per capirci

GIACOMO 1, 2-4

Fratelli, considerate come motivo di gaudio perfetto le diverse prove alle quali voi potete essere esposti, sapendo che la fede messa
alla prova produce la pazienza. E' necessario però che la pazienza compia perfettamente l'opera sua, affinché voi siate pure perfetti ed
integri, senza mancare in niente.(Giacomo 1; 2-4)

Emmanuel

Visualizzazione post con etichetta evangelizzazione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta evangelizzazione. Mostra tutti i post

mercoledì 12 giugno 2013

Dio ama tutti indistintamente?

profeti

Dio ama tutti indistintamente? Qualcuno potrà anche essere scandalizzato della nostra risposta, ma rispondiamo di NO, Dio non ama tutti indistintamente. Non lo crediamo e non troviamo alcuna affermazione nella Bibbia che lo sostenga. L'idea che Dio ami tutti indistintamente fa appello al lato sentimentale e umanistico della natura di molte persone. Sfortunatamente, però, il sentimentalismo (insieme a sua sorella, la superficialità) è diventato il fattore dominante nello sviluppo del Cristianesimo oggi.

E' vero che Dio esercita una benevolenza generale verso l'umanità nel suo insieme, nel senso che: "Egli fa levare il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti" (Mt. 5:45). Questo, però, non ha nulla a che vedere con lo speciale amore che Egli ha per il Suo popolo e per esso solo. I teologi seri riconoscono questo fatto. Il teologo Charles Hodge, a proposito dell'amore di Dio, giustamente afferma: "Esso è discriminante, fissato su alcuni e non su altri figli degli uomini" [Parte III, cap. 8, §2:4]. In verità, ogni cosa, inclusa la benevolenza generale verso l'umanità, è in funzione e per amore degli eletti, il popolo di Dio (2 Corinzi 4:15; cf. 2 Ti. 2:10). La Bibbia afferma chiaramente che di fatto Dio odia o "detesta" (ebr. sanay) chi? "tu detesti tutti gli operatori d'iniquità" (Sl. 5:5), "Tutta la loro malvagità è a Ghilgal; là li ho presi in odio" (Os. 9:15). Nel giorno del giudizio, a quelli che non sono stati adottati nella Sua famiglia, Cristo dirà: "Andate via da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli!" (Mt. 25:41). Ben difficilmente questo potrebbe essere considerato una manifestazione di amore! 

Nel giorno del giudizio, a coloro che non sono stati adottati nella Sua famiglia ma che avevano avuto l'audacia di infiltrarsi nella chiesa e farsi passare da cristiani, Cristo dirà: "Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, malfattori!" (Mt. 7:23). Ancora forse che questo vuol dire che Dio li ama? Se Dio amasse tutti, anche quelli che non sono stati adottati nella Sua famiglia, come molti affermano oggi, com'è che è scritto: "Ho amato Giacobbe e ho odiato Esaù" (Ro. 9:13)?

Questo è il verbo greco per miseo che il dizionario traduce come "odiare, perseguire con odio, detestare". Nel testo originale di Malachia (Ma. 1:2,3), il termine ebraico è sanay, la classica parola per "odio", spesso usata nell'Antico Testamento in opposizione radicale a ahab (tradotta con "amore", vedi 2 Cr. 19:2; Sl. 97:10; 119:113; Ec. 3:8).

Non c'è modo di sfuggirvi. Con Giacobbe ed Esaù, vediamo le dottrine gemelle dell'amore selettivo e dell'elezione divina in azione. Elezione significa essere amati dal Signore dall'eternità e predestinati all'adozione come Suoi figli (figli per grazia e non per natura, essendo solo Cristo figlio di Dio per natura). Con Dio vediamo che amore ed elezione vanno mano nella mano. Coloro che credono, quindi, che Dio ami tutti - anche i perduti - generalmente respingono l'elezione divina alla salvezza. Però, coloro che considerano gloriosa la dottrina dell'elezione divina, si rendono conto ed accettano facilmente il concetto che l'amore di Dio sia selettivo e non universale. Che l'amore di Dio sia selettivo e non universale è il chiaro messaggio delle Scritture. Prendete, per esempio, questo brano: "Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, che ci ha benedetti di ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo. In lui ci ha eletti prima della creazione del mondo perché fossimo santi e irreprensibili dinanzi a lui, avendoci predestinati nel suo amore a essere adottati per mezzo di Gesù Cristo come suoi figli, secondo il disegno benevolo della sua volontà" (Efes. 1:3-5).

Vi sono pure molti altri testi che provano quanto l'amore di Dio sia selettivo: "Camminate nell'Amore, come anche Cristo ci ha amati e ha dato se stesso per noi" (Ef. 5:2 ND). Questo Paolo lo dice in una lettera indirizzata specificatamente ai credenti di Efeso, ed è chiaro a chi si riferisce quel "noi". "Mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la chiesa e ha dato sé stesso per lei" (Ef. 5:25). Nessun altro, solo la chiesa, il popolo di Dio. Non potrebbe essere più chiaro di così. E l'angelo disse: "Ella partorirà un figlio, e tu gli porrai nome Gesù, perché è lui che salverà il suo popolo dai loro peccat" (Mt. 1:21). Egli non salva tutti. Solo il Suo popolo. Sono quelli che Egli si è prefisso di salvare. "Dò la mia vita per le pecore" (Gv. 10:15). E' solo per il Suo popolo - le pecore - che Egli ha versato il Suo sangue sulla Croce. "...perché egli ha portato i peccati di molti" (Is. 53:12), non tutti, ma molti. "Cristo, dopo essere stato offerto una volta sola per portare i peccati di molti..." (Eb. 9:28). Indubbiamente molti, ma non tutti.

Sebbene questo insegnamento sia semplice e perfettamente accettabile e comprensibile a coloro che davvero sono salvati, sembra che causi molta costernazione e opposizione. Perché? Perché alla gente piace immaginarsi un Dio che ama universalmente e non selettivamente. Perché? Perché vorrebbero che la salvezza si basasse su una scelta personale piuttosto che sulla volontà di Dio. Perché? Perché non c'è dottrina che peggio ripugni all'arroganza umana che quella dell'elezione - che siete stati salvati per grazia (Ef. 2:4-9). Questo semplice insegnamento toglie il tappeto di sotto i piedi a coloro che si aggrappano all'errata nozione che la propria salvezza sia il risultato dell'esercizio del libero arbitrio. Il Signore Gesù Cristo disse: "In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio" (Gv. 3:3). E' interessante notare come il termine greco anothen, tradotto "di nuovo", significhi anche "dall'alto". Nati di nuovo, nati dall'alto, cioè da Dio. Un doppio significato. Qui ancora vediamo come la rigenerazione sia un atto di Dio. Però, nonostante il fatto che è affermato chiaramente nella Scrittura che questi, che così rinascono, "non sono nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d'uomo, ma sono nati da Dio" (Gv. 1:13), ancora molti cristiani credono che la nuova nascita sia il risultato della volontà umana. Si potrebbe essere più perversi di così? Capovolgere le chiare espressioni della Parola di Dio certo non è cosa che farebbe un vero credente.

La salvezza è la manifestazione dell'amore di Dio in azione. Se Dio lasciasse la cosa semplicemente al nostro libero arbitrio, se dipendesse da noi l'essere salvati oppure meno, sarebbe l'atto MENO AMOREVOLE che ci si potrebbe immaginare perché nessuno potrebbe essere salvato senza il Suo intervento! Al contrario, Dio ha espresso il Suo amore salvando, per Sé stesso, un popolo.

Gli altri li ha lasciati alle proprie risorse. Diciamo allora con forza che Dio non deve la salvezza a nessuno. Egli avrebbe potuto semplicemente cancellare l'universo e ricominciare tutto da capo dopo la Caduta. Nella Sua grazia, però, Egli aveva sin dall'inizio programmato di continuare con questo e - a differenza degli angeli decaduti, per i quali non c'è salvezza - Egli ha scelto, dalla massa di persone che nasce in questo  mondo di salvarsi un popolo. Come dice l'Apostolo Paolo: "Egli fa misericordia a chi vuole e indurisce chi vuole" (Ro. 9:18). E' così e basta, senza discussione. Il vero cristiano non si sentirà risentito per questo. Sapete perché? Perché il Signore ha previsto che sia così e quindi per principio è giusto e buono. E' questo che tanti non riescono ad accettare. Semplicemente non permettono a Dio di essere Dio e di fare ciò che Egli ritiene più opportuno. No, deve essere come loro decidono che sia. Sanno molto meglio loro di Dio come devono andare le cose. Vogliono che la salvezza dipenda dalle decisioni umane, e non dalla potenza di Dio. A questi, però, l'Apostolo dice: "Che diremo dunque? Vi è forse ingiustizia in Dio? No di certo! Poiché egli dice a Mosè: «Io avrò misericordia di chi avrò misericordia e avrò compassione di chi avrò compassione». Non dipende dunque né da chi vuole né da chi corre, ma da Dio che fa misericordia" (Ro. 9:14-16).

