per capirci

GIACOMO 1, 2-4

Fratelli, considerate come motivo di gaudio perfetto le diverse prove alle quali voi potete essere esposti, sapendo che la fede messa
alla prova produce la pazienza. E' necessario però che la pazienza compia perfettamente l'opera sua, affinché voi siate pure perfetti ed
integri, senza mancare in niente.(Giacomo 1; 2-4)

Emmanuel

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lunedì 26 gennaio 2015

La vittoria della Croce di Cristo

Era la notte prima della crocifissione di Cristo. Gesù aveva riunito i suoi discepoli in una sala posta in alto per prepararli alla sua dipartita dalla terra; dopo aver condiviso insieme la cena, il Signore prese un asciugatoio e si mise a lavare i loro piedi.
Quella sera Gesù disse a questi devoti seguaci che stava per essere “innalzato” (intendendo crocifisso) dalle mani di uomini malvagi. Quando lo disse loro, Egli stava preavvisandoli di quanto stava per accadere.
Gesù terminò questo messaggio, diretto a loro, dicendo; “Io son proceduto dal Padre, e son venuto nel mondo; di nuovo io lascio il mondo, e vo al Padre.” (Giovanni 16:28).
A questo i discepoli risposero: “Ecco, tu parli ora apertamente, e non dici alcuna similitudine. Or noi sappiamo che tu sai ogni cosa, e non hai bisogno che alcun ti domandi; perciò crediamo che tu sei proceduto da Dio.” (Giovanni 16:29-30).
I discepoli volevano far sapere a Gesù che avevano compreso chiaramente quanto egli aveva detto loro. Ma più significativamente, prendete nota delle loro parole nell’ultimo verso: “Or noi sappiamo … perciò crediamo …”.
Sembra che una grande fede abbia preso posto nelle loro anime; questi uomini stavano dichiarando a Gesù: “Ora vediamo, Gesù. Ora sappiamo. Ora crediamo!”
Tutto ciò sembra suggerire che i discepoli erano pronti per i dolorosi e cruenti giorni che sarebbero venuti.
Gesù rispose ai suoi discepoli con una domanda: “Ora credete voi?” (Giovanni 16:31).Quando Cristo fece questa domanda, in altre parole stava chiedendo ai suoi discepoli:
“Comprendete ora cosa avete davanti a voi? Sarete capaci di bere dalla coppa che io sto per bere? Siete pronti a credere, quando domani mi vedrete pendere dalla croce come se fossi indifeso?”
“Crederete ancora quando sembrerà che Io non abbia alcun potere sugli uomini o sul diavolo? La vostra fede rimarrà stabile quando vedrete mio Padre lasciarmi nelle mani dei nemici per un tempo? La vostra fede rimarrà incrollabile in quel momento?”
“La vostra fede sopporterà di vedere il mio viso sfigurato in modo da non essere riconosciuto? Cosa accadrà alla vostra fede in quell’ora quando il vostro Salvatore sembrerà non avere alcun potere da salvare nemmeno sé stesso?”
“Ditemi, credete ora? Veramente credete?”
“Ecco, l’ora viene, e già è venuta, che sarete dispersi, ciascuno in casa sua, e mi lascerete solo …” (Giovanni 16:32).
L’ora della prova è venuta.Questa è l’ora della prova, che segue molte dolci ore di amorevole comunione. Pensate a questo: soltanto qualche ora prima Gesù aveva teneramente lavato i piedi ai suoi discepoli, appena poche ore prima li aveva avvisati della sofferenza e del dolore che lo aspettavano con la sua crocifissione.
Ma durante l’ora della prova divenne subito chiaro che i discepoli non avevano compreso quello che Gesù aveva insegnato loro. Che gioia deve esserci stata nell’inferno quando quest’ora arrivò; in un tempo brevissimo , Pietro passò dal vantarsi della propria fede a rinnegare Cristo e maledirlo. Tutti i discepoli abbandonarono Gesù, proprio come aveva predetto: “… sarete dispersi, ciascuno in casa sua…” (Giovanni 16:32), fuggendo verso un rifugio.
Comunque prima di giudicare questi uomini, immaginatevi di essere stati vicini a quella croce in que giorno; cosa avreste fatto udendo Gesù gridare: “Padre perché mi hai abbandonato?”. Quali pensieri sarebbero passati nella vostra mente? Sospetto che avreste avuto gli stessi pensieri che ebbero i discepoli; come loro anche voi vi sareste chiesti:
“Dov’è la mano di Dio in tutta questa sofferenza e dolore? Dov’è ora il Padre? Perché permette che accada una così terribile cosa, dopo che Gesù ha promesso ogni cosa per il Suo regno?”
Furono questi tipi di pensieri che portarono i discepoli diritti in una fossa di disperazione, devono aver tremato, pensando: “Pensavamo che fosse la nostra speranza”. Ora vedevano la loro speranza frantumata davanti a loro.
È in questa ora di apparente perdita di speranza che vediamo una fugace visione della vittoria della croce.Satana probabilmente si sentiva soddisfatto in quel momento; deve aver pensato che stava vedendo un schema di comportamento, a suo vantaggio, in mezzo al popolo di Dio. Lo immagino mentre pensa: “Questa è un quadro di quanto verrà in seguito; i seguaci di Cristo si piegheranno quando dovranno sopportare dolore e sofferenza; cadranno non appena i problemi li colpiranno, quando dovranno prendere la loro croce, rigetteranno la loro fede”.
Infatti la scena al Calvario non sembrava certo una vittoria; ma in quel giorno qualcosa era all’opera, di cui Satana non sapeva nulla. Era qualcosa che il diavolo non capirà mai sul nostro benedetto Salvatore; sto parlando dell’incommensurabile misericordia di Dio in Cristo!
Qualcosa di incredibile accade quando una persona riceve Gesù come Signore. Una volta che abbandona il mondo per seguirlo, sono per sempre legati al Signore con corde d’amore. Considerate la descrizione di Paolo della sua incommensurabile misericordia:
“Chi ci separerà dall’amore di Cristo? …Infatti sono persuaso che né morte, né vita, né angeli, né principati, né cose presenti, né cose future, né potenze, né altezza, né profondità, né alcun’altra creatura potranno separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore.” (Romani 8:35,38-39).
Malgrado il vergognoso fallimento dei discepoli, la misericordia di Dio era interamente all’opera in loro attraverso lo Spirito Santo; quella misericordia determinò la vittoria dopo gli oscuri giorni della croce. Un seme di fede era stato piantato nei seguaci di Gesù e le loro case erano state costruite sulla roccia. Esse erano state scosse, ovviamente, da una tempesta satanica contro le loro mura e poderose onde colpivano le fondamenta, ma quando la tempesta passò queste case erano ancora in piedi.
Il seme di fede non era morto, era completamente vivo! Le preghiere di Gesù avevano prevalso; la fede di questi seguaci non era crollata.
Vorrei focalizzarmi su una delle molte vittorie della croce.Nessuno può enumerare le compassioni di Cristo e le molte benedizioni del Suo sangue versato; ma voglio particolarmente glorificarLo in una vittoria: il perdono di tutti i peccati passati.
“Ma se camminiamo nella luce, com’egli è nella luce, abbiamo comunione l’uno con l’altro, e il sangue di Gesù, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato. … Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità.” (1Giovanni 1:7,9).
