per capirci

GIACOMO 1, 2-4

Fratelli, considerate come motivo di gaudio perfetto le diverse prove alle quali voi potete essere esposti, sapendo che la fede messa
alla prova produce la pazienza. E' necessario però che la pazienza compia perfettamente l'opera sua, affinché voi siate pure perfetti ed
integri, senza mancare in niente.(Giacomo 1; 2-4)

Emmanuel

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venerdì 10 aprile 2015

Prerogative dell'uomo o di Dio?

C'è qualcosa che fondamentalmente unisce ed affratella cattolicesimo, pentecostalismo, strati dell'evangelicalismo e il liberalismo (e/o neoliberalismo) teologico, per quanto diversi possano sembrare l'uno dall'altro.  C'è qualcosa che li accomuna e  li rende  alleati nella  loro strenua battaglia contro quello che chiamano "Calvinismo". E' l'elevata concezione che hanno dell'essere umano e delle sue "prerogative" ...alle quali sia Dio che gli angeli si devono piegare!

L'essere umano: il magnifico, di fronte al quale Dio si piega!

Ad affratellarli si tratta del fatto che fondamentalmente, in maggiore o minor misura, essi credono che l'essere umano sia signore e padrone del proprio destino, libero, autonomo, capace di giudicare, valutare oggettivamente e di scegliere.

Credono che l'essere umano possa trattare più o meno alla pari con Dio, anzi, che Dio sia, in qualche misura, al nostro servizio.

Credono che l'essere umano abbia diritto, possa pretendere da Dio, il Suo intervento e benedizioni, che l'essere umano possa vantare dei meriti presso di Lui e riceverne la "dovuta retribuzione".

Credono che Dio "non possa nulla" contro la libertà e le decisioni umane, decisioni e volontà che Egli sempre rispetterebbe, che Egli si debba piegare alle decisioni umane, che Egli possa essere frustrato nei Suoi propositi, limitato (o auto-limitante "in ossequio" alla libertà umana) nel Suo potere.

Credono che Dio offra la salvezza all'essere umano e che faccia di tutto per salvarlo ma che, di fronte al rifiuto di alcuni o di molti, Egli non possa che "allargare le braccia" deluso ed impotente. Credono che, al massimo, Dio possa "aiutare" o incoraggiare la scelta umana di accogliere il Salvatore Gesù Cristo, ma nulla di più, che Dio - bontà Sua - subentri  solo quando, per qualche motivo, uno "non ce la fa" da solo ad arrivare alla salvezza...

Quanto è grande, Dio drebbe, la dignità, la libertà, la nobiltà dell'essere umano! Non era forse Dio ammirato, estasiato,  quasi intimidito, dalla bellezza e grandezza dell'essere umano, dopo averlo creato?  Un tale "miracolo di perfezione" non può certo essere più toccato da Dio anche quando cade nel peccato e ...purtroppo  "si caccia nei guai!  Allora Dio, nel  Suo "amore" fa di tutto per ricuperarlo, per ristabilirlo, è disposto (visto che l'essere umano è così "grande", nobile ed importante) fino a far morire in croce Suo Figlio. "Se Dio è stato disposto a tanto", dicono, "l'essere umano proprio dev'essere gran cosa"! [riproduco qui certi ragionamenti che comunemente si sentono].

Dio è pronto, così, sempre a "perdonarlo" e gli dona "la possibilità" della riabilitazione. Qui "i nostri" si distinguono, i primi propongono una via di salvezza per la quale l'essere umano deve "arrancare", operando e meritando, salvo ricevere aiuti e raccomandazioni...  I secondi credono che la via della salvezza sia molto facile, "basta dire di sì a Cristo", dire una preghierina di accettazione. "Accettalo come Salvatore", ...poi "eventualmente", diventerà tuo Signore!. I terzi, invece, che più di tutti credono alla dignità, autonomia e libertà umana, invece, sono molto più generosi... Dio, "nel suo amore" salva tutti indistintamente, la Sua grazia è universale. "Se proprio" uno si ostina a respingerla, va beh, in quel caso ne resterà fuori, ma ...alla fine salverà anche lui! Tutti insieme appassionatamente!
"Se c'è un inferno è sicuramente vuoto", dicono, Dio è "amore", Dio "rispetta troppo" l'essere umano per mandare qualcuno all'inferno. Sarebbe troppo "umiliante" per il magnifico essere umano, il finirci! In realtà è solo uno spauracchio, uno spaventapasseri, che si può anche ignorare.

Il "Calvinismo" nemico numero uno dell'essere umano!

Come osano, dunque, questi "calvinisti" parlare della sovranità, maestà e signoria di Dio? Come osano parlare di peccato e dell'ira di Dio, della depravazione totale dell'essere umano. "Che visione lugubre, insana, morbosa ed umiliante dell'eccellenza umana!" Come osano parlare di giudizio e di condanna? E' l'uomo che giudica Dio, non viceversa! Come osano parlare di predestinazione? Solo alcuni salvati? Gli altri dove li mettiamo? Sono forse cacca? Come osano dire che Dio sia l'unico attore, l'unico a scegliere e determinare, l'unico a fare? Siamo forse dei burattini?

Come osano parlare di "sola scrittura", quando possiamo avvalerci di altre eminenti espressioni del pensiero umano, persino più interessanti e meglio organizzate?

Come osano parlare di "solo Cristo" quando cosi tanto possiamo fare noi stessi o altre figure religiose umane? Come osano parlare di "sola fede" quando "ben dobbiamo operare noi stessi"? Come osano parlare di "sola grazia"? Sarebbe insultante per i "meriti umani"? Come osano parlare di "solo a Dio la gloria"? E la gloria dell'uomo e della donna, dove la mettiamo?

Il "Calvinismo", così, diventa "un intollerabile attentato alla grandezza e alla dignità umana!", il "nemico dell'umanità" per eccellenza! A che cosa potrebbe portare se non ...a "bruciare Serveto"? Questo è ciò che ripetutamente si sente oggi in giro.

Soltanto umanismo!

Tutto questo è, però, solo il trionfo dell''Umanismo religioso, spacciato per cristianesimo biblico! E' antropocentrismo in maggiore o in minore grado, è una Bibbia riveduta e corretta (se la Bibbia ancora può avere importanza, e certamente non ce l'ha nel Liberalismo teologico, dove essa viene criticata e sottoposta ai giudizi dell'illuminata "erudizione" umana).

Ignoranti della storia del cristianesimo, tutto quanto abbiamo descritto non è altro che arminianesimo e pelagianesimo, ben note eresie che oggi sono spacciate per "ortodossia". Conoscere la storia non è importante, dicono, e certamente  "conviene" che i credenti rimangano ignoranti e "bevano" tutto ciò che loro vogliono dar loro da bere!

Giustamente oggi si dice che stiamo vivendo il periodo della "cattività arminiano-pelagiana" della chiesa, per la quale "i Calvinisti" sono considerati radicali eretici e gli Arminiani/Pelagiani come ortodossi.

Hanno buon gioco, quindi, coloro che appiccicano l'etichetta (per loro deteriore) di "Calvinismo" a coloro che, di fatto, sostengono l'autentica visione biblica teocentrica della realtà e, opponendosi all'ideologia dominante, che ben conviene all'orgoglio della carne umana, vorrebbe così piegare ed addomesticare il cristianesimo. Meglio sarebbe nessuna religione (o meglio la religione antropocentrica), ma "se proprio" vi piace la religione, ecco, vi forniamo noi una religione che non attenti alla "dignità" umana, dove sia Dio a piegarsi alle prerogative umane, quella "corretta" dall'Arminianesimo!

Scrolliamoci di dosso il giogo umanista!

Se ci interessa la verità (ma anche questo concetto oggi non è più di moda...) prendiamo coscienza, allora, di tutto questo e scrolliamoci di dosso il giogo del Pelagianesimo. Combattiamo per la fede una volta per sempre trasmessa ai santi, parliamo ed affermiamo dei diritti e delle prerogative di Dio!

Se questo è Calvinismo, com'è vero che il Calvinismo sostiene le prerogative di Dio e considera l'essere umano per quello che biblicamente è rivelato d'essere, allora siamo fieri di essere chiamati "Calvinisti", almeno Calvino onorava Dio e tutti quelli che abbiamo ora descritto lo disonorano, si prendono gioco di Lui, o comunque dipingono un immagine di Dio a proprio uso e consumo. Il loro non è il Dio di Abraamo, Isacco e Giacobbe e dei profeti, il Dio di Gesù Cristo, il Dio di Paolo, Pietro, Giovanni e gli altri Suoi apostoli. Il loro è un falso dio, un idolo.Noi che intendiamo rimanere fedele alla concezione biblica di Dio e dell'essere umano abbiamo la prerogativa (questa sì) di dire la verità. Molti hanno paura della parola "Calvinista", essa, però, semplicemente afferma l'Evangelo in modo sintetico e immediatamente comprensibile. I cinque "sola" del Protestantesimo storico ed i cinque punti della soteriologia calvinista possono essere contati con le nostre mani e le nostre dita, così da non dimenticarceli. E' importante che i cinque più cinque punti siano compresi e creduti. Se se ne abbandona uno, tutti gli altri ne rimangono commpromessi.
"...ed io oso arrivare a dire come Martin Lutero, in una delle sue forti affermazioni: 'Attribuire la salvezza, anche solo in minima parte, alla libera volontà umana, significa non sapere nulla della grazia e non avere imparato nulla rettamente su Gesù Cristo'. Può sembrare un'affermazione molto dura ed ingiusta, ma chi crede nel suo cuore che l'uomo possa, nella sua propria libera volontà, volgersi verso Dio, non può essere stato istruito da Dio, perché questo è uno dei principi di base che noi apprendiamo fin dal principio in cui Dio ha a che fare con noi personalmente, cioè che noi non abbiamo né volontà, né capacità, ma che è Lui a darcele entrambe. Egli è l'alfa e l'omega della salvezza umana" (dal sermone "Il libero arbitrio, una schiavitù " 1855, vedasi pure il classico di Martin Lutero sul "Servo Arbitrio").

"La dottrina della giustificazione stessa, come predicata da un Arminiano, non è altro che la dottrina della salvezza per opere...".

"La vecchia verità predicata da Calvino, predicata da Agostino, predicata da Paolo, è pure la verità che io debbo predicare oggi, altrimenti non sarei onesto con la mia coscienza e con Dio. Non ho alcun diritto a plasmare la verità a mio piacimento. Non posso e non voglio limare i lati taglienti di una dottrina. L'Evangelo di John Knox è il mio Evangelo. L'Evangelo che tuonava un tempo in Scozia deve risuonare pure oggi ancora in Inghilterra".

"Un uomo non viene salvato contro la sua volontà, ma è reso volenteroso dall'opera dello Spirito Santo. Una potente grazia alla quale egli non vuole resistere, entra nell'uomo, lo disarma, fa di lui una nuova creatura, ed egli viene salvato" (Sermoni, Vol. 10, p.309).
di Paolo Castellina

"In lui ci ha eletti prima della fondazione del mondo, affinché fossimo santi e irreprensibili davanti a lui nell'amore, avendoci predestinati ad essere adottati come suoi figli per mezzo di Gesú Cristo secondo il beneplacito della sua volontà
(Efesini 1:4-6)
 

mercoledì 12 giugno 2013

Dio ama tutti indistintamente?

profeti

Dio ama tutti indistintamente? Qualcuno potrà anche essere scandalizzato della nostra risposta, ma rispondiamo di NO, Dio non ama tutti indistintamente. Non lo crediamo e non troviamo alcuna affermazione nella Bibbia che lo sostenga. L'idea che Dio ami tutti indistintamente fa appello al lato sentimentale e umanistico della natura di molte persone. Sfortunatamente, però, il sentimentalismo (insieme a sua sorella, la superficialità) è diventato il fattore dominante nello sviluppo del Cristianesimo oggi.

