per capirci

GIACOMO 1, 2-4

Fratelli, considerate come motivo di gaudio perfetto le diverse prove alle quali voi potete essere esposti, sapendo che la fede messa
alla prova produce la pazienza. E' necessario però che la pazienza compia perfettamente l'opera sua, affinché voi siate pure perfetti ed
integri, senza mancare in niente.(Giacomo 1; 2-4)

Emmanuel

domenica 29 maggio 2016

Cronologia del libro dell'Apocalisse di Giovanni



Il libro dell’Apocalisse può sembrare a volte scoraggiante perché il suo è un linguaggio simbolico e figurativo, o perché ti porta da una parte all’altra. Io lo vedo come un vecchio amico, una volta che lo impari a conoscere, non è poi così male. È dunque importante conoscere l’ordine degli eventi, ciò che accadrà e quando. L’Apocalisse non è così difficile da capire se ne afferri il tema principale: la testimonianza di Gesù Cristo rivelata per mezzo dei suoi due popoli (i suoi testimoni): Israele e la Chiesa. La tempistica quindi è tutto.

SOMMARIO CRONOLOGICO DELL’APOCALISSE
cronologia
Capitolo 1 Il primo capitolo è un bel quadro raffigurante il Figlio dell’Uomo risorto che si muove in mezzo le chiese. Qui abbiamo la rivelazione e la testimonianza di Gesù Cristo. Il titolo del libro potrebbe essere: Rivelazione di Gesù Cristo.
Capitoli 2,3 Lettere a sette chiese diverse (sia figurative di chiese attuali che rappresentative di chiese storiche a cui viene rivolta un’esortazione ad ascoltare ciò che dice lo Spirito e ad essere vittoriose).
Capitolo 4 Qui abbiamo uno scorcio dei cieli e del trono di Dio.
Capitolo 5 Rivelazione dell’Agnello di Dio, l’unico degno di aprire i sette sigilli o rotoli. I rotoli ci spiegano cosa deve avvenire in questa rivelazione di Gesù Cristo.
Capitolo 6 Descrizione del principio dei dolori e dei sei sigilli che hanno luogo durante la prima parte della tribolazione.
Capitolo 7 Qui abbiamo Israele e la Chiesa davanti al trono. “Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione”. (7:14). Il sigillo li protegge dall’ira di Dio anche se molti di loro soffrono e muoiono.Israele è il primo gruppo di 144.000 (non in senso numerico ma come popolo nel suo insieme di salvati).
Capitoli 8,9 Le sette trombe vengono fuori dai sette sigilli.
Capitolo 10 Giovanni ingoia il libro.
Capitolo 11 È la storia dei due testimoni a partire dall’inizio della tribolazione fino alla sua fine, quando l’ultima tromba verrà suonata e il Signore tornerà e quando vengono riportati in vita e sono rapiti col Signore.
Capitolo 12 Questa è un’espansione di quello che succede durante la terza e la quarta tromba e satana e i suoi angeli vengono gettati a terra.
Capitolo 13 Questo capitolo è parallelo alla quinta tromba di Apocalisse 9:1-12 descrivente la parte centrale della tribolazione, l’abominazione della desolazione quando la bestia imporrà il suo marchio. Qui la bestia è descritta come proveniente dal mare: “Le fu pure dato di far guerra ai santi e di vincerli, di avere autorità sopra ogni tribù, popolo, lingua e nazione” (Apocalisse 13:7). Qui vogliamo essere chiari. Questa non è l’ira di Dio, ma è l’ira di satana diretta nei confronti della Chiesa (come nel capitolo 11)!
Capitolo 14 Il secondo gruppo di 144.000 rappresenta la Chiesa. “Essi sono stati riscattati tra gli uomini (v. 5). Qui c’è un’altra figura del rapimento laddove la terra viene mietuta proprio prima del versamento dell’ira di Dio (la seconda parte del capitolo).
Capitolo 15 Gli angeli preparano le coppe finali dell’ira.
Capitolo 16 Le sette trombe introducono le coppe dell’ira. La settima coppa rappresenta il giudizio su Babilonia. La grande città si divise in tre parti, e le città delle nazioni crollarono” (v. 19)Babiloniasi riferisce chiaramente a tutte le nazioni della terra che a questo punto sono sotto il governo dell’Anticristo. La settima coppa dell’ira è la distruzione dell’impero formato da tre parti, descritte dai prossimi tre capitoli.


babilonia
Capitolo 17 La Babilonia religiosa è raffigurata cavalcare la bestia politica che alla fine si rivolta su di lei.
Capitolo 18 Questo capitolo riguarda il giudizio e la distruzione della Babilonia commerciale.
Capitolo 19 Questo è il giudizio finale della Babilonia civile e politica e la descrizione della battaglia di Armaggedon.
Capitolo 20 Descrizione del regno del Millennio di Cristo, della battaglia finale e del giudizio dell’umanità, del diavolo e dei suoi angeli.
Capitolo 21 Dopo il giudizio, ecco che appaiono i nuovi cieli e la nuova terra assieme alla nuova Gerusalemme.
I primi 5 capitoli riguardano il Signore, le sette chiese e l’Agnello di Dio che è degno di aprire il libro e i sigilli. I capitoli da a 14 hanno a che fare con la testimonianza dei due testimoni. In diversi punti c’è un riferimento al rapimento:
  • nel cap. 11 all’ultima tromba
  • nel cap. 14 al raccolto finale
  • nel cap. 18 nel riferimento all’uscita e alla chiamata fuori della chiesa da Babilonia.
Il rapimento è un singolo evento menzionato in diverse parti del libro dell’Apocalisse.
Dal cap. 15 al cap. 20 si parla dei giudizi, in particolare del giudizio di quella grande nazione, Babilonia la grande, descritto nei capitoli 17, 18, 19.
Ora torniamo indietro ai sigilli e facciamo luce sulla cronologia.