È imperativo che ogni seguace di Gesù dimori in questa gloriosa verità; appropriarsi di questo ha a che fare se riusciremo a mantenere una fede vittoriosa nel mezzo di terribili afflizioni. In verità, in tempi di incertezza il problema di rimanere nel perdono di Cristo è cruciale.
Molti di noi che per anni hanno servito Gesù fedelmente, sono cresciuti confidando che la nostra fede può resistere a qualunque fornace ardente. Come i discepoli, testimoniamo : “Ora vedo, Signore. Ora credo”. Ringraziamo Dio che Cristo ha aperto i nostri occhi al Suo scopo eterno.
Spesso inaspettatamente dobbiamo affrontare una crisi tremenda, sopraffacente. Realizziamo di essere entrati in una fornace arroventata sette volte di più di quanto nessuno di noi abbia saputo. Siamo arrivati al faccia a faccia con una battaglia così dolorosa, un combattimento così logorante che la nostra casa comincia a tremare, per essere subito inondata da paure e problemi.
Considerate la testimonianza di un retto predicatore Puritano della storia.Questo predicatore aveva avuto una grande esperienza di sofferenza nella propria vita; egli parlò per una moltitudine di cristiani quando scrisse: “La prima cosa che molti chiedono è: ‘Cosa ho fatto? Dio, ho sbagliato verso di te?’”
Ciò è illustrato anche da una lettera che ho ricevuto da una cara sorella in Cristo. Mi ha scritto quanto segue della sua grande sofferenza:
“Sembra che le prove non cessino mai, neanche per un periodo di riposo; non comprendo se questo è il castigo del Signore.”
“Mi sono chiesta se i problemi della mia famiglia siano dovuti alla mia vita prima di essere salvata; me lo chiedo sempre. Ho chiesto al Padre più e più volte se fosse questa la causa, perché proprio non lo so.”
“A volte mi sento che se questo è il mio castigo, la punizione è più di quanto possa sopportare. Preferirei che la pena della punizione per i miei precedenti peccati facesse soffrire solo me invece che anche i membri della mia famiglia”.
“Amo il Signore e sviarmi da Lui non è qualcosa che possa considerare. Egli è la mia vita, ma recentemente mi sentivo che sarebbe stato meglio se non fossi mai nata, così i miei figli non sarebbero stati qui a soffrire”.
“Certe volte ho anche sentito dentro me che sarei voluto andare a stare con Gesù. Ma questo è egoistico, perché i miei figli hanno bisogno di me”.
“Per favore se hai da darmi qualche spiegazione che possa chiarirmi la mente, lo apprezzerei moltissimo”.
Vi dico la stessa cosa che dissi a questa donna: Ascoltate le parole dell’apostolo Paolo. Egli scrive: “Ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù. Dio lo ha prestabilito come sacrificio propiziatorio mediante la fede nel suo sangue, per dimostrare la sua giustizia, avendo usato tolleranza[pazienza] verso i peccati commessi in passato” (Romani 3:24-25, il corsivo è mio).
Attraverso la fede nel sangue sparso di Cristo, tutti i peccati passati sono coperti.Siamo resi puri agli occhi di Dio attraverso il suo perdono immeritato. Tutta la colpa, paura e condanna sono tolti, tutti i carichi passati sono spazzati via!
In breve, Dio non tiene più conto contro di voi dei vecchi peccati; Egli vi ha riconciliato a Se Stesso, senza alcuna alienazione da parte Sua. Sorprendentemente il Signore ha previsto tale riconciliazione mentre eravate ancora nel peccato. Vi chiedo, quanto di più ancora questa riconciliazione può applicarsi adesso rispetto al momento in cui avevate creduto nella vittoria della croce?
Secondo Paolo: “Dio invece mostra la grandezza del proprio amore per noi in questo: che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. Tanto più dunque, essendo ora giustificati per il suo sangue, saremo per mezzo di Lui salvati dall’ira. Se infatti, mentre eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio mediante la morte del Figlio suo, tanto più ora, che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita.” (Romani 5:10).
Alla fine Paolo ci dice: “Non c’è dunque più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù” (Romani 8:1). Il peccato ha perso ogni suo potere per condannare; ciò è accaduto alla croce di Cristo.
Il problema è che rimangono delle conseguenze al peccato.Alcune conseguenze del peccato possono essere causate da passate abitudini; allo stesso modo le correzioni del Signore spesso accompagnano il peccato. Ma come figlio di Dio devi fissare nella mente una volta per tutte: Dio non corregge i Suoi figlioli nell’ira.
Perché il Signore corregge quelli che egli ama,e punisce tutti coloro che riconosce come figli». Sopportate queste cose per la vostra correzione. Dio vi tratta come figli; infatti, qual è il figlio che il padre non corregga?” (Ebrei 12:6-7).
Non sarete mai così amati rispetto a quando siete puniti o corretti dal Signore, infatti l’intero processo della correzione ha a che fare con il desiderio di Dio per voi; ogni cosa è diretta per farvi afferrare la conoscenza e la gloria Sua.
Ma non errate: la Bibbia chiama dolorosi questi periodi, non ci troverete gioia in nessuna maniera. “È vero che qualunque correzione sul momento non sembra recare gioia …” (Ebrei 12:11). Nondimeno ci viene detto: “… in seguito tuttavia produce un frutto di pace e di giustizia in coloro che sono stati addestrati per mezzo di essa.” (stesso verso).
Nel corso degli anni ho dovuto spegnere molte frecce e bugie di Satana. Oggi io proclamo con certezza: “Dio non è adirato con me e, cari seguaci di Gesù, non lo è neanche con voi. Perciò zittite tutto quello che invece il diavolo dice!”.
Questa è la vittoria della croce: pace con Dio e la reale pace di Dio.Alla croce, la misericordia e la pace prendono un volto, è il volto di un uomo, Gesù Cristo. Nella storia ogni volta che un figlio di Dio ha pienamente creduto nella potenza purificante e guarente del sangue di Cristo, gli è stata promessa pace. Essa è la pace di Cristo, quella pace che regna nel paradiso.
Le parole di Paolo su questo argomento sono rivolte affinché ogni credente le applichi nel suo cammino
E la pace di Cristo, alla quale siete stati chiamati per essere un solo corpo, regni nei vostri cuori; e siate riconoscenti.” (Colossesi 3:15, il corsivo è mio).
Cari santi questa è la nostra speranza in tutte le nostre battaglie: che la pace regni nei vostri cuori, riposando nelle promesse di Dio. “Il Signore della pace vi dia egli stesso la pace sempre e in ogni maniera. Il Signore sia con tutti voi.” (2Tessalonicesi 3:16).
Possa la seguente preghiera di Paolo diventare nostra in questi giorni di incertezza:
“Or il Dio della speranza vi riempia di ogni gioia e di ogni pace nella fede, affinché abbondiate nella speranza, per la potenza dello Spirito Santo.” (Romani 15:13).
Grazie a Dio per la Sua gioia e pace! Amen.
da: w.w.w.notizievangeliche.com

