui ho già parlato può essere visto, quello di cui mi accingo a parlare deve essere sentito e, nessuno comprenderà ciò che dico come verità, se non lo sente. La prima persino l'infedele deve riconoscerla, e anche il più grande bestemmiatore non la può negare, se dice il vero, ma questa parte è ciò di cui uno riderà con entusiasmo, e ciò di cui l'altro dirà  che è un'invenzione della nostra fervida fantasia. Tuttavia noi abbiamo una parola di testimonianza più infallibile di tutto ciò che essi possono dire. Abbiamo una testimoninza interiore. Sappiamo che essa è la verità, e non abbiamo paura di parlare del potere spirituale interiore dello Spirito Santo. 

Osserviamo due o tre cose in cui il potere interiore e spirituale dello Spirito Santo è veramente grande da essere visto ed celebrato.

1. In primo luogo osserviamo che lo Spirito Santo detiene un potere sopra i cuori degli uomini. Ora i cuori degli uomini sono veramente molto difficili da influenzare. Se volete arrivare a loro su qualsiasi argomento mondano, potete farlo. Un mondo fraudolento può vincere il cuore dell'uomo, un po'di oro può vincere il cuore dell'uomo, una promessa di fama e di un pò di clamore di applausi possono vincere il cuore dell'uomo. Tuttavia non esiste un ministro di culto vivente in grado di vincere il cuore dell'uomo stesso. Egli può vincere le sue orecchie e farlo ascoltare, può vincere i suoi occhi e farli fissare su di se stesso, egli può conquistarne l'attenzione, ma il cuore è molto sfuggente. Si! Il cuore è un pesce che preoccupa tutti i pescatori dell'Evangelo per mantenerne la presa. Talcolta si può tirare quasi del tutto fuori dall'acqua,ma, viscido come un'anguilla, esso sfugge tra le dita, e tu non lo avrai catturato, dopo tutto. Più di un uomo ha immaginato di aver catturato un cuore, ma è rimasto deluso. Ci vuole un forte cacciatore per oltrepassare un cervo, sulle montagne. E' troppo agile per permettere ad un piede umano di avvicinarsi. Lo Spirito Santo è il solo che ha potere sul cuore dell'uomo. 


Avete mai provato il vostro potere su un cuore? Se qualcuno pensa che un ministro sia in grado di convertire un'anima, vorrei che provasse. Lasciate che inizi col diventare un insegnante della Scuola Domenicale. Prenderà la sua classe, avrà i migliori libri che si possano avere, stabilirà le migliori regole, prenderà il migliore studente della sua classe e se non sarà stanco in una settimana, io avrò sbagliato. Lasciate che provi per quattro o cinque domeniche e poi dirà: "Quel ragazzo è incorreggibile", lasciate che provi con qualcun altro. Allora tenterà con un altro, un altro e ancora un altro prima di riuscire a convertirne uno. Alla si troverà presto a dire: "Non per potenza, né per forza, ma per lo Spirito mio, dice l'Eterno".

Può un ministro convertire? Può compungere il cuore? Davide disse: "Il loro cuore è denso come grasso". E' proprio vero, non è possibile penetrarlo, perché è grasso. La nostra spada non può raggiungerlo, è circondato da così tanto grasso che è più duro di una pietra da mulino. Più di una delle ottime lame dell'antica Gerusalemme si sono spuntate contro un cuore duro. Più di una spada d'acciaio che Dio ha messo nelle mani dei Suoi servitori si è piegata quando sono è stata rivolta contro il cuore del peccatore. "
Il mio diletto ha messo la mano nel buco della porta, e le mie viscere si sono mosse per il peccato."  Noi non possiamo raggiungere l'anima, ma lo Spirito Santo può farlo. Egli può dare un senso al perdono acquistato dal sangue che scioglierà un cuore di pietra.
Egli può: 


"Parlare con quella voce che risveglia i morti
E comandare l'avanzare dei peccatori
E creare il timore alla coscienza colpevole
Della morte che non muore mai. "

Egli può creare i tuoni che si odono dal Sinai, e può creare i dolci fruscii del Calvario facendoli penetrare nell'anima.  Egli ha il potere sul cuore dell'uomo. E questa è una prova gloriosa dell'onnipotenza dello Spirito che ha il dominio su tutto il cuore.

2. Tuttavia esiste una cosa più ostinata del cuore, e questa è la volontà. "Il Signor Ostinato", come lo chiama nella sua "Guerra santa" John Bunyan, è un individuo che non sarà facilmente piegato.  La volontà, specialmente in alcuni, è inflessibile, ed in tutti, se la volontà si erge opponendosi, non c'è nulla che si possa fare. Qualcuno crede nel libero arbitrio? E' il sogno di tanti. Il libero arbitrio dove si trova? Una volta si trovava in Eden e creò una terribile tragedia, perché rovinò il Paradiso e scacciò Adamo fuori del giardino. Il libero arbitrio una volta si trovava in cielo, ma scacciò il glorioso arcangelo ed una terza parte delle stelle del cielo caddero nell'abisso. Io non voglio avere nulla a che fare con il libero arbitrio, ma cercherò di capire se possiedo un libero arbitrio dentro di me. E scopro che ne ho. Un libero arbitrio di una volontà volta verso la malvagità, veramente priva di tutto ciò che è bene. Un libero arbitrio assoluto quando pecco, ma quando voglio fare il bene, il male è presente in me e come riuscire a fare quello che vorrei, non lo trovo. Tuttavia, alcuni si vantano di possedere il libero arbitrio.  Mi chiedo se coloro che credono in esso abbiano un potere maggiore sulla volontà delle persone di quanto ne abbia io? So che io non ne ho alcuno. Ho scoperto un antico proverbio molto vero: "Un uomo può condurre un cavallo all'abbeveratoio, ma cento non possono costringerlo a bere". Scopro che posso portare tutti voi verso l'acqua, una grande moltitudine, più di quanti possano entrare in questa cappella, ma non posso farvi bere, e non credo che un centinaio di ministri potrebbe costringervi a bere. Ho letto l'antico Rowland Hill, e Whitefield, e diversi altri, per vedere quello che hanno fatto, ma non riesco a scoprire un segreto per modificare la vostra volontà. Non posso convincervi, e voi non cederete in nessun modo attraverso degli strumenti. Non credo che alcun uomo abbia potere sulla volontà dei suoi simili, ma lo Spirito di Dio lo possiede: "Io li renderò volenterosi nel giorno del mio potere".

Egli trasforma il peccatore recalcitrante, in modo che sia disposto a correre per rifugiarsi nell'Evangelo. Colui che era ostinato, ora corre verso la croce. Colui che derideva Gesù, ora si appella alla Sua misericordia e chi non voleva credere, è ora spinto dallo Spirito Santo a farlo, non soltanto volenterosamente, ma con fervore, egli è felice, è lieto di farlo, gioisce al suono del nome di Gesù, e si
si diletta di correre sulla via dei comandamenti di Dio. Lo Spirito Santo ha potere sulla volontà umana.

3. E tuttavia c'è una cosa che penso sia anche peggio della volontà. Avrete indovinato cosa voglio dire. La volontà è più difficile del cuore da piegare, ma c'è una cosa che supera la volontà nella sua sregolatezza, e questa è l'immaginazione. Spero che la mia volontà sia controllata dalla Grazia divina ma ho timore che la mia immaginazione molto spesso non lo sia. Coloro che hanno una buona dose di immaginazione, sanno quanto sia difficile controllare. Non potete frenarla. Spezzerà le redini.  Non sarete mai in grado di dominarla. L'immaginazione a volte s'innalza fino a Dio con tale potenza che le ali dell'aquila non possono eguagliare. Talvolta possiede una potenza tale da poter quasi vedere il Re nella Sua bellezza, e la terrache è molto lontana.

