per capirci

GIACOMO 1, 2-4

Fratelli, considerate come motivo di gaudio perfetto le diverse prove alle quali voi potete essere esposti, sapendo che la fede messa
alla prova produce la pazienza. E' necessario però che la pazienza compia perfettamente l'opera sua, affinché voi siate pure perfetti ed
integri, senza mancare in niente.(Giacomo 1; 2-4)

Emmanuel

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mercoledì 10 dicembre 2014

La Predestinazione l'Amore di Dio. Due cose conciliabili?

    Il riformatore, teologo e dottore della Parola di Dio Giovanni calvino, parlando nella sua opera “L’istituzione della religione cristiana”, libro terzo, capitolo 21, paragrafo 5 così scrisse:
    “Chiunque vorrà considerarsi uomo timorato di Dio, non oserà negare la predestinazione, per mezzo della quale Dio ha assegnato gli uni a salvezza e gli altri a condanna eterna; molti, invece, la avvolgono in svariati cavilli, in particolare coloro che la vogliono fondare sulla sua prescienza. Diciamo sì che egli prevede tutte le cose come le dispone; ma dire che Dio elegge o respinge in quanto prevede questo o quello, significa confondere tutto. Quando attribuiamo una prescienza a Dio, vogliamo dire che tutte le cose sono sempre state e rimangono eternamente comprese nel suo sguardo, tanto che nella sua conoscenza nulla è futuro o passato, ma ogni cosa gli è presente, e talmente presente che non l'immagina come attraverso qualche apparenza, così come le cose che abbiamo nella memoria per mezzo dell'immaginazione, ma le vede e guarda nella loro verità, come se fossero davanti al suo volto. Affermiamo che una tal prescienza si estende sul mondo intero e su tutte le creature. Definiamo Infatti non li crea tutti nella medesima condizione, ma ordina gli uni a vita eterna, gli altri all'eterna condanna. Così in base al fine per il quale l'uomo è creato, diciamo che è predestinato alla vita o alla morte”.
     Questo è il chiaro pensiero del riformatore sul soggetto della predestinazione. In pratica Calvino non fa altro che riportare quello che la Sacra scrittura insegna su tale argomento. Un insegnamento, mi rendo conto spinoso per molti, ma verace. D'altronde ciò non dovrebbe nemmeno meravigliarci. La Parola di Dio in tutti i suoi “66” libri non fa altro che esaltare e innalzare la sovranità assoluta di Dio.
     Una sovranità che egli esercita pienamente sul creato visibile e invisibile avendone pienamente il diritto, essendone il fattore. Egli, per esempio, preordinò gli eventi come quello della crocifissione del Cristo, secondo quanto leggiamo ne libro degli Atti: “Uomini d'Israele, ascoltate queste parole: Gesù il Nazareno, uomo accreditato da Dio tra di voi per mezzo di potenti operazioni, prodigi e segni che Dio fece tra di voi per mezzo di lui, come anche voi sapete, egli, dico, secondo il determinato consiglio e prescienza di Dio, vi fu dato nelle mani e voi lo prendeste, e per mani di iniqui lo inchiodaste alla croce e lo uccideste”(Atti 2,22-23) e non solo.
   Infatti, Yahvé predestina anche la vita di ogni sua creatura, come afferma chiaramente Paolo nell’epistola ai romani: “Tu mi dirai dunque: «Perché trova ancora egli da ridire? Chi può infatti resistere alla sua volontà?». Piuttosto chi sei tu, o uomo, che disputi con Dio? La cosa formata dirà a colui che la formò: «Perché mi hai fatto così?». Non ha il vasaio autorità sull'argilla, per fare di una stessa pasta un vaso ad onore e un altro a disonore? E che dire se Dio, volendo mostrare la sua ira e far conoscere la sua potenza, ha sopportato con molta pazienza i vasi d'ira preparati per la perdizione? E questo per far conoscere le ricchezze della sua gloria verso dei vasi di misericordia, che lui ha già preparato per la gloria” (Romani 9,19-23).
         La cosa che però dobbiamo focalizzare in questa meditazione non è tanto quella di provare con la Bibbia l’insegnamento sulla predestinazione, bensì quello di trovare conciliabilità tra tale dottrina e l’amore di Dio. La domanda da porci quindi è questa: può un Dio che preordina la vita di ogni uomo fin dei minimi particolari, empia o santa che sia, essere definito un Dio d’amore così come viene descritto in 1a Giovanni 4,8?
     La risposta sta sul modo corretto di concepire l’amore di Dio. Spesse volte l’uomo tende a farsi un creatore a sua immagine e somiglianza, confondendo il Dio d’amore così come lo presenta la Bibbia, con un dio “buonista” e tollerante tanto caro agli empi, a coloro che non  desiderano abbandonare il peccato. Tali persone non vogliono comprendere che le Sacre scritture presentano l’amore di Yahvé in modo molto differente da come concepito da loro.
     Innanzitutto, bisogna sottolineare il fatto che tra le qualità dell’amore divino non spicca unicamente la misericordia, bensì altro ancora. La Bibbia, per esempio, descrive Yahvé come un Dio giusto e santo (Esdra 9,15; Isaia 6,3). Di conseguenza l’Onnipotente detesta l’ingiustizia e gli operatori d’iniquità e non solo i peccati che commettono (Salmo 11,5; Proverbi 3,33).
     Un altro aspetto da considerare è la natura depravata dell’uomo così come la presenta la Scrittura. Un essere incapace di ogni bene. Non solo di praticarlo, ma persino di desiderarlo (Romani 3,9-18; Geremia 17,9). Si, il suo cuore è insanabilmente maligno, incapace di ogni bene e tutti sono venduti al peccato, nessuno escluso. Solo un uomo fece la differenza, il solo a non aver mai peccato, il Cristo (Ebrei 4,14-15).
     Ebbene, tenendo conto di tali evidenze è ovvio che il Signore davanti ai suoi occhi si trovava un’umanità empia, peccatrice e ricolma solo di odio. Di conseguenza se avesse deciso di punirla interamente a causa della sua ribellione, avrebbe solo fatto il suo dovere esercitando la sua giustizia in modo equo e corretto. Il Creatore infatti è un Dio giusto e retto, così come sono prive d’ingiustizia le sue vie (Deuteronomio 32,4).
     Lui però nella sua infinita misericordia ha decretato di strappare all’inferno una parte di quegli uomini condannati a quella fine, per salvarli e modellarli facendoli diventare immagine di Suo Figlio (Romani 9,20-24; Efesini 1,5-6). Si, fin dall’eternità ha deciso di avere pietà di molti. Egli nella sua scelta non si è certo fatto guidare da qualche presunto merito trovato in essi. D’altronde come poteva essere possibile, dato che nell’uomo non vi è nulla di buono?
Piuttosto, secondo quanto troviamo scritto da Paolo nella prima epistola ai cristiani di Corinto, il Creatore ha seguito un ben altro modo di scegliere: “ma Dio ha scelto le cose stolte del mondo per svergognare le savie; e Dio ha scelto le cose deboli del mondo per svergognare le forti; e Dio ha scelto le cose ignobili del mondo e le cose spregevoli e le cose che non sono per ridurre al niente quelle che sono, affinché nessuna carne si glori alla sua presenza” (1a Corinzi 1,27-29).
Ecco come e soprattutto in quale modo si è manifestato l’amore di Dio. Soprattutto la qualità di questo sentimento sconfinato che Dio ama maggiormente manifestare ed elargire le sue creature: “la misericordia”. Un qualcosa di completamente gratuito, senza che vi sia il bisogno da parte dell’uomo di guadagnare tale favore divino. Anche perché sarebbe stato impossibile da parte sua.
Ecco perché l’amore di Dio è compatibile con la dottrina biblica della predestinazione. Ed ecco perché non vi è nessuna contraddizione  fra le due cose.
Credere in un Dio Onnipotente vuol dire credere in un Dio Sovrano e Signore assoluto di ogni cosa: esseri viventi e creato inanimato. Tutto è sottoposto al suo controllo e il fatto stesso che esistano miriadi di creature, facenti parte sia del mondo invisibile che visibile, dimostra solo la realtà del suo amore. La prova che Yahvé è pervaso da tale sentimento meraviglioso.
Un sentimento che deve dimorare anche nel nostro cuore, perché solo così potremo veramente definirci figli suoi. Figli del Padre celeste e sua progenie. Ebbene noi vogliamo realmente questo? Allora chiediamo a Dio di operare in noi affinché possiamo riflettere il Suo amore.
Trasmetterlo agli altri. A coloro che ancora non lo conoscono, tramite le nostre parole, ma soprattutto con una sana testimonianza cristiana. In questo modo le persone con le quali avremo contatto, costateranno che siamo realmente figli di Dio perché in noi dimora lui, il suo ineffabile amore.
Per questo a Dio solo vada ogni gloria in Cristo suo Figlio il benedetto in eterno!

di Gaetano Rizzo


  • a cura di: http://vocechegrida.ning.com/profiles/blogs/la-predestinazione-e-l-amore-di-dio-due-cose-conciliabili-4

domenica 19 maggio 2013

Il bambino che è sempre esistito

Circa duemila anni fa, in Israele nacque un bambino, che in seguito potè a ragione affermare: «Prima che Abraamo fosse nato, Io sono» (Gv 8,58).


Della nascita di questo bambino e del Suo nome, nella Bibbia si narra quanto segue: «Mentre erano là (a Betlemme), si compì per lei il tempo del parto; ed ella diede alla luce il suo figlio primogenito, lo fasciò, e lo coricò in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo» (Lc 2,6-7). Giuseppe, il suo padre adottivo, «gli pose nome Gesù» (Mt 1,25).
Una coppia di coniugi è in viaggio, la moglie è in stato di avanzata gravidanza. La sua gravidanza giunge al termine e le nasce il primogenito. Il bambino non nasce in casa, ma in una stalla vicina a una locanda al completo. Manca una culla, e il bambino viene posto in una mangiatoia. Il neonato riceve il nome "Gesù".
Diventerà il nome più famoso e significativo della storia, Egli diverrà la personalità più importante di tutti i tempi, in grado di mettere in ombra tutti i re, i potenti, gli eroi, le star e i politici di tutti i tempi. Nessuno ha commosso il mondo tanto quanto questo bambino. Come mai?
Dobbiamo assolutamente occuparci di questa Persona. Chi vive senza tenere conto di Lui, perde la cosa più importante. In modo ben diverso si sono comportati i magi d'Oriente (Mt 2,1 e segg.). Già Agur, vissuto molto tempo prima della nascita di Cristo, scrisse: «Chi è salito in cielo e ne è disceso? Chi ha raccolto il vento nel suo pugno? Chi ha racchiuso le acque nella sua veste? Chi ha stabilito tutti i confini della terra? Qual è il suo nome e il nome di suo figlio? Lo sai tu?» (Pr 30,4).
Gesù stesso ci dà la risposta: «Nessuno è salito in cielo, se non colui che è disceso dal cielo: il Figlio dell'uomo (Gesù)» (Gv 3,13).

