per capirci

GIACOMO 1, 2-4

Fratelli, considerate come motivo di gaudio perfetto le diverse prove alle quali voi potete essere esposti, sapendo che la fede messa
alla prova produce la pazienza. E' necessario però che la pazienza compia perfettamente l'opera sua, affinché voi siate pure perfetti ed
integri, senza mancare in niente.(Giacomo 1; 2-4)

Emmanuel

giovedì 8 novembre 2012

PRO-ORIZIO, ovvero Predestinazione



Il termine che troviamo nella Bibbia con “predestinato” è la traduzione del greco “pro-orizo”, un verbo composto dal prefisso “pro”, che significa “prima” e dal verbo “orizo”, che vuol dire “determinare” o “stabilire”. Quindi, quel termine greco significa “stabilire o determinare prima”.
Per afferrare meglio il senso di “pro-orizo”, vogliamo capire meglio il significato biblico della parola “orizo”, quindi guardiamo quale uso viene fatto del verbo greco “orizo” nel Nuovo Testamento.
Incontriamo questo verbo per la prima volta in Luca 22:22, in cui Gesù parla del fatto che sarà tradito da Giuda. Qua, la parola “orizo” viene tradotta con “ è stabilito”.
Certamente il Figlio dell’uomo se ne va, come è stabilito, ma guai a quell’uomo per mezzo del quale è tradito! (Luca 22:22 LND)
Era stabilito da Dio, ossia era una sua decisione, che Gesù Cristo dovesse essere tradito da uno dei suoi discepoli. Questo faceva parte del piano stabilito nella mente di Dio.
Poi, in Atti 2:23, troviamo “orizo”, tradotto con “determinato”, nel passo in cui Pietro spiega la crocifissione di Gesù Cristo.
egli, dico, secondo il determinato consiglio e prescienza di Dio, vi fu dato nelle mani e voi lo prendeste, e per mani di iniqui lo inchiodaste alla croce e lo uccideste (Atti 2:23 LND)
Anche qui, i dettagli sulla morte di Gesù erano già stati tutti "stabiliti" o "determinati" da Dio.
In Atti 10, dove Pietro si rivolge a Cornelio e ad altri in casa, dando spiegazioni sulla vita, la morte e la risurrezione di Gesù Cristo, la parola “orizo” è tradotta con “ha costituito”.
Or egli ci ha comandato di predicare al popolo e di testimoniare che egli è colui che Dio ha costituito giudice dei vivi e dei morti (Atti 10:42 LND)
In base alla sua libera volontà, Dio ha stabilito Gesù Cristo come giudice di tutti gli uomini.
In Atti 11:29, si parla dei credenti che avevano stabilito di mandare un dono ai fratelli in Giudea. Qui, il verbo “orizo” è tradotto con “decisero”.
Allora i discepoli, ciascuno secondo le proprie possibilità, decisero di mandare una sovvenzione ai fratelli che abitavano in Giudea. (Atti 11:29 LND)
In Atti 17:26, la parola “orizo” è tradotta con “avendo determinato” e descrive la decisione di Dio di stabilire le epoche e i confini di tutti gli uomini nella storia del mondo.
or egli (cioè, Dio) ha tratto da uno solo tutte le stirpi degli uomini, perché abitassero sopra tutta la faccia della terra, avendo determinato le epoche prestabilite e i confini della loro abitazione (Atti 17:26 LND)
In Atti 17:31, il termine “orizo” viene ancora tradotto con “ha stabilito”, questo brano rivela che Dio ha stabilito il giorno del giudizio.
Poiché egli ha stabilito un giorno in cui giudicherà il mondo con giustizia, per mezzo di quell’uomo che egli ha stabilito; e ne ha dato prova a tutti, risuscitandolo dai morti. (Atti 17:31 LND)
In Romani 1:4 “orizo” è tradotto con “dichiarato” e descrive il fatto che Dio ha stabilito Gesù Cristo come Figlio di Dio.
dichiarato Figlio di Dio in potenza, secondo lo Spirito di santità mediante la resurrezione dai morti: Gesù Cristo, nostro Signore (Romani 1:4 LND)
Infine, in Ebrei 4:7, “orizo” è tradotto con “determina” e spiega che Dio ha stabilito un giorno di riposo eterno.
egli determina di nuovo un giorno: Oggi dicendo dopo tanto tempo, come è stato detto prima per mezzo di Davide: "Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori". (Ebrei 4:7 LND)
I vari modi in cui viene usato nella Bibbia il termine greco “orizo” ne rendono molto chiaro il senso. Quando questa parola si riferisce a Dio, essa descrive qualcosa che Dio stabilisce per conto suo, e in ognuno dei casi si tratta di una decisione presa da Dio solo, in quanto sovrano Signore dell'universo.
Perciò, la parola “predestinare” vuol dire “stabilire o determinare prima”. Il verbo “predestinare” indica dunque qualcosa che Dio stabilisce prima ancora di farlo. Si può usare il verbo “stabilire” o “prestabilire” per descrivere uno stesso atto compiuto da Dio, a seconda che si faccia riferimento a quest'atto prima o dopo il suo verificarsi.
Vi leggo i brani nella Bibbia in cui troviamo il verbo greco “pro-orizo”, che in Efesini 1:5 è tradotto con “predestinare”. Così possiamo capirne il senso ancora meglio. In Atti 4:28, i credenti di Gerusalemme stanno pregando Dio. Qui la parola “pro-orizo” è tradotta con “prestabilito”.
per fare tutte le cose che la tua mano e il tuo consiglio avevano prestabilito che avvenissero. (Atti 4:28 LND)
In Romani 8:29,30 incontriamo questo termine due volte, e in entrambe è tradotto con “predestinati”.
29 Poiché quelli che egli ha preconosciuti, li ha anche predestinati ad essere conformi all’immagine del suo Figlio affinché egli sia il primogenito fra molti fratelli. 30 E quelli che ha predestinati, li ha pure chiamati, quelli che ha chiamati, li ha pure giustificati e quelli che ha giustificati, li ha pure glorificati. (Romani 8:29-30 LND)
In 1a Corinzi 2:7 troviamo “pro-orizo” tradotto con “preordinato”. Dio aveva stabilito la sua sapienza, il suo piano perfetto, prima delle età, prima della fondazione del mondo. Egli aveva stabilito il suo piano dentro di Sé, e non in base ad alcun fattore esterno a Sé. Leggo 1a Corinzi 2:7, che cita le parole di Paolo.
ma parliamo della sapienza di Dio nascosta nel mistero, che Dio ha preordinato prima delle età per la nostra gloria (1a Corinzi 2:7 LND)
Incontriamo “pro-orizo” anche nel nostro versetto di oggi, in Efesini 1:5 e anche in Efesini 1:11; in entrambi i passi il verbo greco viene tradotto con “predestinare”.
Quindi, capendo ora più chiaramente il senso della parola “predestinare” potremmo citare Efesini 1:5 nel modo seguente:
“Avendo prestabilito di adottare noi come i suoi figli per mezzo di Gesù Cristo”.
In questo versetto, parlando ai credenti, Paolo, guidato dallo Spirito di Dio, dichiara che nell'eternità passata, prima di aver fondato il mondo, Dio aveva stabilito di adottarci come figli suoi per mezzo di Gesù Cristo. Questo è il significato biblico della parola “predestinare”.
Dio ha prestabilito dentro di Sé di farci diventare i suoi figli. Ciò che Dio ha stabilito, lo ha stabilito dentro di Sé, è stata una decisione presa dentro di Sé, non sulla base di fattori esterni a Dio.
Chiaramente, come tante verità della Bibbia, l'uomo non potrebbe mai sapere nulla della predestinazione se non per mezzo della rivelazione da parte di Dio. L'uomo non potrebbe mai arrivare per conto suo a comprendere ciò che Dio ha stabilito dentro di Sé prima della creazione del mondo. Quindi, la predestinazione è una verità impossibile da concepire se non per mezzo della rivelazione di Dio. Come ogni altra rivelazione da parte di Dio, è da accettare per mezzo della fede, semplicemente perché Dio ce la dichiara. Beata la persona che abbraccia tutte le verità che Dio ci rivela!
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Stiamo considerando l'incredibile e meravigliosa verità della predestinazione! Nell'eternità passata Dio ha prestabilito, come abbiamo visto il significato di “predestinare”, che alcuni uomini peccatori vengano adottati come figli suoi per mezzo di Gesù Cristo. Egli ha eletto, ha scelto, questi peccatori perché diventino santi ed irreprensibili davanti a Lui nell'amore, per tutta l'eternità.
Tutto questo è stato stabilito da Dio, secondo il proponimento della sua volontà, e quindi non dipende da alcun fattore al di fuori del suo disegno.
Oh che possiamo comprendere che tutto questo sarebbe totalmente impossibile se non fosse per il piano stabilito da Dio! Nessun uomo potrebbe mai sperare nella salvezza, se dipendesse da lui. La santità di Dio è assoluta, mentre il peccato dell'uomo è totalmente radicato nel cuore. Perciò, la distanza fra Dio e l'uomo è una distanza infinita, che l'uomo non potrebbe mai superare per conto suo, né vorrebbe farlo, perché di natura l'uomo è un figlio d'ira e non vuole Dio. Dio ha dunque prestabilito di fare l'impossibile.
Perciò, la nostra salvezza, come anche la possibilità di annunciare il Vangelo ad altri, dipende totalmente dal fatto che Dio ha predestinato, ovvero, prestabilito, di salvare alcune persone per le quali altrimenti la salvezza sarebbe impossibile.
Se tu sei salvato, medita sul fatto che la tua salvezza era secondo il piano eterno di Dio, prima che Egli avesse creato il mondo, e che quel piano va avanti per tutta l'eternità. La salvezza non costituisce però la meta finale, lo scopo ultimo essendo di farci stare santi ed irreprensibili davanti a Dio, nell'amore, per tutta l'eternità, adorandoLo. Medita su questo fatto, e vivi in attesa di quell'eternità!
E se tu NON sei salvato, sappi che la salvezza è possibile, proprio perché Dio ha predestinato di salvare alcune persone. Egli non ci rivela in alcuno modo in anticipo chi è predestinato, ma comanda a tutti gli uomini, in ogni luogo, di ravvedersi e credere in Gesù Cristo come unico Salvatore dall'ira di Dio, rivolta contro il nostro peccato. Se tu ti ravvedi e credi in Gesù Cristo come Salvatore, Dio ti salverà. Se dipendesse da te, sarebbe impossibile essere salvato, ma in Cristo Gesù, prestabilito da Dio come mezzo di salvezza, è possibile.
aggiunto da Rita
porzione di una predicazione di Marco Defelice

