per capirci

GIACOMO 1, 2-4

Fratelli, considerate come motivo di gaudio perfetto le diverse prove alle quali voi potete essere esposti, sapendo che la fede messa
alla prova produce la pazienza. E' necessario però che la pazienza compia perfettamente l'opera sua, affinché voi siate pure perfetti ed
integri, senza mancare in niente.(Giacomo 1; 2-4)

Emmanuel

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venerdì 8 febbraio 2013

Il carnevale


 

Caratterizzato da colori e schiamazzi, il carnevale è considerata la festa dell'allegria per eccellenza. Uomini di ogni ceto sociale si recano a balli in maschera e sfilate variopinte, cercando di liberare la fantasia e di catturare un po' di felicità. Lo scherzo "vale" ed il commercio che vi è connesso raggiunge il suo apice; vengono acquistati vestiti da indossare solo per qualche giorno, poi, come ogni anno, rimangono soltanto piazze e strade da ripulire. Oltrepassando pragmatiche e superficiali considerazioni, pro o contro il carnevale, occorre chiedersi da dove esso provenga e di quali concetti religiosi o valori morali sia portatore.

Le origini del carnevale
Certamente non è facile indagare sulle origini di una festa come il carnevale, le cui tracce storiche nessuno ha potuto o voluto realmente conservare. Non è possibile nemmeno fare luce sui diversi aspetti che ne caratterizzano i festeggiamenti, in quanto, nel corso dei secoli e in realtà geografiche diverse, il carnevale si è arricchito di sfumature sempre nuove.
L'etimologia del termine "carnevale" risale, con ogni probabilità, al latino carnem levare, espressione con cui nel Medioevo si indicava la prescrizione ecclesiastica di astenersi dal mangiare carne a partire dal primo giorno di Quaresima, vale a dire dal giorno successivo alla fine del carnevale, sino al "giovedì santo" prima della Pasqua. Il carnevale infatti, nel calendario liturgico cattolico-romano si colloca necessariamente tra l'Epifania (6 gennaio) e la Quaresima. Le prime testimonianze documentarie del carnevale risalgono ad epoca medievale (sin dall'VIII sec. ca.) e parlano di una festa caratterizzata da uno sregolato godimento di cibi, bevande e piaceri sensuali. Per tutto il periodo si sovvertiva l'ordine sociale vigente e si scambiavano i ruoli soliti, nascondendo la vecchia identità dietro delle maschere.
I festeggiamenti culminavano solitamente con il processo, la condanna, la lettura del testamento, la morte e il funerale di un fantoccio, che rappresentava allo stesso tempo sia il sovrano di un auspicato e mai pago mondo di "cuccagna", sia il capro espiatorio dei mali dell'anno passato. La fine violenta del fantoccio poneva termine al periodo degli sfrenati festeggiamenti e costituiva un augurio per il nuovo anno in corso. Nelle varie manifestazioni carnevalesche è possibile individuare un denominatore comune: la propiziazione e il rinnovamento della fecondità, in particolare della terra, attraverso l'esorcismo della morte. Il periodo carnevalesco coincide più o meno con l'inizio dell'anno agricolo, un chiaro indizio che permette di collegare direttamente il carnevale alle feste greche di impronta dionisiaca (le feste in onore di Dionisio, dio greco del vino, caratterizzate dal raggiungimento di uno stato di ebbrezza ed esaltazione entusiastica, che sfociavano in vere e proprie orge), e a quelle romane dei Saturnali (solenne festa religiosa, che si celebrava in onore del dio Saturno e durante la quale si tenevano cerimonie religiose di carattere sfrenato e orgiastico, che prevedevano tra l'altro la temporanea sospensione del rapporto servo-padrone). Lo stretto rapporto esistente tra queste feste e alcuni costumi del carnevale è evidente, anche se ignorato dai più. In tempi recenti gli storici hanno insistito maggiormente sull'origine agraria e sociale del carnevale. Esso è irrisione dell'ordine stabilito e capovolgimento autorizzato, limitato e controllato nel tempo e nello spazio dall'autorità costituita. In altre parole la festa del carnevale era vista dalle classi sociali più agiate come un'ottima valvola di sfogo concessa ai meno abbienti allo scopo di garantirsi il protrarsi dei propri privilegi. Non meno interessante è l'origine e la valenza demoniaca di alcune tra le maschere carnevalesche più famose e antiche, come quella nera sul volto di Arlecchino o quella bipartita (bianca e nera) di Pulcinella. Studi sul significato psicologico della volontà di indossare una maschera hanno mostrato che l'irresistibile attrazione esercitata dal carnevale sta proprio nella possibilità di smettere di essere se stessi per assumere le sembianze e il comportamento della maschera. Questa scelta, quando non è condizionata da fattori economici, rivela interessanti, e talvolta inaspettati, aspetti psicologici di una persona. Queste brevi note storiche, lungi dall'esaurire l'argomento, vogliono far riflettere il lettore sulla reale origine del carnevale e sull'impossibilità per ogni cristiano, separato dalle usanze del mondo e consacrato a Dio, di lasciarsi coinvolgere sia pure dal minore di questi aspetti.

Il Carnevale visto come manifestazione sociale
Il Carnevale è la celebrazione del travestimento: di quella promiscuità ribelle che sovverte l'ordine naturale e morale stabilito da Dio: "La donna non si vestirà da uomo, e l'uomo non si vestirà da donna poiché il Signore, il tuo Dio, detesta chiunque fa queste cose" (De.22:5). La condanna è estesa ad ogni licenza dalla propria identità spirituale e dalle responsabilità etiche (So.1:89).
Il Carnevale è il riconoscimento di quella ambiguità che, confondendo realtà e apparenza, verità e finzione, mira ad offuscare quella lucidità e giusta inibizione necessarie ad onorare Dio (Is.5:20,22; Ro.13:12-14). Per diversi credenti basta un disincantato: "non c'è nulla di male..." per rendere implicita l'approvazione di Dio in faccende che non Lo riguarderebbero. Il Carnevale è espressione di una allegrezza abbinata alla volgarità, in contrasto con la gioia cristiana (Ro.14:17, Ef.5:3,4), di una satira dissacratoria completamente in contrasto con la Parola di Dio, che non insegna lo scherno delle autorità, bensì a pregare per esse (I Ti.2:12). Il Carnevale è l'esaltazione sfrenata del godimento fine a sé stesso; tale festa costituisce, tuttavia, più che un'innocente divertimento, uno dei tanti "diversivi" che, con la scusa di fugare noia, tristezza e desideri repressi, allontana le coscienze dalla sana preoccupazione per la condizione dell'anima dinanzi al Giudizio divino (Is.30:9-11; Lu.16:19,25; I Pi.4:3,7).

Il Carnevale visto quale evento religioso
Il Carnevale ha perduto nel tempo certe punte di pura stregoneria, ma sotto il manto della baldoria "scaccia pensieri", la sostanza dell'esorcismo "scaccia spiriti" non è scomparsa; esso è comunque una ricorrenza pagana, con tutto il suo fardello di contraddizioni inconciliabili con lo spirito e l'opera di Cristo (II Co.6:14-16). Il "carnevale religioso" rivisita un rituale che disonora l'unica propiziazione riconosciuta da Dio (I Gv.2:12). La simbologia cattolica delle ceneri ripropone una prescrizione mosaica superata dall'efficacia purificatoria del sacrificio di Gesù Cristo (Eb.9:11-14). Il Carnevale insegna un falso riscatto spirituale, promuovendo il peccato volontario in prospettiva di un "pentimento programmato".

Conclusione
Come cristiani desiderosi di vivere secondo la volontà di Dio, non vogliamo vivere secondo il sistema che vige nel mondo: "E non vi conformate a questo secolo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza qual sia la volontà di Dio, la buona, accettevole e perfetta volontà" (Ro.12:2, I Pi.1:14).
Come genitori siamo inoltre chiamati ad istruire i nostri figli nella volontà di Dio, anche se veniamo considerati delle persone che non sanno rimanere al passo con i tempi, poiché la nostra preoccupazione non è quella di rimanere indietro con la società, ma di seguire Gesù Cristo il Signore in ogni cosa.