I PRIMI SETTE SIGILLI

cavalieri
I primi sette sigilli riguardano gli eventi che avranno luogo prima dell’abominazione della desolazione e della Grande Tribolazione e che cominciano prima dell’inizio della settantesima settimana e che conducono alla metà di quel periodo di sette anni, a tre anni e mezzo. L’unico modo che avremo per identificare con chiarezza l’inizio dei sette anni finali sarà quando il patto con la morte e il soggiorno dei morti verrà firmato (leggere bene Daniele 9:27 e Isaia 28:15-18), un patto di difesa tra l’Anticristo e Israele.
Ma se parliamo di Chiesa nella Tribolazione, questo è il periodo in cui la Chiesa dovrà affrontare un sacco di problemi:
Primo sigillo. "Poi, quando l’Agnello aprì uno dei sette sigilli, vidi e udii una delle quattro creature viventi, che diceva con voce come di tuono: «Vieni». Guardai e vidi un cavallo bianco. Colui che lo cavalcava aveva un arco; e gli fu data una corona, ed egli venne fuori da vincitore, e per vincere." (Apocalisse 6:1-2). Il primo sigillo descrive l’Anticristo che cavalca un cavallo bianco che esce allo scopo di far conquiste. Non è dotato di frecce ma di un arco. Questo significa che quando uscirà montando il cavallo bianco, apparentemente avrà successo senza neanche sferzare un colpo! Egli agirà inizialmente in nome della pace e porterà prosperità, celando però la minaccia (l’arco). Questo, assieme al secondo sigillo corrono in parallelo a quanto descritto nel vangelo di Marco 13:7, “Quando udrete guerre e rumori di guerre, non vi turbate; è necessario che ciò avvenga, ma non sarà ancora la fine”.
Secondo sigillo. “E venne fuori un altro cavallo, rosso; e a colui che lo cavalcava fu dato di togliere la pace dalla terra affinché gli uomini si uccidessero gli uni gli altri, e gli fu data una grande spada” (Apocalisse 6:4). Ancora una volta questo verso corre in concomitanza con quanto descritto in Matteo 24:7- 8: “Perché insorgerà nazione contro nazione e regno contro regno; ci saranno carestie e terremoti in vari luoghi; ma tutto questo non sarà che principio di dolori”. A questo punto l’Anticristo si sarà tolto i guanti e non sarà più il sig. Dolcezza di prima, non più un cavallo bianco! Fate attenzione quando vedrete la nazione più potente della terra introdursi in altre nazioni con modi fraudolenti.
Terzo sigillo. Apocalisse 6:5 preannuncia scarsità, caos economico, inflazione e concentrazione di ricchezza nelle mani di pochi. “Quando l’Agnello aprì il terzo sigillo, udii la terza creatura vivente che diceva: «Vieni». Guardai e vidi un cavallo nero; e colui che lo cavalcava aveva una bilancia in mano. E udii come una voce in mezzo alle quattro creature viventi, che diceva: «Una misura di frumento per un denaro e tre misure d’orzo per un denaro, ma non danneggiare né l’olio né il vino»”. Quest’ultima frase sta a significare che la persona media dovrà lavorare tutto il giorno giusto per riuscire a comprare il necessario per andare avanti, mentre i ricchi godono dei loro eccessi.
Quarto sigillo, il cavallo giallastro. Apocalisse 6:8 “Guardai e vidi un cavallo giallastro; e colui che lo cavalcava si chiamava Morte; e gli veniva dietro l’Ades. Fu loro dato potere sulla quarta parte della terra, per uccidere con la spada, con la fame, con la mortalità e con le belve della terra”. Anche qui siamo in parallelo alla cronologia descritta nei vangeli, ad esempio, “Insorgerà nazione contro nazione e regno contro regno; vi saranno grandi terremoti, e in vari luoghi pestilenze e carestie; vi saranno fenomeni spaventosi e grandi segni dal cielo”. In questo periodo la potenza dell’Anticristo sarà incontestabile.
Quinto sigillo. Qui siamo giunti alla persecuzione! “Quando l’Agnello aprì il quinto sigillo, vidi sotto l’altare le anime di quelli che erano stati uccisi per la parola di Dio e per la testimonianza che gli avevano resa” (Apocalisse 6:9). Ancora una volta c’è un parallelo nel racconto dei vangeli, “Allora vi abbandoneranno all’oppressione e vi uccideranno e sarete odiati da tutte le genti a motivo del mio nome. Allora molti si svieranno, si tradiranno e si odieranno a vicenda. Molti falsi profeti sorgeranno e sedurranno molti. Poiché l’iniquità aumenterà, l’amore dei più si raffredderà, ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato” (Matteo 24:9-12).
Sesto sigillo. Questo sigillo descrive l’abominazione della desolazione, che vedremo anche descritta nella terza, quarta e quinta tromba, nella figura della stella che cade dal cielo. Questo evento è menzionato nel vangelo, ad esempio, “Quando dunque vedrete l’abominazione della desolazione, della quale ha parlato il profeta Daniele, posta in luogo santo (chi legge faccia attenzione!)” (Matteo 24:15) e anche nella terza, quarta e quinta tromba (Apocalisse 8:10-9:12), così come anche in Apocalisse 13 dove si vede la bestia che viene dalla terra far guerra ai santi per poi istituire il proprio marchio. Un’altra conferma della cronologia degli eventi l’abbiamo in II Tessalonicesi 2 dove si legge che il ritorno del Signore e il nostro incontro con lui (il rapimento) non avverrà “se prima non sia venuta l’apostasia e non sia stato manifestato l’uomo del peccato, il figlio della perdizione, l’avversario, colui che s’innalza sopra tutto ciò che è chiamato Dio od oggetto di culto; fino al punto da porsi a sedere nel tempio di Dio, mostrando se stesso e proclamandosi Dio”. L’abominazione della desolazione è anche descritta in Daniele 7:25; 8:25; 11:36.
Settimo sigillo. Il settimo sigillo conduce alle sette trombe, laddove le sette trombe corrono parallelamente alle sette coppe. La tromba introduce sempre il soggetto e la coppa lo traduce in un giudizio. Vi prego di notare che le coppe dell’ira di Dio sono destinate ai non credenti, non ai santi! I santi vengono risparmiati perché saranno rapiti prima che le coppe siano riversate sulla terra.

I SETTE SIGILLI E LE SETTE COPPE DELL’IRA

sigilli
Qui sotto vediamo in parallelo ciascuna tromba con la coppa corrispondente. Ogni tromba introduce un soggetto, come la terra, il mare, satana, l’uomo, ecc… e ciascuna coppa descrive il giudizio sullo stesso soggetto.



SOGGETTO
LE 7 TROMBE (Apocalisse 8-9)
LE COPPE DELL’IRA (Apocalisse 16)
PRIMA TROMBA e PRIMA COPPA 
Viene colpita la terra
v. 7. Il primo sonò la tromba, e grandine e fuoco, mescolati con sangue, furono scagliati sulla terra. Un terzo della terra bruciò, un terzo degli alberi pure e ogni erba verde fu arsa.v. 2. Il primo andò e versò la sua coppa sulla terra; e un’ulcera maligna e dolorosa colpì gli uomini che avevano il marchio della bestia e che adoravano la sua immagine.
SECONDA TROMBA e SECONDA COPPA 

Viene colpito il mare

Ulteriore giudizio sull’uomo
v. 8. Poi il secondo angelo sonò la tromba e una massa simile a una grande montagna ardente fu gettata nel mare. Un terzo del mare diventò sangue, 9. un terzo delle creature viventi che erano nel mare morì e un terzo delle navi andò distrutto.v. 3. Poi il secondo angelo versò la sua coppa nelmare; esso divenne sangue simile a quello di un morto, e ogni essere vivente che si trovava nel mare morì.
TERZA TROMBA e TERZA COPPA 
Vengono colpiti i fiumi

Satana viene gettato a terra e poi giudicato
v. 10. Poi il terzo angelo sonò la tromba e dal cielo cadde una grande stella, ardente come una torcia, che piombò su un terzo dei fiumi e sulle sorgenti delle acque. 11 Il nome della stella è Assenzio; e un terzo delle acque diventò assenzio. Molti uomini morirono a causa di quelle acque, perché erano diventate amare.v. 4. Poi il terzo angelo versò la sua coppa neifiumi e nelle sorgenti; e le acque diventarono sangue. 5 Udii l’angelo delle acque che diceva: «Sei giusto, tu che sei e che eri, tu, il Santo, per aver così giudicato. 6 Essi infatti hanno versato il sangue dei santi e dei profeti, e tu hai dato loro sangue da bere; è quello che meritano». 7 E udii dall’altare una voce che diceva: «Sì, o Signore, Dio onnipotente, veritieri e giusti sono i tuoi giudizi».
QUARTA TROMBA e QUARTA COPPA 
Viene colpito il sole

Ulteriore giudizio sull’uomo impenitente
v. 12. Quando il quarto angelo sonò la tromba, fu colpito un terzo del sole, della luna e delle stelle: un terzo della loro luce si spense e il chiarore del giorno, come quello della notte, diminuì di un terzo.v. 8. Poi il quarto angelo versò la sua coppa sulsole e al sole fu concesso di bruciare gli uomini con il fuoco. 9 E gli uomini furono bruciati dal gran calore; e bestemmiarono il nome di Dio che ha il potere su questi flagelli, e non si ravvidero per dargli gloria.
QUINTA TROMBA e QUINTA COPPA 
Il pozzo dell’abisso, il seggio della bestia

