per capirci

GIACOMO 1, 2-4

Fratelli, considerate come motivo di gaudio perfetto le diverse prove alle quali voi potete essere esposti, sapendo che la fede messa
alla prova produce la pazienza. E' necessario però che la pazienza compia perfettamente l'opera sua, affinché voi siate pure perfetti ed
integri, senza mancare in niente.(Giacomo 1; 2-4)

Emmanuel

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lunedì 26 gennaio 2015

La vittoria della Croce di Cristo

Era la notte prima della crocifissione di Cristo. Gesù aveva riunito i suoi discepoli in una sala posta in alto per prepararli alla sua dipartita dalla terra; dopo aver condiviso insieme la cena, il Signore prese un asciugatoio e si mise a lavare i loro piedi.
Quella sera Gesù disse a questi devoti seguaci che stava per essere “innalzato” (intendendo crocifisso) dalle mani di uomini malvagi. Quando lo disse loro, Egli stava preavvisandoli di quanto stava per accadere.
Gesù terminò questo messaggio, diretto a loro, dicendo; “Io son proceduto dal Padre, e son venuto nel mondo; di nuovo io lascio il mondo, e vo al Padre.” (Giovanni 16:28).
A questo i discepoli risposero: “Ecco, tu parli ora apertamente, e non dici alcuna similitudine. Or noi sappiamo che tu sai ogni cosa, e non hai bisogno che alcun ti domandi; perciò crediamo che tu sei proceduto da Dio.” (Giovanni 16:29-30).
I discepoli volevano far sapere a Gesù che avevano compreso chiaramente quanto egli aveva detto loro. Ma più significativamente, prendete nota delle loro parole nell’ultimo verso: “Or noi sappiamo … perciò crediamo …”.
Sembra che una grande fede abbia preso posto nelle loro anime; questi uomini stavano dichiarando a Gesù: “Ora vediamo, Gesù. Ora sappiamo. Ora crediamo!”
Tutto ciò sembra suggerire che i discepoli erano pronti per i dolorosi e cruenti giorni che sarebbero venuti.
Gesù rispose ai suoi discepoli con una domanda: “Ora credete voi?” (Giovanni 16:31).Quando Cristo fece questa domanda, in altre parole stava chiedendo ai suoi discepoli:
“Comprendete ora cosa avete davanti a voi? Sarete capaci di bere dalla coppa che io sto per bere? Siete pronti a credere, quando domani mi vedrete pendere dalla croce come se fossi indifeso?”
“Crederete ancora quando sembrerà che Io non abbia alcun potere sugli uomini o sul diavolo? La vostra fede rimarrà stabile quando vedrete mio Padre lasciarmi nelle mani dei nemici per un tempo? La vostra fede rimarrà incrollabile in quel momento?”
“La vostra fede sopporterà di vedere il mio viso sfigurato in modo da non essere riconosciuto? Cosa accadrà alla vostra fede in quell’ora quando il vostro Salvatore sembrerà non avere alcun potere da salvare nemmeno sé stesso?”
“Ditemi, credete ora? Veramente credete?”
“Ecco, l’ora viene, e già è venuta, che sarete dispersi, ciascuno in casa sua, e mi lascerete solo …” (Giovanni 16:32).
L’ora della prova è venuta.Questa è l’ora della prova, che segue molte dolci ore di amorevole comunione. Pensate a questo: soltanto qualche ora prima Gesù aveva teneramente lavato i piedi ai suoi discepoli, appena poche ore prima li aveva avvisati della sofferenza e del dolore che lo aspettavano con la sua crocifissione.
Ma durante l’ora della prova divenne subito chiaro che i discepoli non avevano compreso quello che Gesù aveva insegnato loro. Che gioia deve esserci stata nell’inferno quando quest’ora arrivò; in un tempo brevissimo , Pietro passò dal vantarsi della propria fede a rinnegare Cristo e maledirlo. Tutti i discepoli abbandonarono Gesù, proprio come aveva predetto: “… sarete dispersi, ciascuno in casa sua…” (Giovanni 16:32), fuggendo verso un rifugio.
Comunque prima di giudicare questi uomini, immaginatevi di essere stati vicini a quella croce in que giorno; cosa avreste fatto udendo Gesù gridare: “Padre perché mi hai abbandonato?”. Quali pensieri sarebbero passati nella vostra mente? Sospetto che avreste avuto gli stessi pensieri che ebbero i discepoli; come loro anche voi vi sareste chiesti:
“Dov’è la mano di Dio in tutta questa sofferenza e dolore? Dov’è ora il Padre? Perché permette che accada una così terribile cosa, dopo che Gesù ha promesso ogni cosa per il Suo regno?”
Furono questi tipi di pensieri che portarono i discepoli diritti in una fossa di disperazione, devono aver tremato, pensando: “Pensavamo che fosse la nostra speranza”. Ora vedevano la loro speranza frantumata davanti a loro.