http://vocechegrida.ning.com/profiles/blogs/pro-orizo

domenica 4 novembre 2012

Ravvedimento, una necessità essenziale



Accadde a Pentecoste

Il giorno della prima Pentecoste cristiana è veramente un giorno straordinario. Il giorno della prima Pentecoste cristiana è il giorno in cui i discepoli del Signore Gesù ricevono sapienza e potenza dall'alto per annunciare con coraggio e con grande forza di persuasione che Gesù Cristo è più vivo e operante che mai e che Dio Lo ha stabilito come Signore e Salvatore del mondo intero.
Il giorno della prima Pentecoste cristiana, lo Spirito Santo, terza Persona della Santa Trinità di Dio, interviene con potenza attraverso la predicazione dell'apostolo Pietro e dà nuova vita a migliaia di persone spiritualmente morte, tanto che sta scritto:
"Or essi, udite queste cose, furono compunti nel cuore e chiesero a Pietro e agli altri apostoli: 'Fratelli, che dobbiamo fare?'. Allora Pietro disse loro: 'Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo per il perdono dei peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo. Poiché la promessa è per voi e per i vostri figli, e per tutti coloro che sono lontani, per quanti il Signore Dio nostro ne chiamerà'" (At. 2:38,39).
Si, il perdono dei peccati, la salvezza eterna, e i meravigliosi doni di Dio sono a disposizione di quanti il Signore chiama, e possono essere fatti propri attraverso il ravvedimento e la fede nel Signore e Salvatore Gesù Cristo!
Che cosa vuol dire la parola "ravvedimento" e perché ravvedersi è così importante, oggi più che mai?

I. Un dovere per ciascuno
ravvedimento
"Mi sono ravveduto, non mi comporterò più a quel modo" dice il criminale che riconosce i propri errori, che si pente del male fatto, che è disposto a farne riparazione ed ammenda, promettendo di vivere da ora in poi secondo giustizia.
Molti di noi sono pronti ad elogiare i criminali sinceramente pentiti, ma sapete voi che ciascuno di noi, se vuole essere salvato, deve per prima cosa ravvedersi, anche se magari non ha mai infranto le leggi della società umana?
"Ravvedersi? Da che cosa?" dice il piccolo borghese che afferma di non aver mai fatto male a nessuno e di vivere una vita accettabile ai suoi occhi ed a quelli della società?
Eppure, vedete, la Bibbia insegna chiaramente che proprio ora e da ciascuno di noi, Dio esige un profondo e sincero ravvedimento, e questo prima che Egli possa e voglia per grazia dare a qualcuno vita eterna, anzi, essa afferma che questo ravvedimento deve essere un dato costante nella vita anche di ciascuno che sia credente e che la Bibbia chiama 'santo'. Si, la Bibbia insegna chiaramente che il ravvedimento è assolutamente necessario alla salvezza, tanto quanto lo è la fede nel Signore Gesù Cristo.
L'apostolo Paolo dice proprio questo ai suoi ascoltatori in Atti 20:20,21 che egli non si era astenuto dall'annunziare loro nessuna di quelle cose che erano giovevoli alla loro salvezza, "dichiarando solennemente ai giudei e ai greci la necessità della conversione a Dio e della fede nel nostro Signore Gesù Cristo" meglio detto nella Versione Riveduta:"scongiurando giudei e greci a ravvedersi dinanzi a Dio e a credere nel Signore nostro Gesù Cristo".
Ravvedimento e fede, nella predicazione apostolica, vanno sempre di pari passo, ne siamo coscienti noi che desideriamo essere accettevoli agli occhi di Dio e salvati?

II. Anche noi dobbiamo deporre le armi

Parlavamo prima di criminali ravveduti, e questo lo possiamo comprendere, e magari pensiamo a terroristi e mafiosi che depongono le armi della loro ribellione, sottoponendosi alla legittima autorità dello stato. Comprenderemo però anche perché anche a noi pure è imposto ravvedimento quando diventiamo coscienti di chi siamo noi agli occhi di Dio, cioè anche noi ribelli al Suo legittimo governo e trasgressori della santa Legge che Egli ha stabilito su di noi.
Il Signore Gesù Cristo è venuto sulla scena di questo mondo predicando il ravvedimento. Il Suo primo discorso in Matteo 4:17 era: "Ravvedetevi, perché il regno dei cieli è vicino" o"ravvedetevi, perché il re è venuto". Egli aveva messo l'accento sul fatto che coloro che vogliono entrare nel regno di Dio devono prima deporre le armi della loro ribellione, sventolare la bandiera bianca della resa, perché noi viviamo per natura e per consuetudine da nemici di Dio. In altre parole, chi vuole entrare nel Regno di Dio deve cambiare idea sul peccato. Ecco ciò che esattamente significa ravvedersi, ravvedersi significa cambiare idea sul peccato e cambiare idea su Dio, voltare le spalle a ciò che Dio considera peccato e volgersi risolutamente ad obbedire a Dio solo.
E' un rivolgimento veramente notevole questo, perché esso influisce sull'intera vita della persona che si ravvede! Il ravvedimento è così essenzialmente un atteggiamento verso il peccato: odiare ciò che Dio considera sbagliato e riprovevole e detestare noi stessi per averlo commesso verso Dio. Inoltre daremo a vedere che questo ravvedimento è autentico quando camminiamo per il sentiero della giustizia e della vera santità: un vero e proprio "portare frutti di giustizia", un'evidenza, a riprova che questo cambiamento è di fatto avvenuto nella nostra vita.