Per quanto mi riguarda, la mia immaginazione mi trasporta a volte oltre le porte di ferro, nell'infinito sconosciuto, fino alle porte di perla a scoprire i beati glorificati. Tuttavia se è potente in un senso, è potente anche nell'altro, perché la mia immaginazione mi ha trascinato nei più vili canali e nelle fogne della terra. Mi ha procurato pensieri così terribili che durante il tempo che non riuscivo a evitarli, ero completamente preso dall'orrore. Questi pensieri arrivano, e quando raggiungo la posizione più santa, la più devota verso Dio, la più fervente nella preghiera, spesso capita che proprio questo sia il momento, durante il quale, il flagello si scatena nel peggiore dei modi. Ma mi rallegro e penso a una cosa, che posso gridare quando questa forma della mia immaginazione si manifesta.

So che nel libro di Levitico,
è detto che allorchè un atto malvagio veniva commesso contro una fanciulla, se la fanciulla gridava, allora la sua vita sarebbe stata risparmiata. Così avviene per il cristiano: "Se grida c'è speranza". Potete incatenare la vostra immaginazione? No, ma la potenza dello Spirito Santo può farlo. Lo farà, lo farà alla fine, e lo fa già oggi sulla terra. 

Ora vediamo l'ultima parte:

III. LE OPERE FUTURE E GLI EFFETTI DESIDERATI

Dopotutto, anche se lo Spirito Santo ha fatto così tanto, non può dire: "Tutto è compiuto". Gesù Cristo poté esclamare riguardo alla Sua opera: "Tutto è compiuto". Ma lo Spirito Santo non può dirlo. Egli deve compiere ancora molto, fino alla consumazione di tutte le cose, quando il Figlio stesso sarà sottoposto al Padre, lo Spirito Santo non potrà dire: "Tutto è compiuto". Cosa, allora, deve ancora fare lo Spirito Santo?

1. In primo luogo deve perfezionarci  nella santificazione. Ci sono due tipi di perfezione di cui il cristiano ha bisogno: uno è la perfezione della giustificazione nella Persona di Gesù e l'altra è la perfezione della santificazione, prodotta in lui dallo Spirito Santo. Al momento, la corruzione riposa ancora immobile nel seno del credente rigenerato. Al presente il cuore è ancora parzialmente impuro. Allo stato attuale ci sono ancora concupiscenze e immaginazioni malvage.

Però oh! La mia anima si rallegra nel sapere si avvicina il giorno quando Dio completerà l'opera che ha cominciato ed Egli presenterà l'anima mia, non soltanto perfetta in Cristo, ma la mia vita perfetta anche nello Spirito, "senza macchia, senza difetto o alcunchè di simile". È proprio vero che questo povero cuore depravato sta per divenire santo come quello di Dio? È proprio vero che questo povero spirito che spesso grida: "Oh che miserabile uomo che sono! Chi mi libererà da questo corpo di morte?" sarà liberato dal peccato e dalla morte? Non avrò più parole malvagie che opprimono le mie orecchie e pensieri impuri che disturbano la mia pace? Oh! Felice momento! Possa essere affrettato! Poco prima di morire, la santificazione sarà completata, ma sino a quel momento non potrò mai pretendere la perfezione dentro di me. Ma nell'istante in cui morirò, il mio spirito avrà il suo ultimo battesimo di fuoco nello Spirito Santo. Sarà messo nel crogiuolo per la sua ultima prova nella fornace ed allora, libero da tutte le scorie e raffinato come un cuneo di oro puro, esso sarà presentato ai piedi di Dio, senza neanche la minima scoria o impurità. Oh, ora gloriosa! Oh, momento benedetto! Mi sembrerebbe di bramare di morire anche se non ci fosse il cielo, per poter avere quell'ultima purificazione e risalire dal fiume Giordano più bianco del bucato. Oh, poter essere reso candido, pulito, puro, perfetto! Non ci sarà angelo più puro di quello che diventerò. Potrò dire: "Grande Dio, sono purificato per mezzo del sangue di Gesù, sono purificato anche mediante l'opera dello Spirito Santo, sono veramente purificato!". Non dobbiamo quindi esaltare la potenza dello Spirito Santo che ci permette dì essere in grado di stare davanti al Padre nostro in cielo?

2. Un'altra grande opera dello Spirito Santo che ancora non e completata è quella di produrre la gloria degli ultimi giorni. Tra pochi anni ancora, non so quando, né come, lo Spirito Santo verrà sparso in modo molto differente da ora. Esistono diversità di operazioni e, durante questi ultimi anni, è accaduto che si siano manifestate
opere diversificate con piccole effusioni dello Spirito. I ministri hanno seguito una noiosa routine, continuamente predicando, prediche e prediche e molto poco di buono è stato fatto. Io spero, forse, che  davanti a noi vi sia l'inizio di una nuova era,  e che si manifesterà una maggiore effusione dello Spirito rispetto ad oggi. Perché l'ora viene, ed potrebbe essere già venuta, nella quale lo Spirito si riverserà di nuovo in modo meraviglioso e che molti andranno avanti e indietro e la conoscenza verrà aumentata, la conoscenza del Signore ricoprirà la terra come le acque ricoprono la superficie del grande abisso; quando il Suo regno verrà e la Sua volontà sarà fatta in terra come è fatta in cielo. Noi non abbiamo intenzione di essere trascinati per sempre, come Faraone dalle ruote del suo carro. Il mio cuore esulta ed i miei occhi scintillano al pensiero che molto probabilmente vivrò per vedere l'effusione dello Spirito, quando "i figli e le figlie di Dio profetizzeranno nuovamente e i giovani avranno delle visioni e i vecchi sogneranno dei sogni". Probabilmente non ci saranno doni miracolosi, perché non sarà necessario, ma vi sarà ancora una tale quantità miracolosa di santificazione, un tale straordinario fervore nella preghiera, una tale vera comunione profonda con Dio, così tanta religione viva, e una tale diffusione delle dottrine della croce, che ognuno vedrà che in verità lo Spirito sta venendo versato come acqua, e che le pioggia scende dall'alto. Per tutta questa effusione preghiamo, cerchiamo continuamente di operare e cerchiamola attraverso Dio.

3. Un'altra opera dello Spirito Santo che manifesta, 
particolarmente, il Suo potere è la resurrezione universale. Dalla Scrittura abbiamo ragione di credere che la resurrezione dei morti, benchè avverrà mediante la voce di Dio e della Sua Parola (il Figlio), dovrà essere manifestata anche per opera dello Spirito. Lo stesso potere che risuscitò Gesù Cristo dai morti, vivificherà anche i vostri corpi mortali. La potenza della resurrezione è forse la più grande dimostrazione delle opere dello Spirito. Ah! Amici miei, se a questa terra potesse essere strappato per un po' il manto che la ricopre, se potessero essere tagliate la zolle verdi e potessimo guardare a circa sei metri di profondità nel sue viscere, cosa sembrerebbe il mondo! Cosa vedremmo? Ossa, cadaveri, marciume, vermi e corruzione. E che direste: "Possono queste ossa secche rivivere? Possono levarsi in piedi?". "Sì, in un momento! In un batter d'occhio, al suono dell'ultima tromba i morti risorgeranno". Egli parla; essi rivivono! Li vedete sparsi, l'osso si congiunge alle sue ossa! Li vedete nudi, la carne viene su di loro! Li vedete ancora senza vita. "Vieni dai quattro venti, o Spirito, e soffia su questi morti". Quando il vento dello Spirito Santo arriva, essi vivono, si levano in piedi, un esercito grandissimo .

Ho tentato di parlare del potere dello Spirito e confido di avervelo mostrato. Ed ora pochi momenti per fare delle considerazioni pratiche. Lo Spirito è molto potente Cristiani! Cosa dobbiamo dedurre noi da questo fatto? Che non dobbiamo mancare di fede nella potenza di Dio per condurci in cielo. 

