per capirci

GIACOMO 1, 2-4

Fratelli, considerate come motivo di gaudio perfetto le diverse prove alle quali voi potete essere esposti, sapendo che la fede messa
alla prova produce la pazienza. E' necessario però che la pazienza compia perfettamente l'opera sua, affinché voi siate pure perfetti ed
integri, senza mancare in niente.(Giacomo 1; 2-4)

Emmanuel

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domenica 16 dicembre 2012

Il giorno delle piccole cose


“Chi ha disprezzato il giorno delle piccole cose?” (Zaccaria 4:10)

Zaccaria comincia il suo libro con una  chiamata al pentimento ma la maggior parte del suo libro è dato per una rassicurazione di Grazia da mostrare alla chiesa a cui stava predicando. Prima abbiamo guardato le 8 visioni che furono date a Zaccaria e alla chiesa in quei giorni che riguardano il proponimento di Dio di risvegliare la Sua Chiesa, di rinnovare una chiesa che stentava a crescere, rinvigorire una chiesa che era ad un punto molto basso.
La quinta visione è coontenuta nel capitolo 4 e giunge davvero al cuore dell’argomento del “Risveglio”. In Zaccaria 4:1-5 abbiamo la stessa visione descritta, nei versi 4:6-10 abbiamo il messaggio della visione, sebbene in termini non molto chiari, sono sicuro che potete capirlo e capire anche il resto, e nei versi 4:11-14 abbiamo l’angelo che identifica uno dei simboli specifici della visione.
E’ interessante che nel verso 1 Zaccaria si era svegliato, nel suo sonno era come se si fosse svegliato per questa visione e per l’angelo che gliela mostrava , e noi dobbiamo essere eccitati nel comprendere la verità contenuta in questa parte della Scrittura. E cioè che spesso i nostri cuori diventano stanchi per l’impazienza nell’attenderci che il lavoro di Dio venga con grande potenza, che avvengano cose grandi e invece succede molto poco, e quasi andiamo a dormire, ma come lo Spirito scuote Zaccaria cosi’ scuoterà voi nel farvi riconoscere questa verità che sta per esservi predicata. Lo Spirito di Dio vi scuoterà per farvi capire che ci sono delle grandi cose che avvengono nella Chiesa, anche nel giorno piu’ piccolo della sua gloria.
Notate innanzitutto, nei versi 1-5 abbiamo un candeliere d’oro descritto e ovviamente questo rappresenta la Chiesa di Dio o la Teocrazia del Vecchio Testamento, che era la Chiesa nel VT, ricorderete in Apocalisse che Gesù stava nelle vicinanze di un candeliere,  che erano le chiese del NT,  e quando leggete questa Scrittura del candeliere vedrete che la Chiesa è descritta come bella, sebbene la sua bellezza non venga riconosciuta dal mondo, quello che conta è che essa è bella agli occhi di Dio. L’oro del candeliere rappresenta la sua purezza e la sua preziosità agli occhi del Signore,  e inoltre è un candeliere, cioè dà luce, è questa la missione della Chiesa, quela di dare luce ad un mondo tetro di oscurità, un mondo perso nel peccato e accecato riguardo alla Gloria di Dio, è la Chiesa di Gesù Cristo, che ha il compito di dare luce al mondo. Ci sono sette lampade che probabilmente sono le diramazioni della Chiesa di Cristo o i diversi modi in cui la Chiesa porta la luce nel mondo,  ed è interessante che dall’alto vi è un continuo rifornimento di olio alle lampade di questo candeliere,  ai lati del candeliere vi sono due olivi e l’olio rappresenta l’azione dello Spirito Santo che illumina e fa in modo che la Grazia continui a scorrere in ciascuna delle luci del candeliere. lo Spirito rifornisce senza interruzione di Grazia e Potenza di Dio. I due alberi del verso 14 rappresentano due unti, forse i due piu’ prominenti uomini della Chiesa di Cristo a quei tempi, sebbene su cio’ vi sia un dibattito, ma sono probabilmente Zorobabele, il principe della tribù di Giuda  e Joshua il sacerdote della tribù di Levi, il sommo sacerdote, entrambi sono ovviamente i due uffici di Gesù Cristo, il Re della Tribù di Giuda, infatti  regnando alla destra di Dio Egli ha autorità di inviare il Suo Spirito alla Chiesa, e come Sommo Sacerdote di Dio Altissimo il Nostro Signore Gesù Cristo ha acquistato lo Spirito per la Sua Chiesa,  per la Sua Sufficienza Egli ottiene che il Padre mandi il Suo Spirito.
Questa è quindi la visione nella sua interpretazione come viene spiegata in questo capitolo.
Ma andiamo all’interpretazione della visione che si trova ai versi 6-10. Prima di tutto al verso 7 si dice che i nemici dell’opera di Dio saranno sconfitti, una dichiarazione di vittoria,  una dichiarazione che un antagonista farebbe nel provocare il nemico: “chi sei tu grande montagna?” La grande montagna che era frapposta tra il lavoro di Zorobabele e la costruzione del Tempio, che si riferiva senza dubbio ai samaritani che prendevano in giro la Chiesa, ai nemici che scrissero al re di Babilonia per fargli disfare il lavoro della Chiesa nel suo tentativo di adorare nel Tempio; “Chi sei tu, grande montagna, che ti frapponi alle vie del Signore? Davanti a Zorobabele, diventerai una pianura.
L’opposizione è paragonata ad una montagna, una grande barriera,  e questa sarebbe stata rasa al suolo e sarebbe diventata pianura,  questo non suggerisce che Zorobabele non avrebbe avuto  alcun problema nell’avere la meglio sul nemico, ma ci dice pero’ con certezza quale sarà alla fine l’esito.  Non importa quanto grande il nemico risultasse agli occhi di Zorobabele e del popolo, e non ci sono dubbi che sembrasse molto grande,  essi erano poveri e disprezzati giudei senza alcuna preparazione militare, che lavoravano in una città priva di mura, per costruire il Tempio che tutti i loro nemici odiavano, e quindi era un grande test da dover superare nei loro pensieri. Ma Dio ci dice che l’esito sarà che la grande montagna sarebbe stata livellata e trasformata in una pianura, ed essi vissero per vederlo accadere. Zorobabel visse e vide il Tempio che era stato costruito e completato,  visse per vedere il giorno in cui gli ebrei si rallegrarono per aver prevalso sui loro nemici. Ma ancora non parla solo della sconfitta del nemico, ma del completamento di quel lavoro che essi erano preparati a compiere.
Nella seconda parte del verso 7 Zorobabele è detto depositare la testata d’angolo o la pietra superiore, che è descritta con “Grazia, Grazia su di essa” In altre parole Zorobabele avrebbe messo il tocco finale al tempio, con il popolo che acclamava “Grazia, Grazia su di essa”. E’ stata la Grazia di Dio per cui  abbiamo completato il lavoro. E ovviamente al verso seguente leggiamo Zorobabele ha messo le fondamenta di questa Casa e le sue mani la finiranno. Tu conoscerai che il Signore degli Eserciti mi ha mandato.
Ed il motivo di cio’ è che gli occhi del Signore guardano con favore alla costruzione del Tempio da parte di Zorobabele. Quando Dio guarda ad un ministero con favore, esso sarà certamente portato a compimento. In Samuele 3:12 leggiamo: “In quel giorno io compirò contro Eli tutto cio’ di cui ho parlato riguardo la sua casa: quando comincio, lo porto anche a termine”. E’ questa è la verità che Dio dice di ogni cosa che Egli inizia. “Quando incomincio un lavoro, lo porterò a termine”.
