per capirci

GIACOMO 1, 2-4

Fratelli, considerate come motivo di gaudio perfetto le diverse prove alle quali voi potete essere esposti, sapendo che la fede messa
alla prova produce la pazienza. E' necessario però che la pazienza compia perfettamente l'opera sua, affinché voi siate pure perfetti ed
integri, senza mancare in niente.(Giacomo 1; 2-4)

Emmanuel

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lunedì 3 febbraio 2014

Il Popolo di Dio in un mondo ostile



Grazie a Dio, ancora oggi vi sono in tutto il mondo persone di ogni condizione, cultura ed età che scoprono in Gesù di Nazareth, come autorevolmente presentato dalla Bibbia, Colui che veramente può liberarli da tutto ciò che sporca e guasta la loro vita. Essi accolgono con fiducia nel proprio cuore la Sua Persona, la Sua Parola, la Sua Opera e se ne lasciano docilmente modellare. Essi trovano così in Gesù pace, conforto, gioia, forza, una concreta speranza, un senso, una missione ed una prospettiva eterna per la loro vita.
Essi si rendono ben presto conto, però, di acquisire, con Gesù, un modo di pensare, di parlare e di agire che si contrappone radicalmente con quello che è comune in questo mondo, di diventare, in qualche modo, diversi dagli altri. Il mondo percepisce questo cambiamento e sembra che esso, da quando ci si affida a Gesù, non ci riconosca più come uno "dei suoi", "del suo giro" e diventi verso di noi derisorio e spesso ostile. Magari il mondo ci rispetta, ma è chiaro che, in qualche modo, anche se viviamo ed operiamo nel mondo, non siamo "del" mondo. La cosa da una parte potrebbe turbarci e persino spaventarci, perché è naturale voler essere accettati, integrati nella società, dall’altra però, non abbiamo più alcuna intenzione di privarci di ciò che solo Cristo ci ha potuto donare, di "tornare indietro".
Avendo così accolto con fiducia la chiamata che Cristo ci ha rivolto, ci rendiamo pian piano conto di non appartenere più al mondo, ma di essere diventati parte del popolo di Dio. Comprendiamo allora le parole che Gesù rivolse ai Suoi discepoli, quando disse: "Se il mondo vi odia, sapete bene che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe quello che è suo; poiché non siete del mondo, ma io ho scelto voi in mezzo al mondo, perciò il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che vi ho detta: "Il servo non è più grande del suo signore". Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra" (Gv. 15:17-20).
Indubbiamente la cosa può spaventare chi solo da poco è "nella fede". Iddio, però, non ci ha lasciati privi di risorse per affrontare con successo questa situazione. 
 

Il nostro testo


L’ostilità del mondo verso coloro che hanno accolto con fede nella loro vita la Persona e l’opera di Gesù è una costante di cui l’apostolo Pietro nella sua prima lettera non solo vuole farci prendere coscienza, ma rispetto alla quale egli vuole armarci. Nel quinto capitolo egli scrive: "Or il Dio di ogni grazia, che vi ha chiamati alla sua gloria eterna in Cristo, dopo che avrete sofferto per breve tempo, vi perfezionerà egli stesso, vi renderà fermi, vi fortificherà stabilmente" (1 Pi. 5:10).
Pietro sta scrivendo a gruppi di cristiani nel Asia minore, cristiani deboli ed isolati, con scarse opportunità di comunione con altri cristiani. Intorno a loro vi erano pagani a loro avversi, e forse ancor di più, ebrei a loro avversi. Essi soffrivano la persecuzione e temevano il peggio. Pietro non li conforta con pii desideri. Non li illude dicendo che in ogni caso le cose sarebbero alla fine andate bene. Il suo scopo è quello di rafforzarli.Non si aspetta che essi sfuggano alle prove che sono di fronte a loro, e neanche desidera che essi lo facciano. Egli conosce l’avversione congenita che il mondo sente per i cristiani coerenti, perché lo stesso era avvenuto con Gesù. Egli desidera che nell’ora della prova essi si comportino come dovrebbero comportarsi dei cristiani. Ancora oggi il mondo è refrattario, nemico e maldisposto verso la fede cristiana autentica, fedele e militante, e lo è sempre di più. Il messaggio di Pietro rimane così pure oggi quanto mai appropriato.
 