III. Caratteristiche del vero ravvedimento
cambiamento
Il ravvedimento secondo la Parola di Dio comporta delle precise caratteristiche, ed esse devono pure trovarsi in noi, se veramente aspiriamo ad essere giustificati di fronte a Dio.
  • 1. Ravvedimento è quando il peccatore si assume tutta la colpa della sua condizione di peccato davanti a Dio e si mette dalla parte di Dio contro sé stesso. Quante volte, infatti, cerchiamo delle scuse o delle attenuanti per giustificare il nostro comportamento sbagliato. Quante volte per certe cose sbagliate che succedono incolpiamo altri, la società, una circostanza, una malattia... Adamo ed Eva, colti in flagrante si giustificavano dando la colpa di quello che avevano fatto ad altri. Ravvedimento, però, significa dire onestamente: "E solo colpa mia!". Si, l'auto-condanna è certamente una componente dell'autentico ravvedimento difronte a Dio. Significa riconoscere di essere peccatore e ribelle davanti a Dio e riconoscere senza alcuna riserva di meritare il giusto giudizio di condanna che Dio, nella Sua Parola emette su di noi.
  • 2. Ravvedimento è pure onesta, circostanziata e sincera confessione di peccato, confrontarci cioè la nostra vita con la Parola di Dio e dire: "Io sono colpevole perché non sono come Dio mi comanda", senza nascondergli nulla.
  • 3. Ravvedimento però include pure addolorarsi profondamente d'aver peccato, farne cordoglio, perché se uno non è veramente rattristato e dispiaciuto per aver insultato Dio con il proprio peccato, egli certo non potrà ravvedersene.
  • 4. E poi noi, nel ravvedimento, non solo confessiamo il nostro peccato ed esprimiamo vero e profondo cordoglio per esso ponendoci dalla parte di Dio contro noi stessi, ma il ravvedimento implica l'abbandono di ciò che Dio considera peccato, la determinazione di non ritornarvi più.
Vediamo così il peccatore profondamente consapevole del suo peccato che prende il suo posto davanti a Dio come un peccatore giustamente condannato, con odio verso il peccato, desiderio di esserne liberato, un profondo dolore per esserci posti contro Dio, e la determinazione di non ritornarvi più. 

IV. Una ribellione da piegare
umiliarsi
Un atteggiamento di questo genere sembra impossibile per l'uomo, così ostinato nel voler fare sempre e solo ciò che gli aggrada. Se questo però avviene, il ravvedimento, come con tutte le grazie di Dio, è un dono, operato nel cuore dal potere dello Spirito Santo che ci convince di peccato, perché in Atti 11:18 troviamo scritto che Dio, ai pagani "ha concesso il ravvedimento... per ottenere la vita". Si, è sotto il convincente potere di Dio lo Spirito Santo che a noi viene mostrata la nostra condizione di peccatori davanti a Dio e che veniamo messi in grado di voler rinunciare al nostro stato di inimicizia ed odio verso di Lui e la Sua autorità; e per la Sua grazia ci vien dato il desiderio di rivolgerci a Lui e camminare in novità di vita, su una via di santità.
Questo punto è da sottolineare con grande forza. Il ravvedimento davanti a Dio è indispensabile perché noi tutti siamo dei ribelli di fronte a Dio per natura, E' perché ogni persona che non sia in comunione con Cristo è un ribelle contro il trono di Dio (Romani 8:7) che Egli ci comanda ed esige ravvedimento prima di salvarci. E' perché tu ed io per natura ci eravamo risolti a vivere indipendentemente da Dio, che Egli ci comanda di ravvederci di fronte a Lui prima di poterci portare con Lui in cielo. Vedete così che ci deve essere un cambiare idea ed atteggiamento, l'unico che possa preludere il nostro appello di fronte a Dio di diventare Signore e re della nostra vita!
Inoltre, prima di salvarci per amore di Cristo, Egli esige da noi ravvedimento perché Gli abbiamo sputato in faccia, bestemmiato il Suo nome, perché ci siamo inchinati agli dei dell'oro e del piacere, vissuto come a noi pareva meglio e contro di Lui camminato nell'orgoglio e nell'arroganza. Così ci deve essere da parte nostra un cambiamento nel nostro atteggiamento rispetto all'orgoglio e all'arroganza, alla cupidigia e al piacere mondano, come pure alla nostra pretesa di autonomia. Ci deve essere il nostro grido di invocazione verso di Lui affinché egli operi in noi fede ed amore: di tutto questo costituisce il vero ravvedimento.
Si, è perché non Lo abbiamo amato con tutto il nostro cuore, anima, mente, e forza, ed abbiamo rivolto questo amore a noi stessi ed al mondo, che Dio ci comanda il ravvedimento e prima che Egli ci dia vita eterna in Cristo. Nel vero ravvedimento, il nostro io viene deposto dal trono e Cristo viene incoronato ed insediato come Nostro Signore.

V. Confronto con la Bibbia

Ora confrontiamo tutte le affermazioni che finora abbiamo fatto con la Scrittura. In Luca 13:3  udiamo il Signore, commentando un tragico fatto di cronaca con morti e feriti dice:"Se non vi ravvederete, perirete allo stesso modo". Gesù intende dire questo: fintanto che non deponi le armi della tua ribellione contro Dio, sarai cacciato dalla Sua presenza, perché rimarrai sottoposto alla Sua ira. Fintanto che non confessi i tuoi peccati, fintanto che non li lascerai ed odierai, come pure il tuo stesso io (per aver vissuto in un tale stato di ribellione contro un tale Dio santo), tu perirai per sempre.
In Atti 17:30 leggiamo queste parole: "ma, passando sopra ai tempi dell'ignoranza, Dio comanda a tutti gli uomini e dappertutto che si ravvedano". Egli dice: "tutti gli uomini", non solo i pagani, ma tutti gli uomini, il che include ogni lingua, nazione, tribù e popolo. E nel v. 31 troviamo il perché Dio ha comandato a tutti gli uomini e dappertutto che si ravvedano: è perché il giudizio è prossimo! "Ravvedetevi!". Egli dice: il re sta per venire a giudicare! Ravvedetevi! se date valore alla vostra anima immortale!". Perché: "egli (Dio) ha stabilito un giorno in cui giudicherà il mondo con giustizia, per mezzo di quell'uomo che egli ha stabilito (Gesù Cristo stesso); e ne ha dato prova a tutti (che è veramente così) risuscitandolo dai morti". Si, Dio comanda a tutti gli uomini che si ravvedano e portino frutti degni di ravvedimento, cioè una vita santa, altrimenti Egli ci verrà incontro nel giudizio senza misericordia.

VI. Le condizioni della salvezza le pone Dio

Si, Dio è sovrano nella tua salvezza. Egli solo pone le condizioni secondo le quali egli riceverà peccatori ribelli nel suo regno. La Sua parola dichiara che egli è amore, misericordia e grazia, ma anche giustizia e santità, e quindi egli deve esigere il ravvedimento. Egli non può ricevere un ribelle nella comunione con Sé stesso in Cristo se prima questa ribellione non è stata piegata ed il peccatore ribelle ridotto in sottomissione alla sua volontà. Questi è tenuto a fare credibile professione di odiare il peccato, confessare il peccato, abbandonare il peccato, e di conversione a Lui con cuore contrito. E quindi è proprio a un peccatore così che Egli guarderà, come ci dice Isaia 66:2: "su chi dunque volgerò lo sguardo? Su chi è umile, ha lo spirito contrito e trema alla mia parola".
Sia lode però Dio! Egli non respingerà mai un tale peccatore che ravveduto, cerca presso di Lui salvezza perché è proprio questo tipo di peccatore che Cristo è venuto a cercare e a salvare. Ascoltate Isaia 55:6,7 "cercate l'eterno mentre lo si può trovare, invocatelo, mentre è vicino. Lasci l'empio la sua via e l'uomo iniquo i suoi pensieri, e ritorni all'eterno che avrà compassione di lui, e al nostro Dio che perdona largamente". Notate come in questi versetti che ancora c'è il comando di abbandonare il peccato e di ritornare a Dio; il che significa che non esiste altro modo per ricevere la salvezza che Dio provvede se non abbandonare il peccato e la ribellione, e ritornare a Dio odiando di tutto cuore ciò che ci ha separato da Dio.