Ancora non avete colto il messaggio? Non dipende né da chi vuole né da chi corre! Questo è ciò che dice la Scrittura, anche se la maggioranza dei cristiani sembra voler credere il contrario. La salvezza non dipende da un atto della volontà umana. Essa è solo il risultato della misericordia che Dio decide di dare a chi ritiene più opportuno. Non siete voi che avete scelto Cristo. Nella Sua misericordia è Lui che vi ha scelto. Questa è la bellezza della salvezza. Essa ridimensiona il nostro smisurato orgoglio. Perché non potete semplicemente accettare quel che dice la Scrittura? Non vorreste certo essere contati, quando siete messi di fronte al fatto che Egli salvi alcuni e lasci gli altri nei loro peccati, fra coloro che domandano: "Che diritto ha Dio di fare così?". A coloro che osano porre una simile rozza domanda, è solo una la risposta che tuonerà loro indietro: "O uomo, chi sei tu che replichi a Dio? La cosa plasmata dirà forse a colui che la plasmò: «Perché mi hai fatta così?». Il vasaio non è forse padrone dell'argilla per trarre dalla stessa pasta un vaso per uso nobile e un altro per uso ignobile? Che c'è da contestare se Dio, volendo manifestare la sua ira e far conoscere la sua potenza, ha sopportato con grande pazienza dei vasi d'ira preparati per la perdizione, e ciò per far conoscere la ricchezza della sua gloria verso dei vasi di misericordia che aveva già prima preparati per la gloria" (Ro. 9:20-23).

Si dovrebbe oggi pensare che nessuno abbia ancora
letto Romani 9, o che molti facciano finta che questo non sia scritto. Nei versetti citati i vasi d'ira preparati per la perdizione sono i non salvati, mentre i vasi di misericordia che aveva già prima preparati per la gloria sono i salvati. Notate bene come sia LUI, Dio, che ha preparato alcuni per la perdizione ed altri per la gloria. Egli solo ha plasmato un gruppo per "l'onore" ed un gruppo per "il disonore". E' tutto in questo testo. Non c'è modo di sfuggirne. Questa è la predestinazione in azione. Se rifiutate quanto la Bibbia dice chiaramente, in che modo possiate definirvi cristiani è un mistero. L'onnipotenza di Dio implica che Egli come un vasaio abbia piena disponibilità su di noi che siamo come argilla nelle sue mani. Chiunque non accetti l'onnipotenza di Dio come potrebbe essere salvato? Difatti credere in Cristo è - ipso facto - credere nell'onnipotenza di Dio.

Molti si debbono mettere una buona volta in testa che la salvezza non vuol dire far uso del nostro libero arbitrio (che è una delle nostre opere), ma che essa è dimostrazione della potenza di Dio nella Sua irresistibile chiamata alla salvezza. Paolo lo esprime in questo modo: "Prima che i gemelli fossero nati e che avessero fatto del bene o del male (affinché rimanesse fermo il proponimento di Dio, secondo elezione, che dipende non da opere, ma da colui che chiama)" (Ro. 9:11,12). Iddio aveva fatto la Sua scelta. In altre parole, elezione e predestinazione glorificano Dio e rendono umile l'essere umano.

La vera spiritualità esige che Egli deve crescere e noi diminuire. Vi sono tre cose principali di cui il vero convertito deve rendersi conto. Queste tre cose fanno parte della mente che deve avere chiunque venga a Cristo.
  • La prima cosa di cui si rende conto un vero convertito a Cristo, è che Dio è onnipotente ed ha il diritto ed il potere di fare tutto ciò che Gli piace, non importa quanto difficili siano le Sue azioni e quanto le Sue decisioni rendano perplesso il nostro presuntuoso e piccolo pensiero.
  • La seconda cosa di cui si rende conto un vero convertito a Cristo è che non possiamo pretendere di comprendere l'opera cosmica di Dio, e che quindi non siamo nella posizione di criticarla, di respingerla o di lamentarcene.
  • La terza cosa di cui si rende conto un vero convertito a Cristo è che l'opera di Dio esalta sempre Lui e rende umili noi.
Il dovere di ogni pastore è quello di aiutare i nuovi convertiti a rendersi conto pienamente di queste tre cose, perché quando comprenderemo bene queste cose, saranno queste che formeranno la qualità della nostra futura crescita spirituale. All'alba della Caduta, tutto era stato disegnato da Dio per dimostrare la follia dell'autonomia umana o angelica. In altre parole, l'intero spettacolo del cosmo è inteso come dimostrazione della potenza e della sovranità di Dio e della debolezza e della dipendenza dell'uomo.

La salvezza è basata su questi presupposti
. Eppure l'evangelicalismo moderno ha inventato quest'idea antropocentrica che Dio ami la creatura umana in ogni caso e che sia semplicemente l'atto dell'arbitrio umano a decidere se uno debba essere o non essere salvato. Si presenta allora un'immagine pateticamente debole di Cristo. Si dice che Egli sia morto per salvarci, ma che spetti a noi decidere se accettare o non accettare questa salvezza. E' come se Dio si dovesse piegare alla vacca sacra del nostro libero arbitrio. Su questa base Dio dovrebbe persino amare chi finisce all'inferno (ammesso che ci credano, perché anche alcuni evangelici sono disposti a contraddire la Bibbia ed a negarne l'esistenza!). Tutto questo non solo è del tutto sbagliato, ma anche completamente (e perversamente) opposto a ciò che dice la Scrittura. La Bibbia, infatti, mostra che:
  • solo Dio ha il potere di salvare (Atti 3:8);
  • una persona che sia nata di nuovo è tale non perché l'abbia essa stessa voluto ma perché Dio l'ha voluto (Gv. 1:13) ed è avvenuto mediante la potenza dello Spirito (Gv. 3:6);
  • la salvezza è completamente l'opera della grazia e non il risultato d'alcunché noi si possa fare (Ef. 2:4-9);
  • coloro che sono salvati sono stati predestinati a tale salvezza già da prima della creazione del mondo (Ef. 1:3-5; Mt. 25:34; Ap. 13:8; 17:8);
  • che i non salvati periranno nei loro peccati, andranno all'inferno, e saranno completamente tagliati fuori da qualsiasi possibilità d'essere amati da Dio (Mt. 25:41; 7:23; 2 Ts. 1:9; Ap. 14:10,11).
Se diciamo alla gente che Dio ama tutti indistintamente, che Egli ha già pagato il prezzo dei loro peccati sulla base di quell'amore e che Egli  sia solo impedito nel salvare qualcuno dalla resistenza che gli oppone il libero arbitrio umano, che messaggio stiamo mai comunicando? Mostriamo l'immagine di un Dio impotente tenuto in ostaggio dalla debole volontà umana.

Se Dio vuole salvarvi, vi salverà! E' né più né meno di questo. Se pensate che il vostro libero arbitrio sorpassi Dio in astuzia e lo possa mettere nel sacco, allora siete proprio degli illusi, e dei più grossi. La Bibbia mostra come nulla (e nemmeno il nostro cosiddetto libero arbitrio), "...né potenze, né altezza, né profondità, né alcun'altra creatura potranno separarci dall'amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore" (Ro. 8:39). L'amore salvifico è del tutto irresistibile. Ecco perché è così meraviglioso. Il Signore dice chiaramente: "Nessuno può venire a me se non lo attira il Padre, che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno" (Gv. 6:44). Questa è elezione e predestinazione in azione. Perché tanti le fanno obiezione? E' una cosa meravigliosa, stupefacente. Quando Dio si propone qualcosa, Egli lo porta a compimento, e la volontà umana non può frapporvisi. Se siamo d'accordo oppure no è del tutto irrilevante.

Egli non ama tutti indistintamente e non deve renderne conto a nessuno. Se dite che la dottrina dell'elezione è ingiusta, non amorevole e crudele, e quindi non può essere vera, vi rispondo che dire che Dio stia a guardare impotente mentre la gente, con il proprio libero arbitrio, respinge la Sua offerta di salvezza e la stia a guardare in modo ancora più impotente e pieno d'amore mentre essi cascano all'inferno, è infinitamente più ingiusto, ed è una dottrina priva d'amore e crudele, per non dire ridicola.

Potreste ribattere che nella Bibbia è scritto: "Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna" (Gv. 3:16), e che quindi Dio ama tutti indistintamente. La parola "mondo", però, non significa qui qualsiasi persona che sia mai esistita. Al contrario, si riferisce al mondo creato che è caduto in tale stato di perdizione a causa del peccato. Una parafrasi di questo versetto potrebbe essere: "Questo è l'amore di Dio, che Egli non ha respinto definitivamente questa razza umana decaduta (come ha fatto con gli angeli), ma, al contrario, che Egli ha dimostrato il Suo infinito amore dando il Suo unigenito Figlio". Egli non ha dato il Suo unigenito Figlio come atto d'amore per tutti coloro che nel mondo sono vissuti, vivono e vivranno. No, perché dalla bocca stessa di Gesù abbiamo che Egli è venuto sulla terra: "per dare la sua vita come prezzo di riscatto per molti" (Mt. 20:28; cfr. Is. 53:12; Mt. 26:28; Eb. 9:28). Non tutti, ma molti.

Il Suo amore nella salvezza è selettivo. Questa è la verità e quella con la quale dobbiamo convivere se vogliamo essere cristiani onesti e fedeli. A meno che, come  spesso oggi succede, si relativizzi l'autorevolezza della Bibbia e si dica che i nostri pensieri al riguardo siano più validi.

Ora potreste dire: "E se io fossi fra quelli che non sono stati eletti? Non avrei speranza. La vita sarebbe solo un'assurdità. Perché preoccuparci di essa. Facciamo pure quel che ci pare, tanto...". Questo, però, è un atteggiamento sbagliato. Come figli di Adamo noi tutti siamo in questo mondo senza speranza. Nessuno di noi merita d'essere salvato. Il fatto stesso che il Signore si compiaccia di salvare qualcuno, questo sì che è notevole! A noi, è detto: "Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché io vi dico che molti cercheranno di entrare e non potranno" (Lu. 13:24). E' nostro dovere sforzarci per entrare nel Regno di Dio. Non importa "che molti cercheranno di entrare e non potranno". Questo è irrilevante. Dobbiamo fare tutto ciò che è possibile per entrare nel Regno di Dio, con la forza (Mt. 11:12)! Ci è comandato di farlo (Mr. 1:14,15). Nessuno conosce la mente di Dio sulla questione dell'elezione. E' solo Suo privilegio. La realtà è questa: nessuno che voglia entrare nel Regno di Dio ne sarà escluso, e nessuno si troverà all'inferno se non ci voleva finire! Alla fine di tutte le cose, quando Lo vedremo come Egli è veramente ed entreremo nella Sua gloria, ci renderemo conto di quanto Egli sia perfettamente giusto e meraviglioso.