Chi è quel bambino in fasce nato in una stalla di Betlemme? È Colui che è sempre esistito!

Come si chiama Dio?


Vi siete mai chiesti come si chiami in realtà Dio? Agur aveva scritto: «Qual è il suo nome e il nome di suo figlio? Lo sai tu?». Una domanda rivolta da Mosè a Dio fu: «Ecco, quando sarò andato dai figli d'Israele e avrò detto loro: "Il Dio dei vostri padri mi ha mandato da voi", se essi dicono: "Qual è il suo nome?" che cosa risponderò loro?» (Es 3,13).
La parola «Dio» è solo un titolo, un concetto generico. Lo si può utilizzare in certi contesti anche in riferimento alle persone. Molte persone, in tutti i tempi, si sono definite «dèi».
Il concetto generico di «Dio»:
- si può applicare al dio di una delle tante religioni, ad esempio ad Allah. Allah significa semplicemente «Dio».
- si può utilizzare anche al plurale, «dèi», per indicare gli idoli e le false divinità pagane: «Non seguirete altri dèi, presi fra gli dèi degli altri popoli intorno a voi» (Dt 6,14). In I Corinzi 8,5-6 è scritto: «Poiché, sebbene vi siano cosiddetti dèi, sia in cielo sia in terra, come infatti ci sono molti dèi e signori, tuttavia per noi c'è un solo Dio, il Padre, dal quale sono tutte le cose, e noi viviamo per lui, e un solo Signore, Gesù Cristo, mediante il quale sono tutte le cose, e mediante il quale anche noi siamo.»

Ma come si chiama il vero Dio, che fu l'Iddio di Abraamo, Isacco e Giacobbe? Egli ha un nome proprio attribuito solo a Lui. È un nome che nessuno Gli ha dato ma che Egli stesso si è dato e che descrive come Egli è. Questo nome è «Jahwe» (JHWH). Lo si evince dalla risposta che Dio stesso ha dato alla domanda del Suo servo: «Dio disse ancora a Mosè: «Dirai così ai figli d'Israele: "Il Signore, il Dio dei vostri padri, il Dio d'Abraamo, il Dio d'Isacco e il Dio di Giacobbe mi ha mandato da voi". Tale è il mio nome in eterno; così sarò invocato di generazione in generazione» (Es 3,15). Quando Mosè, dopo il primo incontro con il faraone e le sue imposizioni (Es 5) si sentì abbattuto, l'Eterno lo rialzò con le parole: «Io sono il Signore. Io apparvi ad Abraamo, a Isacco e a Giacobbe, come il Dio onnipotente; ma non fui conosciuto da loro con il mio nome di Signore.» (Es 6,2-3).

Che cosa significa questo nome?


Il Signore spiega a Mosè il Suo nome: «Dio disse a Mosè: Io sono colui che sono. Poi disse: Dirai così ai figli d'Israele: "l'IO SONO mi ha mandato da voi. Dio disse ancora a Mosè: Dirai così ai figli d'Israele: Il Signore, il Dio dei vostri padri, il Dio d'Abraamo, il Dio d'Isacco e il Dio di Giacobbe mi ha mandato da voi...» (Es 3,14-15). In tal modo, Dio si distingue da tutti gli altri dei, poiché Jahwe significa: «Io sono colui che sono.» Questo nome descrive l'eterna esistenza di Dio, ciò che Egli è in tutta la Sua persona.
Abraham Meister scrive: «Jahwe è l' divino assoluto nella sua massima pienezza.» Il nome proprio di Dio può essere tradotto in nove modi diversi. In tal modo vediamo chi è Dio:

Io sono colui che sono.
Io sono colui che ero.
Io sono colui che sarò.
Io ero colui che sono.
Io ero colui che ero.
Io ero colui che sarò.
Io sarò colui che sono.
Io sarò colui che ero.
Io sarò colui che sarò.

Ciò significa: «Io sono colui che non è mai stato creato, che c'è sempre stato, che esiste di per sé, che è immutabile, eterno ed eternamente presente.» Per questo in italiano noi traduciamo questo nome con "Eterno".
Abraham Meister scrive al riguardo: «La radice , da cui è tratta la parola Jahweh, significa (divenire), . Egli è quindi l', che si fa conoscere . Egli si mostra in una . ... Egli è colui che rivela Sé Stesso...»
Questo nome per gli ebrei era tanto santo, grande e inavvicinabile, che non osavano mai pronunciarlo, per timore di infrangere il terzo comandamento: «Non pronunciare il nome del Signore, Dio tuo, invano». Invece di Jahwe pronunciavano «Signore» (Adonai).

Chi è questo Dio?


Il nome di Dio «Jahwe» è collegato espressamente alla redenzione. Non a caso Dio si rivela con questo nome, in vista della liberazione di Israele dalla schiavitù in Egitto.
Nel seguito dell'autorivelazione divina tramite il nome Jahwe, diviene chiaro che il Signore, in relazione alla redenzione dell'uomo, è potente da liberarlo da qualsiasi problema, infatti si fa conoscere dall'uomo con diversi attributi:

Jahwe-Rapha = Jahwe, che guarisce, che salva
Jahwe-Roi = Jahwe, mio pastore
Jahwe-Shalom = Jahwe è pace
Jahwe-Zidqenu = Jahwe la nostra giustizia


La redenzione dell'uomo è comunque personificata nella rivelazione in carne del Figlio di Dio, Gesù Cristo.

1. L'autorivelazione di Dio come Salvatore

Tramite il profeta Isaia, Dio disse al Suo popolo: «perché io sono il Signore, il tuo Dio, il Santo d'Israele, il tuo salvatore (Jahwe-Rapha)» (Is 43,3). E: «Io, io sono il Signore, e fuori di me non c'è salvatore» (Is 43,11).
Del divenire uomo di Gesù è detto: «L'angelo disse loro: «Non temete, perché io vi porto la buona notizia di una grande gioia che tutto il popolo avrà: "Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è il Cristo, il Signore.» (Lc 2,10-11).

2. L'autorivelazione di Dio come Pastore

Del suo buon pastore, «Jahwe-Roi», Davide parla nel Salmo 23,1: «Il Signore è il mio pastore, nulla mi manca.»
Mi sono sempre chiesto come mai gli angeli del Signore abbiano cercato prima i pastori sui campi di Betlemme, per rivelare loro il Salvatore. In questa luce lo comprendo meglio: il vero pastore di Israele è venuto in terra per sopperire alla miseria di tutti gli uomini. Ai pastori di Betlemme fu detto inoltre: «Voi pastori di Betlemme, che conoscete bene i pascoli delle vostre pecore, sappiate che è qui il Pastore, il grande Pastore di Israele, il supremo Pastore» («Jahwe-Roi»; cfr. I Pi 5,4).
Parlando della Sua venuta, Gesù ha detto agli israeliti: «Io sono il buon pastore» («Jahwe-Roi»; Gv 10,11.14; cfr. anche v.33).

3. L'autorivelazione di Dio come roccia

Della «roccia di Israele» leggiamo: «Poiché chi è Dio all'infuori del Signore? E chi è Rocca all'infuori del nostro Dio?» (Sl 18,32). L'apostolo Paolo disse di questa roccia: «bevvero tutti la stessa bevanda spirituale, perché bevevano alla roccia spirituale che li seguiva; e questa roccia era Cristo» (I Co 10,4). Da ciò si evince chiaramente che:

Gesù è Dio


Ci sono alcuni passi nel Nuovo Testamento, in cui il Signore Gesù parla in modo particolarmente regale di Sé stesso come l'«Io sono». In questa autorivelazione Egli utilizza la stessa espressione con cui Dio nell'Antico Testamento si definisce nei confronti del Suo popolo, come unico Signore e Salvatore del mondo.
Possiamo dire che Gesù è la "parte" di Dio inviata agli uomini. Non crediamo in tre dei, ma in un solo Dio che si rivela in tre Persone distinte.
Dal XIII secolo dopo Cristo proviene un'esegesi ebraica su Deuteronomio 6,4: «Ascolta, Israele: Il Signore, il nostro Dio, è l'unico Signore.» Nell'interpretazione leggiamo: «Perché è necessario citare tre volte il nome di Dio in questo versetto? Il primo, Jahwe, è il Padre. Il secondo è la discendenza di Iesse, il Messia, che deve venire dalla famiglia di Iesse, tramite Davide. E il terzo è la via che si trova sotto (cioè lo Spirito Santo, che ci mostra la via) e questi tre sono uno.» (cit. in: Wie erkennt man den Messias?, pag. 23, Der Òlbaum e.V., Lorrach.)
Consideriamo ora i tre punti dell'autorivelazione di Gesù Cristo come l'«Io sono»:

1. Gesù dice in Giovanni 13,19: «Ve lo dico fin d'ora, prima che accada; affinchè quando sarà accaduto, voi crediate che Io sono.» Gesù annunzia in tal modo che Egli è Jahwe, l'«Io sono» del popolo di Israele.

2. Una delle più emozionanti autorivelazioni di Gesù si trova nel Suo confronto con i sommi sacerdoti ebrei: «Perciò vi ho detto che morirete nei vostri peccati; perché se non credete che Io sono, morirete nei vostri peccati». Allora gli domandarono: «Chi sei tu?» Gesù rispose loro: «Sono per l'appunto quel che vi dico» (Gv 8,24-25). Quando gli ebrei Gli chiesero: «Sei tu forse maggiore del padre nostro Abraamo il quale è morto? Anche i profeti sono morti; chi pretendi di essere?» (Gv 8,53), Gesù diede loro questa risposta: «In verità, in verità vi dico: prima che Abraamo fosse nato, Io sono».
Allora essi presero delle pietre per tirargliele; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio» (v 58-59)
.