La situazione del cristiano


Il cristiano, colui che, raggiunto dalla chiamata personale dell’Evangelo di Gesù Cristo e che lo ha fatto proprio, può dire, secondo la Scrittura, di vivere ora in due sfere diverse. Egli è "in Cristo" e nel contempo "nel mondo". E’ il linguaggio che usa la Bibbia e che dobbiamo ben comprendere.
Egli è "in Cristo". Si tratta dell’espressione che usa il nostro stesso testo. Esso dice infatti che i cristiani sono: "chiamati alla sua gloria eterna in Cristo".
L’apostolo Paolo parla di sé stesso come di "un uomo in Cristo". La posizione del cristiano come di una persona "in Cristo" è fondamentale nel pensiero di Paolo. Il cristiano è unito per fede a Cristo in un rapporto così intimo tanto da essere simile a quello che ha il capo con il resto del corpo. Dio guarda a Cristo, e in Lui Egli vede ogni credente.
Il cristiano si sente "in Cristo" come in una "custodia protettiva" perché Egli è il Suo Salvatore. E’ protetto contro una vita futile senza senso e prospettiva, protetto contro il peccato e le sue conseguenze negative. Cristo, infatti, ha pagato al suo posto i debiti che come creatura umana peccatrice doveva a Dio. In Cristo egli si sente al sicuro e libero dalla condanna che egli da Dio meriterebbe.
Il fatto di essere in Cristo influisce sul suo carattere, colora ogni sua decisione perché Cristo è il suo Signore e determina ciò che è e fa. Paolo insiste molto su questo. Ad esempio, quando il credente si rallegra, egli si rallegra "nel Signore", quando si sposa, egli lo fa "nel Signore". Quando i figli di una famiglia cristiana vengono esortati ad ubbidire ai loro genitori essi lo devono fare "nel Signore". Quando il cristiano fa dei progetti per il futuro, egli lo fa "nel Signore", cioè, il cristiano cerca di conformare i suoi progetti alla mente di Cristo, secondo i criteri da Lui dettati.
Non è tutto. Il cristiano, unito per fede a Cristo, è figlio di Dio, e questo fatto deve essere evidente, almeno in una certa misura, dal suo carattere. Leggiamo nella Bibbia che: " Chiunque è nato da Dio non persiste nel commettere peccato, perché il seme divino rimane in lui, e non può persistere nel peccare perché è nato da Dio" (1 Gv. 3:9). Questo significa che il peccato non è compatibile con il carattere del cristiano. Purtroppo, ed è triste a dirsi, il peccato è sempre inevitabilmente presente in una certa misura nella sua vita, ma, appunto, non è compatibile con lui, è una nota stonata che non fa parte della "sinfonia" della sua vita! Pensiamo ad esempio ad una famiglia cristiana e devota che abbia un figlio disubbidiente e ribelle, è una nota stonata con il carattere che quella famiglia manifesta. Con il cuore triste quei genitori potrebbero dire: "Non si comporta come dovrebbe comportarsi nostro figlio". Possiamo dire altresì che Dio sia rattristato per il comportamento di alcuni dei Suoi figli? Certo, lo è purtroppo spesso. Non è forse vero che Paolo scrive: "Non rattristate lo Spirito Santo di Dio con il quale siete stati suggellati per il giorno della redenzione" (Ef. 4:30). Quanta tristezza diamo spesso per il nostro comportamento! Eppure, nonostante le nostre incoerenze, la nostra condizione di fondo davanti a Lui rimane. "Se i suoi figli abbandonano la mia legge e non camminano secondo i miei ordini, se violano i miei statuti e non osservano i miei comandamenti, io punirò il loro peccato con la verga e la loro colpa con percosse; ma non gli ritirerò la mia grazia e non verrò meno alla mia fedeltà. Non violerò il mio patto e non muterò quanto ho promesso" (Sl. 89:30-34). Dovremmo rammentarci di questa fedeltà di Dio quando siamo tentati a disperare di noi stessi. Dovremmo pure rammentarla quando siamo tentati a criticare gli altri. Chi siamo noi per giudicare? Se una persona è in Cristo veramente, Dio l’ha accettata ed è  solo Lui che può giudicarla e correggerla davvero.
Egli è nel mondo. Il fatto che un cristiano sia "in Cristo" è uno degli aspetti della condizione del cristiano, quello più importante. Il cristiano che è in Cristo, però, è allo stesso tempo nel mondo. Proprio perché si muove in queste due sfere troviamo che vi è in lui tensione, sofferenza. Vi sono naturalmente le sofferenze che sono comuni a tutta l’umanità: nemmeno il cristiano può sfuggirvi. Vi sono però sofferenze che sono peculiari per la particolare condizione esistenziale in cui il cristiano si trova.
Anche le sofferenze che condivide con il mondo, però, per il cristiano assumono un nuovo significato. Esse sono una componente delle azioni disciplinari che Dio usa per promuovere la sua santificazione. Il nostro testo dice: " dopo che avrete sofferto…".
Vi sono sofferenze che sono della natura di un castigo. Il cristiano può dover soffrire la malattia, il dolore prolungato, la perdita, la delusione, e l’afflizione. Non voglio dire necessariamente che tutto questo debba essere ricondotto ad un particolare peccato che abbia commesso. Cercare di collegare la sofferenza ed il peccato in questo modo può diventare un’ossessione morbosa. D’altro canto dovremmo cercare di accettare tutto quello che ci capita come parte delle azioni disciplinari che Dio applica alla nostra vita, forse per richiamarci al senso di responsabilità, forse per elevare i nostri pensieri dalle cose temporanee alle cose eterne, per mostrarci la follia del vivere solo in funzione di questo mondo, ma sempre per promuovere la nostra crescita nella grazia. E’ vero che alcuni devono soffrire più di altri. Giacobbe visse una vita maggiormente provata di quella di Abrahamo o di Isacco. Noi non sappiamo perché. Forse Giacobbe era fatto di materiale più intrattabile. Alla fine della sua vita, però, egli poteva parlare con gratitudine di Dio in questi termini: "Il Dio alla cui presenza camminarono i miei padri  Abrahamo e Isacco, il Dio che è stato il mio pastore da quando esisto fino a questo giorno, l'angelo che mi ha liberato da ogni male" (Ge. 48:15). Il cristiano può avere la certezza che, come disse qualcuno: "La mano di mio Padre non fa mai versare al Suo figliolo una lacrima priva di significato". L’orefice accende il forno, non perché odi l’argento, ma perché desidera renderlo il più puro possibile.
Vi è pure la sofferenza che è prodotta dalla natura stessa del conflitto. Il cristiano, infatti, è impegnato in una continua lotta. Ha nemici dentro di sé e nemici fuori di sé. Il versetto 8 del nostro testo ci conduce alla radice stessa del problema: "Siate sobri, vegliate; il vostro avversario, il diavolo, gira come un leone ruggente cercando chi possa divorare" (1 Pi. 5:8).
Dal di fuori. Noi parliamo delle tentazioni del mondo, della carne e del diavolo, ma la fonte prima di queste è l’avversario di Dio, il diavolo. E’ il diavolo ad avvalersi del mondo contro di noi. Coloro a cui l’apostolo Pietro stava scrivendo facevano esperienza di tutto questo in modo molto acuto. Erano soggetti a persecuzioni, o almeno alla minaccia costante di persecuzioni. Oggi nel nostro paese la persecuzione è assente in queste crude forme. La difficoltà di vivere la vita cristiana in un mondo ostile, però, è sempre presente.
Pensate ad esempio, ad un giovane cristiano che voglia testimoniare la sua fede in Cristo di fronte a compagni indifferenti od ostili. Pensate al coro di protesta che il mondo eleva quando qualcuno in nome di Dio cerca di ostacolare i suoi progetti egoistici. Pensate al dileggio che incontra l’Evangelo cristiano, o persino una semplice affermazione sulla scena pubblica dei principi morali cristiani. Pensate soprattutto alle sottili influenze che raffreddano il nostro zelo, rendono muta la nostra testimonianza, o ci portano a fare compromessi.
Dal di dentro. Il diavolo sferra i suoi attacchi pure attraverso la carne, vale a dire attraverso noi stessi. Noi non ignoriamo queste sue macchinazioni. Sappiamo con quanta astuzia ed intelligenza operi. Si dà da fare quando viviamo un periodo di benedizioni, perché se ci coglie distratti, egli può derubarci di gran parte delle benedizioni che abbiamo ricevuto. Non è mai tanto pericoloso di quando sembra essere quieto. Ci compiacciamo di noi stessi dei progressi che abbiamo fatto e proprio allora Satana prepara un attacco devastante. Quando sembra sconfitto oppure scomparso dalla vista, allora ecco che escogita un altro piano per danneggiarci.
Egli sparge i semi dell’incredulità. Egli cerca di farci mettere in dubbio le verità fondamentali della fede cristiana. Ci instilla dubbi sul fatto che realmente noi si possa fare appello alla potenza di Dio, e mina così la nostra vita cristiana. Egli semina discordie tra i fratelli. Pianta semi di sospetto, sfrutta antipatie naturali, e così mette in crisi la comunione fra cristiani. Approfitta della nostra fragilità. Ci ha studiato più a fondo di uno psicanalista. Conosce i nostri punti deboli, sa quando ci sentiamo stanchi, o non in buona salute, o inclini alla trascuratezza, e sfrutta senza scrupoli queste conoscenze.
Questa è la situazione. Che speranza abbiamo di vincere tutto questo? Pietro non si aspetta un periodo di pausa nell’azione del nemico. Quello che fa è rammentarci gli attivi a vantaggio del cristiano, quello che è al suo attivo, le risorse che ha a disposizione.