E' vero che Dio esercita una benevolenza generale verso l'umanità nel suo insieme, nel senso che: "Egli fa levare il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti" (Mt. 5:45). Questo, però, non ha nulla a che vedere con lo speciale amore che Egli ha per il Suo popolo e per esso solo. I teologi seri riconoscono questo fatto. Il teologo Charles Hodge, a proposito dell'amore di Dio, giustamente afferma: "Esso è discriminante, fissato su alcuni e non su altri figli degli uomini" [Parte III, cap. 8, §2:4]. In verità, ogni cosa, inclusa la benevolenza generale verso l'umanità, è in funzione e per amore degli eletti, il popolo di Dio (2 Corinzi 4:15; cf. 2 Ti. 2:10). La Bibbia afferma chiaramente che di fatto Dio odia o "detesta" (ebr. sanay) chi? "tu detesti tutti gli operatori d'iniquità" (Sl. 5:5), "Tutta la loro malvagità è a Ghilgal; là li ho presi in odio" (Os. 9:15). Nel giorno del giudizio, a quelli che non sono stati adottati nella Sua famiglia, Cristo dirà: "Andate via da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli!" (Mt. 25:41). Ben difficilmente questo potrebbe essere considerato una manifestazione di amore! 

Nel giorno del giudizio, a coloro che non sono stati adottati nella Sua famiglia ma che avevano avuto l'audacia di infiltrarsi nella chiesa e farsi passare da cristiani, Cristo dirà: "Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, malfattori!" (Mt. 7:23). Ancora forse che questo vuol dire che Dio li ama? Se Dio amasse tutti, anche quelli che non sono stati adottati nella Sua famiglia, come molti affermano oggi, com'è che è scritto: "Ho amato Giacobbe e ho odiato Esaù" (Ro. 9:13)?

Questo è il verbo greco per miseo che il dizionario traduce come "odiare, perseguire con odio, detestare". Nel testo originale di Malachia (Ma. 1:2,3), il termine ebraico è sanay, la classica parola per "odio", spesso usata nell'Antico Testamento in opposizione radicale a ahab (tradotta con "amore", vedi 2 Cr. 19:2; Sl. 97:10; 119:113; Ec. 3:8).

Non c'è modo di sfuggirvi. Con Giacobbe ed Esaù, vediamo le dottrine gemelle dell'amore selettivo e dell'elezione divina in azione. Elezione significa essere amati dal Signore dall'eternità e predestinati all'adozione come Suoi figli (figli per grazia e non per natura, essendo solo Cristo figlio di Dio per natura). Con Dio vediamo che amore ed elezione vanno mano nella mano. Coloro che credono, quindi, che Dio ami tutti - anche i perduti - generalmente respingono l'elezione divina alla salvezza. Però, coloro che considerano gloriosa la dottrina dell'elezione divina, si rendono conto ed accettano facilmente il concetto che l'amore di Dio sia selettivo e non universale. Che l'amore di Dio sia selettivo e non universale è il chiaro messaggio delle Scritture. Prendete, per esempio, questo brano: "Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, che ci ha benedetti di ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo. In lui ci ha eletti prima della creazione del mondo perché fossimo santi e irreprensibili dinanzi a lui, avendoci predestinati nel suo amore a essere adottati per mezzo di Gesù Cristo come suoi figli, secondo il disegno benevolo della sua volontà" (Efes. 1:3-5).

Vi sono pure molti altri testi che provano quanto l'amore di Dio sia selettivo: "Camminate nell'Amore, come anche Cristo ci ha amati e ha dato se stesso per noi" (Ef. 5:2 ND). Questo Paolo lo dice in una lettera indirizzata specificatamente ai credenti di Efeso, ed è chiaro a chi si riferisce quel "noi". "Mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la chiesa e ha dato sé stesso per lei" (Ef. 5:25). Nessun altro, solo la chiesa, il popolo di Dio. Non potrebbe essere più chiaro di così. E l'angelo disse: "Ella partorirà un figlio, e tu gli porrai nome Gesù, perché è lui che salverà il suo popolo dai loro peccat" (Mt. 1:21). Egli non salva tutti. Solo il Suo popolo. Sono quelli che Egli si è prefisso di salvare. "Dò la mia vita per le pecore" (Gv. 10:15). E' solo per il Suo popolo - le pecore - che Egli ha versato il Suo sangue sulla Croce. "...perché egli ha portato i peccati di molti" (Is. 53:12), non tutti, ma molti. "Cristo, dopo essere stato offerto una volta sola per portare i peccati di molti..." (Eb. 9:28). Indubbiamente molti, ma non tutti.

Sebbene questo insegnamento sia semplice e perfettamente accettabile e comprensibile a coloro che davvero sono salvati, sembra che causi molta costernazione e opposizione. Perché? Perché alla gente piace immaginarsi un Dio che ama universalmente e non selettivamente. Perché? Perché vorrebbero che la salvezza si basasse su una scelta personale piuttosto che sulla volontà di Dio. Perché? Perché non c'è dottrina che peggio ripugni all'arroganza umana che quella dell'elezione - che siete stati salvati per grazia (Ef. 2:4-9). Questo semplice insegnamento toglie il tappeto di sotto i piedi a coloro che si aggrappano all'errata nozione che la propria salvezza sia il risultato dell'esercizio del libero arbitrio. Il Signore Gesù Cristo disse: "In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio" (Gv. 3:3). E' interessante notare come il termine greco anothen, tradotto "di nuovo", significhi anche "dall'alto". Nati di nuovo, nati dall'alto, cioè da Dio. Un doppio significato. Qui ancora vediamo come la rigenerazione sia un atto di Dio. Però, nonostante il fatto che è affermato chiaramente nella Scrittura che questi, che così rinascono, "non sono nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d'uomo, ma sono nati da Dio" (Gv. 1:13), ancora molti cristiani credono che la nuova nascita sia il risultato della volontà umana. Si potrebbe essere più perversi di così? Capovolgere le chiare espressioni della Parola di Dio certo non è cosa che farebbe un vero credente.

La salvezza è la manifestazione dell'amore di Dio in azione. Se Dio lasciasse la cosa semplicemente al nostro libero arbitrio, se dipendesse da noi l'essere salvati oppure meno, sarebbe l'atto MENO AMOREVOLE che ci si potrebbe immaginare perché nessuno potrebbe essere salvato senza il Suo intervento! Al contrario, Dio ha espresso il Suo amore salvando, per Sé stesso, un popolo.

Gli altri li ha lasciati alle proprie risorse. Diciamo allora con forza che Dio non deve la salvezza a nessuno. Egli avrebbe potuto semplicemente cancellare l'universo e ricominciare tutto da capo dopo la Caduta. Nella Sua grazia, però, Egli aveva sin dall'inizio programmato di continuare con questo e - a differenza degli angeli decaduti, per i quali non c'è salvezza - Egli ha scelto, dalla massa di persone che nasce in questo  mondo di salvarsi un popolo. Come dice l'Apostolo Paolo: "Egli fa misericordia a chi vuole e indurisce chi vuole" (Ro. 9:18). E' così e basta, senza discussione. Il vero cristiano non si sentirà risentito per questo. Sapete perché? Perché il Signore ha previsto che sia così e quindi per principio è giusto e buono. E' questo che tanti non riescono ad accettare. Semplicemente non permettono a Dio di essere Dio e di fare ciò che Egli ritiene più opportuno. No, deve essere come loro decidono che sia. Sanno molto meglio loro di Dio come devono andare le cose. Vogliono che la salvezza dipenda dalle decisioni umane, e non dalla potenza di Dio. A questi, però, l'Apostolo dice: "Che diremo dunque? Vi è forse ingiustizia in Dio? No di certo! Poiché egli dice a Mosè: «Io avrò misericordia di chi avrò misericordia e avrò compassione di chi avrò compassione». Non dipende dunque né da chi vuole né da chi corre, ma da Dio che fa misericordia" (Ro. 9:14-16).

Ancora non avete colto il messaggio? Non dipende né da chi vuole né da chi corre! Questo è ciò che dice la Scrittura, anche se la maggioranza dei cristiani sembra voler credere il contrario. La salvezza non dipende da un atto della volontà umana. Essa è solo il risultato della misericordia che Dio decide di dare a chi ritiene più opportuno. Non siete voi che avete scelto Cristo. Nella Sua misericordia è Lui che vi ha scelto. Questa è la bellezza della salvezza. Essa ridimensiona il nostro smisurato orgoglio. Perché non potete semplicemente accettare quel che dice la Scrittura? Non vorreste certo essere contati, quando siete messi di fronte al fatto che Egli salvi alcuni e lasci gli altri nei loro peccati, fra coloro che domandano: "Che diritto ha Dio di fare così?". A coloro che osano porre una simile rozza domanda, è solo una la risposta che tuonerà loro indietro: "O uomo, chi sei tu che replichi a Dio? La cosa plasmata dirà forse a colui che la plasmò: «Perché mi hai fatta così?». Il vasaio non è forse padrone dell'argilla per trarre dalla stessa pasta un vaso per uso nobile e un altro per uso ignobile? Che c'è da contestare se Dio, volendo manifestare la sua ira e far conoscere la sua potenza, ha sopportato con grande pazienza dei vasi d'ira preparati per la perdizione, e ciò per far conoscere la ricchezza della sua gloria verso dei vasi di misericordia che aveva già prima preparati per la gloria" (Ro. 9:20-23).

Si dovrebbe oggi pensare che nessuno abbia ancora
letto Romani 9, o che molti facciano finta che questo non sia scritto. Nei versetti citati i vasi d'ira preparati per la perdizione sono i non salvati, mentre i vasi di misericordia che aveva già prima preparati per la gloria sono i salvati. Notate bene come sia LUI, Dio, che ha preparato alcuni per la perdizione ed altri per la gloria. Egli solo ha plasmato un gruppo per "l'onore" ed un gruppo per "il disonore". E' tutto in questo testo. Non c'è modo di sfuggirne. Questa è la predestinazione in azione. Se rifiutate quanto la Bibbia dice chiaramente, in che modo possiate definirvi cristiani è un mistero. L'onnipotenza di Dio implica che Egli come un vasaio abbia piena disponibilità su di noi che siamo come argilla nelle sue mani. Chiunque non accetti l'onnipotenza di Dio come potrebbe essere salvato? Difatti credere in Cristo è - ipso facto - credere nell'onnipotenza di Dio.

Molti si debbono mettere una buona volta in testa che la salvezza non vuol dire far uso del nostro libero arbitrio (che è una delle nostre opere), ma che essa è dimostrazione della potenza di Dio nella Sua irresistibile chiamata alla salvezza. Paolo lo esprime in questo modo: "Prima che i gemelli fossero nati e che avessero fatto del bene o del male (affinché rimanesse fermo il proponimento di Dio, secondo elezione, che dipende non da opere, ma da colui che chiama)" (Ro. 9:11,12). Iddio aveva fatto la Sua scelta. In altre parole, elezione e predestinazione glorificano Dio e rendono umile l'essere umano.

La vera spiritualità esige che Egli deve crescere e noi diminuire. Vi sono tre cose principali di cui il vero convertito deve rendersi conto. Queste tre cose fanno parte della mente che deve avere chiunque venga a Cristo.
  • La prima cosa di cui si rende conto un vero convertito a Cristo, è che Dio è onnipotente ed ha il diritto ed il potere di fare tutto ciò che Gli piace, non importa quanto difficili siano le Sue azioni e quanto le Sue decisioni rendano perplesso il nostro presuntuoso e piccolo pensiero.
  • La seconda cosa di cui si rende conto un vero convertito a Cristo è che non possiamo pretendere di comprendere l'opera cosmica di Dio, e che quindi non siamo nella posizione di criticarla, di respingerla o di lamentarcene.
  • La terza cosa di cui si rende conto un vero convertito a Cristo è che l'opera di Dio esalta sempre Lui e rende umili noi.
Il dovere di ogni pastore è quello di aiutare i nuovi convertiti a rendersi conto pienamente di queste tre cose, perché quando comprenderemo bene queste cose, saranno queste che formeranno la qualità della nostra futura crescita spirituale. All'alba della Caduta, tutto era stato disegnato da Dio per dimostrare la follia dell'autonomia umana o angelica. In altre parole, l'intero spettacolo del cosmo è inteso come dimostrazione della potenza e della sovranità di Dio e della debolezza e della dipendenza dell'uomo.