3. Pensiamo ad altre parole di Gesù che menzionano l'«Io sono»:


«Io sono il pane della vita» (Gv 6,35).
«Io sono la luce del mondo» (Gv 8,12; 9,5).
«Io sono la porta ...» (Gv 10,9).
«Io sono il buon pastore» (Gv 10,11.14).
«Io sono la risurrezione e la vita» (Gv 11,25).
«Io sono la via, la verità e la vita ...» (Gv 14,6).
«Io sono la vite ...» (Gv 15,1.5).

4. La più forte affermazione del fatto che Gesù è realmente Dio ci sembra essere stata enunciata nel Getsemani. Infatti, in Giovanni 18,3-6 leggiamo: «Giuda dunque, presa la coorte e le guardie mandate dai capi dei sacerdoti e dai farisei, andò là con lanterne, torce e armi. Ma Gesù, ben sapendo tutto quello che stava per accadergli, uscì e chiese loro: «Chi cercate?» Gli risposero: «Gesù il Nazareno!» Gesù disse loro: «Io sono». Giuda, che lo tradiva, era anch'egli là con loro. Appena Gesù ebbe detto loro: «Io sono», indietreggiarono e caddero in terra.»
Evidentemente, qui il Signore Gesù si rivela con il nome di Dio come «Jahwe», Colui che esiste grazie alla Sua potenza. Le conseguenze di ciò furono che le guardie indietreggiarono e caddero a terra.

Le conseguenze di questa verità


Questo Gesù che venne al mondo in una stalla, che visse l'esistenza umana e il suo sviluppo come ognuno di noi, che crebbe come un normale ragazzo, dal punto di vista fisico, spirituale e psicologico, che invecchiò così come qualunque altro, questo Gesù è Jahwe dall'eternità ed è sempre esistito. «Io sono colui che sono.» Di Lui è scritto anche nell'epistola agli Ebrei: «Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno» (Eb 13,8).
Perché dovette diventare uomo? Perché Dio non può morire. Poiché Dio scelse di morire per i peccati degli uomini, dovette diventare uomo e quindi comparve in Gesù Cristo. Di questa autoprivazione divina di Dio in Suo Figlio leggiamo che: «pur essendo in forma di Dio, non considerò l'essere uguale a Dio qualcosa a cui aggrapparsi gelosamente, ma spogliò sé stesso, prendendo forma di servo, divenendo simile agli uomini; trovato esteriormente come un uomo, umiliò sé stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce» (Fi 2,6-8). L'espressione «in forma di Dio», nel testo originale greco corrisponde a "morphe schema". Queste due parole definiscono la forma obiettiva di qualcosa così com'è e indipendente da chi la osserva. Gesù è Dio ed esiste in eterno, così come è Dio.
Nasciamo in forma umana e vogliamo entrare nella vita eterna. Gesù invece è venuto dalla vita eterna per morire. Di quando nel giardino del Getsemani si rivelò come l'«Io sono» e i Suoi nemici indietreggiarono cadendo al suolo, Egli disse infine: «Vi ho detto che sono io; se dunque cercate me, lasciate andare questi (i discepoli)» (Gv 18,8). E si diede volontariamente alla morte.
Dio si offrì e morì affinchè noi possiamo avere vita eterna. Solo in tal modo ci è possibile invocare il nome del Signore per essere salvati.
Poiché Gesù è Colui che è, anche Dio Gli ha dato «il nome che è al di sopra di ogni nome, affinchè nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra, e sotto terra,» (Fi 2,9-10). E perciò ancora «In nessun altro è la salvezza; perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati» (At 4,12).
Non possiamo invocare un Dio maggiore di Jahwe, poiché non esiste altro Dio all'infuori di Lui. Tramite il divenire uomo di Gesù, tramite il Suo morire sulla croce e la Sua resurrezione, abbiamo la possibilità di farlo. Gesù è il nostro vero e unico Salvatore per ogni ambito della nostra vita, per ogni problema e per ogni peccato. Egli può risolvere ogni situazione della nostra vita. Gesù ha detto a ragione: «Io e il Padre siamo uno» (Gv 10,30). Perciò anche le parole di Isaia 43,11 si riferiscono a Lui: «Io, io sono il Signore, e fuori di me non c'è salvatore.»


di Norbert Lieth 




"Io sono l'Alfa e l'Omega, il principio, e la fine... che è, che era e che ha da venire, l'Onnipotente" 
(Apocalisse 1:8)
 
 http://consapevolinellaparola.blogspot.it/2013/05/il-bambino-che-e-sempre-esistito.html

domenica 3 marzo 2013

Il potere dello Spirito Santo


"Il potere dello Spirito Santo."(Romani 15:13)


Il potere è la prerogativa speciale e peculiare di Dio e di Dio soltanto. "Due volte ho udito questo, che il potere appartiene a Dio". Dio è Dio e il potere Gli appartiene. Se Egli ne delega una parte alle Sue creature, tuttavia è ancora il Suo potere. Il sole, anche se è "simile ad uno sposo che esce dalla sua camera nuziale e gioisce come un prode a correre l'arringo", non ha ancora alcun potere per muoversi, eccetto per ciò in cui Dio lo dirige. Le stelle, anche se seguono la propria orbita e nessuna di esse potrebbe fermarsi, tuttavia non hanno né potere, né forza, se non quella che Dio infonde loro ogni giorno. Il sommo arcangelo, vicino al trono dell'Altissimo, che mette in ombra una cometa nel suo fulgore, anche se è uno di quelli che eccelle nella forza ed ubbidisce alla voce degli ordini di Dio, tuttavia, è ancora senza potere, se non quello che il suo Creatore gli dà. Quanto al Leviathan, che fa ribollire tanto il mare come una pentola, che uno penserebbe che le profondità marine siano bianche come un uomo canuto; come per il Behemoth, che beve l'acqua del Giordano in un sorso e si vanta di poter prosciugare i fiumi; come per tutte le maestose creature che si trovano sulla terra,  essi devono la loro forza a Colui che plasmò le loro ossa d'acciaio ed i loro muscoli di bronzo. E quando pensiamo all'uomo, se ha forza o potenza, è così piccola che a malapena possiamo definirla tale, perché quando è al massimo della sua espressione, quando agita il suo scettro, quando comanda gli eserciti, quando governa le nazioni, ancora il potere appartiene a Dio ed è vero: "Due volte ho udito questo: Che il potere appartiene a Dio". 

Questa prerogativa esclusiva di Dio si trova in ognuna delle tre Persone della gloriosa Trinità. Il Padre ha potere: perché per la Sua Parola furono fatti i cieli ed il loro esercito; mediante la Sua potenza tutte le cose sussistono e per attraverso di Lui compiono il loro destino.
Il Figlio ha il potere, perché come il Padre è il Creatore di tutte le cose: "Senza di Lui neppure una delle cose fatte è stata fatta" e " attraverso di Lui tutte le Cose sussistono".

E lo Spirito Santo ha il potere. E' in relazione a questa potenza che parlerò questa mattina e potrete avere un'esemplificazione pratica di quel medesimo attributo nei vostri cuori, quando sentirete che l'influenza dello Spirito Santo viene sparsa su di me, così che possa esprimere le parole del Dio vivente all'anima vostra e  che viene conferita a voi quando sentirete gli effetti di questa potenza nei vostri propri spiriti.
Considereremo la potenza dello Spirito Santo in tre modi questa mattina. I primo luogo, le manifestazioni esteriori e visibili di essa, in secondo luogo, le manifestazioni interiori e spirituali di essa ed infine le attese opere future di essa. La potenza dello Spirito sarà in questo modo, spero, chiaramente donata alle vostre anime.


I. LA POTENZA DELLO SPIRITO SANTO NELLE MANIFESTAZIONI ESTERIORI E VISIBILI DI ESSA
 
La potenza dello Spirito non è rimasta dormiente, ma si è esercitata sempre. Molto  già è stato fatto per mezzo dello Spirito di Dio; molto più di quanto potesse essere compiuto da chiunque, tranne l'Infinito, Eterno, Onnipotente Jehovah, del quale lo Spirito Santo è una Persona.
Ci sono quattro opere che sono i segni esteriori e manifesti del potere dello Spirito, opere di creazione, opere di risurrezione, opere di attestazione, o di testimonianza, e opere di grazia. Di ciascuna di queste opere parlerò molto brevemente.

1.
In primo luogo, lo Spirito ha manifestato l'onnipotenza del Suo potere nelle opere di creazione, perché, anche se non molto frequente, nella Scrittura, tuttavia a volte la creazione è attribuita allo Spirito Santo, così come al Padre e al Figlio. La creazione dei cieli sopra noi, si dice che sia opera dello Spirito di Dio. Questo si vedrà subito, facendo riferimento alle  Sacre Scritture in Giobbe 26,13: "Per il suo Spirito egli ha guarnito i cieli, la sua mano ha formato il serpente tortuoso." Tutte le stelle del cielo si dice che siano state poste in alto dallo Spirito, e una particolare costellazione chiamata "serpente tortuoso," è appositamente sottolineata come Sua opera. Egli sciolse le fasce di Orione, Lui che fissò le dolci influenze delle Pleiadi, e fissò Arturo con i suoi soli.