Quando Dio comincio’ a portare gli ebrei fuori dall’Egitto, concluse quello che aveva annunciato conducendoli nella terra di canaan. Quando Dio iniziò un lavoro di Grazia in Abraamo, lo portò anche a termine quando Cristo morì sulla croce e fu resuscitato. Dio quando comincia un’opera la porta a termine. Non c’è alcun dubbio. E cari cristiani vi sono delle spaventose montagne davanti a noi oggi, davanti al Vangelo che noi annunciamo. Abbiamo ad esempio un bel po’ di ignoranza che dobbiamo affrontare oggi. La gente non comprende affatto di dottrina. Ma abbiamo la chiara promessa della Scrittura in Abacuc 2:14 : La terra sarà riempita della conoscenza della Gloria del Signore, come l’acqua ricopre la distesa del mare. Dio intende far conoscere la Sua Gloria su tutta la terra.
Noi sentiamo una grande impotenza in noi stessi, sentiamo che non riusciamo a fare cio’ che dovremmo fare, diventiamo impaludati, il lavoro della Chiesa sembra cosi’ affannato, cosi’ lento, e il ritmo delle nascite cresce molto più della Chiesa di Cristo e diventiamo più insignificanti anno dopo anno, eppure Gesù Cristo ha promesso in Matteo  28: “Ogni potestà mi è stata data in cielo e sulla terra…Or ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine dell’età presente. Amen”. Gesù Cristo completerà il lavoro che ha cominciato. Realizzerà il lavoro in questo mondo che ha iniziato, nel portare Gloria al PAdre, sottomettere i Suoi nemici e salvare gli eletti, portandoli nella Sua Chiesa.
L’iniquità che si ritrova nella chiesa è come una montagna che non sappiamo come superare, il sistema del mondo sembra alitarvi sul collo, socialismo, comunismo ateo, (e negli ultimi tempi relativismo, paganesimo  n.d.r.) e in tutto il mondo il liberalismo nella chiesa protestante, ma Dio assicura che la montagna sarà spianata, e che la verità di Cristo deve prevalere sulla terra. Se leggete i profeti dovete credere alla Verità. o Agnello di Dio, il Tuo Prezioso Sangue non perderà mai il Suo Potere, non perderà mai il Suo Potere e il resto della Chiesa di Dio sarà salvato per non peccare più. La Pietra Portante nel Tempio di Dio sarà disposta, Gesù Cristo costruirà il Tempio, abbiamo l’immagine nel Nuovo Testamento, la Chiesa di Gesù Cristo è chiamata il Tempio del Dio Vivente, ed ogni credente è paragonato ad una pietra nel Tempio, e Gesù Cristo ha cominciato, Egli è la Pietra Principale e la Testata d’angolo, i Suoi apostoli sono le fondamenta del Tempio, e voi ed io siamo mattoni nel lavoro del Tempio, la Pietra Finale non è ancora stata posta, ma essa verrà collocata e l’ultima persona per cui Cristo è morto verrà portata nella Chiesa, e il Tempio sarà reso interamente Glorioso e Completo, quello che Cristo ha cominciato , avverrà e sarà compiuto. Questa è l’essenza della profezia che abbiamo qui. La Gloria della Chiesa sarà completata e sarà manifestata sulla terra.
Poi notate nel verso 6 in che modo tutto ciò sarà fatto, non per potenza: “questa è la PArola del Signore per Zorobabele, non per potenza. Questa parola nelle note è spiegata come “potenza militare”. Quindi non per mezzo di eserciti, non per mezzo di una crociata militare, come nei giorni di Oliver Cromwell, ricordate, uomo di buoni e giusti principi, che cercò di impadronirsi del governo d’Inghilterra, Oliver Cromwell voleva avere una giusta chiesa e una giusta dottrina nella terra d’Inghilterra, dovete avere simpatia per lui, perchè credeva nella stessa dottrina in cui noi crediamo, ma il suo tentativo giunge ad una triste conclusione, egli non ottenne nulla, usando la spada e la forza armata, eppure in quel periodo storico grandi cose furono fatte per il Signore, fu un periodo di grandissimo risveglio alla Verità di Dio, un periodo in cui i puritani scrissero voluminosamente sulle Scritture, un periodo forse del più grande studio biblico che il mondo abbia mai conosciuto, riguardo alla semplice esposizione della Scrittura, ma non fu ottenuto con la spada da  Oliver Cromwell, non per forza militare, non per forza militare politica di cristiani che protestano cercando di mescolare la politica con la religione, non per mezzo dell’esercito di evangelismo dai grandi schemi per portare le masse nella chiesa, non per la potenza dell’intelligenza umana, non per mezzo di schemi umani, non per la forza di attività umana, se tutti vanno a pieno vapore questo non realizza la costruzione del Tempio, ma per mezzo della Potenza Divina elargita nello Spirito Santo, dall’olio che fluisce in ogni lampada, dall’olio che fa diventare la lampada più luminosa, e più santa, e più vigorosa nelle opere. Non per mezzo di tentativi e iniziative umane,: gli ebrei costruirono sì il Tempio, ma solo perchè vennero resi solerti e sospinti dallo Spirito di Dio. Solo con la venuta del Signore degli Eserciti, la Chiesa sarà completata nella sua missione. Solo con la venuta dello Spirito le lampade della Chiesa bruceranno ravvivate in un Risveglio.
Solamente lo Spirito puo’ portare al Risveglio, mentre gli uomini credono che attraverso schemi di iniziativa e linee guida verrù il Risveglio, ma no, non è per potenza, non per mezzo di potere umano; ma il Risveglio venne in quei giorni per mezzo dello Spirito, ed il suo successo è assicurato perchè lo Spirito è al centro di esso.Non perchè fossero un gruppo di persone di alcuna importanza, erano un gruppo modesto che cominciò a costruire il Tempio. E non avevano alcuna forza per combattere il nemico, ma il loro successo fu assicurato, perchè lo Spirito era in esso, ed essi erano mossi dallo Spirito Santo di Dio.
Dio invia sovranamente il Suo Spirito come desidera per sollevare la chiesa dall’oscuratà e darle vigore, dall’impotenza all’eccellenza, perciò dobbiamo pregare per lo Spirito in questi giorni, Gesù Cristo ci ha insegnato frequentemente di pregare per lo Spirito Santo, e che ci verrà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto, e di cosa Cristo stava parlando? Stava parlando del desiderio del PAdre di concedere lo Spirito a coloro che GlieLo chiedono, o quanto disperatamente la chiesa deve chiedere lo Spirito, cristiani ne siete a conoscenza quando testimoniate alle persone? Aprite chiaramente la PArola di Dio alla gente, eppure non succede nulla, oh dovete pregare per lo Spirito, non è per mezzo di sforzi umani, ma per mezzo dell’azione dello Spirito che gli uomini si convertono. Predichiamo cosi’ tanti sermoni, eppure vi è così poco del potere di Dio! O dobbiamo pregare per lo Spirito Santo, il bisogno disperato dei nostri giorni è che Dio faccia risvegliare la Sua Chiesa, per mezzo di un maggiore rifornimento dello Spirito della Grazia, per piu’ olio che debba scorrere in questo candeliere locale e per altri candelieri in vari luoghi affinchè ravvivano la loro fiamma.