giovedì 22 agosto 2013

Badate a voi stessi

 
L’apostolo Paolo esortò gli anziani di Efeso a badare a se stessi (Atti 20:28): un breve sermone che non si impara velocemente! A riguardo di questa esortazione, vorrei considerare insieme con voi cosa significa badare a se stessi.

1. Badate che la grazia salvifica di Cristo abbia operato efficacemente nei vostri cuori

Badate a voi stessi affinché, mentre proclamate al mondo la necessità di essere salvati da Cristo, non restiate privi della grazia che offrite agli altri. Badate a voi stessi affinché, mentre esortate gli altri a scampare dalla morte eterna, non siate i primi a perire. Badate a voi stessi per non morire di fame mentre distribuite il Pane della vita agli altri peccatori. La promessa di risplendere “come le stelle in eterno” è riferita a coloro che, oltre ad aver“insegnato a molti la giustizia” (Daniele 12:3), sono stati resi partecipi della grazia in prima persona.
Molti hanno messo in guardia altri sul pericolo dell’inferno, mentre essi stessi, in seguito, vi si sono precipitati. Numerosi predicatori sono finiti in quel luogo di tormento, pur avendo esortato centinaia di volte chi li ascoltava ad applicarsi con attenzione e diligenza per scampare la loro anima. Può Dio salvare coloro che, pur annunciando il Vangelo ad altri, rifiutano di essere salvati? Possono fuggire l’ira a venire coloro che trascurano edabusano delle verità che predicano? Conosco alcuni sarti che vanno vestiti di stracci, mentre confezionano vestiti eleganti per i loro clienti! E ci sono delle cuoche che stentano a vivere, eppure imbandiscono tavolate ricche di cibi succulenti! Credetemi fratelli, Dio non salverà nessun uomo perché è un predicatore, né perché è un buon predicatore, ma egli salva i peccatori perché li giustifica e li santifica. Badate a voi stessi, dunque, affinché siate ciò che cercate di persuadere altri ad essere e abbiate creduto di cuore alle verità che vorreste inculcare nel cuore di coloro cui predicate. 
È una cosa terribile essere un cristiano nominale, ma è ancora più tremendo essere un predicatore non salvato! Non tremate quando, aprendo la vostra Bibbia, leggete quella che potrebbe essere la vostra condanna? Quando preparate i vostri sermoni, non pensate che quello potrebbe costituire un atto d’accusa contro voi stessi? Quando predicate contro il peccato, state pronunciando un giudizio contro voi stessi! Quando proclamate le insondabili ricchezze di Cristo e della sua grazia, condannate l’incredulità del vostro cuore! Un predicatore inconvertito è una delle creature più infelici della terra. Chi vive questa condizione non si rende conto del proprio stato ed è simile a colui che possiede molti sassi che siccome assomigliano ai gioielli della grazia gli impediscono di vedere la propria povertà. Anzi, queste persone ripetono a se stesse: «Sono ricco, mi sono arricchito e non ho bisogno di niente» (Apocalisse 3:17). Un predicatore può conoscere le Scritture, compiere opere di giustizia, non vivere dominato da peccati grossolani, riprendere coloro che trasgrediscono i comandamenti e servire l’altare giorno e notte, pur rimanendo inconvertito. Quale tragedia morire di fame pur avendo a disposizione tanta abbondanza!
Se coloro di cui sto parlando mi ascoltassero seriamente, esaminerebbero se stessi per vedere se sono nella fede e, anziché continuare a predicare agli altri, comincerebbero a richiamare se stessi a ravvedimento. Un predicatore inconvertito che comprendesse la condizione in cui si trova, comincerebbe a rendersi conto che nel giorno del giudizio sarà vano domandare: «Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato in nome tuo?» (Matteo 7:22). Quale conforto può trarre Giuda Iscariota dal ricordo di aver annunciato il Vangelo insieme agli altri apostoli e di essere stato chiamato da Cristo “amico”? Consiglio a queste persone di lasciare che queste verità lavorino le loro coscienze e, in seguito, di predicare alla propria congregazione un sermone applicando a se stessi le parole del Salmo 50: «Dio dice all’empio: “Perché vai elencando le mie leggi e hai sempre sulle labbra il mio patto, tu che detesti la disciplina e ti getti dietro alle spalle le mie parole?”» (vv. 16-17). Esponete questo testo con le lacrime agli occhi, confessate davanti all’assemblea il vostro stato di peccato e fate richiesta delle loro preghiere affinché Dio vi conceda il suo perdono e possiate predicare un Salvatore che avete incontrato e conosciuto personalmente.
Ahimè, questa è una delle più gravi calamità che possa abbattersi sullachiesa di Dio! Uomini che diventano predicatori prima di diventare cristiani. Uomini che sono appartati ed ordinati ministri del Vangelo prima di essere stati santificati mediante la consacrazione del cuore. Uomini che adorano un Dio sconosciuto, che predicano un Cristo che non hanno mai incontrato, affidandosi ad uno Spirito che è lontano da loro.Come possono costoro parlare di comunione con Dio, di santità di vita, di gloria e di beatitudine se non hanno sperimentato nessuna di queste realtà? Oh, che i giovani che aspirano al ministero pongano mente a queste cose! Infatti, invano si applicano agli studi se non conoscono Dio e non aspirano a lui. A che serve lo studio di varie discipline se non cerchiamo Dio in esse? Conoscere e contemplare Dio, temerlo ed adorarlo, amarlo e gioire in lui: questa è la vera filosofia, mentre tutto il resto è solo stoltezza. Il mondo non ha conosciuto Dio con la propria sapienza e gli uomini, dichiarandosi savi, sono diventati stolti.
2. Badate di non accontentarvi di essere stati salvati, ma vegliate su voi stessi affinché le grazie che Dio vi ha donato portino frutto e siano ravvivate, e i sermoni che preparate siano predicati al vostro cuore
La vostra opera non è fine a se stessa, bensì tende al benessere spirituale della chiesa. Se il vostro animo è rivolto alle cose di lassù, il gregge che dovete pascere ne trarrà i benefici e, nell’ascoltarvi, si renderà conto che avete goduto una profonda comunione con Dio. Ciò che abbiamo nel cuore è ciò che giungerà alle orecchie della nostra congregazione. Vi confesso che sto parlando in base alla mia triste esperienza, in quanto mi accorgo che coloro dei quali devo prendermi cura risentono del mio stato d’animo. Quando il mio cuore è freddo, lo è anche la mia predicazione, e quando sono confuso, tale è anche la mia predicazione. In altre parole, posso rendermi conto della mia condizione osservando quella di coloro che mi ascoltano predicare.
Noi siamo come la “nutrice” di coloro che appartengono a Cristo. Se non cibiamo correttamente noi stessi, anch’essi cresceranno malnutriti. I nostri fratelli saranno “magri” e il servizio che renderanno a Dio sarà fiacco. Se l’intensità del nostro amore diminuisce, come potremmo ravvivare il loro? Se non camminiamo santamente nel timore del Signore, la nostra predicazione lo manifesterà. E se non sarà il contenuto dei nostri sermoni a dimostrare il nostro declino, lo sarà il nostro modo di vivere. Se ci cibiamo di errori dottrinali o di inutili controversie, coloro che ci ascoltano saranno i primi a fare le spese della nostra stoltezza. Al contrario, se abbondiamo in fede, amore e zelo, anche la nostra congregazione crescerà nella grazia e saremo di grande benedizione. 
Oh, fratelli! Badate a voi stessi dunque! Vegliate sul vostro cuore e mortificate le concupiscenze mondane. Perseverate nella fede, camminate con zelo nell’amore e non vagate qua e là, ma rimanete in casa e spendete il tempo che avete a disposizione in comunione con Dio. Non inganniamo noi stessi e gli altri con un fervore simulato, perché non sarà accompagnato dalla benedizione che scende dall’alto! Soprattutto, impieghiamo molto tempo pregando e meditando la Scrittura, perché è quando entriamo in questa “cameretta” che Dio fa scendere il fuoco dal cielo per consumare i sacrifici che gli offriamo. Ricordatevi che se trascureremo queste cose non saremo solo noi a cadere, ma anche coloro ai quali siamo preposti nel Signore. Per amore del gregge affidato alle vostre cure: badate a voi stessi!
3. Badate che il vostro comportamento non contraddica ciò che predicate
Badate a non essere un ostacolo che faccia inciampare colui che è cieco e non smentite col vostro comportamento ciò che avete affermato con le vostre parole. Questo peccato fa pensare alla gente che la Parola di Dio sia una filastrocca e che la predicazione del Vangelo non sia altro che un vano cianciare. Colui che crede davvero ciò che afferma, vivrà secondo quanto afferma! Una sola espressione d’orgoglio, una parola volgare, una discussione troppo animata o un solo atteggiamento dissoluto è sufficiente a rendere inutile la nostra predicazione. Ditemi, fratelli, nel timore del Signore, desiderate che la vostra opera porti frutto? Volete che le verità che predicate siano sperimentate da coloro che vi ascoltano? Come? Questo è ciò a cui ambite e non siete pronti a sopportare un torto, né siete disposti a rinunciare a qualcosa per favorire coloro che sono nell’indigenza?Desiderate che la vostra opera porti frutto e non volete assumere un atteggiamento più umile, essere più condiscendenti con coloro che considerate gli ultimi? Ahimè! Quanti di noi studiano molto per predicare correttamente, ma poco per vivere santamente! Una settimana intera non ci sembra sufficiente per preparare un sermone di due ore, mentre un’ora spesa meditando sul nostro comportamento ci pare già troppa!
Fratelli, certamente quello di cui stiamo discutendo è un motivo validissimo per badare sia a ciò che diciamo sia a ciò che facciamo. Se “metteremo in pratica” i comandamenti di Dio, saremo altresì “felici nel nostro operare” (Giacomo 1:25). Se coloro che ci ascoltano devono “mettere in pratica la Parola e non ascoltarla soltanto” (Giacomo 1:22), noi dobbiamo essere facitori e non soltanto predicatori! La medesima fatica che impieghiamo nel preparare i nostri sermoni dovrebbe essere profusa per vivere una vita santa. Quando studiamo quello che dobbiamo predicare, se davvero siamo interessati alla condizione spirituale di coloro che ci devono ascoltare, ci domandiamo: «Cosa posso dire per condurli alla salvezza?» Allo stesso modo, dovremmo diligentemente interrogare noi stessi domandandoci: «Come posso comportarmi per persuaderli a credere e quale deve essere il mio atteggiamento per guadagnarne il maggior numero?» Se la salvezza delle anime è il nostro obiettivo, lo perseguiremo quando saremo sul pulpito e quando ne saremo discesi! Non solo le parole della vostra bocca, ma anche il denaro del vostro portafogli sarà speso per il bene eterno degli altri! Che questo sia il nostro impegno quotidiano: usare tutto ciò che Dio ha messo a nostra disposizione per salvarne il maggior numero. Se pensate che il ministero sia solo studiare e predicare, vi sbagliate di grosso! E se questa fosse la vostra opinione, sareste indegni di essere chiamati ministri di Cristo!
Lasciate, dunque, che vi esorti con fervore ad essere “zelanti nelle buone opere” (Tito 2:14).
a) Siate irreprensibili e senza macchia