La bestia e gli angeli decaduti escono dall’abisso per tormentare l’uomo corrotto

La bestia e il suo regno ricevono il giudizio
V. 1. Poi il quinto angelo sonò la tromba e io vidi un astro che era caduto dal cielo sulla terra; e a lui fu data la chiave del pozzo dell’abisso. 2 Egli aprì il pozzo dell’abisso e ne salì un fumo, come quello di una grande fornace; il sole e l’aria furono oscurati dal fumo del pozzo. 3 Dal fumo uscirono sulla terra delle cavallette a cui fu dato un potere simile a quello degli scorpioni della terra.4 E fu detto loro di non danneggiare l’erba della terra, né la verdura, né gli alberi, ma solo gli uomini che non avessero il sigillo di Dio sulla frontev. 10. Poi il quinto angelo versò la sua coppa sul trono della bestia. Il suo regno fu avvolto dalle tenebre. Gli uomini si mordevano la lingua per il dolore, 11 e bestemmiarono il Dio del cielo a causa dei loro dolori e delle loro ulcere, ma non si ravvidero dalle loro opere
SESTA TROMBA e SESTA COPPA 
L’Eufrate riporta ad Harmaghedon


La prima raccolta alla battaglia al suono della tromba. L’uomo non si pente.


La bestia, i demoni e gli eserciti vengono distrutti.
v. 13. Poi il sesto angelo sonò la tromba e udii una voce dai quattro corni dell’altare d’oro che era davanti a Dio. 14 La voce diceva al sesto angelo che aveva la tromba: «Sciogli i quattro angeli che sono legati sul gran fiume Eufrate». 15 E furono sciolti i quattro angeli che erano stati preparati per quell’ora, quel giorno, quel mese e quell’anno, per uccidere la terza parte degli uomini. 16 Il numero dei soldati a cavallo era di duecento milioni e io udii il loro numero. 17 Ed ecco come mi apparvero nella visione i cavalli e quelli che li cavalcavano: avevano delle corazze color di fuoco, di giacinto e di zolfo; i cavalli avevano delle teste simili a quelle dei leoni e dalle loro bocche usciva fuoco, fumo e zolfo. 18 Un terzo degli uomini fu ucciso da questi tre flagelli: dal fuoco, dal fumo e dallo zolfo che usciva dalle bocche dei cavalli. 19 Il potere dei cavalli era nella loro bocca e nelle loro code; perché le loro code erano simili a serpenti e avevano delle teste, e con esse ferivano. 20 Il resto degli uomini che non furono uccisi da questi flagelli, non si ravviderodalle opere delle loro mani; non cessarono di adorare i demòni e gli idoli d’oro, d’argento, di bronzo, di pietra e di legno, che non possono né vedere, né udire, né camminare. 21 Non si ravvidero neppure dai loro omicidi, né dalle loro magie, né dalla loro fornicazione, né dai loro furti.v. 12. Poi il sesto angelo versò la sua coppa sul gran fiume Eufrate, e le sue acque si prosciugarono perché fosse preparata la via ai re che vengono dall’Oriente. 13 E vidi uscire dalla bocca del dragone, da quella della bestia e da quella del falso profeta tre spiriti immondi, simili a rane. 14 Essi sono spiriti di demòni capaci di compiere dei miracoli. Essi vanno dai re di tutta la terra per radunarli per la battaglia del gran giorno del Dio onnipotente…… 

v. 16. E radunarono i re nel luogo che in ebraico si chiama Harmaghedon.
SETTIMA TROMBA (Apocalisse 11:12-15) e SETTIMA COPPA (Apocalisse 16:17-21)Alla settima tromba avviene il rapimento della Chiesa e il ritorno del Signore e hanno inizio le coppe dell’ira.Le sette coppe sono il giudizio finale di Dio sulla terra nei confronti del regno tripartito di Babilonia (così come descritto nei cap. 17-18-19).


COMMENTI CONCLUSIVI



3 trombe
Avrete notato come ai due testimoni sia dato il potere di chiudere il cielo affinché non cada pioggia, durante i giorni della loro profezia. Hanno pure il potere di mutare l’acqua in sangue e di percuotere la terra con qualsiasi flagello, quante volte vorranno (Ap. 11:6). Questo avverrà in concomitanza con le prime tre trombe della terra, del mare e delle acque e sta ad indicare anche che Dio è in grado di proteggere e di rendere forti i suoi testimoni. Quando le locuste usciranno dall’abisso per tormentare gli abitanti della terra, è scritto che è dato loro potere “solo sugli uomini che non avessero il sigillo di Dio sulla fronte” (Ap. 9:4). In altre parole, prima che le coppe dell’ira vengano riversate sulla terra i santi hanno ricevuto già il marchio di Dio sulla fronte e sono stati protetti da ogni giudizio di Dio. Prima delle coppe, e immediatamente dopo il suono della settima tromba, la chiesa è già stata rapita.
Quasi tutti gli studiosi concordano nel dire che il rapimento avverrà all’ultima tromba, alla settima tromba. Per chi crede che il rapimento avvenga prima e che sia segreto, II Tessalonicesi 2 dice che il rapimento non può avvenire se non prima che sia stata eretta l’abominazione della desolazione. Inoltre, da Apocalisse 11:19 vediamo che il rapimento avviene all’ultima tromba, per non parlare poi del raccolto finale prima che l’ira di Dio sia riversata. Dopo di che, non esistono più “santi della tribolazione” e non ci sono più possibilità di ravvedimento. Il tempo è scaduto. Infatti, questi giudizi avvengono alla fine del periodo di sette anni durante un periodo addizionale di 75 giorni.
Capisco che tutto ciò possa sembrare un po’ tecnico, ma se leggete e studiate questi passaggi, la cronologia esatta apparirà anche a voi. L’armonia delle scritture è perfetta, così come lo è il carattere stesso di Dio. Sì, egli permetterà che i suoi figli soffrano la persecuzione e la tribolazione. Perciò non ci scoraggiamo; ma, anche se il nostro uomo esteriore si va disfacendo, il nostro uomo interiore si rinnova di giorno in giorno” (II Cor. 4:16). “Infatti io ritengo che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria che dev’essere manifestata a nostro riguardo” (Romani 8:18). “Tutto questo allo scopo di conoscere Cristo, la potenza della sua risurrezione, la comunione delle sue sofferenze, divenendo conforme a lui nella sua morte” (Filippesi 3:10).Resistetegli stando fermi nella fede, sapendo che le medesime sofferenze affliggono i vostri fratelli sparsi per il mondo” (I Pietro 5:9).