Noterete anche in questa spiegazione della visione, specialmente al v. 10, che in tutti i lavori iniziati da Dio e condotti per mezzo dello Spirito Santo, vi è un giorno delle cose piccole, cioè di avvenimenti insignificanti. “Chi ha disprezzato il giorno delle piccole cose?Ma quei sette si rallegrano a vedere il filo a piombo nelle mani di Zorobabel. Questi sette sono gli occhi a dell’Eterno che percorrono tutta la terra”.
“Chi ha disprezzato il giorno delle piccole cose?”, ah vedrete il giorno in cui quella pietra finale sarà deposta, molti disprezzano questi giorni in cui viviamo, ma non dovreste, una stagione in cui il lavoro dello Spirito fa piccola apparizione, non è insignificante agli occhi di Dio. Ed è interessante che ogni volta che Dio ha cominciato un Risveglio, lo ha fatto all’inizio in piccolo,  con delle piccole cose, le cose che in sè stesse non sembravano essere significanti,. Per esempio Zorobabele che ritorna a Gerusalemme, egli è insieme ad un gruppo di ebrei che erano stati in esilio forzato a Babilonia, senza grande talento, nessuna grande forza, neanche un gran numero di essi, e quando ritornano a Gerusalemme ognuno se ne va a farsi i fatti propri, a costruirsi le proprie case e non mostrano alcun interesse per la Chiesa di Dio. Direte, nulla sta succedendo..no qualcosa sta succedendo, lo Spirito di Dio ha cominciato il Suo lavoro, quindi Aggeo predica, e cominciano a mettere le fondamenta del Tempio, e quando gli ebrei lo videro essi erano addolorati per l’insignificanza dell’edificio, perchè ai tempi di Salomone i più grandi artigiani della terra erano a lavoro nella costruzione del suo tempio, qui erano degli ebrei senza talento che mettevano le fondamenta del nuovo tempio, e non sembrava avesse nulla della magnificenza del vecchio tempio. Un opera insignificante ed erano riempiti di disperazione. Ma il Risveglio forse comincia quando la gente è ancora disperata, pensando quando Dio verrà per aiutarci, ah Dio è a lavoro proprio in quel momento.
Pensate con me alle cose che Dio ha cominciato in un modo piccolo, pensate alla Creazione, ricordatevi che c’era un tempo in cui la terra era vuota e senza forma e tutto era nero e oscurità, una ben piccola cosa all’inizio, ma che grande capolavoro è la fine. Il lavoro di provvidenza che avviene attorno a voi, comincia in piccolo e poi è grande. Pensate a quante volte avete visto una piccola ghianda, una ghianda è ben piccola cosa, ma un albero di quercia è una cosa grande. Un fiume, potente, grande che scorre con forza, è cominciato con un piccolo rivoletto, una piccola sorgente che viene fuori dal suolo. Un guerriero che marcia attraverso regni e sgomina grandi eserciti, una volta era un infante nella culla, un oratore che sta in piedi davanti alla folla che lo ode, era una volta un balbuzionte che non poteva neanche essere compreso quando era un piccolo bimbo. Dio nella Sua Provvidenza ha sempre il giorno delle piccole cose, per tutto ciò che diventerà grande. Delel nazioni che sono oggi grandi in civiltà, erano una volta dei selvaggi, a cui Dio nella Sua Provvidenza portò la grandezza. E nel lavoro della Grazia, questa stessa cosa è vera.
Era davvero un piccolo giorno quello in cui Abraamo e Isacco erano l’intera Chiesa di Dio nel Vecchio testamento. Abraamo ebbe un solo figlio della promessa,  un piccolissimo seme davvero, ma Dio promise che sarebbe stato in numero come le stelle del cielo, e così avverrà. Nel Nuovo Testamento anche, ci fu un giorno in cui la Chiesa di cristo poteva riunirsi tutta in un unica stanza attorno ad un tavolo, piccolo inizio, la Chiesa di Cristo non potrebbe farlo oggi, e anche la chiesa battista sebbene non possa chiamarsi così magnificente, ci fu un giorno in cui erano 25 persone che si incontravano in una casa-van in centro. “Chi è che disprezza il giorno delle piccole cose?”, chi è che irride la chiesa in gerusalemme che ha appena messo le fondamenta che non sembrano essere niente di che, vivrai per vedere la pietra finale deposta!
Chi è che disprezza il lavoro di Dio oggi? Chi disprezzava i dodici discepoli nel nuovo testamento quando borbottavano l’uno con l’altro, quando non comprendevano gli insegnamenti di Cristo, quando erano un gruppo insignificante sebbene sarebbero divenuti una grande potenza nel mondo. Lo Spirito era in tutte queste cose che sono state menzioante. L’olio dello spirito veniva irrorato nel giorno delle piccole cose, così come nel giorno delle grandi cose. E c’è sempre stato un giorno delle piccole cose, prima di quello delle cose grandi. Molti disprezzano il giorno delle piccole cose oggi, inemici di Dio disprezzano la chiesa oggi, cosi’ come allora disprezzavano quegli ebrei, ricordate alcuni dei commenti che vennero detti nei giorni di Neemia quando cominciarono a costruire le mura? «Costruiscano pure! Ma se una volpe vi sale sopra, farà crollare il loro muro di pietra!».
Quanti nemici oggi irridono la chiesa di Gesù Cristo, quando rimane ferma sulla PArola di Dio, sono molti, ma la Scrittura assicura che quelli che irridono la chiesa di Cristo oggi, vivranno per vedere la pietra finale deposta. E voi con gli stessi vostri occhi vedrete il potente e vittorioso Gesù Cristo venire in tutta la Sua Potenza e Gloria sulla terra, e allora saprete che cosa potente fu avere lo Spirito al lavoro in poche persone, nel mondo. Gli amici di Dio, molto spesso, disprezzano i giorni dell’infanzia, non è solo una prerogativa dei nemici di Cristo, ma anche gli amici di Cristo spesso sottovalutano il valore degli inizi, e quanto voi sottovalutate il lavoro della Chiesa di Cristo in questi giorni? Non avete forse disprezzato il giorno delle piccole cose? Battendovi il petto e dicendo o Dio non ha fatto nulla in questo posto. Dio non ha fatto nulla attraverso il mio servizio, quasi a dire Dio non agisce nelle vostre opere, e quando non siete a sufficienza grati per le piccole cose, voi ostacolate l’avvenire delle grandi cose, oh voi vorreste vedere gli intellettuali e i ricchi e i potenti della comunità correre a frotte da Cristo, e vorreste vedere grandi numeri di conversoni, a volte, forse è cosi’ oggi per alcuni di voi, disprezzate il lavoro di Dio nel vostro stesso cuore, ricordate che dovete davvero diventare dei bambini prima di essere degli adulti, un tempo doveste essere studenti a scuola, a cui doveva essere sempre detto cosa fare, prima che diventaste i maestri delle vostre occupazioni, nel mondo siete passai per il giorno delle piccole cose, ed anche nella Chiesa di Cristo c’è un giorno delle piccole cose per il cristiano, e c’è un avvertimento di non mettere le mani sul novizio, non è ancora pronto, lo sarà in un anno o due, non forzate all’improvviso nessun uomo, ricordate che deve esserci un’infanzia, ci deve esere un’adolescenza nella chiesa di Cristo, prima del giorno delle grandi cose, non aspettatevi di diventare degli uomini tutt’insieme nelle cose del cristiano, e non disperare che non sei ancora così santo come vuoi essere, e ci aspettiamo troppo e pensiamo che Dio non sta facendo nulla.