VII. Un ravvedimento perenne

Consideriamo infine un'ultima verità: il ravvedimento biblico è perpetuo e continuerà fintanto che Dio non ci porterà a casa con Sé. Con l'aggettivo 'perpetuo' intendiamo dire che non è solo la mia conversione oggi che costituirà la prova della mia salvezza; non si tratta di detestare sempre il peccato. E' un abbandono del peccato definitivo, per non più ritornare ad esso vita natural durante.
Quanta gente a questo punto si illudono di sé stessi. Sembrano abbracciare il ravvedimento per un po', abbandonano tutto ciò che li teneva lontano da Dio e sembrano decisi a vivere da ora in poi come dice la Bibbia. Alcuni addirittura possono anche giungere a predicare e ad insegnare. In quanto però si tratta di uditori dal "terreno pietroso", essi perseverano solo per un poco, e poi cominciano a raffreddarsi e gradualmente a ritornare sulle loro antiche vie. Essi ritornano al peccato, ritornano a ciò che un tempo avevano lasciato. Vedete, il loro ravvedimento non era perpetuo, e quindi possono essere classificati secondo quanto la Scrittura dice: "quelli infatti che sono fuggiti dalle contaminazioni del mondo per mezzo della conoscenza del signore e salvatore Gesù Cristo, se sono da queste di nuovo avviluppati e vinti, la loro ultima condizione è peggiore della prima. Poiché sarebbe stato meglio per loro non aver conosciuto la via della giustizia, anziché, dopo averla conosciuta, voltar le spalle al santo comandamento che era stato loro dato. Ma è avvenuto loro ciò che dice un vero proverbio: 'il cane è tornato al suo vomito', e 'la scrofa è tornata a voltolarsi nel fango'" (2 Pi. 2:20-22).
Il processo può essere lento, ma è tragico e inesorabile. In molti casi questo ritorno è stato lento e il risultato finale è solo un'illusorio ed inutile cristianesimo formale. Attenzione dunque ad un ravvedimento che non sia ravvedimento permanente! Perché se non è autentico ravvedimento biblico, allora il nostro cuore ancora troverà soddisfazione nella spazzatura che il mondo offre e solo inganneremo noi stessi. Dice la Bibbia "Un tale si pasce di cenere, il suo cuore sedotto lo travia. Egli non può liberare la sua anima e dire: 'ciò che tengo nella mia destra non è forse una menzogna?'" (Is. 44:20).
La Parola di Dio autorevolmente insiste e sottolinea che il vero ravvedimento è perpetuo. Esso continua per tutta la nostra vita, un continuo odio ed abbandono del peccato, un ardente desiderio di santità, per essere come Cristo e per compiacere Dio.

Conclusione
Peter at pentecost
Il giorno della prima Pentecoste cristiana è allora veramente un giorno straordinario. Il giorno della prima Pentecoste cristiana è il giorno in cui i discepoli del Signore Gesù ricevono sapienza e potenza dall'alto per annunciare con coraggio e con grande forza di persuasione che Gesù Cristo è più vivo e operante che mai e che Dio Lo ha stabilito come Signore e Salvatore del mondo intero.
Il giorno della Pentecoste è il giorno dove con grande energia ed efficacia uomini e donne vengono chiamati al ravvedimento ed alla fede: condizioni indispensabili queste per la salvezza.
Abbiamo spesso sottolineato l'importanza della fede, e molti hanno sinceramente fede, ma ci siamo mai ravveduti dalla nostra fondamentale ribellione a Dio? Abbiamo mai deposto le armi e ci siamo mai piegati a riconoscere l'assoluta sovranità di Dio sulla nostra vita? Abbiamo mai fatta l'esperienza di un vero ravvedimento biblico? Dio dice che è indispensabile per la nostra salvezza. Prego Dio che ciascuno di noi oggi lo possa fare.

tratto da: http://www.riforma.net/
Rielaborato da: Consapevoli nella Parola



 

"Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; ravvedetevi e credete al vangelo"
(Marco 1:15)