È in questa ora di apparente perdita di speranza che vediamo una fugace visione della vittoria della croce.Satana probabilmente si sentiva soddisfatto in quel momento; deve aver pensato che stava vedendo un schema di comportamento, a suo vantaggio, in mezzo al popolo di Dio. Lo immagino mentre pensa: “Questa è un quadro di quanto verrà in seguito; i seguaci di Cristo si piegheranno quando dovranno sopportare dolore e sofferenza; cadranno non appena i problemi li colpiranno, quando dovranno prendere la loro croce, rigetteranno la loro fede”.
Infatti la scena al Calvario non sembrava certo una vittoria; ma in quel giorno qualcosa era all’opera, di cui Satana non sapeva nulla. Era qualcosa che il diavolo non capirà mai sul nostro benedetto Salvatore; sto parlando dell’incommensurabile misericordia di Dio in Cristo!
Qualcosa di incredibile accade quando una persona riceve Gesù come Signore. Una volta che abbandona il mondo per seguirlo, sono per sempre legati al Signore con corde d’amore. Considerate la descrizione di Paolo della sua incommensurabile misericordia:
“Chi ci separerà dall’amore di Cristo? …Infatti sono persuaso che né morte, né vita, né angeli, né principati, né cose presenti, né cose future, né potenze, né altezza, né profondità, né alcun’altra creatura potranno separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore.” (Romani 8:35,38-39).
Malgrado il vergognoso fallimento dei discepoli, la misericordia di Dio era interamente all’opera in loro attraverso lo Spirito Santo; quella misericordia determinò la vittoria dopo gli oscuri giorni della croce. Un seme di fede era stato piantato nei seguaci di Gesù e le loro case erano state costruite sulla roccia. Esse erano state scosse, ovviamente, da una tempesta satanica contro le loro mura e poderose onde colpivano le fondamenta, ma quando la tempesta passò queste case erano ancora in piedi.
Il seme di fede non era morto, era completamente vivo! Le preghiere di Gesù avevano prevalso; la fede di questi seguaci non era crollata.
Vorrei focalizzarmi su una delle molte vittorie della croce.Nessuno può enumerare le compassioni di Cristo e le molte benedizioni del Suo sangue versato; ma voglio particolarmente glorificarLo in una vittoria: il perdono di tutti i peccati passati.
“Ma se camminiamo nella luce, com’egli è nella luce, abbiamo comunione l’uno con l’altro, e il sangue di Gesù, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato. … Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità.” (1Giovanni 1:7,9).
È imperativo che ogni seguace di Gesù dimori in questa gloriosa verità; appropriarsi di questo ha a che fare se riusciremo a mantenere una fede vittoriosa nel mezzo di terribili afflizioni. In verità, in tempi di incertezza il problema di rimanere nel perdono di Cristo è cruciale.
Molti di noi che per anni hanno servito Gesù fedelmente, sono cresciuti confidando che la nostra fede può resistere a qualunque fornace ardente. Come i discepoli, testimoniamo : “Ora vedo, Signore. Ora credo”. Ringraziamo Dio che Cristo ha aperto i nostri occhi al Suo scopo eterno.
Spesso inaspettatamente dobbiamo affrontare una crisi tremenda, sopraffacente. Realizziamo di essere entrati in una fornace arroventata sette volte di più di quanto nessuno di noi abbia saputo. Siamo arrivati al faccia a faccia con una battaglia così dolorosa, un combattimento così logorante che la nostra casa comincia a tremare, per essere subito inondata da paure e problemi.
Considerate la testimonianza di un retto predicatore Puritano della storia.Questo predicatore aveva avuto una grande esperienza di sofferenza nella propria vita; egli parlò per una moltitudine di cristiani quando scrisse: “La prima cosa che molti chiedono è: ‘Cosa ho fatto? Dio, ho sbagliato verso di te?’”
Ciò è illustrato anche da una lettera che ho ricevuto da una cara sorella in Cristo. Mi ha scritto quanto segue della sua grande sofferenza:
“Sembra che le prove non cessino mai, neanche per un periodo di riposo; non comprendo se questo è il castigo del Signore.”
“Mi sono chiesta se i problemi della mia famiglia siano dovuti alla mia vita prima di essere salvata; me lo chiedo sempre. Ho chiesto al Padre più e più volte se fosse questa la causa, perché proprio non lo so.”
“A volte mi sento che se questo è il mio castigo, la punizione è più di quanto possa sopportare. Preferirei che la pena della punizione per i miei precedenti peccati facesse soffrire solo me invece che anche i membri della mia famiglia”.
“Amo il Signore e sviarmi da Lui non è qualcosa che possa considerare. Egli è la mia vita, ma recentemente mi sentivo che sarebbe stato meglio se non fossi mai nata, così i miei figli non sarebbero stati qui a soffrire”.