Detto questo, dobbiamo rammentarci che l'evangelizzazione non significa spiegare che cosa sia o non sia la predestinazione o l'elezione. Non si tratta di qualcosa che possa subito essere compresa, ci vorrà del tempo, anche se vi sono persone che se ne sono rallegrate agli inizi stessi della loro conversione. Questi argomenti possono essere compresi solo crescendo nella propria fede e comprensione delle Scritture. Si potrà certo alludere ad essa, ma è cosa che riguarda il seguito della vita cristiana. Evangelizzare significa chiamare uomini e donne al ravvedimento ed alla fede in Gesù Cristo. Evangelizzare significa raccontare che cos'è successo sulla Croce quando Cristo stesso ha sofferto i dolori dell'inferno nel Suo corpo e nella Sua anima per il Suo popolo, coloro che Egli amava sin dall'inizio. Evangelizzare significa parlare della vittoria della Croce che conduce inesorabilmente a vincere la morte nella risurrezione. Evangelizzare vuol dire spiegare che, ravvedendoci ed affidando tutta la nostra vita a Cristo, seguendolo come nostro Signore e Salvatore, saremo salvati.

La dottrina di Cristo e la dottrina della salvezza sono la gioia e la medicina del vero predicatore e di chi l'ascolta.
Certo, verranno presto i giorni in cui l'insegnamento che vi presentiamo sarà considerato non solo politicamente scorretto (come succede oggi) ma sarà totalmente proibito dalle autorità civili. Verranno presto i giorni in cui questo insegnamento non solo sarà negato e strappato via dalla stessa Bibbia, ma sarà anche reso illegale dal regime satanico che, preannunciato dalla stessa Scrittura, sarà stabilito sulla terra. Rammentatevi, però, che la verità ha una sua forza propria e niente e nessuno riuscirà mai, per quanto ci provi, ad estinguerla. Potrà essere temporaneamente ostacolata e nascosta, ma mai abolita per sempre. Amando la verità e proclamandola, aiuteremo a tenerla accesa nel mondo.

"A colui che siede sul trono, e all'Agnello, siano la lode, l'onore, la gloria e la potenza, nei secoli dei secoli" (Ap. 5:13).
 

di A. Morrison (adattamento di P. Castellina)

 
"Allorché in lui ci ha eletti prima della fondazione del mondo, affinché fossimo santi e irreprensibili davanti a lui nell'amore, avendoci predestinati ad essere adottati come suoi figli per mezzo di Gesú Cristo secondo il beneplacito della sua volontà, a lode della gloria della sua grazia mediante la quale egli ci ha grandemente favoriti nell'amato suo Figlio" 
(Efesini 1:4-6)
 
 http://consapevolinellaparola.blogspot.it/2013/06/dio-ama-tutti-indistintamente.html

sabato 30 marzo 2013

La vera Chiesa

Appartieni all'unica e vera Chiesa, fuori dalla quale non c'è salvezza? Non ti sto chiedendo dove vai in chiesa la domenica, ti chiedo solo: Appartieni all'unica e vera Chiesa?

Dov'è quest'unica e vera Chiesa? Qual è quest'unica e vera chiesa? Quali sono i segni che contraddistinguono quest'unica e vera Chiesa? Sono domande legittime. Prestatemi attenzione ed io vi fornirò alcune risposte.

L'unica e vera Chiesa è composta tutta da credenti nel Signore Gesù. E' composta da tutti gli eletti di Dio, da uomini e donne convertiti a Cristo, da ogni vero cristiano. In chiunque possiamo discernere l'elezione di Dio Padre, l'aspersione del sangue di Dio il Figlio, l'opera santificante di Dio lo Spirito Santo, in quella persona vediamo un membro della vera chiesa di Cristo.

Si tratta di una Chiesa della quale tutti i membri portano gli stessi segni caratteristici. Sono tutti nati dallo Spirito; tutti possiedono "ravvedimento davanti a Dio e fede nel Signore nostro Gesù Cristo", santità di vita e di condotta. Tutti odiano ciò che Dio considera peccato e tutti amano Cristo. Potranno rendere culto a Dio in maniere diverse. Alcuni useranno un particolare formulario di preghiere, altri nessuno; alcuni adorano Dio ponendosi in ginocchio, altri in piedi, ma tutti adorano Dio d'un cuore solo. Sono condotti da un unico Spirito; sono edificati su un unico fondamento; traggono tutti la loro religione da un unico libro, cioè la Bibbia. Sono tutti uniti, come i raggi di una ruota al perno centrale,
Si tratta di una chiesa che non dipende da alcun particolare ministro terreno, ma che pure valorizza coloro che predicano l'Evangelo ai suoi membri. La vita dei suoi membri non dipende dal registro di chiesa sul quale sono scritti i loro nomi; non dipende nemmeno dal Battesimo o dalla Cena del Signore, per quanto essi valorizzino altamente queste cose quando devono parteciparvi. Ha però un solo e grande Capo, un solo Pastore, un solo grande arcivescovo: Gesù Cristo. Egli solo, mediante il Suo spirito, è Colui che li riceve come membri di questa Chiesa, sebbene i ministri possano indicarne la porta. Fintanto che non è Lui ad aprire la porta, nessuno sulla terra la può aprire: né vescovi, né presbiteri, né assemblee, né sinodi. Una volta che un uomo o una donna si ravvede dai propri peccati e crede all'Evangelo, in quel momento stesso diventa membro di questa Chiesa. Come il ladrone pentito, potrebbe non avere l'opportunità di essere battezzato, ma egli ha qualcosa di molto migliore del battesimo d'acqua: il battesimo nello Spirito. Potrebbe non essere in grado di ricevere il pane ed il vino della Santa Cena, ma egli mangia del corpo di Cristo e beve il sangue di Cristo per fede ogni giorno della sua vita, e nessun ministro può impedirglielo. Potrebbe persino essere scomunicato da uomini consacrati e tagliato fuori dalle ordinanze esteriori della Chiesa professante; ma nessun uomo o donna consacrati al mondo potranno escluderlo dalla vera Chiesa.

Si tratta di una Chiesa la cui esistenza non dipende da forme, cerimonie, cattedrali, chiese, cappelle, pulpiti, fonti, paramenti, organi, dotazioni, denaro, re, governi, magistrati, o da qualsiasi atto di favore concesso da mani d'uomo. Ha continuato a vivere e continuerà a vivere anche quando tutte queste cose le saranno sottratte; è stata spesso, infatti, costretta a nascondersi nei deserti, nei boschi e nelle caverne della terra fuggendo da coloro che avrebbero dovuto esserle amici. La sua esistenza dipende da null'altro che la presenza di Cristo e del Suo Spirito. E' per questo che essa non muore, perché vive della loro presenza.

Questa è la Chiesa a cui appartengono gli attributi biblici che indicano i suoi attuali onori e privilegi, come pure le promesse di futura gloria; questo è il corpo di Cristo; questo è il gregge di Cristo; questa è la famiglia fede; questa è l'edificio di Dio, il fondamento di Dio, e il tempio dello Spirito Santo. Questa è la Chiesa dei primogeniti, i cui nomi sono scritti in cielo; questo è il sacerdozio regale, la generazione eletta, il popolo particolare, la proprietà acquistata, l'abitazione di Dio, la luce del mondo; il sale ed il frumento della terra; questa è "la Santa Chiesa Cattolica" del Credo apostolico; questa è "la chiesa, Una, Cattolica ed Apostolica" del Credo niceno; questa è la chiesa alla quale il Signore Gesù promette che: "le porte dell'Ades non la potranno vincere" (Matteo 16:18), ed alla quale Egli dice: "Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell'età presente" (Matteo 28:20).

Questa è l'unica Chiesa che possieda vera unità. I suoi membri concordano completamente su tutte le questioni più importanti di religione, perché essi sono tutti istruiti dall'unico Spirito. Al riguardo di Dio, di Cristo, dello Spirito, del peccato e del loro stesso cuore, della fede, del ravvedimento, della necessità di santità di vita, del valore della Bibbia, dell'importanza della preghiera, della risurrezione e del prossimo giudizio finale, essi sono tutti di un'unica mente. Prendete tre o quattro fra loro, stranieri l'uno all'altro, dai più remoti angoli della terra; esaminateli separatamente su questi punti: troverete come tutti siano d'un unico giudizio.

Questa è l'unica chiesa che possieda autentica santità. I suoi membri sono tutti santi. Essi non sono semplicemente santi per la loro professione di fede, santi di nome e santi nel giudizio della carità. Essi sono santi di fatto e nella realtà, nella vita ed in verità. Essi sono più o meno conformi all'immagine di Gesù Cristo. Nessuna persona non santa appartiene a questa Chiesa.

Questa è l'unica Chiesa che sia veramente cattolica. Non é infatti la chiesa che appartiene solo ad una nazione o ad un popolo: i suoi membri possono essere trovati in ogni parte del mondo dove l'Evangelo è accolto e creduto. Non è confinato nei limiti di un paese soltanto, o costretto da una particolare forma di governo esteriore. In essa non c'è differenza fra Giudeo e Greco, uomo o donna, bianco o nero, episcopaliano o presbiteriano, ma la fede in Cristo è la sola cosa che conti. I suoi membri saranno un giorno raccolti da nord a sud, da est ad ovest, da ogni popolo, lingua e nazione: tutti sono e saranno uno in Cristo Gesù.