Il vostro comportamento condanni il peccato e sia un esempio per gli altri. Pretendete, forse, che coloro dei quali dovete prendervi cura si preoccupino dell’anima più di voi? Se volete che essi “recuperino il tempo” (Efesini 5:16), voi non sprecatelo! Se desiderate che i loro discorsi non siano futili e vani, siate i primi a parlare di ciò che edifica, affinché ciò che dite conferisca grazia a quelli che ascoltano (Efesini 4:29). Se volete che le loro famiglie siano ordinate e sobrie, governate le vostre come si conviene. Non siate superbi ed autoritari e anch’essi saranno mansueti. Di fronte all’ostinazione ed agli sbagli degli altri, carne e sangue vi suggeriranno di usare le stesse armi e di risolvere i vari problemi che incontrerete ricorrendo alla sapienza “carnale”. Se, però, ritenete che sia meglio imitare Cristo che Alessandro o Cesare, allora “non lasciatevi vincere dal male, ma vincete il male con il bene” (Romani 12:21). Ricordatevi che siete stati chiamati ad essere servi di tutti; perciò non estraniatevi dal gregge, ma familiarizzate con coloro che sono stati affidati alle vostre cure facendo loro del bene.
b) Abbondate in opere caritatevoli

Visitate i poveri, informatevi di ciò che necessitano e dimostrate in concreto la vostra compassione. Non siate avari, ma fate del bene a tutti e non cercate cose grandi per voi stessi e per i vostri posteri. Infatti, cosa perderete se impoverite per andare incontro ai bisogni altrui? Se insegnate che bisogna avere fede in Dio e farsi un tesoro in cielo, mostrate agli altri che credete in ciò che predicate! La nostra natura corrotta cercherà di cavillare per impedirci di adempiere al nostro dovere; perciò, badate bene a ciò che sto per dirvi (voglia Dio convincere i vostri cuori): colui che non è disposto a separarsi dai suoi beni per amore di Cristo, non è un vero cristiano! So bene che il cuore avaro cercherà ogni scusa per evitare di dividersi da ciò a cui è attaccato per ubbidire alla volontà di Dio, ma coloro che sono veri discepoli di Cristo seguiranno l’esempio del divino Maestro. Oh, quanto bene potrebbero fare i pastori del gregge se non amassero il mondo, né le cose che sono del mondo! Oh, se spendessero tutto ciò che Dio ha dato loro per fare del bene agli altri! Questa testimonianza aprirebbe molti più cuori alle dottrine della grazia di tutta la loro eloquenza! Anche se non dobbiamo rinchiuderci nei monasteri rinunciando ad ogni possedimento come fanno certuni, pure non dobbiamo possedere nulla che non appartenga prima a Dio.
4. Badate di non essere schiavi di quei peccati contro cui predicate e che condannate pubblicamente
Magnifichereste Dio sul pulpito per poi disonorarlo come gli altri ipocriti? Proclamereste il regno di Cristo per poi disprezzarlo, ribellandovi ad esso? Dichiarereste la perfezione della legge del Signore per poi trasgredirla? Come potreste vivere nel peccato? Se il peccato è pericoloso, perché lo accarezzate? E se non lo è, perché persuadete gli uomini a non peccare? Se è cosa spaventevole cadere nelle mani del Dio vivente, perché non camminate nel suo timore? E se non è così, perché allora allarmare le persone senza motivo? Perché tu che insegni agli altri, non insegni a te stesso (Romani 2:21-23)? Badate dunque a voi stessi, affinché non predichiate contro quei peccati dei quali siete ancora schiavi; infatti “uno è schiavo di ciò che lo ha vinto” (II Pietro 2:19). “Non sapete voi che se vi offrite a qualcuno come schiavi per ubbidirgli, siete schiavi di colui a cui ubbidite: o del peccato che conduce alla morte o dell’ubbidienza che conduce alla giustizia?” (Romani 6:16). Fratelli miei, ricordatevi che è più facile denunciare il peccato che vincerlo.
5. Infine, badate di non essere privi delle qualifiche necessarie allo svolgimento del ministero cristiano
Colui che deve insegnare ad altri la via della salvezza, non può essere un fanciullo in quanto a conoscenza. Quali requisiti sono necessari per noi che abbiamo una così grande responsabilità! Quanti passi biblici difficili dobbiamo saper spiegare agli altri e quanti problemi teologici da risolvere! Dobbiamo fuggire il male nelle sue varie manifestazioni; dobbiamo aprire gli occhi degli altri affinché non cadano in tentazione e dobbiamo saper risolvere svariati casi di coscienza. Come può un lavoro di questo tipo essere svolto da persone impreparate o immature? Quale ostinatezza e malizia nei cuori di coloro con cui abbiamo a che fare! Quanti pregiudizi nelle menti di coloro che ci ascoltano! Siamo di fronte ad uomini e donne dal cuore caparbio, che anche quando sono zittiti non riconoscono di aver torto e non si lasciano convincere. 
Quali uomini dovremmo essere in capacità, determinatezza ed instancabile diligenza! Paolo conosceva la propria insufficienza di fronte ad una tale chiamata e noi considereremo il ministero con superficialità o, peggio ancora, con sufficienza e spavalderia come se noi, invece, fossimo sufficienti? Il ministero cristiano non è un peso per le spalle di un ragazzino! Non penso che predicare un sermone sia la cosa più difficile per noi. Eppure, quale capacità è necessaria per esporre in maniera chiara tutto il consiglio di Dio, per convincere chi ci ascolta affinché la loro coscienza sia rischiarata? E non dimentichiamo che il linguaggio che adoperiamo e il nostro comportamento devono essere coerenti al messaggio che annunciamo. Dio dovrebbe essere onorato e glorificato dalla nostra predicazione, ma a causa della nostra debolezza e negligenza può avvenire il contrario! Quante volte gli schernitori sono usciti dal locale di culto beffandosi del Vangelo a causa delle mancanze del predicatore? Le persone si addormentano quando predichiamo se la nostra lingua e il nostro cuore sono addormentati e non abbiamo la capacità di svegliarli!

E ancora: quale abilità è necessaria per difendere la verità contro quelli che la contraddicono? Se noi veniamo meno di fronte a questo dovere (Tito 1:9), i nemici della verità esulteranno. Tuttavia, questo è il male minore. Infatti, chi può dire quante anime deboli ed instabili saranno danneggiate e quale disprezzo sarà suscitato verso la chiesa?

Oh fratelli! È vero, la necessità obbliga la chiesa a tollerare chi è debole, ma guai a noi se tolleriamo con indulgenza le nostre debolezze! Esiste forse un metodo per portare frutto, pur vivendo nell’ozio e nella trascuratezza? Se saremo pigri, spegneremo lo Spirito Santo! Dio ci insegna che nella sua opera dobbiamo essere “ferventi nello spirito” (Romani 12:11). Perciò, fratelli miei, non sprecate il tempo a vostra disposizione. Studiate e pregate, predicate e fate del bene a tutti. Badate a voi stessi, affinché la vostra negligenza non danneggi l’opera di Dio.