(si ringrazia P. Tarantino per il testo dell'articolo) Dio ci benedica pace in Cristo Gesu' dal vostro fratello Daniele

http://vocechegrida.ning.com/profiles/blogs/il-carnevale

domenica 16 dicembre 2012

Il giorno delle piccole cose


“Chi ha disprezzato il giorno delle piccole cose?” (Zaccaria 4:10)

Zaccaria comincia il suo libro con una  chiamata al pentimento ma la maggior parte del suo libro è dato per una rassicurazione di Grazia da mostrare alla chiesa a cui stava predicando. Prima abbiamo guardato le 8 visioni che furono date a Zaccaria e alla chiesa in quei giorni che riguardano il proponimento di Dio di risvegliare la Sua Chiesa, di rinnovare una chiesa che stentava a crescere, rinvigorire una chiesa che era ad un punto molto basso.
La quinta visione è coontenuta nel capitolo 4 e giunge davvero al cuore dell’argomento del “Risveglio”. In Zaccaria 4:1-5 abbiamo la stessa visione descritta, nei versi 4:6-10 abbiamo il messaggio della visione, sebbene in termini non molto chiari, sono sicuro che potete capirlo e capire anche il resto, e nei versi 4:11-14 abbiamo l’angelo che identifica uno dei simboli specifici della visione.
E’ interessante che nel verso 1 Zaccaria si era svegliato, nel suo sonno era come se si fosse svegliato per questa visione e per l’angelo che gliela mostrava , e noi dobbiamo essere eccitati nel comprendere la verità contenuta in questa parte della Scrittura. E cioè che spesso i nostri cuori diventano stanchi per l’impazienza nell’attenderci che il lavoro di Dio venga con grande potenza, che avvengano cose grandi e invece succede molto poco, e quasi andiamo a dormire, ma come lo Spirito scuote Zaccaria cosi’ scuoterà voi nel farvi riconoscere questa verità che sta per esservi predicata. Lo Spirito di Dio vi scuoterà per farvi capire che ci sono delle grandi cose che avvengono nella Chiesa, anche nel giorno piu’ piccolo della sua gloria.
Notate innanzitutto, nei versi 1-5 abbiamo un candeliere d’oro descritto e ovviamente questo rappresenta la Chiesa di Dio o la Teocrazia del Vecchio Testamento, che era la Chiesa nel VT, ricorderete in Apocalisse che Gesù stava nelle vicinanze di un candeliere,  che erano le chiese del NT,  e quando leggete questa Scrittura del candeliere vedrete che la Chiesa è descritta come bella, sebbene la sua bellezza non venga riconosciuta dal mondo, quello che conta è che essa è bella agli occhi di Dio. L’oro del candeliere rappresenta la sua purezza e la sua preziosità agli occhi del Signore,  e inoltre è un candeliere, cioè dà luce, è questa la missione della Chiesa, quela di dare luce ad un mondo tetro di oscurità, un mondo perso nel peccato e accecato riguardo alla Gloria di Dio, è la Chiesa di Gesù Cristo, che ha il compito di dare luce al mondo. Ci sono sette lampade che probabilmente sono le diramazioni della Chiesa di Cristo o i diversi modi in cui la Chiesa porta la luce nel mondo,  ed è interessante che dall’alto vi è un continuo rifornimento di olio alle lampade di questo candeliere,  ai lati del candeliere vi sono due olivi e l’olio rappresenta l’azione dello Spirito Santo che illumina e fa in modo che la Grazia continui a scorrere in ciascuna delle luci del candeliere. lo Spirito rifornisce senza interruzione di Grazia e Potenza di Dio. I due alberi del verso 14 rappresentano due unti, forse i due piu’ prominenti uomini della Chiesa di Cristo a quei tempi, sebbene su cio’ vi sia un dibattito, ma sono probabilmente Zorobabele, il principe della tribù di Giuda  e Joshua il sacerdote della tribù di Levi, il sommo sacerdote, entrambi sono ovviamente i due uffici di Gesù Cristo, il Re della Tribù di Giuda, infatti  regnando alla destra di Dio Egli ha autorità di inviare il Suo Spirito alla Chiesa, e come Sommo Sacerdote di Dio Altissimo il Nostro Signore Gesù Cristo ha acquistato lo Spirito per la Sua Chiesa,  per la Sua Sufficienza Egli ottiene che il Padre mandi il Suo Spirito.
Questa è quindi la visione nella sua interpretazione come viene spiegata in questo capitolo.
Ma andiamo all’interpretazione della visione che si trova ai versi 6-10. Prima di tutto al verso 7 si dice che i nemici dell’opera di Dio saranno sconfitti, una dichiarazione di vittoria,  una dichiarazione che un antagonista farebbe nel provocare il nemico: “chi sei tu grande montagna?” La grande montagna che era frapposta tra il lavoro di Zorobabele e la costruzione del Tempio, che si riferiva senza dubbio ai samaritani che prendevano in giro la Chiesa, ai nemici che scrissero al re di Babilonia per fargli disfare il lavoro della Chiesa nel suo tentativo di adorare nel Tempio; “Chi sei tu, grande montagna, che ti frapponi alle vie del Signore? Davanti a Zorobabele, diventerai una pianura.
L’opposizione è paragonata ad una montagna, una grande barriera,  e questa sarebbe stata rasa al suolo e sarebbe diventata pianura,  questo non suggerisce che Zorobabele non avrebbe avuto  alcun problema nell’avere la meglio sul nemico, ma ci dice pero’ con certezza quale sarà alla fine l’esito.  Non importa quanto grande il nemico risultasse agli occhi di Zorobabele e del popolo, e non ci sono dubbi che sembrasse molto grande,  essi erano poveri e disprezzati giudei senza alcuna preparazione militare, che lavoravano in una città priva di mura, per costruire il Tempio che tutti i loro nemici odiavano, e quindi era un grande test da dover superare nei loro pensieri. Ma Dio ci dice che l’esito sarà che la grande montagna sarebbe stata livellata e trasformata in una pianura, ed essi vissero per vederlo accadere. Zorobabel visse e vide il Tempio che era stato costruito e completato,  visse per vedere il giorno in cui gli ebrei si rallegrarono per aver prevalso sui loro nemici. Ma ancora non parla solo della sconfitta del nemico, ma del completamento di quel lavoro che essi erano preparati a compiere.
Nella seconda parte del verso 7 Zorobabele è detto depositare la testata d’angolo o la pietra superiore, che è descritta con “Grazia, Grazia su di essa” In altre parole Zorobabele avrebbe messo il tocco finale al tempio, con il popolo che acclamava “Grazia, Grazia su di essa”. E’ stata la Grazia di Dio per cui  abbiamo completato il lavoro. E ovviamente al verso seguente leggiamo Zorobabele ha messo le fondamenta di questa Casa e le sue mani la finiranno. Tu conoscerai che il Signore degli Eserciti mi ha mandato.
Ed il motivo di cio’ è che gli occhi del Signore guardano con favore alla costruzione del Tempio da parte di Zorobabele. Quando Dio guarda ad un ministero con favore, esso sarà certamente portato a compimento. In Samuele 3:12 leggiamo: “In quel giorno io compirò contro Eli tutto cio’ di cui ho parlato riguardo la sua casa: quando comincio, lo porto anche a termine”. E’ questa è la verità che Dio dice di ogni cosa che Egli inizia. “Quando incomincio un lavoro, lo porterò a termine”.
Quando Dio comincio’ a portare gli ebrei fuori dall’Egitto, concluse quello che aveva annunciato conducendoli nella terra di canaan. Quando Dio iniziò un lavoro di Grazia in Abraamo, lo portò anche a termine quando Cristo morì sulla croce e fu resuscitato. Dio quando comincia un’opera la porta a termine. Non c’è alcun dubbio. E cari cristiani vi sono delle spaventose montagne davanti a noi oggi, davanti al Vangelo che noi annunciamo. Abbiamo ad esempio un bel po’ di ignoranza che dobbiamo affrontare oggi. La gente non comprende affatto di dottrina. Ma abbiamo la chiara promessa della Scrittura in Abacuc 2:14 : La terra sarà riempita della conoscenza della Gloria del Signore, come l’acqua ricopre la distesa del mare. Dio intende far conoscere la Sua Gloria su tutta la terra.
Noi sentiamo una grande impotenza in noi stessi, sentiamo che non riusciamo a fare cio’ che dovremmo fare, diventiamo impaludati, il lavoro della Chiesa sembra cosi’ affannato, cosi’ lento, e il ritmo delle nascite cresce molto più della Chiesa di Cristo e diventiamo più insignificanti anno dopo anno, eppure Gesù Cristo ha promesso in Matteo  28: “Ogni potestà mi è stata data in cielo e sulla terra…Or ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine dell’età presente. Amen”. Gesù Cristo completerà il lavoro che ha cominciato. Realizzerà il lavoro in questo mondo che ha iniziato, nel portare Gloria al PAdre, sottomettere i Suoi nemici e salvare gli eletti, portandoli nella Sua Chiesa.
L’iniquità che si ritrova nella chiesa è come una montagna che non sappiamo come superare, il sistema del mondo sembra alitarvi sul collo, socialismo, comunismo ateo, (e negli ultimi tempi relativismo, paganesimo  n.d.r.) e in tutto il mondo il liberalismo nella chiesa protestante, ma Dio assicura che la montagna sarà spianata, e che la verità di Cristo deve prevalere sulla terra. Se leggete i profeti dovete credere alla Verità. o Agnello di Dio, il Tuo Prezioso Sangue non perderà mai il Suo Potere, non perderà mai il Suo Potere e il resto della Chiesa di Dio sarà salvato per non peccare più. La Pietra Portante nel Tempio di Dio sarà disposta, Gesù Cristo costruirà il Tempio, abbiamo l’immagine nel Nuovo Testamento, la Chiesa di Gesù Cristo è chiamata il Tempio del Dio Vivente, ed ogni credente è paragonato ad una pietra nel Tempio, e Gesù Cristo ha cominciato, Egli è la Pietra Principale e la Testata d’angolo, i Suoi apostoli sono le fondamenta del Tempio, e voi ed io siamo mattoni nel lavoro del Tempio, la Pietra Finale non è ancora stata posta, ma essa verrà collocata e l’ultima persona per cui Cristo è morto verrà portata nella Chiesa, e il Tempio sarà reso interamente Glorioso e Completo, quello che Cristo ha cominciato , avverrà e sarà compiuto. Questa è l’essenza della profezia che abbiamo qui. La Gloria della Chiesa sarà completata e sarà manifestata sulla terra.