Ci sono molte ragioni per non disprezzare le piccole cose, questo diprezzo impedisce il verificarsi delle cose grandi,. Se tutti gli ebrei avessero disprezzato questo momento del mettere le fondamenta del tempio, chi sarebbe rimasto a costruirlo? Se tutti avessero detto “oh questo non è proprio nulla” nessuno sarebbe andato a lavorare con qualche energia, e la pietra finale non sarebbe stata messa, se tutti disprezzassero le piccole cose nelle missioni, chi supporterà mai i missionari? Chi si attiverebbe a mandarli nelle zone piu’ lontane del mondo? Ovviamente voi mormorate e vi lamentate, mentre dovreste pregare Dio per quelle piccole cose che avete. Questo impedisce che vi venga elargito di più. Ricordate come gli ebrei mormorarono nel deserto, disprezzarono il loro salvataggio attraverso il mar rosso, essi non lodarono Dio per questo, ma si lamentarono : “oh perchè non ci ha dato del cibo, oh non abbiamo abbastanza da bere,  quando Dio aveva operato un grande miracolo nel salvarli. Siete ancora in schiavitù di satana? E allora perchè siete scoraggiati? Oh è per lo scoraggiamento di essere nel deserto così a lungo. Se avessero lodato Dio per la Sua Bontà, quante altre benedizioni sarebbero venute.
Quelli che sono in cielo, danno valora al giorno delle cose piccole, perchè quelli che sono in cielo, gli angeli che glorificano Gesù Cristo non hanno i loro occhi annebbiati di carnalità, e leggete nella Bibbia che c’è grande gioia in Cielo per che cosa? Le grandi masse che vengono a Cristo? Perchè c’è tanta gioia per un solo peccatore che si pente, sebbene egli sia ancora un peccatore ignorante e senza dottrina, sebbene egli cada ancora in peccato, sebbene egli non sia un uomo dalla grande forza, un solo peccatore si pente, e tutto il Cielo esulta di gioia, davanti al Trono di Dio. Il nostro Signore Gesù Cristo ci ha insegnato nel nuovo testamento che le piccole cose non devono essere disprezzate,  Egli stesso disse, ricordate, non dimenticherò un semplice bicchiere d’acqua fresca dato nel mio nome, che cosa posso fare per il Signore oggi, che possibilità ho di fare qualunque cosa per Lui? Allora non disprezzerò quel bicchiere d’acqua fresca da dare ad un uomo assetato, facendolo nel nome del Signore, per amore di Lui,  disprezzeerete ancora il giorno delle piccole cose?
Avete riempito il vostro modo di pensare con il pensiero del mondo di grandezza, che cosa fate a casa? Lavate piatti, lavate i vestiti, pulite i pavimenti, non vedete molta gente, e disprezzate il giorno delle piccole cose. Il Signore sta dandovi un grande spirito di  servizio nei confronti dei piccoli bambini a casa, affinchè questi possano crescere nella lode del Suo Nome, perchè vengano istruiti nel nome di Gesù Cristo, voi la chiamate una cosa piccola, Dio la chiama una cosa grande. Il Padre Stesso ha un grande rispetto per il giorno delle piccole cose,  ricordate di come andò incontro al figlio prodigo da molto lontano, di come ebbe rispetto per questo quando ritornò a casa dopo essere stato a vivere insieme ai porci. Il PAdre ebbe rispetto per le piccole cose.
Le piccole cose sono di un valore indescrivibile, ed è l’inizio del giorno delle grandi cose, le piccole cose di Dio diventeranno grandi con certezza, Dio non lascia mai il Suo lavoro incompleto, come abbiamo già quotato:  “Quando incomincio un lavoro, lo porterò a termine”. E inoltre, “Colui che ha cominciato un buon lavoro in voi, lo completerà fino al giorno di Cristo”, il Vangelo prevarrà sulla terra, e la roccia tagliata dalla montagna riempirà l’inera terra, rotolando a valle, leggendo le Scritture “i pochi diventeranno un migliaio e i piccoli diverranno una nazione forte”.
Il Signore perfezionerà ciò che ha cominciato in voi,  potrete essere adesso solo delle carte fumanti, ma brucerete vivamente quando lo Spirito che rifornisce l’olio è aumentato, quindi noi cristiani saremo un giorno perfetti, pensateci, il cristiano più debole di questo mondo sarà un giorno perfetto e senza peccato, leggiamo la descrizione del cristiano: “Il sentiero del giusto. è come la luce dell’alba. che splende sempre più luminosa. fino giorno pieno.” (cf. Proverbi 4,18)
“Chi ha disprezzato il giorno delle piccole cose?”, Dio non ha terminato con la Sua Chiesa, Dio non permette anche adesso che le porte degli inferi prevalgano su essa, il Nome di Gesù Cristo risuonerà su tutta la terra, la Sua Chiesa sarà tutta nella Gloria e nella Potenza e vittoriosa, ma la domanda deve essere posta, avete mai visto il giorno delle piccole cose nelle vostre anime? Ne trovate qualcuno? C’è qualche luce che è davvero molto piccola nella vostra anima o siete ancora in schiavitù di Babilonia. Davero fu una piccola cosa per gli ebrei essere solo ritornati a Gerusalemme, ma almeno erano fuori da Babilonia! Siete ancora schiavi del peccato che inseguono ogni desiderio della carne e tentazione di satana? O c’è un piccolo brillare di luce nella vostra anima, una luce della Grazia di Dio? Desiderate almeno il sincero latte della PArola, affinchè cresciate per mezzo di esso? Una qualche luce che vi mostra che siete cristiani? C’è una piccola sorgente di amore per Dio, che vi causa di addolorarvi per i vostri peccati? Un desiderio di essere come Lui nella giustizia? Avete un pò di amore per i fratelli? Che vi addolora quando li avete trattati male o parlato male di loro? Dovreste pregare per loro, con costanza. O cristiani se voi poteste vedere la Città nella quale  voi andrete allora come lodereste il Signore! Se poteste vedere il Tempio finito della Chiesa di Gesù Cristo, più popolosa della sabbia del mare, allora gridereste, come Zorobabele gridò: “Grazia, Grazia su di essa”.
Devo comunque dire che c’è il pericolo di essere troppo soddisfatti nel giorno delle piccole cose, non vi crogiolate nel pensiero che il lavoro che Dio compierà verrà realizzato senza nessuna partecipazione da parte vostra, non riposate nel sogno di essere diventati grandi. Il giorno delle piccole cose, sebbene non debba essere disprezzato è il giorno degli inizi, il momento in cui la chiesa deve crescere, lavorare e pregare per ricevere lo Spirito Santo, in attesa e nel ringraziamento che debba essere fatto qualcosa, è un giorno di grande desiderio,  e davvero viviamo nel giorno delle piccole cose, è il giorno delle piccole cose, piccola rettitudine, piccola conoscenza della Verità, piccolo incremento di peccatori che si convertono per la PArola, una piccola evidenza della Gloria di Dio nella Sua Chiesa, è il giorno delle piccole cose, ma grazie a Dio è il giorno delle piccole cose, e preghiamo con fiducia e con fervore, con la speranza delle promesse del profeta: “Non per potenza ma per lo Spirito”, Dio concedici una maggiore benedizione del Tuo Spirito oggi, e non disprezzate il giorno delle piccole cose, perchè vi rallegrerete, quando vedrete quella pietra finale, nelle mani di Cristo, così come fu nelle mani di Zorobabele.
da un sermone di Walter Chantry Visita Sito Web
trascrizione e traduzione a cura di  www.verovangelo.org