Questa è la sola Chiesa che sia veramente apostolica. E' edificata sul fondamento posto dagli Apostoli e sostiene le dottrine che essi predicavano. I due grandi obiettivi ai quali i suoi membri mirano sono la fede apostolica e la pratica apostolica. Essi considerano l'uomo o la donna che dice di seguire l'insegnamento apostolico senza possedere queste due cose solo come un rame risonante o uno squillante cembalo.

Questa è la sola Chiesa che certamente che durerà fino alla fine. Nulla potrà sovvertirla o distruggerla. I suoi membri potranno anche essere perseguitati, oppressi, imprigionati, bastonati, decapitati, bruciati... ma la vera Chiesa non la potranno estinguere mai. Essa risorge sempre dalle sue afflizioni, vive attraverso l'acqua ed il fuoco. I Faraoni, Erode, Nerone, Maria la sanguinaria e mille altri ancora hanno cercato invano di abbattere questa Chiesa. Hanno bruciato e massacrato, ma loro sono scomparsi e la Chiesa è rimasta intatta. La vera Chiesa sopravvive a tutti i suoi nemici e li vede seppellire. E' come un incudine sul quale inutilmente si abbattono i colpi di cento martelli, ma si spezzeranno prima i martelli. E' come un roveto che brucia senza mai consumarsi.

Questa è la Chiesa che compie l'opera di Cristo sulla terra. I suoi membri non sono che un piccolo gregge, pochi di numero in confronto con i figli di questo mondo; uno o due qui, e due o tre là. Sono questi, però, che scuotono l'universo. Questi sono coloro che cambiano le fortune di interi regni attraverso le loro preghiere. Questi sono gli operai instancabili che diffondono la religione pura e senza macchia. Questi sono il sangue stesso che mantiene viva una nazione, lo scudo, la difesa, il supporto prezioso di ogni nazione nella quale essi abitano.

Questa è la Chiesa che sarà veramente gloriosa fino alla fine. Quando ogni gloria terrena sarà passata, allora sarà questa la Chiesa che verrà presentata immacolata davanti al trono di Dio. Troni, principati, e podestà sulla terra si scioglieranno come neve al sole, ma la Chiesa dei primogeniti brillerà come le stelle del cielo e, alla fine, sarà presentata con gioia davanti al trono di Dio Padre, nel giorno dell'apparizione del Cristo. Quando i gioielli saranno completi ed avverrà la manifestazione dei Figli di Dio, una sola Chiesa sarà nominata, e quella sarà la Chiesa degli eletti.

Questa è la vera Chiesa alla quale bisogna appartenere per essere salvati. Finché non ne farai parte, non sarai altro che un'anima perduta. Potrai anche vantare innumerevoli privilegi esteriori; potresti anche godere di grande luce e conoscenza. Se però non appartieni al corpo di Cristo, la tua luce, le tue conoscenze, i tuoi privilegi non potranno salvare la tua anima. C'è chi fantastica che se appartiene a questa o quella chiesa, e il suo nome è iscritto sui suoi registri, si sottopone a certe forme, partecipa a particolari cerimonie, che tutto alla fine gli andrà bene. Non tutti, però, quelli che appartenevano ad Israele erano veramente da considerarsi israeliti e non tutti coloro che professano di essere cristiani possono considerarsi davvero membri del corpo di Cristo.

Fai attenzione: potresti essere un convinto episcopaliano, o presbiteriano, o battista, o metodista, o delle Assemblee dei fratelli, o valdese... e tuttavia non appartenere alla vera Chiesa. Se non ne sei parte veramente sarebbe meglio per te se non fossi mai nato.

John C. Ryle D.D. (1816-1900)
Traduzione di Paolo Castellina
Fonte: Tempo di riforma

https://vocechegrida.ning.com/profiles/blogs/la-vera-chiesa-1

sabato 23 marzo 2013

La restaurazione e la conversione dei giudei



Sermone N. 582
Predicato la sera del giovedì 16 giugno 1864,
dal Reverendo C. H. Spurgeon
al Tabernacolo Metropolitano di Londra, Newington
 a sostegno dei Fondi della Società Britannica per la Propagazione del Vangelo tra i Giudei.

 “La mano del Signore fu su di me e mi trasportò nello Spirito del Signore, e mi fece sedere nel mezzo della valle, che era piena di ossa, e mi fece passare vicino ad esse, tutt’attorno: ed ecco, ce n’erano tantissime nella aperta valle. Ed ecco, erano molto secche. Ed Egli mi disse, Figlio d’uomo, possono rivivere queste ossa? Ed io risposi, O Signore Dio, Tu lo sai. Di nuovo Egli mi disse, Profetizza su queste ossa e dì loro, O voi ossa secche, ascoltate la parola del Signore. Così dice il Signore Dio a queste ossa: Ecco, Io farò entrare il respiro in voi e voi rivivrete: Io stenderò dei tendini e farò crescere della carne su di voi e vi ricoprirò con della pelle, e metterò il respiro in voi e voi rivivrete. E conoscerete che Io sono il Signore. Così profetizzai come mi era stato comandato: e come io profetizzavo, ci fu un rumore ed ecco uno scuotimento e le ossa si accostarono, l’una all’altra. E quando guardai, ecco, i tendini e la carne vennero su di esse e la pelle le ricoprì: ma non c’era respiro in loro. Allora Egli mi disse, Profetizza al vento, profetizza Figlio d’uomo e dì al vento, Così dice il Signore Dio: Vieni dai quattro venti, O Respiro e alita sopra a questi uccisi, cosicché possano riprendere vita. Così profetizzai come Egli mi comandò e il respiro entrò in essi e tornarono in vita e si rizzarono in piedi, un esercito estremamente grande.” Ezechiele 37:1-10.
 
Questa visione è stata usata, dal tempo di Gerolamo in avanti, come una descrizione della resurrezione e certamente potrebbe essere adattata in tal modo con grande effetto. Che visione del gran giorno le parole rappresentano davanti all’occhio della mente! Il grande esercito dei vivi, che un tempo era morto, sembra rimettersi in moto dal momento che leggiamo. Qui, pure, abbiamo una domanda opportuna ed appropriata che ci si deve porre in un sepolcro - “Figlio d’uomo, possono rivivere queste ossa?” Abbassando lo sguardo nella fossa tenebrosa, o guardando il becchino che tira su le reliquie decomposte, un tempo infuse di vita, l’incredulità può ben suggerire la richiesta - “Possono rivivere queste ossa?” La fede non può, in ogni momento, dare una risposta più soddisfacente di questa - “O Signore, Tu lo sai.” Ma, mentre questa interpretazione della visione può essere assai confacente come adattamento, deve essere piuttosto evidente ad ogni persona ragionevole che questo non è il significato del passo. Non c’è alcuna allusione da parte di Ezechiele alla resurrezione dei morti e un tale soggetto sarebbe stato del tutto lontano dal proposito del discorso del Profeta. Credo che egli non stesse pensando alla resurrezione dei morti più che alla costruzione di S. Pietro a Roma, o all' emigrazione dei Padri Pellegrini! Questo soggetto è completamente estraneo all’argomento a portata di mano e non ci potrebbe essere alcuna possibilità che si sia insinuato nella mente del Profeta. Egli stava parlando del popolo d’Israele e profetizzando riguardo a loro. E in modo evidente la visione, secondo l’interpretazione di Dio stesso, riguardava loro e solo loro, perché “queste ossa sono l’intera casa d’Israele”. Non era una visione che riguardava tutti gli uomini, né, davvero, riguardava ogni uomo quanto alla resurrezione dei morti - essa aveva un rapporto diretto e speciale con il popolo giudaico. 