Poi notate nel verso 6 in che modo tutto ciò sarà fatto, non per potenza: “questa è la PArola del Signore per Zorobabele, non per potenza. Questa parola nelle note è spiegata come “potenza militare”. Quindi non per mezzo di eserciti, non per mezzo di una crociata militare, come nei giorni di Oliver Cromwell, ricordate, uomo di buoni e giusti principi, che cercò di impadronirsi del governo d’Inghilterra, Oliver Cromwell voleva avere una giusta chiesa e una giusta dottrina nella terra d’Inghilterra, dovete avere simpatia per lui, perchè credeva nella stessa dottrina in cui noi crediamo, ma il suo tentativo giunge ad una triste conclusione, egli non ottenne nulla, usando la spada e la forza armata, eppure in quel periodo storico grandi cose furono fatte per il Signore, fu un periodo di grandissimo risveglio alla Verità di Dio, un periodo in cui i puritani scrissero voluminosamente sulle Scritture, un periodo forse del più grande studio biblico che il mondo abbia mai conosciuto, riguardo alla semplice esposizione della Scrittura, ma non fu ottenuto con la spada da  Oliver Cromwell, non per forza militare, non per forza militare politica di cristiani che protestano cercando di mescolare la politica con la religione, non per mezzo dell’esercito di evangelismo dai grandi schemi per portare le masse nella chiesa, non per la potenza dell’intelligenza umana, non per mezzo di schemi umani, non per la forza di attività umana, se tutti vanno a pieno vapore questo non realizza la costruzione del Tempio, ma per mezzo della Potenza Divina elargita nello Spirito Santo, dall’olio che fluisce in ogni lampada, dall’olio che fa diventare la lampada più luminosa, e più santa, e più vigorosa nelle opere. Non per mezzo di tentativi e iniziative umane,: gli ebrei costruirono sì il Tempio, ma solo perchè vennero resi solerti e sospinti dallo Spirito di Dio. Solo con la venuta del Signore degli Eserciti, la Chiesa sarà completata nella sua missione. Solo con la venuta dello Spirito le lampade della Chiesa bruceranno ravvivate in un Risveglio.
Solamente lo Spirito puo’ portare al Risveglio, mentre gli uomini credono che attraverso schemi di iniziativa e linee guida verrù il Risveglio, ma no, non è per potenza, non per mezzo di potere umano; ma il Risveglio venne in quei giorni per mezzo dello Spirito, ed il suo successo è assicurato perchè lo Spirito è al centro di esso.Non perchè fossero un gruppo di persone di alcuna importanza, erano un gruppo modesto che cominciò a costruire il Tempio. E non avevano alcuna forza per combattere il nemico, ma il loro successo fu assicurato, perchè lo Spirito era in esso, ed essi erano mossi dallo Spirito Santo di Dio.
Dio invia sovranamente il Suo Spirito come desidera per sollevare la chiesa dall’oscuratà e darle vigore, dall’impotenza all’eccellenza, perciò dobbiamo pregare per lo Spirito in questi giorni, Gesù Cristo ci ha insegnato frequentemente di pregare per lo Spirito Santo, e che ci verrà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto, e di cosa Cristo stava parlando? Stava parlando del desiderio del PAdre di concedere lo Spirito a coloro che GlieLo chiedono, o quanto disperatamente la chiesa deve chiedere lo Spirito, cristiani ne siete a conoscenza quando testimoniate alle persone? Aprite chiaramente la PArola di Dio alla gente, eppure non succede nulla, oh dovete pregare per lo Spirito, non è per mezzo di sforzi umani, ma per mezzo dell’azione dello Spirito che gli uomini si convertono. Predichiamo cosi’ tanti sermoni, eppure vi è così poco del potere di Dio! O dobbiamo pregare per lo Spirito Santo, il bisogno disperato dei nostri giorni è che Dio faccia risvegliare la Sua Chiesa, per mezzo di un maggiore rifornimento dello Spirito della Grazia, per piu’ olio che debba scorrere in questo candeliere locale e per altri candelieri in vari luoghi affinchè ravvivano la loro fiamma.
Noterete anche in questa spiegazione della visione, specialmente al v. 10, che in tutti i lavori iniziati da Dio e condotti per mezzo dello Spirito Santo, vi è un giorno delle cose piccole, cioè di avvenimenti insignificanti. “Chi ha disprezzato il giorno delle piccole cose?Ma quei sette si rallegrano a vedere il filo a piombo nelle mani di Zorobabel. Questi sette sono gli occhi a dell’Eterno che percorrono tutta la terra”.
“Chi ha disprezzato il giorno delle piccole cose?”, ah vedrete il giorno in cui quella pietra finale sarà deposta, molti disprezzano questi giorni in cui viviamo, ma non dovreste, una stagione in cui il lavoro dello Spirito fa piccola apparizione, non è insignificante agli occhi di Dio. Ed è interessante che ogni volta che Dio ha cominciato un Risveglio, lo ha fatto all’inizio in piccolo,  con delle piccole cose, le cose che in sè stesse non sembravano essere significanti,. Per esempio Zorobabele che ritorna a Gerusalemme, egli è insieme ad un gruppo di ebrei che erano stati in esilio forzato a Babilonia, senza grande talento, nessuna grande forza, neanche un gran numero di essi, e quando ritornano a Gerusalemme ognuno se ne va a farsi i fatti propri, a costruirsi le proprie case e non mostrano alcun interesse per la Chiesa di Dio. Direte, nulla sta succedendo..no qualcosa sta succedendo, lo Spirito di Dio ha cominciato il Suo lavoro, quindi Aggeo predica, e cominciano a mettere le fondamenta del Tempio, e quando gli ebrei lo videro essi erano addolorati per l’insignificanza dell’edificio, perchè ai tempi di Salomone i più grandi artigiani della terra erano a lavoro nella costruzione del suo tempio, qui erano degli ebrei senza talento che mettevano le fondamenta del nuovo tempio, e non sembrava avesse nulla della magnificenza del vecchio tempio. Un opera insignificante ed erano riempiti di disperazione. Ma il Risveglio forse comincia quando la gente è ancora disperata, pensando quando Dio verrà per aiutarci, ah Dio è a lavoro proprio in quel momento.
Pensate con me alle cose che Dio ha cominciato in un modo piccolo, pensate alla Creazione, ricordatevi che c’era un tempo in cui la terra era vuota e senza forma e tutto era nero e oscurità, una ben piccola cosa all’inizio, ma che grande capolavoro è la fine. Il lavoro di provvidenza che avviene attorno a voi, comincia in piccolo e poi è grande. Pensate a quante volte avete visto una piccola ghianda, una ghianda è ben piccola cosa, ma un albero di quercia è una cosa grande. Un fiume, potente, grande che scorre con forza, è cominciato con un piccolo rivoletto, una piccola sorgente che viene fuori dal suolo. Un guerriero che marcia attraverso regni e sgomina grandi eserciti, una volta era un infante nella culla, un oratore che sta in piedi davanti alla folla che lo ode, era una volta un balbuzionte che non poteva neanche essere compreso quando era un piccolo bimbo. Dio nella Sua Provvidenza ha sempre il giorno delle piccole cose, per tutto ciò che diventerà grande. Delel nazioni che sono oggi grandi in civiltà, erano una volta dei selvaggi, a cui Dio nella Sua Provvidenza portò la grandezza. E nel lavoro della Grazia, questa stessa cosa è vera.
Era davvero un piccolo giorno quello in cui Abraamo e Isacco erano l’intera Chiesa di Dio nel Vecchio testamento. Abraamo ebbe un solo figlio della promessa,  un piccolissimo seme davvero, ma Dio promise che sarebbe stato in numero come le stelle del cielo, e così avverrà. Nel Nuovo Testamento anche, ci fu un giorno in cui la Chiesa di cristo poteva riunirsi tutta in un unica stanza attorno ad un tavolo, piccolo inizio, la Chiesa di Cristo non potrebbe farlo oggi, e anche la chiesa battista sebbene non possa chiamarsi così magnificente, ci fu un giorno in cui erano 25 persone che si incontravano in una casa-van in centro. “Chi è che disprezza il giorno delle piccole cose?”, chi è che irride la chiesa in gerusalemme che ha appena messo le fondamenta che non sembrano essere niente di che, vivrai per vedere la pietra finale deposta!
Chi è che disprezza il lavoro di Dio oggi? Chi disprezzava i dodici discepoli nel nuovo testamento quando borbottavano l’uno con l’altro, quando non comprendevano gli insegnamenti di Cristo, quando erano un gruppo insignificante sebbene sarebbero divenuti una grande potenza nel mondo. Lo Spirito era in tutte queste cose che sono state menzioante. L’olio dello spirito veniva irrorato nel giorno delle piccole cose, così come nel giorno delle grandi cose. E c’è sempre stato un giorno delle piccole cose, prima di quello delle cose grandi. Molti disprezzano il giorno delle piccole cose oggi, inemici di Dio disprezzano la chiesa oggi, cosi’ come allora disprezzavano quegli ebrei, ricordate alcuni dei commenti che vennero detti nei giorni di Neemia quando cominciarono a costruire le mura? «Costruiscano pure! Ma se una volpe vi sale sopra, farà crollare il loro muro di pietra!».