La salvezza è basata su questi presupposti
. Eppure l'evangelicalismo moderno ha inventato quest'idea antropocentrica che Dio ami la creatura umana in ogni caso e che sia semplicemente l'atto dell'arbitrio umano a decidere se uno debba essere o non essere salvato. Si presenta allora un'immagine pateticamente debole di Cristo. Si dice che Egli sia morto per salvarci, ma che spetti a noi decidere se accettare o non accettare questa salvezza. E' come se Dio si dovesse piegare alla vacca sacra del nostro libero arbitrio. Su questa base Dio dovrebbe persino amare chi finisce all'inferno (ammesso che ci credano, perché anche alcuni evangelici sono disposti a contraddire la Bibbia ed a negarne l'esistenza!). Tutto questo non solo è del tutto sbagliato, ma anche completamente (e perversamente) opposto a ciò che dice la Scrittura. La Bibbia, infatti, mostra che:
  • solo Dio ha il potere di salvare (Atti 3:8);
  • una persona che sia nata di nuovo è tale non perché l'abbia essa stessa voluto ma perché Dio l'ha voluto (Gv. 1:13) ed è avvenuto mediante la potenza dello Spirito (Gv. 3:6);
  • la salvezza è completamente l'opera della grazia e non il risultato d'alcunché noi si possa fare (Ef. 2:4-9);
  • coloro che sono salvati sono stati predestinati a tale salvezza già da prima della creazione del mondo (Ef. 1:3-5; Mt. 25:34; Ap. 13:8; 17:8);
  • che i non salvati periranno nei loro peccati, andranno all'inferno, e saranno completamente tagliati fuori da qualsiasi possibilità d'essere amati da Dio (Mt. 25:41; 7:23; 2 Ts. 1:9; Ap. 14:10,11).
Se diciamo alla gente che Dio ama tutti indistintamente, che Egli ha già pagato il prezzo dei loro peccati sulla base di quell'amore e che Egli  sia solo impedito nel salvare qualcuno dalla resistenza che gli oppone il libero arbitrio umano, che messaggio stiamo mai comunicando? Mostriamo l'immagine di un Dio impotente tenuto in ostaggio dalla debole volontà umana.

Se Dio vuole salvarvi, vi salverà! E' né più né meno di questo. Se pensate che il vostro libero arbitrio sorpassi Dio in astuzia e lo possa mettere nel sacco, allora siete proprio degli illusi, e dei più grossi. La Bibbia mostra come nulla (e nemmeno il nostro cosiddetto libero arbitrio), "...né potenze, né altezza, né profondità, né alcun'altra creatura potranno separarci dall'amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore" (Ro. 8:39). L'amore salvifico è del tutto irresistibile. Ecco perché è così meraviglioso. Il Signore dice chiaramente: "Nessuno può venire a me se non lo attira il Padre, che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno" (Gv. 6:44). Questa è elezione e predestinazione in azione. Perché tanti le fanno obiezione? E' una cosa meravigliosa, stupefacente. Quando Dio si propone qualcosa, Egli lo porta a compimento, e la volontà umana non può frapporvisi. Se siamo d'accordo oppure no è del tutto irrilevante.

Egli non ama tutti indistintamente e non deve renderne conto a nessuno. Se dite che la dottrina dell'elezione è ingiusta, non amorevole e crudele, e quindi non può essere vera, vi rispondo che dire che Dio stia a guardare impotente mentre la gente, con il proprio libero arbitrio, respinge la Sua offerta di salvezza e la stia a guardare in modo ancora più impotente e pieno d'amore mentre essi cascano all'inferno, è infinitamente più ingiusto, ed è una dottrina priva d'amore e crudele, per non dire ridicola.

Potreste ribattere che nella Bibbia è scritto: "Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna" (Gv. 3:16), e che quindi Dio ama tutti indistintamente. La parola "mondo", però, non significa qui qualsiasi persona che sia mai esistita. Al contrario, si riferisce al mondo creato che è caduto in tale stato di perdizione a causa del peccato. Una parafrasi di questo versetto potrebbe essere: "Questo è l'amore di Dio, che Egli non ha respinto definitivamente questa razza umana decaduta (come ha fatto con gli angeli), ma, al contrario, che Egli ha dimostrato il Suo infinito amore dando il Suo unigenito Figlio". Egli non ha dato il Suo unigenito Figlio come atto d'amore per tutti coloro che nel mondo sono vissuti, vivono e vivranno. No, perché dalla bocca stessa di Gesù abbiamo che Egli è venuto sulla terra: "per dare la sua vita come prezzo di riscatto per molti" (Mt. 20:28; cfr. Is. 53:12; Mt. 26:28; Eb. 9:28). Non tutti, ma molti.

Il Suo amore nella salvezza è selettivo. Questa è la verità e quella con la quale dobbiamo convivere se vogliamo essere cristiani onesti e fedeli. A meno che, come  spesso oggi succede, si relativizzi l'autorevolezza della Bibbia e si dica che i nostri pensieri al riguardo siano più validi.

Ora potreste dire: "E se io fossi fra quelli che non sono stati eletti? Non avrei speranza. La vita sarebbe solo un'assurdità. Perché preoccuparci di essa. Facciamo pure quel che ci pare, tanto...". Questo, però, è un atteggiamento sbagliato. Come figli di Adamo noi tutti siamo in questo mondo senza speranza. Nessuno di noi merita d'essere salvato. Il fatto stesso che il Signore si compiaccia di salvare qualcuno, questo sì che è notevole! A noi, è detto: "Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché io vi dico che molti cercheranno di entrare e non potranno" (Lu. 13:24). E' nostro dovere sforzarci per entrare nel Regno di Dio. Non importa "che molti cercheranno di entrare e non potranno". Questo è irrilevante. Dobbiamo fare tutto ciò che è possibile per entrare nel Regno di Dio, con la forza (Mt. 11:12)! Ci è comandato di farlo (Mr. 1:14,15). Nessuno conosce la mente di Dio sulla questione dell'elezione. E' solo Suo privilegio. La realtà è questa: nessuno che voglia entrare nel Regno di Dio ne sarà escluso, e nessuno si troverà all'inferno se non ci voleva finire! Alla fine di tutte le cose, quando Lo vedremo come Egli è veramente ed entreremo nella Sua gloria, ci renderemo conto di quanto Egli sia perfettamente giusto e meraviglioso.

Detto questo, dobbiamo rammentarci che l'evangelizzazione non significa spiegare che cosa sia o non sia la predestinazione o l'elezione. Non si tratta di qualcosa che possa subito essere compresa, ci vorrà del tempo, anche se vi sono persone che se ne sono rallegrate agli inizi stessi della loro conversione. Questi argomenti possono essere compresi solo crescendo nella propria fede e comprensione delle Scritture. Si potrà certo alludere ad essa, ma è cosa che riguarda il seguito della vita cristiana. Evangelizzare significa chiamare uomini e donne al ravvedimento ed alla fede in Gesù Cristo. Evangelizzare significa raccontare che cos'è successo sulla Croce quando Cristo stesso ha sofferto i dolori dell'inferno nel Suo corpo e nella Sua anima per il Suo popolo, coloro che Egli amava sin dall'inizio. Evangelizzare significa parlare della vittoria della Croce che conduce inesorabilmente a vincere la morte nella risurrezione. Evangelizzare vuol dire spiegare che, ravvedendoci ed affidando tutta la nostra vita a Cristo, seguendolo come nostro Signore e Salvatore, saremo salvati.

La dottrina di Cristo e la dottrina della salvezza sono la gioia e la medicina del vero predicatore e di chi l'ascolta.
Certo, verranno presto i giorni in cui l'insegnamento che vi presentiamo sarà considerato non solo politicamente scorretto (come succede oggi) ma sarà totalmente proibito dalle autorità civili. Verranno presto i giorni in cui questo insegnamento non solo sarà negato e strappato via dalla stessa Bibbia, ma sarà anche reso illegale dal regime satanico che, preannunciato dalla stessa Scrittura, sarà stabilito sulla terra. Rammentatevi, però, che la verità ha una sua forza propria e niente e nessuno riuscirà mai, per quanto ci provi, ad estinguerla. Potrà essere temporaneamente ostacolata e nascosta, ma mai abolita per sempre. Amando la verità e proclamandola, aiuteremo a tenerla accesa nel mondo.

"A colui che siede sul trono, e all'Agnello, siano la lode, l'onore, la gloria e la potenza, nei secoli dei secoli" (Ap. 5:13).
 

di A. Morrison (adattamento di P. Castellina)

 
"Allorché in lui ci ha eletti prima della fondazione del mondo, affinché fossimo santi e irreprensibili davanti a lui nell'amore, avendoci predestinati ad essere adottati come suoi figli per mezzo di Gesú Cristo secondo il beneplacito della sua volontà, a lode della gloria della sua grazia mediante la quale egli ci ha grandemente favoriti nell'amato suo Figlio" 
(Efesini 1:4-6)
 
 http://consapevolinellaparola.blogspot.it/2013/06/dio-ama-tutti-indistintamente.html

lunedì 3 settembre 2012

Elezione Sovrana



In quanto dottrina della chiesa l’elezione è spesso o poco compresa, o enfaticamente contraddetta. A riguardo di essa o vi è ignoranza o un deliberato fraintendimento.

Cosa è la verità Scritturale dell’elezione? Possiamo definire l’elezione come l’eterno, sovrano, grazioso decreto di Dio con il quale Egli sceglie una chiesa come il corpo di Cristo, con tutti i suoi singoli membri, ognuno nella sua propria posizione, per la gloria e la salvezza eterna.