O com'è dolce quel versetto che fu messo da parte per la mia anima ieri!
"Il Suo sicuro e onnipotente braccio
è sollevato in vostra difesa;
Dov'è che il potere potrà raggiungervi con esso?
O cosa potrete ottenere da esso?"
I vostri nemici possono superare l'onnipetenza? Allora possono vincervi. Possono combattere con la Divinità e gettarla a terra? Allora potrebbero conquistarvi. Perchè il potere dello Spirito è il nostro potere e la potenza dello Spirito è nostra potenza. Ancora una volta, Cristiani, se questa è la potenza dello Spirito, perché dovreste dubitare di qualche cosa? C'è tuo figlio, c'è tua moglie per i quali hai supplicato così spesso, non dubitare del potere dello Spirito: "Se Egli tarda, aspettalo" C'è tuo marito, o santa donna! E tu hai combattuto per l'anima sua. E anche se lui è sempre così indurito e disperato, un miserabile e ti tratta male, vi è il potere dello Spirito. E voi che siete arrivati da chiese sterili senza quasi foglie sull'albero: non dubitate della potenza dello Spirito di risollevarvi, perché vi sarà "un pascolo per le greggi e una caverna per gli asini selvatici" aperto ma deserto fino a quando lo Spirito non verrà infuso dall'alto. "Il luogo arido diventerà uno stagno e la terre assetate, sorgenti d'acqua, nei luoghi dove si sdraiavano i draghi ci sarà erba con canne e giunchi".

E, o voi membri di Park Street, che ricordate ciò che Dio ha fatto particolarmente per voi, non dubitate mai del potere dello Spirito. Voi che avete visto fiorire il deserto come il Carmel, voi che avete visto il deserto sbocciare come la rosa, abbiate fiducia in Lui per il futuro. Allora uscite e operate con la convinzione che il potere dello Spirito Santo è in grado di compiere qualsiasi cosa. Andate alle vostre imprese missionarie, andate a predicare nei vostri locali con la convinzione che la potenza dello Spirito è il nostro grande aiuto. Ed ora, infine, a voi peccatori: che cosa dirvi di questo potere dello Spirito? Perché, secondo me, c'è speranza per alcuni di voi. Io non posso salvarvi, non posso arrivare a voi, riesco a farvi piangere talvolta, ma vi asciugate gli occhi ed è tutto finito. Però so che il mio Maestro può. Questa è la mia consolazione. Capo dei peccatori: c'è speranza per te! Questa potere può salvarti come qualunque altro. E' in grado di spezzare il tuo cuore, anche se è di ferro, di far sì che i tuoi occhi si sciolgano dalle lacrime, anche se sono stati finora come pietre. La Sua potenza è  in grado questa mattina, se vuole, di cambiare il vostro cuore, mutare il corso di tutte le vostre idee e rendervi immediatamente un figlio di Dio e giustificarvi in Cristo. C'è sufficiente potenza nello Spirito Santo. Voi non sarete solo raddrizzati in Lui ma nelle vostre stesse viscere. Egli è capace di condurre i peccatori a Gesù, è in grado di rendervi volenterosi nel giorno della Sua potenza. Siete pronti? È giunto a farvi desiderare il Suo nome, e a farvi desiderare Gesù? Allora,  o peccatore! Mentre Egli ti attrae a Sé, diGli: "Attirami, senza Te sono un miserabile". SeguiteLo, seguiteLo e, mentre vi conduce, calcate le Sue orme e gioite che abbia cominciato un'opera buona in voi, perché è l'evidenza che vi porterà avanti fino alla fine. O avvilito! Poni la tua fiducia nella potenza dello Spirito Santo. Riposa sul sangue di Gesù e la tua anima sarà al sicuro, non soltanto ora, ma per tutta l'eternità. Dio vi benedica, miei ascoltatori. Amen.

Spurgeon

Traduzione dall'originale di Consapevoli nella Parola

(originale:http://www.spurgeon.org/sermons/0030.htm )




 "...prima ero un bestemmiatore, un persecutore e un violento; ma misericordia mi è stata usata, perché agivo per ignoranza nella mia incredulità"
 (1 Timoteo 1:13) 
 
 http://consapevolinellaparola.blogspot.it/2013/03/potenza-potere-Dio-SpiritoSanto-Spurgeon.html