Quanti nemici oggi irridono la chiesa di Gesù Cristo, quando rimane ferma sulla PArola di Dio, sono molti, ma la Scrittura assicura che quelli che irridono la chiesa di Cristo oggi, vivranno per vedere la pietra finale deposta. E voi con gli stessi vostri occhi vedrete il potente e vittorioso Gesù Cristo venire in tutta la Sua Potenza e Gloria sulla terra, e allora saprete che cosa potente fu avere lo Spirito al lavoro in poche persone, nel mondo. Gli amici di Dio, molto spesso, disprezzano i giorni dell’infanzia, non è solo una prerogativa dei nemici di Cristo, ma anche gli amici di Cristo spesso sottovalutano il valore degli inizi, e quanto voi sottovalutate il lavoro della Chiesa di Cristo in questi giorni? Non avete forse disprezzato il giorno delle piccole cose? Battendovi il petto e dicendo o Dio non ha fatto nulla in questo posto. Dio non ha fatto nulla attraverso il mio servizio, quasi a dire Dio non agisce nelle vostre opere, e quando non siete a sufficienza grati per le piccole cose, voi ostacolate l’avvenire delle grandi cose, oh voi vorreste vedere gli intellettuali e i ricchi e i potenti della comunità correre a frotte da Cristo, e vorreste vedere grandi numeri di conversoni, a volte, forse è cosi’ oggi per alcuni di voi, disprezzate il lavoro di Dio nel vostro stesso cuore, ricordate che dovete davvero diventare dei bambini prima di essere degli adulti, un tempo doveste essere studenti a scuola, a cui doveva essere sempre detto cosa fare, prima che diventaste i maestri delle vostre occupazioni, nel mondo siete passai per il giorno delle piccole cose, ed anche nella Chiesa di Cristo c’è un giorno delle piccole cose per il cristiano, e c’è un avvertimento di non mettere le mani sul novizio, non è ancora pronto, lo sarà in un anno o due, non forzate all’improvviso nessun uomo, ricordate che deve esserci un’infanzia, ci deve esere un’adolescenza nella chiesa di Cristo, prima del giorno delle grandi cose, non aspettatevi di diventare degli uomini tutt’insieme nelle cose del cristiano, e non disperare che non sei ancora così santo come vuoi essere, e ci aspettiamo troppo e pensiamo che Dio non sta facendo nulla.
Ci sono molte ragioni per non disprezzare le piccole cose, questo diprezzo impedisce il verificarsi delle cose grandi,. Se tutti gli ebrei avessero disprezzato questo momento del mettere le fondamenta del tempio, chi sarebbe rimasto a costruirlo? Se tutti avessero detto “oh questo non è proprio nulla” nessuno sarebbe andato a lavorare con qualche energia, e la pietra finale non sarebbe stata messa, se tutti disprezzassero le piccole cose nelle missioni, chi supporterà mai i missionari? Chi si attiverebbe a mandarli nelle zone piu’ lontane del mondo? Ovviamente voi mormorate e vi lamentate, mentre dovreste pregare Dio per quelle piccole cose che avete. Questo impedisce che vi venga elargito di più. Ricordate come gli ebrei mormorarono nel deserto, disprezzarono il loro salvataggio attraverso il mar rosso, essi non lodarono Dio per questo, ma si lamentarono : “oh perchè non ci ha dato del cibo, oh non abbiamo abbastanza da bere,  quando Dio aveva operato un grande miracolo nel salvarli. Siete ancora in schiavitù di satana? E allora perchè siete scoraggiati? Oh è per lo scoraggiamento di essere nel deserto così a lungo. Se avessero lodato Dio per la Sua Bontà, quante altre benedizioni sarebbero venute.
Quelli che sono in cielo, danno valora al giorno delle cose piccole, perchè quelli che sono in cielo, gli angeli che glorificano Gesù Cristo non hanno i loro occhi annebbiati di carnalità, e leggete nella Bibbia che c’è grande gioia in Cielo per che cosa? Le grandi masse che vengono a Cristo? Perchè c’è tanta gioia per un solo peccatore che si pente, sebbene egli sia ancora un peccatore ignorante e senza dottrina, sebbene egli cada ancora in peccato, sebbene egli non sia un uomo dalla grande forza, un solo peccatore si pente, e tutto il Cielo esulta di gioia, davanti al Trono di Dio. Il nostro Signore Gesù Cristo ci ha insegnato nel nuovo testamento che le piccole cose non devono essere disprezzate,  Egli stesso disse, ricordate, non dimenticherò un semplice bicchiere d’acqua fresca dato nel mio nome, che cosa posso fare per il Signore oggi, che possibilità ho di fare qualunque cosa per Lui? Allora non disprezzerò quel bicchiere d’acqua fresca da dare ad un uomo assetato, facendolo nel nome del Signore, per amore di Lui,  disprezzeerete ancora il giorno delle piccole cose?
Avete riempito il vostro modo di pensare con il pensiero del mondo di grandezza, che cosa fate a casa? Lavate piatti, lavate i vestiti, pulite i pavimenti, non vedete molta gente, e disprezzate il giorno delle piccole cose. Il Signore sta dandovi un grande spirito di  servizio nei confronti dei piccoli bambini a casa, affinchè questi possano crescere nella lode del Suo Nome, perchè vengano istruiti nel nome di Gesù Cristo, voi la chiamate una cosa piccola, Dio la chiama una cosa grande. Il Padre Stesso ha un grande rispetto per il giorno delle piccole cose,  ricordate di come andò incontro al figlio prodigo da molto lontano, di come ebbe rispetto per questo quando ritornò a casa dopo essere stato a vivere insieme ai porci. Il PAdre ebbe rispetto per le piccole cose.
Le piccole cose sono di un valore indescrivibile, ed è l’inizio del giorno delle grandi cose, le piccole cose di Dio diventeranno grandi con certezza, Dio non lascia mai il Suo lavoro incompleto, come abbiamo già quotato:  “Quando incomincio un lavoro, lo porterò a termine”. E inoltre, “Colui che ha cominciato un buon lavoro in voi, lo completerà fino al giorno di Cristo”, il Vangelo prevarrà sulla terra, e la roccia tagliata dalla montagna riempirà l’inera terra, rotolando a valle, leggendo le Scritture “i pochi diventeranno un migliaio e i piccoli diverranno una nazione forte”.
Il Signore perfezionerà ciò che ha cominciato in voi,  potrete essere adesso solo delle carte fumanti, ma brucerete vivamente quando lo Spirito che rifornisce l’olio è aumentato, quindi noi cristiani saremo un giorno perfetti, pensateci, il cristiano più debole di questo mondo sarà un giorno perfetto e senza peccato, leggiamo la descrizione del cristiano: “Il sentiero del giusto. è come la luce dell’alba. che splende sempre più luminosa. fino giorno pieno.” (cf. Proverbi 4,18)
“Chi ha disprezzato il giorno delle piccole cose?”, Dio non ha terminato con la Sua Chiesa, Dio non permette anche adesso che le porte degli inferi prevalgano su essa, il Nome di Gesù Cristo risuonerà su tutta la terra, la Sua Chiesa sarà tutta nella Gloria e nella Potenza e vittoriosa, ma la domanda deve essere posta, avete mai visto il giorno delle piccole cose nelle vostre anime? Ne trovate qualcuno? C’è qualche luce che è davvero molto piccola nella vostra anima o siete ancora in schiavitù di Babilonia. Davero fu una piccola cosa per gli ebrei essere solo ritornati a Gerusalemme, ma almeno erano fuori da Babilonia! Siete ancora schiavi del peccato che inseguono ogni desiderio della carne e tentazione di satana? O c’è un piccolo brillare di luce nella vostra anima, una luce della Grazia di Dio? Desiderate almeno il sincero latte della PArola, affinchè cresciate per mezzo di esso? Una qualche luce che vi mostra che siete cristiani? C’è una piccola sorgente di amore per Dio, che vi causa di addolorarvi per i vostri peccati? Un desiderio di essere come Lui nella giustizia? Avete un pò di amore per i fratelli? Che vi addolora quando li avete trattati male o parlato male di loro? Dovreste pregare per loro, con costanza. O cristiani se voi poteste vedere la Città nella quale  voi andrete allora come lodereste il Signore! Se poteste vedere il Tempio finito della Chiesa di Gesù Cristo, più popolosa della sabbia del mare, allora gridereste, come Zorobabele gridò: “Grazia, Grazia su di essa”.
Devo comunque dire che c’è il pericolo di essere troppo soddisfatti nel giorno delle piccole cose, non vi crogiolate nel pensiero che il lavoro che Dio compierà verrà realizzato senza nessuna partecipazione da parte vostra, non riposate nel sogno di essere diventati grandi. Il giorno delle piccole cose, sebbene non debba essere disprezzato è il giorno degli inizi, il momento in cui la chiesa deve crescere, lavorare e pregare per ricevere lo Spirito Santo, in attesa e nel ringraziamento che debba essere fatto qualcosa, è un giorno di grande desiderio,  e davvero viviamo nel giorno delle piccole cose, è il giorno delle piccole cose, piccola rettitudine, piccola conoscenza della Verità, piccolo incremento di peccatori che si convertono per la PArola, una piccola evidenza della Gloria di Dio nella Sua Chiesa, è il giorno delle piccole cose, ma grazie a Dio è il giorno delle piccole cose, e preghiamo con fiducia e con fervore, con la speranza delle promesse del profeta: “Non per potenza ma per lo Spirito”, Dio concedici una maggiore benedizione del Tuo Spirito oggi, e non disprezzate il giorno delle piccole cose, perchè vi rallegrerete, quando vedrete quella pietra finale, nelle mani di Cristo, così come fu nelle mani di Zorobabele.
da un sermone di Walter Chantry Visita Sito Web
trascrizione e traduzione a cura di  www.verovangelo.org