Egli creò tutte quelle stelle che brillano nel cielo. I cieli furono guarniti dalle Sue mani, e formò il serpente guizzante per mezzo della Sua potenza. Così è anche di tutti gli atti continui della creazione, che sono ancora compiuti nel mondo, come la creazione dell'uomo e degli animali, la loro nascita e tutte le loro generazioni. Tutti questi atti sono anche attribuiti allo Spirito Santo. Nel Salmo 104 verso 29 è scritto: "Tu nascondi la tua faccia, essi sono smarriti, tu ritiri il loro fiato, ed essi muoiono e tornano nella loro polvere. Tu mandi il tuo spirito, essi sono creati, e tu rinnovi la faccia della terra".  Così, anche, in quei continui atti di creazione, che sono ancora eseguiti in tutto il mondo, come la procreazione dell'uomo e degli animali, la loro nascita e la generazione dell'età. Questi sono attribuiti anche allo Spirito Santo, come la prima guarnizione dei cieli , o il modellamento del serpente guizzante. Ma se considerate quanto è scritto nel primo capitolo della Genesi, vedrete in maniera più particolareggiata quell'opera peculiare di potenza rintracciabile nell'universo che è stata manifestata dallo Spirito Santo e scoprirete quale è stata la Sua opera speciale. In Genesi 1:2 leggiamo: "E la terra era informe e vuota e le tenebre coprivano la faccia dell'abisso, e lo Spirito di Dio aleggiava sulla superficie delle acque". Non sappiamo quanto remoto sia il periodo della creazione di questo globo terrestre, certamente molti milioni di anni prima di Adamo. Il nostro pianeta è passato attraverso diversi stadi di esistenza e differenti tipi di creature hanno vissuto sulla sua superficie, ognuna delle quali però fu plasmata da Dio. Ma prima di quell'era, quando l'uomo doveva divenire il principale abitante e signore, il Creatore abbandonò il mondo alla confusione. Egli permise che il fuoco interno esplodesse dall'abisso e distruggesse tutta la materia solida, cosicché ogni tipo di sostanza fosse mescolata in una vasta massa in disordine.

L'unica definizione che potreste dare al mondo di allora è che consisteva in una massa caotica di materia e quello che sarebbe diventato nessuno lo avrebbe potuto immaginare o definire. Era totalmente "informe e vuota e le tenebre coprivano la faccia dell'abisso".

Lo Spirito di Dio venne, allargò le Sue immense ali, e ordinò alle tenebre di disperdersi mentre aleggiava su di esse, tutte le diverse porzioni di materia andarono al loro posto e la terra non fu più "informe e vuota", ma divenne rotonda come i pianeti suoi simili e si mise in movimento, cantando gioiose lodi a Dio, non suoni senza alcuna armonia, ma un'unica grande nota nella vasta scala della creazione. Milton descrive, in modo bellissimo, quest'opera dello Spirito che produsse ordine dalla confusione, quando il Re di Gloria con la Sua potente Parola e lo Spirito vennero per creare nuovi mondi.


"Sulla terra celeste si trovavano, e dalla riva
videro il vasto, incommensurabile abisso,
Scandaloso come un mare, scuro, inutile, selvaggio,
Fino dal basso agitato da venti furiosi
E impetuose onde, come montagne, aggredivano
l'altezza del cielo, e con il centro mescolato ai poli.

"Silenzio, voi onde agitate, e tu profondità, pace,
Disse allora la Parola Onnimagnifica, la tua discordia termina.
Allora fu calma sulle acque,
Le sue ali solenni lo Spirito di Dio spiegò
E la virtù vitale fu infusa, e il calore vitale fu in
tutta la massa fluida. "

Questa che vedete, quindi, è la potenza dello Spirito. Se avessimo potuto vedere quella terra tutta in confusione avremmo detto: "Chi può creare un mondo da questo caos?". La risposta sarebbe stata: "La potenza dello Spirito può farlo. Semplicemente allargando le Sue ali come una colomba può far tornare tutte le cose insieme. Dopo di che vi sarà ordine dove non c'era altro che confusione". Questo non è tutto il potere dello Spirito. Abbiamo visto solo alcune delle Sue opere nella creazione. Ma ci fu, soprattutto, un caso della creazione in cui lo Spirito Santo fu particolarmente interessato, cioè nella formazione del corpo del nostro Signore Gesù Cristo. Sebbene il nostro Signore Gesù Cristo, nacque da una donna e reso a somiglianza di carne di peccato, tuttavia, il potere che Lo generò fu interamente in Dio e nello Spirito Santo, come le Scritture si esprimono: "Lo Spirito Santo verrà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà dell'ombra sua" (Luca 1:35).
Gesù fu generato, come è detto nel Credo Apostolico, generato dallo Spirito Santo. "Questa cosa santa che è nata da te sarà chiamata Figlio dell'Altissimo". La struttura corporea del Signore Gesù Cristo fu un capolavoro dello Spirito Santo. Suppongo che il Suo corpo eccelse su tutti gli altri in bellezza. Deve essere stato come quello del primo uomo, il cui modello è  i
l modello stesso di ciò che il corpo dovrà essere in paradiso, quando esso dovrà risplendere in tutta la sua gloria. Questa meravigliosa forma, in tutta la sua bellezza e perfezione, fu modellata dallo Spirito. "Nel Suo libro furono scritti tutti i membri, quando ancora non esisteva nessuno di loro". Egli Lo ha modellato e formato e,  anche qui, abbiamo un altro caso della potenza creatrice dello Spirito.

2. Una seconda manifestazione della potenza dello Spirito Santo si può trovare nella resurrezione del Signore Gesù Cristo. Se avete studiato quest'argomento, sarete rimasti un pò perplessi nello scoprire che a  volte la resurrezione di Cristo è attribuita a Lui personalmente. Per la propria potenza e divinità Egli non poté essere trattenuto dal legame della morte, ma come,  volontariamente, Egli depose la propria vita, così ebbe anche il potere di riprenderla. In un altro testo della Scrittura trovate che la resurrezione di Gesù è attribuita a Dio Padre: "Egli lo risuscitò dai morti". "Lui che Dio Padre ha esaltato", e molti altri passi della stessa importanza. Tuttavia viene detto anche, nella Scrittura, che Gesù Cristo fu risuscitato dallo Spirito Santo. Ora tutte queste cose sono vere; Gesù fu risuscitato dal Padre perchè il Padre disse: "Sciogliete il prigioniero, lasciatelo libero; lasciatelo andare. La giustizia è soddisfatta. La mia legge non richiede maggiore soddisfazione, la vendetta ha avuto il suo compimento, lasciatelo andare". Ecco il messaggio ufficiale che liberò Gesù dalla tomba. Egli risorse per la propria maestà e potenza, perché aveva diritto di uscire dal sepolcro, ed Egli era consapevole di possedere questa prerogativa e perciò "sciolse gli angosciosi legami della morte, perché non era possibile che fosse da essi ritenuto". Ma risorse per mezzo dello Spirito Santo, tramite quell'energia che la Sua struttura mortale aveva ricevuto, per mezzo della quale risorse dalla tomba dopo esservi rimasto per tre giorni e tre notti. Se volete una ulteriore evidenza di questo, aprite le Bibbie di nuovo, 1 Pietro 3:18 "
Perché anche Cristo ha sofferto una volta per i peccati, il giusto per gl'ingiusti, per condurci a Dio. Fu messo a morte nella carne, ma vivificato dallo Spirito". Un ulteriore evidenza la potete trovare in Romani 8:11, (amo, a volte, essere testuale, perché io credo che il grande errore dei cristiani è che essi non esaminino le Scritture abbastanza, e io li farò cercare mentre si trovano qui, se non lo fanno da nessun'altra parte), "E se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, Colui che ha risuscitato Cristo dai morti, vivificherà anche i vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi".
Perciò, la resurrezione di Gesù si compì per l'azione dello Spirito Santo e qui abbiamo una nobile illustrazione della Sua onnipotenza. Se foste potuti entrare, come fecero gli angeli, nel sepolcro di Gesù e aveste visto il Suo corpo addormentato, Lo avreste trovato gelido come qualsiasi altro cadavere. Sollevate la Sua mano cade di peso di lato, guardate i Suoi occhi sono vitrei.
E questa è una vera morte che aveva annientato la vita. Guardate le Sue mani, il sangue non ne sgorga più, sono fredde ed immobili. Può quel corpo rivivere? Può muoversi? Sì ed è un'illustrazione della potenza dello Spirito Santo. Infatti quando la potenza dello Spirito venne su Lui, fu come quando scese sulle ossa secche della valle: "Egli risorse nella maestà della Sua divinità, e splendente e maestoso, stupì le guardie al punto che esse fuggirono. Sì, Egli risorse per non morire più, ma per vivere in eterno, Re dei re e Principe dei re della terra."

3. Il terzo tipo delle opere dello Spirito Santo, che hanno così meravigliosamente dimostrato la Sua potenza, sono le opere di attestazione. E con questo intendo le opere di testimonianza. Quando Gesù Cristo entrò nelle acque del battesimo nel fiume Giordano, lo Spirito Santo discese su Lui come una colomba e Lo proclamò Figlio
diletto  di Dio. Questo è quello che io definisco l'opera di attestazione. E quando, in seguito, Gesù Cristo fece tornare in vita i morti, quando guarì il lebbroso, quando ordinò alle infermità di abbandonare i corpi malati e queste fuggirono rapidamente, quando i demoni lasciarono a migliaia coloro che ne erano posseduti, tutto questo fu compiuto mediante la potenza dello Spirito. Lo Spirito dimorava in Gesù senza misura e per mezzo di questo potere tutti quei miracoli furono compiuti. Queste furono tutte opere di attestazione. Quando Gesù Cristo ascese al cielo, ricorderete che la testimonianza principale dello Spirito Santo si manifestò quando Egli arrivò come un vento impetuoso sui discepoli riuniti, e "lingue come di fuoco che si dividevano" si posarono su di loro ed Egli attestò il loro ministerio, dando loro di "parlare in altre lingue, come Egli dava loro di esprimersi"; e ricorderete come dagli apostoli furono compiuti atti miracolosi e come abbiano insegnato con autorità, come Pietro fece tornare in vita Tabita, come Paolo fece tornare in vita Eutico e come grandi gesta furono compiute dagli Apostoli così come furono compiute dal loro Maestro, così che "potenti segni e prodigi erano compiuti mediante lo Spirito Santo e, molti credettero in tal modo", chi avrebbe potuto dubitare della potenza dello Spirito Santo dopo di questi fatti? Forse quei sociniani che negano l'esistenza dello Spirito Santo e la Sua personalità, ma che faranno quando forniremo loro le evidenze della creazione, della resurrezione e dell'attestazione? Cadranno nel giudizio stabilito per loro dalla Scrittura: "La pietra torna addosso a chi la rotola" (Proverbi 26:26) e ne rimarrà ferito, ma se resiste lo ridurrà in polvere. Lo Spirito Santo possiede la potenza onnipotente come è quella di Dio.