venerdì 15 febbraio 2013

La via larga dell'inferno



L’inferno è un luogo ben definito

Il luogo o condizione inferno racchiude diversi concetti biblici che, seppur descritti con termini diversi nelle lingue ebraica e greca, hanno in comune un predominante concetto, che è quello dell'esistenza di una realtà, dopo la cessazione dell'esistenza dell'uomo sulla terra, di condizione eterna, lontana da Dio e nella sofferenza. D'altronde, la creazione di Dio, il Suo l'impegno per la realizzazione della salvezza dell'umanità, con la necessità della nascita, della morte e risurrezione di Cristo, sarebbero state inopportune in una realtà dove non ci sarebbe una punizione eterna e dove alla fine tutto sarebbe tornato nel nulla assoluto o nella eterna scomparsa dell'uomo malvagio e peccatore, tutte cose, queste, che ci portano alla deviazione totale dall'insegnamento di Cristo e completamente fuori dal cristianesimo.
La dottrina dell'inferno è, insieme alle altre, un insegnamento importantissimo, per cui negando la sua esistenza saremo costretti a rifiutare le altre che sono ad essa collegate. Tutte le dottrine e gli insegnamenti fondamentali di Cristo sono vitali per il credente, sono come i raggi di una ruota, per cui venendone a mancare uno, viene compromessa la funzionalità della ruota stessa.
I termini che riscontriamo nelle lingue bibliche sono:
  • Abyssos (gr.) cioè "abisso", "inferi", in particolare "prigione per i demoni" dei passi di Luca 8:31 e Apocalisse 9:1; un significato simile è attribuito a "tartaros" di 2 Pietro 2:4;
  • Sceol (ebr.) ovvero Ades (gr.), comunemente chiamato "inferno" e "soggiorno dei morti", ed è il luogo provvisorio ed intermedio di soggiorno dell'anima della persona deceduta sino alla resurrezione finale. Lì Gesù è andato ad annunciare il Vangelo agli spiriti dei morti (1 Pietro 3:19, 4:6), ed è pure da lì che, quando è salito nel cielo, ha liberato molti che erano prigionieri, portandoli con se (Efesini 4:8). Quindi Sceol o Ades, adesso, dopo la resurrezione di Gesù, è la condizione e il luogo dove vanno le anime di coloro che saranno giudicate econdannate da Dio ed è tutt'ora un luogo in cui si soffre;
  • Geenna (gr.) è l'inferno finale di fuoco e zolfo, o "stagno ardente di fuoco e zolfo" di Apocalisse 20:10 e 20:15. E' il termine tradotto in greco dall'Aramaico di "gehinnam", cioè valle di Hinnom, a sud di Gerusalemme, dove al tempo del dominio cananeo venivano eseguiti sacrifici di bambini tramite roghi. Quando Gesù parla di questo luogo non si riferisce al luogo geografico, ma a quello che esso rappresenta, cioè il luogo della punizione.
L'inferno, una angosciosa realtà
dottrina
I passi della Bibbia che ci parlano di queste realtà, dunque,  non ci vogliono trasmettere dei concetti puramente simbolici, come vogliono credere quelli che rifiutano il sano insegnamento di Cristo per abbracciare le tesi dell'annichilimento e del condizionalismo, ma ci descrivono delle realtà presenti e future.
La Geenna, o lo Stagno di Fuoco e di Zolfo è veramente un luogo in cui si soffre. Infatti, dice ancora la Parola, "lì sarà il pianto e lo stridor di denti".
L'indicazione perentoria dei dolori nello Sceol o nella Geenna, non si possono paragonare a un'estinzione o annientamento dell'esistenza, come molti credono. Se l'uomo fosse veramente annientato all'atto della morte terrena sarebbero superflui e incomprensibili i riferimenti al "fuoco eterno" o "inestinguibile", al "verme che non muore" e alle relative sofferenze.
Da nessuna parte della Sacra Scrittura si trova una chiara prova del fatto che questo "fuoco" rappresenta un atto unico di annientamento che dà termine all'esistenza dell'individuo, mentre invece si denota la sua eterna durata.
Per descrivere la realtà della punizione, della sofferenza e della lontananza eterna da Dio, la Bibbia utilizza costantemente concetti che richiamano orrore, dolore e sofferenze.
L'insegnamento biblico sull'inferno è oggi forse una delle dottrine più trascurate. Quando si parla oggi di inferno, infatti, si viene generalmente messi in ridicolo, come se tutta la faccenda dell'inferno fosse così antiquata che solo gli ingenui e gli sprovveduti potrebbero ancora credere all'esistenza di un luogo simile.
Queste reazioni non ci sorprendono più di quel tanto: l'uomo naturale, infatti, non sopporta l'idea di dover essere responsabile di sé stesso davanti a Dio, perché ama il peccato e non ha alcuna intenzione di abbandonarlo. La mente carnale allora scaglierà obiezione dopo obiezione contro l'idea dell'inferno, perché rifiuta di affrontarne la realtà. Molti vivono pensando che se solo continueranno ad ignorare una certa difficoltà abbastanza a lungo, essa svanisca da sola. Persino alcuni leader religiosi conservatori si sono messi ad attaccare l'idea dell'inferno! 
Che propongano però pure tutti gli argomenti che vogliono: le frivole obiezioni degli sciocchi non riusciranno ad eliminare l'inferno! 
Nel mezzo di tutto questo schiamazzo per negare l'esistenza dell'inferno, coloro che credono che la Bibbia abbia ragione sono chiamati ad alzarsi per parlare chiaramente e con fermezza. Quando parlerete del giusto terrore che deve incutere l'inferno, forse sarà la cosa più importante che avrete potuto fare in questa vita. «...chiunque ode il suono della tromba e non fa caso all'avvertimento, se la spada viene e lo porta via, il suo sangue sarà sul suo capo» (Ezechiele 33:4). Vi prego, vi esorto vivamente di prendere il tempo necessario per leggere questo studio fino alla fine. 
Perché mai uno dovrebbe interessarsi così tanto dell'inferno? Perché dovremmo usare del nostro tempo prezioso per leggere qualcosa sull'inferno? Ci sono diverse ragioni per cui questo può essere vantaggioso: 
  1. Udire dell'angosciosa realtà dell'inferno come di una reale possibilità potrebbe essere un salutare shock per la vostra coscienza e farvi aprire gli occhi sulle false sicurezze che troppo spesso si coltivano.
  2. Udire dell'inferno può essere un salutare deterrente dal commettere ciò che a Dio dispiace. Sia le persone religiose che quelle irreligiose possono essere dissuase molto efficacemente dal peccare quando si rammenta loro regolarmente della reale possibilità dell'inferno.
  3. Udire delle angosciose sofferenze dell'inferno come di una reale possibilità può essere molto utile per coloro che si illudono di essere salvati supponendo di essere credenti in Cristo e nei fatti dell'Evangelo mentre in realtà non lo sono e sono avviati loro malgrado proprio là dove essi certo non vorrebbero finire.
  4. Predicare la dottrina dell'inferno è utile sia per i credenti che per i non credenti.
Perché la gente oggi sembra non aver più paura dell'inferno? Si, perché oggi pare esservi una diffusa indifferenza ed incredulità a questo riguardo, e la possiamo trovare fra le file sia di quelli che vanno in chiesa e di quelli che non ci vanno.
La gente sembra non temere più l'inferno. Perché? Un uomo non ha paura di un leone quando questo è solo dipinto sulla parete perché è solo un'immagine. Egli sa che non si tratta di un leone vero. Ma se invece fosse da solo nella giungla e si trovasse faccia a faccia con un minaccioso leone ringhiante, ne sarebbe terrorizzato. L'umana coscienza è proprio come quell'uomo che vede un leone dipinto. Udiamo dalla Bibbia dell'inferno. Sappiamo che il Signore Gesù ne aveva parlato e forse di più di qualunque altro argomento! Allora perché molti oggi non credono all'inferno come di una reale possibilità? Perché non ne sentono parlare abbastanza, perché non studiano quello che la Scrittura dice sull'inferno. Non è tanto quello che udiamo a conformare ciò in cui noi crediamo, ma pure ciò che non udiamo conforma il nostro sistema di credenze. È solo lo Spirito di Dio che può incuterci il giusto e necessario terrore dell'inferno e presentarcelo in modo tale da rendercene attenti. La dottrina dell'inferno è stata usata da Dio per la conversione dei peccatori molto più spesso di quanto si creda e molto di più di qualsiasi altra dottrina. 

La necessità dell'inferno
punizione
La maggior parte di coloro che oggi si prendono gioco di questa dottrina lo fanno probabilmente per diverse ragioni. Forse la principale è la pertinacia di voler seguire solo quello che a loro meglio aggrada senza avere il pensiero di dover subire conseguenze per le loro azioni. Essi non vogliono udire che ciò che essi fanno è sbagliato, essi non vogliono udire che saranno puniti per i loro peccati.
Quante volte, poi, si odono al riguardo rimostranze di questo genere: "...ma non vi sembra che un tormento eterno all'inferno sia incompatibile con un Dio misericordioso ed amorevole? Come potrebbe un Dio che è amore destinare qualcuno all'inferno per sempre?". Queste domande però, nascono da un equivoco di fondo sul carattere di Dio e sulla natura del peccato. 
Perché è necessario l'inferno? Esaminiamone diverse ragioni:

1) La malvagità del peccato e la santità di Dio 

La difficoltà che molti hanno nel comprendere la necessità dell'inferno può essere posta in relazione ad una comprensione incompleta ed inadeguata da una parte di quanto sia veramente riprovevole ed aberrante il peccato, e dall'altra di quanto sia glorioso Dio. Non vediamo quanto anche il più piccolo peccato possa essere deplorevole agli occhi di Dio né riusciamo a comprendere la santità di Dio, la Sua giustizia e la Sua ira. Se considerassimo il peccato come il più grande male del mondo, se ci rendessimo conto che esso è un vergognoso insulto e un dispregio della sovranità di Dio su di noi, un empio scherno nei Suoi riguardi, un agitarGli davanti il nostro pugno ed uno sputo in faccia, cominceremmo a comprendere un poco di come possa apparire il peccato ai Suoi occhi. Ogni qual volta noi pecchiamo, eleviamo nel nostro cuore noi stessi oppure una nostra pietosa voglia come se Gli fosse una divinità rivale. Il peccato respinge il Creatore nella Sua stessa essenza e dignità divina per porre al Suo posto una creatura.
Se solo potessimo comprendere la santità divina e che cosa significa essere santo, puro, perfetto, retto e incontaminato dal sia pur minimo peccato, avremmo un'idea migliore sul perché Dio odi tanto il peccato. L'assoluta santità non può tollerare il minimo peccato. "Tu hai gli occhi troppo puri per vedere il male e non puoi guardare l'iniquità" (Ha. 1:13). Se solo potessimo capire la gloriosa santità e purezza di Dio, come pure maggiormente la natura abominevole del peccato, allora non avremmo problemi con l'assoluta necessità dell'inferno.
"Il cuore è ingannevole più di ogni altra cosa e insanabilmente malato; chi lo può conoscere?". Il cuore umano è malato, il cuore umano è malvagio, il cuore umano è ingannevole. E' la corruzione del cuore umano a fare in modo che noi inganniamo noi stessi sulla perversità del peccato e su molte altre cose.