http://vocechegrida.ning.com/profiles/blogs/il-giorno-delle-piccole-cose?xg_source=activity

da Francesco Savastano

domenica 14 ottobre 2012

L'opportunità di una visione



Il messaggio contenuto nel capitolo 37 del libro di Ezechiele è la magnifica parola che Dio ha usato e che ancora oggi usa per infondere una visione di vita e di speranza a chi ha perduto ogni speranza; e dovunque Dio ha ritenuto di doverla ripresentare come un messaggio attuale, essa è stata sempre il preludio di miracoli straordinari.
La prima volta che questo messaggio venne lanciato, Dio voleva che fosse rivolto al popolo di Israele deportato in Babilonia affinché credesse alla promessa della loro prossima liberazione, ritorno e ristabilimento come nazione unita, prospera ed indipendente. Erano stati smembrati, dispersi a forza in un vasto impero, affinché perdessero la loro identità nazionale, culturale e religiosa, erano passati decenni dopo decenni, ed avevano perduto ogni speranza di ritornare ad essere quello che erano un tempo. Si dichiaravano sconfitti definitivamente. Ecco però la voce potente di un profeta di Dio che annuncia loro che niente e nessuno può ostacolare i propositi di Dio, che Dio non fallisce nell'adempimento delle Sue promesse, e che essi vedranno presto la loro prossima risurrezione miracolosa come popolo.
Ai più questo pareva assurdo ed impossibile, come pensare che fosse possibile rimettere insieme le ossa di coloro che sono morti da lungo tempo, far ricrescere su di esse la carne e i nervi, e rivederli saltare in piedi come veri uomini e donne pieni di vita. A Dio però nulla è impossibile, e quello che promette Egli realizza anche se a noi pare un sogno assurdo. Quanti sogni apparentemente assurdi, però, si sono realizzati! E quanto Dio aveva loro annunciato Egli l'avrebbe di fatto realizzato. La visione sarebbe diventata per il popolo un potente magnete che per dare loro forza, speranza ed azione.
Questo messaggio Dio lo ha usato molte volte per trasformare chiese di cristiani nominali in palese decadenza e prive di forza ed entusiasmo in un esercito di cristiani viventi e consacrati, strumento di opere potenti alla gloria di Dio. Si, perché il Signore può e vuole risvegliare a novità di vita quelle chiese che hanno perduto la loro vita spirituale e la capacità di essere effettivamente utili alla causa del loro Signore.
Dio ha usato molte volte il messaggio di Ezechiele per risvegliare uomini e donne che, come morti, sono privi di vita spirituale e totalmente ciechi di fronte ai danni umanamente irreparabili che il peccato produce sulla loro esistenza, totalmente ciechi di fronte alle terribili conseguenze del loro vivere senza Dio in questo mondo e del disperato loro bisogno del Salvatore Gesù Cristo.
Infine Dio ha usato molte volte il messaggio di Ezechiele per insegnare quello che fisicamente un giorno avverrà, per preciso proposito e promessa di Dio, al corpo di coloro che sono morti. No, coloro che sono morti non sono scomparsi per sempre, ma risorgeranno, anche se sembra impossibile, riprendendo la loro integrità fisica e spirituale, per essere giudicati e per avviarsi verso il loro destino eterno.
Quale aspetto del messaggio di Ezechiele, Dio vuole che tu riceva quest'oggi per rispondere alla situazione nella quale tu ora ti trovi? Esaminiamo gli aspetti di questo testo.

Una visione opportuna
tempi
Oggi è l'epoca della televisione. Molti passano davanti alla televisione parecchie ore ogni giorno. Televisione vuol dire "vedere lontano", e la televisione è senza dubbio uno strumento incomparabile che ci rende possibile vedere molto lontano. Certamente noi oggi, grazie anche alla televisione, abbiamo orizzonti molto più aperti delle precedenti generazioni.
Uno strumento tecnico come la televisione, però, non ci darà mai la possibilità di vedere la natura intima e nascosta delle cose, delle situazioni e delle persone, come pure le possibilità che per grazia di Dio sono aperte davanti a noi. La televisione può certamente farci prendere coscienza, quando evidentemente non è solo spettacolo, della grave situazione in cui si trova il nostro mondo, ma non potrà mai darci la visione di ciò che Dio si è proposto di fare per il futuro e del nostro ruolo in esso. Abbiamo bisogno di una visione che solo lo Spirito Santo di Dio può darci, Egli solo può essere per noi strumento di rivelazione. Abbiamo bisogno della verace parola di rivelazione che solo Dio può darci e che sola ci può interpretare e farci vedere con chiarezza passato, presente e futuro.
Ezechiele dice: "La mano dell'Eterno fu sopra di me, mi portò fuori nello Spirito dell'Eterno". Noi dobbiamo essere "portati fuori" dalle condizioni normali di visione che ci possono servire solo fino a un certo punto, per vedere le cose come veramente sono e soprattutto per vederle come Dio le vede.
E' tragica la condizione di un popolo senza visioni, senza ideali, apatico e insipido, senza obiettivi da raggiungere e verso i quali attivamente muoversi, obiettivi il cui esito è garantito dall'indefettibile promessa di Dio. Come vivete voi? Vivete voi "alla giornata", così come capita, rassegnati di stare al buio, temendo un futuro minaccioso oppure cullandovi in vane quanto incerte speranze? Lo Spirito Santo di Dio, spirito di rivelazione, può darvi una visione in grado di sostenervi e di impegnarvi costruttivamente, di darvi serenità ed entusiasmo nei propositi buoni e giusti di Dio. Per questo noi prestiamo attenzione alla Parola di Dio e vogliamo rimanere aperti al vivente Spirito di Dio.

Una scoperta opportuna
ossa secche
Ezechiele così viene deposto "in una valle che era piena di ossa". Cadaveri e ossa: è un'immagine terribile, un'immagine di totale desolazione, un popolo sconfitto, devastato, distrutto, un'immagine sconvolgente, un'immagine vista veramente dai soldati degli eserciti di liberazione che avevano messo piede per la prima volta nei lager nazisti alla fine della seconda guerra mondiale. E le ossa viste da Ezechiele "erano in grandissima quantità sulla superficie della valle... e molto secche".

E' la stessa sensazione di orrore che ti sorprende quando apri gli occhi per la prima volta sulla realtà della miseria materiale, morale e spirituale dell'umanità e comprendi che di questo mondo anche tu sei parte integrante, e forse corresponsabile.
Non è però solo il sentimento di orrore che ti sorprende quando "tocchi con mano" la malattia, la guerra, la morte, la tortura e le indicibili sofferenze che molta parte dell'umanità sperimenta giorno per giorno: questo, potremmo dire, è lontano da noi (ma poi neanche tanto, quando contempli le devastazioni fisiche, mentali, morali e spirituali prodotte per esempio dalla droga, dell'alcoolismo, dallo sfruttamento e dalla violenza sui bambini, dall'aborto...). E' anche l'orrore che ti sopravviene quando ti rendi conto per la prima volta della miseria morale e spirituale di tanta gente apparentemente benestante; quando ti accorgi che sotto l'immagine luccicante e sorridente di tante persone "di successo" c'è... quello che solo Gesù ha saputo descrivere quando diceva: "rassomigliate a sepolcri imbiancati, i quali di fuori appaiono belli, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putredine", belli di fuori, ma dentro "pieni di ipocrisia e di iniquità".
Si, ossa di morti imbiancate dall'indifferenza a Dio e alla Sua legge, in cui non c'è evidenza alcuna di vera vita, e di vita spirituale, rinsecchite dall'orgoglio, dalla mondanità, dall'indipendenza da Dio.
...E' l'orrenda visione che ti sopravviene soprattutto quando tutto questo panorama di morte lo vedi per la prima volta dentro di te, dentro la tua anima. ...una società che potrebbe in comunione con Dio vivere nella gioia e nella salute, individui che nel Salvatore Gesù Cristo potrebbero trovare tutto ciò di cui hanno bisogno, e anche chiese che lo sono solo di nome..., gusci vuoti ed inutili completamente inconsapevoli delle ricchezze di cui potrebbero godere se solo fossero fedeli ed obbedienti al loro conclamato Signore.
E' terrificante vedere "spettacoli" di questo genere, e lascia un segno indelebile sulla coscienza: per questo queste visioni sono salutari: esse portano lo spettatore non solo allo sgomento, ma anche all'umiliazione e soprattutto a reagire perché non si può far finta di niente, vivere come se niente fosse dopo aver visto tutto questo. Allora sono opportune delle domande!

Domande opportune
valle
Davanti ad una visione di questo genere il Signore ci fa una domanda, una domanda che anche noi spesso ci facciamo: "Figlio d'uomo, possono queste ossa rivivere?". Già, è una domanda che può solo venire a coloro i cui occhi sono stati aperti per vedere il terribile bisogno materiale, morale, e spirituale in cui si dibatte al presente la persona umana. Il cieco risponderebbe: "Ma quali ossa? Io non ne vedo di ossa! Le cose sembrano tranquille e pacifiche, la valle è così bella ed attraente!".