4. Inoltre, se vogliamo un altro segno visibile ed esteriore della potenza dello Spirito di Dio, possiamo esaminare le opere della Grazia. Ecco una città dove un indovino manifestava il suo potere, "dandosi per qualcosa di grande", ma Filippo arriva e predica la Parola di Dio; immediatamente Simon Mago perde il suo potere potere ed egli stesso cerca la potenza dello Spirito Santo, credendo che si possa acquistare tramite il denaro.
Vedete ai nostri giorni, un paese in cui gli abitanti vivono in capanne miserabili, si cibano di rettili e delle più immonde creature, osservateli inchinarsi davanti ai loro idoli e adorare i loro falsi dèi e così sprofondati nella superstizione, così degradati e abbruttiti, che sorge l'interrogativo, se questi possiedano un'anima o meno, ecco arrivare un missionario, con la Parola di Dio nelle mani, lo ascoltano predicare come lo Spirito gli dà d'esprimersi e accompagna la Parola con segni e prodigi.  Abbandonano i loro idoli, odiano ed aborriscono le loro passioni precedenti; costruiscono case per abitare, si vestono e rinsaviscono. Spezzano gli archi e rompono le lance, gli incivili divengono civili, i selvaggi divengono gentili, loro che non conoscevano nulla iniziano a leggere le Scritture e così dalle labbra degli ottentotti, Dio testimonia la forza  del Suo Spirito potente.

Prendete ad esempio una famiglia in questa città, il padre è un ubriacone, è un esempio di disperazione; guardatelo nella sua follia e avrete la possibilità di incontrare una tigre in libertà. Se qualcuno l'offende, potrebbe ritrovarsi squarciato in mille brandelli. Notate sua moglie. Anche lei ha un suo carattere e quando la maltratta, ella resiste; molte risse sono state viste da
quella casa. Spesso i vicini sono stati disturbati dal clamore che si è creato in quel luogo.Per quanto riguarda i loro poveri piccoli figli, guardateli nei loro stracci e nella loro nudità, povere creature senza istruzione. Ho detto, senza istruzione? No, essi sono istruiti e ben istruiti alla scuola del diavolo, stanno crescendo per essere eredi della dannazione.

Ma qualcuno che Dio ha benedetto con il Suo Spirito è guidato sino alla casa. Forse un umile missionario di città, ma dice a quell'uomo: "Oh", dice, "vieni e ascolta la voce di Dio" e, sia che si tratti di una sua opera personale o di un ministero di predicazione, la Parola di Dio, che è rapida e potente, spezza il cuore del peccatore. Le lacrime scorrono sulle sue guance, come non si era  mai visto prima. Trema e freme. Quell'uomo forte si piega verso il basso, l'uomo possente trema e quelle ginocchia, che mai vacillarono, iniziano a battere l'una contro l'altra. Quel cuore, che non si è mai perso d'animo ora comincia a tremare dinanzi alla potenza dello Spirito. Si siede sull'umile banco del penitente, lascia che le sue ginocchia si pieghino, mentre le sue labbra pronunciano la preghiera di un bambino, ma nel contempo la preghiera si trasforma nella preghiera di un figlio di Dio. egli diventa una persona trasformata. Notate ora la trasformazione nella sua casa! Quella moglie diventa una decorosa madre di famiglia. I figli sono il vanto della casa e a tempo debito cresceranno come piante d'ulivo intorno alla sua tavola e adorneranno la sua casa come pietre raffinate. Passate da quella casa, non sentirete nessun rumore, o grida, ma i canti di Sion. Guardate l'uomo, non più baldorie da ubriaco; egli ha bevuto l'ultimo bicchiere e  ora vi ha rinunciato per sempre, è andato a Dio ed è divenuto Suo servitore. Non udrete più ora, a mezzanotte, le grida da baccanali, ma se ci dovesse essere un suono sarà quello di un inno solenne di lode a Dio. E ora non esiste una cosa come la potenza dello Spirito? Si! E quelli che l'hanno vista devono esserne testimoni. Conosco un villaggio, una volta forse il più profano d'Inghilterra, un villaggio sommerso dall'ubriachezza e alla dissolutezza della peggior specie, dove  era quasi impossibile, per
un onesto viaggiatore, fermarsi presso un edificio pubblico, senza essere infastidito dalle bestemmie; un luogo noto ad incendiari e ladri. Un uomo, il capobanda, ascoltò la voce di Dio, e il cuore di quell'uomo fu rotto. L'intera banda venne ad ascoltare predicare l'Evangelo, e si sedettero con tale riverenza davanti al predicatore, che sembrò che questi fosse Dio stesso e non un uomo. Questi uomini furono cambiati e trasformati dalla potenza di Dio e tutti coloro che conoscevano quel luogo affermano che tale cambiamento non avrebbe mai potuto compiersi se non per la potenza dello Spirito Santo. Lasciate che il Vangelo sia predicato e lo Spirito effuso, e vedrete che ha un tale potere di cambiare le coscienze, di migliorare il comportamento, di sollevare i degradati, di castigare e di frenare la corsa della malvagità , che dovrete darGli gloria. Vi dico che non vi è nulla come  la potenza dello Spirito. Lasciate solo che arrivi e sicuramente ogni cosa potrà essere compiuta.

Passiamo ora al secondo punto:

II. LA POTENZA INTERIORE E SPIRITUALE DELLO SPIRITO SANTO 


Quello di cui ho già parlato può essere visto, quello di cui mi accingo a parlare deve essere sentito e, nessuno comprenderà ciò che dico come verità, se non lo sente. La prima persino l'infedele deve riconoscerla, e anche il più grande bestemmiatore non la può negare, se dice il vero, ma questa parte è ciò di cui uno riderà con entusiasmo, e ciò di cui l'altro dirà  che è un'invenzione della nostra fervida fantasia. Tuttavia noi abbiamo una parola di testimonianza più infallibile di tutto ciò che essi possono dire. Abbiamo una testimoninza interiore. Sappiamo che essa è la verità, e non abbiamo paura di parlare del potere spirituale interiore dello Spirito Santo. 

Osserviamo due o tre cose in cui il potere interiore e spirituale dello Spirito Santo è veramente grande da essere visto ed celebrato.

1. In primo luogo osserviamo che lo Spirito Santo detiene un potere sopra i cuori degli uomini. Ora i cuori degli uomini sono veramente molto difficili da influenzare. Se volete arrivare a loro su qualsiasi argomento mondano, potete farlo. Un mondo fraudolento può vincere il cuore dell'uomo, un po'di oro può vincere il cuore dell'uomo, una promessa di fama e di un pò di clamore di applausi possono vincere il cuore dell'uomo. Tuttavia non esiste un ministro di culto vivente in grado di vincere il cuore dell'uomo stesso. Egli può vincere le sue orecchie e farlo ascoltare, può vincere i suoi occhi e farli fissare su di se stesso, egli può conquistarne l'attenzione, ma il cuore è molto sfuggente. Si! Il cuore è un pesce che preoccupa tutti i pescatori dell'Evangelo per mantenerne la presa. Talcolta si può tirare quasi del tutto fuori dall'acqua,ma, viscido come un'anguilla, esso sfugge tra le dita, e tu non lo avrai catturato, dopo tutto. Più di un uomo ha immaginato di aver catturato un cuore, ma è rimasto deluso. Ci vuole un forte cacciatore per oltrepassare un cervo, sulle montagne. E' troppo agile per permettere ad un piede umano di avvicinarsi. Lo Spirito Santo è il solo che ha potere sul cuore dell'uomo. 


Avete mai provato il vostro potere su un cuore? Se qualcuno pensa che un ministro sia in grado di convertire un'anima, vorrei che provasse. Lasciate che inizi col diventare un insegnante della Scuola Domenicale. Prenderà la sua classe, avrà i migliori libri che si possano avere, stabilirà le migliori regole, prenderà il migliore studente della sua classe e se non sarà stanco in una settimana, io avrò sbagliato. Lasciate che provi per quattro o cinque domeniche e poi dirà: "Quel ragazzo è incorreggibile", lasciate che provi con qualcun altro. Allora tenterà con un altro, un altro e ancora un altro prima di riuscire a convertirne uno. Alla si troverà presto a dire: "Non per potenza, né per forza, ma per lo Spirito mio, dice l'Eterno".

Può un ministro convertire? Può compungere il cuore? Davide disse: "Il loro cuore è denso come grasso". E' proprio vero, non è possibile penetrarlo, perché è grasso. La nostra spada non può raggiungerlo, è circondato da così tanto grasso che è più duro di una pietra da mulino. Più di una delle ottime lame dell'antica Gerusalemme si sono spuntate contro un cuore duro. Più di una spada d'acciaio che Dio ha messo nelle mani dei Suoi servitori si è piegata quando sono è stata rivolta contro il cuore del peccatore. "
Il mio diletto ha messo la mano nel buco della porta, e le mie viscere si sono mosse per il peccato."  Noi non possiamo raggiungere l'anima, ma lo Spirito Santo può farlo. Egli può dare un senso al perdono acquistato dal sangue che scioglierà un cuore di pietra.
Egli può: 


"Parlare con quella voce che risveglia i morti
E comandare l'avanzare dei peccatori
E creare il timore alla coscienza colpevole
Della morte che non muore mai. "

Egli può creare i tuoni che si odono dal Sinai, e può creare i dolci fruscii del Calvario facendoli penetrare nell'anima.  Egli ha il potere sul cuore dell'uomo. E questa è una prova gloriosa dell'onnipotenza dello Spirito che ha il dominio su tutto il cuore.