Questo passo, d'altra parte, è stato usato molto frequentemente, e oserei dire molto convenientemente, per descrivere il risveglio di una Chiesa decaduta. Questa visione potrebbe essere vista come descrittiva di uno stato di tiepidità e letargia spirituale in una Chiesa quando si venga penosamente a porre la domanda - “Possono rivivere queste ossa?” Può quel fiacco ministro risvegliarsi a potenza vivente? Possono questi freddi diaconi infuocarsi di santo fervore? Possono quei membri non spirituali risorgere a qualcosa di simile ad ardente, santa abnegazione? È possibile che la sonnolenta Chiesa formalista si avvii a un vero ardore? Tali suggerimenti mentali possono ben essere venuti a molte menti del tempo della Riforma. Sembrava davvero impossibile, quando il Cattolicesimo era nella sua potenza, che la vita spirituale dovesse mai ritornare di nuovo alla Chiesa. La pietà sembrava essere morta e sepolta e il convento, il clero, la superstizione e l’inganno, come dei grandi sepolcri, avevano inghiottito tutto ciò che vi era di buono. Ma il Signore apparve al Suo popolo e riportò fuori dal sepolcro la sepolta Verità di Dio, e ancora una volta, in ogni parte del mondo conosciuto, il nome di Gesù Cristo fu innalzato e la sana dottrina venne predicata! Così avvenne anche nel nostro paese. Quando sia la Chiesa Anglicana che i dissidenti erano caduti nella morte spirituale avremmo potuto ben dire - “ Possono rivivere queste ossa? ” Ma Whitfield e Wesley vennero fatti sorgere da Dio ed essi profetizzarono alle ossa secche, ed esse si rizzarono in piedi - ripiene dello Spirito di Dio - “un esercito estremamente grande”. Che le folle di Kingsdown e le moltitudini al Kennington Common raccontino della vivificante potenza del nome di Gesù! Chiese decadute possono molto certamente essere rianimate per mezzo della predicazione della Parola accompagnata dalla venuta del “respiro” celeste dai quattro venti. O Signore, mandaci tali risvegli adesso, perché molte delle Tue Chiese ne hanno bisogno - esse sono pressoché morte come i cadaveri che dormono attorno a loro nel cimitero. Ma, pur ammettendo che questo sia un adattamento molto calzante del nostro testo, tuttavia siamo del tutto convinti che non sia a questo che si riferisca il passo. Sarebbe completamente estraneo al tipo di pensiero del Profeta il pensare al ristabilimento d’uno zelo precipitato e alla riaccensione d’un amore che sta cessando. Egli non stava considerando né la Riforma di Lutero o di Whitfield, né il risveglio di una Chiesa o di un’altra. No, stava parlando del suo popolo, della sua stirpe e della sua tribù. Egli deve aver sicuramente conosciuto la sua mente e, condotto dallo Spirito Santo, ci dà come una spiegazione della visione. Non - Così dice il Signore, la Mia Chiesa morente sarà restaurata ”, ma - “Io trarrò fuori il Mio popolo dai loro sepolcri e li porterò nella terra d’Israele”. Con grandissima proprietà, questo passo, pure, è stato usato per la consolazione dei Credenti nei loro giorni bui e nuvolosi. Quando essi hanno perso le loro consolazioni, quando le loro gioie spirituali si sono afflosciate come fiori appassiti, quando non sono stati più in grado di 
“ leggere chiari i loro titoli 
alle dimore nei cieli ” 
gli è stato ricordato che Dio poteva ritornare a loro in Grazia e misericordia, che le ossa secche potevano vivere e dovevano vivere! Allora si sono ricordati che lo Spirito di Dio poteva nuovamente venire sul Suo popolo - che persino al tempo in cui erano pronti a rinunciare a ogni speranza e a giacere distesi nella disperazione, Egli poteva venire e ridar così loro vita, affinché i poveri codardi tremanti venissero trasformati in soldati di Dio e rimanesse in piedi un esercito estremamente grande! Nessun sepolcro di dolore può trattenere la gioia immortale di un Credente - il terzo giorno essa risorgerà di nuovo, poiché, come il Signore che la diede, non vedrà mai la corruzione! Le tue consolazioni si accosteranno come fanno le ossa l’una all’altra e un esercito di gioie vivrà nella tua anima. Il passo, certamente, può essere usato senza strappi violenti e ciò potrebbe rendere molta consolazione al popolo di Dio. Ma ci prendiamo tuttavia la libertà di dire che questo non è il succo del discorso del Profeta e che non crediamo che egli stesse pensando a nulla del genere. Noi pensiamo che egli stesse parlando solo del proprio popolo, dei propri “parenti secondo la carne”. Ancora una volta. Non c’è dubbio che abbiamo in questo passo un quadro assai notevole del ristabilimento di anime morte a vita spirituale. Gli uomini per natura sono proprio come queste ossa secche esposte nell’aperta valle. L’intero scheletro spirituale è slogato. La linfa e il midollo della vita spirituale sono stati fatti seccare dall’umanità dell’uomo. La natura umana non è solo morta, ma, come quelle ossa sbiancanti che sono a lungo impallidite al sole, essa ha perso ogni traccia di vita Divina. Volontà e forza se ne sono entrambe andate. La morte spirituale regna indisturbata. Ciononostante, le ossa secche possono rivivere! Con la predicazione della Parola i più vili peccatori possono essere redenti, le più caparbie volontà possono essere conquistate, le più empie vite possono essere santificate! Quando il santo “respiro” viene dai quattro venti, quando lo Spirito Divino discende a possedere la Parola, allora le moltitudini dei peccatori come al giorno consacrato di Pentecoste, si rizzano in piedi - un esercito estremamente grande - per lodare il Signore loro Dio. Ma, badate, questa non è l’interpretazione primaria e propria del testo. È, in verità, nulla più che un caso molto singolare di paragone a quello davanti a noi. Non è il caso stesso. È solamente simile, poiché il modo in cui Dio ristabilisce una nazione è, praticamente, il modo in cui Egli ristabilisce un individuo. Il modo in cui Israele verrà salvato è lo stesso per mezzo del quale ciascun peccatore individuale verrà salvato. Non è, comunque, il caso al quale il Profeta sta puntando. Egli sta guardando alla vasta massa di casi - le moltitudini di esempi, che si troveranno in mezzo al popolo giudeo, di misericordiosa rianimazione e santa resurrezione. La prima e primaria intenzione di Ezeechiele era di parlare di loro e sebbene sia giusto e legittimo prendere un passo nel suo significato più esteso possibile, dato che “nessuna Scrittura procede da personale interpretazione”, tuttavia io ritengo sia un tradimento verso la Parola di Dio trascurare il suo significato primario e dire costantemente - “Tale è il significato primario, ma non ha importanza alcuna ed io userò le parole per un altro soggetto.” Il predicatore della Verità di Dio non dovrebbe rinunciare al significato dello Spirito Santo! Egli dovrebbe aver cura di non metterlo addirittura in disparte. Il primo significato di un testo, il significato dello Spirito, è quello che dovrebbe essere proposto prima e sebbene il resto possa ragionevolmente scaturire da esso, tuttavia il senso primario dovrebbe avere il posto supremo. Abbia il posto più importante nella sinagoga. Sia considerato almeno come non inferiore, sia in interesse che in importanza, a nessun altro significato che possa affiorare dal testo. Il significato del nostro testo, se le parole significano qualcosa, è molto chiaramente come dischiuso dal contesto, in primo luogo, che dev’esserci un ristabilimento politico dei Giudei nella loro terra e alla loro nazionalità. E poi, in secondo luogo, c’è nel testo e nel contesto una dichiarazione molto evidente che dev’esserci un ristabilimento spirituale - di fatto una conversione - delle tribù d’Israele. 
I. Primo, DEV’ESSERCI UN RISTABILIMENTO POLITICO DEI GIUDEI. 
Israele è ora cancellato dalla mappa delle nazioni. I suoi figli sono dispersi in lungo e in largo. Le sue figlie piangono presso tutti i fiumi della terra. Il loro canto sacro è ammutolito - nessun re regna a Gerusalemme! Essa non genera nessun sovrano in mezzo alle sue tribù. Ma essa dev’essere ristabilita! Dev’essere ristabilita “come dai morti”. Quando i propri figli rinunceranno ad ogni speranza in lei, allora Dio apparirà in suo favore. Essa dev’essere riorganizzata - le sue ossa disperse dovranno essere riaccostate assieme. Ci sarà di nuovo un governo autoctono. Ci sarà nuovamente la forma di un nucleo politico. Uno Stato sarà incorporato e un re regnerà. Israele è ora diventato alienato dalla propria terra. I suoi figli, sebbene non possano dimenticare mai la sabbia sacra della Palestina, tuttavia muoiono ad irrimediabile distanza dai suoi consacrati lidi. Ma non sarà così per sempre, poiché i suoi figli gioiranno nuovamente in lei - la sua terra sarà chiamata Beulah - poiché come un giovane sposa una vergine così i suoi figli la sposeranno. “Io vi porrò sulla vostra terra” è la promessa di Dio per loro. Essi cammineranno di nuovo sui suoi monti, ancora una volta si siederanno sotto le sue vigne e gioiranno sotto i suoi fichi! E devono essere anche riuniti. Non ce ne saranno due, né dodici, ma uno - un solo Israele che loderà un solo Dio - che servirà un solo re e quell’unico Re, il Figlio di Davide, il disceso Messia! Essi avranno una prosperità nazionale che li renderà famosi. Anzi, essi saranno così gloriosi che l’Egitto e Tiro e la Grecia e Roma dimenticheranno tutte la loro gloria nello splendore più grande del trono di Davide! Il giorno deve ancor arrivare in cui tutte le alture sussulteranno d’invidia perché questa è la collina che Dio ha scelto! Il tempo verrà in cui il santuario di Sion verrà di nuovo visitato dai piedi perseveranti del pellegrino - quando le sue