Esaminiamo le varie parti di questa definizione più da vicino
  • In primo luogo, l’elezione è quel decreto di Dio con il quale Egli sceglie un numero definito di individui per la salvezza e la gloria eterna. Dio non è incerto su chi sarà salvato e su chi spenderà l’eternità con Lui in paradiso. Egli conosce il Suo popolo individualmente per nome, perchè ha scelto ognuno di loro; e questi nomi Egli li ha scritti nel Libro della Vita. La Scrittura parla dell’elezione in questo modo in Atti 13:48: "tutti coloro che erano preordinati alla vita eterna credettero." Ancora, riguardo aGeremia leggiamo: "Prima che io ti formassi nel grembo, ti ho conosciuto; prima che tu uscissi dal grembo, ti ho santificato e ti ho ordinato profeta alle nazioni" (1:5). Ora so che questo vale per Geremia in particolare, ma è molto evidente in questo passaggio che Dio lo santificò e lo preparò prima ancora che fosse nato. Dio scelse Geremia. Ancora, leggiamo in Romani 9:13: "come sta scritto: «Io ho amato Giacobbe e ho odiato Esaù»." Questo non è un numero indefinito, ma Dio rimarca individui definiti. Prima che essi fossero ancora nati, Dio disse: "Io ho amato Giacobbe e ho odiato Esaù."
  • In secondo luogo, la dottrina dell’elezione insegna che i membri della chiesa sono scelti come corpo di Gesù Cristo, con ogni membro al suo posto unico. Ci sono illustrazioni nella Scrittura le quali presentano la chiesa come un corpo. L’apostolo Paolo parla di questa chiesa in I Corinzi 12:12: "Come infatti il corpo è uno, ed ha molte membra, e tutte le membra di quell'unico corpo, pur essendo molte, formano un solo corpo, così è anche Cristo." Ora, un corpo è un organismo vivente. Non si può aggiungere membra a questo corpo o portarne via alcune. Non appena uno tenta di farlo, si ha un corpo incompleto o una mostruosità. Un corpo normale ha dieci dita, due mani, due braccia, due occhi, un naso—questo è tutto. Porta via alcune di queste membra, o ne si aggiunga qualcuna, e non si ha più un corpo completo. Così anche Dio sceglie per Se Stesso una chiesa come corpo di Cristo, ovvero, come membra individuali ognuno nel suo posto peculiare nel corpo. Dio ha un posto per ogni membro, per ogni eletto di Dio, in questo corpo. Il posto di qualcuno non sembra sempre molto importante agli occhi umani, ma è il suo posto unico. Proprio come il mignolo è un membro insignificante, esso è tuttavia necessario al fine di rendere completo il corpo; questo dito ha un posto ed una funzione.Così anche, la verità dell’elezione sottolinea il fatto che Dio sceglie ogni singolo membro per uno specifico ruolo nel corpo di Cristo—e questo posto egli deve ricoprire e lo ricoprirà di fatto.
  • In terzo luogol’elezione è centrata in Gesù Cristo. Non si può mai parlare dell’elezione a prescindere da Lui. Leggiamo in Efesini 1:4: "allorché in lui [Cristo] ci ha eletti prima della fondazione del mondo …". Questa è la verità che si trova in tutta la Scrittura. Dio sceglie il Suo popolo come membra di Cristo.
  • In quarto luogo, l’elezione insegna che Dio sceglie un popolo a eterna salvezza e gloria. Dio non scegliesemplicemente, ma Egli ha un fine e uno scopo in mente. Lo scopo eterno fu che Egli avrebbe portato il Suo popolo in paradiso. Cito, per esempio, da Romani 8:29-10: "Poiché quelli che egli ha preconosciuti, li ha anche predestinati ad essere conformi all'immagine del suo Figlio affinché egli sia il primogenito fra molti fratelli. E quelli che ha predestinati, li ha pure chiamati, quelli che ha chiamati, li ha pure giustificati e quelli che ha giustificati, li ha pure glorificati." Così lo scopo finale di questa eterna elezione in base alla quale Dio sceglie il Suo popolo è che Egli possa glorificarli attraverso Cristo per l’onore del Suo proprio Nome.
  • Infine, l’elezione avviene nell’eternità. Non è un’ azione compiuta solo nel tempo. E’ un atto di Dio che ha avuto luogo nel Suo consiglio o piano perfino prima che il tempo avesse inizio. Consideriamo ancora una volta questo passaggio di Efesini 1:4: "allorché in lui [Cristo] ci ha eletti prima della fondazione del mondo …". Cosa significa? Questa frase suggerisce che Dio sceglie prima che vi sia alcuna creazione, prima che vi sia il tempo o lo spazio. Prima della fondazione della terra, c’è solo Dio. Egli ha scelto, quindi, un popolo in Cristo da tutta l’eternità nel Suo consiglio. Questa è la testimonianza della Scrittura.
In connessione alla verità dell’elezione, spesso è posta la domanda: "L’elezione è condizionata o incondizionata?"Cioè, Dio ha scelto il Suo popolo sulla base di qualche azione che essi devono prima compiere, o li sceglie liberamente e indipendentemente? L’elezione è stata condizionata da qualcosa che l’uomo deve fare prima, o Dio ha scelto alcune persone semplicemente perché è stato il Suo beneplacito fare così? La Scrittura stessa insegna che l’elezione si basa solamente sul decreto di un Dio sovrano, e non ha niente a che fare con alcuna azione che l’uomo deve prima compiere.
Tuttavia, triste a dirsi questo non è il pensiero di molti oggi. La veduta che sembra aver travolto il mondo ecclesiastico dei nostri giorni è che l’elezione è dipendente dalla volontà dell’uomo e non da Dio. L’elezione dipende dall’atto dell’uomo nell’accettare Cristo. Dio sceglie quelli che per primi scelgono Lui. Questo punto di vista ha le sue radici in Olanda, e fu promosso per la prima volta nel 1610. Il suo più influente propugnatore del tempo fu un uomo chiamato Giacomo Arminio. Da allora questo errore riguardante l’elezione è diventato sinonimo del suo nome. Esso è chiamato Arminianesimo.
Arminio stesso scrisse riguardo a questa veduta dell’elezione: "Ma essa (l’elezione) significa il decreto con il quale Dio decide di conferire la salvezza a qualcuno, quindi la Fede prevista è precedente all’elezione. Perché siccome solo i credenti sono salvati, quindi solo i credenti sono predestinati alla salvezza. Ma le Scritture non conoscono Elezione, con la quale Dio ha determinato in modo preciso ed assoluto di salvare alcuno senza aver prima considerato questi un credente. Perchè un Elezione del genere sarebbe in contrasto con il decreto con il quale egli ha determinato di salvare nessuno se non che i credenti" (Scritti di Arminio, vol. 1, pagina 380).
Ovviamente l’Arminianesimo, quando si parla di elezione, ne parla come condizionata. L’Arminianesimo non dirà che Dio elegge, e per questo noi crediamo; ma egli dice che Dio elegge quelli che prevede crederanno. L’Arminianesimo sostiene che l’elezione è dipendente fondamentalmente da una risposta positiva dell’uomo. Quando l’uomo accetta Cristo, e persevera in questo, allora Dio dice: "Io ti eleggerò." Forse questa idea dell’Arminianesimo può essere illustrata. 

Supponiamo che uno avesse messo davanti a te un peso di 100 chili e che ti avesse comandato di sollevare questo peso di sulla tua testa. Tu giustamente dirai: "Non posso farlo." Ma se uno erigesse un sistema di carrucole con una fune, attaccasse la fune fermamente a questo peso, e poi dicesse: "Solleva questo peso," ora tu non sarai più in grado di dire "Non posso." Piuttosto, ora tu devi dire "Lo farò" o "Non voglio." Ovviamente, ora è in tuo potere alzare tale peso. E’ in questo modo che l’Arminiano vede il peccatore. Quando l’uomo cadde, non poteva fare nulla. Non poteva accettare Cristo. No poteva credere. Ma poi Dio ha conferito a tutti gli uomini una certa grazia (paragonabile al sistema di carrucole dell’illustrazione), così che tutti gli uomini hanno in se stessi la capacità di credere se essi vogliono. Ma se essi rifiutano, sono per sempre perduti.
Cosa si deve dire di questo insegnamento dell’Arminianesimo? Dovrebbe essere chiaro che l’Arminianesimo sostanzialmente nega la sovranità di Dio. Che Dio è Sovrano significa semplicemente che Dio è Dio: Egli domina sopra il cielo e la terra. Egli non potrà mai rilasciare la Sua potenza da alcuna creatura. Egli dirigerà tutte le cose secondo il Suo sovrano proposito. Dio regna. La concezione dell’Arminianesimo lo nega. Un Arminiano insisterà che anche egli crede che il peccatore è salvato solo per grazia. Ma non si trascuri di notare il fatto che, secondo l’Arminianesimo, ogni peccatore ha questa grazia di Dio. Quindi cosa è che rende un uomo diverso da un altro? Non la grazia di Dio, ma lavolontà dell’uomo con la quale impiega o rifiuta la grazia di Dio. Si esercita in questo senso la propria volontà per o contro Cristo. Ciò che in ultima analisi determina chi è eletto si trova nell’atto dell’uomo.Un tale insegnamento nega la sovranità di Dio, perché quindi il Sovrano, infinito, eterno Dio deve sedere nel Suo cielo ed aspettare la decisione dell’uomo al fine di scoprire chi vuole e chi non vuole ereditare il Suo Regno. Questo è un terribile errore.
Il Calvinismo insiste sulla verità Scritturale che Dio elegge incondizionatamente un popolo per Se Stesso da tutta l’eternità. Non solo Giovanni Calvino, ma anche i primi padri della chiesa insistettero sulla stessa cosa. Agostino (354-430) sostenne che: "La fede, quindi, dal suo inizio alla sua perfezione è il dono di Dio. E che questo dono sia elargito ad alcuni e non ad altri, chi potrà negarlo se non colui che vorrebbe lottare contro le chiarissime testimonianze della Scrittura? Ma il motivo per cui la fede non è donata a tutti non dovrebbe interessare al credente, il quale sa che tutti gli uomini per il peccato di uno vanno in giustissima condanna. Ma il perché Dio liberi uno dalla condanna e non un altro appartiene ai Suoi imperscrutabili giudizi. E "Le sue vie sono impenetrabili." E se si investighi e si chieda in che modo sia ritenuto degno di ricevere un tal dono di fede da parte di Dio, non mancano quelli che diranno: "è a motivo della loro volontà umana." Ma noi diciamo che è per grazia, o Divina predestinazione."
Il punto di vista di Agostino era fermamente fondato sulla Scrittura. Ovunque, la Scrittura insegna che l’elezione non è condizionata da alcun opera o dell’uomo. Atti 13:48 dichiara: "tutti coloro che erano preordinati alla vita eterna credettero.". Ora, quale viene prima: il credere o l’ordinazione? Chiaramente la seconda. Oppure leggiamo in Giovanni 15:16: "Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi; e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto …". E in I Giovanni 4:10: "In questo è l'amore: non che noi abbiamo amato Dio, ma che lui ha amato noi e ha mandato il suo Figlio per essere la propiziazione per i nostri peccati.". L’elezione è certamente incondizionata secondo l’intero insegnamento della Scrittura.
Trovi conforto in una tale verità? Alcuni hanno insistito che questa dottrina non fornisce conforto. Perché, dicono alcuni, se uno crede nell’elezione, poi il risultato sarà che diviene molto inavveduto e profano su questa terra. Se Dio ha eternamente determinato che una persona andrà in cielo, allora che differenza fa ciò che si compie? Se egli vuole peccare, sarà comunque salvato. Anche se non compie buone opere, sarà salvato in ogni caso. E’ in questo modo che molti hanno falsamente presentato questa verità dell’elezione!
Ma ciò è una distorsione di questa dottrina. E’ vero: Dio ha liberamente, eternamente, sovranamente determinato che il Suo popolo entrerà nella gloria. Tra queste persone è compreso il ladro sulla croce , un orribile peccatore. Tra di loro è compreso Pietro che rinnegò Cristo tre volte. Tra di loro siamo compresi noi stessi, anche noi  terribili peccatori. Ma la dottrina dell’elezione permette ad uno di peccare se così gli piace? La Scrittura insegna che Dio ci ha scelti così che noi dovessimo essere santi e senza colpa (Efesini 1:4). Vedasi anche Efesini 2:10. L’elezione produce frutto: dove non c’è frutto di giustizia, non c’è evidenza dell’elezione. Guai alla persona che osa dire: "Io pecco perché non fa alcuna differenza, io sono già eletto o reprobo." Per parafrasare le parole di Cristo, sarà più tollerabile nel giorno del giudizio per uno che non ha conosciuto la verità dell’elezione che per uno che la ha conosciuta e la ha usata come scusa per peccare!
La triste situazione oggi è che molti vogliono nascondere questa dottrina. Insistono è troppo difficile per le persone comuni e di sicuro poi si deve parlarne sul campo missionario. Ma la Scrittura non nasconde mai la verità dell’elezione—essa è chiaramente insegnata. Infatti, Paolo scrive in dettaglio a questo riguardo specialmente alle chiese di Roma e di Efeso. Queste chiese erano composte per lo più da Gentili i quali prima non avevano mai avuto contatto con la Parola di Dio. Essi furono istruiti sull’elezione. Se non era troppo difficile allora, dovrebbe essere troppo difficile oggi per le persone della nostra istruita società?
E tu? Sei uno degli eletti di Dio? Questa domanda ha turbato molte persone. Sei preoccupato della tua elezione, realmente preoccupato? I reprobi malvagi non si preoccupano mai se sono o non sono eletti. Essi non fanno altro che negare tutta la Parola di Dio. Ma se sei preoccupato riguardo alla tua elezione, allora tu dai prova già nella tua vita e nel tuo cuore del frutto dell’elezione.
Solo poche altre domande. Credi nel Signore Gesù Cristo? Ami la Sua chiesa e la Sua verità? Odi tutto ciò che riguarda il tuo proprio peccato? Allora non ci sono dubbi, no? Tu vedi dentro te il frutto e la prova dell’elezione. Tu sei ancora un peccatore come lo è tutto il popolo di Dio. A volte ci si chiede: "Come potrebbe Dio scegliere uno come me?". Tuttavia i frutti dell’elezione sono evidenti. Se tu credi, tu hai la prova che Dio ti ha eternamente scelto in Cristo. Egli non ti ha scelto perché hai creduto, ma il tuo credere è l’evidenza e la prova che Egli ti ha scelto. Credi? Allora sei beato, perché il regno dei cielo è anche tuo.