2) La natura infinita di Dio 

Cercare di comprendere che cosa sia in realtà il peccato, significa guardarlo dal punto di vista di Dio. Dio è un essere infinito ed eterno. Ogni atto di peccato viene commesso contro un Dio infinito e santo. In ogni atto di peccato noi spodestiamo Dio e mettiamo noi stessi sul trono: in ogni peccato è questa la questione decisiva. "la volontà di chi sarà compiuta: quella di Dio o quella dell'uomo?". Ora l'uomo, con il peccato pone la sua propria volontà al di sopra di quella di Dio, e così dà un calcio a Dio e lo pone sotto i suoi piedi. Un singolo atto peccaminoso commesso contro un Dio santo ed infinito, merita un castigo dal carattere infinito. E' un male infinito offendere un Dio infinito anche una sola volta. 

3) La giustizia divina

Anche un solo peccato contro Dio richiede che Dio difenda il Suo nome e la Sua giustizia punendolo tanto severamente quanto merita. Dio può difendere la Sua giustizia, e lo farà. Egli promette di farlo in Romani 12:19laddove dice: " Non fate le vostre vendette, cari miei, ma lasciate posto all'ira di Dio, perché sta scritto: «A me la vendetta, io renderò la retribuzione, dice il Signore»".
Uno dei più grandi predicatori in assoluto, Jonathan Edwards, scrisse: "La gloria di Dio è il bene più alto; è lo scopo principale della creazione; è di importanza maggiore di qualunque altra cosa. Ecco però un modo in cui Dio glorificherà sé stesso glorificando la Sua giustizia: nell'eterna distruzione degli empi. Là Egli apparirà come giusto sovrano del mondo. La giustizia retributiva di Dio apparirà stretta, esatta, terribile, e quindi gloriosa".

Una descrizione dell'inferno
pena
L'inferno è una fornace di fuoco inestinguibile, un luogo di castigo eterno, dove le sue vittime vengono tormentate sia nel corpo che nella mente secondo la loro natura peccaminosa, secondo i peccati che di fatto si sono commessi e la misura di luce spirituale loro accordata e respinta. L'inferno è un luogo dal quale Dio ha ritirato la Sua misericordia e la Sua bontà, dove l'ira di Dio viene rivelata come un fuoco terrificante e consumante e dove gli uomini vivranno con le loro concupiscenze insoddisfatte nei secoli dei secoli. In Matteo 13:47-50 il Signore Gesù racconta una parabola al riguardo del Giudizio. Nei versetti 49 e 50 il Signore descrive così  il destino degli empi:“Così avverrà alla fine del mondo, gli angeli verranno e separeranno i malvagi dai giusti; e li getteranno nella fornace del fuoco. Lì sarà pianto e stridor dei denti”. Nell'esaminare queste parole del Signore Gesù dovremmo dapprima notare che l'inferno viene qui descritto come una fornace di fuoco. La fornace di Nabucodonosor era stata riscaldata sette volte più del normale e viene descritta come “una fornace di fuoco ardente” (Daniele 3:23). Giovanni Battista parlava di “fuoco inestinguibile” e Apocalisse descrive l'inferno come “uno stagno di fuoco che arde con zolfo” (Apocalisse 19:20). Potete veramente immaginare l'orrore a cui fanno riferimento queste parole? Immaginate ogni parte del vostro corpo in fiamme allo stesso tempo, in modo tale che ogni fibra del vostro corpo senta l'intenso tormento di essere bruciato. Quanto a lungo potreste sopportare un simile castigo? Cristo ci dice che ci sarà “pianto e stridor di denti”. I perduti gemeranno e i loro denti strideranno dal dover sopportare il più intenso dolore e sofferenza che mai abbiano dovuto affrontare, mentre le fiamme consumano e costantemente bruciano ogni parte del loro corpo. E non ci sarà sollievo alcuno.
Jonathan Edwards descrive con un’immagine terribile ciò che sarà il fuoco dell'inferno: "Alcuni di voi forse avranno già visto degli edifici in fiamme. Immaginate voi stessi nel più bel mezzo di un simile incendio a combattere inutilmente con le fiamme. Avete mai visto un ragno o qualche altro fastidioso insetto gettato nel mezzo di un intenso fuoco, ed avete osservato come subito cede alla forza delle fiamme? Non c'è alcuna dura lotta, alcun combattimento contro le fiamme, nessuna forza che possa essere opposta al calore per sfuggirne; immediatamente si tende e vi si abbandona, e il fuoco ne prende possesso, e subito diventa incandescente. Ecco un'immagine limitata di ciò che sarete all'inferno, a meno che non vi ravvediate e non troviate rifugio in Cristo. Per incoraggiare voi stessi di poter essere in qualche modo capaci a sopportare i tormenti dell'inferno ...è come se un verme che stesse per essere gettato in una fornace ardente tendesse i muscoli e cercasse di fortificarsi e di prepararsi per combattere le fiamme".
L'inferno viene pure descritto come un luogo di tenebre 

Il Signore ci parla di quell'ospite trovato senza vestito di nozze e che era stato gettato "nelle tenebre di fuori" (Matteo 22:13). Giuda scrive di coloro che dimorano nell'inferno: «stelle erranti a cui è riservata la caligine delle tenebre infernali per sempre» (Giuda 13)
Christopher Love nella sua opera Hell's Terror dice: "le tenebre sono terribili, e gli uomini temono più le tenebre che la luce; l'inferno è dunque presentato con un'espressione così terribile affinché il cuore degli uomini tremi; non solo dunque le tenebre, ma la caligine delle tenebre".

In Isaia 30:33 l'inferno è paragonato al Tophet 

Il Tophet era il luogo dove i Giudei idolatri sacrificavano i loro bambini al Dio pagano Moloc gettandoli nel fuoco. Da quel luogo venivano emesse giorno e notte grida terrificanti, come pure, giorno e notte, dall'inferno si udivano grida, gemiti e lamenti. 
Isaia parla del "soffio dell'Eterno" come di un "torrente di zolfo" che accende l'inferno. Vi sono dunque ampie evidenze dalle Scritture che Dio stesso sarà il fuoco dell'inferno. Ebrei 12:29 dice: «perché il nostro Dio è anche un fuoco consumante»Gli empi sulla terra danzano di gioia quando odono predicatori che parlano dell'amore e della misericordia di Dio, ma essi non ne saranno i beneficiari, se prima non si ravvedono. Per loro Dio sarà come un fuoco consumante. Ebrei 10:30,31 ci ammonisce così: "Noi infatti conosciamo colui che ha detto: «A me appartiene la vendetta, io darò la retribuzione» dice il Signore. E altrove: «Il Signore giudicherà il suo popolo»".E' cosa spaventevole cadere nelle mani del Dio vivente. E' cosa spaventevole e terribile cadere nelle mani del Dio vivente! Peccatore, tu non potrai sfuggire all'inferno. Dio sarà il tuo inferno e la Sua ira ti consumerà e ti sarà riversata addosso per tutta la Sua esistenza. «Chi conosce la forza della tua ira e il tuo furore secondo il timore che ti è dovuto?». E' proprio perché Dio stesso sarà il fuoco dell'inferno che le parole non potranno mai esprimere adeguatamente il terrore dei dannati all'inferno. "Non c'è motivo di sperare che i predicatori riescano a presentare questo argomento oltre a ciò che è in realtà, che non sia poi così terribile come si vuole far credere, che i predicatori esagerino un po'... Abbiamo piuttosto ragione per supporre che quand'anche avessimo detto tutto il possibile, tutto ciò non sia ancora che un'immagine inadeguata".