sabato 3 novembre 2012

La Chiesa sta morendo



La Bibbia afferma: se il popolo non ha rivelazione è senza freno. È ovvio che siamo negli ultimi tempi, la profezia si compie davanti ai nostri occhi e la chiesa tace! In quest’ora finale, la chiesa dovrebbe essere nel suo pieno vigore, ma il silenzio profetico nelle nostre chiese la dice lunga.
I pastori sono muti. È la solita routine: tieni unita la famiglia, non cambiare lo stato delle cose, e i santi vanno avanti in modalità di sopravvivenza, si recano in chiesa animati da senso del dovere ma senza entusiasmo; è la stessa cosa, settimana dopo settimana. Perché è tutto così monotono? Il problema è chiaramente la mancanza di visione profetica. Stiamo ignorando la Parola di Dio! Metà della Bibbia è profetica e fu scritta affinchè le prestassimo attenzione e la comprendessimo. Dio sta parlando a questa generazione: “MIO FIGLIO STA TORNANDO! PREPARATEVI!”, ma nessuno vuole averci nulla a che spartire, così la chiesa ignora Dio e la sua Parola.
Sì, stiamo vivendo per il qui ed ora e abbiamo perso di vista il premio. Non ci sono oggi dei credenti come Abramo che “per fede soggiornò nella terra promessa come in terra straniera, abitando in tende, come Isacco e Giacobbe, eredi con lui della stessa promessa, perché aspettava la città che ha le vere fondamenta e il cui architetto e costruttore é Dio” (Ebrei 11:9-10)…  cioè viveva con una visione profetica!
O viviamo negli ultimi tempi oppure no. La chiesa sta perdendo la rotta, Israele è tornato nella sua terra ed è accerchiato da un miliardo di musulmani che non desiderano altro che vederlo cancellato dalla faccia della terra e l’economia mondiale è sull’orlo del collasso. La popolazione mondiale è arrivata a quota 7 miliardi mettendo a dura prova la disponibilità di risorse naturali, acqua pulita e aria. Le nostre scuole stanno venendo meno al loro compito e i nostri figli stanno lottando con prospettive buie per il loro futuro formativo e professionale. L’America si divide in due, dove una parte che si avvia lungo la strada del socialismo e di un governo più coinvolto nell’economia, entra in collisione con l’altra, la quale, invece, vuole mercati liberi e un governo più in disparte.
apocalisse
Terremoti, carestie ed eventi meteorologici fuori controllo (estrema calura, freddo, alluvioni e siccità) sono in aumento, poi siamo divenuti testimoni dell’avvio di una nuova guerra, che si distingue per la sua casualità, astrattezza e mortalità, chiamata terrorismo. Vediamo un governo pronto a manipolare la verità, mentire e controllare ogni aspetto delle nostre vite nel nome della nostra sicurezza e un mondo sul punto di cadere in uno stato di guerra permanente, di collasso economico e di disfacimento della società. Sempre più nazioni, alcune non così stabili e affidabili ma dotate di armi nucleari, sono in via di formazione. Il collasso totale è sempre più vicino. Per esempio, che cosa provocherebbe una grande guerra nel Medio Oriente con protagonista l’Iran? Nel migliore dei casi causerebbe un blocco nel trasporto della metà del petrolio mondiale mentre nella peggiore delle ipotesi, scatenerebbe un conflitto nucleare o l’aggressione di un esercito di terroristi improvvisati. La bella vita, la libertà e la prosperità come la conosciamo scomparirebbero per sempre nel giro di un secondo.
Intanto la Bibbia ci ha fornito un piano completo e preciso degli avvenimenti degli ultimi tempi. Basta leggere Matteo 24 e la descrizione sarà molto simile al paragrafo qua sopra. Sappiamo che negli ultimi tempi gli ebrei sarebbero tornati nella loro terra, che avrebbero firmato un trattato di pace (a loro imposto) con l’Anticristo e che si sarebbe scatenata una guerra di proporzioni enormi con i paesi islamici dare l’assalto a Israele. Tutti questi eventi segneranno l’inizio degli ultimi sette anni di tribolazione, di cui parlò il profeta Daniele (Daniele 9:27) e ciò potrebbe accadere in qualsiasi momento. Le nostre chiese non hanno la consapevolezza di tutto ciò, per questo puoi recarti in centinaia di chiese e non ascoltare una singola parola sull’argomento, tranne un messaggio rassicurante sul rapimento pretribolazionista o la bizzarra nozione che Daniele 9:27 sia stato adempiuto da Gesù stesso, il quale, dopo tre anni e mezzo, ruppe il suo “trattato” con Israele attribuendo così l’opera di Cristo all’Anticristo!
La nostra generazione è stata la più ricca e corrotta che sia mai vissuta sulla terra. Quando l’ex segretario dell’Istruzione Bill Bennett era giovane, partecipò a una conferenza internazionale di giovani leader a New York City; studenti coetanei provenienti da Russia e Cina gli chiesero di portarli in un quartiere veramente povero; fu così che si recarono in metropolitana ad Harlem, un quartiere abbastanza povero negli anni ’60, ma in cui ogni casa era comunque dotata di aria condizionata, televisione, frigorifero e mobilio e in cui erano in molti ad avere un’automobile. Gli studenti l’hanno accusato di averli imbrogliati, portandoli in un quartiere modello: in confronto al resto del mondo, la nostra povertà è ricchezza.
I cristiani non sono pronti ad abbandonare la bella vita per la sofferenza e la morte. Essi dicono di sì, ma lo sono davvero? Non abbiamo un po’ troppo da perdere? I predicatori pre-tribolazionisti promettono alle loro congregazioni che Dio li ama così tanto da risparmiarli da tutto e rapirli in cielo prima che la tribolazione cominci. Questa è una realtà molto diversa dalla vita degli eroi biblici che essi studiano. Ebrei 11 elenca tutti i grandi uomini e donne di fede nell’Antico Testamento, da Abele a Enoc, Abramo e Sara e conclude dicendo,“Tutti costoro sono morti nella fede, senza ricevere le cose promesse, ma le hanno vedute e salutate da lontano, confessando di essere forestieri e pellegrini sulla terra.”(Ebrei 11:13). Il capitolo continua fornendo innumerevoli esempi. Altri furono torturati perché non accettarono la loro liberazione, per ottenere una risurrezione migliore; altri furono messi alla prova con scherni, frustate, anche catene e prigionia. Furono lapidati, segati, uccisi di spada; andarono attorno coperti di pelli di pecora e di capra; bisognosi, afflitti, maltrattati (di loro il mondo non era degno), erranti per deserti, monti, spelonche e per le grotte della terra. Tutti costoro, pur avendo avuto buona testimonianza per la loro fede, non ottennero ciò che era stato promesso…” (Ebrei 11:35-40).
Gli eroi del passato vissero vite straordinarie perché avevano una visione profetica. Ebrei 12:25-28 conclude così,Badate di non rifiutarvi d’ascoltare colui che parla; perché se non scamparono quelli, quando rifiutarono d’ascoltare colui che promulgava oracoli sulla terra, molto meno scamperemo noi, se voltiamo le spalle a colui che parla dal cielo; la cui voce scosse allora la terra e che adesso ha fatto questa promessa. Ancora una volta farò tremare non solo la terra, ma anche il cielo. Or questo «ancora una volta» sta a indicare la rimozione delle cose scosse come di cose fatte perché sussistano quelle che non sono scossePerciò, ricevendo un regno che non può essere scosso, siamo riconoscenti, e offriamo a Dio un culto gradito, con riverenza e timore!”.
Sembra il ritratto della chiesa di oggi? Penso che qui possiamo vedere un paio di cose. Prima di tutto, Dio sta parlando e si aspetta che lo ascoltiamo. Secondo, permette che il mondo sia scosso in modo che possiamo vedere dove i nostri cuori hanno posto la loro attenzione: è questo mondo la nostra casa? Confidiamo nelle nostre abilità, istruzione, intelligenza e ingegnosità? Terzo, il nostro orientamento è verso questo mondo o quello a venire? Ci vuole visione profetica per vivere con un obiettivo più grande di me, del mio lavoro e della mia famiglia.
La vita è una prova. Ricorda la storia di Giobbe. Satana schernì Dio dicendo, Non l’hai forse circondato di un riparo, lui, la sua casa, e tutto quel che possiede? Tu hai benedetto l’opera delle sue mani e il suo bestiame ricopre tutto il paese. Ma stendi un po’ la tua mano, tocca quanto egli possiede, e vedrai se non ti rinnega in faccia” (Giobbe 1:10-11). Allora Giobbe perde la sua casa e la sua famiglia e nel capitolo successivo la sua salute. Ma nonostante ciò che Dio permise a Satana di fare, Giobbe non volle maledire Dio, ma fece invece una dichiarazione incredibile: “Ma io so che il mio Redentore vive, e che alla fine si alzerà sulla polvere.” (Giobbe 19:25). Queste persone superarono la prova – non a motivo dei loro sforzi e della loro giustizia ma della loro visione profetica, di un Dio che aveva in serbo per le loro vite molto più che vivere e morire. Stiamo vivendo per questo mondo o per l’eternità? Siamo pronti a perdere tutto?
Ogni persona, durante la propria vita, ha perso qualcosa o qualcuno, ma come reagiamo di fronte a queste cose? Con rabbia e amarezza? Oppure vediamo un proposito più grande? Se confidiamo nel mondo e nelle cose che abbiamo raggiunto, saremo delusi. Se pensiamo che ci sia speranza in questo mondo, se siamo convinti che i team Bush, Obama o Romney lo renderanno migliori, allora saremo delusi poiché l’intero mondo è nelle mani del maligno e non troveremo alcun conforto in esso. L’unica cosa che ci aiuterà ad andare avanti è una relazione con Dio, con Gesù ed egli non ci promette un giardino di rose. No.“Nel mondo avrete tribolazione.” (Giovanni 16:33). La tribolazione serve a uno scopo.
Ogni generazione ha avuto le sue guerre, crisi, carestie, rivolte popolari e nel corso della storia, le vite delle persone sono state sconvolte da circostanze fuori dal loro controllo. I cristiani sono stati talvolta perseguitati, talvolta accettati e quando questo accade, allora è meglio stare in guardia. Quando l’Imperatore Costantino accolse il cristianesimo come religione di stato, la chiesa si spostò in edifici e stabilì una forma di clero sacerdotale per professione, e così, andò incontro alla morte. Gesù diede un avvertimento “Se il mondo vi odia, sapete bene che prima di voi ha odiato me.” (Giovanni 15:18) Sappiamo anche da fonti bibliche che ci sarà un tempo, poco prima della fine, che viene chiamato “la grande tribolazione”: Perché quelli saranno giorni di tale tribolazione, che non ce n’è stata una uguale dal principio del mondo che Dio ha creato, fino ad ora, né mai più vi sarà.” (Marco 13:19) Se stessimo per affrontare la peggiore tribolazione nella storia dell’umanità, che cosa fareste voi?
Ci viene detto in numerosi passaggi che il ritorno d’Israele nella Terra Promessa accadrà negli ultimi tempi. Tutto ebbe inizio con Mosè e in Deuteronomio 30, Dio disse “Quando tutte queste cose che io ho messe davanti a te, la benedizione e la maledizione, si saranno realizzate per te e tu le ricorderai nel tuo cuore dovunque il SIGNORE, il tuo Dio, ti avrà sospinto in mezzo alle nazioni”. Ai figli d’Israle fu detto che sarebbero stati allontanati dalla loro terra se avessero servito altri dei, ma Dio non aveva ancora terminato con loro. Così finirono schiavi in Egitto e in Babilonia, dalla quale furono, poi, riportati indietro e dopo l’epoca di Gesù, si dispersero su tutta la terra. Ma negli ultimi giorni Dio dice: “Io vi farò uscire dalle nazioni, vi radunerò da tutti i paesi, e vi ricondurrò nel vostro paese; vi aspergerò d’acqua pura e sarete puri; io vi purificherò di tutte le vostre impurità e di tutti i vostri idoli. Vi darò un cuore nuovo e metterò dentro di voi uno spirito nuovo; toglierò dal vostro corpo il cuore di pietra, e vi darò un cuore di carne. Metterò dentro di voi il mio Spirito e farò in modo che camminerete secondo le mie leggi, e osserverete e metterete in pratica le mie prescrizioni”. (Ezechiele 36:24-27). L’adempimento finale di questa profezia deve ancora verificarsi nel futuro, anche se rimane il fatto che, dopo 2000 anni, il popolo ebraico è ritornato nella sua terra.
israele
Ora non so se accade anche a te la stessa cosa ma ogni volta che guardo il telegiornale, si parla sempre del piccolo Israele. L’Iran e gli altri paesi musulmani vogliono cancellarlo dalla faccia della terra, quella piccola nazione di alcuni milioni di persone, la “zona calda” a livello mondiale! A chi dovrebbe importare quel puntino nel deserto? È possibile che Dio abbia un piano non solo per noi ma anche per la nazione di Israele, dalla quale viene il nostro Salvatore Gesù?
Il tempo sta per finire.  Non è necessario essere un genio per leggere e comprendere ciò che la Bibbia dice. Basta guardare i telegiornali per vedere che l’Iran è deciso a distruggere completamente Israele, mentre lo stato ebraico è determinato d’impedirgli lo sviluppo di armi nucleari. Il primo ministro Netanyahu afferma che “l’opportunità” per Israele di eliminare l’opzione nucleare avverrà prima delle elezioni americane nel 2012; intanto, la Siria si sta disintegrando e l’Egitto sta trasportando artiglieria pesante nel Sinai. Il presidente della Siria Assad, il quale è pronto per un conflitto armato, è pericoloso come un leone chiuso in un angolo e ha promesso di eliminare Israele, dovesse anche farlo con il suo ultimo alito di vita. Basta un’altra crisi per indurre l’America a firmare un patto di difesa con Israele, incapace di difendersi, in modo da poterne controllare le sue imprevedibili azioni. Gli sarà imposto un trattato, citato in Daniele 9:27, che secondo molti seri studiosi della Bibbia marcherà l’inizio dei setti anni di tribolazione finali culminanti con il ritorno di Cristo.