persecuzione
Ma Dio non rivolgerà mai la sua ira verso i suoi figli! Persecuzione e tribolazione sono sempre state un mezzo per affinare i cristiani e per separare i veri cristiani da quelli falsi, le pecore dalle capre e il grano dalla paglia. Riuscite a vedere Dio, che permette alla tiepida chiesa occidentale (caduta nel peccato, immersa nel mondo e nell’errore) di farla franca, scappare, esser rapita, senza mai vedere di che pasta è fatta? Non penso proprio (neanche tu se sei onesto con te stesso). Considerando che in tutto il mondo i cristiani stanno morendo come mai è successo nella storia precedente, noi stiamo qui comodi comodi aspettando col rapimento una fuga anticipata! Vergognamoci! Dio permetterà che saremo testati dal fuoco della tribolazione. Dio sa quello che fa!
C’è solo un’ultima domanda. Se, come dice Matteo 21:21 “perché allora vi sarà una grande tribolazione, quale non v’è stata dal principio del mondo fino ad ora, né mai più vi sarà”, non dovremmo almeno cominciare a considerare le implicazioni che ciò ha per la chiesa di oggi? Pensi proprio che la chiesa occidentale (l’unica parte del corpo di Cristo che non è ancora soggetta a persecuzione) abbia fatto qualcosa di straordinario per meritarsi di scappare dalla sofferenza? Nel corso degli anni tanti cristiani hanno detto che “Dio non permetterà mai alla sua chiesa di soffrire”. Questo pensiero non si scontra solo con i 2000 anni di storia passata, ma diffama i sacrifici delle migliaia di martiri della fede.
Vorrei incoraggiarti a rileggere tutti questi passi e permettere al Signore di illuminarti. Quello che io dico non ha importanza. Quello che dice Dio ha importanza.
La posizione pre-tribolazionista toglie a Dio uno dei suoi due attori principali, Israele. La posizione “pan-tribolazionista” (gioco di parole con l’inglese pan out, riuscire) che sostiene che non ci si deve preoccupare perché alla fine tutto riuscirà e si sistemerà da sé, è un aperto invito all’apatia. Invece, i cristiani dovrebbero cominciare a considerare la testimonianza e il martirio come l’onore più alto che potrebbero essere chiamati a pagare.

di Dene Mc Griff 
 Si ringrazia-  Sequenza Profetica per la gentile concessione


  

"Ma essi lo hanno vinto per mezzo del sangue dell’Agnello, e con la parola della loro testimonianza; e non hanno amato la loro vita, anzi l’hanno esposta alla morte."
(Apocalisse 12:11) 

http://consapevolinellaparola.blogspot.com/2012/02/la-cronologia-del-libro-dellapocalisse.html

mercoledì 11 maggio 2016

Strategie di guerra spirituale

La Bibbia permette ad un credente di condividere le sue esperienze; lo Spirito Santo lo spinge a farlo. È bene che per la grazia del Signore si impari a seguirLo nelle piccole cose della vita quotidiana. Inoltre è necessario ricevere una comprensione chiara della vita spirituale, in modo tale che lo Spirito Santo posa usarla per la crescita spirituale ed essere liberati dalle incertezze.
Secondo la maturità spirituale del credente, certi punti della Scrittura saranno di difficile comprensione. Non bisogna né trascurarli né accanirsi per capirli subito. Vi sono delle verità che sono riservate ad un tempo di maggiore maturità. Il Signore, spesso, ci dà un assaggio di una vita più profonda rinviando ad un futuro indeterminato la pienezza dell’esperienza spiritualmente cristiana.
Il diavolo cercherà certamente di persuadere moltissimi lettori della Bibbia ad abbandonare la sua lettura (lasciando che si copra di polvere in qualche scaffale), la sua meditazione, il suo studio, la sua applicazione. Pertanto bisogna chiedere a Dio, iniziando la lettura di queste pagine, di darvi la forza e la perseveranza per proseguire fino in fondo nonostante gli ostacoli del nemico, il quale farà di tutto affinché ciò non sia di utilità a coloro che ne hanno bisogno; non permettergli di aver successo nella sua malvagia intenzione. Studiare la Bibbia e pregare; chiedere a Dio che non ci faccia dimenticare quanto si è studiato e non ci limitiamo a riempire il cervello d’infinite teorie sterili.
1) Se nella luce di Dio riusciamo a vedere la luce, impareremo a conoscere noi stessi senza perdere la nostra libertà in Cristo. Ma se non facciamo altro che esaminare noi stessi, analizzando ogni pensiero ed ogni sentimento in continuazione, tutto ciò ci impedirà di abbandonarci completamente a Cristo. Solo il credente istruito profondamente dal Signore sarà in grado di conoscere sé stesso. La continua introspezione e l’autoanalisi sono dannose per la vita spirituale.

2) La triplice portata del piano redentore del Signore - Attraverso la croce di Cristo non solo è stato annullato il peccato di coloro che Dio ha eletto a vita eterna prima la fondazione del mondo, ma è stata crocifissa anche la nostra “carne” di peccato. Nulla di ciò che appartiene alla vecchia creazione, cioè all’uomo vecchio, può essere gradito a Dio, neppure le opere migliori. La comprensione dello scopo della redenzione operata dal Signore permette di dividere la vecchia creazione dalla nuova. La vita che riceviamo al momento della rigenerazione è intesa a liberarci:
a) dal peccato,
b) dalla nostra vita naturale,
c) dalla potenza soprannaturale di forze sataniche nei luoghi invisibili.
Nessuna di queste tre tappe deve essere tralasciata. La croce di Cristo ci mette in grado di riportare questa triplice vittoria.
Il piano di Dio è che i suoi figli siano completamente liberati dalla vecchia creazione che, per quanto possa apparire bella agli occhi dell’uomo, è radicalmente condannata da Dio. Purtroppo la “carne” si nasconde ovunque, persino nei nostri propositi più santi. Ma se noi, servitori del Signore, sappiamo ciò che deve essere distrutto e ciò che deve essere ricostruito, non saremo dei ciechi che guidano altri ciechi.
Se Dio, nella sua grazia, vi ha liberati dalla carne e dalla potenza delle tenebre, voi, a vostra volta, dovete offrire queste verità agli altri: gratuitamente avete ricevuto e gratuitamente date.

3) Ogni esperienza spirituale (per esempio, la “nuova nascita”) produce un cambiamento particolare nel nostro uomo interiore.

4) La nuova nascita, cioè ricevere la vita di Dio, è il punto di partenza di ogni vita spirituale.
Noi, che siamo responsabili dell’annunzio dell’Evangelo, dobbiamo capire che non avremo compiuto nulla di veramente utile, finché gli uomini che ci ascoltano, non avranno ricevuto la vita di Dio nella profondità del loro essere.

5) Le lacrime, la penitenza, le riforme morali, lo zelo, le buone opere: nessuna di queste cose può costituire un criterio per valutare la vita cristiana.
6) La Bibbia considera la creatura umana come composta di tre parti: lo spirito, l’anima ed il corpo. Dunque l’uomo si compone di tre elementi (spirito, anima, corpo) il che non significa però che l’uomo sia diviso: è sempre una persona.

7) Spesso nelle comunità si confonde facilmente lo spirito con l’anima. La distinzione fra questi due aspetti della nostra personalità è fondamentale per poter essere realmente in comunione con Dio, il quale parla allo spirito dell’uomo e non alla sua anima. È molto difficile, all’inizio, saper discernere la voce discreta e sottile dello spirito.
Quindi per coloro che desiderano avanzare nella vita spirituale, è indispensabile conoscere a faondo la differenza fra l’anima e lo spirito.

8) Componenti dell’anima: emotività, mente, volontà.
Andrew Murray ha detto una volta che ciò di cui la Chiesa ed i cristiani debbono aver timore è l’attività disordinata dell’anima per quel che riguarda le risorse del pensiero e della volontà.

9) Per il Signore non è difficile perdonare il nostro peccato e guarire le nostre malattie.

10) Quando si è nella morsa di satana, è necessario mobilitare tutte le risorse dello spirito, dell’anima e del corpo per combattere questa lotta contro le potenze infernali.
di Stefano Sambataro

martedì 5 aprile 2016

La completa armatura di Dio (parte IV) : lo scudo della Fede

Egli è pieno d'orgoglio, non agisce rettamente;
ma il giusto per la sua fede vivrà.
Abacuc 2:4 

1. LO SCUDO DELLA FEDE
[...] prendete oltre a tutto ciò lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infocati del maligno.
Efesini 6:16


In questa serie di studi biblici abbiamo già visto i primi tre elementi della completa armatura di Dio descritta dall'apostolo Paolo nella lettera agli Efesini, un'armatura "spirituale" ispirata nella sua descrizione a quella dei soldati romani. Nello specifico, abbiamo approfondito la cintura della verità, la corazza della giustizia e i calzari dello zelo dato dal vangelo della pace. Il quarto componente descritto dall'apostolo invece è proprio lo scudo della fede, necessario per spegnere tutti i dardi infuocati del maligno.