“Certe volte ho anche sentito dentro me che sarei voluto andare a stare con Gesù. Ma questo è egoistico, perché i miei figli hanno bisogno di me”.
“Per favore se hai da darmi qualche spiegazione che possa chiarirmi la mente, lo apprezzerei moltissimo”.
Vi dico la stessa cosa che dissi a questa donna: Ascoltate le parole dell’apostolo Paolo. Egli scrive: “Ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù. Dio lo ha prestabilito come sacrificio propiziatorio mediante la fede nel suo sangue, per dimostrare la sua giustizia, avendo usato tolleranza[pazienza] verso i peccati commessi in passato” (Romani 3:24-25, il corsivo è mio).
Attraverso la fede nel sangue sparso di Cristo, tutti i peccati passati sono coperti.Siamo resi puri agli occhi di Dio attraverso il suo perdono immeritato. Tutta la colpa, paura e condanna sono tolti, tutti i carichi passati sono spazzati via!
In breve, Dio non tiene più conto contro di voi dei vecchi peccati; Egli vi ha riconciliato a Se Stesso, senza alcuna alienazione da parte Sua. Sorprendentemente il Signore ha previsto tale riconciliazione mentre eravate ancora nel peccato. Vi chiedo, quanto di più ancora questa riconciliazione può applicarsi adesso rispetto al momento in cui avevate creduto nella vittoria della croce?
Secondo Paolo: “Dio invece mostra la grandezza del proprio amore per noi in questo: che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. Tanto più dunque, essendo ora giustificati per il suo sangue, saremo per mezzo di Lui salvati dall’ira. Se infatti, mentre eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio mediante la morte del Figlio suo, tanto più ora, che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita.” (Romani 5:10).
Alla fine Paolo ci dice: “Non c’è dunque più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù” (Romani 8:1). Il peccato ha perso ogni suo potere per condannare; ciò è accaduto alla croce di Cristo.
Il problema è che rimangono delle conseguenze al peccato.Alcune conseguenze del peccato possono essere causate da passate abitudini; allo stesso modo le correzioni del Signore spesso accompagnano il peccato. Ma come figlio di Dio devi fissare nella mente una volta per tutte: Dio non corregge i Suoi figlioli nell’ira.
Perché il Signore corregge quelli che egli ama,e punisce tutti coloro che riconosce come figli». Sopportate queste cose per la vostra correzione. Dio vi tratta come figli; infatti, qual è il figlio che il padre non corregga?” (Ebrei 12:6-7).
Non sarete mai così amati rispetto a quando siete puniti o corretti dal Signore, infatti l’intero processo della correzione ha a che fare con il desiderio di Dio per voi; ogni cosa è diretta per farvi afferrare la conoscenza e la gloria Sua.
Ma non errate: la Bibbia chiama dolorosi questi periodi, non ci troverete gioia in nessuna maniera. “È vero che qualunque correzione sul momento non sembra recare gioia …” (Ebrei 12:11). Nondimeno ci viene detto: “… in seguito tuttavia produce un frutto di pace e di giustizia in coloro che sono stati addestrati per mezzo di essa.” (stesso verso).
Nel corso degli anni ho dovuto spegnere molte frecce e bugie di Satana. Oggi io proclamo con certezza: “Dio non è adirato con me e, cari seguaci di Gesù, non lo è neanche con voi. Perciò zittite tutto quello che invece il diavolo dice!”.
Questa è la vittoria della croce: pace con Dio e la reale pace di Dio.Alla croce, la misericordia e la pace prendono un volto, è il volto di un uomo, Gesù Cristo. Nella storia ogni volta che un figlio di Dio ha pienamente creduto nella potenza purificante e guarente del sangue di Cristo, gli è stata promessa pace. Essa è la pace di Cristo, quella pace che regna nel paradiso.
Le parole di Paolo su questo argomento sono rivolte affinché ogni credente le applichi nel suo cammino
E la pace di Cristo, alla quale siete stati chiamati per essere un solo corpo, regni nei vostri cuori; e siate riconoscenti.” (Colossesi 3:15, il corsivo è mio).
Cari santi questa è la nostra speranza in tutte le nostre battaglie: che la pace regni nei vostri cuori, riposando nelle promesse di Dio. “Il Signore della pace vi dia egli stesso la pace sempre e in ogni maniera. Il Signore sia con tutti voi.” (2Tessalonicesi 3:16).
Possa la seguente preghiera di Paolo diventare nostra in questi giorni di incertezza:
“Or il Dio della speranza vi riempia di ogni gioia e di ogni pace nella fede, affinché abbondiate nella speranza, per la potenza dello Spirito Santo.” (Romani 15:13).
Grazie a Dio per la Sua gioia e pace! Amen.
da: w.w.w.notizievangeliche.com