In Luca 16:19-26 Cristo ci parla di due uomini 

Uno di loro era ricco (è conosciuto tradizionalmente come "il ricco Epulone") e l'altro era un mendicante (Lazzaro), Entrambi erano morti. Il mendicante venne subito portato dagli angeli in cielo, mentre il ricco andò all'inferno. Il ricco non era finito all'inferno perché fosse ricco, né il mendicante era andato in paradiso semplicemente perché fosse povero. Il Signore ci mostra questo contrasto per insegnarci che le nostre circostanze possono mutare radicalmente una volta che passiamo nella dimensione dell'eternità. Non dobbiamo ingannarci sul fatto che dopotutto Egli ci abbia trattato bene quaggiù perchè dopo la morte potrà fare molto diversamente. L'eterno luogo di dimora di questi due uomini era il risultato della condizione del loro cuore davanti a Dio qui sulla terra. Lazzaro era un vero seguace di Dio, il ricco Epulone no. Notiamo attentamente ciò che le Scritture ci dicono su Epulone e sulla sua condizione, perché da questo apprenderemo molto al riguardo dell'inferno. 
versetti 23 e 24 ci dicono che Epulone si trovava "tra i tormenti nell'inferno". Che significa essere tra i tormenti? Questi tormenti si riferiscono ai tormenti del corpo come pure a quelli dell'anima. Come abbiamo visto sarà il corpo ad essere tormentato in una fornace di fuoco. Ogni parte del corpo soffrirà il dolore di quel fuoco. Chi soffre di acuti dolori di stomaco, soltanto per quei dolori può essere in grande agonia, ma questo dolore sarà ancora più acuto. La morte per cancro può talvolta causare estremo dolore per il corpo, ma il dolore dell'inferno sarà ancora più grande. Se il vostro corpo fosse afflitto da molte diverse e dolorose malattie allo stesso tempo, sareste ancora lontani dall'immaginare come potrebbe essere il dolore dei dannati all'inferno. 

All'inferno anche la coscienza sarà tormentata

La coscienza è esattamente quel "verme che non muore" di cui parlano le Scritture (Marco 9:48; Isaia 66:24). Ad Epulone viene detto che "ricordati... che durante la tua vita...". Si sarà tormentati da intenso dolore, ma si sarà pure tormentati dalle proprie memorie. Ricorderemo di aver sentito parlare dell'inferno e di essercene fatti beffa.Ricorderemo che qualcuno ci aveva pure messi in guardia e ci aveva esortato al ravvedimento, oppure che accettare le benedizioni del paradiso senza sottomettersi a Cristo sarebbe stato comunque un perdere la salvezza, ma non vi avevamo prestato fede. Saremo tormentati dal vedere a distanza le glorie del paradiso (come Epulone era pur in grado di fare) e dal sapere che mai e poi mai potremo raggiungerle. Saremo tormentati da desideri e da concupiscenze insoddisfatte (Epulone non era in grado di ricevere neanche una goccia d'acqua fresca sulla lingua). Saremo tormentati dal sapere che dall'inferno non potremo più sfuggire (ad Epulone vien detto che"coloro che vorrebbero da qui passare a voi non possono"). Saremo tormentati dalle grida, dai gemiti e dalle maledizioni dei dannati intorno a noi. I tormenti più estremi che un uomo possa avere sulla terra non sono che una puntura d'ape comparate ai tormenti dell'inferno. 
Jonathan Edwards nel suo sermone: Il futuro castigo dei malvagi parla di come gli uomini non saranno in grado di trovare neanche il più piccolo sollievo nell'inferno: "...né essi saranno in grado di trovare il minimo sollievo all'inferno. Laggiù non troveranno il minimo riposo, nemmeno un angolino che possa essere considerato più fresco del resto per prendere un po' di fiato, nemmeno il minimo allentarsi di questo estremo tormento. In quel luogo di tormento non saranno mai in grado di trovare un torrente o una fontana fresca; no, neanche una goccia d'acqua per rinfrescare la loro lingua. Non troveranno nessuno che possa loro dare un po' di conforto, o far loro il minimo bene. Non troveranno alcun luogo dove possano fermarsi un attimo per riposare e prendere respiro, perché saranno tormentati con il fuoco e con lo zolfo; e non avranno riposo, né giorno né notte".

L'eternità dell'inferno
eternità
L'aspetto più terrificante di tutti a proposito dell'inferno è la sua durata. L'inferno durerà per sempre. Potresti immaginare l'eternità? Nessuna formula matematica od equazione la può spiegare. La vostra mente non può concepire l'eternità, ciononostante essa è reale. Soltanto questo aspetto dell'inferno dovrebbe far si che tutti invocassero di esserne liberati ravvedendosi dei loro peccati. Non dovrebbe sorprendere che scettici di ogni tempo abbiano attaccato la natura eterna dell'inferno, sostituendovi dottrine come quella dell'annullamento dei malvagi. Verifichiamo però le Scritture per comprendere la natura eterna dell'inferno e cerchiamo di meglio comprendere l'eternità.«Allora il diavolo che le ha sedotte sarà gettato nello stagno di fuoco e di zolfo, dove sono la bestia ed il falso profeta: e saranno tormentati giorno e notte nei secoli dei secoli» (Apocalisse 20:10). Questo versetto da solo basterebbe per indicarci la durata dell'inferno. L'inferno è "nei secoli dei secoli". Potrebbe forse essere usata un'espressione più forte e più chiara di questa? Se lo Spirito Santo voleva comunicarci la natura eterna dell'inferno, che altro meglio se non l'espressione "nei secoli dei secoli" avrebbe potuto usare? La Scrittura non presenta alcuna espressione più alta di "nei secoli dei secoli" per comunicarci l'idea di eternità, perché è la stessa frase usata per indicare l'eternità di Dio stesso, come in Apocalisse 4:9 «colui che vive nei secoli dei secoli». Forse che qualcuno dubita che Dio vivrà per ogni eternità? Come possiamo allora dubitare che l'inferno non duri per tutta l'eternità, quando la stessa espressione viene usata per entrambi?
"Possiamo solo comprendere una parte di questo argomento, ma per aiutare a comprendere, immaginate voi stessi gettati in una fornace ardente, dove il vostro dolore sia molto ma molto più grande di quando vi provocate accidentalmente un'ustione. Immaginate che il vostro corpo vi debba giacere per un quarto d'ora, avvolto dalle fiamme, e per tutto il tempo voi abbiate piena coscienza; che orrore sentireste nel dovere entrare in una simile fornace! e quanto lungo vi sembrerebbe quel quarto d'ora! E dopo aver sopportato quel fuoco per un minuto, quando insopportabile per voi sapere che davanti a voi vi sono altri quattordici minuti! Che effetto però avrebbe per la vostra anima, se voi sapeste di dover passare in quella fornace, in quei terribili tormenti, ...ventiquattr'ore, ...un'intero anno, ...mille anni!? E che effetto vi farebbe sapere che in quel luogo dovreste stare per sempre, nei secoli dei secoli? Dopo milioni d'anni il vostro tormento ancora non sarebbe alla fine, perché di là non sarete mai più liberati! Il vostro tormento all'inferno, però, è estremamente più grande di quanto questa o altre illustrazioni lo potrebbero rappresentare!"
Cristo, nel descrivere il grande giorno del giudizio, parla della separazione fra i salvati ed i perduti con queste espressioni: «E questi andranno nelle pene eterne, e i giusti nella vita eterna» (Matteo 25:46). C'è forse qualcuno disposto a negare che il paradiso duri per sempre? Forse che un giorno verrà a finire la beatitudine dei giusti nel cielo? Certamente no. Qui però la stessa parola greca usata per parlare della vita eterna dei giusti viene pure usata per descrivere l'eternità del castigo per i reprobi. L'inferno durerà fintanto che durerà il paradiso. 
All'inferno gli uomini desidereranno non essere mai nati! Charles Haddon Spurgeon disse: "Nell'inferno non c'è speranza alcuna. Là non c'è nemmeno la speranza di morire, o la speranza di essere annientati. Là vi sono persone perdute, perdute nei secoli dei secoli! Su ogni catena dell'inferno c'è scritto "per sempre". Sopra la loro testa i dannati leggono "per sempre". I loro occhi sono molestati e il loro cuore è tormentato al solo pensiero che sarà "per sempre". Oh se solo questa sera io potessi dirvi che un giorno l'inferno terminasse, e che tutti i reprobi potranno un giorno essere ricuperati, ci sarebbe un'espressione di giubilo all'inferno al solo pensiero. Così però non è, è "per sempre" che essi sono cacciati nelle tenebre di fuori"
Christopher Love usa un'illustrazione per aiutarci a comprendere che cosa sia l'eternità: "Supponete che tutte le montagne della terra fossero montagne di sabbia, e venisse aggiunta montagna dopo montagna fino a raggiungere il cielo, e che un uccellino una volta ogni mille anni prendesse un granello della sabbia di questa montagna, ci vorrebbe un numero d'anni inconcepibile prima che questa massa di sabbia fosse consumata, eppure questo sarebbe pur sempre un tempo a termine, e sarebbe comunque incoraggiante per un uomo sapere che l'inferno non durasse più di quel tempo; questa è però la miseria dell'uomo nell'inferno: egli vi dovrà restare senza nemmeno la speranza di uscirne dopo un milione d'anni; i suoi tormenti infatti dureranno per l'eternità, saranno senza fine, perché il Dio che così lo danna è eterno"

Perchè l'inferno è eterno?