Da una predicazione di Richard Baxter



"Esorto dunque gli anziani che sono tra di voi, io che sono anziano con loro e testimone delle sofferenze di Cristo e che sarò pure partecipe della gloria che deve essere manifestata: pascete il gregge di Dio che è tra di voi, sorvegliandolo, non per obbligo, ma volenterosamente secondo Dio; non per vile guadagno, ma di buon animo; non come dominatori di quelli che vi sono affidati, ma come esempi del gregge. E quando apparirà il supremo pastore, riceverete la corona della gloria che non appassisce"
(1 Pietro 5:1-4) 

sabato 1 giugno 2013


"E in nessun altro vi è la salvezza, poiché non c'è alcun altro nome sotto il cielo che sia dato agli uomini, per mezzo del quale dobbiamo essere salvati. "(Atti 4:12)
 
E' una circostanza molto felice quando i servi di Dio sono in grado di far quadrare tutto il loro ministero. Ora l'apostolo Pietro è stato convocato davanti ai sacerdoti e sadducei -i capi della sua nazione - a rispondere per aver guarito un uomo che era zoppo, fin dal seno di sua madre. Tenendo conto di questo caso di guarigione, o, se posso usare l'espressione, per questo caso di salvezza fisica, l'apostolo Pietro ha avuto questo pensiero: "Mentre sto rendendo conto della salvezza di questo uomo che era zoppo dalla sua malattia fisica,  ho una buona opportunità di mostrare a costoro, che altrimenti non ascolterebbero, la via della salvezza dell'anima".

Allora egli procede dalla cosa minore a quella maggiore, dalla guarigione di un arto di un uomo alla guarigione dell'anima di un uomo. E avendoli informati una volta che è stato attraverso il nome di Gesù Cristo che l'uomo era stato reso sano, ora annuncia che la salvezza, la grande salvezza, deve essere ottenuta con lo stesso mezzo:

"in nessun altro vi è la salvezza, poiché non c'è alcun altro nome sotto il cielo che sia dato agli uomini, per mezzo del quale dobbiamo essere salvati".

Che grande parola, la "salvezza"! Essa comprende la purificazione della nostra coscienza da tutte le colpe del passato e la liberazione della nostra anima da tutte quelle inclinazioni al male che predominano così fortemente in noi. Infatti essa cancella ed annulla tutto ciò che Adamo ha fatto! La salvezza è il ripristino totale dell'uomo dalla sua condizione di caduta.

Eppure è qualcosa di più di questo, perchè la salvezza di Dio ci mette in una posizione più sicura di quanto lo fosse prima della nostra caduta. Essa ci trova a pezzi a causa del peccato del nostro progenitore, contaminati, sporcati, maledetti. Prima guarisce le nostre ferite, rimuove le nostre malattie, poi toglie la maledizione, pone i nostri i piedi sulla roccia, Cristo Gesù e, avendo così fatto, finalmente ci permette di alzare la testa al di sopra di tutti i principati e le potestà per essere incoronati per sempre con Gesù Cristo, il Re del cielo!

Alcune persone, quando usano la parola "salvezza", non capiscono molto altro di essa al di là della liberazione dall'inferno e l'ingresso in Paradiso. Ora quella non è la salvezza, queste due cose sono gli effetti della salvezza! Noi siamo redenti dall'inferno perché siamo salvati, ed andiamo in Cielo perché siamo stati salvati in precedenza. Il nostro stato eterno è l'effetto della salvezza in questa vita.

La salvezza, è vero, include tutto ciò, perché la salvezza ne è la madre e porta all'ovile tali cose, ma sarebbe sbagliato immaginare che questo sia tutto il significato di questa parola. La salvezza inizia con noi che siamo pecore erranti. Essa ci segue attraverso tutte le nostre peregrinazioni labirintiche. Ci  pone sulle spalle del pastore. Essa ci porta all'ovile, chiama a raccolta gli amici e i vicini, gioisce su di noi. E ci preserva in quell'ovile attraverso la vita! E poi finalmente ci porta ai verdi pascoli del cielo, ad acque tranquille di beatitudine in cui ci corichiamo per sempre alla presenza del pastore capo, senza più essere disturbati.

Ora il nostro testo ci dice che c'è una sola via di salvezza. "Non vi è salvezza in nessun altro, poiché non c'è alcun altro nome sotto il cielo dato agli uomini, per il quale noi dobbiamo essere salvati".

Esaminerò prima di tutto una verità negativa che Dio ci ha insegnato qui, e cioè, letteralmente, che non c'è salvezza all'infuori di Cristo. E poi, in secondo luogo, una verità positiva di Dio, letteralmente, che c'è salvezza in Gesù Cristo, per cui noi dobbiamo essere salvati.

I. In primo luogo, quindi, un fatto negativo. "Non vi è salvezza in nessun altro"

Hai mai notato quanto intollerante è la religione di Dio? Nei tempi antichi i pagani, che avevano avuto diversi dei,  rispettavano gli dèi dei loro vicini. Per esempio il re d'Egitto ebbe a confessare che gli dèi di Ninive erano veri e propri dèi e il principe di Babilonia ebbe ad ammettere che gli dèi dei Filistei erano vere e proprie divinità.
Ma l'Eterno, l'Iddio d'Israele, ha messo questo come uno dei suoi primi comandamenti: "Non avere altri dèi al di fuori di me". Egli non avrebbe permesso loro di avere il minimo riguardo per le divinità di qualsiasi altra nazione: "Tu li frantumerai, tu abbatterai i loro templi e taglierai i loro pali sacri".

Tutte le altre nazioni si tolleravano l'una con l'altra, ma l'Ebreo non poteva essere così.  La sua religione richiedeva:  "Ascolta, Israele, il Signore vostro Dio è l'unico Dio". E in conseguenza della verità che non vi è che un solo Dio, Javhè, l'ebreo si sentiva in dovere di chiamare tutti gli altri presunti dèi con nomignoli, di sputare addosso ai loro idoli e di trattarli con oltraggio e disprezzo!

Ora la religione cristiana, come voi osserverete, è altrettanto intollerante quanto questa. Se chiederete ad un bramino quale sia la via della salvezza, è molto probabile che vi dirà immediatamente che ogni popolo che segua le proprie convinzioni religiose in modo sincero, sarà senza dubbio salvato.
«Ecco ad esempio», dice il bramino, «lì ci sono i musulmani; se essi obbediscono a Maometto e sinceramente credono a quello che ha insegnato, senza dubbio, Allah li glorificherà, alla fine".
Poi il bramino si rivolge verso il missionario cristiano e dice: "Qual è lo scopo per cui porti il cristianesimo qui e ci disturbi? Io ti dico che la nostra religione è perfettamente in grado di condurci in Cielo se noi fossimo fedeli ad essa".

Ora basta leggere il nostro testo per capire quanto intollerante è la religione cristiana: "Non vi è salvezza in nessun altro".

Il bramino ammetterà che vi è salvezza in altre 50 religioni, oltre alla propria, ma noi non ammetteremo nulla di simile! Non c'è nessuna vera salvezza al di fuori di Gesù Cristo! Gli dèi pagani allora possono avvicinarsi a noi con la loro finta carità e dirci che ogni uomo può seguire la sua convinzione di coscienza ed essere salvato. Noi rispondiamo: "giammai una cosa del genere! Non c'è salvezza in nessun altro, poiché non c'è alcun altro nome sotto il cielo dato agli uomini, per il quale noi dobbiamo essere salvati".

Ora, quale pensate sia il motivo di questa intolleranza, se posso usare di nuovo tale parola? Credo che sia solo perché la Verità di Dio dimori sia con l'Ebreo sia con il Cristiano. Un migliaio di errori possono vivere in pace gli uni con gli altri, ma la Verità di Dio è il martello che rompe tutto in pezzi! Un centinaio di false religioni possono dormire pacificamente insieme nello stesso letto, ma dovunque la religione cristiana va, essendo Verità di Dio, è come un tizzone acceso e non tollera nulla che non sia più consistente rispetto al legno, al fieno e alla paglia dell'errore carnale!