La grande domanda
chiesa
Così, se stiamo per entrare in un periodo conosciuto come “la più grande tribolazione che il mondo abbia mai visto”: perché non sentiamo nulla a riguardo? Perché le chiese tacciono? Ciò vale per le chiese liberali, conservatrici, fedeli alla Bibbia, carismatiche, per le mega chiese e per quelle di quartiere. Prova recarti in ogni chiesa della zona in cui vivi e non sentirai niente che riguardi la profezia, ad eccezione dei discorsi senza senso e lontani dalla realtà riguardanti il rapimento prima della grande tribolazione, di cui Corrie Ten Boom dice: “Ci sono alcuni tra noi che insegnano che non vi sarà alcuna tribolazione e che i cristiani la scamperanno. Costoro sono i falsi maestri da cui Gesù ci aveva messo in guardia e che aveva detto si sarebbero manifestati negli ultimi tempi”. Le chiese liberali ed emergenti desiderano rendere il mondo un luogo migliore. Altri, invece, vogliono scappare oppure sostengono che il periodo degli ultimi tempi va avanti dalla venuta di Cristo: niente di speciale.
Non c’è alcuna consapevolezza riguardo alla profezia, né alla tribolazione, solo l’aspettativa che le cose vadano avanti come è sempre stato. Le chiese evangeliche predicano un vangelo di salvezza e di prosperità: due figli, un cane, un gatto, una casa con tutte le bollette in ordine, calcio e balletto, investimenti nell’azienda per cui lavori e una gita a Disney, cene a buffet e incontri casalinghi, scuola domenicale e sermoni. Che cosa c’è di sbagliato in questo?
L’istituzione che chiamiamo “Chiesa” è diventata niente di più che una facciata, un’istituzione morta, opportunista e soffocante che cerca di dare un senso alla vita delle persone attraverso quattro canzoni e un sermone. Il pastore si esibisce, le persone osservano e questo spettacolo è molto lontano dalla comunità vivente e dinamica di persone che era la chiesa primitiva. I pastori sono agli ordini della propria congregazione nel loro servizio, così si sforzano il più possibile di essere divertenti e interessanti, ma non troppo controversi per timore di essere lasciati a casa.
Faccio una distinzione tra l’istituzione e le persone – cioè i veri credenti nati di nuovo (che potrebbero rappresentare un numero inferiore a quello che crediamo) nella chiesa. L’istituzione serve se stessa, deruba le persone di una genuina esperienza di vita nel corpo di Cristo, nella quale si possa vivere, amare e condividere la vita di Cristo reciprocamente. È un’entità artificiale che dà la posizione di “pastore” o “sacerdote” a una persona piuttosto che avere un’entità vivente dove le persone funzionano come pastori, evangelisti, insegnanti e si preoccupano e si amano l’un l’altro.
Le Scuole e i Seminari Biblici perpetuano troppo spesso insegnamenti antiquati, se non sbagliati, che non hanno nulla a che vedere con la chiesa e la situazione geopolitica oggi e che vengono trasmesse per inerzia da una generazione all’altra.
profezie
 Consideriamo alcuni degli insegnamenti errati e fuorvianti

Molte istituzioni evangeliche tradizionali si aggrappano all’insegnamento del rapimento pre-tribolazionista, in cui i cristiani “scappano” prima della Tribolazione. Il risultato di questo insegnamento è che dà ai cristiani un falso senso di sicurezza e li priva della necessità di prepararsi, in quanto sono convinti che non saranno qui durante questo tempo di persecuzione ed è per loro una fonte d’inganno, e probabilmente la cosa più importante è che rimuove la Testimonianza del popolo di Dio sulla terra derubandone così Dio.
C’è sempre stato un elemento di vangelo liberale e sociale nella chiesa. Ora c’è anche “La chiesa emergente”, del cui movimento fanno parte persone che capiscono l’irrilevanza della chiesa in questo mondo moderno e vogliono far si che abbia un impatto sociale. Nel farlo, cadono nella trappola della giustizia sociale o del “dominionismo” e vedono la chiesa coinvolta in politica e nella società come un agente di cambiamento con lo scopo di modificare la linea di condotta del paese.
Inoltre, insegnanti in ogni ambito considerano che l’America non abbia alcun ruolo nella profezia. La Bibbia identifica una grande nazione degli ultimi tempi, la quale è descritta in Apocalisse 16-19 e in molti altri posti. È una nazione cristiana apostata (perduta) con radici spirituali che ha abbandonato e che inquina il mondo con la sua sporcizia (Apocalisse 17). È una nazione molto consumista, una fucina economica che compra i prodotti del mondo (Apocalisse 18) ed è una grande potenza militare ed è anche il difensore d’Israele (Capitolo 19).
Potrei continuare a lungo e fare un elenco esauriente ma il punto cruciale per i cristiani e per la “chiesa” è: sono questi gli ultimi tempi o no? Se sì, come saranno? Abbiamo un ruolo importante da svolgere? Che cosa succederà ai cristiani? Dovremmo fare qualcosa per prepararci? O siamo negli ultimi tempi o non ci siamo. Israele è nella terra promessa ed è una “coppa di stordimento” per le nazioni, quella piccola nazione è la zona calda del mondo oppure una coincidenza fortuita, una profezia che si autoadempie. A qualcuno importa? Siamo così nauseati da ignorare un terzo della Bibbia (che è chiaramente profetica)?