valli echeggeranno di canti e le sue sommità stilleranno vino ed olio. Se vi è un significato nelle parole questo dev’essere il significato di questo capitolo! Mi auguro di non imparare mai a strappare via il significato di Dio dalle Sue personali Parole. Se vi è qualcosa di chiaro ed evidente, il senso e il significato letterale di questo passo - un significato che non dev’essere fatto sparir via o spiritualizzato - dev’essere evidente che sia le due che le dieci tribù di Israele devono essere ristabilite alla propria terra e che un re deve governare su di esse. “Così dice il Signore Dio: Ecco, Io prenderò i figli d’Israele dalle nazioni pagane dove sono andati e li radunerò da tutte le parti e li porterò nella loro terra; ed Io farò di loro una sola nazione, nella terra sui monti d’Israele. E un solo re sarà re di tutti loro. E non saranno più due nazioni, né saranno più divisi in due regni.” Non sto entrando ora in teorie milleniali, o in una qualche speculazione quanto a date. Non so assolutamente nulla di tali cose e non sono sicuro che sia chiamato a spendere il mio tempo in tale ricerca. Io sono chiamato a ministrare il Vangelo più che a schiudere la profezia. Coloro che sono saggi in tali cose indubbiamente apprezzano la loro saggezza, ma io non ho il tempo di acquisirla, né ho alcuna inclinazione ad abbandonare l’inseguimento per la conquista di anime per temi meno stimolanti. Credo sia molto meglio lasciare molte di queste promesse e di queste graziose visioni di Credenti alla loro piena efficacia sulle nostre menti senza privarle della loro semplice gloria con l’adoperarsi per scoprire date e numeri. Lasciate fissato stabilmente questo, comunque, che, se vi è un significato nelle parole, Israele deve ancor essere ristabilito.
“ Ma non in vano - sulla terra d’Israele 
la Gloria ancor risplenderà. 
Ed Egli, il tuo Re un tempo rigettato, 
il Messia, sarà tuo. 
La Sua Sposa eletta, destinata con Lui 
a regnare su tutta la terra, 
verrà prima disposta, e tu conoscerai 
l’incomparabile merito del tuo Salvatore. 
Allora tu, sotto il regno di pace 
di Gesù e della Sua Sposa, 
farai risuonare la Sua Grazia e la Sua Gloria 
a tutta la terra accanto. 
Le nazioni alla tua luce gloriosa, 
O Sion, ancor s’affolleranno, 
e tutte le isole in ascolto attenderanno 
di cogliere il gioioso canto. ”
Ma c’è un secondo significato qui: ISRAELE DEVE AVERE UNA RESTAURAZIONE SPIRITUALE O UNA CONVERSIONE. 
Sia il testo che il contesto insegnano ciò. La promessa è che rinunceranno ai loro idoli ed, ecco, essi l’hanno già fatto! “Né si contamineranno più con i loro idoli.” Qualsiasi colpa il Giudeo possa avere, non ha certamente quella dell’idolatria. “Il Signore tuo Dio è l’unico Dio” è una Verità di gran lunga concepita più dal Giudeo che da qualunque altro uomo sulla terra, ad eccezione del Cristiano. Persa l’abitudine di adorare immagini di ogni sorta, la nazione giudaica è diventata ora infatuata di tradizioni o è ingannata dalla filosofia. Avrà, comunque, invece di queste illusioni, una religione spirituale - essa amerà il suo Dio. “Essi saranno Mio popolo ed Io sarò loro Dio”. L’invisibile ma Onnipotente Jehowah verrà adorato in spirito e verità dal Suo antico popolo. Verranno davanti a Lui nel modo da Lui stabilito, accettando il Mediatore che i loro antenati rigettarono. Entreranno nella relazione del Patto con Dio, perché così ci dice il nostro testo - “Io farò un Patto di pace con loro,” - e Gesù è la nostra pace - perciò deduciamo che Jehowah entrerà nel Patto della Grazia con loro - quel Patto di cui Cristo è il Capo federale, l’Essenza e la Garanzia. Essi cammineranno nelle leggi e negli statuti di Dio e così esibiranno gli effetti pratici dell’essere uniti a Cristo che avrà dato loro pace. Tutte queste promesse certamente implicano che il popolo d’Israele sarà convertito a Dio e che questa conversione sarà permanente. Il tabernacolo di Dio sarà con loro! L’Altissimo avrà, in una maniera speciale, il Suo santuario per sempre nel loro mezzo cosicché, qualsiasi nazione possa apostatare e voltarsi dal Signore in questi ultimi giorni, la nazione d’Israele non potrà mai farlo, perché essa sarà efficacemente e permanentemente convertita. I cuori dei padri si volgeranno con quelli dei figli verso il Signore loro Dio ed essi saranno il popolo di Dio, per l’eternità. Siamo impazienti, dunque, per queste due cose. Non sto per teorizzare quale di queste verrà prima - se saranno ristabiliti prima, e convertiti in seguito - o convertiti prima e poi ristabiliti. Essi saranno ristabiliti e saranno anche convertiti. Il Signore mandi queste benedizioni nel Suo ordine e saremo ben contenti in qualunque modo avverranno. La prendiamo come nostra gioia e nostra consolazione che questa cosa avverrà e che, sia nel trono spirituale che in quello temporale, il Re Messia siederà e regnerà gloriosamente in mezzo al Suo popolo. 
Ora arrivo,  alla parte pratica del mio sermone di questa sera.
III. IL MEZZO DI QUESTA RESTAURAZIONE. 
Guardando a questo fatto, siamo assai propensi a dire: “Come possono avvenire queste cose? Come possono i Giudei essere convertiti a Cristo? Come possono essere fatti una nazione? Veramente, il caso appare così senza speranza come quello delle ossa nella valle! Come desisteranno dalla mondanità o come rinunceranno al costante inseguimento delle ricchezze? Come perderanno l’abitudine al fanatico attaccamento alle loro tradizioni Talmudiche? Come saranno tratti fuori da quella durezza di cuore che fa loro odiare il Messia di Nazareth, il loro Signore e Re? Come possono avvenire queste cose?” Il Profeta non dice che non possano avvenire. La sua incredulità non è così grande, ma allo stesso tempo a stento s’arrischia a pensare che possa mai essere possibile. Egli, comunque, molto saggiamente rimette la domanda al suo Dio - “O Signore Dio, Tu lo sai.” Ora alcuni di voi stasera hanno una grande aspettativa riguardo a ciò, voi siete in attesa di vedere i Giudei convertirsi quanto prima, magari in un mese o due. Mi auguro che possiate vedere ciò non appena l’abbiano considerato i vostri desideri. Altri fra noi non sono così ottimisti ed hanno una veduta più cupa di un lungo futuro di sventure. Beh, veniamo entrambi assieme davanti a Dio stasera e diciamo: “O Signore Dio, Tu lo sai. E se Tu lo sai, Signore, saremo contenti di lasciare il segreto a Te! Dicci solamente quel che Tu vorresti facessimo. Non cerchiamo alimento alla speculazione, ma noi chiediamo di lavorare. Chiediamo qualcosa per il quale possiamo mostrare praticamente che amiamo davvero il Giudeo e che vogliamo portarlo a Cristo.” In risposta a questo, il Signore dice ai Suoi servitori: “Profetizza su queste ossa”, cosicché il nostro dovere stasera, come Cristiani, è di profetizzare su queste ossa e poi vedremo il proposito di Dio adempiuto - nel momento in cui obbediremo al precetto di Dio. Voglio che osserviate che ci sono due generi del ‘profetizzare’ di cui si parla qui. Primo, il Profeta profetizza alle ossa - ecco la predicazione. E poi, egli profetizza ai quattro venti - ecco la preghiera. La predicazione ha la sua parte nell’opera, ma è la preghiera che raggiunge il risultato - perché dopo che egli ebbe profetizzato ai quattro venti e non prima - le ossa iniziarono a rivivere. Tutto ciò che fece la predicazione fu di creare un movimento e di accostare le ossa assieme, ma fu la preghiera che compì l’opera, perché allora Dio, lo Spirito Santo venne a ridare loro vita! La predicazione e la preghiera, dunque, stasera sono i due nuclei di questa parte del mio sermone e parleremo di ciascuno brevemente. 
1. È il dovere e il privilegio della Chiesa Cristiana di predicare il Vangelo al Giudeo e ad ogni creatura . E, nel far ciò, può sicuramente prendere la visione che abbiamo davanti come guida. Può prenderla come guida, innanzitutto, quanto ad argomento. Cosa dobbiamo predicare? Il testo dice che noi dobbiamo profetizzare e certamente ogni missionario che va dai Giudei dovrebbe specialmente mantenere ben in prominenza le profezie di Dio davanti agli occhi di tutti. Mi sembra che un modo in cui possa essere catturata la mente giudaica sia quello di ricordare assai spesso ai Giudei di quello splendido futuro che sia l’Antico che il Nuovo Testamento predicono per Israele. Ognuno ha un lato sensibile e un cuore appassionato verso la propria nazione e se gli dici che nel tuo libro fondamentale c’è una rivelazione fatta nella quale quella nazione dovrà esercitare un grande ruolo nella storia dell’umanità e, anzi, prenderà il posto più eccelso nell’assemblea delle nazioni - allora il pregiudizio dell’uomo è dalla tua parte ed egli ti ascolterà con la più grande attenzione. Io non affiderei, come alcuni fanno, la predicazione eterna della profezia in ogni congregazione. Ma dovrebbe essere data una maggior prominenza alle profezie nell’insegnare ai Giudei che verso qualsiasi altro popolo. Ma tuttavia, la cosa principale che dobbiamo predicare è Cristo. Potete contarci cari fratelli, i migliori sermoni che mai predicheremo saranno quelli più ripieni di Cristo Gesù, il Figlio di Davide e il Figlio di Dio! Gesù il Salvatore sofferente per le cui ferite siamo guariti! Gesù in grado di salvare al massimo grado - ecco il soggetto più appropriato per i Gentili. Dio ha formato ogni cuore in modo simile e questo perciò è il tema più grandioso anche per i Giudei. Paolo amava i suoi compatrioti! Non fu un sempliciotto - egli sapeva qual'era l’arma migliore con la quale affrontare e vincere i loro pregiudizi e ciononostante egli poteva dire: “Io mi proposi di non saper nulla fra voi salvo Gesù Cristo e Lui crocifisso.”  