Tutti gli dèi delle nazioni e di tutte le altre religioni nascono dall'Inferno e, pertanto, essendo figli dello stesso padre, è escluso che essi debbano combattere tra loro! Ma la religione di Cristo proviene da Dio, è distaccata, il suo pedigree è dall'alto e, quindi, quando viene spinta in mezzo a una generazione di empi e ribelli, non porta né pace, né diplomazia, né trattati di pace contro di essi, perché è la verità di Dio e non può permettersi di essere sotto il giogo dell'errore! Si leva in piedi sui suoi propri diritti e muove la sua giusta causa contro l'errore, dichiarando che esso non possiede salvezza, ma che nella Verità di Dio e solo in Essa si trova la salvezza!

Di nuovo, questo è perché abbiamo la sanzione da parte di Dio. Sarebbe improprio, infatti, per un uomo inventarsi il proprio credo religioso e affermare che tutti quelli che non vi aderissero debbano essere dannati. Questo sarebbe un atteggiamento di fanatismo intransigente di cui potremmo permetterci di sorridere. Ma dal momento che questa religione di Cristo è rivelata dal Cielo stesso, Dio, che è l'autore di tutta la verità, ha il diritto di aggiungere a questa verità una condizione terribile, e cioè che chi la rifiuta perirà senza ricevere misericordia!

Egli può proclamare che senza Cristo l'uomo non può essere salvato. Noi non siamo veramente intolleranti di nostro, perché facciamo eco alle parole di Colui che parla dal Cielo e che dichiara che è maledetto l'uomo che rifiuta questa religione di Cristo, non essendovi salvezza al di fuori di Lui. "Non c'è salvezza in nessun altro, poiché non c'è alcun altro nome sotto il cielo dato agli uomini, per il quale noi dobbiamo essere salvati". Ora, posso sentire una o due persone dire: "Signore, voi immaginate allora, che nessuno si salva senza Cristo?" Replico: "non è che lo immagino, ma ce l'ho qui nel mio testo chiaramente insegnato!".

"Bene, ma..." dice uno, "come la mettiamo con la morte dei bambini? I bambini muoiono senza peccato? Sono salvati? E se sì, come?" Rispondo: essi vengono salvati al di là di ogni dubbio, tutti i bambini che muoiono nell'infanzia sono portati via a dimorare nel terzo cielo di beatitudine per sempre! Ma siatene certi, nessun bambino è stato mai salvato se non attraverso la morte di Cristo. Gesù Cristo ha acquistato con il suo sangue tutti coloro che muoiono nella prima infanzia. Sono tutti rigenerati, non con uno spruzzo, ma probabilmente nel momento della loro morte un meraviglioso cambiamento passa sopra di loro per il soffio dello Spirito Santo. Il sangue di Gesù viene applicato a loro ed essi vengono lavati da ogni corruzione originale che avevano ereditato dai loro genitori e quindi lavati e purificati entrano nel Regno dei Cieli. In caso contrario, o beneamati, i neonati non sarebbero in grado di unirsi al canto eterno: "A Colui che ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati nel Suo sangue". Se i bambini non sono stati lavati nel sangue di Cristo, non potrebbero unirsi in un cantico universale che circonda perennemente il Trono di Dio! Noi crediamo che essi sono tutti salvati, ognuno di loro senza eccezioni, ma solo per il grande Sacrificio del Signore Gesù Cristo.

Un altro dice: "Ma allora come la mettiamo con i popoli pagani? Essi non conoscono Cristo, sono una delle nazioni salvate?" Abbiate presente che la Sacra Scrittura dice molto poco riguardo alla salvezza dei pagani. Ci sono molti testi nella Scrittura che ci porterebbero a dedurre che tutte le nazioni periscono. Ma ci sono alcuni testi che, d'altra parte, ci portano a credere che ci sono alcuni pagani che, guidati dallo Spirito Segreto di Dio, Lo cercano nel buio. Con il suo Spirito cercano di scoprire qualcosa che non possono trovare in natura. E può essere che il Dio di infinita misericordia, che ama le Sue creature, sia lieto di mettere queste rivelazioni nel loro cuore. Rivelazioni oscure e misteriose, relative alle cose del Cielo, in modo che anche essi possano essere fatti partecipi del sangue di Gesù Cristo, senza avere una visione così aperta come abbiamo ricevuto noi, senza contemplare la Croce visibilmente elevata e Cristo crocifisso.

E' stato osservato in molte terre pagane che prima che i missionari fossero andati lì, si era manifestato come un forte desiderio per la religione di Cristo. Nelle isole Sandwich, prima che i nostri missionari vi andassero, c'era una strana confusione nelle menti di quei poveri barbari. Non sapevano che cosa fosse, ma erano di colpo divenuti scontenti della loro idolatria e avevano un desiderio di qualcosa di più elevato, migliore e più puro di tutto ciò che avevano fino ad allora scoperto! E non appena Gesù Cristo fu predicato volentieri rinunciarono a tutte le loro idolatrie e si gettarono su di Lui perché fosse la loro forza e la loro salvezza!

Ora crediamo che questa era opera dello Spirito di Dio in segreto che disponeva queste povere creature a cercare Dio. E non possiamo escludere che in alcuni luoghi appartati dove penseremmo che il Vangelo non sia mai stato predicato, ci potrebbe essere capitato qualche passo della Bibbia solitario, qualche capitolo della Bibbia, alcuni versi solitari della Sacra Scrittura, che venendo portati alla mente possano essere sufficienti ad aprire gli occhi dei ciechi e guidare poveri cuori ottenebrati ai piedi della Croce di Cristo!

Ma una cosa è certa: nessun pagano, per quanto morale egli sia, vuoi che abbia vissuto ai tempi dei vecchi filosofi o nell'epoca della barbarie, è mai entrato né mai potrebbe entrare nel Regno dei Cieli al di fuori del nome di Gesù Cristo! "Non c'è salvezza in nessun altro". Un uomo può cercare di entrarvi, di ottenerla affaticandosi a modo proprio, ma così non potrà assolutamente trovare la salvezza, "Non vi è infatti altro nome sotto il cielo che sia dato agli uomini, per mezzo del quale dobbiamo essere salvati".

Ma, dopo tutto, miei cari amici, è molto meglio quando trattiamo questi argomenti, non fare speculazioni, meglio ritornare a casa nostra e alle nostre persone. E permettetemi ora questa domanda: Hai mai constatato per esperienza la verità di questo grande fatto negativo, cioè che non c'è salvezza in nessun altro? Io posso affermarlo e testimoniarlo per averlo constatato e lo dichiaro solennemente alla presenza di questa comunità, che è proprio così! Una volta pensavo che ci fosse salvezza in opere buone e mi affaticavo duramente e diligentemente per conservare un carattere di integrità e rettitudine. Ma quando lo Spirito di Dio convinse il mio cuore "il peccato riprese vita e io morii".

Ciò che pensavo fosse un bene, si dimostrò essere male, laddove pensavo di essere stato santo, mi ritrovai che ero stato empio. Scoprii che le mie migliori azioni erano peccaminose; che le mie lacrime avrebbero dovuto essere versate di più e che le mie stesse preghiere avevano bisogno del perdono di Dio! Scoprii che stavo ricercando la salvezza per le opere della Legge, che stavo facendo tutte le mie opere buone per un motivo egoistico, cioè salvare me stesso e, quindi, non potevano essere gradite a Dio. Ho scoperto che non potevo essere salvato da buone opere per due buone ragioni: primo, che non ne avevo nessuna, e in secondo luogo, se anche ne avessi avute, esse non potevano salvarmi! Dopo di che pensai che la salvezza potesse essere ottenuta in parte da una riforma e in parte dalla fiducia in Cristo.

Così di nuovo mi misi a lavorare duramente, pensando che se avessi aggiunto qualche preghiera qua e là, un paio di lacrime di penitenza e qualche voto di miglioramento, tutto sarebbe andato bene. Ma dopo essermi trascinato avanti per molti giorni stanco come un povero cavallo cieco che lavora attorno ad una mola, ho scoperto che non ero andato per niente  più lontano, perché c'era ancora la maledizione di Dio che incombeva su di me-"Maledetto chiunque non persevera in tutte le cose che sono scritte nel libro della legge per praticarle".