http://vocechegrida.ning.com/profiles/blogs/il-giorno-delle-piccole-cose?xg_source=activity

da Francesco Savastano

martedì 27 novembre 2012

La vecchia e la nuova Croce



Tutta inattesa e prevalentemente non percepita ci è pervenuta, in epoca moderna, nei popolari circoli evangelici,una nuova croce. E' come la vecchia croce, ma diversa: le somiglianze sono superficiali, le differenze,fondamentali.

Da questa nuova croce è scaturita una nuova filosofia della vita cristiana, e da questa nuova filosofia è pervenuta,una nuova tecnica evangelicaun nuovo tipo di incontro e un nuovo tipo di predicazione. Questa nuova evangelizzazione utilizza lo stesso linguaggio della vecchia, ma il suo contenuto non è lo stesso e il suo tono nonè come prima.

La vecchia croce non avrebbe dovuto avere alcun rapporto con il mondoPer la carne orgogliosa di Adamosignificava la morte. Essa portava ad effetto la pena inflitta dalla legge del SinaiLa nuova croce non si contrappone al genere umano ma piuttostoè un' amica cordiale e, se ben compresaè fonte di un mare di sano divertimento e innocente piacere. Consente ad Adamo di vivere senza inibizioni.
  
Il suo scopo di vita è immutato, egli vive ancora per il proprio piacere, solo che ora si diletta a cantare in cori e aguardare film religiosi invece di cantare canzoni oscene e bere superalcolici. L'accento è ancora sul piacere, anche se il divertimento è ora su un piano più elevato moralmente, se non intellettualmente.

La nuova croce incoraggia un approccio evangelico nuovo e completamente diverso. L'evangelista non chiedeche si rinneghi la vecchia vita, prima che la nuova vita possa essere ricevuta. Egli non predica contrasti, masimilitudini. Egli cerca di andare alla chiave dell'interesse pubblico, mostrando che il cristianesimo non farichieste spiacevoli, anzi, offre le stesse cose che offre il mondo, solo ad un livello più alto. Di qualunque cosacui,  il mondo, corrotto dal peccato, sembri essere attualmente alla ricercachiedendolo ansiosamente,  èabilmente dimostrato di essere proprio quello che offre il Vangelo, soltanto che il prodotto religioso è migliore.
 
La nuova croce non uccide il peccatore, essa lo reindirizza. Lo prepara in una direzione di vita più pulita,  più allegra,  più meticolosa e salva il suo amor proprio. All'orgoglioso viene detto: "Vieni e afferma te stesso a favore di Cristo".  All'egoista viene detto: "Vieni e glorifica te stesso nel Signore". A colui che ricerca emozioni viene detto: "Vieni a godere il fremito della fratellanza cristiana". Il messaggio cristiano è deviato in direzione della moda corrente per renderlo accettabile al pubblico.

La filosofia che sta dietro a questo tipo di cose può essere sincera ma la sua sincerità non la salva dall'esserefalsa. È falsa, perché è cieca. Essa perde completamente di vista il significato integrale della croce.  Lavecchia croce è un simbolo di morteSi erge per la rude, e violenta morte di un uomoL' uomo che, in epoca romana prese la sua croce e si avviò su per la strada,  aveva già detto addio ai suoi amici. 

Egli non sarebbe tornato. Stava andando verso la sua morte. La croce non fece alcun compromesso, non modificò nulla, non risparmiò nulla; essa uccise tutto dell'uomo, completamente e per sempre. Non cercò di rimanere in buoni rapporti con la sua vittima. Colpì crudele e duro, e quando ebbe finito il suo lavoro, l'uomo non c'era più.

La razza di Adamo è sotto condanna a morte. Non vi è alcuna commutazione di pena e non c'è scampo.Dio non può approvare alcuno dei frutti del peccatoper quanto innocenti possano apparire o gradevoli agli occhi degli uominiDio quando salva l'individuo dall' ucciderlo poi lo eleva  a novità di vita.
 
Quell'evangelismo che suggerisce parallelismi amichevoli tra le vie di Dio e le vie degli uomini è falso per la Bibbia e spietato per le anime dei suoi uditori. La fede in Cristo non è in parallelo con il mondo, essa lo taglia di netto. Nell'andare a Cristo, non portiamo la nostra vecchia vita sollevata su un livello superiore, noi la abbandoniamo alla croce. Il chicco di grano deve cadere in terra e morire. Noi che predichiamo il vangelo non dobbiamo pensare a noi stessi come ad agenti di pubbliche relazioni inviati per dimostrare la benevolenza tra Cristo e il mondo.