sabato 18 maggio 2013

Perseveriamo nella Pace


     Perseverare nella pace. Questo deve essere l’obbiettivo di ogni cristiano. In un mondo dove la violenza è sempre più diffusa. Dove l’inquietudine e la sofferenza, soprattutto quella interiore è in continua espansione, la pace è più che mai necessaria. Il Signore Gesù elogia grandemente coloro che la cercano. Nel sermone del monte lo sottolineò chiaramente: “Beati coloro che si adoperano per la pace, perché essi saranno chiamati figli di Dio” (Matteo 5,9).
     I cristiani sono figliuoli di Dio. Per questo motivo devono avere lo stesso desiderio del loro Padre celeste. Adoperarsi per la pace. L’apostolo Paolo per questo motivo spronava i suoi lettori a cercare la pace con Dio e con il prossimo. A Timoteo per esempio disse di perseguire “… la giustizia, la fede, l'amore e la pace con quelli che con cuore puro invocano il Signore” (2Timoteo 2,22). Anche ai cristiani ebrei trasmise lo stesso insegnamento, segno della grande importanza che aveva agli occhi del Signore. Ad essi infatti scrisse: “Procacciate la pace con tutti …” (Ebrei 12,14). Questo è l’obbiettivo del credente in Cristo. La pace.

Cristo, il Signore della pace.