E c'era ancora un vuoto doloroso nel mio cuore, che il mondo non avrebbe potuto mai riempire, un vuoto di angoscia e di preoccupazione, perchè ero assai turbato, perché non avevo potuto raggiungere quel riposo che la mia anima desiderava! Avete provato questi due modi per arrivare in cielo? Se lo avete fatto, ho piena sicurezza nel Signore, che lo Spirito Santo vi avrà resi malati a causa di essi, perche non si può entrare nel Regno dei Cieli per la porta giusta fino a che si è stati portati a confessare che tutte le altre porte erano sbarrate fino ai denti! Nessun uomo potrà mai venire a Dio attraverso la via stretta e diritta fino a quando avrà provato tutti gli altri modi, e quando ci ritroviamo battuti, sventati e sconfitti, allora avviene che per necessità dolente, ci rivolgiamo a quella fontana aperta e ci laviamo e siamo resi puliti!

Forse ci sono alcuni in mia presenza questa mattina che stanno cercando di ottenere la salvezza per cerimonie. Siete stati battezzati nella vostra infanzia. E prendete regolarmente la Cena del Signore.  Frequentate la vostra chiesa o cappella. E se veniste a conoscenza di altri riti voi li prendereste in considerazione. Ah, miei cari amici, tutte queste cose sono come pula al vento in materia di salvezza!
Esse non possono fare neanche un passo verso l'accettazione della persona di Cristo. Affaticarvi a costruire la vostra casa con acqua sarebbe paragonabile a tentare di costruire la salvezza con queste povere cose! Queste cose sono buone quando siete già salvati, ma se si cerca la salvezza in esse, saranno per la vostra anima come pozzi senza acqua, nuvole senza pioggia e alberi appassiti, due volte morti, sradicati dalle radici!

Qualunque sia la vostra via di salvezza, perché ci sono migliaia diverse invenzioni di uomini con cui essi cercano di salvarsi! Qualunque essa sia, sentire la sua campana a morto suonata in questo versetto: «Non vi è salvezza in nessun altro, poiché non c'è alcun altro nome sotto il cielo dato agli uomini, per il quale noi dobbiamo essere salvati."

II. Ora, questo mi porta al fatto positivo che viene dedotto nel testo, vale a dire, che c'è salvezza in Gesù Cristo

Sicuramente, quando faccio quella semplice affermazione, potrei esplodere con il canto degli angeli e dire-"Gloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra,verso gli uomini di buona volontà". Qui ci sono un migliaio di misericordie tutte rilegate insieme e racchiuse in questo dolce, dolce fatto che c'è salvezza in Gesù Cristo! Passo che ora cercheremo di trattare soltanto con qualsiasi anima qui presente che ha il dubbio sulla sua propria salvezza in Gesù Cristo. Io lo isolerò affettuosamente e seriamente affronterò e cercherò di dimostrare che lui può ancora essere salvato e che in Cristo c'è salvezza per lui!

Ti conosco, o peccatore! Hai a lungo cercato di trovare la strada per il cielo e ti sei perso. Hai avuto mille espedienti abbaglianti per essere ingannato e non hai ancora nessun appoggio solido per i tuoi poveri piedi stanchi! E ora, assediato dai tuoi peccati, non sei in grado di guardare in alto. Il senso di colpa, come un pesante fardello, è sulla tua schiena e il dito è sulle tue labbra, per non azzardare un pianto per il perdono. Hai paura di parlare, perché per le parole della tua bocca potresti essere condannato! Satana sussurra all'orecchio: "E' tutto finito per te. Non c'è pietà per quelli come te, sei condannato e condannato devi essere! Cristo è in grado di salvare molti, ma non te."

Povera anima! Che cosa devo dirti se non  questo: Vieni con me alla croce di Cristo e tu vedrai lì qualcosa che rimuoverà la tua incredulità! Vedi quell'uomo inchiodato là ad un albero? Conosci il suo personaggio? Egli è senza macchia o difetto, o alcunché di simile. Non era un ladro, che avrebbe dovuto morire la morte di un criminale, non era un assassino che Egli dovesse essere crocifisso tra due malfattori. No Egli in origine è puro, senza peccato. E la sua vita è santa, senza un difetto! Dalla sua bocca procedeva solo benedizione. Le sue mani erano piene di opere buone e i suoi piedi erano pronti per andare a compiere atti di misericordia. Il suo cuore era candido con santità! Non c'era niente in lui che alcun uomo potesse biasimare. Anche i suoi nemici, quando hanno cercato di accusarlo, trovarono falsi testimoni, ma anche essi "non potevano concordare". Lo vedi, mentre Egli muore? Peccatore, ci deve essere un merito per la morte di un uomo come quello! Egli senza peccato, per essere sottoposto al dolore-deve essere per i peccati di altri uomini! Dio non può affliggerLo e addolorarLo perchè Egli non lo meritava, Dio non è un tiranno che Egli debba schiacciare gli innocenti! Egli non è empio che debba punire i giusti. Ha dunque sofferto  per i peccati di altri:

"Per i peccati, non i propri, Egli è morto per espiare."

Pensate alla purezza di Cristo e provate a vedere se non vi è salvezza in Lui. Vieni ora con la tua oscurità  e ammira il Suo candore! Vieni con le tue impurità e guarda la Sua purezza. E mentre guardi a quella purezza come quella di un giglio, vedi il rosso del suo sangue straripante, lascia che questo sussurro sia sentito alle tue orecchie: Egli è in grado di salvare te, peccatore, in quanto egli è stato "tentato in tutti i punti come noi", eppure Egli era" senza peccato. ". Pertanto, il merito del Suo sangue deve essere grande. Oh, Dio ti aiuterà a credere in Lui!

Ma non è questa la grande cosa che dovrebbe raccomandarteLo. Ricordate, Colui che è morto sulla croce era non di meno che il Figlio eterno di Dio! Lo vedi lì? Vieni, volgi ancora una volta i tuoi occhi a Lui.  Vedi le mani e i piedi che gocciolano con fiumi di sangue? Quell'uomo è Dio Onnipotente! Quelle mani che sono inchiodate all'albero sono mani che potrebbe scuotere il mondo! Quei piedi che sono lì perforati hanno in loro, se Egli avesse voluto, una potenza di forza che potrebbe sciogliere i monti sotto la loro pianta! Quella testa, ora china nell'angoscia e nella debolezza, ha in sé la saggezza della Divinità e il suo cenno del capo potrebbe far tremare l'universo! Colui che pende sulla Croce è Colui senza il quale nulla fu fatto di ciò che è stato fatto, per Lui tutte le cose sussistono, il Creatore e Preservatore, Dio di provvidenza e Dio di grazia, Colui che è morto per voi è Dio su tutto, benedetto per sempre ! E ora, peccatore, non vi è alcun potere di salvare in un tale Salvatore come questo? Se fosse un semplice uomo, un Cristo sociniano, o un Cristo ariano, non potrei dire che ti fideresti di Lui. Ma poiché egli non è altro che Dio stesso, incarnato nella carne umana, ti prego, gettati su di lui;

"Egli è in grado, Egli è disposto, non dubitare più! "

"Egli è in grado di salvare fino all'estremo, quelli che si accostano a Dio per mezzo di lui."

Ti ricorderai di nuovo, come ulteriore consolazione per la tua fede, che si può credere che Dio Padre ha accettato il Sacrificio di Cristo? E' la collera del Padre che hai maggiore motivo di temere, il Padre è in collera con te, perché hai peccato e Lui ha giurato solennemente che ti punirà per i tuoi reati! Ora Gesù Cristo è stato punito al posto di ogni peccatore che si è pentito, o che si pentirà. Gesù Cristo è posto al suo posto come Capro espiatorio. Dio Padre ha accettato Cristo al posto dei peccatori! Oh, non dovrebbe questo condurti a venire a Lui? Se il giudice ha accettato il sacrificio, sicuramente Egli può essere accettato! E se Dio è soddisfatto, sicuramente anche tu puoi essere contento. Se il creditore ha firmato un documento di piena e libera estinzione del debito per te, il povero debitore, può gioire e crediamo che tale estinzione sia soddisfacente per te, perché lo è per Dio! Ma non mi chiedete come posso sapere che Dio ha accettato l'espiazione di Cristo? Vi ricordo che Cristo è risorto dai morti. Cristo fu messo in prigione nella tomba dopo essere morto e Aspettò che Dio accettasse l'Espiazione.