2. Tuttavia esiste una cosa più ostinata del cuore, e questa è la volontà. "Il Signor Ostinato", come lo chiama nella sua "Guerra santa" John Bunyan, è un individuo che non sarà facilmente piegato.  La volontà, specialmente in alcuni, è inflessibile, ed in tutti, se la volontà si erge opponendosi, non c'è nulla che si possa fare. Qualcuno crede nel libero arbitrio? E' il sogno di tanti. Il libero arbitrio dove si trova? Una volta si trovava in Eden e creò una terribile tragedia, perché rovinò il Paradiso e scacciò Adamo fuori del giardino. Il libero arbitrio una volta si trovava in cielo, ma scacciò il glorioso arcangelo ed una terza parte delle stelle del cielo caddero nell'abisso. Io non voglio avere nulla a che fare con il libero arbitrio, ma cercherò di capire se possiedo un libero arbitrio dentro di me. E scopro che ne ho. Un libero arbitrio di una volontà volta verso la malvagità, veramente priva di tutto ciò che è bene. Un libero arbitrio assoluto quando pecco, ma quando voglio fare il bene, il male è presente in me e come riuscire a fare quello che vorrei, non lo trovo. Tuttavia, alcuni si vantano di possedere il libero arbitrio.  Mi chiedo se coloro che credono in esso abbiano un potere maggiore sulla volontà delle persone di quanto ne abbia io? So che io non ne ho alcuno. Ho scoperto un antico proverbio molto vero: "Un uomo può condurre un cavallo all'abbeveratoio, ma cento non possono costringerlo a bere". Scopro che posso portare tutti voi verso l'acqua, una grande moltitudine, più di quanti possano entrare in questa cappella, ma non posso farvi bere, e non credo che un centinaio di ministri potrebbe costringervi a bere. Ho letto l'antico Rowland Hill, e Whitefield, e diversi altri, per vedere quello che hanno fatto, ma non riesco a scoprire un segreto per modificare la vostra volontà. Non posso convincervi, e voi non cederete in nessun modo attraverso degli strumenti. Non credo che alcun uomo abbia potere sulla volontà dei suoi simili, ma lo Spirito di Dio lo possiede: "Io li renderò volenterosi nel giorno del mio potere".

Egli trasforma il peccatore recalcitrante, in modo che sia disposto a correre per rifugiarsi nell'Evangelo. Colui che era ostinato, ora corre verso la croce. Colui che derideva Gesù, ora si appella alla Sua misericordia e chi non voleva credere, è ora spinto dallo Spirito Santo a farlo, non soltanto volenterosamente, ma con fervore, egli è felice, è lieto di farlo, gioisce al suono del nome di Gesù, e si
si diletta di correre sulla via dei comandamenti di Dio. Lo Spirito Santo ha potere sulla volontà umana.

3. E tuttavia c'è una cosa che penso sia anche peggio della volontà. Avrete indovinato cosa voglio dire. La volontà è più difficile del cuore da piegare, ma c'è una cosa che supera la volontà nella sua sregolatezza, e questa è l'immaginazione. Spero che la mia volontà sia controllata dalla Grazia divina ma ho timore che la mia immaginazione molto spesso non lo sia. Coloro che hanno una buona dose di immaginazione, sanno quanto sia difficile controllare. Non potete frenarla. Spezzerà le redini.  Non sarete mai in grado di dominarla. L'immaginazione a volte s'innalza fino a Dio con tale potenza che le ali dell'aquila non possono eguagliare. Talvolta possiede una potenza tale da poter quasi vedere il Re nella Sua bellezza, e la terrache è molto lontana.

Per quanto mi riguarda, la mia immaginazione mi trasporta a volte oltre le porte di ferro, nell'infinito sconosciuto, fino alle porte di perla a scoprire i beati glorificati. Tuttavia se è potente in un senso, è potente anche nell'altro, perché la mia immaginazione mi ha trascinato nei più vili canali e nelle fogne della terra. Mi ha procurato pensieri così terribili che durante il tempo che non riuscivo a evitarli, ero completamente preso dall'orrore. Questi pensieri arrivano, e quando raggiungo la posizione più santa, la più devota verso Dio, la più fervente nella preghiera, spesso capita che proprio questo sia il momento, durante il quale, il flagello si scatena nel peggiore dei modi. Ma mi rallegro e penso a una cosa, che posso gridare quando questa forma della mia immaginazione si manifesta.

So che nel libro di Levitico,
è detto che allorchè un atto malvagio veniva commesso contro una fanciulla, se la fanciulla gridava, allora la sua vita sarebbe stata risparmiata. Così avviene per il cristiano: "Se grida c'è speranza". Potete incatenare la vostra immaginazione? No, ma la potenza dello Spirito Santo può farlo. Lo farà, lo farà alla fine, e lo fa già oggi sulla terra. 

Ora vediamo l'ultima parte:

III. LE OPERE FUTURE E GLI EFFETTI DESIDERATI

Dopotutto, anche se lo Spirito Santo ha fatto così tanto, non può dire: "Tutto è compiuto". Gesù Cristo poté esclamare riguardo alla Sua opera: "Tutto è compiuto". Ma lo Spirito Santo non può dirlo. Egli deve compiere ancora molto, fino alla consumazione di tutte le cose, quando il Figlio stesso sarà sottoposto al Padre, lo Spirito Santo non potrà dire: "Tutto è compiuto". Cosa, allora, deve ancora fare lo Spirito Santo?

1. In primo luogo deve perfezionarci  nella santificazione. Ci sono due tipi di perfezione di cui il cristiano ha bisogno: uno è la perfezione della giustificazione nella Persona di Gesù e l'altra è la perfezione della santificazione, prodotta in lui dallo Spirito Santo. Al momento, la corruzione riposa ancora immobile nel seno del credente rigenerato. Al presente il cuore è ancora parzialmente impuro. Allo stato attuale ci sono ancora concupiscenze e immaginazioni malvage.

Però oh! La mia anima si rallegra nel sapere si avvicina il giorno quando Dio completerà l'opera che ha cominciato ed Egli presenterà l'anima mia, non soltanto perfetta in Cristo, ma la mia vita perfetta anche nello Spirito, "senza macchia, senza difetto o alcunchè di simile". È proprio vero che questo povero cuore depravato sta per divenire santo come quello di Dio? È proprio vero che questo povero spirito che spesso grida: "Oh che miserabile uomo che sono! Chi mi libererà da questo corpo di morte?" sarà liberato dal peccato e dalla morte? Non avrò più parole malvagie che opprimono le mie orecchie e pensieri impuri che disturbano la mia pace? Oh! Felice momento! Possa essere affrettato! Poco prima di morire, la santificazione sarà completata, ma sino a quel momento non potrò mai pretendere la perfezione dentro di me. Ma nell'istante in cui morirò, il mio spirito avrà il suo ultimo battesimo di fuoco nello Spirito Santo. Sarà messo nel crogiuolo per la sua ultima prova nella fornace ed allora, libero da tutte le scorie e raffinato come un cuneo di oro puro, esso sarà presentato ai piedi di Dio, senza neanche la minima scoria o impurità. Oh, ora gloriosa! Oh, momento benedetto! Mi sembrerebbe di bramare di morire anche se non ci fosse il cielo, per poter avere quell'ultima purificazione e risalire dal fiume Giordano più bianco del bucato. Oh, poter essere reso candido, pulito, puro, perfetto! Non ci sarà angelo più puro di quello che diventerò. Potrò dire: "Grande Dio, sono purificato per mezzo del sangue di Gesù, sono purificato anche mediante l'opera dello Spirito Santo, sono veramente purificato!". Non dobbiamo quindi esaltare la potenza dello Spirito Santo che ci permette dì essere in grado di stare davanti al Padre nostro in cielo?

2. Un'altra grande opera dello Spirito Santo che ancora non e completata è quella di produrre la gloria degli ultimi giorni. Tra pochi anni ancora, non so quando, né come, lo Spirito Santo verrà sparso in modo molto differente da ora. Esistono diversità di operazioni e, durante questi ultimi anni, è accaduto che si siano manifestate
opere diversificate con piccole effusioni dello Spirito. I ministri hanno seguito una noiosa routine, continuamente predicando, prediche e prediche e molto poco di buono è stato fatto. Io spero, forse, che  davanti a noi vi sia l'inizio di una nuova era,  e che si manifesterà una maggiore effusione dello Spirito rispetto ad oggi. Perché l'ora viene, ed potrebbe essere già venuta, nella quale lo Spirito si riverserà di nuovo in modo meraviglioso e che molti andranno avanti e indietro e la conoscenza verrà aumentata, la conoscenza del Signore ricoprirà la terra come le acque ricoprono la superficie del grande abisso; quando il Suo regno verrà e la Sua volontà sarà fatta in terra come è fatta in cielo. Noi non abbiamo intenzione di essere trascinati per sempre, come Faraone dalle ruote del suo carro. Il mio cuore esulta ed i miei occhi scintillano al pensiero che molto probabilmente vivrò per vedere l'effusione dello Spirito, quando "i figli e le figlie di Dio profetizzeranno nuovamente e i giovani avranno delle visioni e i vecchi sogneranno dei sogni". Probabilmente non ci saranno doni miracolosi, perché non sarà necessario, ma vi sarà ancora una tale quantità miracolosa di santificazione, un tale straordinario fervore nella preghiera, una tale vera comunione profonda con Dio, così tanta religione viva, e una tale diffusione delle dottrine della croce, che ognuno vedrà che in verità lo Spirito sta venendo versato come acqua, e che le pioggia scende dall'alto. Per tutta questa effusione preghiamo, cerchiamo continuamente di operare e cerchiamola attraverso Dio.

3. Un'altra opera dello Spirito Santo che manifesta, 
particolarmente, il Suo potere è la resurrezione universale. Dalla Scrittura abbiamo ragione di credere che la resurrezione dei morti, benchè avverrà mediante la voce di Dio e della Sua Parola (il Figlio), dovrà essere manifestata anche per opera dello Spirito. Lo stesso potere che risuscitò Gesù Cristo dai morti, vivificherà anche i vostri corpi mortali. La potenza della resurrezione è forse la più grande dimostrazione delle opere dello Spirito. Ah! Amici miei, se a questa terra potesse essere strappato per un po' il manto che la ricopre, se potessero essere tagliate la zolle verdi e potessimo guardare a circa sei metri di profondità nel sue viscere, cosa sembrerebbe il mondo! Cosa vedremmo? Ossa, cadaveri, marciume, vermi e corruzione. E che direste: "Possono queste ossa secche rivivere? Possono levarsi in piedi?". "Sì, in un momento! In un batter d'occhio, al suono dell'ultima tromba i morti risorgeranno". Egli parla; essi rivivono! Li vedete sparsi, l'osso si congiunge alle sue ossa! Li vedete nudi, la carne viene su di loro! Li vedete ancora senza vita. "Vieni dai quattro venti, o Spirito, e soffia su questi morti". Quando il vento dello Spirito Santo arriva, essi vivono, si levano in piedi, un esercito grandissimo .