Abbiamo già considerato la necessità dell'inferno e perché vi debba essere un luogo come l'inferno. Ora considereremo perché non solo l'inferno debba esistere, ma perché debba esistere eternamente. Perché è necessario che l'inferno sia eterno? A questa domanda si possono dare diverse risposte e le considereremo sommariamente. 
La prima ragione è quella menzionata da Christopher Love nel brano or ora citato. Il Dio che danna gli esseri umani è un Dio eterno. "L'eternità dell'inferno si fonda in ultima analisi sull'eternità di Dio". La Parola di Dio è eterna? La natura di Dio è eterna? La Scrittura ci dice: «Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi, e in eterno»(Ebrei 13:8), «la sua giustizia dura in eterno» (Salmo 111:3)«la parola del Signore rimane in eterno» (1 Pietro 1:25). Se la Parola di Dio è eterna, se Dio stesso è eterno, perché non dovrebbe la Sua ira essere pure un'ira eterna? Come Essere eternamente esistente, tutti gli attributi di Dio sono eterni ed immutabili; l'inferno, quindi, come espressione dell'ira di Dio, deve essere eterno.
La seconda è che l'inferno deve essere eterno perché la giustizia di Dio non potrebbe mai essere soddisfatta da unapunizione parziale del peccatore non importa quanto essa durasse. Cristo lo rende chiaro quando Egli parla di mettersi d'accordo per via con l'accusatore prima ancora di giungere in tribunale, altrimenti, se si viene gettati in prigione «Io ti dico che non ne uscirai, finché tu abbia pagato fino all'ultimo spicciolo» (Lu. 12:59). L'essere umano non può fare nulla per ripagare i suoi peccati, non importa quanto verrà castigato all'inferno, non importa per quanto tempo, esso non potrà mai espiare completamente la sua pena. E' impossibile, e quindi l'inferno deve essere eterno. 
In terzo luogo, l'inferno deve essere eterno perché le Scritture ci dicono che il verme che rode le umane coscienze non morirà mai. «Il loro verme non morirà» (Isaia 66:24). Se il verme non muore mai, allora anche coloro che saranno tormentati da quel verme non moriranno mai. 
Infine, l'inferno sarà eterno perché anche all'inferno gli uomini continueranno a peccare. Là aumenteranno sempre di più la loro colpa. L'inferno è un luogo dove i reprobi malediranno Dio e malediranno sé stessi, e urleranno e con linguaggio blasfemo verso i loro simili che li circonderanno. Gli uomini malvagi aumenteranno il reciproco tormento accusandosi, biasimandosi e condannandosi l'un l'altro. All'inferno gli uomini non si pentiranno perché il carattere del peccatore laggiù non cambierà più. Rimarranno ancora peccatori, peccheranno per l'eternità, e quindi Dio li castigherà eternamente. 