Le risorse del cristiano


Che cosa possediamo noi per opporci ad un tale potente avversario? Pietro menziona due cose:
L’ispirazione di una nobile vocazione. Dio ci ha chiamati "alla sua gloria eterna in Cristo". Forse che questo significa che Dio ci ha chiamati alla felicità eterna nel cielo? Senza dubbio! Questa però è una parafrasi limitativa. La gloria è molto più che felicità. "Eterna" significa molto più che di durata eterna, e questa è una vocazione di cui, sebbene venga adempiuta in cielo, se ne può fare esperienza fin da ora. Che cos’è allora questa "gloria eterna"? Non è forse il carattere di Dio stesso? Potete voi immaginare un pensiero più salutare di quello che siamo chiamati a riflettere il Suo carattere? "Carissimi, ora siamo figli di Dio, ma non è ancora stato manifestato ciò che saremo; sappiamo però che quando egli sarà manifestato, saremo simili a lui, perché lo vedremo come egli è" (1 Gv. 3:2). L’obiettivo ultimo a cui siamo chiamati è riflettere il Suo carattere, e finalizzato a quest’obiettivo è tutto ciò che Dio opera con noi e in noi. E’ verso quell’obiettivo che noi dovremmo guardare, avere gli occhi fissi su Gesù. "E noi tutti, contemplando a faccia scoperta come in uno specchio la gloria del Signore, siamo trasformati nella stessa immagine di gloria in gloria, come per lo Spirito del Signore" (2 Co. 3:18).
Ci viene rammentato quanto ci siano disponibili risorse inesauribili. "Il Dio di ogni grazia!": ecco la risposta a"il vostro avversario, il diavolo". La parola "grazia" è una magnifica parola.
(a) Ci rammenta in primo luogo che noi non siamo persone meritevoli. I doni di Dio ci sono stati conferiti non per qualcosa di meritevole che si sia trovato in noi.
(b) Ci rammenta il prezzo che è stato necessario pagare per essi: "Voi conoscete infatti la grazia del Signor nostro Gesù Cristo il quale, essendo ricco, si è fatto povero per voi, affinché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà" (2 Co. 8:9).
(c) Ci rammenta la grande generosità del dono che Dio ci ha fatto in Cristo. C’è quella grazia giustificante per la quale noi peccatori veniamo accolti come se fossimo giusti, a causa della rettitudine di Cristo a noi accreditata: la sua ubbidienza alla Legge di Dio e la soddisfazione da Lui resa sulla croce per la nostra disubbidienza, tutto questo ci viene accreditato come se noi avessimo compiuto tutto. C’è la grazia riconciliante per la quale noi, che eravamo nemici, siamo stati resi non solo amici, ma pure figli e figlie dell’onnipotente Iddio. C’è la grazia illuminante che ci guida attraverso i sentieri confusi della vita. C’è lagrazia che ci impedisce cadute irreparabili, cioè andare su una strada sbagliata. C’è la grazia che risana le nostre incoerenze per farci ritornare sul sentiero della giustizia. C’è la grazia che ci sostiene in tempo di afflizione, e in quei tempi in cui tutto sembra andare storto. C’è la grazia che ci rafforza e ci mette in grado di affrontare le tentazioni ed uscirne vittoriosi.
Quali scuse ancora potremmo tirare fuori per giustificare il nostro fallimento? La parola "non è possibile" non dovrebbe mai entrare nel nostro vocabolario cristiano. Ciò che Dio ci comanda Egli pure ci dà la grazia di realizzare. Alla fine, così, ci viene detto di credere.
Le promesse del cristiano. Le parole del nostro testo sono indubbiamente delle magnifiche promesse: "vi perfezionerà egli stesso, vi renderà fermi, vi fortificherà stabilmente"! Vorrei che consideraste molto bene queste parole. Alcune di esse sono molto interessati e devono essere state davvero preziose per Pietro.
  • "vi perfezionerà egli stesso". Questa parola significa "vi riparerà, vi restaurerà". La tradizione vuole che l’evangelista Marco abbia preso molto del materiale del suo vangelo da Pietro. Possiamo immaginare come Pietro gli avesse raccontato del giorno in cui Gesù chiamò Andrea e lui stesso dalle loro barche di pescatori, e poi Giacomo e Giovanni che riparavano le loro reti, e mentre Marco compone questo racconto, questa è esattamente la parola che usa. I pescatori devono riparare le loro reti strappate; e mentre Pietro considera la sua esperienza come "pescatore di uomini", egli si rende conto che non sono solo le reti ad aver bisogno di essere riparate. Se la pesca è buona, essa richiede lo spendere le nostre energie e risorse spirituali. Se la pesca è andata male, essa ci lascia inquieti e depressi. Sono certo che Pietro si fosse sentito a volte molto più disperato che nell’avere le reti strappate. Egli però conosceva Uno che riparava, e che rimetteva in sesto per ritornare all’opera.
  • "vi renderà fermi". Ecco ancora una parola significativa nell’esperienza di Pietro. Quando Gesù aveva predetto il rinnegamento di Pietro, Egli aggiunse: "Ma io ho pregato per te, affinché la tua fede non venga meno; e tu, quando sarai ritornato, conferma i tuoi fratelli" (Lu. 22:32). Si "conferma", "rendi stabili" i tuoi fratelli. Questa era la parola usata da Gesù. Il rinnegamento di Gesù da parte di Pietro era stata un’esperienza vergognosa, amara ed umiliante. Aveva abbattuto in Pietro la fiducia in sé stesso, ma lo aveva condotto alla fiducia in Dio. Egli non fu solo ristabilito, ma fu stabilito fermamente, tanto da diventare una roccia di perseveranza. Ora egli vuole mostrare ai suoi fratelli come pure loro possono essere resi fermi.
  • "vi fortificherà stabilmente", cioè "vi metterà su solide fondamenta", per poter essere forti in ogni battaglia che dovranno combattere, farà in modo che i vostri piedi siano ben piantati, come quell’uomo che aveva costruito la sua casa sulla roccia.