Non dobbiamo immaginare noi stessi incaricati di creare un Cristo accettabile per le grandi imprese, per la stampaper il mondo dello sport o per l'educazione modernaNoi non siamo diplomatici, ma profetie il nostro messaggio non è un compromesso, ma è un ultimatum.

Dio offre la vita, ma non la vita vecchia migliorata. La vita che Egli offre è la vita che rinasce  dalla morte. Essa si erge sempre sul lato lontano della croce. Colui che vuole possederla deve passare prima sotto la verga di Dio. Egli deve ripudiare se stesso e approvare la giusta sentenza di Dio contro di lui.

Che cosa significa questo per l'individuo, l'uomo condannato che vorrebbe trovare la vita in Cristo Gesù? Come può questa teologia essere tradotta in vita? Semplicemente, egli deve pentirsi e credere. Egli deve prima abbandonare i suoi peccati e poi procedere ad abbandonare se stesso. Non deve nascondere nulla, difendere nulla, scusare nulla. Non deve cercare di negoziare condizioni con Dio, ma deve chinare il capo sotto il severo giudizio di Dio e riconoscersi meritevole di morte.

Fatto questo deve fissare lo sguardo con fede semplice sul Salvatore risorto, e da Lui verrà la vita e la rinascita, la purificazione e la potenzaLa croce che pose fine alla vita terrena di Gesù pone oggi fine al peccatore, e la potenza che risuscitò Cristo dai mortioggi fa rinascere il peccatore morto ad una nuova vita insieme a Cristo.

Chiunque possa opporsi a questa visione o faccia affidamento,  semplicemente, su una visione ristretta e privata ​​della veritàmi lasci dire che Dio ha messo il suo marchio di approvazione su questo messaggio dal giorno di Paolo ad oggi. Se pur asserito con queste parole esatte o no, questo è stato il contenuto di tutta la predicazioneche ha portato la vita e la potenza al mondo attraverso i secoli. I misticii riformatorii revivalisti  hanno messoqui la loro enfasi, e segni, prodigi e operazioni potenti dello Spirito Santo hanno dato testimonianza dell'approvazione di Dio.

Osiamo noi, gli eredi di un tale patrimonio di potenza, manomettere la verità?
Osiamo noi con le nostre matite tozze cancellare le linee del piano o alterare il disegno mostratoci sul Monte?Che Dio non voglia. 

Cerchiamo di predicare la vecchia croce e conosceremo il vecchio potere.
"Signore, non è popolare oggi di essere 'vecchio stile'. Ma mi impegno oggi alla vecchia croce. Aiutami oggi a negare me stesso, a prendere la mia croce, e seguirti. Amen ".


Traduzione di Consapevoli nella Parola 
da "Man, the Dwelling Place of God, 1966" di A.W. Tozer





"Ma quanto a me, non avvenga mai che io mi vanti all'infuori della croce del Signor nostro Gesú Cristo, per la quale il mondo è crocifisso a me e io al mondo."
(Galati 6,14) 

http://consapevolinellaparola.blogspot.it/2012/11/sermone-tozer-vecchiacroce-verovangelo.html

domenica 14 ottobre 2012

L'opportunità di una visione



Il messaggio contenuto nel capitolo 37 del libro di Ezechiele è la magnifica parola che Dio ha usato e che ancora oggi usa per infondere una visione di vita e di speranza a chi ha perduto ogni speranza; e dovunque Dio ha ritenuto di doverla ripresentare come un messaggio attuale, essa è stata sempre il preludio di miracoli straordinari.
La prima volta che questo messaggio venne lanciato, Dio voleva che fosse rivolto al popolo di Israele deportato in Babilonia affinché credesse alla promessa della loro prossima liberazione, ritorno e ristabilimento come nazione unita, prospera ed indipendente. Erano stati smembrati, dispersi a forza in un vasto impero, affinché perdessero la loro identità nazionale, culturale e religiosa, erano passati decenni dopo decenni, ed avevano perduto ogni speranza di ritornare ad essere quello che erano un tempo. Si dichiaravano sconfitti definitivamente. Ecco però la voce potente di un profeta di Dio che annuncia loro che niente e nessuno può ostacolare i propositi di Dio, che Dio non fallisce nell'adempimento delle Sue promesse, e che essi vedranno presto la loro prossima risurrezione miracolosa come popolo.
Ai più questo pareva assurdo ed impossibile, come pensare che fosse possibile rimettere insieme le ossa di coloro che sono morti da lungo tempo, far ricrescere su di esse la carne e i nervi, e rivederli saltare in piedi come veri uomini e donne pieni di vita. A Dio però nulla è impossibile, e quello che promette Egli realizza anche se a noi pare un sogno assurdo. Quanti sogni apparentemente assurdi, però, si sono realizzati! E quanto Dio aveva loro annunciato Egli l'avrebbe di fatto realizzato. La visione sarebbe diventata per il popolo un potente magnete che per dare loro forza, speranza ed azione.
Questo messaggio Dio lo ha usato molte volte per trasformare chiese di cristiani nominali in palese decadenza e prive di forza ed entusiasmo in un esercito di cristiani viventi e consacrati, strumento di opere potenti alla gloria di Dio. Si, perché il Signore può e vuole risvegliare a novità di vita quelle chiese che hanno perduto la loro vita spirituale e la capacità di essere effettivamente utili alla causa del loro Signore.
Dio ha usato molte volte il messaggio di Ezechiele per risvegliare uomini e donne che, come morti, sono privi di vita spirituale e totalmente ciechi di fronte ai danni umanamente irreparabili che il peccato produce sulla loro esistenza, totalmente ciechi di fronte alle terribili conseguenze del loro vivere senza Dio in questo mondo e del disperato loro bisogno del Salvatore Gesù Cristo.
Infine Dio ha usato molte volte il messaggio di Ezechiele per insegnare quello che fisicamente un giorno avverrà, per preciso proposito e promessa di Dio, al corpo di coloro che sono morti. No, coloro che sono morti non sono scomparsi per sempre, ma risorgeranno, anche se sembra impossibile, riprendendo la loro integrità fisica e spirituale, per essere giudicati e per avviarsi verso il loro destino eterno.
Quale aspetto del messaggio di Ezechiele, Dio vuole che tu riceva quest'oggi per rispondere alla situazione nella quale tu ora ti trovi? Esaminiamo gli aspetti di questo testo.