Vedere però questa triste situazione umana è veramente scoraggiante, e nell'impossibilità di trovare una risposta a queste domande molti si incamminano sulla strada del suicidio, lento od immediato che sia. Molti dicono: lasciamo che tutto vada alla malora... meglio non pensarci, meglio stordirci con quanto di meglio il nostro mondo offre per distrarci, evadere, renderci imbambolati e "felici" nell'incoscienza e nell'ignoranza. Queste domande però le dobbiamo fare affinché noi ne cerchiamo la risposta là dove si trovano affinché noi passiamo all'azione, altro che "non pensarci"!
Pensate alla responsabilità che incombe a coloro ai quali lo Spirito Santo ha aperto gli occhi! Gli occhi aperti sono una possibilità per passare all'azione, per lavorare, e trovare in Dio la risposta, e lavorare nella prospettiva che solo Dio ci dà significa lavorare con speranza autentica.
Se Dio ci ha dato di vedere il bisogno che c'è dentro di noi e negli altri, non intende Egli forse usarci per mobilitarci a prendere in Lui le misure necessarie per sovvenire ad esso?

Una risposta opportuna
croce
La risposta a questa domanda esiste. Dio ci ha fatto vedere questa situazione non per umiliarci ancora di più e per gettarci nella più nera disperazione. Ascoltate: "Figlio d'uomo, possono queste ossa rivivere?" Io risposi: "O Signore, o Eterno, tu lo sai". Ezechiele sembra rispondere sconsolato: "Signore, io non lo so proprio, perché umanamente a questa situazione non c'è risposta. Ma Tu, si, Tu potresti rispondere. Tu solo potresti darci una speranza. Solo tu potresti fare rivivere queste ossa!".

Non c'è risposta in questo mondo alla triste condizione umana, ma solo patetiche ed impotenti misure d'emergenza che nulla risolvono radicalmente. La scienza, l'arte, e tutte le filosofie di questo mondo non hanno rimedio alcuno che sia efficace contro i disastrosi effetti del peccato e contro il peccato stesso, nessun rimedio per un'anima morta nel peccato e rinsecchita nella sua iniquità. "O Signore, o Eterno, tu lo sai". L'unica salvezza possibile proviene dal Signore. E' bene in un tempo di crisi affidarci totalmente alla sapienza ed alla potenza del Signore. L'apostolo Pietro diceva: "Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, affinché egli vi innalzi al tempo opportuno, gettando su di lui ogni vostra sollecitudine, perché egli ha cura di voi". Qual è la risposta che in Dio solo possiamo trovare?

Un rimedio opportuno

Il rimedio che Dio fornisce alla triste situazione umana viene rivelato quando è stato visto il bisogno, e soprattutto quando tutto l'amaro peso del bisogno umano è stato assaggiato. Il rimedio è duplice e traspare da due comandi che il Signore rivolge ad Ezechiele:
1. "Profetizza a queste ossa e di' loro: 'Ossa secche, ascoltate la parola dell'Eterno'". Ad Ezechiele viene comandato di profetizzare, cioè di predicare, di parlare alle ossa da parte di Dio, di annunciare loro la Parola della conversione e della fede, l'Evangelo, la buona notizia della grazia di Dio: una parola potente! Dice l'apostolo Paolo: "l'Evangelo di Cristo è la potenza di Dio, per la salvezza di chiunque crede". Si, l'Evangelo di Gesù Cristo -quando è stato annunciato e vissuto fedelmente- è sempre stato potenza di trasformazione, per individui, per società, per chiese infedeli ed addormentate!
Questo però è un curioso comando davvero! Come si può predicare "a dei morti": non ti ascolteranno! E' lo stesso pensiero che mi viene in testa quando sono li che predico la parola del Signore con convinzione e con forza, sicuro che questo è proprio ciò di cui i miei uditori avrebbero più bisogno, e ne vedi alcuni, distratti, che magari guardano dalla finestra, che sono tutti immersi in chissà quali loro pensieri estranei, o che sbuffano come se queste cose non interessassero loro! ...predicare a dei morti? predicare a dei sordi? Eppure è proprio questo che il predicatore deve fare per esplicito comando del Signore. Che senso ha? E' chiaro che questo sarebbe un esercizio inutile se nel contempo non ci fosse anche il secondo rimedio che Dio prescrive a Ezechiele:
2. "Profetizza allo Spirito, profetizza figlio d'uomo e di' allo Spirito: 'Così dice il Signore, l'Eterno: Spirito, vieni dai quattro venti e soffia su questi uccisi perché vivano". Si, Ezechiele riceve pure il comando di profetizzare allo Spirito, cioè di invocare in preghiera lo Spirito Santo, il quale solo può entrare in quelle ossa secche e ridare loro vita. "Così dice il Signore, l'Eterno, a queste ossa: Ecco, io faccio entrare in voi lo Spirito, e voi rivivrete!""E' lo Spirito che vivifica!".
Se non si pregasse prima, durante, e dopo la predicazione dell'Evangelo affinché lo Spirito Santo intervenisse negli uditori con la Sua potenza di persuasione, il predicatore sarebbe veramente solo un poveretto che parla al vento. Ringraziando il Signore, però non è così, perché uomini e donne vengono pur tuttavia alla conversione a Gesù Cristo, comportamenti negativi ed immorali vengono trasformati. Perché? Perché lo Spirito Santo, onorato, glorificato, e invocato, è all'opera!

Un risultato opportuno
salvezza
Il risultato dell'applicazione di questo rimedio allo "ossa secche" era proprio come era stato predetto: "Così profetizzai come mi aveva comandato e lo spirito entrò in essi, e ritornarono in vita, e si alzarono in piedi; erano un esercito grande, grandissimo". Un'armata di uomini, rialzati dalla morte, pronti ad esercitare la vita appena ricevuta al servizio di Dio!
Nessuno così dica: "Le nostre ossa sono secche, la nostra speranza è svanita, e noi siamo perduti!"perché questo testo della Parola di Dio aveva avuto la potenza di seminare una gloriosa visione di risurrezione nell'antico popolo di Dio disperso ed umiliato a Babilonia e, tramite la predicazione e la potenza dello Spirito Santo,aveva avuto la virtù di instillare forza e speranza nel popolo, di riunirlo, di mobilitarlo, di portarlo al ravvedimento e ad una rinnovata fede, per renderlo così pronto quando Dio, secondo le Sue promesse, le avrebbe fedelmente, a suo tempo, portate a compimento.

Nessuno dica: La mia situazione è disperata e senza speranza, perché Dio in Gesù Cristo è pronto a guarirti, a perdonarti, a darti nuova vita! Egli dice: "Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi a Dio, in Gesù Cristo, nostro Signore!". Dio vuole proprio oggi darti una splendida visione di vittoria, un meraviglioso obiettivo verso il quale tendere fiduciosamente con tutto te stesso! Devi credere con tutto te stesso a questa visione di vittoria sul peccato e sulla morte, devi lasciare che questa visione positiva condizioni fin da ora tutta la tua vita, ed a quel punto arriverai, per grazia di Dio.
Se non vivi oggi nella prospettiva di vittoria che solo Dio ti può dare, tu condizionerai te stesso sempre di più nelle immagini negative e disperate che nutri nel tuo cuore, ed otterrai quello che temi, ed anche peggio.
Guai allora a nascondere la testa sotto la sabbia per non vedere, guai a disperare della situazione personale, sociale, di chiesa, per quanto triste e mortificante possa essere. Bisogna abbracciare risolutamente la visione positiva di grazia e di vittoria che Dio ci propone, conformare ad essa la nostra esistenza, lasciarcene illuminare e, come l'antico popolo di Israele il Signore ci dice: "'Ecco, io aprirò i vostri sepolcri, vi farò uscire dalle vostre tombe, o popolo mio, metterò su di voi il mio Spirito e voi vivrete; allora riconoscerete che io, l'Eterno, ho parlato e ho portato a compimento la cosa' dice l'Eterno".
tratto da: http://www.riforma.net/
Rielaborato da: Consapevoli nella Parola


 