Conclusione


Il popolo di Dio in un mondo ostile, dunque: una realtà che dobbiamo affrontare come un dato ineluttabile, ma rispetto alla quale abbiamo a disposizione potenti risorse. Cristo ci ha chiamati per grazia Sua ad uscire da questo mondo sulla via della perdizione e se abbiamo compreso questo certo non vogliamo tornare a farne parte! Sarebbe una follia che solo i miopi e gli stolti potrebbero contemplare. Vogliamo aggrapparci con decisione e tenerci stretti a Cristo. Quando molti presunti discepoli di Cristo un giorno gli voltarono le spalle, pavidi e codardi, attirati di più dalle ingannevoli lusinghe di questo mondo, Gesù chiese ai dodici più stretti Suoi discepoli: "Volete andarvene anche voi?"Simon Pietro gli rispose: "Signore, da chi andremmo noi? Tu hai parole di vita eterna; e noi abbiamo creduto e abbiamo conosciuto che tu sei il Santo di Dio"" (Gv. 6:67,68). Sarebbero rimasti ed avrebbero fatto esperienza dell’annuncio che ci dice: "che dalla potenza di Dio mediante la fede siete custoditi, per la salvezza che sarà prontamente rivelata negli ultimi tempi" (1 Pi. 1:5).
di P. Castellina


 "Chi ci separerà dall'amore di Cristo? Sarà l'afflizione, o la distretta, o la persecuzione, o la fame, o la nudità, o il pericolo, o la spada?"
(Romani 8:35)

http://consapevolinellaparola.blogspot.it/2014/02/il-popolo-di-dio-in-un-mondo-ostile.html

domenica 16 dicembre 2012

Il giorno delle piccole cose


“Chi ha disprezzato il giorno delle piccole cose?” (Zaccaria 4:10)