Perché non comprendiamo le profezie
profezie bibliche
Consideriamo le diverse ragioni per le quali non comprendiamo le profezie. 
Per prima cosa, noi cristiani “laici” non studiamo le profezie perché sono complicate, confuse e tremende, lasciando questo compito ai professionisti, i quali studiano la Bibbia più dettagliatamente e conoscono il greco e l’ebraico. Quello che mi posso limitare a dire è che la bontà di quest’idea è uguale a quella di un cattolico che confida nei preti per leggere e interpretare la Bibbia al posto loro. Siamo pigri. La maggior parte dei cristiani legge la Bibbia come se leggesse un libro qualsiasi per ricavarne informazioni e non come il Libro vivente che Dio usa per parlarci.
Secondo, c’è così tanta inerzia nelle istituzioni educative cristiane che i seminari e le scuole bibliche tendono a trasmettere gli stessi vecchi insegnamenti da una generazione all’altra, mentre ogni generazione ha il dovere di leggere la Bibbia in una maniera nuova e permettere che Dio riveli cose nuove.
Terzo, c’è il problema della “necessità di sapere”.
Ero un capitano nell’intelligence dell’esercito americano, avevo un nulla osta di sicurezza con livello segretissimo e insegnavo nel centro di formazione dei servizi segreti a Fort Huachuca in Arizona. Se sei mai stato in contatto con persone dell’intelligence saprai che una delle prime cose da imparare è il principio della “necessità di sapere”. Anche se avessi il nulla osta di sicurezza col livello più alto, ma non avessi “la necessità di sapere”, non potresti, qualunque sia la tua identità, avere accesso alle informazioni. Daniele 12:9 dice:“Va’ Daniele; perché queste parole sono nascoste e sigillate sino al tempo della fine”. Perché causare preoccupazione ai santi di tutte le epoche con le profezie sugli ultimi tempi quando la cosa non è rilevante per loro? Sarebbe stato interessante per loro esserne informati, ma essi non avevano “la necessità di sapere”: questa è uno dei motivi principali di confusione oggigiorno. I cristiani erano occupati a comprendere le profezie, così, hanno fatto il loro meglio nelle circostanze geo-politiche della loro epoca. Per questo motivo, erano sicuri di sapere, nei secoli passati, l’identità dell’anticristo (da Napoleone a Hitler, Stalin, Saddam e così via) e certi che l’Europa si sarebbe unita come un unico Sacro Romano Impero risorto dalle ceneri comportando la scomparsa dell’America.
L’intera questione era così confusa e con così tante possibilità diverse che la maggior parte ha semplicemente rinunciato. Creava solo troppe divisioni e paura. Molti hanno anche fatto delle predizioni che sono state contraddette e così la loro credibilità ha toccato il fondo. Le profezie sono divenute d’interesse per i ciarlatani e gli allarmisti e nessuno ha osato occuparsene; a ciò si deve aggiungere il nuovo insegnamento della “beata speranza”, il rapimento pretribolazionista e ora a chi importa davvero? Perché preoccuparsene?
Oggi i cristiani sono svogliati: s’interessano più di football, calcio e della bella vita. A loro basta essere salvati. Quante volte ascoltano lo stesso noioso sermone? Ciò che conta è che siano a posto oggi e per l’eternità. Le profezie sono stupide e umilianti. Perché non rendere il mondo un posto migliore per i nostri figli e confidare in Dio per il resto?
Chiamo la mia generazione “i quarantottini”. Non dimenticherò mai l’entusiasmo nella chiesa quando abbiamo capito che nel 1948 Israele sarebbe finalmente tornato nella sua terra. Abbiamo seguito ogni guerra col fiato sospeso ed ascoltato Abba Iban nel 1967 prima che le Nazioni Unite facessero un quadro tetro del dilemma militare che stava affrontando Israele e del miracolo seguente nella guerra dei Sei Giorni. I miei figli sono cresciuti chiedendosi se mai si sarebbero sposati e se mai avrebbero cresciuto una famiglia, considerando la prospettiva terribile dei loro figli di fronte alla persecuzione. Il tempo è avanzato, il caro vecchio papà è diventato solo un altro allarmista e quella generazione ha già rinunciato. La chiesa può essere noiosa e irrilevante ma i genitori sentono il bisogno che i loro figli ricevano una buona influenza, così li conducono come bravi soldatini alla scuola domenicale e sopportano quattro canzoni e un sermone. Intanto, però, a causa dell’alto tasso di disoccupazione e dei sempre più frequenti licenziamenti corrono da una parte all’altra presi dalla paura: avranno abbastanza soldi per il college del figlio? O addirittura avranno un lavoro?
Le chiese offrono nutrimento e grande intrattenimento, un pò di sfida e incoraggiamento per andare avanti con il Signore e tenere insieme i matrimoni, ma la maggior parte è in modalità sopravvivenza. Alcune chiese si danno all’attivismo: vota e cambia il sistema. Combatti l’aborto! Difendi il matrimonio! Altri si rinchiudono fra le mura sicure del proprio focolare e della propria famiglia, ma pochi si mettono in ginocchio e lottano con Dio su questioni profetiche.