Un'esortazione a credenti e a non credenti
perdersi
I profeti dell'Antico Testamento ripetutamente ci ammoniscono del pericolo di finire all'inferno: «Chi di noi potrà dimorare con il fuoco divorante? Chi di noi potrà dimorare con le fiamme eterne?» (Isaia 33:14)«Chi può resistere davanti alla sua indignazione e chi può sopportare l'ardore della sua ira? Il suo furore è riversato come fuoco e le rocce sono da lui frantumate» (Naum 1:6). Peccatore, sei tu così arrogante da pensare di potere sopportare l'ira che Dio verserà su di te a piene mani? Potrai magari pensare che l'inferno non sia poi così caldo e che tu lo possa benissimo sopportare. Se credi questo sei molto più di un folle. I terrori dell'inferno fanno tremare persino i diavoli e tu sei così folle da rimanervi indifferente o da prendere queste cose alla leggera? Non pensare che solo perché tu vai in Chiesa o credi in Dio o credi intellettualmente alle verità del cristianesimo, tu possa sfuggire all'inferno. La maggioranza di coloro che frequenta la Chiesa tutte le settimane andrà all'inferno. Thomas Shepard, pastore e fondatore dell'università di Harvard, scrisse: “Coloro che professano formalmente la religione e tutti coloro che solo in apparenza sono evangelici, hanno qualcosa come la fede, qualcosa come la contrizione, qualcosa come il ravvedimento, qualcosa come dei buoni desideri, ma non sono che forma senza sostanza: essi ingannano pure se stessi e gli altri... la maggior parte di coloro che vivono nella Chiesa periranno”.
A.W. Pink disse:“Voi che professate di essere cristiani, ma non leggete molto la Bibbia e pregate poco, come pensate di sfuggire alla dannazione dell'inferno? Voi che non vi angustiate troppo per i piccoli peccati o non date molto peso ai vostri pensieri vani e sporchi: siete pronti ad andare all'inferno? Voi che credete che il regno di Dio consista in una professione verbale di Cristo o che credete solo intellettualmente che Cristo sia morto per i vostri peccati, ma che non siete particolarmente interessati ad una vita santa e pia, voi che non vi date molto pensiero di Dio durante la settimana: siete pronti a sopportare i tormenti dell'inferno, giorno e notte, nei secoli dei secoli? Fareste meglio a darvi pensiero di questo, perché se queste cose sono vere di voi, allora vi siete incamminati direttamente verso l'inferno, a meno che non ve ne ravvediate. Non ingannate voi stessi!. Il cristianesimo non consiste in parole o in affermazioni pie o semplicemente in una credenza intellettuale, ma in un nuovo cuore ed in una nuova vita dedicata a non peccare e ad operare per la gloria di Dio. Se il vostro cuore e la vostra vita non sono stati trasformati da Dio, siete ancora nei vostri peccati. Se voi sapete di vivere nella disubbidienza alla parola di Dio e questo non ve ne importa più di quel tanto, non avete alcun diritto di presumere che andrete in paradiso: siete in realtà incamminati verso l'inferno! Ravvedetevi di tutti i vostri peccati, volgetevi a Gesù Cristo, arrendetevi a Lui come Signore. Ascoltate queste parole di Cristo:«Parimenti, se il tuo occhio ti è occasione di peccato, cavalo, e gettalo via da te; è meglio per te entrare nella vita avendo un occhio solo che, avendone due, essere gettato nella Geenna del fuoco» (Mt. 18:9). Nulla di meno che la completa rinuncia a sé stessi, l'abbandono dell'idolo che abbiamo più caro, la ripulsa di quell'atteggiamento peccaminoso che spesso nutriamo, rappresentato figurativamente dal taglio della mano o dall'estrazione dell'occhio, è ciò che Egli esige da ciascuno che voglia avere autentica comunione con Dio. Ricordate però, la difficoltà implicata nel rinunciare a tutto per Cristo, non è nulla rispetto a ciò che significa passare l'eternità all'inferno! ".
Potete voi immaginare l'eternità? Fermatevi ora un momento e immaginare come possa essere, essere tormentati incessantemente, per sempre, senza fine. Non vi spaventa questo? Mai un momento di requie. Mai nemmeno una goccia d'acqua per rinfrescare la vostra gola bruciante. Pensate ancora a quanto lunga sia l'eternità. Cercate di immaginarla: giorno e notte, per i secoli dei secoli, bruciati come un ragno nel forno. Urla, grida, maledizioni, maledire il giorno in cui si è nati, ed essere maledetti da demoni ed anime dannate intorno a voi per sempre. Ricordando, per sempre ricordando come eravate stati pur avvertiti sulla terra, ed avere sempre ignorato questi avvertimenti: soddisfatti di voi stessi e ingannati da voi stessi che tutto andasse bene per voi.
Io non credo che qualcuno debba giungere alla fede solo per paura dell'inferno, ma credo che faremmo bene a temere l'inferno, tanto da cominciare a cercare Dio con tutto il nostro cuore e da implorare Cristo di aver misericordia di noi. Uomini e donne camminano sull'orlo dell'inferno e stanno per cascarvi giù, e ciononostante sono completamente inconsapevoli del rischio che corrono. Se udire dell'inferno può far considerare a qualcuno altrimenti insensato le verità eterne, allora predicare dell'inferno è senza dubbio prezioso. E' meglio vedere l'inferno oggi mentre si è in vita, ed esserne terrorizzati, che doverne far esperienza diretta, e per sempre, una volta morti. 
Io non vorrei però che voi aveste più paura dell'inferno che del peccato. Il vostro vero nemico è il peccato. Il peccato è peggio dell'inferno perché è stato il peccato a dare origine all'inferno. Sareste pronti ad andare all'inferno per tutta l'eternità solo per godere un poco di piacere illecito qui sulla terra? Fuggite dal peccato! Fuggite dal vivere solo per voi stessi e gettatevi nelle braccia di Cristo Gesù! Quando morrete sarà troppo tardi. Ogni opportunità di ravvedersi termina alla morte
Questa dottrina risulta utile non solo per gli empi, ma anche per i credenti. La dottrina dell'inferno dovrebbe suscitare in loro un maggiore timore di Dio. Un santo timore di Dio giova in molti modi.. Colui che nel suo cuore ha un santo timore di Dio rispetterà maggiormente i comandamenti di Dio. Chi veramente ha timore di Dio non avrà timore dell'uomo e sarà pronto a dispiacere all'uomo piuttosto che dispiacere a Dio (Isaia 8:12,13). Questa dottrina dovrebbe aumentare la vostra fedeltà e gioia in Gesù Cristo, perché è merito Suo se siete stati liberati dai tormenti dell'inferno: non dovreste per questo amare maggiormente Gesù, Colui che ha portato su di Sé l'ira di Dio sulla croce affinché voi aveste potuto esserne liberati? 
La dottrina dell'inferno dovrebbe promuovere in noi un maggior timore di peccare. Dovrebbe portarci a farci temere persino i peccati più piccoli, e a stare attenti a confessare e ad abbandonare i peccati commessi sia nel cuore che nella vita. Che la dottrina dell'inferno ci tenga lontano da tutto ciò che è peccato. 
La dottrina dell'inferno dovrebbe aiutare i credenti ad essere pazienti nelle afflizioni esterne e temporanee che possono sopraggiungere loro. Non importa quanto grandi siano le afflizioni che possiate avere in questo mondo, esse sono ben poca cosa in confronto ai tormenti dell'inferno dai quali il Signore ha liberato coloro che amano Dio. Potete anche avere grandi tormenti durante la vostra vita quaggiù, ma ricordate che essi sono solo temporanei e siete stati liberati dal più grande di tutti i tormenti, affinché possiate rallegrarvi anche in tempi di afflizione. 
Questa dottrina è utile per motivarvi a comunicare ad altri il messaggio di Cristo. Eryl Davies scrisse nel suo libroL'ira di Dio"L'eternità delle sofferenze dell'inferno dovrebbe renderci più zelanti e desiderosi di parlare a tutti di Colui che è in grado di salvarli. Esitiamo forse a parlare di queste solenni verità? Forse che il pensiero stesso dell'inferno ci dispiace? Ricordate che Dio verrà glorificato anche attraverso le sofferenze eterne degli increduli nell'inferno. La sua lesa Maestà sarà vendicata... Ad essere supremo nei propositi di Dio nell'elezione e nella riprovazione degli uomini è la Sua propria gloria, e l'inferno pure glorificherà la giustizia, il potere, e l'ira di Dio per tutta l'eternità. Nel contempo è nostra responsabilità pregare ed operare per la salvezza dei peccatori prima che un tale orribile castigo abbia ragione di loro" 

Conclusione
pena eterna
Ora voglio dirvi alcune parole solo mie, accettare l'insegnamento sull'inferno e descriverlo, non significa gioire ed essere felici per le molte anime che vanno in quel luogo di tormento. Nella Bibbia sta scritto che Dio non si compiace nel peccatore che perisce, ma desidera che ogni persona giunga alla conoscenza della verità per poter capire a chi deve, se la ha, la sua salvezza. Purtroppo dobbiamo costatare che per ignoranza o per negligenza, e comunque per libera scelta, molte persone vivono la propria vita vicino alla religione ma lontano da Dio.  
Anche io mi associo al sentimento di Dio, e voglio dirvi che il solo scopo di questo articolo è quello di servire come monito ed avvertimento per coloro che consapevoli o inconsapevoli sono sulla strada che li porta all'inferno.
La strada che conduce all'inferno è prima di tutto una strada (trascorrere la vita) senza la Salvezza che Cristo offre e senza Dio; è la strada del peccato e delle concupiscenze, della realizzazione dei propri desideri ad ogni costo, della politica corrotta, della religione formale, della scienza senza Dio, delle filosofie e delle dottrine ingannatrici, della disobbedienza e dell'egoismo.
Gesù ha detto: "...due sono le vie: una stretta ed angusta che porta alla vita, e pochi sono quelli che la prendono; l'altra larga e spaziosa che porta alla perdizione, e molti sono quelli che vi si incamminano" (Matteo 7:13-14).
Il sacrificio di Cristo è servito per addossare le nostre colpe a Lui, che le ha scontate in nostra vece sulla croce, ignorare e rifiutare questo significa rifiutare l'Unica salvezza data da Dio per quella pena eterna che sarà l'inferno. Noi non sappiamo quanti sono i giorni che Dio ci ha assegnati, oggi potrebbe essere l'ultimo e morire senza aver chiesto perdono a Dio e aver invocato la Sua grazia e la Sua salvezza, avrà conseguenze eterne. La nostra morte fisica non segnerà la nostra fine totale, perchè senza Dio, le conseguenze saranno l'inferno e lì nessuno morrà nonostante possa chiederlo a gran voce. Ricordiamo le parole di Dio in Ezechiele 22:20 e 31: "Come si raduna argento, bronzo, ferro, piombo e stagno in mezzo alla fornace e si soffia su di essi il fuoco per fonderli, così nella mia ira e nel mio furore vi radunerò, vi metterò là e vi fonderò........ Perciò io riverserò su di loro la mia indignazione, li consumerò col fuoco della mia ira e farò ricadere sul loro capo la loro condotta», dice il Signore, l'Eterno.".
Se non vi pentite e non vi rifugiate al più presto in Gesù Cristo, il quale è la nostra unica speranza, maledirete Dio per sempre e sarete tormentati  nell'orribile consapevolezza della Sua ira, ma voi non morrete.

Ricordate, voi non morrete mai. Voi non morrete mai! 
L'eternità è per sempre!



"Chi mi respinge e non accoglie le mie parole, ha chi lo giudica; la parola che ho annunziata sarà quella che lo giudicherà nell'ultimo giorno." (Giovanni 12:48) 

http://consapevolinellaparola.blogspot.it/2013/02/inferno-condanna-Dio-ira-peccato-punizioneeterna.html

ciao

per tutti coloro che mi vogliono bene un invito a riflettere

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