Zaccaria comincia il suo libro con una  chiamata al pentimento ma la maggior parte del suo libro è dato per una rassicurazione di Grazia da mostrare alla chiesa a cui stava predicando. Prima abbiamo guardato le 8 visioni che furono date a Zaccaria e alla chiesa in quei giorni che riguardano il proponimento di Dio di risvegliare la Sua Chiesa, di rinnovare una chiesa che stentava a crescere, rinvigorire una chiesa che era ad un punto molto basso.
La quinta visione è coontenuta nel capitolo 4 e giunge davvero al cuore dell’argomento del “Risveglio”. In Zaccaria 4:1-5 abbiamo la stessa visione descritta, nei versi 4:6-10 abbiamo il messaggio della visione, sebbene in termini non molto chiari, sono sicuro che potete capirlo e capire anche il resto, e nei versi 4:11-14 abbiamo l’angelo che identifica uno dei simboli specifici della visione.
E’ interessante che nel verso 1 Zaccaria si era svegliato, nel suo sonno era come se si fosse svegliato per questa visione e per l’angelo che gliela mostrava , e noi dobbiamo essere eccitati nel comprendere la verità contenuta in questa parte della Scrittura. E cioè che spesso i nostri cuori diventano stanchi per l’impazienza nell’attenderci che il lavoro di Dio venga con grande potenza, che avvengano cose grandi e invece succede molto poco, e quasi andiamo a dormire, ma come lo Spirito scuote Zaccaria cosi’ scuoterà voi nel farvi riconoscere questa verità che sta per esservi predicata. Lo Spirito di Dio vi scuoterà per farvi capire che ci sono delle grandi cose che avvengono nella Chiesa, anche nel giorno piu’ piccolo della sua gloria.
Notate innanzitutto, nei versi 1-5 abbiamo un candeliere d’oro descritto e ovviamente questo rappresenta la Chiesa di Dio o la Teocrazia del Vecchio Testamento, che era la Chiesa nel VT, ricorderete in Apocalisse che Gesù stava nelle vicinanze di un candeliere,  che erano le chiese del NT,  e quando leggete questa Scrittura del candeliere vedrete che la Chiesa è descritta come bella, sebbene la sua bellezza non venga riconosciuta dal mondo, quello che conta è che essa è bella agli occhi di Dio. L’oro del candeliere rappresenta la sua purezza e la sua preziosità agli occhi del Signore,  e inoltre è un candeliere, cioè dà luce, è questa la missione della Chiesa, quela di dare luce ad un mondo tetro di oscurità, un mondo perso nel peccato e accecato riguardo alla Gloria di Dio, è la Chiesa di Gesù Cristo, che ha il compito di dare luce al mondo. Ci sono sette lampade che probabilmente sono le diramazioni della Chiesa di Cristo o i diversi modi in cui la Chiesa porta la luce nel mondo,  ed è interessante che dall’alto vi è un continuo rifornimento di olio alle lampade di questo candeliere,  ai lati del candeliere vi sono due olivi e l’olio rappresenta l’azione dello Spirito Santo che illumina e fa in modo che la Grazia continui a scorrere in ciascuna delle luci del candeliere. lo Spirito rifornisce senza interruzione di Grazia e Potenza di Dio. I due alberi del verso 14 rappresentano due unti, forse i due piu’ prominenti uomini della Chiesa di Cristo a quei tempi, sebbene su cio’ vi sia un dibattito, ma sono probabilmente Zorobabele, il principe della tribù di Giuda  e Joshua il sacerdote della tribù di Levi, il sommo sacerdote, entrambi sono ovviamente i due uffici di Gesù Cristo, il Re della Tribù di Giuda, infatti  regnando alla destra di Dio Egli ha autorità di inviare il Suo Spirito alla Chiesa, e come Sommo Sacerdote di Dio Altissimo il Nostro Signore Gesù Cristo ha acquistato lo Spirito per la Sua Chiesa,  per la Sua Sufficienza Egli ottiene che il Padre mandi il Suo Spirito.
Questa è quindi la visione nella sua interpretazione come viene spiegata in questo capitolo.
Ma andiamo all’interpretazione della visione che si trova ai versi 6-10. Prima di tutto al verso 7 si dice che i nemici dell’opera di Dio saranno sconfitti, una dichiarazione di vittoria,  una dichiarazione che un antagonista farebbe nel provocare il nemico: “chi sei tu grande montagna?” La grande montagna che era frapposta tra il lavoro di Zorobabele e la costruzione del Tempio, che si riferiva senza dubbio ai samaritani che prendevano in giro la Chiesa, ai nemici che scrissero al re di Babilonia per fargli disfare il lavoro della Chiesa nel suo tentativo di adorare nel Tempio; “Chi sei tu, grande montagna, che ti frapponi alle vie del Signore? Davanti a Zorobabele, diventerai una pianura.
L’opposizione è paragonata ad una montagna, una grande barriera,  e questa sarebbe stata rasa al suolo e sarebbe diventata pianura,  questo non suggerisce che Zorobabele non avrebbe avuto  alcun problema nell’avere la meglio sul nemico, ma ci dice pero’ con certezza quale sarà alla fine l’esito.  Non importa quanto grande il nemico risultasse agli occhi di Zorobabele e del popolo, e non ci sono dubbi che sembrasse molto grande,  essi erano poveri e disprezzati giudei senza alcuna preparazione militare, che lavoravano in una città priva di mura, per costruire il Tempio che tutti i loro nemici odiavano, e quindi era un grande test da dover superare nei loro pensieri. Ma Dio ci dice che l’esito sarà che la grande montagna sarebbe stata livellata e trasformata in una pianura, ed essi vissero per vederlo accadere. Zorobabel visse e vide il Tempio che era stato costruito e completato,  visse per vedere il giorno in cui gli ebrei si rallegrarono per aver prevalso sui loro nemici. Ma ancora non parla solo della sconfitta del nemico, ma del completamento di quel lavoro che essi erano preparati a compiere.
Nella seconda parte del verso 7 Zorobabele è detto depositare la testata d’angolo o la pietra superiore, che è descritta con “Grazia, Grazia su di essa” In altre parole Zorobabele avrebbe messo il tocco finale al tempio, con il popolo che acclamava “Grazia, Grazia su di essa”. E’ stata la Grazia di Dio per cui  abbiamo completato il lavoro. E ovviamente al verso seguente leggiamo Zorobabele ha messo le fondamenta di questa Casa e le sue mani la finiranno. Tu conoscerai che il Signore degli Eserciti mi ha mandato.
Ed il motivo di cio’ è che gli occhi del Signore guardano con favore alla costruzione del Tempio da parte di Zorobabele. Quando Dio guarda ad un ministero con favore, esso sarà certamente portato a compimento. In Samuele 3:12 leggiamo: “In quel giorno io compirò contro Eli tutto cio’ di cui ho parlato riguardo la sua casa: quando comincio, lo porto anche a termine”. E’ questa è la verità che Dio dice di ogni cosa che Egli inizia. “Quando incomincio un lavoro, lo porterò a termine”.