tempo
La triste verità del problema è che se un pastore iniziasse a predicare la pura verità riguardo alla fine dei tempi, sarebbe deriso o buttato fuori dalla propria chiesa – o entrambe le cose! Nessuno vuole sentire più profezie che non si realizzano. Un giorno mi sono seduto nella Calvary Chapel ad ascoltare un pastore che faceva un quadro dello scenario della fine dei tempi, del ruolo cruciale d’Israele, dell’economia mondiale e l’avvicinarsi della fine. Ha fatto un ottimo lavoro andando in crescendo, è arrivato a parlare della “beata speranza”, il rapimento che ci condurrà in cielo lontano da questo caos. È la fuga la nostra “beata speranza”?
Questo è il triste stato delle cose. Se siamo negli ultimi giorni, nessuno ha voglia di parlarne o vuole sentirne parlare. Le chiese sono silenziose e cadono in fretta vittime dell’inganno.
Non c’è da meravigliarsi che le chiese siano morte. Il messaggio più importante per i nostri tempi è completamente ignorato, così se qualcuno osa parlare di profezie, lo fa in modo accademico e probabilmente con la prospettiva rassicuramente che saremo rapiti oppure che esse avverranno in un lontano futuro. Non c’è nulla da preoccuparsi.
Di recente, un nostro buon amico è stato invitato a un raduno di pastori a Fort Worth, Texas – hanno partecipato da tutti gli Stati Uniti al più grande seminario della nazione per tenere una conferenza sulla “profezia”. Il tema era Matteo 24, il discorso sul monte degli Olivi e i versetti specifici in cui Gesù parla degli eventi che culmineranno con la Grande Tribolazione…quelli che lui ha definito col nome di “mini-apocalisse”. È piaciuto a tutti, l’unico problema è stata la consapevolezza da parte dei pastori presenti che non avrebbero mai potuto predicare qualcosa del genere alle loro congregazioni, pena la perdita del loro incarico!
Il problema non è il tempo in cui avverrà il rapimento, ma dov’è la testimonianza di Dio sulla terra. I teologi della chiesa sembrano decisi a distruggere il piano di Dio; alcuni affermano che la chiesa verrà rapita lasciando il popolo ebraico a soffrire, mentre altri affermano che il popolo ebraico abbia perso la promessa e che solo la chiesa ha importanza. Dio ha una testimonianza sulla terra, sarà giudice e ha bisogno di due testimoni prima di poterlo fare. Questi due testimoni sono i suoi due popoli: Israele e la Chiesa…coloro che “cantano il Cantico di Mosè, il servo di Dio (Israele), e il Cantico dell’Agnello (la Chiesa).”
In Apocalisse 11 nel mezzo della tribolazione, essi testimonieranno a tutto il mondo. Dio ha bisogno di entrambi perché essi sono il suo popolo che dichiara la sua fedeltà; ecco perché in Apocalisse 12 il dragone va a far guerra “al rimanente di quelli che restano della discendenza di lei che osservano i comandamenti di Dio e custodiscono la testimonianza di Gesù”… c’è un prezzo da pagare per essere testimoni.
Ti ricordo che quando tutto questo inizierà a verificarsi, la chiesa apostata sarà la prima a perseguitare i veri credenti. Questo è il momento in cui saremo denunciati da amici e parenti. Queste non sono mie parole. Leggi Matteo 24:9-11 dove è scritto Allora vi abbandoneranno all’oppressione e vi uccideranno e sarete odiati da tutte le genti a motivo del mio nome. Allora molti si svieranno, si tradiranno e si odieranno a vicenda. Molti falsi profeti sorgeranno e sedurranno molti”.
È sorprendente che la chiesa degli ultimi tempi abbia le caratteristiche di Laodicea, una meravigliosa chiesetta molto impegnata e socialmente utile ma tiepida, sventurata, patetica, povera, cieca e nuda. Questa chiesa è benestante, a dire il vero disgustosamente ricca e pensa di non aver bisogno di nulla. Sanno tutto, hanno tutto sotto controllo ma si sbagliano di grosso quando si tratta di comprendere quale sia la loro condizione. Perciò consideriamo la chiesa di oggi come istituzione.
Gli Stati Uniti si classificano ora al terzo posto dietro India e Cina per il numero di persone che non sono cristiani praticanti, in altre parole, gli Stati Uniti stato diventando sempre di più “una popolazione non raggiunta dal Vangelo”.
Μetà di tutte le chiese negli Stati Uniti non ha acquisito alcun nuovo membro negli ultimi due anni. Ma perché le persone stanno lasciando la chiesa? Uno studio afferma che “le statistiche della ricerca Barna hanno riportato che forse il 50% delle persone che va in chiesa non è nemmeno cristiano!”
Molti stanno abbandonando l’istituzione per incontrarsi a casa con altri amici cristiani per la condivisione, ma un buon numero lascia perché le preoccupazioni e l’irrelevanza della chiesa li scoraggia – NON C’È VISIONE! Non c’è niente per vivere e niente per cui morire.
La chiesa tradizionale è la fonte d’inganno e persecuzione perché non ascolta più Dio e i suoi avvertimenti scritti e si occupa di riassicurare le persone che tutto va bene. Mi azzarderei a dire che novantanove pastori o responsabili di chiesa su cento comprendono poco la profezia. Le chiese sono impegnate a predicare il vangelo, hanno dei credenti neonati e danno loro latte spirituale per il resto delle loro vite, non preparandoli per quello che Matteo 24:11 dice“Molti falsi profeti sorgeranno e sedurranno molti”. La chiesa istituzionale tace.
Sembra che i cristiani cerchino la verità solo nella chiesa istituzionale, ma la cercano nel posto sbagliato. È invece ora arrivato il tempo di seguire i consigli di Ebrei 13:13 “Usciamo quindi fuori dall’accampamento e andiamo a lui portando il suo obbrobrio.
Non abbiamo bisogno di più sermoni, insegnamento e studio interminabile, ma abbiamo bisogno di conoscere Dio e di stare con le persone che cercano la stessa cosa: lottare con la Parola di Dio come fece Giovanni in Apocalisse quando gli fu dato “il libretto” per“divorarlo”e poi gli fu comandato di profetizzare.
Se mai fosse esistita una generazione che aveva bisogno di liberarsi dalle catene della religione e dei dogmi, dal falso insegnamento e dall’inganno, è proprio questa. Tu sei responsabile di ciò che fai, non il tuo prete, il ministro, il vescovo, il pastore, l’anziano o il leader dello studio biblico, perché hai bisogno di essere legato a un corpo vivente di credenti e di una sottomissione reciproca in spirito d’umiltà, non solamente perché qualcuno ha una “posizione”. Sfortunatamente, c’è la possibilità che i tuoi leader siano già caduti nell’inganno. Dico questo non a causa di un cuore ribelle, ma con dolore e cinquantanni d’agonizzante esperienza a conferma di questo fenomeno che si sta verificando nella chiesa d’oggi.
Dio è interessato a un corpo dove ognuno funziona e esercita i suoi doni spirituali. Questa è una realtà spirituale, non basata sulla formazione, gli studi o la posizione, mentre noi abbiamo provato a mettere il Corpo di Cristo in una scatola/edificio. Non è un’istituzione ma un organismo composto da persone vere che si relazionano l’un l’altro perché condividono tutti la stessa vita in Cristo. La chiesa di cui si legge in Efesini 3 e 4 non assomiglia al culto a cui ti rechi la domenica mattina. Sfortunamente sono pochi i cristiani che vivono veramente la vita della chiesa come corpo vivente dove tutti sono membra l’uno dell’altro, esaltando il nostro Capo che è Gesù Cristo.
Perciò qual è la risposta a questo problema nella chiesa di oggi? Dove troviamo la chiesa vera? Non è in un edificio all’angolo della strada vicino a casa tua, ma nei tuoi fratelli e sorelle in Cristo!
Inizia con una visione: vedere te stesso come uno di quelli che “l’hanno vinto per mezzo del sangue dell’Agnello, e con la parola della loro testimonianza; e non hanno amato la loro vita, anzi l’hanno esposta alla morte”(Apocalisse 12:11). Sarà necessaria probabilmente un’altra guerra e un patto di difesa che Israele sarà obbligato a sottoscrivere prima che alcuni lo riconoscano come l’evento descritto in Daniele 9:27 che da l’avvio alla settantesima settimana di Daniele. Alcuni forse non lo vedranno fino a quando il tempio non sarà ricostruito e l’Anticristo non andrà nel luogo Santissimo per un sacrificio e si dichiarerà come Dio. Altri forse non lo comprenderanno fino a quando non gli sarà richiesto di prendere un “marchio” per comprare o vendere.
Una volta che i cristiani saranno abbastanza disperati e inizieranno a scavare nella profezia loro stessi,comprenderanno che la chiesa istituzionale è apostata e non cambierà. Solo allora saranno seri abbastanza da cercare altri cristiani e riscoprire la “vita di chiesa” nel quartiere o nella propria casa. Mi scuso per non essere stato molto incoraggiante di fronte alla prospettiva che i cristiani comprendano questa semplice verità, tuttavia se non la cercano da soli, nessuno lo farà per loro.
Proclamo questo messaggio da quasi 30 anni e pochi sono coloro che si preoccupano. Penso ci saranno più persone che capiranno quando questi eventi ci coglieranno di sorpresa; la ragione, però, per cui sono così critico verso la chiesa istituzionale non è solo perché è passiva. Essa è attivamente contro di noi nel suo compiacimento, i suoi violenti attacchi contro chi vuole cambiare lo stato delle cose e causare problemi e la sua aggressiva abilità nell’anestetizzare i credenti insegnando che “tutte le cose rimarranno come sono sempre state” – Gesù torneràfra 400 anni… sarai rapito lontano da qui in una qualunque circostanza o, peggio ancora, la seconda venuta di Cristo è la sua venuta in noi ed è già qui – ogni altra cosa che senti è uno sproloquio allarmista, non ascoltare!
“La cristianità formale e istituzionale” non è nostra amica. Essa rappresenta lo status quo ed è parte dell’inganno. I leader di chiesa non comprendono la vera natura della bestia e dell’inganno e sono così pieni delle loro antiquate interpretazioni e del loro desiderio di rimanere in pace con il gregge. Sono il problema piuttosto che la soluzione.
di Dene McGriff


Concesso da: Sequenza Profetica




"Abbiamo inoltre la parola profetica piú salda: farete bene a prestarle attenzione, come a una lampada splendente in luogo oscuro, fino a quando spunti il giorno e la stella mattutina sorga nei vostri cuori. Sappiate prima di tutto questo: che nessuna profezia della Scrittura proviene da un'interpretazione personale; infatti nessuna profezia venne mai dalla volontà dell'uomo, ma degli uomini hanno parlato da parte di Dio, perché sospinti dallo Spirito Santo."
(2 Pietro 1:19-21)

ciao

per tutti coloro che mi vogliono bene un invito a riflettere

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