"Perciò la Scrittura dice: «Risvegliati, o tu che dormi, risorgi dai morti, e Cristo risplenderà su di te»."
(Efesini 5:14)

domenica 30 settembre 2012

Affrontare e vincere lo scoraggiamento



Un problema epidemico

C'è un'epidemia che attraversa il paese, un'epidemia molto più diffusa dell'AIDS. Non è l'influenza cinese o il cancro, e nemmeno il più comune raffreddore. Quest'epidemia, però, è altrettanto mortale della più temuta malattia conosciuta all'uomo. Quest'epidemia è chiamata scoraggiamento.
Si possono dire molte cose sullo scoraggiamento, ma almeno tre sono le caratteristiche che lo rendono un problema così forte.
La sua universalità. Una delle caratteristiche che rendono lo scoraggiamento un problema così temuto è che si tratta di un problema universale. In altre parole: lo scoraggiamento colpisce tutti. Nessuno è immune dallo scoraggiamento. Ciascuno di voi, una volta o l'altra, è stato scoraggiato. Spremetevi le meningi finché volete, non riuscirete a trovare nessuno che non sia stato mai scoraggiato. Giovani o vecchi, ricchi o poveri, istruiti o incolti, bianchi o neri, gialli o rossi, avvantaggiati o svantaggiati, cristiani o non cristiani. Tutti arrivano prima o poi allo scoraggiamento.
La sua ricorrenza. Una seconda caratteristica dello scoraggiamento è che esso è un fenomeno ricorrente. Essere stato scoraggiato una volta, non rende immuni dalla malattia. Si può essere scoraggiati sempre di nuovo. Non esiste alcun anticorpo che ci possiamo iniettare per diventarne immuni. Lo scoraggiamento viene, va e poi torna di nuovo.
E' contagioso. Una terza caratteristica dello scoraggiamento è che esso è altamente contagioso. Lo scoraggiamento si diffonde persino per contatto casuale. Si diventa scoraggiati perché altri sono scoraggiati. Magari avete sentito quella storia di un uomo che stava sul bordo di un ponte, pronto per buttarsi giù e morire. Un passante era capitato li per caso, aveva fermato l'auto ed aveva cercato di riportare alla ragione quel poveretto. In totale suo scoraggiamento, l'uomo aveva risposto che in questo mondo ci sono troppe cose sbagliate per voler continuare a vivere. Il passante così aveva cercato di ragionare con quell'uomo, dicendo che le cose non erano poi così brutte come sembravano. Per dieci - quindici minuti, così, la conversazione fra i due era continuata - alla fine tutt'e due avevano finito col buttarsi giù. Lo scoraggiamento è contagioso!

Alla luce della Bibbia
luce 
Proprio perché lo scoraggiamento può essere un tale insidioso problema, anche fra i credenti, dovremmo cercare di capire ciò che la Bibbia ha da dire sullo scoraggiamento e su come trattarlo. Consideriamo così alcune delle cause dello scoraggiamento e pure alcune fra le cure che vengono delineati in un testo della Bibbia, tratto dal libro di Nehemia. Leggiamo quanto troviamo al cap. quattro.
"Noi dunque ricostruimmo le mura che furono congiunte assieme fino a metà della loro altezza; il popolo aveva preso a cuore il lavoro. Quando però Sanballat, Tobiah, gli Arabi, gli Ammoniti e gli Asdodei vennero a sapere che la riparazione delle mura di Gerusalemme, progrediva e che le brecce cominciavano a chiudersi, si adirarono grandemente, e tutti assieme congiurarono di venire ad attaccare Gerusalemme e a crearvi disordini. Ma noi pregammo il nostro DIO e a causa di loro ponemmo contro di loro delle sentinelle di giorno e di notte. Quelli di Giuda però dicevano: "Le forze dei portatori di pesi vengono meno, e le macerie sono tante che noi non riusciremo a costruire le mura!". Inoltre i nostri avversari dicevano: "Essi non sapranno e non vedranno nulla, finché noi piomberemo in mezzo a loro e li uccideremo; così faremo cessare i lavori". Ma quando i Giudei che dimoravano vicino a loro vennero per ben dieci volte a dirci: "Da qualsiasi parte vi volgerete, ci saranno addosso", io disposi uomini armati nei luoghi più bassi dietro le mura; vi disposi il popolo per famiglie, con le loro spade, le loro lance e i loro archi. Dopo aver esaminato la cosa mi levai e dissi ai notabili, ai magistrati e al resto del popolo: "Non abbiate paura di loro! Ricordatevi del Signore grande e tremendo e combattete per i vostri fratelli, per i vostri figli e figlie, per le vostre mogli e per le vostre case!"" (Ne. 4:6-14).

Le cause dello scoraggiamento
scoraggiamento
Nehemia, come forse vi rammentate, era il capo degli ebrei che erano ritornati in Israele dall'esilio in Babilonia, con la precisa intenzione di ricostruire le mura di Gerusalemme. Dio gli aveva dato la visione di ricostruire ciò che era stato distrutto. All'inizio tutti avevano avuto un grande entusiasmo. Avevano cominciato l'opera con grande gioia non vedendo l'ora che fosse terminata. Il testo dice che "il popolo aveva preso a cuore il lavoro". Tutti lavoravano con diligenza. Ci viene detto che avevano ricostruito "le mura che furono congiunte assieme fino a metà della loro altezza".
Il lavoro stava andando bene, la gente era entusiasta e lentamente le mura crescevano. Poi accade qualcosa. Il popolo comincia ad avere difficoltà di ogni genere e, quando le cose erano diventate particolarmente dure, la gente aveva cominciato ad essere scoraggiata.
Vedete, quando Dio è all'opera, pure il nemico è all'opera per tentate di ostacolarlo, di boicottarlo. La ricostruzione delle mura di Gerusalemme non ne era eccezione. Dove Dio è all'opera, Satana fa sorgere degli agitatori per cercare di bloccare l'opera di Dio. Leggiamo ai versetti 7 e 8: "Quando però Sanballat, Tobiah, gli Arabi, gli Ammoniti e gli Asdodei vennero a sapere che la riparazione delle mura di Gerusalemme, progrediva e che le brecce cominciavano a chiudersi, si adirarono grandemente, e tutti assieme congiurarono di venire ad attaccare Gerusalemme e a crearvi disordini"
Quando i nemici dell'opera di Dio cominciano a opporsi al popolo di Dio, il risultato è che il popolo diventa grandemente scoraggiato. Anche a noi accade la stessa cosa. Spesso è quando il nemico si mette contro di noi che diventiamo scoraggiati. E' importante sapere questo, e riconoscere il fenomeno per quello che è. Se noi cominciamo a capire come sopraggiunga lo scoraggiamento, potremmo anche capire come affrontarlo in modo positivo. Lo scoraggiamento arriverà. La sfida per noi è quella di intendere i segni della sua venuta e prendere le necessarie misure per vincerlo. Dobbiamo comprenderne sia le cause che le medicine.

1.  La fatica

La fatica, la stanchezza, è una delle maggiori cause dello scoraggiamento. Dopo che i nemici della ricostruzione avevano cominciato a creare disturbi fra il popolo, noi cominciamo a vedere come subentri la fatica: Al versetto 10 leggiamo: "Quelli di Giuda, però, dicevano: le forze dei portatori di pesi vengono meno…"
Il popolo che aveva lavorato fin ora a ricostruire il muro era già da tempo che lavorava. Erano esausti, ed ora questa opposizione era venuta, e questo aveva solo fatto si che la loro fatica fisica diventasse più acuta. Quando sei esaurito fisicamente, è molto facile diventare scoraggiato al più piccolo problema.
E' pure interessante notare il momento in cui questa gente era diventata stanca e scoraggiata. Il vers. 6 dice che le mura erano state ricostruite fino alla metà della loro altezza. Erano a metà dell'opera. Molte volte quando iniziamo un nuovo progetto, la prima metà va in fretta e bene. Perché? Perché siamo entusiasti e non vediamo l'ora di raggiungere l'obiettivo. E' qualcosa di nuovo, ma poi la novità scompare e il lavoro diventa una routine e noioso, e poi diventa facile stancarsi. E quando si è stanchi, è facile diventare scoraggiati e cominciare a pensare che non si arriverà mai alla fine. E' proprio quello che è successo a quelli di Giuda. Il vers. 10 dice: "Le forze dei portatori di pesi vengono meno… noi non riusciremo a costruire le mura!". Erano diventati pronti ad abbandonare l'opera. Sono le stesse persone di cui al versetto 6 si dice: "Il popolo aveva preso a cuore il lavoro".
Magari anche voi potreste pensare a qualche progetto che avevate intrapreso in cui avete avuto una simile esperienza. Magari un progetto nel vostro lavoro, intorno a casa vostra. A metà dell'opera avete cominciato a pensare che non l'avreste mai portata a compimento. Forse vi siete accorti che ci voleva più tempo di quello che all'inizio avevate pensato, il che non è insolito. Forse avete cominciato a razionalizzare e persino a sviluppare argomenti sul perché non avreste mai finito. Forse avete pure pensato che fosse la volontà di Dio a non desiderare che noi doveste terminare. Molta gente manca di compiere molte cose a causa di quel tipo di fatica e di scoraggiamento. Questo è ancora più vero quando, nel frattempo, le cose non vanno affatto bene. Quando fate cadere la vernice che avete appena dato, o rompete il vetro che cercavate di mettere, o bruciate il forno a microonde, questo può essere scoraggiante. E' particolarmente vero quando siete fisicamente stanchi.