Quando Dio comincio’ a portare gli ebrei fuori dall’Egitto, concluse quello che aveva annunciato conducendoli nella terra di canaan. Quando Dio iniziò un lavoro di Grazia in Abraamo, lo portò anche a termine quando Cristo morì sulla croce e fu resuscitato. Dio quando comincia un’opera la porta a termine. Non c’è alcun dubbio. E cari cristiani vi sono delle spaventose montagne davanti a noi oggi, davanti al Vangelo che noi annunciamo. Abbiamo ad esempio un bel po’ di ignoranza che dobbiamo affrontare oggi. La gente non comprende affatto di dottrina. Ma abbiamo la chiara promessa della Scrittura in Abacuc 2:14 : La terra sarà riempita della conoscenza della Gloria del Signore, come l’acqua ricopre la distesa del mare. Dio intende far conoscere la Sua Gloria su tutta la terra.
Noi sentiamo una grande impotenza in noi stessi, sentiamo che non riusciamo a fare cio’ che dovremmo fare, diventiamo impaludati, il lavoro della Chiesa sembra cosi’ affannato, cosi’ lento, e il ritmo delle nascite cresce molto più della Chiesa di Cristo e diventiamo più insignificanti anno dopo anno, eppure Gesù Cristo ha promesso in Matteo  28: “Ogni potestà mi è stata data in cielo e sulla terra…Or ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine dell’età presente. Amen”. Gesù Cristo completerà il lavoro che ha cominciato. Realizzerà il lavoro in questo mondo che ha iniziato, nel portare Gloria al PAdre, sottomettere i Suoi nemici e salvare gli eletti, portandoli nella Sua Chiesa.
L’iniquità che si ritrova nella chiesa è come una montagna che non sappiamo come superare, il sistema del mondo sembra alitarvi sul collo, socialismo, comunismo ateo, (e negli ultimi tempi relativismo, paganesimo  n.d.r.) e in tutto il mondo il liberalismo nella chiesa protestante, ma Dio assicura che la montagna sarà spianata, e che la verità di Cristo deve prevalere sulla terra. Se leggete i profeti dovete credere alla Verità. o Agnello di Dio, il Tuo Prezioso Sangue non perderà mai il Suo Potere, non perderà mai il Suo Potere e il resto della Chiesa di Dio sarà salvato per non peccare più. La Pietra Portante nel Tempio di Dio sarà disposta, Gesù Cristo costruirà il Tempio, abbiamo l’immagine nel Nuovo Testamento, la Chiesa di Gesù Cristo è chiamata il Tempio del Dio Vivente, ed ogni credente è paragonato ad una pietra nel Tempio, e Gesù Cristo ha cominciato, Egli è la Pietra Principale e la Testata d’angolo, i Suoi apostoli sono le fondamenta del Tempio, e voi ed io siamo mattoni nel lavoro del Tempio, la Pietra Finale non è ancora stata posta, ma essa verrà collocata e l’ultima persona per cui Cristo è morto verrà portata nella Chiesa, e il Tempio sarà reso interamente Glorioso e Completo, quello che Cristo ha cominciato , avverrà e sarà compiuto. Questa è l’essenza della profezia che abbiamo qui. La Gloria della Chiesa sarà completata e sarà manifestata sulla terra.
Poi notate nel verso 6 in che modo tutto ciò sarà fatto, non per potenza: “questa è la PArola del Signore per Zorobabele, non per potenza. Questa parola nelle note è spiegata come “potenza militare”. Quindi non per mezzo di eserciti, non per mezzo di una crociata militare, come nei giorni di Oliver Cromwell, ricordate, uomo di buoni e giusti principi, che cercò di impadronirsi del governo d’Inghilterra, Oliver Cromwell voleva avere una giusta chiesa e una giusta dottrina nella terra d’Inghilterra, dovete avere simpatia per lui, perchè credeva nella stessa dottrina in cui noi crediamo, ma il suo tentativo giunge ad una triste conclusione, egli non ottenne nulla, usando la spada e la forza armata, eppure in quel periodo storico grandi cose furono fatte per il Signore, fu un periodo di grandissimo risveglio alla Verità di Dio, un periodo in cui i puritani scrissero voluminosamente sulle Scritture, un periodo forse del più grande studio biblico che il mondo abbia mai conosciuto, riguardo alla semplice esposizione della Scrittura, ma non fu ottenuto con la spada da  Oliver Cromwell, non per forza militare, non per forza militare politica di cristiani che protestano cercando di mescolare la politica con la religione, non per mezzo dell’esercito di evangelismo dai grandi schemi per portare le masse nella chiesa, non per la potenza dell’intelligenza umana, non per mezzo di schemi umani, non per la forza di attività umana, se tutti vanno a pieno vapore questo non realizza la costruzione del Tempio, ma per mezzo della Potenza Divina elargita nello Spirito Santo, dall’olio che fluisce in ogni lampada, dall’olio che fa diventare la lampada più luminosa, e più santa, e più vigorosa nelle opere. Non per mezzo di tentativi e iniziative umane,: gli ebrei costruirono sì il Tempio, ma solo perchè vennero resi solerti e sospinti dallo Spirito di Dio. Solo con la venuta del Signore degli Eserciti, la Chiesa sarà completata nella sua missione. Solo con la venuta dello Spirito le lampade della Chiesa bruceranno ravvivate in un Risveglio.
Solamente lo Spirito puo’ portare al Risveglio, mentre gli uomini credono che attraverso schemi di iniziativa e linee guida verrù il Risveglio, ma no, non è per potenza, non per mezzo di potere umano; ma il Risveglio venne in quei giorni per mezzo dello Spirito, ed il suo successo è assicurato perchè lo Spirito è al centro di esso.Non perchè fossero un gruppo di persone di alcuna importanza, erano un gruppo modesto che cominciò a costruire il Tempio. E non avevano alcuna forza per combattere il nemico, ma il loro successo fu assicurato, perchè lo Spirito era in esso, ed essi erano mossi dallo Spirito Santo di Dio.
Dio invia sovranamente il Suo Spirito come desidera per sollevare la chiesa dall’oscuratà e darle vigore, dall’impotenza all’eccellenza, perciò dobbiamo pregare per lo Spirito in questi giorni, Gesù Cristo ci ha insegnato frequentemente di pregare per lo Spirito Santo, e che ci verrà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto, e di cosa Cristo stava parlando? Stava parlando del desiderio del PAdre di concedere lo Spirito a coloro che GlieLo chiedono, o quanto disperatamente la chiesa deve chiedere lo Spirito, cristiani ne siete a conoscenza quando testimoniate alle persone? Aprite chiaramente la PArola di Dio alla gente, eppure non succede nulla, oh dovete pregare per lo Spirito, non è per mezzo di sforzi umani, ma per mezzo dell’azione dello Spirito che gli uomini si convertono. Predichiamo cosi’ tanti sermoni, eppure vi è così poco del potere di Dio! O dobbiamo pregare per lo Spirito Santo, il bisogno disperato dei nostri giorni è che Dio faccia risvegliare la Sua Chiesa, per mezzo di un maggiore rifornimento dello Spirito della Grazia, per piu’ olio che debba scorrere in questo candeliere locale e per altri candelieri in vari luoghi affinchè ravvivano la loro fiamma.
Noterete anche in questa spiegazione della visione, specialmente al v. 10, che in tutti i lavori iniziati da Dio e condotti per mezzo dello Spirito Santo, vi è un giorno delle cose piccole, cioè di avvenimenti insignificanti. “Chi ha disprezzato il giorno delle piccole cose?Ma quei sette si rallegrano a vedere il filo a piombo nelle mani di Zorobabel. Questi sette sono gli occhi a dell’Eterno che percorrono tutta la terra”.