Lo scudo romano del I secolo era di forma rettangolare, e di grandezza sufficiente a coprire interamente il corpo del fante1.
Lo scudo era utilizzato non solo come arma di difesa ma come vera e propria arma di attacco: l'umbone era utile per colpire i nemici, mentre il bordo, rinforzato, poteva essere utilizzato per colpi al volto. Tale sistema è significantemente descritto in alcune sculture che descrivono combattimenti gladiatori e nulla ci vieta di pensare, anzi, che lo stesso sistema fosse utilizzato dai legionari, anche per far perdere l'equilibrio al nemico, e permettere, quindi, una maggiore facilità nel colpirlo e nel penetrare le sue difese con il gladio2.
Esso era quindi fondamentale ai fini del combattimento, tanto per la difesa quanto per l'attacco. Similmente, anche la fede riveste nel contesto dell'armatura di Dio uno scopo analogo, avendo una funzione di difesa dai "dardi infuocati del maligno", ma anche di attacco inteso come avanzamento dei propositi di Dio per ogni credente. Un avanzamento iniziato al momento della conversione e portato avanti per tutti i successivi giorni della propria vita. 

2. SALVATI PER GRAZIA MEDIANTE LA FEDE


Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio.
Efesini 2:8

La salvezza di Dio è un dono offerto per grazia mediante la fede. Proprio la fede, infatti, consente di avvicinarsi a Dio e ricevere la sua grazia e giustizia. Il messaggio del vangelo ha la caratteristica di spostare il baricentro della relazione con il Signore, dalle opere (derivanti dalla legge) alla fede (e alle conseguenti opere di fede), dalla frustrazione della ricerca dell'approvazione di Dio alla gratitudine che scaturisce dal ricevere questa riconciliazione gratuitamente e immeritatamente. 

Che diremo dunque che il nostro antenato Abraamo abbia ottenuto secondo la carne? Poiché se Abraamo fosse stato giustificato per le opere, egli avrebbe di che vantarsi; ma non davanti a Dio; infatti, che dice la Scrittura? «Abraamo credette a Dio e ciò gli fu messo in conto come giustizia».

Romani 4:1-3


L'apostolo Paolo dimostra con le sue argomentazioni che la fede è stata da sempre lo strumento privilegiato da Dio per approvare gli uomini e stabilire con loro profondi legami. Nonostante l'importanza della legge data a Mosè, è grazie alla fede che al patriarca Abraamo fu precedentemente accordata la giustizia. In questo passo, l'espressione "messo in conto" traduce il verbo greco logizomai che possiede un significato di calcolo matematico. Abbiamo quindi questa unione paradossale tra la fede - un'attitudine immateriale e squisitamente personale e soggettiva - e il calcolo matematico - un'operazione di ferrea logica oggettiva - . La fede di Abraamo fu computata, fu calcolata da Dio come giustizia. Ed è così ancora oggi, tanto per i Giudei quanto per i Gentili. Entrambi infatti sono giustificati per la loro fede in Cristo, fede che viene "calcolata" da Dio come giustizia. La fede è l'elemento che agli occhi del Signore permette di unire i credenti con la giustizia di Cristo, facendoli raggiungere in questo modo grazia e riconciliazione. Ecco quindi come lo scudo della fede permette tanto di spegnere le accuse (a volte veritiere e a volte menzognere) di Satana, quanto di camminare in vittoria nella propria comunione e ubbidienza con il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Lo scudo della fede rende inefficaci le accuse (nostre, di altre persone e di Satana) contro i nostri peccati (credendo nell'espiazione di Cristo) e permette di "attaccare" le forze spirituali della malvagità conseguendo le vittorie che scaturiscono da ogni singola liberazione dal peccato ottenuta durante le tentazioni che attraversiamo, credendo e invocando lo Spirito della vita in Cristo Gesù (Ro 8:11). Mediante la fede nel sacrificio di Cristo siamo perdonati dai nostri peccati e mediante la fede nella resurrezione di Cristo siamo rigenerati e allontanati sempre più dai nostri peccati.

Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di realtà che non si vedono. Infatti, per essa fu resa buona testimonianza agli antichi. Per fede comprendiamo che i mondi sono stati formati dalla parola di Dio; così le cose che si vedono non sono state tratte da cose apparenti. Per fede Abele offrì a Dio un sacrificio più eccellente di quello di Caino; per mezzo di essa gli fu resa testimonianza che egli era giusto, quando Dio attestò di gradire le sue offerte; e per mezzo di essa, benché morto, egli parla ancora. Per fede Enoc fu rapito perché non vedesse la morte; e non fu più trovato, perché Dio lo aveva portato via; infatti prima che fosse portato via ebbe la testimonianza di essere stato gradito a Dio. Or senza fede è impossibile piacergli; poiché chi si accosta a Dio deve credere che egli è, e che ricompensa tutti quelli che lo cercano.
Ebrei 11:1-6


La fede porta chiunque si accosta a Dio a credere che egli ricompensa coloro che lo cercano, consentendo di raggiungere queste stesse ricompense! La fede nel sacrificio e nella resurrezione di Cristo è la dimostrazione di una realtà che ad oggi non si può toccare o vedere se non nelle persone che - per l'appunto - vi  credono e che hanno vissuto una tangibile trasformazione nella propria vita. La Chiesa stessa, composta da ogni singolo credente, è quindi la dimostrazione di una realtà che di per sé è invisibile e che sarà invece pienamente manifestata al ritorno del Signore.  
 
3. UN ESEMPIO DI FEDE IN AZIONE

Quando Gesù fu entrato in Capernaum, un centurione venne da lui, pregandolo e dicendo: «Signore, il mio servo giace in casa paralitico e soffre moltissimo». Gesù gli disse: «Io verrò e lo guarirò». Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di' soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Perché anche io sono uomo sottoposto ad altri e ho sotto di me dei soldati; e dico a uno: "Va'", ed egli va; e a un altro: "Vieni", ed egli viene; e al mio servo: "Fa' questo", ed egli lo fa». Gesù, udito questo, ne restò meravigliato, e disse a quelli che lo seguivano: «Io vi dico in verità che in nessuno, in Israele, ho trovato una fede così grande!
Matteo 8:5-10  
[...]
Gesù disse al centurione: «Va' e ti sia fatto come hai creduto». E il servitore fu guarito in quella stessa ora.