Ho tentato di parlare del potere dello Spirito e confido di avervelo mostrato. Ed ora pochi momenti per fare delle considerazioni pratiche. Lo Spirito è molto potente Cristiani! Cosa dobbiamo dedurre noi da questo fatto? Che non dobbiamo mancare di fede nella potenza di Dio per condurci in cielo. 

O com'è dolce quel versetto che fu messo da parte per la mia anima ieri!
"Il Suo sicuro e onnipotente braccio
è sollevato in vostra difesa;
Dov'è che il potere potrà raggiungervi con esso?
O cosa potrete ottenere da esso?"
I vostri nemici possono superare l'onnipetenza? Allora possono vincervi. Possono combattere con la Divinità e gettarla a terra? Allora potrebbero conquistarvi. Perchè il potere dello Spirito è il nostro potere e la potenza dello Spirito è nostra potenza. Ancora una volta, Cristiani, se questa è la potenza dello Spirito, perché dovreste dubitare di qualche cosa? C'è tuo figlio, c'è tua moglie per i quali hai supplicato così spesso, non dubitare del potere dello Spirito: "Se Egli tarda, aspettalo" C'è tuo marito, o santa donna! E tu hai combattuto per l'anima sua. E anche se lui è sempre così indurito e disperato, un miserabile e ti tratta male, vi è il potere dello Spirito. E voi che siete arrivati da chiese sterili senza quasi foglie sull'albero: non dubitate della potenza dello Spirito di risollevarvi, perché vi sarà "un pascolo per le greggi e una caverna per gli asini selvatici" aperto ma deserto fino a quando lo Spirito non verrà infuso dall'alto. "Il luogo arido diventerà uno stagno e la terre assetate, sorgenti d'acqua, nei luoghi dove si sdraiavano i draghi ci sarà erba con canne e giunchi".

E, o voi membri di Park Street, che ricordate ciò che Dio ha fatto particolarmente per voi, non dubitate mai del potere dello Spirito. Voi che avete visto fiorire il deserto come il Carmel, voi che avete visto il deserto sbocciare come la rosa, abbiate fiducia in Lui per il futuro. Allora uscite e operate con la convinzione che il potere dello Spirito Santo è in grado di compiere qualsiasi cosa. Andate alle vostre imprese missionarie, andate a predicare nei vostri locali con la convinzione che la potenza dello Spirito è il nostro grande aiuto. Ed ora, infine, a voi peccatori: che cosa dirvi di questo potere dello Spirito? Perché, secondo me, c'è speranza per alcuni di voi. Io non posso salvarvi, non posso arrivare a voi, riesco a farvi piangere talvolta, ma vi asciugate gli occhi ed è tutto finito. Però so che il mio Maestro può. Questa è la mia consolazione. Capo dei peccatori: c'è speranza per te! Questa potere può salvarti come qualunque altro. E' in grado di spezzare il tuo cuore, anche se è di ferro, di far sì che i tuoi occhi si sciolgano dalle lacrime, anche se sono stati finora come pietre. La Sua potenza è  in grado questa mattina, se vuole, di cambiare il vostro cuore, mutare il corso di tutte le vostre idee e rendervi immediatamente un figlio di Dio e giustificarvi in Cristo. C'è sufficiente potenza nello Spirito Santo. Voi non sarete solo raddrizzati in Lui ma nelle vostre stesse viscere. Egli è capace di condurre i peccatori a Gesù, è in grado di rendervi volenterosi nel giorno della Sua potenza. Siete pronti? È giunto a farvi desiderare il Suo nome, e a farvi desiderare Gesù? Allora,  o peccatore! Mentre Egli ti attrae a Sé, diGli: "Attirami, senza Te sono un miserabile". SeguiteLo, seguiteLo e, mentre vi conduce, calcate le Sue orme e gioite che abbia cominciato un'opera buona in voi, perché è l'evidenza che vi porterà avanti fino alla fine. O avvilito! Poni la tua fiducia nella potenza dello Spirito Santo. Riposa sul sangue di Gesù e la tua anima sarà al sicuro, non soltanto ora, ma per tutta l'eternità. Dio vi benedica, miei ascoltatori. Amen.

Spurgeon

Traduzione dall'originale di Consapevoli nella Parola

(originale:http://www.spurgeon.org/sermons/0030.htm )




 "...prima ero un bestemmiatore, un persecutore e un violento; ma misericordia mi è stata usata, perché agivo per ignoranza nella mia incredulità"
 (1 Timoteo 1:13) 
 
 http://consapevolinellaparola.blogspot.it/2013/03/potenza-potere-Dio-SpiritoSanto-Spurgeon.html

venerdì 25 gennaio 2013

La Potenza di Dio




“Dio ha parlato una volta, due volte ho udito questo: che la potenza appartiene a Dio” (Salmo 62:11)

Non possiamo avere un concetto giusto di Dio senza pensare che Egli è onnipotente ed onnisciente.

Uno che non possa fare ciò che vuole e portare a compimento ciò che gli piace, non può essere Dio.

Poiché Dio ha una volontà per attuare ciò che ritiene buono, ed ha anche la potenza per compiere la propria volontà.

La potenza di Dio è quella capacità e forza che Egli possiede, di portare a compimento ciò che gli piace, qualsiasi cosa decisa dalla Sua infinita saggezza e qualsiasi cosa la purezza della Sua volontà possa decidere… come la santità e la bellezza di tutti gli attributi di Dio, così la potenza è quella che dà vita ed azione a tutte le perfezioni della natura divina.

Come sarebbero vani gli eterni propositi di Dio se la Sua potenza non intervenisse ad eseguirli! Senza potenza la Sua misericordia sarebbe solo una debole pietà, le Sue promesse un suono vuoto, le Sue minacce degli spaventapasseri.

La potenza di Dio è come Lui stesso: infinita, eterna, incomprensibile; non può essere controllata, limitata o frustrata dalla creatura.

“Dio ha parlato una volta, due volte ho udito questo: che la potenza appartiene a Dio” (Salmo 62:11). Dio ha parlato una volta, non c’è bisogno d’altro! Cieli e terra passeranno ma la Sua parola rimane in eterno. Dio ha parlato una volta, come si addice alla Sua divina Maestà! Noi poveri mortali possiamo parlare spesso e non venire ascoltati.

Egli parla solo una volta ed il tuono della Sua potenza viene udito su mille montagne

“L’Eterno tuonò nei cieli e l’Altissimo fece udire la Sua voce con grandine e con carboni accesi. Lanciò folgori in gran numero e disperse i nemici. Allora apparve il fondo del mare, e le fondamenta del mondo furono scoperte al tuo rimprovero, o Eterno, al soffio del vento delle tue narici.” (Salmo 18: 13-15).

“Dio ha parlato una volta”: ecco la Sua immutabile autorità: “Poiché chi, nei cieli, è paragonabile all’Eterno? Chi è simile all’Eterno tra i figli di Dio?” (Salmo 89:6). “Tutti gli abitanti della terra son da lui reputati nulla; Egli agisce come vuole con l’esercito del cielo e con gli abitanti della terra; e non v’è alcuno che possa fermare la Sua mano e dirgli: che fai?” (Daniele 4:35). Questo fu chiaramente dimostrato quando Dio si incarnò ed abitò tra gli uomini. Al lebbroso disse: “Lo voglio, sii mondato. Ed in quell’istante egli fu mondato dalla sua lebbra.” (Matteo 8:3).  Ad uno che era nella tomba da quattro giorni gridò: “Lazzaro , vieni fuori!” ed il morto uscì. Il vento tempestoso e le onde infuriate furono messe a tacere semplicemente con la Sua parola. Una legione di demoni non poté resistere al Suo comando di autorità. “La potenza appartiene a Dio” ed a Lui solo. Nessuna creatura nell’intero universo ha un atomo di potenza che non gli sia data da Dio. Ma la potenza di Dio non è acquisita né dipende dalla concessione di una qualsiasi altra autorità. Appartiene a Lui ed è a Lui inerente.

“La potenza di Dio è come Lui stesso, autoesistente, si sostiene da sé. Il più potente degli uomini non può aggiungere neanche un’ombra alla potenza dell’Onnipotente. Egli siede su uin trono che non ha sostegni e non si appoggia al braccio di alcuno. La Sua corte non è mantenuta dai Suoi cortigiani né prende splendore dalle Sue creature. Egli è in sé stesso la grande fonte e l’Originatore di tutta la potenza” (C. H. Spurgeon).

Tutta la creazione testimonia, non solo della grande potenza di Dio, ma anche che questa è interamente indipendente da tutte le cose create. Ascoltiamo la sfida di Dio stesso: “Dov’eri tu quand’io fondavo la terra? Dillo se hai tanta intelligenza. Chi ne determinò le dimensioni? Tu lo sai! O chi tirò su di essa la corda da misurare? Su che furono poggiate le sue fondamenta, o chi ne pose la pietra angolare?” (Giobbe 38:4-6). Oh, comel’orgoglio umano viene così completamente deposto nella polvere!

La potenza è usata anche come un nome di Dio: “Il figliuol dell’uomo seduto alla destra della Potenza” (Marco 14:62), cioè alla destra di Dio. Dio e la potenza sono così insuperabili che sono reciproci. La Sua essenza è così immensa da non potersi confinare in un luogo; è così eterna da non poter essere misurata col tempo; così onnipotente da non poter essere limitata da qualsiasi azione.

“Ecco, questi non son che gli estremi lembi dell’azione sua. Non ce ne giunge all’orecchio che un breve sussurro; ma il tuono delle sue potenti opere, chi li può intendere?” (Giobbe 26:14). Chi è capace di contare tutti i monumenti della Sua potenza? Anche ciò che appare della Sua potenza nella creazione visibile, è completamente al di là delle nostre capacità di comprensione, anzi siamo ancor meno capaci di concepire l’onnipotenza stessa. Vi è infinitamente più potenza insita nella natura di Dio di quanta sia espressa in tutte le Sue opere.