Il Cristo dell’Arminianesimo


La Bibbia ci avverte che negli ultimi giorni, in cui noi viviamo, ci saranno molti falsi cristi, ovvero che dicono di essere il Cristo, ma che invece sono impostori. Gesù disse: "Guardate che nessuno vi inganni. Perché molti ne verranno nel mio nome dicendo: io sono il Cristo, e inganneranno molti" (Matteo 24:4-5). Noi che professiamo di essere cristiani dobbiamo fare attenzione. Dobbiamo stare molto attenti a non essere ingannati. La nostra chiamata è credere, amare, e seguire il vero Cristo e Lui soltanto. Non dobbiamo avere niente a che fare con i falsi cristi che sono molto numerosi ai giorni nostri.
  • Conosciamo il Cristo dei culti e delle altre religioni. Egli è un buon uomo, un profeta, il primogenito di Dio, un grande spirito, un'idea divina, e perfino un dio. Ma non è il vero ed eterno Dio. Riceve la sua esistenza da un altro che è più grande di lui. Egli non è però il Cristo della Bibbia. Non facciamoci ingannare da questo Cristo, egli è un falso Cristo.
  • Conosciamo il Cristo del Cattolicesimo Romano. Essi professano che Egli è il vero Dio. Che soffrì e morì per il perdono del peccato. Egli risuscitò, ascese al cielo, e sta per ritornare. Ma egli non è un completo Salvatore. Il Cristo dei Cattolici Romani non può salvare i peccatori senza le loro buone opere, la mediazione della gerarchia sacerdotale Cattolico Romana, la mediazione e l'intercessione di tante altre figure in cielo, e il sistema sacramentale Cattolico Romano. Egli non è il Cristo della Bibbia. Non facciamoci ingannare da questo Cristo, egli è un falso Cristo.
C'è tuttavia un altro falso Cristo che è molto più pericoloso del Cristo dei culti e del Cristo del Cattolicesimo Romano. Egli ha ingannato persone per molti anni e continua ad ingannarne milioni. Questo Cristo è così pericoloso che, se fosse possibile, ingannerebbe perfino gli eletti (Matteo 24:24), e questo è ilCristo dell'Arminianesimo.
  • Questo falso Cristo è estremamente pericoloso perchè in molti modi appare essere il vero Cristo. Difatti è detto essere il vero Dio, uguale al Padre e allo Spirito Santo. E' detto essere il Cristo che è morto sulla croce per salvare i peccatori. E' detto anche essere il Cristo che salva per grazia soltanto, senza opere da parte dell'uomo. Questo Cristo non avrà niente a che fare con quello dei culti o del Cattolicesimo Romano!
Ma attento! Sei avvertito: il Cristo dell'Arminianesimo non è il Cristo della Bibbia, non farti ingannare!

Il Cristo dell'Arminianesimo - ama ogni individuo nel mondo e desidera sinceramente la sua salvezza.
Il Cristo della Bibbia - ama e desidera seriamente la salvezza di quelli che il Padre Gli ha dato, ovvero che ha scelti incondizionatamente per essere salvati (Salmo 5:5; 7:11; Matteo 11:27; Giovanni 17:9-10, Atti 2:47; 13:48; Romani 9:10-13, 21-24; Efesini 1:3-4). 
 
Il Cristo dell'Arminianesimo - offre salvezza a ogni peccatore e fa tutto ciò che è in suo potere per portarlo alla salvezza. La sua offerta ed opera sono spesso frustrate, perchè molti rifiutano di venire.
Il Cristo della Bibbia - la Sua Parola fa sempre quello per cui Lui l'ha mandata, o per salvare o per condannare. Egli dà la vita a chi vuole, ovvero a quelli che il Padre Gli ha dato. Nessuno di essi perderà (Isaia 55:11; Giovanni 5:21; 6:37-40; 10:25-30; 17:2; Filippesi 2:13). 

Il Cristo dell'Arminianesimo - non può rigenerare e salvare un peccatore se questo prima non lo sceglie col suo "libero arbitrio." Tutti gli uomini hanno un "libero arbitrio" con cui possono sia accettare che rigettare Cristo, ed esso non sarà mai violato da Cristo. 
Il Cristo della Bibbia - sovranamente rigenera il peccatore eletto e non a causa della sua scelta, perchè senza rigenerazione il peccatore che è morto nel peccato non può scegliere, nè voler scegliere, Cristo. La fede non è il contributo dell'uomo alla salvezza ma il dono di Cristo che Egli sovranamente dà nella rigenerazione (Giovanni 3:3; 6:44-45; 15:16; Atti 11:18; Romani 9:16; Efesini 2:1-10; Filippesi 1:29; Ebrei 12:2). 

Il Cristo dell'Arminianesimo - morì sulla croce per ogni individuo e così rese possibile per ogni persona la salvezza. La Sua morte, senza la scelta dell'uomo, non fu capace di salvare nessuno, perchè molti di quelli che muoiono sono perduti.
Il Cristo della Bibbia - morì solo per il popolo di Dio, da Lui scelto per grazia incondizionatamente, e così ottenne la salvezza per tutti quelli per cui morì. La Sua morte fu una soddisfazione sostitutiva che veramente tolse via i peccati e la colpa del Suo popolo una volta per sempre (Matteo 1:21; Luca 19:10; Giovanni 10:14-15, 26; Atti 20:28; Romani 5:10; Efesini 5:25; Ebrei 9:12; I Pietro 3:18). 

Il Cristo dell'Arminianesimo - perde molti di quelli che ha "salvato" perchè essi non perseverano nella fede. Anche se egli dà loro "eterna sicurezza," e la "vita eterna," come essi dicono, quella sicurezza e quella vita non sono basate sulla Sua opera o volontà, ma sulla scelta che il peccatore fece quando accettò Cristo.
Il Cristo della Bibbia - preserva il Suo popolo così che essi non possano perdere la loro salvezza ma perseverare nella fede e nella volontaria ubbidienza fino alla fine. Egli li preserva per la sovrana volontà elettiva di Dio Padre, la potenza della Sua morte sostitutiva ed espiatoria (tolse via davvero tutti i peccati di tutti quelli che il Padre Gli ha dato), e la potenza del Suo Spirito (Giovanni 5:24; 10:26-29; Romani 8:29-30, 35-39; I Pietro 1:2-5; Giuda 24-25).

Come puoi vedere, anche se all'inizio il Cristo dell'Arminianesimo e quello della Bibbia possono sembrare lo stesso, sono molto differenti!
Uno dei due è falso. L'altro è il vero Cristo. Uno è debole ed impotente, e si inchina davanti al "libero arbitrio" dell'uomo. L'altro è il Signore Regnante che vuole ciò che Gli piace e sovranamente realizza tutto quello che vuole.
Se tu credi e servi il Cristo dell'Arminianesimo, dovresti riconoscere il fatto che non servi il Cristo DELLA SCRITTURA. Tu sei stato ingannato! Studia le Scritture ed impara chi è il vero Cristo. Prega per ricevere grazia per ravvederti e credere nel vero Cristo come il tuo sovrano Signore e Dio.




"Ma noi siamo obbligati a rendere del continuo grazie per voi a Dio, fratelli amati dal Signore, perché Dio vi ha eletti fin dal principio per salvarvi, mediante la santificazione dello Spirito e la fede nella verità" 
(2 Tessalonicesi 2:13)

Liberamente adattato da internet

giovedì 9 agosto 2012

Libero arbitrio-Una schiavitù



Ma voi non volete venire a me per avere la vita.”(Giovanni 5:40)

Questo versetto é una delle grandi armi d'attacco degli Arminiani, un cannone che essi montano sulla cima delle loro mura, e che spesso viene usato per sparare bordate contro quei poveri cristiani chiamati Calvinisti.
Questa mattina desidero rendere inservibile quel cannone, o meglio cercherò invece di puntarlo su loro stessiperché non era loro, esso non fu mai forgiato nella loro fonderia, ma aveva lo scopo di insegnare a tutti una dottrina esattamente opposta a quella che asseriscono.
Di solito, quando questo versetto viene spiegato, le interpretazioni sono:
  • Primo, che l'uomo ha una volontà;
  • Secondo, che egli è completamente libero;
  • Terzo, che le persone devono essere disposte a venire a Cristo, altrimenti non saranno salvate.
Ora noi non ci baseremo su tali interpretazioni, ma cercheremo di dare al testo uno sguardo più ampio, e non perché vi troviamo parole come “volete” o “non volete” ci mettiamo in testa la conclusione che insegna la dottrina del libero arbitrio. E 'già stato dimostrato oltre ogni controversia che il libero arbitrio è un'assurdità.
La libertà non può stare con la volontà cosi come la ponderabilità non può appartenere all'elettricità. Sono cose completamente diverse. Il libero arbitrio si può credere, ma il libero arbitrio è semplicemente ridicolo. La volontà è ben conosciuta da tutti di essere diretta dalla comprensione, di essere mossa da motivazioni, di essere guidata da altre parti dell'anima, e per essere una cosa secondaria. La filosofia e la religione rigettarono immediatamente entrambe il concetto di libero arbitrio; e voglio andare più lontano come Martin Lutero, in quella sua forte dichiarazione che afferma: "Se si attribuisce il merito della salvezza, anche minimo, al libero arbitrio di qualsiasi uomo, non si sa nulla della grazia, e non si conosce Gesù Cristo". Tale affermazione può sembrare dura, ma chi crede nel suo cuore che l'uomo, di sua propria volontà può essere in grado di ritornare a Dio, non può avere il pensiero di Dio, poiché uno dei primi insegnamenti che Dio dà quando Egli inizia con noi, è che noi non abbiamo né volontà, né potenza di salvarci; ma che Egli le dà entrambe, che Egli è “l'Alfa el'Omega” per la salvezza degli uomini.

Questa mattina, i quattro punti sui quali mi soffermerò saranno i seguenti:
Primo, che ogni uomo è morto, perché é scritto: "Voi non volete venire a me per avere la vita".
Secondo, che c’è vita in Gesù Cristo, infatti  "Voi non volete venire a me per avere la vita" impica che c'è vita in Lui.
Terzo, che c'è vita in Gesù Cristo per coloro che vanno a Lui per riceverla". Infatti "Voi non volete venire a me per avere la vita", implica anche che tutti coloro che vanno a Lui avranno vita.
Quarto, il nocciolo della questione sta proprio qui, nessun uomo per sua natura vuole andare a Cristo, poiché il testo dice: "Voi non volete venire a me per avere vita". Quindi lungi dall'asserire che gli uomini, di loro propria volontà, possano fare una cosa simile, Egli con coraggio decisamente lo nega, dicendo: "VOI NON VOLETE VENIRE A ME PER AVERE LA VITA". Perciò diletti, sono sul punto di affermare: "Non hanno nessuna conoscenza quei sostenitori del libero arbitrio che osano schierarsi contro l'ispirazione? Non hanno intelletto quelli che negano la dottrina della grazia? Si sono forse allontanati da Dio, per torcere il sano insegnamento cercando di provare il libero arbitrio, mentre il testo dichiara chiaramente: "voi non volete venire a me per avere vita."".

I. Gli uomini per natura sono morti

Nessun essere umano ha bisogno di vita se egli ha già vita in se stesso. Il testo parla molto duramente quando afferma: "Voi non volete venire a me per avere la vita". Anche se dunque non a parole ma a fatti, ci viene detto che gli uomini necessitano di una vita migliore da quella che hanno. Cari ascoltatori, siamo tutti morti, a meno che non siamo rinati ad una speranza viva.