Innalza il Messia, dunque, sia davanti al Giudeo che al Gentile. Digli del Figlio di Maria, l’eterno Figlio di Dio, l’Uomo di Nazareth che non è altri che la Parola Incarnata, Dio fatto carne e dimorante fra di noi! Predica la Sua vita santa - la rettitudine del Suo popolo. Dichiara la Sua morte dolorosa - la remissione di tutti i loro peccati. La Sua gloriosa Resurrezione! La giustificazione del Suo popolo. Digli della Sua ascensione. Il Suo trionfo sul mondo e sul peccato! Dichiara il Suo secondo avvento, la Sua gloriosa venuta per rendere il Suo popolo glorioso nella Gloria che Egli ha ottenuto per loro! E Cristo Gesù, quando sarà così predicato, sarà certamente il mezzo per il quale far rivivere queste ossa! Che risuoni questa predicazione con Somma misericordia! Si abbia sempre in essa il chiaro e distinto accento della Grazia Gratuita. Stavo pensando mentre leggevo questo capitolo proprio ora, che di tutti i sermoni che siano mai stati predicati, questo sermone alle ossa secche è il più Calvinistico, il più ripieno di Grazia Gratuita di qualsiasi sermone sia mai stato pronunciato. Se lo noterete troverete che non vi è un “se”, o un “ma”, o una condizione in esso! E quanto al libero arbitrio, non vi è nemmeno menzione d’esso. Risulta tutto in questo modo - “Così dice il Signore Dio a queste ossa: Ecco, Io farò entrare il respiro in voi e voi rivivrete: Io stenderò dei tendini e farò crescere della carne su di voi e vi ricoprirò con della pelle, e metterò il respiro in voi e voi rivivrete. E conoscerete che Io sono il Signore.” Vedete, è tutto un “farò”, e un “metterò”, e i propositi del Patto. Sono tutti decreti di Dio dichiarati e dichiarati, per di più, come se non ci fosse possibilità di resistenza dell’uomo ad essi. Egli non dice: “ Voi ossa secche, rivivrete, se lo gradirete. Rivivrete, se lo vorrete. ” Non dice loro: “ Voi vi rizzerete in piedi e sarete un esercito estremamente grande, se vi piacerà di acconsentire al Mio potere. ” No, è invece: “ Io farò ” e “ Voi rivivrete ”. Quanto all’arbitrio, è del tutto estraneo alla domanda, perché come possono i morti avere una volontà in questa cosa? E dunque, cari Amici, io avrei predicato il Vangelo sia all’Giudeo che al Gentile con un tono molto chiaro e distinto di Onnipotente, Somma Grazia gratuita. L’uomo ha una volontà e Dio non ignora mai tale volontà - ma per mezzo della Sua onnipotente Grazia Egli la guida in modo benedetto in ceppi di seta. Egli non cessa di chiedere tale consenso della volontà quando va a raggiungere i Suoi scopi d’efficace Grazia. Egli vince tale consenso per mezzo di dolci persuasioni del proprio Onnipotente amore. Egli arriva abbigliato nelle vesti della Sua Onnipotente Grazia ed i più induriti dei ribelli vedono subito una tale forza attrattiva nell’amore di Dio in Cristo che essi, con pieno consenso contro i loro antichi desideri, si danno prigionieri alla Grazia di Dio! Non credo che i Giudei, o chiunque altri, saranno mai convertiti quale fatto usuale celando una qualsiasi delle Dottrine della Grazia. Dobbiamo disporre della Verità di Dio e della sua totalità. E sono necessari discorsi più chiari che trattino delle dottrine evangeliche e della Grazia di Dio sia per i Giudei che per i Gentili. Predica, predica, predica, dunque - ma che sia la predicazione di Cristo e la proclamazione della Grazia Gratuita. La Chiesa, dico, ha qui un modello quanto al fatto di predicare. E sono certo che essa abbia qui anche un modello quanto al suo modo di predicare. Come dovremo predicare il Vangelo? Ezechiele stava forse per far ciò che alcuni dei mie Fratelli iper-Calvinisti dicono che i predicatori dovrebbero fare - mettere in guardia il peccatore, ma non fargli mai un invito? Ezechiele stava per andare e parlare a quelle ossa, ma non dicendo mai loro una parola a mo’ di comando? Stava per spiegare la via della salvezza, ma non offrendo mai loro di camminare in essa? No! Dopo che ebbe dichiarato i propositi del Patto, egli stava poi per dire: “Così dice il Signore, voi ossa secche rivivete.” E dunque il messaggio del ministro del Vangelo, quando egli ha dichiarato i propositi della Grazia Divina, è quello di dire ai peccatori: “Così dice il Signore, credete nel Signore Gesù Cristo! Confidate in Cristo e sarete salvati!” Chiunque tu sia, Giudeo o Gentile. Che il tuo linguaggio sia quello della terra di Canaan o di una lingua Gentile. Che tu discenda da Sem, Cam o Giafet - confida in Cristo e sarai salvato! Confidate in Lui, dunque, voi ossa secche, e rivivrete! Rami inariditi, siate spiegati! Uomini storpi, balzate in piedi! Occhi ciechi, vedeteci! Voi ossa secche senza vita, rivivete! Il nostro modo di predicare dev’essere a mo’ di comando come pure a mo’ di insegnamento. Pentitevi e siate convertiti, ciascuno di voi. Afferrate la vita eterna. “Cercate e troverete. Bussate e vi sarà aperto.”, “Credete nel Signore Gesù e sarete salvati!”. Abbiamo qui, inoltre, un modello quanto al nostro uditorio. Non dobbiamo selezionare la nostra congregazione, ma andare dove Dio ci manda. E se Egli dovesse mandarci nell’aperta valle dove le ossa sono molto secche, là dovremmo predicare. Spero che i miei Fratelli della Società per la Propagazione del Vangelo tra i Giudei non limitino mai i loro lavori al buon Giudeo, al Giudeo rispettabile, al Giudeo illuminato - che lo ricerchino in mezzo agli altri! - ma mi aspetto che ricerchino anche l’ignorante, il degradato, il povero e il caduto. I raccolti migliori della Chiesa di solito sono stati mietuti in mezzo ai poveri. Per ogni chicco di grano che ha prodotto frutto sui fianchi delle colline del benessere, ne sono cresciuti migliaia producendo molto frutto nelle valli della povertà e dell’oscurità. “Ai poveri viene predicato il Vangelo” - questo è il vanto del Vangelo! I poveri ricevono il Vangelo - questo è il successo! Predica, quindi, alle ossa secche. Non dire: “Un tal uomo è troppo bigotto.” La situazione del suo caso non dipende da lui, né dal suo bigottismo, ma da Dio! Queste ossa erano molto secche, ma cionondimeno hanno ripreso vita. Vi è molta poca scelta, dopo tutto, tra un uomo ed un altro quando sono tutti morti! Una piccola differenza nell’aridità non è di molto conto quando sono tutti morti nel peccato. Che alcuni siano ebbri ed altri sobri, che alcuni siano corrotti ed altri virtuosi, fa una gran differenza in ambito morale e civile. Ma molta poca differenza, davvero, in ambito spirituale, poiché lì capitano loro i medesimi fatti. Se non credono, saranno perduti allo stesso modo. E se confidano in Gesù Cristo, saranno salvi allo stesso modo! Perciò, la maggiore immoralità di un popolo, o la loro maggior durezza di cuore, non si fermino nelle nostre vie - ma diciamo loro, issa secche come sono - “Voi ossa secche, rivivete.” E qui, ancora, abbiamo un’altra lezione quanto all’ autorità del predicatore. Se osservate vedrete il Profeta dire: “Ascoltate la Parola del Signore.” Non dobbiamo andare né al Giudeo né al Gentile con i nostri scopi, o portando le nostre parole. Non ho alcun diritto di ordinare ad uomo di credere a questo o quell’altro se io non sono un ambasciatore di Dio. E dunque, con l’autorità di Dio a dirigermi e a conferirmi pieni poteri, io parlo non più come un uomo che segue il proprio ingegno, ma come la bocca di Dio. Perciò, quando cerchiamo di salvare delle anime, ciascuno di noi vada sentendosi sopra la mano di Dio, con uno spirito pieno di desiderosi pensieri e fortemente palpitante di ardenti desideri. Parliamo - 
“ Come se non potessimo mai più parlare nuovamente, 
come uomini morenti a uomini morenti, ”
rimanendo stretti al braccio di Dio e implorandoLo di operare con noi e attraverso di noi per il bene degli uomini. Ricordati, Cristiano, per quanto umile tu possa essere - quando pronunci la Parola di Dio - quella Parola ha un’autorità sua che lascerà un uomo senza scusa se la rigetta. Presenta sempre al tuo simile la Verità di Dio che ti è cara - non come una cosa con la quale egli possa giocare o con la quale possa far ciò che vuole - o che sia a sua discrezione scegliere o trascurare come egli pensi sia opportuno. Ma esponigliela come è in verità - la Parola di Dio. E non essere soddisfatto se non quando l’avrai ammonito che è a proprio rischio e pericolo che egli rigetta l’invito e che sulla propria testa ricadrà il suo sangue se egli devierà dalla buona Parola del comando di Dio. Così, abbiamo, penso, tutte le direttive che ci necessitano per predicare. E ciò che questa Società e ogni altra Società che guarda alla conversione dei peccatori deve fare è di andare e predicare, predicare, predicare - non spendere troppo nella stampa, né in scuole, né in costruzioni ecclesiastiche - ma predicare la Parola di Dio! Perché dopo tutto, questo è il montone atterrante che farà vacillare le porte dell’Inferno e spezzerà le sbarre di ferro. Dio ha scelto “la pazzia della predicazione” affinché Egli possa, per mezzo di essa, salvare coloro che credono! La predicazione è lo squillo del corno di montone prestabilito per radere al suolo Gerico e il suono della tromba d’argento prescritto per annunciare il giubileo. È il carro di fuoco di Dio che porta le anime in Cielo e la Sua spada a doppio taglio per colpire le armate dell’Inferno. I Suoi servitori consacrati sono al medesimo tempo guerrieri e costruttori, e la Parola serve loro sia per trafiggere che per intonacare. Predica, quindi, dalla mattina alla sera - in ogni momento e in ogni occasione “le imperscrutabili ricchezze di Cristo” ed Israele ancor rivivrà! Non posso abbandonare questo