Matteo 8:13

Riflettendo su questo importante brano del vangelo di Matteo, possiamo trarre alcune considerazioni sull'azione della fede nella vita quotidiana di ogni credente. Come abbiamo visto, infatti, per fede si riceve la grazia di Dio nel momento della propria conversione, ma essa va esercitata ogni giorno per poter crescere nella maturità spirituale in modo sano e naturale. Il centurione di questo racconto incontra Gesù e lo prega di guarire il suo servo, sapendo per fede che una sua sola parola sarebbe bastata ad operare a distanza questa guarigione miracolosa. La caratteristica della fede di questo centurione, la caratteristica che la rende così "grande", è spiegata nel racconto stesso: egli sapeva con certezza che Gesù aveva potere sulla malattia esattamente come lui aveva potere militare sui suoi sottoposti. Era consapevole, cioè, che Gesù aveva potere regale di compiere qualsiasi opera sovrannaturale essendo il Figlio di Dio. La sua fede era basata sulla certezza (dimostrata nei fatti, non da una dichiarazione) della reale identità di Gesù come Figlio del Dio vivente. Questa rivelazione sarebbe arrivata a Pietro soltanto nel sedicesimo capitolo di questo vangelo, e da questo possiamo capire lo stupore di Gesù, che prima di questa confessione ha incontrato una fede così salda in un uomo romano che non apparteneva neanche al popolo di Israele! I capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo non capivano chi fosse realmente Gesù e da dove venisse la sua autorità, tanto che alla fine posero direttamente a lui queste domande, con animo incredulo (Mt 21:23). Ma questo centurione, che nel racconto evangelico compare e scompare nel giro di poche frasi, aveva capito bene chi fosse Gesù e quale autorità egli avesse. Per questo motivo, Gesù ha lodato la sua fede, accordandogli la guarigione richiesta pronunciando una singola frase. Dal mio punto di vista, questo racconto non intende sottolinare il potere della fede in sé, ma piuttosto della fede in Cristo. La vera fede infatti non ha un potere magico intrinseco, e non esistono parole più efficaci di altre. Quello che fa la differenza è la comprensione e l'esperienza che abbiamo della persona di Cristo. Leggendo la Scrittura e ascoltando la voce dello Spirito Santo, ogni cristiano cresce nella conoscenza del proprio Maestro divenendo sempre più simile a lui ed esercitando una fede sempre meno egoistica, sempre meno egocentrica e sempre più vicina al cuore stesso del Signore, accrescendo inoltre per esperienza la comprensione della sua autorità e superiorità assoluta (Col 1:13-20). Crescendo nella conoscenza del Signore si rimane saldi nella fede (2 Pt 3:17,18), dimostrando in modo sempre più completo la realtà invisibile del regno di Dio, esattamente come questo centurione poté dimostrare a tutti i presenti l'autorità assoluta di Gesù sopra ogni tipo di malattia.
 

Da questo racconto evangelico possiamo però imparare ancora qualcosa. Avendo definito le caratteristiche di questa "grande fede" infatti, possiamo ora identificare anche le attitudini più lontane dal comportamento di questo centurione. Definendo quindi "al contrario" cosa non contraddistingue una fede di questo tipo. Sicuramente ci sarebbero moltissimi fattori da tenere in considerazione, ma in questo contesto ho scelto di semplificare alcune dinamiche per sottolineare principalmente quattro attitudini molto pericolose, attualizzate al nostro contesto moderno. Questi sono i pericolosi dardi infuocati dal maligno, che cercano di penetrare lo scudo della fede.

A - VERGOGNA: "Io sono troppo peccatore per chiedere qualsiasi cosa al Signore. Egli ha cose più importanti da fare che ascoltarmi."


Lo scudo della fede si contrappone con vigore a questo tipo di pensiero. La sua potenza infatti non trae origine dalle virtù umane, ma dalle virtù di Cristo. Grazie al suo sacrificio, non c'è peccato troppo grande che Dio non possa perdonarci.


Dio invece mostra la grandezza del proprio amore per noi in questo: che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.Tanto più dunque, essendo ora giustificati per il suo sangue, saremo per mezzo di lui salvati dall'ira.

Romani 5:8,9 

Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, per ottenere misericordia e trovar grazia ed essere soccorsi al momento opportuno.
Ebrei 4:16

B - ORGOGLIO: "Io ho raggiunto un livello di maturità spirituale tale da riuscire ad affrontare da solo i problemi personali e ministeriali, potendo trascurare il mio tempo personale di preghiera."

Persistere in questo pensiero significa lasciare cadere lo scudo della fede restando di conseguenza completamente inermi. Questa infatti è fede in sé stessi non in Dio, e costituisce in realtà un atto di ribellione. Gesù stesso, nel suo ministero terreno, passava lunghe notti in preghiera per restare in comunione con il Padre e compiere durante le giornate la sua perfetta volontà (P. es. Mt 14:23). Nessuno può essere nella condizione di indipendenza dal Signore, ma anzi, chi è più maturo nella fede non può far altro di essere ancora più zelante nella preghiera e comunione con lo Spirito Santo. 


[...] non cessate mai di pregare [...]
1Tessalonicesi 5:17 

Non ubriacatevi! Il vino porta alla dissolutezza. Ma siate ricolmi di Spirito, parlandovi con salmi, inni e cantici spirituali, cantando e salmeggiando con il vostro cuore al Signore; ringraziando continuamente per ogni cosa Dio Padre, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo; sottomettendovi gli uni agli altri nel timore di Cristo.
Efesini 5:18-21

C - INCREDULITA': "Tanto il Signore non opererà."

La genuina fiducia nel Signore, è radicata nella conoscenza del suo carattere e nella consapevolezza che ogni cosa coopera al bene di chi lo ama e serve (Ro 8:28). Possono sorgere pensieri di incredulità, ma la fede li spegne ristabilendo le verità bibliche come verità fondamentali ancora più stabili di quelle che possono percepire i nostri sensi naturali. La Parola di Dio è eterna e il nostro Signore è lo stesso ieri, oggi e in eterno.

Confessate dunque i vostri peccati gli uni agli altri, pregate gli uni per gli altri affinché siate guariti; la preghiera del giusto ha una grande efficacia

Giacomo 5:16 

D - FATALISMO
"Tutto quel che succede è secondo la sua volontà quindi non ha senso pregare."

Sebbene il Signore sia sovrano sopra ogni aspetto del creato, egli insegna ed esorta ripetutamente a pregare, tanto con preghiere di richiesta (Mt c. 7, Gv 16:24) quanto con preghiere di ringraziamento (Ef 5:4), di guarigione (Gc 5:16) e fortificazione spirituale (Ef 3:16).

[...] pregate in ogni tempo, per mezzo dello Spirito, con ogni preghiera e supplica; vegliate a questo scopo con ogni perseveranza. Pregate per tutti i santi [...]
Efesini 6:18 

La preghiera sincera è espressione dell'amore per Dio e dell'amore per il prossimo. La preghiera è parte fondamentale della propria fede e devozione, ed elemento indispensabile per la propria crescita spirituale. Pregare non cambia la volontà di Dio, ma allinea la nostra volontà alla sua, rendendoci più sensibili e maturi. Il Signore, in modo incomprensibile, riesce a costruire il futuro coinvolgendo le preghiere che egli stesso suscita nel cuore dei credenti, realizzando in questo modo la sua piena volontà (Dan 9:2).

4. CONCLUSIONE












Lo scudo della fede è un componente fondamentale nella completa armatura di Dio. E' la fede infatti che consente di raggiungere la grazia di Dio, e con essa la salvezza. E' la fede che consente di vincere le proprie battaglie contro il peccato e crescere in modo sano. E' la fede che spegne ogni pensiero e ogni accusa del diavolo, ristabilendo la verità di Dio sopra ogni cosa. Come lo scudo romano proteggeva tutto il corpo del soldato, allo stesso modo la fede difende ogni aspetto della vita del credente. Come lo scudo poteva essere usato con scopo offensivo nel combattimento, in modo simile la fede è utile ad avanzare nei propositi di Dio, sottomettere i propri pensieri a Cristo, e manifestare il regno di Dio attraverso la propria vita.