“Chi ha disprezzato il giorno delle piccole cose?”, ah vedrete il giorno in cui quella pietra finale sarà deposta, molti disprezzano questi giorni in cui viviamo, ma non dovreste, una stagione in cui il lavoro dello Spirito fa piccola apparizione, non è insignificante agli occhi di Dio. Ed è interessante che ogni volta che Dio ha cominciato un Risveglio, lo ha fatto all’inizio in piccolo,  con delle piccole cose, le cose che in sè stesse non sembravano essere significanti,. Per esempio Zorobabele che ritorna a Gerusalemme, egli è insieme ad un gruppo di ebrei che erano stati in esilio forzato a Babilonia, senza grande talento, nessuna grande forza, neanche un gran numero di essi, e quando ritornano a Gerusalemme ognuno se ne va a farsi i fatti propri, a costruirsi le proprie case e non mostrano alcun interesse per la Chiesa di Dio. Direte, nulla sta succedendo..no qualcosa sta succedendo, lo Spirito di Dio ha cominciato il Suo lavoro, quindi Aggeo predica, e cominciano a mettere le fondamenta del Tempio, e quando gli ebrei lo videro essi erano addolorati per l’insignificanza dell’edificio, perchè ai tempi di Salomone i più grandi artigiani della terra erano a lavoro nella costruzione del suo tempio, qui erano degli ebrei senza talento che mettevano le fondamenta del nuovo tempio, e non sembrava avesse nulla della magnificenza del vecchio tempio. Un opera insignificante ed erano riempiti di disperazione. Ma il Risveglio forse comincia quando la gente è ancora disperata, pensando quando Dio verrà per aiutarci, ah Dio è a lavoro proprio in quel momento.
Pensate con me alle cose che Dio ha cominciato in un modo piccolo, pensate alla Creazione, ricordatevi che c’era un tempo in cui la terra era vuota e senza forma e tutto era nero e oscurità, una ben piccola cosa all’inizio, ma che grande capolavoro è la fine. Il lavoro di provvidenza che avviene attorno a voi, comincia in piccolo e poi è grande. Pensate a quante volte avete visto una piccola ghianda, una ghianda è ben piccola cosa, ma un albero di quercia è una cosa grande. Un fiume, potente, grande che scorre con forza, è cominciato con un piccolo rivoletto, una piccola sorgente che viene fuori dal suolo. Un guerriero che marcia attraverso regni e sgomina grandi eserciti, una volta era un infante nella culla, un oratore che sta in piedi davanti alla folla che lo ode, era una volta un balbuzionte che non poteva neanche essere compreso quando era un piccolo bimbo. Dio nella Sua Provvidenza ha sempre il giorno delle piccole cose, per tutto ciò che diventerà grande. Delel nazioni che sono oggi grandi in civiltà, erano una volta dei selvaggi, a cui Dio nella Sua Provvidenza portò la grandezza. E nel lavoro della Grazia, questa stessa cosa è vera.
Era davvero un piccolo giorno quello in cui Abraamo e Isacco erano l’intera Chiesa di Dio nel Vecchio testamento. Abraamo ebbe un solo figlio della promessa,  un piccolissimo seme davvero, ma Dio promise che sarebbe stato in numero come le stelle del cielo, e così avverrà. Nel Nuovo Testamento anche, ci fu un giorno in cui la Chiesa di cristo poteva riunirsi tutta in un unica stanza attorno ad un tavolo, piccolo inizio, la Chiesa di Cristo non potrebbe farlo oggi, e anche la chiesa battista sebbene non possa chiamarsi così magnificente, ci fu un giorno in cui erano 25 persone che si incontravano in una casa-van in centro. “Chi è che disprezza il giorno delle piccole cose?”, chi è che irride la chiesa in gerusalemme che ha appena messo le fondamenta che non sembrano essere niente di che, vivrai per vedere la pietra finale deposta!
Chi è che disprezza il lavoro di Dio oggi? Chi disprezzava i dodici discepoli nel nuovo testamento quando borbottavano l’uno con l’altro, quando non comprendevano gli insegnamenti di Cristo, quando erano un gruppo insignificante sebbene sarebbero divenuti una grande potenza nel mondo. Lo Spirito era in tutte queste cose che sono state menzioante. L’olio dello spirito veniva irrorato nel giorno delle piccole cose, così come nel giorno delle grandi cose. E c’è sempre stato un giorno delle piccole cose, prima di quello delle cose grandi. Molti disprezzano il giorno delle piccole cose oggi, inemici di Dio disprezzano la chiesa oggi, cosi’ come allora disprezzavano quegli ebrei, ricordate alcuni dei commenti che vennero detti nei giorni di Neemia quando cominciarono a costruire le mura? «Costruiscano pure! Ma se una volpe vi sale sopra, farà crollare il loro muro di pietra!».
Quanti nemici oggi irridono la chiesa di Gesù Cristo, quando rimane ferma sulla PArola di Dio, sono molti, ma la Scrittura assicura che quelli che irridono la chiesa di Cristo oggi, vivranno per vedere la pietra finale deposta. E voi con gli stessi vostri occhi vedrete il potente e vittorioso Gesù Cristo venire in tutta la Sua Potenza e Gloria sulla terra, e allora saprete che cosa potente fu avere lo Spirito al lavoro in poche persone, nel mondo. Gli amici di Dio, molto spesso, disprezzano i giorni dell’infanzia, non è solo una prerogativa dei nemici di Cristo, ma anche gli amici di Cristo spesso sottovalutano il valore degli inizi, e quanto voi sottovalutate il lavoro della Chiesa di Cristo in questi giorni? Non avete forse disprezzato il giorno delle piccole cose? Battendovi il petto e dicendo o Dio non ha fatto nulla in questo posto. Dio non ha fatto nulla attraverso il mio servizio, quasi a dire Dio non agisce nelle vostre opere, e quando non siete a sufficienza grati per le piccole cose, voi ostacolate l’avvenire delle grandi cose, oh voi vorreste vedere gli intellettuali e i ricchi e i potenti della comunità correre a frotte da Cristo, e vorreste vedere grandi numeri di conversoni, a volte, forse è cosi’ oggi per alcuni di voi, disprezzate il lavoro di Dio nel vostro stesso cuore, ricordate che dovete davvero diventare dei bambini prima di essere degli adulti, un tempo doveste essere studenti a scuola, a cui doveva essere sempre detto cosa fare, prima che diventaste i maestri delle vostre occupazioni, nel mondo siete passai per il giorno delle piccole cose, ed anche nella Chiesa di Cristo c’è un giorno delle piccole cose per il cristiano, e c’è un avvertimento di non mettere le mani sul novizio, non è ancora pronto, lo sarà in un anno o due, non forzate all’improvviso nessun uomo, ricordate che deve esserci un’infanzia, ci deve esere un’adolescenza nella chiesa di Cristo, prima del giorno delle grandi cose, non aspettatevi di diventare degli uomini tutt’insieme nelle cose del cristiano, e non disperare che non sei ancora così santo come vuoi essere, e ci aspettiamo troppo e pensiamo che Dio non sta facendo nulla.