Una visione opportuna
tempi
Oggi è l'epoca della televisione. Molti passano davanti alla televisione parecchie ore ogni giorno. Televisione vuol dire "vedere lontano", e la televisione è senza dubbio uno strumento incomparabile che ci rende possibile vedere molto lontano. Certamente noi oggi, grazie anche alla televisione, abbiamo orizzonti molto più aperti delle precedenti generazioni.
Uno strumento tecnico come la televisione, però, non ci darà mai la possibilità di vedere la natura intima e nascosta delle cose, delle situazioni e delle persone, come pure le possibilità che per grazia di Dio sono aperte davanti a noi. La televisione può certamente farci prendere coscienza, quando evidentemente non è solo spettacolo, della grave situazione in cui si trova il nostro mondo, ma non potrà mai darci la visione di ciò che Dio si è proposto di fare per il futuro e del nostro ruolo in esso. Abbiamo bisogno di una visione che solo lo Spirito Santo di Dio può darci, Egli solo può essere per noi strumento di rivelazione. Abbiamo bisogno della verace parola di rivelazione che solo Dio può darci e che sola ci può interpretare e farci vedere con chiarezza passato, presente e futuro.
Ezechiele dice: "La mano dell'Eterno fu sopra di me, mi portò fuori nello Spirito dell'Eterno". Noi dobbiamo essere "portati fuori" dalle condizioni normali di visione che ci possono servire solo fino a un certo punto, per vedere le cose come veramente sono e soprattutto per vederle come Dio le vede.
E' tragica la condizione di un popolo senza visioni, senza ideali, apatico e insipido, senza obiettivi da raggiungere e verso i quali attivamente muoversi, obiettivi il cui esito è garantito dall'indefettibile promessa di Dio. Come vivete voi? Vivete voi "alla giornata", così come capita, rassegnati di stare al buio, temendo un futuro minaccioso oppure cullandovi in vane quanto incerte speranze? Lo Spirito Santo di Dio, spirito di rivelazione, può darvi una visione in grado di sostenervi e di impegnarvi costruttivamente, di darvi serenità ed entusiasmo nei propositi buoni e giusti di Dio. Per questo noi prestiamo attenzione alla Parola di Dio e vogliamo rimanere aperti al vivente Spirito di Dio.

Una scoperta opportuna
ossa secche
Ezechiele così viene deposto "in una valle che era piena di ossa". Cadaveri e ossa: è un'immagine terribile, un'immagine di totale desolazione, un popolo sconfitto, devastato, distrutto, un'immagine sconvolgente, un'immagine vista veramente dai soldati degli eserciti di liberazione che avevano messo piede per la prima volta nei lager nazisti alla fine della seconda guerra mondiale. E le ossa viste da Ezechiele "erano in grandissima quantità sulla superficie della valle... e molto secche".

E' la stessa sensazione di orrore che ti sorprende quando apri gli occhi per la prima volta sulla realtà della miseria materiale, morale e spirituale dell'umanità e comprendi che di questo mondo anche tu sei parte integrante, e forse corresponsabile.
Non è però solo il sentimento di orrore che ti sorprende quando "tocchi con mano" la malattia, la guerra, la morte, la tortura e le indicibili sofferenze che molta parte dell'umanità sperimenta giorno per giorno: questo, potremmo dire, è lontano da noi (ma poi neanche tanto, quando contempli le devastazioni fisiche, mentali, morali e spirituali prodotte per esempio dalla droga, dell'alcoolismo, dallo sfruttamento e dalla violenza sui bambini, dall'aborto...). E' anche l'orrore che ti sopravviene quando ti rendi conto per la prima volta della miseria morale e spirituale di tanta gente apparentemente benestante; quando ti accorgi che sotto l'immagine luccicante e sorridente di tante persone "di successo" c'è... quello che solo Gesù ha saputo descrivere quando diceva: "rassomigliate a sepolcri imbiancati, i quali di fuori appaiono belli, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putredine", belli di fuori, ma dentro "pieni di ipocrisia e di iniquità".
Si, ossa di morti imbiancate dall'indifferenza a Dio e alla Sua legge, in cui non c'è evidenza alcuna di vera vita, e di vita spirituale, rinsecchite dall'orgoglio, dalla mondanità, dall'indipendenza da Dio.
...E' l'orrenda visione che ti sopravviene soprattutto quando tutto questo panorama di morte lo vedi per la prima volta dentro di te, dentro la tua anima. ...una società che potrebbe in comunione con Dio vivere nella gioia e nella salute, individui che nel Salvatore Gesù Cristo potrebbero trovare tutto ciò di cui hanno bisogno, e anche chiese che lo sono solo di nome..., gusci vuoti ed inutili completamente inconsapevoli delle ricchezze di cui potrebbero godere se solo fossero fedeli ed obbedienti al loro conclamato Signore.
E' terrificante vedere "spettacoli" di questo genere, e lascia un segno indelebile sulla coscienza: per questo queste visioni sono salutari: esse portano lo spettatore non solo allo sgomento, ma anche all'umiliazione e soprattutto a reagire perché non si può far finta di niente, vivere come se niente fosse dopo aver visto tutto questo. Allora sono opportune delle domande!

Domande opportune
valle
Davanti ad una visione di questo genere il Signore ci fa una domanda, una domanda che anche noi spesso ci facciamo: "Figlio d'uomo, possono queste ossa rivivere?". Già, è una domanda che può solo venire a coloro i cui occhi sono stati aperti per vedere il terribile bisogno materiale, morale, e spirituale in cui si dibatte al presente la persona umana. Il cieco risponderebbe: "Ma quali ossa? Io non ne vedo di ossa! Le cose sembrano tranquille e pacifiche, la valle è così bella ed attraente!".

Vedere però questa triste situazione umana è veramente scoraggiante, e nell'impossibilità di trovare una risposta a queste domande molti si incamminano sulla strada del suicidio, lento od immediato che sia. Molti dicono: lasciamo che tutto vada alla malora... meglio non pensarci, meglio stordirci con quanto di meglio il nostro mondo offre per distrarci, evadere, renderci imbambolati e "felici" nell'incoscienza e nell'ignoranza. Queste domande però le dobbiamo fare affinché noi ne cerchiamo la risposta là dove si trovano affinché noi passiamo all'azione, altro che "non pensarci"!
Pensate alla responsabilità che incombe a coloro ai quali lo Spirito Santo ha aperto gli occhi! Gli occhi aperti sono una possibilità per passare all'azione, per lavorare, e trovare in Dio la risposta, e lavorare nella prospettiva che solo Dio ci dà significa lavorare con speranza autentica.
Se Dio ci ha dato di vedere il bisogno che c'è dentro di noi e negli altri, non intende Egli forse usarci per mobilitarci a prendere in Lui le misure necessarie per sovvenire ad esso?

Una risposta opportuna
croce
La risposta a questa domanda esiste. Dio ci ha fatto vedere questa situazione non per umiliarci ancora di più e per gettarci nella più nera disperazione. Ascoltate: "Figlio d'uomo, possono queste ossa rivivere?" Io risposi: "O Signore, o Eterno, tu lo sai". Ezechiele sembra rispondere sconsolato: "Signore, io non lo so proprio, perché umanamente a questa situazione non c'è risposta. Ma Tu, si, Tu potresti rispondere. Tu solo potresti darci una speranza. Solo tu potresti fare rivivere queste ossa!".