Un'armatura senza scudo porterebbe a soffrire immediatamente per ogni singolo colpo subìto, e a soccombere a causa di una difesa inadeguata. Analogamente, una vita cristiana priva di fede è in completa balìa del proprio peccato e delle forze spirituali della malvagità. Ma dobbiamo ringraziare il Signore per lo scudo di fede che egli dona a tutti i suoi figli, uno scudo che dobbiamo impugnare e ricercare sempre più spesso per poter infine resistere nel giorno malvagio, e restare in piedi dopo aver compiuto tutto il nostro dovere.

da davidegalliani.com 

sabato 2 aprile 2016

Il rapimento rivelato



Il rapimento è qualcosa di ancora non ben chiaro nelle menti dei cristiani di tutto il mondo. Il motivo principale è che esso è stato, ed è tuttora, descritto in molti modi contrastanti da libri, film e simili, al punto da diffondere un falso punto di vista tra i credenti, che è quello con cui ciascuno di noi guarda a questo evento.
Alla domanda “Perché ci sarà il rapimento?”, la maggior parte dei cristiani risponderebbe: “Perché in questo modo la Chiesa non dovrà affrontare la tribolazione!”
Tale risposta non fa altro che annullare la stessa dottrina del rapimento, perché lo vede come un semplice mezzo per fuggire dal dolore e dalla sofferenza. Se crediamo che la ragione per cui saremo rapiti sarà evitare le pene e i guai della tribolazione, allora stiamo negando il punto focale del vangelo di Cristo. So che sono parole forti, ma vi assicuro che prima della fine di questo articolo avrete compreso cosa vogliono davvero significare.
Innanzitutto, per comprendere una dottrina bisogna iniziare a spiegare le cose dal principio: “Perciò, lasciando l’insegnamento elementare intorno a Cristo, tendiamo a quello superiore e non stiamo a porre di nuovo il fondamento del ravvedimento dalle opere morte e della fede in Dio, della dottrina dei battesimi, dell’imposizione delle mani, della risurrezione dei morti e del giudizio eterno.” (Ebrei 6:1-2)
Dunque, ciascuno di noi consideri se ha davvero ricevuto chiarezza riguardo agli aspetti basilari della vita cristiana, quelli cioè che devono essere appresi appena nati di nuovo, una volta e per sempre:
  1. Ravvedimento dalla opere morte;
  2. Fede in Dio;
  3. Dottrina dei battesimi;
  4. Imposizione delle mani;
  5. Risurrezione dai morti;
  6. Giudizio eterno.
Per prima cosa, qualcuno vede scritto in questa lista il rapimento? Quello che vediamo scritto è piuttosto la risurrezione dai morti, ossia l’atto di tornare in vita dopo essere defunti. Proprio come ha fatto Gesù.
Fratelli, Gesù ha detto “Io sono la risurrezione e la vita” (Giovanni 11:25)quindi la speranza per coloro che sono morti è di essere risorti a vita eterna! Il nostro Signore ha circa seimila anni di santi defunti che devono essere fatti risorgere, perciò il rapimento non riguarda il sottrarre i cristiani viventi da una situazione spiacevole. Infatti, nella Bibbia la parola “rapimento” non compare mai. Ciò che compare, invece, è la parola “risurrezione”.
Vedete ora perché ho detto che se uno pensa che il rapimento abbia a che fare con l’evitare la sofferenza, nega il vangelo? Il vangelo riguarda la risurrezione a vita eterna, non la fuga dalla tribolazione.
Andando avanti, consideriamo che se Dio un giorno risusciterà tutti i Suoi figli defunti, allora in quel giorno vi saranno anche dei figli di Dio ancora viventi che assisteranno a tale evento. Dunque, per questi ultimi Dio userà un piano diverso, che consisterà nel tramutare nei corpi senza che debbano passare per la morte. Così, dopo la risurrezione dei morti, anche i viventi si uniranno ad essi vedendo i propri corpi mortali trasformati in corpi immortali.
“Ecco, io vi dico un mistero: non tutti morremo, ma tutti saremo trasformati, in un momento, in un batter d’occhio, al suono dell’ultima tromba. Perché la tromba squillerà, e i morti risusciteranno incorruttibili, e noi saremo trasformati.” (1 Corinzi 15:51-52)
La domanda che ora sorge spontanea è: quando avverrà la risurrezione? Anche in questo caso, vogliamo sapere qual è la verità, cioè cosa dice la Bibbia, non gli uomini.
“Poiché, come tutti muoiono in Adamo, così anche in Cristo saranno tutti vivificati; ma ciascuno al suo turno: Cristo, la primizia; poi quelli che sono di Cristo, alla Sua venuta; poi verrà la fine, quando consegnerà il regno nelle mani di Dio Padre, dopo che avrà ridotto al nulla ogni principato, ogni potestà e ogni potenza.” (1 Corinzi 15:22-24)
Questi versi ci dicono che esistono solo due gruppi di risorti: Cristo e coloro che sono in Cristo alla Sua venuta, ossia tutti i morti in Cristo nel corso della storia e coloro che saranno ancora vivi alla Sua venuta. Inoltre, ci viene detto che esiste un ordine in cui la risurrezione avrà luogo: per primo Cristo e per secondi coloro che sono in Lui, prima i morti e poi i vivi.
Infine, ci viene espressamente detto che “poi verrà la fine”, cioè dopo la resurrezione. Non c’è scritto “poi verrà la tribolazione”. Questo è un elemento che indica chiaramente quando avverrà la risurrezione dai morti, ma ci sono altri versi che confermano questa tempistica.
“Questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nessuno di quelli che egli mi ha dati, ma che li risusciti nell’ultimo giorno.” (Giovanni 6:39)
Poiché questa è la volontà del Padre mio: che chiunque contempla il Figlio e crede in lui, abbia vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.” (Giovanni 6:40)

“Nessuno può venire a me se non lo attira il Padre, che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.” (Giovanni 6:44)
“Così l’uomo giace, e non risorge più; finché non vi siano più cieli egli non si risveglierà né sarà più destato dal suo sonno.” (Giobbe 14:12)
Potrebbe essere più chiaro di così? La nostra speranza è la risurrezione che avrà luogo nell’ultimo giorno! Ossia l’ultimo giorno di quest’era.
Alcuni potrebbero obiettare che questo termine indichi il giorno prima dell’inizio della tribolazione, ma il verso di Giobbe ci dice chiaramente che non vi saranno più cieli. Quindi come potrebbe la terra continuare ad esistere senza cieli ed andare avanti per altri sette anni di tribolazione? È assurdo!
In conclusione, fratelli, il nostro concetto di rapimento non è altro che una discutibile tradizione umana. Dovremmo invece riferirci a questi eventi come alla “nostra speranza della risurrezione”.

di Nathan Leal

Per gentile concessione di Sequenza Profetica


Beato e santo è colui che ha parte alla prima risurrezione. Su di loro non ha potestà la seconda morte, ma essi saranno sacerdoti di Dio e di Cristo e regneranno con lui mille anni.”
(Apocalisse 20:6)



http://consapevolinellaparola.blogspot.com/2016/03/il-rapimento-rivelato.html

venerdì 1 aprile 2016

La completa armatura di Dio (parte III) : per calzari, lo zelo dato dal Vangelo

Quanto sono belli, sui monti,
i piedi del messaggero di buone notizie,
che annuncia la pace,
che è araldo di notizie liete,
che annuncia la salvezza,
che dice a Sion:
«Il tuo Dio regna!»