     Poco prima di morire e ad ascendere al cielo, il Signore Gesù parlando ai suoi discepoli disse: “Io vi lascio la pace, vi do la mia pace; io ve la do, non come la dà il mondo; il vostro cuore non sia turbato e non si spaventi” (Giovanni 14,27). Chiunque cerca la vera pace può ricorrere ad una sola persona, il Figlio di Dio. Nessuno a parte Lui è in grado di donarla. Spesse volte le persone del mondo, coloro ai quali la grazia di Dio non ha ancora aperto i loro occhi all’evangelo, cercano queste pace in tante cose. In tutto tranne in Colui che la può realmente donare.
     Eppure il Signore lo disse chiaramente a coloro che lo seguivano. Il mondo non è in grado di donare la vera pace. Niente e nessuno può trasmetterla a coloro che ne hanno bisogno. Solo il Salvatore la possiede e quindi solo Lui può elargirla ai bisognoi.
     Ora più che mai l’uomo ha realmente bisogno di quella pace. Questo mondo ormai saturo di violenza ha una sola via d’uscita. Una sola via di scampo al fine di calmare quella inquietudine che attanaglia il proprio cuore. Il Salvatore, il Signore della pace. Per questo motivo l’avversario delle nostre anime fa di tutto pur d’impedire che le anime trovino la loro sola speranza di vita eterna. Che conoscano il Solo vero Dio e Colui che ha mandato, Gesù Cristo (Giovanni 17,3).
     Noi però non dobbiamo avere paura. I cristiani sanno che il Cristo ha vinto Satana e che quindi è più forte di lui. Con il Signore della pace, la Chiesa non ha ragione di temere alcunché. Lui la guida nel continuo e la proteggerà da ogni male dandole la forza di superare qualsiasi avversità. Bisogna solo avere fiducia. Fede in Gesù e nella sua opera, tra cui quella di donare quella pace in grado di cambiare i cuori degli uomini.
     Quindi non facciamoci mai vincere dal timore dell’uomo. Impariamo dal salmista il quale essendosi reso conto di chi è Dio, scrisse: “L'Eterno è per me; io non avrò alcun timore; che cosa mi può fare l'uomo?” (Salmo 118,6). Se Iddio è con noi non dobbiamo avere timore alcuno di nessuno. E questo per il semplice fatto che niente è in grado di separarci dall’amore del Padre (Romani 8,35-39). Questa verità dava tanta forza all’apostolo Paolo. Un coraggio che lo rendeva in grado di affrontare ogni persecuzione e opposizione, senza mai reagire con violenza all’odio dei persecutori, bensì coltivando sempre la pace di Gesù nel cuore.
     Abbiamo noi gli stessi suoi sentimenti? Oppure vogliamo confidare in noi stessi invece che in Dio? Reagire, rispondendo all’odio con altro odio? Non sia mai! La nostra vita deve sempre essere guidata dalla pace. Oltretutto non dobbiamo mai dubitare del sostegno e della protezione divina. Lui è il nostro rifugio e la nostra salvezza. Il solo che è in grado di liberarci veramente dai nostri nemici (Salmo 18,48).
    Di conseguenza, mai cercare di farci giustizia da soli. Iddio ci ha pure avvisato nella sua Parola di ciò. Nell’epistola agli ebrei è stato chiarissimo: “Noi infatti conosciamo colui che ha detto: «A me appartiene la vendetta, io darò la retribuzione», dice il Signore. E altrove: «Il Signore giudicherà il suo popolo” (Ebrei 10,30). Bisogna rimettere ogni cosa nelle mani del Signore, senza mai dubitare di Lui e delle sue promesse.
      Dio agirà e non tratterà mai il colpevole per innocente. Lo può fare sia direttamente che tramite i suoi servi, tra i quali spiccano persino le autorità superiori di cui parla l’apostolo Paolo nella lettera ai romani. Il Signore, il quale è Sovrano su ogni cosa, ha stabilito autorità, governanti e magistrati per l’ordine comune, tra cui anche quello di fare giustizia agli afflitti e agli oppressi (Romani 13,1-7). Noi non dobbiamo dimenticare che viviamo in una società nella quale dobbiamo comunque rispettare delle regole, ovviamente fino a quando esse non contrastano con le leggi del Signore e già questo dovrebbe farci comprendere come sia errato e insensato agire di nostra iniziativa quando subiamo torti e ingiustizie. Non siamo allora scettici e dubbiosi rattristando il Signore. Dimostriamo piuttosto di avere piena fiducia nella forza delle “sue mani” e degli strumenti da Lui costituiti.
     Operatori di pace! Questo deve essere l’obbiettivo di ogni credente. Nessun cristiano dovrà mia sporcarsi le mani del sangue del suo prossimo. Esso è senza dubbio un peccato gravissimo agli occhi dell’Onnipotente, come d'altronde lo stesso Padre celeste evidenzia in Genesi 9,6: “Chiunque spargerà il sangue di un uomo, il suo sangue sarà sparso per mezzo di un uomo, perché DIO ha fatto l'uomo a sua immagine”. Ecco cosa succede quando non alberga la pace di Dio nel cuore dell’uomo. Quest’ultimo si farà sempre dominare dal rancore e dalla violenza, e ciò non deve succedere!
     No, il cristiano deve sempre schivare ogni forma di violenza, in qualunque modo essa si manifesti. Solo allora potrà veramente definirsi fino in fondo un figliuolo di Dio. Seguace del Signore Gesù Cristo, il quale quando subì delle ingiustizie non cercò di farsi vendetta da se stesso, ma rimise ogni cosa nelle mani del Padre celeste.
     Perseveriamo allora nel fare la volontà del Signore, cercando di compiere solo quello che a Lui è gradito. Così facendo ne ricaveremo solo del bene e vedremo sempre di più la sua gloria nella nostra vita fin da adesso. A Lui vada ogni lode in Cristo Gesù il benedetto in eterno!

 http://vocechegrida.ning.com/profiles/blogs/perseveriamo-nella-pace

ciao

per tutti coloro che mi vogliono bene un invito a riflettere

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