Non c'è risposta in questo mondo alla triste condizione umana, ma solo patetiche ed impotenti misure d'emergenza che nulla risolvono radicalmente. La scienza, l'arte, e tutte le filosofie di questo mondo non hanno rimedio alcuno che sia efficace contro i disastrosi effetti del peccato e contro il peccato stesso, nessun rimedio per un'anima morta nel peccato e rinsecchita nella sua iniquità. "O Signore, o Eterno, tu lo sai". L'unica salvezza possibile proviene dal Signore. E' bene in un tempo di crisi affidarci totalmente alla sapienza ed alla potenza del Signore. L'apostolo Pietro diceva: "Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, affinché egli vi innalzi al tempo opportuno, gettando su di lui ogni vostra sollecitudine, perché egli ha cura di voi". Qual è la risposta che in Dio solo possiamo trovare?

Un rimedio opportuno

Il rimedio che Dio fornisce alla triste situazione umana viene rivelato quando è stato visto il bisogno, e soprattutto quando tutto l'amaro peso del bisogno umano è stato assaggiato. Il rimedio è duplice e traspare da due comandi che il Signore rivolge ad Ezechiele:
1. "Profetizza a queste ossa e di' loro: 'Ossa secche, ascoltate la parola dell'Eterno'". Ad Ezechiele viene comandato di profetizzare, cioè di predicare, di parlare alle ossa da parte di Dio, di annunciare loro la Parola della conversione e della fede, l'Evangelo, la buona notizia della grazia di Dio: una parola potente! Dice l'apostolo Paolo: "l'Evangelo di Cristo è la potenza di Dio, per la salvezza di chiunque crede". Si, l'Evangelo di Gesù Cristo -quando è stato annunciato e vissuto fedelmente- è sempre stato potenza di trasformazione, per individui, per società, per chiese infedeli ed addormentate!
Questo però è un curioso comando davvero! Come si può predicare "a dei morti": non ti ascolteranno! E' lo stesso pensiero che mi viene in testa quando sono li che predico la parola del Signore con convinzione e con forza, sicuro che questo è proprio ciò di cui i miei uditori avrebbero più bisogno, e ne vedi alcuni, distratti, che magari guardano dalla finestra, che sono tutti immersi in chissà quali loro pensieri estranei, o che sbuffano come se queste cose non interessassero loro! ...predicare a dei morti? predicare a dei sordi? Eppure è proprio questo che il predicatore deve fare per esplicito comando del Signore. Che senso ha? E' chiaro che questo sarebbe un esercizio inutile se nel contempo non ci fosse anche il secondo rimedio che Dio prescrive a Ezechiele:
2. "Profetizza allo Spirito, profetizza figlio d'uomo e di' allo Spirito: 'Così dice il Signore, l'Eterno: Spirito, vieni dai quattro venti e soffia su questi uccisi perché vivano". Si, Ezechiele riceve pure il comando di profetizzare allo Spirito, cioè di invocare in preghiera lo Spirito Santo, il quale solo può entrare in quelle ossa secche e ridare loro vita. "Così dice il Signore, l'Eterno, a queste ossa: Ecco, io faccio entrare in voi lo Spirito, e voi rivivrete!""E' lo Spirito che vivifica!".
Se non si pregasse prima, durante, e dopo la predicazione dell'Evangelo affinché lo Spirito Santo intervenisse negli uditori con la Sua potenza di persuasione, il predicatore sarebbe veramente solo un poveretto che parla al vento. Ringraziando il Signore, però non è così, perché uomini e donne vengono pur tuttavia alla conversione a Gesù Cristo, comportamenti negativi ed immorali vengono trasformati. Perché? Perché lo Spirito Santo, onorato, glorificato, e invocato, è all'opera!

Un risultato opportuno
salvezza
Il risultato dell'applicazione di questo rimedio allo "ossa secche" era proprio come era stato predetto: "Così profetizzai come mi aveva comandato e lo spirito entrò in essi, e ritornarono in vita, e si alzarono in piedi; erano un esercito grande, grandissimo". Un'armata di uomini, rialzati dalla morte, pronti ad esercitare la vita appena ricevuta al servizio di Dio!
Nessuno così dica: "Le nostre ossa sono secche, la nostra speranza è svanita, e noi siamo perduti!"perché questo testo della Parola di Dio aveva avuto la potenza di seminare una gloriosa visione di risurrezione nell'antico popolo di Dio disperso ed umiliato a Babilonia e, tramite la predicazione e la potenza dello Spirito Santo,aveva avuto la virtù di instillare forza e speranza nel popolo, di riunirlo, di mobilitarlo, di portarlo al ravvedimento e ad una rinnovata fede, per renderlo così pronto quando Dio, secondo le Sue promesse, le avrebbe fedelmente, a suo tempo, portate a compimento.

Nessuno dica: La mia situazione è disperata e senza speranza, perché Dio in Gesù Cristo è pronto a guarirti, a perdonarti, a darti nuova vita! Egli dice: "Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi a Dio, in Gesù Cristo, nostro Signore!". Dio vuole proprio oggi darti una splendida visione di vittoria, un meraviglioso obiettivo verso il quale tendere fiduciosamente con tutto te stesso! Devi credere con tutto te stesso a questa visione di vittoria sul peccato e sulla morte, devi lasciare che questa visione positiva condizioni fin da ora tutta la tua vita, ed a quel punto arriverai, per grazia di Dio.
Se non vivi oggi nella prospettiva di vittoria che solo Dio ti può dare, tu condizionerai te stesso sempre di più nelle immagini negative e disperate che nutri nel tuo cuore, ed otterrai quello che temi, ed anche peggio.
Guai allora a nascondere la testa sotto la sabbia per non vedere, guai a disperare della situazione personale, sociale, di chiesa, per quanto triste e mortificante possa essere. Bisogna abbracciare risolutamente la visione positiva di grazia e di vittoria che Dio ci propone, conformare ad essa la nostra esistenza, lasciarcene illuminare e, come l'antico popolo di Israele il Signore ci dice: "'Ecco, io aprirò i vostri sepolcri, vi farò uscire dalle vostre tombe, o popolo mio, metterò su di voi il mio Spirito e voi vivrete; allora riconoscerete che io, l'Eterno, ho parlato e ho portato a compimento la cosa' dice l'Eterno".
tratto da: http://www.riforma.net/
Rielaborato da: Consapevoli nella Parola


 

"Perciò la Scrittura dice: «Risvegliati, o tu che dormi, risorgi dai morti, e Cristo risplenderà su di te»."
(Efesini 5:14)

ciao

per tutti coloro che mi vogliono bene un invito a riflettere

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