Isaia 52:7


I CALZARI DELLO ZELO DATO DAL VANGELO DELLA PACE



[...] mettete come calzature ai vostri piedi lo zelo dato dal vangelo della pace [...]
Efesini 6:15  

Dopo la verità per cintura e la giustizia per corazza, l'apostolo Paolo identifica come calzari dell'armatura di Dio lo zelo dato dal vangelo della pace. Ispirato probabilmente dall'armatura dei soldati romani (la stessa che indossava il soldato di guardia durante la sua prigionia romana), egli sceglie queste immagini per istruire la chiesa di Efeso a vivere tutte queste realtà spirituali per poter resistere nel giorno malvagio, e restare in piedi dopo aver compiuto tutto il proprio dovere. Dalla cintura e corazza, si passa quindi direttamente ai piedi, come staccando lo sguardo dal centro dell'armatura per rivolgerlo ora alla parte terminale costituita appunto dai calzari. Per quanto possano sembrare dei componenti secondari, essi in realtà garantivano la possibilità di fare lunghe marce e raggiungere il fronte di guerra che spesso per i romani era quasi al limite del mondo conosciuto. Questa immagine è ancora una volta molto adatta, in quanto pure i cristiani hanno il comando di raggiungere tutti i popoli - fino all'estremità della terra - anche se per un motivo completamente diverso e per una guerra non contro uomini, ma contro il regno spirituale della malvagità.

Quelli dunque che erano riuniti gli domandarono: «Signore, è in questo tempo che ristabilirai il regno a Israele?» Egli rispose loro: «Non spetta a voi di sapere i tempi o i momenti che il Padre ha riservato alla propria autorità. Ma riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all'estremità della terra».
Atti 1:6-8


Se la cintura e la corazza sono elementi principalmente di sostegno e difesa, i calzari sono invece dei componenti che hanno lo scopo di rendere adatti al movimento, e quindi alla conquista. Dopo la resurrezione, i vangeli testimoniano che Gesù comandò di fare suoi discepoli tra tutti i popoli (Mt 28:16-20), e gli Atti confermano questo incarico con le parole "mi sarete testimoni...fino all'estremità della terra". Questa urgenza è stata immediatamente compresa e vissuta dalle comunità cristiane, che dopo poco tempo dalla resurrezione di Cristo raggiunsero quasi i confini dello stesso Impero romano, come appare evidente nelle seguenti immagini.






Il cristianesimo "esplose" rapidamente in tutte le terre bagnate dal Mar Mediterraneo, ma si espanse più silenziosamente anche nel Vicino ed Estremo Oriente, con simile tempestività. Abbiamo infatti testimonianze di comunità cristiane in Armenia e Georgia nei primi secoli, e successivamente Asia Centrale, India ed infine Cina nella prima metà del VII secolo1. Con la potenza dello Spirito Santo, i cristiani si sono mossi immediatamente con lo zelo dato dal vangelo della pace, in ubbidienza al comandamento di Gesù. Senza più distinzione tra Giudeo e Greco, ora chiunque invochi il nome del Signore riceve salvezza unicamente mediante la fede in Cristo. Questa è la buona notizia: la riconciliazione dell'uomo con Dio Padre, attraverso il Figlio. Una notizia di pace che di per sé procura lo zelo necessario per la condivisione e l'annuncio. Uno zelo che Paolo conosceva molto bene.
 
Perché se evangelizzo, non debbo vantarmi, poiché necessità me n'è imposta; e guai a me, se non evangelizzo!
[...]
Poiché, pur essendo libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti, per guadagnarne il maggior numero; con i Giudei, mi sono fatto giudeo, per guadagnare i Giudei; con quelli che sono sotto la legge, mi sono fatto come uno che è sotto la legge (benché io stesso non sia sottoposto alla legge), per guadagnare quelli che sono sotto la legge; con quelli che sono senza legge, mi sono fatto come se fossi senza legge (pur non essendo senza la legge di Dio, ma essendo sotto la legge di Cristo), per guadagnare quelli che sono senza legge. Con i deboli mi sono fatto debole, per guadagnare i deboli; mi sono fatto ogni cosa a tutti, per salvarne ad ogni modo alcuni. E faccio tutto per il vangelo, al fine di esserne partecipe insieme ad altri.
1Corinzi 9:16/19-23 

Al fine di partecipare al vangelo insieme ad altri, Paolo ha sofferto lapidazioni, naufragi, percosse, pericoli per le strade, veglie, fame e sete, freddo, nudità, preoccupazioni (2 Cor 11). Tutto al fine di condividere con altri il privilegio della pace con Dio, cercando di portare alla salvezza quante più persone possibili, di quanti più gruppi (etnici/sociali) possibili. Questo è lo zelo che raccomanda agli efesini di calzare. E, in quanto lettera nel canone neotestamentario, questo è lo zelo che il Signore stesso raccomanda ad ogni suo figlio e ad ogni sua figlia di calzare. C'è chi, forte di una conoscenza storica, vede questa missione come già interamente realizzata, insultando l'eterna Parola di Dio con un relativismo insensato. Certo, la Chiesa in duemila anni di storia ha raggiunto le estremità del mondo, ma ha anche visto il suo messaggio originario contaminarsi dalla comodità, dalla sete di potere, dal tradizionalismo e dalle correnti filosofiche secolari. Purtroppo, come è successo a Israele (Ro 10:2), anche alla Chiesa visibile può accadere di avere zelo per Dio ma senza una conoscenza esperienziale. E questo zelo senza conoscenza, non è sano. Non è il genuino zelo dato unicamente dal vangelo della pace. 

No, la missione non è conclusa, perché la nascita di ogni nuova generazione rinnova l'urgenza dell'annuncio con la potenza dello Spirito Santo. La missione non è conclusa perché folle di cristiani nominali non hanno ancora avuto la possibilità di comprendere il messaggio della salvezza e vivere la realtà della pace con Dio. La missione non è conclusa perché in cinquanta Paesi del mondo, i cristiani sono perseguitati, arrivando all'assurda cifra di 50-70.000 cristiani internati nei campi di concentramento nella sola Corea del Nord2. La missione non è conclusa perché "Ecclesia semper reformanda est", ossia la Chiesa ha sempre bisogno di essere riformata specchiandosi nella Parola di Dio per correggersi continuamente. Oggi, nel XXI secolo, il mondo ha ancora un disperato bisogno di ascoltare l'annuncio del vangelo per ravvedersi e seguire Cristo; e la Chiesa ha un disperato bisogno di trasformarsi mediante il rinnovamento della propria mente per conoscere per esperienza quale sia la buona, gradita e perfetta volontà di Dio (Rom 12:2).

Senza i calzari, i soldati romani potevano solo restare immobili, o camminare ferendosi i piedi. Senza lo zelo dato dal vangelo della pace, i cristiani possono solo restare immobili (senza aver alcuna influenza nella società e nelle proprie relazioni) oppure camminare e ferirsi a causa della fonte delle loro attività: azioni che non scaturiscono dal vangelo ma dal proprio orgoglio, attivismo, senso di inadeguatezza, etc. 

Riconoscete che il SIGNORE è Dio;
è lui che ci ha fatti, e noi siamo suoi;
siamo suo popolo e gregge di cui egli ha cura.

Salmo 100:3


Ogni credente (e ogni persona, in generale) ha il bisogno di fermarsi. Riconoscere anche oggi, in questo momento, che il Signore è Dio. Riconoscere che è lui che ci ha fatti e che noi siamo suoi. Noi, la Chiesa eletta unita all'Israele eletto, siamo il suo popolo e gregge di cui egli ha cura. Il Signore ha cura di noi, e persino i capelli del nostro capo sono contati (Mat 10:30). Per questo motivo, sostenuti dalla sua verità e protetti con la sua giustizia, possiamo e dobbiamo marciare nella guerra contro le forze spirituali della malvagità, indossare i calzari dello zelo dato dal vangelo della pace e predicare la Parola di Dio partendo dalle persone che ci stanno più vicino per raggiungere infine le più lontane. Fino all'estremità della terra.  

da davidegalliani.com 

ciao

per tutti coloro che mi vogliono bene un invito a riflettere

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