Siamo tutti noi, per natura, legalmente morti. "Nel giorno che tu ne mangerai, tu sarai morto", disse Dio ad Adamo, e anche se Adamo non è morto in quel momento, naturalmente, è morto legalmente, come a dire che la morte è stata registrata contro di lui. Come accade, all'Old Bailey, quando il giudice mette il cappuccio nero, non appena, pronuncia la sentenza, l'uomo è riconosciuto di essere morto secondo la legge. Anche se forse può passare un mese prima che sia portato sul palco per subire la sentenza della legge, la legge lo considera come un uomo morto. Per lui è impossibile comprare o vendere, ereditare o trasmettere la sua volontà per testamento; egli è solo un uomo morto e nulla più. Lo Stato lo considera tale. Rinchiuso nella sua cella, egli é condannato ed é morto.
Ah! E voi, empi peccatori, che non avete mai avuto vita in Cristo, che questa mattina siete qui vivi per dilazione, ma non sapete di essere legalmente morti e che Dio vi considera come tali; che nel giorno in cui vostro padre Adamo toccò il frutto, è quando anche voi stessi peccaste, e Dio, l'Eterno Giudice, si mise il cappuccio nero e vi condanno? Adesso voi parlate disinvoltamente della vostra onesta reputazione, della vostra bontà e moralità. Dove trovate scritte queste cose? La Scrittura dice invece che voi siete già condannati. Non dovete dunque aspettare un'altra condanna nel giorno del giudizio; esso sarà il giorno dell'esecuzione della sentenza;“voi siete già condannati". Nel momento in cui avete peccato i vostri nomi sono stati scritti nel libro del giudizio; ognuno di noi viene giudicato da Dio condannato a morire, a meno ché egli non trovi un sostituto nella persona di Cristo, per i suoi peccati.
Cosa pensereste se doveste andare all'Old Bailey a vedere il condannato colpevole seduto nella sua cella ridere felice?
Ah! Com’è insensato l'uomo del mondo che, mentre la sentenza viene pronunciata contro di lui, vive nella felicità e nella gioia! Pensate forse che la sentenza di Dio sia senza efficacia? Pensate che il vostro peccato, scritto con uno stilo di ferro sulla roccia e per sempre, non produca in voi nessun orrore? Dio ha detto che sei già condannato. Se volessi sentire questo dentro di te, non dovresti far altro che rimescolare nella tua tazza le dolci amarezze della vita; le tue danze allora dovrebbero fermarsi, le tue risate sarebbero mutate in singhiozzi, solo se volessi rammentarti che, così tale quale sei, sei già condannato. Dovremmo tutti piangere se ponessimo questo pensiero nelle nostre anime, la sentenza di morte é già stata pronunciata contro di noi, e cosi siamo considerati morti agli occhi di Dio, come esseri già gettati nell'inferno; noi che siamo qui, siamo condannati dal peccato, e sebbene non soffriamo ancora la pena prevista, essa é stata scritta contro di noi e quindi siamo legalmente morti, e non possiamo avere vita a meno che non troviamo vita legale nella persona di Cristo, di cui parleremo fra poco.

Non solo siamo legalmente morti, ma lo siamo anche spiritualmente. Perché la sentenza scritta sul libro si è trasferita sul cuore, è entrata nella coscienza e attualmente opera nell'anima, nell'intelletto, nell'immaginazione ed in ogni cosa. "Nel giorno che ne mangerai per certo morrai", ciò non fu adempiuto soltanto al momento della sentenza, ma anche da qualcosa che avvenne in Adamo. Proprio come quando ad un certo momento questo corpo morirà e il sangue si fermerà, e le pulsazioni e il respiro dei polmoni cesseranno, cosi quando Adamo mangiò quel frutto, l'anima sua morì; la sua immaginazione perse la potenza per comprendere le cose spirituali e così vedere il cielo; la sua volontà perse la potenza di scegliere sempre ciò che è buono; il suo giudizio perse tutta la capacità di giudicare con decisione ed infallibilità fra il giusto e l'errato, e anche se qualcosa fu serbata nella coscienza, la sua memoria venne inquinata, soggetta a ritenere le cose cattive e a dimenticare quelle buone; ogni potenza cessò come pure la sua vitalità morale. La bontà, che era la vitalità della sua potenza scomparve. La virtù, la santità e l'integrità, queste cose erano la vita dell'uomo, ma quando queste scomparvero, l'uomo dunque mori!
Adesso, ogni uomo, per quanto concerne le cose spirituali, è spiritualmente morto, "morto nei falli e nei peccati".
L'anima non è meno morta del cadavere dell'uomo naturale che si trova nella tomba; egli è semplicemente morto. Infatti Paolo, quando afferma che "Egli ci ha vivificati, voi che eravate morti nei falli e nei peccati", non parlava certo in senso metaforico.
Diletti ascoltatori, ancora una volta, vorrei poter predicare ai vostri cuori su questo argomento. Era già abbastanza brutto quando ho descritto la morte e come sia stata registrata, ma ora io parlerò di essa e di come ha realmente avuto luogo nei vostri cuori. Voi non siete ciò che voi una volta eravate, voi non siete quello che eravate in Adamo, non ciò che siete stati creati. L'uomo è stato fatto puro e santo. Voi non siete le creature perfette che alcuni si vantano di essere, voi siete del tutto caduti, voi siete andati fuori strada, voi siete diventati corrotti e sporchi. Oh! Non ascoltate la voce suadente di coloro che parlano della vostra dignità morale nonché della vostra grande preparazione in vista della salvezza. No non siete perfetti; quella grande parola "Rovina" é scritta nei vostri cuori e la morte é incisa nel vostro spirito. Non concepire affatto, o uomo morale, che sarai capace di stare in piedi davanti a Dio con la tua moralità, perché legalmente non sei altro che una carcassa imbalsamata e un cadavere vestito forse di belle vesti, ma corrotto al cospetto di Dio. Non pensare che il fatto di essere religioso sia una qualifica per renderti gradito al cospetto di Dio.Perchè uomo tu sei morto! Potresti abbigliare la morte gloriosamente come più ti piace, ma, pur sempre, non sarebbe altro che un mero inganno.
Vai dove giace Cleopatra, mettile una corona sulla testa, vestila di abiti regali e ponila seduta sul trono, ma ciò che ti attraversa quando passi vicino a lei è solo un brivido freddo. Ella è bella anche se morta, ma come é orribile stare accanto ad una regina morta, celebrata una volta per la sua maestosa bellezza e finezza! Nello stesso modo tu puoi essere grande nella tua bellezza e finezza, essere pieno di amore e gratitudine, puoi mettere una corona d'onestà sul tuo capo, ed indossare gli abiti della giustizia, ma, a meno che Dio non ti abbia cambiato, o uomo, fino a che lo Spirito non avrà avuto comunione con la tua anima, agli occhi di Dio sei così sgradito come un cadavere seduto sul tavolo, né Dio può amarti così come sei presentato al Suo cospetto. Egli é in collera con te ogni giorno, perché tu vivi nel peccato e nella morte. Oh! credilo questo, prendilo per la tua anima, appropriatene, perché è più che vero che tu sei morto, spiritualmente e legalmente.
 
Il terzo tipo di morte è il compimento degli altri due:la morte eterna. Essa non è altro che l'esecuzione della sentenza legale, è la consumazione della morte spirituale.
La morte eterna é la morte dell’anima; essa ha luogo dopo che il corpo é stato deposto nella tomba, cioè dopo che l'anima si è allontanata dal corpo. Se la morte legale é terribile, ciò é a causa delle sue conseguenze, e se la morte spirituale é spaventevole, ciò é a causa di quel che verrà. I due tipi di morte di cui abbiamo parlato sono le radici mentre la morte che ha da venire è il fiore. Oh! Potessi avere parole sufficienti, questa mattina, per tentare di descrivervi ciò che è la morte eterna. Immaginate l'anima davanti al suo Fattore; il libro é aperto, la sentenza pronunciata: "Via da me maledetto",  si è scosso l'universo rendendo pallide le sfere per l'aggrottare delle ciglia del Creatore. L'anima è sprofondata negli abissi dove deve dimorare con le altre per la morte eterna.
Oh! Quanto è terribile la sua posizione adesso. Il suo letto è un letto di fiamma; quei luoghi micidiali che vede tormentano l'anima sua. I soli suoni che sente sono grida, gemiti, lamenti e pianti; tutto ciò che il suo corpo conosce è l'inflizione di un dolore miserabile! Un dolore indicibile di assoluta miseria. L'anima alza lo sguardo, ma la speranza è estinta, non c'è più. L'anima guarda in basso nel terrore e nella paura;scruta a destra e i muri adamantini del destino la tengono stretta entro i limiti della tortura. Volge lo sguardo a sinistra e un fuoco ardente circonda di fiamme la scala per impedire ogni sogno di fuga. Si guarda intorno in cerca di consolazione lì, ma un verme rodente le è entrato dentro. Appare evidente che, non ha amici per aiutarla, non ha consolatori, ma solo carnefici in abbondanza. Non ha nessuna speranza di essere liberata; ha sentito l'eterna chiave del destino girare terribilmente e ha visto Dio prendere quella chiave e lanciarla negli abissi dell'eternità dove non sarà mai più trovata. Non ha nessuna speranza. Non conosce modi di fuga o di liberazione. Anela solo la morte, ma essa le è più che nemico, desidera ardentemente che la mancata esistenza lo possa ingoiare, perchè questa morte eterna è peggio dell'annientamento. Anela il riposo, come il lavoratore il suo Sabato; brama scomparire nel nulla come il galeotto in cerca di libertà ma non può: é eternamente morta.
Quando l'eternità avrà percorso miriadi dei suoi cicli eterni, essa sarà ancora morta. Ciò che è eterno non conosce fine; l'eternità può spiegarsi solo con l'eternità. Quindi l'anima vedrà scritto sul suo capo: "Tu sei dannato per sempre"! Ascolta urla che saranno perpetue, vede fiamme inestinguibili, conosce pene non lenite, e sente una sentenza che non tuona come i tuoni di questa terra che presto si tacciono, ma con tuoni sempre più forti, facendo risuonare i suoi echi per l'eternità, per tuonare per migliaia di anni quel terribile suono, quella voce terribile: "Dipartiti. Dipartiti da me maledetto!". Questa é la vera morte eterna.

II. In Gesù Cristo c'è la vita

Solo in Cristo c'è vita, poiché Egli dice "non volete venire a me per avere la vita". In Dio Padre non c'è vita per un peccatore; né in Dio Spinto Santo c'è vita per un peccatore separato da Cristo. La vita per un peccatore si trova solo in Cristo. Se tu vai al Padre senza il Figlio, sebbene Egli ami i suoi eletti ed abbia decretato che essi dovranno vivere, la vita si trova solo nel Figlio. Non osiamo né possiamo rivolgerci al Padre né allo Spirito per avere la vita spirituale. La prima cosa che ci viene comandata di fare allorché Dio ci conduce fuori dall'Egitto é di mangiare la Pasqua. Il primo mezzo per cui otteniamo vita è il mangiare la carne e il sangue del Figlio di Dio; vivendo in Lui, confidando in Lui, credendo nella Sua grazia e potenza. Il nostro pensiero è: c’è vita in Cristo. Mostrerò adesso che ci sono tre tipi di vita in Cristo, come abbiamo parlato prima di tre tipi di morte.

In primo luogo, in Cristo c'è la vita legale. Come ogni uomo per natura in Adamo, aveva avuto una sentenza di condanna, proprio dal momento del peccato di Adamo, cioè a partire dalla sua prima trasgressione, così io, se sono un credente, e tu, se credi in Cristo, abbiamo avuto una sentenza legale di assoluzione mediante quello che Gesù ha fatto. Oh, peccatore condannato! Tu potresti sedere questa mattina come un prigioniero condannato a morte, ma prima che questo giorno tramonti potresti essere liberato dalla colpa ed essere come gli angeli del cielo.
In Cristo c'è la vita legale; sia ringraziato Dio! Alcuni di noi si rallegrano già. Sappiamo anche che non possiamo più essere puniti poiché Cristo soffrì in nostra vece. La Pasqua é stata immolata per noi; l'architrave e gli stipiti sono stati spruzzati e l'angelo distruttore non può più toccarci. Non c'è più inferno per noi, sebbene esso divampi con fiamme crudeli. Anche se Tofet é da tempo preparato, con i suoi mucchi di fiamme e tutto fumante, non potremo più trovarci là. Cristo morì al nostro posto. Che accadrebbe se ci trovassimo sulle ruote di orribili torture? Oppure davanti ad una sentenza da orribili echi di suoni tonanti? No, adesso nessuna ruota di tortura, né tuoni, né prigioni sono più per noi. In Cristo Gesù veniamo liberati: "Non c'è dunque, nessuna condanna per noi adesso che siamo in Cristo Gesù, che camminiamo non secondo la carne, ma per lo Spirito".
Peccatore! Sei questa mattina legalmente condannato? Ti senti male? Allora permettimi di dirti che la fede in Cristo ti darà la conoscenza della tua legale assoluzione.
Diletti, non è fantasia, la nostra condanna in conseguenza dei peccati è realtà. Ma un uomo condannato ad essere impiccato, se riceve un pieno perdono sentirà una grande gioia in una grande realtà. Dirà: "Ho ricevuto un perdono completo e perciò ora nessuno mi potrà più toccare". Questo è come mi sento io:
  
    "Ora, liberato dal peccato io cammino nella sua via,
Il sangue del Salvatore è l' estinzione del mio debito completo,
Ai piedi del Suo caro contenuto io giaccio,
Un peccatore salvato, che rende omaggio. "
 
Fratelli, abbiamo ottenuto vita legale in Cristo, e tale vita non la possiamo perdere. La sentenza pronunciata contro di noi, è stata annullata.
Sta scritto: “Non c'è più ora nessuna condanna” e quel “ora” sarà sempre attuale per me, sia tra 50 anni,  così come lo è adesso. In qualunque tempo vivremo, rimarrà sempre scritto: “Non c'è più ora nessuna condanna per coloro che sono in Cristo Gesù".