2. La frustrazione

Un'altra ragione per cui si può diventare scoraggiati è la frustrazione. Al vers. 10 leggiamo pure che il popolo diceva: "… e le macerie sono tante che noi non riusciremo a costruire le mura!". Erano diventati scoraggiati perché erano così frustrati della situazione!
Parlavano delle macerie che si erano frapposte loro. Sono sicuro che avevano incontrato vecchie rocce spezzate, detriti, e calce seccata, come pure altri residui di varia natura sotto di loro. C'era robaccia dappertutto. Ed era frustrante.
Proprio come loro perdono di vista così il loro obiettivo, anche noi perdiamo di vista il nostro obiettivo quando nella nostra vita vi sono troppe macerie, troppi residui, troppa robaccia da dover trattare. Avete voi nella vostra vita troppe macerie che vi impediscono di andare avanti e costruire cose nuove?
Quali sono le vostre macerie? Le vostre macerie potrebbero essere dei peccati o delle azioni sbagliate da voi commesse, o cattivi pensieri e atteggiamenti che non siete disposti ad abbandonare. Le vostre macerie potrebbero anche essere le molte cose triviali con le quali perdete il vostro tempo, consumate la vostra energia, il vostro denaro. Le macerie o robaccia è tutto ciò che viene in mezzo fra voi e gli obiettivi che vi proponete, ciò che vi impedisce di realizzare obiettivi veramente importanti nella vostra vita. Le scorie, la spazzatura, i detriti causano problemi: ci frustrano. Ecco perché dovremmo venire prima alle prese con tutta la spazzatura che c'è nella nostra vita. Dobbiamo però comprendere che tutti questi detriti sono un problema.
In Ebrei 12:1 troviamo scritto: "Anche noi dunque, essendo circondati da un così gran numero di testimoni, deposto ogni peso e il peccato che ci sta sempre attorno allettandoci, corriamo con perseveranza la gara che ci è posta davanti"Troppa robaccia nella nostra vita è un ostacolo ed un peso. Ci fa rallentare. Ci fa inciampare. Ci fa cadere. Ed è molto frustrante. E' come cercare di correre in mezzo al fango, non è facile muovere in fretta i piedi, consuma energie. Il risultato è che usiamo tutta la nostra attenzione ed energia su questi detriti, e non raggiungiamo l'obiettivo desiderato. Una delle cause prime dello scoraggiamento è la frustrazione.

3. La paura

Un'altra delle cause dello scoraggiamento è la paura. I nemici dell'opera del Signore sono maestri nell'instillare la paura nel popolo di Dio. Nehemia stesso vedeva la loro paura, Avevano paura dei loro nemici, e come risultato, credevano che non ce l'avrebbero mai fatta. Ricordate come dicevano al vers. 10: "Noi non riusciremo a ricostruire le nostre mura". Erano pronti a rinunciare all'opera. Avevano paura di essere ammazzati dal nemico. Sentivano di non essere in gradi di terminare ciò che avevano iniziato nel ricostruire il muro. Il risultato è che diventarono molto scoraggiati.
La paura è scoraggiante. Quando avete paura, come reagite? Bene, qualche volta la paura vi fa semplicemente abbandonare l'opera. Si tratta dello stesso sentimento che avevano quei Giudei. A causa della paura, erano pronti ad abbandonare l'opera. Pensavano di non essere abbastanza forti per potere resistere al nemico. Se pensiamo che il compito sia troppo grande e le risorse troppo limitate, qualche volta anche noi reagiamo allo stesso modo. Se facciamo così, certamente falliremo. Questi Giudei avrebbero potuto rinunciare all'impresa. Se l'avessero fatto, avrebbero sicuramente fallito, e non avrebbero compiuto l'opera che chiaramente Dio aveva determinato che essi portassero a compimento.
Dobbiamo fare attenzione a non lasciarci vincere dalla paura. Dobbiamo essere consapevoli che quando abbiamo paura, siamo più vulnerabili allo scoraggiamento. E' una tattica del nemico. E' una delle sue maggiori strategie per sconfiggerci.
Abbiamo così visto tre cose che possono portare lo scoraggiamento nella nostra vita: la fatica, la frustrazione e la paura. Dobbiamo stare molto in guardia quando le incontriamo. Là dove esse si trovano, lo scoraggiamento non mancherà di arrivare.

Il rimedio allo scoraggiamento
fede
Che fare, però, quando siamo scoraggiati? Abbiamo visto tre fra le cause dello scoraggiamento. Quale ne è la medicina?

1. Riorganizzarsi

Una delle prime cose che fa Nehemia, ed una delle prime che noi pure dobbiamo fare, è di riorganizzarsi. Al vers. 13 Nehemia dice: "io disposi uomini armati nei luoghi più bassi dietro le mura; vi disposi il popolo per famiglie, con le loro spade, le loro lance e i loro archi"
Rammentate che essi avevano già completato la metà dell'altezza delle mura. Nehemia già aveva organizzato il popolo ed essi avevano compiuto la metà di quello che si erano proposti di fare. Ora, però, era sorta una nuova situazione. Una nuova situazione richiedeva un cambiamento nell'organizzazione. Così Nehemia riorganizzò il popolo per renderlo più efficace nel loro compito.
Quando noi diventiamo scoraggiati, una delle prime cose che dobbiamo fare è riorganizzare le nostre priorità. Dobbiamo riesaminare la nostra vita ed applicarvi un cambiamento nell'approccio invece di diventare tanto scoraggiati da abbandonare l'opera.
Se avete un problema, allora, riorganizzatevi. Avete un problema nel vostro matrimonio? Beh, non desistete. Cambiate il vostro approccio. Adottate un nuovo atteggiamento. Avete un problema al lavoro? Non rinunciate. Cambiate le vostre priorità. Avete un problema nel vostro rapporto con Dio? Non smettete di seguire Gesù! Riorganizzate la vostra vita di preghiera! Affidate a Dio quell'area della vostra vita che Gli avevate sottratto. Forse siete frustrati per tutta la robaccia che si è accumulata nella vostra vita. Allora riorganizzatevi. Eliminatene un po',  il punto è  che non dovete rinunciare mai alla lotta. Non lasciatevi vincere dallo scoraggiamento. Reagite, fate qualcosa al riguardo!

2. Ricordarsi

Al fine di vincere lo scoraggiamento, dobbiamo ricordarci del Signore. Ascoltate che cosa dice Nehemia al vers. 14 quando egli vede la loro paura: "Dopo aver esaminato la cosa mi levai e dissi ai notabili, ai magistrati e al resto del popolo: "Non abbiate paura di loro! Ricordatevi del Signore grande e tremendo e combattete per i vostri fratelli, per i vostri figli e figlie, per le vostre mogli e per le vostre case!""
In che modo voi vi rammentate del Signore? Che cosa ricordate di Lui? Beh, prima di tutto rammentatevi che Egli è presente. Vedete, si può diventare molto scoraggiati quando si pensa di essere rimasti soli nella situazione in cui vi trovate. Dio però è accanto a voi? Pensavate che si fosse ritirato da voi? Sia che ce ne rendiamo conto oppure no, aiuta a rendercene conto!
Rammentatevi che Dio è grande e tremendoDio è del tutto sufficiente per trattare il vostro scoraggiamento e la situazione che state affrontando. C'è qualcosa di cui dobbiamo rammentarci. Ecco che cosa significa rammentarsi del Signore.
Così, quando siete scoraggiati, dovete volgere la vostra attenzione dal vostro scoraggiamento a Colui che è in grado di venire alle prese con successo della vostra situazione. Dio vi è stato fedele nel passato, Egli vi è fedele oggi, e Lui vi sarà fedele anche per il futuro. Rammentatevi del Signore. Rammentate le Sue promesse. Rammentatevi della Sua bontà. Rammentatevi della Sua potenza. Egli è un Dio grande e tremendo. Ricordatevi di Lui!

3. Resistere

Dovete infine ingaggiare guerra contro lo scoraggiamento. Dovete essere attivi e combattere lo scoraggiamento. Notate che cosa dice Nehemia al vers. 14: " e combattete per i vostri fratelli, per i vostri figli e figlie, per le vostre mogli e per le vostre case!"".
Nehemia dice che essi non avrebbero dovuto desistere, rinunciare alla lotta, ma combattere. Egli dice loro non semplicemente di non cedere allo scoraggiamento, ma di resistere con tutte le loro forze! Egli li chiamava all'azione. E' questo stesso appello al quale noi dovremmo prestare attenzione se vogliamo vincere la guerra contro lo scoraggiamento.
Dalla Bibbia è chiaro che noi, come credenti, siamo ingaggiati in una battaglia spirituale. Stiamo combattendo un conflitto soprannaturale. Il nostro nemico è il diavolo ed i suoi seguaci. Satana e i suoi spiriti demoniaci sono impegnati a fare tutto quanto sia loro possibile per sconfiggerci. Dobbiamo fare precisamente ciò che a cui Nehemia incoraggiava il popolo a fare. Dobbiamo resistere.
E' esattamente ciò che ci viene detto in Giacomo 4:7: "Sottomettetevi dunque a Dio, resistete al diavolo ed egli fuggirà da voi" . Dobbiamo resistere alla sua opera nel nostro mezzo. Dobbiamo resistere ai pensieri negativi. Dobbiamo resistere ad ogni scoraggiamento che egli cerca di instillare nella nostra vita. Dobbiamo combattere la battaglia della fede e stare fermi contro l'opera del nemico nella nostra vita. Solo in questo modo noi avremo successo nella nostra lotta contro lo scoraggiamento.
Sebbene la fatica, la frustrazione e la paura, possano portarci allo scoraggiamento, riorganizzare le nostre priorità, rammentarci del Signore e resistere al diavolo, ci potrà far conseguire la vittoria sullo scoraggiamento. Se applicheremo questi principi, Dio ci farà conseguire la vittoria.
di J. David Hoke (trad. di P. Castellina)
“quando il Nemico arriva come una fiumana, lo Spirito di Dio gli resisterà”

 http://consapevolinellaparola.blogspot.it/2012/09/affrontare-e-vincere-lo-scoraggiamento.html

ciao

per tutti coloro che mi vogliono bene un invito a riflettere

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