Noi possiamo ammirare “una parte delle Sue vie” nella creazione, nella provvidenza, nella redenzione, ma solo una “piccola parte” della Sua potenza è visibile in esse. Questo è mirabilmente descritto in Habacuc 3:4 “Qui si nasconde la sua potenza”.

E’ molto difficile immaginare qualcosa di più grandioso della descrizione di tutto questo capitolo, tuttavia nessun altro punto in esso sorpassa la nobiltà di questa affermazione.

Il profeta in visione vide l’Onnipotente dio che frantumava i monti e spianava le colline, il che farebbe pensare ad una stupefacente dimostrazione della Sua potenza. Ma il verso della nostra meditazione dice: no, piuttosto il nascondiglio, più che la dimostrazione della Sua potenza. Cosa significa? Questo: la potenza della deità è così inconcepibile, così immensa, così incontrollabile che le spaventose convulsioni che Egli provoca nella natura nascondono anziché rivelare la Sua infinita potenza!

E’ molto bello collegare insieme i seguenti versi: “Egli cammina sulle più alte onde del mare” (Giobbe 22:14), esprime l’incontrollabile potenza di Dio. “Egli passeggia sulla volta dei cieli (Giobbe 22:14), dice l’immensità della Sua presenza. “Egli s’avanza sulle ali del vento” (Salmo 104:3), indica la sorprendente velocità del Suo agire. Quest’ultima espressione è ragguardevole: non è che Dio voli o corra, ma cammina proprio “sulle ali del vento”, sul più impetuoso degli elementi, agitato nella sua furia estrema, che spazza con rapidità quasi inconcepibile, eppure queste ali sono sotto i Suoi piedi, sotto il Suo perfetto controllo!

Consideriamo ora la potenza di Dio nella “creazione”. “I cieli son tuoi, tua pure è la terra; tu hai fondato il mondo e tutto ciò ch’è in esso. Hai creato il settentrione ed il mezzodì” (Salmo 89:11-12).

L’uomo per eseguire un lavoro deve avere attrezzi e materiali ma Dio cominciò dal nulla e per la Sua parola soltanto tutte le cose vennero create dal nulla.

Il nostro intelletto non può comprendere. “Poiché egli parlò, e la cosa fu; egli comandò e la cosa sorse” (Salmo 33:9), la primordiale materia udì la Sua voce. “Poi Dio disse: ci sia... (Genesi 1) e fu così. Possiamo ben esclamare “Tu hai un braccio potente, la tua mano è forte, alta è la tua destra” (Salmo 89:13).

Uno che guardi il cielo stellato di notte e che, illuminato dalla ragione, ammiri queste meraviglie ruotanti, non può fare a meno di domandarsi: “di cosa furono formate queste potenti sfere?”. Incredibile a dirsi, furono prodotte senza materia. Scaturirono dal vuoto stesso,. La maestosa trama della natura universale emerse dal nulla.

Quali strumenti furono usati dal Supremo Architetto per formare questi elementi con una bellezza così squisita e dar loro una veste così bella? Come fu il tutto collegato in una struttura finemente proporzionata e nobilmente rifinita? Un semplice “fiat” compì tutto. “Ci siano”  disse Dio. Non aggiunse altro e subito un meraviglioso edificio sorse, adornato di ogni bellezza, facente sfoggio di innumerevoli perfezioni e dichiarante la lode del suo grande Creatore in mezzo a serafini estasiati.

“I cieli furono fatti dalla parola dell’Eterno, e tutto il loro esercito dal soffio della sua bocca.” (Salmo 33:6).

Consideriamo la potenza di Dio nel preservare. Nessuna creatura ha la forza di preservare sé stessa. “Può il papiro crescere dove non c’è limo? Il giunco viene egli su senz’acqua?” (Giobbe 8:11). Sia l’uomo, sia gli animali perirebbero se non vi fossero vegetali per cibo ed i vegetali seccherebbero e morirebbero se la terra non fosse ristorata con piogge provvidenziali. Perciò Dio è chiamato Colui che conserva “uomini e bestie” (Salmo 36:6). Egli sostiene  “tutte le cose con la potenza della sua parola” (Ebrei 1:3). Quale meraviglia della divina potenza è la fase prenatale di ogni essere umano! Senza la potenza divina non sarebbe possibile che una creatura potesse vivere per così tanti mesi in un ambiente talmente stretto ed impuro, senza neanche respirare. Veramente “egli ha conservato in vita l’anima nostra” (Salmo 66:9).

La protezione della terra dalla violenza del mare è un altro esempio della potenza di Dio. Come è possibile che questo furioso elemento sia tenuto chiuso entro a quei limiti nei quali Dio da principio lo ha confinato, rimanendo nel suo luogo senza inondare la terra ed infrangere la parte più bassa della creazione? La condizione naturale dell’acqua è quella  di essere sopra la terra perchè è più leggera e di rimanere sotto all’aria perché  è più pesante di questa. Chi trattiene la sua naturale tendenza? Certamente non l’uomo che non ne ha neanche la possibilità. E’ solo il “fiat” del suo Creatore che la può imbrigliare: “fin qui tu verrai e non oltre; qui si fermerà l’orgoglio dei tuoi flutti” (Giobbe 38:11).

Quale stabile monumento della potenza di Dio per la conservazione del mondo!

Consideriamo la potenza di Dio nel “governare”

Prendiamo per esempio come Egli limita la malvagità di Satana“Il diavolo va attorno come un leone ruggente cercando chi possa divorare” (1Pietro 5:8). Il diavolo è ripieno di odio verso Dio e di malvagità ed inimicizia verso gli uomini, specialmente contro i santi.

Colui che ha invidiato Adamo nel paradiso, ci invidia per la possibilità che abbiamo di godere le benedizioni di Dio.

Se potesse fare ciò che vuole, ci tratterebbe come trattò Giobbe: manderebbe fuoco dal cielo sui frutti della terra, distruggerebbe il bestiame, manderebbe vesciche. Ma per quanto gli uomini non se ne rendano conto, Dio frena grandemente la sua opera e gli impedisce di portare a compimento i suoi malvagi disegni confinandolo nei limiti dei Suoi decreti.

Altrettanto Dio frena la corruzione naturale degli uomini. Egli tollera parecchie esplosioni di peccato per mostrare poi quale terribile distruzione venga provocata dall’apostasia dell’uomo verso il suo Creatore; ma chi può concepire gli estremi limiti ai quali gli uomini giungerebbero se Dio togliesse la Sua mano che limita? “La loro bocca è piena di maledizione e d’amarezza. I loro piedi son veloci a spargere il sangue” (Romani 3:14-15). Questa è la natura di ogni discendente di Adamo. Quale sfrenata licenziosità ed ostinata follia trionferebbe nel mondo se la potenza di Dio non intervenisse a bloccare le cateratte!

Consideriamo la potenza di Dio nel giudizio

Quando Egli colpisce, nessuno può resisterGli. Dio aperse le cateratte del cielo e fece scoppiare le fonti dell’abisso. L’intera razza umana (eccetto quelli dell’arca) impotenti dinanzi alla tempesta del Suo furore, fu spazzata via. Una pioggia di fuoco e di zolfo cadde dal cielo e le città della pianura furono sterminate. Faraone con tutto il suo esercito fu impotente quando dio chiuse su di lui il Mar Rosso.

Che terribili parole leggiamo in Romani 9:22 “e che v’è mai da replicare se Dio, volendo mostrare la sua ira e far conoscere la sua potenza, ha sopportato con molta longanimità dei vasi s’ira preparati per la perdizione”.

Dio manifesterà la Sua grande potenza sui reprobi, non soltanto confinandoli nella geenna, ma preservando in modo soprannaturale i loro corpi e le loro anime in mezzo alle eterne sofferenze dello stagno di fuoco.

Possiamo ben tremare davanti a questo Dio!

Trattare con impudenza Colui che può schiacciare come noi potremmo fare con una tignola, è una via suicida. Provocare apertamente Colui che è rivestito di onnipotenza, che potrebbe a Suo piacimento farci a pezzi e gettarci nell’inferno in un attimo, è il sommo della pazzia. E’ certamente un gesto di saggezza badare ai Suoi comandamenti.

“Rendete omaggio al Figlio che talora l’Eterno non si adiri e voi non periate nella vostra vita, perché d’un tratto l’ira Sua può divampare” (Salmo 2:12).

Possa l’anima illuminata adorare questo Dio! Le mirabili ed infinite perfezioni di questo Essere, richiedono un’adorazione fervente.

Se uomini celebri e potenti ottengono l’ammirazione del mondo, quanto più dovrebbe la potenza dell’Onnipotente colmarci di meraviglia e deferenza: “chi è pari a te fra gli dei, o Eterno? Chi è pari a te, mirabile nella tua santità, tremendo anche a chi ti loda, operator di prodigi?” (Esodo 15:11).

Possano i santi confidare in questo Dio! Egli è degno di fiducia, nulla è troppo difficile per Lui. Se Dio fosse limitato in potenza e ridotto nella Sua forza, dovremmo disperare.

Ma vedendo che Egli è rivestito di onnipotenza nessuna preghiera è troppo difficile da non trovare esaurimento; nessun bisogno è troppo grande per Lui da soddisfare; nessuna passione è troppo forte per Lui da soggiogare; nessuna tentazione è troppo potente per Lui da liberarci; nessuna sofferenza è troppo profonda per Lui da sollevarci.

“L’Eterno è la mia luce e la mia salvezza; di chi temerò?”  (Salmo 27:1).

 di A. W. Pink


  
“Ora a colui che può, mediante la potenza che opera in noi, fare infinitamente al di là  di quel che domandiamo o pensiamo, a lui sia la gloria nella chiesa ed in Cristo Gesù, per tutte le età, nei secolo dei secoli.  Amen” 
(Efesini 3:20-21)

http://consapevolinellaparola.blogspot.it/2013/01/Dio-potenza.html

ciao

per tutti coloro che mi vogliono bene un invito a riflettere

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