In secondo luogo, dunque, in Cristo Gesù c'è vita spirituale. Siccome l'uomo è spiritualmente morto, Dio ha per lui una vita spirituale, poiché non c'è bisogno alcuno che Gesù non possa soddisfare, né vuoto nel cuore che Cristo non possa riempire, né desolazione che Egli non possa far fiorire come una rosa. O voi peccatori morti! Voi, spiritualmente morti;  in Cristo Gesù c'è vita, perché lo abbiamo provato, si! Questi occhi hanno visto dei morti rivivere; abbiamo visto uomini i cui pensieri e scopi erano carnali, diretti da potenti passioni e voglie, improvvisamente, per un'irresistibile potenza dal cielo, consacrarsi a Cristo e diventare così figli di Dio. Si, sappiamo che in Cristo Gesù c'è vita spirituale; si, ed anche in noi stessi, nelle nostre persone, abbiamo sentito che c'è vita spirituale. Possiamo ricordare quando eravamo seduti in un luogo di preghiera, cosi freddi e cosi morti come i banchi dove sedevamo. Abbiamo ascoltato per un po' la voce del Vangelo, ma non accadde nulla fino a quando, improvvisamente, come se i nostri orecchi fossero stati aperti dalle dita di qualche angelo potente; una voce entrò nel cuore. Credemmo di sentire Gesù che diceva: "Chi ha orecchio per udire, oda". Una mano irresistibile si posò sul nostro cuore e da esso uscì una preghiera. Mai più abbiamo rivolto a Dio una preghiera del genere: "O Dio! Abbi pietà di me peccatore". Qualcuno di noi si sentì per mesi e mesi pressato da una mano, come se fossimo stati in una morsa e le nostre anime sanguinanti gocce di tormento.
Quella miseria che cominciammo a sentire fu un segno della sua vita che veniva in noi. Le persone che stanno annegando non sentono dolore finché non riposano. Oh! Possiamo contemplare il dono di questa vita spirituale come fa un uomo liberato dalla fossa della morte. Possiamo immaginare Lazzaro ricordarsi della sua risurrezione, anche se non di tutte le circostanze. Ed anche noi, sebbene abbiamo dimenticato parecchio, cerchiamo di contemplare il momento in cui ci siamo dati a Cristo, per dire ad ogni peccatore spiritualmente morto, che in Cristo c'è vita, nonostante egli si veda marcio e corrotto nella sua tomba. Colui che ha risuscitato Lazzaro, ha risuscitato pure noi, ed Egli può dire anche a te: “Lazzaro, vieni fuori”!

In terzo luogo Cristo c'è vita eterna. E, oh! Se la morte è cosa terribile, la vita eterna invece é cosa benedetta perché Egli ha detto: “Padre, io voglio che dove sono Io, siano con me anche quelli che Tu m'hai dati, affinché vedano la mia gloria”. E – “Io dò alle mie pecore vita eterna, e loro non periranno mai". Ora, ogni Arminiano che vorrebbe predicare su questo versetto della Scrittura, dovrebbe comprarsi un paio di labbra di caucciù, perché, sono sicuro che avrebbe bisogno di allargare spaventosamente la bocca poiché non sarà capace di dire l'intera verità senza sbuffare in modo ridicolo. Vita eterna, cioè non una vita che deve essere perduta di nuovo, ma vita eterna. Se la mia vita era già perduta in Adamo, adesso l'ho ritrovata per sempre. VITA ETERNA! I nostri occhi risplenderanno di gioia e le nostre anime arderanno di estasi al pensare che vivremo in gioie e benedizioni. Poni fine al tuo sguardo o sole! I miei occhi mireranno il Re nella sua bellezza, quando i tuoi raggi non rallegreranno più la terra. E tu luna, tramutati in sangue! Quando il tuo sangue  scomparirà,  questo spirito continuerà ad esistere, mentre tu invece cesserai di esistere. E tu, grande mondo! Sarai inabissato come la schiuma che viene travolta in un istante dall'onda che la manteneva a galla, ma io avrò vita eterna. O tempo! Tu potresti vedere immense montagne scomparire e sprofondare e le stelle cadere come fichi maturi dall'albero, ma tu mai vedrai morire il mio spirito.

III. La vita eterna è data a tutti quelli che vengono a Lui per riceverla

Non c'è mai stato uomo che sia venuto a Lui per avere la vita eterna, sia quella legale che quella spirituale, che non l'abbia ricevuta e che non sia stata manifesta a lui appena ricevuta. Leggiamo ora uno o due versetti: “Egli è potente a salvare coloro che vengono a Lui”.
Ogni uomo che viene a Cristo troverà che Cristo è in grado di salvarlo, non in grado di salvarlo un pocodi liberarlo da un piccolo peccatodi impedirgli di un po' di provedi portarlo per un po' e poi farlo cadere , ma in grado di salvarlo nella misura estrema del suo peccato, fino all'estrema durata delle sue prove, fin nelle profondità estreme dei suoi dolori, fino all'estrema durata della sua esistenza. Cristo dice ad ognuno che viene a Lui: Vieni, povero peccatore, senza chiedermi se sono potente a salvarti. Io da parte mia non ti chiederò quanto grande sia il tuo peccato; però posso assicurarti che Io sono potente da salvarti fino all'estremo.”Ecco ora un altro verso: "Colui che viene a Me (Notate, le promesse sono sempre fatte per quelli che vengono) io non lo caccerò fuori." Ogni uomo che viene a Lui troverà la porta di casa di Cristo aperta, e anche la porta del Suo cuore. Ogni persona che viene, e lo dico nel senso più ampio, troverà in Cristo misericordia. La più grande assurdità nel mondo è che si vuole avere un Vangelo più grande di quello che si ha nelle Scritture. Io predico che ogni persona che crede sarà salvata e se viene a Cristo, troverà misericordia. Alcuni mi chiedono: “Supponiamo che una persona non eletta verrà a Cristo; sarà salvata?” “Voi dite delle sciocchezze ed io non ho intenzione di darvi una risposta. Se una persona non è stata eletta, non verrà mai a Lui. Quando viene, questa è la dimostrazione certa che è stata eletta.”
Qualcun altro dirà: “Supponiamo che un tale viene a Cristo senza essere stato chiamato dallo Spirito.".  ALT! fratello mio, questa è una supposizione che non hai il diritto di fare, perché una tale cosa non può succedere; tu lo dici per imbrogliarmi e non lo puoi fare proprio ora. Io sostengo con la Bibbia, che ogni persona che viene a Cristo sarà salvata. E questo lo può dire un Calvinista o un Iper-Calvinista, cosi come lo puoi dire anche tu. Io non ho un Vangelo più ristretto del tuo, soltanto che il mio é fondato su un solido fondamento, mentre il tuo è costruito sul nulla, sulla sabbia e sul marciume. “Ogni uomo che viene a me sarà salvato, perché nessuno può venire a me, se il Padre non lo attira.” “Ma” puoi dire ancora “Immaginiamo che tutto il mondo viene a Cristo, Egli riceverà tutti?”
Certamente, se venissero, ma il fatto è che non vengono. Io vi dico che tutti quelli che vengono, anche se avessero un cuore pieno di tutti i peccati, anche se fossero cattivi come i demoni, Cristo li riceverà. Anche se avessero un cuore stracolmo di tutti i peccati e le sozzure di questo mondo, Cristo li riceverà.

Un altro può dire: “Voglio conoscere il resto del popolo di Dio. Posso andare a dire loro: «Gesù Cristo è morto per ognuno di voi?» No,  così proprio non lo puoi dire. Tu puoi solo dire: «In Cristo c'è vita per ognuno che crede, per ognuno che viene».” Ma se dici che in Cristo c'è vita per ognuno anche per chi non crede, tu stai dicendo una grossa bugia. Se dici loro che Gesù fu crocifisso per il loro peccato, nonostante loro rimangano ancora perduti e nell'incredulità, dici una grossa bugia. Pensare che Dio punisca prima Gesù Cristo per i loro peccati e poi loro non credano, è una grossa falsità. Mi meraviglio di come osate essere cosi imprudenti in simili affermazioni! Una volta un caro fratello stava predicando che in cielo erano pronte arpe e corone per la sua comunità, e poi continuava con la seguente affermazione: “Cari amici, molti per i quali queste cose sono preparate, non li riceveranno.” Disse cosi una tale eresia che più grande non poteva essere. Penso che in quel momento egli avrà fatto piangere gli angeli del cielo e tutti i santi, poiché una tale affermazione avrebbe rovinato completamente il cielo.
Quando ci si riunisce per il Natale e ti siedi assieme ai tuoi cari guardando la sedia rimasta vuota  del fratello David morto, dirai «In questa festa ci siamo sempre rallegrati, ma oggi c’è, una mancanza, il mio povero fratello è morto ed è stato sepolto!»
Pensi forse agli angeli che riuniti in cielo dicono: “Ah! Questo cielo è un bel posto, ma non ci piace vedere tutte queste corone piene di ragnatele. Non possiamo sopportare questa strada deserta; non possiamo guardare quei troni vuoti.” E poi povere anime potrebbero iniziare a  dirsi l'un l'altra: "Nessuno di noi sarà salvato malgrado la promessa: “Io dò loro la vita eterna” perchè invece c'è un gran numero di noi nell'inferno anche se Gesù è morto anche per loro.
No, assolutamente. Se non crediamo ad una promessa del Signore, non possiamo credere a tutte le altre. In un caso del genere il cielo potrebbe perdere il suo fondamento e cedere. No, questo Vangelo è insensato! Dio ci dà la salvezza ed il solido fondamento di Dio é costruito su fatti e relazioni già promessi, su eterni fini e sicuri adempimenti.