Ci sono molte ragioni per non disprezzare le piccole cose, questo diprezzo impedisce il verificarsi delle cose grandi,. Se tutti gli ebrei avessero disprezzato questo momento del mettere le fondamenta del tempio, chi sarebbe rimasto a costruirlo? Se tutti avessero detto “oh questo non è proprio nulla” nessuno sarebbe andato a lavorare con qualche energia, e la pietra finale non sarebbe stata messa, se tutti disprezzassero le piccole cose nelle missioni, chi supporterà mai i missionari? Chi si attiverebbe a mandarli nelle zone piu’ lontane del mondo? Ovviamente voi mormorate e vi lamentate, mentre dovreste pregare Dio per quelle piccole cose che avete. Questo impedisce che vi venga elargito di più. Ricordate come gli ebrei mormorarono nel deserto, disprezzarono il loro salvataggio attraverso il mar rosso, essi non lodarono Dio per questo, ma si lamentarono : “oh perchè non ci ha dato del cibo, oh non abbiamo abbastanza da bere,  quando Dio aveva operato un grande miracolo nel salvarli. Siete ancora in schiavitù di satana? E allora perchè siete scoraggiati? Oh è per lo scoraggiamento di essere nel deserto così a lungo. Se avessero lodato Dio per la Sua Bontà, quante altre benedizioni sarebbero venute.
Quelli che sono in cielo, danno valora al giorno delle cose piccole, perchè quelli che sono in cielo, gli angeli che glorificano Gesù Cristo non hanno i loro occhi annebbiati di carnalità, e leggete nella Bibbia che c’è grande gioia in Cielo per che cosa? Le grandi masse che vengono a Cristo? Perchè c’è tanta gioia per un solo peccatore che si pente, sebbene egli sia ancora un peccatore ignorante e senza dottrina, sebbene egli cada ancora in peccato, sebbene egli non sia un uomo dalla grande forza, un solo peccatore si pente, e tutto il Cielo esulta di gioia, davanti al Trono di Dio. Il nostro Signore Gesù Cristo ci ha insegnato nel nuovo testamento che le piccole cose non devono essere disprezzate,  Egli stesso disse, ricordate, non dimenticherò un semplice bicchiere d’acqua fresca dato nel mio nome, che cosa posso fare per il Signore oggi, che possibilità ho di fare qualunque cosa per Lui? Allora non disprezzerò quel bicchiere d’acqua fresca da dare ad un uomo assetato, facendolo nel nome del Signore, per amore di Lui,  disprezzeerete ancora il giorno delle piccole cose?
Avete riempito il vostro modo di pensare con il pensiero del mondo di grandezza, che cosa fate a casa? Lavate piatti, lavate i vestiti, pulite i pavimenti, non vedete molta gente, e disprezzate il giorno delle piccole cose. Il Signore sta dandovi un grande spirito di  servizio nei confronti dei piccoli bambini a casa, affinchè questi possano crescere nella lode del Suo Nome, perchè vengano istruiti nel nome di Gesù Cristo, voi la chiamate una cosa piccola, Dio la chiama una cosa grande. Il Padre Stesso ha un grande rispetto per il giorno delle piccole cose,  ricordate di come andò incontro al figlio prodigo da molto lontano, di come ebbe rispetto per questo quando ritornò a casa dopo essere stato a vivere insieme ai porci. Il PAdre ebbe rispetto per le piccole cose.
Le piccole cose sono di un valore indescrivibile, ed è l’inizio del giorno delle grandi cose, le piccole cose di Dio diventeranno grandi con certezza, Dio non lascia mai il Suo lavoro incompleto, come abbiamo già quotato:  “Quando incomincio un lavoro, lo porterò a termine”. E inoltre, “Colui che ha cominciato un buon lavoro in voi, lo completerà fino al giorno di Cristo”, il Vangelo prevarrà sulla terra, e la roccia tagliata dalla montagna riempirà l’inera terra, rotolando a valle, leggendo le Scritture “i pochi diventeranno un migliaio e i piccoli diverranno una nazione forte”.
Il Signore perfezionerà ciò che ha cominciato in voi,  potrete essere adesso solo delle carte fumanti, ma brucerete vivamente quando lo Spirito che rifornisce l’olio è aumentato, quindi noi cristiani saremo un giorno perfetti, pensateci, il cristiano più debole di questo mondo sarà un giorno perfetto e senza peccato, leggiamo la descrizione del cristiano: “Il sentiero del giusto. è come la luce dell’alba. che splende sempre più luminosa. fino giorno pieno.” (cf. Proverbi 4,18)
“Chi ha disprezzato il giorno delle piccole cose?”, Dio non ha terminato con la Sua Chiesa, Dio non permette anche adesso che le porte degli inferi prevalgano su essa, il Nome di Gesù Cristo risuonerà su tutta la terra, la Sua Chiesa sarà tutta nella Gloria e nella Potenza e vittoriosa, ma la domanda deve essere posta, avete mai visto il giorno delle piccole cose nelle vostre anime? Ne trovate qualcuno? C’è qualche luce che è davvero molto piccola nella vostra anima o siete ancora in schiavitù di Babilonia. Davero fu una piccola cosa per gli ebrei essere solo ritornati a Gerusalemme, ma almeno erano fuori da Babilonia! Siete ancora schiavi del peccato che inseguono ogni desiderio della carne e tentazione di satana? O c’è un piccolo brillare di luce nella vostra anima, una luce della Grazia di Dio? Desiderate almeno il sincero latte della PArola, affinchè cresciate per mezzo di esso? Una qualche luce che vi mostra che siete cristiani? C’è una piccola sorgente di amore per Dio, che vi causa di addolorarvi per i vostri peccati? Un desiderio di essere come Lui nella giustizia? Avete un pò di amore per i fratelli? Che vi addolora quando li avete trattati male o parlato male di loro? Dovreste pregare per loro, con costanza. O cristiani se voi poteste vedere la Città nella quale  voi andrete allora come lodereste il Signore! Se poteste vedere il Tempio finito della Chiesa di Gesù Cristo, più popolosa della sabbia del mare, allora gridereste, come Zorobabele gridò: “Grazia, Grazia su di essa”.
Devo comunque dire che c’è il pericolo di essere troppo soddisfatti nel giorno delle piccole cose, non vi crogiolate nel pensiero che il lavoro che Dio compierà verrà realizzato senza nessuna partecipazione da parte vostra, non riposate nel sogno di essere diventati grandi. Il giorno delle piccole cose, sebbene non debba essere disprezzato è il giorno degli inizi, il momento in cui la chiesa deve crescere, lavorare e pregare per ricevere lo Spirito Santo, in attesa e nel ringraziamento che debba essere fatto qualcosa, è un giorno di grande desiderio,  e davvero viviamo nel giorno delle piccole cose, è il giorno delle piccole cose, piccola rettitudine, piccola conoscenza della Verità, piccolo incremento di peccatori che si convertono per la PArola, una piccola evidenza della Gloria di Dio nella Sua Chiesa, è il giorno delle piccole cose, ma grazie a Dio è il giorno delle piccole cose, e preghiamo con fiducia e con fervore, con la speranza delle promesse del profeta: “Non per potenza ma per lo Spirito”, Dio concedici una maggiore benedizione del Tuo Spirito oggi, e non disprezzate il giorno delle piccole cose, perchè vi rallegrerete, quando vedrete quella pietra finale, nelle mani di Cristo, così come fu nelle mani di Zorobabele.
da un sermone di Walter Chantry Visita Sito Web
trascrizione e traduzione a cura di  www.verovangelo.org

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da Francesco Savastano

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