punto senza notare come il Profeta descriva l’effetto della sua predicazione - vi fu una voce e vi fu un rumore. Questo rumore della voce di Dio s’accompagnava alla voce dell’uomo? Oppure questo rumore delle ossa stesse s’insinuava tra loro? Questo rappresenta l’opposizione da parte di coloro ai quali si è predicato? La vera opposizione è sempre un buon segno! Quando riesci a portare un uomo ad opporsi a te, puoi nutrire qualche speranza in lui. Se egli ha una opinione religiosa sufficiente a cercare di rifiutare quel che tu gli rechi davanti, puoi essere contento. Questo subbuglio, dunque, è un subbuglio d’opposizione o di ricerca? Il furtivo strisciare assieme delle ossa non rappresenta forse le persone che s’accostano per ascoltare, per parlare l’una all’altra, per ragionare delle cose Divine? Il momento in cui i vari muscoli e la carne vennero sulle ossa, rappresenta l’apparizione di certi convertiti destinati ad essere le guide di altri? Questi tendini e muscoli sono i rappresentanti simbolici di uomini che debbano stimolare di lì a poco il resto degli organi del corpo? Potrebbe essere così e potremmo aspettarci di vedere, come Cristo sia predicato fra Giudei o Gentili, sempre più subbuglio ed eccitazione - le persone che si accostano in maggior numero e l’intera massa che fermenta con la forza del lievito. Qualunque cosa è meglio che la stagnazione - io nutro ben più speranza in un persecutore che in un tranquillo dispregiatore. 
2. Ma ora arriviamo a parlare di ciò in cui voi tutti potete prendere parte. Forse non potrete prendere parte nel predicare la Parola, sebbene io mi auguri che voi tutti lo possiate fare. Ed io agogno per voi tutti i doni migliori. Ma nella seconda forma della profezia potete voi tutti fare la propria parte. Dopo che il Profeta ebbe profetizzato alle ossa, avrebbe profetizzato ai venti. Egli avrebbe detto al beato Spirito, al Donatore di Vita, al Dio di ogni Grazia: “Vieni dai quattro venti, O Respiro e alita su questi uccisi, cosicché possano riprendere vita.” La sola predicazione fa poco. Essa può produrre un subbuglio. Può accostare le persone. Vi è una attrattiva riguardo al Vangelo che attrarrà le persone ad ascoltarlo. E vi è, inoltre, una forza in esso che le ecciterà, poiché “la Parola di Dio è vivente ed efficace e più affilata di qualunque spada a due tagli”.  Ma non vi è potenza vivificante nel Vangelo in sé stesso, in modo indipendente dallo Spirito Santo! Il “Respiro” deve prima soffiare e poi queste ossa rivivranno! Facciamo largo ricorso a questa forma del profetizzare. Fratelli e Sorelle in Cristo, voi che avete cura d’Israele, andate davanti al Signore ora, e da ora in poi, in ardente e insistente preghiera! Sforzatevi d’essere più che mai consci dell’assoluta indispensabile necessità di questo fatto. Considerate che senza Cristo non potete far nulla! Inutili saranno la vostre società, il vostro apparato produttivo, i vostri comitati, i vostri segretari, i vostri amministratori delle offerte, i vostri contribuenti, i vostri missionari senza lo Spirito Santo! Suonate la tromba e proclamate ad alta voce quel che avete fatto - voi avete seminato molto! - ma mieterete poco se non confiderete nello Spirito di Dio! Vi è sempre questo pericolo al quale siamo esposti, sebbene alcuni, io so, pensino che sia un pericolo che non esiste - voglio dire il rischio di guardare alla forza o alla debolezza dei mezzi ed essere gonfi d’orgoglio a causa dell’una o abbattuti a causa dell’altra. Voi siete sufficienti per la vostra opera se Dio è con voi! E se siete solo una manciata di persone siete troppi per la vostra opera se Dio non è con voi. Dio non fa mai obiezioni alla debolezza umana - quando giunge ad operare Egli la preferisce - perché questa crea una base per la potenza Divina. Cosa disse Egli a Gedeone - “La gente è troppa per Me.” Non disse che erano troppo pochi. Non troverete mai un caso nella Scrittura in cui Dio dica che la gente era poca - invece era “La gente è troppa per Me.” La forza dell’uomo è forse un di più nella via di Dio che la debolezza dell’uomo? No, la debolezza umana, dal momento che crea spazio per la forza di Dio, è la strumento scelto di Dio! “Perciò mi glorierò nelle infermità”, diceva l’Apostolo, “affinché la potenza di Dio riposi su di me.” Riposate quindi, sullo Spirito Santo come indispensabile e andate a Dio con questo per vostro grido: “Vieni dai quattro venti, O Respiro e alita su questi morti, cosicché possano riprendere vita.” Osservate, Diletti, che questo secondo modo di profetizzare di Ezechiele è così ardito e pieno di fede proprio come il primo. Egli non sembra avere dubbi, ma parla come se potesse comandare il vento. “Vieni” egli dice e il vento viene. Abbiamo bisogno di più fede in Dio. Quando saremo impegnati in una qualche opera spirituale otterremo sempre successo in proporzione alla nostra fede. Poca fede, scarso raccolto! Molta fede, abbondanza di covoni! Pochi pesci vengono in scarso numero alla rete della Poca Fede. Ma la Forte Fiducia può contenere a fatica tutti i gran pesci che riempie la sua barca. Non chiederò alla vostra società, o a voi, alcun altro dono che una maggior fede, perché avendo una maggior fede avrete la forza Divina e un sicuro successo. Lo Spirito lavora sempre con uomini fedeli. Miei cari amici, lo Spirito di Dio è riversato! Egli dimora nella Sua Chiesa come l’onnipresente Consolatore. Non dobbiamo considerare le Sue influenze come un dono che non possiamo raggiungere perché Egli è qui che aspetta di darci tutto ciò di cui abbiamo bisogno. Egli abita nel mezzo del Suo popolo e non abbiamo che da gridare a Lui ed Egli manifesterà la Sua potente autorità, ed otterrà anime salvate sia da Giudei che da Gentili! Siano, dunque, le vostre preghiere provviste di un senso di quanto voi ne necessitiate, ma tuttavia di una ferma convinzione che lo Spirito Santo verrà molto certamente in risposta alle vostre petizioni. E quindi che sia una ardente preghiera. Che “Vieni dai quattro venti, O Respiro” suoni in me come il grido, non di chi sia in disperazione, ma di chi è pieno di veemente desiderio gratificato da quel che vede, dato che le ossa si sono accostate e sono state misteriosamente rivestite di carne! Ed ora egli sta reclamando appassionatamente l’immediato completamento del miracolo - “Vieni dai quattro venti, O Respiro e alita su questi morti, cosicché possano riprendere vita.” Vi è, qui, una veemenza e una forza continua - ecco quel che rende davvero una preghiera prevalente. Oh, gridiamo con potenza a Dio! Non possiamo aspettarci di vedere grandi cose se non gridiamo a Lui - solo che saremo semplicemente limitati dalle nostre preghiere. In Lui noi non siamo ristretti! Siamo semplicemente ristretti in noi stessi. Potremmo vedere cose più grandi se solo credessimo. Tutte le cose sono possibili per chi crede ma, come in passato, il Signore Gesù non può fare molte opere potenti al giorno d’oggi a causa della nostra incredulità. Noi ostacoliamo il braccio della Grazia! Come avvenne un tempo, noi davvero freniamo l’energia Onnipotente. O, per una maggior fede, credere che le nazioni possano rinascere in un giorno! Che le moltitudini possano essere convertite a Dio in un istante - e eppure lo vedremo - vedremo quel che i nostri padri non videro mai e quel che le nostre immaginazioni non hanno mai sognato! Salteremo di vittoria in vittoria, marciando avanti da un trionfo ad un altro fino a che non incontreremo l’illimitatamente glorioso Salvatore! Attaccando nemico dopo nemico e sconfiggendo esercito dopo esercito, noi andremo avanti, vincenti e per essere vincitori finché non saluteremo Colui che viene sul cavallo bianco del trionfo seguito da tutti gli eserciti del Cielo! Fratelli, siate di gran coraggio nella vostra opera di fede e nel vostro faticoso lavoro d’amore poiché non è e non sarà invano nel Signore. Mi rivolgo ad alcuni stanotte che so che non hanno alcun interesse in quello che ho detto perché non si tratta di temi in sé stessi riguardanti il Messia. Ricordatevi, la fede è un segno della vostra obbedienza a Lui. Confidate in Cristo e sarete salvati! Confidate in Gesù Cristo e sarete liberati dall’ira Divina e dal potere delle vostre passioni naturali. Il Signore vi conceda una resurrezione stanotte, O voi che siete morti nel peccato, e il Suo nome avrà tutta la lode! I nostri amici, qui, per un certo breve tempo hanno assistito in piccola parte questa Società con le loro contribuzioni. Essi, perciò, sono bene al corrente di questo. Non ho tempo stasera di entrare nei dettagli riguardo a ciò, ma posso solo dire che questa Società ha svolto per tanto tempo una buona opera in mezzo al popolo giudaico. E vi chiedo di contribuire a questo, fra le altre buone opere, come vi sentite mossi a farlo, ogni volta che ne venga l’opportunità.
PREGHIAMO LO SPIRITO SANTO AFFINCHE' USI QUESTO SERMONE
PER  PORTARE MOLTI ALLA CONOSCENZA SALVIFICA DI GESU' CRISTO.

Traduzione di Consapevoli nella Parola



"«E spanderò sulla casa di Davide e sugli abitanti di Gerusalemme lo spirito di grazia e di supplicazione; ed essi riguarderanno a me, a colui ch’essi hanno trafitto, e ne faran cordoglio come si fa cordoglio per un figliuolo unico, e lo piangeranno amaramente come si piange amaramente un primogenito»"
(Zaccaria 12:10)
 
 http://consapevolinellaparola.blogspot.it/2013/03/Spurgeon-Giudei-restaurazione-salvezza-Cristo-Regno.html

ciao

per tutti coloro che mi vogliono bene un invito a riflettere

contatori

Lettori fissi

Informazioni personali

La mia foto
Alla ricerca di me stesso con l'aiuto di Gesù

Badge di Facebook