IV. Per natura nessuno vuol venire a Cristo

Il testo, infatti,  dice:“Voi non volete venire a me per avere la vita”.
Io dichiaro, secondo questo testo e per l'autorità della Scrittura, che voi non volete venire a Cristo per avere la vita.
Inoltre, vi dico che potrei predicare del continuo, prendere in prestito l'eloquenza di un Demostene o di un Cicerone, ma con tutto ciò voi non verrete mai a Cristo. Vi potrei supplicare, inginocchiato e con le lacrime, mostrandovi gli orrori dell'inferno e le gioie del paradiso, l'opera completa di Cristo e la vostra misera condizione spirituale, ma nessuno di Voi sarebbe capace di venire senza che lo Spirito Santo, che un giorno riposava su Cristo, non lo attiri. Questa è la verità riguardo a tutti gli uomini nella loro naturale condizione, cioè non vogliono venire a Cristo.
Mi sembra di sentire un altro di tali chiacchieroni porre un'altra domanda: “Loro potrebbero venire se lo desiderano?” Amico mio, te lo ripeto un'altra volta. Non è questo l'argomento di stamani. Oggi sto predicando su “loro vogliono” e non sul “se possono”. Quando parlerete di libero arbitrio, noterete allora che il povero Arminiano comincia subito a parlare di potenza in sè, e confonde le due cose assieme, due soggetti invece che devono essere trattati separatamente. Non vogliamo trattare due argomenti in una volta. Evito per parte mia di combattere due cose allo stesso tempo. Un altro giorno predicherò, sul testo: “Nessun uomo può venire a Me se il Padre non lo attiri”.
Oggi invece stiamo parlando sulla volontà umana, ed una cosa certa è che gli uomini non vogliono venire a Cristo per avere la vita. Per sostenere questo argomento possiamo prendere molti passi della Scrittura, ma desidero solo accennare ad una parabola. Ricordate la parabola di quel certo re che fece una festa per suo figlio ed invitò un gran numero di persone; furono scannati gli animali ingrassati e mandò i suoi messaggeri ad invitare molti alla festa.
Andarono forse a quell'invito? Ah, no! Tutti ad uno ad uno trovarono delle scuse per non andarci. Uno disse che aveva preso moglie e quindi non poteva andare, invece poteva benissimo andare con lei. Un altro aveva comprato un paio di buoi e doveva andare a provarli; ma quella festa si svolgeva di sera ed era impossibile provare dei buoi al buio. Un altro aveva comprato un pezzo di terra e non pensò che ci voleva una lanterna per vederla di sera. Così tutti presero delle scuse per non venire. Il re però aveva stabilito quella festa, e allora disse: “Andate per le vie e per i sentieri e .... invitateli!?”...ALT! Non disse cosi...ma: “costringeteli ad entrare”. Perché anche quelle povere persone non sarebbero mai venute se non le avessero costrette. Leggiamo un'altra parabola: “Un uomo aveva una vigna; nella stagione del raccolto egli mandò uno dei suoi servitori per ricevere i frutti della vigna. Che fecero i vignaioli? Batterono quel servitore. Egli ne mandò un altro ma l'uccisero. Alla fine, disse: “Manderò, mio figlio, sicuramente saranno riverenti a lui”. Ma che avvenne? Essi dissero: “Questi è l'erede, uccidiamolo e cacciamolo fuori della vigna”. E fecero così. La stessa cosa avviene agli uomini nel loro stato naturale. Il figlio di Dio è venuto e gli uomini lo hanno rigettato. Voi non volete venire a me per avere la vita”.

Impiegheremo molto tempo a citare i vari passi scritturali. Vogliamo riferirci comunque, alla grande dottrina della caduta dell'uomo. Chi crede che la volontà umana sia completamente libera e quindi può essere salvato secondo la propria volontà non crede alla caduta. Come ho detto altre volte, pochi predicatori religiosi credono veramente alla dottrina della caduta, o magari pensano che quando Adamo cadde, si ruppe solo il dito mignolo e non il collo e quindi non portò a rovina la sua razza. Perché, diletti, la caduta rovinò completamente l'uomo. Essa non lasciò solo qualche virtù menomata, ma tutto fu infranto, degradato ed offuscato; proprio come alcuni templi ben fatti,e crollati che con i pilastri e le loro colonnine commemorative fanno ancora la loro figura ma, tutto è rotto, sebbene qualcosa si conserva ancora della sua forma e posizione. La coscienza dell'uomo conserva alcune volte molto della sua antica sensibilità, ma é caduta. E la volontà non è esclusa. Anche se si tratta del “Signor Maggiore dell'Anima Umana”, come lo chiama Bunyan, il Signor Maggiore sbaglia e il Signor Voglio essere volenteroso sta errando.

Avrete senz'altro ascoltato molti sermoni da parte di Arminiani, ma sono sicuro che non avete mai sentito un Arminiano esprimersi in preghiera con sentimenti arminiani, poiché i santi in preghiera appaiono come realmente sono nei pensieri della mente. Un Arminiano in ginocchio pregherà come un Calvinista. Egli non può pregare col o del suo libero arbitrio: non ci sarà spazio per far questo. Forse fantasticherà nella preghiera, dicendo: “Signore, io ti ringrazio  perchè io non sono come quei poveri presuntuosi calvinistiSignore, io sono nato con un glorioso libero arbitrioio sono nato con il potere attraverso il quale posso rivolgermi a te da me stesso. Ho perfezionato la mia grazia. E se  tutti facessero come me avrebbero la Tua grazia, come me, e cosi potrebbero essere salvati. Signore, so che non ci fai desiderosi quando non abbiamo la volontà. Tu dai la grazia ad ognuno; alcuni non la perfezionano, mentre altri lo fanno. Ci sono molti che andranno all'inferno, anche se comprati col Sangue di Cristo come me. Lo Spirito Santo è stato donato pure a loro ed erano benedetti come me; non è stata la Tua grazia a renderci diversi; io ho fatto un buon uso di quello che mi hai dato, e sono così arrivato; io ho fatto buon uso del talento che mi avevi dato, mentre gli altri che avevano lo stesso talento non ne hanno approfittato. Questa è la differenza fra me e loro.”
Questa preghiera è satanica, perché nessuno offrirebbe una tale preghiera.
Ah! Quando vengono a predicare con molta calma, possono errare nella dottrina, ma quando pregano, la verità viene a galla, non possono sostenere l'errore. Se uno parla lentamente, può parlare in modo forbito; ma quando comincia a parlare un po' più veloce, la cadenza dialettale verrà fuori. Vi chiedo ancora avete mai sentito dire da un credente: «Vieni a Cristo senza la potenza dello Spirito Santo»? Io penso che se una frase del genere viene ascoltata da voi, non esiterete a rispondere: «Mio caro signore: lo credi proprio? Senza la potenza dello Spirito Santo, ti svieresti facilmente dalla tua strada. Leggi la Bibbia, poiché non conosci nulla della potenza dello Spirito, e non sai nulla delle cose di Dio; e ti trovi nel fiele dell'amarezza e nel legame dell'iniquità» Un altro dice: «Io ho cercato Gesù prima che mi cercasse.  Sono andato alla ricerca dello Spirito e per questo ho pregato ma Egli non me l'ha ancora accordato» No, miei cari: ognuno di noi deve mettere la mano sul cuore e cosi dire: 

 "La Grazia ha insegnato alla mia anima a pregare,
E ha creato i miei occhi per farla sgorgare;
è stata la Grazia che mi ha tenuto fino ad oggi,
E non mi lascia andare. "

C'è uno qui, un solitariouomo o donna, giovane o vecchio, che può dire: "Ho cercato Dio prima mi cercasse?"No, anche voi che siete piccoli Arminianicanterete:
"Oh sì, io amo Gesù
Perché per primo mi ha amato "

Allora, un'altra domanda. Non troviamo, anche, dopo che siamo venuti a Cristo, che la nostra anima non è libera, ma è tenuta da Cristo? Non troviamo tempi, anche ora, quando la nostra volontà non è presente con noi?C'è una legge nelle nostre membra, che combatte contro la legge della nostra mente. Ora, se coloro che sono spiritualmente vivi sentono che la loro volontà è contraria a Dio, che diremo di colui che è "morto nei falli e nei peccati"? Sarebbe un un'assurdità incredibile mettere i due su uno stesso livello, e sarebbe ancora più assurdomettere il morto prima del vivente. No, il testo è vero, l'esperienza l'ha marchiato nei nostri cuori: “Voi non volete venire a me per avere vita.”

Adesso dobbiamo dire le ragioni perché le persone non vogliono venire a Cristo. La prima è: Perché nessun uomo per natura è capace di pensare a Cristo. Per natura l'uomo pensa di non avere bisogno di Cristo. Egli pensa di avere abbastanza giustizia in sè, che è ben vestito, dunque non è nudo, e non ha bisogno del sangue di Cristo per sua purificazione, non è sporco e quindi non ha bisogno della Sua Grazia per essere salvato.
Nessuno conosce a fondo il suo bisogno fino a che Dio non glielo mostra. E se lo Spinto non rivela la necessità del perdono, nessuno andrà a cercarlo. Io posso predicare Cristo del continuo, ma fino a quando non senti di volere Cristo, non verrai mai a Lui. Un farmacista può avere una bella farmacia, ma nessuno comprerà i suoi medicinali senza un vero bisogno.
Il secondo motivo è: Perché agli uomini non piace la via di Cristo per essere salvati. Uno dirà: «A me non piace la via di Cristo perché Egli mi vuole santo nella mia vita, non potrei bere o bestemmiare divenendo un credente.» O un altro dirà «Egli richiede da me che io sia preciso e puro, mentre a me piace essere licenzioso». Un altro ancora non apprezzerà la via di Cristo perché la porta del cielo non é abbastanza alta per la sua testa, e a lui non piace curvarsi. Queste è una delle ragioni perché non volete venire a Cristo, poiché non potete raggiungerlo con le vostre teste alzate, Egli vi farà curvare. Un altro non vuole essere graziato per nessun motivo. “Oh!” dirà: “Se potessi avere un po’ d'onore.” Ma quando egli vede che tutto l'onore è dato a Cristo e a Lui solo appartiene, dirà: “Non vengo” e torna sui suoi passi. Ah, orgogliosi peccatori, voi non volete venire a Cristo! Ah! poveri ignoranti, non volete venire a Cristo perché non sapete nulla di Lui, e ciò conduce al terzo motivo.
Gli uomini non conoscono il suo valore, perché se lo conoscessero, verrebbero a Lui. Perché prima di Colombo, nessun navigante si azzardò a navigare per l'America? Perché non credevano che esistesse una certa America. Colombo invece ebbe fede e ci andò. Colui che ha fede in Cristo, va a Lui. Ma voi non conoscete ancora Cristo, molti di voi non hanno mai visto il Suo meraviglioso volto, non avete mai sentito come il Suo sangue può essere applicato al peccatore, quanto grande sia stato il Suo sacrificio e come sono più che sufficienti i Suoi meriti. Ecco perché “non volete venire a Lui”.

Oh! miei cari ascoltatori, il mio ultimo pensiero è solenne. Ho predicato sul fatto che non volete venire. Ma qualcuno dirà: “E per il loro peccato che non vogliono venire”. È così. Non volete venire, perchè la vostra volontà è una volontà di peccato. Qualcuno penserà che noi “cuciamo cuscinetti a tutti i giro maniche” quando predichiamo questa dottrina, ma non é cosi. Noi vogliamo attribuire questo fatto alla natura umana, ma come appartenente alla sua natura decaduta. E il peccato che vi ha condotti in questa condizione, nonché a non volere venire al Signore. Se voi non foste caduti, sareste venuti a Cristo nel momento stesso che vi e stato predicato; ma non siete venuti e non venite per la vostra peccaminosità e per le vostre azioni inique. Le persone accampano la scusa di avere un cuore cattivo. Questa é la scusa più frivola di questo mondo. I furti e le rapine non vengono forse da un cuore cattivo? Supponiamo che uno dica al giudice che lo sta accusando: “Non ho potuto evitare di rubare, perché il mio cuore è malvagio”. Che risponderà il giudice? “Tu, furfante: se riconosci che il tuo cuore é cattivo, allora ti darò una più severa condanna, perché sei cattivo davvero”.
La tua scusa infatti sarà inutile. “L'Onnipotente” riderà di loro e li avrà in derisione. Non sto predicando questa dottrina al fine di potervi scusare, ma affinché vi umiliate. Avere un cuore cattivo é colpa mia e può diventare la mia più terribile calamità. È un peccato che sarà sempre imputato all'uomo. Quando non vogliono venire a Cristo è perché il peccato li tiene lontani da Lui. Chi non predica cosi, temo che non sia fedele a Dio e nemmeno alla sua coscienza.
Andate dunque a casa con questo pensiero: «Io per natura sono cosi pervertito che non sono in grado di venire a Cristo perché l'empia perversità della mia natura è il mio peccato. Merito di essere condannato all'inferno.» E se questo pensiero che lo Spirito Santo sta usando non vi rende umili e pentiti, non lo potrà fare nessun altra cosa.
Questa mattina non ho esaltato la natura umana, anzi l'ho abbassata.
firma
Dio vi renda tutti umili. Amen.


  
Traduzione  a cura di:  Consapevoli nella Parola 

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