"Se Gesù non avesse pagato il debito,  
Egli non sarebbe stato messo in libertà."

Cristo sarebbe stato nella tomba anche questo giorno, se Dio non avesse accettato la Sua espiazione per la nostra giustificazione! Ma il Signore ha guardato dal cielo e ha esaminato l'opera di Cristo e ha detto tra sé: "E 'molto buona. E 'abbastanza." E rivolgendosi ad un angelo, Egli disse:" Angelo, mio ​​Figlio è confinato in carcere, un ostaggio per i miei eletti. Egli ha pagato il prezzo. So che non Egli non romperà la prigione da Se' stesso, angelo, va e rotola via la pietra dalla porta del sepolcro e liberaLo. " L'angelo volò e rotolò la pietra massiccia. E resuscitando dalle ombre della morte il Salvatore visse! "Lui è morto e risorto per la nostra giustificazione." Ora, povera anima, si vede che Dio ha accettato Cristo sicuramente, allora, tu puoi accettarLo e credere in Lui!

Un altro argomento che potrebbe forse avvicinarsi alla tua anima è questo: molti sono stati salvati che erano altrettanto vili quanto lo sei tu e, di conseguenza, vi è salvezza!  "No",  tu  dici, "nessuno è così vile come lo sono io." E 'una misericordia che tu dica così, ma comunque è certo che altri sono stati salvati che erano altrettanto sporchi quanto te. Sei stato tu un persecutore? "Sì", si tu dici. Sì, ma non sei stato più assetato di sangue di Saulo! Eppure quel capo dei peccatori divenne il capo dei santi! Sei stato un bestemmiatore? Hai maledetto in faccia l'Onnipotente? Sì, dici tu. "E tali eravate alcuni di voi" che ora sollevate le vostre voci in preghiera e vi accostate al suo trono con accettazione! Sei stato un ubriacone? Sì, e così sono stati molti del popolo di Dio per molti giorni e molti anni, ma hanno abbandonato la loro impurità e si sono rivolti al Signore con pieno intento di cuore! Per quanto grande il tuo peccato, ti dico, uomo, donna, ci sono stati alcuni che furono salvati nella stessa profondità di peccato in cui sei tu!

E anche se non ci fosse stato nessun salvato, che fosse un così grande peccatore come lo sei tu, tanto più vi è motivo per cui Dio debba salvare te, perchè Egli può andare al di là di tutto ciò che ha fatto mai! Il Signore si compiace sempre di fare miracoli. E se ti trovi ad essere il capo dei peccatori, un po' più avanti di tutti gli altri, credo che Dio sarà contento di salvare te affinchè le meraviglie del Suo amore e della Sua grazia possano essere il più manifestamente conosciuti!

Hai ancora a dire che sei il primo dei peccatori? Io dico che non credo che tu lo sia! Il capo dei peccatori è stato salvato anni fa questo era l'apostolo Paolo, ma anche se si dovesse superarlo-ancora, la parola "appieno ", va al di là ancora di te! "Lui è in grado di salvare appieno quelli che si accostano a Dio per mezzo di lui." Ricorda, peccatore, se non trovi la salvezza in Cristo, è perchè non la cerchi, perché sicuramente c'è. Se perirete senza essere salvati attraverso il sangue di Cristo, non sarà per mancanza di potere in quel sangue per salvare voi, ma del tutto per mancanza di volontà da parte vostra, che non credete in Lui, ma arbitrariamente e volontariamente rifiutate il suo sangue per la vostra propria distruzione! Vigila su te stesso, perchè è certo che non vi è salvezza in nessun altro, quindi sicuramente c'è salvezza in Lui!

Potrei parlarvi di me stesso e dirvi che sicuramente ci deve essere la salvezza in Cristo per voi dal momento che ho trovato salvezza in Cristo per me stesso. Spesso ho detto che non potrò mai mettere in dubbio la salvezza di chiunque, fino a quando potrò sapere che Cristo mi ha accettato. Oh, come buia era la mia disperazione quando ho cercato la sua Misericordia! Ho pensato allora che se avesse avuto pietà di tutto il mondo, non avrebbe mai avuto pietà di me! I peccati della mia infanzia e la mia gioventù mi perseguitavano. Ho cercato di sbarazzarmi di essi uno per uno, ma sono stato catturato come in una rete di ferro di cattive abitudini e non potevo liberarmene. Anche quando ho potuto rinunciare al mio peccato, ma il senso di colpa ancora era attaccato alle mie vesti. Non potevo lavarmi fino ad essere pulito! Ho pregato per tre lunghi anni, ho piegato le ginocchia invano e cercato, ma non ho trovato nessuna pietà. Ma, finalmente, benedetto sia il suo nome, quando avevo abbandonato ogni speranza e pensavo che la sua ira improvvisa mi avrebbe distrutto e che la fossa dell'Inferno avrebbe aperto la sua bocca e mi avrebbe inghiottito poi nell'ora della mia estremità allora Egli si è manifestato a me e mi ha insegnato a gettarmi semplicemente e interamente su di Lui!

Così sarà con voi, solo abbiate fiducia in Lui, perchè vi è salvezza in Lui, siate certi di questo. Per accelerare la vostra diligenza, però,lasciatemi concludere osservando che, se non trovate la salvezza in Cristo, si ricordi che difficilmente la troverete altrove! Che cosa terribile sarà per voi se vi perdeste la salvezza fornita da Cristo! Perchè "come potrete sfuggire se trascurate una così grande salvezza?" Oggi molto probabilmente io non parlo a molti dei peccatori più grossolani, eppure so che sto parlando con alcuni anche di quella classe. Ma sia che siamo peccatori lordi o meno cosa sarà per noi morire senza prima aver trovato un interesse per il Salvatore!

Oh peccatore! Questo dovrebbe farti affrettare verso il Seggio della Misericordia. Ricordate che se non troverete Pietà ai piedi di Gesù non la troverete mai altrove. Se le porte del Paradiso non si apriranno mai per voi, ricordate che non c'è altra porta che mai può essere aperta per la tua salvezza! Se Cristo ti rifiuta, tu sei rifiutato! Se il suo sangue non è spruzzato su di te, sei perduto, per davvero! Oh, se Egli ti tiene in attesa ancora un po ', continuate nella preghiera. Vale la pena di aspettare, soprattutto quando si ha questo pensiero e cioè che non c'è nessun altro, nessun altro modo, nessun altra speranza, nessun altro motivo di fiducia, nessun altro rifugio! Vedo lì la porta del Cielo, e se devo entrare, devo strisciare sulle mani e sulle ginocchia, perché è un cancello basso. Ecco la vedo, è una via stretta e angusta, devo lasciare i miei peccati dietro di me e la mia giustizia orgogliosa e devo passare per quello stretto cancelletto.

Peccatore, cosa dici? Andrai oltre questa via stretta e angusta, o disprezzerai la vita eterna e rischierai di perdere la beatitudine eterna? Oppure passerai attraverso di essa con umiltà sperando che Colui che ha dato se stesso per te ti accetterà in se stesso e vi salverà adesso e vi salverà eternamente?

Possano queste poche parole avere il potere di condurre alcuni a Cristo e sarò contento. "Credi nel Signore Gesù Cristo e sarai salvato." "Non vi è infatti altro nome sotto il cielo dato agli uomini, per il quale noi dobbiamo essere salvati." Amen. Amen!

Pregate affinché lo SPIRITO SANTO utilizzi questo sermone per portare molti alla conoscenza salvifica di Gesù Cristo.
(originale:http://www.spurgeon.org/sermons/0209.htm )


"Ma queste cose sono state scritte, affinché voi crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio e affinché, credendo, abbiate vita nel suo nome." 
(Giovanni 20:31)
 
http://consapevolinellaparola.blogspot.it/2013/05/la-via-della-salvezza.html

ciao

per tutti coloro che mi vogliono bene un invito a riflettere

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